venerdì, ottobre 31, 2003

Il segnalibro dell'APC

I Protagonisti
MASSIMO MAGLIARO: RAI INTERNATIONAL ARRIVERA' ANCHE IN EUROPA

Palermo, 30 ott. - (Adnkronos) - Le trasmissioni di Rai International potranno essere viste ''gia' molto presto'' anche dagli spettatori residenti in Europa. Parola di Massimo Magliaro, direttore di Rai International, a Palermo per partecipare alla venticinquesima riunione delle diciotto tv pubbliche europee con programmi per l'estero. ''Il nostro primo obiettivo - ha spiegato Magliaro all'ADNKRONOS - e' quello di colmare la grave lacuna della distribuzione dei nostri programmi anche in Europa''.
Un obiettivo che si potra' raggiungere ''in breve tempo''. ''Non ci sono ostacoli di nessun tipo, e' il classico gioco a incastri - assicura Massimo Magliaro - Ma ci stiamo gia' lavorando''. Proprio in questi giorni, Rai International festeggia i quarant'anni di attivita'. ''Non sono soltanto un punto di arrivo - spiega ancora il direttore - ma un punto di partenza, perche' la Rai ha deciso di rendere Rai International libera sul mercato. Insomma, sara' un soggetto autonomo che trattera' le sue problematiche da solo''.
''L'obiettivo - spiega ancora Magliaro - e' anche quello di creare un canale internazionale della Rai. Non solo quello dedicato agli italiani nel mondo, ma anche agli stranieri che amano il nostro paese''. Il direttore di Rai International ricorda ancora che ''l'italiano e' la quinta lingua piu' studiata al mondo''. E aggiunge: ''Non e' solo frutto di figli e nipoti di italiani residenti all'estero, vuol dire che molti stranieri amano sempre di piu' l'Italia, che e' un paese davvero straordinario''.
Rai International trasmette 12.000 ore circa di radio all'anno. ''La media e' di 31 ore al giorno - spiega Massimo Magliaro - perche' trasmettiamo su due diversi canali''. In tv sono, invece, 700 le ore trasmesse ogni anni. Due ore al giorno vengono dedicate alle autoproduzioni di Rai International. Il resto sono normali programmazioni della Rai italiana, compresa la pubblicita'. ''Troppo poche - sottolinea Magliaro - Per questo abbiamo deciso di aumentarle gia' al piu' presto, fino a sei oppure otto ore al giorno''.
Massimo Magliaro ritiene opportuno aumentare l'autoproduzione di Rai International, ''perche' agli italiani che sono residenti all'estero spesso i fatti che accadono nel nostro paese sono ignoti''. E fa un esempio: ''Se vedono Panariello nel suo show del sabato sera che fa battute particolarmente spiritose su fatti strettamente italiani, non avranno nulla da ridere. Perche' un abitante di Buenos Aires dovrebbe vedere 'Torno sabato'? Ecco perche' ritengo necessaria una maggiore autoproduzione''.
Stesso discorso vale per gli spot pubblicitari. ''Trasmettiamo le trasmissioni Rai in blocco, comprese le pubblicita' - dice Massimo Magliaro - E spesso gli italiani all'estero fanno fatica a capire''.
Cavallo di battaglia di Rai International e' 'La grande giostra dei gol' che va in onda la domenica pomeriggio con i risultati sportivi. ''Abbiamo un seguito di circa 50 milioni di spettatori - dice fiero Magliaro - Ecco perche' e' il successo piu' straordinario mai arrivato''. Non solo lo sport. C'e' anche 'La domenica italiana', oppure 'Il caffe'', e poi 'Sportello Italia'' che parla dei problemi del fisco. Ma il vero grande sogno del direttore di Rai International e' ''fare un telegiornale per gli italiani residenti all'estero''. ''Un tg - spiega - 'glocal', cioe' che contempera i fatti del pianeta, senza dimenticare i piccoli comuni''.

mercoledì, ottobre 29, 2003

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Quadriennale: l'arte italiana nel mondo

Roma, 29 ott. - (Adnkronos Cultura) - La XIV edizione dell'esposizione della Quadriennale di Roma portera' l'arte delle nuove generazioni nel mondo e ''come la Biennale di Venezia assolve al compito di far conoscere in Italia l'arte internazionale, cosi' la Quadriennale vuole far conoscere all'estero l'arte italiana''. E' questo l'obiettivo che si e' posto il presidente di questa manifestazione, tra le principali rassegne istituzionali dedicate all'arte contemporanea, Gino Agnese, durante un'intervista rilasciata all'ADNKRONOS, sottolineando come ''un primo passo e' stato fatto oggi, firmando a Roma, presso la Camera dei Deputati, un protocollo d'intesa con il direttore di Rai International, Massimo Magliaro, il quale ha dato il suo totale impegno a far conoscere le opere, i volti e le voci degli artisti del nostro Paese''.
''Ma la volonta' della Quadriennale di portare l'arte e la cultura italiana nel mondo - ha proseguito Agnese - non si ferma qui. Sono stati conclusi accordi con il ministero degli Affari Esteri e con gli Istituti Italo - latinoamericani''.
Ma sono anche altre le novita' per la nuova edizione della Quadriennale: per la prima volta dal 1927, anno della sua fondazione, esce dai confini della Capitale per compiere un percorso espositivo che la vedra', tra la fine del 2003 e gli inizi del 2005, prima a Napoli, poi a Torino ed infine a Roma.
''Le mostre di Napoli e Torino, dal titolo ''Anteprima'', sono riservate a giovani artisti emergenti - ha spiegato Agnese - Per ciascuna rassegna ci saranno 96 protagonisti selezionati dal Lazio alla Sicilia, per quanto riguarda l'evento napoletano, dalla Toscana alla Valle d'Aosta per quello torinese. L'esposizione conclusiva, invece, - ha proseguito il presidente - sara' a tutto campo, annoverando anche personalita' gia' affermate nel panorama culturale. E' previsto, infatti che per questo evento capitolino vi sia una sessione rievocativa delle migliori stagioni della Quadriennale ed uno spazio dedicato ad artisti stranieri. Proprio per queste ragioni - ha sottolineato il presidente - abbiamo voluto creare un neologismo per il titolo: ''Glocal'', globale e locale, una visione trasversale delle tendenze artistiche''.
Una prospettiva giovane, ma anche volta a raccogliere le esperienze che hanno fatto grande il nome dell'Italia all'estero e proprio per questo che ''prima di realizzare le diverse iniziative si e' voluto fare una mappatura della giovane arte che anima l'Italia, una sorta di perlustrazione culturale delle regioni''.
''Abbiamo anche intenzione di prolungare i confini della Quadriennale - ha concluso Agnesi - Organizzeremo mostre in tutto il mondo, grazie alla collaborazione degli Istituti italiani di cultura all'estero, in particolare negli Stati Uniti e in Germania''.
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Italia-Guatemala: firmato accordo cooperazione culturale

Roma, 29 ott. - (Adnkronos) - ''L'Italia intende sostenere l'evoluzione in senso democratico del Guatemala e rafforzare i legami di collaborazione culturale e scientifica, anche con il trasferimento di tecnologie, in vista di una piu' efficace azione propulsiva del Paese nell'area centro americana''. Cosi' il sottosegretario agli Esteri Mario Baccini ha commentato la firma dell'accordo di cooperazione culturale e scientifica tra Italia e Guatemala avvenuta alla Farnesina. Il sottosegretario ha incontrato una delegazione guatemalteca guidata dal Presidente della Repubblica Portillo il quale, nonostante fosse in visita privata in Italia, ha voluto essere presente alla firma dell'accordo.
''L'accordo - ha proseguito Baccini - e' una risposta all'accresciuto interesse che i guatemaltechi stanno dimostrando nei confronti della cultura europea e italiana. Ci tengo a sottolineare come in Guatemala operi da tempo in modo proficuo uno degli 88 Istituti Italiani di Cultura, l'unico dell'area centro americana e della vicina area caraibica. L'atto di oggi riveste la massima importanza per i nostri due paesi poiche' siamo certi che la lotta alla poverta' ed a tutte le sue conseguenti gravi disfunzioni sociali passa anche attraverso un'incisiva azione culturale operata da ambedue le parti''.
L'accordo tocca vari punti d'intervento: dalla creazione di istituzioni culturali e scolastiche alla collaborazione nel settore dell'istruzione, con offerta di borse di studio per studiosi dei vari settori, dalla cooperazione scientifica e tecnologica alla conservazione e recupero del patrimonio culturale, alla protezione della proprieta' intellettuale e dei diritti d'autore.
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Premi: assegnati i premi nazionali per la traduzione

Roma, 29 ott. (Adnkronos Cultura) - Sono stati assegnati nel mese di ottobre i "Premi Nazionali per la Traduzione 2003", istituiti dal ministero per i Beni e le Attivita' Culturali e destinati a traduttori e case editrici italiane e straniere che hanno contribuito alla diffusione della cultura italiana all'estero e della cultura straniera nel nostro Paese.
A ricevere il riconoscimento, di euro 12.395,00 ciascuno, sono stati: Giulia Lanciani, docente di lingua e letteratura portoghese all'Universita' di Roma, "per la rigorosa e appassionata attivita' traduttoria e critica esercitata su autori di rilievo della letteratura portoghese e brasiliana"; Jean Paul Manganaro, "per il lungo e fruttuoso impegno di traduttore, aperto alle esperienze letterarie piu' diverse"; la Casa editrice Minimum Fax, "per aver proposto all'attenzione dei lettori italiani opere letterarie e autori meno conosciuti ma di grande spessore", in traduzioni di alto profilo qualitativo; la Biblioteca dei Quaderni di Italianistica, pubblicata dalla Canadian Society for Italian Studies, "per aver contribuito alla promozione e alla diffusione della cultura italiana in Canada".
Infine, quattro premi speciali, di euro 2582,00 ciascuno, sono stati conferiti: a Luigi Bonaffini, che "ha dedicato ampio spazio alla poesia dialettale del nostro Paese"; a Alon Altaras, "per il contributo offerto alla diffusione della cultura italiana in Israele"; a Gioia Costa, "per l'appassionato lavoro di traduzione di opere teatrali di diverso genere"; a Fawzi Al Delmi, "per l'importante opera di mediazione tra la cultura italiana e quella irachena".
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Ue avvia indagine su sussidi a editoria italiana

BRUXELLES (Reuters) 29 ottobre 2003 - La Commissione europea ha avviato un'indagine su crediti d'imposta e prestiti per case editrici italiane, agenzie di stampa e emittenti televisive e radiofoniche.
Le autorità per la Concorrenza si dichiarano preoccupate del sostegno statale in favore di ristrutturazioni tecniche, nuove attrezzature e formazione, che potrebbero riguardare mercati fuori dai confini nazionali.
"I beneficiari dei sussidi non sono soltanto quotidiani e periodici in lingua italiana, ma anche società multimediali, emittenti radio e Tv e stampatori".
"Tali attività sono potenzialmente più ampie del mercato nazionale" si legge in una nota della Commissione.
I governi nazionali possono mettere a punto programmi che promuovono lingua e cultura, ma secondo la Commissione i programmi italiani sembrano superare tali scopi.
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L’ITALIANO
Non è ancora morto

Però ci siamo vicini
Il disegno di legge appena presentato non lo salverà perché riguarda solo la nostra
lingua all'estero. Sarebbe invece urgente
estenderlo al nostro Paese dove ormai i giovani parlano il gergo angloamericano

di Granfranco Morra


Libero, 29 ottobre 2003
La notizia è stata poco pubblicizzata. A torto. Il disegno di leggo presentato al Consiglio dei Ministri dal sottosegretario Mario Baccini, che presiede la Commissioni nazionale per la promozione della cultura italiana all’estero, intende riorganizzare i circa ottanta Istituti italiani di cultura presenti nel mondo. Ce n'era bisogno: per decenni sono stati luoghi privilegiati della cultura di sinistra e canonicati degli intellettuali catto-comunisti, facevano della cultura di avanguardia (?), ovviamente astratta e in gergo, trascurando la nostra tradizione più autentica. Se il Parlamento approverà, questi istituti, potenziati nella dotazione economica da un mix di pubblico e privato, potranno divenire ambasciatori della cultura italiana nel mondo. E, soprattutto, come si legge nel progetto, «promuovere e favorire iniziative per la diffusione della lingua italiana all'estero».
Giustissimo. Ma in Italia non ce n'è meno bisogno La lingua italiana proprio morta non è, ma ogni giorno perde colpi. Banalizzata dai mass-media, trascurata nelle scuole, assediata dalla telematica, la lingua italiana cede sempre più il passo alla invasione di altre lingue, soprattutto dell'inglese. I termini della lingua inglese e, ancor più, di quella americana sono ormai i dominatori del linguaggio comune, entrano in quello tecnologico e permeano di sé anche quello politico amministrativo. Una piccola parte di parole straniere è usata in ogni lingua, non c è niente di male. Noi siamo ben oltre. Le parole inglesi hanno un fascino che deriva loro dal giungere da una nazione, gli Stati Uniti, ultrapotente, i cui modelli culturali penetrano soprattutto attraverso la musica, il cinema e la televisione. Parole che hanno un alone magico, che ce le fa preferire anche quando e il termine equivalente italiano riesce a dire egualmente bene e anche meglio la stessa cosa. Non accade solo in Italia, ormai l'inglese è dovunque e i bambini debbono cominciarne lo studio con la prima elementare. Ma in altre nazioni la resistenza all'invasione è più forte. L'Italia ebbe secoli più tardi ciò che ebbero Spagna, Francia e Inghilterra: lo stato nazionale. Quando in questi Paesi la lingua nazionale era non solo fissata, ma difesa e aggiornata da istituzioni volute dai sovrani, in Italia tre secoli di dominazione straniera bloccarono lo sviluppo e la diffusione della lingua nazionale. Nel Trecento il dialetto fiorentino divenne, con Dante, Petrarca e Boccaccio, lingua nazionale, anche se i dotti scrivevano in latino e il popolo usava i dialetti. Nel Settecento si pretese di sostituire l'italiano col francese, la lingua che fu prima a degli intellettuali "illuminati" e poi del conquistatore Bonaparte. In un angosciato sonetto, Foscolo piangerà la morte della lingua italiana, ultimo segno di gloria in una Italia schiava dello straniero. In accordo, almeno su ciò, col suo nemico Vincenzo Monti, che scriveva: «La lingua è l'unico legame di unione che l'impero dei secoli e della fortuna, né i nostri errori medesimi non hanno ancor potuto disciogliere: l'unico tratto di fisionomia che ci conservi l'aspetto d'una viva e sana famiglia».
Fu con l’unificazione nazionale e con la scuola elementare obbligatoria che la lingua italiana si diffuse nella penisola. Romanzi come "I promessi sposi" e ancor più opere popolari come “Cuore" di De Amicis, "Pinocchio" di Collodi e "L'arte della cucina" di Artusi ne estesero l'uso e limitarono quello dei dialetti. Le classi superiori ne conoscevano una seconda, quasi sempre il francese, ma l'italiano rimase integro e quasi privo di parole immigrate. Il fascismo, con tonalità talvolta ridicole, cercò di difendere la lingua degli italiani. Dopo la seconda guerra mondiale, l'invasione angloamericana e la dipendenza dell'Italia dagli Stati Uniti favorirono una massiccia invasione dell'inglese.
Ossia l'uso immotivato e crescente di termini inglesi, soprattutto delle parole monosillabiche della fretta: knok out, okay, snack bar, picnic, check up, pin up , by pass, flash back. Ma che bisogno c è di dire (e di scrivere anche nei testi legislativi) ticket? O di usare parole come drink, meeting, tour operator, nomination, babysitter, parking, bookstore. Non abbiamo forse le parole tagliando o contributo, bevanda o bevuta, incontro, operatore turistico, nomina o candidatura, bambinaia, parcheggio, libreria? Nel vagone, non troppo confortevole, di un treno italiano ho letto "Restyling 2000". I viaggiatori, quel rifacimento, non lo vedevano proprio, ma la targhetta in inglese li confortava. E che cosa, se non la volontà di apparire alla moda, ci fa dire trend invece di tendenza?
Per un malinteso complesso di inferiorità o per una smania di mostrarsi alla moda aumenta sempre più l'uso di quel gergo che è stato chiamato "itangliano": le 400 parole inglesi necessarie per fare carriera. Spesso i termini inglesi vengono italianizzati, con esiti grotteschi. E così che diciamo chattare, stoppare, imputare, killeraggio, testato, lobbista, crossare, (sesso) condomato. Altre volte usiamo brevi frasi, mezze italiane e mezze inglesi. Come fare flop o shopping, i fan di Totti, piena di glamour, oramai sono out, fai troppo pressing - e si potrebbe continuare a lungo.
E’ interessante sapere che già Dante aveva condannato questi abusi: «Non è senza loda d'ingegno (scriveva nel "Convivio") apprendere bene la lingua strana, ma biasimevole è commendare quella oltre a la verità, per farsi glorioso di tale acquisto». Sembra quasi che la generazione attuale, che vive nel presente, abbia troncato il cordone ombelicale con il passato, come lamentava Alfredo Panini: «La parola equivalente che è nata sotto il nostro cielo, che ci fu tramandata dagli avi, è messa alla porta della casa che era sua, e c'è quell'altra che si è fatta padrona». Questo abuso, spesso inesatto e anche ridicolo, delle parole inglesi, accentua quella perdita della tradizione e anche del sentimento nazionale, che ha radici lontane nel ritardo con cui siamo divenuti nazione. Ed ha radici vicine nella "morte della patria" dopo l'otto settembre 1943, seguita da un vassallaggio economico, politico e culturale all'America. Dalla quale, purtroppo, non importiamo le tante cose valide che possiede, ma piuttosto le cose degradate e volgari.
La lingua e la coscienza nazionale insieme stanno e insieme cadono, ciò vale anche per quegli stati, come la Svizzera o il Belgio, che di lingue ne hanno più d'una. Non si può far rivivere l'una senza l'altra. Il nostro presidente Ciampi, così benemerito nel richiamo deciso e anche patetico ai valori della nazione, come la bandiera e l'inno nazionale, dovrebbe impegnarsi di più perché anche la lingua sia difesa e preservata. Oltretutto viene dalla regione che cí ha donato quella nobile lingua, che oggi boccheggia in patria, proprio mentre ne cresce la richiesta nel Mondo.

lunedì, ottobre 27, 2003

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Frattini: “Rilanceremo gli Istituti di cultura”

(9colonne) 23 ottobre 2003 - ROMA - E' stato il ministro degli Esteri Franco Frattini, insieme al sottosegretario agli Affari Esteri Mario Baccini, a presentare il piano di comunicazione della Farnesina per l'anno 2004. Punto essenziale del piano è un decreto legge per riformare gli istituti di Cultura Italiana e rilanciare, tramite il loro operato, il messaggio culturale ed economico dell'italianità nel mondo. Alla erano presenti, tra gli altri, il giornalista Alesandro Cecchi Paone, il regista Pupi Avati, l'artista Fabrizio Plessi, lo scrittore Marco Santagata e il maestro Ennio Morricone, premiato dalla commissione del ministero con una medaglia d'oro.
Al ministro Frattini abbiamo chiesto quale fosse il senso del progetto di riforma che sarà presentato in Parlamento.
"La riforma che vogliamo realizzare prevede la modifica della legge 401 che riguarda gli Istituti Italiani di Cultura. Abbiamo pensato a questo decreto legge perché l'Italia deve avere come bandiera la sua cultura ma anche il genio ed il talento dei suoi imprenditori. Credo quindi che si debba integrare la missione diplomatica tradizionale con quella imprenditoriale, realizzando una forte azione per promuovere quei valori che servono a legare insieme le comunità italiane che vivono nel mondo ma servono anche a far conoscere meglio ai cittadini di altri Paesi quello che l'Italia è in grado di fare. Noi vogliamo creare una rete che si avvarrà degli Istituti italiani di Cultura e che avrà un bisogno immenso dei mezzi di comunicazione più moderni, come la televisione, la radio e i giornali perché dobbiamo fare arrivare ovunque il nostro messaggio. Perché comunicare è altrettanto importante che fare, si realizzano molti progetti ma poi nessuno li conosce".
Come si realizzerà tutto questo?
"Aumentando i fondi per gli Istituti di Cultura e creando una rete che permetta di raccogliere e diffondere le informazioni nel mondo. L'obiettivo sarà raggiunto tramite le iniziative diffuse nel mondo, come la "Giornata per il dialogo euro- mediterraneo" che si terrà a metà dicembre, o il piano internazionale per il turismo sostenibile, di cui l'Italia è uno dei maggiori sponsor. Ma gli Istituti avranno il compito di "vendere" la cultura italiana una volta assegnati loro fondi e personale sufficienti. Istituti che dovranno anche lavorare in maniera interattiva con le comunità italiane locali. Inoltre voglio ricordare la Fondazione Marco Polo, il cui scopo è quello di diffondere nel mondo la cultura e l'idea di economia italiana“.
Uno spazio importante sarà dato all'ambito scientifico?
"E' la novità del disegno di legge che presenteremo. Noi vogliamo valutare l'apporto che la scienza e la tecnologia italiane possono dare nel mondo. Oggi si sente tanto parlare di cervelli italiani in fuga; noi molti di questi cervelli vogliamo farli tornare in Italia per migliorare il sistema italiano. Ma non dimentichiamo che quelli che non tornano e lavorano in grandi laboratori di ricerca in tutto il mondo sono sempre un valore aggiunto della ricerca italiana. Noi vogliamo creare uno strumento per aiutare questi scienziati all'estero ad essere ambasciatori della scienza italiana".

IL SOTTOSEGRETARIO BACCINI DIFENDE LE SCELTE DEL GOVERNO

"Più soldi per promuovere la cultura"

(9colonne) ROMA - Il sottosegretario agli Affari esteri Mario Baccini ha difeso, in occasione della presentazione del piano di comunicazione per il 2004, le scelte del governo in materia di Istituti di Cultura.
"Prima di tutto - ha detto Baccini ai nostri microfoni - voglio segnalare che non è prevista la riforma della Cooperazione per lo Sviluppo. Poi tengo a sottolineare che la riforma della legge 401, che presenteremo a breve, aumenterà il potenziale degli Istituti di Cultura sia dal punto di vista tecnologico sia dal punto di vista degli organici. Vorrei inoltre ricordare che la passata Finanziaria aveva già aumentato gli stanziamenti per gli Istituti di 10 miliardi di lire. Inoltre, in merito alle nomine dei direttori, ricordo che la dicitura "chiara fama" non è prevista dalla legge e che bnessuno dei direttori in carica è stato allontanato. Semplicemente, essendo il contratto con una validità di due anni, coloro che hanno lasciato la carica lo hanno fatto per scadenza naturale".
Qual è il senso della legge che volete proporre?
"Gli Istituti italiani di cultura hanno assolto il loro compito supportando questa iniziativa portandola a livelli di eccellenza. Con questa legge che vogliamo proporre gli Istituti italiani di cultura, saranno potenziati perché riteniamo che la promozione della cultura italiana sia un elemento essenziale della politica estera del nostro Paese".
Quali sono i passaggi chiave del piano di comunicazione 2004 che avete presentato?
"Prima di tutto approvare la legge di riforma per rendere le strutture adeguate sia in termini di tecnologia sia in termini di personale. Poi punteremo a realizzare una serie di grandi eventi per riaffermare una grande e straordinaria potenzialità che è quella dell'italianità. Tutto questo è fatto per rendere sinergica ed operativa la potenzialità straordinaria italiana con gli enti locali, le Regioni ed il ministero in un unico progetto. Con questa legge pensiamo di creare un ottimo prodotto e di rendere gli italiani non solo simpatici ma anche affidabili".
La rete di questi vari organismi funziona bene?
"Oggi funziona bene. Abbiamo ereditato una situazione difficile ma invece di chiudere gli Istituti di Cultura siamo riusciti a potenziarli e questa mi sembra la cosa più intelligente".

Un premio al maestro Morricone

(9colonne) ROMA - La Commissione del ministero degli Affari Esteri ha premiato il Maestro Ennio Morricone per i suoi successi ottenuti nel mondo della musica e riconosciuti da tutti gli esperti nazionali e internazionali. Abbiamo avuto l'opportunità di ascoltare le sue parole in occasione della consegna della medaglia d'oro.
Maestro, oggi si sente ambasciatore italiano all'estero?
"Non mi sono mai sentito ambasciatore italiano all'estero. Ho sempre cercato di fare delle belle esecuzioni della mia musica. E' vero però, che talvolta gli applausi del pubblico sono stati particolarmente intensi". «Devo dire - ha detto inoltre Morricone - che mi piacerebbe che il decreto per riformare gli Istituti di Cultura fosse più indirizzato verso la musica».
Un'idea per un decreto Morricone?
"Perché no? Potrebbe essere un'idea".

domenica, ottobre 26, 2003

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Invasion der Barbaren
Berlusconi I: Der erzwungene Abschied von Ugo Perone in Berlin

Paul Graf

Der Tagesspiegel online, 26.10.2003
Vor dem Italienischen Kulturinstitut in Berlin wurden am Freitag abend Flugblätter mit einem Porträt des neuen Institutsdirektors Renato Cristin porträtiert. Der bisherige Chef Ugo Perone wird von einem Mann abgelöst, der über ein klares politisches Profil verfügt. Den chilenischen Putschisten Pinochet etwa hält er für den Wegbereiter des „sozialen Friedens“ in einem „liberaldemokratischen politischen System“. Dass Perone in den Auseinandersetzungen um seine Weiterbeschäftigung unterlag, wundert nicht. Wie in New York, Paris, Brüssel, Moskau und anderswo wird nun auch die Leitung des Berliner Kulturinstituts ausgetauscht. Künftig liegt sie in Händen von Personen, die der Regierung Berlusconi nahe stehen.
Folglich wurde der Abend, an dem der Journalist und Schriftsteller Michele Serra eingeladen war, auch eine Abschiedsveranstaltung für den scheidenden Direktor. Serra hat bis Mitte der neunziger Jahre „Cuore“, die satirische Beilage von „L’Unità“ geleitet. Claudio Magris zufolge hilft er den Italienern, indem er sie zum Lachen bringt. Ja, meint Perone, er wisse genau, wie nötig das Lachen zuweilen sei – es bleibt die einzige Anspielung auf die eigene prekäre Situation. Vor allem aber ist Michele Serra mit seinen Kolumnen in „La Repubblica“ und „L’Espresso“ einer der wichtigsten unabhängigen Kommentatoren der gegenwärtigen italienischen Politik. Auf Fragen nach der Entwicklung der politischen Sprache in Italien gesteht er, es gebe nur wenige, „die beim Sprechen noch sich selber auszudrücken versuchen“. Zum einen wettert er gegen eine vermeintliche „Objektivität“, die nur Modelle der Marketingsprache bediene. Zum anderen sei der „barbarisierte“ politische Diskurs seines Landes voller falscher Behauptungen, ja, voller vorsätzlicher „Lügen“.
Als Perone mit dem ihm eigenen Understatement die Besucher verabschieden will, fällt ihm ein Mitarbeiter ins Wort. Schließlich sei es vielleicht die letzte Gelegenheit, dem ehemaligen Chef öffentlich für seine Arbeit zu danken. Es folgen Standing Ovations. Perone ist sichtlich bewegt. Vor allem mit den beiden großen Festivals „La Piazza“ und „La Dolce Vita“ hat er Berlin Kulturereignisse ersten Ranges beschert. Was immer sein Nachfolger unter Kultur versteht: die Messlatte liegt hoch.
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Sneedlings . . .
BY MICHAEL SNEED SUN-TIMES COLUMNIST

Chicago Sun-Times, October 26, 2003
Pew news: Gallery 37 artist Miguel Fernandez, 22, created a painting of Pope John Paul II speaking to a crowd in Grant Park. Cardinal Francis George had the honor of presenting Fernandez's piece, commissioned by the Italian Cultural Institute of Chicago, to the pope last weekend.

sabato, ottobre 25, 2003

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ISTITUTI DI CULTURA, ECCO LA CONTRORIFORMA

L’Unità, 25 ottobre 2003
Depositato ieri in Consiglio dei ministri il disegno di legge che riforma la Rete dei nostri Istituti di cultura all’estero così come era normata dalla legge 401 del 1990. La nota del governo così lo definisce: «Un disegno di legge per la promozione all'estero della cultura, della lingua e della scienza italiane, che predispone gli strumenti necessari per una politica di rappresentanza dell’immagine dell'Italia adeguata al ruolo internazionale di primo piano che è chiamata a svolgere ed all'enorme patrimonio culturale di cui è depositaria e portatrice». «Obiettivo del disegno di legge» prosegue «è consentire, accanto alla promozione dei valori umanistici della nostra cultura, il raggiungimento di mercati più lontani, la risposta alla domanda crescente di lingua e cultura italiana, l’esportazione di nuovi modelli culturali legati alle scienza, all'innovazione tecnologica, al design, alla moda ed alla gastronomia quali elementi ulteriormente caratterizzanti, accanto al patrimonio culturale universalmente noto, l’immagine del Paese».
Ma, siccome il ddl è stato in alcune parti modificato in Consiglio, quindi rimandato per la revisione in sede ministeriale, solo nei prossimi giorni se ne avrà il testo ufficiale. Per ora, si può leggere tra le righe del comunicato che ad essere incrementata sarà l’attività di marketing degli Istituti, per i quali ormai da mesi è stato designato il ruolo di doppioni dell’Istituto per il commercio estero. E bisogna accontentarsi della «viva soddisfazione» di Frattini e del suo sottosegretario Baccini. I quali parlano di un «aumento» di risorse umane e finanziarie per gli istituti (ma, quanto ai soldi, in finanziaria è semmai previsto un taglio dei fondi per più di sei miliardi di vecchie lire). Sul fronte della cronaca, invece, è di giovedì la notizia che il Consiglio di Stato ha dato ragione alla Farnesina nel «caso Perone»: il filosofo, direttore dell'Istituto di Berlino, in luglio si era opposto alla propria destituzione con un ricorso al Tar, ottenendone un parere favorevole.
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Fondi alla cultura italiana nel mondo

Il Sole 24ore, 25 ottobre 2003
ROMA - Nuovi fondi per la promozione della cultura italiana all'estero. Ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del ministro degli Esteri, Franco Frattini, il disegno di legge che riforma gli istituti italiani di cultura.
Il testo, che modifica l'attuale logge n. 401/90, riconosce “il ruolo fondamentale” della cultura, della lingua e della scienza italiana come strumenti di affermazione all'estero del nostro Paese e prevede anche sinergie tra sistema pubblico e mondo delle imprese.
Tra le novità più importanti previste dal disegno di legge c' è l' aumento delle risorse umane e finanziarie per la politico di promozione della cultura, l'incremento delle attività. di cooperazione scientifica e tecnologica, l'istituzione di borse di studio per la formazione all'estero di giovani artisti italiani e la creazione di un centro di documentazione e di una banca dati per la raccolta e la diffusione di dati sulla vita culturale italiana.
I1 ministro Frattini ha espresso «viva soddisfazione» per l'approvazione del disegno di legge che, ha detto, «innova, aggiorna e rafforza i meccanismi di promozione del Paese».
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Un codice per salvaguardare le lingue del Vecchio continente

Avanti! 25 ottobre 2003
Se per la Carta costituzionale europea dobbiamo ancora attendere un accordo tra i capi di Stato, i linguisti europei sembrano essere stati più attivi e hanno creato lo scorso 14 ottobre a Stoccolma il Consiglio delle lingue d'Europa.
Erano più di cinque anni che gli studiosi comunitari lavoravano cercando un'intesa su come tutelare il ricco e diverso patrimonio linguistico e ora, dopo la Carta elaborata due anni fa a Firenze, è stato affermato il nuovo principio a difesa delle lingue nazionali. Francesco Sabatini, presidente dell'accademia della Crusca, era presente nella capitale. svedese quando e stato sancito il nuovo codice comunitario della lingua. “Le più importanti accademie linguistiche d'Europa”, racconta Sabatini al Velino, "hanno lavorato su base scientifica riflettendo e analizzando il problema sotto un profilo tecnico prima che politico. Le lingue nazionali devono essere - come ha sancito il Consiglio delle lingue d'Europa - un patrimonio comune dell'Unione europea. Secondo il professor Sabatini la teoria di un bene appartenente a più stati, non danneggia la lingua italiana ma costituisce un vantaggio per il nostro idioma. Per rafforzare il lessico italiano e offrire migliori opportunità ai nostri figli, è indispensabile riesaminare il sistema d'insegnamento delle lingue straniere: "Non occorre" dichiara Sabatini "far imparare in modo precipitoso l'inglese sin dalla scuola materna". La proposta del noto linguista è quella di far studiare due lingue europee già dall'asilo e di suggerire l'insegnamento dell'inglese solo alla fine delle elementari. "Non possiamo attribuire a una lingua una superiorità rispetto a un'altra, anche se l'inglese è molto più diffuso".
Il nostro patrimonio linguistico non sembra barcollare e il successo della terza edizione della settimana della lingua italiana, che si è svolta in questi giorni, sembra dare conferma a questa ipotesi. Giovedì scorso, a Roma, presso il ministero degli Esteri c'e stata anche una videoconferenza mondiale sulla diffusione dell'italiano: le accademie e gli istituti di cultura di Seul, New York, Madrid, Bruxelles, Malta, Zurigo e Budapest si sono collegate per illustrare gli ultimi risultati sullo sviluppo della lingua italiana fuori dai confini nazionali. Nello studio della diffusione dell'italiano non sono coinvolte solo le grandi nazioni, ma anche gli Stati minori, come testimonia la presenza di linguisti italiani in Albania. Ugo Vignuzzi, docente di storia della lingua italiana all'università la Sapienza, e già a Tirana per gli incontri previsti per questo appuntamento della lingua italiana nel mondo. Prima di partire per l'Albania, Vignuzzi ha espresso al Velino ottimismo: "La circolazione linguistica è un arricchimento per tutti. La nostra è una lingua aperta che ha mostrato sempre grande capacità di recupero anche quando è stata sottoposta nei secoli passati alle influenze della lingua francese e ispanica. Solo una omogeneizzazione selvaggia, non corrisposta da una presa di coscienza a livello locale, potrebbe mettere a rischio il patrimonio linguistico, spiega il linguista della Sapienza. Se esiste una coscienza sulla propria identità culturale, l'italiano dunque non corre pericoli e conserva la capacità di essere la grande patria delle piccole patrie". Il buono stato di salute della lingua italiana è avvalorato anche della numerosa presenza dei siti Internet in italiano come rileva, concorde con Vignuzzi, lo studioso Luca Serianni. "La grande richiesta dell'italiano ne1 mondo può essere limitata", secondo Serianni che insegna storia della lingua italiana all'università di Roma La Sapienza, "solo delle lingue di lavoro che oggi in Europa sono l'inglese, il francese e il tedesco. E’ importante che nelle scuole italiane si apprendano due lingue straniere sin dalla prima infanzia, anche per facilitare in futuro coloro che all'università vorranno usufruire del progetto Erasmus".
Perla cultura italiana nel mondo, i linguisti di casa nostra promuovono le traduzioni nei Paesi dell'Est. Di fronte, infatti, al dato clamoroso, emerso nell’ultima Fiera del libro di Francoforte, che registra che il 50 percento delle traduzioni nel campo letterario si fanno dall’inglese e che solo il tre per cento verso la lingua anglosassone, i puristi della lingua sostengono di tradurre le opere nelle lingue parlate a oriente. "Un valido incoraggiamento", propone Serianni, "sarebbe quello di realizzare per giovani traduttori italiani borse di studio all’Est”.
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Il Papa ambasciatore della lingua a 25 anni dal famoso «se sbaglio mi corrigerete». E intanto parte la riforma degli istituti di cultura

Un «super testimonial» dell’italiano. Chiamato Wojtyla

Corriere della Sera, 25 ottobre 2003
«Non so se potrò ben spiegarmi nella vostra lingua. Se sbaglio, se mi sbaglio mi corrigerete». Cominciava così, con un errore di grammatica (un errore che fa parte ormai della storia), il lungo cammino di Karol Wojtyla, il Papa polacco. Erano le 19 e 15 del 16 ottobre 1978 e nessuno avrebbe potuto immaginare che proprio quel Papa sgrammaticato sarebbe diventato, venticinque anni dopo, il testimonial della cultura italiana nel mondo. L’inimmaginabile è invece accaduto. Ed è così «bastato» il grande successo delle manifestazioni celebrative del Pontificato messe in piedi dagli Istituti italiani di cultura (una quarantina in totale quelle previste) per far guadagnare a Wojtyla l’investitura ufficiale, con tanto di medaglia e diploma consegnati tre giorni fa alla Farnesina. La scelta di Giovanni Paolo II non è certo casuale. In quanto, spiegano al Ministero degli Esteri, «intende sottolineare come la cultura possa essere anche strumento di pace e quanto sia universale la figura di questo Papa».
I tempi nuovi degli Istituti italiani di cultura non sono però targati soltanto Wojtyla. Ieri mattina il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge presentato dall’Udc Mario Baccini (sottosegretario agli Esteri e presidente della Commissione nazionale per la promozione della cultura italiana all’estero) che stabilisce i principi su cui si dovrebbe basare la riforma di questi Istituti, ottantotto sparsi in tutto il mondo. Si tratta di una riforma da lungo tempo attesa dal mondo culturale italiano, non senza polemiche soprattutto per quel che riguarda le nomine dei possibili direttori. Una riforma che il ministro agli Affari esteri, Franco Frattini, ha definito «in perfetta sintonia con le linee del Governo che tendono al potenziamento dell’azione diplomatico-culturale». Spiega Baccini che il ddl approvato ieri è frutto di «un lavoro lungo e coraggioso, che il Parlamento è chiamato ora a rendere funzionante in tempi brevi». Lo stesso sottosegretario sottolinea poi che «si tratta della prima effettiva riforma degli Istituti italiani di cultura», formalmente creati dalla legge numero 401 del 22 dicembre 1990.
«Q uando abbiamo cominciato a lavorare su questo progetto - prosegue - ci siamo trovati davanti a un bivio: chiudere o potenziare gli Istituti. Abbiamo scelto di potenziarli». In che modo? Il disegno di legge prevede un aumento delle risorse umane e finanziarie, passando anche attraverso concorsi pubblici e partecipazioni di grandi aziende; un incremento delle attività di cooperazione scientifica e tecnologica viste come «strumento di affermazione del Pianeta Italia»; il concreto sostegno alla formazione dei giovani artisti italiani all’estero (grazie alla istituzione di nuove borse di studio). Prevista anche l’utilizzazione delle nuove tecnologie multimediali e telematiche «finalizzata alla creazione di un centro di documentazione e di una banca dati per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione dei dati relativi alla vita culturale italiana in tutte le sue innumerevoli espressioni».
Intatti sembrano essere invece rimasti quei compiti degli Istituti già stabiliti dalla vecchia legge, che ne definiva anche «la diretta dipendenza» dalla Farnesina. Il decalogo degli Istituti prevede oggi una serie di obblighi piuttosto vaghi. Come quello di «creare contatti con istituzioni, enti e personalità del mondo culturale e scientifico del Paese ospitante e favorire le proposte e i progetti per la conoscenza della cultura o comunque finalizzati alla collaborazione culturale e scientifica». O come quello di «fornire la documentazione e l'informazione sulla vita culturale italiana e sulle relative istituzioni». Senza dimenticare «la promozione di iniziative, di manifestazioni e di mostre», nonché di tutte quelle iniziative che possano essere utili per «promuovere e favorire iniziative per la diffusione della lingua italiana all'estero».
Ma se, nella loro indeterminatezza i compiti potrebbero apparire gli stessi, le parole di Baccini chiariscono una novità di principio: «Gli Istituti italiani di cultura non dovranno fare direttamente cultura, ma piuttosto valorizzare quella già esistente». Dunque meno protagonismo e più promozione. Magari con un testimonial chiamato Wojtyla.

venerdì, ottobre 24, 2003

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Istituti cultura: Farnesina soddisfatta per approvazione riforma

Roma, 24 ott. (Adnkronos) - Il ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, e il sottosegretario agli Esteri, Mario Baccini, Presidente della Commissione nazionale per la promozione della cultura italiana all'estero, hanno espresso viva soddisfazione per l'approvazione in data odierna da parte del Consiglio dei Ministri del provvedimento di riforma degli Istituti Italiani di Cultura, da lungo tempo atteso dal mondo culturale italiano e dalle categorie interessate.
Il disegno di legge, che modifica l'attuale legge 22.12.1990 n. 401, e' diretto a valorizzare e a far conoscere l'immenso patrimonio culturale di cui l'Italia dispone sia nelle sue espressioni nazionali che in quelle regionali e locali. ''Il disegno di legge - ha detto il ministro Frattini - innova, aggiorna e rafforza i meccanismi di promozione del Paese, e mira al potenziamento dell'efficacia e dell'efficienza dell'azione diplomatico-culturale a beneficio del 'Sistema Italia'''.
Il testo di riforma riconosce il ruolo fondamentale della cultura, della lingua e della scienza italiana, quali strumenti di affermazione all'estero del nostro Paese e quali veicoli privilegiati e di sostegno all'internazionalizzazione del ''Sistema Italia'' e prevede ampie forme di collaborazione fra sistema pubblico e mondo delle imprese.
''Il provvedimento e' frutto di un lavoro lungo e coraggioso, che il Parlamento e' chiamato ora a rendere funzionale in tempi brevi'' ha sottolineato il Sottosegretario Baccini.
I principali punti di novita' rispetto all'attuale legge riguardano l'aumento delle risorse umane e finanziarie a disposizione della politica di promozione culturale; l'incremento delle attivita' di cooperazione scientifica e tecnologica in quanto strumento di affermazione dei settori piu' avanzati della nostra ricerca; il sostegno all'attivita' di formazione all'estero di giovani artisti italiani attraverso l'istituzione di borse di studio; la piena utilizzazione delle nuove tecnologie multimediali e telematiche, in particolare con la creazione di un centro di documentazione e di una banca dati per la raccolta, l'elaborazione e la diffusione dei dati relativi alla vita culturale italiana nelle sue varie espressioni.
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Italiani nel mondo
IL CONSIGLIO DEI MINISTRI HA APPROVATO IL DISEGNO DI LEGGE DEL MAE PER LA PROMOZIONE DI CULTURA, LINGUA E SCIENZE ITALIANE ALL’ESTERO

ROMA\ aise\24 ottobre 2003 - Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi il disegno di legge per la promozione all'estero della cultura, della lingua e della scienza italiane, presentato dal Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini.
Si tratta in definitiva di quanto già predisposto dalla Farnesina con il Piano di Comunicazione 2004, presentato lunedì scorso alla stampa, nella splendida cornice di Villa Madama, a Roma.
Il disegno di legge, approvato oggi, predispone gli strumenti necessari per una politica di rappresentanza dell'immagine dell'Italia adeguata al ruolo internazionale di primo piano che è chiamata a svolgere ed all'enorme patrimonio culturale di cui è depositaria e portatrice. Obiettivo del disegno di legge è consentire, accanto alla promozione dei valori umanistici della nostra cultura, il raggiungimento di mercati più lontani, la risposta alla domanda crescente di lingua e cultura italiana, l'esportazione di nuovi modelli culturali legati alla scienza, all'innovazione tecnologica, al design, alla moda ed alla gastronomia quali elementi ulteriormente caratterizzanti, accanto al patrimonio culturale universalmente noto, l'immagine del Paese. (aise)
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Cdm: ok dl promozione Italia-estero

(ANSA) - ROMA, 24 OTT - La promozione all' estero della cultura, della lingua e della scienza italiane e' prevista in un disegno di legge varato oggi dal Consiglio dei ministri. Obiettivo del provvedimento e' consentire, accanto alla promozione dei valori umanistici della nostra cultura, il raggiungimento di mercati piu' lontani, la risposta alla domanda crescente di lingua e cultura italiana, l'esportazione di nuovi modelli culturali legati alla scienza, all'innovazione tecnologica, al design, alla moda e alla gastronomia.
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Consiglio dei Ministri n. 129 del 24 ottobre 2003

La Presidenza del Consiglio dei Ministri comunica:
il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi, alle ore 13,00 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente, Silvio Berlusconi.
Segretario, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Gianni Letta.
Il Consiglio ha approvato i seguenti provedimenti:
su proposta del Ministro degli affari esteri, Frattini:

- un disegno di legge per la promozione all’estero della cultura, della lingua e della scienza italiane, che predispone gli strumenti necessari per una politica di rappresentanza dell’immagine dell’Italia adeguata al ruolo internazionale di primo piano che è chiamata a svolgere ed all’enorme patrimonio culturale di cui è depositaria e portatrice. Obiettivo del disegno di legge è consentire, accanto alla promozione dei valori umanistici della nostra cultura, il raggiungimento di mercati più lontani, la risposta alla domanda crescente di lingua e cultura italiana, l’esportazione di nuovi modelli culturali legati alla scienza, all’innovazione tecnologica, al design, alla moda ed alla gastronomia quali elementi ulteriormente caratterizzanti, accanto al patrimonio culturale universalmente noto, l’immagine del Paese.
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Pinochettista a Berlino?

Il manifesto, 24 ottobre 2003
Per l’istituto italiano di cultura di Berlino il ministero degli esteri ha designato un nuovo direttore di “chiara fama”, nella persona di Renato Cristin. Professore associato di filosofia all’Università di Trieste, Cristin ha una fama scientifica piuttosto pallida. Chiarissima invece la sua fama politica ultrareazionaria, come opinionista de Il Giornale. Sul quotidiano della famiglia Berlusconi scrisse il 2 novembre 1998 un elogio dei militari cileni: “Nel 1973 Pinochet ha avuto il merito di risparmiare al Cile una dittatura di tipo cubano (…). E’ stato Pinochet ad aver creato le indispensabili condizioni di pace sociale per un sistema politico liberaldemocratico”. Per far posto a Cristin, a luglio il ministero degli esteri aveva negato il rinnovo del mandato al direttore in carica, Ugo Perone, che ha il difetto di essere stato nominato dal governo precedente. Siccome il rifiuto non era motivato, il Tar del Lazio ne aveva sospeso gli effetti in attesa di un pronunciamento di merito. Ma il 21 ottobre il Consiglio di stato ha revocato la sentenza sospensiva, aprendo la strada al direttore pinochettista. (g.a.)
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UNIVERSITA’
La Stranieri e la Farnesina

Il Messaggero, 24 ottobre 2003
La lingua italiana come collante della cultura dell'Europa che sta nascendo. È questo il messaggio uscito dall'"incontro virtuale" tra Università per Stranieri di Perugia e la Farnesina per la terza Settimana della lingua italiana nel mondo. Alla videoconferenza, aperta ai principali istituti italiani di cultura e incentrata sull'uso dell'italiano come lingua di cultura e di lavoro nel mondo, ha preso parte il Rettore Paola Bianchi De Vecchi. «L'Europa - ha detto il Rettore - necessita del contributo fondamentale della lingua e della cultura italiana, il cui studio e la cui diffusione sono la principale missione del nostro ateneo». Al collegamento, coordinato da Michele Mirabella e presieduto dall'ambasciatore Francesco Aloisi de Larderel, direttore generale per la Promozione e la Cooperazione culturale, hanno partecipato numerosi ambasciatori in Italia e i corrispondenti ambasciatori italiani all'estero. La videoconferenza ha confermato la centralità dell'italiano come lingua della cultura continentale.

giovedì, ottobre 23, 2003

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CIAMPI: IN LATIN WORLD, IDEALS OF EUROPEAN UNIFICATION

(AGI) - Bucharest, Rumania,23 October - "The universality of the Latin-Roman world, permeated by classical Greek culture, has been met in the ideals of European unification; in the will to overcome particularism and national egoisms." Speaking in these terms at an Italianist convention, at the Italian Cultural Institute, the Presidente of the Republic, Carlo Azeglio Ciampi, concluded his two day official visit to Rumania. In the presence among others of the Rumanian Foreign Minister, Mircea Dan Geoana', Ciampi emphasised how, "Latin is a language that talks about man, society, and rights" and due to this, "to defend the Latin linguistic heritage means also talking about identity and European cultural identity." Before the convention for the development of the Italian language, Ciampi had left a wreath at the monument to dead Rumanian soldiers, of which there were 2074 in the First World War (of whom 400 were never identified) and another 24 in the second war. Shortly afterwards, Ciampi met Patriarch Teoctist, the leader of the Rumanian Orthodox Church. At around 11.30am local time, Ciampi left again for Italy. (AGI)
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A Gerusalemme
Grazie a Wojtyla si parlano gli israeliani e i palestinesi
di ERIC SALERNO

Il Messaggero, 23 ottobre 2003
GERUSALEMME - L'Italia è impegnata nel favorire il dialogo interculturale come «strumento di pace e di fratellanza fra gli uomini», ha sottolineato il sottosegretario agli esteri Mario Baccini nel corso di una conferenza per celebrare i venticinque anni del pontificato di Carol Wojtyla.
Giovanni Paolo II, che considera l'Italia la sua seconda patria, è stato preso a simbolo della lingua italiana e, dopo le numerose manifestazioni organizzate dalla Farnesina in tutto il mondo per celebrare il Papa, quella di Gerusalemme è la tappa probabilmente più significativa di un percorso ideale attraverso il suo pontificato.
Nella stessa aula in cui il Pontefice aveva incontrato nella sua storica visita in Terrasanta di tre anni fa i rappresentanti delle religioni ebraica e musulmana e dei popoli della regione, si sono ritrovati alcuni dei protagonisti e organizzatori di quell'avvenimento.
Haim Ramon, esponente della Knesset ha esortato il Papa a tornare in Terrasanta «per ridarci speranza di pace». Per i palestinesi era presente, tra gli altri, Emil Jarjoui, responsabile dell'Autorità palestinese per i rapporti con le religioni e in serata è arrivata al nunzio apostolico monsignor Sambi, un messaggio per il Papa da Yasser Arafat in cui ha ricordato gli sforzi e le preghiere del Pontefice per una soluzione giusta del conflitto.
Presente con un messaggio anche Karol Wojtyla. Il Pontefice prega che «Dio onnipotente, che ci chiama a passare dall'oppressione e dal conflitto alla libertà e alla collaborazione per il benessere di tutti i popoli, ci renda capaci di costruire un mondo di pace vera e duratura fermamente fondata sui pilastri della verità, della giustizia, dell'amore e della libertà». «Non abbiate paura di servire la persona umana non abbiate paura di aprire i confini degli stati, dei sistemi politici economici, i vasti campi della cultura, della civiltà e dello sviluppo al potere della grazia divina».
Baccini, che oltre aver organizzato il programma di manifestazioni è anche presidente della commissione nazionale per la promozione della cultura italiana all'estero, ha più volte sottolineato l'importanza della «riconciliazione tra la storia e la religione e del dialogo ebraico-cristiano e cristiano musulmano».
Il direttore dell'Istituto italiano di cultura Lucio Izzo ha inviato al Papa una "ultima cena" intagliata nel legno d'ulivo della Terrasanta mentre una delegazione del Consiglio comunale di Roma, guidata dal presidente Giuseppe Mannino, ha portato in omaggio a rappresentanti israeliani, palestinesi e cristiani della città santa medaglie del Campidoglio, in omaggio alla cittadinanza romana del Papa.
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Farnesina: Terza Settimana della lingua italiana nel mondo

Roma, 23 ott. (Adnkronos Cultura) - "L'italiano, fondamento essenziale dell'unita' della nostra patria, esprime un'identita' dalle radici antiche, e' una lingua di cultura e veicolo di civilta'".
Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, nel messaggio inviato all'ambasciatore Francesco Aloisi de Lardarel, in occasione della videoconferenza tra gli Istituti italiani di Cultura che si svolge oggi all'Istituto Diplomatico di Villa Madama, in occasione della terza edizione della Settimana della lingua italiana nel mondo, iniziativa organizzata dalla Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del ministero degli Affari Esteri, insieme al ministero per gli Italiani nel Mondo, ed in collaborazione con l'Accademia della Crusca, sotto l'Alto patronato della Presidenza della Repubblica.
L'italiano "e' anche linguaggio di forme artistiche moderne, nel cinema, nella musica e nella letteratura giovanile. Incontra oggi - ha aggiunto il Presidente -, l'ho avvertito nei miei viaggi all'estero, una domanda crescente in tutto il mondo: accademici, intellettuali, studenti, semplici cittadini desiderano fortemente che la lingua e la cultura italiana siano presenti, disponibili, a portata di mano".
"Dobbiamo corrispondere a queste attese attraverso un'azione corrente. Sono necessarie iniziative concrete e progetti strutturati nel campo dell'insegnamento dell'italiano delle traduzioni, dell'editoria, della promozione del libro. Gli Istituti di cultura - prosegue il messaggio - la societa' Dante Alighieri, le associazioni culturali devono porre ancora di piu' la diffusione della lingua e della cultura italiana al centro della propria attenzione".
Un pensiero lo rivolge ai connazionali che vivono e lavorano all'estero: "sono lieto che questa edizione della Settimana della Lingua Italiana si soffermi sul ruolo delle comunita' italiane nel mondo, attraverso la letteratura dell'emigrazione ed il giornalismo italiano all'estero".
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Il pontificato che cambiò il mondo
E’ Papa Woytila il vero ambasciatore della lingua italiana nel mondo
di Mario Baccini

L’Opinione, 23 ottobre 2003
Giovanni Paolo 1I come principale ambasciatore della lingua italiana nel mondo. E' questo il motivo che ha spinto il sottosegretario agli Esteri Mario Baccini presidente della Commissione nazionale per la promozione della cultura italiana all'estero, ad avviare un vastissimo programma di celebrazione in onore dei 25 anni di Pontificato di Karol Wojtyla.
Attraverso la rete degli Istituti italiani di cultura (88 operativi in tutto il mondo) sono stati organizzati cinque convegni in altrettante città-simbolo: Cracovia, città natale del Pontefice, Buenos Aires, capitale di uno stato in crisi, simbolo del rapporto tra il Papa e il sud del mondo, Strasburgo, a testimoniare le radici cristiane dell'Europa, Bucarest, come ponte tra Est e Ovest, e Roma, città che ospita al suo interno lo stato del Vaticano. A queste si è aggiunta Gerusalemme, definita la città più importante del mondo da un punto di vista religioso, che ha rappresentato il punto d'arrivo del lungo viaggio iniziato nello scorso maggio.
"Da un quarto di secolo - ha spiegato Baccini - l'immagine del suo Pontificato costituisce una luminosa vetrina e un valore aggiunto per la visibilità internazionale dell'Italia; la sua voce offre una cassa di risonanza di qualità e spessore all’Italiano, lingua franca della Chiesa; il suo magistero rappresenta il frutto maturo dell'umanesimo, laico e cristiano, che ha radice in Italia e che il Papa le riconosce come eredità e missione".
Il titolo scelto per la serie di manifestazioni è "La mia seconda patria". Un titolo ad effetto, voluto fortemente da Baccini che ha spiegato: "Se sbaglio mi corrigerete; il celebre saluto alla folla di piazza San Pietro nell'ottobre del 1978 rappresenta il manifesto di un Papa "straniero" che, dalle prime battute, ha saputo diventare il principale ambasciatore della lingua italiana nel mondo, alla guida dell'unica Istituzione Internazionale che parla italiano, la Chiesa Cattolica. Celebrando le “Nozze d'Argento” del Pontificato, gli Istituti italiani di cultura hanno voluto rendere omaggio al felice connubio tra il ministero universale, di pace e promozione umana, del successore di Pietro e la vocazione umanistica, di dialogo e progresso, della cultura italiana. A suggello di questo speciale sodalizio, come titolo dell'intero ciclo di manifestazioni abbiamo scelto l'appellativo più bello e pregnante che il Santo Padre ha rivolto all'Italia, quando l'ha chiamata "La mia seconda patria". Manifestazioni in tutto il mondo per raccontare anni di storia del Pontificato. Una serie di eventi partita lo scorso 12 maggio da Cracovia e terminata a Gerusalemme in questa settimana. Un termine ideale e non definitivo dal momento che il grande successo di tutti i convegni ha spinto Mario Baccini ad ipotizzare due "tappe" aggiuntive che si svolgeranno, con ogni probabilità, entro la fine dell’anno. A lavorare con il sottosegretario e presidente della Commissione cultura è stato Piero Schiavazzi, giornalista vaticanista di fama mondiale e deus ex machina di tutta l'operazione, che ha curata tutti i convegni dando un'impostazione tipicamente "televisiva" che ha riscosso successo in tutto il mondo.

Gli omaggi a Giovanni Paolo II
Di particolare effetto sono risultati i due omaggi inediti per Giovanni Paolo Il, nati su idea di Schiavazzi, che sono stati presentati in tutte le manifestazioni svolte: il video "Dona nobis pacem" e la composizione "Il Tema di Karol".
Ogni convegno è stato introdotto dal video "Dona nobis pacem", prodotto dal Centro televisivo Vaticano e da Telepace. Realizzato da Piero Schiavazzi e Maurizio Del Pinto, ripropone in 12 minuti e mezzo i 25 anni di un Pontificato che attraversa la storia e la geografia del nostro tempo, alzando l'ostia come una "bandiera bianca", segno di pace e di unità. All'indomani della recente Enciclica sull'Eucaristia, il filmato vuole corrispondere al desiderio del Pontefice, evidenziando il profilo "eucaristico" dell'anniversario.
Il "Tema di Karol", invece, è una composizione per solo piano, realizzata da Stelvio Cipriani e ha rappresentato la colonna sonora de "La mia seconda patria".
“Volevo una colonna sonora - ha spiegato Baccini - che facesse da sigla alle nostre manifestazioni e fosse composta da un autore di fama internazionale, ambasciatore della musica italiana nel mondo": una melodia immediatamente riconoscibile, come lo è Giovanni Paolo II, con la sua personalità unica".
Idea simile quella di Piero Schiavazzi che, come Baccini, ha voluto che fosse realizzata una musica per accompagnare tutte le manifestazioni.
"Ho pensato che la formula migliore, per raccontare il Papa ottantenne - dice Schiavazzi - nel 25° anno del Pontificato, fosse quella di un tema d'amore. Nei grandi temi d'amore, la musica si spoglia dell’orchestra e delle parole: restano solo le note del pianoforte, delicate e forti, come i passi di Wojtyla, che arrivano al cuore".
Stelvio Cipriani è noto nel mondo per il tema d'amore di "Anonimo veneziano" (12 milioni di dischi). Nel 2000 ha composto la Missa Solemnis, dedicata a Giovanni Paolo II.
A completare il panorama degli "omaggi musicali" in tutte le manifestazioni ha partecipato anche Amedeo Minghi. Star della musica leggera italiana, Minghi nel 1998 cantò davanti al Pontefice "Un uomo venuto da lontano", la canzone realizzata per il 20° anno di Pontificato di Giovanni Paolo II e che è l'unica ad essere accompagnata da un video clip con immagini che vedono protagonista il Pontefice. Di grande impatto emotivo, il video-clip è stato trasmesso in tutte le sedi dei convegni insieme a Dona Nobis Pacem e al Tema di Karol.

Le conferenze dei vaticanisti
L'idea di fare qualcosa di eccezionale ha portato Mario Baccini a realizzare anche un programma "parallelo" al ciclo di manifestazioni principale. Oltre alle 5 città-simbolo, sono stati coinvolti altri 40 istituti di cultura che hanno ospitato altrettante conferenze dei più famosi giornalisti vaticanisti italiani che hanno raccontato vari aspetti del Pontificato di Giovanni Paolo II.
"Andate in tutto il mondo": lo slogan evangelico è stato scelto come titolo del ciclo di conferenze perché, come ha sottolineato lo stesso Boccini, "si addice a descrivere la missione e l'irradiazione degli Istituti italiani di cultura. Al tempo stesso, con pari efficacia, si applica al lavoro dei vaticanisti. Anche per la stampa italiana, il Pontificato di Giovanni Paolo II ha rappresentato un valore aggiunto, una "postazione” di rendita e una materia di specializzazione. Da venticinque anni i vaticanisti italiani sono i più assidui e numerosi nei viaggi papali: le loro cronache configurano una pagina appassionante di attualità e uno studio appassionato di storia, vista e vissuta da vicino”.
L’adesione di massa di tutte le testate italiane ha rappresentato il successo dell’iniziativa voluta da Baccini che, al termine della conferenza, raccoglierà tutti gli interventi in un volume dal titolo: “La mia seconda patria: gli Istituti italiani di cultura a Giovanni Paolo II, Primate d’Italia, nel Giubileo d’argento del Pontificato” che donerà a Giovanni Paolo II.
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Italians
Quando la lingua italiana diventa una risorsa d’oro
di Beppe Severgnini

Corriere della Sera, 23 otobre 2003
Questa è la terza «Settimana della Lingua Italiana nel Mondo», e io sono in Brasile, invitato dall'Istituto Italiano di Cultura di San Paolo. L'anno scorso ero in Argentina e in Cile. L'anno prima a Londra e a Dublino. Ogni volta ho cercato di coinvolgere il Corriere , e i miei Italians, i lettori di questa rubrica sulla rete. Quest'anno, anche il Touring Club Italiano, di cui sono consigliere. Perché? Per dare una mano e perché ci credo. La lingua italiana è la chiave del nostro futuro. Non l'unica. Ma è una chiave lucida, pulita, onesta e - se saremo bravi - perfino remunerativa. Non ci voleva molto a capirlo: ma, per decenni, non l'abbiamo capito. Eppure era lì da vedere, il serbatoio di buona volontà costituito dalla nostra emigrazione. Non parliamo di quella recente, professionale, informata (e a lungo trascurata dalle nostre sonnacchiose istituzioni). Parliamo dell'altra, più vecchia. Un'emigrazione sparpagliata, complessa, talvolta testarda: ma fin troppo generosa, in fondo. Dall'Italia non ha avuto molto - se n'è andata per necessità, non per turismo - eppure l'ha perdonata: e ora le interessa. Moltissimi non sono più italiani: la loro prima lealtà va al Paese che ha accolto i loro genitori o i loro nonni. Sono americani in America, argentini in Argentina, brasiliani qui in Brasile. È inevitabile, ed è giusto.
Thomas Jefferson scriveva: «Ogni uomo ha due nazioni: la sua e la Francia». Noi potremmo dire: «Ogni italiano nel mondo ha due patrie: la sua e l'Italia». Il fatto di chiamarsi Trevisan (numerosissimi intorno a San Paolo) o Severgnini (ci siamo anche noi, a Porto Alegre) non è un giuramento. È un ricordo, uno spunto, spesso una consolazione, qualche volta una tentazione. La tentazione di conservare (o imparare) l'italiano, per esempio. E usarlo per riprendere contatti, programmare viaggi, combinare affari, tenersi informati in vista di un voto che era giusto concedere, perché l'Italia aveva dei debiti. Ma perché, dico io, ripagarli nel mondo sbagliato? Stendiamo un velo pietoso sul fatto che la prima votazione sia avvenuta sull'articolo 18 (un questione giudicata inutile a Parma, figuriamoci nel Paranà). Parliamo dei collegi elettorali esteri: un'idea sballata per molti motivi. 1) Perché perpetua la separatezza: qui il povero Brasile (l'Argentina, il Venezuela...); laggiù, scintillante sullo sfondo, l'Italia. 2) Perché costa cara. 3) Perché è barocca (i consolati, che devono preparare gli elenchi elettorali, passano dall'ansia alla disperazione, con brevi intervalli di angoscia). 4) Perché esclude la nuova emigrazione professionale, che nulla sa dei traffici politici del posto. 5) Perché eleggerà «feudatari» locali, prodotti non sempre entusiasmanti di vecchie incrostazioni, per i quali il seggio a Montecitorio sarà solo un'altra onorificenza (già me li vedo mentre litigano con l'Ambasciatore italiano per stabilire chi è più importante). Sarebbe stato più facile ed economico votare per corrispondenza nei collegi italiani. Ma a Roma le cose semplici fanno paura: rischiano di essere capite.
Perché, partendo dalla lingua, siamo arrivati al voto? Perché sono due modi diversi per garantire «l'interesse nazionale» nel mondo (che continuerà ad esistere, con buona pace dell'Unione Europea). Ma uno - il voto così com'è concepito - è complesso, costoso e basato su anacronistici legami di sangue. L'altro - la lingua - è fresco, mobile, duttile e inclusivo. Le istituzioni italiane all'estero - invece di guardarsi in cagnesco - dovrebbero collaborare, tra loro, con le scuole e coi dipartimenti d'italiano delle università, per rilanciare questa nostra ricchezza.
Alcune lo fanno, per fortuna. In questo viaggio ho visto il consolato di Philadelphia lavorare con Princenton, Penn e Drexel; l'Istituto di Cultura qui a San Paolo lavorare con l'Usp. Ma soprattutto, in questa città, ho visto i ragazzini della scuola «Eugenio Montale». Hanno da dieci a diciassette anni. Sono rimasto con loro una mattina. Non so se siano italiani, brasiliani o una delle infinite vie di mezzo. So che sono bellissimi, curiosi ed entusiasti. E non parlano in inglese dell'America: parlano in italiano dell'Italia.
Se sprechiamo una ricchezza così, siamo dei pazzi.
www.corriere.it/severgnini
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SEMPRE PIU' RICHIESTA ALL'ESTERO, LA NOSTRA LINGUA BISTRATTATA IN PATRIA

Cresce la voglia di italiano nel mondo

(9colonne) 23 ottobre 2003 - ROMA - Secondo quanto emerge dalla ricerca dello studioso Tullio De Mauro, sul Grande dizionario dell'uso, la nostra lingua gode di ottima salute ed è sempre più studiata all'estero. L'italiano, a discapito di tutte le indicazioni contrarie, è una lingua viva ed in continua evoluzione, modernizza il suo vocabolario che si arricchisce di nuovi lemmi tratti da altri idiomi, come l'importante inglese, e nobilita parole provenienti dai dialetti regionali. L'italiano, la lingua dei poeti e dei grandi scrittori, è la quinta più studiata al mondo, (l'inglese è al primo, seguito dal francese, spagnolo e tedesco). Tra le lingue parlate si situa però solo alla diciannovesima posizione, settimi per quanto riguarda le pagine web il cui 3,6% del totale sono scritte nella lingua del Belpaese, prima di noi l'onnipresente inglese, il cinese, il giapponese, lo spagnolo il tedesco ed il coreano, ottavi i francesi. Dal 1998 ad oggi gli studiosi della lingua di Dante sono aumentati del 40%, da quest'anno oltre 500 scuole superiori americane hanno adottato programmi e corsi in italiano che danno accesso all'Università. Queste buone notizie arrivano proprio all'indomani dell'inaugurazione della "Settimana della lingua italiana nel mondo" patrocinata dal Ministero degli Esteri, dall'Accademia della Crusca e da diversi enti quali il Dante Alighieri e l'Associazione internazionale di studi di lingua e letteratura italiana. Giovedì 23 si è tenuta, nell'ambito dell'iniziativa del ministero degli Esteri, una videoconferernza che ha collegato la Farnesina e gli istituti italiani di cultura di Seul, Bruxelles, New York, Zurigo e Madrid. Nella tavola rotonda virtuale si è discusso soprattutto sulla possibilità di un'ulteriore diffusione della nostra lingua nel mondo e sul suo possibile uso istituzionale all'interno dei paesi dell'Unione Europea. Purtroppo a stonare con la buona situazione mondiale è la scoraggiante condizione dell'italiano nel nostro Paese. Una recente indagine condotta ad Urbino ha messo a confronto i compiti di dettato degli alunni di quinta elementare di oggi, con quelli degli alunni di mezzo scolo fa. L'esito è sconcertante, c'è un incremento degli errori di ortografia del 500%. Le statistiche dicono che il 5% della popolazione italiana è analfabeta ed il 33% ha gravi problemi nel leggere e scrivere. Ad intervenire per prima, nel tentativo di sanare questo quadro sconfortante, è stata la storica Accademia della Crusca da sempre impegnata nella tutela della lingua. Sul suo sito internet ha infatti messo a disposizione "la fabbrica dell'italiano" (un archivio di materiale lessicografico e bibliografico) ed il programma "la lingua in rete", in grado di dare assistenza linguistica a quanti ne avessero bisogno per sciogliere dubbi o saperne di più. In questi ultimi tempi anche l'editoria dei vocabolari ha implementato i propri servizi fornendo oltre alle classiche informazioni lessicali anche indicazioni sull'uso corretto della grammatica. Ad essere indicata come principale responsabile di quello che il linguista Gian Carlo Oli ha definito "una progressiva svalutazione della parola in sé per sé ed una preoccupante proliferazione di incertezze, insufficienze e contraddizioni", è l'uso, spesso l'abuso, dell'immagine visiva per comunicare, il mezzo per eccellenza del nuovo millennio. Ma lo stesso aggiungeva che la cura c'era e consisteva nella rivalutazione e riscoperta "del limpido e onesto potere della parola (...) la sua univocità e schiettezza". Un utilizzo consapevole ed attento della lingua, il ricorso abituale al vocabolario che diventi un testo di lettura e comunicazione attiva di conoscenza.
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Il presidente Ciampi ai giovani: “l'italiano è una lingua unica

(9colonne) 23 ottobre 2003 - BUCAREST - «Oggi non c'è giorno che io non apra almeno una volta un dizionario di lingua italiana». Quella che ha definito una "confessione" è del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi rivolta ai giovani presenti all'Istituto italiano di cultura di Bucarest per il 'convegno di italianistica'. Prendendo spunto dal regalo scelto per l'Istituto di Bucarest - appunto una serie di dizionari di lingua italiana - il Capo dello Stato ha svolto il suo ragionamento sull'importanza dell'uso corretto delle parole. «Quando ero giovane - ha ricordato Ciampi - ritenevo che non era necessario consultare i dizionari, essendo nato in terra toscana, culla della cultura“. “Oggi - ha proseguito il presidente della Repubblica - non c'è giorno che non apra almeno una volta un dizionario. Lo faccio per usare i termini più appriopriati. E magari integro la consultazione con il dizionario dei sinonimi dove è spiegato l'etimo della parola». Infatti occorre «andare all'origine della parola, in modo da capirne il senso, per usarla con proprietà». E l'italiano secondo Ciampi è una lingua "unica" dal momento che pur mettendo a confronto testi di ere molto lontane - gli esempi sono stati Petrarca e Leopardi quindi il '300 e l'800 - emerge "la modernità" dell'italiano. Il Capo dello Stato ha quindi definito come «grandissimo patrimonio la lingua italiana, romanza e neo-latina» che «deve vivere in quest'Europa che vede insieme le culture mediterranee, mitteleuropea e nordica". Un patrimonio che va «coltivato non in antitesi con le altre lingue ma perché sappiamo che da lì proviene gran parte della nostra civiltà e dei valori che da sempre ci guidano».
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UNA DELEGAZIONE DELL'EMILIA ROMAGNA AFFRONTERA' UN VIAGGIO NEL CONTINENTE

L'America Latina è l'obiettivo di Bologna

(9colonne) 23 ottobre 2003 - BOLOGNA - Messico, Perù e Colombia sono le tappe di una nuova missione della Consulta emigrazione della Regione Emilia-Romagna, che vedrà impegnata una delegazione composta dal presidente della Consulta Ivo Cremonini e dai consiglieri regionali Andrea Gnassi, Leonardo Masella, Antonio Nervegna e Fabio Filippi. Dal 28 al 30 ottobre è prevista a Mexico City una promozione culturale della Regione Emilia-Romagna che sarà presente con la mostra fotografica di Tino Petrelli, la mostra itinerante delle terracotte di Enzo Babini "Cinque continenti una sola terra" all'Istituto italiano di cultura - già presentata dalla Consulta emigrazione a Germering (Monaco di Baviera) e a Melbourne (Australia) - nonché con il concerto di musiche verdiane e della tradizione classica italiana di Giorgio Zagnoni e del suo Ensemble, presso la sala Blàs Galindo del Cenart. Protagonisti invece i prodotti enogastronomici dell'Emilia-Romagna a Lima, dove dal 3 al 5 novembre si terrà presso l'Università San Ignazio di Loyola un master di cucina e presso il Circolo Sportivo Italiano una cena promozionale. In Colombia gli eventi in programma sono l'inaugurazione, il 7 novembre, della mostra dedicata ad Agostino Codazzi presso l'Archivio generale di Stato a Bogotà, il master di cucina e il concerto di Zagnoni. Codazzi nacque a Lugo nel 1793, fu soldato di Napoleone durante la campagna di Germania del 1813, legionario di Lord Bentick e successivamente mercante frustrato, imbianchino, biscazziere, corsaro, ufficiale d'intelligenza, proprietario terriero, e poi ancora esploratore, cartografo, geografo, antropologo, sociologo e perfino archeologo. Oltre che Colonnello di Artiglieria e Generale della Nueva Granada. Trascorse cinque anni nei Caraibi, vent'anni in Venezuela e dieci nell'attuale Colombia, dove morì. Nel corso di questi trentacinque anni portó a termine opere di enorme importanza: tracciò la cartografia del Venezuela, ne scrisse la geografia, fu governatore e promotore d'immigrazione, creò e diresse la Comisión Corográfica della Nueva Granada, percorse l'intera superficie di questo paese studiandone ogni aspetto, misurandolo in lungo e in largo. Il Venezuela e la Colombia non l'hanno dimenticato: scuole, reggimenti, istituti scientifici e persino una città portano il suo nome. Mostre e simposi ne mettono in luce la vicenda umana e scientifica, non pochi libri ne studiano l'opera. La mostra , dal titolo "La misura dell'Eldorado", intende quindi dare risalto alla figura di questo emiliano-romagnolo, più conosciuto all'estero che in Italia, contribuendo anche a rinsaldare i rapporti fra la nostra regione e l'America del Sud.


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III EDIZIONE SETTIMANA DELLA LINGUA ITALIANA / VIDEO-CONFERENZA CON GLI ISTITUTI DI CULTURA : PROMUOVERE L’ITALIANO PER RAFFORZARE L’IDENTITÀ

ROMA\ aise\22 ottobre 2003 - Come e’ noto , la Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del Ministero degli Affari Esteri, insieme al Ministero per gli Italiani del Mondo ed in collaborazione con l’Accademia della Crusca, organizza, dal 20 al 25 ottobre p.v., la III edizione della Settimana della Lingua Italiana nel mondo. All’iniziativa, alla quale è stato concesso, come per le precedenti edizioni, l’alto patronato della Presidenza della Repubblica, ha come fine quello di promuovere e sostenere la cultura italiana attraverso la diffusione della nostra lingua. L’iniziativa mira a coinvolgere tutta la rete di istituzioni che, per conto del Ministero, lavora alla diffusione dell'Italiano all’estero: - gli 88 Istituti Italiani di Cultura operanti nel mondo con i loro 65.000 studenti ; le 256 istituzioni scolastiche con i loro 30.000 studenti ; i 340 lettori nelle università straniere, nonché oltre mille italianisti e studiosi di letteratura e cultura italiana stranieri che operano nelle Università di tutto il mondo. Evento centrale della Settimana sarà la video-conferenza, prevista per il giorno 23 ottobre 2003 nella sala del caminetto all'Istituto Diplomatico, Via di Villa Madama, 250 che collegherà il Ministero degli Affari Esteri alle sedi di: Seoul , Budapest , Malta , Bruxelles , New York , Zurigo e Madrid . La videoconferenza sarà condotta dal Prof. Michele Mirabella. Parteciperanno il Sottosegretario On. M. Baccini, Presidente della Commissione Nazionale per la Promozione della Cultura Italiana all’Estero e l’Amb. Francesco Aloisi de Larderel, Direttore Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale. I temi oggetto del collegamento riguarderanno argomenti connessi alla specifica situazione dell’italiano nei Paesi summenzionati e, per quanto riguarda Bruxelles, sarà in particolare affrontato il tema dell’uso dell’italiano - come lingua di lavoro - nelle istituzioni europee. Sulla base della positiva esperienza dello scorso anno, anche nel 2003 è stata associata alla “Settimana” la Svizzera, Paese in cui l’italiano costituisce una delle lingue nazionali.In considerazione del fatto che quest’anno la Settimana sarà collegata al programma culturale del Semestre di Presidenza italiana dell’Unione Europea ed in vista dell’allargamento anche ai dieci Paesi candidati all’adesione, il tema principale riguarderà il contributo della cultura e della lingua italiana al consolidamento dell’identità nazionale e alla formazione della cultura europea, l’attuale posizione della lingua italiana in ambito europeo e comunitario promuovendone l’uso nelle istituzioni.Gli enti interessati alla promozione della lingua italiana nel mondo coinvolti in tale iniziativa sono: i Ministeri degli Italiani nel Mondo, dell’Istruzione Università e ricerca, Beni e Attività Culturali. Quindi la Rai, Rai International, l’Associazione Internazionale Studi di Lingua Italiana, la Società Dante Alighieri, la Fondazione Cassamarca, la Fondazione Corriere della Sera, l’Unione Latina. (aise)

mercoledì, ottobre 22, 2003

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Sempre caro mi fu quell’Istituto

Ribaltone nelle rappresentanze culturali all’estero. La Farnesina impone Pia Luisa Bianco a Bruxelles. Scimìa a Madrid. Tra proteste e ufficiali giudiziari
di Chiara Valentini


L’Espresso, 16 ottobre 2003
Ufficiali giudiziari che entrano ed escono con misteriosi plichi, ambulanze che arrivano a sirene spiegate, chiavi dei portoni che spariscono e ricompaiono... Negli Istituti italiani di cultura di alcune grandi capitali come Berlino e Madrid, come Mosca e Bruxelles, sono in pieno svolgimento gag degne del teatro di Dario Fo. Con la scusa dello spoils system e facendo leva sulla possibilità, introdotta con una legge del 1990, di nominare in determinate sedi i cosiddetti intellettuali di chiara fama, la Farnesina si è intestardita in un'epurazione che sta assumendo toni grotteschi. Finora vari direttori di chiara fama, che avevano come sola colpa quella di essere stati nominati dal centro-sinistra, visto il pessimo clima se n'erano andati spontaneamente. Guido Davico Bonino aveva lasciato lo storico palazzo di Parigi a Giorgio Ferrara, fratello del più celebre Giuliano, l'estroso architetto Paolo Riani sgombrava silenziosamente New York per far posto a un mezzobusto Rai come Claudio Angelini e così via. I guai sono cominciati quando qualcuno ha puntato i piedi. Al brillante filosofo Ugo Perone proprio non andava giù di dover lasciare Berlino nel pieno di un lavoro ricco di riconoscimenti. Confortato anche da un appello in suo favore di 500 intellettuali tedeschi, da Günter Grass a Wim Wenders, Ugo Perone si rivolgeva al Tar del Lazio. Che gli dava clamorosamente ragione, con un decreto emesso senza neanche sentire il Ministero, avendo giudicato il caso “di particolare gravità e urgenza”. Dopo avergli tolte le chiavi dell'Istituto, oltre che lo stipendio e la mutua, la Farnesina era costretta a una penosa marcia indietro. Perone è rientrato nel suo ufficio e ha ripreso a lavorare, si può immaginare con quanta serenità, minacciato com'è da un paio di ulteriori ricorsi e guardato a vista dal successore designato. Si tratta di un docente di filosofia di Trieste, Renato Cristin, che sarebbe difficile definire di chiara fama, se non per le traduzioni di Nolte e per gli stretti rapporti con un guru della cultura forzista come Ferdinando Adornato.
Se la sceneggiata di Berlino, con il suo provvisorio lieto fine, ha messo di buon umore i tedeschi che hanno a cuore la cultura italiana, ben diverso il clima a Bruxelles, dove le vicende del locale Istituto italiano di cultura sono diventate l'argomento del giorno non solo dei quotidiani più seriosi, ma dei notiziari radio e perfino dei dibattiti televisivi. In quella capitale «faziosa, livida e volgare», secondo la definizione del "Foglio"di Giuliano Ferrara, si protestava da mesi per un'operazione che in realtà è fra le più impresentabili, il forzato turn over fra l'attuale direttrice dell'istituto Sira Miori e Pia Luisa Bianco, collaboratrice assidua dello stesso "Foglio". Il punto è che Sira Miori, un'esperta di diritto comunitario con tanto di master alla Sorbona, non appartiene alla piccola schiera dei direttori di chiara fama, che dopo i primi due anni vengono riconfermati o, sia pure eccezionalmente, mandati a casa. La Miori è una funzionaria della Farnesina al più alto grado della carriera, che per legge doveva restare al suo posto fino al 2005. Una funzionaria che certo ha rappresentato l'Italia nel modo migliore, se italiani e belgi, fra cui lo stesso ministro della cultura Michel Muller, alle prime voci di rimozione avevano addirittura organizzato una manifestazione di piazza in suo favore. Come fare allora per liberarsene, visto che Berlusconi, in vista della presidenza di turno del semestre italiano, voleva sulla poltrona di Bruxelles una persona di sua fiducia? L’idea maturata negli uffici del nostro ministero degli Esteri, diretti da un diplomatico sempre più preoccupato di non dispiacere al potere in carica, Francesco Aloisi de Larderel, era stata semplice semplice, provarci con il mobbing. Bersagliata da ispezioni improvvise e da fax dove le si faceva sapere informalmente che doveva sgomberare, Sira Miori ha continuato per tutti questi mesi a lavorare imperterrita, ottenendo fra l'altro al suo istituto la lucrosa fornitura, per i prossimi tre anni, di tutti i corsi di italiano per le istituzioni comunitarie. Ma correndo fra un'inaugurazione e un dibattito la Miori, che certo non si trovava nelle condizioni più serene, è scivolata e si è rotta malamente una gamba. Era ancora inchiodata a letto nella sua casa di Bruxelles quando, pochi giorni fa, ha saputo che Roma, superando con un cavillo un parere contrario della Corte dei Conti, aveva deciso di far arrivare la Bianco lunedì 6 ottobre: giusto una settimana prima della data in cui il Tribunale del Lavoro deve pronunciarsi sul ricorso della stessa Miori. Con il brillante risultato che, se la giustizia le darà ragione, lo Stato italiano si ritroverà con due stipendi a carico. Non uguali però, visto che quello della direttrice "di chiara fama" ammonta al doppio dell'altro. Niente carte bollate, ma in compenso notevole sbandamento nel seicentesco palazzo di Calle Mayor a Madrid, dove sta per arrivare forse il più bizzarro dei direttori che siano mai stati nominati per chiara fama. Ovviamente escludendo Tony Renis, (che Berlusconi in persona voleva imporre a Los Angeles, ma che aveva avuto il buon senso di non accettare), spetta a Patrizio Scimìa, ex funzionario Telecom soprannominato "er Canotta”, la palma dell'impreparazione. Come ha comunicato lui stesso ad alcuni conoscenti nel suo italiano-romanesco, Scimìa con la cultura non ha molta dimestichezza. Parla malamente lo spagnolo, ignora l'abc del galateo diplomatico, e già ha fatto inorridire più di un ambasciatore apostrofandolo con il tu. Ma in compenso vanta un'amicizia di ferro con Mario Baccini, il sottosegretario agli Esteri che si occupa degli Istituti di cultura. Quali grane potrà provocare una nomina così impropria è ancora presto per saperlo. A poche settimane dall'insediamento ha già scatenato un fuoco d'artificio di problemi e proteste la neo-direttrice del l'Istituto di Cultura italiana a Mosca, l'avvenente slavista Angelica Carpifave. A differenza di uno Scimìa che arriva per così dire dalla Luna, Carpifave è anche troppo coinvolta nelle vicende del Paese in cui dovrà tener alto il buon nome della nostra cultura. La fama, buona o cattiva che sia, le viene da legami ben precisi con i nostalgici della Grande Madre Russia e con il mondo greco-ortodosso (ha pubblicato da poco un libro intervista con il patriarca Alessio II). Più che come studiosa, Carpifave è conosciuta come presidente della fondazione Helikon, specializzata a organizzare grandi mostre di icone e di materiali dell' epoca zarista. Operazioni prestigiose, che però in Italia si sono lasciate dietro una scia di contestazioni per i prezzi eccessivi. In un caso, per la mostra Splendori della corte degli zar, che dopo Torino e Roma doveva aprirsi a Firenze, era scoppiato un scandalo. Infatti l'esposizione fiorentina era andata a monte, ma gli organizzatori non erano preoccupati di restituire al museo di San Pietroburgo che ne era proprietario preziose opere. C'è forse questo spiacevo precedente dietro l'ostilità dell'attuale ministro della Cultura russo, Efimn Schvydkoj. Gira fra i funzionari della Farnesina la copia di una lettera dai toni accesi che il ministro russo ha scritto a Frattini e a Urbani per protestare contro la nomina della Carpifave. Nessuno gli ha dato retta. Prima ancora che a Mosca, la neo direttrice ha creato problemi nel suo stesso istituto. “Si comporta come una zarina”, avevano mormorato fin dal primo giorno i funzionari, minacciati di licenziamento per ogni sciocchezza. Una di loro, la slavista Paola Cioni, sentendosi prospettare addirittura una denuncia, è stata colta da un malore ed è stata portata via in barella. Nonostante tagli di bilancio imposti agli istituti, la Carpifave aveva preteso una macchina con autista. L'hanno accontentata, ma la vettura sarebbe tornata in sede sforacchiata da proiettili. Un benvenuto da manuale, nel paese dell'”amico Putin”.
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Ambasciatori in bolletta
Tempi duri per i diplomatici della Farnesìna, e non solo per le trombature eccellenti e per l'immagine sempre più discutibile dell'Italia che diffonde Berlusconi. È anche sul piano economico che la nostra diplomazia sta vivendo una crisi crescente. Protestano per i fondi inadeguati e divisi in rigidi capitoli di spesa che hanno a disposizione numerosi diplomatici, costretti a veri salti mortali in Italia e all'estero. Qualche volta devono anticipare di tasca propria i soldi per le missioni (che fra l'altro sono sempre più ridotte all'osso, con grave danno per l'Italia) o addirittura per le normali spese di gestione. Per esempio, un console in un paese dell'Est, quando si è rotto il computer dell'ufficio passaporti, ha preferito comprarne uno nuovo di tasca sua, per evitare che si formasse un ingorgo di centinaia di richieste. D'altra parte, secondo le cifre che ha fornito recentemente lo Sndmae, il sindacato che rappresenta l'80 per cento dei dipendenti della Farnesina, la percentuale del bilancio destinata dall'Italia alla politica estera è solo lo 0,3 per cento, contro lo 0,8 per cento della Germania, o l'1,41 per cento della Francia. A rendere più misere le nostre risorse c'è poi il fatto che la rete diplomatica italiana, con 123 ambasciate e 114 consolati, è una delle più estese del mondo.
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Istituti di cultura, ecco il Franco Frattini Show
di Maria Serena Palieri

l’Unità, 21 ottobre 2003
Istituti italiani di cultura, arriva la riforma. Oggi in consiglio dei ministri verrà depositato il disegno di legge che modifica la legge 401 del 1990 che disciplina l'attività delle ottantanove sedi incaricate di promuovere lingua e cultura italiane nel pianeta. Il testo fin qui resta top secret, ma alla vigilia - in una conferenza stampa a Villa Madama - viene pubblicizzato con un gran parlare di «management» e «customer care». Il ministro Frattini (gli Istituti dipendono dagli Aflari Esteri) fa, per analogia, esplicito richiamo alla «mission» - dice proprio così - che Berlusconi suo predecessore ad interim individuò per i diplomatici, chiamati a trasformarsi in «ambasciatori del made in Italy». Poca cultura, deduciamo: piuttosto c'è da vendere chianti, olio, abiti Armami e Ferrarí Testarossa. Frattini spiega che compito degli istituti non è «fare cultura, ma «promuoverla». Ergo, i direttori degli istituti dovranno essere anzitutto formati «alle scienze della comunicazione». Ora, per correttezza giornalistica, prima di dargli addosso aspettiamo di avere sotto gli occhi il testo. Per ora rileviamo che la filosofia del ddl sembra una giustificazione a posteriori di alcuni colpi di mano messi a segno dal ministero in questi mesi: il funzionario della Telecom nominato come esperto di chiara fama direttore della sede di Madrid (è un manager?), la giornalista del Foglio Pialuisa Bianco insediata a Bruxelles senza aspettare l'esito del ricorso della titolare Sira Miori licenziata in anticipo (Bianco è un'esperta di comunicazione?). E rileviamo che, mentre il sottosegretario Mario Baccini a una nostra domanda annuncia un aumento degli stanziamenti per gli Istituti, in Finanziaria è previsto un taglio degli stessi per 3.437.315 euro.
Ma la conferenza stampa di ieri va analizzata di per sé. Come ultima frontiera della comunicazione politica. Primo: la lussuosissima cartella che viene consegnata a noi giornalisti contiene dépliant di svariate iniziative culturali del ministero. «Italiaegitto», kermesse di incontri al Cairo e a Roma nel 2003-2004, le celebrazioni per i 300 anni di San Pietroburgo, le mostre in corso a Bruxelles. La cartelletta contiene tanta roba, salvo l'essenziale: il testo del disegno di legge sugli istituti, Si dirà: certo, viene presentato in Consiglio dei ministri solo stamattina. E allora perché la conferenza stampa il giorno prima? Elementare: è un modo per usare noi giornalisti come grancassa pubblicitaria, senza permetterci di contestare nel merito il progetto.
Secondo: questa è la prima conferenza stampa ministeriale con conduttore televisivo. Naturalmente Mediaset. Ministro, sottosegretari e grands commis parlano tra un siparietto televisivo e una colonna sonora, e il conduttore confeziona il tutto come se fosse un Maurizio Costanzo Show. Location, Loggia Raffaello di Villa Madama, una delle sedi ufficiali della Presidenza del Consiglio. Presenti Frattini e il suo sottosegretario Baccini, i ministri plenipotenziari Giampiero Massolo e Michele Valensise e l'ambasciatore Francesco Aloisi. E, mentre su un paio di schermi scorrono sequenze che celebrano la nostra civiltà - ma a sorpresa ecco occhieggiare anche Clint Eastwood in Per un pugno di dollari: in finale di show, infatti, a Ennio Morricone, autore dell'indimenticabile colonna sonora del film di Sergio Leone, verrà consegnata una medaglia - il conduttore della Macchina del tempo (Retequattro), Alessandro Cecchi Paone, fa gli onori di casa: «cuce» gli interventi, fa girare il microfono, non si astiene dal far pubblicità alla sua trasmissione («alcune iniziative del ministero sono straordinariamente azzeccate- Noi in tv sappiamo quanto rende in audience parlare dell'antica civiltà egiziana...»).
Già, ministro, sottosegretari, Cecchi Paone, sono tutti dipendenti della stessa ditta. Alla prossima conferenza stampa, ministro Frattini, ci saranno anche gli spot pubblicitari?

martedì, ottobre 21, 2003

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Italian institute honors 25 years of papacy

The Korea Herald, Tuesday, October 21, 2003
The Italian Cultural Institute in Seoul is holding a conference to celebrate 25 years of the papacy of John Paul II. The event will take place Oct. 31 at Hankuk University of Foreign Studies' Ae Kyung Hall, beginning at 2 p.m.

Participants from various faiths will discuss the pope's leadership, not only in a religious context, but in a social, cultural and humanitarian light as well. A videotape outlining the accomplishments of Pope John Paul II will be accompanied by a lecture from Father Ciro Benedettini, deputy director of the Vatican's Press Office, entitled "Pope John Paul II: 25 Years of Passion for Humanity." His talk will be followed by "The Social Thought of John Paul II in the Asian Context," by professor Thomas Han.

As an inter-faith meeting, various religious leaders will then deliver testimonies on the pope's 25 years of service. Venerable Song-Wol-ju, former president of the Jogye Order of Korean Buddhism, Reverend Paik Do-Woong, Secretary General of the National Council of Churches in Korea and Reverend Choi Gun-dok, representing Confucianism, will speak at the event.

Following the testimonies, the Italian Cultural Institute will present the Apostolic Nuncio Archbishop Giovanni Battista Morandini with a cellular phone and traditional Korean good luck knots. Soprano Cecilia Kim and Stelvio Cipriani, a renowned Italian composer and pianist, will close the conference with a performance.

Works from "The Pope and the Young Together in the Name of Peace," an art competition organized by the institute, will be on display as part of celebrations. For more information, contact the Italian Cultural Institute at 02-796-0634.
(imoon@heraldm.com)
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Istituti di cultura/Un disegno di legge per rilanciare il ruolo delle nostre rappresentanze all'estero

Un'Italia vincente con l'aiuto dell'informatica
di G.Ro.

Il Messaggero, 21 ottobre 2003
UN DISEGNO di legge e diverse iniziative promozionali, tra cui l'iniziativa bilaterale con l'Egitto, paese con il quale abbiamo una lunga tradizione di amicizia. Il miglioramento delle strutture e dell'informazione. Ma soprattutto la valorizzazione dei settori della scienza e della tecnologia, finora fanalini di coda della politica culturale. Sono questi i punti principali del Piano di comunicazione del 2004 che comprende il progetto - in discussione nel prossimo consiglio dei Ministri -, che riguarda la legge numero 401 del 22 dicembre 1990, sulla riforma degli istituti di cultura e sugli interventi per la promozione della cultura e della lingua italiana all'estero. Le linee direttive - il testo non è stato reso pubblico e solo dopo un attento esame sarà possibile avere un panorama completo dei cambiamenti - sono state illustrate ieri mattina a Villa Madama dallo stesso ministro Franco Frattini e dal sottosegretario Mario Baccini, presenti Francesco Aloisi di Lardarel e Giampiero Massolo rispettivamente direttore generale della direzione culturale e vicesegretario generale della Farnesina.
«Vogliamo creare un sistema», ha spiegato Frattini, «che, utilizzando la cultura come veicolo di promozione per il Sistema- Italia, sia di riferimento ai cittadini del mondo». Per favorire la circolazione rapida di materiale utile alle attività degli istituti, sarà creato un portale che utilizzerà, come ha detto il sottosegretario Baccini, «server dislocati nei vari continenti, unificando nella grafica e nei contenuti tutti i siti web».
Tra le novità in programma, l'assunzione di trenta operatori culturali anche attraverso concorsi, il potenziamento della Società Dante Alighieri, la creazione di un apposito centro di comunicazione che raccolga i dati e un progetto di turismo sostenibile in collaborazione con la Francia diretto al Senegal e alla Repubblica dominicana. Tra le note ancora nebulose, c'è da sottolineare come non si sia parlato di maggiori finanziamenti per dare la possibilità ai direttori degli Istituti di rilanciare la propria sede. Così, oltre alla endemica mancanza di soldi, il capo della rappresentanza culturale rischierebbe di essere un promotore e non un produttore di cultura. Cosa significa? Che diventerà solo un tramite del made in Italy?
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Italiano all'estero, l'importante è comunicare
di Paolo Springhetti

Avvenire, 21 ottobre 2003
Un «Piano di comunicazione» del ministero per gli Affari Esteri per valorizzare meglio l'attività capillare che viene svolta dai 350 avamposti ufficiali della cultura italiana nel mondo (ambasciate, consolati e Istituti italiani di cultura) e una proposta di riforma della legge 401 del '90, quella appunto che riguarda gli Istituti italiani di cultura e gli interventi per la promozione della lingua italiana all'estero. Queste le due principali iniziative che sono state presentate ieri a Villa Madama, a Rorna, alla presenza del ministro degli Esteri Franco Frattini. L’esigenza di un «Piano di comunicazione» nasce dalla constatazione che ogni anno si prendono molte iniziative (2.900 nel 2002 soltanto per iniziativa degli Istituti italiani di cultura), e spesso di alta qualità, per diffondere la cultura, la lingua e l'immagine dell'Italia all'estero, e che quindi è necessario mettere in circolo informazioni, dati, idee. Per questo, tra l'altro, verrà presto messo on line un portale unico degli Istituti. I quali peraltro verranno potenziati e meglio valorizzati grazie alla citata riforma - che per ora è soltanto un progetto - che dovrebbe permette l'acquisizione di altro personale, l'offerta di percorsi formativi, il potenziamento tecnologico. Tutto questo nella convinzione che l'immagine dell'Italia va promossa globalmente, in tutti i suoi aspetti, e che anzi «cultura e genio d'impresa devono stare insieme», come ha detto il ministro Frattini. Anzi, che proprio il modello italiano di impresa è uno dei «prodotti» made in Italy che maggiormente merita promozione all'estero. Intanto, proseguono le grandi iniziative internazionali che vedono l'Italia protagonista, come i festeggiamenti peri 300 anni di San Pietroburgo e le iniziative per i 25 anni di pontificato di Giovanni Paolo II. Mentre altre se ne preparano: ItaliaEgitto, un programma di scambi culturali e mostre tra i due Paesi che sono ormai partner in molti campi; e una serie di mostre in per i 450 anni dalla fondazione dì San Paolo del Brasile.
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Il ministero degli esteri valorizzerà gli 89 istituti di cultura nel mondo

Farnesina, ora Frattini punta alla comunicazione
di Elena Rembado

ItaliaOggi, 21 ottobre 2003
Sviluppare la rete degli istituti italiani di cultura e aprire le porte alla scienza e alla tecnologia. Sono questi i pilastri del piano di comunicazione del ministero degli affari esteri per
il 2004, presentata alla stampa ieri a Roma, a Villa Madama, dal ministro Franco Frattini e dal sotcosegretario Mario Baccini, alla presenza, tra gli altri, del regìsta Pupi Avati, dell'artista Fabrizio Plessi, dello scrittore Mario Santagata e del rettore della Libera università di lingue e comunicazione di Milano (Iulm) Giovanni Puglisi. Nel corso dell'incontro, moderato dal giornalista Alessandro Cecchi Paone, è stata consegnata al maestro Ennio Morricone la medaglia d'oro della Commissione nazionale per la promozione della cultura italiana all'estero e sono state presentate alcune iniziative del ministero in ambito culturale, tra cui la manifestazione «ItaliaEgitto 2003/2004», organizzata dalla direzione generale per la promozione e la cooperazione culturale, in collaborazione col ministero per i beni e le attività culturali e il ministero della cultura egiziano, e curata dall’associazione Civita.

Il piano costituisce uno strumento operativo importante per il ministero degli affari esteri, presente in tutto il mondo con una rete di 350 sedi tra ambasciate, consolati e istituti di cultura. Oltre a potenziare la diffusione delle best practice attraverso Intranet e Internet e migliorare i servizi di informazione al pubblico, è essenziale valorizzare le iniziative (2.900 solo quest’anno) degli 89 istituti di cultura sparsi nel mondo e la loro interazione col sistema culturale italiano. Anche attraverso tv e web. A tale proposito, sono in dirittura d’arrivo il nuovo portale unico degli istituti di cultura, realizzato con Tiscali, e la banca dati degli artisti italiani, frutto della collaborazione col ministero per i beni culturali.
«La promozione della cultura italiana all’estero», spiega il ministro Frattini, «deve diventare elemento essenziale della politica estera per valorizzare il sistema Italia. Essere ambasciatori del made in Italy nel mondo è, sempre più, anche azione strategica di politica estera. Cultura e genio di impresa devono stare insieme».
E potenziare il ruolo degli istituti di cultura è anche la missione di riforma della legge 401, che si propone altresì di aumentare gli organici di ambasciate e consolati (30 nuovi operatori culturali), rafforzare la società «Dante Alighieri» per la promozione della lingua italiana, istituire borse di studio per giovani artisti emergenti.
Nel corso della visita ufficiale in Egitto, nel febbraio 2000, il presidente Ciampi pronunciò a Luxor un discorso dedicato alla «sfida del patrimonio culturale del Mediterraneo», alle grandi civiltà fiorite attraverso i secoli in Egitto e in Italia, all'importanza di ricercare ciò che ci unisce e di aprire un confronto sereno su ciò che ci distingue. Di qui nasce la rassegna «Italia-Egitto 2003/2004: un incontro di culture» (www.italiaegitta.org), che presenterà al pubblico egiziano circa 60 eventi, tra spettacoli, rassegne cinematografiche, conferenze e seminari, e un ricco programma di mostre. Analoghe iniziative, nel 2005, coinvolgeranno Russia e Brasile.
Il segnalibro dell'APC

Preceduti da Inglese, Francese, Spagnolo e Tedesco. Partite le manifestazioni in tutto il mondo dedicate al nostro idioma. Il ruolo attivo dei dizionari

Italiano, una lingua in espansione. E' la quinta più studiata all'estero

Iscrizioni aumentate del 40% in 5 anni. E per le pagine Internet siamo settimi
di Giorgio De Rienzo

Corriere della Sera, 21 ottobre 2003
Ma mentre l'Italiano si modernizza con velocità e si arricchisce nel proprio patrimonio lessicale ed espressivo, nel nostro Paese il tasso di analfabetismo reale è in crescita spaventosa. Se è vero quello che dicono statistiche impietose, il 5% della popolazione adulta non è in grado di accedere alla lettura e ben il 33% ha gravi problemi di lettura e di scrittura. Ancora. L'Italiano gode di ottima salute nel mondo, dove si è affermato come la quinta lingua più studiata all'estero, dopo l'Inglese, il Francese, lo Spagnolo e il Tedesco, anche se parte da una posizione di svantaggio: tra le lingue parlate infatti occupa solo la diciannovesima posizione. Un altro dato. Il 3,6% delle pagine web su Internet è scritto in Italiano. Non è poca cosa. Siamo al settimo posto dietro l'Inglese (35,2%), il Cinese (11,9), il Giapponese (10,3), lo Spagnolo (8,1), il Tedesco (6,5) e il Coreano (4,2), ma davanti al Francese. Non basta. Negli ultimi cinque anni le iscrizioni allo studio della nostra lingua nel mondo sono aumentate quasi del 40% e nei programmi di ben 500 scuole superiori americane, a partire da quest'anno, sono stati inseriti corsi ed esami di Italiano che danno titoli per entrare nelle Università.
A questa vivace espansione gioverà la terza edizione della «Settimana della Lingua italiana nel mondo» appena partita ieri, organizzata dal ministero degli Esteri con la collaborazione dell'Accademia della Crusca e di altri ministeri o enti, tra cui la Dante Alighieri, la Fondazione Corriere della sera e l'Associazione internazionale di studi di lingua e letteratura italiana. Tuttavia mentre tutto ciò accade, una piccola indagine quasi artigianale ma concreta svolta a Urbino, mettendo a confronto i dettati di quinta elementare di oggi con quelli di mezzo secolo fa, ha registrato un incremento del 500% di errori di ortografia.
La «Settimana della lingua italiana» punta in alto. Giovedì prossimo ci sarà una videoconferenza in cui saranno collegati il ministero degli Affari esteri e gli Istituti italiani di cultura di Seoul, Budapest, Bruxelles, New York, Zurigo e Madrid a inventare ulteriori strategie per la diffusione dell'Italiano e per promuovere, all'interno dell'Unione europea, l'utilizzo anche della nostra lingua a livello istituzionale. Sono buone intenzioni che, dopo questa vetrina internazionale, andranno accompagnate da iniziative magari più provinciali, ma necessarie.
È urgente, in attesa che la scuola sia in grado di svolgere il suo ruolo, costituire, qui da noi, una sorta di pronto soccorso per l'Italiano. Qualcosa è stato fatto. L'Accademia della Crusca è entrata con un suo sito in internet, nel quale, oltre a fornire «La Fabbrica dell'Italiano» - un ricco archivio digitale del materiale lessicografico e bibliografico custodito - offre «La lingua in rete», che si propone non solo come un punto autorevole di dialogo, ma fornisce una preziosa consulenza linguistica a tutti. Intanto, proprio in questi ultimi anni, sono usciti dizionari ragionati, dove (penso al Sabatini-Coletti) oltre alle definizioni delle parole, si danno precise informazioni su norme grammaticali essenziali. È il modo più efficace per riportare la lingua al suo ruolo fondamentale. Quello che Manzoni definiva il compito primario della parola: far sì che gli uomini siano messi in condizione «d'intendersi fra loro», anziché fraintendersi.
Anni fa, nel riproporre il glorioso dizionario di Giacomo Devoto, Gian Carlo Oli osservava che la comunicazione prevalentemente visiva e parlata ha portato a «una progressiva svalutazione della parola in sé e per sé e a una preoccupante proliferazione di incertezze, insufficienze, contraddizioni»: ad errori, ma soprattutto a manipolazioni e strumentalizzazioni di comunicazione. L'unica cura che ci sia concessa - diceva - è quella di riscoprire «il limpido e onesto potere di persuasione della parola», «la sua univocità e schiettezza».
La medicina per questa cura, il rimedio per arrestare il processo di corruzione della parola non possono essere altro che un ritorno alle norme più semplici della grammatica e un uso del dizionario, purché questo strumento non diventi, a sua volta, un bene di consumo, ma sappia restare quello che deve essere: un vero e proprio libro di lettura. Del dizionario - sosteneva Devoto - va sempre «fatto un uso attivo, creativo», perché diventi un mezzo potente di conoscenza e quindi di vera comunicazione.
Il segnalibro dell'APC

Lo studio è cresciuto nelle scuole estere del 40%. Una settimana di manifestazioni

Internet e Paesi stranieri: la lingua italiana è di moda
di GIORGIO DE RIENZO

40% L'aumento delle iscrizioni ai corsi d'italiano negli ultimi cinque anni in tutto il mondo
3,6% Percentulae delle pagine su Internet scritte in italiano: settimo posto, davanti al francese


Corriere della Sera, 21 ottobre 2003
Potrebbe sembrare un paradosso, ma le cose stanno proprio così. Tullio De Mauro, a conclusione del suo lungo lavoro, in sette ponderosi volumi, sul Grande dizionario dell'uso, ha osservato che «l’Italiano sta bene», mentre «gli italiani un po’ meno». De Mauro nota che la nostra lingua è vitale, aperta a un continuo rinnovamento: ingloba esotismi (soprattutto inglesi), ma insieme valorizza, «nazionalizza», per così dire, preziosi e coloriti regionalismi. Ma mentre l’Italiano si modernizza con velocità e si arricchisce nel proprio patrimonio lessicale ed espressivo, nel nostro Paese il tasso di analfabetismo reale è in crescita spaventosa. Se è vero quello che dicono statistiche impietose, il 5% della popolazione adulta non è in grado di accedere alla lettura e ben il 33% ha gravi problemi di lettura e di scrittura.
Ancora. L’Italiano gode di ottima salute nel mondo, dove si è affermato come la quinta lingua più studiata all’estero, dopo l’Inglese, il Francese, lo Spagnolo e il Tedesco, anche se parte da una posizione di svantaggio: tra le lingue parlate infatti occupa solo la diciannovesima posizione. Un altro dato. Il 3,6% delle pagine web su Internet è scritto in Italiano. Non è poca cosa. Siamo al settimo posto dietro l’Inglese (35,2%), il Cinese (11,9), il Giapponese (10,3), lo Spagnolo (8,1), il Tedesco (6,5) e il Coreano (4,2), ma davanti al Francese. Non basta. Negli ultimi cinque anni le iscrizioni allo studio della nostra lingua nel mondo sono aumentate quasi del 40% e nei programmi di ben 500 scuole superiori americane, a partire da quest’anno, sono stati inseriti corsi ed esami di Italiano che danno titoli per entrare nelle Università.
A questa vivace espansione gioverà la terza edizione della «Settimana della Lingua italiana nel mondo» appena partita ieri, organizzata dal ministero degli Esteri con la collaborazione dell’Accademia della Crusca e di altri ministeri o enti, tra cui la Dante Alighieri, la Fondazione Corriere della sera e l’Associazione internazionale di studi di lingua e letteratura italiana. Tuttavia mentre tutto ciò accade, una piccola indagine quasi artigianale ma concreta svolta a Urbino, mettendo a confronto i dettati di quinta elementare di oggi con quelli di mezzo secolo fa, ha registrato un incremento del 500% di errori di ortografia.
La «Settimana della lingua italiana» punta in alto. Giovedì prossimo ci sarà una videoconferenza in cui saranno collegati il ministero degli Affari esteri e gli Istituti italiani di cultura di Seoul, Budapest, Bruxelles, New York, Zurigo e Madrid a inventare ulteriori strategie per la diffusione dell’Italiano e per promuovere, all’interno dell’Unione europea, l’utilizzo anche della nostra lingua a livello istituzionale. Sono buone intenzioni che, dopo questa vetrina internazionale, andranno accompagnate da iniziative magari più provinciali, ma necessarie.
È urgente, in attesa che la scuola sia in grado di svolgere il suo ruolo, costituire, qui da noi, una sorta di pronto soccorso per l’Italiano. Qualcosa è stato fatto. L’Accademia della Crusca è entrata con un suo sito in internet, nel quale, oltre a fornire «La Fabbrica dell’Italiano» - un ricco archivio digitale del materiale lessicografico e bibliografico custodito - offre «La lingua in rete», che si propone non solo come un punto autorevole di dialogo, ma fornisce una preziosa consulenza linguistica a tutti. Intanto, proprio in questi ultimi anni, sono usciti dizionari ragionati, dove (penso al Sabatini-Coletti) oltre alle definizioni delle parole, si danno precise informazioni su norme grammaticali essenziali. È il modo più efficace per riportare la lingua al suo ruolo fondamentale. Quello che Manzoni definiva il compito primario della parola: far sì che gli uomini siano messi in condizione «d’intendersi fra loro», anziché fraintendersi.
Anni fa, nel riproporre il glorioso dizionario di Giacomo Devoto, Gian Carlo Oli osservava che la comunicazione prevalentemente visiva e parlata ha portato a «una progressiva svalutazione della parola in sé e per sé e a una preoccupante proliferazione di incertezze, insufficienze, contraddizioni»: ad errori, ma soprattutto a manipolazioni e strumentalizzazioni di comunicazione. L’unica cura che ci sia concessa - diceva - è quella di riscoprire «il limpido e onesto potere di persuasione della parola», «la sua univocità e schiettezza».
La medicina per questa cura, il rimedio per arrestare il processo di corruzione della parola non possono essere altro che un ritorno alle norme più semplici della grammatica e un uso del dizionario, purché questo strumento non diventi, a sua volta, un bene di consumo, ma sappia restare quello che deve essere: un vero e proprio libro di lettura. Del dizionario - sosteneva Devoto - va sempre «fatto un uso attivo, creativo», perché diventi un mezzo potente di conoscenza e quindi di vera comunicazione.
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PRESENTATO IL PIANO COMUNICAZIONE 2004 DEL MAE: PROMOZIONE DI CULTURA, LINGUA E SCIENZA ITALIANE ALL’ESTERO NUOVO STRUMENTO DELLA POLITICA ESTERA GRAZIE ALLA RETE DEGLI ISTITUTI DI CULTURA E ALLA RIFORMA DELLA LEGGE 401

ROMA\ aise\20 ottobre 2003 - La promozione della cultura, della lingua e delle scienze italiane nel mondo è ufficialmente entrata a far parte della politica estera del nostro Paese. L’annuncio è stato dato questa mattina dal Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, e dal Sottosegretario di Stato, Mario Baccini, in occasione della presentazione del Piano di Comunicazione 2004 del MAE. Presenti, nella bellissima Villa Madama, a Roma, anche il Ministro Giampiero Massolo, l’Ambasciatore Francesco Aloisi de Larderel, un moderatore d’eccezione come Alessandro Cecchi Paone e numerosi esponenti della cultura italiana, quali Mario Verdone, Pupi Avati, Fabrizio Plessi ed Ennio Morricone, al quale sono stati consegnati oggi la Medaglia d’Oro e il Diploma di Ambasciatore della lingua italiana nel mondo.
Un duplice riconoscimento dalla Farnesina, che sinora era stato consegnato solo a Papa Giovanni Paolo II e che rappresenta una ulteriore dimostrazione dell’importanza che il governo italiano attribuisce alla promozione culturale.
Uno strumento essenziale per incentivare il dialogo tra i popoli e promuovere il Sistema Paese come realtà dinamica e all’avanguardia nel mondo: in quest’ottica va intesa la promozione della cultura, della lingua e delle scienze italiane all’estero come parte integrante delle linee di comunicazione del Ministero degli Affari Esteri.
Il MAE, ha spiegato infatti il Ministro Massolo, per il prossimo anno ha deciso di dotarsi di un Piano di Comunicazione che prescinda dalle linee di politica estera tradizionali e che, pur proseguendo negli indirizzi di custumer care e best practices avviate quest’anno, si concentri su due nuove linee.
Da un lato, vi è il sostegno alla promozione culturale italiana, che è "una comunicazione assolutamente appagante, perché investire nel MAE, rendendolo uno strumento efficace di raccordo e di sostegno attraverso lo sviluppo della rete degli Istituti Italiani di Cultura, conviene al Sistema Paese". E ciò, ha sottolineato Massolo, dovrà avvenire sia sviluppando una rete web integrata degli IIC, sia consentendo agli stessi di integrarsi con il sistema cultura italiano. Dall’altro, c’è la volontà di "dare un’immagine integrata del Ministero", attraverso la promozione della formazione nel settore relazioni pubbliche e, dunque, una maggiore apertura e trasparenza verso i propri interlocutori – pubblico, imprese, cittadini italiani all’estero –, ma anche, ad esempio, attraverso la sempre più ricca Collezione d’arte contemporanea della Farnesina.
In realtà, ha ricordato oggi il Direttore Generale per la Promozione e Cooperazione Culturale Aloisi de Larderel, il programma delle iniziative legate alla comunicazione culturale è stato già avviato dalla Farnesina in occasione del Semestre di Presidenza dell’Unione Europea.
Così, sono ormai nel pieno delle loro attività il "Festival Europalia Italia 2003", che presenterà con oltre 100 manifestazioni la ricchezza cultura del nostro Paese nelle più prestigiose sedi del Belgio, l’Omaggio dell’Italia per il 300° anniversario della città di San Pietroburgo, che è legata indissolubilmente al nostro paese in quanto costruita per la quasi totalità da architetti italiani, e "La mia Seconda Patria", iniziativa fortemente voluta dal Sottosegretario Baccini e che ha visto gli Istituti Italiani di Cultura di tutto il mondo in prima linea nei festeggiamenti per il XXV anniversario di pontificato di Giovanni Paolo II.
Nel corso del 2004 vi saranno, poi, altre manifestazioni, di cui oggi Aloisi ha fornito una breve anticipazione: una mostra che si terrà a Mosca e a Roma, unendo le due città con un filo invisibile, ed una serie di altre esposizioni che si terranno a San Paolo del Brasile in occasione del 450° anniversario della sua fondazione.
Ma la protagonista indiscussa del prossimo anno sarà la manifestazione "Italia-Egitto 2003-2004", che, realizzata dal MAE in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali, sarà gestita dalla Fondazione Civita e curata dalla dottoressa Carla Burri. L’iniziativa risale, in realtà, al 2001, quando i due governi decisero di impegnarsi per la rappresentazione reciproca di due realtà, l’italiana e l’egiziana, legate da un legame culturale, economico e storico molto profondo. Durante tutto il 2002 un comitato italo-egiziano, appositamente creato dalle due parti, ha lavorato alla organizzazione dell’evento, che è stato inaugurato a Il Cairo lo scorso 1° ottobre e che continuerà sino al giugno 2004 con numerose iniziative, che consentiranno di svelare quale e quanto importante sia "l’apporto del nostro Paese alla modernità".
"Episodi – quelli illustrati oggi da Aloisi de Larderel – che sono solo la punta di un iceberg", alla base del quale c’è l’immensa attività degli Istituti Italiani di Cultura, che sono oggi "una componente importante dell’immagine generale dell’Italia, con ricadute politiche ed economiche che investono anche le nostre comunità all’estero", ma soprattutto con "nuove finalità specifiche" per "il rafforzamento dell’humus economico del nostro Paese". In tal senso, ha spiegato Aloisi, gli Istituti di Cultura saranno sempre più legati a quattro settori di modernizzazione, ormai fondamentali per la promozione della nostra cultura all’estero: l’uso delle televisioni nei Paesi in cui saranno, di volta in volta, realizzate le manifestazioni culturali; internet ed intranet, che nel 2003 hanno consentito una connessione continua tra IIC e Ministero e che, con il nuovo sito fornito da Tiscali alla rete degli Istituti, apriranno ancor più le porte alla fruizione pubblica, affiancati dal Data Base degli artisti italiani contemporanei, in fase di ultimazione; la collaborazione con le Regioni italiani, che già partecipano a numerosi eventi culturali all’estero; la collaborazione tra pubblico e privato, cioè tra profit e non profit. Senza dimenticare il ruolo svolto dalle scuole e dalla scienza italiane all’estero, nonché dal made in Italy in tutte le sue forme e da tutti gli altri settori che lavorano per la promozione dell’Italia nel mondo.
Si tratta, come è facile intuire, di un Piano di Comunicazione piuttosto articolato, che si propone di raccogliere e diffondere quante più informazioni possibili tramite la rete assolutamente unica della diplomazia italiana. Ma tale rete va potenziata ed un ulteriore passo in questa direzione arriverà, è stato assicurato oggi, con il testo di riforma della legge n.401 del ’90 approntato dal governo.
Per il Sottosegretario Baccini, promotore di tale progetto di riforma, in Italia "ci sono grandi energie che, se scollegate, non daranno gli effetti sperati". Serve, dunque, "un collante", che assicuri la "sinergia" necessaria tra Regioni, Enti locali, imprese e naturalmente Istituti di Cultura. È quanto il governo si propone con quella che, secondo Baccini, è "la prima grande riforma che il MAE ha voluto portare avanti per valorizzare il Sistema Italia". Da un lato ci sarebbe la cultura italiana e dall’altro la rete diplomatica, "il tutto unito alle aziende italiane", con l’obiettivo di "potenziare l’italianità e la latinità nel mondo".
E non c’è da temere, ha assicurato il Sottosegretario: "la rete degli Istituti Italiani di cultura ha fondamenta valide" e lo ha dimostrato proprio di recente, reggendo "l’impatto di quella enorme iniziativa voluta dalla Farnesina per celebrare il XXV pontificato di Carol Wojtyla".
La volontà del Ministero è, però, quella di rendere gli IIC ancor più funzionali. La proposta di riforma della 401, ha spiegato Baccini, si propone quindi un aumento, ancora non quantificato, degli stanziamenti, che permetta il potenziamento sia tecnologico sia umano negli Istituti. Ciò vuol dire incremento degli organici, ad esempio con 30 nuovi posti per operatori culturali negli uffici consolari, e dei servizi scientifici e tecnologici, ad esempio con un centro documentazione e una nuova banca dati. Ed ancora, maggiore collaborazione con la società Dante Alighieri e borse di studio a sostegno di giovani artisti italiani all’estero, ma soprattutto meccanismi di formazione permanente del personale, con il concorso delle Università italiane. Con questa riforma, infatti, si vuole assicurare "personale qualificato e manageriale", perché, ha dichiarato Baccini, "gli IIC non devono produrre cultura, ma promuoverla e devono perciò essere gestiti da persone che sappiano muoversi in questa direzione".
Un concetto che anche il Ministro Frattini ha voluto ribadire, sottolineando l’importanza della formazione dei direttori, "che devono essere formati a quelle scienze della comunicazione che sono legate alle attività degli Istituti". Per Frattini un ruolo fondamentale dovranno avere anche la scienza e la tecnologia, che, quando operano all’estero, diventano rappresentanti della nostra cultura nel mondo. E, infine, le imprese, perché "cultura e genio di impresa devono stare assieme". A questo servirà la Fondazione Marco Polo: "aiutare l’idea di modello imprenditoriale che tutto il mondo ci invidia a collaborare con la nostra cultura tradizionale e universale".
Insomma, "tra genio e talento, tra imprese e unicità culturale italiane, quello che è il nuovo indirizzo politico del Ministero ha trovato nella rete diplomatico-consolare una risposta adeguata".
Ne è convinto il Ministro Frattini, "nella comune consapevolezza che l’integrazione della missione tradizionale della politica estera con la promozione e lo sviluppo della cultura italiana nel mondo ed il grande aiuto per l’internazionalizzazione del Made in Italy rafforzi la missione della nostra diplomazia, dotandola di un nuovo ruolo e di nuove potenzialità che ora – ha concluso – vedo realizzate". (r.aronica\aise)

lunedì, ottobre 20, 2003

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Esteri: Farnesina illustra potenziamento Ist. di cultura

Roma, 20 ott. (Adnkronos Cultura) - Presentato oggi a Villa Madama, dal ministro degli Esteri Franco Frattini e dal sottosegretario Mario Baccini, il Piano di Comunicazione 2004 per la cultura italiana all'estero e il disegno di legge, che sara' discusso al prossimo Consiglio dei ministri, concernente la legge n° 401 "Riforma degli Istituti di Cultura e interventi per la promozione della cultura e della lingua italiana all'estero" del 22 Dicembre 1990.
Il piano costituisce uno strumento operativo importante ai fini della promozione e cooperazione culturale, obiettivi prioritari del ministero degli Affari Esteri, in considerazione del legame sempre piu' intenso tra cultura economia e politica.
Grazie alla capillarita' che il ministero vanta nei cinque continenti, essendo presente con oltre trecentocinquanta sedi tra Ambasciate, Consolati e Istituti di Cultura, afferma il ministro Frattini: "Vogliamo creare un sistema che, utilizzando la cultura come veicolo di promozione per il Sistema-Italia, sia punto di riferimento per i cittadini del mondo e vogliamo potenziare la rete per ottenere una condivisione delle attivita' e iniziative che l'Italia produce 'in casa' e fuori" obiettivo che si auspica di raggiungere con il nuovo progetto di "portale degli Istituti di Cultura", realizzato in collaborazione con Tiscali.
Ed e' proprio nel disegno di legge illustrato stamani dal sottosegretario Baccini che la distinzione concettuale tra cultura che si conserva, cultura che si trasmette o si comunica e cultura che si produce, trova un funzionale raccordo strategico non solo con le esigenze imposte dalla "globalizzazione" ma anche con la necessita' di stabilire contatti e canali stabili di comunicazione tra la realta' culturale del Paese e la rete delle Rappresentanze e degli Uffici Consolari e con l'Amministrazione Centrale degli Esteri, al fine di garantire un'efficace selezione ed una pronta circolazione all'estero della nostra piu' qualificata produzione culturale.
"Il ddl - spiega Baccini - prevede sia un rafforzamento degli Istituti di Cultura in termini tecnologici e di organico, sia un aumento degli stanziamenti in favore di queste strutture, con lo scopo, non di fare cultura negli Istituti, ma di promuovere attraverso essi, quella che gia' c'e'".
Il decreto e' stato ritenuto necessario poiche'gli strumenti giuridici e le strategie della promozione culturale del Paese Italia appaiono oggi fortemente condizionati da fattori di debolezza quali l'insufficienza grave delle risorse umane, finanziarie e infrastrutturali, impiegate nel sistema degli Istituti di Cultura, esigue in confronto con le attivita' realizzate da altri partners europei di grande tradizione culturale e del tutto inadeguate a far fronte ad aspettative pubbliche e private in forte ascesa, e le difficolta' dell'Amministrazione centrale di alimentare la rete degli Istituti con progetti di ampio respiro che attingano alla migliore produzione del Paese, e di coinvolgere sistematicamente i piu' prestigiosi ambienti culturali della nostra società civile, favorendo il necessario dialogo tra gli Istituti e i soggetti nazionali promotori di cultura, come le Regioni, i Comuni, le Universita', le Fondazioni e le associazioni private.
Essendo in occasione del Semestre Italiano di Presidenza dell'Unione Europea la cultura italiana in primo piano in Europa e nel mondo, la Farnesina, nella propria convinzione che i valori culturali sono tra gli elementi fondanti di una vera Comunita', propone un panorama quanto piu' possibile articolato della cultura italiana, organizzando moltissime manifestazioni in diversi paesi del mondo, tra cui l'iniziativa bilaterale "Italia-Egitto", una serie di appuntamenti che coinvolgeranno il Cairo, tra musica, teatro, cinema, mostre, archeologia, e conferenze, fino al prossimo 19 dicembre.
L'incontro di oggi e' stato inoltre l'occasione per consegnare al maestro Ennio Morricone la medaglia della Commissione Nazionale per la Promozione della Cultura Italiana all'Estero, per il contributo dato alla diffusione della musica italiana nel mondo, "riconoscimento - come spiega Alessandro Cecchi Paone - di recente costituzione, attribuito finora soltanto al Sommo Pontefice".
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Eventi: a Stoccolma, inaugurata III Settimana lingua italiana

Stoccolma, 20 ott. (Adnkronos) - E' stata inaugurata oggi, presso la sede dell'Istituto italiano di cultura di Stoccolma, la III edizione della settimana della lingua italiana nel mondo, promossa dal ministero degli Affari Esteri. Hanno partecipato alla manifestazione numerosi responsabili dei comitati della societa' "Dante Alighieri", dei dipartimenti di italianistica delle Universita' locali, docenti di italiano in servizio presso le istituzioni scolastiche svedesi e il direttore dell'Istituto italiano di cultura di Stoccolma, Giuseppe Manica, che nel corso del suo intervento ha affermato: "la manifestazione costituisce una preziosa occasione per tutte le componenti istituzionalmente preposte all'insegnamento dell'italiano in Svezia, di riflettere sullo stato di salute della nostra lingua al fine di poter creare strette sinergie fra le medesime in vista di una maggiore diffusione".
Inoltre, erano presenti all'inaugurazione, l'ambasciatore d'Italia, Giulio Vinci Gigliucci, il vice presidente dell'Accademia della Crusca, Nicoletta Maraschio, ed il segretario generale della societa' Dante Alighieri, Alessandro Masi, il quale ha ricordato che "lo studio della lingua italiana, in forte crescita anche in Svezia, sara' un valido contributo per la Costituzione della nostra Europa. Essa e' la prima lingua che gli immigrati extracomunitari ascoltano arrivando nel nostro Paese prima di transitare oltre. Occorre inoltre, il nostro idioma non solo e' lingua di lavoro e di studio, ma e' anche la lingua che il Santo Padre, nel celebrare i venticinque anni di Pontificato, ha voluto riconfermare quale lingua universale di pace e di fratellanza fra i popoli".

domenica, ottobre 19, 2003

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Rene Gruau immortalized
Successful Italian poster child changed world of illustration by Jennifer Febbraro


Tandemnews, Toronto, 19 ottobre 2003
Rene Gruau seduced the world of fashion with his nuanced colour and his reinvention of the iconography of the simple evening gown. And vice versa, the fashion industry lured Gruau from his humble beginnings as a dreamer of building buildings. Once considered a prodigy of draughtsmanship, Gruau's encounter with the editor for Lidel, a Milanese fashion magazine, would change the course of his future and the marriage of illustration and fashion forever. This month at the Istituto Italiano di Cultura, a showcase of Gruau's work will be displayed in his honour as a fashion icon in and of himself.
Gruau's career started at an early age. By 15, he had already published his first fashion drawing with Lidel. But the phenomenal trajectory of his success never reached full throttle until he had moved to Paris with his mother and befriended Christian Dior. Not only did the move to Paris facilitate his work with other prominent newspapers, such as Le Figaro and Marianne, but it also sealed his growing intimacy with the world of fashion, and even during World War II, fashion was not dead. It continued to flourish in Paris under the auspices of fashion magazines like Femina, Silhouettes, and Marie Claire.
But it was after WWII, after Gruau had started to work for the International Textile Review that Gruau's artwork was becoming recognizable. Dior had assigned for him to complete the first drawing of the Miss Dior perfume, a white swan outfitted with a black bow tie and white pearls. Gruau was able to capture the intersection of humour, class, and elegance represented there, and his signature style invented a new language of haute couture. Designers sought him out, as did American publishers, as he soon immigrated to the States, unable to refuse their grand offers, to work with Harper's Bazaar, American Vogue, and Flaire.
It was not long before Gruau became his own celebrity. Filmmakers, watching the relationship between his illustrations and the dramatic increase in sales, rallied his support for their posters for films. The infamous Jean Renoir recruited him for the sassy French Cancan. Gruau then completed the first Lido poster, the Moulin Rouge, Roland Petit's Ballets, and for Les Amants Terribles at the Theatre Montparnasse.
At the Istituto Italiano di Cultura, a range of his work is made available from posters to ad campaigns, and the evolution of a graphic inventor is traceable along the walls of the gallery. Gruau has become the veritable 'poster child' for success in the world of illustration. And he has proven, once and for all, that fine art has no set boundaries, that art and commerce have an intersection and that it need not be an ugly collision, but actually ripe with newer possibilities, funded by larger budgets, but also disruptive of the snootier notions of "real art".
Gruau has also been honoured in some of the most prestigious galleries in the world - a show of his works had the inaugural show in 1999 at the Museum of Publicity in the Louvre and the Rimini museum hosts a permanent section of his works, as well as museums in Japan, Monaco, and Cologne. This exhibition is unique because it proves that the graphic can also be "fine", in the sense of being considered "fine art". We can also see the modernist influences of a man born in 1909, how his style has returned and resurfaced almost a full millennium later, and how crucial the artist still remains to fashion today.

Rene Gruau shows at the Istituto Italiano di Cultura, 496 Huron St., until December 12. For more information call 416.921.3802.

sabato, ottobre 18, 2003

Il segnalibro dell'APC

ACADEMY OF COOKING CELEBRATES 50 YEARS AND OPENS IN TEL AVIV

(AGI) - Venice, Oct 18 - The Italian Academy of Cooking is 50 years old, has 294 delegations in Italy and abroad with over 6000 academics as members and will soon inaugurate new delegations, among which one in Tel Aviv in Israel. The birthday of the prestigious association founded in 1953 in Milan by Orio Vergani, the historic Italian journalist, was celebrated at several dinners in various Italian cities last night. Particularly important was the so-called ecumenical dinner that was held in Mira (Venice) in which also the national president of the Academy, Giuseppe Dell'Osso, took part. Dell'Osso recalled the principles that govern the academy, and reminded those present that the president of the republic had included them in the directory of Cultural Institutes last week; that new delegations were opening in Tel Aviv and in the US where others already exist. He also proposed a conference on Venetian cooking and culture that will take place quite soon also thanks to the Treviso Credit Institute Cassamarca. Orio Vergani decided to found the Academy to halt the "agony of Italian cooking". On July 29 in 1953 in Milan there was the first ecumenical meal in which Arnoldo Mondadori, Gianni Mazzocchi, Dino Buzzati, Gio' Ponti, Edoardo Visconti di Modrone, businessmen, journalists and advertising people took part. It was the first phase in the life of an association that now publishes a magazine and an Italian restaurant guide that is updated every year. (AGI)

venerdì, ottobre 17, 2003

Il segnalibro dell'APC

L'italiano fra autenticità e "purezza"
di Renato Cristin

Da lunedì la "Settimana" dedicata alla diffusione della nostra lingua nel mondo. Il rapporto con idiomi stranieri e dialetti

il Giornale, 17 ottobre 2003
E' evidente, sia dal punto di vista storico sia da quello logico, che qualsiasi discorso sulla "purezza" della lingua rischia non solo di essere irrimediabilmente astratto ma anche di finire in un vicolo cieco. E tuttavia ogni riflessione sulla vitalità di una lingua deve porsi il problema dell'autenticità, almeno come problema della conservazione della tradizione. I neologismi fondati su parole straniere che, come testimonia il recente aggiornamento dello Zingarelli, entrano con sempre maggior frequenza e intensità nei vocabolari degli italiani non rappresentano una corruzione linguistica, anzi, sono un segnale di energia metabolica dell'italiano, che riesce a inglobare nella propria semantica verbale lemmi e fonemi provenienti da spazi estranei. Ma questa vivacità può essere garantita solo da una sempre più attenta vigilanza sulle forme autoctone della parola e sulla loro idiosincrasia. In assenza di questo rimbalzo per così dire conservatore non ci può essere alcun processo irnnovativo della lingua, perché l'immissione incontrollata di termini stranieri porterebbe soltanto a un sempre più indistinto amalgama idiomatico, senza una cultura che lo ispiri, senza un pensiero che lo sorregga e senza più memoria dell'origine delle parole.
Bisogna pertanto distinguere fra tecnica di organizzazione della lingua (sintassi, grammatica in senso stretto) e dispiegamento del linguaggio nell'esistenza storica dei popoli (semantica nel senso ampio del termine). Complice anche la globalizzazione delle idee e della loro trasmissione, stiamo oggi assistendo a un flusso sempre crescente di informazioni, che circolano sempre più numerose e sempre più veloci, in un vortice entropico che rischia di condurre a una consunzione delle parole, non della loro quantità né della loro performatività, ma del loro senso. In questo modo, a essere messo in pericolo non è il livello comunicativo superficiale, ma il fondamento ontologico stesso di un popolo e di una nazione.
Un'occasione per una riflessione a tutto campo sullo stato della nostra lingua e, di conseguenza, della nostra cultura nazionale ci viene offerta dalla terza edizione della "Settimana della lingua italiana nel mondo", promossa dal ministero degli Esteri, che si apre lunedì prossimo 20 ottobre e che avrà il suo evento centrale nella videoconferenza del giorno 23 nel corso della quale il ministero si collegherà con alcuni Istituti italiani di cultura per discutere temi inerenti la specifica situazione dell'italiano nei Paesi dove operano gli Istituti scelti per la circostanza. Da tempo l'ambasciatore Francesco Aloisi, direttore generale della programmazione culturale, ha promosso un ampio dibattito, i cui risultati si stanno già concretizzando, fra tutte le istituzioni interessate alla diffusione e alla valorizzazione all'estero della nostra lingua, la Società Dante Alighieri in prima fila.
Ma per rispondere pienamente a questo appello è necessario non solo che gli strumenti d'informazione ne diffondano i contenuti, ma anche che ciascuno di noi concepisca la nostra lingua come la questione decisiva per il futuro dell'Italia.
Riflettere oggi sul senso della propria lingua significa anzitutto pensare la propria identità, personale e nazionale. Questo compito non perde di significato nemmeno con la progressiva trasformazione del concetto di nazione e con l'avvento di nuove prospettive come l'Unione Europea o la globalizzazione, perché il proprio orizzonte culturale, individuale e collettivo, resta il baricentro di qualsiasi azione nel mondo. E se l'orizzonte di ciascuna cultura è determinato, nel suo sviluppo storico, dalla madrelingua, allora quest'ultima è la finestra attraverso cui noi usciamo nel mondo e il mondo entra in noi. Sul terreno dell'italiano, due sembrano oggi i punti nevralgici di quella che potremmo chiamare la costruzione continua della nostra lingua: il rapporto con le lingue straniere e quello con i dialetti. Nel prima ambito, il confronto è fra la nostra identità e tutte le estraneità con cui entriamo in contatto: la conoscenza e la consapevolezza della nostra identità è la condizione essenziale per poter interagire in modo paritario con gli altri. Nel seconda ambito, la nostra identità linguistica nazionale deve confrontarsi con i suoi molteplici e variegati orizzonti interni, con tutti gli idiomi locali che hanno contribuito a formare quell'insieme internamente differenziato ma unitario che tutto il mondo riconosce come l'identità italiana.
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INIZIATIVA DEGLI ISTITUTI ITALIANI DI CULTURA

Coperte Navajo, babbucce, telefonini
in arrivo regali da quaranta capitali


La Stampa, 17 ottobre 2003
Un telefonino di ultima generazione, legato ad una cordicella che reca, in successione, una serie di piccoli «nodi», secondo la tradizione coreana: è il25° dono pervenuto a Giovanni Paolo II dagli Istituti italiani di cultura, che ospitano le manifestazioni promosse dal ministero degli Esteri per i1 Giubileo d'argento del pontificato, su iniziativa del sottosegretario Mario Baccini, presidente delta Commissione nazionale per la promozione della cultura italiana all'estero. Le conferenze dei vaticanisti italiani, su invito degli Istituti italiani di cultura, si stanno tenendo in 40 città del mondo e terminano con la presentazione al nunzio apostolico di un dono per il Santo Padre. «Le nostre sono manifestazioni culturali vogliono anche essere manifestazioni d'affetto verso il Pontefice», ha detto Baccini. «Per questo abbiamo chiesto ai direttori degli Istituti di orientarsi su doni simbolici e al tempo stesso simpatici». Tra di essi una coperta navajo, un plaid scozzese, un poncho di Lama, un maglione norvegese, un paio di babbucce in morbido cuoio color zafferano (Rabat), un servizio da the disegnato dall'architetto Frank Lloyd Wright (Chicago), un boccale bavarese (Monaco), la coppa del mate (Uruguay), una corteccia di eucalipto (Sydney) e l'essenza di gelsomino di Damasco.

giovedì, ottobre 16, 2003

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Farnesina: Baccini, riforma informatica Is. cultura all'estero

Roma, 15 ott. (Adnkronos) - Sara' "un portale che utilizzera' server dislocati in varie parti del mondo e che favoriranno la circolazione rapida di materiale utile alle attivita' degli istituti: film, musica e tutto quello che sara' necessario al personale e agli utenti". Si tratta del nuovo progetto informatico che vede gli 88 Istituti italiani di cultura nel mondo, raccolti in un sito web, realizzato con la collaborazione di Tiscali, che sara' presentato alla stampa dal sottosegretario agli Esteri e presidente della Commissione nazionale per la Promozione della cultura italiana all'estero Mario Baccini, e dal ministro degli Esteri, Franco Frattini, il prossimo 20 ottobre, presso la Loggia di Raffaello di Villa Madama, a Roma.
"La riforma degli Istituti italiani di cultura all'estero prevede, tra le altre cose, che vengano messi a disposizione dei vari istituti nuovi mezzi informatici. Per questo - spiega Baccini - si sta lavorando su una serie di innovazioni tecnologiche di altissima qualita'"
"Inoltre - aggiunge il sottosegretario -, verranno uniformati tutti i siti web degli istituti di cultura, sia dal punto di vista grafico sia dal punto di vista dei contenuti".
"Una scelta quindi, per unire cultura e tecnologia - conclude il sottosegretario Baccini -. L'Italia e' famosa per la cultura antica, ma oggi ha un ruolo di primissimo piano nella cultura contemporanea. Il nostro Paese intende utilizzare tutti i mezzi tecnologicamente piu' avanzati, per promuovere il proprio patrimonio culturale e sviluppare tutte le nuove forme ed espressioni dell'arte contemporanea".

mercoledì, ottobre 15, 2003

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GLI OMAGGI ALLA VIGILIA DELL'ANNIVERSARIO
Dal "mi corriggerete" al diploma in lingua italiana


Corriere della Sera, 15 ottobre 2003
Venticinque anni fa, dopo la sua elezione, il Papa polacco si presentò in piazza San Pietro pronunciando dinanzi ai romani una frase divenuta celebre. Riferendosi al suo incerto italiano, disse: "Se sbaglio, mi corriggerete". In ricordo di quella richiesta, ieri a Roma l'Istituto di Cultura Italiana di Cracovia ha conferito a Karol Wojtyla il diploma di lingua italiana e una medaglia d'oro per la sua opera di diffusione della cultura del nostro Paese all'estero. Prende spunto da un'altra frase di Giovanni Paolo II anche l'omaggio della Farnesina per i suoi 25 anni di Pontificato. Le poste italiane hanno infatti emesso una cartolina che reca sul francobollo prestampato l'effige del Papa con una delle espressioni più affettuose che egli abbia rivolto all'Italia: "La mia seconda patria". Stampate in un milione di copie, le cartoline commemorative si possono trovare in tutti gli uffici postali della Penisola. E' un modo per inviare auguri scritti al Papa in occasione dell'anniversario che cade domani 16 ottobre.
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Un milione di auguri al Papa
Disponibili in tutti gli uffici postali le cartoline per il Giubileo d'argento


Gazzetta di Parma 15 ottobre 2003
ROMA - Un milione di cartoline di auguri da tutta Italia: è il dono speciale che il governo ha voluto fare al Papa venuto da lontano, ma subito entrato nel cuore degli italiani, che il 16 ottobre festeggia il Giubileo d'argento del suo pontificato. Gli uffici postali di tutta Italia sono pronti a distribuirle: la prima cartolina è già in viaggio verso il Vaticano e porta le firme del ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri e del sottosegretario agli Esteri Mario Baccini che l'hanno compilata e imbucata al termine della conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa tenutasi oggi alla Farnesina.
"Grazie - hanno scritto - per aver abbattuto con la Sua presenza un muro che apre le porte alla pace e alla speranza". A venticinque anni dalla celebre esortazione di Giovanni Paolo II - "Non abbiate paura" - il governo italiano, ha voluto ripercorrere il solco del cammino fatto dal Papa attraverso un ciclo di 40 incontri internazionali in altrettante città di tutto il mondo su iniziativa degli Istituti italiani di cultura.

Venticinque di questi incontri (tra rappresentanti della Chiesa e delle Istituzioni, giornalisti vaticanisti, personalità dello spettacolo e dello sport) hanno già avuto luogo e 15 sono in programma nelle prossime settimane. Particolarmente significativo quello che si terrà a Gerusalemme il 22 ottobre dal titolo : "Non abbiate paura: Giovanni Paolo II profeta del dialogo". Tante le definizioni usate dal cardinale Pio Laghi, ieri mattina, per definire Karol Wojtyla: da "operatore di pace" a "Papa itinerante", da "atleta dello spirito" ad "ambasciatore in onore di Dio". "Forse - ha osservato il porporato - dal punto di vista fisico può avere dei condizionamenti che tutti notiamo, purtroppo adesso anche un po' nella voce. Lui che è un attore e che recitava e parlava benissimo. Ma quello che scrive e quello che dice è qualcosa che tocca il cuore e la mente di tante persone".

Il Papa, ha sottolineato a sua volta il ministro Gasparri, "può ancora moltissimo, la sua debolezza fisica ha aumentato la forze spirituale del suo messaggio". Tra i suoi insegnamenti c'è anche quello che "la fisicitè non è tutto" e che "si può predicare la parola di Cristo anche essendo costretti a interrompersi" perche' "la forza del silenzio supera la forza delle parole".

Per ringraziare il Papa, "la cui immagine, da un quarto di secolo, costituisce una luminosa vetrina per la visibilità internazionale dell'Italia", il sottosegretario Baccini, nella veste di presidente della Commissione Nazionale per la promozione della Cultura italiana all'estero, ha consegnato al nunzio apostolico in Italia Paolo Romeo, una medaglia d'oro da portare in Vaticano a Giovanni Paolo II. Ma non solo: a Karol Wojtyla la Commissione ha anche conferito il diploma di Lingua italiana per stranieri. "Se sbaglio mi corrigerete", disse Karol Wojtyla appena eletto. Una frase diventata il manifesto di un Papa straniero che da subito ha saputo diventare il principale ambasciatore della lingua italiana nel mondo.
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GIOVANNI PAOLO II AMBASCIATORE DELLA LINGUA ITALIANA NEL MONDO
AL PAPA LA MEDAGLIA D'ORO ED IL DIPLOMA DI ITALIANO PER STRANIERI.
RICORDATO CON UNA CARTOLINA POSTALE IL XXV ANNO DI PONTIFICATO.


Inform, 14 OTTOBRE 2003
ROMA - In occasione del XXV anno di Pontificato di Giovanni Paolo II, che ricorre il 16 ottobre, è stata presentata alla Farnesina la cartolina postale con gli auguri degli italiani al Santo Padre. La cartolina, pubblicata in un milione di copie, riproduce una frase pronunciata dal Papa sull'Italia "La mia seconda Patria" e mostra il Santo Padre con l'ostensorio e con alle spalle l'immagine del nostro Paese.
L'iniziativa, realizzata dall'Agenzia di comunicazione Hub.Net su iniziativa del Sottosegretario agli Esteri Mario Baccini, si affianca ad una serie di incontri e conferenze di vaticanisti, che il Mae sta promuovendo presso gli Istituti di Cultura di tutto il mondo - 25 eventi hanno già avuto luogo sui 40 previsti - per illustrare la figura del Santo Padre. Il ciclo degli
appuntamenti si concluderà a Roma presso Villa Madama con un evento speciale a cui prenderanno parte i Cardinali Camillo Ruini e Crescenzio Sepe. Tra quelli che devono ancora aver luogo ricordiamo l'incontro del 22 ottobre a Gerusalemme, dal titolo " Non abbiate paura: Giovanni Paolo II profeta del dialogo", la conferenza di Santiago (22 ottobre) sul tema "Giovanni Paolo II e gli affari mondiali: tenacia e sofferenza" e quella del 31 ottobre a Seoul "Giovanni Paolo II: venticinque anni di passione per l'uomo".
Nel corso della cerimonia sono stati consegnati al Cardinale Pio Laghi la Medaglia d'oro ed il Diploma di italiano per stranieri che il Ministero degli Esteri ha conferito a Giovanni Paolo II per la sua instancabile opera come Ambasciatore della lingua italiana nel mondo. L'incontro, coordinato dal curatore della manifestazione Piero Schiavazzi, è stata inoltre
caratterizzato dalla proiezione del video musicale di Amedeo Minghi "La mia seconda Patria" e del filmato "Dona Nobis Pacem". Una suggestiva ricostruzione che sintetizza in pochi minuti i momenti salienti, come la caduta del muro di Berlino, l'attentato di Piazza San Pietro e la battaglia per la pace, che hanno caratterizzato il lungo e difficile Pontificato di Giovanni Paolo II.
“Questa iniziativa - ha commentato il Ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri presente alla manifestazione - è un ulteriore omaggio ad un protagonista della nostra storia che ha cambiato il mondo con la forza della fede. Ma la cartolina postale è anche un modo per far circolare fra la gente (una iniziativa analoga venne presa quando il Santo Padre visitò
il Parlamento) questa presenza e questo ricordo. Con l'evento odierno vogliamo salutare anche l'uomo che ha promosso l'identità e la lingua italiana nel mondo. Un polacco che, amando molto il nostro Paese ed usando
la nostra lingua anche in contesti lontani dall'Italia, ha richiamato tutti al senso di appartenenza alla propria dimensione nazionale. Egli infatti ha risvegliato l'identità nazionale del popolo polacco e degli altri popoli in un quadro non antagonista ma di pacifica coesistenza tra i popoli. Il Santo Padre - ha poi sottolineato Gasparri evidenziando piena disponibilità a promuovere con il Ministero degli Affari Esteri ulteriori iniziative congiunte volte a rendere omaggio alla figura del Pontefice - è anche un indiscusso protagonista della comunicazione moderna. Le grandi masse che intorno a lui si raccolgono, anche attraverso i mezzi della comunicazione, offrono un'immagine costante di presenza e di spiritualità. In questi anni - ha concluso il Ministro ricordando la determinazione e la grande forza d'animo del Papa - la debolezza fisica del Santo Padre ha esaltato la forza spirituale del suo messaggio. Il fatto che egli, nonostante l'innegabile sofferenza del corpo, continui a viaggiare e raccolga intorno a sé masse di fedeli fa comprendere che i valori e la spiritualità sono dati morali che vanno al di là della fisicità".
Il Sottosegretario Baccini, dopo aver ricordato l'ottimo lavoro svolto dagli Istituti Italiani di Cultura, ha annunciato l'imminente presentazione, da parte del Ministro degli Esteri Frattini, di un organico progetto di riforma di tutta la promozione della cultura italiana all'estero. Nel sottolineare l'importante contributo del Papa alla diffusione della lingua italiana nel mondo, Baccini ha inoltre evidenziato come tutte le iniziative del Mae in questo settore - tra le tante ricordiamo la III Settimana della Cultura Italiana nel Mondo - abbiano, come confermano le nostre collettività all'estero, uno straordinario ritorno d'immagine per il nostro Paese e siano volte ad affermare il valore dell'italianità come stile di vita.
Ha infine preso la parola il Cardinale Pio Laghi che, nel ripercorrere i momenti più significativi del Pontificato di Giovanni Paolo II, ha ricordato la frase "non abbiate paura e spalancate le porte a Cristo" con cui il Papa 25 anni fa si presentò in Piazza San Pietro a Roma ed al mondo.
Un messaggio che si diffuse in lingua italiana in tutto il globo e che segnò l'inizio di un Pontificato volto, nello spirito del Vangelo, alla difesa della pace ed alla tutela della dignità e dei diritti dell'uomo.
Tra le prime iniziative di successo del Papa vi fu infatti l'invio, al fine di scongiurare un conflitto armato tra il Cile e l'Argentina, di un negoziatore in America Latina. Ma questo instancabile operatore di pace è anche, ha ricordato il Cardinale Laghi, il promotore della nuova evangelizzazione. Un messaggio di speranza, rivolto al cuore degli uomini,
che il Santo Padre ha fatto conoscere in tutto il mondo attraverso i suoi numerosi spostamenti internazionali. Ben 102 viaggi che lo hanno portato nelle più lontane terre del globo. (Goffredo Morgia-Inform)

domenica, ottobre 12, 2003

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IN VENDITA NEGLI UFFICI POSTALI
Un milione di cartoline augurali e un diploma in lingua italiana
di O. Pet.

Il Messaggero, 12 ottobre 2003

CITTA’ DEL VATICANO - Un milione di cartoline per gli auguri degli italiani a Giovanni Paolo II e un diploma di lingua italiana per stranieri concesso a Karol Wojtyla dall’Istituto italiano di Cultura di Cracovia, nel ricordo della celebre ”richiesta” di 25 anni fa in piazza San Pietro: «Se sbaglio mi corrigerete». Le cartoline verranno distribuite in tutti gli uffici postali d’Italia e serviranno per dire un «grazie» a questo Papa chiamato a sorpresa «da un Paese lontano», quel 16 ottobre di 25 anni fa, e che da allora ha legato la sua vita a Roma e all’Italia. Il francobollo di 41 cent. raffigura il Papa che regge un ostensorio con l’Italia sullo sfondo.
L’iniziativa dei ministeri degli Esteri e delle Comunicazioni verrà presentata, domani alla Farnesina, dal ministro Maurizio Gasparri, dal sottosegretario agli Esteri Mario Baccini, promotore delle manifestazioni organizzate per il XXV di pontificato, assieme al curatore generale del progetto, Piero Schiavazzi. L’incontro sarà aperto da una riflessione del cardinale Pio Laghi sul tema: «Non abbiate paura, Giovanni Paolo II e la politica mondiale». Saranno presenti il Corpo diplomatico e i vaticanisti che hanno partecipato al progamma di conferenze sul pontificato negli Istituti Italiani di Cultura di 40 paesi. Laghi, Gasparri, Baccini e il presidente delle Poste italiane, Enzo Cardi, saranno i primi a scrivere il proprio «pensierino augurale» e ad imbucare le proprie cartoline in una cassetta delle lettere al centro del salone delle Conferenze internazionali.

sabato, ottobre 11, 2003

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Mentre crescono i timori per la salute del Pontefice, il Campidoglio si prepara alla cerimonia di lunedì
Papa e Roma, nozze d’argento

Consiglio comunale straordinario per i 25 anni di pontificato

Il Messaggero, Sabato 11 Ottobre 2003 - Proprio nella giornata in cui si sono diffuse notizie preoccupanti sulla salute del Papa, Roma si appresta a celebrare le “nozze d’argento” del Pontefice con la Capitale. Una seduta straordinaria del Consiglio Comunale, voluta dal sindaco Veltroni e da tutti i gruppi consiliari, lunedì alle 15, inaugurerà la settimana di festeggiamenti per il XXV di pontificato di Karol Wojtyla. La storia del Papa polacco è la storia del suo amore per Roma e per i romani che hanno accolto ed amato Giovanni Paolo II fin dal primo momento. Di gratitudine, Roma gliene deve molta. E dove meglio mostrarla se non in piazza San Pietro la sera del prossimo 16 ottobre, a 25 anni esatti da quella ”prima” sera del «se mi sbaglio mi corrigerete»? E dove meglio mostrare la gratitudine della Roma civica se non nel suo più alto tempio che è il Campidoglio?
Introdurrà la seduta il presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Mannino. Seguirà un intervento di Piero Schiavazzi che presenterà il video ”Dona nobis pacem”. Seguiranno gli interventi dei rappresentanti degli 11 gruppi consiliari, del cardinale Ruini (e sarà questa una circostanza straordinaria), del sottosegretario Mario Baccini che illustrerà anche le iniziative celebrative del XXV di pontificato, promosse dal Ministero degli Esteri e concluderà il sindaco Veltroni. Poi la consegna dei doni.
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Giornali non convincono italiani

(ANSA)-MILANO, 11 OTT- Gli italiani si fidano 'abbastanza' dei giornali ma avanzano due critiche: sono troppo politicizzati e non rispecchiano la realta' del paese. Lo rivela un sondaggio di Vera Magazine. Se gli uomini maturi danno fiducia ai quotidiani, sono le donne e i giovani a guardarli con piu' sospetto. Chi sceglie la carta stampata lo fa soprattutto perche' approfondisce gli argomenti rispetto agli altri media (lo afferma il 32,1% dei 405 intervistati), o perche' e' piu' obbiettiva della tv (27,9%).
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Roam through Rome with Gudrun Sleiter
by Kenneth Curmi

di-ve.com, Malta - Saturday, 11 October, 2003
Presently at the Istituto Italiano di Cultura one can find an exhibition of drawings and paintings by Gudrun Sleiter, a German-born, Italian by choice, artist.
Gudrun Sleiter is fascinated by Rome, and it's her many walks through the city which inspired the paintings currently on show.
Indeed the drawings portray various parts of the city, from natural aspects such as trees to monuments, and it is truly a stroll around Rome. Indeed that is exactly the name given to the exhibition: 'Passeggiando a Roma'.
However, more than a journey through Rome, it is more of a journey into the artist's past, as well as humanity's past. Rome is a city of past and present: a modern city inundated with magnificent historical monuments which evoke its glorious past.
The technique used in the paintings is quite unique: the paintings have hand written manuscripts as background, which is intended to create the confusion, for lack of a better word, which lies in the artist's memory.
That which at first impression might look as a journey through Rome, is thus actually more of a journey through time.
The exhibition is showing at the Italian Cultural Institute situated in Valletta, and is open to the public till the 18th of October.

venerdì, ottobre 10, 2003

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FUKSAS A VILNIUS SU INVITO DELL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA E DELL’AAL

VILNIUS\ aise\9 ottobre 2003 - L’Architetto Massimiliano Fuksas, su invito dell’Associazione degli Architetti Lituani e in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Vilnius, ha tenuto oggi, nella Sala Polivalente dell’Istituto, una lezione sui progetti che lo hanno visto un indiscusso protagonista dell’architettura contemporanea mondiale.
Per l’ architetto Fuksas, nato a Roma ma di padre lituano, è la prima visita in Lituania, il paese dei suoi avi. Nel corso della lezione ha rivelato al foltissimo pubblico che era venuto ad ascoltare, la grande emozione che stava provando nel riuscire a vedere finalmente dal vivo quello che il padre gli aveva mostrato nelle vecchie foto. Domani rivedrà anche la casa dei suoi nonni, a Kaunas, che è stata ritrovata grazie alle foto conservate dalla famiglia.
Massimiliano Fuksas si fermerà in Lituania ancora qualche giorno per presiedere la giuria che il 10 ottobre premierà i 5 migliori progetti presentati alla mostra “Architettura Lituana 2002-2003: ‘Introspezione’ ”.Questa visita, ha promesso, è solo la prima di una lunga serie. (aise)

mercoledì, ottobre 08, 2003

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Costretta a lasciare l´Istituto italiano di cultura. Per lei in campo anche Magris e Tabucchi
Miori sfrattata da Bruxelles
Ma la trentina fa ricorso in Tribunale


L'Adige, 7 ottobre 2003
Alla fine Sira Miori, professoressa trentina dal lungo curriculum professionale, è stata sfrattata dal suo incarico di direttrice dell´Istituto italiano di cultura di Bruxelles. Non sono bastati gli appelli di intellettuali italiani ed europei (tra cui Magris e Tabucchi), le prese di posizione di politici e amministratori belgi, le polemiche giornalistiche a salvare la studiosa. Come annunciato qualche mese fa, al suo posto arriva Pia Luisa Bianco, giornalista gradita al centro-destra ex direttrice del quotidiano «L´Indipendente». Secondo quanto previsto da un decreto interministeriale la sostituzione doveva avvenire a partire da ieri.
Sfrattata dunque, ma si potrebbe anche dire epurata oppure «Dégommé», che significa cancellata con la gomma, termine usato in un servizio andato in onda nei giorni scorsi sulla radio televisione belga che ha dedicato ampio spazio al «caso Miori». Ora la professoressa, che a Bruxelles era arrivata per concorso grazie ai suoi titoli tra cui c´è anche un master in diritto comunitario alla Sorbona, dovrebbe fare le valigie e rientrare a Roma a disposizione del ministero. Ma il condizionale resta d´obbligo. Sulla vicenda pende un ricorso di fronte al Tribunale di Roma che a giorni dovrebbe pronunciarsi sul caso. La professoressa vanta infatti parecchie ragioni per opporsi al siluramento per motivi "politici" voluto dal ministro Frattini. La sua colpa infatti, aveva chiarito candidamente in un´intervista il sottosegretario agli Esteri, Mario Baccini (Udc), era stata quella di aver ospitato a Bruxelles la presentazione dell´ultimo libro del giudice Giancarlo Caselli. L´incarico alla direzione dell´istituto di rue de Livourne avrebbe dovuto durare per un altro anno. Inoltre all´ormai ex direttrice non è stato assegnato un altro incarico di pari livello. La parola passa dunque ai giudici.
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Lunedì 13 Consiglio comunale straordinario alla presenza di Ruini, con Minghi e Ghini

Il Campidoglio celebra i 25 anni di pontificato di Wojtyla

di Anna Merola

Corriere della Sera, Cronaca di Roma, 7 ottobre 2003
Un Consiglio comunale straordinario per celebrare il XXV anniversario del pontificato di Giovanni Paolo II. Così gli eletti dell'aula Giulio Cesare hanno deciso di rendere omaggio a papa Wojtyla. La seduta speciale si svolgerà lunedì 13 ottobre, giorno in cui il sindaco Veltroni e il presidente del Consiglio Giuseppe Mannino consegneranno al cardinal vicario Camillo Ruini i doni della città (tra cui un quadro che rappresenta un Cristo) per Giovanni Paolo. Il Consiglio, che comincerà alle 15, prevede un fitto programma, con interventi di politici, come quello del sottosegretario agli Affari esteri Mario Baccini, e di artisti. Prima un attore: Massimo Ghini leggerà un brano del discorso tenuto da Giovanni Paolo II nell'aula Giulio Cesare il 15 gennaio del 98, in occasione della sua visita in Campidoglio. Poi un cantante: Amedeo Minghi chiuderà il Consiglio con il brano Un uomo venuto da lontano , che sarà accompagnato da un videoclip con le immagini del pontificato, che ha già fatto il giro del mondo con le manifestazioni organizzate dal ministero degli Affari esteri nelle sedi di 25 istituti italiani di Cultura proprio per i 25 anni di pontificato di Giovanni Paolo. Si è cominciato dalla prima patria del Papa: la Polonia e poi Cracovia, Buenos Aires, Strasburgo, New York e infine Roma la cui cerimonia è prevista proprio nel mese di ottobre all'ambasciata italiana, presso la Santa Sede. Ma prima della giornata conclusiva delle manifestazioni toccherà al Campidoglio celebrare le nozze d'argento del Pontificato di un «Papa che - dice il presidente del Consiglio Giuseppe Mannino - con il suo esempio è patrimonio dell'umanità». Nell'aula Giulio Cesare verrà presentato anche il video Dona Nobis Pacem realizzato da Pietro Schiavazzi e Maurizio Del Pinto che, in 12 minuti e mezzo, ripropone i passaggi salienti dei 25 anni del pontificato. Poi ci saranno gli interventi dei consiglieri, del sindaco e il saluto del cardinale Camillo Ruini.

sabato, ottobre 04, 2003

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Istituti di cultura, sfrattata la direttrice di Bruxelles
Era «colpevole» di aver ospitato un dibattito con Caselli e Ingroia. Al suo posto arriva Pialuisa Bianco.
di Maria Serena Palieri

Una epurazione fatta senza rispettare alcuna regola. Il tribunale di Roma deve ancora pronunciarsi sul ricorso.

La decisione del ministro degli Esteri era stata annullata dalla Corte dei Conti. Allora si è fatta passare per il ministero dell’Economia.

l’Unità, 4 ottobre 2003
«Dégommée», cancellata con la gomma, insomma silurata: è il termine che ieri mattina il giornale radio belga delle otto ha usato per annunciare il cambio della guardia alla direzione dell'Istituto italiano di cultura di Bruxelles. «Dégommée» la direttora di carriera Sira Miori, costretta a lasciare oggi le stanze dell'istituto di rue de Livourne, con un anno di anticipo sulla fine del suo mandato e senza che - come recita la normativa anche in caso di fine naturale di un incarico - le venga garantita un'altra sede di pari rilievo. Lunedì sei ottobre al suo posto arriverà, nominata «per chiara fama», Pialuisa Bianco. La notizia è stata data, dall'emittente, nei titoli di testa dell'edizione di massimo ascolto. Ma perché con tanta enfasi? Quale appeal possono avere per gli ascoltatori belgi le vicende interne a una delle decine e decine di istituzioni diplomatiche presenti a Bruxelles? Il giornale radio ha mandato in onda un servizio in cui molti tasselli - questo, ma anche le vicende di Patrimonio s.p.a. cosi come una lettura politica del braccio di ferro in corso alla Scala tra Fontana e Muti - hanno composto un quadro complessivo inquietante, tra svendita, spoils system e censura, delle nostre istituzioni culturali. L'avvicendamento in rue de Livourne a che titolo rientra nell'affresco? Alla voce «spoils system»: perché Pialuisa Bianco, direttora dell'Indipendente in epoca leghista, e oggi editorialista di uno dei giornali di famiglia del presidente del Consiglio, Il Foglio (d'altronde, sempre per restare nell'entourage, nelle stanze di rue de Varennes, all'Istituto di Parigi, il fratello di Giuliano Ferrara, Giorgio, ha appena soppiantato il direttore Guido Davico Bonino). E perché, per riuscire a insediarla a rue de Livourne, il ministero degli Affari Esteri, di concerto col ministero dell'Economia, ha fatto di tutto. Di tutto in senso letterale.
È una vicenda che inizia a marzo 2002 e che, in teoria, si conclude oggi, con una direttora legittimamente in carica sfrattata con una nota a dire poco anomala, arrivata da Roma quattro giorni fa. E con la nuova che s'insedia lunedì. In teoria: perché il 16 ottobre a Roma il tribunale di competenza è chiamato a pronunciarsi sul ricorso presentato da Miori. E i giochi sembrano destinati a riaprirsi. (Intanto, i Ds annunciano sul caso un'interrogazione in Parlamento).
E allora ripercorriamola, questa vicenda che è esemplare per arroganza, voracità e imperizia di un ceto politico: se ha appeal per i belgi, tanto più può avere per noi.
Marzo 2002 è il mese in cui Mario Baccini, sottosegretario agli Esteri, rilascia un'intervista al Mattino in cui spiega che quattro tra i direttori dei nostri Istituti all'estero verranno epurati: Mario Fortunato (Londra), Uga Perone (Berlino), Guido Davico Bonino (Parigi) e Sira Miori (Bruxelles). I primi tre, uno giornalista-scrittore, uno filosofo, uno già direttore editoriale all’Einaudi e direttore del Teatro Stabile di Torino, sono «di chiara fama», nominati in base alla legge De Michelis del '90, la quarta, master in diritto comunitario alla Sorbona, e di carriera, al livello più alto. Sono, tutti e quattro, rei di aver danneggiato l'immagine dell'Italia all’estero, il primo perché sentendosi sotto attacco ha promosso un appello in proprio favore sottoscritto, tra gli altri, da Salman Rushdie e Doris Lessing; il secondo perché imputato di simpatie no-global; il terzo accusato di aver fiancheggiato la dimostrazione antiberlusconiana al Salon du Livre di Parigi; la quarta perché ha ospitato a rue de Livourne un dibattito su mafia e terrorismo con i giudici «comunisti» Caselli e Ingroia. Nell'occasione, il sottosegretario spiega anche la nuova linea per gli Istituti: cultura poca, diciamo pure il minimo, quello che devono fare è piazzare all'estero i prodotti del made in Italy. L'intervista di Baccini va ricordata, perché è quella che dà colore politico a tutta la vicenda successiva, che qualcuno potrebbe derubricare, sennò, a «normale», benché orrendo, spoils system. E alla Farnesina passano in azione. A Londra, Berlino, Parigi e Bruxelles comincia un calvario fatto di ispezioni a sorpresa, note amministrative, ukase in forma di fax. Nella memoria inviata alla Corte dei Conti, raccontano fonti sindacali della Farnesina, da parte sua la direttora di Bruxelles riassume il tutto con un termine chiarissimo: «mobbing». Certo, qualche stress deve averglielo dato il colpo di scena che le riserva il 31 marzo di quest'anno la Sala del Mappamondo del ministero degli Esteri: i direttori dei nostri 88 istituti sono convocati per una conferenza straordinaria e lei, dietro il cartellino «Bruxelles», trova seduta un'altra. Sì, Pialuisa Bianco.
La Conferenza è anche la sede dove il ministro Frattini e l'onorevole Adornato spiegano che c'è necessità di un "nuovo Rinascimento» (parola d'ordine, se non ricordiamo male, parecchi anni fa di Armando Verdiglione), ma, soprattutto, dicono: contrordine, direttori, non dovete più vendere automobili Fiat e parmigiano reggiano, il compito adesso diventa quello di vendere un'immagine positiva dell'azione del governo. Perché c'è il semestre di presidenza europea e perché l'Italia all'estero gode al momento di pessima stampa.
Teniamo a mente anche questo passaggio. Passano pochi giorni e lì a Bruxelles piove un fax: è firmato dal ministro Frattini e, a cose fatte (vista la già avvenuta pubblica presentazione di Pialuisa Bianco nella sala del Mappamondo), informa Miori che, alla vigilia del fatidico semestre, Bruxelles ha bisogno di «una personalità di prestigio culturale», non solo «competente nell'organizzazione e la gestione», con lo scopo di assicurare il «massimo di visibilità internazionale». Espressioni leggibili in altro modo, visto il valzer di poltrone, anche per i corrispondenti Rai - via i «comunisti»», dentro i fedelissimi - che Berlusconi impone a Bruxelles negli stessi giorni.
Un fax è un po' poco, in senso procedurale, ma il ministro non lo sa. Parte il ricorso. La Corte dei Conti annulla tutto perché illegittimo. Perché un «diritto soggettivo» non si annulla per decreto amministrativo. Tra l'altro, alla Corte non dev'essere piaciuto che a Bruxelles così i costi di gestione si moltiplichino per quattro: un direttore di chiara fama prende il doppio di un direttore di carriera e in più ha bisogne di un paio di assistenti, visto che di «gestione» presumibilmente poco capisce. Nel frattempo comunque il ministero ha lavorato su altri fronti: ha «declassato» la sede di Budapest, dove allo scrittore Giorgio Pressburger subentra un interno alla Farnesina, Dante Marianacci, e ha fatto passare in pole position, tale da giustificare la nomina per chiara fama, Bruxelles. E, a fine settembre, l'ultimo colpo di mano: una nota esecutiva della direzione del Personale della Farnesina, in esecuzione di un decreto interministeriale - Affari Esteri ed Economia - bypassa la Corte dei Conti e, con approvazione solo dell'Ufficio centrale del Bilancio, nomina Pialuisa Bianco. Siccome l’Ufficio del Bilancio dipende dal ministero dell'Economia il gioco è questo: Tremonti controlla se stesso e dà il visto da solo.
Nel frattempo il fatidico semestre si è inaugurato, come si sa, politicamente nel modo più disastroso. Ma per fortuna, ora, a rafforzare il pool mediatico di sostegno a Berlusconi arriva anche, a rue de Livourne, la neo-direttora. Peccato che, vista l’imperizia con cui è stata condotta la vicenda, Pialuisa Bianco arrivi ai primi di ottobre. Che la sua nomina corra seri rischi di essere invalidata il 15, quando verrà discusso il ricorso. Che, se pure resta, avrà bisogno di un paio di mesi per ambientarsi e ritessere le fila con le istituzioni e l’intellighenzia di Bruxelles, dopo la campagna stampa dei media belgi. Che il 31 dicembre il semestre finisca. E quello che voleva essere un piatto politico cucinato con abilità, si sarà risolto in una gigantesca frittata.
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The World day against death penalty written by Immanuel Mifsud - 4 Oct, 2003

MaltaMedia, 4 ottobre 2003
On the occasion of the "World Day against the Death Penalty", the Italian Cultural Institute will be presenting a documentary called "Non vale la pena".

The video, in which the actors Arnoldo Foa, Remo Girone, Valeria Moriconi, Ottavia Piccolo, Amanda Sandrelli and Massimo Wertmuller take part, was produced with the support of the Regione Toscana. In fact, in 1796, the Gran Ducato di Toscana, was the first state in the world to abolish the death penalty.
"Non vale la pena" was presented at the European Parliament in Bruxelles on the 18th June 2003.
The video will be screened at the Institute on Friday, 10 October, at 1800hrs and will be preceeded by an introduction by Joseph Ellis (lawyer).
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Dal 20 al 25 ottobre una settimana dedicata alla nostra lingua sempre più diffusa nel mondo
L'italiano sfonda sul web: supera francese e portoghese

di Lorenzo Salvia

L'INIZIATIVA

Corriere della Sera, 4 ottobre 2003
I segnali sono numerosi. Uno arriva dagli Stati Uniti: nei programmi di 500 scuole superiori, a partire da quest'anno, sono stati inseriti corsi ed esami di italiano che danno titoli per entrare nelle università. L'altro da Internet: è nella nostra lingua il 3,6% delle pagine web. Siamo al settimo posto. Dietro ad inglese (35,2%), cinese (11,9%), giapponese (10,3%), spagnolo (8,1%), tedesco (6,5%) e coreano (4,2%). Ma davanti al portoghese (2,8%), e addirittura al francese (3,3%). Due esempi per dire che l'italiano si sta diffondendo sempre di più. «A tal punto che il nostro problema non è più promuoverlo, ma soddisfare la domanda di chi vuole studiarlo». E c'è da crederci se a dirlo è l'ambasciatore Francesco Aloisi, che al ministero degli Esteri è responsabile della direzione per la promozione culturale. Proprio la Farnesina, insieme al ministero per gli Italiani all'estero e all'Accademia della Crusca, ha organizzato la terza edizione della settimana della lingua italiana nel mondo, in programma dal 20 al 25 ottobre. L'iniziativa, sotto il patronato del presidente della Repubblica, prevede un ricco calendario di manifestazioni che vedranno impegnati 88 Istituti italiani di cultura, 256 scuole, 340 lettori di italiano, e oltre mille italianisti che lavorano nelle università di tutto il mondo.
L'appuntamento più importante il 23 ottobre, quando il ministero degli Esteri si collegherà in videoconferenza con le ambasciate di Seoul, Budapest, La Valletta, New York, Zurigo, Madrid e Bruxelles. Si discuterà sull'uso della nostra lingua negli incontri internazionali, in particolare presso le istituzioni europee. «In questi sedi - osserva Francesco Sabatini, presidente dell'Accademia della Crusca - finiamo spesso per essere vittime di un complesso di inferiorità: siamo sicuri che la nostra lingua non sia conosciuta dagli stranieri. E per questo usiamo l'inglese o il francese. Salvo scoprire, magari al momento del caffè, che il nostro interlocutore parla un ottimo italiano. Credo sia arrivato il momento di cambiare atteggiamento: non solo preoccuparci di imparare le lingue straniere, ma anche di difendere la nostra».
Come nelle due passate edizioni, pure quest'anno è stato riproposto il concorso «Scrivi con me», riservato agli studenti delle scuole straniere in cui si insegna l'italiano. Hanno partecipato in 1.500. La prova consisteva nel continuare un racconto inedito scritto senza il finale. Dopo Dacia Maraini e Giuseppe Bonaviri, quest'anno il testo porta la firma di Alberto Bevilacqua con Il segreto della moglie scomparsa . I primi cinque classificati riceveranno libri, videocassette e cd rom. Tutti in italiano, naturalmente.

venerdì, ottobre 03, 2003

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Farnesina: amb. Aloisi, promuovere l'italiano per rafforzare identita'

Roma, 3 ott. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - ''Questa iniziativa ha un duplice scopo: attirare l'attenzione sul fenomeno della diffusione della lingua italiana nel mondo e dare un riconoscimento a tutti coloro che collaborano nella diffusione e nell'insegnamento dell'italiano all'estero''. Queste le parole dell'ambasciatore Francesco Aloisi de Larderel nell'introdurre, in rappresentanza del ministro degli Affari Esteri Franco Frattini, assente per incarichi istituzionali, la terza edizione della ''Settimana della lingua'' italiana all'estero, che si svolgera' dal 20 al 25 ottobre.
Il contenuto dell'iniziativa, promossa dal ministero degli Esteri insieme al ministero per gli Italiani nel Mondo ed in collaborazione con l'Accademia della Crusca sotto il patronato del Presidente della Repubblica, si configura come un complesso di manifestazioni che si svolgeranno in parte all'estero, con dibattiti, conferenze, eventi e rassegne, ed in parte in Italia dove il 23 ottobre si terra' la video-conferenza che colleghera' il ministero degli Affari Esteri alle sedi di Seoul, Budapest, Malta, Bruxelles, New York, Zurigo e Madrid per affrontare il tema dell'italiano nei paesi suddetti e nelle istituzioni europee.
''L'importanza delle lingue sta diventando un tema di riflessione a tutti i livelli - ha affermato Francesco Sabatini, presidente dell'Accademia della Crusca - che coinvolge non solo i linguisti e gli esponenti della politica, ma il mondo dell'informazione e la vasta gamma di istituzioni che da sempre collaborano in quest'ottica''. Nascera', infatti, proprio in questi giorni a Stoccolma, tra il 13 e il 14 ottobre, la Federatio Europae Linguarum creata dalla fusione di piu' accademie per la diffusione del patrimonio linguistico. Bisogna superare - ha continuato Sabatini - la concezione della difesa della propria lingua nazionale, poiche' le lingue di tutti i popoli sono il patrimonio di ogni individuo, e rivolgere il nostro impegno a far vivere questi strumenti indispensabili''.
In considerazione dell'esperienza dello scorso anno, anche nel 2003 si e' deciso di associare alla ''Settimana'' la Svizzera, in cui l'italiano costituisce una delle lingue nazionali. ''La mia impressione - ha dichiarato l'ambasciatore svizzero Alexis Lautenberg - e' che ci sia una prossimita' tra l'Italia e la Svizzera dove i legami con la vostra nazione sono attivi. Pur assistendo, nella nostra confederazione, ad un cambiamento di ruolo delle varie lingue, l'italiano viene sempre piu' richiesto, anche grazie al fatto che l'Italia rappresenta un vero punto di riferimento culturale''.
Il governo con la ''Settimana'' onora il debito con gli italiani nel mondo ' e' una conferma fattiva e concreta della collaborazione tra i due ministeri - ha sentenziato l'on. Meo Ziglio, in rappresentanza del ministro per gli Italiani nel Mondo Tremaglia - essere italiani nel mondo significa, infatti, in primo luogo essere depositari e fruitori della lingua, che costituisce la propria storia, i propri valori, la vita''. Ai nostri giorni 4 milioni di italiani all'estero hanno visto riconosciuta la loro lingua, anche nelle sue varianti regionali, diffusa nei vari starti sociali. Un modo per essere, finalmente, ''alla pari nei confronti della madre patria''.
Nell'ambito dell'iniziativa verranno riproposti il concorso per studenti universitari ''In diretta con l'Italia'' e per gli studenti delle scuole medie superiori italiane all'estero il concorso ''Scrivi con me'' in occasione del quale il noto scrittore Alberto Bevilacqua ha realizzato un racconto privo di finale, diffuso agli studenti affinche' elaborino una personale conclusione. Bevilacqua e' apparso scettico sulla scelta del programma, realizzato da Rai International e intitolato ''Di che lingua parlano i poeti'' contenente due interviste ai poeti Mario Luzi, membro dell'Accademia della Crusca e Giovanni Giudici ''Non possiamo negare - ha dichiarato lo scrittore - che Luzi e Giudici siano spesso entrati in dialettica combattiva con la lingua italiana''.
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Una “immagine Italia” per la Fiera di Francoforte

Secolo d’Italia, 3 ottobre 2003
L’UNIONE europea parte anche dalle librerie. «Immagine Italia» è infatti l'esposizione con cui il mondo del libro e della cultura italiana sarà presente, dal 9 al 13 ottobre, alla 55 edizione della Fiera internazionale del libro di Francoforte. L'esposizione, organizzata dall'Aie (Associazione Italiana Editori) ed inserita nel programma del ministero degli Affari esteri, comprende oltre 1500 volumi e si presenta come un'occasione di incontro e confronto per le Regioni e le istituzioni culturali italiane. «La Farnesina e le Regioni italiane - ha affermatoli direttore generale per la Promozione e cooperazione culturale, Francesco Aloisi de Larderel, nel corso della presentazione alla stampa della partecipazione italiana alla Fiera - realizzano in questo modo un programma di promozione della cultura italiana all'estero, che rappresenta una risorsa economica, venendo così a creare una sinergia tra cultura ed economia». La presenza delle regioni, è una grande novità per una fiera che negli anni precedenti era riservata solo agli editori. «Si va a Francoforte per fare cultura -ha sottolineato Giovanni Cipriani, segretario generale del Centro per la Promozione del Libro- e le Regioni avranno il compito di promuovere i piccoli editori». Oltre alla regione Campania, presente con una selezione editoriale di circa cinquanta case editrici, la regione Puglia parteciperà con una mostra dedicata a San Nicola di Bari «un santo - ha spiegato Luigi D'Ambrosia, consigliere della regione Puglia- che, ambasciatore di Puglia nei Paesi dell'Oriente, racchiude con la sua identità, culture che vanno oltre confini regionali e nazionali».
La vitalità cultura nazionale proviene anche, tra le altre cose, dall'impulso fornito dai territori. La presenza di una rete tanto ramificata di realtà editoriali a livello regionale è il sintomo dì una domanda di cultura sempre più estesa.
IL SORVEGLIANTE

mercoledì, ottobre 01, 2003

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IIC/ OMAGGIO A SUA SANTITA' GIOVANNI PAOLO II NEL 25.MO ANNNIVERSARIO DELL'ELEZIONE AL PONTIFICATO

OSLO\ aise\1 ottobre 2003- Con una serata d'eccezione, si è celebrato anche ad Oslo, nell'Auditorio della Biblioteca Universitaria, il 25.mo anniversario dell'elezione di Sua Santità Giovanni Paolo II al soglio pontificio. L'evento è parte del tributo "La mia seconda Patria" che gli Istituti Italiani di Cultura nel mondo stanno rendendo al Sommo Pontefice, su iniziativa del Sottosegretario agli Esteri, Mario Baccini, Presidente della Commissione Nazionale per la promozione della cultura italiana all'estero.
Introdotto dal saluto dell'Ambasciatore d'Italia in Norvegia Uberto Pestalozza e preceduto dalla proiezione del video "Dona Nobis Pacem", prodotto dal Centro Televisivo Vaticano e da Telepace e realizzato da Piero Schiavazzi e Maurizio Pinto, il vaticanista del TG3 nazionale Aldo Maria Valli ha tenuto una conferenza, accompagnata da brevi filmati dei viaggi del Santo Padre, focalizzata sul dialogo di Giovanni Paolo II con il mondo per l'affermazione della persona umana, dell'unità della Chiesa e della riconciliazione dei popoli.
Autorevoli personalità del mondo culturale e giornalistico norvegese hanno contribuito alla serata apportando la loro testimonianza: il reverendo Trond Bakkevik, decano delle chiese di Vestre Aker e già Segretario Generale del Consiglio per le relazioni internazionali della Chiesa norvegese e membro del Comitato Centrale del Consiglio Mondiale delle Chiese; la professoressa Janne Haaland Matlary, già Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri e membro del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace; lo scrittore Lars Roar Langslet, già Ministro della Cultura e il redattore dell'autorevole quotidiano Aftenposten per Egil Hegge.
Il numeroso pubblico convenuto ha seguito con grande interesse e partecipazione la conferenza e gli interventi degli illustri ospiti, che hanno delineato diversi aspetti della straordinaria vicenda umana e spirituale del Sommo Pontefice. Al termine dell'evento il Direttore dell'istituto Italiano di Cultura di Oslo, Lidia Ramogida, ha consegnato a Aldo Maria Valli, in dono per Sua Santità, un tipico maglione norvegese lavorato con motivi floreali ispirati alla pianta ottagonale della antica chiesa di Geiranger. (aise)
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Special service by AGI on behalf of the Italian Prime Minister's office

EU PRESIDENCY: THIRD ANNUAL ITALIAN LANGUAGE WEEK

(AGI) - Rome, Italy, Sept. 30 - Friday at noon, the third annual "Italian Language Week in the World" will be presented at the Foreign Ministry. The event will take place October 20-25. The initiative, organised by the Foreign Ministry and the Ministry of Italians Abroad, in collaboration with the Crusca Academy, foresees a packed calendar of events aimed at promoting Italian culture through the spread of the Italian language in the world. There will also be collaboration by the Education Ministry, the Cultural Heritage Ministry, RAI, the International Association of Italian Language Studies, the Dante Alighieri Society, Fondazione Cassamarca, Fondazione Corriere della Sera, and the Latin Union. The events, which will be sponsored by the Italian Presidency and are tied to the cultural program of Italy's EU rotating presidency, will involve 88 Italian culture institute, 256 schools, 340 lecturers, and more than 1000 foreign Italian scholars. The central event of the program will take place on October 23, which will connect the Foreign Ministry through video conferencing with Seoul, Budapest, New York, La Valletta, Zurich, and Madrid, and with the permanent representatives at the EU in Brussels. During the conference, various aspects of Italian teaching will be discussed, and in the connection with Brussels, the subject of the use of Italian in international meetings and as a working language for European institutions will be discussed. Also this year, Switzerland will be a part of the initiative. In the country, Italian is one of hte national languages. Within the Week, there will also be the contest "Write with Me," reserved to Italian high school students abroad, and the contest "Live in Italy," reserved to university students. (AGI) 302104 SET 03
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Farnesina: presentazione Settimana lingua italiana nel mondo

Roma, 1 ott. - (Adnkronos) - La terza edizione della Settimana della lingua italiana nel mondo, in programma dal 20 al 25 ottobre, sara' presentata nel corso di una conferenza stampa che si terra' a Roma il 3 ottobre alle ore 12.00 nella sala delle conferenze internazionali del ministero degli Affari Esteri. L'iniziativa, organizzata dal ministero degli Affari Esteri e dal ministero per gli Italiani del mondo in collaborazione con l'Accademia della Crusca, prevede un fitto calendario di manifestazioni finalizzate alla promozione culturale dell'Italia attraverso la diffusione della lingua italiana nel mondo.
All'iniziativa collaborano anche il ministero dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca, il ministero dei Beni e delle Attivita' Culturali, la Rai, l'Associazione internazionale studi di lingua italiana, la societa' Dante Alighieri, la fondazione Cassamarca, la fondazione Corriere della Sera, l'Unione latina. Le manifestazioni della Settimana della lingua italiana, che si vedranno impegnati 88 Istituti Italiani di Cultura, 256 istituzioni scolastiche, 340 lettori di italiano operanti presso universita' straniere e oltre mille italianisti stranieri presenti nelle universita' di tutto il mondo.
L'evento centrale del programma sara' una videoconferenza, prevista per il 23 ottobre, che colleghera' il Ministero degli Affari Esteri con le sedi di Seoul, Budapest, La Valletta, New York, Zurigo e Madrid e con la Rappresentanza permanente presso l'Unione europea a Bruxelles.
Nel corso del collegamento saranno discussi vari aspetti dell'insegnamento e della diffusione dell'italiano e, nel collegamento con la Rappresentanza a Bruxelles, sara' affrontato il tema dell'uso dell'italiano negli incontri internazionali e come lingua di lavoro presso le istituzioni europee. Anche quest'anno e' stata associata all'iniziativa la Svizzera, paese in cui l'italiano costituisce una delle lingue nazionali.
La Settimana della lingua italiana e' collegata al programma culturale del semestre di presidenza italiana dell'Unione europea. Anche in vista dell'allargamento dell'Unione, si analizzeranno il contributo della lingua e della cultura italiana al consolidamento dell'identità culturale europea, l'attuale posizione dell'italiano in ambito europeo e la promozione dell'utilizzo della lingua italiana a livello istituzionale.
Nell'ambito della Settimana della lingua italiana verranno riproposti il concorso ''Scrivi con me'', riservato agli studenti delle scuole medie superiori italiane all'estero, e il concorso per studenti universitari ''In diretta con l'Italia''.
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L’AUDITORIUM DELL’IIC OSPITA IL TRIO ANGLO- DANESE DI MANDOLINO

COPENAGHEN\ aise\30 settembre 2003 - Mercoledì, 8 ottobre, alle ore 19.30 presso l’Auditorium dell'Istituto italiano di Cultura si svolgerà il concerto del Trio Anglo- Danese di Mandolino. Il Trio è composto dal leader danese dei mandolinisti Tove Flensborg, dal mandolinista inglese Barry Pratt e dal chitarrista Per Graversgaard.
Tove Flensborg è nome leader tra i mandolinisti classici in Danimarca, per molti anni ha studiato mandolino con il M. Kurt Jensen e ha iniziato la sua carriera come solista prima di formare il duo Den Danske Mandolinduo, con il suo maestro nel 1982. Il Duo ha tenuto concerti in tutta Europa, in Giappone, in Australia e negli USA. Nel 1989, dopo che il M. Kurt Jensen si è trasferito in Australia, Tove Flensborg ha ripreso la sua carriera di solista. Si è esibita in molti concerti con l'Orchestra Sinfonica della Radio Danese e presso il Teatro Reale di Copenaghen. Inoltre ha tenuto concerti collaborando con diversi piccoli gruppi musicali. Nel 1998 ha intrapreso una tournée con Barry Pratt in Giappone. È inoltre direttore dell'orchestra di mandolini Tove Flensborg's Mandolinorkester, da lei fondata nel 1978. L'orchestra ha suonato in Svezia, in Germania e in Danimarca.
Barry Pratt ha iniziato a suonare il mandolino all'età di 15 anni e ha studiato sotto la guida del noto mandolinista inglese Hugo d'Alton. Ha suonato in diversi paesi europei. Insieme a Paul Sparks e ai musicisti giapponesi Sanae Onji e Keigo Fujii ha formato il quartetto di mandolini anglo-giapponese, dando concerti in Inghilterra e negli USA. Nel 1998 Barry Pratt e Tove Flensborg hanno intrapreso una tournée in Giappone, suonando ad Osaka e a Tokyo. Per molti anni, Pratt si è dedicato alla ricerca sulla storia e la costruzione del mandolino ed è un'autorità riconosciuta nel campo della manifattura delle corde di mandolino.
Per Graversgaard ha iniziato gli studi di chitarra nel 1975. Tra i suoi maestri si ricordano Fritz Feichtinger e Erling Møldrup. Si è esibito in molti paesi europei, prevalentemente con gruppi di mandolino e di chitarra. Dal 1986 insegna chitarra nell'Orchestra di mandolini di Tove Flensborg, per la quale ha curato arrangiamenti musicali e composto molte opere. Ha studiato direzione, oltre a coadiuvare Erling Møldrup nelle sue ricerche durante la preparazione del libro "La chitarra in Danimarca". (aise)
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CINEMA ALL'IIC DI PRAGA

PRAGA\ aise\30 settembre 2003 - Con il film “Ginger e Fred” di Federico Fellini che sarà presentato da Istvàn Gaàl, inizierà questa sera alle ore 18 nella sala cinema dell'Istituto Italiano di Cultura a Praga "Il Cine Vide Club", un seminario permanente sul cinema italiano che ogni martedì, con cadenza settimanale, si terrà presso l'Istituto fino alla primavera dell'anno prossimo.
Verranno proiettati molti film, sia dell'ultima produzione che dei registri classici italiani più rappresentativi. Tutti i film, saranno introdotti da registri, attori, critici cinematografici e saranno seguiti da dibattiti
Al grande Fellini sarà anche dedicato un importante convegno che si terrà il 24 ed il 25 novembre, con la partecipazione di numerosi studiosi italiani e ungheresi. (aise)

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