venerdì, gennaio 31, 2003
Il segnalibro dell'APCModa: Donatella Dini, l'orgoglio del Made in Italy
Roma, 31 gen. (Adnkronos) - ''Sono orgogliosa di rappresentare il made in Italy nel mondo. I nostri stilisti sono amati ed apprezzati. Rappresentano uno status symbol. Mi dispiace non essere stata a Roma per le sfilate di Alta Moda. Faccio i miei complimenti a Stefano Dominella ed esprimo tutta la mia ammirazione nei suoi confronti. Spero di poter partecipare al defilé di luglio''.
E' quanto ha affermato Donatella Dini, ''pendolare'' per lavoro a Londra, a chiusura delle sfilate di Alta Moda romane. ''Nel campo della moda sono un infedele - ha detto Donatella Dini - Amo Valentino, Capucci, Cavalli, Raffaella Curiel, alla quale sono legata da una lunga amicizia. Mi piacciono anche i giovani come Marco Coretti. Uno stilista raffinato che sa esprimere al meglio il mio stile. Mi vesto in modo classico, con un tocco di glamour''.
Sollecitata ad esprimere un parere sulla moda, la consorte dell'ex presidente del Consiglio ha osservato: ''Un modo di vivere e di pensare. Ci si veste secondo il proprio lavoro e le proprie abitudini, ma soprattutto il proprio stile. Accanto a mio marito, per motivi istituzionali, ho sempre rappresentato il nostro made in Italy. I consensi sono sempre giunti graditissimi''.
giovedì, gennaio 30, 2003
Il segnalibro dell'APCESTERI/ VERSO LA RIFORMA DELLA FARNESINA: APPROVATO ALL’UNANIMITA’ DALLA CAMERA IL PROVVEDIMENTO DI MODIFICA E INTEGRAZIONE DELL’ORDINAMENTO DEL MAE
ROMA\ aise\30 gennaio 2003 - Con 339 voti a favore, solo 2, sembra per errore, contrari, e 9 astensioni , la Camera ha oggi approvato all’unanimità il provvedimento che apporta "Modifiche ed integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, recante ordinamento del Ministero degli affari esteri" (2788).
Si tratta, in sostanza, di una riforma minore in attesa della più grande e definitiva che, come già ricordato dal Presidente del Consiglio Berlusconi e da più parti sottolineato, richiederà numerosi passaggi legislativi e, quindi, tempi di attuazione più lunghi. Nonostante ciò il provvedimento, approvato quest’oggi, introduce una serie di modifiche particolarmente significative e rilevanti nell'ordinamento del Ministero degli Affari Esteri, quali, ad esempio, l’istituzione delle sezioni distaccate delle nostre rappresentanze all'estero, la riconduzione degli Istituti Italiani di Cultura nell'ambito dell'attività del Ministero, nonché alcune norme finalizzate alla facilitazione del voto degli italiani all'estero e ad una maggiore dinamicità delle norme riguardanti la progressione in carriera del personale diplomatico. (aise)
ESTERI/ IL MINISTRO FRATTINI ILLUSTRERA’ IL PIANO DI COMUNICAZIONE DEL MAE PER IL 2003/ AMBASCIATE CONSOLATI E ISTITUTI DI CULTURA IN PRIMO PIANO
ROMA\ aise\30 gennaio 2003 - Il Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, ha annunciato quest’oggi che lunedì, 3 febbraio, alle ore 13.00, incontrerà la stampa alla Farnesina per illustrare il piano di comunicazione del Ministero degli Affari Esteri per il 2003. Il piano costituisce uno strumento operativo fondamentale in un'amministrazione quale il Ministero degli Esteri, strutturata con una capillare presenza in tutto il mondo attraverso una rete di circa 350 sedi tra Ambasciate, Consolati e Istituti di cultura. In particolare il piano prevede interventi su tre linee guida: migliorare i servizi offerti dal Ministero ai cittadini e alle imprese; valorizzare l'identità italiana; promuovere il ruolo dell'Italia durante il semestre di Presidenza dell'Unione europea. Questi obiettivi saranno perseguiti sia potenziando la comunicazione interna, strumento essenziale di informazione e formazione dei dipendenti, sia con azioni di comunicazione esterna in relazione diretta con il pubblico e in contatto con i mezzi di informazione. (aise)
Il segnalibro dell'APCCAMERA: LA 'RIFORMINA' DELLA FARNESINA VOTATA OGGI
AMBASCIATE POSSONO APRIRE SEDI DISTACCATE
(ANSA) - ROMA, 30 GEN - Sara' piu' capillare la presenza
diplomatica dell'Italia nei paesi esteri, cosa che permettera'
di rispondere meglio alle esigenze poste dai visti e da quelle
del voto degli italiani all'estero. E' questo uno dei principali
scopi della cosiddetta ''riformina'' del ministero degli Esteri
approvata oggi dalla Camera, che prevede la possibilita' di
istituire ''sezioni distaccate'' delle ambasciate principali,
nei paesi limitrofi dove l'Italia non e' presente.
Attualmente, l'Italia in alcuni paesi non e' presente
direttamente con proprie ambasciate, ma si appoggia a quelle di
altre nazioni dell'Ue, come Francia e Gran Bretagna. Con la
legge licenziata dalla Camera si prevede la possibilita' che
un'ambasciata italiana apra una sezione distaccata in un paese
limitrofo, cioe' una struttura piu' leggera con meno personale e
con costi molto piu' contenuti.
Un'altra importante innovazione riguarda gli Istituti
italiani di cultura all'estero: faranno parte a pieno titolo
dell'amministrazione del ministero degli Affari esteri.
Per quanto riguarda invece i consolati, la legge attribuisce
ad essi un nuovo compito istituzionale, quello relativo al voto
degli italiani all'estero.
Gli scopi della legge, quelli di rendere piu' flessibile e
piu' dinamico lo strumento diplomatico e di prepararlo ad
ulteriori compiti, e' evidenziato da altre norme: viene
istituita una indennita' per le lingue poco conosciute, per
stimolare soprattutto i giovani diplomatici a imparare idiomi di
paese che solo recentemente sono diventati partner privilegiati
dell'Italia.
Inoltre viene istituita un'aspettativa per motivi di studio
per il personale diplomatico. Essa e' importante non solo per
l'apprendimento di nuove lingue, ma soprattutto per la
preparazione tecnico-culturale in vista di nuovi compiti che
attendono i nostri ambasciatori quando partira' la ''Grande
riforma'' della Farnesina: quella di promuovere anche gli
interessi economici dell'Italia all'estero.
Ci sono poi una serie di norme amministrative che rendono
piu' flessibile l'impiego del personale diplomatico, o altri
incentivi per favorirne la mobilita': ad esempio viene
equiparato, ai fini della carriera, il servizio prestato presso
organizzazioni internazionali a quello prestato presso le
ambasciate tradizionali. Equiparazione inevitabile visto
l'espandersi delle sedi multilaterali, e vista l'importanze che
queste vanno assumendo. (ANSA).
giovedì, gennaio 23, 2003
Il segnalibro dell'APCPinocchio: Pdl di An per farne il simbolo del Made in Italy
Roma, 23 gen. (Adnkronos) - Pinocchio come simbolo del made in Italy nel mondo. E' quanto prevede una proposta di legge presentata dal deputato toscano di Alleanza nazionale Riccardo Migliori e sottoscritta da 50 parlamentari di tutti gli schieramenti politici.
''Pinocchio - spiega Migliori, che oggi ha presentato l'iniziativa insieme a Pierfrancesco Bernacchi, segretario della Fondazione nazionale Carlo Collodi - è simbolo universale del successo dell'Italia nel mondo grazie al suo nome non traducibile ed alla sua fisionomia inimitabile, caratteristiche che conferiscono al burattino di Collodi un'italianità totale''.
La proposta di legge riconosce l'icona di Pinocchio corrispondente al marchio depositato 'Pinocchio di C. Collodi TM' quale simbolo del made in Italy, prevedendo finanziamenti pari a 50 milioni di euro per attività promozionali che utilizzeranno il simbolo del burattino-bambino più noto del mondo.
I dati, sostengono i promotori dell'iniziativa, indicano chiaramente quale sia il successo di Pinocchio nel mondo: la Biblioteca Collodiana, ad esempio, ha raccolto libri di Pinocchio provenienti da 67 paesi, tradotti in 87 lingue e illustrati da oltre 700 disegnatori.
Secondo stime recenti, il libro di Pinocchio è stato tradotto in ben 247 lingue ed illustrato da oltre 1.000 disegnatori. Pinocchio, dicono ancora i promotori dell'iniziativa, forse con un pò di enfasi, è il libro più stampato del mondo dopo la Bibbia ed il Corano. Dal 1881 Pinocchio è conosciuto con lo stesso nome ovunque. Il Parco di Pinocchio a Collodi, in Toscana, viene visitato ogni anno da 200 mila persone, delle quali il 20% straniere.
martedì, gennaio 21, 2003
Il segnalibro dell'APCGli italiani che “sfondano” all’estero
Libri/ Da Pavese alla Fallaci sono molti i nostri autori tra i più pubblicati nel mondo
Il Giornale di Calabria, 21 gennaio 2003
Alessandro Baricco, Umberto Eco, Dacia Maraini. Ma anche Oriana Fallaci, che con La rabbia e l'orgoglio, tradotto in quasi tutte le lingue, svetta nel panorama degli autori italiani più pubblicati all'estero. Tuttavia, la Fallaci non ha ancora raggiunto i livelli di popolarità di Umberto Eco, che con Il nome della rosa ha venduto 16 milioni di copie in tutto il mondo - un dato che non tiene conto dei quattro milioni di copie venduti nel nostro paese. Tra gli autori italiani non più in vita, Alberto Moravia, Cesare Pavese e Leonardo Sciascia continuano a riscuotere un notevole successo in terra straniera. Lo conferma al Velino Edwin Frank, il direttore della New York review of books, una tra le più diffuse riviste letterarie pubblicate in inglese. "Proprio così: metterei al primo posto Moravia, al secondo Sciascia, al terzo Pavese. Dopo il successo di The wine-dark sea (la traduzione del Mare colore del vino, ndr), che abbiamo proposto un anno fa, abbiamo deciso di pubblicare anche Il giorno della civetta e L'affare Moro: usciranno l'anno prossimo". Ma da cosa dipende la popolarità di questi scrittori? "Da noi c'è un'attrazione particolare per la Sicilia, cui si unisce una forte propensione per i gialli. Per questo Sciascia piace tanto". La fortuna dello scrittore siciliano, particolarmente apprezzato negli Stati Uniti, non riesce a oscurare quella di Alberto Moravia, i cui libri restano i più diffusi in quasi tutto il mondo. Gli indifferenti, Viaggio a Roma, Il conformista, La romana, La cosa e altri racconti, Agostino, 1934 sono i titoli dei libri più letti, dalla Russia al Giappone, dagli Stati Uniti alla Corea. Tra i classici destinati ad avere lunga vita ci sono Il gattopardo e Dottor Zivago (i cui diritti sono ceduti da Feltrinelli), molto popolari in Brasile e in Argentina. Tra gli autori contemporanei fa breccia Alessandro Baricco: la Rizzoli ha piazzato i diritti di Seta, oceano e mare e di Castelli di rabbia in poco meno di 40 paesi, dalla Gran Bretagna all'India. Stesso successo per Marianna Ucrìa di Dacia Maraini, distribuito in una ventina di nazioni. Può essere invece fatto risalire all'indole chiusa e riservata dei giapponesi, invece, il particolare apprezzamento che i lettori del sol levante hanno dimostrato nei confronti di Timidezza, scritto dallo psichiatra Fausto Manara e lanciato in Oriente da Sperling & Kupfler. Che ha piazzato in dodici paesi anche il giallista sardo Marcello Fois. Suscitano interesse titoli che riguardano la santa sede e il papa: L'erede e Conclave di Roberto Pazzi - editi da Frassinelli in Italia - sono penetrati nel mercato letterario estero, specialmente quello statunitense: a New York l'autore ha ricevuto il premio Zerilli-Merimò. Ha un grande successo negli Usa (e non solo: è tradotto in 16 lingue) anche il russo Boris Akunin, di cui Frassinelli detiene i diritti mondiali. Per poter pubblicare i libri di Akunin, la Random House ha dovuto sborsare 500 mila dollari. La nota casa editrice americana ha anche acquisito i diritti per la pubblicazione di Incantesimi, di Laura Ferri, pubblicato in Italia da Feltrinelli. Si prevede un successo anche per Simonetta Agnello Hornby, l'autrice italiana trapiantata a Londra, i cui diritti sono stati già venduti, prima che il libro uscisse nel nostro paese, negli Stati Uniti e in gran parte dell'Europa. Continuano a conquistare il pubblico straniero anche Stefano Benni e Antonio Tabucchi. (elb)
venerdì, gennaio 10, 2003
Il segnalibro dell'APCCULTURA ITALIANA ALL’ESTERO/ BUDGET DIMEZZATO PER GLI ISTITUTI ITALIANI DI CULTURA ALL'ESTERO: ANCORA NESSUNA SMENTITA DAL MAE
ROMA\ aise\10 gennaio 2003 - Sino ad ora il Ministero degli Affari Esteri non ha replicato alla notizia del “Budget dimezzato per gli Istituti di cultura italiani all'estero” pubblicata l’8 gennaio, sul quotidiano “Il Riformista”. Ecco il testo del quotidiano sul quale si è appresa la notizia. "Nuovo corso per la cultura italiana nel mondo, anche se è un "corso" un po' povero. Il MAE ha diffuso una nota riservata a tutti gli Istituti italiani di cultura nel mondo specificando che, a partire dal 2003, le iniziative che sosterranno dovranno essere indirizzate soprattutto alla diffusione e al sostegno dell'immagine produttiva del nostro paese. Insomma: vendere, vendere, vendere! Attitudine non esattamente di pertinenza delle nostre ambasciate culturali nel mondo. Ma non è questo il vero nodo della questione: il guaio è che per raggiungere il loro risultato (che è come dire il loro fatturato), queste piccole-grandi aziende avranno a disposizione un budget dimezzato, come previsto dalla legge finanziaria appena, faticosamente approvata. In molti casi, il taglio dei finanziamenti 2003 agli Istituti, infatti, raggiunge il 50%". (aise)
Il segnalibro dell'APCFarnesina: Frattini incontra presidenti Regioni
Roma, 9 dic. (Adnkronos) - Il ministro degli Affari Esteri Franco Frattini insieme al ministro per gli Affari Regionali, Enrico La Loggia, ha incontrato oggi alla Farnesina i presidenti delle regioni e delle province autonome italiane.
L'incontro, spiegano alla Farnesina, rappresenta il segno di una novità istituzionale nei rapporti tra ministero degli Affari Esteri e regioni. Frattini ha sottolineato l'importanza di avviare, sin dagli inizi del suo mandato agli Esteri, un sistematico scambio di opinioni e riflessioni con i presidenti sulle prospettive e il potenziamento della collaborazione nelle attività di rilievo internazionale, nel comune interesse dello sviluppo del ''Sistema Italia''.
L'incontro ha fornito l'occasione per individuare, alla luce della riforma del Titolo V della Costituzione
e del disegno di legge per l'attuazione del nuovo dettato costituzionale sulle regioni (c.d. ddl La Loggia), le linee del percorso comune per proiettare efficacemente il ''Sistema Italia'' verso l'estero, attraverso modelli industriali, culturali, di sviluppo degli investimenti in altri paesi.
In questa prospettiva, il ministro Frattini ha messo a disposizione delle regioni e delle province autonome strumenti e competenze della Farnesina per una fattiva collaborazione. Tra questi, il Ministero ha istituito l'Unità per le Regioni, quale interfaccia permanente per promuovere il flusso di informazioni nei due sensi; ha destinato presso alcune regioni dei consiglieri per le attività internazionali; ha finanziato un apposito programma di formazione internazionale presso l'Istituto diplomatico.
Frattini ha poi sottolineato l'intenzione di valorizzare al massimo, nel rapporto con le amministrazioni regionali, le capacità della rete diplomatico-consolare italiana all'estero che può sin da ora essere identificata come essenziale punto di riferimento per l'azione internazionale delle regioni.
Da parte sua il Ministro La Loggia si è impegnato a convocare due riunioni della Conferenza Stato-Regioni, con la partecipazione anche del Ministro degli Esteri, dedicata ad argomenti di particolare rilievo: i lavori della Convenzione europea e il semestre di presidenza italiana dell'Unione europea che inizierà il primo luglio 2003.
Il segnalibro dell'APCFrattini incontra le organizzazioni sindacali del Ministero degli Esteri
Inform n. 5, 10 gennaio 2003
ROMA - Il Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini ha incontrato il 9 gennaio alla Farnesina le organizzazioni sindacali del Ministero, Cgil, Cisl, Uil, Sndmae, Dirstat, Flp, Ugl, Sicis-mae e Cisal. Sono state esaminate le principali questioni relative al funzionamento del
Ministero e della rete diplomatico-consolare all’estero.
E’ stata sottolineata l’importanza della semplificazione amministrativa e della formazione del personale, in un quadro di rinnovata centralità del Ministero degli Esteri. E’ stata inoltre ricordata la necessità di una visione omogenea della riforma del Ministero, per valorizzare in pieno le opportunità della internazionalizzazione delle imprese e della promozione della cultura italiana all’estero e lo strumento della cooperazione allo sviluppo. (Inform)
mercoledì, gennaio 08, 2003
Il segnalibro dell'APCBudget dimezzato per gli Istituti di cultura italiani all’estero
il Riformista, 8 gennaio 2003
Nuovo corso per la cultura italiana nel mondo; anche se è un “corso” un po’ povero. Il ministero per gli Affari esteri ha diffuso una nota riservata a tutti gli Istituti italiani di cultura nel mondo specificando che, a partire dal 2003, le iniziative che sosterranno dovranno essere indirizzate soprattutto alla diffusione e al sostegno dell’immagine produttiva del nostro paese. Insomma: vendere, vendere, vendere! Attitudine non esattamente pertinente delle nostre ambasciate culturali nel mondo. Ma non è questo il vero nodo della questione: il guaio è che per raggiungere il loro risultato (che è come dire il loro fatturato), queste piccole-grandi aziende avranno a disposizione un budget dimezzato, come previsto dalla legge finanziaria appena, faticosamente approvata. In molti casi, il taglio dei finanziamenti 2003 agli Istituti, infatti, raggiunge il 50%.
