venerdì, gennaio 30, 2004
Danimarca: Segafredo apre nuova filiale
COPENAGHEN, 13/05/2003 - Il gruppo Segafredo Zanetti, gia' presente in 43 paesi, in 20 dei quali con proprie Societa' locali, ha ormai anche una filiale in Danimarca. La nuova societa', Segafredo Zanetti DK, e' stata presentata oggi a Copenaghen dal presidente Massimo Zanetti, nel corso di una colazione alla presenza dell'ambasciatore italiano in Danimarca, Antonio Catalano di Melilli, della responsabile dell'ufficio locale dell'Ice Margherita Lo Greco, e del direttore dell'Istituto italiano di Cultura Sergio Scapin. Nei prossimi giorni la Segafredo Zanetti DK sara' presentata alla stampa locale con un grande evento in una discoteca della capitale. Obiettivo della nuova societa' e' di promuovere direttamente l'immagine e la vendita dei prodotti del gruppo, gia' peraltro largamente presenti sul mercato danese. Il gruppo Segafredo Zanetti, controllato al 100% da Massimo Zanetti che a partire dal 1973 lo ha allargato a dimensioni mondiali, produce complessivamente 62mila tonnellate di caffe' con un giro d'affari di 570 milioni di euro e duemila dipendenti. Trecento caffetterie nel mondo portano il marchio Segafredo ed esercitano una funzione di ''ambasciatori della cultura del caffe' ''. Il gruppo vende i prodotti della ''Linea bar'' agli operatori della gastronomia e i prodotti della ''Linea Alimentare'' ai consumatori privati. L'avvio dell' attivita' in Danimarca sara' segnalato dalla presenza per tutta l'estate di una caffetteria mobile che si spostera' nella capitale danese seguendo i vari avvenimenti della stagione. Con l'Istituto di Cultura e' stata anche lanciata una riflessione sulla possibile sponsorizzazione di eventi che abbiano come obiettivo la promozione della cultura italiana. (ANSA)
venerdì, gennaio 23, 2004
BERNARDINO FRESCURA: IL VENETO CHE LOTT� PER LA DIGNIT� DEGLI ITALIANI NEL MONDO
22/01/2004 ore 12.51
Italiani nel mondo
PADOVA\ aise\ - Dagli studi geografici alle pubblicazioni dedicate ai nostri connazionali che lasciavano la patria: gi� agli inizi del secolo scorso qualcuno si fece interprete dei problemi, delle aspettative e dei bisogni degli emigranti. Si chiamava Bernardino Frescura.
Frescura � come si legge in un articolo firmato da Francesco Stocco sul mensile �Veneti nel mondo� - nasce il primo settembre 1868 a Marostica (Vi), primo di quattro fratelli, da una famiglia di condizioni modeste, anche se dignitose. Compiuti gli studi superiori presso i Salesiani del collegio Manfredini di Este e di Alassio, si iscrive alla facolt� di lettere dell'Universit� di Padova, dove nel 1891 consegue la laurea, dando prova di una spiccata attitudine agli studi geografici.
Il giovane geografo, sposatosi nel 1894 con la pianista e concertista Maria Legnari, incominci� la sua carriera di insegnante nel 1900 quando ottenne la libera docenza presso la Regia Universit� di Genova prima, e Milano poi. Da qui grazie a un fervente lavoro didattico e a un non meno intenso impegno pubblicistico su libri, riviste e quotidiani - da ricordare sono: �Le frontiere della nuova Italia e il problema dell'Adriatico� (1919) e �I novi orizzonti della geografia e i moderni problemi economici� - in ambito non solo geografico, ma anche economico, Bernardino Frescura si guadagn� importanti riconoscimenti a livello nazionale e, in qualit� di esperto sulla questione dei confini, alla fine della prima guerra mondiale prese attivamente parte, nella delegazione italiana, alla Conferenza di Parigi.
L'amore per la patria, al servizio della quale profuse le sue migliori energie, si esplic� quindi nella costante azione condotta soprattutto con la pubblicazione di numerose opere, a favore di un adeguato sviluppo della marina mercantile italiana, nella convinzione che una consistente e ben organizzata flotta mercantile rappresentasse un sicuro coefficiente di sviluppo economico per la nazione.
Tale convinzione emerse anche e soprattutto con la sua opera a favore dei nostri emigranti. Per loro il Frescura, volgendo il suo cuore e il suo studio particolarmente a chi aveva varcato gli oceani in cerca di lavoro e fortuna, realizz� una serie di pubblicazioni intitolate, appunto, Guide per l'emigrante. Nelle intenzioni del Frescura, queste guide dovevano essere, per chi partiva, un gradito e confortante saluto della patria, oltre che un aiuto concreto e prezioso per muoversi con maggiore sicurezza in mondi nuovi, sconosciuti e pieni di incognite.
Possiamo dire, quindi, che uno dei cardini dell'attivit� di Bernardino Frescura, sia costituito dalla sua ampia e generosa azione in favore degli emigranti italiani, orientata sia su premesse scientifiche che consentissero all'emigrazione di posare su salde basi legislative e su adeguate conoscenze geografiche, sia su una linea fortemente pratica e concreta.
In particolare, tale attivit� si concretizz� scientificamente con il IV Congresso Geografico, tenutosi a Milano nel 1901, dove il Frescura mise in luce i problemi connessi all'emigrazione, quali la necessit� di assicurare un'adeguata istruzione all'emigrante e di intensificare - monito quest'ultimo rivolto ai legislatori - i rapporti con le nazioni americane che accoglievano i nostri connazionali. Si doveva, secondo il Frescura, insegnare, insieme all'alfabeto, anche la geografia della regione dove sarebbero arrivati e a tale scopo proponeva l'istituzione di cattedre ambulanti nei luoghi di maggiore emigrazione e la diffusione gratuita di una pubblicazione periodica che servisse a stabilire un legame tra la patria e i figli lontani.
Il problema dell'accoglienza, poi, evidenzi� anche l'opportunit� di istituire uffici d'informazione sia in patria sia in America e uffici del lavoro, dove si sarebbero dovuti raccogliere coloro che cercavano occupazione. Frescura sosteneva, inoltre, l'opportunit� di giovarsi dell'opera dei missionari italiani per la tutela dei nostri emigranti all'estero: essi avrebbero potuto offrire protezione, conservando in loro il sentimento nazionale e i cardini del legame con la patria abbandonata quali, la lingua, i costumi e le tradizioni. In sostanza, il lungimirante marostincense sosteneva la necessit� che fossero migliorate le condizioni umane e di vita dell'emigrante, perch� egli fosse preparato ad affrontare il mercato internazionale del lavoro, fosse tolto da quella situazione di analfabetismo che lo degradava all'estero, fosse istruito nei mestieri e informato sulle insidie cui andava incontro, conoscesse le principali notizie geografico-economiche dei paesi dove si recava.
In maniera pratica e concreta, l'impegno di Bernardino Frescura verso i propri connazionali si svilupp� nella stesura delle gi� citate Guide dell'emigrante, dove il geografo spiegava chi avesse o meno la facolt� di emigrare, quali documenti occorressero, descriveva il biglietto d'imbarco e il tipo di bagaglio che si doveva usare. Poi informava l'emigrante del diritto alla riduzione sul prezzo del biglietto ferroviario e forniva anche lo schema di domanda-tipo per ottenerla.
Ma non lesinava consigli nemmeno sull'arrivo nei porti d'imbarco, sulla possibilit� di essere ospitati presso gli asili degli emigranti, raccomandando grande attenzione sul pericolo di essere truffati e raggirati. Venivano poi forniti, sempre nelle Guide, una serie di indirizzi utili dei porti, come per esempio quello dei missionari del porto, della societ� di Patronato per gli emigranti ed addirittura del ponte d'imbarco, e all'arrivo a destinazione, quelli di scuole e ospedali italiani. Infine si trovavano indicazioni sul valore del denaro straniero in rapporto a quello italiano e una panoramica della situazione delle vie di comunicazione ferroviarie e stradali.
Un antesignano, dunque, non solo dell'informazione ma anche della formazione degli italiani nel mondo. (aise)
Italiani nel mondo
PADOVA\ aise\ - Dagli studi geografici alle pubblicazioni dedicate ai nostri connazionali che lasciavano la patria: gi� agli inizi del secolo scorso qualcuno si fece interprete dei problemi, delle aspettative e dei bisogni degli emigranti. Si chiamava Bernardino Frescura.
Frescura � come si legge in un articolo firmato da Francesco Stocco sul mensile �Veneti nel mondo� - nasce il primo settembre 1868 a Marostica (Vi), primo di quattro fratelli, da una famiglia di condizioni modeste, anche se dignitose. Compiuti gli studi superiori presso i Salesiani del collegio Manfredini di Este e di Alassio, si iscrive alla facolt� di lettere dell'Universit� di Padova, dove nel 1891 consegue la laurea, dando prova di una spiccata attitudine agli studi geografici.
Il giovane geografo, sposatosi nel 1894 con la pianista e concertista Maria Legnari, incominci� la sua carriera di insegnante nel 1900 quando ottenne la libera docenza presso la Regia Universit� di Genova prima, e Milano poi. Da qui grazie a un fervente lavoro didattico e a un non meno intenso impegno pubblicistico su libri, riviste e quotidiani - da ricordare sono: �Le frontiere della nuova Italia e il problema dell'Adriatico� (1919) e �I novi orizzonti della geografia e i moderni problemi economici� - in ambito non solo geografico, ma anche economico, Bernardino Frescura si guadagn� importanti riconoscimenti a livello nazionale e, in qualit� di esperto sulla questione dei confini, alla fine della prima guerra mondiale prese attivamente parte, nella delegazione italiana, alla Conferenza di Parigi.
L'amore per la patria, al servizio della quale profuse le sue migliori energie, si esplic� quindi nella costante azione condotta soprattutto con la pubblicazione di numerose opere, a favore di un adeguato sviluppo della marina mercantile italiana, nella convinzione che una consistente e ben organizzata flotta mercantile rappresentasse un sicuro coefficiente di sviluppo economico per la nazione.
Tale convinzione emerse anche e soprattutto con la sua opera a favore dei nostri emigranti. Per loro il Frescura, volgendo il suo cuore e il suo studio particolarmente a chi aveva varcato gli oceani in cerca di lavoro e fortuna, realizz� una serie di pubblicazioni intitolate, appunto, Guide per l'emigrante. Nelle intenzioni del Frescura, queste guide dovevano essere, per chi partiva, un gradito e confortante saluto della patria, oltre che un aiuto concreto e prezioso per muoversi con maggiore sicurezza in mondi nuovi, sconosciuti e pieni di incognite.
Possiamo dire, quindi, che uno dei cardini dell'attivit� di Bernardino Frescura, sia costituito dalla sua ampia e generosa azione in favore degli emigranti italiani, orientata sia su premesse scientifiche che consentissero all'emigrazione di posare su salde basi legislative e su adeguate conoscenze geografiche, sia su una linea fortemente pratica e concreta.
In particolare, tale attivit� si concretizz� scientificamente con il IV Congresso Geografico, tenutosi a Milano nel 1901, dove il Frescura mise in luce i problemi connessi all'emigrazione, quali la necessit� di assicurare un'adeguata istruzione all'emigrante e di intensificare - monito quest'ultimo rivolto ai legislatori - i rapporti con le nazioni americane che accoglievano i nostri connazionali. Si doveva, secondo il Frescura, insegnare, insieme all'alfabeto, anche la geografia della regione dove sarebbero arrivati e a tale scopo proponeva l'istituzione di cattedre ambulanti nei luoghi di maggiore emigrazione e la diffusione gratuita di una pubblicazione periodica che servisse a stabilire un legame tra la patria e i figli lontani.
Il problema dell'accoglienza, poi, evidenzi� anche l'opportunit� di istituire uffici d'informazione sia in patria sia in America e uffici del lavoro, dove si sarebbero dovuti raccogliere coloro che cercavano occupazione. Frescura sosteneva, inoltre, l'opportunit� di giovarsi dell'opera dei missionari italiani per la tutela dei nostri emigranti all'estero: essi avrebbero potuto offrire protezione, conservando in loro il sentimento nazionale e i cardini del legame con la patria abbandonata quali, la lingua, i costumi e le tradizioni. In sostanza, il lungimirante marostincense sosteneva la necessit� che fossero migliorate le condizioni umane e di vita dell'emigrante, perch� egli fosse preparato ad affrontare il mercato internazionale del lavoro, fosse tolto da quella situazione di analfabetismo che lo degradava all'estero, fosse istruito nei mestieri e informato sulle insidie cui andava incontro, conoscesse le principali notizie geografico-economiche dei paesi dove si recava.
In maniera pratica e concreta, l'impegno di Bernardino Frescura verso i propri connazionali si svilupp� nella stesura delle gi� citate Guide dell'emigrante, dove il geografo spiegava chi avesse o meno la facolt� di emigrare, quali documenti occorressero, descriveva il biglietto d'imbarco e il tipo di bagaglio che si doveva usare. Poi informava l'emigrante del diritto alla riduzione sul prezzo del biglietto ferroviario e forniva anche lo schema di domanda-tipo per ottenerla.
Ma non lesinava consigli nemmeno sull'arrivo nei porti d'imbarco, sulla possibilit� di essere ospitati presso gli asili degli emigranti, raccomandando grande attenzione sul pericolo di essere truffati e raggirati. Venivano poi forniti, sempre nelle Guide, una serie di indirizzi utili dei porti, come per esempio quello dei missionari del porto, della societ� di Patronato per gli emigranti ed addirittura del ponte d'imbarco, e all'arrivo a destinazione, quelli di scuole e ospedali italiani. Infine si trovavano indicazioni sul valore del denaro straniero in rapporto a quello italiano e una panoramica della situazione delle vie di comunicazione ferroviarie e stradali.
Un antesignano, dunque, non solo dell'informazione ma anche della formazione degli italiani nel mondo. (aise)
martedì, gennaio 06, 2004
Il principe di Norvegia vuole il congedo per paternit�
Haakon, reggente al posto del padre malato, aspetta il primo figlio. Il Paese si divide sulla sua richiesta
Corriere della Sera, 6 gennaio 2004
Pu� un re (supplente) prendersi un permesso per paternit�? Insomma, abbandonare sudditi e corona, per godersi - come legge permette - la nascita del suo primo rampollo? E� quello che da settimane si discute in Norvegia. Dove il principe Haakon, 30 anni, il 22 gennaio dovrebbe diventare pap�, regalando al re Harald il suo primo reale nipote, nonch� erede al trono. Per l�occasione, appresa la lieta novella, il principe aveva anche annunciato l�intenzione di prendersi quattro settimane di congedo. Da anni in Norvegia, che si ritiene non a torto un Paese all�avanguardia per quanto riguarda l�eguaglianza sessuale, i permessi per la �paternit� non sono solo concessi, ma anche incoraggiati.
Senonch�, nei mesi seguenti le cose si sono complicate. Haakon, da giovane principe senza particolari obblighi di Corte, si � trovato all�improvviso a reggere la monarchia, quando al padre re Harald � stato diagnosticato un cancro alla vescica. Aspettando la sua guarigione, il principe (forte degli studi di Scienze politiche a Berkeley) si � destreggiato con onore tra un ricevimento di veterani di guerra a palazzo e un discorso ai sudditi, per Capodanno.
Ma ora che il tempo stringe, si chiedono i giornali, che far� il principe reggente? Presieder� la gi� fissata riunione del gabinetto dei ministri, come l�etichetta impone, il 22 gennaio, o star� accanto alla moglie in sala parto? E dopo, voler� con la famiglia a New York per una privatissima vacanza, gi� programmata, o studier� a Oslo le sudate carte del governo?
La vita del principe, del resto, � piena di scelte poco ortodosse. A cominciare dal matrimonio. Ha sposato (e passi) una borghese, Mette-Marit Tjessem Hoiby, che non solo frequentava rave party (ancora passi) dove l�ecstasy scorreva a fiumi (mah); la ragazza aveva pure avuto un figlio, ora di 4 anni, con un pregiudicato (e qui i puristi del regno avevano definitivamente storto il naso).
Eppure Haakon era riuscito a farla accettare. In un Paese dove il 49% dei figli nasce fuori dal matrimonio, dove nove coppie su dieci convivono prima di sposarsi, pu� far scandalo un principe che prima delle nozze mette su casa con la promessa sposa? Dipende. Perch� se Haakon � diventato il paladino di una Norvegia �moderna�, dopo le sue nozze il consenso verso la corona � sceso al minimo storico: il 58%. Ed � per questo che, molti temono, un principe che si ritira a vita privata per paternit�, rinnegando i doveri di corte, forse oggi non dar� pi� scandalo, ma senz�altro pu� infliggere un altro colpo alla rispettabilit� delle istituzioni monarchiche.
Problemi (comuni) dei regni del Nord. Da quando l�ultima generazione dei monarchi ha preso la via degli altari (e dei giornali), le Corti reali da Copenaghen a Oslo sembrano ispirarsi sempre pi� a Buckingham Palace. Scandali compresi. Cos�, in Olanda, l�erede al trono Guglielmo ha sposato la figlia di un ex ministro della sanguinaria giunta militare argentina (1976-83); mentre suo fratello minore Johan ha rinunciato ai diritti di successione pur di non separarsi dall�amata Mabel, ex pupa di un boss. Se un tempo quello del Royal Watch (l�osservazione dei reali) era uno sport tutto britannico, ora sembra che, di scandalo in scandalo, i guardoni di Corte stiano crescendo anche nel resto del nord Europa. E aspettino, con curiosit� e qualche timore, la prossima puntata di quello strano reality show , noto come Le Famiglie Reali. Mara Gergolet
Corriere della Sera, 6 gennaio 2004
Pu� un re (supplente) prendersi un permesso per paternit�? Insomma, abbandonare sudditi e corona, per godersi - come legge permette - la nascita del suo primo rampollo? E� quello che da settimane si discute in Norvegia. Dove il principe Haakon, 30 anni, il 22 gennaio dovrebbe diventare pap�, regalando al re Harald il suo primo reale nipote, nonch� erede al trono. Per l�occasione, appresa la lieta novella, il principe aveva anche annunciato l�intenzione di prendersi quattro settimane di congedo. Da anni in Norvegia, che si ritiene non a torto un Paese all�avanguardia per quanto riguarda l�eguaglianza sessuale, i permessi per la �paternit� non sono solo concessi, ma anche incoraggiati.
Senonch�, nei mesi seguenti le cose si sono complicate. Haakon, da giovane principe senza particolari obblighi di Corte, si � trovato all�improvviso a reggere la monarchia, quando al padre re Harald � stato diagnosticato un cancro alla vescica. Aspettando la sua guarigione, il principe (forte degli studi di Scienze politiche a Berkeley) si � destreggiato con onore tra un ricevimento di veterani di guerra a palazzo e un discorso ai sudditi, per Capodanno.
Ma ora che il tempo stringe, si chiedono i giornali, che far� il principe reggente? Presieder� la gi� fissata riunione del gabinetto dei ministri, come l�etichetta impone, il 22 gennaio, o star� accanto alla moglie in sala parto? E dopo, voler� con la famiglia a New York per una privatissima vacanza, gi� programmata, o studier� a Oslo le sudate carte del governo?
La vita del principe, del resto, � piena di scelte poco ortodosse. A cominciare dal matrimonio. Ha sposato (e passi) una borghese, Mette-Marit Tjessem Hoiby, che non solo frequentava rave party (ancora passi) dove l�ecstasy scorreva a fiumi (mah); la ragazza aveva pure avuto un figlio, ora di 4 anni, con un pregiudicato (e qui i puristi del regno avevano definitivamente storto il naso).
Eppure Haakon era riuscito a farla accettare. In un Paese dove il 49% dei figli nasce fuori dal matrimonio, dove nove coppie su dieci convivono prima di sposarsi, pu� far scandalo un principe che prima delle nozze mette su casa con la promessa sposa? Dipende. Perch� se Haakon � diventato il paladino di una Norvegia �moderna�, dopo le sue nozze il consenso verso la corona � sceso al minimo storico: il 58%. Ed � per questo che, molti temono, un principe che si ritira a vita privata per paternit�, rinnegando i doveri di corte, forse oggi non dar� pi� scandalo, ma senz�altro pu� infliggere un altro colpo alla rispettabilit� delle istituzioni monarchiche.
Problemi (comuni) dei regni del Nord. Da quando l�ultima generazione dei monarchi ha preso la via degli altari (e dei giornali), le Corti reali da Copenaghen a Oslo sembrano ispirarsi sempre pi� a Buckingham Palace. Scandali compresi. Cos�, in Olanda, l�erede al trono Guglielmo ha sposato la figlia di un ex ministro della sanguinaria giunta militare argentina (1976-83); mentre suo fratello minore Johan ha rinunciato ai diritti di successione pur di non separarsi dall�amata Mabel, ex pupa di un boss. Se un tempo quello del Royal Watch (l�osservazione dei reali) era uno sport tutto britannico, ora sembra che, di scandalo in scandalo, i guardoni di Corte stiano crescendo anche nel resto del nord Europa. E aspettino, con curiosit� e qualche timore, la prossima puntata di quello strano reality show , noto come Le Famiglie Reali. Mara Gergolet
