martedì, gennaio 21, 2003
DARIO FO SI RACCONTA:
IL PREMIO NOBEL PUBBLICA UN DIVERTENTE LIBRO SULLA SUA INFANZIA
ROMA\ aise\21 gennaio 2003 - Potrebbe considerarsi come una tappa fondamentale di ogni grande artista quella, ad un certo punto della propria esistenza, di scrivere la propria autobiografia; lo hanno fatto in tanti, anche con lodevoli successi, pensiamo, come esempio che valga per tutti, all'immensa autoagiografia scritta da Chaplin su se stesso. Un altro grande attore, oltre che drammaturgo e scrittore, Dario Fo - nato nel 1926 e premio Nobel nel 1997- si � cimentato, ultimamente, proprio con quello che � divenuto un vero genere letterario, si tratta del libro Il paese dei Mezar�t, i miei primi sette anni (e qualcuno in pi�), pubblicato nel dicembre scorso da Feltrinelli nella collana "I Narratori", (196 pagine, euro 14). Tutti noi conosciamo, almeno per sentito dire, la sua fama di attore dalla grande presenza scenica e dalla fisicit� direttamente ereditata dalla tradizione della Commedia dell'Arte; la celebrit� di autore poi non � inferiore a quella di interprete e alcuni suoi lavori sono tuttora oggetto di studio nelle universit� italiane; pensiamo solo a Mistero buffo, alla serie delle commedie, al pi� recente Lo santo jullare Francesco, al saggio Manuale minimo dell'attore.
Curato dall'inseparabile compagna Franca Rame, che con lui ha condiviso dal 1953 gioie, ma soprattutto sventure pi� o meno gravi - causate dal loro modo irriverente, sarcastico, ma sempre puntuale di colpire la societ� borghese benpensante - il testo si apre con una nota dello stesso Fo, il quale chiarisce che ci� che ci accingiamo a leggere � pi� un "frammento della mia infanzia. Anzi � solo l'inizio", piuttosto che la storia della sua vita artistica. Partendo da una battuta di Bruno Bettelheim, autore di una teoria innovativa sull'evoluzione del carattere umano, Fo ci spiega il perch� del sottotitolo; Bettelheim dice: "di un uomo basta che mi diate i primi sette anni della sua vita, l� c'� tutto, il resto tenetevelo pure". Da questo azzardato, ma forse non privo di fondamento, assunto, il drammaturgo lombardo prende le mosse per renderci edotti riguardo alla sua primissima fase della sua vita.
Si susseguono, fin dall'inizio narrazioni di vita quotidiana che il piccolo Dario vive all'insegna di una schiettezza tipicamente infantile, coadiuvata dallo splendido rapporto con i parenti; soprattutto con "P� Fo", Felice Fo, ferroviere di cultura socialista, laico e profondamente umano nell'affrontare le vicende della vita e con il nonno, altro suo grande maestro, il "Brist�n". Le avventure della famiglia Fo sono tutte narrate con piglio brillante e con un linguaggio fluido e convincente; molti sono i particolari, significativi per la propria crescita artistica, su cui l'autore si sofferma; prendiamo questo passo in cui il piccolo Dario assiste per la prima volta ad un concerto di una musica stranissima, ma elettrizzante: <>. Era il jazz!
Pi� avanti si chiarisce anche il significato del titolo vero e proprio: i "mezar�t", sono i cosiddetti pipistrelli (mezzi ratti, letteralmente) e dato che gli abitanti di Porto Valtravaglia - dove i Fo si erano trasferiti a causa del lavoro di P� Fo - lavoravano quasi tutti di notte nelle fabbriche del vetro prevalentemente, venivano associati a quei topi volanti notturni. Fo � consapevole che il suo pubblico di lettori vorrebbe comunque cogliere qualche segno di quella che poi diverr� la sua vocazione, il teatro, ed ecco allora alcune riflessioni, "condite" con simpatici racconti che sanno d'aneddoto: <>. Poco pi� avanti si legge quest'episodio: <>. Non poteva passare senza commenti, infine, la tragedia della Seconda Guerra Mondiale e Fo racconta del suo "pellegrinare" tra una forza armata e l'altra, per evitare di finire nell'esercito tedesco, per di pi� oltralpe. Finisce anche col fare il paracadutista! Ma � nel commentare la vista dei treni dei deportati, soprattutto ebrei, che egli raggiunge livelli pi� elevati di commozione e di critica politica: <>.
Dario Fo � riuscito a regalarci gli aspetti pi� reconditi della sua vita, senza mai scadere nel pettegolezzo, aggiungendo anzi, importanti tasselli alla sua personalit� gi� allora inquieta e scevra da ogni pregiudizio. Un riso dolceamaro si diffonde nella mente del lettore attento, che pu� cogliere sia l'aspetto ludico di un libro, comunque, sempre piacevole, sia la sua pi� recondita sfaccettatura che vede una lucida e critica analisi della societ� italiana tra le due guerre, cristallizzata su fittizi valori e perci� sclerotizzata su preconcetti e atteggiamenti acritici nei confronti di chi al contrario, cercava di distinguersi dal pi� comodo pensiero di massa. Cos� il nonno Brist�n predicava al pap� Fo, cos� quest'ultimo al piccolo Dario, che, attento a riceverne la lezione pi� autentica, � divenuto per questo una delle coscienze attuali pi� profonde e complesse. (paolo bernardi/aise)
IL PREMIO NOBEL PUBBLICA UN DIVERTENTE LIBRO SULLA SUA INFANZIA
ROMA\ aise\21 gennaio 2003 - Potrebbe considerarsi come una tappa fondamentale di ogni grande artista quella, ad un certo punto della propria esistenza, di scrivere la propria autobiografia; lo hanno fatto in tanti, anche con lodevoli successi, pensiamo, come esempio che valga per tutti, all'immensa autoagiografia scritta da Chaplin su se stesso. Un altro grande attore, oltre che drammaturgo e scrittore, Dario Fo - nato nel 1926 e premio Nobel nel 1997- si � cimentato, ultimamente, proprio con quello che � divenuto un vero genere letterario, si tratta del libro Il paese dei Mezar�t, i miei primi sette anni (e qualcuno in pi�), pubblicato nel dicembre scorso da Feltrinelli nella collana "I Narratori", (196 pagine, euro 14). Tutti noi conosciamo, almeno per sentito dire, la sua fama di attore dalla grande presenza scenica e dalla fisicit� direttamente ereditata dalla tradizione della Commedia dell'Arte; la celebrit� di autore poi non � inferiore a quella di interprete e alcuni suoi lavori sono tuttora oggetto di studio nelle universit� italiane; pensiamo solo a Mistero buffo, alla serie delle commedie, al pi� recente Lo santo jullare Francesco, al saggio Manuale minimo dell'attore.
Curato dall'inseparabile compagna Franca Rame, che con lui ha condiviso dal 1953 gioie, ma soprattutto sventure pi� o meno gravi - causate dal loro modo irriverente, sarcastico, ma sempre puntuale di colpire la societ� borghese benpensante - il testo si apre con una nota dello stesso Fo, il quale chiarisce che ci� che ci accingiamo a leggere � pi� un "frammento della mia infanzia. Anzi � solo l'inizio", piuttosto che la storia della sua vita artistica. Partendo da una battuta di Bruno Bettelheim, autore di una teoria innovativa sull'evoluzione del carattere umano, Fo ci spiega il perch� del sottotitolo; Bettelheim dice: "di un uomo basta che mi diate i primi sette anni della sua vita, l� c'� tutto, il resto tenetevelo pure". Da questo azzardato, ma forse non privo di fondamento, assunto, il drammaturgo lombardo prende le mosse per renderci edotti riguardo alla sua primissima fase della sua vita.
Si susseguono, fin dall'inizio narrazioni di vita quotidiana che il piccolo Dario vive all'insegna di una schiettezza tipicamente infantile, coadiuvata dallo splendido rapporto con i parenti; soprattutto con "P� Fo", Felice Fo, ferroviere di cultura socialista, laico e profondamente umano nell'affrontare le vicende della vita e con il nonno, altro suo grande maestro, il "Brist�n". Le avventure della famiglia Fo sono tutte narrate con piglio brillante e con un linguaggio fluido e convincente; molti sono i particolari, significativi per la propria crescita artistica, su cui l'autore si sofferma; prendiamo questo passo in cui il piccolo Dario assiste per la prima volta ad un concerto di una musica stranissima, ma elettrizzante: <
Pi� avanti si chiarisce anche il significato del titolo vero e proprio: i "mezar�t", sono i cosiddetti pipistrelli (mezzi ratti, letteralmente) e dato che gli abitanti di Porto Valtravaglia - dove i Fo si erano trasferiti a causa del lavoro di P� Fo - lavoravano quasi tutti di notte nelle fabbriche del vetro prevalentemente, venivano associati a quei topi volanti notturni. Fo � consapevole che il suo pubblico di lettori vorrebbe comunque cogliere qualche segno di quella che poi diverr� la sua vocazione, il teatro, ed ecco allora alcune riflessioni, "condite" con simpatici racconti che sanno d'aneddoto: <
Dario Fo � riuscito a regalarci gli aspetti pi� reconditi della sua vita, senza mai scadere nel pettegolezzo, aggiungendo anzi, importanti tasselli alla sua personalit� gi� allora inquieta e scevra da ogni pregiudizio. Un riso dolceamaro si diffonde nella mente del lettore attento, che pu� cogliere sia l'aspetto ludico di un libro, comunque, sempre piacevole, sia la sua pi� recondita sfaccettatura che vede una lucida e critica analisi della societ� italiana tra le due guerre, cristallizzata su fittizi valori e perci� sclerotizzata su preconcetti e atteggiamenti acritici nei confronti di chi al contrario, cercava di distinguersi dal pi� comodo pensiero di massa. Cos� il nonno Brist�n predicava al pap� Fo, cos� quest'ultimo al piccolo Dario, che, attento a riceverne la lezione pi� autentica, � divenuto per questo una delle coscienze attuali pi� profonde e complesse. (paolo bernardi/aise)
domenica, gennaio 19, 2003
Toscana: ambasciatore Cassini consigliere diplomatico Martini
Firenze, 17 gen. (Adnkronos) - E' la riforma federalista che attribuisce alle Regioni un nuovo ruolo nell'ambito dei rapporti internazionali. Per questo Toscana, Campania, Lazio, Lombardia e Sicilia, le cinque Regioni italiane con maggior numero di relazioni con l'estero, si sono dotate di un consigliere diplomatico, una figura di consulenza scelta tra i ranghi della diplomazia italiana.
La Giunta regionale della Toscana, presieduta da Claudio Martini, ha scelto Giuseppe Cassini, gi� ambasciatore a Beirut.
La carriera diplomatica di Cassini � iniziata in Belgio e si � svolta attraverso una serie di importanti tappe che lo hanno portato a confrontarsi con realt� e situazioni spesso difficili: lasciato il Belgio � stato in Algeria, poi a Cuba, poi negli Usa, a Ginevra presso l'Onu ed in Somalia. Rientrato in Italia e' stato dal 1990 al 1994 consigliere diplomatico del ministero dell'Ambiente. Lasciato l'incarico ha ricoperto la prestigiosa carica di ambasciatore in Libano fino ad oggi. Cassini svolger� il compito di consulente del presidente della Regione per quanto riguarda gli affari diplomatici e le attivit� di profilo internazionale. Primo frutto del lavoro di Cassini e' stata l'organizzazione dell'imminente viaggio di Martini in Sud America.
Firenze, 17 gen. (Adnkronos) - E' la riforma federalista che attribuisce alle Regioni un nuovo ruolo nell'ambito dei rapporti internazionali. Per questo Toscana, Campania, Lazio, Lombardia e Sicilia, le cinque Regioni italiane con maggior numero di relazioni con l'estero, si sono dotate di un consigliere diplomatico, una figura di consulenza scelta tra i ranghi della diplomazia italiana.
La Giunta regionale della Toscana, presieduta da Claudio Martini, ha scelto Giuseppe Cassini, gi� ambasciatore a Beirut.
La carriera diplomatica di Cassini � iniziata in Belgio e si � svolta attraverso una serie di importanti tappe che lo hanno portato a confrontarsi con realt� e situazioni spesso difficili: lasciato il Belgio � stato in Algeria, poi a Cuba, poi negli Usa, a Ginevra presso l'Onu ed in Somalia. Rientrato in Italia e' stato dal 1990 al 1994 consigliere diplomatico del ministero dell'Ambiente. Lasciato l'incarico ha ricoperto la prestigiosa carica di ambasciatore in Libano fino ad oggi. Cassini svolger� il compito di consulente del presidente della Regione per quanto riguarda gli affari diplomatici e le attivit� di profilo internazionale. Primo frutto del lavoro di Cassini e' stata l'organizzazione dell'imminente viaggio di Martini in Sud America.
domenica, gennaio 12, 2003
�MI MANDA CRAXI�
Istituti di cultura, assolto a Bologna lo storico Sechi
Il Giornale, 11 gennaio 2003
Da Bologna
Il tribunale di Bologna ha assolto con formula piena lo storico Salvatore Sechi dalle accuse di falso e di truffa. I reati sarebbero stati commessi, secondo l�accusa, ai tempi in cui Sechi diresse l�Istituto Italiano di Cultura di San Francisco alla cui testa fu nominato su proposta dell�allora ministro degli Esteri Gianni de Michelis. Nel processo il suo principale accusatore (Bruno Bellotto, ora direttore dell�Istituto di Amsterdam) coinvolse l�ex ambasciatore Boris Bianchieri, l�Ambasciatore Vattani e il console di San Francisco Griccioli accusandoli di non aver controllato i bilanci e le spese dell�Istituto perch� Sechi era un �Mi manda Craxi� da sopportare per due anni e poi rimandare a casa. Sospetta era apparsa anche l�organizzazione da parte dello storico bolognese di un convegno su �politica, corruzione e Mani pulite� presso l�Universit� di Berkeley, i cui atti sono stati pubblicati nella collana del campus californiano. I due testimoni dell�accusa, incalzati dai magistrati e dal legale dell�imputato, hanno dovuto ammettere che nel periodo in cui vennero effettuati i viaggi di servizio contestati a Sechi, erano in ferie o assenti.
�Fortunatamente � ha commentato Sechi � i giudici hanno evitato di prestarsi al tentativo di politicizzare il processo e avventurarsi in una caccia alle streghe contro i socialisti. Ma i dieci anni di isolamento in cui sono vissuto non potr� ridarmeli nessuno. Sono risultato innocente, ma in realt� ho scontato una lunga pena�.
Istituti di cultura, assolto a Bologna lo storico Sechi
Il Giornale, 11 gennaio 2003
Da Bologna
Il tribunale di Bologna ha assolto con formula piena lo storico Salvatore Sechi dalle accuse di falso e di truffa. I reati sarebbero stati commessi, secondo l�accusa, ai tempi in cui Sechi diresse l�Istituto Italiano di Cultura di San Francisco alla cui testa fu nominato su proposta dell�allora ministro degli Esteri Gianni de Michelis. Nel processo il suo principale accusatore (Bruno Bellotto, ora direttore dell�Istituto di Amsterdam) coinvolse l�ex ambasciatore Boris Bianchieri, l�Ambasciatore Vattani e il console di San Francisco Griccioli accusandoli di non aver controllato i bilanci e le spese dell�Istituto perch� Sechi era un �Mi manda Craxi� da sopportare per due anni e poi rimandare a casa. Sospetta era apparsa anche l�organizzazione da parte dello storico bolognese di un convegno su �politica, corruzione e Mani pulite� presso l�Universit� di Berkeley, i cui atti sono stati pubblicati nella collana del campus californiano. I due testimoni dell�accusa, incalzati dai magistrati e dal legale dell�imputato, hanno dovuto ammettere che nel periodo in cui vennero effettuati i viaggi di servizio contestati a Sechi, erano in ferie o assenti.
�Fortunatamente � ha commentato Sechi � i giudici hanno evitato di prestarsi al tentativo di politicizzare il processo e avventurarsi in una caccia alle streghe contro i socialisti. Ma i dieci anni di isolamento in cui sono vissuto non potr� ridarmeli nessuno. Sono risultato innocente, ma in realt� ho scontato una lunga pena�.
venerdì, gennaio 10, 2003
Italiani all'estero: Danieli, Tremaglia non doveva dimettersi?
Roma, 9 gen. (Adnkronos)- ''Dobbiamo constatare che anche il ministro Tremaglia � entrato a far parte di quella categoria di ministri che fanno della 'show diplomacy' un elemento costitutivo della propria azione istituzionale, presentando una immagine che supera ogni realt�, anche quella degli italiani nel mondo, realta' dimenticata dal Governo Berlusconi''.
Lo afferma Franco Danieli, vicepresidente della Commissione Esteri del Senato e responsabile dell'Ufficio per gli Italiani nel Mondo della Margherita.
''Ma il Tremaglia che illustra oggi al Presidente Ciampi 'i risultati' ottenuti (quali?) - chiede Danieli - � lo stesso che solo qualche settimana fa minacciava, per l'ennesima volta, le dimissioni per protestare contro i tagli operati in Finanziaria dal governo Berlusconi nei confronti dei nostri connazionali all'estero ?''.
''Tremaglia - continua l'esponente della Margherita - pretende la botte piena e la moglie ubriaca? Da una parte � il ministro di un governo che ha dimostrato ostilit� ed insensibilit� nei confronti delle comunit� italiane all'estero, operando tagli su tutti i capitoli di bilancio, sia con la Finanziaria sia con il decreto 'taglia spese Tremonti''', dall'altra ''pretende vendere, con una retorica antica e vuota, interventi in realt� inesistenti, come quello dell'adeguamento dei minimi di pensione. Sarebbe stato giusto e doveroso per i parlamentari della destra votare l'emendamento proposto dall'Ulivo che riconosceva per gli italiani residenti all'estero lo stesso adeguamento previdenziale gi� attribuito agli italiani residenti sul territorio nazionale. Ma cos� non e' stato lo hanno bocciato''.
Roma, 9 gen. (Adnkronos)- ''Dobbiamo constatare che anche il ministro Tremaglia � entrato a far parte di quella categoria di ministri che fanno della 'show diplomacy' un elemento costitutivo della propria azione istituzionale, presentando una immagine che supera ogni realt�, anche quella degli italiani nel mondo, realta' dimenticata dal Governo Berlusconi''.
Lo afferma Franco Danieli, vicepresidente della Commissione Esteri del Senato e responsabile dell'Ufficio per gli Italiani nel Mondo della Margherita.
''Ma il Tremaglia che illustra oggi al Presidente Ciampi 'i risultati' ottenuti (quali?) - chiede Danieli - � lo stesso che solo qualche settimana fa minacciava, per l'ennesima volta, le dimissioni per protestare contro i tagli operati in Finanziaria dal governo Berlusconi nei confronti dei nostri connazionali all'estero ?''.
''Tremaglia - continua l'esponente della Margherita - pretende la botte piena e la moglie ubriaca? Da una parte � il ministro di un governo che ha dimostrato ostilit� ed insensibilit� nei confronti delle comunit� italiane all'estero, operando tagli su tutti i capitoli di bilancio, sia con la Finanziaria sia con il decreto 'taglia spese Tremonti''', dall'altra ''pretende vendere, con una retorica antica e vuota, interventi in realt� inesistenti, come quello dell'adeguamento dei minimi di pensione. Sarebbe stato giusto e doveroso per i parlamentari della destra votare l'emendamento proposto dall'Ulivo che riconosceva per gli italiani residenti all'estero lo stesso adeguamento previdenziale gi� attribuito agli italiani residenti sul territorio nazionale. Ma cos� non e' stato lo hanno bocciato''.
