venerdì, maggio 30, 2003

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Istituti cultura: Frattini annuncia avvio iter di riforma

Roma, 30 mag. - (Adnkronos) - Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, annuncia l'avvio in data odierna dell'iter relativo al provvedimento di riforma degli Istituti italiani di cultura, da tempo atteso dal mondo culturale italiano e dalle categorie interessate. Il provvedimento sarà sottoposto all'esame del parlamento dopo il necessario concerto con le amministrazioni interessate.
Il disegno di legge, che modifica la legge 22.12. 1990 n. 401, è stato elaborato d'intesa con il Presidente della Commissione nazionale per la promozione della cultura italiana all'estero, Mario Baccini, ed è diretto a far conoscere e a valorizzare nel mondo l'immenso patrimonio culturale di cui l'Italia dispone, sia nelle sue espressioni nazionali sia in quelle regionali e locali. Il testo di riforma riconosce il ruolo fondamentale della cultura, della lingua e della scienza italiana, quali formidabili strumenti di affermazione all'estero del nostro Paese e quali veicoli privilegiati e di sostegno all'internazionalizzazione del ''sistema Italia'', e prevede ampie forme di collaborazione fra sistema pubblico e mondo imprenditoriale.
I principali elementi di novità rispetto all'attuale legge riguardano l'aumento delle risorse a disposizione della politica di promozione culturale, in particolare per gli Istituti italiani di cultura all'estero, con la previsione di concorsi pubblici; l'incremento delle attività di cooperazione scientifica e tecnologica in quanto strumento di affermazione dei settori più avanzati della nostra ricerca con ricadute positive in termini di competitività del sistema produttivo italiano; il sostegno all'attività di formazione all'estero di giovani artisti italiani attraverso l'istituzione di borse di studio; la piena utilizzazione delle nuove tecnologie multimediali e telematiche, in particolare con la creazione di un centro di documentazione e di una banca dati per la raccolta, l'elaborazione e la diffusione dei dati relativi alla vita culturale italiana nelle sue varie espressioni.

giovedì, maggio 29, 2003

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Cónsul de Italia admitió que cobró por agilizar trámites de ciudadanía

La Voz del Interior, Córdoba, Argentina, 22 de mayo de 2003
El cónsul de Italia en Córdoba, Nicola Di Tullio, admitió que hasta hace pocos meses algunas personas pagaron distintas sumas para agilizar los trámites de la ciudadanía italiana, pero argumentó que ese dinero se destinaba al Instituto Italiano de Cultura, para programas y eventos culturales.

Di Tullio dijo a este diario que el Ministerio de Relaciones Exteriores de su país decidió suspender esta operatoria hace pocos meses, por temor a que se generara algún escándalo.

El caso se inició a partir de la declaración de un testigo anónimo al noticiero televisivo Crónica 10 Segunda edición, el pasado lunes. La persona dijo que tenía sus papeles en orden y un contrato laboral para trabajar en Italia. El entrevistado relató que el cónsul le ofreció apurar el trámite si la empresa que lo había contratado realizaba una donación de dos mil dólares para financiar una actividad cultural del Instituto Italiano de Cultura.

Ayer, el funcionario admitió: “Si hay alguien que tiene recursos y mucho apuro pero carece de tiempo para hacer colas y esperar turnos, y me propone financiar un programa cultural o un evento gratuito para el público, le hago el pasaporte”. Ante las dudas sobre el destino del dinero y las cuentas a las que se pedía depositar (una en Nueva York y otra en Córdoba, ambas de la Banca del Lavoro), Di Tullio afirmó: “Nadie cobra en efectivo. Se paga por transferencia bancaria a una cuenta del Instituto Italiano de Cultura”.

Prioridades

En un intento por explicar la situación, Di Tullio argumentó que el consulado italiano está desbordado por los pedidos de ciudadanía y que hay casi 5.500 carpetas familiares (30 mil personas) que esperan una respuesta. “No tenemos un ejército de empleados ni recursos para atenderlos a todos inmediatamente”, dijo el funcionario, quien explicó que por esa razón existe un sistema de prioridades.

La “prioridad uno” la tienen los pedidos de fuera de Argentina, realizados por personas con problemas legales o en clandestinidad. La segunda prioridad es para argentinos que ya consiguieron contratos laborales, mientras que la tercera se relaciona con cuestiones humanitarias (discapacitados, enfermos que requieren atención médica urgente, etcétera).

–¿Cobrar por agilizar los trámites es una práctica normal en otras provincias argentinas o en otros países?

–No creo, porque fue una idea mía. Nació cuando un empresario portugués me planteó su problema para abrir una empresa lo más rápido posible, y dijo que estaba dispuesto a todo. No pensé en enriquecerme yo sino en el Instituto Italiano de Cultura, que tiene un presupuesto de 200 mil dólares, que no alcanza.

–¿Por qué se suspendió esta práctica?

–Por la preocupación del Ministerio de Relaciones Exteriores de que podría haber inconvenientes. Hubo otros motivos, pero esa es la síntesis. Me preocupo por difundir la cultura de mi país, especialmente en épocas de crisis. No le cobro a nadie que no se lo pueda permitir. Los que tienen plata, tienen esa ventaja. Pero mi interés es nacional.

La embajada de Italia en Argentina prometió emitir un comunicado al respecto, pero al cierre de esta edición no había ninguna respuesta.
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Notiziario NIP - News ITALIA PRESS agenzia stampa - N° 103 - Anno X, 29 maggio 2003

"Un illegale giro d'affari e ricezione di tangenti"

E' quello contro cui si solleva l'AINEE dinanzi alle dichiarazioni del Console Italiano a Cordoba, Nicola Di Tullio, che ammette di aver preso tangenti al fine di accelerare le pratiche di cittadinanza.

Torino – Si sono già fatte sentire le prime polemiche alla notizia, apparsa in questi giorni sul giornale argentino La Voz del Interior, riguardante le tangenti che, per ammissione del Console Italiano a Cordoba, Nicola Di Tullio, il Consolato argentino avrebbe preso al fine di accelerare le pratiche di cittadinanza di chi ne avesse fatto richiesta. Nonostante l'affermazione che le somme accettate sarebbero state destinate al locale Istituto Italiano di Cultura, per la programmazione di eventi culturali, le polemiche non sono mancate.

I primi ad esprimersi in merito alla questione sono stati i membri dell'AINEE, l'Associazione Italiani Nati all'Estero "Esperanza", presieduta da Francisco Antonio Sposato, che ha rivolto una lettera aperta al Dipartimento della Pubblica Sicurezza e al Capo della Polizia dello Stato Giovanni De Gennaro – oltre che ai Ministeri degli Affari Esteri, dell'Interno e degli Italiani nel Mondo - per denunciare questa "violazione delle attuali leggi di cittadinanza, e altre leggi, comprese le posteriori circolari d'adempimento amministrativo, che servono per regolarizzare la situazione anagrafica dei cittadini italiani nati all'estero".

Ma, al di là di definire questi fatti quale "un illegale giro d'affari e ricezione di tangenti", l'AINEE sostiene che "le dichiarazioni del Console Generale Nicola Di Tullio siano solo la punta dell'iceberg", confermando così la situazione "che abbiamo denunciato, in varie occasioni, d'associazione illecita per delinquere".

Per questo "questa Associazione fa una pubblica denuncia, e, di fronte alla gravità del tema che ci occupa, si augura che intervenga immediatamente la DIGOS in tutta questa faccenda"; inoltre "offriamo e mettiamo a sua disposizione tutta la documentazione che abbiamo in nostro possesso, che possa servire di prova, per far chiarezza fino in fondo. E' nostro sospetto che vi possano essere coinvolti funzionari del Ministero degli Affari Esteri, Funzionari del Ministero dell'Interno, Funzionari del Pubblico Ministero di diversi comuni, Personale consolare, studi d'avvocati, con sede in Argentina, Spagna e Italia, Gestori, membri del CGIE, e naturalmente altre persone che non siamo in grado d'identificare. Sarà giustizia".
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L'IMMAGINE DELL'ITALIA ALL'ESTERO

Il Ponte, giugno 2003
Quello di dare un senso nuovo alla promozione della cultura italiana nel mondo è stato l'obiettivo della conferenza sul tema "L'identità e l'Immagine dell'Italia all'estero. Prospettive della promozione della cultura e della lingua italiane negli anni 2000" . Una conferenza che fra il 31 marzo e il 2 aprile ha riunito a Roma i direttori degli 88 Istituti Italiani di Cultura esistenti in 62 paesi dei 5 continenti alla presenza, fra gli altri, del Ministro degli Esteri Franco Frattini, del Sottosegretario agli Esteri on. Mario Baccini, del Direttore Generale per la Promozione Culturale, Ambasciatore Francesco Aloisi de Lardarel, del Ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani e del Ministro per gli Italiani nel Mondo, Mirko Tremaglia.
Introducendo i lavori il ministro Frattini ha annunciato la nascita di una "Fondazione Italia" che avrà il compito di agire come una cabina di regia per coordinare le attività di promozione del Paese. Una promozione che, ha detto Frattini, è un obiettivo principale della stessa politica estera. Per fare un esempio il ministro ha parlato del Mediterraneo che nel semestre di presidenza di turno della Ue sarà per l'Italia "una carta da giocare nell'ambito delle iniziative di pace in Medio Oriente" e ciò "non potrà prescindere da un'azione forte e mirata per la promozione del dialogo interculturale".
La Fondazione Italia sarà, insieme ad una riforma degli Istituti Italiani di Cultura, fra gli elementi principali di innovazione contenuti in una legge organica che sarà presentata in Parlamento nel corso dell'estate. La riforma avrà il compito di correggere alcune carenze e i fattori strutturali che hanno impedito agli Istituti di Cultura di operare in modo coordinato con l'amministrazione degli Affari Esteri e che troppo spesso hanno reso le loro attività casuali e non rispondenti ad un progetto unitario che rispecchi una strategia di politica culturale di ampio respiro. Il sottosegretario agli Esteri Mario Baccini ha presentato gli obiettivi della riforma che fra l'altro si proporrà di rafforzare le competenze della Commissione Nazionale per la Promozione della Cultura Italiana all'Estero in modo da renderla un organo di coordinamento tra le varie Amministrazioni dello Stato che si interessano di lingua e cultura. Il tutto allo scopo di fornire indirizzi, orientamenti e priorità operative nell'attività di promozione della cultura, della lingua e della scienza all'estero. Anche gli Istituti Italiani di cultura andranno potenziati attraverso misure di formazione del personale e di modernizzazione delle strutture, che dovranno utilizzare sempre di più la rete informatica. E ai direttori verrà affiancata una figura professionale "di chiara fama" il cui settore di competenza li renderà utili ad esempio negli anni tematici come "consulenti di elevato prestigio" di volta in volta in diversi paesi.
Nella conferenza si è parlato molto degli strumenti moderni per la promozione culturale: il crescente ricorso a Internet da parte degli Istituti, la collaborazione con Rai International, Rai Educational e Rai Sat, per non parlare della collaborazione con il consorzio FORCOM, che unisce molte università italiane, per la diffusione dei corsi di lingua e cultura on line.
Ma nel ruolo crescente dei nuovi media, come ha spiegato il direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen Sergio Scapin, è importante anche l'uso dei blog (contrazione linguistica di web e log). "Il nostro blog - ha detto Scapin - funziona per tenere aggiornati gli utenti ed inviare agli iscritti la nostra newsletter".
In Danimarca l'Istituto Italiano di Cultura fa largo uso di Internet per un rapporto diretto col pubblico. E la Danimarca è stata prescelta, insieme ad altri 7 paesi, per la sperimentazione del progetto Web-Minds che si propone in collaborazione con l'Università la Sapienza di Roma, di introdurre le più avanzate tecniche innovative di comunicazione. Il progetto mira a creare un portale della cultura italiana raccogliendo i documenti multimediali caratteristici dell'immagine culturale italiana (arte, letteratura, cinema, storia, rassegna culturale della stampa ecc..) e diffonderli agli utenti nel mondo.
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ORNELLA VANONI IN CONCERTO AL TEATRO MUNICIPALE DI TUNISI GRAZIE ALL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA

TUNISI\ aise\29 maggio 2003 - Un recital di Ornella Vanoni avrà luogo presso il Teatro Municipale di Tunisi nella serata del 3 giugno. La cantante, che sarà accompagnata al pianoforte da Natalio Mangalavite ed alla chitarra da Michele Ascolese, eseguirà una carrellata dei suoi maggiori successi dagli anni '50 ad oggi. Per la Tunisia si tratta di un vero e proprio evento, anche perché la grande Signora della canzone italiana si esibisce in questo Paese per la prima volta. Peraltro il concerto della Vanoni, da sempre sinonimo di fascino e di raffinatezza, ben si inserisce nel mese dedicato dall'Istituto italiano di Cultura di Tunisi alla moda italiana degli ultimi Cinquanta anni, con l'esposizione, inaugurata lo scorso 19 maggio presso l'Acropolium di Cartagine, della collezione del Museo della Moda della Fondazione Sartirana Arte di Pavia "Vestire italiano. Miti e realtà". (aise)
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A proposito di ''nomine''
di Anonimo

Il Barbiere della Sera, 21.05.2003
Si è protestato per la "sostituzione" del(la) Direttore(a) dell'Ist. di Cultura a Bruxelles. Ma vogliamo sul serio discutere di nomine? Vogliamo ricordarci di quelle 137 fatte dal Governo Amato sul finale di mandato?

"Quando nei giorni passati si chiudevano gli ultimi atti dell’assalto a quei collegi che ancora offrono qualche probabilità di successo elettorale - tra faide interne, nomi depennati e sostituiti, qualche escluso eccellente – il centrosinistra aveva già piazzato i suoi uomini nei gangli vitali della macchina statale: 137 poltrone assegnate dal Consiglio dei ministri dal 9 gennaio scorso ai primi di marzo, con cui dovrà fare i conti chiunque andrà a governare.
26 le nomine, tra prefetti e dirigenti generali, per il ministro dell’Interno Enzo Bianco; 24 per Giovanna Melandri (tra cui 4 componenti del Consiglio per i beni culturali e ambientali, 26 superdirettori e sovrintendenti regionali e 2 vice-capi di gabinetto); 17 gli incarichi assegnati da Vincenzo Visco (come Enzo Cardi e Corrado Passera, presidente e amm. delegato Poste Spa – con un Cda ampliato da 7 a 9 membri; Giancarlo Cimoli, pres. e amm. Delegato Fs – riconfermato per altri 3 anni insieme a tutto il Cda; Francesco Mengozzi, amm. delegato Alitalia - dove è stato nominato nel Cda Carlo Tamburi, alto dirigente del Tesoro; Claudio Cappon, dir. generale Rai); 16 dal ministro della Difesa Sergio Mattarella (tra cui il capo di stato maggiore dell’Esercito Gianfranco Ottogalli; il direttore dell’Agenzia industrie difesa Giovanni Scerch; il capo dell’Opera nazionale per i figli degli aviatori, Enrico Ripamonti; il comandante della Guardia di Finanza Alberto Zignani, nominato di concerto con Ottaviano del Turco); 11 per il ministro della Giustizia Piero Fassino, seguito da Giuliano Amato con 9 nomine - come il ministro degli Esteri Lamberto Dini (tra cui l’ispettore generale della Farnesina Alessandro Vattani, figlio del segretario generale del ministero Umberto Vattani) e da Tullio De Mauro con 6 (oltre i 18 direttori regionali della nuova “scuola dell'autonomia”).

Negli enti pubblici sono state assegnate poltrone significative, come quella dell’Autorità per l’informatica (ad Alberto Zuliani, già presidente dell’Istat); dell’Istat (a Luigi Biggeri, nominato nonostante la bagarre sui dati Istat della crescita economica diffusi nelle settimane passate); del Cnr (a Lucio Bianco, fratello di Gerardo); dell’Istituto superiore della Sanità (a Enrico Garaci, già presidente Istat); di direttore esecutivo per l’Italia del Fondo monetario internazionale (a Piercamillo Padoan, già consigliere economico di Massimo D’Alema)".

da:http://www.tempi.it/archivio/articolo.php3?art=2290
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Pia Luisa Bianco a Bruxelles
di Anonimo

Il Barbiere della Sera, 18.05.2003
La vicenda Miori/Bianco e l'avvicendamento a Bruxelles (Istituto Italiano di Cultura) è vecchia di una settimana o due

A Bruxelles c'era una studiosa di chiara fama con tutte le carte in regola: nominata nel 2001, doveva rimanere in carica almeno tre anni, ma è stata liquidata molto in fretta, per fare posto a Pia Luisa Bianco. La signora in questione, prof. Sira Miori, è un'insegnante universitaria di Francese, con una notevole carriera nel settore alle spalle.

Adatta al posto, si può ritenere. La notizia della sua sostituzione è piaciuta poco agli intellettuali belgi (raccolta di firme contro), ha trovato spazio sul Frankfurter Allgemeine Zeitung (articolo in cui si adombra il "pericolo comunista" alla base della sostituzione), è stata oggetto di un paio di interrogazioni parlamentari.

Credo che Pia Luisa Bianco andrà comunque a Bruxelles: ma la storia merita di essere raccontata per intero. Non è solo un effetto (perverso) di spoil system, ma si calpestano pure le (legittime) aspettative di altri.
Cordialmente
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Prima direttora? Pialuisa va in Bianco
di il Postino

Il Barbiere della Sera, 16.05.2003
E la Serao dove la mettiamo?

Non voglio sembrare l'abbonato alla "Settimana Enigmistica" che vuole dimostrare di essere in grado di andare a "l'eredità", ma una piccola precisazione per don Basilio la voglio mandare: la prima donna ad aver diretto un quotidiano, seppur in codirezione con il marito, è stata Matilde Serao quando ha fondato il Mattino di Napoli.

Alla "povera" Pialuisa non tocca neppure questo primato. Non datemi del secchione. Con tutte le volte che i lettori telefonano per dire "scusi guardi che...", una volta tanto passo dall'altra parte del telefono anche io.
il Postino
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Pialuisa. C'è poco da ridere
di Anonimo

Il Barbiere della Sera, 16.05.2003
E allora, Mario Fortunato a Londra?

Il Barbiere della Sera ironizza sulla nomina di Pialuisa Bianco a direttore dell'Istituto Italiano di cultura di Bruxelles.

In particolare in barberia si ride a crepapelle sulla presunta qualifica di "studiosa di chiara fama".

Peccato che Don Basilio, l'anonimo fustigatore di intellettuali, non ricordi ad esempio che a Londra, la sede dell'Istituto italiano di cultura è presieduta da Mario Fortunato, giornalista dell'Espresso, di cui non si ricordano saggi immortali.
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Pialuisa, studiosa di chiara fama
di Don Basilio

Il Barbiere della Sera, 15.05.2003
La Bianco designata per dirigere l'Istituto di cultura italiana di Bruxelles

Pialuisa Bianco è una studiosa "di chiara fama". E, pertanto, andrà a dirigere l'Istituto di cultura italiana di Bruxelles. La decisione è già stata presa dal governo, con il via libera del sottosegretario agli Affari Esteri Mario Baccini, che ha la delega su questa materia.

Non restate tramortiti: è proprio così. Di norma, gli istituti di cultura vengono guidati da personale di carriera. Ma da alcuni anni, almeno quelli più importanti, possono essere affidati a degli esterni, a patto che si tratti di "studiosi di chiara fama".

Come? Dite che Pialuisa non è Umberto Eco? Ma è stata pur sempre la prima donna italiana a dirigere un quotidiano ("L'Indipendente") e ha anche vergato alcuni saggi, ultimo dei quali "L'elogio del voltagabbana", pubblicato da Marsilio.

Qualche maligno vede nella nomina non solo e non tanto il riconoscimento dei meriti scientifici della Bianco, ma anche l'intento del governo, all'inizio del semestre italiano, di normalizzare tutto ciò che di comunicazione può essere prodotto a Bruxelles, a cominciare dalla Rai. Magari non è così e Pialuisa è una gran scelta.
Don Basilio

martedì, maggio 27, 2003

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”Ein Stück Italien in Hamburg”
Fünfzig Jahre in der Hansestadt: Das italienische Kulturinstitut feiert Jubiläum

Feierten fünfzig erfolgreiche Jahre italienischer Kulturarbeit: Institutsdirektorin Dr. Madina Fabris und Kulturattaché Sergio Scapin

Hamburger Morgenpost, Mittwoch, 21. Mai 2003 - KULTUR
KIRSTEN SCHMIDT

„Das Verständnis zwischen Deutschen und Italienern und damit das Zusammenleben beider für Europa so wichtiger Völker zu fördern“ war das Ziel von Dr. Marianello Marianelli, als er im Frühjahr 1953 das italienische Kulturinstitut in Hamburg gründete.
Und auch heute, nach fünfzig zum Teil aber auch sehr erfolgreichen Jahren, geht es den inzwischen fünf festen und etlichen freien Mitarbeitern des Institutes darum, die italienische Sprache, Kultur und Lebensart bekannt zu machen. So wird in der institutseigenen Villa am Rothenbaum neben den verschiedenen Sprachkursen ein reichhaltiges und vielfältiges kulturelles Programm angeboten: Filmvorführungen, italienische Musik, Ausstellungen und Lesungen, aber auch Diskussionsrunden zu aktuellen politischen Themen, bilden das Rahmenprogramm auch zu den Feiern zum 50. Geburtstag des „Istituto di Cultura Italiano“ in Hamburg.
So ist zurzeit im Caffé Letterario eine Bilderausstellung des italienischen Künstlers Mario Maioli zu sehen, am 22.5. gibt es das „theater zum Essen“ mit dem Teatro delle Ariette, einem Zusammenschluss italienischer Schauspieler und Biobauern!, und vom 20. bis 29.6. findet in den Zeise Kinos das sechste „Festival des italienischen Films“ statt. Und es soll noch besser kommen: Um die bevorstehende Zeit des italienischen EU-Ratsvorsitzes würdig zu begehen, arbeitet das Institut an einer Ausstellung mit dreißig zeitgenössischen, international bekannten, italienischen Künstler.
Aber natürlich will man in diesen Tagen auch einen Rückblick auf die vergangenen fünfzig Jahre werfen. Hierzu stellt das Istituto di Cultura eine zweisprachige Chronik vor, die bei den zahlreichen Hamburger Freunden der Italienischen Kultur sicher so manche Erinnerung weckt. Während es in den fünfziger und sechziger Jahren noch vor allem darum ging, „Vorurteile und Irrtümer des deutschen Italienbildes“ auszuräumen, konnte der Leiter des Institutes, Dr. Sergio Scapin, bei seinem Amtsantritt 1996 bereits die Internetpräsenz des Institutes aufbauen. Heute, unter der leitung von Fr.Dr. Madina Fabris, will das Institut vor allem „Ein Stück Italien in Hamburg verwirklichen“.
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Notiziario NIP - News ITALIA PRESS agenzia stampa - N° 100 - Anno X, 26 maggio 2003

IIC di Melbourne: bentornata, Simonetta Magnani
E' il direttore reggente: era già stata in due riprese in Australia, a Melbourne e a Sydney, negli Anni '90

Melbourne - Doppi festeggiamenti all'Istituto di Cultura di Melbourne, dove un folto gruppo di intervenuti si è riunito per celebrare il successo della produzione de "La Boheme" da parte della Melbourne City Opera, e nell' occasione dare il benvenuto al nuovo direttore reggente dell'Istituto, Simonetta Magnani, appena arrivata dall'Italia.
Joseph Talia, direttore artistico e manager della Melbourne City Opera, una delle organizzazioni culturali che gode il patrocinio dell'Istituto Italiano di Cultura e del Consolato Italiano, ha ringraziato le due istituzioni italiane e gli sponsors per la realizzazione dell'opera di Puccini, "La Boheme" andata in scena al Comedy Theatre con successo di pubblico e di critica, grazie ad un cast di artisti brillanti che hanno saputo rendere le famose melodie dei quattro innammorati Rodolfo e Mimi, Marcello e Musetta con belle e potenti voci, unendo espressione emotiva e tecnica.
Talia si è dichiarato particolarmente soddisfatto della produzione che ha goduto dell'esperienza dei direttori d'orchestra Vladimir Vais e Erich Fackert, del regista Blair Edgar, e di un cast impegnato ed entusiasta.

Il console del Victoria e della Tasmania, Francesco Calogero, ha riconfermato la sua fiducia nel futuro della Melbourne City Opera che con l'aiuto del Consolato sta cercando di stabilire dei legami con teatri italiani quale l'Opera di Roma.

Il console ha quindi dato il benvenuto a Simonetta Magnani, ricordando come ella sia conosciuta dalla comunità italo-australiana di Melbourne per aver svolto le mansioni di Italian Language Adviser presso il Consolato alcuni anni fa. Calogero ha quindi messo in risalto l'opera dell'Istituto, importante strumento per la diffusione e promozione della cultura italiana non solo nella comunità australiana ma nella comunità italiana stessa: "La comunità italo-australiana sta cambiando- ha detto- la seconda e terza generazione di italo-australiani cercano sempre più dei collegamenti culturali significativi con la terra d'origine dei loro nonni e padri ed il Consolato e l'Istituto sono strumenti essenziali affinchè tali legami siano vigorosi e allo stesso tempo si rinnovino. A questo fine continua la collaborazione attiva con istituzioni italiane e australiane per dare vita ad un programma di iniziative interessanti."

La Simonetta Magnani ha espresso la sua gioia nell'essere di ritorno in Australia e particolarmente a Melbourne dove era già fra gli anni 1991-1994 e dove come Italian Language Adviser aveva allacciato numerosi e interessanti contatti con le scuole e i ragazzi e la comunità in genere. La Magnani ha quindi lavorato nel 1995 in Eritrea, ad Asmara, in un progetto bilingue come docente di Lettere nella scuola italiana coordinando corsi in lingua e cultura italiana per adulti. Dopo l'esperienza africana la Magnani si è recata in Brasile, dove ha svolto l'incarico di lettrice presso l'Università Federale del Paranà, e di consulente presso il Consolato di Curitibia. Ma è l'Australia che le è rimasta particolarmente nel cuore e quindi non ha potuto resistere a tornare nel 1998 a Sydney come lettrice presso l'Università di Wollongong, collaborando attivamente con l'Istituto Italiano di Cultura di quella città. E dopo alcuni anni a Roma presso il Ministero degli Affari Esteri eccola di nuovo in Australia, a Melbourne, come direttore reggente dell'Istituto Italiano di Cultura. "L'Australia mi piace, è un Paese che mi fa sentire bene. Sono molto contenta di esssere qui per continuare l'impegno dell'Istituto per la promozione della cultura italiana nel Victoria", ha dichiarato. Il Globo/News ITALIA PRESS

lunedì, maggio 26, 2003

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Sicilia Mondo: Azzia, promuovere cultura regionale all'estero

Roma, 26 mag. (Adnkronos) - "La cultura e la sua promozione è oggi la matrice e l'aggregante più idonea per rivitalizzare l'orgoglio dell'appartenenza e dei rapporti interattivi con le comunità italiane all'estero dove, fra l'altro, si riscontra una crescente domanda di conoscenza della lingua e della cultura italiana anche tra i giovani". Lo riferisce l'associazione "Sicilia Mondo" in una nota informativa, in riferimento alla richiesta da parte dell'associazione, al presidente della regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, per proporre al sottosegretario agli Affari Esteri, Mario Baccini, di inserire anche la regione Sicilia nei circuiti operativi che il ministero degli Esteri persegue a livello internazionale per la promozione della lingua italiana e delle culture regionali italiane.
"I presidenti di altre Regioni italiane - continua la nota - hanno da tempo firmato dichiarazioni di intenti per la promozione della cultura regionale italiana all'estero e la Sicilia è piena di beni culturali, tradizioni e storia da esportare".
"Da non sottovalutare - ha infine sottolineato il presidente dell'associazione, Domenico Azzia - il 'ritorno' in termini di conoscenza della lingua italiana ma anche di business di cui la nostra Isola ha tanto bisogno".
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Fotografia: a Praga una mostra su Mario Giacomelli

Ancona, 26 mag. - (Adnkronos) - Sarà inaugurata, giovedì 29 maggio a Praga, la mostra ''Mario Giacomelli, fotografo''. La rassegna, allestita negli spazi della Cappella dell'Istituto di Cultura Italiana a Mala Strana, un quartiere dell'antico centro storico della città, proporrà oltre cento immagini che ripercorrono una vita e che cronologicamente sono state ordinate in un allestimento curato da Mario Gerbi e Petr Karda.
All'inaugurazione, oltre l'Ambasciatore d'Italia presso la Repubblica Ceca, Paolo Faiola, sono attesi il sindaco di Senigallia, Luana Angeloni e l'assessore alla Cultura del Comune di Senigallia, Alfio Albani.
La rassegna, oltre a mostrare le 100 immagini, alcune delle quali famose e diventate poi vere e proprie icone del '900 (da 'Storie di terra' a 'Pretini' a 'Scanno' a 'Verrà la morte'), attraverso la biografia ed il calendario delle mostre e degli eventi che hanno consacrato Giacomelli alla storia della fotografia, consente l'approfondimento e la conoscenza di un personaggio e di un artista unico.
Tutto in linea e sintonia con l'attività dell'Istituto di Cultura di Praga che ha raggiunto vertici e successi riconosciuti a tutti i livelli. La rassegna comprende anche le ultime opere fotografiche di Giacomelli, quelle degli ultimi anni, quelle più scarne ed impetuose, dove il segno sembra sopraffare il volume, levigando corpi, oggetti, campi.
La mostra ''Mario Giacomelli, fotografo'', resterà aperta al pubblico fino al 19 luglio.

giovedì, maggio 22, 2003

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Esteri: III° edizione Settimana della lingua italiana nel mondo

Roma, 22 mag. (Adnkronos Cultura) - Si è svolta, presso la Sede del ministero degli Esteri, la conferenza di presentazione alla stampa da parte del sottosegretario agli Affari Esteri, Mario Baccini e del Direttore Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale, Francesco Aloisi de Lardarel, per la presentazione dell'antologia della scrittrice Dacia Maraini, sintesi conclusiva del concorso letterario "Scrivi con me", bandito dalla Farnesina con la collaborazione dell'Accademia della Crusca, in occasione della seconda settimana della lingua italiana del mondo appena conclusasi.
"Il libro della Maraini - afferma Aloisi - è uno dei segni tangibili della edizione appena terminata della settimana della lingua italiana. Il primo anno abbiamo coinvolto nel nostro progetto gli 88 istituti italiani della cultura sparsi per il mondo. Nella seconda edizione abbiamo coinvolto anche gli italianisti di tutto il mondo e le associazioni per la diffusione della lingua italiana svizzere. Quest'anno, con la terza, allargheremo ancora di più i nostri orizzonti anche perché l'evento cade in concomitanza con il semestre di presidenza italiana dell'UE".
Nell'occasione, infatti, è stata presentata anche la terza edizione della settimana della lingua italiana. A spiegare i contenuti di questa nuova edizione è stato Mario Baccini: "La grande rispondenza dell'iniziativa legata al libro è il miglior premio all'impegno profuso dalla Maraini e dal ministero degli esteri nel realizzare il progetto. La terza edizione si svolgerà dal 20 al 25 ottobre prossimi e sarà centrata sui seguenti temi: il contributo della cultura e della lingua italiana al consolidamento dell'identità nazionale ed alla formazione della cultura europea; letteratura e giornalismo delle comunità italiane all'estero; il giornalismo italiano nel mondo attraverso gli articoli di corrispondenti ed inviati speciali sulla cultura e le società locali con l'iniziativa, per gli studenti universitari stranieri, "In diretta con l'Italia", un elaborato redazionale su tematiche riguardanti l'essere italiano".
Tra le iniziative programmate per la prossima edizione figura nuovamente il concorso "Scrivi con me" per il quale lo scrittore Alberto Bevilacqua ha prodotto un racconto intitolato "Il mistero della moglie scomparsa" che, privato del suo finale, verrà proposto agli studenti in tutto il mondo affinché elaborino una propria personale conclusione.
È quello che hanno fatto, per il libro della Maraini, intitolato "Berah di Kibawa", 12 ragazzi selezionati tra i numerosissimi che hanno aderito all'iniziativa, le cui conclusioni sono andate a completare lo stesso racconto della scrittrice che parla del mondo africano con la sua povertà ed i suoi enormi problemi. "Io ho sempre detto - spiega la Maraini - che leggere un libro significa riscriverlo. Lo spirito di questa iniziativa era premiare quei ragazzi che hanno avuto più originalità e più stravaganza nel concludere il racconto e posso assicurare che da parte loro c'è stata molta serietà nel farlo".

martedì, maggio 20, 2003

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Farnesina: il 22 sarà presentata Antologia Dacia Maraini

Roma, 19 mag. - (Adnkronos) - Sarà presentata il 22 maggio alla Farnesina, nel corso di una conferenza stampa del sottosegretario agli Esteri Mario Baccini e del direttore generale per la promozione e la cooperazione culturale Francesco Aloisi de Larderel, l'antologia della scrittrice Dacia Maraini, sintesi conclusiva del concorso letterario ''Scrivi con me'' bandito dalla Farnesina con la collaborazione dell'Accademia della Crusca, in occasione della ''II Settimana della Lingua Italiana nel mondo'' 2002.
Il libro, edito da Gremese, raccoglie - oltre al racconto della Maraini ''Berah di Kibawa'' nella sua stesura completa - i dodici finali selezionati tra quelli elaborati dagli studenti delle scuole secondarie italiane all'estero.
Nella stessa occasione sarà presentata anche la III edizione della ''Settimana della lingua italiana nel mondo'', in programma dal 20 al 25 ottobre 2003, che sarà centrata sui seguenti temi: il contributo della cultura e della lingua italiana al consolidamento dell'identità nazionale e alla formazione della cultura europea; letteratura e giornalismo delle comunità italiane all'estero; il giornalismo italiano nel mondo attraverso gli articoli di corrispondenti e inviati speciali sulla cultura e le società locali. Tra le iniziative programmate figura nuovamente il concorso ''Scrivi con me'' per il quale lo scrittore Alberto Bevilacqua ha prodotto un racconto intitolato ''Il mistero della moglie scomparsa'' che, privato del suo finale, verrà proposto agli studenti in tutto il mondo affinché elaborino una propria personale conclusione.

giovedì, maggio 15, 2003

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Cultura: Dante svedese ponte tra Scandinavia ed Europa

Helsingborg, 15 mag. (Adnkronos) - "La Svezia è un Paese molto dinamico e la sua posizione geografica facilita il suo compito di ponte ideale tra Scandinavia ed Europa. Helsingborg, poi, si trova all'estremo sud del Paese, a ridosso dello Stretto che lo separa dalla Danimarca. La regione di Öresund, ormai riconosciuta a livello europeo, comprende tutta la zona costiera, sia svedese che danese, la 'Dante' locale, insieme a quella di Malmoe, può davvero collegare culturalmente la Scandinavia all'intero continente Europeo". Con queste parole Gianni Poli, presidente del comitato della societa' "Dante Alighieri" di Helsingborg, ha salutato il segretario generale della Dante Alighieri, Alessandro Masi, in visita in Svezia, in occasione del venticinquesimo anniversario della costituzione della "Dante Alighieri" di Helsingborg.
"Ricevere il dottor Masi - ha aggiunto Poli - è stata per noi prima di tutto una piacevolissima sorpresa e poi naturalmente un grande onore, perché riteniamo questo incontro una tappa fondamentale per il nostro comitato, che da oggi intende intensificare i rapporti con la sede centrale e far sì che le comunicazioni tra noi e Roma siano più continue e intrise di profonda e concreta collaborazione. La visita del segretario generale, inoltre, testimonia la forte volontà della "Dante" di rafforzare ulteriormente la presenza italiana in Scandinavia, dove la società è presente con numerose sedi in Svezia, Danimarca, Norvegia e Finlandia".
"Uno dei punti di forza del comitato - ha continuato il presidente Poli - è lo stretto contatto con l'università locale con la quale organizziamo dei corsi trimestrali diurni e serali di lingua e cultura italiane, ai quali partecipano 150 studenti a trimestre. Infine, devo sottolineare con immensa soddisfazione, che in Svezia l'italiano, come numero di studenti frequentanti, è la prima lingua in assoluto".
Erano presenti all'incontro anche il direttore dell'Istituto italiano di cultura di Copenaghen, Sergio Scapin, e il presidente del comitato della Dante di Malmoe, Maddalena Bottelli.
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Egitto: cresce l'attenzione per la cultura italiana


Roma, 15 mag. - (Adnkronos/Aki) - ''La lingua e la letteratura italiane rivestono un ruolo di primo piano nell'insegnamento delle lingue straniere in Egitto'' spiega all'Adnkronos International il professor Salama Muhammed Soliman, presidente dell'Istituto Superiore di Lingue del Cairo e docente di letteratura italiana all'Università egiziana 'Ain Al-Shams', a Roma per ricevere dalle mani del presidente della repubblica Ciampi il premio nazionale per la traduzione. Salama ha sottolineato come ''gli studenti egiziani apprezzino soprattutto i classici italiani, come pure il teatro di Goldoni e di De Filippo''.
Nella sola università di 'Ain Al-Shams (una delle più grandi in Egitto) gli studenti del dipartimento di italiano sono circa 2.000, un dato che, il prof. Salama sottolinea, non accenna a diminuire. ''Gli studenti sono soprattutto attratti da studi comparati dove emergono le similitudini fra i personaggi di autori noti italiani, come De Filippo, e i protagonisti delle storie di scrittori egiziani, come quelli di Naguib Mahfouz, Nobel per la letteratura '', spiega Salama. Personaggi che sono 'di casa' al teatro dell'Opera del Cairo: un esempio fra i tanti, la 'Filomena Marturano' di Eduardo De Filippo, andata in scena in diversi allestimenti nel corso degli anni.
Il 'motore' di questa opera di diffusione della cultura del Belpaese è l'università di Ain al-Shams, da sempre all'avanguardia nell'insegnamento della lingua e della letteratura italiana in Egitto, ma anche in tutta la regione. Come spiega Annunziata Cervone direttrice dell'Istituto italiano di Cultura del Cairo, ''Gli studenti di 'Ain al-Shams non solo hanno l'opportunità di approfondire lo studio della lingua grazie ad un magistero di due anni, ma possono anche proseguire i loro studi fino al dottorato, caso unico in un'università in Medio Oriente''.
Ma l'italiano in Egitto può essere studiato in altre realtà importanti, come l'Università del Cairo - la più grande del paese - e l'Università Islamica di al-Azhar, dove il ristretto numero di studenti acquista una rilevanza particolare per l'impronta prettamente conservatrice e tradizionale dell'insegnamento. Un numero consistente di studenti privati frequenta anche i corsi dello stesso Istituto Italiano di Cultura del Cairo che annualmente registra oltre 2000 iscritti, fornendo anche corsi di lingua e di aggiornamento per docenti egiziani di lingua italiana. ''L'italiano viene insegnato come seconda lingua anche in numerosi istituti superiori egiziani. Il numero degli studenti si aggira intorno alle 4000 unità'', conclude la Cervone.

martedì, maggio 13, 2003

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DANIMARCA: SEGAFREDO APRE NUOVA FILIALE

(ANSA) - COPENAGHEN, 13 MAG - Il gruppo Segafredo Zanetti, gia' presente in 43 paesi, in 20 dei quali con proprie Societa' locali, ha ormai anche una filiale in Danimarca.
La nuova societa', Segafredo Zanetti DK, e' stata presentata oggi a Copenaghen dal presidente Massimo Zanetti, nel corso di una colazione alla presenza dell'ambasciatore italiano in Danimarca, Antonio Catalano di Melilli, della responsabile dell'ufficio locale dell'Ice Margherita Lo Greco, e del direttore dell'Istituto italiano di Cultura Sergio Scapin.
Nei prossimi giorni la Segafredo Zanetti DK sara' presentata alla stampa locale con un grande evento in una discoteca della capitale. Obiettivo della nuova societa' e' di promuovere direttamente l'immagine e la vendita dei prodotti del gruppo, gia' peraltro largamente presenti sul mercato danese.
Il gruppo Segafredo Zanetti, controllato al 100% da Massimo Zanetti che a partire dal 1973 lo ha allargato a dimensioni mondiali, produce complessivamente 62mila tonnellate di caffe' con un giro d'affari di 570 milioni di euro e duemila dipendenti. Trecento caffetterie nel mondo portano il marchio Segafredo ed esercitano una funzione di ''ambasciatori della cultura del caffe' ''.
Il gruppo vende i prodotti della ''Linea bar'' agli operatori della gastronomia e i prodotti della ''Linea Alimentare'' ai consumatori privati.
L'avvio dell' attivita' in Danimarca sara' segnalato dalla presenza per tutta l'estate di una caffetteria mobile che si spostera' nella capitale danese seguendo i vari avvenimenti della stagione.
Con l'Istituto di Cultura e' stata anche lanciata una riflessione sulla possibile sponsorizzazione di eventi che abbiano come obiettivo la promozione della cultura italiana. (ANSA).
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LA CULTURA ITALIANA ANDRA' IN SCENA IN CONCOMITANZA CON IL SEMESTRE DI PRESIDENZA UE

Europalia 2003, Bruxelles tutta italiana
Vattani: “Una rassegna straordinaria”


La Stampa, 13/5/2003
Per oltre quattro mesi la cultura italiana andrà in scena a Bruxelles in tutte le sue espressioni, dalla musica al teatro, dalla pittura all’archittetura, senza dimenticare il cinema e la letteratura: concerti, mostre, proiezioni si susseguiranno nella capitale belga ed in altre città del paese dal 1 ottobre 2003 al 15 febbraio 2004, nel quadro del festival Europalia 2003 Italia. L’iniziativa, che si svolgerà in concomitanza con il semestre di presidenza italiana dell’Ue, presenterà “una serie di eventi culturali di grande prestigio e risonanza che aiuteranno a riscoprire le radici che affondano nel patrimonio comune accumulato in secoli di storia”, come ha osservato il Rappresentante permanente presso l’Ue, l’Ambasciatore Umberto Vattani, presentando oggi il programma a Bruxelles insieme ad alti esponenti del governo belga e della Fondazione Europalia. “Già qualche anno fa – ha aggiunto – prevedendo il semestre di presidenza italiana nella seconda metà del 2003 abbiamo cercato di sensibilizzare i nostri colleghi belgi perché insieme agli eventi del semestre ci fosse anche questa straordinaria rassegna culturale e siamo riusciti ad ottenere questo primo risultato.
Nel quadro del festival – che ha ottenuto il concreto sostegno del ministero degli Esteri – sono previste 27 esposizioni e oltre 100 concerti, accanto a decine di conferenze, incontri e seminari che permetteranno di effettuare una escursione a 360 gradi nella cultura italiana, attraversando tempo e storia, dalla Roma antica al rinascimento fino al futurismo e agli anni ’50 per arrivare alle avanguardie e ai giovani artisti contemporanei.
L’eclettico programma propone una panoramica traversale che si spinge al di là delle strade più battute e mette fianco a fianco nel programma Riccardo Muti ed i Tenores di Bitti o La Nuova Compagnia di canto popolare, l’Arlecchino servo di due padroni di Giorgio Strehler e la più antica tradizionale opera dei pupi siciliani, la Venere di Urbino di Tiziano e i fumetti di Hugo Pratt fino a Giotto della Cappella degli Scrovegni di Padova e agli artisti della transavanguardia italiana.

lunedì, maggio 12, 2003

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UE: Vattani, il semestre italiano all'insegna della cultura

Bruxelles, 12 mag. - (Adnkronos/Aki) - La cultura non può essere la Cenerentola in Europa, ma è anzi essenziale per la realizzazione del processo europeo. Lo ha affermato oggi a Bruxelles l'ambasciatore Umberto Vattani, capo della rappresentanza italiana presso l'Unione europea. Questo, nel contesto della presentazione dell'edizione 2003 del festival europeo ''Europalia'', quest'anno dedicato tutto all'Italia, e che partirà in autunno per un totale di 27 mostre e 100 concerti, nonché una fitta serie di convegni e simposi. Presenti personalità di spicco, dai musicisti Riccardo Muti, Riccardo Chailly e Cecilia Bartoli, ai premi nobel Rita Levi Montalcini e Carlo Rubbia. Saranno esposte celebri opere, dalla Venere d'Urbino di Tiziano ai contemporanei. Un evento inquadrato nel semestre di presidenza italiana dell'Unione europea.
''E' la cultura - afferma Vattani - che permette di scoprire l'appartenenza comune e dare contenuto e spessore al concetto di cittadinanza europea. Per troppo tempo essa e' stata invece trascurata dalle politiche comunitarie''. E infatti il messaggio di Europalia, per Vattani, è molto preciso: ''Non possiamo oggi pensare a un potere politico ed economico che non offra ai cittadini anche tutta la ricchezza del patrimonio culturale europeo. Noi vorremmo che la cultura svolgesse un ruolo primario, anche per avvicinare i nuovi paesi che il prossimo anno si aggiungeranno all'Unione''. Non solo: l'obiettivo, secondo il diplomatico, è riuscire a portare il tema anche in seno alla Convenzione. Il tutto però nel segno della varietà: ''Noi vorremmo che tutti mantenessero la capacità creatrice propria di ogni paese, come e' capitato nelle varie regioni italiane dopo la riunificazione. Insomma l'Europa dovrebbe prendere esempio da quello che e' il panorama artistico italiano''. ''Noi vorremmo - prosegue l'ambasciatore - che i contatti tra studenti europei non escludessero le arti, sul modello che noi già abbiamo realizzato a New York, dove abbiamo potuto inviare dodici artisti italiani. Perché non fare lo stesso a Bruxelles, che è la capitale d'Europa?''.
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Cultura: la Dante premia il giornalista Tajani

Roma, 12 mag. (Adnkronos) - Con deliberazione dell'ufficio di presidenza della società Dante Alighieri, il segretario generale della Dante, Alessandro Masi ha conferito al giornalista amalfitano Angelo Tajani il diploma di benemerenza, medaglia di bronzo, nel corso dei festeggiamenti per il venticinquesimo anno della fondazione del sodalizio di Helsingborg, nella Svezia meridionale.
Angelo Tajani, da oltre 25 anni corrispondente dall'Area Nordica di quotidiani e periodici italiani e autore di alcuni volumi sull'emigrazione e la diffusione della cultura italiana in Scandinavia, ha tenuto conferenze sull'Italia presso le sezioni della Dante Alighieri di Helsingborg, Stoccolma, Malmö-Lund, Västerås e Örebro, all'Istituzione di Politica Estera dell'Universita' di Lund, agli Istituti italiani di cultura di Copenaghen e Stoccolma, nei licei e nelle scuole superiori della Svezia.
Inoltre, nel corso della cerimonia, alla quale erano presenti anche Sergio Scapin, direttore dell'Istituto italiano di cultura di Copenaghen e Birgit Giubbi, console d'Italia a Malmoe, il segretario Masi ha conferito alla fondatrice e presidente onoraria del comitato della "Dante" di Helsingborg, Emma Ossler, di origine caprese, il diploma di benemerenza, medaglia d'argento, per la lunga e operosa attività in seno al sodalizio.
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SGAMBETTI D’ISTITUTO

Molti rappresentanti dell’Italia nel mondo hanno perso o rischiano il posto. Dopo aver subito piccole o grandi scorrettezze. La loro colpa? Sono troppo di sinistra e troppo poco sensibili al business.
di Chiara Valentini

L’Espresso, 8 maggio 2003
Per un attimo la professoressa Sira Miori aveva creduto di soffrire di allucinazioni, quando la mattina del 31 marzo era entrata in fretta nella grande sala del ministero degli Esteri per la riunione solenne degli 88 direttori degli istituti italiani di cultura sparsi nel mondo. Dietro la scritta che indicava la sua sede, Bruxelles, aveva avuto infatti la sorpresa di vedere che si era già seduta una donna dai capelli rosso fuoco, una faccia che aveva già visto in qualche dibattito televisivo. Solo interrogando i giornalisti aveva scoperto chi era. Si trattava dell’opinionista del “Foglio” Pialuisa Bianco, una delle quattro nomine “per chiara fama” appena decise dal ministero.
C’è infatti una legge, fatta approvare ne ’90 da Gianni De Michelis, che accanto alla maggioranza dei direttori di carriera consente al capo della Farnesina di nominare dieci intellettuali ed esperti di provato valore, dieci personaggi di spicco che tengano alto il buon nome della cultura italiana. Ma anche per questi direttori di serie A esistono norme ben precise. Devono infatti candidarsi quando una sede sta diventando libera, fare alcuni colloqui ed essere nominati per decreto. Ma nel caso di Bruxelles mancava il primissimo requisito. Sira Miori era in direttore di carriera nel peno delle sue funzioni, che nessuno si era sognato di avvertire né tantomeno di rimuovere.
Piuttosto la Miori era stata oggetto di un crescente mobbing, da quando aveva ospitato nel suo istituto, poco dopo gli attentati dell’11 settembre, l’ex procuratore di Palermo Giancarlo Caselli, a discutere di lotta di terrorismo con vari esperti. Era stato un tranquillo e affollato dibattito, ma il solo nome di caselli aveva fatto vedere rosso al sottosegretario agli Esteri con delega per gli istituti Mari Baccini, che aveva rilasciato contro la Miori dichiarazioni di fuoco. Dopo un po’ era uscita su alcuni giornali italiani la notizia che a Roma si stava pensando di sostituire la professoressa, che fra l’altro ha insegnato alla Sorbona ed è una studiosa di diritto comunitario, con un “esperto” certo più vicino al cuore del governo, il direttore dell’”Opinione” Arturo Diaconale. Ma forse per le proteste del Consiglio generale degli italiani all’estero e per l’inedita manifestazione pro Miori di centinaia di cittadini italiani e belgi, compreso il ministro della cultura Michel Muller, di Diaconale non si erano più avute notizie.
Si era fatto vivo invece il capo degli ispettori della Farnesina Alessandro Vattani, che per una settimana aveva rovesciato come un calzino l’istituto, senza trovare peraltro nessun corpo di reato. Ma da Roma rimbalzava la voce che in ogni caso quella direttrice scomoda doveva andarsene entro il primo luglio. Quando Silvio Berlusconi inaugurerà il semestre italiano di presidenza dell’Unione europea, si diceva, bisognerà fargli trovare a Bruxelles persone fidate e capaci di garantirgli la “massima visività internazionale”.
Quello della professoressa Miori è certo l’esempio più clamoroso della voglia di comissariamento che soffia sugli istituti, creature complesse e abbastanza fragili che, con mezzi e personale scarsi, dovrebbero promuovere i nostri artisti, la nostra letteratura, la nostra lingua. In un primo omento Berlusconi aveva invece deciso di trasformarli in piazzisti del made in Italy. Ma poi ha preso corpo un’idea più ambiziosa, farne anche dei propagandisti e dei supporter del governo e dei suoi successi. L’ha scritto recentemente “Il Domenicale”, il settimanale di Marcello Dell’Utri, e l’ha detto in modo esplicito Mauro Baccini, che la cultura deve diventare “il veicolo privilegiato per la promozione di interessi politici ed economici nazionali”. Sarà forse per questo che in una sede importante come Madrid, dove sta finendo il suo mandato una direttrice di valore come Luciana Rocca, è stato nominato “per chiara fama” non un intellettuale come era successo finora, ma un manager della Telecom, Patrizio Scimia, che con la cultura non sembra avere molto a che fare.
E intanto questa voglia di normalizzazione la stanno provando sulla loro pelle proprio i vecchi direttori “di chiara fama” chiamati dal governo di centro-sinistra. Qualcuno se n’è già andato spontaneamente allo scadere dei primi due anni di incarico, come il direttore dell’istituto di Stoccolma Amedeo Cottino, un sociologo con lunga esperienza di Svezia, che aveva insegnato per anni nella prestigiosa università di Umea. “Mi sono dimesso non certo perché stanco dell’incarico, ma il clima era diventato sempre più pesante. Della cultura non importava più niente a nessuno e fare un buon lavoro si rivelava impossibile”, dice lo stesso Cottino, a cui l’ambasciatore aveva poi fatto sapere che “avevamo comunque previsto la sua naturale uscita”.
Un po’ diverso il caso di Paolo Riani, direttore della prestigiosa sede di New York. Fra l’altro questo estroso architetto che aveva lavorato a lungo negli Stati Uniti, oltre che in Giappone con Kenzo Tango, era stato anche un senatore del Polo. Forse per questo all’inizio lo avevano guardato con minore ostilità. Ma la luna di miele non era durata a lungo. “Dopo aver detto più volte di no alle richieste del console di New York radicati, che insisteva per mostre di oscuri pittori e presentazioni di scrittori impresentabili, la mia stella è caduta”, dice. Anche se aveva ricevuto varie lodi da pezzi grossi della Farnesina (“Ho apprezzato molto lo spirito e il dinamismo con cui lei ha parlato dei programmi che intende portare avanti”, gli aveva scritto per esempio un’eminenza grigia come Umberto Vattani), l’architetto Riani ha saputo di non essere stato riconfermato solo il giorno in cui scadeva il suo primo biennio. Con il risultato che, fra l’altro, ha dovuto pagare di tasca propria tre mesi di costosissimo affitto per la sua casa a New York.
Certo qualcuno si è conquistato un modus vivendi. A Londra Mario Fortunato, uno dei primi ad essere messo in forse con la doppia accusa di essere “comunista” e gay, era stato riconfermato dopo una levata di scudi internazionale in suo favore. A Berlino è ancora in forse la sorte del filosofo Ugo Perone, in scadenza a luglio. Nella bellissima sede di Parigi invece ha già scritto la lettera di dimissioni Guido Davico Bonino, un intellettuale che è stato una colonna dell’Einaudi, storico del teatro ed ex direttore dello Stabile di Torino. “Me ne vado per bocciatura occulta. Ne ho abbastanza di questo clima di sinistrofobia totale, dove qualunque iniziativa che richiami il fantasma dell’impegno, dalla resistenza fino alla storia della scienza nel Novecento, è fortemente sconsigliata”.
A far entrare nella lista nera Davide Bonino era stata una mostra di 40 disegni di Altan, tutti estranei alla politica salvo l’ultimo, quello notissimo del cav. Silvio Banana. “Il sottosegretario Baccini aveva chiesto all’allora ambasciatore a Parigi di prendere provvedimenti contro di me per oltraggio allo Stato italiano. Da quel momento non c’è più stata pace”, dice Davico Bonino. Che già sta preparando la sua ultima iniziativa, una conferenza del massimo esperto manzoniano, Salvatore S. Nigro, intitolata “Veramente non dobbiamo più leggere Manzoni?”
E’ una risposta forse anche troppo colta al consiglio che era stato dato da Berlusconi di lasciar da parte testi polverosi come “I promessi sposi” per buttarsi nella sponsorizzazione del business. Chissà se gli indaffarati controllori dei nostri istituti sapranno coglierne l’ironia.

Attenti a quei due

Sono Francesco Aloisi de Lardarel e Mario Baccini, i due plenipotenziari del settore

C’è una curiosa coppia che sovrintende agli istituti italiani di cultura all’Estero. Per la Farnesina si tratta del direttore generale per la cooperazione culturale Francesco Aloisi de Lardarel, mentre per il governo l’uomo chiave è il sottosegretari agli Esteri Mario Baccini.
I due personaggi non potrebbero essere più diversi. Chi lavora con loro descrive Aloisi de Lardarel come una specie di Ponzio Pilato, alto e allampanato, che evita di prendere le persone di petto e rifugge le decisioni difficili. Esattamente l’opposto di Mario Baccini, un marcantonio diplomato in ragioneria, che sulla Navicella parlamentare ha indicato come attività preferita il karatè.
Romano, ex democristiano approdato al Ccd, Baccini si è sempre dimostrato un berlusconiano fedele (“Un golpe istituzionale” aveva definito per esempio le proposte di legge sulla par condicio), oltre che un accanito cacciatore di “comunisti”. Più che la cultura sembrava che la sua passione fosse il mattone, essendo stato fra l’altro uno dei promotori del discusso condono del 1994. Ma dopo la nomina agli Esteri, si è buttato anima e corpo nella nuova missione, compiendo anche alcune gaffe. Per esempio, quella di definire “asfissiante” la politica comunitaria dell’Unione europea. La Farnesina aveva dovuto precisare che Baccini “aveva parlato a titolo personale”.
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Il torto di stare a destra
Di Fausto Gianfranceschi

Il Tempo, 12/5/2003
Gli Istituti italiani di cultura all’estero formano un organismo prestigioso che dovrebbe avere un ruolo molto importante. Essi hanno lo scopo di promuovere la conoscenza della nostra arte, della nostra letteratura, della nostra lingua nel mondo. Dipendono dal Ministero degli Esteri e sono validamente affiancati da una società non governativa, la “Dante Alighieri” attualmente presieduta dall’ex Ambasciatore Bruno Bottai, la cui azione è molto estesa e penetrante perché si articola anche su centri autonomi formati ovunque da stranieri che amano molto l’Italia e la sua cultura.
Per contrastare la burocratizzazione dagli incarichi affidati a funzionari del Ministero (magari letterariamente non molto brillanti), nel 1990 il ministro Gianni De Michelis promosse e fece approvare una legge che consente alla Farnesina di designare dieci intellettuali di chiara fama, al di fuori della carriera ministeriale. Naturalmente costoro sono stati inviati nelle sedi internazionali più prestigiose in Europa e in America, con esiti disastrosi.
Lo stesso sistema di potere culturale gestito dalla sinistra che ha occupato scuole, università, case editrici, pubblicazioni di ogni genere, ha approfittato di questa apertura per estendersi anche all’astero. Da Londra a New York, da Parigi a Bruxelles, gli Istituti italiani di cultura sono diventati centri di propaganda del pensiero unico post-comunista e ulivista con chiusure ermetiche: ricordo che quando fu avanzata per la sede di Parigi la candidatura del medievista Franco Cardini, uno del nostri studiosi più seri e brillanti, ci fu una sollevazione intellettuale per sbarrare il passo a un candidato che aveva tutti i titoli, ma anzitutto il torto decisivo di non essere di sinistra.
Ora, con il governo di centrodestra, le cose cominciano a cambiare, e ovviamente è subito scandalo, si levano al cielo gli strilli e le lagne di cui l’”Espresso” si fa addolorato portavoce. È grave, per esempio, che alla sede di Bruxelles sia stata mandata Pia Luisa Bianco, collaboratrice del “Foglio”, quindi di destra, per sostituire una certa Sira Miori. Qual è la colpa della poveretta rimandata a casa? Oh, una sciocchezza: ha invitato a parlare nel suo Istituto l’ex procuratore di Palermo Giancarlo Caselli, quello che ha pubblicato un libro per polemizzare con l’assoluzione in primo grado di Andreotti dall’accusa di collusioni con la mafia, mentre era pendente l’appello (che poi ha confermato l’assoluzione). Che cosa c’entrano Caselli e la sua faziosità con la promozione della nostra arte, della nostra letteratura, della nostra lingua?
Assolutamente nulla: ma l’”Espresso” avrebbe preferito che la Miori rimanesse al suo posto, magari per organizzare, durante il semestre di Berlusconi alla guida del Consiglio europeo, un incontro con Borrelli o con Ilde la Rossa. Ci sarà un salutare cambiamento anche nella prestigiosa sede di Parigi, il cui incaricato attuale Guido Davico Bonino dichiara di volersi dimettere perché ne ha abbastanza “di questo clima di sinistrofobia totale”. Certo, lui preferirebbe la permanenza eterna e intangibile della “destrofobia” rasentante persino l’offesa delle istituzioni italiane. Difatti Davico Bonino ha organizzato a Parigi una mostra di disegni di Altan in cui campeggiava la vignetta del cav. Silvio Banana. Bella maniera di propagandare all’estero il buon nome d’Italia. Ben venga dunque un’iniziativa forte e decisa che riporti gli Istituti di cultura alla benemerita attività per cui furono creati.
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Papa: Farnesina, da Cracovia via ad eventi per suo Giubileo

Roma, 12 mag. - (Adnkronos) - Al via oggi a Cracovia il ciclo di manifestazioni ed eventi culturali organizzato dal ministero per gli Affari esteri italiano negli istituti di cultura italiana in 25 città del mondo su ''Giovanni Paolo II testimonial della lingua italiana'' in occasione del XXV anniversario di pontificato di papa Wojtyla. La rassegna di conferenze ed eventi dal titolo ''La mia seconda patria'' prenderà le mosse domani alle 10 dalla città natale del Papa, a Cracovia, con la partecipazione del presidente della Camera Pierferdinando Casini.
La manifestazione inaugurale, in programma all'università Jagellonica, dove il Papa fu docente e studente, verterà sul tema ''Il Signore ha scelto Te per portare la Chiesa nel Terzo Millennio.
Karol Wojtyla, vescovo di Roma'' e sarà presieduta dal sottosegretario Mario Baccini, presidente della Commissione nazionale per la promozione della cultura italiana all'estero. Con il presidente della Camera Casini interverranno i cardinali Franciszek Macharski, arcivescovo di Cracovia, Crescenzio Sepe, prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, Jozef Glemp, arcivescovo di Varsavia.
Nel corso dell'evento padre Federico Lombardi, direttore del Centro televisivo vaticano e dei programmi della Radio Vaticana, presenterà il filmato 'Dona nobis pacem' sui 25 anni del ministero petrino di Giovanni Paolo II. A rendere omaggio al Papa saranno anche gli artisti Tadeusz Malak e Amedeo Minghi, mentre il maestro Stelvio Cipriani eseguirà al pianoforte in anteprima il 'Tema di Karol', composto appositamente per la rassegna. Nel pomeriggio, alle 17,30, dal campanile della cattedrale del Wawel a Cracovia, Casini con Baccini e con i cardinali Glemp, Macharski e Sepe rivolgeranno in diretta a Giovanni Paolo II gli auguri di buon compleanno e suoneranno la campana Zygmunt, del peso di 11 tonnellate. Secondo il curatore delle iniziative del Mae, il giornalista Piero Schiavazzi, ''il Papa seguirà l'evento su Raiuno, nel corso dello speciale di mezz'ora che 'La Vita in diretta' dedica al 'giubileo' del pontificato''.
Le manifestazioni proseguiranno il 7 giugno a Buenos Aires sul ''magistero sociale di Giovanni Paolo II'', con il ministro Frattini e mons. Rino Fisichella. Seguirà il 2 luglio a Strasburgo, all'inizio del semestre italiano di presidenza dell'Ue, un evento su Wojtyla ''padre dell'Europa'' con il vicepremier Gianfranco Fini, il ministro Frattini, il vicepresidente della Convenzione Ue Amato e i rappresentanti italiani Follini e Dini. Poi, a settembre a New York, si parlerà del ruolo di Wojtyla nel mutamento dell'assetto geopolitico dal 1978 ad oggi, con diplomatici vaticani e il direttore di Limes Lucio Caracciolo.
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Überall Kommunisten
Italienische Kultur rückt nach rechts

Frankfurter Allgemeine Zeitung, 3/5/2003
Berlusconi und seine Regierung haben die Botschaft des vorurteilten Cesare Previti (F.A.Z. vom 2. Mai) wohl verstanden: „ich bin Opfer einer politischen Verfolgung“, sagte er, „aber im Unterschied zu Tortora, Mannino, Andreotti und Gava wehre ich mich auf der Stelle... das Parlament muß intervenieren ... Wenn das System nicht eingreift, wird es ein paradoxer Fall sein.“ Im Klartext: Tut etwas, den wenn ich falle, fallen andere mit. Berlusconi hat seinen Freund auch im wohlverstandenen eigenen Interesse zu verteidigen begonnen, aber darüber vergißt er die rechte Meinungsbildung auf anderen Gebieten nicht. Sein Außenminister Frattini hat den Zorn der belgischen Tegeszeitung „Le Soir“ hervorgerufen, die einen Appell belgischer Intellektueller gegen die Absetzung der verdienten Leiterin des italienischen Kulturinstituts in Brüssel, Sira Miori, abdruckt. „Le Soir“ klagt, dass die Nachfolgerin Pia Luisa Bianco, eine Quereinsteigerin, früher Chefredakteurin des „Indipendente“, der der Lega Nord nahesteht, vor allem aus politischen Gründen nominiert worden sei. Ähnliche Umbesetzungen sind laut „Le Soir“ auch in Madrid und New York vorgesehen. Zur Verteidigung Pia Luisa Biancos haben sich in Italien sofort die Stimmen einiger Abgeordneter von Forza Italia und Alleanza Nazionale erhoben. Auch der Chefredakteur von „Il Foglio“, Giuliano Ferrara, verteidigt die Mitarbeiterin seines Blattes, an dem Berlusconis Ehefrau beteiligt ist. Familienmitglieder müssen zusammenhalten.
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Anniversari/Per i 25 anni di pontificato, la visita in Polonia di Casini. Che ieri è stato ad Auschwitz
Cracovia celebra papa Wojtyla
dal nostro inviato
ORAZIO PETROSILLO

Il Messaggero, 12 maggio 2003
Cracovia - Per uno scherzo del destino, oggi vengono ricordati i due grandi pontefici che hanno chiuso i rispettivi millenni. Alla Lateranense di Roma si tiene una giornata di studi su Silvestro II, il grande uomo di lettere, scienze e filosofia che fu Gerberto d’Aurillac, Papa dal 2 aprile 999 al 12 maggio 1003. Alla Jagellonica di Cracovia comincia oggi una serie di manifestazioni su Giovanni Paolo II nel XXV anno di pontificato a cura del ministero italiano per gli Affari esteri e gli Istituti italiani di cultura con eventi che si terranno anche a Buenos Aires, Strasburgo, New York e Roma, oltre a conferenze di vaticanisti in 20 istituti italiani di cultura nel mondo.
Per quegli apparenti paradossi della storia, il primo Papa slavo che è stato il primo Papa non italiano dopo 455 anni ha rafforzato, proprio per la sua origine polacca, il ruolo dell’italiano quale lingua dei vertici della Chiesa cattolica. Il Wojtyla poliglotta è stato in questo quarto di secolo il miglior testimonial della nostra lingua e gli italiani i “testimoni ravvicinati" della sua straordinaria vicenda umana e spirituale, che ha percorso ed influenzato il mondo intero.
L’Italia rende omaggio così a chi l’ha definita «la mia seconda Patria» con questa iniziativa promossa dal sottosegretario agli Esteri, Mario Baccini, e curata dal giornalista Piero Schiavazzi, cominciando un viaggio dalla “prima Patria" di Wojtyla, la Polonia e risalendo alle fonti del suo insegnamento, da quella Università Jagellonica della quale fu alunno di filologia per il solo anno accademico 1938-39, prima che l’invasione nazista la spazzasse via nel tentativo organico di “azzerare" la nazione polacca. Ma si guarderà, oltre alle radici culturali di questo pontefice, anche al fatto che, come profetizzatogli dal cardinale Wyszynski, suo compito storico-spirituale sarebbe stato ed è stato quello di «introdurre la Chiesa nel terzo millennio».
Parte centrale della manifestazione odierna a Cracovia sarà costituita dalle relazioni del presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, del sottosegretario Baccini, dei cardinali Franciszek Macharski, suo successore a Cracovia, e Crescenzio Sepe. Concluderà il primate di Polonia, Joòzef Glemp. Nel pomeriggio la celebre campana del Wawel, Zygmunt (Sigismondo) con 2,4 metri di diametro e 8 tonnellate di peso, che 25 anni fa salutò l’elezione dell’arcivescovo di Cracovia, darà il suo rintocco d’addio per il “grazie" dell’Italia a Giovanni Paolo II.
Ieri pomeriggio, come primo gesto al suo arrivo in Polonia, il presidente Casini ha compiuto una visita al lager nazista di Auschwitz (Oswiecim). In un grande libro bianco, posto all’ingresso del capannone con i forni crematori, Casini ha scritto quello che aveva prima dichiarato ai giornalisti: «Questo luogo è il segno terribile di ciò che l’uomo riesce a fare quando perde ogni umanità: ma è anche il luogo in cui migliaia di donne, uomini e bambini che oggi vivono nella Santità eterna, come padre Massimiliano Kolbe e come tanti oscuri eroi, hanno dato dimostrazione di ciò che è l’uomo nella sua dimensione più vera. A loro e alla loro memoria si inchina il Parlamento della Repubblica italiana». Casini ha messo in guardia dai rischi d’insorgenza dell’antisemitismo e ha ravvisato la necessità dell’inchiesta della Camera «sulle pagine oscure della storia del nazifascismo italiano».
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QUIRINALE/ IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CIAMPI ALLA CONSEGNA DEI DIPLOMI DEI ‘PREMI NAZIONALI PER LA TRADUZIONE’ 1997/2002: CRESCE NEL MONDO LA DOMANDA DI LINGUA E CULTURA ITALIANE

ROMA\ aise\12 maggio 2003 - "Ringrazio tutti coloro che amano la cultura italiana e la rendono viva anche in luoghi lontani, fuori d'Europa, trasformandola nei suoni e nelle immagini di lingue così diverse dalla nostra. L'Italia vi è grata.". Nella giornata conclusiva della "Settimana della Cultura", il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, è intervenuto questa mattina alla cerimonia di consegna dei "Premi Nazionali per la Traduzione". "Vi è una domanda crescente di cultura e di lingua italiana nel mondo. – ha detto – a questa domanda dobbiamo tuttavia saper corrispondere meglio, con iniziative organizzate e strutturate, e anche investendo tutti di più, a partire dallo Stato. In questo senso – ha aggiunto Ciampi – è essenziale il ruolo di istituzioni come la Società Dante Alighieri e degli Istituti Italiani di Cultura che devono funzionare da "agenzie" dotate di elevata sensibilità e con una conoscenza profonda della cultura del Paese ospitante e capaci per questo di radicarsi e di suscitare, o risvegliare, interesse per la nostra cultura.". Ciampi ha, poi, dichiarato: "Se analizziamo i dati, in costante miglioramento, dello studio della nostra lingua, l'interesse per la cultura e per i libri italiani in paesi strategici come il Brasile, il Canada, l'Australia, costatiamo che esso proviene soprattutto dal pubblico colto di origine non italiana. Dobbiamo quindi cercare di riconquistare l'interesse dei figli e dei nipoti dei nostri emigranti. Questo è compito nostro, che non possiamo delegare. Non possiamo e non dobbiamo trascurare un patrimonio di legami, di tradizioni, di ricordi; spesso basta poco per risvegliarli.".
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Ancora un nulla di fatto in Parlamento
per la riforma degli Istituti Italiani di Cultura


Inform n. 89 del 10/5/03
ROMA - Le Commissioni Esteri e Cultura della Camera si sono riunite in
seduta congiunta per esaminare le proposte di riforma degli Istituti
Italiani di Cultura elaborate dal diessino Calzolaio e dall'esponente di
Alleanza Nazionale Malgieri. Un appuntamento che non ha però avuto gli
esiti sperati. In apertura di seduta il Sottosegretario agli Esteri
Margherita Boniver ha infatti chiesto, in considerazione dell'imminente
presentazione sulla materia in esame di un apposito disegno di legge
governativo, un ulteriore rinvio del dibattito sui provvedimenti in titolo.
Il Sottosegretario ha poi anticipato le maggiori novità che saranno
contenute nella proposta governativa di riforma della rete dei nostri
Istituti di Cultura, quali la promozione del patrimonio storico e culturale
delle regioni, l'internazionalizzazione della scienza italiana, la
possibilità di fondare e partecipare alle associazioni culturali italiane e
l'uso dei mezzi telematici. Da segnalare inoltre i questo contesto
l'opportunità di ampliare gli organici del personale della posizione
economica C2 e C3 e dell'area della promozione culturale e la possibilità
per l'amministrazione di inviare personale idoneo alla promozione culturale
presso sedi diplomatiche ove non possano essere aperti nuovi Istituti di
Cultura. Dal disegno di legge viene inoltre definito un nuovo quadro
giuridico ed un aumento di organico degli addetti scientifici,
l'ampliamento del numero dei lettori ed il loro coordinamento con
l'attività degli Istituti, l'aumento del personale assunto dall'Istituto
con contratto locale all'estero ed un allargamento della composizione della
Commissione Nazionale per la lingua e cultura Italiana all'estero che,
senza sovrapporre la propria azione alle prerogative del vertice politico e
dell'amministrazione, assumerà diverse competenze, fornendo supporto
scientifico e di consenso istituzionale alle azioni di promozione culturale
all'estero.
Gennaro Malgieri di An ha giudicato incongrua la proposta del Governo per
un'ulteriore rinvio della discussione dei provvedimenti in esame, dal
momernto che una richiesta simile era già stata valutata ed accettata dalla
Commissione undici mesi fa. Mnermtre in Parlamento giacciono proposte di
legge che non sono state ancora valutate dal Governo e che rivestono
carattere di urgenza per le precarie condizioni operative dei nostri
Istituti all'estero. Malgieri ha inoltre espresso sorpresa sia per la
mancata presenza, nel progetto di riforma promosso dal Governo, di una
concreta rivisitazione della figura dei Direttori di Istituti di chiara
fama, sia per l'assenza di un fattivo aggiornamento delle prerogative della
Commissione Nazionale che decide le nomine di tali Direttori. Dopo aver
preannunciato la presentazione di un'interrogazione parlamentare sui
criteri ai quali rispondono i Direttori degli Istituti Italiani di Cultura
recentemente nominati per chiara fama, il deputato di An ha invitato il
Governo, onde favorire un successivo abbinamento delle due proposte in
esame alla riforma elaborata dalle istituzioni, ad una rapida presentazione
del proprio disegno di legge.
Su questa questione il Presidente della III Commissione Gustavo Selva ha
annunciato che, qualora entro la fine di maggio non venisse presentato il
disegno di legge del Governo, le Commissioni procederanno egualmente
all'esame delle proposte di legge in titolo nella prima settimana del mese
di giugno. E' stata poi la volta del Presidente della VII Commissione
Ferdinando Adornato che si è associato alla decisione del Presidente Selva
ed ha messo in relazione il ritardo con il periodo in cui la presenza di un
Ministro degli Esteri ad interim che ha di fatto ostacolato una compiuta
analisi della delicata materia in esame.
Una tesi, quest'ultima, che non è stata però accettata dal deputato Valdo
Spini. Secondo il rappresentante dell'Ulivo l'allungamento dei tempi
dibattimentali delle proposte in esame andrebbe infatti esclusivamente
attribuito al Governo ed alla maggioranza che lo sostiene. Anche da Valdo
Spini è stata infine sottolineata la necessità di un incontro con un
rappresentante del Governo che chiarisca i criteri di nomina dei Direttori
degli Istituti Italiani di Cultura. Il deputato dei Ds Valerio Calzolaio,
oltre alla piena condivisione delle osservazioni di Spini e Malgieri, ha
invece auspicato, al fine di fare chiarezza, un diretto intervento del
Ministro Frattini che a tutt'oggi non ha ancora illustrato alla Commissione
le linee programmatiche del suo dicastero. Dopo aver ricordato le crescenti
difficoltà dagli Istituti italiani di Cultura e i ritardi registrati
nell'erogazione degli stipendi, Calzolaio ha chiesto assicurazioni in
merito al tempo necessario per l'esame dei provvedimenti ed ha precisato
che il suo gruppo non avrà alcuna difficoltà ad assumere il disegno di
legge del Governo come testo base per il seguito della discussione
parlamentare. Il rappresentante della Margherita Giovanni Bianchi ha poi
sottolineato il rischio che, nell'attesa del disegno di legge del Governo,
vengano effettuate le nomine dei nuovi Direttori degli Istituti Italiani di
Cultura. Dall'esponente dei Comunisti Italiani Saverio Vertone è stata
infine ribadita la necessità di elaborare una disposizione che definisca
con precisione le funzioni degli Istituti Italiani di Cultura nel mondo.
(Lorenzo Zita-Inform)

venerdì, maggio 09, 2003

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LA FESTA TRISTE DEGLI ISTITUTI DI CULTURA
di Maria Serena Palieri

Direttori dimissionati
nomine per "chiara fama"
bilanci tagliati
e una parola d'ordine:
"Diffondere il made in Italy"
E intanto il ministero
degli Esteri organizza un tour
mondiale per celebrare
Giovanni Paolo II


L’Unità, 9 maggio 2003
”Se sbaglio mi corrigete”: è l’invito che il papa rivolse ai fedeli riuniti a San Pietro, venticinque anni fa, durante il suo primo discorso in italiano. L’errore di pronuncia fu accolto, all’epoca, con affetto verso quel carismatico polacco che si cimentava con le difficoltà della nostra lingua.

Ma come sarà accolto dai frequentatori dei nostri Istituti di Cultura di Cracovia, New York, Strasburgo, Buenos Aires, Gerusalemme, in gran percentuale studenti dei corsi che gli Istituti organizzano per diffondere la conoscenza della lingua italiana all’estero? “Se sbaglio mi corrigete” è il titolo dell’ultima trovata del ministero degli Affari Esteri: sotto questa insegna, errore compreso, un aereo di Stato trasporterà tra maggio e settembre una comitiva capitanata dal sottosegretario Mario Baccini e composta da alcuni vaticanisti e diversi funzionari della Farnesina in tour nelle città elencate, per una serie di tavole rotonde sul venticinquesimo anniversario del papato di Giovanni Paolo II e sul ruolo che questo pontefice ha giocato nella diffusione della nostra lingua. Tavole rotonde rese meno pesanti da un tocco di entertainment: ci sarà anche Amedeo Minghi, perché destinato a cantare la canzone “Un uomo venuto da lontano”, mentre a Valeria Mazza andrá il compito di leggere brani dall’enciclica “Mulieris Dignitatem”. Altro che viaggio in Cina di Craxi e famigli. Primo appuntamento, questa domenica a Cracovia. Sembra non finire mai. La saga degli Istituti. Che, quasi da subito, si sono trovati a essere uno dei bersagli prediletti del nuovo governo. Perché? A tirare il bilancio di questi sgangherati due anni di politica culturale estera – se così la si può chiamare -, appare chiaro che ai nuovi inquilini della Farnesina la parola “Cultura” dà fastidio. Un fastidio viscerale. Ricapitoliamo brevemente le puntate precedenti, poi passiamo a quella nuova. A governo da pochissimo insediato, vacillano le poltrone dei direttori degli istituti di Parigi, Berlino e Bruxelles, rei di aver promosso iniziative considerate “contro”: a Parigi il palazzo di rue de Grenelle aveva ospitato una mostra di vignette di Altan, tra cui una dedicata – lesa maestà – al cavalier Silvio Berlusconi. Berlino era sospettata di simpatie per i no-global, durante le giornate di Genova, mentre Bruxelles, dopo l’11 settembre, aveva aperto le porte per un dibattito sul terrorismo nientemeno che a un magistrato “comunista”, Gian Carlo Caselli (che, ma non conta, è stato magistrato di punta nella lotta alle Brigate Rosse). E’ Berlusconi ministro degli Esteri ad interim che, a marzo 2002, spiega ai direttori dei nostri 88 istituti sparsi nei cinque continenti che far leggere Manzoni è roba obsoleta e inutile: il loro nuovo compito è diffondere il made in Italy. Così decolla il primo anno tematico, la Moda. Che i nostri Santi Stilisti vendano! Ma è un tema che parecchi Istituti, locati mettiamo in paesi con altre esigenze, come l’Albania o l’Etiopia, hanno trovato fin qui difficile sviluppare. Perciò è stato prorogato anche al 2003. Poi, un secondo anno di governo rende chiare due cose: primo, che domare e omologare le nostre ottantotto rappresentanze culturali sparse nel pianeta è un obiettivo che richiederebbe, per fortuna nostra, una bacchetta magica; secondo, che c’è un’emergenza più impellente del diffondere il made in Italy (scopo per il quale esiste comunque l’Ice). L’emergenza è un’immagine disastrata del governo Berlusconi, così come la dipingono i giornali di mezzo mondo. Ed ecco convocata di gran carriera, lo scorso trentun marzo, una Conferenza plenaria dei direttori: tanto di fretta che salta un’altra riunione che doveva tenersi a Berlino e, risulta, il ministero sborsa il doppio in biglietti aerei. I direttori, uomini e donne, e si tratta di persone apparentate al corpo diplomatico come di docenti universitari, vengono avvertiti il giorno prima che dovranno indossare un decente “abito scuro”. Non fosse mai si presentino in ciabatte e maglietta. Ma nelle stanze della Farnesina ancora echeggia la gioviale battuta che Berlusconi ministro ad interim rivolse a un navigatissimo ambasciatore, consigliandogli di togliersi “quel gilet da vecchio”. E chi entrava nel salone della Farnesina, quel giorno a fine marzo, trovava un’immagine di gruppo a sorpresa: la maggioranza dei direttori, uomini e donne, sfoggiava polemicamente una camicia nera. Quel giorno si apprendono le nuove linee guida: il mistro Frattini e la sottosegretario Boniver spiegano ai direttori che loro compito è rattoppare l’immagine “denigratoria e stereotipata” che del Bel Paese danno i giornali stranieri, in vista del semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea. Nando Adornato, in quanto presidente della Commissione Cultura della Camera, dà la parola d’ordine culturale, appunto: bisognerà credere, obbedire, combattere in nome di un nuovo Rinascimento. E da combattere ce ne sarà parecchio, visto il rilievo che la stampa internazionale ha dato in questi giorni al j’accuse lanciato da Berlusconi, imputato per corruzione, al processo di Milano. Nell’occasione vengono annunciate quattro nuove nomine: sono nomine per “chiara fama”, come previsto dalla legge che riformò la rete degli istituti nel ’91 e che dà la possibilità di nominare in sedi particolari, anziché dirigenti della Farnesina, personalità di spicco.
Claudio Angelini, giornalista Rai, diventa direttore a New York: e il primo scotto che dovrà pagare è fare buon viso alla comitiva Baccini che, come dicevamo, gli pioverà tra breve intonando in coro “Se sbaglio, mi corrigete”. A Bruxelles va Pialuisa Bianco, già direttore dell’Indipendente, ora firma del giornale della signora Berlusconi, il Foglio. Peccato che a Bruxelles siede un’altra signora: Sira Miori, laureata alla Sorbona, master in Diritto Comunitario, direttore di carriera dal ’92, nominata a Bruxelles a inizio 2001, con un contratto che, come da normativa, dura da un minimo di tre a un massimo di cinque anni. Per Sira Miori si è mobilitata l’intellighenzia della capitale belga. Pialuisa Bianco, però, è evidentemente considerata più affidabile in una sede che, con l’inizio del semestre italiano di presidenza Ue, viene considerata cruciale. Sicché la signora Miori che ha già avuto la sorpresa di trovare il suo posto occupato da un’altra nel salone della Farnesina, nei giorni successivi riceve dal ministro Frattini un laconico fax che le intima di sloggiare. Fax al quale, risulta, la professoressa oppose giusta resistenza.
A Mosca va Angelica Carpifave, a Madrid Patrizio Scimia: Carneade chi sono costoro? Ora lo vediamo. Angelica Carpifave è autrice di un testo da poco uscito da Mondatori, le edizioni del presidente del Consiglio, “conversazioni con Alessio il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie”. Ha un passato di organizzatrice di eventi culturali in Russia. Un neo: fonti sindacali interne alla farnesina ricordano un caso che sarebbe scoppiato nell’estate del 2000, quando la signora, per pasticci economici nella gestione di questi “eventi”, sarebbe stata dichiarata da Mosca “persona non gradita”. Ora Mosca, per amore o per forza, il visto dovrà concederglielo. Di Patrizio Scimia si sa che è un tecnico della Telecom e che è iscritto alla Unionquadri, e si sa che chiama il sottosegretario Baccini familiarmente “Mario”. Ora, sembrerà marziano che uno che si intende di telefoni vada a dirigere un Istituto di Cultura. Eh, no! Scimia è un manager. Peccato che nello splendido palazzo seicentesco di Calle Mayor, dove è ospitata la sede di Madrid, non ne abbiano bisogno. Perché nei giorni scorsi hanno toccato quota 2.833 studenti dei corsi di lingua italiana che organizzano e, dunque, l’Istituto è uno dei pochi a guadagnare e a non far spendere una lira al ministero. C’è di più: Luciana Rocca, già docente di Politica economica all’università di Parma, dal ’98 direttore dell’Istituto (dunque, il suo mandato scade naturalmente) è da un pezzo che è riuscita a far “fare affari” al nostro Paese. Un po’ diversamente da come l’intendono i berlusconidi. Sentite qui: la professoressa Rocca s’è accorta che gli spagnoli ci amano senza conoscerci davvero, hanno un’immagine stereotipata dell’Italia e degli italiani. Sicché in questi cinque anni ha fatto arrivare a Madrid tutto il nostro nuovo cinema, film e autori, con predilezione per i cineasti che non sono mostri sacri e per quelli meno commerciali. Per intenderci, da Calopresti a Cipri e Maresco. L’Istituto provvede a sottotitolare i film, che poi però vengono proiettati in normali sale cinematografiche: scopo, attrarre non solo i patiti dell’Italia, ma i madrileni “normali”. Risultato: file chilometriche davanti ai cinema e incremento della vendita dei nostri film in tutta la Spagna. Ma il tecnico della Telecom che le succederà deve avere altre carte da spendere: l’hanno nominato il 24 febbraio, in anticipo sulla data di scadenza per la presentazione delle candidature, il 28 febbraio. E questi sono i più recenti fatti spiccioli. Orribili. Ai quali vanno aggiunte le defezioni, nel corso di questi mesi, di alcuni bei nomi: Amedeo Cottino, sociologo, se n’è andato dalla sede di Stoccolma, Paolo Riani, architetto, è stato licenziato da New York, Guido Davico Bonino, prestigioso intellettuale “einaudiano” direttore a Parigi, a questo punto avrebbe le valigie pronte. Ma questi fatti a quale politica fanno capo? A quale idea? Per capirlo bisognerebbe avere sotto gli occhi la legge di riforma della rete gli Istituti, che il governo annuncia da un anno e mezzo. Alla Farnesina ci lavora un gruppo ristrettissimo di tecnici. E nessun’altro l’ha vista. . . . Invece s’è vista all’opera la Commissione Nazionale per la Cultura all’Estero, presieduta dal sottosegretario Baccini e composta di rappresentanze di istituzioni legate a doppio filo col ministero, dunque di necessità ossequienti. Una Commissione che sembra lavori come un governo ombra, in materia: il vero governo. E quello che si è visto è che il budget per gli istituti in due anni è sceso da trenta a venti miliardi di vecchie lire. Aleggia un’ipotesi: che il governo intenda mantenere in piedi gli Istituti più docili e più strategici in termini di propaganda politica e mandare allo sfascio il resto.
Ma, a scrutare bene, si vede un’altra cosa: che molti Istituti, magari retti da dirigenti del ministero, che non brillano di “chiara fama”, resistono, resistono, resistono. Continuano a fare cultura.


Buffet, ma non per tutti

Come si sentirà Sua Santità, a far da “cassa di italianità, di altissima qualità e profondo spessore” alla lingua italiana? Del resto se l’Alitalia è diventata il “vettore italiano che da venticinque anni ha sostituito la “barca di Pietro”, il papa può ben essere apparentato a una buona cassa di violino, magari uno Stradivari. Queste che abbiamo riportato sono soltanto due delle molte amenità contenute ne “La mia seconda patria”, programma delle manifestazioni organizzate dagli Istituti di Cultura per celebrare il XXV anniversario del Pontificato di Giovanni Paolo II. Un dettagliatissimo programma che comprende conferenze, incontri, concerti, canzoni (da Stelvio Cipriani ad Amedeo Minghi, da Tosca ad Annalisa Minetti) e viaggi, molti viaggi (nei casi in cui non è prevista la disponibilità dell’aereo di Stato, Alitalia ospiterà gratuitamente a bordo dei propri aerei relatori e artisti che partecipano alle manifestazioni). Ovviamente sono compresi vitto e alloggio, ma non per tutti. Si legge, infatti, nel programma fatto circolare che, in occasione della prima tappa a Cracovia, lunedì 12 maggio, ore 13,30 ci sarà un pranzo offerto dall’Istituto Italiano di Cultura a relatori e artisti in un ristorante di Cracovia. I giornalisti rimangono in Istituto o in albergo, in una sala predisposta per trasmettere i servizi. Andrà meglio a Strasburgo dove “per i giornalisti che rimangono a trasmettere i servizi, l’Istituto predispone un buffet …”
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An protesta: se non arriva a breve il testo del governo, il Parlamento procederà in autonomia
Slitta ancora una volta il riordino degli Istituti italiani di cultura all'estero

Secolo d'Italia, 9 maggio 2003
Roma. - E' slittato nuovamente il disegno di legge del governo sugli istituti di cultura italiani all'estero.
A darne l'annuncio ai componenti delle commisioni Cultura ed Esteri della Camera è stata il sottosegretario agli Esteri, Margherita Boniver, di Forza Italia, che ha però suscitato le proteste non solo dell'Ulivo ma anche di An.
A nome della Destra, in particolare, il presidente della commisione Esteri, Gustavo Selva, ha minacciato che, se entro maggio non arriverà il testo dell'esecutivo, il Parlamento sarà costratto a procedere autonomamente.
Il sottosegretario Boniver ha annuciato che nella proposta dell'esecutivo la novità di maggior rilievo è costituita dalla previsione esplicita, fra gli obiettivi del ministero, della promozione del patrimonio culturale delle realtà regionali italiana e dell'internazionalizzazione della cultura e della scienza italiane.
Le commisioni si erano riunite per esaminare i due disegni di legge sugli istituti di cultura all'estero, presentati dal Ds e da Gennaro Malgieri, deputato di An e direttore del "Secolo".
Il Sottosegretario Boniver, ripetendo il copione di undici mesi fa, ha chiesto alle commisioni un "ulteriore rinvio" dell'esame in attesa della proposta del governo. Parole che hanno provocato la reazione di Malgieri, il quale ha anche chiesto chiarimenti sulla elezione a sedi di chiara fama di alcune sedi di istituti italiani di cultura all'estero.
Magieri ha espresso il proprio rammarico per il ritardo nella soluzione della questione. Ha rilevato come dalla lettura del disegno di legge del governo non emerga una formulazione realmente nuova e adeguata delle figure degli istituti italiani di cultura. E ha invitato il governo a presentare rapidamente la sua proposta perchè da essa dipende la migliore utilizzazione e la razionalizzazione degli istituti stessi.
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Eventi: al Quirinale si premia la cultura

Roma, 9 mag. (Adnkronos Cultura) - Ritorna la cerimonia di conferimento dei "Premi Nazionali per la Traduzione", istituiti nel 1989 dal ministero per i Beni e le Attività Culturali, destinati a traduttori, case editrici e istituzioni italiane e straniere che abbiano contribuito alla diffusione della cultura italiana all'estero e della cultura straniera nel nostro Paese.
La manifestazione si svolgerà il 12 maggio in Quirinale, in Roma, alla presenza del presidente della Repubblica e del sottosegretario per i Beni le Attività Culturali, Nicola Bono.
Nello stesso giorno avrà luogo al Teatro dei Dioscuri un convegno, il primo di una serie collegata ai Premi, che analizzerà aspetti e problemi della traduzione scenica.
I Premi si configurano, oltre che come segnalazione di un lavoro di intermediazione culturale ai suoi livelli di eccellenza, anche come osservatorio privilegiato e centro di riflessione sul concetto stesso di traduzione inteso nel suo senso più ampio e interdisciplinare.
I premi principali dell'edizione 2002 sono stati conferiti, tra gli altri, a Viola Papetti, anglista cui si devono traduzioni di testi linguisticamente complessi, Ljiljana Avirovic, traduttrice in croato di autori italiani del '900 e l'editrice brasiliana Berlendis Vertecchia, titolare dell'unica collana brasiliana dedicata ad autori italiani.
Infine, il Premio speciale assegnato alla casa editrice Zanichelli corona un lungo ed esemplare lavoro di elaborazione e perfezionamento di strumenti per la traduzione, di cui l'ultimo esempio e' il Vocabolario italiano-tedesco e tedesco-italiano.

giovedì, maggio 08, 2003

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SLITTA ANCORA LA RIFORMA DEGLI ISTITUTI ITALIANI ALL’ESTERO/ LE NOVITA’ CHE CONTERRA’ IL TESTO DEL GOVERNO

ROMA\ aise\8 maggio 2003 - Slitta ancora il disegno di legge del Governo sugli Istituti Italiani di Cultura all’estero. L’annuncio è stato dato dal sottosegretario agli Esteri, Margherita Boniver alle Commissioni Cultura ed Esteri della Camera, suscitando le proteste di An e dell’Ulivo. Il sottosegretario Boniver ha comunque preannunciato “le novità di maggior rilievo” che conterrà il testo del Governo, tra le quali si ricordano: previsione esplicita della promozione del patrimonio culturale delle realtà regionali italiane e dell’internazionalizzazione della cultura e della scienza italiana; previsione fra gli strumenti da utilizzare della costituzione e partecipazione a fondazioni, società e associazioni aventi ad oggetto la promozione della cultura italiana, nonché dell’utilizzo degli strumenti telematici ed informatici; ampliamento degli organici del personale della posizione economica C dell’area della promozione culturale; personale di regola impegnato all’estero con funzione di direttori di istituti o di addetti; ampliamento della composizione della commissione nazionale per lingua e cultura italiana all’estero e diversa definizione delle competenze di questo organismo collegiale. (aise)
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Cinque giorni di incontri che si concluderanno con la beatificazione di Madre Teresa. Iniziative anche a Cracovia, Buenos Aires, New York
Tutti i cardinali a Roma alla festa del Papa
Ratzinger ha spedito gli inviti. A ottobre le celebrazioni per i 25 anni di pontificato, già oggi il primo appuntamento
di Luigi Accattoli

Corriere della Sera, 8 maggio 2003
CITTA’ DEL VATICANO - Tutti i cardinali a Roma per la festa del 25° di Pontificato, il prossimo ottobre: è il pezzo forte delle celebrazioni per lo straordinario anniversario, che partono già oggi, con un congresso della Lateranense. Altro appuntamento domenica a Cracovia, per un mega evento in trasferta, organizzato dal governo italiano. Ma l’evento degli eventi, ancora riservato, arriverà a metà ottobre, con un «convegno promosso dal Collegio cardinalizio», che sarà preceduto e seguito da altri «atti», ad alcuni dei quali parteciperà il Papa.
Promotori della festa sono il Collegio cardinalizio e la Segreteria di Stato. Il decano del Collegio, cardinale Joseph Ratzinger, ha invitato per lettera tutti i cardinali a essere presenti. Il primo appuntamento è per i «Vespri» di mercoledì 15 ottobre. La mattina di giovedì 16 - anniversario dell’elezione - ci sarà una messa in San Pietro, con «Te Deum» di ringraziamento. Il 17 e il 18 si farà il convegno vero e proprio, con cinque relazioni su collegialità («Ministero petrino e comunione dell’episcopato»), «sacerdoti, vita consacrata e vocazioni», famiglia, ecumenismo, missioni.
La mattina di sabato 18, ultimate le relazioni, l’agenda prevede un «messaggio al Santo Padre». D’abitudine è il Papa che manda messaggi, qui invece saranno i cardinali che gli diranno il loro ringraziamento per l’opera svolta.
La sera del sabato ci sarà un concerto e il tutto culminerà domenica 19, con la beatificazione di Madre Teresa e la celebrazione della «giornata missionaria mondiale».
Tanto impegno celebrativo si spiega con la rarità di un Papa che «regna» per 25 anni. Ve ne sono stati solo due, nella storia, prima di Giovanni Paolo II: Leone XIII, che durò 25 anni e 5 mesi e Pio IX, che arrivò a 31 anni e 7 mesi.
Quando si fanno queste comparazioni, si mette nel conto anche l’apostolo Pietro: il «primo Papa», che sarebbe vissuto - secondo la tradizione - «per anni 25 in Roma», come recita l’«Annuario pontificio». Ma di quel «pontificato» non sappiamo nulla e dunque conviene comparare ciò che è noto.
Giovanni Paolo II non sembra impressionato dalla sua longevità pontificale, almeno a sentire il portavoce vaticano. Sabato, durante il volo Roma-Madrid, Navarro-Valls raccontava ai giornalisti d’avere segnalato al Papa la sua durata record e che Giovanni Paolo II gli aveva chiesto «chi erano» i due più longevi. Sentiti i nomi, Wojtyla si è limitato a commentare che «ciò» era dovuto al fatto di «essere stato eletto a 58 anni».
Il congresso accademico che si apre oggi alla Lateranense è intitolato «Giovanni Paolo II. XXV anni di pontificato. La Chiesa al servizio dell’uomo». Lo inaugura il cardinale Sodano e tra i relatori vi sono i cardinali Ruini e Silvestrini, Saraiva Martins ed Etchegaray, Sepe e Lopez Trujillo, Ratzinger e Re, Catrillon Hoyos e Furno, Pompedda e Scheffczyk. Ma vi sono anche dei laici: Vittorio Messori, Dino Boffo e Bruno Vespa (questi sul «carisma della comunicazione»).
Domenica da Cracovia partono invece «cinque manifestazioni» celebrative del 25°, promosse dal nostro governo e dagli «Istituti italiani di cultura all’estero». Hanno il titolo «La mia seconda patria» (che è una frase wojtyliana per indicare l’Italia) e guardano al Papa polacco come «testimonial» della lingua italiana nel mondo.
A Cracovia ci sarà il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini. Le altre manifestazioni si faranno - lungo l’anno - a Buenos Aires, Strasburgo, New York e Roma. Responsabile dell’iniziativa è il sottosegretario agli Esteri Mario Baccini, curatore il giornalista Piero Schiavazzi.

mercoledì, maggio 07, 2003

Il segnalibro dell'APC

Un «giro del mondo» culturale per i 25 anni di Papa Wojtyla

L'Eco di Bergamo, 7 maggio 2003
La «seconda patria» del Papa, secondo una definizione dell'Italia fatta da lui stesso, celebrerà i 25 anni di pontificato di Giovanni Paolo II con una serie di 25 manifestazioni culturali in tutto il mondo, che prenderanno il via lunedì prossimo, 12 maggio, a Cracovia.
Promotore dell'iniziativa, illustrata ieri alla Farnesina, è Mario Baccini, sottosegretario agli Esteri e presidente della Commissione nazionale per la promozione della cultura italiana all'estero: «Celebrando le "Nozze d'argento" del pontificato - ha spiegato - gli Istituti italiani di cultura rendono omaggio al felice connubio tra il ministero universale, di pace e promozione umana, del Successore di Pietro e la vocazione umanistica, di dialogo e progresso, della cultura italiana». Perché, come ha ricordato il cardinale Crescenzio Sepe, prefetto del dicastero vaticano per le missioni, presente all'incontro, Karol Wojtyla è Papa in quanto è vescovo di Roma. E tra i suoi titoli c'è quello di primate d'Italia. Un legame con il nostro Paese evidenziato dalle visite a quasi tutte le diocesi italiane e le parrocchie di Roma. È così che da un quarto di secolo, ha detto Baccini, l'immagine del Pontificato è «un valore aggiunto per la visibilità internazionale dell'Italia; la sua voce offre una cassa di risonanza di qualità e spessore all'Italiano, lingua franca della Chiesa; il suo magistero rappresenta il frutto maturo dell'umanesimo, laico e cristiano, che ha radice in Italia e che il Papa le riconosce come eredità e missione». Un Papa «straniero» che «ha saputo diventare il principale ambasciatore della lingua italiana nel mondo, alla guida dell'unica istituzione internazionale che parla italiano, la Chiesa cattolica». Una iniziativa, ha precisato Baccini, «non clericale» perché rientra tra le attività di politica estera, della quale fa parte la cooperazione culturale.
Le diverse manifestazioni, per il cardinale Sepe, «serviranno a mettere in luce aspetti particolari del ministero e del magistero di Giovanni Paolo II, figura poliedrica che ha dato rilievo non solo alla dimensione religiosa, ma anche a quella culturale e sociale di tutti i popoli del mondo».
Sotto il titolo generale «La mia seconda patria», si svolgeranno dunque «manifestazioni-evento» in cinque città fortemente simboliche: Cracovia, Buenos Aires, Strasburgo, New York e Roma e 20 conferenze di giornalisti vaticanisti italiani, su invito degli istituti italiani di cultura nel mondo. Le città delle cinque manifestazioni-evento esprimono altrettanti temi di riflessione, che configurano tappe emblematiche di un percorso unitario, alle quali prenderanno parte porporati e personalità della cultura, delle istituzioni, dei media. Le manifestazioni, in forma di tavola rotonda fatta di «testimonianze», prevedono la presenza, tra gli altri, del presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, del ministro degli Esteri Franco Frattini, del vicepresidente della Convenzione europea, Giuliano Amato, dei rappresentanti dell'Italia alla Convenzione Lamberto Dini e Marco Follini, dei cardinali Camillo Ruini, presidente della Cei, Crescenzio Sepe, Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, e Pio Laghi. Le testimonianze dei singoli eventi saranno raccolte in un volume, che verrà offerto al Papa alla vigilia del 25° anniversario dell'elezione, (16 ottobre 1978).
E sarà la campana Zygmunt, che dalla cattedrale del Wawel di Cracovia, 25 anni, fa salutò l'elezione a Papa di Karol Wojtyla a dare simbolico inizio, il 12 maggio, alle manifestazioni.
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SARÀ TESTIMONIAL NEL MONDO
Lingua italiana
l’ambasciatore
è Papa Wojtyla

di ALCESTE SANTINI

Il Mattino, 7 maggio 2003
Giovanni Paolo II ambasciatore della lingua italiana nel mondo». Con questa formula, piuttosto seducente, il sottosegretario agli esteri, Mario Baccini, ha illustrato, ieri, nella sala dei mappamondi della Farnesina alla presenza di molti ambasciatori fra cui il Nunzio apostolico in Italia, monsignor Paolo Romeo, l’iniziativa per rilanciare gli Istituti italiani di cultura nelle più importanti capitali e città di vari Paesi. Prendendo lo spunto del XXV anno di pontificato di Papa Wojtyla, le cui celebrazioni culmineranno il prossimo 16 ottobre, giorno dell’elezione nel 1978, è stato annunciato che, nei prossimi mesi, circa trenta giornalisti-vaticanisti si recheranno in altrettante città per illustrare come questo Pontefice si sia confrontato con le realtà che ha incontrato, facendosi interprete dei bisogni di pace e di giustizia e dell’urgenza di un nuovo ordine mondiale per garantire ai popoli una convivenza pacifica.
Da poliglotta qual è, Giovanni Paolo II ha la capacità di rivolgersi ai suoi interlocutori in diverse lingue. Ma la sua lingua principale come quella della Chiesa, che un tempo era il latino, è oggi l’italiano, ha rilevato il cardinale Crescenzio Sepe, il quale ha detto che «in tutte le università pontificie i docenti e gli studenti di diversi Paesi parlano italiano come lingua comune per comunicare». Ed ha ricordato quando lo stesso Karol Wojtyla, rivolgendosi in italiano alla folla raccolta in Piazza San Pietro subito dopo l’elezione, disse: «Se sbaglio mi corriggerete». Un gesto che suscitò grande simpatia.
L’omaggio a Giovanni Paolo II «ambasciatore della lingua italiana» avrà inizio il 12 maggio a Cracovia dove, nell’aula magna dell’Università Jagellonica, terranno le loro relazioni il presidente della Camera, Pierferdinando Casini, il sottosegretario Mario Baccini, i cardinali Franciszek Macharscki e Crescenzio Sepe. Nell’occasione si sentiranno i rintocchi della grande campana (diciotto tonnellate) della cattedrale del Wawel che annunciarono l’elezione al pontificato di Karol Wojtyla. Nelle settimane successive, i vaticanisti designati, terranno le loro conferenze secondo il ricco programma presentato ieri da Piero Schiavazzi, ideatore dell’iniziativa. Così, la Farnesina si propone pure di rafforzare le relazioni con la Sede apostolica dopo qualche dissenso con la guerra all’Iraq a cui il Papa si era opposto con molta fermezza.
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Da Roma a New York, manifestazioni organizzate in tutto il mondo
L’Italia celebra i 25 anni del pontificato Wojtyla


Il Messaggero, Mercoledì 7 Maggio 2003
ROMA - Da quella sera del 16 ottobre 1978 con l’indimenticabile "Se mi sbaglio mi corrigerete", Giovanni Paolo II «ha saputo diventare il principale ambasciatore della lingua italiana nel mondo, alla guida dell’unica Istituzione internazionale che parla italiano, la Chiesa cattolica». Con questa motivazione, il sottosegretario agli Esteri, Mario Baccini, ha illustrato ieri mattina alla Farnesina un ciclo di manifestazioni per il XXV di pontificato di papa Wojtyla. Da 25 anni gli italiani sono «testimoni ravvicinati» di una straordinaria vicenda umana e spirituale, che percorre e influenza il mondo intero. In questa solenne circostanza, l’Italia desidera risalire il solco di tale cammino, con un ciclo di manifestazioni, che si terranno in 25 Istituti italiani di Cultura, sotto il titolo col quale papa Wojtyla ha definito l’Italia: «La mia seconda patria». Assieme a Baccini è intervenuto il cardinale Crescenzio Sepe. Curatore dell’iniziativa il giornalista Piero Schiavazzi. Le manifestazioni-evento si svolgeranno in alcune città simboliche, su altrettanti temi di riflessione come tappe di un percorso unitario: Cracovia, Buenos Aires, Strasburgo, New York e Roma. Con la partecipazione di personalità istituzionali, politiche e culturali del nostro Paese e di numerosi cardinali. Il primo evento sarà lunedì prossimo a Cracovia con le testimonianze del presidente Casini, dell’on. Baccini e dei cardinali Glemp, Macharski e Sepe. Una trentina di "vaticanisti" terranno conferenze sul Pontefice in Istituti italiani di cultura nel mondo.
O. Pet.
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Giovanni Paolo II “Ambasciatore della cultura italiana nel mondo”
Il Sottosegretario Baccini e il Cardinale Sepe
presentano alla Farnesina il progetto " La mia seconda Patria"
Mobilitati 25 Istituti Italiani di Cultura per celebrare i 25 anni di
Pontificato


Inform n. 86 - 6 maggio 2003
ROMA - Presentata a Roma presso la Sala del Mappamondo della Farnesina, dal
Sottosegretario agli Esteri Mario Baccini e dal Cardinale Crescenzio Sepe,
“La mia seconda Patria". Un articolato progetto che, per celebrare nel
mondo il 25° anniversario del Pontificato di Giovanni Paolo II e
ripercorrere il suo insegnamento e la sua straordinaria vicenda umana,
prevede l'organizzazione di cinque manifestazioni-evento e di venti
conferenze di vaticanisti presso 25 Istituti Italiani di Cultura.
Un innovativo connubio tra vocazione spirituale e culturale, curato,
condotto ed organizzato dal vaticanista Piero Schiavazzi, che prenderà il
via il 12 maggio a Cracovia, presso l'Università Jagellonica, con la tavola
rotonda dal significativo titolo "Il Signore ha scelto te per portare la
Chiesa nel Terzo Millennio". Un primo incontro - durante l'evento il
maestro Stelvio Cipriani eseguirà in anteprima mondiale la composizione
musicale "Il tema di Carol" - che sarà caratterizzato dalla presenza di
illustri personalità italiane (tra i tanti ricordiamo il Presidente della
Camera dei Deputati Pier Ferdinando Casini ed il Sottosegretario agli
Esteri Mario Baccini) e dalla simbolica visita al Campanile della
Cattedrale del Wawel dove, anche per ricordare l'imminente genetliaco del
Papa, verrà fatta suonare la storica campana Zygmunt. La stessa che 25 anni
fa, contravvenendo alle regole del regime, annunciò ai polacchi l'elezione
del Pontefice.

Il secondo evento, dal titolo "Duc in altum: il pensiero sociale di
Giovanni Paolo II", sarà invece organizzato il 7 giugno presso l'Università
Cattolica di Buenos Aires. All'incontro prenderanno parte, oltre al
Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini, il Rettore della Pontificia
Università Lateranense Rino Fisichella e il Presidente del Comitato
Accoglienza Italiani nel Mondo (CAIM) Liberio Andreatta.
Il 2 luglio avrà luogo a Strasburgo l'incontro "Giovanni Paolo II il padre
dell'Europa: il magistero europeista del Vescovo di Roma". Una tavola
rotonda che sarà arricchita dalla partecipazione dell'Arcivescovo di Milano
Dionigi Tettamanzi e dalle testimonianze del Vice Presidente del Consiglio
Gianfranco Fini, del Ministro degli Esteri Franco Frattini, del Vice
Presidente della Convenzione Europea Giuliano Amato e dei rappresentanti
italiani alla Convenzione Europea Lamberto Dini e Marco Follini. Sarà poi
la volta di New York che, in occasione del secondo anniversario
dell'attentato alle Torri Gemelle, ospiterà l'incontro dal titolo "Non
abbiate paura. Giovanni Paolo II e la politica mondiale".
L'ultimo grande evento avrà luogo nel mese di ottobre a Roma,
all'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede, dove il Presidente della CEI
cardinale Camillo Ruini, l'Ambasciatore d'Italia presso la Santa Sede
Raniero Avogadro, il Direttore generale per la Promozione e Cooperazione
Culturale del Mae Francesco Aloisi de Larderel ed altri relatori
approfondiranno il tema "La mia seconda Patria, Giovanni Paolo II Primate
d'Italia".
L'incontro, oltre alla proiezione del video realizzato dal CTV e Telepace
"Dona nobis pacem" che aprirà anche gli altri eventi continentali, sarà
caratterizzato dalla presentazione, da parte dell'on. Baccini, del volume "
La mia seconda Patria, gli Istituti di Cultura a Giovanni Paolo II, Primate
d'Italia, nel Giubileo d'argento del Pontificato". Un volume che
raccoglierà tutti gli interventi delle conferenze e delle manifestazioni e
che sarà consegnato al Papa al termine dell'udienza generale di mercoledì
15 ottobre.
Per quanto concerne invece le conferenze dialogiche che noti vaticanisti,
come ad esempio Jaoquìn Navarro Valls, Marco Tosatti e Giancarlo Zizola,
terranno presso gli Istituti Italiani di Cultura di tutto il mondo,
ricordiamo quelle che riguarderanno più da vicino le nostre comunità
all'estero. Dall'8 all'11 luglio Filippo Anastasi di Radio Rai sarà a
Buenos Aires, Cordoba e Montevideo. Nel mese di agosto sarà la volta del
giornalista Giuseppe Cionti dell’Asca che terrà un incontro presso
l'Istituto di Cultura di Melbourne. Sempre in agosto il vaticanista
dell'Aca Francesco Peloso si recherà a San Paolo del Brasile per parlare di
globalizzazione.
Nel corso della conferenza stampa alla Farnesina, dopo un breve saluto
introduttivo del Capo Servizio Stampa Michele Valensise, il Sottosegretario
Mario Baccini ha sottolineato come il Santo Padre sia diventato sin dalle
prime battute del suo Pontificato il principale “ambasciatore della lingua
italiana nel mondo”. Una missione di ampia valenza culturale, quella
portata avanti dal Papa negli ultimi 25 anni, che sarà concretamente
sottolineata con apposite manifestazioni da tutti gli Istituti di Cultura.
"Non stiamo portando avanti un'operazione clericale ma politica - ha poi
precisato Baccini - e questo perché il pontificato del Santo Padre
rappresenta un punto di riferimento importante per la nostra promozione
culturale".
Baccini ha poi sottolineato come a tutt'oggi questa iniziativa, essendo
finalizzata alla promozione culturale, rappresenti anche un importante
tassello della politica estera italiana. La manifestazione, che si avvarrà
della collaborazione di artisti come Amedeo Minghi, rappresenta - ha
rilevato il Sottosegretario - una tangibile testimonianza della ritrovata
intuizione dei nostri Istituti di Cultura che oggi, dopo un grave momento
di crisi, hanno colto questa grande opportunità e stanno scoprendo nuovi
ruoli.
Da parte sua, il Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei
Popoli, cardinale Crescenzio Sepe, dopo aver sottolineato il suo
compiacimento per il coinvolgimento degli Istituti di Cultura nelle
celebrazioni per il XXV anno di Pontificato di Giovanni Paolo II, ha
ricordato come sin dalle sue origini il Soglio pontificio sia stato
strettamente legato alla città di Roma. A testimonianza di questa stretta
sinergia, il Papa può essere considerato pastore della Chiesa Universale
solo in quanto Vescovo di Roma. Una profonda correlazione tra romanità,
italianità ed universalità che è stata pienamente esplicitata - in 25 anni
il Papa ha visitato tutte le parrocchie romane, molte diocesi italiane e
quqsi cento nazioni di tutti i continenti - proprio durante questo
Pontificato. Il cardinale Sepe, a riprova di una concreta sinergia tra la
realtà ecclesiastica e la cultura italiana, ha inoltre ricordato come a
tutt'oggi in molti collegi ed Università cattoliche la nostra lingua venga
solitamente usata per facilitare la comunicazione tra i ragazzi di almeno
60 nazionalità diverse. (Goffredo Morgia-Inform)

martedì, maggio 06, 2003

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Papa: Farnesina, da Cracovia via a eventi per XXV anniversario

Roma, 6 mag. - (Adnkronos) - Al via il 12 maggio a Cracovia il ciclo di manifestazioni ed eventi culturali organizzato dal ministero per gli Affari esteri italiano negli istituti di cultura italiana nel mondo su ''Giovanni Paolo II testimonial della lingua italiana'' in occasione del XXV anniversario di pontificato di papa Wojtyla. ''La mia seconda patria'', così si intitola la rassegna di conferenze ed eventi alla quale hanno aderito illustri rappresentanti delle istituzioni italiane e vaticane, dal presidente della Camera Pierferdinando Casini al ministro degli Esteri, Franco Frattini, dal vicepresidente della Convenzione europea Giuliano Amato ai cardinali Dionigi Tettamanzi, Crescenzio Sepe, Edward Egan, Pio Laghi.
''Celebrando le 'nozze d'argento' del pontificato gli istituti italiani di cultura rendono omaggio al felice al ministero universale, di pace e promozione umana del successore di Pietro'' ha dichiarato il sottosegretario Mario Baccini. ''In questi 25 anni egli è stato anche ambasciatore della cultura italiana nel mondo, per questo sono stati coinvolti tutti gli istituti di cultura''.
Il sottosegretario ha sottolineato che ''non si tratta di un'operazione clericale ma politica, di grande testimonianza e riconoscimento della promozione che il Papa ha fatto con il suo ministero del nostro Paese. E' un'intuizione dei nostri direttori, non solo del corpo diplomatico italiano all'estero, ed anche una manifestazione unica per uno Stato''.
Il prefetto del dicastero per l'evangelizzazione dei popoli, cardinal Crescenzio Sepe, ha ricordato come ''di tutti i titoli del Papa, vescovo di Roma, primate d'Italia, patriarca della Chiesa d'Occidente, il piu' bello sia 'servo dei servi di Dio'''. Attraverso le iniziative della Farnesina, ''la testimonianza data dal Papa in questi 25 anni si rivolge ancora una volta a tutti i popoli del mondo''. Oltre al legame con il nostro Paese testimoniato dai 142 viaggi in Italia e dalle visite alle 301 parrocchie di Roma, con decine di visite ad atenei e istituzioni cittadine.
Le manifestazioni prenderanno il via lunedì prossimo nella sua città natale, a Cracovia, alla presenza del presidente della Camera Casini e dell'arcivescovo Franciszek Macharski con il sottosegretario Baccini e il cardinale Sepe. Durante la manifestazione ci sara' anche un piccolo concerto con la presentazione del bellissimo videoclip della canzone ''Un uomo venuto da lontano'' di Amedeo Minghi.
Le manifestazioni proseguiranno il 7 giugno a Buenos Aires sul ''magistero sociale di Giovanni Paolo II'', con il ministro Frattini e mons. Rino Fisichella. Seguirà il 2 luglio a Strasburgo, all'inizio del semestre italiano di presidenza dell'Ue, un evento su Wojtyla ''padre dell'Europa'' con il vicepremier Gianfranco Fini, il ministro Frattini, il vicepresidente della Convenzione Ue Amato e i rappresentanti italiani Follini e Dini. Poi, a settembre a New York, si parlerà del ruolo di Wojtyla nel mutamento dell'assetto geopolitico dal 1978 ad oggi, con diplomatici vaticani e il direttore di Limes Lucio Caracciolo.
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Notiziario NIP - News ITALIA PRESS agenzia stampa - N° 86 - Anno X, 6 maggio 2003

Cristina Pastorello canta a Copenaghen
Il prossimo 23 maggio a Copenaghen

Copenaghen - Si terrà il prossimo 23 maggio a Copenaghen un concerto organizzato dalla 'Danske Belcanto Selskab' con la partecipazione della Soprano Cristina Pastorello, invitata dall'Istituto Italiano di Cultura locale.
Insieme al tenore danese Sune Hjerrild, la Pastorello si esibirà in una serie di incantevoli e comici duetti, arie e canzoni di Rossini, Donizetti e Bellini. Tra questi, una scena tratta da un'opera di un atto di Donizetti, 'Rita', mai eseguita in Danimarca prima d'ora.
Soprano lirico d'agilità, diplomata al Conservatorio di Vicenza con il massimo dei voti e la lode, la Pastorello è stata vincitrice del Concorso Internazionale 'Toti dal Monte' di Treviso e, in seguito, dell'Opera Competition - Luciano Pavarotti negli USA. Ha debuttato nel 1985 nel ruolo di Drusilla nell' 'Incoronazione di Poppea'. All'Olimpico di Vicenza è stata Belinda nel "Didone ed Enea" di Purcell e al Comunale di Adria la Lisa nella "Sonnambula" di Bellini.
Recentemente è stata Musetta nella "Bohème" al Regio di Parma e al Comunale di Ferrara, Yvette nella "Rondine" di Puccini al Teatro S. Carlo di Napoli e "Suor Genoveffa" nella pucciniana "Suor Angelica" a Torre del Lago. News ITALIA PRESS
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UE: Frattini presiede riunione ambasciatori

Roma, 6 mag. - (Adnkronos) - Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha presieduto alla Farnesina una riunione degli ambasciatori d'Italia nei paesi membri dell'Unione europea e nei paesi di prossima adesione e una successiva riunione con gli ambasciatori d'Italia nei paesi dei Balcani.
Sono stati discussi il programma e le priorità del semestre che si aprirà il 1 luglio, secondo quanto spiegano alla Farnesina. In particolare, il ministro Frattini, ha evidenziato l'importanza degli impegni del semestre di presidenza italiana, dalla conclusione dei lavori della Convenzione europea all'apertura della conferenza intergovernativa chiamata ad adottare la carta costituzionale dell'Unione.
Il titolare della Farnesina ha sottolineato la necessità che il prossimo semestre risponda alle sfide di rendere l'Europa più ampia e solidale, di promuovere spazi di libertà e sicurezza per i cittadini, di migliorarne la competitività economica, di fare dell'Unione un soggetto autorevole nella costruzione della pace e della stabilità sulla scena mondiale rafforzando il rapporto euro-atlantico. Il ministro Frattini ha espresso apprezzamento per la presidenza greca, ricordandone l'efficace opera in una delicata fase dei rapporti internazionali.
In vista di un turno di presidenza attento anche alla realtà esterna all'Unione, il ministro Frattini ha ribadito che il primo impegno dell'Europa si rivolge ai vicini mediterranei e balcanici. In quest'ultima prospettiva, l'incontro con gli ambasciatori d'Italia nei Balcani è valso a confermare che il sud est europeo costituisce un asse prioritario d'impegno per l'Ue e per l'Italia, per contribuire a uno sviluppo della regione democratico, stabile e integrato al resto del continente europeo.

lunedì, maggio 05, 2003

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Ciampi: cultura è base di identità nazionale

Roma, 5 mag. (Adnkronos) - ''L'identità nazionale degli italiani si basa sulla consapevolezza di essere custodi di un patrimonio culturale unitario che non ha eguali al mondo''. Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi lo sottolinea nel consegnare al Quirinale le Medaglie d'oro ai benemeriti della cultura. Richiamando la significativa coincidenza con il 5 maggio di quasi un secolo e mezzo fa, data di partenza della spedizione dei Mille garibaldini che avrebbe portato all'unità dell'Italia, il capo dello Stato ricorda che ''è nel nostro patrimonio artistico, nella nostra lingua, nella capacita' creativa degli italiani che risiede il cuore della nostra identità, di quella Nazione che e' nata ben prima dello Stato e ne rappresenta la più alta legittimazione. L'Italia che è dentro ciascuno di noi - sottolinea ancora Ciampi - è espressa dalla cultura umanistica, dall'arte figurativa, dalla musica, dall'architettura, dalla poesia e dalla letteratura di un unico popolo''.
Inaugurando al Quirinale la Settimana della Cultura -''una iniziativa di anno in anno sempre più sentita e apprezzata dagli italiani''- Ciampi osserva che ''forse l'articolo più originale della nostra Costituzione repubblicana è proprio quell'articolo 9 che, infatti, trova poche analogie nelle Costituzioni di tutto il mondo: 'la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica; tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione'. La Costituzione - ribadisce con forza il presidente - ha espresso come principio giuridico quello che è scolpito nella coscienza di ogni italiano''.

venerdì, maggio 02, 2003

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Affaire Miori: Bruxelles, « factieuse et vulgaire… »
DAVID COPPI

La mobilisation d'intellectuels en faveur de la directrice de l'Institut italien de culture fait grand bruit en Italie. C'est « Le Soir » qui publiait mardi l'information : Sira Miori a été sommée de laisser sa place à Pialuisa Bianco, ex-directrice de l'« Indipendente », journal proche de la Ligue du Nord, qui a les faveurs du gouvernement Berlusconi, et une pétition circule dans les milieux universitaires et artistiques (lancée par Pierre Mertens) qui dénonce l'arbitraire de la décision, soulignant combien le travail accompli depuis deux ans par Sira Miori était apprécié en Belgique. Relayée par la presse transalpine, l'initiative a suscité l'ire du gouvernement italien. Le sous-secrétaire d'Etat à la Justice, Jole Santelli, a déclaré : Honteuse et vulgaire, cette attaque contre Pialuisa Bianco est le fait d'un groupuscule de Belges fanatiques et snobs…

« Il Foglio », un journal polémique et pamphlétaire fondé par Giuliano Ferrara, intellectuel qui avait fait partie du premier gouvernement de Silvio Berlusconi, y va au vitriol. Dans un éditorial titré : La Bianco et les sept nains belges : Bruxelles est toujours plus une capitale factieuse, livide et vulgaire, il stigmatise cette gauche francophone faite de petites et moyennes figures et, dans l'élan, s'en prend à notre ministre des Affaires étrangères : Louis Michel, un Wallon qui a frayé avec Saddam Hussein jusqu'à la libération de Bagdad…

C'est lui, le ministre des Affaires étrangères, qui doit en tout état de cause donner l'accréditation pour la nomination à la direction de l'Institut de culture italien de Bruxelles… A suivre.·

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