lunedì, giugno 30, 2003

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UE: le iniziative per diffondere l'italiano nel mondo

Roma, 30 giu. (Adnkronos) - Dal 20 al 25 ottobre prendera' avvio la ''Terza settimana della lingua italiana nel mondo'', organizzata dalla direzione generale per la Promozione e Cooperazione culturale del ministero degli Esteri in collaborazione con l'Accademia della Crusca. In ambito europeo, l'iniziativa sara' collegata agli eventi culturali del semestre di Presidenza italiana dell'Unione Europea.
Il tema principale della ''Settimana'' riguardera' il contributo della cultura e della lingua italiana al consolidamento dell'identita' nazionale ed alla formazione della coscienza europea.
Per i paesi extra - europei, dove sono presenti importanti comunita' di origine italiana (Nord e Sud America ed Australia), sara' invece proposto il tema relativo alla letteratura ed al giornalismo delle comunita' italiane all'estero.
Per i paesi delle altre regioni extra europee potra' essere sviluppato, invece, l'argomento relativo al giornalismo italiano nel mondo attraverso gli articoli di corrispondenti ed inviati speciali sulla cultura e societa' locali. Legata a questo tema e' l'iniziativa promossa dalla fondazione ''Corriere della Sera'' che prevede la realizzazione di un cd rom contenente settanta articoli di corrispondenti dall'estero raccolti negli archivi del Corriere.
Evento centrale della ''Settimana della cultura'' sara' la video conferenza, prevista per il giorno 23 ottobre, che colleghera' il ministero degli Affari esteri agli Istituti italiani di cultura di Seoul, Budapest, Bruxelles, New York, Zurigo e Madrid. Inoltre, Rai International intende realizzare, per la ''Terza Settimana della cultura'', il progetto ''Le voci degli italiani'' con trasmissioni radiofoniche che presenteranno trenta interviste a noti rappresentanti del mondo della cultura e politica, ai quali sono state poste cinque domande riguardanti il valore e l'attualita' dell'identita' italiana.
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UE: giovani scrittori per la nuova Europa

Roma, 30 giu. (Adnkronos) - Un'antologia di racconti sul tema ''Europa e identita' nazionale'', promossa dal ministero degli Affari Esteri, verra' realizzata in collaborazione con tutti gli Istituti italiani di Cultura dell'Unione Europea e con Pen Club italiano ed internazionale.
Grazie all'occasione offerta dal semestre di Presidenza Italiana dell'Unione Europea, giovani scrittori emergenti provenienti dai quindici paesi membri della comunita' europea e dai dieci che,
entro il 2004, ne entreranno a far parte, saranno gli autori dei testi. I giovani candidati verranno selezionati dall'Istituto italiano di cultura o dall'Ambasciata d'Italia del paese ospitante.
L'antologia completa sara' presentata alla prossima edizione del premio ''Pen Club'', prevista per il mese di settembre. Il libro verra', inoltre, promosso all'interno dell'area dell'Unione Europea con la partecipazione di alcuni autori.
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UE: a Strasburgo convegno su Papa padre dell'Europa

Roma, 30 giu. - (Adnkronos) - Gianfranco Fini, Lamberto Dini e Marco Follini: i tre rappresentanti di Governo, Senato e Camera nella Convenzione Europea parteciperanno alla manifestazione organizzata dall'Istituto Italiano di Cultura di Strasburgo, mercoledi' 2 luglio alle 16, nel giorno dell'inaugurazione del semestre italiano di Presidenza Ue: ''Giovanni Paolo II Padre dell'Europa, il magistero europeista del Vescovo di Roma''.
Insieme a loro, il Cardinale Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano, e Umberto Ranieri, diessino, vice-presidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati. La manifestazione, ospitata nella prestigiosa cornice dell'Ena, e' promossa dal sottosegretario agli Esteri, Mario Baccini, nell'ambito di un ciclo di incontri che si svolgono in 25 citta' del mondo, una per ogni anno del Pontificato, e che hanno per titolo: ''La mia seconda patria. Gli Istituti Italiani di Cultura a Giovanni Paolo II, Primate d'Italia, nel giubileo d'argento del Pontificato''.

domenica, giugno 29, 2003

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ESTERI/ L’AUDIZIONE DEL MINISTRO FRATTINI ALLA COMMISSIONE AFFARI ESTERI DELLA CAMERA SULLE LINEE PROGRAMMATICHE DEL SUO MINISTERO/ DUE I PILASTRI PRINCIPALI: PROMOZIONE DELLA CULTURA E DEL SISTEMA ITALIANI NEL MONDO

ROMA\ aise\27 giungo 2003 - La promozione della cultura italiana nel mondo e l'esigenza di coordinamento e di un'azione omogenea per l’internazionalizzazione del Sistema Italia, inteso non solo come sistema produttivo che investe all'estero, ma anche come strumento di attrazione degli investimenti esteri verso l'Italia. Sono questi due tra i principali pilastri di riforma strutturale del Ministero degli Affari Esteri e della missione della diplomazia italiana, che il Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, ha illustrato mercoledì scorso, 25 giugno, nel corso della sua audizione alla Commissione Affari Esteri della Camera.
Cultura ed internazionalizzazione del sistema produttivo ed economico italiano, dunque, come strumenti di una politica estera che vuole, nelle intenzioni del Governo e del Ministro Frattini, "integrare, in una visione più articolata, la tradizionale missione della diplomazia, nel passato prevalentemente incentrata sull'azione politica, con una missione di promozione e di esaltazione del valore della cultura italiana nel mondo". Accanto ad esse, un’altra questione, che però, ha avvertito Frattini, sarà affrontata quando la riflessione sarà più avanzata: la riforma organica della cooperazione allo sviluppo.
"Ritengo – ha dichiarato il Ministro – che questi tre pilastri (cooperazione, promozione della cultura italiana e internazionalizzazione) costituiscano i tre strumenti per realizzare la missione di politica estera", con l'obiettivo finale di riuscire ad "affermare e radicare un'immagine credibile e forte del nostro Paese nel mondo".
Il tutto, ovviamente, nell'ottica di una sempre maggiore modernizzazione e di una forte collaborazione con gli altri ministeri. A partire dalla politica industriale ed economica verso l'estero, da sviluppare insieme al Ministero per le Attività Produttive, con cui già si vuole realizzare una cabina di regia che interessi e coinvolga tutti i soggetti che operano a sostegno della proiezione del Sistema Italia all'estero. Certo la rete diplomatica italiana ha un differenziale ampiamente negativo rispetto a quella di altri Paesi. Non bisogna però dimenticare, ha sottolineato Frattini, che oltre alle 123 ambasciate ed ai 115 consolati, vi sono anche 104 uffici dell'Istituto per il commercio con l'estero, 25 uffici dell'ENIT nei Paesi più importanti e ben 68 Camere di Commercio italiane all'estero, oltre ovviamente ai numerosi uffici esteri di camere di commercio italiane. "Credo – ha dichiarato il Ministro – che solamente la via del coordinamento e della concertazione programmatica tra tutti questi uffici che operano all'estero possa aiutare a ridurre quel differenziale e, quantomeno, ad attenuare quel deficit di potenzialità che il sistema Italia rischia di avere rispetto ad altri Paesi".
"Noi – ha proseguito – non siamo una potenza globale; pertanto dobbiamo scegliere le nostre priorità. Il criterio di scelta è anche di politica estera e si manifesta anche attraverso una più capillare presenza dei nostri investimenti", come ad esempio nella penisola balcanica. "Dall'individuazione delle priorità geografiche e settoriali dobbiamo quindi trarre l'opportunità di definire dei piani operativi concreti"": un primo passo è costituito oggi dalla diffusione all’estero degli Sportelli Unici.
Ma l’internazionalizzazione del Sistema Italia chiama inevitabilmente a sé una più incisiva politica culturale, della quale sono indiscussi protagonisti gli Istituti Italiani di Cultura.
"Abbiamo preparato – ha ricordato Frattini – un disegno di legge, oggi all'attenzione della Presidenza del Consiglio, che non concerne semplicemente la riforma degli Istituti Italiani di Cultura all'estero, ma mira più in generale alla promozione della cultura italiana", che soffre oggi di una legge vecchia di 13 anni (la legge in vigore risale al 1990) e necessita di "un potenziamento in termini di coordinamento, flessibilità delle strutture e miglioramento delle sinergie tra reti diverse". Un potenziamento che nel corso del semestre di presidenza dell'Unione Europea troverà il suo sbocco naturale nello scambio tra culture nel bacino del Mediterraneo, quindi la cultura occidentale e la cultura e la tradizione dei paesi del sud e dell'est del Mediterraneo, il che potrà "concorrere a realizzare un'area di stabilità, di pace, di sicurezza e di sviluppo".
Il sistema di sviluppo della cultura italiana all'estero comprenderà, poi, una forte azione in favore della lingua italiana: già molte iniziative sono sul tappeto e, ha assicurato Frattini, altre se ne aggiungeranno. Senza dimenticare l'azione per la promozione della scienza italiana e delle capacità di creatività e di genio nei settori della scienza e della tecnologia. Inoltre i temi della comunicazione e del rapporto tra mezzi di comunicazione e comunicazione verso i cittadini costituiscono un altro degli aspetti che il governo ritiene importanti nell'ambito del concetto più generale di cultura.
Alla Farnesina spetterà "la funzione di coordinare le linee-guida dell'azione culturale all'estero, calibrando ancora una volta per ciascuna area regionale le necessità e le modalità". È quindi chiaro, ha proseguito il Ministro, che "occorre assimilare il concetto di domanda di cultura italiana con il concetto di strategia di offerta culturale italiana e questo evidentemente lo può e lo deve fare il Ministero degli affari esteri, insieme, anzitutto, con il Ministero per i beni e le attività culturali e con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, ma nell'ambito di un'attività ben coordinata a livello nazionale". Ci sarà poi un rafforzamento del coordinamento tra le ambasciate e il loro ruolo nella gestione del rapporto con i paesi esteri, ma anche gli Istituti di Cultura, divenuti ormai strumenti indispensabili "di supporto e di riflessione" agli ambasciatori per realizzare ciò che rientra nelle azioni e nelle iniziative strategiche individuate per ciascun Paese. Un ruolo maggiore sarà attribuito anche alle Regioni e alle realtà locali, come emerso anche nel corso della riunione con gli assessori alla cultura delle regioni italiane, tenutasi lo scorso 23 giugno. Frattini si è detto certo che "valorizzare nell'offerta culturale dell'Italia anche il richiamo alle tradizioni delle Regioni e degli enti locali arricchisca la nostra possibilità di offerta e la renda in definitiva anche più credibile e visibile. Basti pensare a quelle grandi comunità di italiani all'estero che desiderano mantenere attraverso la cultura e le tradizioni regionali un raccordo con la loro Regione di provenienza e, in definitiva, con il loro Paese".
Un altro spunto è costituito dalla possibilità, già attualmente prevista dalla legge, di partecipare alla costituzione, nell'ambito della promozione culturale da parte del Ministero degli Affari Esteri, di fondazioni ed istituti di carattere pubblico e privato e di potere in qualche modo disporre di risorse maggiori. Un altro punto qualificante sarà costituito, nelle intenzioni del Ministro, da una forma organica di coordinamento con la rete dei comitati della "Dante Alighieri", che consta di 74 sedi in altrettanti Paesi.
Tutto ciò nell’attesa dell’approvazione da parte del Parlamento della nuova legge che disponga un programma formativo permanente per il personale degli Istituti di Cultura. "Potenzieremo la Commissione nazionale per la promozione della cultura italiana all'estero – ha concluso Frattini – e assicureremo la presenza di operatori dell'area della promozione culturale presso le ambasciate e i consolati, laddove un istituto di cultura non esista". (r.a.\aise)

giovedì, giugno 26, 2003

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CULTURA/ DAL FORUM DELLA SINISTRA DEMOCRATICA PER GLI ITALIANI NEL MONDO UN NUOVO DOCUMENTO PER LA PROMOZIONE CULTURALE E PROFESSIONALE E L'OFFERTA DELLA LINGUA ITALIANA ALL'ESTERO

ROMA\ aise\26 giugno 2003 - “Negli ultimi anni si sono succeduti con periodica regolarità gli annunci di disegni di legge miranti ad adeguare alle nuove esigenze la normativa sulla diffusione della lingua e della cultura italiana all'estero. Ma alle dichiarazioni non hanno fatto seguito fatti concreti in termini di iniziativa parlamentare, se si esclude la proposta sulla riforma degli Istituti di Cultura, presentata dall'onorevole Calzolaio ed altri.”. È quanto denunciato dal Forum della Sinistra Democratica per gli Italiani nel Mondo, che ritiene opportuno “che le sollecitazioni giungano ormai ad un punto conclusivo, anche con la messa a punto di una bozza di articolato che possa dare un impulso operativo alla situazione e portare alla sostituzione dell'ormai superata Legge 153.”. Per questo il Forum, che ha da tempo messo a punto un documento di base su “La Promozione culturale e professionale e l’offerta della lingua italiana all’estero”, ha convocato una riunione dei componenti della Direzione e del Coordinamento del Forum allo scopo di approfondire i temi affrontati in tale documento e valutare le iniziative da assumere. L’incontro si svolgerà il prossimo 30 giugno, alle ore 17, nella sala B della Direzione dei DS, in via Palermo a Roma. Dovrebbero essere presenti, insieme al Presidente ed al Coordinatore del Forum, Andrea Manzella e Norberto Lombardi, anche gli onorevoli Valerio Calzolaio e Alba Sasso e la senatrice Graziella Pagano, se non sarà impegnata con la Commissione parlamentare per gli Italiani nel Mondo in un viaggio in Sud America.
Il testo redatto dal Forum si compone di sei punti - nuova domanda di cultura, finalità e tipologie, programmazione dell'intervento, le competenze, la gestione ed il personale – attraverso i quali dare un nuovo impulso ed una nuova strutturazione alla promozione culturale e professionale ed all'offerta della lingua italiana all'estero.
“La riforma degli strumenti legislativi destinati alla promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo – si legge nel documento – deve tenere conto della veloce e radicale trasformazione intervenuta nel sistema mondiale delle relazioni economico-finanziarie, tecnologiche e culturali e del diverso approccio allo stesso concetto di identità e di cultura”, utilizzando nuovi “strumenti normativi, che tengano conto sia dell'emergere di inediti orientamenti che del diverso profilo dei possibili interlocutori e beneficiari”. Nel dialogo con le numerose, attive ed integrate comunità sparse in diverse aree del mondo “si possono ritrovare non solo stimoli e suggestioni per una più ricca e moderna composizione dell'identità degli italiani, ma anche un patrimonio di esperienze e di riflessioni”.
La promozione della cultura e della lingua italiana va, dunque, intesa non solo come flusso in uscita, ma anche “come proposta articolata e policentrica che raccolga la variegata domanda proveniente dai diversi contesti e la elabori in un'offerta culturale capace di innestarsi in ambienti reattivi e capaci, a loro volta, di stimoli e integrazioni”.
Quanto sino ad ora esposto si converte nella richiesta di sempre maggiore “confronto interculturale”, “bi/multilinguismo” e “mobilità” dell'insegnamento dell'italiano nel mondo. “Nello stesso tempo si è rafforzata la domanda dell'italiano come lingua di cultura”, anche da parte di stranieri “che l'avanzano per impossessarsi di una chiave essenziale di penetrazione nei livelli più alti della tradizione italiana”. Le finalità di un nuovo sistema di intervento linguistico-culturale dell'Italia nel mondo, quindi, dovrebbero: “favorire, attraverso scuole, corsi, interventi universitari, la promozione linguistica all'interno dei sistemi scolastici ed universitari stranieri; sviluppare sistematicamente l'attività di formazione degli adulti e quella di formazione permanente; dare piena attuazione agli accordi bi-multilaterali (direttive UE, accordi con singoli Stati) in materia di scuola e corsualità; realizzare nuovi accordi con Paesi dell'UE e con Paesi terzi. Una particolare attenzione va riservata al servizio da assicurare per le permanenze brevi delle famiglie all'estero; partecipare a progetti di integrazione promossi d'intesa con singoli Stati o Regioni; promuovere progetti bilingue e corsi per un'utenza straniera, attraverso un raccordo operativo con gli Istituti di Cultura; dare impulso a progetti ed esperienze di formazione a distanza, ricorrendo in particolare a competenze di livello universitario e favorendo l'intervento del sistema universitario, italiano e dei paesi stranieri, anche per l'attività di formazione e di specializzazione dei formatori”.
Coerentemente, le tipologie di intervento previste dal Forum sarebbero: “le scuole, con una dislocazione che tenga conto non solo della storia passata e delle tradizioni, ma anche di una nuova considerazione sulle aree strategiche in Europa e nel mondo” che vanno sempre più caratterizzate in senso bi-plurilingue e interculturale; le scuole europee; i progetti bilingue nelle scuole straniere; le scuole internazionali; la promozione culturale e linguistica, attraverso i corsi, rivolta alla comunità italiana; le iniziative culturali e linguistiche, attraverso corsi specifici o nell'ambito di progetti, rivolte all'utenza locale; i progetti e le iniziative di interscambio con le istituzioni locali; il sostegno ai processi di integrazione sia attraverso il recupero/consolidamento della lingua e cultura d'origine sia attraverso interventi mirati al successo scolastico”. Saranno i Piani Paese a delineare l'articolazione degli interventi di ogni singolo Paese, tenendo conto dell'iniziativa e della consultazione attivate dai COMITES, dei Piani di Offerta Formativa circoscrizionali e delle linee di politica scolastica elaborate a livello centrale.
La programmazione dell'intervento spetterà, nella sfera pubblica, ai Ministeri degli Esteri, degli Italiani nel Mondo, dell'Istruzione, Università e Ricerca, del Lavoro, dei Beni Culturali e degli Affari Regionali. Ad essi si affiancano le Regioni e gli Enti locali e, naturalmente, il Consiglio Generale degli Italiani all'estero e, a livello di circoscrizioni consolari, i COMITES. Diverse sono le ipotesi presentate dal Forum per realizzare il necessario coordinamento tra questi enti: dalla creazione di un Istituto della Cultura e della Lingua italiana nel mondo, sul modello di quello che altri paesi (Goethe Institute, Alliance Francaise), ad una specifica Agenzia per la promozione della Cultura e della lingua italiana nel mondo ad una Cabina di regia intesa come struttura di coordinamento e programmazione.
Al livello centrale l'attribuzione di competenze dovrebbe configurarsi con il coinvolgimento, a diversi livelli, di: MAE, nel quadro della politica estera; MIUR, per tutto ciò che abbia attinenza con l'attività scolastica ed universitaria; Ministero dei Beni Culturali, per l’elaborazione di proposte di promozione della cultura italiana nel mondo; Ministero del Lavoro, per la formazione professionale; Ambasciate, con una funzione di raccordo nell'ambito del Paese; Consoli, con compiti di vigilanza e di concerto; e poi ancora dirigenti e ufficio scolastici, collegio dei docenti e organo collegiale circoscrizionale.
Si possono, infine, prefigurare tre tipologie di personale: a. di ruolo attinto dalla graduatoria permanente; b. assunto in loco dagli Uffici scolastici sulla base di una graduatoria, con contratto a tempo determinato; c. a carico di enti gestori.
Forte risulta, dunque, in questa nuova strutturazione proposta dal Forum, il ruolo pubblico. “La promozione culturale e professionale e l'offerta della lingua italiana nel mondo, come parte integrante del processo di internazionalizzazione del paese e come strumento indispensabile per la conservazione e lo sviluppo della rete di rapporti con la nostra diaspora, rappresentano leve strategiche per la proiezione degli interessi nazionali e, quindi, motivo di impegno diretto delle istituzioni pubbliche”.
“La nuova legge – si puntualizza nel documento – deve trovare nel riferimento ai principi sanciti per l'autonomia scolastica il suo perno concettuale ed organizzativo. Essa, per altro, in considerazione della profonda diversità dei contesti nei quali deve fare ricadere i suoi effetti, non potendo sciogliere preventivamente ed in modo meccanico il nodo del rapporto pubblico/privato, deve essere, comunque, sufficientemente elastica per consentire il dosaggio di gestione più adatto alle esigenze ed alle tradizioni locali, che nei Piani Paese troveranno una loro più compiuta rappresentazione”. (aise)

mercoledì, giugno 25, 2003

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Presentato dal Ministro Frattini il programma delle iniziative culturali nel semestre di presidenza italiana UE

Cultura italiana in primo piano, in Europa e nel mondo

Italia protagonista ad "Europalia". Un incontro sulla letteratura di emigrazione a Marcinelle

(GRTV) 24 giugno 2003 - Cultura italiana in primo piano, in Europa e nel mondo. In occasione del semestre italiano di presidenza dell'Unione Europea, il Ministero degli Esteri ha promosso un ampio programma di eventi culturali che spaziano dalla letteratura, alle arti figurative, all'architettura, al cinema, al teatro, alla danza, alla scienza. Con tali iniziative la Farnesina, anche attraverso la rete diplomatico-consolare e gli Istituti Italiani di Cultura, punta decisamente alla valorizzazione all'estero del ricco patrimonio culturale italiano e alla promozione delle esperienze artistiche del nostro Paese.

Un vasto e diversificato insieme di manifestazioni che, come hanno sottolineato nel corso di un'affollata conferenza stampa nella Sala delle Conferenze Internazionali della Farnesina, il Ministro degli Esteri Frattini, il Direttore Generale per la Promozione Culturale Aloisi de Larderel e il Sottosegretario agli Esteri Baccini, va a coprire tutti i principali settori della cultura, mettendo in rilievo il contributo offerto dal nostro Paese, oggi come nel passato, all'Europa e al mondo.

Fulcro delle iniziative culturali italiane, il Festival "Europalia Italia" che si svolgerà in Belgio dal 1 ottobre 2003 al febbraio 2004. Giunto alla sua 32a edizione - l'Italia, come ha ricordato Aloisi de Larderel, era già stata ospite d'onore del Festival nella 1a edizione - questo rilevante appuntamento culturale vede il nostro Paese presente con oltre 100 eventi. Tema conduttore, "La Cultura italiana di oggi e le sue radici". Il vasto programma è stato illustrato dal Direttore Generale per la Promozione Culturale. A dare il via alle manifestazioni, il Presidente Ciampi che il 1 ottobre inaugurerà a Bruxelles, con i Reali del Belgio, la mostra "Un Rinascimento singolare. La corte degli Este a Ferrara". Da segnalare tra gli eventi più rilevanti anche il convegno "Identità e diversità della lingua e letteratura italiane", promosso in occasione del cinquantenario della Fondazione internazionale degli studi di lingua e letteratura italiana , e che si terrà a Bruxelles dal 15 al 19 luglio, nonché un incontro sulla Letteratura dell'emigrazione, il 13 novembre, in una città simbolo dell'emigrazione italiana: Marcinelle (Musee du Bois de Cazier). Scrittori come Diego Marani, Carmine Abate, Pap Khouma e Gezim Hajdari volgeranno uno sguardo incrociato sul tema dell'emigrazione, la lingua dell'espatriato e l'espressione letteraria che ne consegue. Non mancheranno poi conferenze scientifiche che saranno tenute all'Academie Royale des Sciences, des Lettres et des Beaux-Arts de Belgique dal Premio Nobel Rita Levi Montalcini (Istituto di Neurobiologia e di Medicina Molecolare, CNR) , dal Prof. Luca Cavalli Sforza (Stanford Medical School, Dipartimento Studi Genetici, Stanford Usa), dal Prof. Edoardo Boncinelli (Direttore Scuola Internazionale Studi Avanzati, Trieste).

Le manifestazioni, promosse sulla base di un accordo con la Fondazione Europalia sottoscritto il 4 marzo 2002, e che si svolgeranno nelle sedi più prestigiose della cultura belga, rappresenteranno una importante "vetrina" dell'Italia, come hanno precisato Aloisi de Larderel e lo stesso Ministro Frattini. "Italia e governo italiano scommettono sulla cultura, l'espressione forse più alta dell'immagine dell'Italia nel mondo", ha affermato il titolare della Farnesina, sottolineando il ruolo preponderante della cultura, "vero e proprio biglietto da visita dell'Italia nel mondo" e "formidabile strumento che concorre agli obiettivi di politica estera". In altre parole, il governo considera la cultura "uno strumento di aiuto nel raggiungimento degli obiettivi fissati nell'agenda della diplomazia, obiettivi che si muovono su dossier tipicamente politici, su iniziative miranti alla promozione e alla diffusione del Sistema Italia inteso come ricchezza dell'imprenditoria e della tecnologia del nostro Paese". Tutto ciò trova nella cultura "delle precondizioni per poter funzionare meglio". Di qui una serie di azioni che il MAE sta sviluppando: Gli eventi culturali promossi per il semestre di presidenza italiana ne rappresenteranno i momenti qualificanti. Il Ministro ha ricordato che altro punto qualificante dell'azione del Ministero è costituito "dalla predisposizione del disegno di legge che darà nuovo impulso alla promozione della cultura italiana all'estero". "Il Sottosegretario Baccini ed io - ha aggiunto Frattini - abbiamo lavorato molto alla preparazione di questo ddl, che è stato già stato trasmesso alla Presidenza del Consiglio per poter essere presentato in Consiglio dei Ministri. Siamo convinti - ha precisato il Ministro - che la rete culturale dell'Italia nel mondo debba essere non solo incoraggiata ma anche fortemente potenziata nelle sua capacità operative". Altro punto dell'azione del MAE è "la valorizzazione della rete già esistente degli Istituti Italiani di Cultura". E' per tale motivo che il Ministero "ha investito in nuove professionalità e pensato a nuove modalità operative che consentano di fare funzionare meglio gli Istituti esistenti". In taluni casi poi la Farnesina ha adottato misure particolari. Frattini ha citato al proposito l'IIC di Bruxelles che, proprio in vista del semestre di presidenza italiana, "è stato elevato di rango e affidato ad un professionista esterno a dimostrazione del fatto che proprio in questo periodo la centralità dell'azione italiana nel campo della cultura possa e debba esprimersi anche attraverso il potenziamento dell'Istituto di Bruxelles, città sede delle istituzioni europee". Frattini plaude poi al "lavoro meritorio" dei Direttori degli IIC che "da tutte le parti del mondo propongono iniziative che noi abbiamo il dovere di coordinare ma che testimoniano della creatività e della fantasia dei dirigenti degli Istituti". Il Ministro non ha mancato poi di ricordare il Piano di Comunicazione 2003 nel quale "per la prima volta organicamente sono indicate le linee di azione del MAE" e nel quale sono "inserite le problematiche degli Istituti Italiani di Cultura" e ha annunciato per il 2004 un portale internet ad hoc per gli IIC che permetterà un collegamento in rete "assolutamente indispensabile per dare visibilità in tempo reale agli Istituti". Non basta. Il MAE sta studiando una rete intranet di tutti gli IIC per consentire "un dialogo interattivo tra gli Istituti, e non soltanto degli Istituti di Cultura verso l'esterno".

Tra gli altri eventi in programma, ed è stato il Direttore generale Aloisi de Larderel a ricordarlo, anche la Terza Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, che quest'anno, nel contesto del semestre di presidenza italiana UE, avrà come tema cardine il contributo della cultura e della lingua italiane al consolidamento dell'identità nazionale e, nel contempo, alla formazione della cultura europea. Da segnalare che nell'ambito di tale evento giovani scrittori, appartenenti ai 15 paesi membri UE e ai 10 di nuova adesione, si cimenteranno in racconti dal tema "Europa e identità nazionale". I racconti saranno poi pubblicati in un volume che verrà presentato in occasione della prossima edizione del Premio Pen Club e del Festivaletteratura di Mantova. Nei Paesi extraeuropei, dove sono presenti importanti comunità di origine italiana sarà invece proposto il tema relativo alla letteratura e al giornalismo delle comunità italiane all'estero. La Settimana, che si svolgerà dal 20 al 25 ottobre 2003, darà vita ad oltre 2900 manifestazioni in tutto il mondo.

Il Sottosegretario Baccini, anche Presidente della Commissione Nazionale per la Promozione della Cultura Italiana all'Estero, ha sottolineato "la straordinaria occasione" rappresentata dal semestre di presidenza italiana UE. "E' una vetrina importante - ha aggiunto Baccini - per valorizzare, con la promozione della nostra cultura, il valore essenziale dell'italianità, inteso come un modo di vivere, di pensare, di portare avanti una qualità della vita che vogliamo offrire anche in Europa in occasione della presidenza italiana". Anche Baccini ha ricordato come la promozione della nostra cultura passi attraverso gli IIC. Richiamando l'attenzione sulla riforma degli Istituti, il Sottosegretario ha evidenziato che "l'intento del governo è di potenziare la promozione della cultura italiana nel mondo come strumento importante di politica estera".
Alla conferenza stampa è intervenutoi anche l'Ambasciatore Umberto Vattani, Rappresentante dell'Italia presso l'UE, che ha preso la parola per presentare le opere d'arte italiane, donate dal governo italiano, che saranno collocate nelle sedi europee di Strasburgo e Bruxelles. Tra esse, al Parlamento di Strasburgo una opera di Fabrizio Plessi. "Roma" (questo il titolo dell'opera) evoca, attraverso lastre di travertino disposte in forma circolare, l'immagine del Colosseo. L'opera simbolicamente unisce la Capitale d'Italia, che nel '57 diede avvio con il Trattato di Roma al processo di integrazione europeo, e la sede del Parlamento Europeo dove si disegna il futuro della nuova Europa. Simonetta Pitari/GRTV
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Notiziario NIP - News ITALIA PRESS agenzia stampa - N° 121 - Anno X, 24 giugno 2003


Un semestre europeo di cultura italiana
Da luglio a dicembre l'Europa guarda all'Italia: arti figurative, architettura, letteratura, musica, cinema, teatro, danza e scienza si alterneranno in Italia e all'estero per tingere di bianco rosso e verde teatri, gallerie e auditorium

Roma – Il Semestre di Presidenza italiana dell'Unione Europea oltre ad essere un importante appuntamento istituzionale sarà occasione per la promozione all'estero della cultura italiana. Il Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini ha perciò presentato oggi alla Farnesina il vasto programma delle iniziative che, da luglio a dicembre verranno proposte.

Arti figurative, architettura, letteratura, musica, cinema, teatro, danza e scienza: un vasto patrimonio, quello italiano, che può soddisfare diverse esigenze. Il programma presentato oggi prevede iniziative sia in Italia, sia all'estero: in collaborazione con numerosi enti e istituti culturali, mostre, convegni, dibattiti si svolgeranno per tutto il semestre.

La parte estera verrà realizzata attraverso gli Istituti Italiani di Cultura, le Ambasciate e in collaborazione con molti enti ed istituzioni locali: 2900 manifestazioni culturali in tutto il mondo. Nei 14 Paesi membri dell'unione, le iniziative verteranno su temi europei e sull'importanza della Cultura come elemento fondante di una vera comunità.

Non mancherà per quest'anno l'appuntamento con la Settimana della Lingua italiana nel mondo: la III edizione che si celebrerà nel prossimo autunno avrà come tema centrale "il contributo della lingua al mantenimento dell'identità nazionale e, nel contempo, alla promozione della cultura europea". E a temi europei sarà inoltre dedicato "Scrittori giovani per l'Europa", antologia di racconti sul tema "Europa e identità nazionale": giovani scrittori appartenenti ai 15 Paesi membri e ai 10 Paesi ne scriveranno le pagine; un rappresentante italiano verrà appositamente scelto da una commissione. Spazio all'arte, poi, con le numerose mostre di arte contemporanea nelle sedi delle principali istituzioni europee: opere del XX Secolo italiano verranno esposte nella sede del Consiglio d'Europa a Bruxelles con "Futuroitaliano" in cui verranno rappresentati artisti espressione delle tendenze più significative dell'arte italiana dagli anni Ottanta ad oggi; opere di artisti contemporanei saranno oggetto di una mostra nella Sede del Parlamento di Strasburgo dal titolo "Italian Factory- la nuova scena artistica italiana": la vitalità delle arti figurative italiane verrà rappresentata da 15 artisti.

Fiore all'occhiello delle iniziative organizzate in occasione del semestre italiano sono quelle di Europalia, occasione in cui l'Italia sarà il paese ospite. La ricchezza culturale dell'Italia verrà valorizzata attraverso mostre, spettacoli di teatro e di danza, proiezioni Cinematografiche e convegni letterari. Sono in totale circa 100 le manifestazioni dedicate all'Italia che vanno dalla cultura classica a quella contemporanea, con presenze in diverse città e istituzioni e diversi accenni alla storia dell'arte italiana. Giotto e il Seicento si alterneranno con venti dedicati a Morandi, Flangini, Giacomelli, come Verdi si alternerà a teatro con Pirandello. News ITALIA PRESS
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Farnesina: Frattini, Italia non ha mezzi per politica globale

(ASCA) - Roma, 25 giu - La 'mission' diplomatica dell'Italia nel mondo si articola su tre grandi pilastri: quello politico, quello relativo alla promozione del nostro sistema economico e quello inerente la diffusione della nostra cultura. Il titolare della Farnesina ha sintetizzato cosi' le linee guida dell'attivita' del suo dicastero intervenendo davanti alla Comissione Esteri della Camera. Tre azioni ritenute strategiche, secondo il ministro, per cercare di ''affermare e radicare l'immagine forte e credibile dell'Italia del mondo''. Tra le iniziative per realizzare gli obiettivi fissati in base alle indicazioni date a suo tempo dal presidente del Consiglio figura la creazione di una cabina di regia tra il ministero degli Esteri e il dicastero delle Attivita' Produttive al fine di agevolare la valorizzazione del sistema Italia. ''Avremo - ha spiegato Frattini - una sorta di cabina di regia che definira' le linee strategiche della presenza italiana in determinate regioni del mondo''. ''L'Italia non e' un Paese globale'' e individuare di volta in volta le aree sulle quali intervenire vuol dire, secondo il ministro, razionalizzare gli interventi al fine di ottenere migliori risultati. In tal senso, ha continuato il ministro ''i nostri ambasciatori saranno incaricati di realizzare le linee strategiche cosi' individuate''.

martedì, giugno 24, 2003

Il segnalibro dell'APC

Notiziario NIP - News ITALIA PRESS agenzia stampa - N° 121 - Anno X, 24 giugno 2003

Cultura italiana all'estero. Andata e 'ritorno'

Ieri, alla Farnesina, un incontro tra gli Assessori regionali alla Cultura sulla necessità di un accordo tra il Ministero degli Affari Esteri italiano e le singole amministrazioni regionali per una promozione a tutto tondo della cultura italiana all'estero

Roma - E' stata la necessità di un accordo tra il Ministero degli Affari Esteri italiano e le singole amministrazioni regionali la riflessione ricorrente dell'incontro ospitato ieri presso la Farnesina, alla presenza degli Assessori regionali alla Cultura.

Una "ovvietà" , come la definisce Gianfranco Maddoli, Assessore alla Cultura della Regione Umbria, "nel caso in cui si vogliano evitare sovrapposizioni o comportamenti individuali che impediscano risultati di ampio raggio. Credo sarebbe molto importante che il Ministero sostenesse le iniziative di quelle Regioni che, magari, non hanno le risorse sufficienti per affermarsi con incisività sui mercati internazionali. Il tutto, per condurre a risultati di qualità, deve comunque evitare ogni forma di centralismo e salvaguardare le singole identità regionalistiche".

L'Umbria, nelle parole di Maddoli, rappresenta un concentrato del meglio che l'Italia ha da offrire, con il suo patrimonio di arte, paesaggio e ambiente perfettamente preservato nel tempo e arricchito da una rete museale "che si unisce alla direttrice che la Regione si sta dando, volta ad una promozione integrata del territorio che eviti di procedere settorialmente e presenti unitariamente la gamma delle risorse. Da parte nostra, abbiamo una vocazione particolare sul piano dei beni culturali e dell'ambiente. Basti ricordare l'Università per Stranieri di Perugia che, per oltre un secolo, ha svolto un'azione particolare nella diffusione della cultura italiana all'estero. Abbiamo poi un accordo con l'ENIT (Ente Nazionale Italiano per il Turismo), in parte già 'consumato' con un'importante iniziativa in Ungheria dove, lo scorso anno, abbiamo portato la conoscenza della nostra cultura regionale. Il resto si sta svolgendo secondo i piani verso i mercati esteri sui quali vogliamo essere presenti".

Tra le iniziative in cantiere rientra il raccordo con l'Ambasciata Italiana ad Atene e il rafforzamento dei rapporti di collaborazione con le associazioni umbre nel mondo: "Questi messaggeri naturali, veicoli della cultura locale, devono indurre ad un'inversione di sguardo. Oggi, l'Italia ospita comunità straniere, provenienti soprattutto da Paesi in via di sviluppo e verso le quali noi abbiamo il dovere di agevolare l'inserimento. Un dovere che non soltanto è civile, ma che, in prospettiva, avrà una ripercussione della cultura italiana sui Paesi di origine delle popolazioni accolte . Si tratta insomma di adottare una politica di cooperazione allo sviluppo verso quei Paesi in condizioni di maggiore indigenza economica che ci 'restituiscono' oggi quegli emigrati che, anni fa, noi abbiamo mandato nei vari Paesi di emigrazione". Per di più, le iniziative organizzate a livello internazionale sul versante culturale rappresentano 'un ritorno' (in termini turistici, economici o sociali) per la stessa Italia, così come la ricchezza di altre culture può impreziosire il tessuto che viene a contatto con loro.

In definitiva, la questione non sarebbe soltanto quella della cultura italiana nel mondo, ma anche del mondo che entra nella cultura italiana. L'incontro organizzato ieri a Roma mirava a rafforzare l'azione di promozione della cultura tricolore attraverso la valorizzazione delle esperienze locali del Paese. Un'iniziativa cui afferma di aver aderito volentieri anche Giampiero Leo, Assessore alla Cultura della Regione Piemonte, che ricorda come la sua realtà abbia per tradizione "un forte legame con numerosi Stati esteri, vuoi per l'antico fenomeno dell'emigrazione, vuoi per nuovi contatti di tipo commerciale, culturale e sociale. In questo contesto, la collaborazione con le altre Regioni e con il Ministero per gli Affari Esteri non può che essere fondamentale, per coordinare i nostri sforzi rivolti alla conoscenza della nostra cultura all'estero, sia tra chi ha origini italiane, sia tra chi vuol meglio conoscere il nostro Paese ".

Arte in testa, seguita da architettura, musica, moda, fotografia, cucina e design, sono gli accenti culturali posti sugli eventi programmati dalla rete degli Istituti Italiani di Cultura per l'anno in corso, con il contributo di Regioni o Enti Locali. Va detto che la diffusione di lingua e cultura italiana all'estero costituisce, nel quadro della politica adottata dal Ministero degli Affari Esteri, un'area di impegno prioritario. Gli Istituti Italiani di Cultura promuovono e diffondono la cultura tricolore negli Stati dove hanno sede, avvalendosi di un'autonomia operativa e finanziaria che li vede posizionati, in ordine di presenza, per la maggior parte in Europa occidentale e centro-orientale; subito dopo, in Nord Africa e Medio Oriente, in America Latina, in Nord America, in Asia e nell'Africa subsahariana. Accanto a loro, operano i lettori italiani presso le Università straniere, le scuole italiane all'estero (con la loro politica culturale di grande efficacia dovuta alle caratteristiche di "permanenza stabile" dell'istituzione), i corsi di lingua e cultura italiana organizzati per i connazionali all'estero, la Società "Dante Alighieri" sorta nel 1889 e arrivata oggi a circa 500 Comitati.

La cultura italiana all'estero è anche al centro di una discussione che si protrae ormai da anni sul tavolo del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero, intenzionato a correggere i gravi ritardi nell'erogazione dei contributi a favore dell'attività linguistica e formativa e a porre rimedio alla grave situazione di disagio in cui sono costretti ad operare gli enti gestori nei vari Paesi di accoglienza.

In questo contesto, ciascuna amministrazione regionale può fornire il proprio contributo. "La cultura molisana ha la fortuna di fregiarsi della promozione di 800 mila ambasciatori sparsi in tutto il mondo - testimonia il presidente della Regione Molise, Michele Iorio, che detiene la delega alla Cultura - Tanti sono, infatti, gli emigrati molisani che per lavoro vivono all'estero e che, siamo orgogliosi di sottolineare, hanno mantenuto intatto l'attaccamento alle tradizioni e alla millenaria storia della loro terra d'origine. Questo certo non deve indurci a fermarci; tutt'altro, il Molise sicuramente sconta il prezzo di una storica scarsa visibilità nazionale ed internazionale. In quest'ottica, fin dal nostro insediamento, ci siamo posti come obiettivo principale la promozione di quelle che sicuramente sono delle ricchezze per molti versi uniche ed invidiabili di una 'piccola grande regione' quale è il Molise: un felice collocamento nel cuore dell'Italia a meno di due ore delle grandi città; 136 piccoli e pittoreschi paesini caratterizzati ciascuno da tradizioni millenarie; una natura incontaminata con veri e propri gioielli paesaggistici, una storia che affonda le proprie radici nella notte dei tempi e che vede la presenza di importati reperti ed insediamenti paleontologici, preistorici, sanniti, romani, longobardi, slavi, arabi e borbonici. Proprio per questi motivi mi sento di plaudire all'iniziativa intrapresa dai Ministeri degli Esteri e degli Affari Regionali di promuovere nel mondo, tramite la rete delle ambasciate e delle associazioni di italiani, la cultura del nostro Paese evidenziando le varie realtà regionali". Paola Rinaldi/News ITALIA PRESS
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ESTERI/ L’ITALIA OFFRE AL MONDO LA SUA CULTURA/ DA BRUXELLES CON EUROPALIA ALLA SETTIMANA DELLA LINGUA ITALIANA NEL MONDO: LE MANIFESTAZIONI CULTURALI PER IL SEMESTRE DI PRESIDENZA UE

ROMA\ aise\24.6.03 - “La cultura italiana di oggi e le sue radici”: sarà questo il filo conduttore dell’articolato programma di eventi ed attività culturali, organizzate in tutto il mondo dal Ministero degli Affari Esteri durante il Semestre di Presidenza italiana dell’Unione Europea e presentate questa mattina nella Sala delle Conferenze Internazionali della Farnesina dal Ministro Frattini, insieme ai Sottosegretari di Stato Baccini e Boniver ed al Direttore Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale, Francesco Aloisi de Larderel. Saranno oltre 2.900 gli eventi che avranno luogo in tutto il mondo attraverso la rete diplomatica italiana, con l’obiettivo di "valorizzazione l’opera dell’ingegno italiano e – ha sottolineato oggi Frattini – comprendere quanto grande sia stata l’influenza del pensiero e della tradizione culturale del nostro Paese alla formazione ed all’arricchimento dell’Europa e del mondo". Le manifestazioni, come illustrato dal Direttore Aloisi de Larderel, si svilupperanno in tre cerchi concentrici: da Bruxelles, “casa” delle istituzioni europee dove l’Italia sarà ospite d’onore del Festival Europalia, si irradieranno verso i 25 Paesi dell’Unione Europea e, quindi, nei cinque continenti, con la “Settimana della Lingua Italiana nel Mondo”. E ovunque, anche se in maniera differenziata, offriranno "uno spettro esauriente di un patrimonio culturale, quale il nostro, che non è mai rimasto chiuso in se stesso, ma si è sempre mostrato aperto agli apporti delle altre culture" europee e non. A dicembre, poi, il Semestre di Presidenza italiano si concluderà, ma l’Italia avrà lasciato dei segni permanenti nelle istituzioni comunitarie. “Doppia bifrontale” dell’astrattista Pietro Consagra, “Roma” di Fabrizio Plessi e “Zenith” di Mimmo Paladino saranno gli omaggi del nostro Paese al Parlamento Europeo di Strasburgo. (aise)
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ESTERI/ IL MINISTRO FRATTINI: LA CULTURA E’ IL NOSTRO PRIMO BIGLIETTO DA VISITA NEL MONDO/ GLI ISTITUTI ITALIANI DI CULTURA AL CENTRO DELLA PRESENTAZIONE DELLE MANIFESTAZIONI CULTURALI PER IL SEMESTRE DI PRESIDENZA UE: NEL 2004 UN PORTALE INTERNET PER GLI IIC

ROMA\ aise\24.6.03 - Alla vigilia del Semestre italiano di Presidenza dell’Unione Europea, la cultura si conferma "il primo vero e proprio biglietto da visita dell’Italia nel mondo". Ne è convinto e lo ha ribadito ancora una volta il Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, presentando oggi, nella Sala delle Conferenze Internazionali della Farnesina, il programma delle iniziative culturali organizzate dal Ministero durante il Semestre di Presidenza UE. L’occasione, come ha sottolineato Frattini, ha permesso di "fare il punto sull’azione che il MAE sta compiendo nella rimodulazione e nell’arricchimento della tradizionale missione della diplomazia, secondo le linee delineate l’anno scorso dal Presidente del Consiglio Berlusconi". In questo contesto, la cultura appare, dunque, come "un formidabile strumento che concorre a realizzare gli obiettivi della politica estera italiana", obiettivi finalizzati non solo alla incentivazione del dialogo tra i popoli, ma anche e soprattutto alla promozione del Sistema Paese come realtà dinamica e all’avanguardia nel mondo. Protagonisti eccellenti gli Istituti Italiani di Cultura, per i quali Frattini ha assicurato la valorizzazione dell’intera rete. Già inseriti nel Piano di Comunicazione 2003, nel 2004, ha aggiunto il Ministro, sarà realizzato un portale internet che, attraverso il collegamento in rete, conferirà agli Istituti di Cultura sparsi nel mondo una visibilità maggiore e in tempo reale. Ma questo è solo un primo tassello al quale se ne dovrà aggiungere un altro. "Occorre una rete intranet di tutti gli IIC per un dialogo interattivo non soltanto verso l’esterno, ma fra gli stessi Istituti" e questo, ha annunciato Frattini, sarà il prossimo obiettivo del Ministero. (aise)
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Cultura: quella italiana protagonista nel mondo

Roma, 24 giu. (Adnkronos Cultura) - Per celebrare il semestre italiano di Presidenza europea ( che partira' il 1 luglio), il ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, ha presentato oggi, presso la Farnesina a Roma, un vasto programma di eventi e di attivita' culturali che coinvolgeranno tutti i settori dell'espressione artistica.
"La cultura italiana ha un posto di primaria importanza nel mondo - ha sottolineato Frattini - e dobbiamo stimolarne la continua diffusione. A tal fine c'e' una serie di azioni che stiamo sviluppando per dare nuovo impulso alla cultura italiana all'estero, come la predisposizione del disegno di legge che potenziera' e valorizzera' i rapporti di cooperazione tra i diversi istituti nazionali di cultura".
Nel 2004, infatti, verra' realizzato un portale internet che servira' da agora' virtuale, dove i musei e i centri interessati potranno incontrarsi e scambiarsi informazioni."
Gli eventi organizzati per il semestre di presidenza italiana - ha proseguito Frattini - spaziano dall'arte al cinema, dal teatro alla letteratura. Vi saranno, inoltre, una serie di convegni su varie tematiche come quello sul "Dialogo mediterraneo" e sul "Dialogo euro-atlantico".
Per cio' che riguarda piu' specificatamente le rassegne artistiche, Frattini ha voluto ricordare la mostra " Futuro italiano", allestita presso la sede del Consiglio Europeo a Bruxelles dal 1 luglio al 31 dicembre, che propone una sintesi tra il glorioso passato rinascimentale e gli stimoli provenienti dal mondo del cinema, del fumetto e della moda.
L'altro grande evento che avra' l'Italia come protagonista e' il festival "Europalia 2003", che verra' inaugurata il 1 ottobre, in Belgio, alla presenza del Presidente della repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi.
"Tutte queste iniziative - ha concluso Frattini - sono state possibili grazie alla sinergia tra la Farnesina ed il ministero dei Beni Culturali, una collaborazione che potrebbe tradursi in una nuova iniziativa: una rivista sul "made in Italy".
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Successi (e ritardi) di Roma
DOLCE VITA
A BERLINO
di GIOVANNI RUSSO


Corriere della Sera, 24 giugno 2003
In questi giorni Roma, per iniziativa del direttore dell’Istituto Italiano di Cultura Ugo Perone, è presente a Berlino con la rassegna della cultura e della vita italiana, che dura fino al 6 luglio e prende il nome di Festival «La dolce vita», uno slogan celebre nel mondo. Si è aperto proprio con la proiezione del film di Federico Fellini con Anita Ekberg, che è stata festeggiata mentre evocava la famosa scena del bagno nella Fontana di Trevi, rimasta per gli stranieri il simbolo delle suggestioni romane. Giornalisti e scrittori tedeschi che hanno scritto di Roma e dell’Italia, Harald Martenstein, Dietmar Polaczek, Martin Bosemach, hanno partecipato a un dibattito sul tema «Il concetto di dolce vita nell’immaginario collettivo tedesco». Saranno proiettati altri due film di Fellini «Le notti di Cabiria» e «Roma» e ci saranno anche incontri letterari con Dacia Maraini e Luciano De Crescenzo, rappresentazioni teatrali, letture di testi di Dante, Petrarca e Boccaccio. Questo festival è l’occasione per riflettere sul rapporto tra due antiche capitali. Chi visita adesso Berlino e sale la rampa a spirale della gigantesca cupola di vetro, che è stata costruita dall’architetto britannico Norman Foster sul tetto del Reichstag (quasi a voler esorcizzare il passato) si rende conto della differenza tra ci? che accade a Berlino e ci? che succede a Roma. Quest’ultima ha fatto grandi passi avanti sia dal punto di vista dell’immagine, con il restauro e la ripulitura di tanti edifici storici, sia dal punto di vista delle iniziative artistiche e culturali. In questo campo Roma gareggia con Berlino e non ha nulla da invidiare a Parigi. Certo il paragone dal punto di vista urbanistico, mette in luce ritardi e lentezze. Qui i lavori dell’Ara Pacis, affidati a un famoso architetto americano, Richard Meier, sono bloccati da anni mentre ci sono voluti anni per costruire il nuovo Auditorium di Renzo Piano e già sorgono difficoltà per la gestione degli spazi circostanti. A Berlino si entra nel futuro: cristallo e acciaio costituiscono il materiale prediletto degli innumerevoli nuovi edifici, costruiti dopo la caduta del muro. I migliori architetti di tutto il mondo si confrontano amalgamando il nuovo con quel poco di antico sopravvissuto alla devastazione della guerra.
Con il festival dell’Istituto Italiano si fa rivivere a Berlino la Roma degli anni della dolce vita: un segno del fascino che la capitale italiana continua ad esercitare. Nel paragone emergono i veri problemi che riguardano il traffico caotico, lo scarso rispetto delle regole, l’invasione degli enormi cartelloni pubblicitari. In un recente convegno organizzato dalla facoltà di Architettura dell’Università intitolato «SpaziaRoma» sui luoghi della cultura e dello spettacolo, questi problemi sono stati affrontati dagli architetti Giorgio Muratore, Nicola Di Battista, Paolo Marconi, Pietro Montani, Renato Nicolini, Franco Purini che hanno dibattuto proprio il tema del rapporto tra antico e moderno per mettere Roma al passo delle esigenze e delle aspirazioni delle nuove generazioni. Cronaca di Roma
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Notiziario NIP - News ITALIA PRESS agenzia stampa - N° 120 - Anno X, 23 giugno 2003

Cambio al vertice dell'IIC di Berlino?
Ma Berlino stima Perone

Berlino - La polemica sugli avvicendamenti alla guida di prestigiosi Istituti italiani di cultura all'estero ha finito per coinvolgere anche il professor Ugo Perone che dirige da circa due anni quello di Berlino. La sua nomina, come successore di Pierangelo Schiera, fu deliberata dal governo Amato su proposta del ministro degli Esteri Dini. Ora si vocifera, di rimbalzo da Roma, che il mandato biennale di Perone, in scadenza a luglio, rischia di non essere rinnovato per valutazioni di carattere essenzialmente politico.

Tra la Farnesina e Berlino si aggirerebbero aspiranti epuratori che non hanno dimenticato la militanza del cattolico-popolare Perone nell'Ulivo, negli anni Novanta, come assessore per la Cultura del comune di Torino. A sentire qualche suo collaboratore berlinese non vi sarebbe da scandalizzarsi, dal momento che non sarebbe immaginabile un diverso comportamento da parte dell'Ulivo se fosse giunto a scadenza un direttore di Istituto riconducibile al centrodestra.

Ugo Perone è uomo di cultura come professore universitario di filosofia della religione. Tuttavia - ciò che forse più conta nel suo attuale incarico - egli è anche un'amabile persona, seria e dialogante, che nel lavoro svolto finora a Berlino ha dimostrato di sapere interpretare con equilibrio e naturalezza un delicato ruolo di mediazione e di ricerca per promuovere con successo l'interesse dei tedeschi verso le molteplici espressioni della cultura italiana. Egli si è limitato a spendere tutte le sue energie per ricavare sul piano operativo il massimo risultato possibile con le poche risorse a disposizione dell'Istituto italiano di cultura a Berlino. Sarebbe un bene per tutti se questo stile "vecchio Piemonte " avesse più seguaci nella comunità italiana nella capitale tedesca. Corriere d'Italia/News ITALIA PRESS
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LE CULTURE DELLE REGIONI ITALIANE NEL MONDO/ COORDINAMENTO E SINERGIA TRA GOVERNO E REGIONI NECESSARIE ALLA PROMOZIONE DELLA CULTURA E DELLA LINGUA ITALIANE ALL’ESTERO

ROMA\ aise\23.6.03 - Coordinamento e sinergia, queste le parole chiave della politica culturale italiana all’estero. Questa quindi la sintesi estrema dell’incontro svoltasi presso la Sala delle Conferenza Internazionali della Farnesina tra rappresentanti del Governo, primi tra tutti Frattini, Baccini, La Loggia, Urso, Meo Zilio… e gli assessori alla cultura e identità delle Regioni e Province Autonome. Una giornata organizzata per parlare di politica culturale all’estero, in cui ad aprire i lavori è stato il padrone di casa, Franco Frattini, che subito ha ribadito come e quanto la rete diplomatico-consolare e quella degli Istituti Italiani di Cultura debbano rappresentare per le Regioni "strumenti di servizio, di supporto e di raccordo". Ogni evento, ogni iniziativa tornano a vantaggio dell’immagine complessiva del Paese. "La cultura – ha affermato il Ministro – è il biglietto da visita più significativo dell’Italia".
La strategia della politica estera prima di Berlusconi ‘ad interim’, poi raccolta, con convinzione, da Frattini è ideata su tre dimensioni: "la dimensione politica; la dimensione economica; la dimensione delle collettività italiane all’estero".
"Il valore aggiunto della cultura ci permette – ha proseguito – di raggiungere meglio e con più completezza i risultati ambiti".
In politica una delle priorità evidenziate dal Ministro è concentrata nel Mediterraneo, all’avvicinamento dei paesi, al dialogo tra essi, al muticulturalismo, alla cooperazione, anche sul tema dell’immigrazione. La strategia comune è il messaggio culturale, a conferma il Ministro ha raccontato che spesso si è sentito dire "ci sentiamo amici dell’Italia perché la nostra storia, la cultura…ci uniscono e non ci dividono". Più di un esempio ha riportato il Ministro, che nel corso dei suoi viaggi nei Paesi del Nord Africa ha spesso visto e ammirato antiche vestigia romane. Ed ancora le ottime relazioni ed i successi politici ottenuti con la Federazione Russa, sono dettati forse e anche dal passato di San Pietroburgo, la cui nascita, bellezza e ricchezza architettonica sono legate a doppio filo con l’Italia.
La dimensione economica. All’estero la politica economica italiana è dettata dai frutti della nostra mente, dalla ricerca, dalla tecnologia, dalla scienza a pieno titolo cultura ed ancora le nostre specificità eno-gastronimiche o agricole non sono forse indotto economico e parte integrante della storia e delle tradizioni del paese?
Ultima dimensione citata da Frattini, quella degli italiani nel mondo. "mantenere vivi i legami con l’Italia, le tradizioni, la propria terra, la cultura sono il grande valore aggiunto". In chiusura il Ministro degli Esteri dopo aver chiesto agli assessori di non far mancare iniziative e proposte seguendo una strada, quella "del coordinamento e della sinergia", ha proposto la nascita di un Accordo quadro nell’ambito della Conferenza Stato- Regioni per coordinare e coinvolgere in una cornice ogni iniziativa ed evitare così duplicazioni, ripetizioni di eventi o manifestazioni, ma anche far risparmiare tempo e risorse. L’immagine dell’Italia all’estero dovrebbe essere un unicum, "la cultura italiana potrebbe essere unita all’economia all’estero – ha concluso - attraverso gli sportelli per l’internazionalizzazione delle imprese".
"Sintonia e armonia sono difficili da trovare realmente in un’amministrazione centrale, in questo Governo esistono". A dichiararlo è Enrico La Loggia, Ministro degli Affari Regionali, che evidenzia come in questo Governo ci sia comunità d’intenti proprio a partire dalla promozione della politica culturale all’estero. "Il Governo – ha detto La Loggia – è a servizio del sistema delle Autonomie". Il Governo può e deve presentarsi oltreconfine, secondo La Loggia, "utilizzando al meglio potenzialità, idee, spunti… . E’ evidente che senza il coordinamento c’è il rischio di creare confusioni inutili. Quello che viviamo è – ha sottolineato – un momento di sperimentazione. Vanno rodati e trovati dei metodi efficienti di intesa". Sarebbe importante per La Loggia, che le Regioni partecipassero alla fase decisionale. In un principio di leale collaborazione, si è detto concorde all’idea della nascita di un Accordo per le linee guida, "ciascuna Regione e i Ministeri competenti (Esteri, Affari Regionali, Commercio con l’estero, beni Culturali) dovranno lavorare insieme affinché le iniziative delle regioni possano ottenere il massimo del successo a cui possono aspirare".
A mettere in evidenza, invece, la volontà del Governo di "realizzare un Sistema Italia che lavori in maniera integrata" è stato Adolfo Urso, Vice Ministro alle Attività produttive con delega al Commercio con l’Estero. Positivo il momento per l’Italia che ha saputo fare della cultura e della tradizione il suo punto di forza il suo passaporto all’Estero. Nel corso del suo intervento, il Vice Ministro ha precisato che il ruolo degli sportelli per l’internazionalizzazione delle Imprese è, appunto, "coordinare tutta la promozione, da quella economica a quella culturale". Esportare l’Immagine dello stile italiano significa attuare una promozione integrata. "L’immagine culturale dell’Italia è la punta di diamante dell’Italia", ha concluso Adolfo Urso.
In rappresentanza del Ministro Mirko Tremaglia, assente per motivi di salute, che tutti noi ci auguriamo non gravi, è intervenuto il Prof. Meo Zilio.
"Le regioni – ha affermato nel corso del suo intervento – stanno accrescendo la loro importanza. Il Ministro e tutto il suo staff si sentono impegnati personalmente al rilancio e al sostegno delle iniziative regionali rivolte agli italiani all’estero e finalizzate a dare corpo all’italianità nel mondo e alla regionalità in Italia".
Non va dimenticato che la salvaguardia e l’immagine dell’Italia, ha chiarito Meo Zilio, sono cresciute grazie a quell’altra Italia, co-protagonista inconsapevole della politica culturale italiana all’estero ricca di qualità non inferiori a quelle presenti sulla penisola. Quell’altra Italia fortemente legata a tradizioni, culture e identità, forse più regionali che nazionali, va ricordato che quando partirono il concetto di identità nazionale era lontano, quasi svalutato, deve rappresentare un’occasione per consolidare e coordinare le tante iniziative già avviate.
Un quadro attento e dettagliato di collaborazione nella promozione della cultura e della lingua italiana all’estero che vede già la partecipazione delle Regioni e gli Enti Locali, quello presentato da Francesco Aloisi del Lardarel, Direttore Generale per la promozione e la Cooperazione Culturale della Farnesina. Mostre di Alto Livello, circa 75, "che mettono in luce la tradizione artistica dei secoli passati, l’arte contemporanea, l’archeologia, il design, la moda, ma anche le risorse paesaggistiche o le tradizioni e le risorse eno gatronomiche, ed ancora manifestazioni nel campo dello spettacolo con: concerti, balletti, rappresentazioni teatrali…". Due gli interlocutori che le Regioni hanno a disposizione: la Direzione generale e gli 89 Istituti Italiani di Cultura nel mondo.
"Anche se di minore effetto scenografico – ha ricordato l’Ambasciatore – non dobbiamo dimenticare altri aspetti della cultura significativi": come per esempio la cooperazione scientifica, gli scambi giovanili e le borse di studio. Altrettanto importanti sono, per Aloisi, le collettività italiane all’estero, spesso organizzate sulla base della provenienza regionale. "E’ un campo nel quale – ha dichiarato – il Ministero degli Affari Esteri sarebbe lietissimo di una collaborazione con le Regioni di origine, nella quale potrebbe coinvolgere, oltre agli IIC, la fitta rete di Consolati che abbiamo nel mondo, che sono in contatto diretto e continuato con le nostre collettività".
Tra le iniziative in ‘fieri’, Aloisi ha annunciato che il Ministero "si sta attrezzando per avviare un’azione di promozione della cultura italiana attraverso le televisioni dei paesi che più ci interessano. Grazie alla fattiva collaborazione della Rai stiamo costituendo un fondo di materiale televisivo relativo alla cultura italiana. Recentemente abbiamo proposto alla televisione cinese ben 300 ore di programmazione e negoziati sono in corso anche con l’India. Ritengo che sarebbe utile integrare questa proposta con materiale fornito dalle Regioni".
La relazione di Aloisi si è conclusa con la possibilità di impiego delle "risorse finanziarie messe a disposizione dall’UE per lo sviluppo economico e sociale (2004-2006)" delle Regioni del Mezzogiorno, che dalla loro sta già facendo uno sforzo notevole di programmazione.
Con il saluto agli "amici del CGIE, punto di riferimento costante per la Farnesina" si aperto l’Intervento del Sottosegretario agli Esteri Mario Baccini (Presidente della Commissione Nazionale per la Promozione della Cultura Italiana all’Estero).
Anche per lui è importante "trovare spunti di collaborazione attraverso iniziative condivise, finalizzate ad una presenza dell'Italia nel Mondo incisiva".
"La Cultura conquista nuovi spazi – ha affermato poi Baccini – , la politica estera è oggi supportata dalla promozione culturale". Anche Baccini ha poi percepito nel corso dei suoi viaggi istituzionali un crescente interesse per l’Italia nei Paesi visitati, "L’Italia – ha detto – è riferimento per qualsiasi forma del sapere". Sarebbe sterile, secondo Baccini, limitarsi ad una promozione della Cultura centrale, l’Italia ha la sua forza anche nella sua tradizione spezzettata, fatta di mille campanili, per questo, ha annunciato, la Commissione che presiede ha istituito, per il 2004, l’Anno tematico delle culture regionali. Dalla tradizione all’innovazione.
Le comunità di italiani all’estero, ha concluso il Sottosegretario, sono veicolo di trasmissione dell’immagine dell’Italia all’estero, tesoro che nessun paese possiede.
Prima dei brevi interventi degli Assessori, tutti piuttosto soddisfatti dell’incontro, a prendere a sorpresa la parola è stato il Presidente della Commissione esteri della Camera, Gustavo Selva, che ha evidenziato in apertura, quanto "la nostra cultura, tra le più ricche del mondo, è paragonabile ad un mosaico. L’Italia è anche dei mille campanili, le mille derivazioni che traggono linfa vitale dalla tradizione e dalla storia". Anche Selva ha ricordato i suoi viaggi istituzionali in cui incrocia, "delegazioni regionali, che nel campo della cultura e dell’arte danno il meglio di sé". Cultura, Scienza, arte, ha concluso, sono un modo di penetrazione, anche economica, del "mondo che ci guarda come un faro della civiltà". (val.gio./aise)


LE CULTURE DELLE REGIONI ITALIANE NEL MONDO / FRATTINI E BACCINI A MARGINE DELLA RIUNIONE DEGLI ASSESSORI PARLANO DI IMMIGRAZIONE- VOTO DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO E CULTURA –PASSAPORTO DELL’ITALIA NEL MONDO

ROMA\ aise\23.6.03 - "La cultura come passaporto per l’Europa; la cultura mezzo per l’avvicinamento tra i popoli". Questa una delle dichiarazioni del Ministro degli Esteri, Franco Frattini ai giornalisti, a margine della riunione degli assessori alla Cultura delle Regioni e Province autonome svoltasi, nella Sala delle Conferenze Internazionali della Farnesina. L’Italia sempre più protagonista in Europa secondo il Ministro, tanto che nel recente incontro a Salonicco si è riusciti a portare sul tavolo della discussione la questione dell’immigrazione clandestina "priorità europea", l’immigrazione è anche una questione di sicurezza, è allo studio, una cabina di regia europea, le coste potrebbero così essere controllate dall’Europa sia fisicamente, sia con un sostegno finanziario, "dobbiamo investire e impegnarci attraverso una logica rigorosa" ha dichiarato. In che modo? È stato chiesto al Ministro, "Stiamo raggiungendo molti risultati importanti sul tema dell'immigrazione, dobbiamo proseguire con una politica di tipo corale, di tipo strategico".
Il titolare della Farnesina ha sottolineato l'urgenza e la necessità che il parlamento approvi "nel più breve tempo possibile" la ratifica dell'Italia dell'accordo raggiunto a Palermo contro il crimine transnazionale. Un accordo che, ha detto ancora, contiene norme importanti come quella che i trafficanti internazionali di esseri umani "siano trattati come le mafie".
"Il flusso dall’Albania è quasi sparito – ha ricordato Frattini prima di lasciare la stampa -, la Slovenia ha dimostrato che le frontiere possono essere chiuse, bene con noi si stanno comportando anche Marocco ed Egitto. Se vogliamo, si può fare anche di più, l’importante è non dire “non abbiamo i mezzi”, perché se si vuole si può".
Nonostante i numerosi impegni, il Ministro Frattini non si è sottratto anche ad un ultima domanda: Cosa ne pensa dell’esito dell’ultimo referendum. Soprattutto del voto della comunità italiana all’estero?
"Certamente soddisfatto, se consideriamo che gli italiani nel mondo hanno, in percentuale, votato più che in Italia e soprattutto che gli è stato chiesto di rispondere su temi, a cui non erano per nulla interessati e coinvolti. Il voto degli italiani all’estero è l’esito di una grande battaglia politica in cui questo Governo ha sempre creduto, questa loro prima volta, anche se assolutamente simbolica, ci ha dato ragione. Gran parte del merito va certamente al Ministro per gli Italiani nel Mondo, Mirko Tremaglia".
Anche il Sottosegretario Baccini si è detto soddisfatto, per questa storica prima volta degli italiani all’estero. "Un primo passaggio – ha sottolineato – che è andato oltre le aspettative".
Sottosegretario state pensando di coinvolgere le comunità italiane residenti in Europa in occasione degli eventi e manifestazioni da organizzare per l’imminente semestre europeo?
"Le comunità di italiani all’estero sono nella genetica di questo Governo, non solo in Italia, non solo in Europa, ma nel mondo. Sono sempre un punto di riferimento".
Si è parlato nel corso di questa mattinata degli sportelli per l’internazionalizzazione delle imprese e di come dovrebbero diventare ‘front-office’ del sistema Italia, offrendo non solo opportunità e chiarimenti economici, ma anche opportunità culturali, non c’è il rischio di creare dei doppioni degli IIC?
"Assolutamente no. La cultura è basilare per l’Italia, è il nostro biglietto da visita e più opportunità ci sono da sfruttare, meglio è. Dobbiamo pensare ad una piena sinergia di Conferenza Stato- Regioni e Farnesina. La sinergia è il vero valore aggiunto. Con essa attraverso obiettivi comuni le Regioni potranno usufruire e utilizzare il circuito degli IIC, i consolati, le ambasciate…">. (val.gio./aise)
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Notiziario NIP - News ITALIA PRESS agenzia stampa - N° 120 - Anno X, 23 giugno 2003

All’IIC di Haifa formazione e riqualificazione degli insegnanti
Energico intervento per l'aggiornamento sullo studio della lingua italiana voluto dal direttore Crisafulli

Haifa - L'Istituto Italiano di Cultura di Haifa ha ricevuto nei giorni scorsi la visita del professor Marcello Silvestrini, ordinario di didattica delle lingue moderne presso l'Università per Stranieri di Perugia per un corso di aggiornamento sulla lingua italiana. "Non pensavo che l'interesse per la lingua e per la cultura del nostro Paese – dice Silvestrini – fosse cos? spiccato in Israele. Né avrei creduto che l'italiano si andasse ad inserire tra le lingue straniere più seguite e più diffuse in questo Paese. Israele è una terra dinamica e ricettiva, suscettibile, dunque, di grandissimo sviluppo. Per il fatto che la domanda di italiano è cos? forte e ci trova ancora incapaci di soddisfarla pienamente, ci corre l'obbligo di attivare strategie appropriate e opportuni investimenti con prospettive di ritorno in immagine e in presenza per l'Italia a Haifa e dintorni che potrebbero essere straordinarie".

E proprio con questo obiettivo, i docenti di italiano del Nord d'Israele sono impegnati da giorni in un corso di formazione e aggiornamento sulle più recenti metodologie e ricerche in ambito glottodidattico, proprio con Silvestrini: non solo i docenti dell'Istituto Italiano di Cultura di Haifa, ma anche professori dell'Università di Haifa e docenti della scuola italiana gestita da religiose italiane, e di altre istituzioni locali hanno preso parte a questa nuova iniziativa dell'IIC israeliano.

L'iniziativa si è resa necessaria anche per venire incontro alle crescenti esigenze di studio dell'italiano: all'Istituto Italiano di Cultura di Haifa oltre 100 studenti si sono iscritti quest'anno per conseguire un titolo di studio italiano. E il nuovo Direttore dell'Istituto di Cultura, Edoardo Crisafulli, ha deciso di rompere gli indugi per intraprendere un'azione molto incisiva tesa alla promozione e alla diffusione dell'italiano nella circoscrizione di sua competenza. Primo atto: formazione e riqualificazione degli insegnanti.

Con Silvestrini, quindi, presso i locali dell'Istituto Italiano di Cultura di Haifa, per quattro giorni, si è parlato di strategie didattiche, di metodologia, di sociolinguistica, di psicolinguistica, di neurolinguistica, di ricerca glottodidattica, di certificazione delle conoscenze linguistiche. Gli insegnanti hanno recepito l'invito del Direttore Crisafulli con entusiasmo e con totale adesione alle tematiche proposte.

Quattro giorni intensi di analisi, di ricognizione e di lettura della situazione relativa all'insegnamento-apprendimento dell'italiano in Galilea. Le prospettive si mostrano eccellenti specie quando si consideri che, come sostiene Silvestrini, "in questo modo Israele si mette al passo con i numerosi Paesi del bacino del Mediterraneo che affidano all'Italia il mandato di essere, appunto, la porta per un avvicinamento all'Unione Europea".

Silvestrini svolge attività di formazione per insegnanti di italiano in tutto il mondo, America Latina e Nord America, Europa e Africa, ed è autore di manuali per l'apprendimento dell'italiano tra i più diffusi nel mondo. Inoltre, ricopre la carica di Direttore dei Corsi di Lingua e Civiltà Italiana presso l'Università per Stranieri di Perugia, autorevole istituzione accademica italiana che si occupa dell'organizzazione di corsi di lingua e cultura italiana destinati a studenti di tutto il mondo.
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Gustavo Selva sulla riforma degli Istituti di Cultura e sulla riforma dei
Comites


Inform n. 120 del 24/6/2003
ROMA - Una ricchezza tutta italiana, quella di una cultura fatta di tanti
campanili, che verrà presa in considerazione anche dal progetto di riforma
degli Istituti di Cultura che il Governo sta per presentare. "Per la verità
il disegno di legge del Governo è ancora in fase di concertazione - ci ha
spiegato il Presidente della Commissione Esteri della Camera Gustavo Selva
rispondendo alle nostre domande durante l'incontro alla Farnesina - e
quindi ancora non conosco nel dettaglio la proposta. Ma anche dall'incontro
odierno è apparsa evidente la necessità di valorizzare e di coordinare
l'apporto culturale per l'estero delle regioni e delle città. Sto
naturalmente parlando di un coordinamento finanziario che lascerà libertà
d'iniziativa alle regioni. Anche nella prossima riforma ancora in
preparazione la loro autonomia sarà dunque pienamente riconosciuta ma
l'aspetto organizzativo andrà invece coordinato senza però che vi sia un
direttore d'orchestra unico. Tanti conduttori quindi che si coordineranno
nel quadro dei nuovi Istituti Italiani di Cultura all'estero.
Per quanto concerne invece la riforma dei Comites - ha proseguito Selva
rispondendo ad una nostra domanda sull'iter del disegno di legge
attualmente in discussione alla III Commissione della Camera - posso
confermare che il testo elaborato dal Governo è stato recepito dalla
Commissione al 95% e credo che approderà in Aula senza significative
modifiche. Faremo presto. Il disegno di legge del Governo, che è stato
elaborato anche con la collaborazione di esperti, arriverà in Aula tra il
27 de 28 giugno". (Goffredo Morgia-Inform)

lunedì, giugno 23, 2003

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Cultura: da Abruzzo si a progetto promozione nel mondo

L'Aquila, 23 giu. - (Adnkronos) - L'Abruzzo aderisce all'accordo quadro tra regioni e ministero degli Affari esteri e ministero degli Affari regionali, per promuovere la cultura nel mondo. Lo ha annunciato l'assessore regionale alla Promozione culturale, Bruno Sabatini, che ha partecipato al convegno sulle culture regionali nel mondo, organizzato dai due ministeri.
L'avvio dell'accordo quadro e' stato confermato anche dal ministro degli Affari esteri, Franco Frattini, il quale ha aggiunto che la cultura italiana deve essere 'biglietto da visita per il sistema Paese nel mondo'. In questo contesto, sempre secondo il Ministro, le regioni rappresentano il valore aggiunto italiano nel panorama internazionale. I due ministeri metteranno a disposizione i consolati e gli istituti di cultura italiani all'estero per promuovere iniziative culturali delle singole regioni. Il ministero degli Affari regionali curera' invece il necessario coordinamento tra Stato, regioni e ministero degli Affari esteri, anche in virtu' della recente legge approvata il 5 giugno scorso (legge 131/2003) che da' dignita' internazionale alle regioni italiane sia in ambito di Commissione europea sia in ambito di rapporti bilaterali.
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Berlino: il 26 Ciampi e Rau inaugurano nuova ambasciata italiana

Berlino, 23 giu. - (Adnkronos/Aki) - Quasi caduta in oblio per oltre cinquant'anni all'ombra del Muro e a pochi passi dalla Porta di Brandeburgo, ritorna a nuova vita la storica ambasciata italiana a
Berlino, in assoluto una delle piu' grandi al mondo tra le nostre rappresentanze diplomatiche. Alla presenza del Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi, accompagnato dal ministro degli Esteri Franco
Frattini, e del presidente tedesco Johannes Rau, l'edificio, completamente restaurato e riportato agli antichi splendori, sara' ufficialmente inaugurato giovedi' 26.
In realta', gli uffici della sede diplomatica si sono gia' trasferiti dall'inizio di maggio dopo quattro anni trascorsi negli angusti locali provvisori all'ultimo piano di un palazzo della Dessauer Strasse. La nuova-vecchia ambasciata, situata sulla Hiroshimastrasse nelle immediate vicinanze del parco del Tiergarten, ospitera' inoltre la residenza dell'ambasciatore e l'Istituto Italiano di Cultura a Berlino.
Ci sono voluti 20 milioni di euro (circa sette piu' di quanto previsto all'inizio) e quattro anni di lavori per ''resuscitare'' questo edificio di quattro piani e 10mila metri quadrati, con un perimetro di 70 metri per 50 per un altezza di circa venti, sotto la conduzione dell'architetto romano Vittorio De Feo (che purtroppo non ha fatto in tempo a vedere la conclusioni dei lavori).
Il restauro ripristinato fedelmente questo vasto edificio realizzato tra il 1939 e il 1942 su progetto di Friedrich Hetzelt, sotto l'occhio vigile di Albert Speer, il celebre architetto di Adolf Hitler. Per volonta' del Fuehrer era la piu' grande ambasciata a Berlino, a sottolineare l'importanza assegnata all'alleato italiano.
Mai ufficialmente inaugurato (la data prevista era il 1943, l'anno di Stalingrado), l'imponente edificio era poi rimasto danneggiato in modo grave ma non irreparabile dai bombardamenti: l'ala orientale era parzialmente crollata, ancora negli anni Novanta si potevano vedere le pareti esterne sforacchiate dai proiettili, in buona parte le finestre erano semplicemente murate, mentre l'intonaco cadeva a pezzi.
Aprendo poche porte, ci si poteva trovare di fronte a scenari surreali di vecchie e sontuose sale impolverate, con tendaggi strappati, muri scrostati, divani sfondati quasi che la guerra fosse appena finita. Solo in meno di un terzo della vasta costruzione aveva trovato sede il Consolato Generale d'Italia a Berlino, anche se piu' volte i governi di Roma meditarono seriamente di disfarsi dell'ingombrante edificio, situato in una zona morta in quanto a ridosso del Muro.
Alla ''rinascita'' della monumentale ambasciata ha contribuito ovviamente la Riunificazione tedesca e il ritorno della capitale a Berlino. Gia' nel 1992 l'architetto De Feo, scomparso lo scorso anno, aveva vinto la gara d'appalto per il restauro, i lavori sono iniziati nel 1999, ma sono poi rimasti bloccati fino al 2001 per un lungo contenzioso giuridico tra la Farnesina e la ditta di costruzione (risolta a vantaggio di quest'ultima), di qui l'allungamento dei tempi e l'aumento dei costi, il tutto con le inevitabili polemiche del caso.
L'edificio e' diviso in tre parti (la Cancelleria sita nell'ala orientale, l'area destinata alla rappresentanza e l'Ufficio dell'Ambasciatore nell'ala occidentale), con grandi scalinate che portano alla zona dei ricevimenti e alla galleria posta al primo piano e al cortile interno con il salone. Una scalinata sul cortile interno, prevista dal progetto di Hetzelt ma mai costruita ai tempi della prima edificazione, e' stata ora realizzata secondo i piani originari.
Il restauro ha restituito all'ambasciata l'originario colore rosso dei muri esterni, 'conservando' anche alcuni danni di guerra, a ricordare la storicita' dell'edificio. Dopo lunghe diatribe, i fasci littori ben evidenti nel vasto ingresso al primo piano dell'edificio sono stati invece rimossi e spostati in una piccola mostra al terzo piano, sede dell'Istituto Italiano di cultura. Al loro posto, tuttavia rimangono delle ''ombre'' che discretamente ricordano la loro presenza.
L'opera di recupero ha inoltre dovuto rivalorizzare le splendide decorazioni interne, per le quali erano stati utilizzati marmo, rivestimenti di legno alle pareti, parquets, tappeti di seta, con chiare allusione ai palazzi italiani del rinascimento. Tra le decorazioni di maggior pregio, un caminetto di provenienza toscana del XVI secolo, un portale toscano sempre nella stanza situata tra la galleria e le aree attigue, una scalinata rinascimentale ricurva, soffitti rinascimentali nel ''salone dei signori'' e, una fontana a parete nel giardino d'inverno. I lavori, comunque, non sono ancora del tutto completati.

venerdì, giugno 20, 2003

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«Noi pigri?» I tedeschi non ci stanno
Dalla Chiesa ai politici, piccola rivolta nazionale per l’invito di un ministro a fare meno ferie

Corriere della Sera, 20 giugno 2003
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BERLINO - I tedeschi lavorano poco? Qualcuno in Germania comincia a pensarlo. Era molto ben frequentato, ieri sera, il ricevimento con cui l’Istituto italiano di cultura nella capitale tedesca ha inaugurato il festival «La dolce vita». Tre settimane di cinema, teatro, musica, letteratura e gastronomia, per celebrare il cliché del nostro Lebenstil, stile di vita, adorato dai tedeschi, sempre più inclini a perdersi nelle azzurre lontananze, che suscitavano l’amore-odio di Tonio Kröger, alias Thomas Mann.
«Una riflessione non solo sul mito, ma anche sulla realtà della dolce vita», spiega il direttore dell’Istituto, Ugo Perone. E fa dell’ironia involontaria, cadendo il suo programma nel mezzo di un tormentone nazionale, che rovescia e fa a pezzi proprio lo stereotipo opposto, la leggenda del tedesco lavoratore. Cambia lo Zeitgeist , lo spirito del tempo, e anche la Germania si ritrova terra di ossimori: come il ghiaccio bollente, le convergenze parallele o il partito di lotta e di governo, è l’ora del tedesco sfaticato.
Parola di Wolfgang Clement, ministro dell’Economia e del Lavoro del governo rosso-verde, il quale, in un’intervista allo Stern , ha ammesso che i suoi connazionali lavorano davvero pochino: «Se facciamo un confronto con gli altri Paesi - ha detto Clement - ci sono pochi dubbi: tra festività ufficiali, vacanze e orari di lavoro, siamo al limite». Qualche dato può chiarire meglio il senso delle sue parole. Il calendario tedesco prevede ogni anno 13 festività ufficiali, un record fra i grandi Paesi dell’Unione europea, dove l’Italia e la Svezia ne contano 11, la Spagna e la Francia 10, la laboriosa Gran Bretagna appena 8. Soltanto la Finlandia, con 14 giorni, supera la Repubblica federale. Ma non basta. Perché i tedeschi godono in media di 30 giorni di ferie lavorative l’anno, contro i 26 della media europea, giuste le statistiche di Eurostat. Quanto al tempo di lavoro, le 37 ore di media settimanale pongono la Germania ai posti più bassi della graduatoria continentale.
Un capitolo a parte, tornando al tema della dolce vita, è la specialità dei ponti, molto ben conosciuta in Italia fino agli Anni Settanta. Con una metodicità tutta teutonica, certe qualità fanno parte del codice genetico, i tedeschi fanno letteralmente miracoli, saltellando come equilibristi sulle festività intermedie: nel passaggio dal 24 maggio al 10 giugno, bastava prendersi otto giorni di ferie, per totalizzare ben 17 giorni liberi di fila.
La storia non è del tutto nuova. Già dieci anni fa, nell’ottobre 1993, l’allora cancelliere Helmut Kohl aveva messo in guardia il popolo dei sedici Länder dall’accidia incipiente: «Non potremo assicurare il nostro futuro, organizzando il nostro Paese come un grande parco del divertimento collettivo». Allora, l’opposizione socialdemocratica aveva reagito sdegnata, organizzando l’invio di centomila cartoline all’indirizzo della cancelleria, con su scritto: «Non siamo pigri». Ma un anno fa, era stato proprio Gerhard Schröder, giustamente dimentico dell’immagine dello « Spasskanzler », il cancelliere dello spasso, che ne aveva accompagnato gli esordi, ad ammonire: «In questo Paese non può esistere il diritto alla pigrizia». E il rovello non è campato in aria, se è vero che i tedeschi lavorano oggi 718 ore in meno l’anno, rispetto al 1963. Poteva funzionare in tempi di vacche grasse, quando la Germania era la locomotiva d’Europa e, parlando della sua valuta, un ministro inglese diceva: «Non ho mai visto il marco tedesco deprezzarsi». Ma con quasi 5 milioni di disoccupati, una recessione di fatto e il 62% del bilancio statale bruciato ogni anno nella voragine degli interessi sul debito e del welfare , l’andazzo alla lunga sarà impossibile da finanziare.
Il messaggio di Wolfgang Clement è chiaro: occorre lavorare di più, magari cominciando ad abolire alcune festività, come il lunedì di Pentecoste, per esempio. E’ bastato questo per aprire la ferita della suscettibilità nazionale. Vada per il cardinale Karl Lehman, capo della Conferenza cattolica tedesca, subito pronto a piantare i paletti della fede: «Le feste religiose non possono essere sacrificate, a causa dello stato delle finanze pubbliche». Ma perfino il premier bavarese, Edmund Stoiber, il cui Land è in testa per il numero delle festività, ha invitato il ministro a non immischiarsi negli affari interni della Baviera.
Gli specialisti sono divisi. Secondo Holger Schäfer, esperto dell’Institut der deutschen Wirtschaft, l’economia tedesca potrebbe crescere quest’anno dell’1,6 per cento, in luogo dello 0,5 indicato dalle stime, «se, a partire dal 1° luglio, tutti lavorassero un’ora di più la settimana». «Un conto della lattaia - ha ribattuto Gustav Horn, del Deutsches Institut für Wirtschaftsforschung - una domanda debole non viene stimolata da più ore di lavoro». Ovunque stia la verità economica, la sostanza non cambia. Mentre Berlino crede di raccontare la «dolce vita» all’italiana, in realtà non fa altro che celebrare il nuovo Zeitgeist tedesco. Se solo amassero la pasta più al dente...
Paolo Valentino - Esteri
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PROPONIAMO L' INTERVENTO DI UN CONNAZIONALE RESIDENTE IN GERMANIA SU RAI INTERNATIONAL

"Monitor Italia" addio!

(9colonne) 19 giugno 2003- ROMA - Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Ogni sabato, alle ore 12,00, sul Bayerische Runfunk, il terzo canale della tv bavarese, va in onda "Monitor Italia", una rubrica settimanale di mezz’ora curata a Roma dallo studio due di Rai Internazional. Ne è responsabile il collega Aniello Verde, per anni giornalista a Radio Colonia prima di passare alla Rai. E’ un orario ottimo per chi pranza a quell’ora. Ma io, abituato a mangiare verso l’una, sono costretto a registrarmi la trasmissione. Che non sempre poi, per mancanza di tempo, riesco a vedere. Quella di sabato 14 giugno, alla vigilia del referendum ed a due giorni di chiusura delle urne dell’estero, non solo l’ho registrata, ma ho voluto anche vederla subito, prima di uscire di casa per riprendere le attività del sabato. Ero incuriosito non tanto sui dati definitivi della partecipazione dei residenti oltre frontiera – li conoscevo già via Internet e attraverso diverse agenzie stampa – quanto piuttosto su come veniva presentata e valutata questa prima volta del voto all’estero. Una data storica, che un direttore ex emigrato in Germania avrebbe sicuramente onorato anche con più di un servizio. Almeno così pensavo. Forse molto ingenuamente. Alla fine dei 30 minuti di trasmissione, presentata in studio da Paola Maritozzi, nessun minimo accenno all’avvenimento. L’apertura era dedicata alla mostra di Butero a Venezia (di cui si era parlato anche in una precedente puntata), poi un servizio sulla prossima stagione turistica. Il successivo era dedicato al Vesuvio, quindi all’ambiente, ed ad altri temi di varietà, senza alcun spessore sociale o formativo. La conclusione è sempre dedicata ad un cantante. La canzone di questa volta era "Tu che mi hai preso il cuor", un duetto tra Pavarotti e la Pausini, ripreso da una recente trasmissione di beneficenza. Caro Aniello Verde, il cuore non me l’hai proprio preso. Anzi, l’hai perso per sempre. Questo tipo di "Monitor Italia" – non era la prima volta che mi delude -, volto a vendere in Germania il Made in Italy (culturale, turistico, economico ecc.) secondo le direttive date dal Governo anche agli Istituti di Cultura, non mi interessa per niente. Sarà forse più attuale o moderno rispetto ai Monitor attenti alla comunità italiana qui residente, ma lo trovo troppo estraneo ai miei interessi. Incontrerà sicuramente i gusti di tanti tedeschi amanti dell’Italia (e probabilmente la trasmissione è soprattutto pensata per i molti di loro che conoscono la lingua italiana), non i miei. Quindi addio, non ti registrerò più, e buona fortuna. Mi dispiacque molto quando l’ente radiotelevisivo bavarese tagliò Radio Monaco, la finestra quotidiana serale di Diego Vanzi sull’Italia e sulla Germania: le proteste purtroppo non riuscirono a far cambiare idea ai dirigenti del Bayerische Rundfunk. "Monitor Italia" sarà probabilmente conservato ancora a lungo: credo perchè all’ente tedesco costi nulla. Ma è un peccato – ed anche questo dispiace – che sia l’utenza a tagliarlo. (T. Bassanelli, de.it.press)
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ESTERI/ LE INIZIATIVE CULTURALI ORGANIZZATE DURANTE IL SEMESTRE DI PRESIDENZA ITALIANA DELL'UE PRESENTATE ALLA FARNESINA DAL MINISTRO FRATTINI

ROMA\ aise\19 giugno 2003 - Il Semestre di Presidenza italiana dell’Unione Europea è ormai alle porte e tante sono le iniziative che il Governo ha annunciato di voler attuare.
La cultura italiana avrà un posto d’onore nei piani italiani e sarà il Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, a presentare il 24 giugno, alle ore 10.30, nella Sala delle Conferenze Internazionali della Farnesina, l’intero programma delle iniziative culturali che saranno organizzate proprio durante il Semestre di Presidenza.
Le varie iniziative, che spaziano dalle arti figurative all'architettura, alla letteratura, alla musica, al cinema, al teatro, alla danza e alla scienza, mirano alla valorizzazione all'estero del patrimonio culturale italiano e alla promozione delle esperienze artistiche del nostro Paese. Un esempio per tutti: "Europalia Italia", un festival artistico organizzato in Belgio dalla Farnesina e dalla Fondazione belga "Europalia International". (aise)
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Cultura: Italia protagonista del semestre di presidenza Ue

Roma, 19 giu. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Per la cultura italiana, nel corso del semestre di presidenza dell'Unione Europea, si annunciano mesi da protagonista, in Europa e nel mondo.
Importanti, infatti, gli appuntamenti che impegneranno i Quindici: prima di tutto l'allargamento a venticinque degli Stati membri e la nuova Costituzione Europea. Un'occasione prestigiosa per l'Italia che vedra' accanto alle parole chiave quali ''riforma'', ''sussidiarieta''' e ''competitivita''', anche il termine ''cultura'', da sempre capace di esprimere il tratto distintivo degli italiani nel mondo.
Il 24 giugno, alle ore 10.30 presso la Farnesina in Roma, il ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini ed il direttore generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale della Farnesina, Francesco Aloisi de Larderel, presenteranno il programma culturale ideato per ''Europalia'', l'ormai tradizionale festival dedicato alla nazione titolare del turno di presidenza, ricco di importanti manifestazioni per valorizzare l'immenso patrimonio culturale italiano e per promuovere le migliori giovani esperienze artistiche del nostro paese.

mercoledì, giugno 18, 2003

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CULTURA: INCONTRO A ROMA PER PROMUOVERE QUELLA ITALIANA

Roma, 18 giu. (Adnkronos) - Il ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, ed il ministro per i Rapporti con le regioni, Enrico La Loggia, presiederanno, il 23 giugno alle ore 9.30, ad una riunione alla Farnesina, in Roma, a cui parteciperanno gli assessori alla Cultura delle regioni autonome e rappresentanti delle province e dei comuni.
L'iniziativa mira a rafforzare l'azione di promozione della cultura italiana nel mondo attraverso la valorizzazione delle esperienze regionali e locali della nostra penisola.
Con questo proposito si intende mettere a disposizione delle regioni e degli enti locali la rete diplomatica e consolare del ministero degli Affari Esteri e gli altri strumenti utilizzati per la diffusione della lingua e della cultura italiane all'estero.

martedì, giugno 17, 2003

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DALLA STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO/ CORRIERE D’ITALIA (GERMANIA)/ BERLINO STIMA PERONE: VOCI DI UN CAMBIO AL VERTICE DELL'ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA NELLA CAPITALE TEDESCA

FRANCOFORTE\ aise\17 giugno 2003 - "La polemica sugli avvicendamenti alla guida di prestigiosi Istituti Italiani di Cultura all'estero ha finito per coinvolgere anche il professor Ugo Perone, che dirige da circa due anni quello di Berlino. La sua nomina, come successore di Pierangelo Schiera, fu deliberata dal governo Amato su proposta del Ministro degli Esteri Dini. Ora si vocifera, di rimbalzo da Roma, che il mandato biennale di Perone, in scadenza a luglio, rischia di non essere rinnovato per valutazioni di carattere essenzialmente politico. Tra la Farnesina e Berlino si aggirerebbero aspiranti epuratori che non hanno dimenticato la militanza del cattolico-popolare Perone nell'Ulivo, negli anni Novanta, come assessore per la Cultura del comune di Torino". Inizia così l'articolo a firma Enzo Piergianni, pubblicato sull'ultimo numero del “Corriere d'Italia”, settimanale edito a Francoforte in lingua italiana. (aise)
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Berlino stima Perone
Voci di un cambio al vertice dell'Istituto italiano di cultura nella capitale tedesca
di Enzo Piergianni

Corriere d'Italia, nr. 23 del 14 giugno 2003
La polemica sugli avvicendamenti alla guida di prestigiosi Istituti italiani di cultura all'estero ha finito per coinvolgere anche il professor Ugo Perone che dirige da circa due anni quello di Berlino. La sua nomina, come successore di Pierangelo Schiera, fu deliberata dal governo Amato su proposta del ministro degli Esteri Dini. Ora si vocifera, di rimbalzo da Roma, che il mandato biennale di Perone, in scadenza a luglio, rischia di non essere rinnovato per valutazioni di carattere essenzialmente politico. Tra la Farnesina e Berlino si aggirerebbero aspiranti epuratori che non hanno dimenticato la militanza del cattolico-popolare Perone nell'Ulivo, negli anni Novanta, come assessore per la Cultura del comune di Torino. A sentire qualche suo collaboratore berlinese non vi sarebbe da scandalizzarsi, dal momento che non sarebbe immaginabile un diverso comportamento da parte dell'Ulivo se fosse giunto a scadenza un direttore di Istituto riconducibile al centrodestra. Questo è un modo di ragionare grottesco, che esalta le degenerazioni della partitocrazia e avvilisce la speranza che la lezione del passato sia servita a qualcosa. Ragionando così, qualsiasi protesta, più o meno spontanea o girotondista, diventa poi ipocrita. Ugo Perone è uomo di cultura come professore universitario di filosofia della religione. Tuttavia - ciò che forse più conta nel suo attuale incarico - egli è anche un'amabile persona, seria e dialogante, che nel lavoro svolto finora a Berlino ha dimostrato di sapere interpretare con equilibrio e naturalezza un delicato ruolo di mediazione e di ricerca per promuovere con successo l'interesse dei tedeschi verso le molteplici espressioni della cultura italiana. Ugo Perone non ha mai strumentalizzato politicamente il suo attuale incarico, tanto meno si è schierato provocatoriamente "da una parte o dall'altra" oppure "senza se e senza ma". Egli si è limitato a spendere tutte le sue energie per ricavare sul piano operativo il massimo risultato possibile con le poche risorse a disposizione dell'Istituto italiano di cultura a Berlino. Sarebbe un bene per tutti se questo stile "vecchio Piemonte" avesse più seguaci nella comunità italiana nella capitale tedesca.
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La dolce vita

Corriere d'Italia, nr. 23 del 14 giugno 2003
Al via il 19 giugno a Berlino la nuova edizione del Festival della cultura e italiana dedicato quest'anno al tema "La Dolce vita. Mythos und Alltag". Per 18 giorni, fino al 6 luglio, si susseguiranno film, spettacoli teatrali, incontri con scrittori, mostre, conferenze ed altri eventi. Il "Corriere d'Italia" ne parla col prof. Ugo Perone, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura della capitale tedesca e Consigliere culturale presso l'Ambasciata d'Italia.

a cura di Gherardo Ugolini

CORRIERE. Prof. Perone, l'anno scorso Lei ha avuto l'idea di organizzare un Festival della cultura dedicato al tema "La piazza". Ci può dire innanzi tutto com'è andata?
PERONE. Il bilancio è stato assolutamente positivo. A parte il fatto che circa 12.000 persone hanno partecipato alle varie manifestazioni del Festival, possiamo dire di esser riusciti a catalizzare per una ventina di giorni consecutivi l'attenzione di molti berlinesi e della stampa tedesca locale su di noi, cioè sulla cultura italiana. Il nostro progetto di trasformare Berlino in una grande " piazza" di tipo italiano è riuscito.

CORRIERE. Così quest'anno si tenterà di bissare il successo. Ma perché avete scelto proprio "La dolce vita" come titolo del festival? Non è un cliché un po' usurato? Vale la pena riproporlo nel 2003 come etichetta della nostra cultura?
PERONE. Come la "piazza", anche la "dolce vita" è naturalmente un cliché che tutti collegano più o meno consapevolmente con la cultura e la tradizione italiana. Ma a noi non interessa affatto approfondire o propagandare uno stereotipo. Vorremmo piuttosto analizzarlo, discuterlo, magari anche criticarlo.

CORRIERE. Ma cosa intende Lei esattamente con l'espressione "Dolce vita"?
PERONE. Si tratta di uno dei non moltissimi concetti con cui si può collegare l'italianità nell'immaginario internazionale. Certamente si tratta di un cliché, come detto, ma anche di un mito, un mito potente e suggestivo, che evoca gioia di vivere, capacità di godersi la vita, vitalità, atmosfere colorate e piacevoli. E' un concetto che trascende il tempo e che indica una dimensione importante dello stile di vita italiano.

CORRIERE. Non le pare che il concetto di "dolce vita" possa esprimere anche contenuti negativi: una certa leggerezza e superficialità. Un godersi l'attimo senza pensare seriamente ai problemi.
PERONE. Ci può essere senza dubbio anche questo aspetto, che spesso viene avvertito come sintomatico di una mentalità tutta italiana. Ma io vorrei insistere sull'idea di "dolce vita" come segno di una cultura che punta all'eleganza, alla bellezza, alla raffinatezza. La moda e il design italiano sono espressioni di questo atteggiamento di fondo.

CORRIERE. Quando si parla di "dolce vita" è inevitabile riferirsi all'omonimo film di Federico Fellini. E' previsto nel programma un qualche omaggio al grande regista riminese?
PERONE. L'espressione "dolce vita" ha in realtà una lunga e nobile tradizione letteraria; compare già in Dante, anche se in un senso del tutto differente. Tuttavia è legata indissolubilmente agli anni del boom economico, all'Italia dei primi anni Sessanta, e soprattutto al film di Fellini che di quell'Italia evidenzia le luci e le ombre. Il film di Fellini sarà proiettato nella serata-evento inaugurale del Festival, il 19 giugno, sul megaschermo all'aperto dell'Isola dei musei. Avremo come ospite d'onore l'attrice Anita Ekberg, che della dolce vita è senza dubbio l'icona principale.

CORRIERE. Farete una rassegna dei film di Fellini?
PERONE. . Questo era il progetto originario, ma poi ci siamo orientati su un'altra linea. Faremo una rassegna di film col titolo "Roma e il mito della dolce vita": film di Fellini e di altri registi, anche non italiani, che hanno la città di Roma come sfondo, e che saranno proiettati in varie sale della capitale tedesca. In fondo nell'immaginario collettivo Roma è stata e forse continua ad essere la capitale della dolce vita.

CORRIERE. Ci può parlare delle altre manifestazioni? L'anno scorso per la piazza ci furono molti spettacoli teatrali.
PERONE. Anche quest'anno il teatro avrà un parte fondamentale. Siamo riusciti a far venire dall'Italia compagnie teatrali che allestiranno i loro spettacoli in teatri berlinesi: il primo è "Sabato, domenica e lunedì", una commedia di Edoardo de Filippo uscita nello stesso anno del film di Fellini e tematicamente abbastanza affine, anche se ambientata a Napoli. La compagnia genovese Teatro della tosse presenterà una "szenische Lesung" intitolata "Le 110 donne di Ser Boccaccio", dove la dolce vita è riferita alla nostra letteratura delle origini. Sempre in questa direzione si muove una lettura curata dalla regista Agnese Greco, di testi di dante, Boccaccia e Tetrarca, dal titolo "Dal cielo alla terra". Poi ci sarà un omaggio teatrale a Fellini con lo spettacolo "In viaggio con Federico". Infine vorrei ricordare "La bottega del caffè" di Goldoni, che sarà presentato dal Teatro Stabile del Veneto al Gorki-Theater per la regia di Luca de Fusco. Il tema del caffè si ricollega bene a quello della dolce vita, perché rappresenta nella realtà italiana un momento di relax.

CORRIERE. Quali scrittori italiani avete invitato quest'anno?
PERONE. Hanno accettato di venire a parlarci del loro modo di concepire l'idea di dolce vita tra gli altri Dacia Maraini, Giuseppe Culicchia, Niccolò Ammanniti, Ermanno Cavazzoni e Luciano De Crescenzo.

CORRIERE. Ci sono altri eventi importanti all'interno del Festival che vorrebbe ricordare?
PERONE. Mi sembra importante segnalare la mostra "Interni italiani" dedicata all'arredamento italiano, quella sulla moda intitolata "Hollywood am Tiber" in cui verranno esposti modelli dei principali vestititi italiani e anche una mostra "Caffè come rituale". Infine ci sarà una serata speciale tutta dedicata alla Vespa, con musiche e filmati.

CORRIERE. Nell'immaginario comune il concetto di "dolce vita" è associato anche a quello di buona cucina. Ci sono anche iniziative gastronomiche?
PERONE. Sì c'è l'iniziativa che abbiamo denominato "Metti una sera a cena". Per tutta la durata del Festival alcuni ristoranti italiani di Berlino offriranno ai visitatori del Festival un menu speciale a metà prezzo.

Il programma dettagliato del festival col calendario degli eventi può essere consultato al sito: www.ladolcevita-berlin.de.

venerdì, giugno 13, 2003

Il segnalibro dell'APC

Comprate auto italiane? La Farnesina preferisce le Jaguar
di Maurizio Caprara

Corriere della Sera, 13 giugno 2003
ROMA - Silvio Berlusconi ha richiamato più volte la diplomazia a mettersi al servizio delle imprese nazionali. Durante la conferenza degli ambasciatori, l’estate scorsa, sostenne che oltre alle ambasciate anche gli Istituti italiani di cultura andavano vincolati a finalità «più ravvicinate agli interessi di promozione economica del Paese». Ma le raccomandazioni a diffondere le virtù del made in Italy nel mondo, probabilmente all’insaputa del presidente del Consiglio, sono state seguite da una ventata di esterofilia proprio nel quartier generale della nuova strategia. Dentro la Farnesina. Nel garage riservato alle auto di servizio. Per gli alti funzionari, il ministero degli Esteri si è dotato di recente di sei Jaguar, almeno alcune delle quali Xtype. Sono belle ed eleganti, è fuori di dubbio. E’ poi possibile che le condizioni di leasing offerte da una compagnia di autonoleggio straniera alla Repubblica italiana siano convenienti. Non è tuttavia da autarchici considerare singolare che la promozione dei prodotti nazionali, doverosa fuori dai nostri confini, venga trattata come un esercizio evitabilissimo per le vie di Roma.
Alfiere di una campagna in favore delle auto di servizio italiane fu, nella scorsa legislatura, l’attuale ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Per aver scelto una berlina tedesca, il titolare delle Finanze Vincenzo Visco si attirò gli sberleffi di Forza Italia: «Contribuenti, voi pagate il 740 così il ministro Visco si compra la Bmw 740». L’economista dei Ds rispose che i tedeschi fornivano auto già blindate, senza obbligare lo Stato a spendere altri soldi per rinforzarle.
Di fronte alle difficoltà della Fiat e agli inviti ad acquistare macchine italiane, l’anno scorso Savino Pezzotta, Cisl, chiese al governo di dare l’esempio. Si scrisse allora che Berlusconi girava in Mercedes, Fini in Bmw, Letizia Moratti in Audi, che Gianni Letta e Franco Frattini usavano le Lancia. Se i primi a preferire le tedesche furono i ministri dell’Ulivo, nell’era del centro-destra si fa strada una pattuglia di Jaguar anglo-americane. Per le politiche estere dei due poli sarà pure coerente. Per gli interessi nazionali, forse meno.

giovedì, giugno 12, 2003

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Notiziario NIP - News ITALIA PRESS agenzia stampa - N° 113 - Anno X, 12 giugno 2003

Omaggio al pensiero sociale di papa Giovanni Paolo II

Buenos Aires - L'Ambasciata italiana in Argentina, l'Istituto Italiano di Cultura e la Pontificia Università Cattolica Argentina, hanno organizzato la manifestazione in onore di "Giovanni Paolo II e il suo pensiero sociale", che ha avuto luogo nei giorni scorsi, nella Sala Sant'Agostino dell'Università Pontificia in Buenos Aires.
Ha condotto la riunione Piero Schiavazzi mentre monsignor Alfredo Horacio Zecca, rettore dell'Università e l'Ambasciatore italiano, Roberto Nigido hanno rivolto ai presenti un saluto. Di seguito, le testimonianze di Mario Baccini, presidente della Commissione Nazionale per la Cultura Italiana all'Estero, del cardinale Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires, del rettore della Pontificia Università Lateranense, monsignor Rino Fisichella e del presidente del centro Accoglienza Italiani nel Mondo, monsignor Liberio Andreatta.
La riunione è continuata con la proiezione del video "Dona nobis pacem" , poi, l'attore Luis Brandoni ha letto un brano della Lettera Apostolica "Novo Millennio Ineunte", Stelvio Cipriani ha eseguito, al pianoforte, il "Tema di Karol", Gabriel Corrado ha letto un brano dell'enciclica "Centesimus Annus", il soprano Cecilia Gasdia, è stata applaudita per l'interpretazione dell' "Ave Maria" e "Panis Angelicus", la presentatrice Valeria Mazza ha letto un brano della Lettera Apostolica "Mulieris Dignitatem" e il cantante Amedeo Minghi ha cantato "Un uomo venuto da lontano".
Al termine Fiorella Arrobio Piras ha consegnato a monsignor Nicola Girasoli, rappresentante delle Santa Sede, il dono dell'Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires per Sua Santità Giovanni Paolo II. Cario Editore/News ITALIA PRESS
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Notiziario NIP - News ITALIA PRESS agenzia stampa - N° 112 - Anno X, 11 giugno 2003

Uno studio testuale-comparativo sulle traduzioni di Dante

Edoardo Crisafulli si propone agli appassionati anglofoni con 'The Vision of Dante. Cary's Translation of the Divine Comedy'

Haifa – Gli studi danteschi in ambito anglofono hanno una nuova pubblicazione. Ne è autore Edoardo Crisafulli, Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Haifa. La pubblicazione porta il titolo 'The Vision of Dante. Cary's Translation of the Divine Comedy': nelle librerie dai primi giorni di giugno, la monografia è totalmente incentrata su una singola traduzione della Commedia dantesca.
"La più celebre traduzione in lingua inglese di tutti i tempi, quella ad opera del Reverendo anglicano Cary, pubblicata nel 1814" spiega Crisafulli " viene studiata analiticamente per la prima volta. Questo studio testuale-comparativo entra nei meandri del misterioso processo traduttivo che ricrea il capolavoro dantesco in un'altra lingua e in un'altra tradizione letteraria".
Gli interventi del traduttore Cary sono sussunti in tre categorie: strategie poetiche (le quali delineano la poetica del traduttore), strategie traduttive (incentrate sui principali problemi linguistici-traduttivi) ed infine interventi politico-ideologici (i quali svelano l'interpretazione del testo italiano nonché l'ideologia protestante del traduttore).
Oltre alla presentazione della traduzione, l'autore aggiunge un tassello anche allo studio delle traduzioni, parlando di alcuni temi fondamentali della traduttologia contemporanea: la questione della fedeltà e dell'equivalenza testuale, il ruolo dell'ideologia del traduttore sono alcune delle tematiche che interessano all'autore.
Il libro può essere acquistato sul seguente sito: www.troubador.co.uk News ITALIA PRESS
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The Vision of Dante £13.99
Cary's Translation of The Divine Comedy
by Edoardo Crisafulli

Troubador Italian Studies, June 2003
Here is a book that will make waves. Methodologically explicit, Crisafulli's analysis of a historically significant translation of a towering literary masterpiece matches broad contextual rames with textual detail, translation norms with agency and ideology. His critical interventions into current theoretical debates are informed, timely and provocative. The author's choice for an eclectic approach could become an inspiration to many researchers in the field.
Theo Hermans
University College, London

The most popular and critically acclaimed translation of Dante's Divine Comedy was carried out by the Anglican Rev. H. F. Cary. He has an honoured place in the rediscovery of Dante's masterpiece in Romantic Britain. Shelley, Byron, Wordsworth and Coleridge lavished praise on his translation, and it was through Cary's The Vision of Dante that they grasped the beauty of intricacies of the Italian poem.

This book will interest Italianists and scholars of English and Translation Studies. It examines crucial aspects of British culture in the nineteenth century, and throws light on the manifold transformations of Dante's imagery into English poetry. Those interested in the burgeoning discipline of Translation Studies will also find a thorough introduction to the main issues debated by scholars today.
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LA SCRITTRICE CAMILLA BARESANI RACCONTA L'ITALIA ALL'ESTERO

ROMA\ aise\12 giugno 2003 - Camilla Baresani, autrice di alcuni dei più interessanti romanzi degli ultimi anni, ha scritto per ICoN un articolo sull'immagine dell'Italia all'estero. Una breve analisi su un paese che continua a essere visto come una realtà da cartolina. Riportiamo qui di seguito il testo pubblicato dalla scrittrice italiana. "Gli scrittori italiani tradotti all'estero, specialmente nei paesi di lingua anglofona, sono una rarità, e dunque - da fuori - l'immagine italiana rimane quella frastagliata di sempre, fatta di un'elitaria cultura classica, vestigia del passato, mentre in ambito contemporaneo si è autorevoli o perlomeno noti in settori più artigianali che artistici, i vini, la gastronomia, il design, la moda, il cattivo gusto televisivo. (...) Non rimane che una proposta: se l'Italia narrata o filmata dagli autori italiani all'estero non interessa, toccherà a noi autori muoverci e raccontare quello che sta fuori, nell'ennesima variante del nostro destino da emigranti. Da parte mia ho deciso, nel romanzo che sto per iniziare racconterò Mosca e anche un po' d'Italia, ma vista con gli occhi di chi è nato e vissuto in Russia". (aise)
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Accordo
Il ministero insieme alla Quadriennale per promuovere il ’900


Il Giornale, 12 giugno 2003
Un convegno sul futurismo in Brasile, un seminario dedicato agli archivi a Roma e mostre di giovani artisti da allestire negli Istituti di Cultura all’estero. Sono le principali iniziative previste dall’intesa firmata ieri tra ministero degli esteri e “La Quadriennale di Roma”. Se l’arte italiana è “apprezzata per i tesori dell’antichità e del Rinascimento – ha detto il direttore generale per la Promozione culturale Francesco Aloisi de Lardarel – è ancora sottovalutata nelle espressioni del contemporaneo”. L’accordo con la Quadriennale mira a dare impulso alla conoscenza delle arti visive del ‘900.

mercoledì, giugno 11, 2003

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Farnesina: collaborazione con "Quadriennale" per arte all'estero

Roma, 11 giu. (Adnkronos Cultura) - L'ambasciatore Francesco Aloisi de Lardarel, direttore generale della Promozione e cooperazione culturale della Farnesina e Luigi Agnese, presidente della Fondazione "La Quadriennale" di Roma, hanno siglato questa mattina a Roma presso il ministero degli Affari Esteri, un accordo di collaborazione tra la Farnesina e la Fondazione "La Quadriennale", per la valorizzazione e promozione dell'arte contemporanea italiana all'estero.
"E' un'iniziativa - ha affermato l'ambasciatore Francesco Aloisi de Lardarel - che si inserisce in quella che rappresenta la politica culturale seguita dal Governo italiano che tende a far conoscere, attraverso una serie di eventi, l'arte contemporanea italiana all'estero. L'Italia e' riconosciuta universalmente come la patria della cultura e dell'arte classica, che rispecchia il periodo nel quale il nostro Paese era il vertice del potere politico, culturale e religioso a livello mondiale. Oggi, invece, se si parla di arte contemporanea, l'Italia non occupa certamente i primi posti, perche' viene surclassata dagli Stati Uniti che sono diventati i pionieri dell'arte contemporanea oltre che la principale potenza mondiale. Io penso che valorizzare l'arte contemporanea serva anche a sottolineare la crescita politica ed economica del nostro Paese. L'arte, quindi, come specchio della societa'".
Le iniziative previste dall'accordo saranno le seguenti: un convegno sul futurismo che si svolgera' al Museo d'arte contemporanea di San Paolo in Brasile; la pubblicazione di uno o piu' numeri della collana "Quaderni della Quadriennale" dedicata a momenti cruciali dell'arte italiana del Novecento; un seminario sugli archivi del '900, per proporre soluzioni sulle complesse problematiche attinenti alla gestione degli archivi dell'arte contemporanea; una collettiva di artisti selezionati tra i partecipanti alla mostra conclusiva della XIV° edizione della Quadriennale di Roma, in programma per la fine del 2004, che verra' allestita presso un istituto italiano di cultura, con sede ancora da definire; un sostegno ad artisti italiani all'estero attraverso l'erogazione di borse di studio che favorirebbero lo sviluppo di capacita' creative a contatto con il mondo artistico internazionale con possibilita' di organizzare, al termine della borsa di studio, una personale dei vari artisti.
"La Farnesima gia' prima di questo accordo - ha concluso l'ambasciatore Aloisi - si e' impegnata attivamente per i giovani artisti contemporanei. E' di pochi giorni fa, infatti, l'erogazione di due borse di studio della durata di un anno ciascuna, che consentiranno a due artisti italiani di vivere un'esperienza artistica a New York, patria dell'arte contemporanea, esperienza che arricchira' le loro conoscenze nella speranza di metterle a servizio dell'arte italiana".

martedì, giugno 10, 2003

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L’italiano del Papa all’IIC di Stoccolma
I festeggiamenti per i 25 anni di pontificato del papa polacco partono all'IIC svedese

News ITALIA PRESS , 10 giugno 2003
Stoccolma – Accoglie l'invito a festeggiare negli Istituti Italiani di Cultura nel mondo il 25esimo anniversario del pontificato di Giovanni Paolo II: l'IIC "C. M. Lerici" di Stoccolma presenta il prossimo mercoledì 11 giugno una conferenza sul tema "Le emozioni di un Vescovo di Roma polacco. L'italiano del Papa nelle improvvisazioni - Parole che nascono dal cuore".
Ospite della serata sarà la giornalista e vaticanista Angela Ambrogetti; presenti l'Ambasciatore d'Italia a Stoccolma Giulio Vinci Gigliucci, l'Ambasciatore svedese presso la Santa Sede Fredrik Vahlqvist e Monsignor Stephan Stocker per la Nunziatura Apostolica in Svezia.
Il titolo di questo ciclo di manifestazioni si rifà al significativo appellativo che il Santo Padre ha rivolto all'Italia, chiamandola La mia seconda patria. Rispondendo all'iniziativa voluta dal Sottosegretario agli Esteri Mario Baccini e coordinata da Piero Schiavazzi, scrittori e giornalisti presso gli IIC all'estero presenteranno diversi aspetti del pontificato di papa Woijtyla e i suoi legami con l'Italia.
Angela Ambrogetti che terrà l'evento svedese, segue l'attività del Papa dal 1988 per la Radio Vaticana e per Telepace dal 1990. Conduce due appuntamenti ogni settimana in diretta per la Radio Vaticana dedicati a Giovanni Paolo II e la Chiesa nel mondo, oltre ad una serie di programmi speciali. Dal 1990 cura e conduce il notiziario quotidiano di Telepace, unico caso al mondo di telegiornale satellitare quasi interamente dedicato al Vaticano e alla Chiesa. Per Telepace cura collegamenti speciali e programmi culturali in diversi ambiti. News ITALIA PRESS

lunedì, giugno 09, 2003

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Farnesina: collaborazione con "Quadriennale" per cultura all'estero

Roma, 9 giu. (Adnkronos) - Si terra' mercoledi' 11 giugno alle ore 10 presso il ministero degli Esteri, la cerimonia della firma di una "dichiarazione di intenti" tra il ministero degli Affari Esteri e la fondazione "La Quadriennale di Roma", per favorire una collaborazione in materia di promozione culturale e di diffusione della cultura italiana all'estero. L'intesa sara' sottoscritta, per il ministero degli Affari Esteri, dal direttore generale per la Promozione e la cooperazione culturale, Francesco Aloisi de Larderel e, per la fondazione "La Quadriennale di Roma", dal presidente Luigi Agnese.
Tra i progetti da realizzare nel prossimo futuro dal ministero degli Affari esteri e dalla Fondazione, ci saranno: un "Convegno sul futurismo", che si svolgera' a San Paolo del Brasile, un "Seminario internazionale sugli standard descrittivi degli archivi d'arte del '900" ed una selezione di artisti dalla XIV Quadriennale, che si terra' presso gli Istituti italiani di cultura presenti all'estero.
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Tv: nasce "Made in Italy channel"

Roma, 9 giu. (Adnkronos Cultura) - "Made in Italy Channel", e' il nuovo canale tematico satellitare interamente dedicato a tutto cio' che e' Italia.
E' stato presentato questa mattina alla presenza di Nicola Sgarra, Presidente dell'Associazione "Made in Italy", di Carmelo Rocca, segretario generale del ministero per i Beni Culturali e di Cristiano Carocci, in rappresentanza del ministero delle Politiche Agricole. Lo scopo del canale, come ha spiegato Nicola Sgarra" e' quello di promuovere e diffondere la conoscenza dell'ingente patrimonio artistico-archeologico italiano quale simbolo dell'identità culturale nazionale; valorizzare l'aspetto culturale delle singole regioni e delle loro tradizioni mettendo in luce l'artigianato ed i prodotti tipici e promozionare le attività culturali legate alla produzione italiana di arti visive, teatro , danza, musica, letteratura e cinema ed, inoltre, diffondere la lingua italiana all'estero".
La nuova tv satellitare avra', tra gli altri, il patrocinio di varie istituzioni ed enti politici come il ministero dei Beni Culturali e quello dell'Agricoltura.
"Il ministero dei Beni Culturali mettera' a disposizione del neonato canale satellitare i contenuti artistici - ha spiegato Carmelo Rocca - Io sono convinto che questa nuova iniziativa sia destinata ad avere enorme successo. C'era bisogno di una novità per riempire quella carenza di informazioni verso l'estero che fino ad ora c'e' stata; informazioni che potranno far si' che i nostri connazionali all'estero ci conoscano sempre meglio e si sentano legati ancora di piu' alla loro Italia.
Made in Italy channel consente di scoprire le bellezze del "Bel paese" invogliando gli italiani che vivono all'estero a venire di persona per vedere cio' che l'Italia puo' offrire dal punto di vista cultutale, artistico, enogastronoico. Inoltre, credo che "Made in Italy" possa servire anche a riscoprire o scoprire per la prima volta scorci di paesaggi o bellezze artistiche ignote o semi sconosciute ma che contribuiscono alla grande ricchezza di contenuti dell'Italia".
"Made in Italy channel" si compone di 12 programmi culturali tra i quali vi corsi di inglese/italiano, francese/italiano e spagnolo/italiano; 12 programmi commerciali, contenitori di documentari aziendali che raccontano il prodotto e l'azienda; la programmazione di 24 ore non stop ed i 500 milioni di utenti raggiunti dal segnale. Il palinsesto di "Made in Italy channel" partira' dal 1 luglio e sara' in italiano ed inglese.
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Il semiologo risponde all’accusa di criticare il governo ma di partecipare a iniziative istituzionali

Eco: rappresento l’Italia per cultura, non per decreto

Corriere della Sera, 9 giugno 2003
Caro direttore, leggo l'articolo del Corriere di ieri che riprende un intervento del Secolo d'Italia, che mi era ignoto perché non ricevo il giornale in omaggio, secondo cui io e altri (notori critici del governo in carica), rappresenteremmo il nostro paese in iniziative promosse dallo stesso governo. La notizia (e il Corriere non ne è certo responsabile) è falsa.
La fondazione Europalia esiste in Belgio da anni e ha organizzato varie manifestazioni dedicate ogni anno a un dato paese (per esempio, anni fa sono stato invitato nel quadro di iniziative dedicate alla Spagna). Su invito dell'Europalia (in accordo col Palais des Beaux Arts di Bruxelles) ho accettato di partecipare ad alcune iniziative culturali sull'Italia, iniziative che dureranno un anno e supereranno il semestre italiano in Europa. Dandosi il caso che io sia italiano, mi è parso doveroso partecipare ad attività culturali volte a diffondere la cultura italiana all'estero.
Per queste iniziative, su incarico appunto di enti belgi, tra l'altro non ricevo alcun compenso (tranne, e ci mancherebbe altro, i rimborsi aerei e alberghieri del caso).
Come per ogni iniziativa del genere, in ogni paese, il governo del paese interessato parteciperà alle spese, e certamente se non lo facesse tutti organizzeremmo manifestazioni di protesta per questo disinteresse verso le cose culturali. Pertanto in questa iniziativa io rappresento, sì, la cultura italiana, ma per meriti riconosciuti sul campo da istituzioni culturali straniere, e non per decreto ministeriale.
Parimenti (mentre do atto al ministro Moratti di non aver disatteso i progetti del suo predecessore Zecchino per la creazione di un Istituto Italiano di Studi Umanistici che coordini le scuole di eccellenza esistenti in sei università italiane, ma di averli anzi fatti propri e sostenuti) vorrei chiarire che la mia nomina a presidente del consiglio scientifico dell'Istituto non è di competenza governativa bensì del consiglio di amministrazione dell'Istituto stesso, composto in prima istanza dai Rettori delle università costituenti, e da altri rappresentanti di istituzioni accademiche nazionali, ed è quindi espressione di assoluta autonomia universitaria - né alcun governo che non fosse dittatoriale potrebbe obiettare a questa decisione sovrana.
Colgo l'occasione per ricordare che sono solito distinguere tra Paese e governo. Partecipo volentieri a iniziative che ridondino a prestigio del nostro Paese, sia che i governi in carica siano d'accordo o meno.
Umberto Eco

domenica, giugno 08, 2003

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Eco e Asor Rosa, il collaborar criticando
di P.Pan.

Corriere della Sera, 8 giugno 2003
Criticare è lecito; lavorare per chi si critica è legittimo o c’è in questo almeno un pizzico di contraddizione? L’attacco lanciato ieri a Umberto Eco e Alberto Asor Rosa dal Secolo d’Italia viene respinto da intellettuali di destra e sinistra: si può criticare la politica del governo senza, per questo, doversi astenere dal partecipare a iniziative promosse dall’esecutivo. Il Secolo d’Italia ha criticato Eco, Asor Rosa e gli intellettuali di sinistra perché da un lato parlano di «regime», dall’altro vanno rappresentando in Europa il nostro Paese in iniziative promosse dallo stesso governo. Si fa l’esempio della conferenza «Europa-Italia 2003» che si svolgerà a Bruxelles dal 6 novembre, organizzata dal ministero degli Esteri e anche dalla criticata (dall’Ulivo) Pialuisa Bianco, nominata dal governo del Polo alla direzione del locale Istituto di cultura italiano.
Franco Cardini, storico di centrodestra: «E’ un polemica da organo di partito! Eco e Asor Rosa sono stati critici, ma non scorretti. Hanno paventato l’avvento di un regime, non l’assenza di democrazia! Tant’è che Eco è stato appena nominato dal ministro Moratti presidente dell'Istituto di studi umanistici. Quanto ai direttori degli Istituti di cultura, sono sempre stati indicati dai governi: per due volte un esecutivo di centrosinistra preferì mandare a Parigi non me, ma due illustri colleghi e amici, più vicini politicamente».
«Criticare è lecito, anche usando termini forti connaturati al linguaggio d’oggi», afferma un intellettuale di sinistra come Giovanni Raboni. «La critica non deve coincidere con la non collaborazione, sarebbe ridicolo: il lavoro di un intellettuale non c’entra con la critica! Non trovo giusto, invece, che ogni governo rinnovi i direttori esteri: i meriti culturali dovrebbero essere disgiunti dalla politica, sia di destra che di sinistra». P.Pan.
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Se Eco e Asor Rosa lavorano per il “regime”
di Pietro Romano

Secolo d’Italia, 7 giugno 2003 - A sentir loro, vivono in un Paese che è sotto la cappa di un regime e soffoca la libertà di espressione. Tanto che giornalisti e affini sono stati costretti a proclamare una prima giornata di sciopero allo scopo di attirare l’attenzione del mondo intero sul pericolo che corre la stampa in Italia. Non solo. Questo regime, dove può, spodesta anche le voci libere per sostituirle con propagandisti al suo soldo e li spedisce in giro a inficiare le parole degli intellettuali davvero autonomi. E, ovviamente, progressisti. Senonché, dopo aver ascoltato questa litania di lamentazioni, sorgono spontanee altre domande: ma come fanno gli intellettuali progressisti a mostrare in giro la loro faccia tosta? E, soprattutto, dove trovano il tempo per fare (come è un’altra questione) tante cose insieme: scrivere e insegnare, dibattere e “girotondare” e pontificare? Prendiamo il caso di Umberto Eco, che appunto non solo insegna e scrive e interviene sull’universo mondo, ma riesce addirittura a rappresentare l’Italia senza sentire nemmeno un vago senso di fastidio. E, soprattutto, senza fare nemmeno una minima autocritica. Sarà proprio Eco a presiedere la serie di quattordici conferenze, in programma a Bruxelles fra il 6 e l’8 novembre, che puntano a illustrare il contributo del pensiero italiano alla cultura europea. Questa “maratona” si svolge nell’ambito di “Europalia-Italia 2003”, la manifestazione artistico-culturale destinata ad accompagnare il semestre italiano di presidenza europea, che scatterà il prossimo primo di luglio. L’iniziativa, tanto per intendersi, ha ottenuto il concreto sostegno del ministero degli Esteri e, a suo tempo, venne presentata dal rappresentante permanente presso l’Ue, l’ambasciatore Umberto Vattani, che a Bruxelles coordina le attività italiane del Semestre in stretto contatto con la presidenza del Consiglio e con la Farnesina.
Quando il governo ha deciso l’avvicendamento alla direzione dell’Istituto italiano di cultura a Bruxelles, sostituendo la designata dal governo dell’Ulivo con Pialuisa Bianco, giornalista e saggista, autrice anche di volumi dedicati alla politica internazionale, l’opposizione insorse perché – era in sintesi l’accusa – Pialuisa Bianco avrebbe orientato in senso filogovernativo le iniziative culturali del Semestre. L’incarico assegnato a Eco, evidentemente, dimostra che tutto ciò è falso. Ancora di più lo dimostra il programma della “maratona” nel dettaglio. Non solo, difatti, Eco avrá modo di intervenire su intellettuali di sinistra come Antonio Gramsci e Luciano Berio, ma avrá la suo fianco, nella tavola rotonda conclusiva, anche Alberto Asor Rosa. Con lo storico della letteratura – negli ultimi tempi coinvolto da polemiche su quanto ha scritto in relazione agli ebrei, il cui iter politico e professionale è proceduto coerentemente ed esclusivamente nel solco della sinistra estrema, massimalista e tutt’altro che aperta al dissenso – potrà parlare, tra l’altro, anche delle “influenze esercitate dal fascismo” sui rapporti tra pensiero italiano e cultura europea. Dello zdanovismo di casa nostra, che ha penalizzato autori del calibro di Giorgio Bassani, Dino Buzzati, Giuseppe Tomasi di Lampedusa; delle porte sbattute da case editrici e giornali alla cultura non allineata (su cui tanto avrebbe potuto dire il povero Alfredo Cattabiani); delle assunzioni in Rai o nei giornali non si parlerà ancora una volta. Perché se c’è un regime in Italia è quello solito. E non ha mai penalizzato né mai penalizzerà, è destino, gli Eco e gli Asor Rosa.

sabato, giugno 07, 2003

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Istituti di Cultura: si è conclusa con un nulla di fatto la seduta congiunta delle Commissioni III e VII della Camera. Bisognerà attendere alcune settimane per la presentazione della proposta legislativa del Governo.

Inform n. 109, 7 giugno 2003
ROMA - Si è conclusa con un ennesimo nulla di fatto la seduta congiunta delle Commissioni III e VII della Camera sulla riforma degli Istituti italiani di cultura all'estero. Nonostante che nell'ultima riunione fosse stato assunto l'impegno a proseguire, senza ulteriori ritardi, l'esame delle proposte di legge sull'argomento presentate dai deputati Calzolaio (C.009) e Malgieri (C.2874), su indicazione del Presidente della Commissione Cultura Ferdinando Adornato (Fi) il dibattito è stato ulteriormente rinviato. Le motivazioni di questa nuova battuta d'arresto vanno ricercate nella mancata presentazione, da parte del Governo, dell'annunciato disegno di legge sulla materia in esame. Nel corso della seduta il Sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver ha infatti annunciato che a tutt'oggi il disegno di legge, dopo essere stato licenziato dal Ministero degli Affari Esteri, si trova nella fase del concerto interministeriale. Il Sottosegretario ha quindi invitato i membri delle Commissioni a valutare l'eventualità, in attesa dell'effettiva presentazione del disegno di legge da parte dell'esecutivo, di rinviare l'esame.
Una richiesta, quest'ultima, che è stata accolta positivamente dal deputato di Alleanza Nazionale Gennaro Malgieri. Il primo firmatario di una delle proposte di legge ha però prospettato l'esigenza di avere dal Governo indicazioni certe sulla futura calendarizzazione. Di parere opposto il presentatore dell'altro disegno di legge Valerio Calzolaio che, nel chiedere l'immediato avvio dell'esame dei due progetti normativi già depositati e l'eventuale nomina di un Comitato ristretto, ha ricordato come già precedente legislatura entrambi i rami del Parlamento abbiano già ampiamente discusso la riforma degli Istituti italiani di cultura all'estero. In alternativa dal deputato dei Ds è stata chiesta una tempestiva calendarizzazione, al massimo entro un paio di settimane, dei disegni di legge già depositati. Un'ipotesi, quella di procedere immediatamente con il dibattito, che è stata valutata dal Presidente della VII Commissione Adornato, ma che alla fine, anche a causa dell'assenza del relatore e Presidente della Commissione Esteri Gustavo Selva, è stata messa da parte.
Accertata l'impossibilità di procedere con il dibattito - la decisione è stata condivisa anche dal deputato di Forza Italia Marcello Pacini (Fi) e dal relatore della VII Commissione Andrea Giorgio Felice Maria Orsini (Fi) - la discussione è proseguita con l'intervento della diessina Giovanna Grignaffini che ha avanzato serie perplessità sia sulla mancata presenza di un relatore, sia sulle modalità di esame delle proposte di legge di iniziativa parlamentare presso la VII Commissione. Per la Grignaffini è infatti incomprensibile che l'attesa per la presentazione dei progetti governativi finisca per bloccare l'iter parlamentare delle proposte di legge. L'esponente dei Ds ha inoltre definito paradossale il continuo ricorso, da parte dell'esecutivo, a disegni di legge delega e a decreti-legge.
A queste critiche ha risposto il Presidente Adornato che, dopo aver sottolineato la presenza in Commissione di numerosi progetti di legge d'iniziativa parlamentare e la piena correttezza di comportamento dei due relatori convocati, ha ricordato come, ormai da molte legislature, si riproponga il problema del coordinamento tra l'azione legislativa del Governo e quella del Parlamento. Preso atto della disponibilità dell'esecutivo, annunciata dal Sottosegretario Boniver, a presentare entro due o tre settimane l'atteso disegno di legge, il Presidente della Commissione Cultura ha quindi rinviato la riunione ad altra seduta. (Goffredo Morgia-Inform)

venerdì, giugno 06, 2003

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A REYKJAVIK UN CONVEGNO DEDICATO A ITALO BALBO ALLA TRASVOLATA ITALIA-ISLANDA DEL 1933

REYKJAVIK\ aise\6 giugno 2003 - Sabato, 7 giugno, è in programma a Reykjavik un interessante convegno che, organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Oslo e dall’Università d’Islanda, sarà dedicato alla figura e alle avventure di Italo Balbo, in particolare sulla storica trasvolata Italia-Islanda del 1933. L’incontro, moderato da Maria Rosaria Coda, lettrice d'Italiano presso l’Università d’Islanda, sarà aperto dai saluti di Anna Agnarsdóttir e Lidia Ramogida, rispettivamente Decano della Facoltà di Filosofia dell’Università d'Islanda e Direttore dell'IIC.
Lo scopo di questa iniziativa è quello di ricordare l’arrivo, avvenuto alle 5:05 pomeridiane del 5 luglio 1933, ed il soggiorno (durato fino al 12 luglio 1933) di Italo Balbo e di altri 103 italiani, alla guida dei 24 idrovolanti in viaggio verso l’America del Nord, lungo la rotta Orbetello-Amsterdam-Londonderry-Cartwright-Shediac-Montreal-Chicago-New York-Shoal Harbor-Ponta Delgada-Azzorre-Lisbona-Roma.

giovedì, giugno 05, 2003

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Mostre: Architettura italiana al Museo Louisiana di Copenaghen

Copenaghen, 5 giu. (Adnkronos) - Verra' inaugurata oggi presso il Museo Louisiana di Copenaghen, una mostra dell'architetto italiano Renzo Piano. L'esposizione realizzata dall'Istituto italiano di cultura di Copenaghen, rappresenta l'ultima tappa della rassegna dedicata alle opere architettoniche, intitolata "I laboratori dell'architettura". La rassegna comprende una serie di mostre di atelier esposte per rappresentare un'idea del processo creativo degli architetti, dei loro metodi e fonti d'ispirazione.
Le opere di Renzo Piano, infatti, hanno come caratteristica la notevole ampiezza nello spettro tipologico delle forme di costruzione, dei materiali e delle strutture e la sua esposizione permette di accostarsi ai piu' avanzati sistemi di costruzione, con sorprendenti materiali realizzati negli originali spazi ecologici, abitazioni, musei, sale da concerto o centri culturali. La mostra, infatti, e' imperniata principalmente sullo studio genovese di Renzo Piano ed e' considerata come un laboratorio per la ricerca di strutture ispirate alla natura. L'esposizione si concludera' il prossimo 28 settembre.

mercoledì, giugno 04, 2003

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Farnesina: venerdì premiazione concorso addetti scientifici

Roma, 4 giu. - (Adnkronos) - Nel corso di una cerimonia che si terrà venerdì a Venezia presso la sede della Fondazione CARIVE, l'Ambasciatore Francesco Aloisi de Larderel, Direttore Generale per la promozione e la cooperazione culturale del Ministero degli Affari Esteri, e il Prof. Giuliano Segre, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Venezia (CARIVE), conferiranno i premi del concorso - bandito congiuntamente dal Ministero degli Affari Esteri e dalla Fondazione CARIVE - destinato agli Addetti Scientifici in servizio presso le Rappresentanze diplomatiche all'estero. L'iniziativa si inserisce nel quadro della collaborazione tra il Ministero e soggetti pubblici e privati e si propone di contribuire, con il sostegno della Fondazione CARIVE, alla promozione e alla valorizzazione della cultura e della scienza italiana, in particolare per quanto riguarda la Regione Veneto.
Vincitori del concorso sono risultati il Dott. Claudio Lombardo, Addetto Scientifico presso l'Ambasciata d'Italia a Bruxelles, con il progetto "BIOLUMITECH - Tecnologia della bioluminescenza applicata ad indagini agro-alimentari e biologiche" e il Dott. Giuseppe Martini, Addetto Scientifico presso l'Ambasciata d'Italia a Ottawa, con il progetto "VECACOL (Veneto-Canada-Collaborazione) - Promozione, attraverso seminari e manifestazioni espositive, del trasferimento di alta tecnologia dal Veneto al Canada".
Il progetto "BIOLUMITECH" promuove un'azione di ricerca e di trasferimento tecnologico fra la Regione di Bruxelles capitale e la Regione Veneto per la realizzazione di "kit" diagnostici che utilizzano tecniche bioluminescenti.
Il progetto "VECACOL" mira alla divulgazione in Canada delle capacità progettuali sviluppate in Veneto nel settore della fisica nucleare delle basse energie esplorando ipotesi di applicazione in molteplici settori (radioterapia, produzione di radioisotopi, controllo di bagagli e delle merci negli aeroporti e nei porti, impiantazione ionica, certificazione in campo ambientale, biomedico e spaziale, nanotecnologie).

domenica, giugno 01, 2003

Il segnalibro dell'APC

DANIMARCA-COPENHAGEN: I DISEGNI DELL'ITALIA CENTRALE

(1/6/2003- Italian Network)
E' stata inaugurata lo scorso 17 maggio presso lo Statens Museum for Kunst di Copenaghen la mostra "Disegni dall'Italia centrale". L'esposizione realizzata dall'Istituto italiano di cultura di Copenaghen presenta disegni che sono parte della collezione di stampe del Museo stesso tra cui capolavori di artisti italiani quali Cecco Bravo, Federico Barocci, Lorenzo Monaco, Carlo Dolci, Bartolommeo e Vasari.
La mostra rappresenta un'importante espressione degli artisti italiani che attraverso i disegni ottennero commissioni importanti da parte di Principi e della Chiesa. Inoltre, questi disegni furono utilizzati nel processo creativo che dall'ispirazione portava alla realizzazione dell'opera stessa.
L'esposizione, corredata da un catalogo, rimane aperta sino al 31 agosto.(1/6/2003- Italian Network)
Il segnalibro dell'APC

Wes Brot ich ess, des Lied mir klingt
Silvio Berlusconi will unliebsame Leiter der Italienischen Kulturinstitute loswerden – auch in Berlin


Der Tagesspiegel, Kultur
Berlin, 26.05.2003 - Die italienische Regierung will offenbar den Chef des italienischen Kulturinstituts in Berlin ablösen. Der Vertrag des Philosophieprofessors Ugo Perone, der die Leitung des Instituts erst vor zwei Jahren übernahm, endet Anfang Juli. Das Außenministerium hat sich, wie Perone auf Anfrage des Tagesspiegel sagte, bisher nicht dazu geäußert, ob man seinen Vertrag verlängern will.

Perone wurde noch von der Mitte-Links-Regierung nominiert. Seit Amtsantritt der Regierung Berlusconi im Juni 2001 gab es mehrere Wechsel an der Spitze wichtiger italienischer Kulturinstitute, die Rom offen damit begründete, dass die Amtsinhaber der Regierung politisch nicht passten. So musste etwa die Brüsseler Institutschefin Sira Miori gehen, weil sie zu einer Diskussion über den Anti-Terror-Kampf den früheren Generalstaatsanwalt von Palermo eingeladen hatte. Außenstaatssekretär Mario Baccini, der in Rom für die auswärtige Kulturarbeit zuständig ist, warf Miori vor, sie habe damit „eine einseitige Debatte über die Justiz“ befördert. In New York traf es sogar ein Mitglied von Berlusconis Regierungsbündnis, den früheren Senator Paolo Riani. Dass sein Zwei-Jahres-Vertrag nicht verlängert würde, erfuhr er einen Tag vor dessen Ende. Riani erklärt seinen Rauswurf damit, dass er sich mehrfach geweigert habe, wenn man von ihm Ausstellungen für „obskure Maler und nicht gesellschaftsfähige Schriftsteller“ aus Italien verlangte. In London durfte Mario Fortunato bleiben, nachdem sich Harold Pinter, Doris Lessing, Salman Rushdie und in Italien Umberto Eco und Bernardo Bertolucci für ihn stark gemacht hatten.

Der Pariser Institutsleiter Guido Davico Bonino dagegen reichte seinen Rücktritt selbst ein: Er habe die Nase voll von einem „Klima totaler Linkenphobie, wo man jedes Thema peinlich vermeiden muss, das irgendwie nach Engagement riecht, vom italienischen Widerstand gegen die Nazis bis zur Wissenschaftsgeschichte des neunzehnten Jahrhunderts." Die Ablösung von Bonino hatte Staatssekretär Baccini schon im März vergangenen Jahres angekündigt. In Paris habe das Institut Autoren eingeladen, die die Demokratie in Italien in Gefahr sähen, sagte Baccini der Zeitung „Il Mattino“ in Palermo. Institutsdirektoren aber, die „zu Angriffen auf unsere Regierung einladen statt für das Schöne an Italien zu werben“, könnten nicht damit rechnen, dass sie im Amt bestätigt würden.

Baccini hatte dabei auch Berlin erwähnt, wo „regierungsfeindliche Filme“ über den G8-Gipfel 2001 in Genua gezeigt würden. „Im Interesse des guten Namens Italiens, nicht weil es uns politisch nicht passt, werden wir solche Vorfälle nicht mehr hinnehmen können.“ Andrea Dernbach

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