venerdì, luglio 18, 2003
LA FONDAZIONE CASSAMARCA PER UNA MEMORIA DELLE CAMPAGNE VENETE
Inform n. 139, 18 luglio 2003
TREVISO - Il 14 luglio, presso la sede di San Leonardo della Fondazione
Cassamarca il Presidente on. avv. Dino De Poli e il Direttore generale
dell�USL n. 9 dott. Claudio Dario hanno sottoscritto una convenzione
che ha per oggetto la custodia, la conservazione e la valorizzazione di una
parte consistente del patrimonio archivistico appartenuto all�Ospedale di
Santa Maria dei Battuti di Treviso, in particolare quello riguardante
l�amministrazione delle numerose campagne di propriet� dell�Ente.
La secolare e straordinaria vicenda dell�Ospedale dei Battuti di Treviso si
� arricchita nel corso degli anni con un continuo e incessante aumento
del patrimonio fondiario, necessario e utile per l�espletamento delle
funzioni di assistenza sociale proprie dell�ispirazione originaria dell�Ospedale. E�
proprio il caso di dire che era la terra a dare sostanza e sostegno
all�azione dell�Ospedale che diventer� nel corso del �600 il maggiore
proprietario terriero trevigiano e delle province confinanti. I documenti
che riguardano l�et� medievale e moderna fino agli inizi dell�800, sono
conservati presso l�Archivio di Stato di Treviso; la documentazione
ottocentesca e novecentesca, ma con affondi nel �700, fino ad oggi
rimasta custodita all�USL di Treviso, costituisce l�oggetto della convenzione.
Ora, sia per problemi di spazio, che di necessit� nella tutela e nella
valorizzazione storico-archivistica, questa memoria dei 188 poderi da
tempo alienati, verr� preso in custodia dalla Fondazione Cassamarca che la
ricever� in deposito con l�obbligo di inventariarla, conservarla e metterla
a disposizione degli studiosi e degli storici.
A raccontarci la storia di queste terre sono le carte, le migliaia di pergamene, le centinaia di volumi contabili, di mappe e gli splendidi catastici sei-settecenteschi che fanno parte del fondo, rivelandoci l�avvicendarsi di generazioni di addetti e contadini, i criteri di conduzione e di amministrazione, le piccole e grandi rivoluzioni agronomiche di questo immenso patrimonio di oltre 3.000 ettari.
Tutta l�iniziativa � stata seguita, sotto l�aspetto scientifico e storico, dal prof. Danilo Gasparini, che ha proposto di costituire attorno a quel patrimonio documentario un Centro Studi per la Storia delle Campagne Venete, che sar� da lui diretto, Centro Studi strettamente collegato agli Archivi Contemporanei di Storia Politica, luogo di studio e di tutela della memoria del passato prossimo voluto dalla Fondazione Cassamarca e diretto da Ivano Sartor. Il Centro studi per la Storia delle Campagne Venete avr� sede in una porzione dell�edificio di Ca� Tron adibito a Centro Civico Comunale, messo a disposizione dal Comune di Roncade; l�edificio � stato prontamente restaurato e messo a norma a cura e spese della Fondazione Cassamarca; ora potr� contenere i 400 faldoni, registri di contabilit�, carte d�affitto, relazioni di agenti, disegni a mappe catastali che aiuteranno a ricostruire la dinamica socio-economica della societ� agraria veneta. Scopo del Centro Studi sar� quello di tutelare questo patrimonio, di valorizzarlo, di promuovere studi e riflessioni, mostre tematiche, pubblicazioni su quel Veneto rurale che tanta parte ha avuto nella storia recente, con un occhio rivolto anche all�oggi, al futuro, alle campagne che ancora ci sono, ai contadini di ieri e di domani. (Inform)
TREVISO - Il 14 luglio, presso la sede di San Leonardo della Fondazione
Cassamarca il Presidente on. avv. Dino De Poli e il Direttore generale
dell�USL n. 9 dott. Claudio Dario hanno sottoscritto una convenzione
che ha per oggetto la custodia, la conservazione e la valorizzazione di una
parte consistente del patrimonio archivistico appartenuto all�Ospedale di
Santa Maria dei Battuti di Treviso, in particolare quello riguardante
l�amministrazione delle numerose campagne di propriet� dell�Ente.
La secolare e straordinaria vicenda dell�Ospedale dei Battuti di Treviso si
� arricchita nel corso degli anni con un continuo e incessante aumento
del patrimonio fondiario, necessario e utile per l�espletamento delle
funzioni di assistenza sociale proprie dell�ispirazione originaria dell�Ospedale. E�
proprio il caso di dire che era la terra a dare sostanza e sostegno
all�azione dell�Ospedale che diventer� nel corso del �600 il maggiore
proprietario terriero trevigiano e delle province confinanti. I documenti
che riguardano l�et� medievale e moderna fino agli inizi dell�800, sono
conservati presso l�Archivio di Stato di Treviso; la documentazione
ottocentesca e novecentesca, ma con affondi nel �700, fino ad oggi
rimasta custodita all�USL di Treviso, costituisce l�oggetto della convenzione.
Ora, sia per problemi di spazio, che di necessit� nella tutela e nella
valorizzazione storico-archivistica, questa memoria dei 188 poderi da
tempo alienati, verr� preso in custodia dalla Fondazione Cassamarca che la
ricever� in deposito con l�obbligo di inventariarla, conservarla e metterla
a disposizione degli studiosi e degli storici.
A raccontarci la storia di queste terre sono le carte, le migliaia di pergamene, le centinaia di volumi contabili, di mappe e gli splendidi catastici sei-settecenteschi che fanno parte del fondo, rivelandoci l�avvicendarsi di generazioni di addetti e contadini, i criteri di conduzione e di amministrazione, le piccole e grandi rivoluzioni agronomiche di questo immenso patrimonio di oltre 3.000 ettari.
Tutta l�iniziativa � stata seguita, sotto l�aspetto scientifico e storico, dal prof. Danilo Gasparini, che ha proposto di costituire attorno a quel patrimonio documentario un Centro Studi per la Storia delle Campagne Venete, che sar� da lui diretto, Centro Studi strettamente collegato agli Archivi Contemporanei di Storia Politica, luogo di studio e di tutela della memoria del passato prossimo voluto dalla Fondazione Cassamarca e diretto da Ivano Sartor. Il Centro studi per la Storia delle Campagne Venete avr� sede in una porzione dell�edificio di Ca� Tron adibito a Centro Civico Comunale, messo a disposizione dal Comune di Roncade; l�edificio � stato prontamente restaurato e messo a norma a cura e spese della Fondazione Cassamarca; ora potr� contenere i 400 faldoni, registri di contabilit�, carte d�affitto, relazioni di agenti, disegni a mappe catastali che aiuteranno a ricostruire la dinamica socio-economica della societ� agraria veneta. Scopo del Centro Studi sar� quello di tutelare questo patrimonio, di valorizzarlo, di promuovere studi e riflessioni, mostre tematiche, pubblicazioni su quel Veneto rurale che tanta parte ha avuto nella storia recente, con un occhio rivolto anche all�oggi, al futuro, alle campagne che ancora ci sono, ai contadini di ieri e di domani. (Inform)
mercoledì, luglio 09, 2003
Il mondo italico? Una risorsa per il Consiglio Superiore della lingua italiana
Notiziario NIP - News ITALIA PRESS agenzia stampa - N� 131 - Anno X, 8 luglio 2003
La rete degli emigrati pu� rivelarsi decisiva per la promozione della cultura nel mondo
Roma � Sta facendo discutere a lungo mondo accademico e politico la proposta del Governo italiano di istituire un Consiglio Superiore della lingua e di creare un dizionario e una grammatica ufficiale. Il linguista Vincenzo Orioles, direttore del Centro Internazionale sul Plurilinguismo, ricorda come " il disegno di legge istitutivo, presentato per la prima volta nel 2001 e rielaborato nel 2002, sia attualmente in fase di discussione presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato, dove ha come 'presentatore' il Presidente Andrea Pastore e come relatore Giuseppe Valditara, entrambi di Alleanza Nazionale".
In una tavola rotonda sulle politiche linguistiche svoltasi lo scorso 14 giugno a Palermo, si sono confrontate tutte le posizioni delle societ� del settore sull'argomento: dall'Accademia della Crusca al Centro Internazionale sul Plurilinguismo di Udine, dalla Societ� Italiana di Glottologia presieduta da Cristina Vallini alla Societ� di Linguistica italiana presieduta da Rosanna Sornicola, dal Gruppo di intervento e di studio nel campo dell'educazione linguistica guidata da Cristina Lavinio all'Associazione degli Storici della lingua italiana presieduta da Rita Librandi. Ad essere in discussione attualmente sono le finalit� del Consiglio: "Possiamo salvare la struttura anche se la tradizione linguistica italiana � contraria al dirigismo, a differenza della lingua francese � prosegue Orioles - Ma se proprio si vuol fare un Istituto unico, occorre intervenire sulle sue finalit� e sulla sua composizione: occorre aprire alle altre componenti del patrimonio linguistico nostrano. La lingua italiana, infatti, non � un orto monolitico, ma una grande famiglia frutto di un patrimonio di pi� voci". Sulla composizione del Consiglio, gli enti hanno presentato una serie di emendamenti tesi a creare un equilibrio fra istanze scientifiche del settore e proposte istituzionali.
Ma quale ruolo possono avere, in questo contesto, gli emigrati e quale finalit� � attribuibile alla lingua parlata nelle comunit� italofone? Secondo Orioles, l'italiano degli emigrati presenta le stesse contraddizioni della lingua parlata nella penisola: � molto diversificato, stratificato e diviso in tre tronconi: l'italiano del "made in Italy", quello della grande tradizione umanistica e l'italiano parlato dai nuclei di emigrati. Quale contributo allora pu� venire da questa nicchia alla tutela e alla diffusione della cultura e della lingua italiana? Partendo dal presupposto che: "La lingua � fatta da chi la usa", Augusto Carli, ricercatore e fondatore del Gruppo di osservazione, studio e intervento per la politica linguistica, sostiene che dagli italiani all'estero pu� arrivare un apporto critico perch� loro hanno mantenuto un rapporto di tipo emotivo e viscerale con l'italiano. "La lingua quindi non � unica perch� ogni lingua non � un blocco monolitico, l'italiano degli emigrati � una forma buona di lingua che va presa come parte della grande italofonia, ovvero di quell'insieme di famiglie che costituiscono la grande lingua italiana e che comprende anche la lingua parlata dagli immigrati marocchini, albanesi e moscoviti".
A questo proposito Luca Serianni, professore di Storia della lingua italiana all'universit� La Sapienza di Roma, sottolinea che la creazione di un Consiglio � un'occasione importante, ma bisogna valutare i contenuti di cui ci si deve occupare.
"La diffusione della lingua all'estero va incentivata, per� non bisogna intervenire in senso dirigistico. Occorre piuttosto creare un organismo che sappia fare da punto di riferimento per la cultura italiana nel mondo, magari collaborando con il Ministero degli Italiani nel mondo". Un concetto che � condiviso anche da Carli che, se da un lato approva positivamente la creazione di un Consiglio, dall'altro ricorda che nessuno vuole uccidere l'italiano: "Anzi, � una lingua in piena fase evolutiva. Sulla diffusione molto pu� incidere la crescita del made in Italy legato ai commerci. Non dimentichiamo per� che le lingue sono tutte uguali, cambia la loro valutazione sociale che viene data di volta in volta. Esistono lingue di grande prestigio (come l'inglese) e di cultura che hanno una tradizione secolare alle spalle, come l'italiano e il giapponese. Perch� una lingua assurga al rango di "prestigio" occorre un accordo fra una rete di comunit� mondiali con valori propri che la fanno emergere su altri aspetti e che sono legati ad attivit� socialmente prestigiose. Fare Ferrari e vestiti va bene ma non sono attivit� prestigiose. Sono prodotti che si vendono senza quasi parlare, fare scienza significa convincere altre comunit� scientifiche e (mass-mediali) che quella acquisizione � fondamentale".
Un ruolo centrale lo finisce con il ricoprire la comunit� italiana nel mondo, anche se attualmente i mezzi a disposizione non sembrano essere all'altezza del compito. Serianni infatti ricorda che l'interesse degli italiani di terza generazione � ormai legato a una riscoperta della cultura pi� che della lingua che sta cedendo il passo a quella inglese. "Non bisogna fare drammi, per�, perch� per il passaggio allo studio e all'interesse dell'Italia la mediazione dell'inglese � inevitabile. Il dato pi� importante � la diffusione, la conoscenza della realt� e della cultura italiana, quella della lingua � una conseguenza".
A proporre una soluzione concreta � Nicoletta Maraschio, Vicepresidente dell''Accademia della Crusca, che ricorda che gli storici della lingua si erano detti favorevoli alla creazione di un'istituzione centrale che facesse da punto di riferimento per quanti si occupano della promozione della lingua italiana all'estero. "Al massimo le perplessit� maggiori erano legate al fatto che questo ente dovesse essere presieduto dal capo del governo, finendo con l'assumere un carattere rigidamente normativo, mentre gli esperti del settore sostengono la necessit� di diversi interventi di tipo indiretto, ma non diretto, come la creazione di un'unica e sola grammatica. Non si pu� avere un unico organo politico che provveda a tutte queste cose. Per ovviare a questa situazione occorre potenziare la ricerca di base, migliore la formazione professionale degli addetti al settore e di quanti si occupano della sua diffusione in Italia come all'estero. Oggi gli italiani all'estero sono abbastanza trascurati, necessitano di interventi a fronte di poche risorse economiche e poco personale qualificato. La lingua e la cultura sono direttamente legate".
Il nuovo Consiglio si dovrebbe presentare, dunque, come un organo che funga da punto di riferimento per chi si occupa dell'italiano senza dimenticare che quando se ne parla occorre agire sulla formazione e sulla consapevolezza linguistica. "Nelle nuove generazioni � conclude Maraschio - c'� una volont� di recupero delle radici e quindi le comunit� possono svolgere un'azione promozionale diretta ma hanno bisogno di strutture pre-esistenti, un aspetto su cui noi siamo indietrissimo rispetto a Francia e Inghilterra che hanno sempre investito fior di risorse". La rete degli emigrati si presenta ancora una volta come una risorsa inespressa e poco utilizzata. Orioles e Maraschio, a nome della comunit� scientifica, si augurano che a livello scientifico venga approfondito lo studio dell'italiano all'estero a lungo trascurato e che siano sviluppati studi delle diverse comunit� a livello sociolinguistico. News ITALIA PRESS
giovedì, luglio 03, 2003
Veneti nel mondo: sportello informativo per rientro emigrati
Grumolo delle Abbadesse (Vi), 3 lug. (Adnkronos) -"Progetto Bienvenidos - servizio informativo per immigrati di rientro". Questo il nome del servizio d'informazione offerto agli emigrati veneti dal comune di Grumolo delle Abbadesse, in provincia di Vicenza, in collaborazione con l'associazione "Veneti nel mondo Onlus" e con il contributo della regione Veneto. Il servizio, gia' attivo, consiste in un punto di assistenza informativa per la risoluzione delle problematiche riguardanti l'orientamento e l'inserimento in ambito sociale, territoriale e lavorativo a favore degli emigrati veneti e italiani dell'America Latina e dei loro discendenti che desiderino ritornare a vivere nella regione Veneto. Il servizio e' stato attivato dopo il recente intervento normativo della regione Veneto (legge n�2/03) che muta la precedente legge ponendo maggiore attenzione al fenomeno del rientro degli emigrati.
Il servizio e' svolto dall'Associazione Veneti nel Mondo Onlus che con la presenza di professionisti (legali, psicologi, ecc.) risponde alle potenziali istanze espresse dagli interessati del territorio comunale di Grumolo delle Abbadesse o di altri comuni della regione Veneto. Lo sportello e' aperto al pubblico tutti i giorni dalle ore 9,30 alle ore 12,30 e dalle ore 15,00 alle ore 18,00, presso la sede del Comune di Grumolo delle Abbadesse in via Roma n. 54 - 36040 Grumolo delle Abbadesse (Vi), Tel. 0444/265033 - Fax 0444/582570, e-mail segreteria@comune.grumolodelleabbadesse.vi.it e presso la sede dell'associazione "Veneti nel Mondo Onlus" via Brigata Orobica n. 9, int.1 - 36043 Camisano Vicentino (Vicenza), Tel. 39 / 0444 / 6116 99, Fax 39 / 0444 / 413280 www.venetidelmondo.com/marcopolo/marcopolo.php
Il servizio e' svolto dall'Associazione Veneti nel Mondo Onlus che con la presenza di professionisti (legali, psicologi, ecc.) risponde alle potenziali istanze espresse dagli interessati del territorio comunale di Grumolo delle Abbadesse o di altri comuni della regione Veneto. Lo sportello e' aperto al pubblico tutti i giorni dalle ore 9,30 alle ore 12,30 e dalle ore 15,00 alle ore 18,00, presso la sede del Comune di Grumolo delle Abbadesse in via Roma n. 54 - 36040 Grumolo delle Abbadesse (Vi), Tel. 0444/265033 - Fax 0444/582570, e-mail segreteria@comune.grumolodelleabbadesse.vi.it e presso la sede dell'associazione "Veneti nel Mondo Onlus" via Brigata Orobica n. 9, int.1 - 36043 Camisano Vicentino (Vicenza), Tel. 39 / 0444 / 6116 99, Fax 39 / 0444 / 413280 www.venetidelmondo.com/marcopolo/marcopolo.php
