sabato, gennaio 31, 2004

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Cultura
ALL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI STOCCOLMA OMAGGIO A GIORGIO PERLASCA: L'ALTRO WALLENBERG

STOCCOLMA\ aise\30 gennaio 2004 - Giovedì 5 febbraio 2004 l'Istituto Italiano di Cultura "C.M. Lerici" di Stoccolma renderà omaggio a Giorgio Perlasca in occasione della presentazione del film "Perlasca – Un Eroe Italiano" tratto dal libro "La banalità del bene – Storia di Giorgio Perlasca" di Enrico Deaglio.
Sono previsti gli interventi di Enrico Deaglio, dell'Ambasciatore Harald Hamrin, curatore del "Dossier Wallenberg" presso il Ministero degli Affari Esteri svedese, di Nina Lagergren, sorellastra di Raoul Wallenberg, di Carlo Degli Esposti ed Áron Sipos, Presidenti rispettivamente della Palomar SpA e della Focus Film. L'evento include anche una mostra fotografica realizzata da Roberto Prina Antonucci sulle "case protette" utilizzate a Budapest dal Perlasca, come rifugio temporaneo per numerosi ebrei che furono così sottratti allo sterminio. Il film, frutto di una co-produzione tra Palomar, Focus Film, SVT Fiktion, Rai Fiction e France 2, verrà presentato in anteprima, e narra, come noto, la storia di Giorgio Perlasca che, spacciandosi per il Console di Spagna riuscì, nella Budapest occupata dai tedeschi, nell'autunno-inverno 1944-'45, a salvare più di cinquemila ebrei. L'iniziativa, alla quale prenderanno parte l'Ambasciatore d'Italia, Giulio Cesare Vinci Gigliucci, e gli Ambasciatori d'Ungheria e d'Israele, mira, anche attraverso la testimonianza dell'Ambasciatore Harald Hamrin e della sorrellastra di Wallenberg, a sottolineare l'importante ruolo svolto dal diplomatico svedese che, in qualità di inviato speciale del Re di Svezia fu anch'egli autore del salvataggio di molte migliaia di ebrei ungheresi, scomparendo dalla scena nel gennaio '45 in coincidenza con l'entrata dell'Armata Rossa nella capitale magiara. (aise)
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Notiziario NIP - News ITALIA PRESS agenzia stampa - N° 20 - Anno XI, 30 gennaio 2004


Comincia un nuovo mese con gli Istituti Italiani di Cultura
Nella prima settimana di febbraio, il cinema di Anna Magnani a Copenaghen, l'arte di Margherita Manzelli a Chicago e un brunch culturale italiano a Sydney

Copenaghen - Un'altra settimana di intensa programmazione culturale agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. All'Istituto di Copenaghen, febbraio comincia con il grande cinema: martedì 3 sarà proiettato il primo dei tre film in programma con la grande protagonista romana del cinema italiano, Anna Magnani, a cui nell'anno 2003, a trent'anni dalla morte, è stato reso omaggio in tutto il mondo. Il ciclo comincerà perciò con "Bellissima", del 1951, lungometraggio di Luchino Visconti .

Lo stesso giorno, martedì 3 febbraio, si inaugura, dall'altra parte dell'oceano, la personale della giovane artista, anticonvenzionale e innovativa, Margherita Manzelli. La mostra, allestita presso l'Art Institute of Chicago , in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura della città americana, comprende dipinti e disegni iperrealistici e onirici di corpi femminili emaciati, dalle proporzioni e dai colori sfalsati. La relazione con il corpo è infatti al centro dell'intera opera della Manzelli.

La settimana di eventi culturali dei centri di italianità nel mondo si conclude domenica 8, a Sydney, con un brunch italiano in occasione della mostra "Darkness & Light: Caravaggio & his World", allestita all'Art Gallery of New South Wales. Un'occasione speciale, a cui l'Istituto Italiano di Cultura della capitale australiana invita tutti gli interessati. Il brunch sarà seguito da una conferenza in italiano sull'arte di Caravaggio, tenuta da Lou Klepac, illustre italofilo e curatore della mostra su Morandi allestita in passato nella stessa galleria. News ITALIA PRESS

venerdì, gennaio 30, 2004

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TEATRO: ARLECCHINO DA PORDENONE A COPENAGHEN
COMMEDIA DELL'ARTE ALL'ISTITUTO DI CULTURA


(ANSA) - COPENAGHEN, 29 GEN - ''Considerare l'opera pittorica come un 'testo' per il corpo dell'attore'': da questo punto di partenza e' nato lo spettacolo ''Arlecchino e il suo doppio'', che la Scuola Sperimentale dell'attore di Pordenone ha portato in Danimarca, e che l'Istituto italiano di Cultura di Copenaghen ha ospitato per una serata che ha richiamato un pubblico numeroso e molto vario. Creato espressamente per il festival del ''teatro al femminile'', che si e' svolto nei giorni scorsi a Holstebro per iniziativa dell'Odin Teatret di Eugenio Barba, lo spettacolo e' stato elaborato da Ferruccio Merisi insieme con Claudia Contin, straordinaria interprete, che a sua volta da tempo ha scelto l'opera di Egon Schiele come riferimento per le sue ricerche sul movimento del corpo. ''Claudia ha avuto l'intuizione di analizzare i dipinti, copiandoli con il corpo, e confrontando il risultato con i movimenti della commedia dell'arte'' racconta Merisi.
Il risultato e' stato la scoperta che gli ''angoli'' di Arlecchino appartengono alla stesa ''famiglia'' di quelli dei personaggi di Schiele. Merisi e Contin sono i fondatori e gli animatori della Scuola Sperimentale dell'attore e della Compagnia ''Attori e cantori'': il loro obiettivo e' definire e divulgare una linea di ricerca sull'attore contemporaneo ''che lo ponga a pari dignita' tecnicae creativa di un musicista, di un poeta o di un artista figurativo'', si legge nella presentazione della scuola. All'Istituto di Cultura lo spettacolo e' stato seguito con molto interesse, e applaudito a lungo, da numerosi rappresentanti della comunita' diplomatica internazionale di Copenaghen, da tanti bambini, e dal pubblico abituale dell'Istituto. (ANSA).

mercoledì, gennaio 28, 2004

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Riforme: baccini, Berlusconi determinato a farle

Roma, 28 gen. - (Adnkronos) - ''Ho trovato il premier sereno e determinato a fare le riforme, quelle vere, che servono al Paese''. Lo ha detto Mario Baccini sottosegretario dell'Udc agli Affari esteri, lasciando via del Plebiscito al termine di un incontro con Berlusconi. Baccini ha aggiunto di aver parlato con il presidente del Consiglio della riforma degli istituti di cultura all'estero.


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Parigi, l’Istituto di cultura riscrive la nostra storia?
In autunno una mostra sugli anni 80 e 90. Intanto è polemica sulla scomparsa dei corsi di italiano

“Le Monde” accusa Giorgio Ferrara di aver licenziato gli otto docenti che da anni insegnavano la nostra lingua. Ma i soldi c’erano…
Lui spiega che nei suoi programmi ci sono iniziative sul Barocco e i giardini. È una “spiegazione “ ai francesi della vera Italia.


L’Unità, 28/1/2004
«L’Istituto di cultura italiano a Parigi diventerà uno strumento al servizio della politica di Silvio Berlusconi?»: se lo è chiesto, il 24 gennaio, il quotidiano Le Monde. Spunto, la cancellazione dai programmi dell'ex-settecentesco «hotel particulier» di rue de Varenne (per la prossima primavera o per sempre?, si chiedono), di una delle attività-cardine dei nostri Istituti di cultura: l'insegnamento della lingua italiana. Uno spunto che al quotidiano parigino è servito per sottolineare come il cambio della guardia abbia portato da novembre alla direzione dell'Istituto Giorgio Ferrara, «uomo di teatro ma anche fratello di Giuliano Ferrara, ex-ministro ed ex-portavoce del primo governo Berlusconi, nel 1994, poi fondatore del Foglio». Ferrara, nel gran can can delle nuove nomine dei direttori di «chiara fama», è succeduto a Guido Davico Bonino che, a scadenza del primo mandato di due anni (era sotto processo alla Farnesina per aver ospitato in Istituto una mostra di Altan che conteneva una tavola sul «cavalier Banana»), non ha voluto chiedere la conferma per il secondo biennio. Le Monde (i francesi, si sa, detestano il berlusconismo...) agita una tempesta in un bicchier d'acqua?
Vediamo anzitutto la concretissima vicenda. È datata 13 gennaio una lettera che l'associazione «Vitalia», che da anni svolge i corsi di italiano per l'Istituto, manda ad alcuni giornali: lamenta la «maniera unilaterale» in cui è stato interrotto il rapporto, «in gran silenzio e senza comunicazioni scritte per evitare ogni manifestazione di protesta e quindi ogni scandalo», «íl disprezzo» con cui sono stati trattati gli 850 allievi e gli altri insegnanti di «Vitalia». E annuncia appelli allo stesso Ferrara, all’ambasciatore italiano a Parigi e alla Farnesina. I professori dicono poi, a voce, di aver saputo il tutto solo da un pezzo apparso il 9 gennaio sulla Stampa, che ne parlava a margine del racconto della serata a inviti (Claudia Cardinale ed Eric de Rotschild, Giorgio Forattini e Alain Touraine, più molto sangue blu, Aldobrandini, Borbone di Parma, de Luxembourg, per lo spettacolo sulla Duse, interpretato dalla moglie di Ferrara, Adriana Asti), con cui il neodirettore ha inaugurato il suo mandato. È successiva, del 12 gennaio, in effetti, la lettera che Ferrara ha spedito agli allievi.
«Vitalia», tanto per chiarirci le idee, è un'associazione senza scopo di lucro - che riunisce otto insegnanti di italiano - nata nel '98. Nel frattempo, la legislazione francese sul lavora però è cambiata, sicché l'Istituto, in autunno scorso, avrebbe dovuto modificare il regime contributivo degli insegnanti. «Io ho preso l’incarico il 3 novembre e ho trovato una disdetta formale di "Vitalia" in base alla nuova legge. Nonostante questo, purtroppo, erano state fatte partire le iscrizioni ai corsi per la prima sessione, quella autunnale, che infatti si sta svolgendo. Ma non c'era chi gestisse la sessione prossima, di primavera» spiega Ferrara. «D'intesa con ambasciata e Ministero abbiamo trovato la soluzione di un bando per reclutare nelle università italiane laureati con 110 e lode. Ma i tempi sono lunghi. D'altronde per la sessione di primavera non c'erano iscrizioni». Insomma, colpa del tutto sarebbe soprattutto la maledetta coincidenza tra il cambio di regime contributivo in Francia e la vacanza della carica di direttore a rue de Varenne. In verità però, aggiungiamo, di iscritti ce n'erano: le centinaia di allievi che avevano comprato il «pacchetto» per le due sessioni con sconto (sul bollettino di dicembre 2003 dell'Istituto è ancora pubblicizzato). In verità la gestione precedente aveva lasciato nelle casse di rue de Varenne 450.000 euro che potevano risolvere il problema di contributi senza licenziare gli otto sperimentati insegnanti e, sottolineano loro, sostituirli con ragazzi freschi di laurea. In verità, quello che succede è che le istituzioni italiane in questo periodo all'estero non godono di buona stampa, e questa, di Parigi, è l'ennesima frittata.
Ma addirittura parlare di «berlusconismo»? Giorgio Ferrara, frittata dei corsi di lingua a parte, spiega il suo programma culturale per l’Istituto: «Anziché singole manifestazioni senza un'idea a condurle, farò tre stagioni tematiche di lunga durata. Per dare visibilità alle iniziative, in una città dove l'offerta è enorme» spiega. Quali sono i temi? «II Barocco e l'attività di maestri italiani della scena, come Giacomo Torelli, alla corte francese, a primavera. Da giugno i giardini all'italiana». E il terzo tema? «Gli anni Ottanta e Novanta: i francesi sembra che ci conoscano, invece sanno pochissimo di noi. Gli racconterò questo ventennio per noi cruciale: cinema, teatro, letteratura, storia, politica». Politica? Si partirà con Craxi e il Midas? «E Tangentapoli, e la Bolognina». E la P2 pure? «Probabile. Certo non possiamo fare “tutta” la storia degli ultimi vent'anni».
Dalle aiuole di Versailles dritti dentro l'oggi. Iniziativa interessante. Peccato ci venga in mente la «mission» impartita agli Istituti dalla Farnesina ad aprile scorso: meno cultura, per favore, dovete invece migliorare l’immagine malconcia del nostro governo all'estero. A Parigi, Ferrara ci perdonerà il dubbio, visto che ci siamo, miglioreranno (revisioneranno) pure gli ultimi vent'anni della nostra storia?
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Cultura
IL 31 GENNAIO IN EDICOLA E ON-LINE “L’8” - LA NUOVA RIVISTA DI STUDI E RICERCHE SULLA PITTURA ITALIANA DELL’800

ROMA\ aise\27-01-2004 - Uscirà nei prossimi giorni, il 31 gennaio, il primo numero della rivista online “L'8. Studi e Ricerche sulla Pittura Italiana dell'800". Preceduta a fine dicembre da un “numero zero” di presentazione, la rivista si propone l'obiettivo di essere un punto di riferimento, un centro di raccolta e pubblicazione di saggi e ricerche di alto profilo accademico, relativi alla pittura italiana del XIX secolo, che ancor oggi non hanno una sede di pubblicazione adatta, e di promuovere e stimolare tra gli studiosi un dibattito costruttivo. Nata da un'idea dello storico d'arte Paolo Serafini, ha immediatamente coinvolto i più importanti studiosi e accademici che in Italia si occupano di storia dell'arte e cultura del XIX secolo, fra cui Giovanni Anzani, Silvia Bordini, Giuseppina Dal Canton, Fernando Mazzocca, Orietta Rossi Pinelli, Bruno Rosada, Aurora Scotti, Nico Stringa. “L'8” non è solo pensata da studiosi per studiosi, vuole anzi diventare un anello di congiunzione fra collezionisti, galleristi e cultori in genere della pittura italiana dell'Ottocento e tratterà tutti gli argomenti relativi alla conoscenza storico-artistica di questo periodo. La rivista online, che grazie alla funzione di stampa può essere fruita anche in cartaceo, si suddivide in due parti: una parte di studi e ricerche con contributi scientifici e storico-artistici e l'altra di cultura e conoscenza della pittura italiana del XIX secolo, con recensioni di mostre in musei o gallerie pubbliche e private, recensioni su nuove o vecchie pubblicazioni, interventi di politica culturale, servizi per i collezionisti, commento e spiegazione degli esiti d'asta, pubblicazione di tesi di laurea, atti di convegni, tracce per mostre, proposte di collezionismo, collezionismo e investimento, calendario di aste ed eventi d'arte, news, conferenze online e global art forum.
Perché una rivista online? I suoi curatori, hanno ritenuto che data la capillare diffusione di internet, unita alla semplicità di utilizzo delle funzioni del PC, può essere veicolo di maggior diffusione per una nuova rivista d'arte e allo stesso tempo facilitare la creazione di un rapporto diretto, tanto ricercato quanto mai pienamente raggiunto, tra il lettore e la controparte. Inoltre la nuova tecnologia applicata allo studio della storia dell'arte permette di avere sempre immagini ad elevatissima qualità, zoom in e out anche dei minimi particolari, un sistema di raffronto immediato delle immagini, un facile accesso alle informazioni di archivio, continuamente aggiornato, collegamento con le databanche di esiti d'asta e gli archivi fotografici di “ArtResearch.org”, occhielli illustrati, sommari dinamici, dibattiti e live regular meetings, possibilità di stampare tutti gli articoli in 4 o 5 lingue.
La rivista, che verrà diffusa esclusivamente on line sul portale da ArtResearch.org, sarà costantemente aggiornata. (aise)
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Soc. Dante Alighieri: a Copenaghen nasce ufficialmente comitato

Copenaghen, 28 gen. (Adnkronos) - Il presidente della societa' "Dante Alighieri", Bruno Bottai, ha ufficialmente ratificato la costituzione del comitato della Dante di Copenaghen, che in Danimarca si affianca a quello gia' operante ad Aarhus, per diffondere la lingua e la cultura italiane.
Alla cerimonia di inaugurazione del comitato di Copenaghen, che si e' svolta in maniera ufficiosa lo scorso dicembre presso la sede dell'Istituto italiano di cultura di Copenaghen, hanno partecipato l'ambasciatore d'Italia Roberto Di Leo, il responsabile dell'ufficio comitati Esteri della sede centrale della societa' "Dante Alighieri", Eugenio Vender, il neo direttore dell'Istituto italiano di cultura, Angela Trezza, e numerosi soci appartenenti al mondo della cultura italiana e danese.
La "Dante" di Copenaghen e' attualmente presieduta da Lucia Rota Andersen.

martedì, gennaio 27, 2004

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Il nuovo saggio di Rusconi a Berlino
Ieri la presentazione del volume "Germania, Italia, Europa" all'Istituto Italiano di Cultura di Berlino

News Italia Press, 27 gennaio 2004
Berlino - Ieri all'Istituto Italiano di Cultura di Berlino un incontro con lo studioso di storia e politica italiana e tedesca Gian Enrico Rusconi, che ha presentato il suo nuovo libro "Germania, Italia, Europa".
A introdurre l'evento, Gisela Bock della Freie Universität Berlin, ente organizzatore dell'incontro tramite l'Italienzentrum. Rusconi, docente della Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Torino, è stato infatti più volte guest-professor di Scienze Politiche all´Istituto Otto-Suhr della Freie Universität.
L'ultimo studio del docente italiano, "Germania, Italia, Europa", pubblicato dalla casa editrice Einaudi, offre uno sguardo d'insieme sulle questioni centrali dell'identità tedesca e italiana e dell'origine degli stereotipi storicamente determinati, coprendo un periodo di tempo che va dalla costruzione dello Stato nazionale ai giorni nostri, passando per la fase nazional-socialista, in particolare fascista, e la nascita degli Stati democratici post-bellici. News ITALIA PRESS

lunedì, gennaio 26, 2004

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IL CASO
Il direttore Giorgio Ferrara sospende i corsi di lingua. “Le Monde” sospetta una svolta berlusconiana
Parigi, “tagli” all’Istituto italiano
Dal nostro corrispondente Giampiero Martinotti

la Repubblica, 25 gennaio 2004
PARIGI - L'italiano non abita più qui, almeno temporaneamente: l'Istituto italiano di cultura di Parigi ha deciso di sospenderei corsi di lingua a metà anno e di spedire a casa i professori e gli 800 studenti che li seguono. Un biglietto da visita poco lusinghiero per il nuovo direttore, Giorgio Ferrara, regista e fratello di Giuliano, direttore del Foglio. Entrato in funzione in autunno, ha evitato accuratamente qualsiasi rapporto con la stampa, non ha mai rivelato i suoi programmi ed è salito alla ribalta solo per questo episodio. E vista la scarsa considerazione di cui gode il nostro governo Oltralpe, Le Monde ne ha subito approfittato per chiedersi se dietro la sospensione dei corsi non si nasconda il tentativo di fare dell’istituto parigino un docile strumento della politica berlusconiana.
Non siamo ancora a questo punto e i processi alle intenzioni non servono. Ma la vicenda è spiacevole: í corsi dovevano durare fino al 25 giugno, ma da pochi giorni gli studenti hanno saputo che a febbraio saranno sospesi. Tutti a casa, se ne riparla a ottobre. Secondo la versione ufficiale, sarebbe stata l'associazione che "fornisce" i professori all'Istituto a disdire il contratto sei mesi fa a causa di problemi legati ai contributi sociali. Se questo è vero, non si capisce perché gli studenti siano stati avvertiti solo da pochi giorni.
In realtà, dietro la storia dei corsi corrono voci ben più inquietanti, rilanciate da un’interrogazione del senatore diessino Luciano Modica. La prima parla di una possibile chiusura (o spostamento) della Biblioteca Italo Calvino, la più importante della capitale per chi si occupa della nostra cultura. Ma a questa voce l'ambasciata oppone una smentita perentoria. La seconda riguarda la programmazione culturale dell'istituto, della quale si sa pochissimo. A quanto pare, Ferrara ha progetti spettacolari, con tre stagioni tematiche. Il neo-direttore vuole meno dibattiti e più spettacolo. Ma fra le sue idee c'è una lettura della storia italiana degli ultimi quarant'anni, che potrebbe suscitare qualche discussione. In ambasciata assicurano che Ferrara farà presto una conferenza stampa per presentare i suoi progetti.
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Precisazione

il manifesto, 24 gennaio 2004
Cari direttori, mi riferisco all'articolo apparso sul suo giornale il 22 gennaio 2004 per precisare quanto segue.
1. Pochi giorni dopo l'assunzione del mio incarico, avvenuta il 3 novembre 2003, ho trovato una disdetta formale dell'associazione Vitalia (datata 29 settembre 2003) del contratto di collaborazione con l'Istituto, in base al quale la Vitalia gestiva dal 1998 ì corsi di italiano. Nonostante la disdetta e in mia assenza, si è proceduto alle iscrizioni ai corsi, e si è dato il via alla sessione autunnale (ottobre febbraio).
2. Verificata l'impassibilità di proseguire in primavera i corsi tramite la Vitalia o altre associazioni similari, l’Istituto ha dovuto quindi avviare, d’intesa con l’Ambasciata, le procedure per passare a una “gestione diretta” dei corsi, secondo quanto previsto dalla legge italiana n. 296/98. Considerati i tempi tecnici non brevi (bandi pubblici di concorso emanati dal Ministero degli esteri, pubblicità nelle università italiane, identificazione dei candidati idonei), i corsi saranno sospesi per la sessione primaverile (marzo-giugno) e potranno riprendere solo dopo l'estate.
3.1 nuovi corsi, inquadrati nel contesto della «gestione diretta», si svolgeranno, come già avveniva sino al 2001, nelle aule del liceo italiano di Parigi «Leonardo da Vinci». Inoltre, d'intesa con la Dante Alighieri e la Camera di commercio italiana, l'Istituto offrirà un programma integrato, diversificato e di alta qualità.
4. La biblioteca Italo-Calvino, lungi dall'essere chiusa o comunque trascurata, sarà ulteriormente potenziata e una voce importante del bilancio 2004 dell'Istituto italiano di cultura è già stata destinata per il fondo e i servizi della biblioteca. Cordiali saluti
Giorgio Ferrara, direttore Istituto Italiano di cultura di Parigi

L'unica precisazione che non era contenuta nell’articolo è che la biblioteca Italo Calvino sarà ulteriormente potenziata. Cosa che apprendiamo con piacere.
a.m.m.

domenica, gennaio 25, 2004

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In praise of the 'non-art'
Comic legacy of Rodolphe Topffer exhibited at the Istituto
By Jennifer Febbraro

Tandem, Canada's Cosmopolitan News, Jan. 25 - Feb. 1, 2004
Ever since Art Spiegelman's Maus won the Pulitzer Prize, high culture has conceded that comic art may in fact be just that - art. No longer are comics simply the domain of children. The comic form has introduced a more palatable form of political satire, and despite technological inventions, has refused to die. Instead, comic art has absorbed innovations in the graphic design world and has expanded to embrace new possibilities for storytelling.
This month at Toronto's Istituto Italiano di Cultura, we see the multifarious repercussions of a European comic legacy, that of Rodolphe Töpffer - a man who wrote stories, drew comics, and started his own boys' boarding school in the 1800's. Töpffer was Wolfgang Adam Töpffer's son and so he began painting in the tradition of his famous artist father.
But because of an early eye injury, Töpffer initially avoided and feared visual arts, only to pursue a life in writing. His works, including "My Uncle's Library", "Nouvelles genevoises" and, especially, "Voyages en zig-zag" have now become Swiss classics.
He pursued teaching in Paris, then also taught in Geneva, eventually becoming a professor of rhetoric - whatever that might mean - at the Geneva Academy of Belles-Lettres.
But Töpffer would not be able to stay away from the visual arts for long, and the love for the image ousted itself as he reinvented a visual iconography that could accommodate his verbal narrations. He drew inspiration from his experiences with children and early childhood, but also fed audiences satires about the adult-world in all its contradictory complications.
Töpffer's real brilliance was his ability to please both children and adults, sketching across the page with a freedom which made his characters look as though they barely had the time to linger there, that they wanted to move elsewhere, perhaps onto the very next page. They very much wanted to get on with their lives.
What made Töpffer a household name among the Swiss were his picture-stories, aka comics, aka "histories en images"; these included Histoire de M. Jabot (1833), Monsieur Crépin (1837), Les Amours de M. Vieuxbois (1839), Monsieur Pencil (1840), Le Docteur Festus (1840), Histoire d'Albert (1845) and Histoire de M. Cryptogame (1845).

sabato, gennaio 24, 2004

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IL BRASILE INSEGNA CULTURA E LINGUA VENETA NELLE SUE UNIVERSITÀ

Inform n. 16, 24 gennaio 2004
VENEZIA - La Regione Veneto ha contribuito ancora una volta alla salvaguardia e alla diffusione della identità veneta entro e fuori i confini d’Italia avviando, d’intesa con l’Associazione Federale Padani nel Mondo presieduta dall’on. Gianpaolo Gobbo, dei corsi specifici di lingua e cultura veneta nel Brasile Meridionale (dove si trovano le più antiche e le più importanti colonie di discendenti di veneti tuttora parlanti la lingua dei loro antenati) e precisamente presso l’Università brasiliana di Caxias do Sul (il cuore dell’emigrazione veneta a partire dal 1875) e quella di Erexim oltre al Circolo Veneto di Santa Maria (Stato di Rio Grande do Sul).
L’inserimento della lingua veneta fra gli insegnamenti universitari, oltre che fra quelli associativi, costituisce un precedente clamoroso, fino ad oggi impensabile, che costituirà il modello di esperimenti analoghi in altre università brasiliane e ispanoamericane.
“L’Associazione - spiega il vice presidente vicario dott. Archimede Bontempi - ha affidato l’organizzazione e il controllo didattico dei corsi, che si sono appena conclusi, al maggiore nostro esperto sull’argomento, il dialettologo e glottodidatta prof. Giovanni Meo Zilio, già dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, ben noto fra gli specialisti e profondo conoscitore del Brasile meridionale e in particolare del Rio Grande do Sul. E’ il primo caso al mondo di insegnamento in università straniere di quella lingua che è stata parlata per più di mille anni (e ancora oggi continua ad essere parlata) nella Serenissima Repubblica di Venezia”.
“Certamente - conclude Bontempi - la Regione Veneto, dato l’incredibile successo di questa prima fase dell’iniziativa, ne assicurerà il sostegno anche per il prossimo anno”. (Inform)
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DOPO LE FESTIVITÀ DI FINE ANNO È RIPRESA A PIENO RITMO L’ATTIVITÀ DELL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI MARSIGLIA
Tante proposte per narrare senza limiti temporali ed interpretativi il vasto panorama artistico, letterario, musicale e cnematografico del nostro Paese.

Inform n. 16, 24 gennaio 2004
MARSIGLIA - E’ un programma ricco di eventi, sinergie e contaminazioni culturali quello che l’Istituto Italiano di Cultura di Marsiglia ha approntato per gli amanti della letteratura, della lingua, dell’arte del teatro e del cinema italiano. Tra le numerose iniziative segnaliamo in primo luogo, per quanto riguarda le grandi liriche del passato, il colloquio iternazionale su Francesco Petrarca. Un evento, organizzato dal dipartimento di Vaucluse, che sarà ospitato fino al 24 gennaio dall’Hotel de Sade di Avignone. Nella medesima giornata avrà inoltre luogo, presso l’Università Paul Valéry di Montpellier, l’ultima replica della conferenza, dal titolo “Alfieri: Tragedia e Vita”, del prof. Arnaldo Di Benedetto dell’Università di Torino. Il 29 gennaio si terrà invece l’incontro con il professor Alfonso Tortora dell’Università di Salerno che intratterrà il pubblico, presso l’Università Paul Valéry di Montpellier, sulla tematica “Napoli e la sua provincia nella letteratura narrativa dal dopo guerra ai giorni nostri”. La conferenza sarà poi replicata negli Atenei Aix-en-Provence e Sophia Antipolis di Nizza.
Sempre nella giornata del 24 si terrà, al teatro di Avignone, lo spettacolo di danza “Histoires d’êtres suspendus”. Un evento, realizzato dal gruppo di ricerca coreografico Campo diretto da Marco Becherini, che verrà replicato, dal 27 al 31 gennaio, presso il Teatro Astronef. Sarà poi la volta del giornalista, poeta e scrittore Stefano Benni che nelle sale dll’Istituto di Cultura presenterà, nel pomeriggio del 4 febbraio, la traduzione in francese del suo ultimo laoro, “Saltatempo”. La favola moderna di un ragazzo italiano (altri due incontri si terranno a Montpellier ed a Arles
il 5 ed il 6 febbraio) che riesce a vedere il futuro. Tra le iniziative teatrali segnaliamo l’opera di Manlio Santarelli “Le tre verità di Cesira” che sarà messa in scena il 4 febbraio presso il Consolato Italiano Generale di Nizza. Una rappresentazione farsesca, con Gennaro Cannavacciuolo ed Andrea Corsi, ambientata nei vicoli del quartiere spagnolo di Napoli. Sabato 7 febbraio sarà inaugurata la II edizione della manifestazione “Jazz dal profumo italiano”. L’evento, ospitato nelle sale dall’Istituto Italiano di Cultura, proporrà sia un concerto del tenore Carlo Actis Dato e del chitarrista Enzo Rocco, sia la proiezione del film di Federico Fellini “Prova d’orchestra”. Per ricordare la figura di Fellini verranno inoltre proiettate, dal 9 al 24 febbraio, le copie restaurate di alcune pellicole del grande regista. Tra i numerosi capolavori della retrospettiva, organizzata dall’Istituto de l’Image di Aix-en-Provence, ricordiamo “Giulietta degli Spiriti” (1965), “La Strada” (1954), “Le notti di Cabiria” (1957), “La dolce vita” (1960) e “Otto e mezzo” (1963).
Sempre sul fronte della cinematografia d’autore, dal 27 gennaio al 1° febbraio si terrà inoltre il 17° Incontro del Cinema di Manosque. A questa manifestazione, dal titolo “Rencontres Cinéma du Réel à l?imaginaire”, l’Italia presenterà una retrospettiva di Mario Brenta, un film di Vincenzo Marra (“Tornando a casa”) ed il primo lungometraggio di Costanza Quatriglio “L’isola”. Venerdì 13 febbraio avrà invece luogo, presso la Scuola Superiore dell’Arte di Aix-en-Provence, l’incontro sulle forme d’arte più estreme con il filosofo italiano Francesco Masci, la studiosa di storia delle idee Francoise Gaillard e il critico d’arte Stephen Wright. Nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura verrà inoltre organizzato, dall’Association des Interprètes Lyriques Marseille-Provence, la manifestazione “Speciale giovani: Concerto lirico, air d’opéra”. Nel corso dell’iniziativa culturale, prevista per il pomeriggio di domenica 15 febbraio, saranno eseguite arie di Bellini, Donizetti, Giordano, Gounod, Offenbach, Rossini e Verdi. Da segnalare infine, per la giornata del 16 febbraio, la proiezione del film di Roberto Rossellini “India”. Il documentario, che esplora il rapporto del popolo indiano con la natura, sarà proposto al cinema Les Trois Palmes. Ma dall’Istituto di Cultura di Marsiglia saranno organizzati anche nuovi corsi di lingua per principianti e di livello grammaticale avanzato. Gli incontri, con cadenza settimanale, prenderanno il via il 2 febbraio e si concluderanno l’11 giugno. In questo ambito sono previsti anche tirocini intensivi di 24 ore (le lezioni avranno luogo dal 23 al 26 febbraio) e corsi sul cinema italiano contemporaneo che prenderanno il via dal 18 dello stesso mese. Dall’Istituto saranno inoltre organizzati, a partire dal 17 febbraio, cinque corsi-conferenze in francese sulla storia dell’arte. (Lorenzo Zita-Inform)

venerdì, gennaio 23, 2004

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Cinema e mostre: una settimana con gli IIC
A Tunisi un film di Morelli, a Sofia la mostra di Provino e a Chicago retrospettiva su Fornasetti

News Italia Press, 23 gennaio 2004
Roma – Sarà un'altra settimana intensa per la promozione culturale italiana nel mondo che passa attraverso la rete degli Istituti Italiani di Cultura. A rappresentare gli eventi che si svolgeranno nelle centrali di italianità in Africa, la proiezione del film di Renato Morelli "Il guardiano dei Segni": dal 25 al 31 gennaio lo ospiterà l'Istituto Italiano di Cultura di Tunisi, nell'ambito del Festival del Film dell'Ambiente, con la partecipazione del regista.

A Sofia, invece, inizierà il prossimo 29 gennaio la mostra di Salvatore Provino, del quale vengono presentate le opere dal 1994 al 2003, proveniente dalla collezione Fondazione Frioni. L'IIC della capitale bulgara mette così in mostra fino al 20 febbraio i bagliori accecanti dell'artista siciliano.

A Chicago è invece di scena "Design - La Follia Pratica": iniziata nei giorni scorsi, la mostra è una retrospettiva dedicata a Piero Fornasetti (1913-1988): mobili, ceramiche, quadri e tessuti, a testimonianza della molteplicità delle forme artistiche in cui si è espresso l'eclettico artista milanese. Fino al 29 febbraio le sue immagini bidimensionali curate da Barnaba Fornasetti, figlio di Piero, mostrerà la tradizione dell'atelier milanese fondato dall'artista. News ITALIA PRESS
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Rai: accordo con Farnesina, promozione Italia con Tv e nuovi media

Roma, 23 gen. (Adnkronos) - La Rai e il ministero degli Esteri hanno sottoscritto una convenzione finalizzata a promuovere all'estero la lingua, il costume, lo stile di vita e il patrimonio storico, artistico e culturale italiano. L'accordo, informa una nota dell'azienda di Viale Mazzini, prevede la costituzione di un gruppo di lavoro misto, per concordare le iniziative da realizzare, anche tramite la rete Intranet a banda larga degli Istituti Italiani di Cultura all'estero, e per la selezione dei prodotti televisivi dell'archivio Rai da offrire alle televisioni pubbliche straniere.
''La firma di questa convenzione - prosegue la nota della Rai - si inserisce nell'ambito del rafforzamento della missione di servizio pubblico della Rai verso l'estero volta a promuovere il 'sistema-Paese' e dell'azione intrapresa dal ministero degli Esteri per modernizzare la promozione della lingua e della cultura italiana all'estero attraverso il ricorso dei nuovi media''.

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RACCOLTI IN DUE DVD DALLA FARNESINA GLI EVENTI CULTURALI PIÙ PRESTIGIOSI DEL SEMESTRE ITALIANO DI PRESIDENZA EUROPEA
Chiesta dal Ministro Frattini la creazione di una rete televisiva tematica e la piena collaborazione delle emittenti straniere per la diffusione delle iniziative culturali italiane

Inform n. 15 - 23 gennaio 2004
ROMA - Per rendere accessibili al grande pubblico le iniziative culturali che hanno caratterizzato il semestre italiano di Presidenza Europea, il Ministero degli Affari Esteri, in collaborazione con Cult Network e Sky, ha realizzato due Dvd contenenti, oltre allo speciale “La cultura italiana in Europa”, cinque filmati dedicati alle principali iniziative espositive ed un catalogo multimediale delle oltre 200 manifestazioni musicali, cinematografiche letterarie e scientifiche che hanno animato l’evento.
Nel filmato multimediale, che si apre con un saluto del Ministro Frattini sull’importanza della promozione culturale nell’ambito della nostra politica estera, gli amanti dell’arte italiana trovano dei documentari sulle principali mostre svoltesi in Belgio, come ad esempio quelle sul Rinascimento alla Corte degli Estensi, sulla Venere di Urbino del Tiziano, sulla vita di tutti i giorni a Pompei, sul Futurismo e sui maestri del design italiano. Presenti inoltre nel filmato sintetiche ma esaurienti interviste con esponenti della vita culturale e scientifica del nostro Paese. Tra i tanti ricordiamo il maestro d’orchestra Riccardo Muti, il Premio Nobel Rita Levi Montalcini, il regista Pupi Avati, lo scrittore Umberto Eco e l’artista Pietro Consagra.
Il filmato è inoltre arricchito dalle testimonianze di noti esponenti del mondo politico italiano, come il Ministro per i Beni Culturali Giuliano Urbani ed il Presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, e dagli interventi di importanti dirigenti del MAE. Tra questi lo stesso Direttore Generale uscente per la Promozione e la Cooperazione Culturale Francesco Aloisi de Larderel che, nel corso della presentazione del documentario, ha ricordato la positiva accoglienza ricevuta all’estero dal programma culturale italiano del semestre europeo. Un progetto che ha lasciato in Belgio una traccia permanente e che ha avuto successo grazie alla capacità della nostra cultura di fare sistema. Aloisi ha poi evidenziato il moderno taglio comunicativo dei documentari contenuti nei Dvd. Filmati che sono stati confezionati sia per la diffusione presso televisioni straniere, sia, in previsione di un potenziamento telematico degli Istituti di Cultura, per la divulgazione via Internet. Un nuovo tipo di promozione culturale a cui darà un prezioso contributo anche la convenzione siglata dalla Farnesina con la Rai in queste ore.
Il Segretario Generale del Ministero degli Esteri Umberto Vattani, che durante il semestre è stato a Bruxelles il rappresentante dell’Italia presso l’Unione Europea, nel ricordare il prezioso impulso fornito dal Ministro Frattini all’azione culturale della Farnesina ha sottolineato come, nel corso del semestre, tutti gli operatori del settore abbiano lavorato all’unisono per modificare la posizione marginale che aveva la cultura nel cuore dell’Unione a Bruxelles. Una realtà, quella culturale
ed artistica, che per l’Ambasciatore Vattani rappresenta invece, con la sua circolarità carica di storia, un comune denominatore dell’Unione Europea.
Un messaggio politico-culturale, quello promosso dall’Italia, che non si è arrestato con la fine del semestre - almeno cinque mostre stanno proseguendo il loro cammino - e che ha cercato di dare risposte concrete alla tante aspettative suscitate dalla nostra cultura. “La comprensione dell’arte - ha concluso Vattani - poiché si basa sulla conoscenza di qualcosa di diverso da noi, porta alla tolleranza ed al rispetto”.
Grazie all’ausilio delle nuove tecnologie, il messaggio culturale del semestre italiano potrà divenire più capillare ed avere maggiore diffusione. Al termine della presentazione alla Farnesina, presente anche il Sottosegretario Mario Baccini, lo ha sottolineato il Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini. Una sintesi di qualità, quella realizzata da Cult Netwok e Sky, che per Frattini evidenzia, per quanto riguarda la promozione della cultura italiana nel mondo, la valenza del mezzo televisivo. Il Ministro, nel ricordare la centralità della promozione culturale e gli sforzi che si stanno compiendo per rafforzarla, ha poi rilevato l’importanza del progetto di riforma degli Istituti di Cultura - il disegno di legge è attualmente al vaglio del Parlamento - e la necessità di creare una specifica rete tematica, costantemente rifornita con programmi di qualità, che porti nelle case degli italiani e degli stranieri le variegate iniziative culturali del nostro Paese. Al fine di portare in profondità e tra i non addetti ai lavori il messaggio culturale italiano sarà inoltre auspicabile - ha concluso Frattini - la diffusione, anche attraverso le televisioni di altre Nazioni, dei vari documentari e programmi televisivi già realizzati sulle iniziative culturali del semestre italiano. (Goffredo Morgia-Inform)

giovedì, gennaio 22, 2004

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Farnesina: presentato filmato "La cultura italiana in Europa''

Roma, 22 gen. (Adnkronos Cultura) - ''Quest'iniziativa nasce dall'esigenza di lasciare una traccia del lavoro svolto dal nostro Paese durante il periodo di Presidenza dell'Unione Europea e dare diretta testimonianza del ruolo culturale dell'Italia all'estero, che ha saputo rappresentare la propria identita' con stile''. Queste le parole dell'ambasciatore Francesco Aloisi del Larderel, direttore generale uscente della Direzione Generale per la Promozione della cultura italiana all'estero, alla presentazione del filmato ''La cultura italiana in Europa'', realizzato dal ministero degli Affari Esteri in collaborazione con Cult Network e la piattaforma satellitare Sky.
Gli eventi piu' prestigiosi del programma relativo alle manifestazioni culturali promosse dalla Farnesina, sono ripercorsi dal filmato che dimostra ampiamente come l'Italia della cultura abbia ''fatto sistema'' dando esito a risultati straordinari. Basti osservare il successo ottenuto da mostre come ''Da Pompei a Roma'', ''Futurismo 1909-1926'' o ''La corte degli Este a Ferrara'' per comprendere come il nostro Paese sia stato degnamente rappresentato all'estero, tenendo sempre presente, come ha sottolineato l'ambasciatore Aloisi, ''l'ampiezza del programma culturale italiano, capace di comprendere, oltre all'arte, la musica e la letteratura anche il design, l'architettura e la scienza, mettendo in luce un equilibrio tra la cultura del passato, testimonianza di antiche radici, con quella moderna e contemporanea''.
All'interno de ''La cultura italiana in Europa'' figurano, tra gli altri, il direttore d'orchestra Riccardo Muti, la ricercatrice Rita Levi Montalcini, artisti come Fabrizio Plessi, Luigi Ontani, Gianni Berengo Gardin e Pietro Consagra. Sono solo alcuni tra i piu' prestigiosi esponenti della cultura italiana che hanno dato testimonianza, attraverso la loro opera concreta, di come la cultura, specialmente quella italiana, sia in grado di unire genti diverse. ''Artisti, ambasciatori, politici, giornalisti. Tutti abbiamo una cosa in comune: ci serviamo dell'Unione Europea per capovolgere l'immagine della cultura a Bruxelles, dove fino a poco tempo fa era considerata come una ''cenerentola'', un paragrafo minore - Ha dichiarato Umberto Vattani, tornato a ricoprire il ruolo di segretario generale della Farnesina - Se l'Europa esiste e' perche' ha una sua identita' e questa e' culturale. E' solo grazie ad essa, infatti, che l'Europa da ''piccolo continente'' si riconosce oggi come un'unica realta''' e l'apporto delle istituzioni italiane in questo campo lo dimostra pienamente.
In questo senso, l'opera di promozione della cultura italiana nel mondo intrapresa dal ministero degli Affari Esteri potra' usufruire, e la produzione di questo filmato ne e' testimonianza, di strumenti sempre piu' adeguati e all'avanguardia. ''Grazie alle nuove tecnologie la sostanza culturale
del nostro Paese si traduce in un messaggio che potra' arrivare direttamente nelle case di tutti noi - Ha affermato il ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini - E' un modo intelligente di utilizzare il mezzo televisivo per promuovere la cultura italiana nel mondo; uno dei principali compiti del nostro ministero.
Tra gli obiettivi che ci siamo posti per il 2004 - prosegue - c'e', infatti, la riforma degli Istituti italiani di cultura che dovranno interagire su una rete in grado di garantire sempre maggiore efficienza ed efficacia. Ma per fare questo dobbiamo poter usufruire di nuovi strumenti: ecco allora spiegata la nascita di una rete telematica culturale italiana che potra' diffondersi in diverse nazioni alimentando, in maniera continuativa, le televisioni dei diversi Paesi con prodotti italiani''.''Porteremo un po' d'Italia ai tanti abitanti d'Europa - ha concluso Frattini- e' una sfida che dobbiamo cogliere e per far questo dobbiamo attivarci al piu' presto''.
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Il linguista Vedovelli fa lezione a Stoccolma
All'Istituto Italiano di Cultura un corso d'aggiornamento per insegnanti di italiano come lingua straniera

News Italia Press, 22 gennaio 2004
Stoccolma - Un corso di aggiornamento sulla didattica per l'insegnamento dell'Italiano come lingua straniera si è tenuto in Svezia, presso l'Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma. E' infatti in ascesa nel Paese scandinavo l'interesse per la nostra lingua.
Il corso, destinato ai docenti di italiano in servizio presso le Università, le istituzioni scolastiche, e la Folkuniversitetet, è stato a cura di Massimo Vedovelli, docente di Linguistica presso l'Università per Stranieri di Siena, ed è stato organizzato in collaborazione con La Fondazione C.M. Lerici.
Vedovelli, seguace del linguista Tullio De Mauro e Direttore del Centro di Certificazione per la lingua italiana di Siena, ha tenuto una serie di incontri con una trentina di insegnanti d'italiano, italiani e svedesi. L'ultimo incontro ieri, quando si è discusso del fenomeno "italiano nel mondo" partendo dalla visione del film danese "Italiano per principianti".
L'appuntamento didattico ha comportato anche alcune novità per l'Istituto che ha ospitato l'evento: d'ora in poi sarà infatti possibile sostenere l'esame di certificazione per l'italiano (CILS) presso l'Istituto svedese, oltre che all'Università per Stranieri di Siena. News ITALIA PRESS
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UE: posti per assistenti di lingua italiana all'estero

Roma, 22 gen. (Adnkronos Cultura) - E' stata prorogata al 15 febbraio l'offerta di posti di assistenti di lingua italiana all'estero presso scuole di vario ordine e grado. I posti offerti dai Paesi dell'Unione Europea per l'anno scolastico 2004/2005, sono rivolti a studenti universitari di cittadinanza italiana che risultino iscritti almeno al terzo anno in uno dei corsi di laurea triennale o quadriennale e che abbiano sostenuto almeno due esami della lingua e/o letteratura del Paese per il quale presentano domanda.
La notizia diffusa in sede locale dall'Info point Europa della provincia di Perugia sito in Piazza Italia, 11, e' del ministero dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca - Dipartimento per lo sviluppo dell'istruzione - Direzione generale per le relazioni internazionali. Per ricevere ulteriori informazioni e' possibile consultare il sito http://www.istruzione.it/news/2003/assistenti_lingua_03.shtml.
Le domande di partecipazione dovranno pervenire esclusivamente via Internet mediante apposito modulo on-line gia' disponibile.
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Cultura
DOVE IL SÌ SUONA: GLI ITALIANI E LA LORO LINGUA/ IN AUTUNNO LA PRIMA GRANDE MOSTRA SULLA LINGUA ITALIANA APPRODERÀ ANCHE AL LANDESMUSEUM DI ZURIGO

ZURIGO\ aise\21 gennaio 2004 - Già dal 13 marzo dello scorso anno è aperta a Firenze, presso la Galleria degli Uffizi, la prima grande mostra sulla lingua italiana, ideata dalla Società Dante Alighieri e promossa dall'Ente Cassa di Risparmio di Firenze in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino e con Firenze Musei. "Le genti del bel paese là dove il sì suona" per riferirsi ai parlanti l'italiano, in un'epoca in cui l'Italia era ancora un concetto di là da venire: Dante Alighieri usa, nel suo poema (Inferno XXXIII, vv. 79-80), questa espressione. La lingua è, nella sua visione, un punto di riferimento e il "sì" il primo nucleo di un'identità comune alle diverse genti del paese.
In effetti la mostra avrebbe dovuto chiudere i battenti il 30 settembre, racconta Gian Paolo Galgani da Zurigo, dove la mostra sbarcherà in autunno, ma l'enorme successo riscontrato – in totale più di 700 mila visitatori – ha obbligato gli organizzatori a prolungarne la durata fino alla fine del corrente mese.
La mostra si propone d'illustrare, nei suoi diversi aspetti, l'evoluzione della lingua italiana nei secoli, dalle origini fino ad oggi. Il visitatore viene guidato nel mondo affascinante della lingua italiana e ne osserva i principali fenomeni da un nuovo punto di vista. Può così apprezzare le differenze legate alle diverse epoche, alle diverse areee geografiche, ai diversi usi dell'italiano, il suo stretto legame con la cultura italiana e i fecondi scambi con le tradizioni delle altre lingue di cultura. Di grande interesse, la possibilità di vedere raccolti documenti - alcuni dei quali finora mai esposti al pubblico - che di solito sono conservati in biblioteche e musei sparsi nel mondo.
Tra le opere più importanti sono esposti i maggiori codici della tradizione letteraria: la principale raccolta di lirica duecentesca; la copia della Commedia di Dante donata da Boccaccio al Petrarca; il codice autografo del Decameron di Boccaccio; l'autografo de L'Orlando furioso di LudovicoAriosto e quello della Gerusalemme liberata di Torquato Tasso, oltre alle grammatiche e dizionari fondamentali per la definizione attuale della lingua italiana. Tra i quadri: Rinaldo e Armida di Giovan Battidta Tiepolo; Ritratto di Alessandro Manzoni di Francesco Hayez; Dama con il Petrarchino di Andrea del Sarto e alcuni disegni del Vasari.
Sono inoltre proposti alcuni importanti documenti come il Placito di Capua, un atto notarile del 960 d.C. considerato l'atto di nascita della lingua italiana, e la Pergamena ravennate, scoperta solo di recente, nella quale si legge una delle prime poesie d'amore in lingua italiana; inoltre, autografi di importanti personaggi della storia (Galilei, Verdi, Manzoni, D'Annunzio), spartiti musicali di Mozart e Beethoven con diciture in italiano, scritti di Goethe. Particolare risalto viene dato alla sezione riguardante l'Accademia della Crusca presente con la Pala del Sollevato e con il primo Vocabolario degli Accademici della Crusca del 1612. Una postazione Internet permette ai visitatori di conoscere più da vicino le attività e la storia della prestigiosa Istituzione.
La novità dell'iniziativa, inoltre, consiste nell'uso di strumenti elettronici che permettono al visitatore di entrare in contatto diretto con un tema apparentemente astratto come quello della lingua. A tal fine vengono accostati diversi metodi di informazione; alle più tradizionali tecniche museali - documenti originali di testimonianze linguistiche del passato, testi autografi di scrittori, codici, o pannelli con informazioni di carattere generale - sono affiancati un sofisticato sistema di audiovisivi e numerosi terminali informatici, appositamente conmcepiti, che consentono al visitatore di interagire con i temi presentati. Oltre ai dati sulle attività di diffusione della lingua e cultura italiana nel mondo della stessa associazione Dante Alighieri, l'esposizione vede presenti alcuni importanti testimonianze dell'italiano fuori dall'Italia, come la Costituzione Ticinese del 1830 e la Bibbia ginevrina annotata da Giovanni Diodati nel 1641.
Un'importanza particolare rivestono le diverse spinte all'unificazione linguistica. Se oggi esiste nel mondo un italiano condiviso dalla grande maggioranza degli italoparlanti; se in qualche modo ha raggiunto il compimento un secolare processo di affermazione del fiorentino, in origine dialetto tra altri dialetti; se, con tutte le spinte centrifughe che sollecitano la realtà dei nostri tempi, l'italiano del Duemila è tuttora più simile a quello del Boccaccio che non a un moderno miscuglio di italiano ed inglese; se tutto questo è vero, il merito sia anche della lingua d'incontro, non letteraria, della persona comune, della radio, della televisione, delle canzoni, della cucina, dello sport, dell'abbigliamento, del turismo, dei giornali, anche di quelli rosa.
L'italiano oggi è anche questo: certo non solo questo. In nessun caso è possibile ridimensionare l'importanza della letteratura che, in secoli di forte disgregazione sociale e politica, ha incarnato un modello da imitare per il ceto intellettuale sparso un pò ovunque. Ma, nella storia della lingua italiana la letteratura è solo una delle componenti del quadro e non può e deve prevaricare sulle altre. (aise)
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Cultura
PASSI AVANTI PER L’AP PROGRAM: LA LINGUA ITALIANA ANCHE NELLE SCUOLE ELEMENTARI PUBBLICHE DELLA CALIFORNIA

LOS ANGELES\ aise\21 gennaio 2004 - Dopo gli annunci giunti di recente dal Cunnicticut e dal New Jersey, per la prima volta anche in California le scuole elementari pubbliche potranno insegnare la lingua italiana. L’iniziativa, che sarà presentata ufficialmente domani, 22 gennaio, è stata avviata dal Consolato d’Italia, in collaborazione con la contea di Los Angeles, e vedrà lo stanziamento da parte del governo italiano di un fondo pari a 25 mila dollari, destinati all’assunzione a tempo pieno di un professore di lingua italiana.
La decisione rientra nel progetto denominato "Advanced Placement Program", stipulato a fine 2002, grazie all'impegno di Matilda Raffa Cuomo, moglie dell'ex Governatore di New York e grande amica dell'Italia, fortemente appoggiata dal Ministro per gli Italiani nel Mondo, Mirko Tremaglia, con cui, durante il Columbus Day a New York, aveva siglato un accordo ad hoc: "in quell'occasione – sottolineò il Ministro - avevo ricordato quanto interesse ci sia oggi intorno alla nostra lingua da parte dei nostri giovani e degli stranieri in tutte le parti del mondo. Ora, con questo progetto, l'italiano si prepara a diventare seconda lingua degli Stati Uniti".
La soddisfazione del Ministro Tremaglia fu ancora più grande quando, nel giugno 2003, il College Board, il Ministero dell'Istruzione degli Stati Uniti, decise di dare via libera alla istituzione, nelle scuole secondarie Usa, di un programma di corsi formativi di livello universitario in lingua italiana.
L'"AP Program", che decollerà nel 2005, coinvolgerà circa 500 scuole in almeno 50 Stati degli USA, ed utilizzerà i finanziamenti dei Governi italiano e statunitense, nonché delle organizzazioni italo-americane più importanti. In particolare, grazie all'interessamento del Ministro Tremaglia, il Ministero degli Esteri italiano ha messo a disposizione circa 300 mila dollari, che, aggiunti ai 200mila provenienti dalle organizzazioni americane, serviranno alla formazione dei docenti.
L’inaugurazione, il 29 settembre 2003, dei primi corsi d'italiano nelle scuole superiori americane a New York, con una cerimonia tenutasi presso il Consolato Generale alla presenza del Presidente Berlusconi, ha segnato l’avvio del programma di Collegamento Avanzato (AP Program), che consentirà agli studenti delle scuole degli Usa di sostenere un esame in lingua italiana utile ai fini dell'ottenimento dei crediti presso le Università americane.
"Motivo d'orgoglio per gli italiani e gli italo-americani - aveva dichiarato allora Berlusconi - che finalmente vedranno la lingua del Bel Paese parte del curriculum di 500 scuole superiori e 2800 elementari dove si insegna l'italiano nel distretto di New York". Ed ora toccherà anche allo Stato della California. (raf.aro.\aise)

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Comites: in Olanda presentata "Lista unitaria prigressista"

Roma, 22 gen. (Adnkronos) - "Favorire la partecipazione alla crescita culturale e sociale degli italiani che vivono nei Paesi Bassi". Questo l'obiettivo della "Lista unitaria progressista" che e' stata presentata dal comitato per l'Ulivo nei Paesi Bassi, presso il centro italiano di Eindhoven, in Olanda, in vista delle prossime elezioni dei Comites che si svolgeranno il 26 marzo.
Nel corso della presentazione inoltre, sono stati approvati sia il programma della "Lista unitaria progressista" sia la lista dei candidati che intendono presentarsi sotto questo simbolo. La lista, infatti, e' composta da professionisti, operai, impiegati, insegnanti, funzionari di organizzazioni internazionali, operatori sociali e pensionati. Per poter presentare la lista devono essere raccolte 100 firme di sottoscrizione alla lista. Molte di queste sono gia' state raccolte presso il centro italiano di Eindhoven e quello di Delft. La raccolta delle firme si concludera' il 23 gennaio e tocchera' anche le citta' di Amsterdam, l'Aia e Rotterdam.
I punti principali del programma della Lista sono: promuovere l'informazione, il contatto e la cooperazione fra tutte le associazioni italiane presenti nei Paesi Bassi; sostenere l'educazione e la formazione professionale dei giovani italiani; sostenere le associazioni degli anziani, sostenere lo sport, come momento di aggregazione per giovani ed anziani; aiutare le associazioni di soggetti socialmente svantaggiati ed informare gli italiani che vivono all'estero sui loro diritti, in quanto cittadini europei; aiutare gli italiani nel rapporto con gli uffici consolari; promuovere l'apertura di spazi pubblici come l'Istituto italiano di cultura ai gruppi che, nel cinema, nel teatro, nella musica, nella letteratura, nel giornalismo, fanno conoscere nell'ambito dei Paesi Bassi la cultura italiana.

mercoledì, gennaio 21, 2004

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La lettera del giorno
E l’Istituto Italiano di Parigi abolisce il corso d’italiano

Liberazione, 21/1/04
Caro direttore, mi rivolgo a lei, con tutto il rispetto per il suo lavoro e per l'indirizzo di pensiero che sostiene ma anche nella speranza di un aiuto prezioso, per sottoporle un problema che riguarda 850 allievi dell'Istituto italiano di Cultura di Parigi, di cui mi faccio qui la portavoce.
Abbiamo infatti appreso dai docenti, con grande disappunto, che ilsignor Giorgio Ferrara, il direttore dell’Istituto italiano di Cultura di Parigi nonché fratello del direttore del giornale “Il Foglio”, ha deciso di interrompere a febbraio i corsi di italiano.
A parte il modo disinvolto di venire meno unilateralmente al tacito impegno, assunto nell'opuscolo pubblicitario per l'anno 2003-2004, di garantire i corsi fino a giugno, ammontano ad oltre 850 gli allievi ai quali si impedisce l'accesso alla cultura italiana. Molti di loro, perciò, si troveranno in una situazione drammatica: alludo, da un lato, a coloro che imparano l'italiano per motivi professionali e i cui datori di lavoro sono legati da una convenzione all'Istituto, dall'altro, a studenti liceali che seguono corsi di italiano per gli esami di licenza del 2004.
Vi è però qualcosa dì più grave, poiché questa decisione ha conseguenze umane intollerabili, dal momento priva da un giorno all’altro i docenti del loro lavoro e del loro reddito. Dato che non sono direttamente legati per contratto all’Istituto, ma retribuiti tramite un'associazione, essi si trovano scoperti, in spregio alla legislazione sul lavoro e al diritto alla dignità.
Ci lasciano credere che i corsi potrebbero riprendere in settembre, tenuti da student tirocinanti diplomati di recente. Si tratta di una misura che dimostra fino a che punto il signor Ferrara misconosca le qualità degli insegnanti del suo Istituto. Nel corso degli anni, tutti hanno avuto modo di dimostrare la loro competenza, la loro esperienza e la dedizione al servizio del proprio paese, trasmettendo la loro passione per il suo patrimonia culturale. Essi hanno largamente contribuito alla rinomanza dell'Istituto.
Listituto Italiano di Cultura è la vetrina del l'Italia e ne irraggia la cultura nei più diversi ambiti, sia artistico sia storico od economico. Dal momento che si prevede anche di sospendere i cicli di conferenze, che finora non è prevista alcuna programmazione per i1 2004 e chi si minaccia la chiusura della stessa biblioteca - l'unica a possedere un patrimonio del genere a Parigi se non in tutta la Francia - si confisca in questo modo ogni possibilità di scoperta delle cultura italian nella nostra capitale.
Per finire, posso testimoniarle l'indignazione che regna in questo momento fra gli allievi, di fronte alla costernazione di vedersi sottrarre il piacere in sé di fruire dei tesori culturali dell'Italia, ma anche di fronte al disprezzo con cui essi sono trattati, visto che, finora, non hanno ricevuta alcuna lettera ufficiale che li informi della chiusura dei corsi, laddove nel mese di gennaio dovrebbero aprirsi le iscrizioni per il secondo semestre.
Tutto avviene nel massimo silenzio e senza nulla di scritto, per evitare qualslasi tipo di manifestazione, o di scandalo: niente avviso ufficiale, né agli insegnanti né agli allievi, imbarazzo della segreteria, che non può fornire motivi certi per l’interruzione dei corsi e che non sa neppure se riprenderanno a settembre.
Non so si può pubblicare sulla stampa un articolo sulla questione, comunque noi cerchiamo di difendere in tutti i modi l’insegnamento dell'italiano all'Istituto Italiano di Cultura di Parigi e di appoggiare gli insegnanti. Tutti i fatti qui riportati sono verificabili presso la segreteria dell'Istituto. Parallelamente a questa lettera, ci rivolgiamo all’Ambasciata d’Italia a Parigi, al signor Ferrara, al ministro degli Esteri a Roma.
La ringraziamo in anticipo per l'attenzione che presterà a questa lettera e per ogni altro eventuale aiuto. Siamo a sua disposizione per qualsiasi ulteriore informazione e per qualsiasi consiglio che possa guidare la nostra azione.
MARIE-LINE GAGNAYRE PARIGI

martedì, gennaio 20, 2004

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Italia-Malta: Ciampi, italiano sia terza lingua ufficiale

Roma, 20 gen. (Adnkronos) - L'italiano diventi la terza lingua ufficiale di Malta. La proposta e' stata avanzata stamane dal capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi al presidente maltese Guido de Marco, ricevuto al Quirinale in occasione della sua visita in Italia. ''La presenza della lingua italiana a Malta e' una realta' ben affermata: si tratta di potenziarla ancora'', ha sottolineato Ciampi che, rivolgendosi direttamente a de Marco, ha proposto: ''Perche' non farne addirittura la terza lingua ufficiale di Malta? Del resto -ha soggiunto- gia' oggi l'italiano e' insegnato fin dalle scuole elementari e, fra le lingue straniere facoltative, e' la piu' scelta dagli studenti maltesi''.
Quanto, piu' in generale, alle relazioni bilaterali tra i due paesi, Ciampi ha osservato con soddisfazione che ''si rafforzano: in campo economico, in campo culturale, in campo linguistico''.
Dal suo canto, anche il presidente maltese Guido de Marco ha confermato -citando i cinque protocolli finanziari firmati, di cui l'ultimo entrato in vigore poche settimane fa, nonche' la presenza sull'isola della missione militare italiana- ''l'amicizia che ci lega e la solidita' dei rapporti che ci uniscono''. In particolare, ''questa visita avviene tra mesi prima dell'allargamento della Ue, di cui Malta fara' parte''. E nome del governo della Valletta, de Marco trasmette a Ciampi ''i piu' sinceri ringraziamenti del popolo di Malta per il sostegno costante che abbiamo ricevuto dall'Italia durante i negoziati. L'adesione di Malta all'Unione europea -ha assicurato- dara' piu' vigore e rafforzera' i rapporti bilaterali fra i nostri due Paesi''. Cui potra' contribuire anche l'invito rivolto al capo dello Stato e alla signora Ciampi, per una visita del presidente italiano a Malta.
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Mostra tarocco sull’Iraq
di Laura Forzinetti

Diario, Settimanale di politica e di cultura, 16 gennaio 2004
Tanto fumo, ma di arrosto proprio poco a Bruxelles alla mostra “I siti archeologici in Iraq prima e dopo la guerra”. Presenti all’appello ci sono stati tutti gli elementi per un avvenimento d’eccezione. Invito e programma pretenziosi su cartoncino lucido a sfondo nero, sponsorizzazione dei maggiori nomi dell’industria italiana: dall’Eni alle Generali, dall’Enel all’Alitalia, e naturalmente padrini d’eccezione per il cocktail inaugurale quale il Ministro degli Esteri Franco Frattini e quello dei beni Culturali Giuliano Urbani. Non è mancato neppure il doveroso elogio su un famoso quotidiano da parte di un giornalista che la mostra non l’ha neanche vista. La messinscena non è riuscita però a convincere i visitatori. Tanto chiasso è stato fatto per una mostra che si è limitata a esporre solo dei cartelloni e a dare delle simulazione attraverso qualche sparuto computer degli interventi italiani sul patrimonio archeologico iracheno. Di reperti originali neppure l’ombra. L’esposizione, nel quadro della Presidenza italiana all’Unione europea, è stata, tra l’altro, il biglietto di presentazione della nuova direttrice dell’Istituto di cultura italiana a Bruxelles, Pia Luisa Bianco. La novella timoniera della cultura italiana si lascia alle spalle il trasferimento forzato, vivamente contestato dagli intellettuali belgi, di chi l’ha preceduta. E mentre si preoccupava di organizzare la mostra sull’Iraq ha mandato a monte la cooperazione con la Rai che garantiva a Bruxelles la proiezione del film di Rai cinema.

lunedì, gennaio 19, 2004

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FRATTINI PRESENTA ALLA FARNESINA “LA CULTURA ITALIANA IN EUROPA”

Inform 19 gennaio 2004 - ROMA - Il Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini presenterà, giovedì 22 gennaio alle ore 12, alla Farnesina, il filmato “La cultura italiana in Europa” realizzato dal Ministero degli Esteri in collaborazione con Cult Network e Sky.
Il filmato illustra gli eventi più prestigiosi del programma di manifestazioni culturali promosse dalla Farnesina in occasione del semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea. Vi figurano anche brevi testimonianze di esponenti della vita culturale italiana, tra gli altri, Riccardo Muti, Rita Levi Montalcini, Pupi Avati, Luigi Ontani, Michelangelo Pistoletto, Fabrizio Plessi, Gianni Berengo Gardin, Pietro Consagra. (Inform)

venerdì, gennaio 16, 2004

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Cultura
IL MINISTRO URBANI NOMINA IL CDA DELLA NUOVA BIENNALE DI VENEZIA: DAVIDE CROFF SARÀ IL NUOVO PRESIDENTE

ROMA\ aise\15.12004 - Dopo l’incontro, avvenuto ieri, con il Presidente della Biennale di Venezia, Franco Bernabè, e la richiesta di non essere riconfermato nella carica da parte di quest’ultimo, il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Giuliano Urbani, ha firmato stamattina il decreto di nomina del Consiglio di Amministrazione della Fondazione ed ha avviato la procedura parlamentare di nomina del nuovo Presidente Davide Croff.
Il CdA della Biennale risulterebbe ora così composto: oltre al presidente Croff, Paolo Costa, Sindaco di Venezia e vice Presidente della Fondazione, Giancarlo Galan, Presidente della Regione Veneto, o un suo delegato, Luigino Busatto, Presidente della Provincia di Venezia, o un suo delegato, e Bruno della Ragione.
Le Commissioni Cultura di Camera e Senato dovranno adesso, come prescrive la legge, esprimere il proprio parere. Il decreto prevede che la durata del Consiglio di Amministrazione sia di quattro anni. (aise)


Cultura
IL PRESIDENTE DALLA BIENNALE DI VENEZIA FRANCO BERNABÈ LASCERÀ L’INCARICO

ROMA\ aise\15.1.2004 - Il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Giuliano Urbani, ha incontrato ieri, 14 gennaio, il Presidente della Biennale di Venezia, Franco Bernabé.
In seguito all'entrata in vigore del Decreto di riordino della Biennale stessa, Bernabé ha rinnovato al Ministro Urbani la preghiera di non essere confermato nell'incarico, visti gli impegni professionali recentemente assunti.
Prendendo atto della richiesta, Urbani ha ringraziato Bernabé per l'opera svolta in questi due anni e, anche in considerazione di un vivo apprezzamento personale, lo ha pregato di voler accettare la designazione a presiedere il comitato promotore per la costituzione della Fondazione prevista per il futuro assetto del MAXXI - Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo di Roma. (aise)

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Cultura
APERTE LE ISCRIZIONI AI NUOVI CORSI DI LAUREA ICON IN LINGUA ITALIANA: TANTE LE BORSE DI STUDIO OFFERTE AGLI ITALIANI ALL’ESTERO

ROMA\ aise\15.1.04 - Sono aperte le iscrizioni al nuovo semestre del corso di laurea in Lingua e cultura italiana, promossi on line dal Consorzio universitario ICON. Tutte le informazioni sono reperibili sul sito internet dello stesso consorzio (www.italicon.it), ma intanto è possibile presentare domanda per ottenere una delle borse di studio offerte, a copertura dei costi totali o parziali per l'immatricolazione al corso.
Le borse di studio a copertura totale delle quote di immatricolazione sono ben 22 e sono offerte non soltanto dal consorzio universitario.
La Regione Basilicata, infatti, mette a disposizione 7 borse di studio annuali a copertura totale delle quote di iscrizione con tutorato al primo anno del Corso di laurea in favore di emigrati lucani e loro discendenti residenti in vari Paesi (Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Panama, Perù, Stati Uniti, Sudafrica, Svizzera, Uruguay, Venezuela).
Anche la Provincia di Avellino mette a disposizione 5 borse di studio annuali a copertura totale in favore di emigrati Campani all'estero e loro discendenti con priorità per coloro che sono originari della provincia di Avellino.
Infine il Consorzio ICoN mette a disposizione 10 borse di studio per i residenti in tutti i Paesi dell’America Latina, dell’Africa e in alcuni Paesi dell’Europa (Albania, Bielorussia, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Lettonia, Lituania, Macedonia, Polonia, Repubblica Ceca, Repubblica di Moldavia, Repubblica Slovacca, Romania, Russia, Serbia, Slovenia, Turchia, Ucraina, Ungheria).
La scadenza per la richiesta di partecipazione al bando per le borse offerte dalla Regione Basilicata e dalla Provincia di Avellino è prevista per il 31 gennaio, mentre le richieste per le borse offerte direttamente dal consorzio ICON scadono in data odierna, 15 gennaio. In tutti i casi, i moduli ed il bando completo sono reperibili sul sito internet su citato.
Oggi scandono anche le richieste per le altre 20 borse di studio a copertura parziale delle quote di immatricolazione in autoapprendimento e tutorato, messe a disposizione ancora dal Consorzio e riservate a stranieri e italiani residenti all'estero.
Per presentare domanda per le borse di studio è necessario compilare il modulo di candidatura, effettuare il test di lingua ed ottenere un punteggio superiore a 80/120, compilare ed inviare il modulo alla Segreteria didattica ICoN insieme agli altri documenti richiesti, secondo le indicazioni inserite nei bandi.
Le comunicazioni relative alle graduatorie saranno rese note nella seconda metà del mese di febbraio. (aise)

giovedì, gennaio 15, 2004

Il segnalibro dell'APC


Chicago to hear magic of Italian violins
BY ANDREW HERRMANN

Chicago Sun-Times, January 15, 2004
What goes into great Italian violins is more than mere craftsmanship.
"They say there is a soul in those violins,'' said Francesca Valente of the Italian consulate. "It truly is a mystery.''
Tonight, that mystery will be explored in Chicago as four rare violins, each worth millions of dollars, will be played for the public at the consulate's Istituto Italiano di Cultura venue at 500 N. Michigan.
Titled "The Miracle of Italian Violin Making,'' the free public event at 6 p.m. features the distinctive acoustics of instruments from the 17th and 18th centuries: two from Stradivari -- worth about $3 million each -- and a pair from Guarnieri del Gesu, one valued at $3 million, the other at $5 million.
"They sound like they're alive,'' said Valente.
The violins are under the care of Geoffrey Fushi, a partner in the Chicago rare violin dealer Bein & Fushi, a rotund fellow with soft hands who has been called "a renaissance man with a touch of P.T. Barnum.'' In his office on the 10th floor of the Fine Arts Building, not far from Orchestra Hall, Fushi bluntly tells a visitor, "I play like s---.''
But he knows violins. In a profile, Grammy Magazine says he "has handled more Strads than anyone since Stradivari,'' including a record sale of a Stradivari for $6 million about 18 months ago. He sold it to a Chinese collector in Hong Kong; he found it in the possession of a sugar heir in New York. He travels the world persuading owners to sell and multimillionaires to buy.
Prices have escalated in recent years, thanks to Asian buyers, who believe that such violins have "spirits'' living within them. They also sound superb, which Fushi will try to explain this evening before two violinists -- child prodigy Emily Rose Hyun and Vadim Gluzman -- demonstrate.
Most people know Antonio Stradivari, or Stradivarius, the Latin form of his name that is found on the labels inside his violins. There are about 640 of his left in the world. Less know is Giuseppe Antonio Guarnieri, who was called "del Gesu'' and produced far fewer violins than Stradivari. Today, there are about 140 of his violins left. Comparing the two is like comparing chocolates to strawberries, says Fushi -- they're both excellent.
Stradivari was recognized as a genius from the beginning: "He made violins for kings and princes and popes,'' said Fushi. Guarnieri was considered "a shlump.'' It wasn't until after he died in 1745 that his skill at violin-making was discovered, though his instruments, with a broader sound, are more difficult to play.
"Almost any good violinist can pick up a Strad and play better. It might take you weeks or months to play a Guarnieri. It's for the more accomplished professional,'' said Fushi.
Not that the accomplished own many of them. Fushi said professionals, like those in the Chicago Symphony Orchestra, tend to play violins worth between $150,000 and $300,000. High-end buyers of violins may play them occasionally but usually have experts do the performance.
Some use the violins as investments or business tools. Lending them to skilled violinists allows the owners access to other rich people for networking, he said. Sometimes corporations will buy them, much as businesses will buy art.
Fuschi brought a number of valuable violins recently to China on behalf of Motorola, which presented performances to Chinese government officials as part of their business activities there.
Of the four most valuable violins that will be displayed this evening, three are for sale and one is on loan from a collector.
Fushi knows the money side, but as an Italian, fine violins make him proud.
"We hear a lot of negative stuff about the Sopranos -- a show I do like,'' said Fuschi. "But this is part of our heritage, too.''
Il segnalibro dell'APC

Giorgio Ferrara, fratello del direttore del “Foglio”, nominato alla guida dell’Istituto Italiano di Parigi
Le mani di Berlusconi sulla cultura italiana. Anche all’estero
di Clelia Cirvilleri

Liberazione – Parigi, 15/1/2004
Secondo l'articolo 8, della legge numero 401 del 22 dicembre 1990, fra le funzioni specifiche degli Istituti Italiani di cultura c'è quella di «promuovere e favorire iniziative per la diffusione della lingua italiana all'estero». Con quasi 800 studenti, i corsi di italiano dell'Istituto culturale di Parigi sono da sempre un punto di riferimento per chi, nella capitale francese, voglia avvicinarsi o approfondire la nostra lingua nel contesto di un programma culturale ricco, vario e sempre di alto livello.
Il nuovo direttore dell'Istituto italiano di cultura ha deciso di voler sospendere i corsi fino a data da destinarsi. Gli studenti sono increduli, i professori, attoniti e in collera. E non è la sola novità annunciata dalla nuova direzione. Insediatosi ufficialmente la scorsa settimana, a condurre l'Istituto sarà per i prossimi quattro anni Giorgio Ferrara. Fratello di Giuliano.
L’Hôtel de Gallifet è senza dubbio uno dei palazzi più belli di Parigi. Dal suo ingresso in rue de Varenne, di fronte all'Ambasciata italiana e a pochi passi dalla residenza del Primo ministro francese, l'Hotel de Matignon, si accede a un piccolo giardino silenzioso, dal quale si scorgono le sontuose sale tardo settecentesche. L’ufficio che fu di Tayllerand, ministro degli esteri di Napoleone, il salone dove danzò Madame de Staêl, gli specchi che rifletterono Amault leggere i suoi versi: è qui che ha la sua sede, dal 1962, l'Istituto Italiano di Cultura, il centro istituzionale di diffusione della nostra lingua e della nostra cultura in terra di Francia.
Come altre nove sedi ritenute di particolare prestigio, il direttore dell'Istituto di Parigi non è un funzionario della Farnesina, ma una personalità indicata dal Ministero per la «chiara fama» raggiunta in ambito accademico, artistico, letterario. Sono stati prestigiosi direttori dell'istituto Francesco Caruso, Paolo Fabbri, Pietro Corsi, Guido Davico Bonino. Quest'ultimo, storico del teatro all'università di Torino, francesista e traduttore, ha deciso di lasciare il suo incarico con due anni di anticipo. La ragione? L’ex direttore la spiega senza reticenze: «Non posso rappresentare all'estero un governo in cui non mi riconosco - dice. Non condividono una virgola di quello che questi dicono o pensano. In due anni abbiamo organizzato 300 manifestazioni, quasi una al giorno visto che sabato e domenica siamo chiusi. Ma ora basta, non ci sto più».
Rientrata Davico a Torino, per l'ufficio di Tayllerand bisognava trovare un nuovo inquilino. E quale nome poteva essere più esplicita conferma alla linea privatistica che il governo italiano privilegia in tutti i campi? Fratello del direttore de Il Foglio, Giorgio Ferrara è regista cinematografico. Arrivato a Parigi già da un paio di mesi, il nuovo direttore si è limitato, fino alla fine dell'anno, a gestire il programma già stabilito da Guido Davico Bonino. Ma fra una conferenza rimandata e un concerto disertato, già filtravano le prime indiscrezioni sulla nuova linea che Ferrara avrebbe impresso alle attività dell'Istituto.
«Non sono un professore. Io sono un regista», pare abbia da subito chiarito. Dunque, non più presentazioni letterarie, mostre e illustri ospiti per discutere di storia e politica italiane; ma le sale e i giardini dell’Hôtel de Gallifet trasformati in scenari per accogliere eventi e rappresentazioni che mettano l'Italia in scena. Dalle feste barocche al racconto degli ultimi quarant'anni della nostra storia, che dovrebbe diventare un film in quattro parti, una per decennio, una per anno trascorso da Giorgio Ferrara alla guida dell'Istituto.
La scorsa settimana, il direttore ha inaugurato l'inizio del mandato con una grande cena nei saloni dell'Ambasciata italiana: diplomatici e ospiti titolati hanno assistito ad una breve rappresentazione teatrale. Protagonista, Adriana Asti, moglie di Giorgio Ferrara, nei panni di Eleonora Duse. Dalle poche voci che sono filtrate dall'esclusiva serata, la denuncia: Ferrara ha deciso l'interruzione dei corsi di italiano. E anche la biblioteca Italo Calvino, con un fondo ricco di più di 40mila titoli sarebbe in pericolo.
«Il nostro direttore ha di fatto dichiarato la sospensione dei corsi senza averne informato gli studenti», denuncia Francesco Forlani, da diversi anni docente dell'Istituto. «Si evince dai cambiamenti in corso che tutte le attività non di vetrina ma essenziali dell'Istituto (biblioteca e corsi} saranno o spostate altrove o a regime ridotto. Quale importanza si accorda a tali attività se le si emarginano così?».
Feste barocche, racconti cinematografici e cene eleganti: nella nuova era Ferrara, la cultura italiana a Parigi sarà ancora un'occasione aperta a tutti o un camet di eventi esclusivi riservati a pochi?
Il segnalibro dell'APC

Musica: Is. cultura di Lisbona inaugurata stagione concertistica

Lisbona, 15 gen. (Adnkronos) - Presso l'Auditorium della "Fondazione Calouste Gulbenkian" di Lisbona, alla presenza di oltre mille persone, l'orchestra della "Cappella della Pieta' dei Turchini", ha inaugurato la stagione concertistica 2004, organizzata dall'Istituto italiano di cultura di Lisbona.
Sotto la direzione del maestro Antonio Florio, 22 musicisti, le soprano Maria Ercolano, Maria Grazia Schiavo e Roberta Andalo', le mezzo-soprano Dionisia di Vico e Gabriella Colecchia e il tenore Makoto Sakurada, hanno eseguito in versione concertistica l'opera in tre atti "Motezuma" (1765) di Giovan Francesco De Majo. L'opera, che fa parte del ricco filone centrato sulle problematiche del "Nuovo Mondo", fu ideata quando De Majo si trovava all'apice della sua carriera, avendo ottenuto gli elogi di Wolfang Amadeus Mozart, e venne messa in scena per la prima volta a Torino, in occasione del carnevale del 1765 su un testo di Vittorio Amedeo Cigna Santi.
Il concerto e' stato il primo appuntamento della programmazione annuale dell'Istituto di cultura di Lisbona, che, con la Fondazione Gulbenkian realizzera' nel mese di marzo, un altro concerto di musica "antica" interpretato dall'orchestra "Europa Galante" diretta da Fabio Biondi.

mercoledì, gennaio 14, 2004

Il segnalibro dell'APC

Scrittori: Dante Alighieri italiano piu' studiato nel mondo

Roma, 14 gen. (Adnkronos) - Dante Alighieri continua ad essere l'autore italiano in assoluto piu' studiato nel mondo. A lui i docenti universitari stranieri di letteratura italiana hanno dedicato oltre 800 saggi nel corso dell'anno 2000 (l'elenco completo delle pubblicazioni conta 36 pagine). Se l'opera del Sommo Poeta e' l'oggetto numero 1 di analisi e ricerche da parte degli studiosi, seguono poi, nell'ordine, anche se ben distanziati, altri due padri della lingua italiana, i poeti trecenteschi Giovanni Boccaccio e Francesca Petrarca (a pari dignita'). Tra i piu' studiati all'estero ci sono, quindi, Giordano Bruno, Niccolo' Machiavelli e Umberto Eco. Al tempo stesso si profilano nuove tendenze tra gli italianisti: l'attenzione per Alessandro Manzoni e' in leggero calo, mentre alta resiste per Giacomo Leopardi.
Sono questi i nomi che compaiono nelle prime posizioni di una classifica stilata da 40 centri universitari di italianistica, sparsi nei cinque continenti, che hanno collaborato a una ricerca patrocinata dall'Unesco. I dati sono stati elaborati, sulla base delle oltre 25.000 pubblicazioni uscite nel mondo nel 2000 (ultimo dato disponibile), dal professor Enrico Malato, direttore della ''Bibliografia generale della lingua e della letteratura italiana'', conosciuta dagli esperti con la sigla Bigli, pubblicata dall'editore Salerno. Con il volume appena stampato, la Bigli festeggia il decimo anno di vita (l'opera e' suddivisa in due tomi per 1.811 pagine).
Tra gli autori del Novecento sostanziale equilibrio tra Gabriele D'Annunzio e Luigi Pirandello, che continuano a dividersi in egual misura le simpatie degli specialisti della nostra letteratura. I due giganti delle nostre patrie lettere sono seguiti da Italo Calvino ed Eugenio Montale e poi Italo Svevo e Cesare Pavese. Crescente appare il peso dei nuovi autori: nel corso del 2000 gli studiosi universitari hanno iniziato ad esaminare l'opera di Francesco Piccolo, Carlo Lucarelli, Antonella Anedda e Rossana Campo. Tuttavia tra gli autori viventi quelli piu' indagati nell'ambito accademico sono Dacia Maraini, Mario Luzi, Mario Rigoni Stern, Andrea Zanzotto, Vincenzo Consolo, Giuseppe Bonaviri e Andrea Camilleri.
Promossa dal Centro Pio Rajna, nel settembre 1990, e avviata a realizzazione, con carattere di periodico annuale, nel 1991, la Bigli fu presentata al primo giudizio degli specialisti nel 1993 ed e' approdata alla stampa del primo volume nel 1994. La Bigli ha acquistato nel volgere di pochi anni la consistenza di 10 volumi articolati in 20 tomi, per circa 13.000 pagine complessive di grande formato e corpo piccolo, corrispondenti a oltre 60.000 pagine di formato e corpo ordinari. In queste pagine sono contenute circa 185.000 schede per oltre 850.000 informazioni bibliografiche, che offrono un censimento puntuale di tutto quanto e' stato pubblicato in Italia e in ogni parte del mondo in tema di lingua e letteratura italiana negli anni 1991-2000, in libri e in riviste scientifiche.

martedì, gennaio 13, 2004

Il segnalibro dell'APC

Cultura
DIMINUISCE IN SVIZZERA IL NUMERO DELLE PERSONE CHE PARLANO L’ITALIANO/ IN TICINO SI TEME CHE DA LINGUA NAZIONALE POSSA "SCADERE" A IDIOMA LOCALE

BERNA\ aise\12\01\2004 - "Pur essendo terza lingua del Paese, l'italiano in Svizzera perde terreno a vista d'occhio. L'idioma è udito sempre meno sia a Basilea che a Zurigo, un tempo roccaforti dell'italiano nella Svizzera tedesca". È quanto rivelano i dati dell'ultimo censimento nazionale della popolazione elvetica, come riporta in un articolo il portale d’informazione d’oltralpe Swissinfo."Tale cambiamento – si legge nell’articolo – si spiega anche col rientro in patria, al momento della pensione, di tanti italiani; nel frattempo la seconda e terza generazione si sono perfettamente integrate, parlando più la lingua del Paese che li ospita piuttosto che la lingua d'origine dei genitori o dei nonni, una volta emigrati".E Swissinfo aggiunge che "nello stesso tempo va anche sempre più scemando l'attenzione nei confronti della lingua italiana: all'esposizione nazionale Expo02, ad esempio, si è sentita la mancanza di indicazioni e di stand in italiano e la homepage Internet del Fondo Nazionale Svizzero è presente in tedesco, francese e... inglese". Niente italiano, dunque.Lo conferma il censimento in questione, in base al quale nel 2000 nella Confederazione svizzera l'italiano è la lingua madre del 6,5 per cento della popolazione, laddove nel 1990 era del 7,6 per cento e nel 1980 addirittura del 9,8 per cento."In termini assoluti – spiega Swissinfo – ci sono circa 70 mila persone in meno che parlano italiano nella Svizzera tedesca e francese nel decennio appena conclusosi. Al contrario il Ticino, in quanto Cantone dove si parla italiano, ha avuto una crescita di 20 mila persone". Come ha sottolineato il linguista ticinese Alessio Petralli, quindi, "la lingua italiana gode di ottima salute nella sua zona di diffusione tradizionale: in Ticino e nelle sue parti confinanti del Grigioni italiano come val Calanca e Mesocco. Per contro naviga in acque difficoltose nella svizzera tedesca e francese".Il rischio, sempre secondo Swissinfo è che, a fronte della perdita d’importanza della lingua italiana per la maggioranza degli svizzeri, "parallelamente, il peso della svizzera italiana diminuisce a livello federale"."Non meraviglia nessuno se intellettuali, politici, media e il mondo della cultura in Ticino si preoccupano notevolmente, temendo che la tendenza negativa prosegua anche nel 2003. L'Associazione degli scrittori della svizzera italiana (Asis) si chiede impensierita se l'italiano può fare ancora parte delle lingue nazionali. In seminari, programmi radio e forum si è chiesto prima di tutto al Canton Ticino e agli uffici preposti di aiutare lo sviluppo dell'italiano in Svizzera. L'esortazione deve tuttavia fare i conti e andare d'accordo coi principi linguistici territoriali. Da San Gallo il professore di letteratura Renato Martinoni dice, ad esempio, che non c'è più possibilità di sviluppo per la lingua italiana nella Svizzera tedesca. Secondo il suo parere il Canton Ticino e altre istituzioni dovrebbero reagire e agire maggiormente per potenziare l'interesse per l'idioma. È d'accordo il linguista Petralli: l'italiano ha attributi positivi essendo legato a espressioni piacevolissime della vita come la musica, l'arte, il design e l'arte culinaria... insomma, bisognerebbe ‘suonare’ meglio questi strumenti".Intanto dalle pagine di Swissinfo si parla di altri due strumenti che "giocheranno un ruolo importante nel futuro dell'italiano in Svizzera: la nuova legge sulla radio/televisione e la legge per le lingue"."Nel 1996 – si spiega, infatti, nell’articolo – il Governo è stato incaricato dal popolo di proteggere la lingua italiana in Ticino e nei Grigioni. Un passo che può essere concretizzato ad esempio attraverso aiuti finanziari ai Cantoni affinché introducano una terza lingua nelle scuole. Questo potrebbe essere un impulso nella svizzera francese e tedesca ad insegnare italiano".Infine, "anche i mass media, specialmente quelli della radiotelevisione della Svizzera di lingua italiana, assumono molto importanza. La televisione TSI raggiunge giornalmente più spettatori nella Svizzera tedesca che in quella italiana. Ciò segnala pur sempre il grosso potenziale di amanti dell'italiano oltre Gottardo". (aise)

domenica, gennaio 11, 2004

Il segnalibro dell'APC

Riservato a cura di Paolo Forcellini

Cultura all’italiana

L’espresso, 15 gennaio 2004
Sembra che non debbano avere mai fine le grane degli istituti italiani di cultura all’estero, da tempo oggetto di attenzioni specialissime da parte del governo in carica. Questa volta a dover fare le valigie è addirittura il direttore generale per la cooperazione culturale, Francesco Aloisi del Lardarel, un diplomatico di lungo corso che pure aveva cercato di assecondare in tutti i modi possibili l’instancabile turn over a favore di direttori graditi alla Casa delle libertà. Con il risultato che de Lardarel è diventato il capro espiatorio di tutto quel che non sta funzionando in alcune delle più importanti sedi culturali italiane all’estero. Da Madrid, dove il neo direttore Patrizio Scimìa, un oscuro funzionario Telecom le cui competenze in campo culturale sfuggono ai più, storpia i nomi dei nostri intellettuali (Gillo Dorfles è stato presentato, a un dibattito, come Dormfes), fino a Mosca, dove la slavista Angelica Carpifave, sgradita al governo russo, se ne va in giro protetta da due guardie armate. Ma anche la nomina di Anna Blefari Melazzi, la diplomatica che è stata ambasciatrice in Romania e che il ministro degli Esteri Franco Frattini ha voluto al posto di Aloisi de Lardarel (il cambio avverrà il prossimo 2 febbraio), rischia di creare qualche imbarazzo. Con l’ultima retata antiterrorismo è emerso infatti che la Blefari Melazzi è la zia di Diana, la presunta brigatista titolare del contratto di affitto di uno dei covi romani delle nuove brigate rosse.
Il segnalibro dell'APC

IL NUOVO DIRETTORE DELL’ISTITUTO DI CULTURA A PARIGI
Ferrara, l’Italia in scena
di Cesare Martinetti

La Stampa, 8 gennaio 2004

Nelle altre capitali
Con l’insediamento di Giorgio Ferrara a Parigi si chiude (quasi) l’ultima tornata di nomine per «chiara fama» alla direzione dei principali istituti di cultura italiani nel mondo. Pia Luisa Bianco, giornalista, ex direttore dell’Indipendente, è già attiva nella sede di Bruxelles. Mario Fortunato, scrittore, giornalista dell’Espresso, è riuscito a farsi confermare nella prestigiosa sede di Londra dopo aver diretto l’istituto con vivacità. A New York, Claudio Angelini, già conduttore del Tg1 e corrispondente dagli Stati Uniti, si è insediato nella poltrona che fu di Furio Colombo e Gioacchino Lanza. Angela Carpifave, slavista, autrice due anni fa di un’intervista-scoop ad Alessio II, patriarca di Mosca e di tutte le Russie, dirige l’istituto di Mosca. A Pechino, è stato confermato il giornalista Francesco Scisci, che scrive per la Stampa. A Berlino si è insediato Renato Cristin, docente di Filosofia a Trieste, ma ha sul capo la spada di Damocle d’un ricorso presentato dal direttore uscente Ugo Perrone.

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Gabriele: «Tu sei sempre accanto a me e mi parli in silenzio». Eleonora: «Noi abbiamo tutti torto. Nessuno sa amare. E cioè perdonare a se stessi e agli altri. I morti, loro, non conoscono la gelosia». Sipario (che non c'era). Applausi ripetuti. Un mazzo di fiori per Adriana Asti nel «teatro siciliano» dell'ambasciata d'Italia a Parigi. La fine del breve, elegante, sommesso dialogo immaginato dall'italianista René de Ceccaty tra Eleonora Duse (interpretata dalla Asti) e Gabriele D'Annunzio (Michel Duchaussoy) che segna l'inizio di un altro dialogo tra Italia e Francia nel nome di Giorgio Ferrara, regista e nuovo direttore dell'Istituto italiano di Cultura.
Martedì sera Ferrara s'è presentato a Parigi con poche, timide parole dette quasi di sfuggita prima del teatrino dannunziano: «Per cultura intendo soprattutto spettacolo, per raccontare la storia del nostro paese». Parterre d'élite: un centinaio di invitati, principi e principesse (Aldobrandini, Borbone di Parma, Napoléon, de Luxembourg), conti e contesse, baroni e baronesse (tra loro Eric de Rothschild), ambasciatori (di Francia, Olanda, Portogallo, Austria e Germania), il direttore del Louvre Henry Loyrette, l'ex direttore del Louvre Pierre Rosenberg, il presidente di Fiat France Giorgio Frasca, attrici (Claudia Cardinale e Andréa Ferréol), intellettuali come Marc Fumaroli, Mare Lazar, Hector Bianciotti, Alain Touraine. Dall'Italia sono venuti Lino Jannuzzi, Andrea Manzella, Giorgio Forattini. Padrone di casa Giovanni Dominedò, ambasciatore d'Italia a Parigi.
Uno spettacolo o una festa? L'uno e l'altra, finite in chiacchiere, sorrisi, complimenti e mangiando lasagne alla bolognese, orecchiette al sugo di pesce, bevendo pinot nero e chianti classico con tanti auguri al nuovo direttore che si sballottava da un gruppo all’altro, soddisfatto della serata che rappresenta per lui un biglietto da visita di quella che sarà la sua direzione dell'Istituto parigino.
C'è l'aria dei grandi cambiamenti nelle stanze del meraviglioso Hôtel de Galliffet, in rue de Varenne, che fu residenza di Talleyrand e dal dopoguerra è la nostra «ambasciata» culturale. Per due anni qui ha regnato Guido Davico Bonino, critico teatrale (per molti anni a La Stampa), francesista, traduttore, inesauribile organizzatore di incontri e occasioni. Tra il settembre 2001 e il dicembre scorso si sono svolte trecento manifestazioni (dibattiti, mostre, rappresentazioni, concerti) nel segno del confronto tra i due mondi. Davico Bonino ha poi dato le dimissioni non sentendosi «in armonia» con gli indirizzi di governo. Giorgio Ferrara, 56 anni, fratello di Giuliano, direttore del Foglio, è stato così nominato a Parigi, dove progetta di rimanere per i quattro anni del suo mandato rovesciando l'impostazione di Davico Bonino. «Lui è un professore, io sono un regista», ha spiegato agli amici.
Ma come cambierà l'attività dell'Istituto? Il nuovo direttore non ha ancora annunciato il suo programma, dice che sta lavorando, promette grandi cose, conserva un po' di mistero sui prossimi appuntamenti. Ma poi qualcosa ci dice, almeno per spiegare la sua filosofia: «Penso di fare un lungo racconto dell'Italia e degli italiani, con i nostri pregi e i nostri difetti. Un racconto scandito per temi e rivelato attraverso lo spettacolo, e cioé immagini, suoni e parole, musica, canzoni, teatro per dire chi siamo e come siamo. Non c'è bisogno di far venire dei professori a spiegare l'Italia perché qui, di professoroni, ce ne sono già tantissimi».
Anche l'Hôtel de Galliffet cambierà aspetto. I corsi di lingua (che verranno sospesi in primavera e riprenderanno a settembre) saranno trasferiti in altra sede, nel liceo italiano. L'intera sede dell'Istituto diventerà il guscio di installazioni ed eventi che saranno suddivisi in cicli di un mese e mezzo due mesi, con serate ad inviti, tipo quella di martedì sera. Primi temi le feste barocche e i giardini italiani. A settembre partirà il racconto degli ultimi quarant'anni nella storia d'Italia. Vedremo. Per adesso restiamo agli applausi per la bravissima Adriana Asti (moglie di Giorgio Ferrara) nei panni della Duse: «Io vado, portata dal vento, come qualcuno che conosce la sua strada, obbedendo a un ritmo interiore che mi porta sempre avanti...»

sabato, gennaio 10, 2004

Il segnalibro dell'APC

Talk about power-dressing
In 17th-century italy, clothes made the family, exhibition shows

by STEVEN HOWELL

Montreal Gazette - Saturday, January 10, 2004
Hey, where are you going in that fancy embroidered Italian Renaissance costume? 1595? Old joke. Modern exhibition.

The Stewart Museum at the Fort explores late 16th- and early 17th-century fashions with its latest exhibition, La Trama e l'Oro: Splendours of the Italian Renaissance.

"The exhibition is a rare opportunity to see a collection of reconstructed costumes of the Italian Renaissance," Stewart Museum director Bruce D. Bolton said. "Since no originals from this period still exist, this is a novel way of discovering the culture and history of 17th-century Italy."

And a novel approach it is, indeed. The collection was reproduced from period paintings of the Italian Renaissance. The exhibition displays two dozen outfits as well as a reproduction of the original painting that inspired each costume.

Renaissance Court costumes of the Gonzaga family of Mantua, Italy, are highlighted. Included are court cloaks, queens' dresses and wedding attire. The space recreates the wedding of Vincenzo Gonzaga and Eleanor de Medici complete with wedding party and banquet.

Tight bodices, rich, gold- weave embroidery and stiff pleated lace collars were all the rage. These folks didn't exactly dress for comfort. But the designs heavily influenced most of Europe's fashion trends at the time and were clues to a family's status of class, wealth and power.

Reconstructing costumes takes several stages. First, modern-day designers study period paintings and books. One example displayed is a publication dated 1590 by author and illustrator Cesare Vecellio. This illustrated book shows what the entire world was wearing at the end of the 16th century.

Next, the fabric pattern is recreated for colour and texture. A miniature costume is created as a model, and finally, the full-size costume is produced. It takes an average of two to three years to reconstruct each costume.

And it seems we've grown up over the centuries: the average height during the Renaissance was 5 foot 2 for a man, 5 feet for a woman. Of all the costumes displayed, only one conveys authentic height. The rest of the garments offer a present-day perspective of size.

The exhibit is produced in collaboration with the Embassy of Italy in Canada, the Cultural Institute of Italy in Montreal and King Studio of Mantua, Italy.

The exhibition is at the Stewart Museum at the Fort on île Ste. Hélène until Feb. 23. Admission costs $8 for adults, $6 for students and seniors; free for children 6 and younger. Hours are Wednesday through Monday from 10 a.m. to 5 p.m. Call (514)861-6701 or visit www.stewart-museum.org

venerdì, gennaio 09, 2004

Il segnalibro dell'APC

Farnesina: Vattani segretario generale, Cangelosi alla Ue

Roma, 9 gen. - (Adnkronos) - L'ambasciatore Umberto Vattani e' il nuovo segretario generale della Farnesina. Lo ha nominato oggi il Consiglio dei ministri che, a quanto apprende l'ADNKRONOS, ha deciso di inviare alla rappresentanza italiana presso l'Unione Europea Rocco Cangelosi, attuale direttore generale per l'Integrazione europea del ministero degli Esteri. Il Consiglio dei ministri avrebbe anche nominato ambasciatore a Londra Giancarlo Aragona, attuale direttore per gli Affari politici multilaterali e Diritti umani della Farnesina, al cui posto e' stato designato Giampiero Massolo, vice segretario generale del ministero degli Esteri.
Su proposta del ministro degli Esteri Franco Frattini, il Consiglio dei ministri - si legge nel comunicato di Palazzo Chigi - ha conferito la carica di segretario generale del ministero degli Esteri all'ambasciatore Umberto Vattani. Inoltre ha conferito al ministro plenipotenziario Giampiero Massolo le funzioni di direttore generale per gli Affari politici multilaterali e i diritti umani e ha nominato il ministro plenipotenziario Rocco Antonio Cangelosi rappresentante permanente d'Italia presso l'Unione Europea a Bruxelles.
Il Consiglio dei ministri, prosegue la nota, ha rivolto un sentito ringraziamento all'ambasciatore Giuseppe Baldocci, che il 31 dicembre ha lasciato per limiti d'eta' la carica di segretario generale del ministero e la carriera diplomatica, esprimendo un vivo apprezzamento per il suo lungo impegno al servizio dello Stato. Su proposta del presidente del Consiglio, Baldocci e' stato nominato Consigliere di Stato.
Il Consiglio dei ministri, conclude il comunicato, ha ritenuto di sottolineare che le nomine oggi deliberate ed il prestigioso incarico conferito al ministro plenipotenziario Giancarlo Aragona - subordinato al necessario gradimento del Paese di accreditamento - sono anche la conferma dell'apprezzamento del lavoro svolto da tali diplomatici durante il semestre di presidenza italiana dell'Ue.
Il segnalibro dell'APC

Un libretto pubblicato dal prestigioso settimanale inglese mette l’italiano al settimo posto e il dialetto del Nord al ventesimo

E l’«Economist» scoprì che il lumbard è una lingua europea
di Renzo Cianfanelli

Corriere della Sera, 9 gennaio 2004
LONDRA - La notizia rischia di procurare a Umberto Bossi un accesso di irrefrenabile ilarità. L’italiano, come sostengono ottimistici studi riportati con grande risalto in Italia, lingua sempre più parlata e diffusa nel mondo? A St. James, il quartiere londinese dei club blasonati, calzolai su misura, camiciai e cappellai di prestigio dove ha la sede anche l’ Economist , non risulta che i fatti stiano proprio così. Nella nuova edizione, in vendita in questi giorni in Inghilterra e in America, del celebre libretto rosso The Economist pocket Europe in figures , strumento di lavoro essenziale per operatori economici, politici e studiosi di ogni parte del mondo, che in copertina senza complessi proclama «se vi occorrono dati aggiornati sulle 48 nazioni che compongono l’Europa di oggi, non esiste fonte più autorevole di noi», si legge una cosa diversa. L’italiano, nella Grande Europa linguistica dagli Urali all’Atlantico, non soltanto si colloca solo al settimo posto - dietro le lingue turca e polacca e a malapena davanti all’ucraino - ma è minacciato anche dalla concorrenza interna di ben altre «lingue materne». È il caso del lombardo, che con 9 milioni e 110 mila persone, viene collocato al ventesimo posto, fra le 36 lingue europee principali d’Europa, alle spalle della lingua svedese e a non molta distanza da quelle della Bielorussia e della Repubblica Ceca. Ma non è tutto. Alla «lingua lombarda», che secondo l’annuario dell’ Economist risulterebbe in pratica, davanti all’italiano, la lingua principale dell’intera popolazione della Lombardia, seguono il calabro-napoletano, che con oltre 7 milioni supererebbe come diffusione le lingue della Bulgaria, dell’Albania della Finlandia, la lingua siciliana parlata da 4 milioni e 670 mila abitanti della Trinacria, e infine i 2 milioni e 210 mila italiani che parlano in dialetto veneto, ultimo delle trentasei «lingue principali europee» dietro la Lituania.
Tutte lingue dell’Europa oppure lingue e dialetti? Al poeta milanese Carlo Porta, uomo dotato di senso delle proporzioni, non sarebbe venuto in mente di essere un concorrente di Kafka (che peraltro era cecoslovacco ma scriveva in tedesco) o di Milan Kundera. E che dire della sofferta «questione della lingua» agitata da Cattaneo e poi risolta dal Manzoni al momento della stesura finale dei Promessi sposi , con la decisione di «risciacquare i panni in Arno», accettando una volta per tutte il primato sui dialetti della lingua italiana?
Per lo stesso problema, oltre un secolo fa, nelle piazze di Atene scoppiarono furibonde battaglie fra i sostenitori della lingua katharevousa e della demotiki, con i puristi da un lato che detestavano la lingua volgare detta anche «maliara» ovvero pelosa e dall’altro i sostenitori della lingua parlata che poi divenne il neogreco. Forse per questo l’ Economist , dopo avere lanciato il sasso delle «lingue» lombarda o napoletana nello stagno inquieto della nuova Europa, evita di andare a fondo e non spiega. Ma come giustificare allora la mancanza, fra le tante «lingue» italiane che poi sono dialetti, del toscano, del sardo, del piemontese, del romanesco o dell’abruzzese?

giovedì, gennaio 08, 2004

Il segnalibro dell'APC

Attualita italiana
Farnesina, arriva Vattani
di Renzo Rosati

Panorama, 8/1/2004
URL: http://www.panorama.it/italia/politica/articolo/ix1-A020001022428

Sarà Umberto Vattani il nuovo capo operatgivo della macchina ministeriale. La nomina potrebbe essere ratificata già nel Consiglio dei ministri di venerdì 9 gennaio. Un tecnico gran conoscitore della macchina diplomatica ma anche degli interessi delle aziende italiane nel mondo

La notizia ha ora trovato conferma ufficiale, anche se veniva data per molto probabile nei palazzi della politica romana da alcuni giorni: sarà Umberto Vattani il nuovo segretario generale del ministero degli Esteri, al posto di Giuseppe Baldocci.
La nomina potrebbe essere ratificata già nel Consiglio dei ministri di venerdì 9 gennaio.

Vattani è l'attuale ambasciatore presso l'Unione Europea e da Bruxelles ha preparato il semestre italiano dell'Ue. Un turno di presidenza nel quale non sono mancati contrasti e incidenti (lo scontro all'Europarlamento tra Silvio Berlusconi e il tedesco Schultz), ma che nel complesso viene giudicato positivamente a Roma.

L'Italia ha ottenuto l'Agenzia alimentare, per Parma e l'ha spuntata assieme a Francia e Germania nell'interpretazione elastica del patto di stabilità, contro la Commissione presieduta da Romano Prodi. Contemporaneamente il governo non ha rinunciato alla tradizionale politica filo Usa e filo Gran Bretagna. Certo, è mancato il successo sull'accordo per la costituzione europea, ma non certo per colpa di Vattani.

SHERPA DEI PUNTI CRUCIALI
Sessantacinquenne, già ambasciatore a Berlino e sherpa (cioè incaricato di preparare i punti cruciali degli incontri al vertice) di numerosi capi di governo della Prima repubblica (da Giulio Andreotti a Ciriaco De Mita), Vattani è soprattutto un profondo conoscitore del mondo e della politica tedesca.
Anche grazie a lui i rapporti con Berlino (il principale partner economico italiano), freddi all'inizio, si stanno normalizzando.
Della Germania tuttavia Vattani ha sempre sostenuto di non essere succube, così come non considera un totem l'asse franco-tedesco.

LA CARTA PRINCIPALE
La sua carta principale resta tuttavia la riforma della Farnesina, da lui avviata tra il 1997 e il 2001, nel suo primo mandato come segretario generale. Una riforma finalizzata a trasformare l'apparato diplomatico in senso economico e della difesa del made in Italy. Quindi anticipatore degli orientamenti esposti da Silvio Berlusconi quando, nel 2002, tenne l'interim degli Esteri.
Ora si tratta di completare quella riforma, in gran parte rimasta sulla carta per il groviglio di competenze e gelosie, a cominciare da quelle tra diplomatici e Commercio estero. Sotto questo profilo sarà interessante osservare la coabitazione tra Vattani, un tecnico gran conoscitore della macchina diplomatica ma anche degli interessi delle aziende italiane nel mondo, e il ministro Franco Frattini, un debuttante della politica estera che ha sempre agito in stretto raccordo con Palazzo Chigi, in particolare con il consigliere diplomatico di Berlusconi, Gianni Castellaneta.

SCOUT PER FINI
Ma proprio con Berlusconi, Vattani aveva collaborato nell'estate del 2001, quando venne composta la squadra di governo e soprattutto quella delle alte cariche ministeriali. Più di recente l'ambasciatore ha stabilito un buon rapporto con Gianfranco Fini, al quale ha fatto da scout nel lavoro di rappresentante italiano nella Convenzione europea. Alla Farnesina, An si è conquistata un certo seguito tra i diplomatici di livello medio, che hanno talvolta contestato le alte cariche. Vattani, se riconquisterà la poltrona, potrebbe fungere da uomo di raccordo. E magari, in caso di rimpasto, preparare la strada allo stesso Fini.

martedì, gennaio 06, 2004

Il segnalibro dell'APC

CLAUDIO ANGELINI
«Così siamo riusciti a far diventare l’italiano la quarta lingua più studiata in America» di Paolo Conti

Corriere della Sera, 6 gennaio 2004
ROMA - «La lingua italiana sta vivendo negli Stati Uniti, e in particolare a New York, un momento di grazia che va sostenuto. L’italiano è ormai la quarta lingua più studiata dopo l’inglese, lo spagnolo e il latino», dice Claudio Angelini, giornalista Rai ed ex corrispondente dagli Usa che da pochi mesi dirige l’Istituto italiano di cultura a New York («Vengo dopo due eccellenti direttori come Furio Colombo e Gioachino Lanza Tomasi»). Ora è a Roma per mettere a punto un nutrito calendario di manifestazioni per il 2004 ma rientrerà in sede domattina. Altre cifre: «Il ministero degli Esteri italiano ha raggiunto un accordo con cinquecento istituti di istruzione superiore in tutti gli Stati Uniti. Chi sceglierà il nostro idioma come lingua straniera obbligatoria avrà diritto a uno sconto sulle tasse scolastiche». Il progetto è coordinato da Matilda Cuomo, moglie dello storico esponente democratico italoamericano Mario. Registrerà, giura Angelini, molto interesse «non solo tra gli italoamericani di terza o quarta generazione ma anche tra americani non legati alla nostra cultura che ne vengono attirati. Due recenti e diversi sondaggi hanno indicato come città ideali del mondo Roma e Firenze».
Ed ecco il calendario. Spicca tra tutti un appuntamento molto ambizioso: una grande mostra su Giotto offerta dal comune di Padova nel secondo semestre al Metropolitan Museum. Arriveranno alcuni originali da definire mentre per altre opere si ricorrerà al virtuale. Una mostra su Modigliani verrà allestita a maggio nel prestigioso Jewish Museum. Il Guggenheim Museum ospiterà una rassegna su Boccioni e il Futurismo: verrà cucinata persino una cena futurista per i raffinati intellettuali della Grande Mela.
In quanto alla musica classica, un grande nome-simbolo dell’Italia per tutti: il 27 gennaio arriverà Riccardo Muti per un concerto frutto di una collaborazione tra la Scala e la New York Philarmonic Orchestra. Lunedì 12 gennaio sbarcherà Renzo Arbore alla guida dell’Umbria Jazz Festival e del Trio Umbria Jazz: è in calendario al Blue Note, il tempio jazzistico di New York. Per la promozione dell’italiano, Claudio Angelini immagina due appuntamenti dopo il successo della recente settimana della lingua italiana (con Gianni Riotta, Vittorio Zucconi e l’ambasciatore Boris Biancheri nella veste di romanziere): una settimana della poesia in primavera e una della narrativa in autunno, da organizzare nella sede dell’istituto e in alcune università. Per la poesia l’ospite d’onore dovrebbe essere Mario Luzi (ma si partirà da letture di Dante), per la letteratura Angelini pensa ad Alberto Bevilacqua, Susanna Tamaro ed Erri De Luca: «Sono in contatto con un editore americano che sarebbe disposto a procedere a una nuova traduzione in inglese de "I promessi sposi"».
Ovviamente ci sarà il cinema con retrospettive dedicate a Bertolucci, Gassman e Visconti: l’Istituto ospiterà anche un ciclo di film del giovane cinema italiano, per esempio Francesca Archibugi. Per aprile è pronta una settimana sul 50° anniversario della Rai.
E i soldi? Dice Angelini: «Il nostro budget è limitato, possiamo contare solo su 215 mila dollari l’anno. Per questo collaboriamo con diverse istituzioni americane. Ma speriamo nel contributo di sponsor intelligenti e sensibili. In futuro mi auguro di riuscire a restaurare la nostra splendida sede di Park Avenue: risale al primo Novecento e ha bisogno di molti ripristini. Ci piacerebbe farne un centro vitale, moderno, capace di offrire molti stimoli: dai corsi di lingua a quelli, perché no, di cucina».

venerdì, gennaio 02, 2004

Il segnalibro dell'APC

Mostre: a Wolfsburg il presepe italiano

Wolfsburg, 31 dic. (Adnkronos Cultura) - "Arte e tradizione del Presepe in Italia". Questo il titolo della mostra dedicata al presepe italiano allestita fino al prossimo 9 gennaio presso il Castello Gewölbekeller di Wolfsburg, in Germania, organizzata dall'Istituto italiano di cultura di Wolfsburg e patrocinata dal ministero degli Affari esteri italiano. La mostra comprende una selezione di opere d'epoca provenienti dalle piu' importanti collezioni pubbliche e private italiane, presentate secondo un itinerario geografico che ripercorre storia e stili tipici della piu' antica tradizione presepiale appartenente alle Regioni italiane; una seconda sezione, invece, presenta, per testimoniare la continuita' tra passato e presente, opere di altissimo pregio artistico di artigiani italiani contemporanei. L'esposizione e' aperta al pubblico dal lunedi' al venerdi' dalle 10.00 alle 17.00.
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10 Years Later, Italy Assesses Change in How Its Museums Are Run
By ERIC SYLVERS

The New York Times
Published: January 1, 2004

MILAN — Ten years ago, getting into a government-run museum after 1 p.m. to see a Raphael in Milan, a Titian in Venice, a Michelangelo in Florence or a Caravaggio in Rome was tantamount to finding a post office open at that hour. Close to impossible.

With little interest in making art more accessible to the masses and even less interest in the bottom line, the Italian museum system failed to innovate as its counterparts in the United States and Europe had done years before. Museum shops, if they existed, were dingy and sold low-quality postcards and academic books that were inaccessible to most museumgoers. Guides in English — to say nothing of French, German and Spanish — were nonexistent, as were eating establishments.

In 1993, when it came time to discussing how museums could become more self-sustaining, someone suggested the unthinkable: perhaps the museums should be run less like post offices and maybe, just maybe, private businesses could be brought into help. A decade later the experiment has, by most accounts, been a success. But supporters say there is still work to be done, and critics sound dire warnings that mixing economics with art may spell the end of Italy's cultural heritage.

Italy's more than 400 state-run museums still lose money, as do the vast majority of museums in the world, but last year the government made 11.6 million euros — about $12 million — through concessions sold to private companies to run shops, restaurants, ticketing, guided tours and more.

"When I got here the idea was that money is dirty, art is sacred and the two things should not be mixed," said Danny Berger, who after almost four decades at New York's Metropolitan Museum of Art joined the Cultural Ministry 10 years ago to help write the Italian law that allows private companies to run some parts of the museums. "It took a while, but that attitude has changed."

While the United States has been the trendsetter in privately financing art institutions, in most cases just 10 percent of museum budgets are covered by revenue from stores and entrance fees, according to Salvatore Settis, who worked for six years at the J. Paul Getty Research Institute in Los Angeles and wrote a book assessing Italy's plans to change the way the country's cultural patrimony is managed.

Mr. Berger, who has worked through eight Italian governments and six cultural ministers, said: "Some people think you can make money with culture, but that's just not true, the numbers just aren't there. What you can do is make money towards supporting culture."

And that is the idea behind selling concessions to private companies, which pay a fee to run part of a museum and then take home the profit they generate.

The amount made by the government on the concessions has climbed every year, reaching 11.6 million euros in 2002. A national lottery inaugurated in 1997 generates another 150 million euros a year that is used for restoration. The Cultural Ministry does not make public how much it spends on museums or how much the museums lose each year.

A shift that touches something as dear to the Italians as their artistic heritage could not take place without strife, especially since the flip side of making the museums more self-sustaining has been the government's decision to reduce funding.

"There is a perception that you can cut the government funding, privatize the museums and then as if by magic they will suddenly begin making money, but that is absolutely not the case," said Mr. Settis, who is the rector at the Scuola Normale University in Pisa. "Even in the U.S., museums lose money, but they get by with little or no government funding because they live off their large endowments."

Interest from the investments made by those endowments sometimes provides as much as half of the budget for museums in the United States.

Many American museums also support part of their operations with membership fees, a rarity in Italy.

With the changes in the museum system has come a shift in the general perception of the role art should play in the everyday life of Italy's citizens and how museums should be financed. Four years ago, Milan's Bocconi University established an undergraduate program called "Economics and Management for the Arts," to help illuminate the relationship between cultural institutions and their markets. Ten years ago, a university degree program with that title and declared mission would have been unthinkable.

Italy's 400 state-run museums are just the top of a cultural pyramid that swells to more than 4,000 once private museums and those run by regional and city governments are added. There are also more than 100,000 churches and chapels, many of them holding masterpieces.

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