lunedì, marzo 31, 2003
Il segnalibro dell'APCCONFERENZA DIRETTORI ISTITUTI ITALIANI DI CULTURA/ URSO BACCINI MANTICA E VATTANI : LA CULTURA MATERIA PRIMA PER L'ITALIA
ROMA\ aise\31 marzo 2003 - La Ferrari pluricampione del mondo di Formula1, l'Oscar di Federico Fellini, e tanti altri simboli dell'Italia vincente nel mondo hanno fatto da scenario ideale alla Conferenza dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura all'Estero, i cui lavori, aperti oggi 31 marzo proseguiranno sino al 2 aprile alla Farnesina.
I responsabili degli 88 (sulla carta sarebbero 93) Istituti sono stati accolti da un saluto del Ministro degli Esteri Franco Frattini e da brevi indirizzi di saluto del Vice Ministro per attivita' produttive, Adolfo Urso, dei Sottosegretari Mario Baccini - Presidente della Commissione Nazionale promozione Cultura Italiana all'estero - e Alfredo Antica, del Presidente degli Assessori Regionali alla Cultura Gian Piero Leo e del Direttore Generale per la Promozione e Cooperazione Culturale, Francesco Aloisi di Larderel.
Le risorse naturali, per l'Italia, non sono le materie prime, che non ha, ma la storia, l'identità culturale. Quindi la nostra unica materia prima e' la "proprietà intellettuale". Per un Vice Ministro alle Attività Produttive con delega per il Commercio Estero l'equazione produzione di cultura uguale esportazione di cultura era inevitabile. E Adolfo Urso non l'ha evitata, forte di una convinzione di base: quando si parla di prodotti doc si identificano gli interessi di una nazione e il diritto di proprietà intellettuale - che il prodotto doc di cui l'Italia possiede i maggiori "giacimenti" - non appartiene ad un singolo ma appartiene alla comunità. Quando si promuove la cultura italiana nel suo complesso si promuove così l'Italia nel suo complesso. Una promozione, ha ricordato a sua volta il Sottosegretario agli esteri Mario Baccini, di cui si è fatta punto di riferimento, da due anni a questa parte, la Commissione Nazionale per la promozione della Cultura italiana all'estero. Dobbiamo individuare le eccellenze nazionali, come un unico prodotto culturale di supporto alla nostra politica estera, altrimenti basterebbero le università, ha sostenuto Baccini. Il quale, partendo da una domanda provocatoria - gli istituti di cultura servono o on servono? - , ha subito risposto, se servono - e servono - allora dobbiamo, innanzitutto, un primo obiettivo nella valorizzazione del personale degli Istituti. Ciò che si può fare rimodellando la legge 401. I nostri direttori degli ICC - ha quindi rilevato, Baccini - hanno obbiettivi sui quali stanno lavorando bene. Con la settimana della lingua italiana, per esempio, si sta riscoprendo, nel mondo, il gusto di parlare l'italiano.
Allora, questa e' un'occasione per fare delle riflessioni sull'Italia nel mondo, ha sostenuto, da parte sua il Sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, per il quale, l'impegno, difficile ma al tempo stesso entusiasmante, dei direttori degli istituti può incidere notevolmente per "imporre" l'Italia nel mondo, giocando sul ruolo determinante dell'identità culturale, così ricca, forte, radicata, che rappresenta un patrimonio di immenso valore nella politica estera. In questo, un'attività cruciale degli Istituti all'estero e' quella di coinvolgere le comunità italiane all'estero all'interno delle attività degli istituti stessi. Un tema, questo, trattato anche dal Vice Ministro Urso, il quale aveva sottolineato l'importanza della riscoperta della lingua italiana, anche in tarda età, da parte dei figli dei nostri emigrati , citando il caso del Ministro dell'industria brasiliano Furlan, che ha imparato grazie ad un Istituto italiano di cultura, la nostra lingua in età matura.
Chiamato in causa dal Sottosegretario Baccini, che aveva parlato della cultura come supporto del semestre di presidenza italiana nell'UE e di come la Farnesina, in questa direzione, si stesse già movendo con ottimi risultati, il capo della Rappresentanza Diplomatica permanente italiana presso l'Unione Europea, Umberto Vattani, ha definito la Farnesina una realtà aperta al mondo esterno disposta ad accogliere consigli. Intanto, ha ricordato Vattani, in questo momento si svolgono due fenomeni : si lavora di squadra e si lavora in rete. Con 140 ambasciate, altrettanti tra consolati e uffici consolari, 88 istituti di cultura e, 76 cattedre di italiano e 2.257 lettorati, quella italiana all'estero rappresenta davvero una rete potente ed e' logica che venga utilizzata al meglio.
Gli strumenti di oggi, ha notato ancora Vattani, ci consentono di raggiungere gli obiettivi più ambiziosi, se solo riusciamo sfruttare la nostra rete e a lavorare di squadra, rafforzando il sistema cultura più impresa. Questo convegno, intanto, già dimostra che il MAE si apre all'esterno a cercare stimoli e collaborazioni nuovi. (aise)
CONFERENZA DIRETTORI ISTITUTI ITALIANI DI CULTURA/ ALOISI DI LARDEREL: UNA RIFORMA DELLA PROMOZIONE CULTURALE TANTO PIU' FORTE SE INTEGRATA CON IL RIORIENTAMENTO DELLE ATTIVITA' DEL DI TUTTO IL MINISTERO
ROMA\ aise\31 marzo 2003 - L'intento del Ministro di focalizzare l'attenzione su un settore, come quello della politica culturale italiana all'estero va salutato con grande favore, così come sono da condividere le considerazioni sull'importanza della promozione della lingua italiana nell'ambito delle rapporti internazionali dell'Italia e per la sua stessa politica internazionale. Sono questi i questi concetti con cui il Direttore Generale per Promozione e Cooperazione Culturale del MAE, ambasciatore Aloisi di Larderel, rivolgendosi al Ministro degli Esteri Frattini, ha esordito nel suo intervento alla Conferenza dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura all'Estero, in corso alla Farnesina sino a mercoledì 2 aprile.
"Ne sono lieto - ha sottolineato l'Ambasciatore Aloisi - perché non sempre è stato così". Infatti, ha ricordato Aloisi, riferendosi alla DGPCC, che "solo recentemente si è acquisito alla Farnesina "una nuova consapevolezza della sua importanza" ed è quindi "giunto il momento di trarne le conseguenze".
L'Ambasciatore Aloisi ha fornito, poi, alcuni lusinghieri dati: "i nostri Istituti (98 sulla carta, 88 in realtà) hanno in programma quest'anno 2.900 iniziative. Insegniamo l'italiano a 55 mila studenti stranieri negli stessi Istituti, a oltre 30 mila nelle nostre 287 istituzioni scolastiche; manteniamo circa 384 cattedre di lingua e letteratura italiana, seguiamo innumerevoli programmi di cooperazione universitaria con l'estero, di ricerca scientifica o tecnologica, di scavi e restauri archeologici". Tutto ciò, ha ricordato per inciso Aloisi, ci da una posizione di prestigio nell'UNICEF, dove puntiamo alla rielezione nel Comitato Esecutivo.
Se è vero, ha poi detto Aloisi, che "esistono opportunità per fare molto, moltissimo, di più", è anche vero "che con le risorse umane e finanziarie di cui disponiamo l'attività che si realizza sul campo è quasi stupefacente", anche se, ha aggiunto, "un numero eccessivo di obiettivi" comporta il "costante rischio che ne soffra la qualità della nostra azione". Proprio per questo, ha detto poi il Direttore della DGPCC, "confido che uno degli effetti di questa conferenza sarà anche quello di far percepire, in sede politica ed all'opinione pubblica informata, l'importanza di questo settore nelle relazioni internazionali del Paese".
L'appello del Ministro Frattini ad una più puntuale integrazione della politica culturale all'estero, ha detto Aloisi, è stato ben colto, visto che "si tratta di una delle principali preoccupazioni dell'Amministrazione, che ha ben presente tutte le implicazioni che le relazioni culturali hanno per la nostra politica con l'estero, per i nostri rapporti economici, per i rapporti con le nostre collettività". E, ha rilevato Aloisi, "il progetto per la creazione di una Fondazione a partecipazione pubblico/privata per la promozione della cultura italiana all'estero, ne è solamente uno degli esempi". E, per quanto attiene alla forte modernizzazione evocata dal Ministro Frattini, "i primi passi concreti - assicura il Direttore della DGPPC - sono già in corso di attuazione", anche se occorre, per questo obiettivo, "un forte aggiornamento da parte di tutti, se non una rivoluzione culturale". Così come, in ordine al coordinamento organico con le altre Amministrazioni, esso, rileva Aloisi, "è già avviato ed è soddisfacente per quanto riguarda gli interlocutori pubblici e privati direttamente legati al mondo della cultura e della lingua italiana", mentre "occorre un deciso sforzo per svilupparlo con gli interlocutori del mondo dell'economia e dell'emigrazione". Ogni sforzo, poi, assicura l'Ambasciatore Aloisi, "verrà fatto per tradurre in pratica le indicazioni" del Ministro Frattini, "avvalendoci anche dei risultati del dibattito che sta per aprirsi. Mi è ben chiaro che si tratta di indicazioni che valgono sia per lo viluppo dell'attività sul campo, che per la messa a punto della nuova legge che sostituirà la legge 401 del '90".
"Ciò che mi consente di dire - ha quindi concluso Aloisi di Larderel - che la riforma che Ella", Ministro Frattini, "propone della promozione culturale avrà radici tanto più forti se potrà integrarsi con gli altri progetti di ri-orientamento e di riforma delle attività di tutto il Ministero, ispirate a principi simili a quelli da Lei indicati". (v.c.\aise)
CONFERENZA DEI DIRETTORI DEGLI ISTITUTI ITALIANI DI CULTURA/ ‘L’IMMAGINE DELL’ITALIA’ NEL MONDO IL TEMA DELLA TAVOLA ROTONDA MODERATA DA MICHELE MIRABELLA
ROMA\ aise\31 marzo 2003 - Si sono aperti questa mattina, lunedì 31 marzo, i lavori della Conferenza dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura, presso il Ministero degli Affari Esteri, che proseguiranno fino a mercoledì 2 aprile.
"Primaria e non secondaria è la promozione della creatività italiana nella politica estera del nostro Paese". Queste le prime parole pronunciate da Ferdinando Adornato (Presidente della Commissione Cultura, Scienza ed Istruzione della Camera), chiamato ad introdurre, nella Sala delle Conferenze Internazionali della Farnesina, la Tavola Rotonda sul tema L’immagine dell’Italia.
Sotto lo sguardo vigile del Ministro Franco Frattini, che non ha mai abbandonato la Sala ed ha seguito con attenzione il dibattito svoltosi tra gli intellettuali e alcuni direttori di IIC, l’Onorevole Adornato ha tenuto a specificare l’importanza del lavoro svolto dagli Istituti e dai loro direttori, un lavoro spesso “oscuro, faticoso, contro corrente e sconosciuto ai più”. Per questo sarebbe importante renderlo noto. L’intervento di Adornato ha in qualche modo anticipato i temi poi affrontati e approfonditi dai presenti: dalle poche risorse economiche a disposizione alla necessità di un coinvolgimento dei privati, dalla concezione militante tra politica e cultura all’importanza cruciale della creatività italiana, dai grandi geni del passato alla difesa delle culture nazionali, dagli stereotipi negativi all’italianità, dal Made in Italy fino alla Cultura tutta. Due ‘sassolini’ ha lanciato Ferdinando Adornato ai presenti concludendo il suo intervento: "il Made in Italy non è solo automobilismo, moda o calcio, il Made in Italy deve essere considerato l’insieme della nostra produzione, che siano la poesia, l’arte, la musica, il cinema o il parmigiano reggiano".
"La Cultura – ha concluso - in Italia ha chiesto molto allo Stato in termini di assistenza. Poco ha chiesto in relazione alla sua promozione all’estero. E’ importante cominciare a pensare in termini di promozione nazionale e internazionale del Talento posseduto dal nostro Paese".
Dopo un breve saluto del Sottosegretario Boniver, a prendere le redini è stato Michele Mirabella, professore noto al pubblico per le sue trasmissioni televisive, che con verve ed umorismo ha coordinato gli interventi dei presenti. "Possiamo parlare – ha detto Mirabella in apertura riferendosi alle parole del Presidente Adornato - di una grande fatica intellettuale, di una militanza, da parte di chi lavora negli IIC. Nel dibattito che ci prepariamo ad affrontare, per comprendere meglio quale è l’Immagine dell’Italia nel mondo, ci imbatteremo nello stereotipo. L’Italia, Paese di Santi e navigatori, sarti e meccanici, gli italiani molto simpatici…".
"L’Immagine dell’Italia e l’immagine degli italiani non coincidono". Questo l’esordio di Omar Calabrese. Secondo il professore negli ultimi anni abbiamo vissuto un’evoluzione che ha portato ad un senso di inaffidabilità nei confronti dell’Italia, mentre a cambiare in positivo è stata la percezione degli italiani, lampante l’esempio fatto dallo stesso calabrese, "se un tempo ‘macaronì’ in Francia aveva un accezione negativa, oggi significa ‘ricchezza’". Calabrese ha apportato alla discussione una serie di critiche costruttive. Riconoscendo il patrimonio culturale italiano, l’importanza del Rinascimento (ndr. Spesso citato dai presenti oggi), continuare a parlare dell’Italia in termini del suo aureo passato può voler dire non mostrare e non vedere ciò che di buono viene prodotto oggi. L’Italia è anche un Paese moderno, evidenzia Calabrese, "una cattiva percezione – ha detto – non permette di valorizzare le capacità degli italiani. Noi, per esempio, dimostriamo sempre di saper mediare con gli altri. La mediazione è nel nostro DNA perché non siamo un Paese, siamo una moltitudine, siamo molte cose insieme. Invece di cercare un’identità nazionale granitica dovremmo vantarci del nostro essere plurimi". Lucio Caracciolo si è invece concentrato sulla percezione che abbiamo e diamo del nostro essere italiani. "L’Immagine che abbiamo di noi – ha esordito infatti – corrisponde a quella che gli altri hanno di noi". Negli ultimi anni, ha chiarito siamo fermi sia demograficamente, sia economicamente, offriamo una percezione di noi, che vive sulla rendita del patrimonio prodotto dai nostri avi. All’affermazione conclusiva di Caracciolo "l’Italia ha una grande difficoltà: rendersi antipatica. Preferisce essere considerata un Paese di simpatici, gradevoli e piacevoli!" ha risposto immediatamente Alain Elkann (giornalista- scrittore e Consigliere per la diffusione della cultura italiana all’estero di Giuliano Urbani - Ministro per i Beni e le Attività Culturali), che ha detto "certo che uno dei difetti degli italiani è denigrare noi stessi!". "L’estero guarda all’Italia con grande interesse – ha sottolineato Elkann ai critici presenti – ciò che manca un po’ è il “Sistema Paese”, ma è proprio ciò a cui stiamo lavorando". Il nostro Made in Italy, viene ricordato dal Consigliere di Urbani, è richiestissimo. Su due livelli devono lavorare, secondo lui, gli Istituti Italiani di Cultura per rafforzare l’immagine italiana: l’insegnamento della lingua italiana nel mondo e fare in modo di vedere crescere il nostro potenziale di traduzione; il lavoro degli IIC va pensato per aree geografiche, va diversificato, non si può usare la stessa politica in tutto il mondo. Da Cina, India, Russia molte sono le richieste, che sopraggiungono (come la richiesta dei nostri restauratori in Cina), sono bacini e marcati nuovi che si stanno aprendo oggi, affascinati dal patrimonio, dalla storia e dal Made in Italy. Un piano diverso va ideato poi, secondo Elkann, in Usa e Inghilterra, dove lungo sarà il cammino della promozione degli Istituti. Nella nuova Europa che sta nascendo sarà, invece, interessante vedere quale ruolo culturale il nostro Paese assumerà.
Anche Mario Fortunato, Direttore dell’IIC di Londra, nel corso del suo intervento ha smentito alcune delle critiche fin qui effettuate, attraverso la sua esperienza in Inghilterra. "A Londra – ha esordito – in questi anni stiamo vivendo un crescente aumento delle richieste di apprendimento dell’italiano. Oggi a Londra abbiamo un problema di spazio insufficiente. Questo avviene perché molti riscoprono le proprie radici italiane e con esse la curiosità e la voglia di conoscere, senza vergognarsene come succedeva in passato, l’Italia, la lingua e la cultura delle origini". Fortunato ha evidenziato, poi, come all’estero siano in atto due percezioni diverse: la percezione della politica e la percezione della cultura. "La prima sottoposta a critica, discussione e duro confronto, la seconda non è e non può essere solo il Rinascimento o Tiziano, la cultura italiana è molto di più. Farla conoscere è complicato, non perché non esistano gli strumenti. I meccanismi vanno solo avvitati meglio. Esistono, per esempio, alcuni incentivi sconosciuti e non sfruttati, come Borse di studio, premi di traduzione…". In relazione ai luoghi comuni ed agli stereotipi, oggi tirati in ballo numerose volte, Fortunato sostiene che essi "hanno forza espressiva e reale. Sui luoghi comuni si può scherzare rivendicandoli e restituendoli. I luoghi comuni – conclude - appartengono più a noi che agli inglesi!".
Tra gli interventi più polemici di questa interessante ed affascinante tavola rotonda c’è da annoverare certamente quello del Prof. Ernesto Galli Della Loggia. "L’immagine dell’Italia all’estero è costituita – secondo Galli della Loggia – da quattro punti: la politica estera, i giudizi e gli stereotipi, identità e passato, capacità e qualità del paese (il Made in Italy)".
Alla domanda “Cosa sono gli IIC: propagandisti o articolazioni dello Stato?”. Galli Della Loggia risponde: "l’elemento politico- statale è fondamentale. Nei Paesi che contano la nostra storia politica è ignorata o streotipata, non corrispondendo alla realtà". La situazione, in termini di immagine, è andata peggiorando quando alla guida del Governo è salito il centro- destra. "All’estero – sostiene l’accademico - è nata un’immagine di negatività assoluta, che ha coinvolto il Paese. Improvvisamente, nell’immaginario straniero, i nemici della cultura sono arrivati al potere. Mai come oggi servirebbe ristabilire le priorità. Stilare una gerarchia, operare delle scelte, soprattutto perché le finanze sono poche. La politica dovrebbe assumersi il compito di indicare una leadership culturale. Oggi siamo di fronte ad un ‘caravan serraglio’ di idee, manca un coordinamento centrale di proposte e priorità, è il caos". A chiarire e riportare la discussione sul binario del ragionamento ci ha pensato l’Ambasciatore Aloisi de Lardarel, Direttore generale per la promozione e la cooperazione culturale della Farnesina, "Le vere priorità – ha così puntualizzato – si fanno Paese per paese, esse cambiano in base alla necessità locali. Esistono certo delle indicazioni generiche, che partono dal Centro, in apparenza confuse, che localmente diventano più precise, dettagliate e chiare".
Adelia Rispoli, Direttrice, a partire dai prossimi giorni dell’IIC de Il Cairo, con un’esperienza ventennale negli Istituti, ha con brevità evidenziato come, nonostante alcuni stereotipi sussistano, la nostra immagine non sia così negativa, essendo molte cose, dagli anni ’80, cambiate e migliorate. "Il margine di miglioramento è ancora ampio, si può crescere, altri punti deboli si possono abbattere". C’è però bisogno, secondo la direttrice, di più risorse in termini di personale, infrastrutture ed economici.
L’Immagine dell’Italia nel mondo vive un’anomalia secondo Marcello Veneziani (giornalista e da pochi giorni Consigliere d’Amministrazione della Rai), vive in una forbice tra Stile e Sistema Italia. Il primo riconosciuto globalmente, il secondo decisamente fragile.
Nonostante gli stereotipi, innegabili, che ci contraddistinguono all’estero l’immagine italiana è anche percepita come chi ha fatto molto, a partire dalla genealogia della globalizzazione, nulla di più globale e copiato è stato il Rinascimento, fino al Capitalismo (nato nel ‘300 a Firenze). Il dato fragile è appunto "il non avere un sistema che supporti il tutto". La Cultura è anche, per Veneziani, un territorio ampio, bisognoso di una gerarchia e quindi ad un centro che si occupi di un piano di diffusione e promozione. Dobbiamo liberarci del provincialismo, non siamo più in ritardo, non ci manca nulla se non valorizzare le nostre specificità. C’è bisogno di progettazione e di liberarci dell’Italia “piaciona” e “piagnona”.
A concludere il dibattito la questione “sponsor si, sponsor no”. Secondo Calabrese insieme ad una gerarchia delle priorità di intervento, c’è bisogno di una filosofia generale costituita da modernizzazione e rivisitazione delle politiche di finanziamento, senza mai dimenticare che "La cultura di un Paese è ciò che il Paese riesce a pagare", frase da scolpire davanti al Ministero per il direttore dell’IIC di Londra. Anch’egli esprime la necessità per gli Istituti, che devono restare statali in tutto, di maggiori finanziamenti e di un migliore reclutamento del personale, "il patrimonio culturale italiano è il nostro giacimento petrolifero – ha detto – il problema è che i pozzi di estrazione sono rudimentali. Per sfruttare la nostra materia prima dobbiamo impegnarci sul locale, centralizzare porterebbe alla catastrofe".
Anche per Elkann è il caso di pensare a maggiori investimenti, tenendo presente che già molto è stato fatto, "Roma oggi è una città diversa da dieci anni fa, è cambiata. Roma è diventata una Capitale della cultura a livello delle altre grandi nel mondo". Tra le più favorevoli agli sponsor la Direttrice Ruspoli. Mentre la proposta di dar vita ad un’ “Associazione Amici dell’Italia” giunta da Lucio Caracciolo, finalizzata ad unire e coltivare il fascino del Nostro Paese su intellettuali e potenti del mondo, trova un riscontro positivo in Marcello Veneziani, con l’auspicio che vi possano partecipare attivamente anche coloro che hanno origine italiana. (val.gio./aise)
CONFERENZA DEI DIRETTORI DEGLI ISTITUTI ITALIANI DI CULTURA/ IL MINISTRO FRANCO FRATTINI TIRA LE SOMME DEL DIBBATITO SULL’IMMAGINE DELL’ITALIA: ‘LA POLITICA ESTERA E’ LO STRUMENTO PER RAPPRESENTARE IL NOSTRO PAESE’
ROMA\ aise\31 marzo 2003 - "Se dopo circa quattro mesi, dalla mia venuta, abbiamo oggi, per la prima volta, un incontro dedicato ai Direttori degli Istituti Italiani di Cultura è perché, per me, il potenziale straordinario rappresentato da Voi è enorme. L’immagine dell’Italia dipende anche da una forte politica estera che abbia l’obiettivo di rappresentare lo Stato nazionale e non quello di un Governo".
Queste le prime parole del Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, che ha tenuto a concludere il dibattito della prima mattinata di lavori, svoltasi alla Farnesina, nella Sala delle Conferenze Internazionali, in occasione della Conferenza dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura. Per l’intera mattinata, eccetto per un breve indirizzo di saluto in apertura, il Ministro ha ascoltato con interesse tutti gli interventi, prendendo appunti. Intorno alle 13 ha parlato, affrontando e chiarendo alcuni punti nevralgici della Tavola Rotonda, moderata da Michele Mirabella sull’Immagine dell’Italia.
"La Politica estera – ha evidenziato ai presenti – è lo strumento per rappresentare il nostro Paese. Ma come è stato evidenziato da alcuni di voi, la politica è soggetta alle critiche, ai confronti che possono essere anche costruttivi. Ma quando a questo meccanismo interviene l’offesa, quando a rimetterci, nel corso del ‘dibattito’, è l’immagine e la dignità del Paese si deve intervenire". Non è bello, secondo il Ministro, fermarsi a dire “Io non c’ero”. Anche se c’è un cambio di Governo, anche quando avvengono grandi cambiamenti, se essi non sono recepiti fuori, è il Governo attuale che deve impegnarsi a dimostrare e difendere il Paese.
"La politica estera – evidenzia infatti – è supporto dell’immagine italiana nel mondo. L’azione del Ministero degli Affari esteri sarà e dovrà essere orientata ad una costruzione di immagine seria che corrisponda a ciò che l’Italia vuole essere: protagonista e prima attrice". "Concordo con chi, tra gli intervenuti, ha sottolineato come l’Italia sia formata da ‘molte Italie’, la cui immagine si sintetizza nell’identità italiana. Accanto al valore delle diversità si va affermando il concetto di identità nazionale, che stiamo cercando di costruire. Ed un unione di Stati e di popoli è ciò che stiamo costruendo in Europa". "In questa nuova Europa – ha proseguito -, che sta nascendo, dovremo anche impegnarci a diventare un po’ “antipatici”, comportandoci come altri Paesi fanno già da tempo, con il fine di portare avanti il legittimo interesse nazionale". L’antipatia di cui parla Frattini si focalizzerà nel tentativo di persuadere e far comprendere anche gli interessi italiani, nell’ambito dei rapporti con gli altri Paesi.
L’immagine italiana, al di fuori dei confini nazionali, può crescere e migliorare grazie anche al ruolo dell’informazione, definita basilare dal Ministro. "Il servizio pubblico è una carta da giocare". Tra i compiti dell’informazione pubblica Frattini ricorda il compito di raccontare con correttezza i risultati e i cambiamenti. Il servizio pubblico dovrà fungere da "supporto del Sistema Paese. Che andrà presentato in modo limpido, senza stereotipi".
Altrettanto importante per il Ministro è introdurre nuovi attori nell’azione di promozione all’estero. Tra essi i governi del territorio, portatori delle “tante Italie”, i comuni, i privati, il no-profit. Questi nuovi protagonisti della “scena promozionale” andranno coordinati. "Nel momento in cui valorizzeremo gli altri attori – spiega il ministro – riusciremo ad eliminare la sensazione di dover racimolare lo sponsor".
Ed è a questo punto dell’intervento che Frattini annuncia l’idea di Fondazione Italia "una cabina di regia per mettere insieme pubblico e privato. Coordinando e concordando tutti i soggetti, gli IIC non dovranno più cercare il piccolo sponsor. Ma cos’è questa “Fondazione Italia”?. A spiegarlo è lo stesso Ministro nel corso della Conferenza Stampa, tenutasi subito dopo l’intervento nella Sala delle Conferenze Internazionali. "Fondazione Italia sarà una cabina di regia a cui parteciperanno soggetti pubblici e privati, con le realtà territoriali (es. regioni e comuni, Unioncamere…). I privati insieme a noi (ndr. Ministeri degli Affari Esteri, Beni Culturali e Attività produttive) saranno co-protagonisti della definizione di una linea strategica all’estero".
In conclusione per Frattini vanno diversificate le azioni e le missioni per aree geografiche. Per esempio particolare attenzione andrà posta nel dialogo tra cultura occidentale e paesi di cultura islamica. "La cultura e il dialogo – afferma- possono e devono essere uno strumento di comprensione e di pace". Priorità assoluta, per forma mentis e back ground del Ministro, è infatti la riaffermazione del valore dell’uomo e della sua dignità. Nel prossimo semestre di presidenza europea l’Italia ha, così, una carta da giocare, gettando le basi di un’azione forte e mirata di valorizzazione del dialogo inter-culturale. "L’auspicio – ha confessato ai giornalisti sulla questione - è riuscire a dire una parola concreta per la realizzazione della pace", da una parte. Mentre sul versante balcanico l’intento, attraverso la cultura e l’economia, sarà il consolidamento delle neonate democrazie.
Questa tre giorni, ha detto Frattini ai giornalisti, offrirà certamente importanti contributi, che saranno utili al rilancio del piano del MAE per la promozione e la valorizzazione della cultura italiana all’estero nel mondo. "Dobbiamo combattere gli stereotipi sull’Italia e fare in modo che non vincano, a vincere dovrà essere la cultura del nostro Paese". "Gli IIC – ha annunciato in conclusione – dovranno essere lo strumento intelligente di questa valorizzazione. Il Sistema Italia ha la fortuna di potersi appoggiare alla rete degli Istituti, affidata alle capacità e volontà che con poche risorse hanno fatto già molto".
A concludere la conferenza stampa un pensiero per gli italiani nel mondo: "Gli italiani nel mondo portano un messaggio e un valore positivo. Con doti di eccellenza e fantasia sono uno straordinario avamposto del Paese". Quindi non bisogna certo smettere di investire sulle comunità di italiani all’estero, che aiuteranno l’Italia a migliorare la sua immagine agli occhi degli stranieri. (val.gio./aise)
CONFERENZA DEI DIRETTORI DEGLI ISTITUTI ITALIANI DI CULTURA/ LE INDICAZIONI DEI RAPPRESENTANTI DEGLI IIC E DELLA DANTE ALIGHIERI SUL MIGLIORE UTILIZZO DELLA RETE DI PROMOZIONE DELLA CULTURA ITALIANA
ROMA\ aise\31 marzo 2003 - Con l’obiettivo di fornire indicazioni sul migliore utilizzo degli strumenti già esistenti, quali gli IIC e la Dante Alighieri, si è aperta nel pomeriggio la seconda sessione di lavoro della Conferenza dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura, presso il Ministero degli Affari Esteri.
"Oltre alla promozione, l’attività culturale di un Paese all’estero si fonda sulla sua produzione", e se quest’ultima è ad appannaggio delle Università, dei Centri di Ricerca e delle Accademie "a noi spetta il ruolo sia di promotori, attraverso la valorizzazione della lingua italiana, sia di coordinatori strategici di politiche verso l’estero". Queste le parole con cui Giovanni Pugliesi, vice presidente della Commissione Nazionale Promozione Cultura Italiana all’estero ha introdotto il concetto centrale del suo intervento e cioè che "la produzione culturale si concretizzi attraverso la creazione di sinergie", facendo spazio "all’onestà intellettuale dei protagonisti" e lasciando da parte "le gelosie tra i vari organi, come il Ministero degli Esteri e la Commissione stessa". Affinché possa, dunque, l’immagine dell’Italia all’estero essere valorizzata, ha sintetizzato Pugliesi, è necessario "un coordinamento, una dialettica tra i progetti" messi in atto dai vari organismi.
Si è fatto promotore della medesima idea di una rete di collaborazione tra Ministero degli Affari esteri, IIC e Dante Alighieri, di cui è presidente, l’Ambasciatore Bruno Bottai: "spingiamo sulla cooperazione tra questi organismi, tra i quali non c’è e non ci deve essere concorrenza, anche perché la Dante, a differenza degli IIC presenti soprattutto nelle capitali del mondo, opera, invece, in realtà locali, in città di provincia".
Perfettamente in linea con le considerazioni che erano state espresse dai protagonisti della sessione di lavori mattutina, Angelo Petroni, Direttore della Scuola Superiore Pubblica e neo consigliere d’amministrazione Rai, successivamente, ha ribadito nel suo intervento che, affinché gli IIC abbiano ancora ragione d’esistere "devono offrire ciò che gli altri strumenti culturali non offrono". La prospettiva di un modello generalista non è più vincente, non basta più, pertanto si fa necessaria "una logica di sistema, un coordinamento tra i vari Istituti, che non necessariamente significhi condizionamento dei contenuti, ma semplicemente che una parte della loro attività sia dedicata a temi ed aspetti decisi comunemente per tutti e che obblighi al confronto costante tra di essi". Apportando, invece, delle proposte di modifica di ordine più pratico, è intervenuto Walter Tortorella della Fondazione Rossella. Sulla base dei risultati di una ricerca commissionata dalla Farnesina per gli IIC, Tortorella ritiene necessaria, allo steso modo delle competenze tecniche specifiche di un Istituto di Cultura, la presenza di "competenze manageriali nella gestione degli IIC, le stesse, richieste per la gestione di un’azienda". Lo sviluppo di partnership culturali con i paesi ospitanti, l’investimento di maggiori risorse finanziarie nella cultura (fattore questo che ci vede fortemente indietro rispetto alla politica finanziaria di paesi come Francia, Gran Bretagna e Inghilterra) e un lavoro di marketing culturale, concentrato sulla produzione e sulla promozione dell’opera e sul lavoro di monitoraggio della domanda, sono secondo la ricerca di Tortorella gli elementi necessari per una riforma concreta degli Istituti.
Ma la vera "palla al piede degli IIC", a detta di Guido Clemente, direttore dell’Istituto di San Paolo in Brasile, è il centralismo burocratico: "allentare la rigidità del capitolo di bilancio, attraverso una politica d’investimenti più ampia" è il problema a monte, ma anche la questione del personale da assumere che "sarebbe necessario si rapportasse alle realtà locali e quindi fosse “indigeno” facendo però dopo i conti con l’inesistenza, nella realtà brasiliana, della figura professionale dell’organizzatore culturale.
Nell’ottica di una riforma legislativa per gli Istituti, più volte chiamata in causa anche dal Ministro Franco Frattini in mattinata, si espresso, poi, il direttore dell’IIC di cultura di Istanbul, Silvio Marchetti che, nonostante consideri necessaria una revisione della legge 401 del 1990, contemporaneamente le riconosce un grande pregio: "l’aver consentito agli IIC di sviluppare una doppia natura, di “dipendenza” nei confronti di una struttura istituzionale come il MAE e contemporaneamente di totale autonomia culturale espressa nelle proprie sedi all’estero". Si tratta dunque, ha proseguito Marchetti, di "un miracoloso equilibrio, unico al mondo che gli altri Paesi c’invidiano e che va assolutamente preservato. Sì ad una legge di riforma, dunque, ma che continui ad assicurare l’autonomia degli IIC". (s.p./aise)
Il segnalibro dell'APCSinergie e collaborazione
I Direttori degli Istituti Italiani di Cultura fanno rete. Cercano di farla
Notiziario NIP - News ITALIA PRESS agenzia stampa - N° 62 - Anno X, 31 marzo 2003
Roma - Inizia oggi alla Farnesina la Conferenza del Direttori degli Istituti Italiani dl Cultura. In mattina ministri e viceministri - Frattini, Urso - sottosegretari Baccini, Mantica e il Direttore Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale, l'ambasciatore Francesco Aloisi de Larderel. Tavola rotonda di esperti e Intellettuali.
E' de Larderel il moderatore della seconda sessione, nei pomeriggio, dedicata a "La rete della promozione Italiana: gli Istituti di Cultura e la Dante Alighieri". Il primo a parlare è Giovanni Puglisi, vicepresidente della Commissione Nazionale Promozione Cultura Italiana all'estero e dirigente della Commissione Unesco. Pugliesi spiega cosa si debba Intendere con il termine "cultura": creatività e consumi.
E un giusto equilibrio tra i due. Moda, automobile, cucina sono alcuni settori di punta dell'Italia nel mondo, ma occorre prestare attenzione al libro, all'autore, agli intellettuali. Per questo Pugliesi cita la Treccani.
Altra parola chiave è sinergie. Sinergie tra enti, istituti e anche organismi internazionali per superare la "gelosia del singolo e dare vita a un coordinamento strategico".
Libro e autori ancora per Antonio Meccanico, presidente della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, storica Istituzione culturale che organizza il Premio Strega. Politiche culturali, problemi di finanziamento e nuovi insegnamenti di Italiano per la Dante Alighieri dell'ambasciatore Bruno Bottai, che ricorda come i Comitati della Dante nel mondo diventino adesso "sedi di sensibilizzazione per il prossimo voto degli Italiani all'estero".
E poi la domanda provocatoria di Angelo Maria Petroni, direttore della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione: "Perché esistono gli IIC? "Gli Istituti devono fare quello che altre istituzioni non fanno". Una logica di sistema, che non tocca i contenuti trasmessi, ma il coordinamento di tutti gli IIC e non solo, può fare la differenza. Anche per trasmettere cultura scientifica, oggi schiacciata dalla supremazia di quella umanistica Questo il pensiero di Petroni a cui si affianca quello "economico" dì Vittorio Glulini, presidente dei Sistema Moda Italia, che Sottolinea il ruolo mondiale di un sistema Industriale e post-industriale italiano. Manca ancora, però, una collaborazione diretta tra imprese e enti culturali. La conferenza serve anche a questo.
Alessia Rapone/News ITALIA PRESS
Il segnalibro dell'APCFarnesina: tavola rotonda sull'immagine dell'Italia all'estero
Roma, 31 mar. (Adnkronos Cultura) - Durante la Conferenza dei direttori degli Istituti italiani di cultura in corso a Roma presso il ministero degli Affari esteri, si è svolta una tavola rotonda sul tema dell'Immagine dell'Italia all'estero alla quale hanno partecipato eminenti rappresentanti della cultura italiana. Al termine dell'incontro ne e' uscito un quadro controverso e piuttosto pessimistico della situazione attuale.
"Ci sono due immagini dell'Italia all'estero - dice Omar Calabrese, scrittore e giornalista - una dell'Italia, in quanto Stato, ed una dell'Italia in quanto cittadini. Inaffidabilità della prima contrasta con la positività della seconda. Un errore che la cultura italiana continua a fare è quello di esaltare il suo passato e non valorizzare il proprio presente".
Sulla stessa linea di Calabrese è Lucio Caracciolo, direttore di Limes, il quale aggiunge: "siamo un Paese dotato di un forte orgoglio nazionale ma di un mediocre orgoglio per lo stato nazionale. Negli ultimi anni l'immagine dell'Italia è decaduta all'estero, ferma dal punto di vista economico, e che vive della rendita del patrimonio culturale tralasciato dai nostri avi. Per migliorare le cose si potrebbero creare delle associazioni "Amici dell'Italia", che facciano conoscere agli uomini di cultura stranieri la vera identità italiana ".
Di altro avviso e' la posizione di Alain Elkann, consigliere del ministero per i Beni e le Attività culturali, il quale afferma: "negli ultimi anni l'Italia ha preso coscienza dell'importanza della valorizzazione del suo patrimonio artistico e culturale e la considerazione che ci siamo guadagnati in Paesi come Russia, Cina e India ne e' una conferma. E' importante aiutare la crescita della lingua italiana nel mondo e ciò può essere fatto sviluppando il sistema delle traduzioni. Gli istituti italiani di cultura dovranno lavorare molto su questo aspetto, anche perché l'Europa avrà dieci Stati membri e allora si vedrà il ruolo culturale dell'Italia".
Critica, infine, è la posizione di Ernesto Galli Della Loggia, "l'immagine dell'Italia è fatta dalla politica estera italiana e dagli stereotipi che noi stessi ci portiamo dietro. Il ruolo degli istituti di cultura, essendo delle articolazioni dello Stato, dovrebbe essere quello di far combaciare l'elemento politico statale con quello artistico culturale. La politica italiana deve assumere il compito di indicare una leadership culturale ben precisa, centralizzando le varie competenze e riabilitandosi agli occhi dei rappresentanti esteri che vedono nel Governo attuale un nemico della cultura".
Farnesina: Frattini, spingere acceleratore su promozione cultura
Roma, 31 mar. - (Adnkronos) - Per l'Italia è arrivato il momento di ''spingere l'acceleratore'' sulla promozione della cultura. E' questo il messaggio che il ministro degli Esteri, Franco Frattini lancia, aprendo alla Farnesina i lavori della conferenza dei direttori degli Istituti italiani di cultura all'estero.
''Il messaggio che vogliamo rendere chiaro è che l'Italia è portatrice di valori culturali nel mondo -sottolinea Frattini - nei rapporti bilaterali con gli altri Paesi abbiamo spesso valutato la fantasia nell'imprenditoria, nell'industria, nel commercio. Ora è il momento di spingere l'acceleratore sulla cultura''. Secondo il ministro, dunque, l'Italia deve diventare ''protagonista della promozione del dialogo culturale, soprattutto nella regione del Mediterraneo, in cui dovrà fare molto durante il semestre di presidenza italiana dell'Unione europea''.
Intervenuto alla conferenza alla Farnesina, il viceministro delle Attività produttive Adolfo Urso ha individuato nella proprietà intellettuale la vera materia prima dell'Italia. ''Il nostro governo si è attivato negli ultimi mesi per rafforzare il diritto di proprietà intellettuale, durante i negoziati dell'Omc a Doha, e anche in sede Ue'' ha spiegato Urso, sottolineando che ''il diritto di proprietà intellettuale non appartiene al singolo, ma alla comunità come realizzazione in una particolare area geografica''.
Dopo aver ricordato che ''oltre due terzi del patrimonio culturale in Italia e nel mondo è stato realizzato dal genio italiano'', il viceministro ha rivendicato ''l'orgoglio di essere italiani'' e ha auspicato la necessità di ''modificare la percezione che gli italiani hanno di loro stessi, una percezione che ci porta ad avere una scarsa considerazione di quello che siamo e che facciamo''.
Farnesina: Frattini, Fondazione Italia per promuovere cultura
Roma, 31 mar. - (Adnkronos) - Il ministro degli Esteri Franco Frattini annuncia la nascita di una Fondazione Italia per sostenere la promozione della nostra cultura all'estero. ''Si tratterà di una cabina di regia a cui parteciperanno soggetti pubblici e privati, tutti i ministeri interessati e le realtà territoriali - spiega Frattini a conclusione della prima sessione di lavori della Conferenza dei direttori degli istituti italiani di cultura, che si è aperta oggi alla Farnesina - soggetti che saranno insieme a noi coprotagonisti per definire una linea strategica di promozione della cultura italiana all'estero''.
La Fondazione si incaricherà anche di coordinare ''alcuni cantieri regionali, che definiranno le missioni dei vari istituti italiani di cultura, che non possono essere uguali per tutti'', aggiunge Frattini. Che fa l'esempio del Mediterraneo e dei Balcani, dove, durante il semestre di presidenza italiana della Ue, '' potremo favorire lo sviluppo di un dialogo multiculturale, nella consapevolezza che in un periodo così tragico la cultura può essere uno strumento di pace''.
Frattini annuncia quindi che presto inizierà in Parlamento l'iter del disegno di legge di riforma degli istituti italiani di cultura, che lui preferisce definire ''una legge organica per la promozione e dal diffusione della cultura italiana all'estero''. ''Secondo tassello di questa azione - sottolinea il titolare della Farnesina- sarà la legge sull'internazionalizzazione delle imprese, e su questo siamo vicini ad un accordo con il ministero delle Attività produttive, mentre il terzo elemento sarà la legge sulla cooperazione allo sviluppo''.
Frattini insiste quindi sul concetto che ''l'immagine del nostro Paese all'estero è l'immagine dell'Italia, non di un governo pro tempore in carica ed è quindi un valore che tutti noi, al di là di polemiche politiche che dobbiamo salvaguardare''. In questo contesto, afferma Frattini, ''la politica estera deve essere uno strumento anche per valorizzare la cultura italiana e l'immagine del nostro Paese, evitando il consolidamento di stereotipi negativi''. Parlando della riforma degli istituti di cultura, il ministro sostiene che questi dovranno diventare ''strumenti intelligenti di questa azione di politica estera: dobbiamo sapere che il sistema Italia si può appoggiare a questa rete affidata molto alla buona volontà dei direttori, che hanno meno risorse di quelle che meriterebbero''.
Farnesina: Adornato e Boniver, progetti cultura italiana all'estero
Roma, 31 mar. (Adnkronos Cultura) - ''Stiamo lavorando per creare una rete di promozione dell'attività italiana all'estero''. Lo ha dichiarato Ferdinando Adornato, presidente della Commissione cultura della Camera dei deputati, intervenuto alla prima giornata della Conferenza dei direttori degli Istituti italiani di cultura, in corso a Roma presso la Farnesina.
''Due sono i punti fondamentali su cui lavorare - ha aggiunto Adornato -. Dobbiamo riorganizzare la struttura degli Istituti italiani di cultura per renderla più visibile, ed un modo rapido per farlo bisogna rendere più trasparenti i progetti di nomina, dando, anche attraverso maggiori investimenti, maggiore forza politica ed economica agli istituti stessi. Inoltre, bisognerebbe coinvolgere i privati nel progetto della loro valorizzazione''.
Adornato, ha inoltre, sottolineato, ''come un ruolo importante della valorizzazione della cultura italiana all'estero, non venga solo dallo sviluppo del 'valore Italia', ma anche attraverso la difesa della lingua e del patrimonio italiano. La cultura italiana ha chiesto molto allo Stato in termini di finanziamento, all'interno dei confini nazionali, ma ha chiesto poco e dovrebbe fare il contrario, nell'ambito della valorizzazione e promozione dei talenti italiani a livello internazionale''.
Dello stesso parere di Adornato e' Margherita Boniver, sottosegretario agli esteri, la quale aggiunge che: ''e' necessario e fondamentale ampliare la comunicazione dell'identità e dell'immagine Italia all'estero, attraverso un'opera di monitoraggio che spetta alle ambasciate e agli istituti di cultura, coadiuvati da aziende private specializzate in comunicazione. Insomma - conclude la Boniver - l'immagine dell'Italia all'estero deve confrontarsi con quella degli altri Paesi in cui la nostra Nazione si accredita''.
venerdì, marzo 28, 2003
Il segnalibro dell'APCInizia il 31 marzo la Conferenza dei direttori degli Istituti Italiani di Cultura nel mondo
Inform n. 61 del 28 marzo 2003
ROMA - Il Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini aprirà lunedì 31 marzo alle ore 9, alla Farnesina, la Conferenza dei direttori degli Istituti italiani di cultura nel mondo. Il Ministro illustrerà agli 88 direttori presenti e ai rappresentanti di istituzioni pubbliche e private le linee programmatiche della politica di promozione della cultura italiana all’estero, anche con riferimento al disegno di legge di riforma degli Istituti in corso di elaborazione. Saranno altresì presenti il Vice Ministro alle Attività Produttive Adolfo Urso ed il Sottosegretario agli Affari Esteri Mario Baccini. Alla chiusura dei lavori, il 2 aprile, interverranno il Ministro per i Beni culturali ed ambientali Giuliano Urbani e il Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia.
La riunione dei Direttori degli Istituti fa seguito a un ciclo di riflessioni e incontri promossi dalla Farnesina con gli Ambasciatori, i Consoli e gli Addetti Scientifici italiani nel mondo e rientra in un articolato programma di promozione dell’identità italiana e dell’immagine del nostro Paese all’estero, in armonia con il nuovo piano di comunicazione del Ministero degli Esteri. L’utilizzo efficace dei mezzi di comunicazione come televisione e internet e una maggiore integrazione tra cultura ed economia, cui lo stesso mondo imprenditoriale guarda con particolare favore, sono elementi determinanti per il raggiungimento di questi obiettivi.
La Conferenza si inquadra in un contesto particolarmente favorevole alla diffusione della lingua italiana e, in generale, alle attività culturali del nostro paese. Nel 2002 si sono tenute nel mondo circa duemila manifestazioni organizzate dagli istituti italiani di cultura, tra cui la seconda “Settimana della lingua italiana nel mondo”, mentre più di tremila sono programmate per l’anno in corso soprattutto nell’ambito del semestre di presidenza italiana dell’Unione europea.
La Conferenza si articolerà in tre giornate di lavoro. Sono previste cinque sessioni, dedicate rispettivamente all’immagine dell’Italia (moderatore Michele Mirabella); alla rete estera: Istituti italiani di cultura e Dante Alighieri (moderatore Francesco Aloisi de Larderel); ai nuovi media e alla promozione culturale (moderatore Giuseppe De Rita); alla promozione della cultura italiana all’estero, autonomie locali e mercato (moderatore Gianfranco Imperatori); alla lingua italiana e all’identità dell’Italia all’estero (moderatore Francesco Sabatini).
Sono previsti dibattiti, interventi e tavole rotonde con interventi di esponenti della politica, della cultura e del mondo imprenditoriale. Alla prima tavola rotonda, sull’immagine dell’Italia, in programma per lunedì 31 mattina, parteciperanno tra gli altri Ferdinando Adornato, Omar Calabrese, Lucio Caracciolo, Alain Elkann, Ernesto Galli della Loggia, Marcello Veneziani.
In un ideale percorso che si snoda nelle sale attigue a quella della Conferenza sarà presentata una rassegna del “Made in Italy”, con l’esposizione di prodotti che testimoniano l’eccellenza raggiunta dall’Italia in diversi settori: dalla cultura al cinema, dalla Ferrari campione del mondo alle Lamborghini, dalla tecnologia all’arte a oggetti e abiti di stilisti e artigiani italiani. Saranno esposti anche alcuni prodotti di carattere formativo che costituiscono utili strumenti per la promozione dell’immagine italiana e la conoscenza della lingua italiana nel mondo. Proiezioni, cataloghi, esposizioni di volumi, illustreranno poi le manifestazioni più rappresentative organizzate dagli Istituti italiani di cultura. (Inform)
Frattini: la promozione dell’immagine e della cultura italiana all’estero nelle linee direttrici di riforma della Farnesina
ROMA - Il Ministro degli Esteri Franco Frattini ha aperto il 27 marzo alla Farnesina l’assemblea annuale del Sindacato nazionale dipendenti Ministero Affari Esteri (Sndmae), al quale aderiscono la maggior parte dei diplomatici italiani. Nel confermare la centralità del Ministero degli Esteri nella proiezione esterna del paese, Frattini ha illustrato le linee direttrici di riforma della Farnesina, individuando come principali settori di innovazione il riorientamento dell’azione diplomatica, specie a sostegno dell’internazionalizzazione dell’economia italiana; la promozione dell’immagine e della cultura italiana all’estero; la semplificazione amministrativa e la delegificazione, come strumenti per migliorare l'efficienza del Ministero.
In questa prospettiva il Ministro ha ricordato alcune iniziative già avviate, quali l'istituzione di una “Task Force” congiunta con altri Ministeri su temi di particolare rilevanza internazionale, la creazione d'intesa con il Ministero per le Attività Produttive di “sportelli unici” per le imprese, il Piano di comunicazione della Farnesina e i progetti per razionalizzare l’ordinamento e rafforzare l’azione degli Istituti italiani di cultura e della rete degli addetti scientifici.
Il Ministro Frattini ha infine sottolineato che all’ammodernamento dei mezzi e delle procedure deve accompagnarsi la consapevolezza delle sfide di un’attività oggi più impegnativa che in passato e dell'esigenza di maggiori risorse umane e finanziarie per lo svolgimento dei compiti di istituto. (Inform)
Il segnalibro dell'APCLingua italiana: Conferenza direttori istituti italiani di cultura
Roma, 28 mar. (Adnkronos) - "L'identità e l'immagine dell'Italia all'estero: prospettive della promozione della cultura e della lingua italiana all'estero negli anni 2000". Questo il titolo della Conferenza dei direttori degli Istituti italiani di cultura, che si svolgerà dal prossimo 31 marzo al 2 aprile presso il ministero degli Affari Esteri a Roma. Interverranno alle tre giornate di lavori della Conferenza il ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, il vice ministro per le Attività produttive, Adolfo Urso, il sottosegretario agli Esteri e presidente della Commissione nazionale promozione cultura italiana all'estero, Mario Baccini, il sottosegretario agli Esteri, Alfredo Mantica, il presidente degli assessori regionali alla Cultura, Gian Piero Leo, il direttore generale per la promozione e la cooperazione culturale, Francesco Aloisi De Larderel, il presidente dell'Accademia della Crusca, Francesco Sabatini, il ministro per i Beni e le Attivita' culturali, Giuliano Urbani, il ministro per gli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, il presidente della società Dante Alighieri, Bruno Bottai, i direttori degli Istituti italiani di cultura presenti nel mondo e numerosi esponenti del mondo della cultura, del giornalismo e dell'universita'.
La Conferenza si articolerà in cinque sessioni di lavoro: "L'immagine dell'Italia"; "La rete della promozione italiana: gli Istituti italiani di cultura e la Dante Alighieri"; "Nuovi media e promozione culturale"; "Promozione della cultura italiana all'estero, autonomie locali e mercato, un rapporto biunivoco" e "La lingua italiana: l'identità dell'Italia all'estero".
giovedì, marzo 27, 2003
Il segnalibro dell'APCIl Giornale, 27 marzo 2003
La cultura italiana a Mosca ha un'ambasciatrice romana.
Angelica Carpifave è il nuovo direttore dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca.
Per leggere l'articolo cliccare qui.
lunedì, marzo 24, 2003
Il segnalibro dell'APCCultura: presentato il programma di Genova Capitale
Genova, 24 mar. (Adnkronos Cultura) - E' stato presentato a Palazzo Ducale di Genova il programma di "Genova 2004. Capitale della Cultura". Centodiciotto manifestazioni e più di settanta convegni in calendario per un viaggio che durerà un anno intero alla scoperta di Genova e la Liguria. Appuntamenti che fanno della "Capitale europea della cultura 2004" un evento che vuole innescare un percorso di crescita culturale ed economico duraturo con la realizzazione di interventi strutturali, ma anche attraverso la promozione di iniziative e la valorizzazione di una regione fatta di storia, espressioni artistiche tradizionali e sperimentazione, patrimonio monumentale e ricerca tecnica e scientifica.
Tra gli avvenimenti principali c'è il rilancio del polo museale genovese con la riapertura della Galleria di Arte Moderna a Nervi, la realizzazione del nuovo Museo della Navigazione alla Darsena, la nascita del Festival della scienza ed eventi legati alla socialità come il Convegno internazionale sull'infanzia nel Mediterraneo da cui nascera' un centro permanente. Ma tra gli appuntamenti di spicco c'è anche la mostra "L'eta' di Rubens, dimore, committenti e collezionisti genovesi", e quella sui Transatlantici oltre che la mostra evento dal titolo "Arti&Architettura". Eventi e riqualificazione urbana per un investimento di 190 milioni di euro che l'amministrazione comunale, provinciale, regionale, statale e altri enti cittadini affrontano per far sì che l'effetto 2004 abbia una ricaduta durevole sul territorio e sulla vocazione culturale della città. Un momento importante per inserire Genova nei percorsi culturali italiani e internazionali e valorizzare le risorse turistiche del territorio ligure. In questo senso e' la Regione a muoversi per promuovere un viaggiare attraverso la Liguria verso la scoperta dei beni culturali che la rendono unica. Localita' come Sanremo, compreso il suo Festival della Canzone e la Riviera dei Fiori e delle Palme, il Tigulio e Portofino, le Cinque Terre, l'entroterra e altre bellezze da riscoprire come l'anfiteatro di Luni, costituiscono punti di eccellenza per i viaggiatori e i turisti che verranno in Liguria. Eventi, prodotti e spazi che la Regione, insieme al Comitato del 2004, si impegna a valorizzare. E il 2004 sara' un'occasione anche per farsi conoscere in Europa, obiettivo sempre piu' vicino anche grazie all'accordo appena firmato da Gianni Plinio -vicepresidente Regione Liguria- e Mario Baccini -sottosegretario agli esteri - che aprirà alla Liguria le porte degli Istituti di Cultura Italiana all'estero. Un'intesa importante per far entrare la Liguria nei circuiti culturali internazionali, progetto che prevede tra l'altro legami sempre più stretti con gli Stati Uniti, in vista delle iniziative sull'emigrazione in programma per il 2004.
mercoledì, marzo 19, 2003
Il segnalibro dell'APCL'Italia aprirà in Istituto di cultura al centro de L'Avana
Il sottosegretario agli Esteri, Mario Baccini: "Un miglioramento delle relazioni bilaterali tra lo Stivale e Cuba"
L'Opinione, 19 marzo 2003
martedì, marzo 18, 2003
Il segnalibro dell'APCFarnesina: Frattini a riunione Commissione nazionale cultura
Roma, 18 mar. (Adnkronos) - Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha presieduto alla Farnesina una riunione della Commissione nazionale per la promozione della cultura italiana, auspicando un rilancio della collaborazione con tutti i soggetti italiani interessati alla cultura.
Nella riunione, alla quale ha partecipato anche il sottosegretario agli Esteri Mario Baccini, il Ministro ha sottolineato l'impulso che la promozione della cultura italiana può dare all'affermazione dell'intero Paese sul piano internazionale. La strategia di sviluppo della promozione culturale, ha osservato il titolare della Farnesina, si articola soprattutto nel rinnovato impegno di Ambasciate, Consolati e Istituti di cultura, nella valorizzazione degli contributo della cultura delle regioni e dell'apporto delle comunità italiane all'estero.
Frattini ha inoltre ricordato l'importanza del dialogo tra culture nel quadro delle relazioni con i paesi vicini, in particolare a quelle con la regione mediterranea che costituisce una priorità italiana in vista del semestre di presidenza dell'Unione europea. Il ministro ha infine illustrato l'intendimento di procedere a un'incisiva riforma legislativa della materia, che permetta di promuovere l'immagine e l'identità italiane con risorse più efficaci, tra le quali potrebbe essere prevista una Fondazione culturale per l'immagine italiana nel mondo.
lunedì, marzo 17, 2003
Il segnalibro dell'APCGIORNATA MEMORIA: CERIMONIA A BUDAPEST CON 'NEMICO FRATERNO'
(ANSA) - BUDAPEST, 27 GEN - La Giornata della Memoria in ricordo dell'Olocausto e' stata celebrata dall'ambasciata d'Italia a Budapest e l'Istituto italiano di cultura per l'Ungheria con la una proiezione del film 'Il nemico fraterno' del regista Joseph Rochlitz nel quale viene raccontato, con un po' di 'fiction' mista a documentari d'epoca, l'impegno dei diplomatici italiani durante la Seconda guerra mondiale per contrastare la deportazione degli ebrei. Hanno partecipato all'evento all'Istituto italiano di cultura rappresentanti delle autorita' ungheresi e della comunita' ebraica di Budapest, nonche' alcuni studenti della scuola media della capitale intitolata a Giorgio Perlasca, l'italiano che salvo' cinquemila ebrei ungheresi nel 1944-45. Per l'talia ha partecipato l'ambasciatore a Budapest, Giovan Battista Verderame. In 'Il nemico fraterno' il regista Rochlitz ha ricostruito la storia di 40mila ebrei nelle zone occupate dall'Italia in Francia, Grecia e Yugoslavia nella Seconda guerra mondiale e che furono salvati dai campi di sterminio da funzionari italiani che trasgredirono gli ordini del regime fascista. Film-documentario, presentato in Israele nell'ambito del Festival del cinema ebraico 2002 su iniziativa dell'ambasciata d'Italia e dell'Istituto di cultura italiano, si apre con la testimonianza del padre del regista, che nella Francia occupata venne salvato da un funzionario italiano, per poi documentare come altri italiani salvarono ugualmente dai campi di sterminio decine di migliaia di ebrei delle zone occupate. Arricchito da spezzoni inediti di cinegiornali italiani e tedeschi dell'epoca, da foto d'archivio e da filmati dei luoghi che Rochlitz visito' con il padre nei primi anni '80, 'Il nemico fraterno' documenta come i funzionari italiani riuscirono con ingegnose astuzie burocratiche e, a volte, con veri e propri blocchi stradali, a mettere in salvo 40mila ebrei nell'Europa occupata. (ANSA)
Il segnalibro dell'APCShoah: Battisti e De Petris, film di Rochlitz nelle scuole italiane all'estero
Roma, 17 mar. (Adnkronos) - "Per quale motivi e in base a quali criteri il film di Joseph Rochlitz, 'Il nemico fraterno' è stato scelto per celebrare la Giornata della memoria nelle scuole italiane all'estero?". E' quanto chiedono i senatori Alessandro Battisti della Margherita e Loredana De Petris dei Verdi, in un'interrogazione al ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, e al ministro degli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia.
"In occasione della Giornata della memoria - hanno aggiunto Battisti e De Petris - celebrata lo scorso 27 gennaio, nelle scuole italiane all'estero è stato proiettato il film di Joseph Rochlitz, 'Il nemico fraterno' che racconta la storia di ebrei croati salvati da militari e diplomatici italiani. Chiediamo ai ministri se corrisponda a verità che il film mostra un aspetto dei campi di concentramento e del fascismo che non rappresenta nella sua complessità e drammaticità tutto ciò che avvenne con l'avvento dei regimi autoritari e totalitari in Europa e con la Seconda guerra mondiale e se è vero - continuano -, come riportato oggi da alcuni quotidiani, che all'interno del film vengono mostrate scene in cui la tragedia della deportazione e le condizioni di vita nel lager italiano a Krajevica sono paragonate ad un'oasi in cui si può ottenere tutto ciò che si desidera".
"Chiediamo inoltre ai Ministri - concludono i senatori -, in base a quali criteri, quali scelte e per decisione di quale istituzione, gli Istituti italiani di cultura all'estero abbiano proiettato il film di Rochlitz nella Giornata della memoria e, soprattutto, quali siano stati i meccanismi di finanziamento dell'iniziativa".
venerdì, marzo 14, 2003
Il segnalibro dell'APCCiampi a Firenze per la mostra «Dove il sì suona»: il nostro idioma si diffonde nel mondo
La lingua italiana cresce. Si merita un museo
FIRENZE - «La lingua italiana non viene indebolita dal confronto con le lingue straniere che i moderni mezzi di comunicazione e le migrazioni continue diffondono sempre più. Al contrario, l’italiano è sempre più diffuso e studiato, qui e all’estero. Bisogna, però, prendere dei provvedimenti che ne sostengano la bellezza contro ogni inquinamento». Questo ha detto, fra l’altro, Luca Serianni, curatore scientifico della mostra «Dove il sì suona», inaugurata ieri agli Uffizi alla presenza del presidente Carlo Azeglio Ciampi. Un presidente che per l’appunto è laureato in Filologia ed è membro dell’Accademia della Crusca. Anche Ciampi, dunque, nel suo breve e imprevisto indirizzo, ha raccomandato di «curare al massimo lo studio e la diffusione dell’italiano, straordinario veicolo per far conoscere e amare ovunque il Paese che custodisce la maggiore concentrazione di arte e cultura del mondo».
In certo modo, la richiesta del presidente e degli studiosi ha avuto immediata risposta nella proposta di lavorare subito alla creazione a Firenze di un museo permanente della lingua. L’idea del museo parte dall’ambasciatore Bruno Bottai, presidente di quella società «Dante Alighieri», alla quale si deve il progetto e la realizzazione della preziosa mostra aperta agli Uffizi grazie al sostanzioso contributo (607 mila euro) dell’ente Cassa di Risparmio di Firenze. Il museo sarà dunque figlio della mostra.
La rassegna, divisa formalmente in tre sezioni, illustra con documenti antichi e moderni, autografi, libri manoscritti e stampati, lettere, disegni, quadri, foto e proiezioni, la nascita e l’affermazione di quel «volgare» diffuso dapprima, fin dal Trecento, come dialetto fiorentino, poi affermatosi come espressione di cultura e sentimento nazionale. A differenza di altre lingue, si ricorda, l’italiano non è stato imposto dal potere politico ma in ragione di quella letteratura esemplare - Dante, Boccaccio, Petrarca - che la mostra degli Uffizi, appunto, offre in visione nel suo aspetto più emozionante, insieme ai vocabolari, alle grammatiche che sono i codici del nostro parlare. La mostra, al cospetto delle opere d’arte che hanno diffuso nel mondo l’amore per l’Italia (da Giotto a Michelangelo, a Raffaello, Tiziano, Caravaggio) richiede ai visitatori tempo e attenzione, ma resta aperta fino al 30 settembre.
Wanda Lattes
Cultura
giovedì, marzo 13, 2003
Il segnalibro dell'APCRoma: convegno "Italia, Una cultura da vivere"
Roma, 13 mar. (Adnkronos) - "Italia, Una cultura da vivere". Questo il titolo del convegno che si terrà domani 14 marzo presso la Casina del Cardinal Bessarione, a Roma. All'incontro organizzato dall'associazione di Scuole di lingua e cultura italiana "Italian in Italy", in collaborazione con l'ufficio del turismo del comune di Roma, parteciperà Franco Vitale, direttore generale per il turismo del ministero delle Attività produttive, numerosi tour operators del turismo di studio provenienti da Stati Uniti, Giappone, Russia, Brasile, Francia, Gran Bretagna, Germania, Austria, Yugoslavia e Hong Kong e docenti delle scuole di lingua italiana. Scopo del convegno sarà quello di favorire l'incontro di operatori turistici stranieri con le scuole che rappresentano la cultura italiana in senso lato, per promuovere il turismo culturale italiano e potenziare l'offerta dei servizi turistici in Italia.
"Il modo migliore per imparare una lingua - ha spiegato Giuseppina Foti, presidente dell'associazione "Italian in Italy" e promotrice del convegno - è quello di trascorrere un soggiorno nel Paese nel quale e' parlata quella lingua. L'Italia offre l'opportunità di imparare la lingua italiana nel tessuto di un contesto culturale ricco di storia e tradizione, in mezzo alla gente che e' rinomata in tutto il mondo per il calore della sua accoglienza".
"Nel mondo c'è una consistente domanda di "Italianità" - ha aggiunto la Foti - ed esiste nello stesso tempo un'ampia offerta potenziale in diversi ambiti che riguardano arti, mestieri, costume e tradizioni. Il modo di vivere italiano, infatti, è fatto di arte, enologia, gastronomia, moda, design, stile di vita ma anche inventiva, intraprendenza, flessibilità di pensiero e azione e sono questi stili, forme sicuramente più difficili da comunicare, che costituiscono il patrimonio culturale italiano".
mercoledì, marzo 12, 2003
Il segnalibro dell'APCItaliano: Ciampi, indispensabile la difesa della lingua
Firenze, 12 mar. - (Adnkronos) - ''La difesa della lingua è indispensabile per tutelare il carattere e la vitalità della nostra civiltà, fondata sull'arte, il pensiero, la cultura, in una tradizione millenaria''. Lo afferma il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, in un messaggio che appare come presentazione al volume ''La lingua nella storia d'Italia'' curato dal professor Luca Serianni, edito dalla Società Dante Alighieri e da Scheiwiller. La monumentale opera sarà diffusa in occasione della mostra ''Dove il si' suona. Gli italiani e la loro lingua'', in programma alla Galleria degli Uffizi a Firenze dal 14 marzo al 30 settembre 2003. Una esposizione che sarà inaugurata domani, giovedì 13 marzo, dallo stesso Ciampi.
''Il cammino che ha portato le popolazioni italiane a convergere verso la lingua di Dante e' stato lungo e complesso. Esso testimonia e riflette - afferma il presidente della Repubblica - in modo emblematico il percorso parallelo compiuto sul terreno politico per fare dell'Italia uno Stato unitario''. ''La lingua rappresenta la principale forma di espressione della cultura e della storia di un popolo - prosegue Ciampi - uno degli strumenti essenziali per affermarne l'identità come nazione, in una vicenda corale che, con le parole di Benedetto Croce, dura nei secoli''.
martedì, marzo 11, 2003
Il segnalibro dell'APCItaliano: grazie a Mike Bongiorno è diventato lingua comune
Roma, 11 mar. - (Adnkronos) - Se la lingua di Dante Alighieri è oggi un patrimonio comune di tutti gli italiani, il merito è della scuola ma anche di personaggi della televisione, primo tra tutti Mike Bongiorno. Grazie, ad esempio, a un programma dal successo straordinario per l'epoca come ''Lascia o raddoppia'', il fiorentino dei classici letterari arrivò nei paesi più sperduti, contribuendo alla sua affermazione a scapito dei dialetti. Parola del professor Luca Serianni, docente di storia della lingua italiana all'Università 'La Sapienza' di Roma e socio dell'Accademia della Crusca, curatore scientifico della mostra ''Dove il sì suona - Gli italiani e la loro lingua'', che resterà aperta dal 13 marzo al 30 settembre alla Galleria degli Uffizi di Firenze.
Accanto a documenti storici che sono all'origine della letteratura italiana - molti dei quali presentati per la prima volta in pubblico - l'esposizione realizzata nel capoluogo toscano dalla Società Dante Alighieri propone un viaggio nelle forme e nei modi con cui la nostra lingua è passata da espressione di una elité aristocratica e intellettuale a strumento di comunicazione per decine di milioni di persone. Un 'miracolo' avvenuto soprattutto negli ultimi 60 anni, grazie a radio, cinema e tv. ''Il piccolo schermo ha contribuito tra gli anni Cinquanta e Settanta a diffondere capillarmente un uso dell'italiano medio; successivamente la tv è passata dal ruolo di maestra di lingua a quello di tribuna dell'italiano parlato, nel senso cioè che non si è più preoccupata di garantire la diffusione di un italiano controllato come era avvenuto in precedenza'', osserva il professor Serianni sulla scia di un giudizio espresso dal linguista Raffaele Simone.
Se Mike Bongiorno è il personaggio simbolo della prima fase della diffusione dell'italiano attraverso la televisione, nel campo della musica viene segnalato l'impatto che hanno avuto le canzoni orecchiabilissime di Domenico Modugno e Orietta Berti; per la radio è citato l'esempio delle cronache di Niccolò Carosio. Senza dimenticare il cinema, specie quello del neorealismo di Roberto Rossellini e Vittorio De Sica, fino a Toto', l'attore che con la sua ironia ha saputo scherzare, come pochi altri, in maniera eccezionale sulla lingua italiana, sbeffeggiando soprattutto il linguaggio aulico del potere.
Tra i preziosi documenti che si potranno vedere alla mostra di Firenze sulla storia della lingua italiana spicca la più antica poesia lirica in volgare, scoperta solo quattro anni fa nell'archivio storico della Arcidiocesi di Ravenna. Si tratta della ''Pergamena ravennate'' (fine XII secolo), nella quale si legge una delle primissime poesie d'amore in lingua italiana.
Gli altri pezzi forti dell'esposizione curata da Luca Serianni sono la copia della ''Commedia'' di Dante Alighieri donata da Giovanni Boccaccio a Francesco Petrarca, custodita in Vaticano, il codice autografo del ''Decameron'' di Boccaccio, che si trova a Berlino, l'autografo dell'''Orlando furioso'' di Ludovico Ariosto e quello della ''Gerusalemme conquistata'' di Torquato Tasso.
Il segnalibro dell'APCMalta: Bonatesta, libri del 'Che' a Istituto italiano cultura
Roma, 11 mar. - (Adnkronos) - ''Ma le nostre ambasciate e gli Istituti italiani di cultura all'estero debbono rappresentare il nostro Paese e promuoverne l'immagine o fare propaganda ai governi dell'Ulivo?'' La domanda, ovviamente retorica, l'ha posta il senatore Michele Bonatesta, membro della direzione nazionale di AN, denunciando che ''presso l'Istituto italiano di cultura a Malta, diretto da diversi anni dalla dottoressa Cravenna, venga venduto al pubblico, al prezzo di una lira maltese (pari a 5000 delle vecchie lire italiane) il cd 'Un anno di governo D'Alema'''.
Secondo Bonatesta, del resto, ''il restante materiale in distribuzione non sembra rispecchiare il meglio della cultura italiana o comunque gli aspetti più attuali. Basti pensare, ad esempio, che vengono venduti gli 'Editoriali' di Sandro Curzi (Bonanno editore, lire maltesi 1,50) e il 'Manuale del guerrigliero' di Che Guevara (Bonanno editore lire maltesi l,50)''.
Sulla questione Bonatesta ha presentato un'interrogazione al ministro degli Esteri Franco Frattini, chiedendo al governo di ''adottare provvedimenti urgenti per sanare una situazione che non si ritiene ulteriormente giustificabile in quanto non corrispondente all'attuale situazione politica e culturale dell'Italia''.
A riprova di ciò l'esponente di AN ricorda che ''nell'estate del 2002 l'ambasciatore d'Italia a Malta, dott. Riccio, orientato politicamente, per sua stessa ammissione, a sinistra, veniva sostituito e rimpatriato''. E che ''dopo alcuni mesi anche il numero due dell'ambasciata, dott. Scartozzoni, veniva rimpatriato e sostituito da altro funzionario''.
Mentre per quanto riguarda il restante personale dell'ambasciata e degli enti italiani ad essa collegata, aggiunge il senatore, ''sono rimasti più o meno gli stessi per cui si verifica che, dopo circa due anni di governo dell'attuale coalizione, la maggioranza dell'establishment di cui sopra sembra essere espressione del precedente governo di sinistra''.
Bonatesta, infine, chiede se ''tutto questo avvenga solo a Malta o anche nelle altre nostre ambasciate'' e ''chi controlla gli Istituti italiani di cultura, il materiale che essi distribuiscono e se tale materiale sia compatibile con la funzione che questi istituti sono chiamati istituzionalmente a svolgere''.
lunedì, marzo 10, 2003
Il segnalibro dell'APCFarnesina: accordo con Liguria su promozione cultura Regione
Roma, 10 mar. - (Adnkronos) - Il sottosegretario agli Esteri, Mario Baccini, e il presidente della Regione Liguria, Sandro Biasotti, firmeranno il 13 marzo, alla Farnesina, una dichiarazione d'intenti per la promozione della cultura ligure all'estero, attraverso la rete di Ambasciate, Consolati e Istituti italiani di cultura. L'accordo si inquadra in un progetto che il ministero degli Esteri sta realizzando con la collaborazione di tutte le regioni italiane per valorizzare le tradizioni locali e regionali, nel quadro di un più ampio programma di promozione della cultura e dell'immagine dell'Italia nel mondo. In questa prospettiva il ministero degli Esteri ha fissato le culture regionali come tema per il 2003-2004.
La firma della dichiarazione d'intenti con la Regione Liguria segue gli accordi già operanti con la Toscana, l'Emilia Romagna, il Piemonte e con numerose fondazioni culturali e bancarie. Nel testo si prevedono incontri programmatici su base annuale tra i rappresentanti della Regione e del ministero, manifestazioni in campo artistico, artigianale e musicale con mostre dedicate all'arte, all'architettura, alla cultura d'impresa locale.
Particolare attenzione sarà riservata alla formazione del personale che opererà nel settore della promozione della cultura, in Italia e all'estero, attraverso un Master in ''Management culturale internazionale'', curato dall'Università di Genova. Avranno rilievo, inoltre, iniziative dedicate a Genova ''capitale della cultura 2004'', che prevedono, tra l'altro, un'importante tournée dell'Orchestra filarmonica giovanile di Genova nelle principali capitali europee.
giovedì, marzo 06, 2003
Il segnalibro dell'APCSicilia: arriva un 'Ministro degli Esteri', l'incarico da Cuffaro
Palermo, 6 mar. (Adnkronos) - Anche la Regione Siciliana ha il suo 'ministro degli Esteri'. Il Governatore dell'isola, Salvatore Cuffaro, secondo quanto apprende l'Adnkronos, aveva richiesto nei mesi scorsi, un consigliere diplomatico per gli Affari internazionali, che gli è stato assegnato nell'ottobre del 2002 dall'allora ministro degli Esteri ad interim, Silvio Berlusconi.
Cuffaro, nonostante lo statuto speciale dell'isola non preveda alcuna autonomia in ambito di politica internazionale, ha sfruttato l'opportunità offerta dalla riforma del titolo V della Costituzione, secondo la quale il governo italiano può inviare un consigliere diplomatico presso le regioni che ne facciano istanza. Proprio come hanno fatto la Lombardia, la Campania e la Toscana.
Il 'ministro' inviato in Sicilia e' Salvatore Cilento, a cui è stato affidato un incarico di consulente presso la Presidenza della Regione. Cilento, che avrà il compito ''di programmare - spiega all'Adnkronos - iniziative in politica estera e, comunque, di impatto internazionale, utili alla Sicilia e operare raccordi all'interno della struttura diplomatica tra Roma e la Regione, individuando, se possibile, linee strategiche''.
Ma uno dei temi che sta più a cuore al ministro Cilento, è la promozione della cultura siciliana ''poiché da qualche tempo la valorizzazione delle proprie risorse culturali è ritenuta una componente fondamentale in politica estera''. Cilento, originario di Santo Stefano di Camastra (Messina), si è laureato a Palermo in Scienze politiche. E' stato consigliere diplomatico ad Atene, Tripoli, Budapest e ambasciatore a Zagabria. Oggi ricopre la carica di ministro plenipotenziario presso il Ministero degli Esteri.
martedì, marzo 04, 2003
Il segnalibro dell'APCItaliano: Ciampi inaugura a Firenze prima mostra storia lingua
Firenze, 4 mar. - (Adnkronos) - La lingua italiana si mette in mostra, in attesa di vedere la nascita di un museo dedicato al nostro idioma nazionale. Dal 13 marzo sarà allestita a Firenze, presso la Galleria degli Uffizi, dove resterà aperta per sei mesi (fino al 30 settembre) una grande esposizione dedicata alla storia dell'italiano, la prima di questo genere. A promuovere l'evento è la Società Dante Alighieri di Roma, presieduta dall'ambasciatore Bruno Bottai, che ha già ricevuto il patrocinio del Quirinale. E sarà proprio il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi a tagliare il nastro. E sempre Ciampi ha scritto anche la presentazione del catalogo dell'esposizione, sottolineando l'importanza della lingua per l'identità nazionale.
La mostra, intitolata ''Dove il sì suona. Gli italiani e la loro lingua'' (una definizione del nostro idioma data da Dante Alighieri nel canto XXXIII dell'Inferno nella ''Divina Commedia''), sarà un percorso tra codici miniati, opere d'arte, libri antichi e più recenti, manoscritti d'autore ma anche manifesti pubblicitari e cinematografici, e fotografie storiche.
Curatore scientifico è il professor Luca Serianni, docente di Storia della lingua italiana all'Università 'La Sapienza' di Roma e socio dell'Accademia della Crusca, il quale ha guidato un gruppo di quattro studiosi che hanno preparato l'allestimento della rassegna. In mostra spiccano per valore simbolico alcuni cimeli della storia letteraria italiana, a partire da un rarissimo codice della ''Divina Commedia'' (la copia donata da Boccaccio al Petrarca) e da una copia del ''Decameron'' di Giovanni Boccaccio (il cosiddetto Codice Hamilton), con annotazioni autografe, recentemente identificate, dello stesso scrittore poeta trecentesco.
Saranno esposti al pubblico anche autografi originali dei padri della lingua italiana, come, tra gli altri, Francesco Petrarca, ma anche scritti di illustri autori come Ludovico Ariosto, Niccolo' Machiavelli, Alessandro Manzoni, Ugo Foscolo, Giacomo Leopardi, Galileo Galilei. Tra gli autografi esposti anche quello dell'''Orlando Furioso'' di Ludovico Ariosto e quello della ''Gerusalemme conquistata'' di Torquato Tasso, oltre alle grammatiche e ai dizionari fondamentali per la definizione attuale della lingua italiana.
Saranno visibili inoltre quadri che ritraggono illustri personalità delle patrie lettere, tra cui il celebre ''Alessandro Manzoni'' del pittore Francesco Hayez. Una sezione sarà riservata all'Accademia della Crusca, presente con il primo ''Vocabolario degli Accademici della Crusca'' del 1612. Sarà allestita anche una sezione con strumenti elettronici che permetteranno al visitatore di entrare in contatto diretto con un tema apparentemente astratto come quello della lingua.
La mostra, negli intenti della Società Dante Alighieri, dovrebbe essere un primo passo anche in vista della costituzione, sempre a Firenze, del Museo della Lingua italiana.
lunedì, marzo 03, 2003
Il segnalibro dell'APCVeneto: accordo per promozione culturale all'estero
Roma, 3 mar. - (Adnkronos) - Il sottosegretario agli Affari Esteri Roberto Antonione e il presidente della regione Veneto Giancarlo Galan firmeranno il 6 marzo a Venezia, presso la sede della regione Veneto, una dichiarazione d'intenti per la promozione della cultura veneta all'estero, attraverso la rete di Ambasciate, Consolati e Istituti italiani di cultura.
L'accordo fa parte di un progetto che il ministero degli Esteri sta realizzando, con la collaborazione di tutte le regioni italiane, per valorizzare le tradizioni locali e regionali, nel quadro di un più ampio programma di promozione della cultura e dell'immagine dell'Italia nel mondo. In questa prospettiva il ministero ha fissato le culture regionali come tema per il 2003-2004.
La firma della dichiarazione con la regione Veneto segue le intese già operanti con la Toscana, l'Emilia Romagna, il Piemonte, con numerose fondazioni culturali e bancarie e con altre importanti istituzioni. Nel testo si prevedono incontri annuali tra i rappresentanti della Regione e del ministero, manifestazioni in campo artistico ed artigianale, con mostre dedicate all'arte, all'architettura, al design, al teatro, con particolare riferimento alla commedia dell'arte, nonché cicli di conferenze sulla cultura d'impresa. Particolare attenzione sarà riservata al settore degli scambi giovanili e alle comunità venete nel mondo per favorire il soggiorno all'estero di giovani artisti veneti e l'ospitalità in Veneto di giovani artisti stranieri.
