giovedì, marzo 10, 2005
Ridotti ad amare la propria vilt�
di Luciano Canfora
La Stampa, fine dicembre 2004
Cornelio Tacito ha descritto come nasce l'autocensura. Come
incomincia a dilagare il sottile piacere dell'asservimento,
all'affermarsi del dispotismo politico. Come si fa strada pian
piano (gliscit) l'uso di piegare la schiena (adulatio). Il
�dispotismo� Tacito lo denota cos�: �Tutto il potere nelle mani
di una sola persona� (omnem potentiam ad unum). In tale
situazione ? scrive lo storico latino ? la prima vittima � la
�verit�, che viene variamente violata: perch� si fa strada �il
piacere di dire sempre di si� (libido adsentandi) e perch�, al
tempo stesso, la critica diventa �livore� e il livore - in
quella situazione ? viene accolto �con orecchie spalancate�
golosamente (pronis auribus). E se nello spontaneo prosternarsi
c?� �il vergognoso delitto dell'asservimento�(foedum crimen
servitutis), nella malignazione prende corpo �una falsa immagine
di libert� (falsa species libertatis).
Tuttavia ? osserva a cose fatte, quando i guasti si sono ormai
prodotti e il �regime� � finalmente giunto a esaurimento ? �per
la nostra naturale debolezza� accade che �i rimedi siano pi�
lenti dei mali�: tardiora sunt remedia quam mala. E istituisce
un paragone: come il corpo umano cresce pian pianino e muore
d'un tratto, cos� e molto pi� facile opprimere, ridurre
all'asservimento la mente e gli intendimenti degli esseri umani,
che non farli ridestare, rimetterne in moto il libero sentire.
Infatti ?nota ? a un certo punto si fa strada �il piacere della
vigliaccheria� (inertiae dulcedo) e anzi la vigliaccheria,
inizialmente detestata, alla fine � addirittura amata (postremo
amatur). Attenzione: viene amata da quegli stessi che la
praticano, ci si affeziona alla propria vigliaccheria di fronte
al potere. E qui Tacito fa un'osservazione amara. Questo stato
di cose � durato quindici anni (gli anni del governo di
Domiziano): �Un pezzo di vita enorme� (grande mortalis aevi
spatium); in certo senso di molti di noi si pu� dire che �siamo
superstiti rispetto a noi stessi� (non solo rispetto agli altri
che non ci sono pi�). Quegli anni ci sono stati tolti, e chi era
giovane si accorge di esser giunto autocensurandosi (per
silentium) alle soglie della vecchiaia, gli anziani alla fine
quasi della vita. Quindici anni di autocensura. �Per silentium�
Potrebbe sempre accadere.
La Stampa, fine dicembre 2004
Cornelio Tacito ha descritto come nasce l'autocensura. Come
incomincia a dilagare il sottile piacere dell'asservimento,
all'affermarsi del dispotismo politico. Come si fa strada pian
piano (gliscit) l'uso di piegare la schiena (adulatio). Il
�dispotismo� Tacito lo denota cos�: �Tutto il potere nelle mani
di una sola persona� (omnem potentiam ad unum). In tale
situazione ? scrive lo storico latino ? la prima vittima � la
�verit�, che viene variamente violata: perch� si fa strada �il
piacere di dire sempre di si� (libido adsentandi) e perch�, al
tempo stesso, la critica diventa �livore� e il livore - in
quella situazione ? viene accolto �con orecchie spalancate�
golosamente (pronis auribus). E se nello spontaneo prosternarsi
c?� �il vergognoso delitto dell'asservimento�(foedum crimen
servitutis), nella malignazione prende corpo �una falsa immagine
di libert� (falsa species libertatis).
Tuttavia ? osserva a cose fatte, quando i guasti si sono ormai
prodotti e il �regime� � finalmente giunto a esaurimento ? �per
la nostra naturale debolezza� accade che �i rimedi siano pi�
lenti dei mali�: tardiora sunt remedia quam mala. E istituisce
un paragone: come il corpo umano cresce pian pianino e muore
d'un tratto, cos� e molto pi� facile opprimere, ridurre
all'asservimento la mente e gli intendimenti degli esseri umani,
che non farli ridestare, rimetterne in moto il libero sentire.
Infatti ?nota ? a un certo punto si fa strada �il piacere della
vigliaccheria� (inertiae dulcedo) e anzi la vigliaccheria,
inizialmente detestata, alla fine � addirittura amata (postremo
amatur). Attenzione: viene amata da quegli stessi che la
praticano, ci si affeziona alla propria vigliaccheria di fronte
al potere. E qui Tacito fa un'osservazione amara. Questo stato
di cose � durato quindici anni (gli anni del governo di
Domiziano): �Un pezzo di vita enorme� (grande mortalis aevi
spatium); in certo senso di molti di noi si pu� dire che �siamo
superstiti rispetto a noi stessi� (non solo rispetto agli altri
che non ci sono pi�). Quegli anni ci sono stati tolti, e chi era
giovane si accorge di esser giunto autocensurandosi (per
silentium) alle soglie della vecchiaia, gli anziani alla fine
quasi della vita. Quindici anni di autocensura. �Per silentium�
Potrebbe sempre accadere.
