lunedì, agosto 30, 2004

LE PAROLE CHE NON BASTANO: "UM AMOR INFINITO", IL NUOVO ALBUM DEI MADREDEUS

ROMA\ aise\30 agosto 2004 - Da una decina di anni a questa parte il gruppo portoghese "Madredeus" � conosciuto dal pubblico internazionale grazie alla loro passata partecipazione alla colonna sonora del film "Lisbon Story" di Wim Wenders. Il disco di allora (Ainda) �, anche per questo, considerato uno dei migliori della loro produzione discografica. Discografia gi� a quei tempi (1994) sostanziosa. Infatti la band - o ensamble - era gi� attiva a quei tempi con ben quattro dischi alle spalle, e una riconosciuta fama almeno a livello nazionale. Ultimamente, tuttavia, non erano riusciti a bissare il successo di un grande disco, come � stato appunto "Ainda", calando anche nelle vendite dei successivi album. Con quest'ultimo "Um amor infinito" la band riscopre una nuova linfa e una nuova poesia che furono appunto dei loro lavori migliori. La voce di Teresa Salgueiro resiste al tempo e ancora leggiadra si muove vellutata tra i le intelaiature chitarristiche dei compositori del gruppo. La musica, ovviamente rimane improntata su quella popolare portoghese, per chi � ovviamente amante del fado. I Madredeus vagano da alcuni anni per l'Europa con la loro valigia piena di piccole storie musicali, di quadretti semplici, naturali ed incantati, raffiguranti piccole scene di vita quotidiana della loro terra. Questi ritagli musicali sono pieni della tristeza e della saudade tipica della cultura portoghese, caratteristiche che si ritrovano anche nella musica brasiliana, dove per� sono coniugati con ben altri elementi ritmici. Come ammette la stessa cantante Teresa Salgueiro in una recente intervista: "Il Portogallo ha sempre conservato il senso del mistero da scoprire, la poesia della saudade ha certo influito, � una cultura dell'attesa, di qualcuno che ritorna. La saudade � stato certamente il nostro punto di partenza. Tra l'altro anche il nostro concerto ne � simbolo : c'� una donna sul palco, da sola e sempre un po' scostata dagli altri, dunque 'la solitudine dell'uomo'; c'� il senso dell' attesa ma anche la speranza. La donna che sta davanti agli altri musicisti � anche una sorta di raffigurazione della condizione umana, ma dopo sorge la speranza, che � la musica costruita con gli altri. E poi Lisbona: Lisbona � una citt� molto particolare, � costruita su sette colline e � costellata da quartieri in cui la vita � quasi 'familiare'. Il delta del fiume d� un colore particolare alla luce, l'oceano � suggestivo. E' diventata una capitale europea ma � capitale di un piccolo paese rimasto isolato per molto tempo, che attraversava i mari piuttosto che le terre. Questo infatti ha determinato il carattere proverbialmente chiuso dei portoghesi, ma � tutto questo � ricco di sempre nuova ispirazione. Gi� il nome sottolinea l'originalit� con cui il gruppo suole identificarsi. Madredeus, infatti fu preso in prestito dalla chiesa sconsacrata, ora teatro, in cui furono registrati i primi passi musicali di questa creatura musicale. Con la loro musica ispirata al "sentimento" i Madredeus cercano di mantenere vivo il linguaggio, un linguaggio musicale che hanno inventato loro e che per questo � unico. "Viaggiando e incidendo album ci siamo resi conto di non aver disatteso le aspettative, troviamo sempre grande calore di pubblico. Abbiamo toccato con mano il fatto che tutto quello che avevamo nelle nostre menti � stato trasformato in musica; ci ha sempre incoraggiato l'entusiasmo che la gente ci ha riservato e pensiamo di aver risposto bene, a nostra volta, a questo entusiasmo". Con queste parole della sempre verde Teresa, si capisce chiaramente la direzione nella quale convergono le intenzioni e la musica del gruppo, anche se con le parole si rischia di non essere mai abbastanza chiari su cosa effettivamente si voglia spiegare, Infatti - come insegnano i Madredeus con questo album - le parole non sono mai abbastanza e la musica � il solo mezzo per chiarire ci� che effettivamente abbiamo d'innanzi. Per maggiori informazioni � possibile visitare il sito internet www.madredeus.net. (fabio bernardi\aise)

venerdì, agosto 27, 2004

Fellini caricaturista in mostra a Sion

Fotografie, oggetti, decori e disegni appartenuti al maestro italiano

News ITALIAPress, 26 agosto 2004
Sion - Ottanta caricature realizzate da Federico Fellini saranno esposte a Sion, nel Cantone svizzero del Vallese, dal 28 agosto al 2 ottobre. La Fondazione Fellini di Sion ha scelto la caricatura per far conoscere sotto un altro aspetto la figura del grande cineasta. Creata nel 2001, la Fondazione Fellini fotografie, oggetti, decori e disegni appartenuti al maestro italiano e accumulati nel corso di una trentina d'anni dal suo collaboratore, il produttore vallesano Gerald Morin.
Ai tempi del Liceo, Fellini comincia a procurarsi i suoi primi guadagni proprio come caricaturista: il gestore del cinema Fulgor, infatti, gli commissiona ritratti di attori celebri da esporre come richiamo. Nell'estate 1937 Fellini fonda, in societ� con il pittore Demos Bonini, la bottega "Febo", dove i due eseguono caricature di villeggianti. Nel 1938, poi, sviluppa una sorta di collaborazione epistolare con giornali e riviste, come disegnatore di vignette: la "Domenica del Corriere" gliene pubblica una dozzina nella rubrica "Cartoline dal pubblico", mentre con il settimanale fiorentino "420" il rapporto diventa pi� professionale e prosegue fino ad accavallarsi con il primo periodo del "Marc'Aurelio ". In questi anni Fellini vive gi� stabilmente a Roma, dove si � trasferito nel gennaio 1939, con la scusa di iscriversi a giurisprudenza.
Fin dai primi tempi, frequenta il mondo dell'avanspettacolo e della radio, dove conosce, fra gli altri, Aldo Fabrizi, Erminio Macario e Marcello Marchesi, e comincia a scrivere copioni e gag. Alla radio incontra, nel 1943, anche Giulietta Masina che sta interpretando il personaggio di Pallina, ideato dallo stesso Fellini. News ITALIA PRESS

MUSEI ETNOGRAFICI DEL VENETO: 150 MILA EURO DALLA REGIONE PER PROGETTI DI TUTELA DEL PATRIMONIO CULTURALE

PADOVA\ aise\26 agosto 2004 - La Giunta della Regione Veneto, su proposta dell'Assessore alla cultura e all'identit� veneta, Ermanno Serrajotto, ha approvato la creazione di un portale web dei musei etnografici del Veneto e l'avvio di un programma di catalogazione dei beni posseduti dai musei etnografici degli enti locali.L'iniziativa costituisce il prosieguo dell'attivit� regionale di conservazione e di tutela della cultura veneta, nello specifico quella popolare pi� legata alle particolarit� sociali e territoriali e pi� esposta al rischio della perdita.L'iniziativa concorre all'arricchimento della Banca Dati Regionale che ha, tra i suoi obiettivi, la difesa e la valorizzazione del patrimonio culturale del Veneto e, in questo settore, la creazione di un percorso virtuale che collegher� in rete i musei etnografici.I soggetti interessati potranno, entro quarantacinque giorni dalla pubblicazione della delibera sul Bollettino Ufficiale della Regione, presentare domanda di finanziamento alla Regione per realizzare campagne di catalogazione dei beni culturali materiali o immateriali che presentino un interesse etnoantropologico.Per l'intervento � stato stanziato un finanziamento di 150 mila euro. (aise)

giovedì, agosto 26, 2004

Musica: a Rabat i canti e le musiche della Sicilia Medievale

Rabat, 24 ago. (Adnkronos) - Saranno i canti e le musiche della Sicilia Medievale eseguiti dal gruppo Al Qantarah, i protagonisti del concerto intitolato "Abballati, Abballati", che si terra' il prossimo 29 agosto presso il Volubilis di Rabat in Marocco, organizzato dal ministero della Cultura del regno del Marocco con la partecipazione dell'Istituto italiano di cultura di Rabat, nell'ambito del Festival di Volubilis.
Il gruppo Al Qantarah (termine arabo che significa '"il ponte") e' nato a Bologna nel 1990 intorno ad un progetto di ricerca sulla musica siciliana antica, basato soprattutto sul confronto tra le musiche del medioevo e la tradizione orale ancora esistente includendo repertori della musica araba e del Medioriente.

Mostre: esposte in Svizzera le caricature di Federico Fellini

Sion, 25 ago. - (Adnkronos/Ats) - Artista universale, Federico Fellini aveva un debole per la caricatura. Per illustrare questo talento poco conosciuto del celebre maestro, la 'Fondazione Fellini' presenter� a Sion, in Svizzera, dal 28 agosto al 2 ottobre un'ottantina di opere del cineasta.
L'esposizione, ricavata nello spazio culturale 'Ferme-Asile', sara' accompagnata da estratti di interviste di Fellini, di brani musicali di Nino Rota e di oggetti impiegati durante le riprese. Quattro pellicole - proiettate dal 28 agosto al 25 settembre - contribuiranno a creare un'autentica 'atmosfera felliniana'. Per
maggiori informazioni: www.fondation-fellini.ch


venerdì, agosto 06, 2004

IL DIRETTORE DELLA FONDAZIONE BENETTON STUDI E RICERCHE OSPITE OGGI AL PIEVE DI CADORE FILM FESTIVAL

Cultura

PIEVE DI CADORE\ aise\5 agosto 2004 - Domenico Luciani, direttore della fondazione Benetton Studi e Ricerche sar�, ospite oggi pomeriggio al Pieve di Cadore Film Festival. Alle 18 sar� protagonista di una conversazione imperniata sul paesaggio con il giornalista e autore televisivo, Nino Criscenti. "Noi siamo un centro studi - spiega Lucani - impegnato nella questione paesaggistica che ha aspetti storici, geografici e anche progettuali. In questo senso partecipiamo a iniziative di carattere europeo tendenti a delineare dei modi di uscita da quella che pu� essere definita la modernit� distruttiva. � un elemento che fa parte della modernit�, la storia dell'evoluzione dell'uomo, del suo rapporto con la tecnica e la tecnologia, il progresso stesso contiene sempre elementi positivi e negativi, vive in questo dualismo". Luciani, intervistato da Criscenti, porter� gli esempi positivi del mondo nordico "che testimonia un rapporto con la natura e l'ambiente di straordinario interesse. Cercher� anche di affrontare la parte pi� aspra e vedere cosa si pu� fare, in particolare per quanto riguarda o sfruttamento del suolo, le ferite, i buchi a cielo aperto lasciati dallo sfruttamento del suolo". Un tema molto attuale per il Veneto. Andrea Zanzotto ha parlato a pi� riprese di "paesaggio rotto", riferendosi alla pianura veneta che qualcuno, come Meneghello, definisce "la Los Angeles europea". "Senza dubbio � cos�. - continua Lucani - il nostro � un paesaggio rotto verso l'alto e verso il basso, perch� accanto alle costruzioni troviamo le cave, ma ricordiamoci che il paesaggio si rompe anche facendo un campo da golf. Io non sono d'accordo che questi grandi impianti, siccome danno l'idea del verde, siano a impatto zero".La questione attiene alla metamorfosi del gusto: "Ci� che oggi appare bello un tempo sembrava mostruoso e viceversa. Oggi, per fare un esempio, grazie ai viaggi possiamo scoprire paesaggi e territori aspri e desolati che ai nostri occhi appaiono estremamente affascinanti, ma per chi li abita magari sono una condanna. Per questo diventa essenziale capire chi li percepisce, come si percepiscono, il meccanismo del valore dato dalla comunit� insediata diventa cruciale. Dal suo giudizio non � pi� possibile prescindere, del resto lo dice anche un documento poco noto e poco amato, che � la Convenzione europea del Paesaggio firmata a Firenze nel 2000 che l'Italia, come molti altri Paesi, non ha ancora recepito. In effetti � un processo molto complicato che prende il paesaggio e lo trasporta dal terreno della veduta, del quadro al paesaggio come luogo abitato, habitat, come spazio dell'uomo. Una svolta critica, culturale e che come tutte le svolte importanti fa fatica a farsi strada". (aise)

This page is powered by Blogger. Isn't yours?