domenica, novembre 30, 2003

Farnesina, Blefari primo direttore generale donna


Il Ministro Plenipotenziario Anna Maria Blefari Melazzi e l'Ambasciatore Francesco Aloisi de Lardarel

Avanti! 29 novembre 2003
Si rompe il tab� rosa alla Farnesina: come il Velino diplomatico aveva anticipato gi� diversi mesi fa, per la prima volta una donna � stata infatti chiamata a guidare una direzione generale diplomatica. Il Consiglio dei ministri ha nominato Anna Blefari direttore generale per gli Affari culturali al posto di Francesco Aloisi de Larderel, a cui cede il posto che occupava solo da pochi mesi di rappresentante permanente presso la Fao. In realt� dall'aprile 2002 il ministero degli Esteri aveva gi� un direttore generale al femminile nella persona di Rita di Giovanni, che guida gli Affari amministrativi, ma non si tratta di un diplomatico e per questo la scelta della Blefari pu� essere considerata una svolta epocale. Cosentina, 62 anni compiuti luned� scorso, Anna Blefari Melazzi nel corso della carriera iniziata nel 1969 � stata a Washington e agli Affari economici prima di diventare ambasciatore a Bucarest nel 1998. Il suo lavoro in Romania era stato molto apprezzato dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi durante l'interim agli Esteri e ora ottiene un riconoscimento importante per lei e per le altre 124 feluche rosa (su 1003), che talvolta hanno lamentato una discriminazione. Se � vero infatti che le donne sono entrate massicciamente in diplomazia solo negli ultimi anni, questo particolare da solo non basta a giustificare il fatto che nessuna di loro sia mai stata nominata ambasciatore di grado, e che su 139 capi missione solo quattro appartengano al gentil sesso. Il Consiglio dei ministri ha anche nominato l'ex ambasciatore a Belgrado, Giovanni Caracciolo di Vietri, direttore generale per l'Europa, responsabile quindi dei rapporti bilaterali con i paesi del Vecchio continente.

venerdì, novembre 21, 2003

Una partita a scacchi di Marostica nel Victoria


La rievocazione del 1400 veneto a Melbourne

News Italia Press, 21 novembre 2003
Melbourne - Wladimiro Guerra e Renato Pozza si sentono a loro agio negli abiti quattrocenteschi dei nobili di Marostica, la loro citt�, che ogni due anni presenta la singolare disfida storica: "La Partita a Scacchi viventi" che si svolge nella splendida scacchiera lastricata al centro della piazza su cui si affaccia il Castello da Basso. Per la prima volta in Australia, il castello, la Partita a Scacchi e i figuranti verranno a rivivere la vicenda romantica del 1454, della figlia del castellano della cittadina veneta, Lionora, alla cui mano aspirano due nobili signori, che risolvono la contesa con una partita a scacchi.

Wladimiro e Renato fanno parte delle 150 persone che sono giunte appositamente dalla storica cittadina veneta, e a cui si aggiungeranno altri 200 volontari locali, per presentare la famosa e suggestiva contesa, in cui la storia d'amore si arricchisce di una coreografia spettacolare a cui partecipano oltre 300 persone in costumi dell'epoca rappresentando tutte le categorie di cittadini.

"Marostica, La partita a Scacchi" completa una serie di incontri, seminari e dimostrazioni artigianali dal vivo, che si sono svolte durante questa settimana del "Veneto in Victoria", un' iniziativa della Regione Veneto in collaborazione con il governo del Victoria. La delegazione del Veneto, guidata dall'assessore regionale del Veneto per il Lavoro, la Formazione Professionale e gli Enti Locali Raffaele Grazia � stata ospite del governatore del Victoria, John Landy. Il ministro del Victoria per l'Istruzione e la Formazione Professionale, Lynne Kosky, ha riaffermato l'impegno del governo a sviluppare i legami fra le: "due V" e le "due M", cio� fra il Veneto e il Victoria e Melbourne e Marostica. News ITALIA PRESS

NUOVA PAGINA WEB DELL'ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI COPENAGHEN

Cultura

COPENAGHEN\ aise\18 novembre 2003 - Con la crescita di Internet e del World Wide Web, le comunicazioni nel tempo tra enti, operatori culturali, ricercatori e semplici fruitori delle informazioni in rete Internet, hanno sempre pi� utilizzato le nuove tecnologie grazie alle opportunit� offerte da questo nuovo mezzo, sia attraverso nuovi standard sulla tempistica delle comunicazioni (posta elettronica), sia attraverso nuove funzionalit� specifiche per il Web come la predisposizione di pagine informative, la possibilit� di distribuire documentazione sempre aggiornata e, ultimamente, con siti web database-oriented con base dati quotidianamente aggiornati direttamente dai gestori dei contenuti.
A queste nuove tecnologie informatiche si ispira la nuova pagina web dell'Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen (www.iic.dk) che � stata pubblicata in rete nel mese di novembre. Il servizio informativo � gestito autonomamente dal personale dell'Istituto ed offre in un unico sito collettivo la reperibilit� di informazioni sempre aggiornate di tipo istituzionale, gestionale e di contenuto specifico sulle attivit� e pubblicazioni dell'Istituto Italiano di Cultura.
Il sito rinnovato dell'Istituto Italiano di Cultura ha come oggetto le attivit� di comunicazione su Internet dell'Istituto stesso. In particolare il sito web in parola � "database-oriented" ed � organizzato secondo una struttura di pagine web collegate tra loro mediante links.
Quel che ci sembra importante segnalare comunque � la nuova possibilit� di effettuare il collegamento con la biblioteca on-line dell'Istituto Italiano di Cultura, venendo costantemente informati anche dei nuovi arrivi di libri e con l'opportunit� di suggerire l'interesse che si ha per gli eventuali nuovi acquisti. Una novit� importante � anche l'apertura nella pagina web di un Forum on-line con i lettori, per avviare una discussione. Il Forum consentir� al pubblico di partecipare attivamente inviando i propri eventuali suggerimenti e segnalazioni di attivit� e progetti di interesse "italiano" in Danimarca e "danese" in Italia, di cui si sia venuti a conoscenza.
In futuro l'Istituto di Cultura pensa di attivare anche una mailing list on-line riservata ai soci per consentire un interscambio di informazioni in tempo reale.
Gi� ora comunque i soci, che hanno comunicato l'indirizzo della propria casella postale elettronica, ricevono le informazioni sulle attivit� dell'Istituto per e-mail.
Con la nuova pagina web l'Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen si prefigge di stabilire un contatto diretto in tempo reale con il proprio pubblico nel convincimento che questa � la via da seguire per un miglioramento dell'offerta culturale. (aise)

giovedì, novembre 13, 2003

IL 18 NOVEMBRE AD ARQU� PETRARCA SI APRE LA TOMBA DEL PETRARCA PER UNA RICOGNIZIONE SUL CORPO DEL POETA

PADOVA\ aise\13 NOVEMBRE 2003 - Arqu� Petrarca (Padova). Una equipe di periti, coordinata dal prof. Vito Terribile Wiel Marin, esaminer� per alcuni mesi i resti mortali di Francesco Petrarca (Arezzo 1304 - Arqu� 1374) e tutto il contenuto dell'arca sepolcrale in cui il poeta venne riposto nel 1380, sei anni dopo la morte avvenuta nella cittadina dei colli Euganei in cui trov� piacevole rifugio negli ultimi anni della sua vita.
Il 18 novembre, una gru sollever� il coperchio dell'arca posta nel piazzale accanto al Duomo della cittadina e gli esperti daranno il via al loro lavoro. I resti, dopo un rilievo in loco, saranno trasferiti in un locale appositamente attrezzato dove i periti, ciascuno per l'aspetto di propria competenza, avvieranno gli esami previsti in un preciso protocollo scientifico. Alcuni minuti frammenti saranno prelevati ed inviati ai laboratori di Tucson in Arizona per la datazione con il carbonio 14.
L'obiettivo della ricognizione, resa possibile dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, � duplice: verificare lo stato di conservazione delle ossa (potrebbe esserci il pericolo di attacchi microbici) e ridare un volto fisico al Poeta.
Si sa che nel corso di una ispezione scientifica condotta nel 1873 il cranio del Poeta si ridusse in frammenti.
Questi saranno ricollocati al loro posto e sar� cos� possibile, con l'aiuto di particolari programmi informatici, giungere alla ricostruzione tridimensionale del volto di Petrarca. Dall'esame delle ossa si potr� dare anche una figura precisa dell'uomo che cant� Laura, capire se fosse alto o basso, grassottello o minuto, correggendo, grazie a tecnologie e metodi pi� aggiornati, alcuni dati assolutamente improbabili emersi dagli studi avvenuti durante la precedente ricognizione del 1873.
Si potranno anche verificare le eventuali patologie dello scheletro del Petrarca, quali artrosi, osteoporosi e la reale consistenza dei danni prodotti dal calcio del cavallo che lo colp� nel 1350 mentre si recava a Roma per il Giubileo.
Si verificher� anche cosa sia stato effettivamente sottratto dal furto perpetuato nel 1630 da un frate che per esso venne condannato all'esilio perpetuo da Venezia.
Mentre anatomopatologi, ortopedici, dontostomatologi, genetisti lavoreranno intorno alle ossa, altri esperti si occuperanno degli eventuali reperti di tipo diverso che � presumibile possano trovarsi all'interno dell'arca, dai resti di tessuti e di legni, a monete, documenti, pietre e persino resti di piccoli rettili, larve, pupe infiltratesi nel sarcofago e qui imprigionati. Anche pollini e cristalli saranno oggetto di rilievi.
La pace di Petrarca all'interno della sua tomba � stata spesso violata e non sempre per giustificati motivi come avverr� il 18 novembre.
La fama universale del Poeta ha attratto una attenzione quasi feticistica intorno alla sua tomba sollecitando persino il furto sopra menzionato, compiuto da un frate alla mezzonotte del 27 maggio 1630, dopo aver "spezzato l'angolo di mezzod� del sarcofago".
L'ultima traslazione, imposta dal pericolo di bombardamenti, risale al 1943 quando le ossa del poeta vennero nascoste nei sotterranei di Palazzo Ducale a Venezia, protette da grosse lastre di marmo, per tornare ad Arqu� a guerra conclusa.
Il professor Vito Terribile Wiel Marin, incaricato della attuale ricognizione, � fra i maggiori specialisti al mondo di paleopatologia. Ha gi� all'attivo ben sessanta interventi analoghi e tra essi quelli condotti sui resti di Sant'Antonio e dell'evangelista Luca.
La Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo ha finanziato questo intervento nell'ambito di iniziative promosse in occasione del 7� centenario, che prevede anche il restauro dell'Oratorio della Santissima Trinit�, della Loggia dei Vicari e della Torre Campanaria, contigui alla Casa del Poeta, sempre ad Arqu� Petrarca.
La stessa Casa, per iniziativa del Comune di Padova che ne � il proprietario, verr� riallestita ospitando, oltre allo studiolo e alle altre testimonianze del Poeta, anche delle sezioni informative e documentarie sulla sua vita e opere.
Ad Arqu� il Poeta giunse nel 1369, stanco del continuo peregrinare, ormai anziano e malato. Qui si fece riadattare una casa, probabilmente donatagli da Francesco I Da Carrara, signore di Padova e suo estimatore, eleggendola a proprio rifugio. Vi trascorse in pace gli ultimi anni di vita, circondato da nuovi e vecchi amici e dai familiari: la figlia Francesca, il genero Francescuolo da Brossano, la nipotina Eletta. Qui continu� ad attendere ai suoi studi. Qui infine mor� nella notte tra il 18 e il 19 luglio 1374, reclinando il capo sui suoi amati libri.
Ancora nell'ambito del settimo centenario della nascita di Petrarca, occasione che ha stimolato tutte le iniziative, verr� allestita, nella prossima primavera a Padova, sempre per iniziativa di quel Comune, una grande mostra dedicata a Petrarca e Padova.
I risultati delle ricerche condotte dal gruppo di periti (che prestano, in omaggio al Petrarca, gratuitamente la loro opera) saranno illustrati nella prossima primavera nel corso di un convegno di studi su Francesco Petrarca previsto nell'ambito del programma regionale di celebrazioni per il settimo centenario del Poeta. (aise)

mercoledì, novembre 12, 2003

DOPO 11 ANNI LE CAMPANE DELL�ABBAZIA BENEDETTINA DI SANTA GIUSTINA A PADOVA ROMPONO IL FORZATO SILENZIO

Cultura

PADOVA\ aise\11 novembre 2003 - Alla mezzanotte del Sabato Santo 2004, le campane della Basilica di Santa Giustina suoneranno il Gloria, per ricordare la Resurrezione di Cristo e, insieme, la resurrezione dei bronzi dell'Abbazia benedettina. Suoneranno per 11 minuti, un minuto per ogni anno di forzato silenzio.
E' infatti dal 1992 che le campane di Santa Giustina tacciono. Quell'anno, la Soprintendenza ai Beni Architettonici ed il Genio Civile disposero di non utilizzare pi� le campane della Basilica a causa del pericolo che le vibrazioni causate dal loro movimento potevano rappresentare per l'antico campanile dissestato dal terremoto del 1976 e dal peso dei secoli.
Dopo il rintocco simbolico e beneaugurante del Sabato Santo, i bronzi della Basilica resteranno fermi sino al 7 ottobre 2004, giornata di ricorrenza del 17^ centenario del martirio di Santa Giustina, quando, conclusa la prima fase di intervento sulla torre campanaria, saranno liberi di segnare con regolarit� le funzioni religiose.
Il campanile della Basilica benedettina ha preso l'attuale configurazione nel '600, attraverso l'innalzamento sino all'altezza di 72 metri della preesistente torre campanaria medioevale. Questa, realizzata con materiali romani di ripiego, � ancora esistente per una altezza di 35 metri. Nel 1993, dopo approfondite indagini, per evitare un concreto pericolo di collasso delle strutture pi� antiche, all'interno della torre � stata inserita una complessa struttura metallica che garantisce la stabilit� del monumento. L'intervento che ora sta prendendo il via porter� al restauro delle murature, degli intonaci, delle decorazioni e strutture in pietra e marmo, degli impalcati e delle strutture lignee, oltre ai materiali ferrosi e ai piombi della copertura. Insomma, una completa "revisione" dell'antico monumento in modo da garantirne non solo la conservazione ma anche il funzionamento come campanile. A questo proposito, per limitare l'effetto delle vibrazioni che derivano dal movimento delle campane, il "castello" che le sostiene verr� dotato di strutture in grado di "smorzare" l'effetto delle oscillazioni.
Il restauro, diretto dalla Soprintendenza ai beni architettonici e per il paesaggio del Veneto orientale, sar� condotto in due successive tranches. Il costo complessivo dell'intervento � stato quantificato in 1 milione e 700 mila euro. La prima tranche, che prende il via in questi giorni, � stata finanziata dal Comune di Padova, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e dalla Societ� Autostrada Padova - Brescia (grazie all'intervento di Comune, Provincia e Camera di commercio di Padova).
L'intervento di restauro della torre campanaria della Basilica verr� illustrato mercoled� 12 novembre, alle ore 11,30, in un incontro con la Stampa convocato nel Corridoio Lungo dell'Angelo dell'Abbazia di Santa Giustina (ingresso dalla Basilica, Prato della Valle). (aise)

martedì, novembre 11, 2003

Figli contesi: SOS per una bimba italiana in Norvegia


Roma, 11 nov. - (Adnkronos) - C'e' un padre che pur avendo ottenuto l'affidamento della figlia, una bambina di 9 anni, vive lontano da lei. Lara Martha Duilia Berlini, questo il nome della ragazzina, vive pero' a Bergen, in Norvegia e ora suo padre Silvio quando domenica si rechera' da lei rischia di essere arrestato per un reato dal quale e' stato gia' assolto dal tribunale italiano. La situazione e' denunciata da Carla Mazzuca, dell'Udeur e da Laura Cima, dei Verdi. Dicono le due deputate: ''si mettano in moto le diplomazie e si giunga in tempi brevi ad una procedura di mediazione internazionale che possa condurre ad un accordo sulla sorte di Lara Martha''.
La denuncia da parte delle deputate parte dal fatto che ''c'e' una sentenza con la quale il tribunale italiano ha affidato la bimba al padre, che vive in Italia. Qui non si tratta piu' di una lite tra privati, come sostiene la diplomazia norvegese, ma della capacita' dell'Italia di fare valere un pronunciamento della magistratura, senza lasciare che rimanga completamente inascoltato ed inefficace, fatto umiliante ed offensivo della dignita' nazionale''. Mazzuca e Cima dalle parole passeranno ai fatti. Presenteranno, infatti, atti di sindacato ispettivo per sollecitare il governo ad intervenire.
''I ministri Tremaglia e Frattini -dicono- sono chiamati a rispondere in prima persona delle tutele e della salvaguardia che le convenzioni internazionali e le disposizioni di diritto civile internazionale vigenti accordano ad una bambina di 9 anni che gode pienamente dello status di cittadina italiana e che non deve essere abbandonata alla propria sorte per inerzia diplomatica o per la ragion di Stato''.
Le deputate definiscono ''inaccettabile'' il fatto che ''il padre della bambina, sostenuto solo dal Ciatdm e dall'associazione Ex debba sacrificare la propria liberta' personale, dimostrando piu' coraggio delle nostre istituzioni''.

venerdì, novembre 07, 2003

QUALE SAR� IL CONTRIBUTO DEI GIOVANI SCRITTORI NELLA NUOVA EUROPA?:

SE NE DISCUTE IN UN CONVEGNO ORGANIZZATO DALL�IIC DI BUDAPEST

Cultura

BUDAPEST\ aise\7 novembre 2003 - Quale sar� il ruolo della letteratura nella nuova Europa e quale il contributo che i giovani scrittori potranno dare? A queste e ad altre domande si cercher� di rispondere nel corso del convegno internazionale "Scrittori giovani per l'Europa" che l'Istituto Italiano di Cultura di Budapest e l'Ambasciata d'Italia, ha organizzato per il 10 novembre, con la collaborazione del Pen Club Ungherese, dell'Associazione dei Giovani Scrittori Ungheresi, dell'Unione degli Scrittori Ungheresi e della Biblioteca Nazionale Szechenyi di Budapest.
Lo spunto viene offerto dalla pubblicazione dell'antologia "Racconti senza dogana. Giovani scrittori per la nuova Europa" da parte dell'Editore Gremese di Roma, che comprende 25 racconti di altrettanti scrittori al di sotto dei 35 anni, provenienti dai 15 paesi comunitari e dai 10 paesi che entreranno a far parte dell'Unione nel corso del 2004. I racconti sono in lingua originale e in traduzione italiana.
L'antologia, pubblicata su iniziativa della Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del Ministero degli Affari Esteri in occasione del Semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell'Unione Europea, � accompagnata da una Nota del Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, e da una Prefazione di Lucio Lami, presidente del Pen Club italiano, che ne � il curatore.
La realizzazione dell'Antologia � stata resa possibile grazie alla fattiva collaborazione degli Istituti Italiani di Cultura all'estero, delle Ambasciate e dei Pen Club dei Paesi interessati.
Al convegno, che si terr� all'Istituto Italiano di Cultura di Budapest, parteciperanno: l'Ambasciatore d'Italia, Giovan Battista Verderame, Arnaldo Dante Marianacci, Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Budapest, Lucio Lami, curatore dell'antologia "Racconti senza dogana" e Presidente del Pen Club Italiano, Gianni Gremese, Editore dell'Antologia "Racconti senza Dogana", Janos Benyhe, Segretario Generale del Pen Club Ungherese, Iren Kiss, membro dell'Unione degli Scrittori Ungheresi, Miklos Hubay, drammaturgo, Tamas Pragai, redattore delle riviste letterarie "Szepirodalmi Figyelo" e "Kortars" e membro dell'Associazione dei Giovani Scrittori Ungheresi, Imre Barna, traduttore e redattore della Casa Editrice Europa.
Inoltre sar� presente una nutrita rappresentanza di scrittori inclusi nell'Antologia tra i quali: Nicola Lecca (Italia), Emma Puikkonen (Finlandia), Tomas Stanilius (Lituania), Radoslaw Kobierski (Polonia), Marian Grupac (Repubblica Slovacca). Il convegno si terr� in italiano, ungherese e inglese. (aise)

mercoledì, novembre 05, 2003

AL VIA LA PRIMA GRANDE ANTOLOGICA DEDICATA A CANOVA


VICENZA\ aise\4 novembre 2003 - Il 22 novembre il museo civico di Bassano del Grappa e la Gipsoteca di Possagno inaugureranno un�eccezionale mostra dedicata a Canova. La rassegna, allestir� circa 400 opere, tra cui oltre 30 marmi straordinari, un centinaio di disegni e 200 tra gessi, dipinti, incisioni, lettere e diari di viaggio.
Un evento eccezionale, la prima grande antologica dedicata a Canova, per un itinerario mozzafiato ambientato nelle sale del Museo Civico di Bassano del Grappa, per proseguire poi a Possagno, paese natio dell'artista, tra le opere della Gipsoteca; tra i ricordi pi� intimi conservati nella sua casa; nella sacralit� del grande Tempio che egli volle e che conserva le sue spoglie.
Le citt� di Bassano del Grappa e di Possagno celebrano, cos�, questo grande maestro, di cui conservano l'eredit�, artistica e spirituale, in una mostra senza precedenti, che - dal 22 novembre 2003 al 12 aprile 2004 - consente di investigare tutte le diverse forme della sua arte.
Del grande Canova si � scritto molto, si � pubblicato tantissimo, si sono mostrate di volta in volta, nell'ambito di eventi tematici, specifiche opere ma mai nessun evento espositivo � riuscito a proporre un excursus cos� denso e completo nell'opera e nella vita del grande artista veneto.
Promossa dal Comune di Bassano del Grappa - Museo Civico, dal Comune di Possagno e Fondazione Canova, insieme al Ministero per i Beni e le Attivit� Culturali e alla Regione del Veneto, la mostra � stata resa possibile anche grazie alla collaborazione avviata dal Comune di Bassano con il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo, che compare tra i promotori e che presta per l'occasione ben sette statue della pi� importante collezione al mondo di marmi canoviani.
Grazie alla sensibilit� di importanti istituzioni italiane ed estere, che hanno accondisceso al prestito in occasione di questa esposizione, sono in mostra opere fondamentali mai esposte prima d'ora in Italia, come la solenne �Pace� da Kiev, la "sublime" �Venere� da Leeds, la famosa �Polimnia da Vienna� o la �Ninfa dormiente�, che tanto piacque ai contemporanei, da Londra.
La mostra, curata da Sergej Androssov, Mario Guderzo e Giuseppe Pavanello, � resa possibile grazie ai prestiti provenienti dai seguenti musei: il Victoria and Albert Museum di Londra e il Bogdan di Varvara, the City Art Gallery di Leeds e il Khanenko Museum di Kiev, il Mus�e du Louvre di Parigi, il Kunsthistorisches Museum e l'Hofburg di Vienna e ancora il Museo Fesch di Aiaccio, il Mus�e de Beaux Arts di Marsiglia per arrivare, tra gli altri, alla Pinacoteca di Brera, alla Galleria degli Uffizi di Firenze, al Museo Correr di Venezia, alla Fondazione Magnani-Rocca di Mamiano di Traversetolo, al Museo di Sant'Agostino, a Genova.
Ed � grazie alla ricchezza ed alla variet� delle opere conservate presso il Museo Civico di Bassano del Grappa, grazie ai tantissimi gessi di straordinario fascino ed interesse custoditi nella Gispoteca di Possagno, ai dipinti che Canova realizz� e che sono appesi alle pareti della casa in cui nacque che � possibile mettere a fuoco la poliedrica produzione artistica e la personalit� del sommo artista.
La mostra aspira infatti a porre in luce tutti gli aspetti della sua arte e le diverse fasi del suo lavoro - lo studio, l'ispirazione, lo scavo psicologico, il dilemma, la ricerca della bellezza eterna ed universale, l'uomo, la sua storia personale, i segreti della sua officina - e attraverso i carteggi ed una importante selezione di ritratti suoi, dei committenti e dei teorici del neoclassicismo (realizzati da grandi pittori del tempo) fa rivivere il clima dell'epoca e i protagonisti di quegli anni.
Perch� Canova non fu solo uno straordinario scultore ma un artista completo che si serv� anche delle tecniche figurative per esprimere la propria creativit� e la propria ricerca formale; e fu uomo del suo tempo impegnato nella difesa e nella conservazione del nostro patrimonio storico ed artistico, coinvolto nei dibattiti culturali e politici, invitato nei salotti e nei palazzi pi� importanti ed insignito di cariche prestigiose quanto autorevoli.
"Matita e scarpello...sono gli strumenti che guidano all'immortalit�" affermava Canova, nella consapevolezza del valore dei disegni - schizzi, studi, composizioni varie - ai quali si dedic� con indefessa applicazione tutta la vita, traducendo su carta il suo pensiero: "come un'idea in s�, realizzata con semplicissimi mezzi quali il ritmo delle linee, il senso dello spazio, la luce e l'ombra". Ecco il fascino di questi fogli ed ecco l'importanza, in mostra, di una sezione con circa un centinaio di disegni, esposti in due successivi momenti, per ragioni conservative.
La capacit� pittorica del grande maestro di Possagno, emerge con forza nei raffinati monocromi. Realizzati a tecnica mista (tempera bruna, biacca, carboncino e matita) su tela grezza - attraverso pennellate dense di poche tonalit�, quasi bianche e bruno chiaro - i monocromi erano probabilmente destinati ad un successivo utilizzo quale primo abbozzo per un bassorilievo, ma il loro effetto di chiaroscuro, la grazia, la leggerezza e la rapidit� del tratto che li caratterizzano li pongono tra le realizzazioni pi� originali dell'artista sempre teso alla sperimentazione formale e materica. Canova dipinge per proprio piacere, a volte per gioco, ma molti contemporanei non mancano di rilevare il valore della produzione di olii e di tempere. Attraverso la pittura, egli sperimenta nuove tematiche - a volte con notevole anticipo sulle corrispondenti realizzazioni plastiche, definisce il canone della bellezza muliebre.
I bozzetti in terracotta - da quello della �Maddalena Penitente�, che il Museo di Bassano possiede, a quello delle Grazie, riapparso sul mercato ed eccezionalmente presente nelle sale del Museo Civico, fino ai bozzetti conservati nella Gipsoteca di Possagno - sono un altro momento, tutto da esplorare e da scoprire, del "fare" di Canova e del suo iter procedurale; cos� come i modellini, autentici gioielli, e la loro traduzione nel primo Modello in gesso, quasi sempre della stessa dimensione del Marmo. E, tra originali e calchi delle opere dell'artista, la mostra nel suo complesso d� modo di ammirare quasi duecento gessi.
I trenta marmi in mostra, capolavori notissimi e ammirati da sempre, frutto di anni di lavoro e di genio creativo del grande Canova, offrono l'emozionante opportunit� di ammirare, in un allestimento curato da Fabrica, alcune tra le pi� belle e seducenti sculture del grande maestro.
L'Ermitage presta, tra gli altri, l' �Amorino alato�, la �Maddalena penitente�, la �Danzatrice con le mani suoi fianchi�, il busto monumentale del �Genio funerario�, prima opera del Canova entrata in Russia.
L'affascinante �Tersicore�, connubio tra danza e musica, ammirata per i suoi panneggi dalla trasparenza naturale e soave, giunge da Mamiano di Traversetolo; da Forl� la leggiadra �Ebe�, completata da Canova nel 1796; da Genova la struggente �Maddalena Penitente�.
Per il pubblico italiano � emozionante vedere, per la prima volta, la �Musa Polimnia�: la sua storia � affascinante perch� legata alle vicissitudini politiche di quegli anni. La statua, commissionata nel 1812 raffigurava, seduta, Elisa Bonaparte Baciocchi granduchessa di Toscana, nelle vesti appunto di una musa. Canova tuttavia la termin� solo nel 1815, fuori tempo massimo, dati i destini di casa Bonaparte: alla scultura venne allora eliminato ogni riferimento realistico, furono idealizzati i tratti del volto e l'opera pot� essere compresa nell'omaggio delle province venete alla nuova imperatrice d'Austria, alla quale l'origine della statua - ovviamente - fu celata.
Le vicende politiche internazionali condizionarono anche l'esecuzione dell'imponente statua della Pace, proveniente da Kiev, mentre la bellissima �Venere� da Leeds, anche in questo caso una assoluta novit� per l'Italia, � la pi� tarda, la pi� originale ed "erotica" delle versioni di questo affascinante soggetto scolpito da Canova. Iniziata nel 1817 fu terminata nel 1820. (aise)

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