giovedì, maggio 27, 2004
ANDREA PALLADIO E CARLO SCARPA DOPO IL PARLAMENTO EUROPEO DI BRUXELLES VENGONO MESSI A CONFRONTO A VICENZA
Cultura
VICENZA\ aise\27 maggio 2004 - Nel novembre 2003 una costellazione di modelli lignei giunti da Vicenza ha presentato al Parlamento Europeo di Bruxelles le due eccellenze dell'architettura del Veneto di tutti i tempi: Carlo Scarpa (1906-1978) e Andrea Palladio (1508-1580).
Grazie al sostegno della Banca Popolare di Vicenza, dal 29 maggio l'allestimento di Bruxelles sar� ricostruito nel palladiano palazzo Barbaran da Porto, sede del Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio, che da oltre quattro anni � impegnato in ricerche e progetti di valorizzazione dell'opera di Carlo Scarpa.
A dispetto della loro distanza generazionale, l'iniziativa presenta Palladio e Scarpa insieme: un parallelo che mette in luce affinit� e differenze inattese, soprattutto fra le modalit� con cui ciascuno interpreta il ruolo delle tradizioni e dell'innovazione in architettura. Paradossalmente, per esempio, � Palladio a dimostrarsi il pi� radicale, il pi� "moderno" dei due, mentre Scarpa appare il pi� tradizionale, il pi� intuitivo, meno preoccupato di Palladio di formalizzare un metodo progettuale in termini di principi e di regole e di renderlo trasmissibile ad altri architetti.
Fra gli edifici palladiani sono da segnalare il modello di villa Emo a Fanzolo, autentico prototipo dell'architettura di villa, di palazzo Chiericati, il pi� "all'antica" fra i palazzi privati, delle principali realizzazioni religiose - Redentore e Tempietto di Maser - e dell'importante loggia pubblica del Capitaniato. L'opera di Scarpa � presentata attraverso plastici di ricostruzione di edifici costruiti - tomba Brion, padiglione del Venezuela, case Zentner e Veritti - o solo progettati: museo di Santa Caterina, ponte dell'Accademia, casa Cassina, appartamenti a Feltre, teatri di Genova e Vicenza.
Le nuove strutture espositive, disegnate da Alessandro Scandurra, valorizzano efficacemente le grandi maquettes del Centro palladiano, in scala 1:33, e gli accurati modelli scarpiani della Collezione Brion, integrandoli con fotografie e riproduzioni di disegni architettonici.
In parallelo, un percorso di immagini, con fotografie di Pino Guidolotti stampate in grande formato, guider� i visitatori attraverso alcuni fra pi� emozionanti spazi realizzati dai due maestri dell'architettura internazionale, suggerendone talvolta sottili assonanze. (aise)
VICENZA\ aise\27 maggio 2004 - Nel novembre 2003 una costellazione di modelli lignei giunti da Vicenza ha presentato al Parlamento Europeo di Bruxelles le due eccellenze dell'architettura del Veneto di tutti i tempi: Carlo Scarpa (1906-1978) e Andrea Palladio (1508-1580).
Grazie al sostegno della Banca Popolare di Vicenza, dal 29 maggio l'allestimento di Bruxelles sar� ricostruito nel palladiano palazzo Barbaran da Porto, sede del Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio, che da oltre quattro anni � impegnato in ricerche e progetti di valorizzazione dell'opera di Carlo Scarpa.
A dispetto della loro distanza generazionale, l'iniziativa presenta Palladio e Scarpa insieme: un parallelo che mette in luce affinit� e differenze inattese, soprattutto fra le modalit� con cui ciascuno interpreta il ruolo delle tradizioni e dell'innovazione in architettura. Paradossalmente, per esempio, � Palladio a dimostrarsi il pi� radicale, il pi� "moderno" dei due, mentre Scarpa appare il pi� tradizionale, il pi� intuitivo, meno preoccupato di Palladio di formalizzare un metodo progettuale in termini di principi e di regole e di renderlo trasmissibile ad altri architetti.
Fra gli edifici palladiani sono da segnalare il modello di villa Emo a Fanzolo, autentico prototipo dell'architettura di villa, di palazzo Chiericati, il pi� "all'antica" fra i palazzi privati, delle principali realizzazioni religiose - Redentore e Tempietto di Maser - e dell'importante loggia pubblica del Capitaniato. L'opera di Scarpa � presentata attraverso plastici di ricostruzione di edifici costruiti - tomba Brion, padiglione del Venezuela, case Zentner e Veritti - o solo progettati: museo di Santa Caterina, ponte dell'Accademia, casa Cassina, appartamenti a Feltre, teatri di Genova e Vicenza.
Le nuove strutture espositive, disegnate da Alessandro Scandurra, valorizzano efficacemente le grandi maquettes del Centro palladiano, in scala 1:33, e gli accurati modelli scarpiani della Collezione Brion, integrandoli con fotografie e riproduzioni di disegni architettonici.
In parallelo, un percorso di immagini, con fotografie di Pino Guidolotti stampate in grande formato, guider� i visitatori attraverso alcuni fra pi� emozionanti spazi realizzati dai due maestri dell'architettura internazionale, suggerendone talvolta sottili assonanze. (aise)
venerdì, maggio 21, 2004
Il Gattopardo versione digitale a New York
Lo presenta la Casa Italiana Zerilli Marim�
News ITALIA PRESS, 20 marzo 2004
New York - Lunedi 24 maggio, presso la Casa Italiana Zerilli Marim� di New York, verr� presentato il DVD del film Il Gattopardo di Luchino Visconti. Una delle pi� grandi produzioni della cinematografia italiana, prima d'ora non accessibile neppure in videocassetta, diventa cos� disponibile al pubblico americano in una versione nuova di zecca.
Si tratter� di un'edizione restaurata; a realizzare questo capolavoro, la casa americana The Criterion, una tra le pi� rinomate nel campo della cinematografia italiana. Ad essere presentato sar� in realt� un cofanetto composto di tre DVD di cui uno sar� un documentario, gli altri due il film vero e proprio in versione inglese e italiana. "Il documentario, della durata di circa 50 minuti - spiega Stefano Alberti, direttore della Casa Italiana Zerilli Marim� - illustra le fasi del restauro del "Gattopardo" e contiene anche interviste agli attori ancora viventi, tra cui Claudia Cardinale, ed a tutti i personaggi legati alla produzione stessa".
L'evento inizier� alle ore 18 con il benvenuto del direttore ed un ringraziamento alla casa Criterion che per l'occasione far� omaggio di tutta la sua collezione di film made in Italy alla Casa Italiana e al Dipartimento di Italiano dell'Universit�. Poi sar� la volta di Peter Becker, presidente della Criterion, che parler� della casa cinematografica stessa e dei suoi progetti; Issa Clubb, sempre della Criterion, illustrer� gli aspetti pi� tecnici del restauro ed infine interverr� Antonio Monda, docente di cinema alla New York University e corrispondete culturale de La Repubblica da New York. Monda, consulente e responsabile nella realizzazione del documentario, parler� del film nello specifico, del mito del "Gattopardo" e della sua realizzazione. News ITALIA PRESS
News ITALIA PRESS, 20 marzo 2004
New York - Lunedi 24 maggio, presso la Casa Italiana Zerilli Marim� di New York, verr� presentato il DVD del film Il Gattopardo di Luchino Visconti. Una delle pi� grandi produzioni della cinematografia italiana, prima d'ora non accessibile neppure in videocassetta, diventa cos� disponibile al pubblico americano in una versione nuova di zecca.
Si tratter� di un'edizione restaurata; a realizzare questo capolavoro, la casa americana The Criterion, una tra le pi� rinomate nel campo della cinematografia italiana. Ad essere presentato sar� in realt� un cofanetto composto di tre DVD di cui uno sar� un documentario, gli altri due il film vero e proprio in versione inglese e italiana. "Il documentario, della durata di circa 50 minuti - spiega Stefano Alberti, direttore della Casa Italiana Zerilli Marim� - illustra le fasi del restauro del "Gattopardo" e contiene anche interviste agli attori ancora viventi, tra cui Claudia Cardinale, ed a tutti i personaggi legati alla produzione stessa".
L'evento inizier� alle ore 18 con il benvenuto del direttore ed un ringraziamento alla casa Criterion che per l'occasione far� omaggio di tutta la sua collezione di film made in Italy alla Casa Italiana e al Dipartimento di Italiano dell'Universit�. Poi sar� la volta di Peter Becker, presidente della Criterion, che parler� della casa cinematografica stessa e dei suoi progetti; Issa Clubb, sempre della Criterion, illustrer� gli aspetti pi� tecnici del restauro ed infine interverr� Antonio Monda, docente di cinema alla New York University e corrispondete culturale de La Repubblica da New York. Monda, consulente e responsabile nella realizzazione del documentario, parler� del film nello specifico, del mito del "Gattopardo" e della sua realizzazione. News ITALIA PRESS
venerdì, maggio 14, 2004
STIVALE VALLEY
DAL ?MESSAGGERO DI SANT?ANTONIO?, EDIZIONE ITALIANA PER L?ESTERO
Inform, 13 maggio 2004
Il patrimonio culturale italiano continua a catturare l?interesse degli
americani. E alcuni dei nostri migliori cervelli hanno esportato il genio
italico in California. Luciano Segafreddo intervista Francesco Sciortino,
console d?Italia a San Francisco.
SAN FRANCISCO - Il console generale d?Italia a San Francisco, Francesco
Sciortino, proviene da Palermo ed � quindi un siciliano �doc� come tanti
corregionali residenti negli Stati della California e di Washington. La sua
carriera al Ministero degli Esteri si � svolta in buona parte in Africa, in
Medio Oriente e in Asia. Prima di essere inviato a San Francisco, in un
momento impegnativo e con un ruolo particolarmente delicato, � stato per 4
anni ambasciatore in Somalia. La giurisdizione territoriale del consolato
di San Francisco comprende la California settentrionale, gli Stati
dell?Alaska, di Washington, Idaho, Montana, Oregon, Utah, oltre alle Hawaii
e ai territori d?amministrazione fiduciaria delle Isole Caroline, Yap e
Marianne. � un immenso territorio, dieci volte pi� esteso dell?Italia,
raggiunto dagli italiani in un periodo storico successivo all?arrivo sulla
costa orientale. In parte si tratta di connazionali giunti non pi� tardi
dell?inizio del secolo scorso e, in parte, di italiani che dopo essere
sbarcati a New York, nelle generazioni successive si sono spostati nel Far
West, dove c?erano possibilit� lavorative pi� interessanti.
Ci sono difficolt� di rapporti con gli enti federali e statali americani?
Per quanto riguarda il Consolato e le collettivit� italiane residenti nella
circoscrizione, i rapporti con le autorit� ad eccezione del momento
storico costituito dalla Seconda guerra mondiale sono sempre stati e sono
tuttora ottimi. Prova ne sia che San Francisco ha avuto tre sindaci
d?origine italiana nelle fasi di maggior sviluppo della citt�: Angelo
Rossi, Joseph Alioto e George Moscone a cui � dedicato il grande centro di
conferenze nel cuore della citt�. Anche nelle recenti elezioni, due
candidati al ruolo di sindaco erano italoamericani.
La California sta vivendo un crescente fenomeno di ispanizzazione che
metter� a repentaglio il tradizionale primato della lingua anglosassone.
Crede che in questo contesto la lingua cugina italiana possa avere pi� spazio?
Che lo studio dell?italiano in America sia destinato a crescere ne � prova
l?accordo raggiunto recentemente tra Italia e Stati Uniti per
l?introduzione dell?italiano nei programmi dell?High School: il liceo
americano, in cui finora erano ammessi solo spagnolo, francese e tedesco. A
differenza, per�, dello spagnolo, che acquista un ruolo sempre pi� ampio
come lingua di utilizzo giornaliero, l?italiano mantiene un suo ruolo di
lingua di cultura. Oggi gli italoamericani, che in passato per accelerare
il processo di americanizzazione avevano spinto i loro figli a dimenticare
l?italiano, si sentono orgogliosi di manifestare le loro origini, e
spingono i figli e i nipoti a imparare la lingua dei padri. Oltre a loro,
anche molti californiani, che hanno un livello di vita molto elevato,
desiderano conoscere il nostro Paese e amano approfondire la nostra cultura
imparando la lingua italiana.
L?incremento di corsi di lingua e cultura italiana � un fenomeno passeggero
o una strada nuova che si sta aprendo nel tessuto sociale e culturale che
permea le giovani generazioni di americani?
Io credo che non sia un fenomeno passeggero, ma che ci sia un crescente
interesse verso la vecchia Europa dove l?Italia ha una posizione
particolare per il suo patrimonio artistico e culturale e per le doti dei
suoi cittadini. Tanti americani mi dicono: �Visitando la Francia o la Gran
Bretagna ci sentiamo dei corpi estranei. Quando invece siamo in Italia ci
sentiamo subito parte dell?ambiente�. Il modo in cui gli italiani accolgono
lo straniero � indubbiamente uno dei maggiori elementi d?attrazione.
Cultura e affari. Lei crede che questo binomio possa essere la chiave di
volta per avvicinare il mondo economico e imprenditoriale di Stati Uniti e
Italia?
Ritengo che la nostra cultura e la nostra civilt� siano qualcosa che in
Italia fa parte della vita quotidiana. Come il grande design italiano viene
fuori da secoli di cultura artistica e artigianale, cos� tutto quel che
l?Italia ha prodotto nei secoli ha dei frutti in quello che il nostro Paese
� oggi. Credo quindi che sottolineare il collegamento tra la nostra cultura
e la nostra civilt� e quello che l?Italia fa e produce oggi, sia un
elemento sul quale bisogna basarsi. Qui in California io cerco, per quanto
possibile, di presentare insieme i due aspetti, per esempio: i mosaici
romani e le piastrelle da cucina prodotte oggi in Italia, che senza dubbio
risentono di tutta l?esperienza secolare. L?abbinamento quindi tra cultura
ed economia � un qualcosa su cui l?Italia deve sempre puntare.
Molti laureati italiani lavorano in aziende o universit� della California.
Lei prevede che questo fenomeno continuer� o che si possa ipotizzare un
ritorno in Europa delle nostre menti migliori?
In California risiedono oggi molte menti italiane di altissimo livello,
anche nei campi pi� avanzati. Pensiamo a Federico Faggin, che alla Intel ha
dato il via al grande sviluppo dei microprocessori; oppure al giovane
Napoleone Ferrara, che al Geneteck ha appena messo a punto un nuovo
trattamento per la cura di una forma di cancro, cura che appare
estremamente interessante per gli sviluppi futuri. Sono cervelli che, nei
campi della ricerca, sono tra i pi� attivi e i pi� importanti della
California. Non sar� facile, in tempi brevi, pensare che ci possa essere un
riflusso verso l?Italia, perch� le condizioni della ricerca scientifica e
dell?economia del nostro Paese non offrono le prospettive della California.
La strada su cui lavoriamo � allora quella di fare in modo che questi
cervelli italiani, residenti in California, siano una testa di ponte per
sviluppare rapporti con l?Italia. Cerchiamo per esempio di portare
universitari italiani a fare degli stage nelle imprese italiane della
Sylicon Valley; di stabilire collegamenti con la �Etna Valley� siciliana,
dove abbiamo un polo informatico in grande sviluppo. In questo modo, i
nostri scienziati diventano un canale di rapporti che pu� essere benefico
per l?Italia e pu� avere risvolti interessanti anche per la California.
Ritiene che si possa parlare di una lobby italica affacciata sul Pacifico e
sull?Asia?
Credo che gli italiani non siano interessati a formare delle lobby, anche
se potrebbero avere un peso politico anche maggiore di quello che hanno in
realt�. Li vedo infatti ben integrati nel tessuto sociale californiano e,
senza costituirsi come gruppo, sono in grado di avere un?influenza e
un?importanza rilevanti. Forse sarebbe utile favorire la creazione di
lobby, com?� avvenuto quando, con la Niaf, si � costituito un consiglio
degli italiani della Sylicon Valley. Messi insieme, possono effettivamente
avere un peso rilevante nelle questioni della California stessa.
Rivolgendo l?attenzione alla nostra comunit�, quali sono le pi�
significative espressioni d?italianit�?
Qui a San Francisco � molto sentito il Columbus Day, la manifestazione che
riunisce e attrae tutta la comunit� italiana. Tutte le altre iniziative
hanno invece un carattere regionale e sono mantenute in vita dalle varie
collettivit� legate alla loro terra d?origine. Solo a San Francisco e
nell?area immediatamente vicina, ci sono una settantina di associazioni
legate alle province e alle regioni italiane: come la Lucchesi nel mondo
che aggrega pi� di 200 membri, la Comunit� dei siciliani di Monterey o dei
Liguri. � un mondo italiano ancora vivace che mantiene in vita le culture e
le tradizioni delle regioni italiane. Alcune associazioni sono filiali di
realt� a carattere nazionale, come la Niaf, i Sons of Italy o i Toscani
della California, collegati ai loro corregionali di Chicago o di Toronto.
Tutto questo costituisce un tessuto che mantiene in vita le caratteristiche
della nostra identit�, che in parte sono entrate a far parte della civilt�
americana. Esse probabilmente potranno essere utili anche in futuro, per
evitare che il mondo americano prenda certe strade molto lontane dalla
civilt� e dai valori che gli italiani hanno portato in questo Paese.
(Luciano Segafreddo.Messaggero di sant?Antonio/Inform)
Inform, 13 maggio 2004
Il patrimonio culturale italiano continua a catturare l?interesse degli
americani. E alcuni dei nostri migliori cervelli hanno esportato il genio
italico in California. Luciano Segafreddo intervista Francesco Sciortino,
console d?Italia a San Francisco.
SAN FRANCISCO - Il console generale d?Italia a San Francisco, Francesco
Sciortino, proviene da Palermo ed � quindi un siciliano �doc� come tanti
corregionali residenti negli Stati della California e di Washington. La sua
carriera al Ministero degli Esteri si � svolta in buona parte in Africa, in
Medio Oriente e in Asia. Prima di essere inviato a San Francisco, in un
momento impegnativo e con un ruolo particolarmente delicato, � stato per 4
anni ambasciatore in Somalia. La giurisdizione territoriale del consolato
di San Francisco comprende la California settentrionale, gli Stati
dell?Alaska, di Washington, Idaho, Montana, Oregon, Utah, oltre alle Hawaii
e ai territori d?amministrazione fiduciaria delle Isole Caroline, Yap e
Marianne. � un immenso territorio, dieci volte pi� esteso dell?Italia,
raggiunto dagli italiani in un periodo storico successivo all?arrivo sulla
costa orientale. In parte si tratta di connazionali giunti non pi� tardi
dell?inizio del secolo scorso e, in parte, di italiani che dopo essere
sbarcati a New York, nelle generazioni successive si sono spostati nel Far
West, dove c?erano possibilit� lavorative pi� interessanti.
Ci sono difficolt� di rapporti con gli enti federali e statali americani?
Per quanto riguarda il Consolato e le collettivit� italiane residenti nella
circoscrizione, i rapporti con le autorit� ad eccezione del momento
storico costituito dalla Seconda guerra mondiale sono sempre stati e sono
tuttora ottimi. Prova ne sia che San Francisco ha avuto tre sindaci
d?origine italiana nelle fasi di maggior sviluppo della citt�: Angelo
Rossi, Joseph Alioto e George Moscone a cui � dedicato il grande centro di
conferenze nel cuore della citt�. Anche nelle recenti elezioni, due
candidati al ruolo di sindaco erano italoamericani.
La California sta vivendo un crescente fenomeno di ispanizzazione che
metter� a repentaglio il tradizionale primato della lingua anglosassone.
Crede che in questo contesto la lingua cugina italiana possa avere pi� spazio?
Che lo studio dell?italiano in America sia destinato a crescere ne � prova
l?accordo raggiunto recentemente tra Italia e Stati Uniti per
l?introduzione dell?italiano nei programmi dell?High School: il liceo
americano, in cui finora erano ammessi solo spagnolo, francese e tedesco. A
differenza, per�, dello spagnolo, che acquista un ruolo sempre pi� ampio
come lingua di utilizzo giornaliero, l?italiano mantiene un suo ruolo di
lingua di cultura. Oggi gli italoamericani, che in passato per accelerare
il processo di americanizzazione avevano spinto i loro figli a dimenticare
l?italiano, si sentono orgogliosi di manifestare le loro origini, e
spingono i figli e i nipoti a imparare la lingua dei padri. Oltre a loro,
anche molti californiani, che hanno un livello di vita molto elevato,
desiderano conoscere il nostro Paese e amano approfondire la nostra cultura
imparando la lingua italiana.
L?incremento di corsi di lingua e cultura italiana � un fenomeno passeggero
o una strada nuova che si sta aprendo nel tessuto sociale e culturale che
permea le giovani generazioni di americani?
Io credo che non sia un fenomeno passeggero, ma che ci sia un crescente
interesse verso la vecchia Europa dove l?Italia ha una posizione
particolare per il suo patrimonio artistico e culturale e per le doti dei
suoi cittadini. Tanti americani mi dicono: �Visitando la Francia o la Gran
Bretagna ci sentiamo dei corpi estranei. Quando invece siamo in Italia ci
sentiamo subito parte dell?ambiente�. Il modo in cui gli italiani accolgono
lo straniero � indubbiamente uno dei maggiori elementi d?attrazione.
Cultura e affari. Lei crede che questo binomio possa essere la chiave di
volta per avvicinare il mondo economico e imprenditoriale di Stati Uniti e
Italia?
Ritengo che la nostra cultura e la nostra civilt� siano qualcosa che in
Italia fa parte della vita quotidiana. Come il grande design italiano viene
fuori da secoli di cultura artistica e artigianale, cos� tutto quel che
l?Italia ha prodotto nei secoli ha dei frutti in quello che il nostro Paese
� oggi. Credo quindi che sottolineare il collegamento tra la nostra cultura
e la nostra civilt� e quello che l?Italia fa e produce oggi, sia un
elemento sul quale bisogna basarsi. Qui in California io cerco, per quanto
possibile, di presentare insieme i due aspetti, per esempio: i mosaici
romani e le piastrelle da cucina prodotte oggi in Italia, che senza dubbio
risentono di tutta l?esperienza secolare. L?abbinamento quindi tra cultura
ed economia � un qualcosa su cui l?Italia deve sempre puntare.
Molti laureati italiani lavorano in aziende o universit� della California.
Lei prevede che questo fenomeno continuer� o che si possa ipotizzare un
ritorno in Europa delle nostre menti migliori?
In California risiedono oggi molte menti italiane di altissimo livello,
anche nei campi pi� avanzati. Pensiamo a Federico Faggin, che alla Intel ha
dato il via al grande sviluppo dei microprocessori; oppure al giovane
Napoleone Ferrara, che al Geneteck ha appena messo a punto un nuovo
trattamento per la cura di una forma di cancro, cura che appare
estremamente interessante per gli sviluppi futuri. Sono cervelli che, nei
campi della ricerca, sono tra i pi� attivi e i pi� importanti della
California. Non sar� facile, in tempi brevi, pensare che ci possa essere un
riflusso verso l?Italia, perch� le condizioni della ricerca scientifica e
dell?economia del nostro Paese non offrono le prospettive della California.
La strada su cui lavoriamo � allora quella di fare in modo che questi
cervelli italiani, residenti in California, siano una testa di ponte per
sviluppare rapporti con l?Italia. Cerchiamo per esempio di portare
universitari italiani a fare degli stage nelle imprese italiane della
Sylicon Valley; di stabilire collegamenti con la �Etna Valley� siciliana,
dove abbiamo un polo informatico in grande sviluppo. In questo modo, i
nostri scienziati diventano un canale di rapporti che pu� essere benefico
per l?Italia e pu� avere risvolti interessanti anche per la California.
Ritiene che si possa parlare di una lobby italica affacciata sul Pacifico e
sull?Asia?
Credo che gli italiani non siano interessati a formare delle lobby, anche
se potrebbero avere un peso politico anche maggiore di quello che hanno in
realt�. Li vedo infatti ben integrati nel tessuto sociale californiano e,
senza costituirsi come gruppo, sono in grado di avere un?influenza e
un?importanza rilevanti. Forse sarebbe utile favorire la creazione di
lobby, com?� avvenuto quando, con la Niaf, si � costituito un consiglio
degli italiani della Sylicon Valley. Messi insieme, possono effettivamente
avere un peso rilevante nelle questioni della California stessa.
Rivolgendo l?attenzione alla nostra comunit�, quali sono le pi�
significative espressioni d?italianit�?
Qui a San Francisco � molto sentito il Columbus Day, la manifestazione che
riunisce e attrae tutta la comunit� italiana. Tutte le altre iniziative
hanno invece un carattere regionale e sono mantenute in vita dalle varie
collettivit� legate alla loro terra d?origine. Solo a San Francisco e
nell?area immediatamente vicina, ci sono una settantina di associazioni
legate alle province e alle regioni italiane: come la Lucchesi nel mondo
che aggrega pi� di 200 membri, la Comunit� dei siciliani di Monterey o dei
Liguri. � un mondo italiano ancora vivace che mantiene in vita le culture e
le tradizioni delle regioni italiane. Alcune associazioni sono filiali di
realt� a carattere nazionale, come la Niaf, i Sons of Italy o i Toscani
della California, collegati ai loro corregionali di Chicago o di Toronto.
Tutto questo costituisce un tessuto che mantiene in vita le caratteristiche
della nostra identit�, che in parte sono entrate a far parte della civilt�
americana. Esse probabilmente potranno essere utili anche in futuro, per
evitare che il mondo americano prenda certe strade molto lontane dalla
civilt� e dai valori che gli italiani hanno portato in questo Paese.
(Luciano Segafreddo.Messaggero di sant?Antonio/Inform)
giovedì, maggio 13, 2004
Fwd: Prova
------- Start of forwarded message -------
Subject: Prova
From: "Sergio Scapin"
Date: Thu, 13 May 2004 11:01:27 -0700 (PDT)
To: apcma.bianca@blogger.com
Questo � un messaggio di prova
Subject: Prova
From: "Sergio Scapin"
Date: Thu, 13 May 2004 11:01:27 -0700 (PDT)
To: apcma.bianca@blogger.com
Questo � un messaggio di prova
martedì, maggio 11, 2004
A Milano i capolavori dalla Farnesina
ARTE / In Triennale la splendida collezione di autori del
Novecento italiano custodita al Ministero degli Esteri
In mostra 60 opere: dall�astrattismo di Balla alle
sperimentazioni di Kounellis
Arte non accessibile, nascosta tra le mura di spazi
quotidianamente proibiti, stipata nei magazzini di ricchi
istituti bancari o celata al godimento pubblico in prestigiosi
palazzi ministeriali. Succede spesso in Italia. Un esempio � la
splendida collezione d'arte contemporanea del Palazzo della
Farnesina: 220 opere che vanno dalla scultura alle video
installazioni, dalle correnti astratte alla pittura figurativa
fino all'arte digitale, tutte in bella mostra nelle sale, nei
corridoi e negli uffici della sede del Ministero degli Esteri.
Un vero e proprio osservatorio sulle principali tendenze
dell'arte italiana del '900 riservato, per�, a pochi fortunati.
Da oggi, fino al 30 maggio, parte di questa straordinaria
collezione proveniente da Roma � ospitata alla Triennale di
Milano con la mostra �Da Balla alla Transavanguardia. Cento anni
di arte italiana alla Farnesina� : 60 opere che vanno dal primo
astrattismo di Giacomo Balla alle sperimentazioni di Jannis
Kounellis e alle tele estroflesse di Enrico Castellani
(�Superficie bianca� del 1987). �Un'occasione da non perdere -
sottolinea il curatore Marco Meneguzzo - sia per l'esclusivit�
dell'evento, sia per il valore delle opere di una collezione
nata, quattro anni fa, con lo scopo di promuovere la Cultura
italiana attraverso l'arte, mostrando cio� a capi di Stato,
ambasciatori e delegazioni straniere in visita al Ministero le
sue espressioni migliori�.
Ad eccezione dell'olio su tela rosso di Lucio Fontana (�Le
attese� del 1962) che normalmente si trova appeso alle spalle
della scrivania del ministro Frattini, lungo le nove sale
progettate da Gae Aulenti si incontrano capolavori di misure
ragguardevoli: due pannelli di Sironi (�Il lavoratore� e
�L'impero�), un mosaico di Campigli degli anni '40, un pannello
in acrilico di Burri (�Architettura con cactus n.1�) e una
composizione di Mario Ceroli che proviene dalla sala riunioni
del Ministero: 66 vaschette di alluminio adagiate su otto metri
di pavimento dal titolo �Le bandiere di tutto il mondo�. Molte
le sculture. A cominciare da quella in bronzo dorato di Arnaldo
Pomodoro (250 chilogrammi per 80 cm di diametro) del tutto
simile alla grande sfera posizionata nel piazzale della
Farnesina, ma anche il grande bronzo policromo di Mimmo Paladino
(�Senza titolo� del 1993), la bellissima �Pomona� del '44 di
Marino Marini e �L'albero della vita� in metacrilato colorato di
Gino Marotta .
DA BALLA ALLA TRANSAVANGUARDIA, La Triennale di Milano, viale
Alemagna 6, da oggi al 30 maggio, ore 10.30 - 20.30, chiuso il
luned�, 7/5
Novecento italiano custodita al Ministero degli Esteri
In mostra 60 opere: dall�astrattismo di Balla alle
sperimentazioni di Kounellis
Arte non accessibile, nascosta tra le mura di spazi
quotidianamente proibiti, stipata nei magazzini di ricchi
istituti bancari o celata al godimento pubblico in prestigiosi
palazzi ministeriali. Succede spesso in Italia. Un esempio � la
splendida collezione d'arte contemporanea del Palazzo della
Farnesina: 220 opere che vanno dalla scultura alle video
installazioni, dalle correnti astratte alla pittura figurativa
fino all'arte digitale, tutte in bella mostra nelle sale, nei
corridoi e negli uffici della sede del Ministero degli Esteri.
Un vero e proprio osservatorio sulle principali tendenze
dell'arte italiana del '900 riservato, per�, a pochi fortunati.
Da oggi, fino al 30 maggio, parte di questa straordinaria
collezione proveniente da Roma � ospitata alla Triennale di
Milano con la mostra �Da Balla alla Transavanguardia. Cento anni
di arte italiana alla Farnesina� : 60 opere che vanno dal primo
astrattismo di Giacomo Balla alle sperimentazioni di Jannis
Kounellis e alle tele estroflesse di Enrico Castellani
(�Superficie bianca� del 1987). �Un'occasione da non perdere -
sottolinea il curatore Marco Meneguzzo - sia per l'esclusivit�
dell'evento, sia per il valore delle opere di una collezione
nata, quattro anni fa, con lo scopo di promuovere la Cultura
italiana attraverso l'arte, mostrando cio� a capi di Stato,
ambasciatori e delegazioni straniere in visita al Ministero le
sue espressioni migliori�.
Ad eccezione dell'olio su tela rosso di Lucio Fontana (�Le
attese� del 1962) che normalmente si trova appeso alle spalle
della scrivania del ministro Frattini, lungo le nove sale
progettate da Gae Aulenti si incontrano capolavori di misure
ragguardevoli: due pannelli di Sironi (�Il lavoratore� e
�L'impero�), un mosaico di Campigli degli anni '40, un pannello
in acrilico di Burri (�Architettura con cactus n.1�) e una
composizione di Mario Ceroli che proviene dalla sala riunioni
del Ministero: 66 vaschette di alluminio adagiate su otto metri
di pavimento dal titolo �Le bandiere di tutto il mondo�. Molte
le sculture. A cominciare da quella in bronzo dorato di Arnaldo
Pomodoro (250 chilogrammi per 80 cm di diametro) del tutto
simile alla grande sfera posizionata nel piazzale della
Farnesina, ma anche il grande bronzo policromo di Mimmo Paladino
(�Senza titolo� del 1993), la bellissima �Pomona� del '44 di
Marino Marini e �L'albero della vita� in metacrilato colorato di
Gino Marotta .
DA BALLA ALLA TRANSAVANGUARDIA, La Triennale di Milano, viale
Alemagna 6, da oggi al 30 maggio, ore 10.30 - 20.30, chiuso il
luned�, 7/5
giovedì, maggio 06, 2004
Il 'genio' italiano vive in California
Il patrimonio culturale italiano continua a catturare l'interesse degli americani. Intervista a Francesco Sciortino, Console d'Italia a San Francisco
News Italia Press, 6 maggio 2004
San Francisco - Il Console generale d'Italia a San Francisco, Francesco Sciortino, proviene da Palermo ed � quindi un siciliano 'doc' come tanti corregionali residenti negli Stati della California e di Washington. La sua carriera al Ministero degli Esteri italiano si � svolta in buona parte in Africa, in Medio Oriente e in Asia.
Prima di essere inviato a San Francisco, in un momento impegnativo e con un ruolo particolarmente delicato, � stato per quattro anni Ambasciatore in Somalia. La giurisdizione territoriale del Consolato di San Francisco comprende la California settentrionale, gli Stati dell'Alaska, di Washington, Idaho, Montana, Oregon, Utah, oltre alle Hawaii e ai territori d'amministrazione fiduciaria delle Isole Caroline, Yap e Marianne. � un immenso territorio, dieci volte pi� esteso dell'Italia, raggiunto dagli italiani in un periodo storico successivo all'arrivo sulla costa orientale.
In parte si tratta di connazionali giunti non pi� tardi dell'inizio del secolo scorso e, in parte, di italiani che dopo essere sbarcati a New York, nelle generazioni successive si sono spostati nel Far West, dove c'erano possibilit� lavorative pi� interessanti. Msa.
Ci sono difficolt� di rapporti con gli enti federali e statali americani?
Per quanto riguarda il Consolato e le collettivit� italiane residenti nella circoscrizione, i rapporti con le autorit� � ad eccezione del momento storico costituito dalla Seconda guerra mondiale � sono sempre stati e sono tuttora ottimi. Prova ne sia che San Francisco ha avuto tre sindaci d'origine italiana nelle fasi di maggior sviluppo della citt�: Angelo Rossi, Joseph Alioto e George Moscone a cui � dedicato il grande centro di conferenze nel cuore della citt�. Anche nelle recenti elezioni, due candidati al ruolo di sindaco erano italo-americani.
La California sta vivendo un crescente fenomeno di ispanizzazione che metter� a repentaglio il tradizionale primato della lingua anglosassone. Crede che in questo contesto la lingua cugina italiana possa avere pi� spazio?
Che lo studio dell'italiano in America sia destinato a crescere ne � prova l'accordo raggiunto recentemente tra Italia e Stati Uniti per l'introduzione dell'italiano nei programmi dell'High School: il liceo americano, in cui finora erano ammessi solo spagnolo, francese e tedesco. A differenza, per�, dello spagnolo, che acquista un ruolo sempre pi� ampio come lingua di utilizzo giornaliero, l'italiano mantiene un suo ruolo di lingua di cultura. Oggi gli italo-americani, che in passato per accelerare il processo di americanizzazione avevano spinto i loro figli a dimenticare l'italiano, si sentono orgogliosi di manifestare le loro origini, e spingono i figli e i nipoti a imparare la lingua dei padri. Oltre a loro, anche molti californiani, che hanno un livello di vita molto elevato, desiderano conoscere il nostro Paese e amano approfondire la nostra cultura imparando la lingua italiana.
L'incremento di corsi di lingua e cultura italiana � un fenomeno passeggero o una strada nuova che si sta aprendo nel tessuto sociale e culturale che permea le giovani generazioni di americani?
Io credo che non sia un fenomeno passeggero, ma che ci sia un crescente interesse verso la vecchia Europa dove l'Italia ha una posizione particolare per il suo patrimonio artistico e culturale e per le doti dei suoi cittadini. Tanti americani mi dicono: "Visitando la Francia o la Gran Bretagna ci sentiamo dei corpi estranei. Quando invece siamo in Italia ci sentiamo subito parte dell'ambiente". Il modo in cui gli italiani accolgono lo straniero � indubbiamente uno dei maggiori elementi d'attrazione.
Cultura e affari. Lei crede che questo binomio possa essere la chiave di volta per avvicinare il mondo economico e imprenditoriale di Stati Uniti e Italia?
Ritengo che la nostra cultura e la nostra civilt� siano qualcosa che in Italia fa parte della vita quotidiana. Come il grande design italiano viene fuori da secoli di cultura artistica e artigianale, cos� tutto quel che l'Italia ha prodotto nei secoli ha dei frutti in quello che il nostro Paese � oggi. Credo quindi che sottolineare il collegamento tra la nostra cultura e la nostra civilt� e quello che l'Italia fa e produce oggi, sia un elemento sul quale bisogna basarsi. Qui in California io cerco, per quanto possibile, di presentare insieme i due aspetti, per esempio: i mosaici romani e le piastrelle da cucina prodotte oggi in Italia, che senza dubbio risentono di tutta l'esperienza secolare. L'abbinamento quindi tra cultura ed economia � un qualcosa su cui l'Italia deve sempre puntare.
Molti laureati italiani lavorano in aziende o universit� della California. Lei prevede che questo fenomeno continuer� o che si possa ipotizzare un ritorno in Europa delle migliori menti italiane?
In California risiedono oggi molte menti italiane di altissimo livello, anche nei campi pi� avanzati. Pensiamo a Federico Faggin, che alla Intel ha dato il via al grande sviluppo dei microprocessori; oppure al giovane Napoleone Ferrara, che al Geneteck ha appena messo a punto un nuovo trattamento per la cura di una forma di cancro, cura che appare estremamente interessante per gli sviluppi futuri. Sono cervelli che, nei campi della ricerca, sono tra i pi� attivi e i pi� importanti della California. Non sar� facile, in tempi brevi, pensare che ci possa essere un riflusso verso l'Italia, perch� le condizioni della ricerca scientifica e dell'economia del nostro Paese non offrono le prospettive della California. La strada su cui lavoriamo � allora quella di fare in modo che questi cervelli italiani, residenti in California, siano una testa di ponte per sviluppare rapporti con l'Italia. Cerchiamo per esempio di portare universitari italiani a fare degli stage nelle imprese italiane della Sylicon Valley; di stabilire collegamenti con la 'Etna Valley' siciliana, dove abbiamo un polo informatico in grande sviluppo. In questo modo, i nostri scienziati diventano un canale di rapporti che pu� essere benefico per l'Italia e pu� avere risvolti interessanti anche per la California.
Ritiene che si possa parlare di una lobby italica affacciata sul Pacifico e sull'Asia?
Credo che gli italiani non siano interessati a formare delle lobby, anche se potrebbero avere un peso politico anche maggiore di quello che hanno in realt�. Li vedo infatti ben integrati nel tessuto sociale californiano e, senza costituirsi come gruppo, sono in grado di avere un'influenza e un'importanza rilevanti. Forse sarebbe utile favorire la creazione di lobby, com'� avvenuto quando, con la Niaf, si � costituito un consiglio degli italiani della Sylicon Valley. Messi insieme, possono effettivamente avere un peso rilevante nelle questioni della California stessa.
Rivolgendo l'attenzione alla comunit� tricolore, quali sono le pi� significative espressioni d'italianit�?
Qui a San Francisco � molto sentito il Columbus Day, la manifestazione che riunisce e attrae tutta la comunit� italiana. Tutte le altre iniziative hanno invece un carattere regionale e sono mantenute in vita dalle varie collettivit� legate alla loro terra d'origine. Solo a San Francisco e nell'area immediatamente vicina, ci sono una settantina di associazioni legate alle province e alle regioni italiane: come la Lucchesi nel mondo che aggrega pi� di 200 membri, la Comunit� dei siciliani di Monterey o dei Liguri. � un mondo italiano ancora vivace che mantiene in vita le culture e le tradizioni delle regioni italiane. Alcune associazioni sono filiali di realt� a carattere nazionale, come la Niaf, i Sons of Italy o i Toscani della California, collegati ai loro corregionali di Chicago o di Toronto. Tutto questo costituisce un tessuto che mantiene in vita le caratteristiche della nostra identit�, che in parte sono entrate a far parte della civilt� americana. Esse probabilmente potranno essere utili anche in futuro, per evitare che il mondo americano prenda certe strade molto lontane dalla civilt� e dai valori che gli italiani hanno portato in questo Paese. Messaggero S. Antonio/News ITALIA PRESS
News Italia Press, 6 maggio 2004
San Francisco - Il Console generale d'Italia a San Francisco, Francesco Sciortino, proviene da Palermo ed � quindi un siciliano 'doc' come tanti corregionali residenti negli Stati della California e di Washington. La sua carriera al Ministero degli Esteri italiano si � svolta in buona parte in Africa, in Medio Oriente e in Asia.
Prima di essere inviato a San Francisco, in un momento impegnativo e con un ruolo particolarmente delicato, � stato per quattro anni Ambasciatore in Somalia. La giurisdizione territoriale del Consolato di San Francisco comprende la California settentrionale, gli Stati dell'Alaska, di Washington, Idaho, Montana, Oregon, Utah, oltre alle Hawaii e ai territori d'amministrazione fiduciaria delle Isole Caroline, Yap e Marianne. � un immenso territorio, dieci volte pi� esteso dell'Italia, raggiunto dagli italiani in un periodo storico successivo all'arrivo sulla costa orientale.
In parte si tratta di connazionali giunti non pi� tardi dell'inizio del secolo scorso e, in parte, di italiani che dopo essere sbarcati a New York, nelle generazioni successive si sono spostati nel Far West, dove c'erano possibilit� lavorative pi� interessanti. Msa.
Ci sono difficolt� di rapporti con gli enti federali e statali americani?
Per quanto riguarda il Consolato e le collettivit� italiane residenti nella circoscrizione, i rapporti con le autorit� � ad eccezione del momento storico costituito dalla Seconda guerra mondiale � sono sempre stati e sono tuttora ottimi. Prova ne sia che San Francisco ha avuto tre sindaci d'origine italiana nelle fasi di maggior sviluppo della citt�: Angelo Rossi, Joseph Alioto e George Moscone a cui � dedicato il grande centro di conferenze nel cuore della citt�. Anche nelle recenti elezioni, due candidati al ruolo di sindaco erano italo-americani.
La California sta vivendo un crescente fenomeno di ispanizzazione che metter� a repentaglio il tradizionale primato della lingua anglosassone. Crede che in questo contesto la lingua cugina italiana possa avere pi� spazio?
Che lo studio dell'italiano in America sia destinato a crescere ne � prova l'accordo raggiunto recentemente tra Italia e Stati Uniti per l'introduzione dell'italiano nei programmi dell'High School: il liceo americano, in cui finora erano ammessi solo spagnolo, francese e tedesco. A differenza, per�, dello spagnolo, che acquista un ruolo sempre pi� ampio come lingua di utilizzo giornaliero, l'italiano mantiene un suo ruolo di lingua di cultura. Oggi gli italo-americani, che in passato per accelerare il processo di americanizzazione avevano spinto i loro figli a dimenticare l'italiano, si sentono orgogliosi di manifestare le loro origini, e spingono i figli e i nipoti a imparare la lingua dei padri. Oltre a loro, anche molti californiani, che hanno un livello di vita molto elevato, desiderano conoscere il nostro Paese e amano approfondire la nostra cultura imparando la lingua italiana.
L'incremento di corsi di lingua e cultura italiana � un fenomeno passeggero o una strada nuova che si sta aprendo nel tessuto sociale e culturale che permea le giovani generazioni di americani?
Io credo che non sia un fenomeno passeggero, ma che ci sia un crescente interesse verso la vecchia Europa dove l'Italia ha una posizione particolare per il suo patrimonio artistico e culturale e per le doti dei suoi cittadini. Tanti americani mi dicono: "Visitando la Francia o la Gran Bretagna ci sentiamo dei corpi estranei. Quando invece siamo in Italia ci sentiamo subito parte dell'ambiente". Il modo in cui gli italiani accolgono lo straniero � indubbiamente uno dei maggiori elementi d'attrazione.
Cultura e affari. Lei crede che questo binomio possa essere la chiave di volta per avvicinare il mondo economico e imprenditoriale di Stati Uniti e Italia?
Ritengo che la nostra cultura e la nostra civilt� siano qualcosa che in Italia fa parte della vita quotidiana. Come il grande design italiano viene fuori da secoli di cultura artistica e artigianale, cos� tutto quel che l'Italia ha prodotto nei secoli ha dei frutti in quello che il nostro Paese � oggi. Credo quindi che sottolineare il collegamento tra la nostra cultura e la nostra civilt� e quello che l'Italia fa e produce oggi, sia un elemento sul quale bisogna basarsi. Qui in California io cerco, per quanto possibile, di presentare insieme i due aspetti, per esempio: i mosaici romani e le piastrelle da cucina prodotte oggi in Italia, che senza dubbio risentono di tutta l'esperienza secolare. L'abbinamento quindi tra cultura ed economia � un qualcosa su cui l'Italia deve sempre puntare.
Molti laureati italiani lavorano in aziende o universit� della California. Lei prevede che questo fenomeno continuer� o che si possa ipotizzare un ritorno in Europa delle migliori menti italiane?
In California risiedono oggi molte menti italiane di altissimo livello, anche nei campi pi� avanzati. Pensiamo a Federico Faggin, che alla Intel ha dato il via al grande sviluppo dei microprocessori; oppure al giovane Napoleone Ferrara, che al Geneteck ha appena messo a punto un nuovo trattamento per la cura di una forma di cancro, cura che appare estremamente interessante per gli sviluppi futuri. Sono cervelli che, nei campi della ricerca, sono tra i pi� attivi e i pi� importanti della California. Non sar� facile, in tempi brevi, pensare che ci possa essere un riflusso verso l'Italia, perch� le condizioni della ricerca scientifica e dell'economia del nostro Paese non offrono le prospettive della California. La strada su cui lavoriamo � allora quella di fare in modo che questi cervelli italiani, residenti in California, siano una testa di ponte per sviluppare rapporti con l'Italia. Cerchiamo per esempio di portare universitari italiani a fare degli stage nelle imprese italiane della Sylicon Valley; di stabilire collegamenti con la 'Etna Valley' siciliana, dove abbiamo un polo informatico in grande sviluppo. In questo modo, i nostri scienziati diventano un canale di rapporti che pu� essere benefico per l'Italia e pu� avere risvolti interessanti anche per la California.
Ritiene che si possa parlare di una lobby italica affacciata sul Pacifico e sull'Asia?
Credo che gli italiani non siano interessati a formare delle lobby, anche se potrebbero avere un peso politico anche maggiore di quello che hanno in realt�. Li vedo infatti ben integrati nel tessuto sociale californiano e, senza costituirsi come gruppo, sono in grado di avere un'influenza e un'importanza rilevanti. Forse sarebbe utile favorire la creazione di lobby, com'� avvenuto quando, con la Niaf, si � costituito un consiglio degli italiani della Sylicon Valley. Messi insieme, possono effettivamente avere un peso rilevante nelle questioni della California stessa.
Rivolgendo l'attenzione alla comunit� tricolore, quali sono le pi� significative espressioni d'italianit�?
Qui a San Francisco � molto sentito il Columbus Day, la manifestazione che riunisce e attrae tutta la comunit� italiana. Tutte le altre iniziative hanno invece un carattere regionale e sono mantenute in vita dalle varie collettivit� legate alla loro terra d'origine. Solo a San Francisco e nell'area immediatamente vicina, ci sono una settantina di associazioni legate alle province e alle regioni italiane: come la Lucchesi nel mondo che aggrega pi� di 200 membri, la Comunit� dei siciliani di Monterey o dei Liguri. � un mondo italiano ancora vivace che mantiene in vita le culture e le tradizioni delle regioni italiane. Alcune associazioni sono filiali di realt� a carattere nazionale, come la Niaf, i Sons of Italy o i Toscani della California, collegati ai loro corregionali di Chicago o di Toronto. Tutto questo costituisce un tessuto che mantiene in vita le caratteristiche della nostra identit�, che in parte sono entrate a far parte della civilt� americana. Esse probabilmente potranno essere utili anche in futuro, per evitare che il mondo americano prenda certe strade molto lontane dalla civilt� e dai valori che gli italiani hanno portato in questo Paese. Messaggero S. Antonio/News ITALIA PRESS
sabato, maggio 01, 2004
LA CORTINA DI FERRO
Prodi a Gorizia abbatte l�ultimo muro: si realizza il mio sogno
La rete separava la citt� dalla slovena Nova Gorica dal 1947: una scultura al posto del cippo
DAL NOSTRO INVIATO
Corriere della Sera, 1 maggio 2004
GORIZIA - Quanti discorsi, incontri ufficiali, strette di mano. Retorica a chili e quindi falsit� (come dice Claudio Magris). Fischi al sottosegretario Antonione che porta i saluti di Berlusconi ma anche momenti di commozione per un passato che nessuno pensa di cancellare e per un futuro verso il quale tutti sperano.
Cade l'ultimo muro d'Europa. Anzi un muretto che, con la sua rete metallica sopra, assomigliava pi� alla recinzione di una delle tante ville vicine alla piazza Transalpina. Recinzione, per�, odiatissima. Da qui, dalla porta dell'Est per decenni s'� temuto volessero passare le truppe sovietiche in una eventuale invasione dell'Italia. Qui, accantonata la retorica, fatta l'Europa bisogner� convincere, forse pi� che altrove, che siamo tutti europei. E non tutti se ne capaciteranno. Gioisce soprattutto la parte slovena di Gorizia, Nova Gorica. E sulla collina che domina questa pulita citt� di cemento comunista ieri sera brillavano tre luci: verde, bianca e rossa. Volutamente accese vicino alla scritta in pietra �Nas Tito� (il nostro Tito) ripulita nei giorni scorsi (dai soliti ignoti) dalle erbacce che la ricoprivano. �Ma a Nova Gorica si respira aria europea. L'euro circola anche se la gente e i lavoratori non lo possono fare ancora�. La loro moneta si chiama tolar dal suono americano e dal significato italiano: tallero. I prezzi sono alti. La disoccupazione � di poco superiore al sei per cento e la paga media della manodopera � di 8,98 euro, la pi� alta tra i nuovi Paesi europei. I giovani parlano italiano e amano il rock.
Intendiamoci, ieri non � caduto un muro che riunisce le due citt�. Qui non succede come a Berlino (che per� si � collegata in eurovisione). E' caduto un simbolo, uno dei peggiori. E' stato abbattuto il cippo in piazza con la data del 1947, quando qui nacque la cortina di ferro. Da quelle pietre, da quell'acciaio lo scultore Franco Vecchiet ha ricavato un mosaico di pace, scoperto stanotte da angeli-acrobati. Se �di l� c'� entusiasmo e anche interesse, a Gorizia, invece, come a Trieste, la diffidenza si taglia con il coltello. Bandiere italiane (qualcuna listata a lutto) esposte alle finestre e frasi dure, tipo: i ricordi ci divideranno a lungo. E questo lo sanno tutti, anche i politici. Lo hanno sottolineato ieri il presidente della Regione Riccardo Illy e il primo ministro sloveno Anton Rop il quale ha aggiunto che �il confine � destinato a sopravvivere solo nelle nostre teste e nella nostra memoria�. E ha insistito sul fatto sulla conciliazione. Conciliazione, visione del futuro, crescita. Anche i leader sindacali, Epifani, Pezzotta e Angeletti (che per un errore di cerimoniale sono stati fatti alzare dai loro posti), hanno molto parlato di questo.
Ma pi� di tutti il protagonista della giornata. Romano Prodi. Una giornata lunghissima per il presidente della Commissione europea, ma giornata radiosa pur sotto la pioggia. �S�, perch� oggi si realizza il mio sogno. Quando sono arrivato in Commissione europea l'ho espresso fin dal primo giorno. Allora ci credevano in pochi. Ma oggi quel sogno lo realizziamo�. Il presidente non ha tralasciato nulla, ieri, di quanto andava fatto. Ha reso omaggio alle vittime del nazifascismo, recandosi alla Risiera di San Sabba, come alle vittime del comunismo, andando alla Foiba di Basovizza (�Nessun ideale degno di questo nome pu� aver motivato tutto questo�). Inaugurazione di mostre, visita all�universit�, pranzo e cena ufficiali, incontro con i sindaci. E una frase sincera sul libro d'onore del Municipio di Gorizia: �Oggi � la pi� bella giornata di tutta la mia vita politica. Da tanti anni aspettavo che cadesse l'ultimo muro! Grazie. Romano Prodi�.
L'ultimo muro � caduto effettivamente qualche giorno fa. Un pezzetto di quel cemento l'hanno regalato ieri al presidente Ue. Un brutto ricordo e un monito. Ma quando a mezzanotte ha scandito il conto alla rovescia per la nascita di questa �grande Europa di pace�, Prodi era emozionato. Il suo sogno di questi cinque anni � veramente realt�.
Sergio Stimolo
La rete separava la citt� dalla slovena Nova Gorica dal 1947: una scultura al posto del cippo
DAL NOSTRO INVIATO
Corriere della Sera, 1 maggio 2004
GORIZIA - Quanti discorsi, incontri ufficiali, strette di mano. Retorica a chili e quindi falsit� (come dice Claudio Magris). Fischi al sottosegretario Antonione che porta i saluti di Berlusconi ma anche momenti di commozione per un passato che nessuno pensa di cancellare e per un futuro verso il quale tutti sperano.
Cade l'ultimo muro d'Europa. Anzi un muretto che, con la sua rete metallica sopra, assomigliava pi� alla recinzione di una delle tante ville vicine alla piazza Transalpina. Recinzione, per�, odiatissima. Da qui, dalla porta dell'Est per decenni s'� temuto volessero passare le truppe sovietiche in una eventuale invasione dell'Italia. Qui, accantonata la retorica, fatta l'Europa bisogner� convincere, forse pi� che altrove, che siamo tutti europei. E non tutti se ne capaciteranno. Gioisce soprattutto la parte slovena di Gorizia, Nova Gorica. E sulla collina che domina questa pulita citt� di cemento comunista ieri sera brillavano tre luci: verde, bianca e rossa. Volutamente accese vicino alla scritta in pietra �Nas Tito� (il nostro Tito) ripulita nei giorni scorsi (dai soliti ignoti) dalle erbacce che la ricoprivano. �Ma a Nova Gorica si respira aria europea. L'euro circola anche se la gente e i lavoratori non lo possono fare ancora�. La loro moneta si chiama tolar dal suono americano e dal significato italiano: tallero. I prezzi sono alti. La disoccupazione � di poco superiore al sei per cento e la paga media della manodopera � di 8,98 euro, la pi� alta tra i nuovi Paesi europei. I giovani parlano italiano e amano il rock.
Intendiamoci, ieri non � caduto un muro che riunisce le due citt�. Qui non succede come a Berlino (che per� si � collegata in eurovisione). E' caduto un simbolo, uno dei peggiori. E' stato abbattuto il cippo in piazza con la data del 1947, quando qui nacque la cortina di ferro. Da quelle pietre, da quell'acciaio lo scultore Franco Vecchiet ha ricavato un mosaico di pace, scoperto stanotte da angeli-acrobati. Se �di l� c'� entusiasmo e anche interesse, a Gorizia, invece, come a Trieste, la diffidenza si taglia con il coltello. Bandiere italiane (qualcuna listata a lutto) esposte alle finestre e frasi dure, tipo: i ricordi ci divideranno a lungo. E questo lo sanno tutti, anche i politici. Lo hanno sottolineato ieri il presidente della Regione Riccardo Illy e il primo ministro sloveno Anton Rop il quale ha aggiunto che �il confine � destinato a sopravvivere solo nelle nostre teste e nella nostra memoria�. E ha insistito sul fatto sulla conciliazione. Conciliazione, visione del futuro, crescita. Anche i leader sindacali, Epifani, Pezzotta e Angeletti (che per un errore di cerimoniale sono stati fatti alzare dai loro posti), hanno molto parlato di questo.
Ma pi� di tutti il protagonista della giornata. Romano Prodi. Una giornata lunghissima per il presidente della Commissione europea, ma giornata radiosa pur sotto la pioggia. �S�, perch� oggi si realizza il mio sogno. Quando sono arrivato in Commissione europea l'ho espresso fin dal primo giorno. Allora ci credevano in pochi. Ma oggi quel sogno lo realizziamo�. Il presidente non ha tralasciato nulla, ieri, di quanto andava fatto. Ha reso omaggio alle vittime del nazifascismo, recandosi alla Risiera di San Sabba, come alle vittime del comunismo, andando alla Foiba di Basovizza (�Nessun ideale degno di questo nome pu� aver motivato tutto questo�). Inaugurazione di mostre, visita all�universit�, pranzo e cena ufficiali, incontro con i sindaci. E una frase sincera sul libro d'onore del Municipio di Gorizia: �Oggi � la pi� bella giornata di tutta la mia vita politica. Da tanti anni aspettavo che cadesse l'ultimo muro! Grazie. Romano Prodi�.
L'ultimo muro � caduto effettivamente qualche giorno fa. Un pezzetto di quel cemento l'hanno regalato ieri al presidente Ue. Un brutto ricordo e un monito. Ma quando a mezzanotte ha scandito il conto alla rovescia per la nascita di questa �grande Europa di pace�, Prodi era emozionato. Il suo sogno di questi cinque anni � veramente realt�.
Sergio Stimolo
