martedì, febbraio 25, 2003
Cinema: addio ad Alberto Sordi
Roma, 25 feb. - (Adnkronos) - Addio ad Alberto Sordi. Il grande attore italiano, che con le sue battute e i suoi film, ha contribuito a fare la storia del nostro cinema se ne � andato all'et� di 83 anni. Era nato il 15 giugno del 1920 a Roma.
Vedovo, americano a Roma, vigile, magistrato, detenuto, medico, borghese, seduttore, soldato, tassinaro. Nessuno ha 'interpretato' l'italiano come lui, che ha avuto a disposizione 190 film per raccontare il Bel Paese. Con l'avanspettacolo, la rivista, la radio, il doppiaggio (di Oliver Hardy) alle spalle, l'attore romano ha iniziato nel mondo del cinema nei primi anni '50. E non a caso Federico Fellini fu uno dei primi a scommettere sul suo talento con 'Lo sceicco bianco' , dove � un gaglioffo da fotoromanzi. Sempre di Fellini � 'I vitelloni', mentre in 'Un giorno in pretura' di Steno si vede il personaggio di Moriconi Fernando, detto l''americano'.
Sordi � stato anche un mattatore del box office, specie tra gli anni '50 e '60, quando la commedia all'italiana produceva il massimo. E tutti i pi� grandi film di quegli anni sono con Sordi: 'La grande guerra', 'Tutti a casa, 'Il vigile', 'Una vita difficile', 'Mafioso', 'I complessi', solo per citarne alcuni. Sempre attento ai cambiamenti della societ�, Sordi ha saputo 'leggere' l'Italia anche negli anni '70 con film come 'Detenuto in attesa di giudizio' e 'Lo scopone scientifico'. Come regista, il primo film di Sordi e' del '66, 'Fumo di Londra'. Rivalutato dalla critica, come accade spesso, solo in un secondo momento, Sordi ha anche ricevuto il Leone d'oro ala carriera dal Festival di Venezia.
Ma il modo migliore per ricordare la sconfinata carriera dell'attore romano, spentosi oggi a Roma, 'rileggere alcune delle sue celebri battute. Come quella del 'Il vedovo'. Di notte, a passeggio insieme a un amico, Sordi rivela il suo sogno: ''Ho sognato che ero rimasto vedovo. Un sogno completo: morte, camera ardente, funerale. Io camminavo dietro al feretro. Mentre tutti piangevano, io ridevo. Poi, mentre calavano la bara gi�, nella fossa, ho sentito come un colpetto qui dietro alla nuca. Tac! Anche abbastanza forte. Mi sono risvegliato nel mio letto: era mia moglie che mi diceva, 'cos'hai cretinetti, ridi nel sonno?'''.
Memorabile, nel 'Tassinaro', la lite con il turista americano su 'Dallas': ''Ma che, noi italiani ve imponemo a voi forse una trasmissione in televisione de nome Valmontone, Portogruaro, Gallarate? Perch� voi ce dovete rompe li cojoni con 'sto 'Dallas'?''. Ancora, da 'Mamma mia che impressione', Sordi allo scopino in strada: ''Molte immondizie, scopi'? Che ce voi f�, se non ci fossero gli insudicioni non ci saresti neanche tu scopi', non ti pare?''. Celebre anche la caricatura del funzionario ne 'Il commissario', con il personaggio del vice commissario Lombardozzi Dante. Quando si presenta ad una ragazza spaventata, Lombardozzi dice: ''Capisco che un animo sensibile come il suo possa turbarsi, ma non il funzionario deve impressionarla, bens� l'uomo''.
lunedì, febbraio 24, 2003
Italiano: i linguisti, e-mail pi� rischiose degli sms
Roma, 24 feb. (Adnkronos) - L'uso sempre pi� diffuso delle nuove tecnologie di comunicazione puo' mettere a rischio le basi della lingua italiana? Gli studiosi, per il momento, non sono catastrofisti: gli Sms, i messaggini trasmessi con il telefono cellulare, non preoccupano pi� di tanto, perch� appaiono prevalentemente un gioco, soprattutto giovanile. Maggiori perplessit� i linguisti nutrono invece sul linguaggio che sempre pi� spesso si usa, attraverso internet, nelle e-mail, la cosiddetta posta elettronica: perch� pur essendo un tipo di comunicazione scritta finisce con l'assomigliare sempre pi� spesso a quella parlata, ''confondendo due piani espressivi che rispondono a strategie comunicative diverse''.
Osserva il professor Luca Serianni, ordinario di storia della lingua italiana all'Universit� 'La Sapienza' di Roma e socio dell'Accademia della Crusca, l'istituzione fiorentina che si occupa della 'purezza' della lingua di Dante Alighieri: ''Gli Sms non possono rappresentare un allarme per la tenuta delle regole tradizionali dell'italiano. Si tratta di un uso circoscritto di un linguaggio necessariamente sintetico e ludico, che non pu� affermarsi al di fuori di questi canali''.
Concorda la professoressa Valeria Della Valle, docente di lessicografia e lessicologia italiana all'Universit� 'La Sapienza' di Roma e fondatrice, insieme a Giovanni Adamo, dell'Osservatorio Neologico della lingua italiana: ''I messaggini telefonici rappresentano niente pi� che un gioco, che non provoca danni all'uso comune dell'italiano. Non si pu� fare del catastrofismo solo perch� per inviare un Sms si usano sigle, numeri ed abbreviazioni bizzarre anzich� parole intere''.
''Del resto - ricorda Della Valle - il ricorso ad abbreviazioni e sigle � un fatto antico, specie tra i giovani. L'uso di scrivere una 'x' al posto di 'per' quando gli studenti prendono appunti � un fatto quasi generalizzato, semplicemente per fare pi� in fretta. Ma ci�, evidentemente, non ha provocato dei danni irreparabili''.
Il professor Serianni invita a prestare, semmai, pi� attenzione alla lingua di internet, perch� questo � un mezzo usato sia dai giovani che dagli adulti, dove quindi la componente ludica c'� ma non � totalizzante. ''Il linguaggio delle e-mail a lungo andare potrebbe provocare delle conseguenze. Di che tipo? Nei messaggi di posta elettronica - afferma Serianni - si tende alla ridondanza tipica della conversazione orale e non alla organizzazione del pensiero propria dello scritto. Siamo di fronte quindi ad un linguaggio meno organizzato strategicamente, che potrebbe provocare un certo danno nel controllo della scrittura''.
Il dibattito sui pericoli che l'italiano correrebbe con Internet � comunque all'attenzione dei linguisti dalla seconda meta' degli anni Novanta. Gli studiosi pi� pessimisti hanno gi� lamentato la nascita di una neolingua che assomiglia ad un mix di parole inglesi, termini tecnici e invenzioni grafiche: e' stata anche ribattezzata ''cyber-italiano''.
A rilevare la prima volta la diffusione di questo neoitaliano e' stata nel 1997 la ricerca ''Lo strabismo telematico'', realizzata in collaborazione tra Utet e Telecom a cura del linguista e sociologo della comunicazione Fabio Di Spirito, che analizzava scientificamente centinaia di e-mail. Rispetto all'italiano tradizionale, la ''cyber-lingua'' si presenta - osserva Di Spirito - ''decostruita'' e ''slegata'', ricca di contrazioni e neologismi, che solo il pubblico degli ''iniziati'' della posta elettronica sembra in grado di comprendere al volo. Sono diffuse le espressioni che si riferiscono al ''linguaggio osceno, inframmezzate al linguaggio corrente''. Un'altra caratteristica che connota i messaggi e-mail � la presenza della lettera ''k'' al posto della ''c''.
Sui fenomeni nuovi che investono il linguaggio ancora una volta, come � suo costume, il professor Giovanni Nencioni, presidente onorario dell'Accademia della Crusca, invita a non lanciare allarmi eccessivi senza solidi base scientifiche, frutto di analisi serie.
''Prima di dare giudizi definitivi bisogner� vedere l'evoluzione del fenomeno Internet. Resta il fatto che giocare con la lingua non � una novit� e spesso nel corso dei secoli gruppi di persone si sono dati linguaggi convenzionali per puro diletto'', ha commentato.
Roma, 24 feb. (Adnkronos) - L'uso sempre pi� diffuso delle nuove tecnologie di comunicazione puo' mettere a rischio le basi della lingua italiana? Gli studiosi, per il momento, non sono catastrofisti: gli Sms, i messaggini trasmessi con il telefono cellulare, non preoccupano pi� di tanto, perch� appaiono prevalentemente un gioco, soprattutto giovanile. Maggiori perplessit� i linguisti nutrono invece sul linguaggio che sempre pi� spesso si usa, attraverso internet, nelle e-mail, la cosiddetta posta elettronica: perch� pur essendo un tipo di comunicazione scritta finisce con l'assomigliare sempre pi� spesso a quella parlata, ''confondendo due piani espressivi che rispondono a strategie comunicative diverse''.
Osserva il professor Luca Serianni, ordinario di storia della lingua italiana all'Universit� 'La Sapienza' di Roma e socio dell'Accademia della Crusca, l'istituzione fiorentina che si occupa della 'purezza' della lingua di Dante Alighieri: ''Gli Sms non possono rappresentare un allarme per la tenuta delle regole tradizionali dell'italiano. Si tratta di un uso circoscritto di un linguaggio necessariamente sintetico e ludico, che non pu� affermarsi al di fuori di questi canali''.
Concorda la professoressa Valeria Della Valle, docente di lessicografia e lessicologia italiana all'Universit� 'La Sapienza' di Roma e fondatrice, insieme a Giovanni Adamo, dell'Osservatorio Neologico della lingua italiana: ''I messaggini telefonici rappresentano niente pi� che un gioco, che non provoca danni all'uso comune dell'italiano. Non si pu� fare del catastrofismo solo perch� per inviare un Sms si usano sigle, numeri ed abbreviazioni bizzarre anzich� parole intere''.
''Del resto - ricorda Della Valle - il ricorso ad abbreviazioni e sigle � un fatto antico, specie tra i giovani. L'uso di scrivere una 'x' al posto di 'per' quando gli studenti prendono appunti � un fatto quasi generalizzato, semplicemente per fare pi� in fretta. Ma ci�, evidentemente, non ha provocato dei danni irreparabili''.
Il professor Serianni invita a prestare, semmai, pi� attenzione alla lingua di internet, perch� questo � un mezzo usato sia dai giovani che dagli adulti, dove quindi la componente ludica c'� ma non � totalizzante. ''Il linguaggio delle e-mail a lungo andare potrebbe provocare delle conseguenze. Di che tipo? Nei messaggi di posta elettronica - afferma Serianni - si tende alla ridondanza tipica della conversazione orale e non alla organizzazione del pensiero propria dello scritto. Siamo di fronte quindi ad un linguaggio meno organizzato strategicamente, che potrebbe provocare un certo danno nel controllo della scrittura''.
Il dibattito sui pericoli che l'italiano correrebbe con Internet � comunque all'attenzione dei linguisti dalla seconda meta' degli anni Novanta. Gli studiosi pi� pessimisti hanno gi� lamentato la nascita di una neolingua che assomiglia ad un mix di parole inglesi, termini tecnici e invenzioni grafiche: e' stata anche ribattezzata ''cyber-italiano''.
A rilevare la prima volta la diffusione di questo neoitaliano e' stata nel 1997 la ricerca ''Lo strabismo telematico'', realizzata in collaborazione tra Utet e Telecom a cura del linguista e sociologo della comunicazione Fabio Di Spirito, che analizzava scientificamente centinaia di e-mail. Rispetto all'italiano tradizionale, la ''cyber-lingua'' si presenta - osserva Di Spirito - ''decostruita'' e ''slegata'', ricca di contrazioni e neologismi, che solo il pubblico degli ''iniziati'' della posta elettronica sembra in grado di comprendere al volo. Sono diffuse le espressioni che si riferiscono al ''linguaggio osceno, inframmezzate al linguaggio corrente''. Un'altra caratteristica che connota i messaggi e-mail � la presenza della lettera ''k'' al posto della ''c''.
Sui fenomeni nuovi che investono il linguaggio ancora una volta, come � suo costume, il professor Giovanni Nencioni, presidente onorario dell'Accademia della Crusca, invita a non lanciare allarmi eccessivi senza solidi base scientifiche, frutto di analisi serie.
''Prima di dare giudizi definitivi bisogner� vedere l'evoluzione del fenomeno Internet. Resta il fatto che giocare con la lingua non � una novit� e spesso nel corso dei secoli gruppi di persone si sono dati linguaggi convenzionali per puro diletto'', ha commentato.
Lira: Sophia Loren inaugura il monumento
Roma, 24 feb. - (Adnkronos) - Sara' Sophia Loren a scoprire, sabato prossimo a Rieti, il primo monumento alla Lira, opera celebrativa in ricordo della storica moneta italiana. Alla cerimonia presieduta dal sindaco della citt� Giuseppe Emili, parteciperanno il vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini e il ministro ai Beni culturali Giuliano Urbani.
''Sono riconoscente alla citt� di Rieti - ha detto Sophia Loren - ideale centro geografico d'Italia che ha saputo interpretare il sentimento di tutti gli italiani, ospitando quest'opera. La nostra gloriosa moneta meritava un Monumento - ha aggiunto la grande attrice italiana - ed ora siamo noi che stiamo facendo una 'buona azione alla Lira'. Sono orgogliosa di essere stata invitata quale madrina a questa grande Festa dell'Italia e dei suoi valori pi� veri''.
Si tratta di un vero e proprio monumento con un altezza di oltre cinque metri per due tonnellate di peso che riproduce una figura femminile, recante in trionfo una moneta che sul fronte riporta la prima lira della Repubblica (1951), mentre sul retro raffigura la prima lira dell'Unita' d'Italia (1861). L'opera e' stata realizzata dalle Fonderie Caggiati di Parma (gi� note per aver fuso il Monumento al Vigile del Fuoco di Ground Zero) che hanno utilizzato 2, 2 milioni di vecchie monete da 200 lire appositamente raccolte dal Comitato Celebrazioni III Millennio e da 'Collezioni Numismatiche', promotori del progetto.
Il bozzetto � firmato da Daniela Fusco, prima classificata tra gli oltre 2 mila partecipanti al Concorso Internazionale per il Monumento alla Lira Italiana, realizzato anche grazie al contributo del Ministero per i Beni Culturali, della Regione Lazio e della Cassa di Risparmio di Rieti. L'iniziativa fa parte di un vasto programma celebrativo (www.laliradoro.it) che ha dato vita a prestigiosi appuntamenti, quali la presentazione ufficiale del progetto presso la Camera dei Deputati nell'ottobre 2001, la mostra 'Il lungo cammino dell'Euro', realizzata con il Ministero per beni culturali e l'emozionate 'Addio alla Lira' festeggiato nella scenografica Fontana di Trevi il 28 febbraio 2002.
Roma, 24 feb. - (Adnkronos) - Sara' Sophia Loren a scoprire, sabato prossimo a Rieti, il primo monumento alla Lira, opera celebrativa in ricordo della storica moneta italiana. Alla cerimonia presieduta dal sindaco della citt� Giuseppe Emili, parteciperanno il vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini e il ministro ai Beni culturali Giuliano Urbani.
''Sono riconoscente alla citt� di Rieti - ha detto Sophia Loren - ideale centro geografico d'Italia che ha saputo interpretare il sentimento di tutti gli italiani, ospitando quest'opera. La nostra gloriosa moneta meritava un Monumento - ha aggiunto la grande attrice italiana - ed ora siamo noi che stiamo facendo una 'buona azione alla Lira'. Sono orgogliosa di essere stata invitata quale madrina a questa grande Festa dell'Italia e dei suoi valori pi� veri''.
Si tratta di un vero e proprio monumento con un altezza di oltre cinque metri per due tonnellate di peso che riproduce una figura femminile, recante in trionfo una moneta che sul fronte riporta la prima lira della Repubblica (1951), mentre sul retro raffigura la prima lira dell'Unita' d'Italia (1861). L'opera e' stata realizzata dalle Fonderie Caggiati di Parma (gi� note per aver fuso il Monumento al Vigile del Fuoco di Ground Zero) che hanno utilizzato 2, 2 milioni di vecchie monete da 200 lire appositamente raccolte dal Comitato Celebrazioni III Millennio e da 'Collezioni Numismatiche', promotori del progetto.
Il bozzetto � firmato da Daniela Fusco, prima classificata tra gli oltre 2 mila partecipanti al Concorso Internazionale per il Monumento alla Lira Italiana, realizzato anche grazie al contributo del Ministero per i Beni Culturali, della Regione Lazio e della Cassa di Risparmio di Rieti. L'iniziativa fa parte di un vasto programma celebrativo (www.laliradoro.it) che ha dato vita a prestigiosi appuntamenti, quali la presentazione ufficiale del progetto presso la Camera dei Deputati nell'ottobre 2001, la mostra 'Il lungo cammino dell'Euro', realizzata con il Ministero per beni culturali e l'emozionate 'Addio alla Lira' festeggiato nella scenografica Fontana di Trevi il 28 febbraio 2002.
giovedì, febbraio 20, 2003
AGROALIMENTARE/ VENETO/ LA REGIONE PRONTA A SOSTENERE UNA CAMPAGNA PER LA VALORIZZAZIONE DEI PRODOTTI 'MADE IN VENETO'
VENEZIA\ aise\ - Il Veneto � pronto a sostenere una campagna, di proiezione pluriennale, per la valorizzazione dei formaggi regionali a DOP o per i quali sia stata richiesta la denominazione, in modo da avvicinare e fidelizzare un numero sempre maggiore di consumatori a queste produzioni tipiche. "Vogliamo attuare un intervento efficace e concertato, puntando sulla qualit� e sulla certificazione, che va a vantaggio di un settore che ha anche momenti di pesantezza", ha detto l'assessore regionale alle politiche del primario, Giancarlo Conta, che su questo argomento ha incontrato ieri i rappresentanti della filiera lattiero casearia che comprende i formaggi Piave, Montasio, Casatella Trevigiana, Grana Padano, Provolone Valpadana, Asiago, Monte Veronese e prodotto biologico. � stato un primo confronto sulle azioni possibili, per la cui realizzazione c'� una disponibilit� finanziaria di oltre un milione 800 mila euro per l'intero complesso del settore zootecnico che, in sinergia con il sistema produttivo, potrebbero sviluppare investimenti in promozione mirata e campagne di vendita per oltre 3 milioni di euro. Conta ha ricordato in proposito i lusinghieri risultati ottenuti all'agroalimentare veneto con le iniziative di promozione all'estero, l'ultima delle quali, su vini, formaggi e radicchi in Giappone, mentre presto ci sar� una manifestazione analoga in Russia. (aise)
VENEZIA\ aise\ - Il Veneto � pronto a sostenere una campagna, di proiezione pluriennale, per la valorizzazione dei formaggi regionali a DOP o per i quali sia stata richiesta la denominazione, in modo da avvicinare e fidelizzare un numero sempre maggiore di consumatori a queste produzioni tipiche. "Vogliamo attuare un intervento efficace e concertato, puntando sulla qualit� e sulla certificazione, che va a vantaggio di un settore che ha anche momenti di pesantezza", ha detto l'assessore regionale alle politiche del primario, Giancarlo Conta, che su questo argomento ha incontrato ieri i rappresentanti della filiera lattiero casearia che comprende i formaggi Piave, Montasio, Casatella Trevigiana, Grana Padano, Provolone Valpadana, Asiago, Monte Veronese e prodotto biologico. � stato un primo confronto sulle azioni possibili, per la cui realizzazione c'� una disponibilit� finanziaria di oltre un milione 800 mila euro per l'intero complesso del settore zootecnico che, in sinergia con il sistema produttivo, potrebbero sviluppare investimenti in promozione mirata e campagne di vendita per oltre 3 milioni di euro. Conta ha ricordato in proposito i lusinghieri risultati ottenuti all'agroalimentare veneto con le iniziative di promozione all'estero, l'ultima delle quali, su vini, formaggi e radicchi in Giappone, mentre presto ci sar� una manifestazione analoga in Russia. (aise)
venerdì, febbraio 14, 2003
Notiziario NIP - News ITALIA PRESS agenzia stampa - N� 29 - Anno X, 12 febbraio 2003
In mostra a Berlino un patrimonio che il mondo invidia
I mosaici antichi di Ravenna
Berlino - La citt� di Ravenna � stata circa 15 secoli fa per un certo periodo la capitale dell'Impero romano d'Occidente, poi � divenuta la capitale del regno ostrogoto sotto Teodorico e dopo la conquista bizantina (nel 540 d.C.) rest� a lungo una delle capitali europee dell'impero di Bisanzio. Tra le varie tracce di questo glorioso passato, accanto al Mausoleo di Teodorico e a quello di Galla Placidia, alla basilica di S. Apollinare Nuovo e di S. Apollinare in Classe, e ad altri monumenti riconosciuti "patrimonio culturale dell'umanit�" dall'UNESCO, ci sono i magnifici mosaici dell'epoca. Non � un caso che la fama di Ravenna sia legata soprattutto a questo tesoro di mosaici, la cui concentrazione e la cui altissima qualit� fanno della citt� adriatica un caso unico al mondo.
Neppure a Costantinopoli (Istanbul), ad Antiochia o a Gerusalemme ve ne sono cos� tanti. Quanto alle immagini i mosaici si riferiscono all'iconologia cristiana classica e alla tradizione liturgica delle sacre Scritture (i committenti erano arcivescovi ed ecclesiastici). La caratteristica pi� peculiare � la capacit� di coniugarvi magicamente elementi di realismo e di simbolismo, tradizione romana e influsso orientale. Naturalmente � impossibile trasportare dei mosaici antichi come quelli ravennati via dalle loro sedi naturali per esporli altrove. Per ammirarli � necessario recarsi a Ravenna.
Tuttavia la citt� ha trovato un modo intelligente ed efficace per far conoscere quei capolavori in tutto il mondo. La tradizione del mosaico � continuata infatti fino ad oggi ed esiste a Ravenna una scuola, il "Gruppo Mosaicisti dell'Accademia delle Belle Arti" che fin dagli anni Cinquanta realizza - attraverso una tecnica estremamente elaborata e raffinata - riproduzioni fedelissime di mosaici, riproduzioni che possono ben essere considerate a loro volta dei capolavori d'arte. Una sessantina di queste riproduzioni sono ora visitabili a Berlino.
Col contributo congiunto della citt� di Ravenna e dell'Istituto Italiano di Cultura berlinese la mostra dei mosaici bizantini � aperta fino al 23 febbraio nella St. Matth�us-Kirche del Kulturforum, accanto agli edifici che ospitano la Pinacoteca e la Filarmonica. La perfezione delle copie � veramente incredibile, e in pi� c'� un grande vantaggio: la dislocazione ad altezza d'uomo consente all'osservatore una verifica molto accurata dei particolari, il che invece nel caso degli originali, disposti solitamente ad altezza elevata, � praticamente impossibile. La mostra sar� conclusa con un concerto dell'Accademia Bizantina di Ravenna che eseguir� musiche di Scarlatti, Albinoni e Vivaldi.
In mostra a Berlino un patrimonio che il mondo invidia
I mosaici antichi di Ravenna
Berlino - La citt� di Ravenna � stata circa 15 secoli fa per un certo periodo la capitale dell'Impero romano d'Occidente, poi � divenuta la capitale del regno ostrogoto sotto Teodorico e dopo la conquista bizantina (nel 540 d.C.) rest� a lungo una delle capitali europee dell'impero di Bisanzio. Tra le varie tracce di questo glorioso passato, accanto al Mausoleo di Teodorico e a quello di Galla Placidia, alla basilica di S. Apollinare Nuovo e di S. Apollinare in Classe, e ad altri monumenti riconosciuti "patrimonio culturale dell'umanit�" dall'UNESCO, ci sono i magnifici mosaici dell'epoca. Non � un caso che la fama di Ravenna sia legata soprattutto a questo tesoro di mosaici, la cui concentrazione e la cui altissima qualit� fanno della citt� adriatica un caso unico al mondo.
Neppure a Costantinopoli (Istanbul), ad Antiochia o a Gerusalemme ve ne sono cos� tanti. Quanto alle immagini i mosaici si riferiscono all'iconologia cristiana classica e alla tradizione liturgica delle sacre Scritture (i committenti erano arcivescovi ed ecclesiastici). La caratteristica pi� peculiare � la capacit� di coniugarvi magicamente elementi di realismo e di simbolismo, tradizione romana e influsso orientale. Naturalmente � impossibile trasportare dei mosaici antichi come quelli ravennati via dalle loro sedi naturali per esporli altrove. Per ammirarli � necessario recarsi a Ravenna.
Tuttavia la citt� ha trovato un modo intelligente ed efficace per far conoscere quei capolavori in tutto il mondo. La tradizione del mosaico � continuata infatti fino ad oggi ed esiste a Ravenna una scuola, il "Gruppo Mosaicisti dell'Accademia delle Belle Arti" che fin dagli anni Cinquanta realizza - attraverso una tecnica estremamente elaborata e raffinata - riproduzioni fedelissime di mosaici, riproduzioni che possono ben essere considerate a loro volta dei capolavori d'arte. Una sessantina di queste riproduzioni sono ora visitabili a Berlino.
Col contributo congiunto della citt� di Ravenna e dell'Istituto Italiano di Cultura berlinese la mostra dei mosaici bizantini � aperta fino al 23 febbraio nella St. Matth�us-Kirche del Kulturforum, accanto agli edifici che ospitano la Pinacoteca e la Filarmonica. La perfezione delle copie � veramente incredibile, e in pi� c'� un grande vantaggio: la dislocazione ad altezza d'uomo consente all'osservatore una verifica molto accurata dei particolari, il che invece nel caso degli originali, disposti solitamente ad altezza elevata, � praticamente impossibile. La mostra sar� conclusa con un concerto dell'Accademia Bizantina di Ravenna che eseguir� musiche di Scarlatti, Albinoni e Vivaldi.
Notiziario NIP - News ITALIA PRESS agenzia stampa - N� 30 - Anno X, 13 febbraio 2003
Il Premio Flaiano anche per il 2003
La sezione italianistica � riservata ai Direttori degli Istituti italiani di cultura
Pescara � Scadono oggi i termini per la presentazione delle domande per concorrere alla seconda edizione del Premio Flaiano di Italianistica. Nato allo scopo di far meglio conoscere anche in Italia lo stato degli studi di italianistica nel mondo, il premio prevede la concessione di 5000 euro.
Il Premio per l'anno 2003 � attuato con la collaborazione del Ministero degli Affari Esteri e comprende, tra le sue sezioni, quella di italianistica, che prender� in considerazione le pubblicazioni indicate dai Direttori degli Istituti italiani di cultura all'estero. I direttori potranno indicare una sola pubblicazione avvenuta nel 2002 nel Paese di loro competenza.
La Giuria � presieduta da Jacqueline Risset ed � composta da esperti italiani e stranieri. La riunione del comitato giudicante avverr� a Roma venerd� 11 aprile 2003, mentre la consegna dei premi avverr� a Pescara nel corso di una cerimonia al Teatro Monumento G. d'Annunzio la sera del 12 luglio 2003.
News ITALIA PRESS
Il Premio Flaiano anche per il 2003
La sezione italianistica � riservata ai Direttori degli Istituti italiani di cultura
Pescara � Scadono oggi i termini per la presentazione delle domande per concorrere alla seconda edizione del Premio Flaiano di Italianistica. Nato allo scopo di far meglio conoscere anche in Italia lo stato degli studi di italianistica nel mondo, il premio prevede la concessione di 5000 euro.
Il Premio per l'anno 2003 � attuato con la collaborazione del Ministero degli Affari Esteri e comprende, tra le sue sezioni, quella di italianistica, che prender� in considerazione le pubblicazioni indicate dai Direttori degli Istituti italiani di cultura all'estero. I direttori potranno indicare una sola pubblicazione avvenuta nel 2002 nel Paese di loro competenza.
La Giuria � presieduta da Jacqueline Risset ed � composta da esperti italiani e stranieri. La riunione del comitato giudicante avverr� a Roma venerd� 11 aprile 2003, mentre la consegna dei premi avverr� a Pescara nel corso di una cerimonia al Teatro Monumento G. d'Annunzio la sera del 12 luglio 2003.
News ITALIA PRESS
CULTURA/ UNA CONFERENZA SULLE GRANDI IMPRESE AEREE DI ITALO BALBO ORGANIZZATA DALL�ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI MARSIGLIA
MARSIGLIA\ aise\13 febbraio 2003 - Marted� 18 febbraio all'Istituto italiano di Cultura di Marsiglia, in presenza del Console Generale d'Italia, Antonio D'Apice e in collaborazione con la comunit� italiana di Nahema, Carlo Barbieri, presidente del Comitato Internazionale per la rievocazione delle grandi imprese aeree e navali italiane, presenter� la conferenza "Le imprese ad alto rischio: le missioni aeree di Italo Balbo con gli idrovolanti dell�esercito italiano". Tra il 1926 e il 1933, Italo Balbo assunse grandi responsabilit� all�interno dell�Aeronautica militare, prima come sottosegretario di Stato, poi come Ministro. Dal 1928 al 1933 le quattro missioni aree intraprese con i grandi idrovolanti dell�esercito, impressionarono il mondo intero. La conferenza sar� seguita dalla di documenti originali di Italo Balbo. (aise)
MARSIGLIA\ aise\13 febbraio 2003 - Marted� 18 febbraio all'Istituto italiano di Cultura di Marsiglia, in presenza del Console Generale d'Italia, Antonio D'Apice e in collaborazione con la comunit� italiana di Nahema, Carlo Barbieri, presidente del Comitato Internazionale per la rievocazione delle grandi imprese aeree e navali italiane, presenter� la conferenza "Le imprese ad alto rischio: le missioni aeree di Italo Balbo con gli idrovolanti dell�esercito italiano". Tra il 1926 e il 1933, Italo Balbo assunse grandi responsabilit� all�interno dell�Aeronautica militare, prima come sottosegretario di Stato, poi come Ministro. Dal 1928 al 1933 le quattro missioni aree intraprese con i grandi idrovolanti dell�esercito, impressionarono il mondo intero. La conferenza sar� seguita dalla di documenti originali di Italo Balbo. (aise)
giovedì, febbraio 13, 2003
Papa: Wojtyla ''Testimonial" lingua italiana nel mondo
Roma, 12 feb. - (Adnkronos) - Karol Wojtyla ''testimonial della lingua italiana nel mondo'' a partire dalla celeberrima battuta ''se sbaglio, mi corrigerete'' con cui salut� la folla di romani accorsi in piazza san Pietro la sera del 16 ottobre 1978 per conoscere il Papa ''chiamato di un Paese lontano''. Il sottosegretario agli Esteri Mario Baccini ha messo a punto un calendario di tavole rotonde a Cracovia, Strasburgo, Buenos Aires, New York in occasione del venticinquesimo anno di pontificato del primate d'Italia.
Alle iniziative, che si svolgeranno negli istituti di cultura italiana all'estero fra il 12 maggio e il 16 ottobre, ''nozze d'argento'' del pontificato, hanno gi� assicurato la propria partecipazione il presidente della Camera Pierferdinando Casini, il ministro degli Esteri Franco Frattini, il vicepresidente della Convenzione europea Giuliano Amato, il vicepresidente del Senato Lamberto Dini, il rappresentante dell'Italia alla Convenzione europea Marco Follini, numerosi esponenti della Curia romana come i cardinali Pio Laghi e Crescenzio Sepe e della Chiesa italiana come l'arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi e il rettore della Lateranense Rino Fisichella.
Le iniziative sono state presentate dal sottosegretario Baccini in una colazione offerta dall'ambasciatore italiano presso la Santa Sede Raniero Avogadro, nell'anniversario della firma dei Patti Lateranensi l'11 febbraio 1929.
''Da un quarto di secolo - ha detto Baccini - l'immagine del Suo Pontificato costituisce una luminosa vetrina e un prezioso valore aggiunto per la visibilit� internazionale dell'Italia; la Sua voce offre una cassa di risonanza, di altissima qualit� e profondo spessore, all'Italiano, lingua franca della Chiesa; il suo magistero politico e sociale rappresenta il frutto maturo di quell'umanesimo, laico e cristiano, che ha radice in Italia e che il Papa le riconosce come eredit� e missione''.
Il ''tour'' comincer� il 12 maggio nella citt� natale del Papa, con una tavola rotonda dal titolo ''Il Signore ha scelto Te per portare la Chiesa nel Terzo Millennio''. L'arcivescovo di Cracovia Franciszek Macharsky e il cardinale Crescenzio Sepe suoneranno a distesa, come accadde nel 1978 nonostante i divieti del regime comunista, le campane della storica ''Torre di Sigismondo'' nella cattedrale del Wawel, come avviene solo nelle grandi occasioni della vita della Nazione.
Non mancheranno i momenti di cultura e spettacolo, come a giugno con la tappa a New York, dove alla conferenza su Wojtyla e la politica mondiale moderata dal direttore della rivista ''Limes'' Lucio Caracciolo seguir� una lettura dell'attore Robert De Niro della celebre omelia dell'inizio del pontificato, il 22 ottobre, ed il mandato ''Non abbiate paura''.
Il responsabile della Farnesina Franco Frattini presieder� a giugno il convegno a Buenos Aires ''Duc in altum'' sulla dottrina sociale del pontefice, che si concluder� con una lettura della lettera apostolica ''Mulieris dignitatem'' da parte della top model Valeria Mazza. Poi, a luglio a Strasburgo, all'indomani dell'inizio del semestre di turno dell'Italia alla presidenza dell'Unione europea, i membri italiani della Convenzione europea Amato, Dini e Follini parteciperanno alla tavola rotonda su Wojtyla ''Padre dell'Europa. Il magistero europeista di Giovanni Paolo II''.
