venerdì, agosto 29, 2003

CULTURA/ DAL 2 SETTEMBRE L'IIC DI STOCCOLMA OSPITA LE OPERE DI PIERO D'ORAZIO

STOCCOLMA\ aise\28 agosto 2003 - In occasione del semestre di Presidenza italiana del
consiglio dell'Unione europea verr� inaugurata marted� 2 settembre nella
sede dell'Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma, progettato dal noto
Architetto Gio Ponti, una mostra dedicata all'opera di Piero Dorazio.
L'esposizione, aperta fino al 10 ottobre, � stata curata dalla Dott.ssa
Annette Papenberg, autrice di una recente monografia sul Maestro
classificatasi tra le prime tre pubblicazioni a carattere
storico-artistico, vuole documentare in modo esaustivo la produzione
artistica dell'ultimo cinquantennio di Dorazio, uno degli esponenti di
maggior spicco dell'Astrattismo italiano e punto di riferimento per l'arte
contemporanea. Si tratta di un'iniziativa del tutto nuova, in quanto sinora
non era stata mai realizzata in Svezia una personale del celebre Artista. (aise)

mercoledì, agosto 20, 2003

Il panino pi� caro

Statistiche sui prezzi del Big Mac nel mondo. Uno studio globale dell'Ubs
di MANUELA CARTOSIO

Il Manifesto, 20 agosto 2003
ANairobi occorrono 3 ore di lavoro per comprare un Big Mac, a Milano ci vogliono 21 minuti, a Chicago ne bastano 10. Anche l'Ubs (Unione delle Banche svizzere) per confrontare il potere d'acquisto nel mondo usa l'hamburger di McDonald's come �equivalente universale�. Secondo gli economisti, funziona meglio del pane che �non � un prodotto alimentare di base universale�. Il rapporto triennale dell'Ubs su �Prezzi e salari� ci informa comunque che un chilo di pane costa 90 minuti di lavoro agli abitanti di Shanghai, 13 minuti a europei e statunitensi, tra i 39 e 50 minuti agli americani del Sud e agli africani. Per un chilo di riso un abitante di Bombay deve lavorare un'ora e mezza, uno svizzero da 5 a 7 minuti, a seconda della qualit� del riso. Sono cose che si sanno. E per� queste cifre una in fila all'altra per 48 pagine dovrebbero mettere in imbarazzo anche gli occidentali con il pelo sullo stomaco, impermeabili ai sensi di colpa per l'enormit� del loro privilegio. Il rapporto analizza il livello dei prezzi e dei salari e il potere d'acquisto in 70 citt�. Oslo � la citt� pi� cara, seguita da Hong Kong, Tokyo, Zurigo e New York. All'estremo opposto, Bombay e Buenos Aires che, tre anni fa, era la citt� pi� cara dell'America latina. E' precipitata al penultimo posto su scala mondiale dopo l'abbandono della parit� peso-dollaro.

Il deprezzamento dello yen ha fatto slittare Tokyo dal primo al terzo posto. Milano � al venticinquesimo posto nella classifica dei prezzi, seguita da Atena e da Roma.Zurigo � cara ma vanta i salari pi� alti sia nominali che reali. Il salario medio netto � di 18 euro all'ora contro i 60 centesimi di Bombay. Un'ora di lavoro � pagata un euro a Sofia e a Kiev, ecco perch� tante aziende europee si sono trasferite nei paesi dell'Est. La debolezza del dollaro ha fatto scendere i salari statunitensi: con 14,60 euro all'ora Chicago � al sesto posto, New York (14,10) � al settimo. Milano e Roma si collocano a met� classifica, con salari medi tra i 7 e i 6 euro all'ora.

Il rapporto Ubs rovescia lo stereotipo secondo cui a Milano si sgobba pi� che a Roma. I capitolini lavorano in media 100 ore in pi� dei meneghini. Ma le 1.810 ore lavorative annue di Roma impallidiscono di fronte alle medie asiatiche. Bombay, Taipei, Karachi e Manila superano le 2.300 ore. In Europa la citt� dove si lavora meno � Parigi (1.561 ore all'anno), ma anche Copenaghen, Berlino, Francoforte e Varsavia restano sotto le 1.700 ore. A Parigi e a Copenaghen dall'82 a oggi l'orario di lavoro e diminuito di sei ore l'anno.In Asia le ferie sono una breve parentesi: 8 giorni a Hong Kong, 10 a Bangkok, 11 a Jakarta, 13 a Taipei e 14 a Manila. Vacanze lampo anche a New York (10 giorni) e a Los Angeles (11 giorni).

Il rapporto scende nei particoli. Acquistare una casa a New York costa pi� che in tutto il resto del mondo: 3.400 euro al metro quadrato. Ne occorrono 3.290 a Londra. Mattone carissimo a Hong Kong (2.910 euro). Comprar casa costa pi� a Milano (1.470 euro) che a Roma (1.200). Va peggio a Parigi, dove un metro quadrato costa mediamente 1.830 euro, mentre i berlinesi se la cavano con 720 euro.I ristoranti pi� cari sono quelli di Tokyo (91 euro a botta), seguiti da quelli di Londra. Milano, con 40 euro, � al nono posto. Roma con 31 euro a pasto � pi� cara di Parigi e Berlino. Una cena al ristorante costa meno a Praga (9 euro) che a Nairobi (15 euro). Gli hotel di alta categoria pi� salati stanno a Londra (460 euro una stanza), seguiti a ruota da quelli di Tokyo. La differenza di prezzo dei trasporti pubblici (dove ci sono) � enorme. 10 chilometri di bus o metro costano 9 centesimi a Kiev e 3,45 euro a Oslo. In generale, il livello dei salari determina il prezzo dei servizi. Andare dal parrucchiere costa 3 euro a Lagos e a Sofia, 51 a Chicago.

L'Ubs ci dice tutto su salari e prezzi ma tace sui profitti. La triade marxiana resta zoppa. E' un vero peccato.

Veneto: 'Sonatori de la gioiosa marca' ambasciatori nel mondo

Treviso, 20 ago. (Adnkronos)- ''I Sonatori de la Gioiosa Marca" sono da quest'anno 'ambasciatori' della musica e della cultura veneta nel mondo, in virtu' di una convenzione con la Regione.'' Lo ha ricordato l'assessore regionale alla cultura e all'identita' veneta, Ermanno Serrajotto presentando, nell'Abbazia di Follina, di fronte ad un pubblico in cui numerosi erano anche i turisti stranieri, il concerto di musiche Vivaldiane dei Sonatori della Gioiosa Marca, uno dei complessi italiani piu' affermati che da quasi vent'anni si dedica all'esecuzione di musiche antiche su strumenti d'epoca.
''I 'Sonatori' - conclude l'assessore -, effettuando molte tournee in giro per il mondo ed eseguendo Vivaldi e la musica veneta, rappresentano un eccezionale biglietto da visita all'estero per l'immagine artistica e culturale della nostra regione".


martedì, agosto 19, 2003

Concorsi per giudici, Napoli �capitale� dei promossi

Ondata di ricorsi dopo il �trionfo� della sede campana. Un giudice: annullare tutto, percentuali sospette
GIUSTIZIA / Il record dell' area coperta dalla Corte d' appello che ha �prodotto� un terzo degli aspiranti magistrati ammessi agli orali. Viene da l� anche un terzo degli esaminatori
di Stella Gian Antonio


Corriere della Sera, 19 agosto 2003
O la statistica � birichina assai o c' � qualcosa che non quadra nell' attuale concorso di accesso alla magistratura. Quasi un terzo degli aspiranti giudici ammessi agli orali, che cominceranno fra un mese, vengono infatti dall' area della Corte d' Appello di Napoli, che rappresenta solo un trentacinquesimo del territorio e un dodicesimo della popolazione italiana. Un trionfo. Accompagnato per� da una curiosa coincidenza: erano della stessa area, pi� Salerno, 7 su 24 dei membri togati della commissione e 5 su 8 dei docenti universitari. Cio� oltre un terzo degli esaminatori. Il che sta scatenando una serie di ricorsi che, insieme con l' inchiesta penale aperta dopo la scoperta dello scandalo della fotocopiatrice di cui il Corriere ha gi� scritto e con la denuncia di un giudice indignato che ha chiesto a Ciampi l' annullamento della prova, rischiano di far saltare tutto. Sia chiaro: alla larga da ogni tentazione anti-meridionalista. Moltissime delle vittime di questa �anomalia�, come provano le email furibonde inviate ai siti Internet specializzati quali www.sarannomagistrati.it, sono giovani laureati meridionali certi d' avere subito un sopruso. Meridionali (e napoletani �sfortunati�) sono molti dei firmatari degli esposti al Tar. E ancora meridionale � l' avvocato Giovanni Pellegrino, gi� senatore della sinistra, al quale sono state affidate una cinquantina di denunce. Un esempio solo: in tutta la Sardegna coloro che hanno superato sia la �preselezione informatica� sia gli scritti, sono stati 6. Uno ogni 266 mila abitanti dell' isola. Contro una media nazionale (alzata dall' impennata partenopea: uno ogni 43 mila) di un promosso ogni 137 mila che senza la Campania sale a uno ogni 187 mila. Tutti tonti, i bocciati? Mah... Forse vale la pena di ripartire dall' inizio. E cio� dalla mattina del 24 settembre 2002 in cui i laureati in giurisprudenza che sognano di entrare in magistratura partendo dal ruolo di uditore giudiziario vengono convocati alla selezione preliminare, un test su una scelta di alcune decine di quiz presi dai 15.743 pubblicati dalla Gazzetta Ufficiale. Le sedi d' esame sono quattro: Torino (tutti i candidati del Nord, tranne l' Emilia), Roma (tutti quelli del Centro, pi� l' Emilia-Romagna, la Campania e Reggio Calabria), Bari (tutti quelli della Puglia, della Basilicata e di Catanzaro) e Palermo (tutti i siciliani). I convocati sono 25.204, dei quali 1.236 di Roma e del Lazio, 1.008 del distretto di Corte d' Appello di Napoli (tutta la Campania, meno Salerno), 414 di quello di Milano e della Lombardia occidentale (Bergamo, Mantova e Cremona stanno con Brescia). Alla preselezione, in realt�, si presentano in 10.153. Dei quali circa un quinto (1.952, pi� gli emiliani dirottati alla sede d' esame di Roma) delle regioni settentrionali. Una quota molto bassa, rispetto alla popolazione che, Emilia-Romagna compresa, rappresenta il 44% della popolazione italiana. Prova provata che la toga non gode, al Nord, del fascino che esercita sui giovani del centro ma soprattutto del Sud della penisola. Una disaffezione grave. Accentuata, diciamo cos�, tra i membri della commissione esaminatrice, presieduta da Michele Cantillo, a lungo presidente della commissione tributaria di Salerno e poi di una sezione della Cassazione. Commissione che vedeva la presenza di 11 giudici (6 delle regioni settentrionali tra i quali Francesco Saverio Borrelli) del Centro-Nord, in rappresentanza del 66% per cento della popolazione italiana, e 13 del Sud, dei quali 7 di Napoli o Salerno, in rappresentanza del restante 34%. Ma ancora pi� anomala era la composizione della fetta accademica della commissione: su 8 professori, infatti, uno veniva da Teramo e tutti gli altri dagli atenei del defunto Regno delle Due Sicilie, con una preponderanza straripante di docenti napoletani: cinque su otto. Tutto regolare, per carit�. Tutto regolare. Ma non � questo un metodo geniale per portar acqua al mulino di quei razzisti nostrani che ragliano di una �giustizia terrona�? Non sarebbe stata pi� saggia, moralmente e politicamente, una scelta meno squilibrata? Certo � che il cammino del concorso � stato fin dall' inizio accidentato. In plateale contrasto con le regole pi� ovvie previste per un concorso che doveva assumere 350 persone nel ruolo e nel settore pi� delicati della pubblica amministrazione, per esempio, i fogli consegnati per la prova scritta agli esaminandi non erano firmati dal presidente o da un suo incaricato ma solo timbrati. E furono distribuiti cos� disordinatamente che moltissimi sono stati portati a casa dai candidati (e se fu possibile portarli fuori � ipotizzabile che qualcuno avesse potuto anche portarli dentro, magari gi� compilati) per finire come prova delle irregolarit� nei fascicoli delle denunce alla magistratura. Alla diffidenza seminata tra i giovani con questo andazzo un po' arruffone per una prova cos� delicata, fu aggiunta una scheda elettronica con i quiz, tipo la nuova patente di guida, non sorteggiata ma nominale: a Mario Rossi i quiz destinati a Mario Rossi, a Luigi Bianchi i quiz destinati a Luigi Bianchi, con tanto di fototessera dell' aspirante uditore. Viva la fiducia, ma non sarebbe stato meglio evitare anche il sospetto che il raccomandato Tizio Caio avesse avuto i suoi 90 quiz accuratamente scelti tra i pi� facili? Non bastassero le polemiche, ecco arrivare infine lo scandalo fatto esplodere dalla �fotocopiatrice legalitaria e giustizialista�. Ricordate? Una delle toghe della commissione, la napoletana Clotilde Renna, chiese ai colleghi come fosse andata una sua protetta. Ricostruzione del giornale online Diritto e giustizia edito dalla Giuffr�: �I colleghi mostrano il risultato: respinta, c' erano alcune lacune che non consentivano un giudizio favorevole. "Ma come - chiede il magistrato-commissario - � una ragazza molto brava". "Sar� - rispondono - ma la prova non va bene". Il giudizio era gi� stato verbalizzato, non c' era pi� niente da fare�. A quel punto la donna, decisa comunque ad averla vinta, si introdusse di notte nella sala dov' erano custoditi i compiti, apr� la busta con l' esercizio della raccomandata, infil� un nuovo foglio con alcune correzioni che avrebbero permesso alla sua coccola di fare ricorso al Tar contro la bocciatura. Non contenta, per dimostrare quanto aveva fatto a chi le aveva chiesto un occhio di riguardo per la pulzella, tent� di fare una copia del falso. Al che la fotocopiatrice si ribell� e, grazie all' errore d' impostazione nella programmazione delle copie, cominci� a sfornarne per ore e ore, a centinaia e centinaia. Col risultato di smascherare l' imbroglio e di far scattare la denuncia, l' inchiesta, la rimozione di Clotilde Renna dalla commissione. �Se irregolarit� vi � stata, e questo sar� oggetto di accertamento�, avrebbe dichiarato la donna poco prima di essere sospesa, �tengo a precisare che la serenit� della commissione non pu� essere in alcun modo messa in discussione e cos� i lavori da essa compiuti�. Grazie, ex-giudicessa: se ce lo garantisce lei! Macch�: per niente rassicurati dalla serenit� della visitatrice notturna, i giovani laureati non ammessi agli orali hanno preso a tempestare Internet di domande. Come faceva la Renna a chiedere notizie di un nome, qualunque fosse, se i temi devono per legge restare anonimi fino al momento in cui tutti (tutti) sono gi� stati corretti? E come potevano i colleghi della commissione risponderle che la sua protetta era stata trombata se anche per loro ogni compito doveva essere anonimo? E chi diede alla magistrata nottambula le chiavi della stanza dove stavano gli scritti? E come fece la falsaria a individuare la busta giusta se questa doveva essere priva di segni di identificazione? Insomma: siamo sicuri che noi cittadini stiamo assumendo come magistrati tutte persone perbene e non anche qualche furbetto che ha mischiato le carte per indossare la toga? Il ministero e il Csm hanno niente da dire? Ma non � finita. Alla lista dei dubbi, infatti, se n' � aggiunto un ultimo. Messo chiaro e netto in questi giorni in un esposto a Carlo Azeglio Ciampi, Roberto Castelli e Virginio Rognoni dal giudice onorario Carlo Michele Mancuso. Il quale, forte di un cognome siciliano che da solo spazza via ogni ipotesi di polemica anti-meridionalista o bossiana, non solo si richiama a tutte le perplessit� gi� riassunte (�pare certo che la correzione degli scritti non � avvenuta in modo collegiale� e senza �alcuna garanzia di eguaglianza, imparzialit� e legalit� nei confronti di tutti�) ma chiede di annullare il concorso anche per lo strabiliante trionfo dei candidati campani: �E' difficile pensare a una percentuale cos� alta di candidati appartenenti a un solo distretto giudiziario�. Mancuso parla espressamente di �provato favoritismo�. Altri, pi� benevoli, citano la mitica tradizione giudirica napoletana. Oppure la preparazione fornita dalle grandi scuole partenopee quali quella di Rocco Galli, cos� famosa e cos� frequentata che i corsi ormai si tengono solo a Roma in ampie sale da centinaia di posti quali il cinema �Nazionale� o il teatro �Sistina�. O ancora la preponderanza tra gli aspiranti giudici di giovani meridionali, preponderanza che fatalmente porterebbe ai risultati di oggi. Tutto vero. I numeri, per�, danno da pensare: � mai possibile che gli ammessi agli orali dei distretti di Napoli e Salerno (un 25� dei candidati, inizialmente) siano 132 e cio� il doppio di tutte le regioni del Nord che messe insieme (tolta l' Emilia Romagna) arrivano stentatamente a 74? Possibile che i ragazzi laziali passati ai preliminari e agli scritti siano stati il 3,7% e quelli campani (tolta Salerno) addirittura il 12%? Possibile che la Campania abbia poco pi� degli abitanti della Sicilia ma il quadruplo (132 contro 36) dei quasi-giudici e tre volte la popolazione della Sardegna ma 22 volte pi� geni del diritto? Per non parlare del rapporto con alcune regioni settentrionali come il Veneto e il Friuli, che insieme fanno pi� abitanti della Campania ma si ritrovano con una dote di futuri magistrati otto volte pi� bassa: 17 contro 132. Tutti mona? Domanda: c' entra qualcosa, in queste eccentriche coincidenze, un pizzico di campanilismo, familismo, favoritismo? A meno che non sia una domanda impertinente... Gian Antonio Stella

This page is powered by Blogger. Isn't yours?