lunedì, settembre 29, 2003

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‘LE MIE POESIE NON CAMBIERANNO IL MONDO’: IL SUCCESSO DI PATRIZIA CAVALLI AL FESTIVAL INTERNAZIONALE DI POESIA DI SAN FRANCISCO

SAN FRANCISCO\ aise\29 settembre 2003 - Si è concluso, domenica 28 settembre, con una "maratona di lettura", "Other Words-Altre Parole", il Festival Internazionale di Poesia di San Francisco con accento europeo che coinvolge poeti provenienti da Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Norvegia, Svezia, Ungheria, e dalla Bay Area.
L'Italia era rappresentata da Patrizia Cavalli, invitata dall'Istituto Italiano di Cultura, che ha conquistato il pubblico con una lettura dalla sua raccolta "Le mie poesie non cambieranno il mondo". La poetessa - di cui J.D. McClatchy scrisse Lei scrive come se fosse incantata dalla passione e dal tradimento, dall'ossessione e dal rifiuto, minaccia e sfida: la narcosi dell'amore - vive e lavora a Rome dal 1968, le sue poesie sono state tradotte in varie lingue e pubblicate in riviste inglesi ed americane. La sua ultima collezione, Sempre aperto teatro, ha ricevuto il premio Viareggio Repaci.
Il Festival biennale, giunto quest'anno alla sua terza edizione, è stato organizzato dalle istituzioni culturali e diplomatiche europee presenti a San Francisco, in collaborazione con le associazioni legate alla poesia della Bay Area. Con l'occasione è stata anche pubblicata un'antologia dei poeti partecipanti al Festival che verrà distribuita al pubblico delle numerose letture che, nei giorni scorsi, si sono tenuti nei diversi luoghi di San Francisco consacrati alla poesia, come il Poetry Center di San Francisco State University, il Valery Institute for Poetry di University of San Francisco e l'Art Institute di San Francisco. (aise)


sabato, settembre 27, 2003

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Un italiano a Pechino

Francesco Sisci, neo direttore dell'Istituto di Cultura Italiana nella capitale cinese, racconta la sua esperienza nel Paese, i progetti e lancia una proposta: più Italia in Cina.
di r. s.

Il Nuovo, 26 settembre 2003
MILANO - Parla perfettamente il mandarino, il cinese corrente, ma gli amici giurano che conosce anche una grande quantità di dialetti. Vive in Cina da quindici anni ed è stato il primo straniero ammesso all'Accademia delle Scienze Sociali cinese, molto più che una scuola prestigiosa. Allora era "La scuola", quella che ha formato alcune tra le personalià più influenti della Cina. Ma Francesco Sisci, da oggi nuovo direttore dell'Istituto di cultura italiana a Pechino, parla poco del suo passato, preferisce parlare del presente e del futuro. O, meglio, delle tante idee che ha in testa per il rilancio della cultura made in Italy nel Paese asiatico.

Profondo conoscitore della cultura cinese e grande esperto di tematiche politiche asiatiche, Sisci ha alle spalle una solida formazione accademica, ma anche un'esperienza sul campo che oggi lo ha condotto alla prestigiosa carica assegnatagli dalla Farnesina. "Ricordo i tempi in cui lavoravo ad Asia Times, con sede a Bangkok (primo tentativo di un quotidiano panasiatico in inglese, ndr) - dice - una straordinaria occasione per conoscere fino in fondo questo paese, che ormai mi appartiene". E i thailandesi lo hanno poi scelto come caporedattore dell'Ufficio Grande Cina dell'Asia Times, un incarico particolarmente delicato che per Sisci ha rappresentato una grande occasione.

Poi i contatti diretti col Paese, che si avviava, negli anni Ottanta, alla grande trasformazione. Una trasformazione che Sisci oggi spiega con grande chiarezza. "Io credo che l'episodio di Tiananmen sia stato non una porta chiusa, bensì aperta. Una grande spinta verso le riforme e un'accelerazione verso il futuro. Certo, in un modo molto particolare, ma non bisogna dimenticare quello che è accaduto in seguito".

Alla guida di uno degli Istituti di Cultura forse più ambiti, Sisci ha in mente una serie di iniziative per il rilancio del Made in Italy nel Paese che fu di Mao. "Io credo che la diffusione della cultura - dice - passi attraverso i grandi eventi, le iniziative che toccano la gente e che lasciano un segno. Nei giorni scorsi, l'arrivo di una squadra di calcio popolare come il Real Madrid e di una "stella" come Beckham, ha mobilitato le masse. Ecco, io sogno di vedere a Pechino una grande squadra italiana".

Ma c'è anche un altro prodotto italiano che da anni ci racconta in tutto il mondo. "La moda parla a tutti - ammette - e io credo che molti stilisti che qui vanno per la maggiore ma che non sono mai venuti, dovrebbero farsi vedere. Faccio un nome per tutti, Armani. Io mi sforzerò di convogliare i grandi nomi della moda per un rilancio della nostra tradizione". Ma gli ambiti sono tanti, dal cinema alla letteratura: un legame che unisce l'Italia col Paese dell'Estremo Oriente da decenni. Eppure...

...Eppure, recentemente, nella discussione politica, si è tornati a parlare di una vecchia quanto spinosa questione: la concorrenza dei prodotti cinesi, che ha spinto il ministro delle Riforme, Bossi, prima e quello dell'economia, Tremonti, dopo a lanciare un allarme. Tremonti parla di misure anti-dumping. "Una questione certamente non nuova - ammette Sisci - che, secondo me, può essere risolta in due modi: chiudendo la porta alla Cina o entrando nel mercato cinese e conquistandone delle fette. Io penso la seconda sia la soluzione migliore". E, infine, lancia una proposta: "Da collaboratore di diverse testate, alcune anche di grande prestigio, mi auguro che ci siano sempre più corrispondenti italiani in Cina. Un'occasione, migliore di tante altre, per conoscere da vicino questa terra. Che è sorprendente".
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MOSTRE: UN PITTORE ITALIANO A COPENAGHEN
ALL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA LE OPERE DI GIUSEPPE CARTA


(ANSA) – COPENAGHEN, 26 SET – Con il titolo ‘Visioni di Carta’, si è aperta oggi a Copenaghen, presso l’Istituto Italiano di Cultura, una mostra dell’artista sardo Giuseppe Carta, considerato dalla critica uno dei più significativi artisti italiani contemporanei.
La mostra è stata inaugurata in presenza del pittore, dall’ambasciatore d’Italia in Danimarca, Roberto Di Leo, che ha pronunciato un breve saluto.
L’opera di Carta è stata quindi illustrata dalla storica dell’arte Annette Stabell, autrice anche della prefazione al catalogo realizzato per l’occasione con il sostegno della Regione autonoma della Sardegna che ha patrocinato la manifestazione.
La mostra si inserisce nel quadro delle iniziative organizzate dall’Istituto di Cultura in concomitanza con il semestre di presidenza italiana dell’Ue.
Le opere di Carta si intitolano ‘Libri’, ‘Brocche’, ‘Limoni’, ‘Bicchieri’: titoli che descrivono bene lo stile del pittore, il suo essere un grande autore di nature morte che ricordano i pittori europei settecenteschi. Scenografiche tavole imbandite di luce, sottofondi scuri illuminati di cristalli e porcellane, oggetti sparsi o raccolti in ceste di vimini. E poi frutta, ortaggi, tovaglie, pieghe, ripiani, atmosfere tra il magico e il reale.
In Giuseppe Carta la vocazione pittorica risale all’infanzia, ma dopo gli studi avviati nel campo della musica, emerge seriamente solo negli anni Ottanta. Da allora il pittore divide la sua esistenza fra la Sardegna e Genova, ed è qui che si afferma con una serie di esposizioni personali e collettive raggiungendo con il tempo molte altre località italiane e straniere.
Il suo impegno artistico lo porta anche a promuovere ‘Banari Arte’, un’importante manifestazione culturale nel suo paese d’origine, Banari, che si propone di rendere il luogo una sorta di museo all’aperto e di creare una prospettiva artistica alternativa a quella turistico-commerciale delle coste sarde.
Qui Carta ha allestito lo studio in cui allestisce e dipinge le sue nature morte. Ma da uomo di cultura vi svolge anche le attività della fondazione culturale con lo scopo di sensibilizzare e valorizzare l’arte anche nei piccoli centri rimasti finora al di fuori dei circuiti tradizionali.
La direzione artistica della mostra di Copenaghen è della galleria ”La Solo Arte” di Arese. L’esposizione è stata promossa dall’Istituto Italiano di Copenaghen in collaborazione con l’Iic di Amburgo dove pure verrà allestita a partire dal 30 ottobre. La mostra si trasferirà quindi a Lisbona e nella prossima primavera le opere di Carta saranno presentate al Palazzo Reale di Napoli. (ANSA).

giovedì, settembre 25, 2003

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NUOVO ACCORDO DI COLLABORAZIONE TRA MAE REGIONI E PROVINCE AUTONOME PER LA PROMOZIONE DELL’IMMAGINE CULTURALE ITALIANA ALL’ESTERO

ROMA\ aise\25 settembre 2003 - "Linee guida della collaborazione tra il MAE e le Regioni e la Province Autonome di Trento e Bolzano per la promozione all'estero dell'immagine culturale dell'Italia" è il titolo del testo che sarà illustrato dal Direttore Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale della Farnesina, Ambasciatore Aloisi de Larderel, al Tavolo tecnico della Conferenza Stato-Regioni, per essere, poi, approvato dalla Conferenza medesima allargata ai rappresentanti di Province e Comuni.
Il documento è stato redatto in seguito al successo riscosso dalla Riunione degli Assessori alla Cultura delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e Bolzano, tenutasi alla Farnesina lo scorso 23 giugno, sotto la Presidenza del Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, e del Ministro per gli Affari Regionali, Enrico La Loggia.
Nella prospettiva della conclusione a breve termine di Accordi tra le Regioni e altri Enti territoriali con il Ministero degli Esteri per promuovere all'estero le loro iniziative artistico-culturali, si è quindi convenuto con il Ministero per gli Affari Regionali di portare all'approvazione della Conferenza Stato-Regioni tale documento, contenente le linee guida per un'ampia e articolata collaborazione.
Il documento contiene in sintesi le direttrici lungo le quali potrà svilupparsi in futuro la collaborazione, proficuamente già avviata, con alcune Regioni e Istituzioni locali per la promozione all'estero dell'immagine culturale dell'Italia. Il documento è stato sottoposto all'esame della Commissione Nazionale per la Cultura presieduta dal Sottosegretario di Stato, Mario Baccini, nella riunione del 24 luglio 2003, che, dopo avervi inserito alcune integrazioni - "coinvolgimento anche degli organi di stampa locali e delle comunità italiane all'estero" e "iniziative nel campo della scuola e della formazione, anche attraverso programmi di borse di studio e di rapporti tra scuole italiane, scuole italiane all'estero e scuole di altri Paesi" – lo ha approvato all'unanimità.
Il documento prevede l'intensificazione dei rapporti di cooperazione tra il MAE e la Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano con lo sviluppo di una collaborazione di carattere sistematico nella promozione all'estero di alcune culture regionali, attraverso la definizione e l'esecuzione di programmi di vasta ampiezza da realizzarsi da parte degli Enti Territoriali sia con la D.G.P.C.C. del MAE e sia, direttamente, con la rete di Istituti Italiani di Cultura e di Addetti scientifici all'estero nell'ambito della programmazione decentrata delle loro attività.
È previsto, tra l'altro, che gli Enti medesimi possano avvalersi delle iniziative di promozione culturale che il MAE sta sviluppando via televisione e Internet per la promozione delle culture e delle risorse culturali dei rispettivi territori, come pure il coinvolgimento di Istituzioni culturali ed economiche sia pubbliche che private, operanti nei singoli territori (Associazioni senza scopo di lucro, fondazioni, banche, imprese, etc.) e sia di prestigiose istituzioni con sede nel territorio regionale (Associazioni, musei, teatri, Accademie, etc.).
La Farnesina si impegna, infine, ad informare preventivamente le Regioni delle proprie iniziative di promozione culturale di maggior respiro, mentre gli Enti Territoriali informeranno (parimenti con adeguato anticipo) il MAE e i suoi Uffici all'estero al fine di assicurare la coerenza dei rispettivi programmi di promozione culturale. (aise)
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COLLABORAZIONE TRA L'ISTITUTO ITALIANO DI GRENOBLE E L'EMILIA-ROMAGNA

L'organizzazione della cultura in Francia e in Italia

(9colonne)25 settembre 2003 BOLOGNA - E' ormai da tempo che le regioni cercano un coordinamento diretto con gli enti della Comunità europea per ribadire la loro autonomia in materia di politica economica e chiedere aiuti per lo sviluppo armonico di tutti i loro settori per una veloce ed ordinata integrazione con gli standard comunitari. All'avanguardia nel settore della collaborazione Europa -Regioni è senza dubbio l'Emilia Romagna. Le iniziative sostenute dai fondi comunitari ma interamente organizzate dall'ente locale spaziano da settori quali l'occupazione, i trasporti, l'istruzione, per terminare con la tutela ambientale . Per quanto riguarda il primo settore citato la regione oltre ad istituire iniziative per la crescita di particolari aree del territorio svantaggiate, ha dedicato ai lavoratori ed alle aziende le pagine del suo sito internet che pubblicizzano l'iniziativa della Commissione europea per favorire la mobilità delle persone nei paesi dello Spazio Economico Europeo (i 15 Paesi dell'U.E. più Islanda e Norvegia). Sul sito è disponibile un servizio di informazione ed orientamento sulle possibilità di lavoro all'estero, ed uno di assistenza alle aziende nel reperimento di lavoratori provenienti dalla comunità. Ricollegato alla tematica occupazionale è il progetto per lo sviluppo rurale.La Regione informa i suoi cittadini sui progetti e i programmi cofinanziati dall'UE indicando contenuti, destinatari delle azioni e referenti. Gli interventi regolati secondo le normative europee ma pianificati ad hoc dalla regione, riguardano la modernizzazione del tessuto agro-industriale, il miglioramento strutturale delle aziende agricole, il sostegno ai giovani agricoltori. Il piano regionale programmazione 2000-2006 applica le indicazioni comunitarie in vista della creazione di un “modello agricolo europeo” che garantisca un futuro di sviluppo per le zone rurali e favorisca la salvaguardia e la creazione di posti di lavoro.In linea con il tradizionale spirito ecologista della Comunità sono state prese misure specifiche destinate a ridurre l'impatto ambientale dell'attività umana, a valorizzare le produzioni tipiche di qualità, a sviluppare prodotti e circuiti agrituristici. La battaglia per la salvaguardia dell'ambiente prevede una serie di progetti per la promozione di una gestione intelligente del territorio che vanno dal costante monitoraggio e la raccolta di dati, al ricorso a strumenti economici e fiscali mirati al sostegno degli ecosistemi delicati per finire con lo sviluppo di tecnologie e risorse e di minor impatto ambientale ed attività di informazione e formazione. Attiva in questo momento l'iniziativa in cofinanziamento Regione-Comunità Europea che prevede la lotta biologica alle zanzare, che ha già dato ottimi riscontri dal punto di vista ambientale e dell'economia turistica. L'attenzione alla collaborazione internazionale e i consolidati rapporti con altre regioni hanno favorito il lancio di progetti culturali ideati ed articolati da diversi soggetti locali europei. Per un esame delle recenti innovazioni giuridico-amministrative in materia di cultura, si terrà a maggio in Francia, a Grenoble, un incontro sul tema “L'organizzazione della cultura in Francia e in Italia: Stato, Enti locali e Università”, organizzato attraverso la collaborazione tra l'Istituto Italiano di cultura di Grenoble, la Regione Rhone-Alpes e quella quella Emilia-Romagna. Il congresso si concentrerà sulle dinamiche del progressivo processo di decentramento di competenze in materia culturale che cede potere alle Regioni e agli Enti locali in Italia come in Francia.

mercoledì, settembre 24, 2003

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Berlusconi: a Consolato NYC, lingua italiana e' musica

New York, 24 set. (Adnkronos) - La lingua italiana e' ''una musica'', e' tra le piu' musicali al mondo, ma anche i dialetti ''hanno dignita' di lingua, pensate al napoletano, ho appena finito di comporre 15 canzoni in napoletano''. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi approfitta della cerimonia al Consolato italiano di New York -durante la quale e' stata annunciata la creazione di un programma per l'insegnamento della lingua italiana nelle scuole superiori- per fare l'elogio della lingua italiana, ''la lingua dei poeti, degli scrittori, che fecero l'unita' dell'Italia prima della politica''.
''Per me e' una grande gioia, un onore e un privilegio sapere che finalmente nelle scuole superiori americane si insegnera' la lingua italiana e gia' piu' di 500 scuole hanno accolto il programma'', ha aggiunto Berlusconi. La lingua sara' cosi' adesso ''alla pari con il francese, il tedesco, lo spagnolo, lingue nei confronti delle quali vantiamo un pregio musicale assoluto'', ha scherzato il premier.
Alla presentazione del programma erano presenti anche Matilda Cuomo, moglie dell'ex governatore di New York, definita da Berlusconi ''l'anima'' del progetto, il console generale italiano a New York Antonio Bandini, l'ambasciatore italiano a Wasghinton Sergio Vento e i rappresentanti delle tre organizzazioni sponsor italo-americane la Niaf rappresentata da Guarini, l'Order Sons of Italy in America e Unico National.

martedì, settembre 23, 2003

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«Visioni di Carta» nelle capitali europee
Il pittore di Banari chiamato a esporre le sue opere da venerdì a Copenaghen
di Pasquale Porcu

La Nuova Sardegna, domenica 21 settembre 2003
COPENAGHEN. «Libri», «Brocche,», «Limoni», «Bicchieri». Sono questi alcuni titoli dei quadri che si potranno ammirare nella mostra «Visioni di Carta», che verrà inaugurata il 26 settembre, all'istituto italiano di cultura a Copenaghen.
In questo modo la Danimarca vuole rendere omaggio a Giuseppe Carta, instacabile operatore culturale e uno dei più significativi artisti nazionali contemporanei, in occasione della presidenza italiana dell'Unione Europea.
L'ìniziatìva, patrocinata dalla Regione Autonoma della Sardegna, verrà riproposta negli Istituti italiani di cultura di mezza Europa. Dopo la Danimarca la mostra approderà il 28 ottobre ad Amburgo, poi nelle altre principali città europee (Lisbona, il Palazzo Reale di Napoli, e così via).
L'artista sarà presente all'apertura della mostra venerdì prossimo a Copenaghen. L'inaugurazione verrà preceduta da un saluto del nuovo ambasciatore d'Italia, Roberto Di Leo, e da una presentazione della storica dell'arte Annette Stabell che ha scritto anche la prefazione al catalogo realizzato ad hoc per questa esposizione.
La mostra di Giuseppe Carta è la stessa proposta con grande successo alla Frumentaria a Sassari nella primavera scorsa e rappresenta una preziosa occasione per ricostruire l'universo lirico del pittore, di Banari.
Già i titoli delle opere descrivono bene lo stile di Carta. Uno stile assai particolare ma che ricorda i grandi maestri europei del Settecento: inarrivabili trasparenze di cristalli e porcellane, meticolose ricostruzioni delle pieghe di un pizzo, principesche tavole apparecchiate di piatti e bicchieri vuoti, esplosioni di luce, melograni e limoni persi nel nero cupo di uno scenario ipnotico, ortaggi o cipolle dalle mille trasparenze impiccate a cordini pelosissimi; brocche e libri adagiati su tavoli fortemente segnati dal tempo.
Ogni opera fa storia a sé ma contribuisce a creare un mosaico di sensazioni e atmosfere sospese tra il magico e il reale.
«"Le nature" che dipinge Giuseppe Carta non appaiono "morte" se non allo spirito assopito dalle definizioni - scrive nella presentazione del catalogo della mostra il critico Jean Ballet - o scoraggiato dagli sterili esercizi che impone talvolta la legge del genere. Però, ad interrogarsi un istante sul vigore della parola "natura", e l'inerzia che è legata al termine "morta", si osserva subito che si gioca una dinamica drammatica. Questo movimento di forze antagoniste, nelle tele di Giuseppe Carta, liberate dalle loro oppressioni liriche, si sviluppa in contrappunti intensi e luminosi. C'è un bel po' da lì alla cerimonia funebre che ha rattristato tante "morte nature" nelle gallerie europee. Come erede, ma soprattutto come fratello in modernità dei più grandi, ai quali fa riferimento, la grazia di Giuseppe Carta ha il potere di far rotolare la pietra del sepolcro».

venerdì, settembre 19, 2003

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PROTESTA
I diplomatici davanti al ministero del Tesoro con la feluca di fichi secchi: servono più fondi

Il Gazzettino, Venerdì, 19 Settembre 2003
Lo Stato destina solo lo 0,3\% del suo bilancio al ministero degli Esteri mentre, solo nel 1985, la percentuale era dello 0,6\%. Per questo le "feluche" sono andate al ministero dell'Economia a protestare consegnando una lettera per Giulio Tremonti affinché la prossima Finanziaria tenga conto delle esigenze dei diplomatici. Gli aderenti al sindacato dei dipendenti della Farnesina sono giunti in via XX Settembre, sede del Tesoro, a bordo di cinque carrozze e con una maxi feluca piena di fichi secchi, per simboleggiare la situazione. La percentuale di fondi sul bilancio, sostengono, «è la più bassa tra i Paesi europei» mentre la rete di rappresentanze all'estero «è tra le più estese al mondo».
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Farnesina: Baccini, impiegare meglio le risorse a disposizione

Roma, 18 set. - (Adnkronos) - Spendere meglio le risorse a disposizione. E' la risposta del sottosegretario agli Esteri, Mario Baccini, alle richieste dei diplomatici italiani nel corso della conferenza stampa dibattito al Cinema-Teatro Capranica. L'incontro e' stato organizzato dopo la manifestazione di una delegazione di ''feluche'' che si e' svolta oggi a Roma davanti al ministero dell'Economia per protestare contro l'inadeguatezza delle risorse a disposizione delle 123 ambasciate e dei 114 consolati italiani. ''Bisogna concentrare al massimo gli sforzi per garantire nel resto del mondo un presidio della dignita' italiana. Il governo si sta muovendo in questa direzione'', ha detto ancora Baccini.
I diplomatici italiani chiedono un ''piano di intervento che riporti gradualmente, nell'arco di cinque anni, - come spiega Enrico De Agostini, presidente del Sndmae, il sindacato dei diplomatici - le risorse destinate al funzionamento del Ministero degli Affari Esteri all'altezza di quelle dei maggiori Paesi europei''. ''E' realisticamente difficile pensare ad un aumento significativo di questo bilancio'', ha affermato Dario Rivolta, vicepresidente della Commissione Esteri, dicendosi pero' convinto della necessita' ''di premere sul ministero dell'Economia affinche', se non in questa finanziaria, almeno nella prossima, le voci di bilancio vengano significativamente ridotte lasciando maggiore autonomia gestionale''.
Dario Rivolta, rappresentante agli Esteri di Forza Italia, ha sottolineato come la politica estera abbia un ''ruolo cruciale'' anche per lo stesso presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ''impegnato personalmente'' nel ''dare centralita' ai rapporti politici internazionali''. ''La politica estera non e' solo l'estenzione delle relazioni internazionali dei leader'', ha puntualizzato a sua volta Lapo Pistelli, il responsabile Esteri della Margherita. ''Ci sono sedi difficili, dove si lavora quotidianamente sul territorio e dove non c'e' villa o week end che tenga: la politica estera non e' un risico giocato nel fine settimana'', ha detto Pistelli, sottolineando l'importanza di ''rinforzare il bilancio degli affari esteri''.
La speranza comune e' quella che attraverso la Finanziaria ''si riduca il numero dei capitoli (462), in cui attualmente e' suddiviso il bilancio del Ministero degli Esteri, ad un numero non superiore a 40 per semplificare - dice ancora De Agostini - la gestione amministrativa delle sedi all'estero''. ''Se non ci saranno risposte soddisfacenti dalla finanziaria ci si dovra' impegnare insieme con un emendamento serio, e non uno di bandiera, firmato da maggioranza e opposizione'', ha dichiarato Marina Sereni, responsabile della politica estera dei Ds.
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Una donna in cima alla Farnesina di Frattini

Il Tempo, venerdì 19 settembre 2003
ALLA FARNESINA si prepara un mini-movimento diplomatico che potrebbe portare a una grande "prima": la nomina di una donna a direttore generale. Fin qui i punti fermi, sia pure ancora da ufficializzare, sono la nomina dell’attuale capo del cerimoniale, il ministro plenipotenziario Giuseppe Balboni Aqua, ad ambasciatore presso la Santa Sede al posto di Raniero Avogadro, che va in pensione. A guidare il cerimoniale andrà il ministro Paolo Pucci di Benisichi, attuale capo della direzione generale dei paesi europei (in sostanza tutti i Paesi non Ue). Proprio qui si aprirebbe la possibilità di una promozione a direttore generale, che per la prima volta potrebbe tingersi di rosa. Alla Farnesina si dice che la scelta potrebbe cadere sul ministro Jolanda Brunetti, che sta per concludere la sua missione di ambasciatore a Kiev, in Ucraina, e riprenderà servizio al ministero all’inizio dell’anno prossimo. Proprio quando – terminato il semestre di presidenza italiana dell’Ue – il mini-movimento diventerà effettivo. La promozione di una donna a direttore generale sarebbe vista con favore da più di uno degli attuali sottosegretari agli Esteri e ci si era già andati vicino con il ministro Anna Blefari, che prima di approdare alla rappresentanza presso la Fao sembrava destinata alla direzione per gli Italiani all’estero. Favorevole a questa apertura anche l’Andi, l’ Associazione che è il punto di riferimento dei diplomatici "non allineati", per il cui presidente, l’ambasciatore Paolo Faiola, "è più che tempo" che la Farnesina, unico dicastero ai cui vertici le donne sono quasi totalmente assenti (non ce ne sono come detto tra i direttori generali né, tantomeno, tra gli ambasciatori di grado) "si scrolli di dosso l’immagine di ministero misogino".
Il Velino diplomatico

giovedì, settembre 18, 2003

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IL FILM “RESPIRO” APRE A SINGAPORE LA 13MA EDIZIONE DEL FESTIVAL DEL CINEMA EUROPEO

ROMA\ aise\18 settembre 2003 - È stato stabilito il calendario per due importanti appuntamenti curati dall’Istituto italiano di cultura di Singapore. Il primo si svolgerà il prossimo 2 ottobre, presso il Cultural Centre dell'Università di Singapore (NUS), dove il gruppo Edison Studio di Roma presenterà in anteprima mondiale una nuova colonna sonora del classico della cinematografia muta "Das Cabinet des Dr.Caligari" di Robert Wiene, (Berlino 1919). La proiezione del film verrà accompagnata dalle musiche elettroniche eseguite dal vivo dall'ensemble romano. La manifestazione si svolge nell'ambito della International Computer Music Conference, ospitata quest'anno a Singapore, con il contributo dell'Istituto Italiano di Cultura e la collaborazione della Cineteca di Bologna e dell'Istituto Goethe di Roma.
Da venerdì 10 ottobre a domenica 19, avrà luogo, invece, la 13ma edizione del Festival del Cinema Europeo, curato dalle rappresentanze e dagli istituti culturali operanti a Singapore. Nell'ambito delle attività previste dal semestre di presidenza italiana, l'Istituto Italiano di Cultura ha curato l'organizzazione dell'evento e presenterà due film della più recente produzione: “Respiro” di Emanuele Crialese e “La finestra di fronte” di Ferzan Ozpetek. “Respiro” inaugurerà il festival il 10 ottobre nella grande sala del Golden Village Multiplex. Le due pellicole proseguiranno poi per un festival cinematografico a Seoul. (aise)
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“SCHEGGE DI MEDITERRANEO” PER UN DIALOGO TRA LE CULTURE, DALL'EUROPA AL MONDO ARABO

Il Mare Nostrum al centro di scambi culturali

(9colonne)18 settembre 2003 GENOVA - Continua la fiducia di Bruxelles nei confronti dell'Italia: l'Europa ha infatti scelto Genova per il progetto “Schegge di Mediterraneo” affinché il Mare Nostrum diventi un bacino di scambi e di dialogo tra le culture, dall'Europa al mondo arabo. Il progetto europeo è stato appena inserito, tra 600 progetti presentati, dal programma comunitario Cultura 2000, ottenendo un cofinanziamento di 147.000 euro, la metà circa del budget complessivo. Quale prima ricaduta concreta del progetto, il testo teatrale “Le crociate viste dagli arabi”, libero adattamento dai romanzi dello scrittore libanese Amin Maalouf, andato in scena nell'ambito di “Schegge del Mediterraneo” nella primavera scorsa a Roma e Torino e poi in giugno a Genova, è stato inserito nella programmazione 2004 degli istituti di cultura del Ministero degli esteri e sarà rappresentato in numerosi paesi euro-Mediterranei. Al testo teatrale, scritto da Egi Volterrani e Marzia Spanu ispirandosi ai romanzi “Le crociate viste dagli arabi” e “Il periplo di Baldassarre”, la rivista di spettacolo spagnola Primer Acto ha inoltre dedicato un numero speciale. «L' apprezzamento dell' Unione europea per “Schegge di Mediterraneo” - ha detto il presidente della Provincia Alessandro Repetto - conferma e valorizza anche il ruolo storico di Genova come porta di questo mare nell'incontro con tutte le tradizioni e culture, ricercando nuove forme espressive per unire i popoli nella comprensione e conoscenza reciproca». “Schegge di Mediterraneo” si snoda attraverso una serie di iniziative ed eventi internazionali a Genova, Montpellier, Barcellona e Madrid nel campo del teatro, della musica, del cinema, della danza e dell'arte. Avviato nel maggio scorso, proseguirà fino al febbraio 2004, in concomitanza con l'anno europeo della cultura che vede quest'anno Genova protagonista. Il primo appuntamento autunnale importante sarà una giornata dedicata alla “Poesia del mondo arabo dalle crociate ad oggi” (20 settembre), all'abbazia dell'Annunziata di Sestri Levante dove ha sede la Fondazione Mediaterraneo, con la partecipazione,fra gli altri, della giovane poetessa tunisina Amel Moussa e del poeta marocchino Mohammed Bennis, pubblicati in Italia dalle edizioni San Marco dei Giustiniani di Genova. L'israeliana Shulamith Sgagar e l'algerina Xineb Laouedj, entrambi scrittrici e giornaliste, saranno protagoniste invece di un altro convegno sul tema “Le donne delle crociate raccontate dalle donne di oggi” (22 novembre). Tra ottobre 2003 e gennaio 2004, il progetto debuterra’ in Francia e Spagna con spettacoli e laboratori di danza che, dall'8 al 16 febbraio 2004, saranno poi a Genova, al Teatro Carlo Felice.
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Rivolta delle feluche: «Meno sprechi, più risorse»

Liberazione, 18 settembre 2003
L' appuntamento è alle ore 12.00 in via XX Settembre, a Roma. Dopo il successo della manifestazione del primo luglio scorso nel piazzale della Farnesina, i diplomatici italiani tornano oggi a protestare davanti la sede del Ministero dell'Economia. «Non stiamo chiedendo aumenti salariali, ma risorse per funzionare meglio». Questo il messaggio contenuto in una lettera aperta che lo Sndmae (il sindacato che rappresenta oltre il 90 per cento dei diplomatici italiani) consegnerà ufficialmente al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti.
Nel testo si ribadisce come negli ultimi 20 anni si sia dimezzato il bilancio statale dedicato alla politica estera, mentre «gli impegni internazionali non si sono certo dimezzati».

Non regge decisamente il paragone fra ambasciate e consolati italiani e quelli degli altri Paesi europei. «Un'Ambasciata britannica ha in media 47 dipendenti e una tedesca 42, una nostra Rappresentanza ne ha solo 17», riferisce a Tremonti Enrico De Agostini, presidente del Sndmae.

La soluzione avanzata dai diplomatici? Evitare gli sprechi: «Se il bilancio della Farnesina invece di essere diviso, come oggi, in 462 capitoli ne avesse solo 40, si dimezzerebbe il lavoro ammnistrativo e molti dei mille "contabili" della Farnesina potrebbero essere destinati a svolgere mansioni più utili al Paese e ai cittadini».

Come già annunciato tempo fa, la manifestazione di protesta delle "feluche" contro «l'esiguità delle risorse destinate ad ambasciate e consolati che non sono più in grado di funzionare come dovrebbero», si preannuncia «ricca di azioni spettacolari» e con «un sicuro impatto visivo».

mercoledì, settembre 17, 2003

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Alle absetzen. Das Italienische Kulturinstitut Berlin unter Berlusconi
Von Thomas Medicus

Frankfurter Rundschau, 17.09.2003
Unbeirrbarkeit muss keine Tugend, sie kann auch bloße Arroganz sein. Die Proteste gegen den Versuch des italienischen Außenministeriums, Ugo Perone, den Leiter seines Berliner Kulturinstitutes loszuwerden, kamen nicht von irgendwem. Und zahlreich waren sie obendrein. Günter Grass, Hans Magnus Enzensberger, Rebecca Horn, Klaus Wagenbach, um nur die Prominentesten zu nennen, hatten ihre Stimme erhoben. Sie sahen keinen Grund, warum der Vertrag des Institutsleiters nicht um zwei weitere Jahre verlängert werden sollte. Berlin ist mit Ugo Perone mehr als zufrieden.

Er hat in kurzer Zeit erreicht, was nur schwer oder gar nicht gelingt. Ein Kulturinstitut auch außerhalb von Festivals und kulturellen Highlights für ein größeres Publikum attraktiv zu gestalten, ist keine leichte Sache. Perone hat es geschafft. Sein Institut in der Hildebrandstraße 1 ist eine Adresse, die man nicht allein des opulent restaurierten Botschaftsgebäudes wegen kennt. Das Kulturfestival "La Dolce Vita", das er zu dessen Eröffnung Ende Juni präsentierte, hat ihm große Aufmerksamkeit beschert. Seitdem ist Perone das Hätschelkind der Berliner Italophilen, aber auch die örtliche Presse begleitet seine Aktivitäten mit größtem Wohlwollen.

Wenn es nach dem Willen der Regierung Berlusconi geht, wird es damit bald ein Ende haben. Nein, von Ablösung spricht offiziell niemand. Klar ist nur, dass Perones Vertrag nicht um zwei weitere Jahre verlängert werden soll (siehe FR vom 3.7. und 14.7.) - was nichts Besonderes, sondern das Übliche wäre. Warum diese Regelung nicht mehr gelten soll, darüber schweigt sich Rom jedoch aus. Perone hat nie erfahren, warum er seine Tätigkeit nach zwei Jahren erfolgreicher Arbeit beenden soll. Vor Gericht hatte der 58 Jahre alte Religionsphilosoph kürzlich einen Erfolg erzielt und seine Weiterbeschäftigung erzwungen. Gegen dieses Urteil hat das italienische Außenministerium allerdings soeben Berufung beim höchsten Verwaltungsgericht Italiens, dem Consiglio di Stato, eingelegt. Man darf darauf gespannt sein, wie die Richter, deren Berufsstand sich vor wenigen Tagen von Premier Berlusconi erneut hat beschimpfen lassen müssen, über den Fall Perone entscheiden werden.

Ein positives Urteil wäre zwar wegweisend. An der außenkulturpolitischen Gesamtstrategie der italienischen Rechtsregierung dürfte sich dennoch nichts ändern. Bereits seit ihrem Amtsantritt vor drei Jahren lassen die neuen Herren in Rom nichts unversucht, weltweit nicht genehme Kulturinstitutsleiter aus dem Amt zu jagen. Der Plan ist einfach: alle absetzen, die von der vorhergehenden Mitte-Links-Regierung berufen worden waren. Für Berlusconi und seinen Außenminister Franco Frattini zählen nicht Erfolg und Unabhängigkeit, sondern Gesinnung und Parteibuch. Die Leiter der Kulturinstitute in Moskau, Stockholm und Paris sind bereits letztes Jahr zurückgetreten, in New York, Brüssel und Madrid sieht es derzeit ähnlich aus wie in Berlin. Der Londoner Leiter Mario Fortunato blieb stur und erhielt im September vorigen Jahres nach monatelanger Ungewissheit doch noch die Verlängerung.

Auch Ugo Perone ist nicht gewillt, sich entnerven zu lassen. Der Weg durch die Instanzen könnte sich noch monatelang hinziehen und ihm Aufschub gewähren. An der gewünschten Regierungsnähe der italienischen Kulturinstitute wird freilich auch die Klärung der Rechtslage nichts ändern. Die Gängelung der die italienische Kultur im Ausland repräsentierenden Einrichtungen zeugt angesichts der EU-Präsidentschaft Italiens von besonderer Indolenz. Dass das Ausland gewisse italienische Vorgänge im Zweifelsfall auch als innereuropäische begreift, ist dem Putin-Freund Berlusconi bislang noch egal.

Der neue Mann, der Ugo Perone ersetzen soll, ein in der Forza Italia aktiver Triestiner Philosophiedozent, steht für seinen Sprung nach Berlin schon bereit.

lunedì, settembre 15, 2003

Il segnalibro dell'APC

Feluche in piazza contro Tremonti
Protesta contro le risorse inadeguate destinate al ministero degli Esteri

Il Tempo, lunedì 15 settembre 2003
I DIPLOMATICI italiani tornano in piazza: dopo la manifestazione del 1° luglio scorso alla Farnesina, in coincidenza con l'avvio del semestre di presidenza dell'Unione europea, le «feluche» si sono date appuntamento per giovedì 18 in via XX Settembre, sede del ministero dell'Economia, per protestare contro le risorse inadeguate destinate al ministero degli Esteri. Riprendendo lo slogan «Non si fanno le riforme con i fichi secchi», in vista della presentazione della Finanziaria, i diplomatici chiedono anzitutto al ministro Giulio Tremonti «un piano di incremento delle risorse che riporti in cinque anni allo 0,6 per cento (inclusi i fondi della cooperazione) il bilancio del ministero, attualmente fermo allo 0,3», spiega Enrico De Agostini, presidente del Sndmae, il sindacato che riunisce quasi l'80 per cento del personale diplomatico, che spera in una partecipazione anche superiore alla manifestazione di due mesi fa, quando scesero in piazza circa 300 dei 900 diplomatici del ministero, praticamente quasi tutti quelli in servizio a Roma.
«Vorrei che fosse chiaro che noi non chiediamo una lira di più per noi, ma chiediamo più soldi per il ministero, per poter fare meglio il nostro lavoro, per poter essere più competitivi con gli altri Paesi» sottolinea De Agostini, preannunciando che, alla manifestazione di giovedì, ci saranno «azioni spettacolari» e parteciperanno anche numerosi «utenti» della Farnesina, i piccoli e medi imprenditori che hanno bisogno della «nostra rete capillare di ambasciate e consolati» per entrare nei mercati stranieri.

domenica, settembre 14, 2003

Il segnalibro dell'APC

STAMPA ITALIANA/ LA DISCUSSIONE/ ‘LA POLITICA E LA CULTURA PERCHE’ LA PACE PREVALGA SULLA GUERRA’: INTERVISTA AL SOTTOSEGRETARIO AGLI ESTERI BACCINI

ROMA\ aise\12 settembre 2003 - Nell’anniversario della tragedia dell'11 settembre, che due anni fa scosse profondamente le coscienze di tutti e mobilitò la comunità internazionale nella lotta al terrorismo, il periodico dell’UDC, La Discussione, ha pubblicato le riflessioni del Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri, Mario Baccini, rilasciate nel corso di un’intervista a Giulia Salvatori.
“D. Onorevole, tutti passi compiuti in quale direzione?
R. Soprattutto in termini di coesione di molti Paesi insieme con gli Stati Uniti in un'unica azione contro il terrorismo internazionale. Oggi c'è una maggiore consultazione, efficace lo scambio di notizie. L'11 settembre, dunque, ha avuto da una parte un effetto negativo, che è quello che tutti conosciamo, cioè l'insieme di azioni nefaste che si sono succedute, dall'altra ha mosso le acque per rendere più coordinate le azioni dei servizi segreti e lo scambio tra le strutture dell'intelligence internazionale di notizie per la lotta al terrorismo e al crimine in generale.
D. E adesso?
R. Ora c'è un unico ordine internazionale, certamente ancora non completo, ma che è fondamentale per la lotta comune al terrorismo. Un elemento da considerare sotto l'aspetto politico di scambio di informazioni ma anche per la lotta ai flussi finanziari illeciti.
D. Un evento che ha aiutato la gente a ritrovarsi, che ha unito insieme popoli lontani.
R. È un aspetto legato all'esigenza di sopravvivenza perché quando c'è in gioco la sicurezza delle famiglie e delle economie ci sono in gioco i criteri minimi di civiltà della comunità internazionale.
D. È per questo che la soglia di attenzione deve essere tenuta alta?
R. Molto alta perché la soluzione ai problemi, anche quelli del terrorismo, non passa solo per una maggiore organizzazione degli Stati contro il terrorismo stesso.
D. Invece, dove devono essere ricercate le soluzioni?
R. Queste sono essenzialmente politiche. Per questo motivo vanno risolti alcuni snodi importanti che sono quelli relativi alla Palestina e a Israele, al conflitto in atto che non è tanto un problema di carattere internazionale ma il simbolo stesso della lotta a una parte del terrorismo. Per questo motivo dobbiamo togliere la motivazione che fa aggregare materiale umano, manovalanza facile al terrorismo. Bisogna trovare soluzioni politiche affinché il popolo palestinese abbia uno Stato e che al popolo di Israele venga garantita la sicurezza.
D. In che modo può essere realizzato questo processo?
R. Soltanto con una forte e intensa mediazione politica.
D. E il ruolo dell'Onu quale deve essere?
R. Così com'è l'Onu ha marcato tutti i suoi limiti davanti ad una vera emergenza, come è stata quella successiva all'11 settembre, il suo ruolo è venuto meno. Dobbiamo riformare strutturalmente le Nazioni Unite, rafforzare le linee politiche sul multilateralismo che sono le uniche strade per risolvere i problemi globali di tensioni tra i popoli e di mediazione tra i popoli.
D. Mettendo da parte l'Onu?
R. No. L'Onu deve rimanere un punto di riferimento ma va profondamente ristrutturato e deve dare risposte anche nei casi di emergenze estreme.
D. L'11 settembre ha scosso le coscienze.
R. Sì. Oggi non c'è più un'opinione pubblica nazionale, ma ce n'è una internazionale e una europea. È un aspetto importante perché intorno a questi fattori possiamo ricostruire una risposta che può essere soltanto culturale.
D. Culturale?
R. Solo la cultura intesa come promozione, come anticamera della politica può preparare il terreno al dialogo. In questo nuovo ordine mondiale, è importante considerare il ruolo strategico e significativo che un partito come l'Udc in Italia, il Ppe in Europa e l'internazionale democristiana nel mondo possano riassumere, governando tutti questi problemi.
D. In linea anche con quanto affermato dal Santo Padre.
R. E con le stesse ragioni che l'Udc va affermando da tempo. C'è un filo conduttore unico che può legare molti uomini di Stato su una medesima linea politica che può dare un contributo concreto affinché la pace prevalga sulla guerra”. (aise)

venerdì, settembre 12, 2003

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UE: francobolli Morandi e Pininfarina per semestre italiano

Roma, 12 set. - (Adnkronos) - Per celebrare la presidenza italiana del semestre Ue e in occasione del Festival ''europalia.italia'', che si aprira' il primo ottobre in Belgio, le Poste italiane e belghe hanno realizzato due francobolli commemorativi, presentati dal sottosegretario Mario Baccini nel corso di una conferenza stampa presso la Sala Conferenze Internazionali della Farnesina. Il primo francobollo riproduce una ''Natura morta'' di Giorgio Morandi del 1938, esposta nel Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto; il secondo e' dedicato alla berlina rossa di Cisitalia 202, realizzata su disegno di Pininfarina nel 1974 ed esposta poi nel Moma, il Museo di Arte Moderna di New York.
I due francobolli, usciti nella versione italiana con i valori di 0,41 e 0,52 euro, portano i loghi del Festival ''europalia.italia'' e del Semestre italiano di presidenza dell'Ue e rinviano a due delle numerose mostre organizzate dal Ministero degli Affari Esteri e dalla fondazione Belga Europalia International per il Festival. ''La natura morta'' si potra' ammirare alla mostra ''Il respiro dell'anima. Morandi e la natura morta in Italia dal 1919 al 1950'' che si terra' al Museo ''Arentshuis'' a Bruges dal 7 ottobre 2003 al 4 gennaio 2004 e la mostra ''Maestri del Design italiano'' che si terra' al Museo Mac's-Grand Hornu a Mons, dal 12 ottobre 2003 al primo febbraio 2004.

mercoledì, settembre 10, 2003

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Notiziario NIP - News ITALIA PRESS agenzia stampa - N° 176 - Anno X, 10 settembre 2003

Oncologia italiana in Danimarca
All'IIC di Copenhagen una conferenza del professor Luigi Cataliotti

Copenhagen – Un tema medico di grande attualità tra gli appuntamenti dell'Istituto Italiano di Cultura di Copenhagen: il 22 settembre, infatti, il Prof. Luigi Cataliotti della facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Firenze, parlerà di "Nuove strategie relative al trattamento chirurgico del tumore alla mammella".

Il Prof. Cataliotti presenterà quanto vi è di più aggiornato nel campo delle nuove strategie relative al trattamento chirurgico di questo tumore: in Danimarca negli ultimi anni è stato infatti registrato un drammatico aumento dei casi di tumore alla mammella. Cataliotti spiegherà quali risultati si è in grado di raggiungere applicando delle strategie interdisciplinari e soprattutto integrando la chirurgia oncologica e quella plastica per riuscire a dare dei buoni risultati anche sul piano estetico.

Nella capitale danese l'oncologo parteciperà inoltre anche ad un seminario organizzato dalla European School of Oncology, diretta dal Dottor Alberto Costa.
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Dono targato Euganea energia . I propositori della centrale elettrica: «Dimostriamo che siamo seri e competenti» Luce berica per la Farnesina Stasera s’inaugura l’impianto che illumina il ministero

Il Giornale di Vicenza, 10 settembre 2003
(p.e.) Da stasera l’Italia brillerà di più agli occhi degli ambasciatori di tutto il mondo. E il merito è soprattutto di Vicenza. O meglio, di quella squadra di progettazione che qui da noi è conosciuta soprattutto perché ha presentato il progetto di una nuova centrale termoelettrica di Montecchio Maggiore (e anche dello stadio Menti ricostruito dalle fondamenta attorno all’attuale campo da calcio). È il tecnico vicentino Renato Cegalin della società "Elteco" ad aver firmato progetto e direzione lavori del nuovo sistema di illuminazione della Farnesina, la sede del ministero degli esteri, che sarà inaugurata ufficialmente questa sera dal ministro Franco Frattini.
«Abbiamo avuto la fortuna di essere contattati per questo incarico per la facciata del palazzo - racconta dalla sede della Elteco in viale della Pace - e il risultato è stato centrato. Sono stati utilizzati corpi illuminanti ad alta efficienza luminosa e nel rispetto delle norme sul contenimento dei consumi energetici: in pratica, si risparmia un 30 per cento di consumo di energia rispetto ai sistemi attuali. Il design è elegante, tipico del migliore stile del made in Italy: il risultato è un’illuminazione ad effetto attraverso un gioco di chiaro-scuro che rende un suggestivo impatto visivo».
In sostanza, stasera saranno ’battezzati’ un centinaio di corpi illuminanti della Artemide (compresi alcuni tedeschi) e 10 proiettori asimmetrici tipo Osram. L’operazione è stata coordinata dalla società Sospi e ha visto come protagonisti, oltre alla Artemide, la Elteco. Ma in sostanza a pagare i 250 mila euro di costo dell’impianto è la "Euganea energia" (con Tecno Immagine, Marubeni e altri).
«Il ministro ha già visto il risultato e l’ha molto apprezzato. Posso dire anzi con una punta di orgoglio che ci è stato chiesto di studiare ora anche l’illuminazione dell’intero edificio della Farnesina», aggiunge Cegalin.
Come detto, l’impianto è stato offerto al ministero: lo pagano l’Euganea energia e gli altri partner. «Diciamo che è anche un segnale che abbiamo voluto dare per far capire che siamo seri e che gli interventi li sappiamo fare bene» , conclude Cegalin con un messaggio tutto vicentino: l’Euganea energia, naturalmente, punta ancora ad ottenere alla fine il sì da Roma alla costruzione della centrale termoelettrica di Montecchio Maggiore.
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La cultura italiana nel mondo... vista dal basso
a cura del Coordinamento dei contrattisti IIC

Contrasto, giornale italo-tedesco, n. 31, luglio 2003
Gli Istituti Italiani di Cultura stanno vivendo uno stato di grazia. La riscoperta dell'emigrazione italiana nel mondo, il voto all'estero e il sempre maggiore peso a livello nazionale della collettività italiana all’estero hanno fatto riscoprire - perlomeno a livello politico - l’importanza di questo organismo, il cui compito istituzionale è la diffusione della lingua e cultura italiana nel mondo.
Durante la conferenza dei direttori degli IIC nel mondo (Roma 31.3 - 2.4.2003), alla presenza di alte personalità della cultura e della politica italiana, è stato ribadito «lo straordinario potenziale che gli IIC rappresentano» sottolineando che l’immagine che si vuole dare dell’Italia nel mondo dipende - fortemente - anche dall’incisività della politica culturale degli IIC.

Il personale degli Istituti Italiani di Cultura si compone principalmente di impiegati a contratto (ovvero assunti localmente), il numero degli addetti e dei direttori è relativamente ridotto. Da chi dunque vengono fatti funzionare gli IIC? Chi si occupa quotidianamente di rendere efficiente, aggiornata e decorosa l’immagine del singolo IIC?‘ La figura del cosiddetto "impiegato a contratto" degli Istituti Italiani di Cultura è sempre stata minimizzata, deprezzata e talvolta misconosciuta, sebbene essa sia di fondamentale importanza per un’attività culturale di successo. Il "contrattista" è il punto fermo di un Istituto, colui che nel tempo ha proficuamente raccolto importanti contatti con la realtà culturale locale, che ha una capillare conoscenza delle peculiarità della scena culturale oltre che una perfetta conoscenza della lingua del paese ospitante.

A questa categoria non spettano incentivi, benefit, apprezzamenti o riconoscimenti di qualsiasi tipo: a fronte del contributo essenziale che forniscono, nella gran parte dei casi non gli viene riservata alcuna voce in capitolo. Anche se nella realtà la loro attività è ricca e complessa, ufficialmente restano meri esecutori. Un’organizzazione del lavoro che, nella sua accentuata gerarchia, ondeggia tra l’accentramento delle responsabilità e una rigidità obsoleta e poco proficua.

Solo a seguito di un’attesa durata quattro decenni la categoria degli impiegati a contratto ha potuto essere equiparata ai colleghi che lavorano presso le rappresentanze diplomatiche e consolari. E ancora oggi ci vengono negate equiparazioni salariali e corsi di formazione professionale, mentre le norme legislativo-contrattuali vengono "interpretate" a nostro svantaggio. Labor omnia vincit improbus, continueremo a fare bene il nostro lavoro. Ne va della deontologia professionale di tutti gli impiegati e, per quelli italiani, della dignità di connazionali all’estero.

La dirigenza del Ministero degli Affari Esteri lo sa bene. Non abbiamo particolari titoli per dare l’abbrivio a un dibattito sulla supposta "monoconduzione" degli IIC ma, nell’interesse dell’azione culturale degli organismi dello Stato Italiano all’estero, sarebbe importante e forse anche necessario che qualcuno da lassù volgesse lo sguardo verso il basso...

martedì, settembre 09, 2003

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A Belgrado con l’Istituto Italiano di Cultura

AIE, Area News, 25 luglio 2003
L'edizione 2003 della Fiera del Libro di Belgrado, che avrà luogo dal 21 al 27 ottobre, vedrà la partecipazione dell'Istituto Italiano di Cultura di Belgrado che organizzerà uno stand di 100 mq dedicato all'editoria e alla cultura del nostro paese e in cui sarà possibile esporre e vendere libri in lingua italiana. Accanto all'esposizione-vendita, l'Istituto ha in progetto una serie di incontri letterari cui prenderanno parte alcuni degli scrittori italiani più amati nell'area balcanica; tra i nomi: Nicoló Ammaniti, Paolo Rumiz e Corrado Calabrò. Lo stand sarà gestito dal personale dell'Istituto e da professori e studenti del Dipartimento di Italianistica dell'Università di Belgrado coordinati dalla Lettrice Monica Berto. La Regione Campania, inoltre, organizzerà uno stand regionale, invitando autori del calibro di Erri De Luca.

Gli editori italiani sono invitati a partecipare alla Fiera personalmente o inviando i loro volumi allo stand italiano. Tutte le informazioni inerenti alla logistica e alle spedizioni verranno comunicate nei primi giorni di settembre. Ricordiamo che l'Aie parteciperà, insieme all'Ice, alla Fiera del Libro di Belgrado nel 2004. Quella di quest'anno è dunque una prima occasione per conoscere più da vicino il mercato balcanico e valutare le opportunità commerciali e di partnership per gli editori italiani nell'area.

La Fiera del Libro di Belgrado

Fondata nel 1956 la Fiera del Libro di Belgrado è il più importante appuntamento editoriale per la regione dei Balcani e l'intera area dell'est europeo; ha come vocazione quella di creare incontri tra editori di tutta l'area della vecchia Jugoslavia, con la massima apertura agli altri paesi europei e d'oltreoceano, tanto che quest'anno l'ospite d'onore sarà il Canada.

Come superficie totale degli spazi espositivi la Fiera di Belgrado viene subito dopo quella di Francoforte.

Circa i temi che attirano di più l'attenzione del pubblico, non solo di Serbia e Montenegro ma proveniente da tutta l'area balcanica, sono quelli della narrativa attuale, la poesia ma anche libri d'arte e monografie sul nostro patrimonio storico e culturale.

Una riprova di questo orientamento si può trovare nella scelta degli autori più tradotti: Ammaniti, Baricco, Calvino, Eco, Gozzini, Magris, Rumiz, Tabucchi, vari poeti raggruppati in una antologia di poesia e la raccolta di poemi di Corrado Calabrò Una vita per il suo verso. Grande interesse riscuotono anche manuali per l'insegnamento della lingua italiana.
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Tutto il mondo celebrerà l’anniversario

Il Tempo, 9 settembre 2003
GIOVANNI Paolo II è il migliore «testimonial» della lingua italiana e per questo la Farnesina sta organizzando, per celebrare il suo 25simo anniversario di Pontificato, il «Giubileo d’Argento» di Karol Wojtyla, numerose iniziative in tutto il mondo. Manifestazioni che in parte si sono già svolte a Cracovia, Buenos Aires, Strasburgo e Bucarest e che vedono personaggi della politica, della Chiesa e dello spettacolo (come Amedeo Minghi, Stelvio Cipriani e Cecilia Gasdia) testimoniare l’utilizzo della lingua italiana da parte del Santo Padre.
«Se sbaglio mi corrigirete» aveva esordito Wojtyla il 16 ottobre del 1978 e da allora la nostra lingua è la più utilizzata nella Chiesa e nei documenti ufficiali.
Le manifestazioni sono iniziative di Mario Baccini, sottosegretario agli Esteri, e sono curate da Piero Schiavazzi, gironalista di Telepace.
Tra i prossimi eventi sono previsti appuntamenti a New York, Gerusalemme, Roma e San Paolo in Brasile.
Dav. Mur.

lunedì, settembre 08, 2003

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Giovani autori per costruire l’Europa

BresciaOggi, 8 settembre 2003
Se il fascino del Premio Pen club italiano sta nella cornice di un paese come Compiano, tanto piccolo da passare quasi inosservato, tanto prezioso per il suo castello medioevale, è stata davvero un'emozione veder riuniti- in questo borgo antico- oltre agli scrittori, editori, giornalisti provenienti da tutt'Italia anche 25 giovani scrittori provenienti da tutta Europa. Nella seconda delle giornate legate al premio letterario è stato, infatti, presentato il libro Racconti senza dogana (Gremese editore), che comprende 25 racconti di altrettanti giovani autori europei, uno per ciascuno dei Paesi che, dal 2004, entreranno a far parte dell'Unione. Ciascun racconto è pubblicato sia in italiano che nella lingua originale. L'antologia è stata realizzata dal ministero degli Affari Esteri in collaborazione con il Pen club italiano, e curata da Lucio Lami. La selezione degli autori è stata fatta dai Pen europei, in collaborazione con gli Istituti italiani di Cultura e le Ambasciate d'Italia: questo proprio perché- scrive Lami nella prefazione- «il Pen international è statutariamente super partes e dalla sua fondazione (1921) persegue la libertà dello scrittore e il superamento dei confini in ambito culturale». Ai giovani autori è stata lasciata libertà nella scelta tematica, chiedendo di tenere come sottofondo il motivo ispiratore dell'identità europea.
«Da un lato c'è chi pensa che l'Europa culturale è già quasi fatta- analizza il curatore-, grazie alla facilità dei trasporti, dei mezzi di comunicazione e all'abitudine dei giovani di spostarsi di Paese in Paese, per gli studi o per turismo. Dall'altra c'è chi si rivela titubante, quasi temendo un inquinamento delle fonti secolari, e quindi una perdita di identità. Infine c'è chi teme che un eccesso di etnicismo condanni la cultura alla regressione».
Di questi aspetti si è discusso durante la presentazione del libro, alla presenza dell'ambasciatore Francesco Aloisi de Larderel, responsabile della Cultura della Farnesina. E' stato posto un interrogativo: come procedere per coordinare le identità culturali nazionali con l'identità culturale europea? Molte sono state le proposte. Importante- si è detto- avere consapevolezza piena della propria identità culturale, per potersi davvero integrare nell'identità europea (valorizzando le radici comuni cristiane, linguistiche ecc.). Sono fondamentali i programmi per la formazione che prevedono scambi fra giovani. «C'è un sud che rimane sempre fuori», ha osservato una docente, ed ecco l'importanza di valorizzare anche le culture regionali.
Un panorama complesso, dunque. Questa prima antologia di giovani scrittori europei può servire proprio a cogliere e a far maturare quella cultura europea che oggi è ancora in evoluzione. (l. f.)
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ItaliaOggi

Previdenza

8 settembre 2003-09-08

DETERMINAZIONE DELLE CONTRIBUZIONI CONVENZIONALI AI FINI DELLA CONTRIBUZIONE PREVIDENZIALE INPS IN FAVORE DEL PERSONALE Dl NAZIONALITÀ ITALIANA ASSUNTO A CONTRATTO DALLE RAPPRESENTANZE DIPLOMATICHE, DAGLI UFFICI CONSOLARI E DAGLI ISTITUTI ITALIANI DI CULTURA (DECRETO MIN. DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI DELL'1/8/2003, IN G.U. N. 203 DEL 2/9/2003)

II decreto dispone che a decorrere dal 1 ° gennaio 2003 le retribuzioni convenzionali da prendere a base per il calcolo dei contributi dovuti per l'assicurazione obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti, in favore del personale assunto localmente dalle rappresentanze diplomatiche, dagli uffici consolari e dagli istituti italiani di cultura all’estero con contratto a tempo indeterminato, regolato dalla legge italiana, sono stabilite, per ciascuna area professionale, nella misura seguente: ex impiegati di concetto (B3) 2.172,50 euro; ex impiegati esecutivi (B2) 1.955,25 euro; ex impiegati ausiliari (B1) 1.738.01 euro. II provvedimento dispone inoltre che nel caso in cui gli importi delle retribuzioni effettive dovessero risultare inferiori agli importi dado retribuzioni di cui sopra i contributi dovuti per l'assicurazione obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti saranno calcolati sulla base delle retribuzioni effettive. Le retribuzioni convenzionali sono soggette all'adeguamento periodico previsto dell'art. 11 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, e successive modificazioni e integrazioni.

sabato, settembre 06, 2003

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Un Pen senza frontiere
di Giuseppe Marchetti

Gazzetta di Parma, 6 settembre 2003
Risulta particolarmente ricca e culturalmente invitante la tre giorni di Compiano che celebra quest'anno la tredicesima edizione del Premio del Pen Club italiano sotto la presidenza di Lucio Lami. Questa sera, dopo l'inaugurazione della mostra dello scultore Gianni Brusamolino, si terrà nella chiesa di San Giovanni il concerto del maestro Fabiano Casanova che eseguirà al piano musiche di Chopin e Skrjabin, mentre nel primo pomeriggio nella graziosa e ormai famosa piazzetta Belvedere si svolgerà la manifestazione centrale, cioè l'assegnazione del Premio del Pen Club Italiano che quest'anno vede allineati cinque notevolissimi concorrenti: Massimo Fini, Alda Merini, Giovanni Raboni, Gianfranco Ravasi e Carlo Sgorlon. Al premio del Pen è abbinato poi anche il Premio nazionale «Gianfranco Fedrigoni» per le opere editoriali di pregio. Domani, infine, alle 10,30 nella sala convegni del castello avverrà la presentazione dell'antologia Racconti senza dogana alla presenza dell'ambasciatore Francesco Aloisi de Larderel responsabile della cultura alla Farnesina.
L'antologia, che è una grossa novità editoriale e letteraria, curata da Lami, comprende, edita da Gremese, i racconti di venticinque giovani scrittori d'Europa e viene pubblicata in occasione del semestre europeo presieduto dall'Italia sotto l'egida del Pen Club Italiano. Il libro verrà poi distribuito nei venticinque Paesi della «Nuova Europa» attraverso gli istituti italiani di cultura.

La cinquina del Pen 2003 è invitantissima, si diceva, e abbraccia tutte le espressioni letterarie più importanti. Intanto, la filosofia e la biografia con il Nietzsche di Massimo Fini edito da Marsilio. Benché esista sul filosofo tedesco una sterminata bibliografia, Fini è riuscito a scavare ancora in profondità, là dove la vita del filosofo s'intreccia con quelle di Wagner, di Cosima e di Lou Salomé. Non solo: ogni capitolo del cospicuo volume è un vero e proprio saggio che intreccia idee e motivi umani, suggestioni biografiche e interessi culturali. Insomma un Nietzsche uomo che, pur così fragile e sensibile, frammentario e incostante, costituisce un caposaldo del pensiero contemporaneo. Con la Merini e Raboni, invece, si passa alla poesia: due forme molto diverse, se non opposte, di poesia. La carne degli angeli della Merini, è pubblicato da Frassinelli e presenta una volta di più lo spasimante segno di una poesia che con forza visionaria afferra il presente e lo trasforma in smarrimento, bisogno di fede e di speranza, quasi a dimostrarci che nessun mistero si può svelare e comprendere se non siamo disposti a offrirgli in cambio la nostra più segreta intimità.

Tutt'altra suggestione si ricava dai Barlumi di storia di Raboni pubblicato da Mondadori. Nei versi di Raboni s'accumula come in una teca del cuore e della mente la storia, ora è storia autobiografica, ora è storia dell'Italia, ma sempre il poeta tende a ricordare, a riflettere, ad esprimersi per idee e metafore, non solo per sentimenti. Poesia di profonde animazioni, questa, dunque; che chiama vivi e morti sul palcoscenico del tempo non cercando la teatralità, ma semmai una dura interrogazione di spasimi intimi collocati in strade, case, camere e occasioni.

Alla poesia potrebbe appartenere anche Fino a quando, Signore? (San Paolo Edizioni) di mons. Gianfranco Ravasi studioso della Bibbia, prefetto dell'Ambrosiana di Milano, cultore delle lingue orientali e insigne filologo. Il suo è un libro di fede; ma come accadeva per la poesia di David Turoldo, anche questa fede di Ravasi non è mai un fideismo misticamente famoso. E' semmai una richiesta d'aiuto, un domandare e un domandarsi il perché del viaggio, e che meta esso viaggio potrà o dovrà toccare.

Non di minor peso e sostanza sono le domande che Carlo Sgorlon ha posto sul nostro cammino con il romanzo L'uomo di Praga edito da Mondadori. Sgorlon non è nuovo al premio del Pen: anche nel '97, con La malga di sir si era trovato tra i finalisti. Il romanzo di quest'anno è senz'altro tra le sue migliori prove, rappresentando in realtà la mai smentita ricerca di una curiosità umana e sentimentale come chiave per comprendere lo spirito dell'uomo, dei luoghi e del destino. Fedele a tale ruolo _ che ormai è dichiarato in una produzione considerevole e pregevolissima _ Sgorlon racconta con sorprendente felicità e semplicità l'avventura della vita dall'angolo visuale della sua terra friulana sempre amata e rimpianta quale crocicchio di tante civiltà.
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Lo sguardo verso i giovani
di G. Mar.

Gazzeta di Parma, 6 settembre 2003

Incontriamo Lucio Lami, presidente del Pen Club Italiani, a Cà Golana di Bedonia dove sta dando le ultime istruzioni ai suo collaboratori per la XIII edizione del Premio Pen. Intanto, due parole sullo scultura Gianni Brusamolino che espone nel Salone del Municipio di Compiano dal 10 agosto scorso sino al 9 prossimo.
«Brusamolino è un grande artista senz'altro. Con questa mostra, che ha intitolato "La pace e la guerra", la sua arte viene offerta al pubblico dei visitatori in tutta la propria eccezionale fisicità che lo porta ancora, lui settantacinquenne, a indagare la misteriosa plasticità dei corpi».

Il Premio offre anche un'altra novità, quest'anno, una novità che potremmo definire europea.

«Certamente. In occasione del semestre di Presidenza italiana della Comunità europea, il nostro Ministero degli Esteri, in collaborazione con il Pen e gli Istituti italiani di Cultura, ha realizzato un'antologia di giovani scrittori che ospita 25 autori. Ho curato io l'antologia, che s'intitola "Racconti senza dogana" ed è pubblicata da Gremese con i testi in lingua originale e tradotti. L'iniziativa è stata voluta dalla Direzione Generale della Promozione Culturale della Farnesina presieduta dall'ambasciatore Francesco Aloisi de Lardarel che la presenterà a Compiano domenica prossima. La cosa più bella ancora, però, è che almeno venti di questi giorni scrittori saranno presenti al premio, e così prenderanno contatto con il Pen. E ben undici di questi narratori sono donne. "Racconti senza dogana" è una scommessa che pensiamo d'aver vinto: l'antologia è uno specchio, vorrei dire un carteggio in profondità, della vecchia e nuova Europa. Questi narratori, che stanno tutti fra i 18 e i 35 anni, parlano di un continente in rapida mutazione e sono molto diversi tra loro: sono austriaci, portoghesi, finlandesi, maltesi, lituani, francesi, tedeschi, irlandesi, svedesi, estoni, lettoni, greci
e così via. Rivelano contrasti stridenti fra Oriente e Occidente europei.
Per l'Italia abbiamo scelto un racconto di Nicola Lecca».

C'è anche una bella cinquina di italiani nella XIII edizione.

«Sì, una bella cinquina, e di altissimo valore. C'è anche monsignor Ravasi con un libro di fede e di cultura, e poi ci sono due poeti, Raboni e la Morini: mi pare che non fosse mai successo».

giovedì, settembre 04, 2003

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‘RACCONTI SENZA DOGANA’: LA FARNESINA E IL PEN CLUB ITALIANO PER UN'ANTOLOGIA DEDICATA AL TEMA DELL'EUROPA E DELL'IDENTITA’ NAZIONALE

ROMA\ aise\4 settembre 2003 - "Racconti senza dogana" è il titolo dell’antologia sul tema dell'Europa e dell'identità nazionale, la cui realizzazione è stata promossa dal Ministero degli Affari Esteri, in collaborazione con il PEN Club italiano, in occasione del semestre di presidenza italiana dell'Unione europea. Autori dei testi sono scrittori emergenti, d'età non superiore ai trentacinque anni, appartenenti ai 15 paesi membri dell'Unione europea e ai 10 paesi che entreranno a farne parte nel 2004.
Il volume si apre con una presentazione del Ministro degli Esteri, Franco Frattini, che sottolinea l'importanza della dimensione culturale nell'attuale fase dell'allargamento dell'Unione europea. L'antologia sarà presentata in alcuni importanti eventi culturali italiani e europei e il volume sarà lanciato nel corso della prossima edizione del premio letterario PEN Club, che avrà luogo a partire da domani, 5 settembre, e sino al 7 settembre, presso il Castello di Compiano a Parma. All’evento parteciperà anche il direttore generale della promozione e cooperazione culturale del Ministero degli Esteri, Ambasciatore Francesco Aloisi de Larderel. (aise)

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ANTOLOGIE

"Racconti senza dogana": l'Europa vista da venticinque giovani scrittori
di Claudia Rocco

Il Messaggero, 4 settembre 2003
Venticinque racconti per rappresentare l'Europa. Venticinque giovani scrittori, al di sotto dei 35 anni, appartenenti ai paesi che già fanno parte dell'Unione europea e a quelli che vi entreranno nel 2004, hanno dato vita all'antologia Racconti senza dogana. Giovani scrittori per la nuova Europa (Gremese Editore).
I racconti, in lingua originale con traduzione in italiano, svelano, come spiega nella prefazione il curatore dell'antologia e presidente del Pen Club italiano Lucio Lami, "l'intreccio di scatole cinesi nel quale si districa la nuova cultura europea, che tutto assorbe dal villaggio globale, ma che tutto adatta al suo modo di vivere e pensare". Dietro a un'ispirazione comune, si avvertono molto chiaramente le problematiche e le caratteristiche dei diversi paesi: dal forte attaccamento alle proprie "radici" nei racconti finlandese e ungherese, al problema dell'identità in quello sloveno e tedesco, dal peso della vita quotidiana in Italia, Austria e Spagna, al contesto politico in Portogallo e nella Repubblica Ceca. Il volume, pubblicato dal ministero degli Affari Esteri in occasione del Semestre di presidenza italiana del Consiglio dell'Unione europea, sarà presentato domani al "Festivaletteratura"di Mantova (Teatro Bibliena, ore 10,30).
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Sabato a Compiano nel Parmense
Si sceglie il vincitore del Premio Pen Club



L'Arena, 4 settembre 2003
M assimo Fini con « Nietzsch e» (Marsilio), Alda Merini (nella foto) con « La carne degli angel i» (Frassinelli), Giovanni Raboni con « Barlumi di stori a» (Mondadori), Gianfranco Ravasi con « Fino a quando, signore? » (Edizioni San Paolo) e Carlo Sgorlon con « L’uomo di Prag a» (Mondadori). Sono i finalisti del premio Pen Club italiano, tra cui, sabato prossimo 6 settembre, in piazza Belvedere a Compiano (Parma), sarà scelto il vincitore dopo lo scrutinio in pubblico delle schede dei soci. Domenica poi alle 10 . 30 nella sala convegni del castello di Compiano, sarà presentata l’antologia «Racconti senza dogana», alla presenza dell’ambasciatore Francesco Aloisi de Larderel, responsabile cultura della Farnesina. L’antologia, curata da Lucio Lami presidente Pen Club, ospita 25 giovani scrittori d’Europa, ed è stata realizzata in occasione del semestre di presidenza italiana Ue, dal Ministero degli esteri in collaborazione con il Pen club e gli istituti di cultura.

mercoledì, settembre 03, 2003

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Previdenza
Le contribuzioni convenzionali per i funzionari assunti all'estero

Il Sole 24 Ore
Taglia il traguardo della "Gazzetta Ufficiale" (n. 203) il decreto del ministro del Lavoro (di concerto con gli Esteri e l'Economia) del 1° agosto 2003. Il provvedimento fissa le retribuzioni convenzionali da prendere a base per il calcolo dei contributi a favore del personale assunto localmente a tempo indeterminato da rappresentanze diplomatiche, consolati, istituti di cultura all'estero.
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Celebrato il 25° pontificato di Giovanni Paolo II
Festa a Bucarest, presenti il cardinale Pio Laghi e Franco Sensi
"Un Papa protagonista"
Più vicini gli ortodossi: ha scardinato i regimi autoritari


Corriere adriatico, 3 settembre 2003
BUCAREST - Un protagonista della storia di questi ultimi 25 anni, un uomo che con "l'amore" ha "scardinato" i regimi autoritari dell'est Europa, il profeta che con le sue parole ha aperto la strada al cammino di riavvicinamento delle chiese sorelle, un "ponte tra Est ed Ovest''. Arriva dalla Romania, da Bucarest, uno dei primi, e forse più graditi, regali per i 25 anni di pontificato di Giovanni Paolo II. Il papa venuto dall'Est riceve proprio da un paese ex comunista il riconoscimento che lo iscrive nella storia contemporanea, e che viene dal massimo rappresentante della chiesa ortodossa rumena, il patriarca Teoctist. Da quel mondo ortodosso verso il quale il papa ha mostrato tanto interesse, ricambiato da Bucarest, molto di più che da Mosca.

L'occasione è stata data dall'evento-spettacolo organizzato ieri nella capitale rumena dal ministero degli Esteri e dall'Istituto italiano di cultura, su iniziativa del sottosegretario Mario Baccini. All'iniziativa hanno partecipato, tra gli altri, il presidente rumeno Ion Iliescu, il patriarca ortodosso di Romania Teoctist, il cardinale Pio Laghi, il metropolita Ion Robu. Tra gli ospiti anche il presidente della Roma Franco Sensi, il neo acquisto del club capitolino Christian Chivu e il cantante Amedeo Minghi.

Per il presidente rumeno, l'esperienza di questi anni di pontificato ha dimostrato che "la forza dell'amore può sradicare il più terribile sistema autoritario: questo il messaggio che il Papa ha lasciato alla storia". Giovanni Paolo II ha pronunciato parole che gli ortodossi "aspettavano da secoli". E' il ricordo del patriarca rumeno Teoctist che è riandato con la memoria all'incontro fraterno che ha avuto con il papa a Bucarest nel 1999. Teoctist ha ricordato quanto detto da Giovanni Paolo II: "La fede cristiana in questa terra è stata portata dal fratello di Pietro, Andrea. Era un'affermazione che aspettavamo da secoli". Parole che secondo l'anziano ortodosso dimostrano amore e speranza: Parole che "qualunque dei nostri successori guarderà come profetiche".

Anche il metropolita cattolico Ion Robu ha detto che il papa è stato "un instancabile ricercatore dell'unità". Per il card. Laghi Giovanni Paolo II ha dato un "contributo fondamentale" alla nuova Europa, al rapporto tra "ispirazione cristiana ed ideale europeo".

"Il nuovo impulso dato da Giovanni Paolo II riguarda - ha detto il porporato - anzitutto l'identificazione stessa della realtà europea: un Continente considerato nella globalità, non più diviso in se stesso e ridotto alla sola parte occidentale". Una identità, quindi, di carattere geo-politico, ma anche "culturale ed antropologica", perchè l'Europa non si identifica più "con la sola tradizione culturale occidentale e latino-germanica, ma comprende anche le altre tradizioni: orientale e slava".

Baccini ha sottolineato come "l' immagine e il messaggio del pontificato di Giovanni Paolo II costituiscono una luminosa vetrina ed un prezioso valore aggiunto per la visibilità internazionale dell'Italia, non solo per i contenuti di cui sono espressione, ma anche perchè essi vengono trasmessi attraverso la lingua italiana che è, di fatto, la lingua franca della chiesa cattolica".

GIANLUCA VANNUCCHI

Il sottosegretario Baccini ha dichiarato che la Romania conferma la sua vocazione europea
Anche Chivu applaude Giovanni Paolo II
"Ha segnato tanti gol importanti alla storia"


BUCAREST - La Romania "con le sue scelte strategiche di fondo, sia a livello politico che economico, conferma pienamente la sua vocazione europea".

E' quanto ha detto il sottosegretario agli Esteri Mario Baccini aprendo la cerimonia organizzata in onore dei 25 anni di pontificato di Giovanni Paolo II organizzata a Bucarest dal ministero degli Esteri e dall'istituto italiano di cultura.

Parlando dei legami di amicizia tra Italia e Romania, Baccini ha ricordato il proficuo interscambio economico (7 miliardi di euro nel 2001) e il "partenariato strategico" del '97: questo "rappresenta un ulteriore dimostrazione dei rapporti di collaborazione tra i due Paesi nella condivisione degli ideali di liberta, democrazia e tolleranza che rappresentano il patrimonio comune dell'Unione Europea".

Durante l'incontro Christian Chivu, il giocatore rumeno, neo acquisto della Roma, ortodosso praticante, ha detto che di Roma apprezza la religiosità e ritiene che il Papa sia un ottimo attaccante, in quanto ha fatto "importanti gol" alla storia.

Da Bucarest è anche emerso che un cardinale potrebbe essere il prossimo padre confessore della Roma. La richiesta è stata fatta dal presidente Franco Sensi al cardinale Pio Laghi, in un incontro particolare che si è svolto a margine della conferenza sui 25 anni di pontificato di Giovanni Paolo II. Un incontro informale, tra due uomini impegnati in settori diversi della vita, ma profondamente amanti dello sport: il card. Laghi presiede a Roma l'Oratorio di San Pietro, struttura particolarmente impegnata nello sport giovanile e che è arrivata con la Petriana in serie B di basket.

"Ma per quanto riguarda il calcio non possiamo competere con la Roma", ha scherzato il cardinale auspicando una collaborazione a livello di squadre giovanili. L'incontro si è concluso con un reciproco invito: del cardinale Laghi a Trigoria e di Sensi all'Oratorio di San Pietro.

Durante la manifestazione ufficiale, condotta dal coordinatore i numerosi eventi organizzati dal ministero degli Esteri per i 25 anni del pontificato di Giovanni Paolo II, Piero Schiavazzi, è stata consegnata al presidente rumeno una lupa capitolina da parte di una rappresentanza del consiglio comunale di Roma composta dai consiglieri Mannino, Baldi, Di Stefano.
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Oggi a Bucarest incontrerà il presidente Iliescu e il cardinale Laghi per parlare del Papa
dal nostro inviato O.Pet.

Il Messaggero, 2 settembre 2003
BUCAREST - Un presidente della Roma «vaticanista», perché nato a cento metri dal Vaticano, all’inizio della via Aurelia. Il primo «presidente cattolico della Roma», nel senso di essere, come dice con orgoglio, «il primo prettamente cattolico, apertamente cattolico e volutamente cattolico». Franco Sensi è amabilmente marcato stretto dalla signora Maria sui temi calcistici ma libero di spaziare su quelli religiosi. E di dar libero sfogo ad un animo sinceramente entusiasta di Giovanni Paolo II: «Un grande Papa che ho avuto la fortuna di incontrare sei volte». Può sembrare strano che un presidente della Roma vada fino a Bucarest a parlare del Papa. Il legame è certamente l’acquisto di Chivu che ha reso ancor più famoso il club giallorosso in Romania. Galeotto fu il tifo romanista dei due organizzatori delle manifestazioni del Ministero degli esteri per il XXV di pontificato: il sottosegretario Mario Baccini e il giornalista Piero Schiavazzi. Stamattina, Sensi parlerà del Papa con il cardinale Laghi, alla presenza del presidente Iliescu e del patriarca ortodosso Teoctist. A differenza dei... cardinali, il 77enne presidente della Roma non ha alcuna intenzione di dimettersi. Fa invece sua la risposta del Papa: «Finché Dio vorrà».
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Organizzata a Bucarest dal ministero degli Esteri
Una festa per il Papa


Corriere Adriatico, 2 settembre 2003
ROMA - Si svolgerà oggi a Bucarest il quarto incontro organizzato dal ministero degli Esteri in occasione dei 25 anni di pontificato di Giovanni Paolo II. Dopo Cracovia, Buenos Aires e Strasburgo la capitale romena ospiterà un incontro dedicato ai rapporti tra l'Oriente e l'Occidente e alle "Vie dell'ecumenismo nel pontificato di Giovanni Paolo II".

Oltre al sottosegretario Mario Baccini, promotore dell'iniziativa organizzata dal ministero degli Esteri e dagli istituti italiani di cultura, saranno presenti il presidente della Romania, Ion Iliescu, il patriarca ortodosso Teoctist, il cardinale Pio Laghi, il metropolita Ion Robu e il vescovo Virgil Bercea. Ospiti speciali saranno il presidente della Roma Franco Sensi e il neo-acquisto del club capitolino, Christian Chivu, capitano della nazionale romena. Presente anche una delegazione ufficiale del Consiglio comunale di Roma.

Altre iniziative sono in programma da qui a novembre a New York, Gerusalemme, Roma e San Paolo del Brasile.

martedì, settembre 02, 2003

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Perone resta a Berlino

La Stampa, 2 settembre 2003

Sul controverso cambio di vertice all'Istituto di cultura di Berlino, il Tar del Lazio ha accolto il ricorso del direttore in carica Ugo Perone per un prolungamento del suo incarico. Dopo che il Ministero degli Esteri non gli aveva rinnovato il contratto, si erano espressi in suo favore vari intellettuali tedeschi, tra cui Enzensberger, Grass e Wenders.
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IL SOTTOSEGRETARIO BACCINI DAL MINISTRO FRATTINI PER PARLARE DI DIMISSIONI

ROMA\ aise\1 settembre 2003 - Il Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, ha ricevuto nei giorni scorsi alla Farnesina il Sottosegretario di Stato, Mario Baccini, che lo ha informato della sua intenzione di rassegnare le dimissioni dall'incarico ministeriale per impegni politici che gli ha contestualmente illustrato. Il Ministro Frattini, nel pieno rispetto delle scelte politiche del Sottosegretario Baccini, gli ha peraltro chiesto di continuare ad assicurare lo svolgimento delle attività comprese nella sua delega e riguardanti impegni del semestre di presidenza italiana dell'Unione Europea in corso, impegni che si riflettono sull'interesse del Paese. (aise)

lunedì, settembre 01, 2003

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Cultura: "Racconti senza dogana" a Mantova, Compiano, Budapest

Mantova, 1 set. (Adnkronos Cultura) - Il ruolo della letteratura nella nuova Europa e il contributo che i giovani scrittori potranno dare sono le domande a cui si cerchera' di rispondere nel corso del convegno internazionale "Scrittori giovani per l'Europa" che l'Istituto Italiano di Cultura di Budapest e l'Ambasciata d'Italia, sta organizzando per il 10 e l'11 novembre nella capitale magiara, in collaborazione con numerose istituzioni comunitarie.
Lo spunto viene offerto dalla pubblicazione dell'antologia "Racconti senza dogana. Giovani scrittori per la nuova Europa" (Editore Gremese di Roma) che saranno presentati dall'editore e dai curatori del progetto, venerdì 5 settembre, a Festivaletteratura di Mantova (Teatro Bibliena, ore 10.30) e domenica 7 settembre a Compiano (Pr), Sala Convegni del Castello, ore 10.30.
La presentazione si tiene in occasione del Premio Letterario Pen Club Italiano, con la partecipazione di numerosi scrittori, del curatore Lucio Lami e del Direttore Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del ministero degli Affari Esteri, Francesco Aloisi de Larderel. L'antologia, pubblicata su iniziativa della Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del ministero degli Esteri in occasione del Semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell'Unione Europea, e' accompagnata da una nota del ministro Franco Frattini, e da una prefazione di Lucio Lami, presidente del Pen Club italiano.
La realizzazione dell'antologia e' stata resa possibile grazie alla collaborazione degli Istituti Italiani di Cultura, delle Ambasciate e dei Pen Club dei paesi interessati.
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VELENI

Dimissioni congelate per il vice di Frattini

Il Tempo, 1 settembre 2003
IL MUTAMENTO di clima che si è determinato nella maggioranza potrebbe favorire. a breve termine. anche la soluzione dei problemi di riassetto della compagine di governo.
Problemi, come noto, determinati soprattutto dall’'esigenza dell'Udc di riequllibrare i rapporti interni e di ottenere una compensazione dopo l'adesione di Democrazia europea, la terza gamba, accanto a Ccde e Ud, del nuovo soggetto politico. Esclusa l'ipotesi di un rimpasto, venuta meno nelle scorse settimane la possibilità di inserire Marco Follini al governo nel ruolo poi ricoperto da Claudio Scajola di ministro per l'attuazione del programma (Follini aveva rifiutato l'offerta), i vertici dell'Udc starebbero valutando altre ipotesi, soprattutto dopo lo "strappo" di Mario Baccini (Ccd), che ha annunciato l'intenzione di lasciare il sottosegreariato che occupa alla Farnesina
Baccini potrebbe essere promosso viceministro alle infrastrutture, al posto di Mario Tassone (Udc), mentre quest'ultimo potrebbe sostituire Luca Volontè alla guida del gruppo parlamentare della Camera - nonostante sia stato riconfermato da poco. Al governo, con uni incarico di sottosegretario, oltre a Volontè che dovrebbe essere compensato in qualche modo per la rimozione, potrebbe trovare posto anche un esponente della terza componente dell'Udc, Democrazia europea di Sergio D'Antoni. Non sono però ancora chiari i tempi di questo piccolo rimescolamento degli equilibri all'interno dell'Udc.
Ci sono forti pressioni su Baccini - che oggi ha confermato a Franco Frattini l'intenzìone di lasciare l’incarico - perché congeli le sue dimissioni e attenda, per renderle operative, la conclusione del semestre europeo.
Il Velino

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