domenica, dicembre 29, 2002
Il segnalibro dell'APCIl presepe italiano alla conquista dell'America
Una serata di gala a Washington per scoprire i segreti dei presepi
Notiziario NIP - News ITALIA PRESS agenzia stampa - N° 250 - Anno VIII, 24 dicembre 2002
Washington - Pasquale Ferrara è il primo consigliere per gli Affari Culturali della Ambasciata Italiana a Washington. Insieme a Martin Stiglio, valente direttore dell'Istituto Italiano di Cultura della Capitale, ha organizzato un party che ha visto confluire nei saloni della missione Italiana numerosi Americani interessati a capire il significato del Presepe.
Ferrara, napoletano DOC, nella sua introduzione ha sottolineato come in Italia la tradizione del Presepe sia ancora saldamente attuale, nonostante l'invasione della cultura protestante dell'albero di Natale. Martin Stiglio ha poi commentato dal vivo un documentario sulla Natività nelle opere dei grandi pittori Italiani, da Giotto al Tintoretto, da Raffaello al Caravaggio al Reni.
Ed infine una carrellata sui famosi personaggi in legno dei Presepi napoletani del '700 e sui mercatini della Napoli di oggi dove si vendono Presepi di ogni genere, meta di migliaia di turisti non solo locali ma provenienti da ogni regione Italiana. E tra i personaggi vestiti da pastori anche Berlusconi, Fini e Bossi. Oscar Bartoli/ News ITALIA PRESS
venerdì, dicembre 27, 2002
Il segnalibro dell'APCISTITUTO DI CULTURA A NEW YORK
Una poltrona per due
L'Espresso, n. 52 del 26 dicembre 2002
Salvatore Carruba, ex direttore del "Sole 24Ore", ora assessore alla Cultura a Milano, ma anche Claudio Angelini, corrispondente Rai a New York, sono stati sondati dalla Direzione Affari Culturali della Farnesina. Motivo: l'eventuale nomina (di uno dei due) a direttore dell'Istituto di cultura a New York, dopo il vaglio della Commissione presieduta dal sottosegretario agli Esteri Mario Baccini, regista della riforma degli Istituti.
martedì, dicembre 24, 2002
mercoledì, dicembre 18, 2002
Il segnalibro dell'APCFarnesina: nominati 7 direttori d'Istituti di cultura
Roma, 18 dic. - (Adnkronos) - "Con la nomina di sette nuovi direttori-coordinatori d'area, si rafforza la rete degli Istituti italiani di cultura all'estero in aree geografiche che la Farnesina ritiene di particolare importanza per la promozione della cultura italiana".
Lo ha annunciato il Sottosegretario agli Affari Esteri Mario Baccini nella riunione della Commissione nazionale per la promozione della cultura italiana all'estero, che ha dato parere favorevole alle nomine proposte.
I sette direttori-coordinatori, dirigenti di carriera dell'area della promozione culturale del ministero degli Esteri, oltre a dirigere gli Istituti dei paesi nei quali sono stati designati, avranno il compito di coordinare l'attività degli Istituti nelle aree geografiche di loro competenza, un elemento di novità che avrà ricadute positive sulla promozione della cultura italiana nel mondo. Giovanni Poncini andrà ad Amsterdam, Dante Marianacci a Budapest, Augusto Petacco a Città del Messico, Adelia Rispoli al Cairo, Patrizia Raveggi a New Delhi, Giuseppe Manica a Stoccolma e Alberto Natale Di Mauro a Tokyo. ''
Con le nomine dei direttori e con il reclutamento di 38 giovani funzionari dell'area culturale - ha ricordato il sottosegretario Baccini, presidente della Commissione nazionale per la promozione della cultura italiana all'estero e co-autore di un volume sull'immagine culturale dell'Italia nel mondo - si prosegue con determinazione nel cammino intrapreso verso il potenziamento della rete culturale italiana all'estero, con la convinzione, oramai generalizzata, che la cultura rappresenta uno strumento fondamentale per la promozione del sistema Italia nel mondo''.
lunedì, dicembre 16, 2002
Il segnalibro dell'APC
Il senatore Andrea Pastore del Gruppo parlamentare Forza ItaliaLingua: Pastore, comitato per promuovere l'italiano nel mondo
Roma, 16 dic. (Adnkronos) - La nascita di un "Comitato per la promozione del consiglio superiore della lingua italiana" per "rivalutare positivamente la nostra lingua che rappresenta il mezzo più importante per la diffusione e la promozione della cultura italiana nel mondo". E' questa la proposta del senatore Andrea Pastore, presidente della I commissione Affari costituzionali del Senato, che individua, nel disegno di legge presentato al Senato, l'istituzione di un "luogo d'incontro per formulare problemi, esaminarli, approfondirli ed eventualmente realizzare orientamenti che poi verranno valutati dai vari ministeri competenti, come ad esempio il ministero della Comunicazione".
"Attraverso il linguaggio infatti - spiega Pastore -, si riesce a comunicare anche tra i popoli che hanno diverse culture e tradizioni. Oggi c'è un risveglio per l'identità nazionale confermato anche dall'approvazione della legge per il voto all'estero, dall'attenzione da parte dei vari convegni dedicati all'identità del linguaggio, e dall'entrata della lingua italiana nella costituzione della Repubblica come lingua ufficiale del Paese".
Il Comitato proposto dal senatore, sarà presieduto dal Presidente del Consiglio, da rappresentanti dei ministeri competenti e da quelli delle istituzioni del mondo scientifico collegate alle più prestigiose istituzioni culturali come la società Dante Alighieri, l'Accademia dei Lincei, l'Accademia della Crusca e gli Istituti italiani di cultura presenti nel mondo.
"L'italiano - aggiunge il senatore - è una delle otto lingue più studiate al mondo, ma l'apprezzamento di cui gode all'estero deve essere sostenuto e rafforzato da una politica linguistica adeguata".
sabato, dicembre 14, 2002
Il segnalibro dell'APCNotiziario NIP - News ITALIA PRESS agenzia stampa - N° 243 - Anno VIII, 13 dicembre 2002
Il Centro di Studi Italiani in Zurigo a “Splitting”
Marina Mezzasalma spiega gli intenti del Centro Studi Italiani in Zurigo
Lugano – La Radio Svizzera di Lingua Italiana, (RTSI), durante il programma radiofonico "Splitting", condotto da Giacomo Newlin, ospiterà lunedì 16 dicembre, la dottoressa Marina Mezzasalma, direttrice del Centro di Studi Italiani in Zurigo, che spiegherà l'organizzazione e le iniziative in cantiere.
Il Centro Studi è un vero e proprio Istituto Italiano di Cultura nelle terre della Svizzera, ma la denominazione scelta è legata, a detta della direttrice Marina Mezzasalma, "all'adesione ad un nome più generico e meno impegnativo" .
"Il Centro di Studi Italiani in Zurigo", spiega Marina Messasalma, "è il centro a Zurigo ed in tutta la Svizzera, di divulgazione e promozione della cultura italiana, e rappresenta un punto d'approdo sicuro per la certificazione degli studi compiuti in altre sedi sulla lingua italiana, una sede d'esame all'interno della quale vengono rilasciati diplomi in collaborazione con le Università di Perugia e Siena, che ospitano le Università per Stranieri, diplomi che si trovano sotto la sigla di (CILS), certificazione italiana lingua straniera a vari livelli, dalle scuole elementari ai livelli superiori".
Il Centro di Studi di Zurigo si occupa anche dell'organizzazione di manifestazioni ed eventi culturali a doppio intento, atte ad essere seguite tanto dagli abitanti originari, quanto dagli italiani, ormai svizzeri a tutti gli effetti di seconda e terza generazione. News ITALIA PRESS
giovedì, dicembre 12, 2002
Il segnalibro dell'APCAlla “Dante Alighieri” la presentazione del Comitato
per la promozione del Consiglio superiore della lingua italiana
Inform n. 235 del 9/12/02
ROMA - Il prossimo 12 dicembre, alle ore 16,30, avrà luogo in Palazzo
Firenze a Roma, Sede Centrale della Società Dante Alighieri, la conferenza
stampa di presentazione del Comitato per la promozione del Consiglio
Superiore della Lingua Italiana, proposto con il disegno di legge n. 933
del 21 dicembre 2001, che sarà tra breve all’esame del Parlamento.
Parteciperanno in qualità di relatori l’Ambasciatore Bruno Bottai,
Presidente della “Dante Alighieri”, che aprirà la seduta, il Senatore
Andrea Pastore (Introduzione al disegno di legge: “Istituzione del
Consiglio Superiore della Lingua Italiana”), Presidente della Prima
Commissione Affari Costituzionali e degli Affari della Presidenza del
Consiglio, promotore del ddl, il prof. Lucio D’Arcangelo (“La tutela della
lingua: commento al disegno di legge per l’istituzione del Consiglio
Superiore della Lingua Italiana”), Coordinatore tecnico-scientifico del
progetto, il prof. Maurizio Dardano (“Lingua nazionale e dialetti”) e la
prof.ssa Barbara Turchetta (Lingua nazionale e lingue straniere”).
Saranno presenti: il prof. Ignazio Baldelli, Vicepresidente dell’Accademia
dei Lincei, il prof. Fabio Roversi Monaco, Amministratore Delegato
dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, il prof. Francesco
Sabatini, Presidente dell’Accademia della Crusca, il prof. Antonio
Baldassarre, Presidente della RAI, il dott. Pierluigi Magnaschi, Direttore
dell’ANSA, l’ing. Andrea Paoloni, della Fondazione “Ugo Bordoni”, il prof.
Pietro Trifone, Rettore dell’Università per Stranieri di Siena, il prof.
Luca Serianni, dell’Università “La Sapienza”, il prof. Antonio Sorella,
dell’Università “G. D’Annunzio”, il prof. Walter Belardi, Professore
emerito dell’Università “La Sapienza”, il prof. Marco Mancini, Rettore
dell’Università della Tuscia, il prof. Paolo Ramat, dell’Università di
Pavia, gli scrittori Alberto Arbasino, Vicepresidente della “Dante
Alighieri”, e Raffaele La Capria.
Nel corso della conferenza stampa sarà trattato il problema della tutela
della lingua, che nel nostro Paese trova opposizioni preconcette e
ingiustificate, e verranno esposte le ragioni che rendono indifferibile la
costituzione di un Consiglio Superiore della Lingua, già proposto nel 1983
da uno dei maggiori rappresentanti della linguistica italiana del
Novecento, Giacomo Devoto, e più volte auspicato dall’ex-Presidente
dell’Accademia della Crusca, Giovanni Nencioni.
L’italiano è una delle otto lingue più studiate nel mondo, ma
l’apprezzamento di cui gode all’estero deve essere sostenuto e rafforzato
da una politica linguistica adeguata, specie in un momento come quello
attuale caratterizzato da un vero e proprio “assalto” alla nostra lingua,
in cui rientrano anche le battaglie per parificarla ai dialetti. Alla luce
della riforma dell’art. 12 della Costituzione ed alla vigilia di importanti
decisioni dell’Unione Europea relative alla parità linguistica diventa
ineludibile rendere lo Stato corresponsabile delle sorti della lingua
nazionale. (Inform)
lunedì, dicembre 09, 2002
Il segnalibro dell'APCE’ la quarta lingua al mondo scelta dagli studenti stranieri. In un anno sono cresciuti del 38 per cento
Parlare italiano è sempre più di moda
La “memoria” non c’entra: l’80 per cento degli allievi non ha rapporti con il nostro Paese. Una solida posizione acquisita per motivi culturali e per farsi strada nel mondo degli affari
di Giuliana de Medici
Secolo d’Italia, 8 dicembre 2002
Roma. L’italiano è al diciannovesimo posto tra le lingue più parlate nel mondo ma si piazza la quarto per il numero di studenti stranieri. Insomma, la domanda di italiano risulta in costante crescita anche in relazione allo sviluppo dei rapporti economici e di lavoro con l’Italia. La nostra, insomma, da “lingua della memoria ha ormai acquisito una solida posizione come lingua di cultura e più recentemente si è aperta ampi spazi anche come lingua degli affari”.
Lo sottolinea, citando uno studio dell’Università “La Sapienza” , la relazione sulla riforma degli Istituti di cultura e sulla promozione della lingua e della cultura italiana all’estero nel 2001 presentata nei giorni scorsi dal ministero degli Esteri al Parlamento. In questo documento si mette in evidenza la diffusione della lingua e della cultura italiana come una “componente indispensabile della nostra politica estera”, tesa alla valorizzazione del sistema Italia nel suo complesso, in concorso con le altre amministrazioni e con il settore privato, sotto il coordinamento della Commissione nazionale per la promozione della cultura italiana all’estero.
Il documento mette in risalto il “pressoché generale aumento degli studenti di italiano in quasi tutti i paesi del mondo”.
Gli istituti di Cultura nel 2001 hanno organizzato 4224 corsi frequentati da oltre 55mila studenti, con un aumento del 38% rispetto agli anni precedenti, e le 171 scuole risultano ora frequentate per l’80% da studenti stranieri. Sono inoltre attive 127 sezioni italiane presso scuole straniere e sono 266 i lettori di italiano presenti nelle università di 72 paesi.
Insegnato in nuove scuole pilota libanesi, l’italiano è stato anche inserito nel sistema scolastico del Venezuela e sono stati sviluppati contatti per farne materia nella scuola dell’obbligo in Albania e per inserirla tra le materie delle scuole superiori degli USA. L’intera rete è stata attivata lo scorso ottobre per la prima “settimana della cultura italiana nel mondo che ha organizzato ben 500 eventi in vari Paesi”.
Particolare cura è stata anche data, lo scorso anno, su impulso del governo di Centrodestra guidato da Silvio Berlusconi che nel suo programma e anche nel suo Dna possiede l’italianità, alla promozione della ricerca e della tecnologia tricolore, potenziando l’attività degli addetti scientifici che operano in 24 Paesi grazie anche all’avvio di una banca dati dei ricercatori italiani all’estero e a una rete telematica in grado di far conoscere le informazioni raccolte dagli addetti scientifici ai laboratori ed alle imprese italiane.
Analogo processo di informatizzazione è stato avviato nelle 88 biblioteche degli Istituti di cultura.
Nella relazione ampio spazio è dedicato all’attività di coordinamento svolta dalla Commissione nazionale per la promozione della cultura italiana all’estero, anche attraverso i cosiddetti “anni tematici” intorno ai quali vengono sviluppate, in concorso con la rete della Farnesina, le attività promozionali all’estero delle varie amministrazioni, anche con il concorso del capitale privato.
Per il biennio in corso i temi proposti sono stati moda e design, due punti di forza del Made in Italy. Per il biennio 2003-2004 la scelta è caduta su tradizioni, culture regionali e gastronomia, anche in funzione del coinvolgimento delle Regioni, interessate alla valorizzazione delle rispettive realtà locali.
Il segnalibro dell'APCL’Espresso, 28 novembre 2002, n. 48 pag. 48
Annali di Enzo Biagi
Baggio dopo Garibaldi15 novembre, s. Alberto Magno
Gli istituti di cultura italiana nel mondo hanno condotto una inchiesta e in un convegno hanno comunicato i risultati: i nostri compatrioti più apprezzati sono, nell'ordine, Garibaldi, Baggio, Pavarotti e Sophia Loren che "vanno forte". Per la parte genio siamo rappresentati da Dante, Pirandello, Michelangelo e Marconi.
Grazie, come dicono le signore, delle bellissime rose: ma ho l'impressione, da vecchio cronista, che a questi competenti delle nostre vicende intellettuali sia sfuggito qualcuno. Non ci potrebbe essere un posticino, mettiamo, anche per il fisico Enrico Fermi? E oltre a Gianni Morandi per un certo Giorgio che dipingeva e all'Ermitage, a San Pietroburgo, gli hanno dedicato una intera parete? Sono felice che a Sydney abbiano posto una targa di bronzo a Umberto Eco, perché la merita ed è uno dei pochi italiani che scrivono da esportazione, ma io - è una questione evidentemente di gusti personali - sarei contento che venissero celebrati anche Corrado Alvaro, Vitaliano Brancati, Leonardo Sciascia, Alberto Moravia e, perché no?, Achille Campanile e magari Giovannino Guareschi.
Chi sa che un giorno qualcuno ricordi anche Indro Montanelli, Paolo Monelli (Roma 1943), Enrico Emanuelli, Virgilio Lilli, Orio Vergani (bravo Guido, che hai rimesso in circolazione l'Italia ironica raccontata dai disegni di Giuseppe Novello), e ancora Vittorio G. Rossi, e la guerra di Russia raccontata (e quasi sconosciuta) di Egisto Corradi, non indegno di quella straordinaria e poetica testimonianza che è "Il sergente della neve" di Mario Rigoni Stern?
Mi accorgo che ho la testa rivolta all'indietro, ma la penso come chi sostiene che chi ignora il passato farà ancora più fatica ad affrontare il futuro.
venerdì, dicembre 06, 2002
Il segnalibro dell'APC
Ideazione, Dicembre 2002Un'identità culturale competitiva, di Mario Baccini
La cultura come strumento fondamentale della politica estera italiana: un mezzo per aiutare le nostre aziende all'estero e per diffondere nel mondo il tanto conclamato italian way of life, lo stile di vita italian, e - più in generale - il concetto di italianità del quale tutti gli italiani debbono andare fieri. E' per questo che stiamo svolgendo un'opera forte per le attività di promozione culturale, un'azione significativa, perché uno degli elementi fondamentali della politica estera del nostro Paese è, appunto, la cooperazione culturale e la promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo. Tramite i nostri istituti di cultura, presenti in molti paesi del mondo, e tramite le nostre sedi diplomatiche, vogliamo diffondere la nostra cultura con una forte spinta innovativa: non solo, quindi, promovendo fatti episodici, anche se importanti, ma legando alla divulgazione della nostra cultura un progetto che tenda ad affermare un valore significativo come l'italianità. Con questo termine amo definire un modo di vivere, di pensare, di mangiare, di abitare… noi possiamo insegnare una qualità della vita che, per eccellenza, è la prima al mondo. Questo lo possiamo fare realizzando un progetto culturale che possa far trasformare il nostro Paese da simpatico, com'è considerato da molti oggi, ad affidabile. Questo, in sintesi, è il progetto sul quale sta lavorando il governo italiano.
In quest'ottica, la promozione della cultura italiana è essenziale per la politica estera. Tramite la cultura noi possiamo sviluppare sempre maggiori relazioni, superare steccati ideologici che possono sembrare insormontabili, realizzare inoltre quel tessuto di affidabilità in quei paesi interessati per creare nuove opportunità alle nostre imprese. E' questo, infatti, un altro aspetto fondamentale della politica italiana: il governo vuole creare dei presupposti, spetta poi alle imprese e al mondo dell'imprenditoria saper cogliere e sfruttare queste opportunità. Ci stiamo impegnando a sostenere la promozione della cultura con progetti sempre più importanti utilizzando i nostri istituti e la nostra rete diplomatica (ambasciate e consolati) per diffondere su scala mondiale un programma culturale all'altezza di un mondo globalizzato. In tal senso, ci preme anche portare avanti un forte messaggio pubblicitario legato alle grandi aziende italiane: unire, quindi, il nome delle grandi aziende alla cultura italiana può essere una formula vincente che, in scala internazionale e globale, può acquistare un forte significato. Questa volontà nasce anche dal mio impegno come Presidente della Commissione per la Promozione e la Cultura italiana all'estero, presidenza che mi ha subito consentito di realizzare, insieme a tutta la commissione, un progetto per sottolineare con maggiore forza le eccellenze italiane, istituendo degli anni tematici.
Dopo i successi del primo di questi anni, dedicato al made in Italy, la Commissione nazionale per la promozione della cultura italiana, a metà di un 2002 ricco di soddisfazioni, ha già pensato al futuro, ai prossimi anni tematici e a nuove iniziative da prendere.
“Le culture regionali. Dalla tradizione all’innovazione”: sarà questo il titolo, lo slogan, il tema del 2003, promosso dalla Commissione. La scelta non è stata certo fatta a caso. Tra gli indirizzi generali elaborati per valorizzare la nostra cultura all’estero, la Commissione ha puntato molto sulla realizzazione di attività culturali in collaborazione con Regioni, Province e Comuni, al fine di individuare opportune forme di finanziamento che consentissero di realizzare congiuntamente attività ed eventi all’estero orientati alla valorizzazione del patrimonio delle singole regioni e delle loro tradizioni.
Una valorizzazione e una promozione che riguardano l’artigianato, l’agricoltura, la stessa arte culinaria e molto altro. Un passaggio naturale, quasi obbligato, dopo dodici mesi dedicati a moda e design. E’ nostro interesse, infatti, diffondere in tutto il mondo lo stile di vita italiano perché l’attività degli stessi istituti di cultura nel mondo deve essere quella di diffondere il nostro modo di vivere che, per forza di cose, è diverso da quello di tutti gli altri Paesi del Mondo.
Il mio obiettivo, l’obiettivo della Commissione per la Promozione della cultura italiana nel mondo, è quello di promuovere, attraverso la cultura, la presenza delle imprese italiane nei mercati internazionali, perché tutti gli aspetti della cultura italiana rappresentano un veicolo importante per la nostra politica estera. Gli anni tematici che ho voluto introdurre sono, in tal senso, una innovazione strategica che va oltre l’ordinaria amministrazione.
Ho accennato prima al grande successo di questo primo anno tematico ancora in corso, al consenso riscosso dalle iniziative legate alla moda e al design. La Commissione dà pareri ed indirizzi su come i vari istituti si devono attivare per la promozione culturale, non intende imporre strategie operative, e tutto quello che è stato suggerito durante questi primi sette mesi è stato recepito dai vari istituti che hanno promosso moltissime iniziative in merito. Allo stato attuale sono state realizzate almeno 120 in tutto il mondo: manifestazioni, mostre, convegni dibattiti e quanto altro. Attività, queste, che non sono state le uniche promosse dagli istituti di cultura, ma che sono state inserite in un calendario molto ampio che riguarda anche altri aspetti della nostra cultura, dalla musica all’arte, dalla letteratura alla scienza.
Tramite questi anni, quindi, l'Italia potrà rendere visibile nel mondo le proprie straordinarie specificità. La lingua italiana, ovviamente, è al centro di tutto il nostro progetto. Sono previste per quest'anno almeno seicento iniziative sul tema. Secondo una ricerca che abbiamo commissionato all'Università La Sapienza, la richiesta di studio di italiano è al quarto-quinto posto nella scala delle richieste.
Mi piace pensare che i giovani di domani, i giovani global, parleranno italiano. Questo perché la classe dirigente mondiale che avrà a cuore la cultura italiana, parlerà l'italiano come lingua internazionale. Quello che mi preme, a questo punto, è proseguire sulla strada intrapresa, pensare ad altri anni tematici e, al tempo stesso, lavorare ad un potenziamento della Commissione nazionale per la promozione della cultura italiana. (On. Mario Baccini, Sottosegretario agli Esteri, Presidente della Commissione per la Promozione della cultura italiana nel Mondo)
Il segnalibro dell'APCIl Consiglio Centrale della Società Dante Alighieri si rinnova: Francesco Aloisi de Larderel sostituisce Oscar Luigi Scalfaro
Inform n. 233 del 5 dicembre 2002
ROMA - Il Consiglio Centrale della “Dante Alighieri”, riunitosi in Palazzo Firenze domenica 1° dicembre, ha votato all’unanimità l’entrata nel massimo organo decisionale della Società del Direttore Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del Ministero degli Affari Esteri, Francesco Aloisi de Larderel.
Come ha affermato il Presidente della “Dante” Ambasciatore Bruno Bottai, “l’unanime voto che ha portato alla nomina di Aloisi è un gesto significativo che sottolinea i forti legami e gli operosi progetti in atto tra l’Istituzione più antica al mondo per la diffusione della lingua italiana e la dinamica Direzione Generale per la Promozione e la
Cooperazione Culturale”.
Francesco Aloisi de Larderel, nato a Roma il 28 settembre 1939, sostituisce il Presidente Emerito Oscar Luigi Scalfaro, già nella “Dante” fin dal 1982. (Inform)
giovedì, dicembre 05, 2002
Il segnalibro dell'APCCULTURA/ IL PRESIDENTE DELLA DANTE BOTTAI AL CONVEGNO 'IMMAGINE E IDENTITA' DEGLI ITALIANI': SCONFIGGERE IL DEGRADO ECONOMICO PER SOSTENERE LA CULTURA ITALIANA NEL MONDO
ROMA\ aise\5 dicembre 2002 - "Bisogna uscire dal degrado economico nel quale troppe istituzioni si sono trovate a dover operare per sostenere l'opera di diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo. Un degrado dovuto al disinteresse verso gli investimenti culturali che pesa ancora di più se lo si pone a confronto con il valore enorme acquisito dal nostro “Sistema Paese”.". Questo il suggerimento portato dall'Ambasciatore, Bruno Bottai, Presidente della Società Dante Alighieri, al Convegno "Immagine e Identità degli Italiani". Nel suo intervento di commento al tema della giornata, dedicata all'identità italiana, l'Ambasciatore Bottai ha evidenziato il ruolo della Società nel sostegno delle attività di diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo, soprattutto in questo momento particolare che vede la crescita esponenziale dell'interesse verso l'italiano. Nel corso del Convegno, infine, è stato presentato dall'onorevole Baccini il "Libro Bianco" del Ministero Affari Esteri ed il disegno di legge per la riforma della legge 401 del 1990 che regola alcuni organi fondamentali per la diffusione della cultura italiana all'estero, tra cui la Commissione Nazionale per la promozione della cultura italiana. (aise)
Il segnalibro dell'APCFarnesina: Baccini, promuovere il valore dell'italianità all'estero
Roma, 5 dic. (Adnkronos) - "Lo sforzo da parte della commissione nazionale per la promozione della cultura italiana all'estero, è far vincere un valore, quello dell'italianità, che da tempo sta cercando di aprirsi un varco nella vasta cultura estera".
Con queste parole il sottosegretario agli Affari esteri, Mario Baccini, ha presentato in anteprima a Roma, nella spendida cornice di Villa Madama, alla presenza di autorita' politiche, diplomatici ed intellettuali italiani, lo spettacolo "Apologia di Galileo. Processo, condanna e abiura di Galileo Galilei".
"Ho visto per la prima volta lo spettacolo a Firenze nella casa di Galileo - ha aggiunto Baccini -, ed ho immediatamente capito che far conoscere in tutto il mondo la vita di uno scienziato e letterato italiano, avrebbe contribuito alla promozione e diffusione della nostra cultura all'estero. L'iniziativa rappresenta infatti, una riqualificazione delle ragioni e del consenso che il "Progetto Italia", proposto dal ministero degli Esteri, sta ottenendo in tutto il mondo. Promuovere questo spettacolo all'estero significherà diffondere il nostro patrimonio culturale, che oggi rappresenta la radice dell'essere 'italiano'".
Lo spettacolo teatrale promosso dalla Farnesina e dal ministero per i Beni e le Attività culturali, è interpretato dall'attore e regista Carlo Rivolta che porta in scena una delle figure centrali della scienza moderna. Il testo infatti, si basa su alcune scene e spunti tratti dal dramma di Bertolt Brecht, ma soprattutto, dà largo spazio alla messa in scena di documenti originali relativi ai processi galileiani, alle lettere e agli scritti dello stesso Galileo. 90 minuti di monologo in cui alla figura del protagonista, si alterna quella dell'osservatore, narratore e commentatore esterno; un cantastorie che presenta in modo critico uno dei momenti piu' drammatici dell'eterno scontro tra fede e ragione, scienza e potere.
Il segnalibro dell'APCGastromia: Alemanno presenta a Ciampi 'Marchio autenticità'
Roma, 5 dic. (Adnkronos) - ''L'enogastronomia italiana sta vivendo un momento di particolare attenzione da parte del consumatore mondiale. Un fenomeno che ci sprona ad una decisa azione di tutela e promozione di questa risorsa fondamentale per il nostro Paese''.
Con queste parole il ministro delle Politiche agricole e forestali, Gianni Alemanno, ha presentato il 'marchio di autenticità dei ristoranti italiani al Capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi, nel corso di una udienza al Quirinale.
''Se sapremo fornire dei punti di riferimento certi a chi all'estero ricerca la produzione italiana di qualità - spiega Alemanno - stabilendo una netta distinzione tra ristoranti veramente italiani e ristoranti semplicemente all'italiana, potremo cogliere tutti gli aspetti positivi legati alla valorizzazione della nostra cultura enogastronomica''.
E' una sfida, sottolinea il ministro, che può essere vinta solo ''attraverso una fattiva collaborazione tra le istituzioni e i soggetti produttivi''. Secondo il ministro occorre quindi favorire un salto 'culturale' nell'offerta di quello che internazionalmente viene definito Italian food.
''Per questo - conclude - dobbiamo assicurare l'utilizzo di materie prime di qualità, un servizio all'altezza delle aspettative con una specifica formazione del personale, la diffusione della nostra tradizione culinaria e del nostro stile di vita''.
mercoledì, dicembre 04, 2002
Il segnalibro dell'APCMade in Italy: Alemanno, marchio qualità per ristoranti estero
Roma, 4 dic. - (Adnkronos) - "Progettare e portare a termine un marchio di qualità unico per la certificazione dei ristoranti italiani all'estero non è sciovinismo e chiusura alla globalizzazione, ma la consapevolezza che la globalizzazione si vive bene se si riesce a conservare la propria identità". E' quanto afferma il ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno, durante il suo intervento al convegno di presentazione del progetto che vedrà nascere il marchio di qualità per i ristoranti italiani nel mondo, marchio che verrà presentato al presidente della Repubblica a cui verrà anche chiesto il patrocinio.
''Se c'è più Italia nel mondo - ha continuato Alemanno - la globalizzazione sarà più umana, meno anglosassone. E' un'operazione importante, ma anche pericolosa: un marchio equivale ad un onere, che presenteremo domani al presidente della Repubblica. Bisogna poi non tradire il marchio. Credo - conclude Alemanno - che riusciremo a mettere in piedi qualcosa che durerà nel tempo: un marchio che faccia capire che l'Italia è qualità e saper vivere''.
Al convegno è intervenuto anche il presidente della Confcommercio Sergio Billè, secondo cui ''tutto il Paese, pubblico e privato cerca oggi di recuperare un debito che ha con questi grandi professionisti italiani. Professionisti - continua Billè - che hanno vinto la loro sfida sulla competitività e sulla professionalità, e questo giocando 'in campo avverso': fuori casa - sottolinea - vale doppio''. Adesso l'Italia ''ha il dovere di progettare questo marchio, per fornire un legame di maggior sostanza'' tra i rappresentanti della cultura gastronomica italiana all'estero ed il loro paese ''ma anche per assicurare qualcosa di assolutamente necessario: formare ulteriore personale per il progresso delle loro imprese. E' una sfida importante - conclude - dobbiamo fare tutti il massimo possibile''.
lunedì, dicembre 02, 2002
Il segnalibro dell'APCALEMANNO SULLA POLITICA ALIMENTARE
«La qualità è un patrimonio culturale»
Il Tempo, domenica 1 dicembre 2002
BASTA con il distorto stereotipo italiano-spaghetti: per l'agroalimentare di qualità arriva la rivincita e il riconoscimento di patrimonio culturale. A dare il via alla battaglia per la giusta collocazione internazionale dei prodotti tipici italiani è stato il ministro delle Politiche agricole Alemanno, convinto che «l' Italia deve riuscire a riconoscere l'enogastronomia e la produzione agroalimentare come uno degli aspetti del proprio grande patrimonio artistico e culturale». L'occasione per lanciare la nuova campagna è venuta dalla manifestazione «Culinaria - Il gusto dell'identità», organizzato dal ministero proprio per valorizzare la cultura enogastronomica italiana. «Per troppi anni - ha affermato Alemanno - siamo stati afflitti dallo stereotipo italiano-spaghetti come una sorta di offesa alla nostra identità nazionale. Oggi c'è la grande rivincita: la dieta mediterranea, la cucina italiana, il patrimonio agroalimentare del nostro Paese vengono riconosciuti come i migliori al mondo». Ma, come ha messo in guardia il ministro, non bisogna riposare su questo. Bisogna invece investire culturalmente ed economicamente.
Il segnalibro dell'APCGastronomia: Alemanno, cultura promuoverà cucina nel mondo
Roma, 2 dic. (Adnkronos) - Nel 2003 partirà una rete di istituti di cultura che si diffonderanno in tutto il mondo e che punteranno alla promozione del marchio italiano nel settore agroalimentare. Obbiettivo della rete è quello di ''abbinare la cultura italiana al settore enogastronomico''.
E' il ministro dell'Agricoltura, Gianni Alemanno, ad annunciare nel corso del convegno 'Culinaria: il gusto dell'identità' l'iniziativa che il dicastero ha deciso di far partire dall'anno prossimo creando una task force.
''Il ministero - spiega Alemanno - si deve dotare di una struttura decisionale forte in cui chi è qualificato detti le regole. In occasione della presidenza italiana all'Ue, lanceremo il marchio dei ristoranti italiani nel mondo e faremo i primi tentativi di promozione mirata all'agroalimentare promossi dagli istituti di cultura'' spiega il ministro. In questa fase, con la presidenza italiana, sottolinea Alemanno ''noi dobbiamo invadere tutta l'Unione europea, e in particolare il Belgio come sede dell'Ue, con questa promozione. Utilizzeremo tutti i canali a disposizione''.
Occorre contrastare, aggiunge il ministro Alemanno, anche l'idea che ''l'enogastronomia sia elitaria, non si devono garantire a pochi gusti eccellenti''. Ma bisogna invece permettere al cittadino comune
''di accedere a questi valori. Ci deve essere una diffusione che sia veramente popolare''.
Ciò vuol dire applicare il principio di sussidiarietà ''anche alle grandi decisioni che tutelano agroalimentare ed enogastronomia, ovvero integrare la pubblica amministrazione con la partecipazione attiva dei più qualificati soggetti che rappresentano questa cultura e questa produzione. Infine, bisogna affrontare il grande impegno negoziale del 2003 difendendo in Europa e nel mondo la produzione di qualità. Da gennaio - conclude Alemanno - ''entrerà nel vivo la revisione di medio termine della politica agricola comune che deve attuare una vera riforma nel segno della qualità. In autunno invece terminerà Doha round del Wto, in cui dobbiamo ottenere che in tutto il mondo vengano riconosciute le denominazioni di origine protette a livello europeo''.
Il segnalibro dell'APCPROMOZIONE DEL MADE IN ITALY
Gli istituti culturali vetrina dell'agroalimentare
La Stampa, 1 dicembre 2002 - Gli istituti di cultura italiani che hanno sede nei vari paesi del mondo promuoveranno nel 2003 i prodotti tipici del patrimonio alimentare italiano. Ad annunciare il connubio tra cultura ed enogastronomia è stato il ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno, nell'ambito della manifestazione "Culinaria, il gusto dell'idendità", promossa dallo stesso ministero.
domenica, dicembre 01, 2002
Il segnalibro dell'APCProtezione della Privacy
Dal n. 10 di Internet News di novembre 2002
Rubrica: Community Posta – Risponde Ernesto Damiani internetnews@tecnichenuove.com
(omissis) Lavoro in una media azienda e mi sono trovato in contrasto con l’amministratore, che pretende di conoscere la password del mio computer in modo tale da potervi accedere “qualora io non ci sia”. Il fatto è che l’amministratore, accedendo al mio computer potrebbe avere accesso anche alla mia posta e non ritengo che sia una cosa giusta. E’ ovvio che non ho niente da nascondere, ma a me pare un fatto di semplice violazione di privacy. Qual è il giusto atteggiamento da adottare nei confronti dell’amministratore? Posso in qualche modo proteggere solo la posta consentendo all’amministratore l’accesso al personal computer?
Lettera firmata
Risposta di Ernesto Damiani
Dal punto di vista strettamente giuridico, temo proprio che l’amministratore di rete abbia ragione. Una recente sentenza del Giudice per le indagini preliminari di Milano dice testualmente: “Il datore di lavoro ha diritto a entrare nella casella di posta elettronica in uso al lavoratore e di leggere i messaggi in entrata e in uscita, dopo averne lecitamente acquisito la password, che ha come esclusiva finalità non quella di proteggere la segretezza dei dati personali contenuti negli strumenti a disposizione del singolo lavoratore, bensì solo quella di impedire che ai predetti strumenti possano accedere persone estranee alla società”. Personalmente, invece di tentare di impedire l’accesso al suo computer, le consiglio di dare di buon grado la password all’amministrate e di dotarsi invece di un programma per la crittografia della corrispondenza, che potrà usare liberamente con l’assenso della direzione aziendale, riservandosi di riportare le su e-mail in chiaro se e quando le sarà esplicitamente richiesto dall’azienda.
IL SEGNALIBRO DELL'APC AUGURA AGLI AFFEZIONATI LETTORI BUONE FESTE!