martedì, marzo 27, 2007

"il" Museo dell'Emigrazione veneta: strategico, ambizioso, "nuovo", alternativo

News ITALIA PRESS, 26 marzo 2006
San Giorgio in Bosco - Nell'alta padovana, a San Giorgio in Bosco, sorgerà il museo dell'emigrazione veneta; quasi tutti concordi, quasi tutti impegnati, dalla Regione al Parlamento -o almeno alcuni parlamentari, il Senatore Luigi Pallaro è in campo da sempre sul progetto-, ma in prima fila il Sindaco Leopoldo Marcolongo.
58 anni, coniugato con 2 figlie, di professione Consulente del Lavoro, "Nell'ottobre 2004 sono stato ospite di Luigi e Andrea Pallaro a Buenos Aires, dove ho potuto conoscere la realtà dell'emigrazione italiana in Argentina. Ho visitato anche Necochea, dove sono stato ricevuto in Comune, all'Università, alla Dante Alighieri e alla Società Veneta. Sono stato invitato al 123° anniversario di fondazione della città di Necochea, ho partecipato al 1° raduno della famiglia Marcolongo in Argentina e visitato l'Associazione Hena, come rappresentante dell'Associazione Erika Nel novembre 2005 ho partecipato alla Consulta dei Veneti nel Mondo a Bento Goncalves e Caxias do Sul per il 130° anno di emigrazione italiana in Brasile" racconta.
Tornato in Italia decide: ristrutturazione della cinquecentesca villa Bembo e sua trasformazione in Museo dell'Emigrazione Veneta.
Impresa non da poco, non tanto e non solo per i costi -oltre un milione di euro-, quanto per il fatto di divenire "il" Museo dell'emigrazione veneta, "ospiterà la storia dell'epopea migratoria veneta", sicuramente la più importante emigrazione italiana, sia in termini quantitativi sia in termini di centralità nella politica dell'emigrazione di questi ultimi anni. Sarà "il" Museo, punto e basta: "nel Veneto non ci sono Musei dell'Emigrazione Veneta". E sarà collocato in una "una posizione strategica". E come non bastasse fare "il" Museo dell'Emigrazione veneta, collocato in una posizione strategica, questo sarà anche un museo particolare, ovvero, poco museo, e tanto centro incontri, in primo luogo a sfondo economico. Insomma, sarà un museo e molto di più, sarà 'nuovo' di testa, alternativo, ambizioso.
Marcolongo è un politico di vecchio stampo, per il quale la politica è "strumento di servizio e non di mero potere, per concorrere, sulla base di valori etici e culturali, al rinnovamento della società a sostegno della dignità dell'uomo, di tutti gli uomini"; i suoi maestri di vita, dice, sono "Don Giuseppe Dossetti, Giorgio La Pira, Carlo Maria Martini", te li dice tutti di filato, con cadenza imperiosa, come per mettere i puntini sulle 'i' e stendere subito l'interlocutore.

Signor Sindaco, ci vorrebbe illustrare il progetto?
Il Museo dell'emigrazione Veneta è un progetto per la realizzazione di una sede museale che ospiterà la storia dell'epopea migratoria veneta. Un luogo per ricordare, ma che vuol diventare anche uno spazio per mantenere vivi i contatti con i nostri emigrati all'estero, soprattutto i giovani. Quella degli emigranti Veneti – e di altre Regioni Italiane – nel mondo, è un'epopea sostanzialmente dimenticata. Eppure nei cento anni in cui si è volta, dal 1870 al 1970, solo per i Veneti si stimano oltre tre milioni di partenze. Emblematico è il caso del Comune di San Giorgio in Bosco, dalle cui contrade nel solo periodo dal 1870 al 1898 sono partiti oltre quattromila concittadini; in quel tempo gli abitanti di San Giorgio in Bosco erano 3/4 mila. Oggi sono 6000. Il progetto prevede il recupero del corpo centrale di Villa Bembo (sec. XVI), le cui imponenti barchesse, già restaurate, sono dal 2001 sede comunale. L'intervento di restauro è gia stato avviato con improcrastinabili lavori di somma urgenza per il recupero delle coperture e del solaio dell'ultimo livello. La villa è organizzata su tre piani di circa 240 metri quadrati di superficie l'uno, per una superficie complessiva di 720 metri quadrati. Il piano terreno è in parte occupato da un grande portico monumentale d'ingresso ad occidente, mentre la distribuzione dei vani interni avviene ai lati di un grande salone centrale passante, con andamento est-ovest. Il primo piano, che costituisce il piano nobile dell'edificio, è organizzato ai lati di un ampio salone centrale. Il solaio superiore è costituito da un'orditura primaria in travi squadrate tipo "Sansovino", che all'intradosso si presentano in gran parte laccate e decorate, sovrastate da un assito ligneo anch'esso in estese porzioni, laccate. Il terzo piano, corrispondente al sottotetto, è organizzato in un unico grande vano. La copertura dell'edificio è costituita da un tetto a quatto falde a piramide. L'intervento di restauro, di somma urgenza, è guidato da rigidi presupposti conservativi ed ha anche l'obiettivo di rimuovere le cause di degrado, ripristinando l'efficienza delle strutture e l'originaria dignità estetica. Nel Veneto non ci sono Musei dell'Emigrazione Veneta e quello di San Giorgio in Bosco, collocato in buona posizione, su una strada di grande collegamento come la Valsugana, equidistante da Padova, Vicenza e Treviso, vicino all'autostrada Venezia-Milano, si trova in una posizione strategica. Neanche nel resto d'Italia ci sono realtà di questo tipo, se si esclude Gualdo Tadino, in Umbria e San Marino.

Per realizzare questo progetto, se non sbaglio dovete trovare qualcosa come un milione e 300 mila euro. E' corretto? a cosa servono tutti questi soldi e dove pensate di trovarli?
I restauri sono costosi, ma ritengo che la sede scelta sia prestigiosa e rappresenta il "riappropriarsi" di una villa di quella Borghesia rurale che, in gran parte, fu causa dell'emigrazione. Il primo stralcio di 553.000 euro, finanziato per 162.000 euro dalla Regione Veneto, per il restauro del tetto di Villa Bembo è già stato appaltato e i lavori, iniziati il 12 marzo 2007, termineranno per luglio 2007. Per rendere agibile il resto del fabbricato servono circa 1.300.000 euro. Abbiamo già attivato i canali per ottenere finanziamenti sui fondi dell'otto per mille, sui fondi ARCUS, sui fondi del Lotto e sui fondi CIPE. Stiamo anche prendendo contatti con Fondazioni Bancarie interessate al progetto. Purtroppo una Proposta di Legge per una rete Museale in Italia presentata nella precedente Legislatura, che comprendeva il Museo di San Giorgio in Bosco, presentata dall'On. Flavio Rodeghiero, non ha avuto successo, ma una analoga Proposta sarà ripresentata a giorni a firma del Sen. Luigi Pallaro. Noi crediamo che, se l'idea è buona, arriveranno i risultati.

Da quello che ho capito voi volete fare di questo Museo un centro al servizio del business tra Veneto (e in generale Italia) e aziende di matrice veneta o comunque italiana all'estero.
Non pensiamo a un Museo solo di vecchie fotografie. Vogliamo sfruttare il grande amore verso l'Italia e la sua cultura rivolgendoci alle nuove generazioni di emigrati che, scoprendo il grande patrimonio culturale del Veneto, scopriranno anche i suoi prodotti commerciali. Noi abbiamo nel mondo milioni di "ambasciatori", persone che hanno ormai anche posti di responsabilità. Dobbiamo solo arrivare a loro perché, a parità di condizioni, preferiranno i prodotti italiani e Veneti in particolare. Non faremo quindi gli "agenti di commercio", ma prepareremo loro il terreno. Le attività del Museo, con la collaborazioni determinante dell'Assessorato al Flussi Migratori del Veneto rappresentato da Oscar De Bona, saranno quindi rivolte a favorire la lingua e cultura Veneta, gli stages di giovani oriundi, i convegni, i circuiti turistici alla riscoperta dei nostri tesori d'arte e di storia, la realizzazione di studi sull'Emigrazione e di un sito internet che rappresenti un punto di riferimento. Possiamo contare su emigrati illustri del nostro paese come l'attuale Senatore per gli Italiani all'Estero Luigi Pallaro di Buenos Aires e Frank Sartor, ex sindaco di Sydney e attuale Ministro del Nuovo Galles del Sud, in Australia. Entrambi sono già stati ospiti di San Giorgio in Bosco ed è stato loro assegnato il "Drago d'Oro", riconoscimento annuale ai cittadini che si sono particolarmente distinti e hanno portato in alto il prestigio del paese.

Il Museo che fa business, servizi per incontri istituzionali ed economici. Mi scusi, ma per queste cose non ci sono le CCIAA, le aziende speciali delle CCIAA, le CCIE, ecc...? E non si rischia le gelosie di molti, che per altro potrebbero ostacolare il progetto?
Non ci muoviamo sul terreno di altre prestigiose Istituzioni che molto e bene fanno per il Veneto, ma in loro sinergia. Non è nostro compito sostituirci alle Camere di Commercio che storicamente promuovono all'estero le nostre aziende, ma ci serve anche la loro organizzazione per scoprire i nostri emigrati. Non vogliamo nemmeno sostituirci alle storiche e ben solide associazioni come Padovani nel Mondo, Bellunesi, Vicentini, Trevisani, ecc, bensì vogliamo caso mai mettere a loro disposizione, se lo vorranno, spazi e iniziative per creare sinergie, data la difficoltà di trovare nuove risorse. Ad esempio abbiamo già realizzato l'anno scorso, con l'ANEA, una mostra fotografica sull'Emigrazione e, con la Provincia di Padova, uno spettacolo teatrale sulla tragedia dei minatori di Marcinelle con i "Musi Neri" di Filippo Tognazzo.

Lei sa che si sta parlando molto di quella che viene definita "la diplomazia delle cozze" cioè la sovrapposizione delle strutture regionalistiche all'estero nell'attività di promozione e marketing territoriale all'estero appunto.
La prima domanda è cosa pensa lei in proposito? Non voglio giudicare la tendenza a "mettersi in proprio" di molte Istituzioni all'estero. Probabilmente non avevano trovato risposte adeguate alle loro attese. Credo comunque che bisognerebbe valutarle sui risultati ottenuti.

Ma il Museo non rischia di diventare una di queste strutture che si sovrappongono, in questo caso, addirittura, ci sarebbe una sovrapposizione non solo orizzontale ma anche verticale (l'area coperta dalle CCIAA, dalla Regione, dalle Aziende Speciali, ecc...)?
Nessuna sovrapposizione, ma sinergia con Regione Veneto, Province, Associazioni storiche dell'Emigrazione, Università, Comuni del Veneto, Organizzazioni Religiose che dedicano la loro Pastorale ai nostri Emigrati. Il nostro Museo si distingue e risponde a logiche oggi non particolarmente seguite e comunque servirà da coordinamento di molte iniziative che non parlano tra loro (ognuno coltiva il proprio orticello). Un luogo cioè dove tutti possono riconoscersi e ritrovarsi, dopo generazioni, partendo dal Veneto e andando dovunque nel mondo. Un Museo inteso come memoria viva e propulsore di avvicinamento degli italiani all'estero, o se vogliamo, di una casa comune della quale si avverte la necessità.

Il Senatore Luis Pallaro vi sta aiutando sappiamo, come?
Il Senatore Luigi Pallaro, che il destino ha voluto far ritornare in Italia in questo particolare momento storico di riscoperta dell'Emigrazione, ha la responsabilità di far diventare Legge la Proposta di istituzione della Rete Museale e di promuovere i finanziamenti per portare a termine i lavori del Museo. Su questi impegni ci siamo già incontrati la settimana scorsa a San Giorgio in Bosco.

Quali tempi, secondo lei, per realizzare il progetto?
Il primo stralcio del Museo sarà pronto per la prossima estate. Per il completamento dipenderà dai finanziamenti. Pensiamo possa essere realistico due o tre anni.

Il Museo di per se cosa conterrà?
In questa fase non sono i muri la cosa più importante, ma la creazione della struttura che gestirà il Museo. Come componente della Consulta dei Veneti ho già avuto occasione di andare in Brasile, a Rio Grande do Sul e sono stato ospite a Buenos Aires dei Fratelli Pallaro. Queste visite sono servite per raccogliere materiale, sondare accordi di gemellaggio, prendere coscienza del fenomeno migratorio, stabilire contatti con i consultori Veneti di tutto il mondo. Presso la biblioteca di San Giorgio in Bosco si è cominciato a catalogare libri, lettere, schede, fotografie. Abbiamo anche l'intenzione di istituire un ufficio che possa dedicarsi solo al Museo e a un nuovo sito internet. Abbiamo già presentato due libri di Andrea Pallaro, fratello del Sen. Luigi Pallaro che raccontano la sua avventura in Argentina. Presenteremo fra poco un libro edito dal Comune sull'Emigrazione locale, curato dal Prof. Paolo Miotto e un importante volume sull'emigrazione Veneta in Argentina, in collaborazione con il Senatore Luigi Pallaro. Siamo già inseriti in un circuiti turistico che già portato una delegazione brasiliana a visitare l'istituendo Museo. Abbiamo già cinque ragazzi di origine brasiliana ospiti a San Giorgio in Bosco per ottenere la Cittadinanza Italiana.
mmp/News ITALIA PRESS

Etichette:


This page is powered by Blogger. Isn't yours?