venerdì, aprile 30, 2004
Il segnalibro dell'APCIl sottosegretario Baccini: "I nostri connazionali sono autentici ambasciatori nel mondo"
La Stampa, 30 aprile 2004
"Italia Nazionale Globale" è il titolo dell'ultima opera di Raoul Romoli Venturi (edita dall'Adnkronos Libri), una sintesi geo-politica sull'essere italiani nel XXI secolo e un breve, ma incisivo approccio storico-cultural-istituzionale dell'italianità. "E' una grande opportunità - ha sottolineato il sottosegretario agli Esteri, Mario Baccini alla presentazione del volume - I nostri italiani nel mondo, 60 milioni, ovvero esattamente quanto quelli che vivono in Italia, sono autentici ambasciatori dei nostri valori, della nostra cultura e della nostra presenza internazionale. Non è più l'Italia di "spaghetti e mandolino", come stiamo ricordando con il lancio (in collaborazione con gli istituti italiani di cultura all'estero) degli anni tematici. Il 2004 è dedicato alla scienza e alle nuove tecnologie".
Il segnalibro dell'APCAL VIA IL PROGETTO DELL’UNIVERSITÀ INTERNAZIONALE ITALIA-SLOVENIA
Inform, 29 maggio 2004
TRIESTE - La Regione Friulo-Venezia Giulia fa un ulteriore passo avanti
verso la realizzazione dell’Università internazionale a cavallo tra Italia
e Slovenia.
Su proposta dell'assessore regionale alla Cultura Roberto Antonaz, la
Giunta ha infatti approvato lo schema di convenzione tra la Regione e
l'Istituto internazionale Jacques Maritain - Sezione Friuli Venezia Giulia
per l'attuazione del progetto "Universitas - Studio di fattibilità per la
costituzione di una Università internazionale dell'InCE nell'area
transfrontaliera Italia-Slovenia" da sviluppare dell'ambito del programma
comunitario Interreg III Italia-Slovenia 2000 - 2006.
Al Jaques Maritain spetterà l'attività di ricerca, l'organizzazione di
workshop e convegni, la redazione dei rapporti relativi al progetto, la
produzione dei materiali informativi e le funzioni di coordinamento delle
attività connesse alla progettazione, che la Regione sosterrà con 195.750 euro.
Partner del progetto sarà il Comune di Capodistria, che ne affiderà la
parte operativa al Science and Reserarch Centre of Koper - Università della
Primorska per la Slovenia. (Arc/Inform)
Il segnalibro dell'APCConsiglio dei Ministri
NUOVI AMBASCIATORI E MINISTRI PLENIPOTENZIARI ALLA FARNESINA/ LE ALTRE NOMINE DI COMPETENZA GOVERNATIVA
ROMA\ aise\29 aprile 2004 - Nuove nomine alla Farnesina. Il Consiglio dei Ministri, riunito oggi, a Palazzo Chigi, ha infatti approvato, su motivata proposta del Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, la nomina ad Ambasciatore dei ministri plenipotenziari Paolo Faiola, che permane presso l'Istituto Italo-Latino-Americano, e Vittorio Claudio Surdo. È stata inoltre approvata la nomina a ministri plenipotenziari dei consiglieri di Ambasciata Gian Ludovico de Martino di Montegiordano, Raffaele de Lutio, Sergio Scarantino, Cosimo Risi, Alessandro Busacca, Luigi Maccotta, Sebastiano Cardi, Giuseppe Morabito, Luigi Mattiolo, Anna della Croce di Dojola, Efisio Luigi Marras, Giovan Battista Campagnola, Marco Marsilli, Giovanni Maria Veltroni, Maria Assunta Accili e Vincenza Lomonaco.
Il Consiglio ha infine deliberato altre nomine di competenza governativa. Su proposta del Presidente del Consiglio Berlusconi, la proroga del'incarico conferito al dott. Guido Bertolaso, a norma dell'articolo 11 della legge n 400 de 1988, di Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative di prevenzione del rischio SARS; su proposta del Ministro della Difesa, la nomina a Comandante generale dell'Arma dei Carabinieri del generale di Corpo d'Armata dei Carabinieri Luciano Gottardo.
Il Consiglio ha rivolto espressioni di ringraziamento al generale Guido Bellini per l'attività svolta al vertice dell'Istituzione. (aise)
giovedì, aprile 29, 2004
Il segnalibro dell'APCMade in Italy: nasce portale ICE operatori esteri
Roma, 29 apr. (Adnkronos) - Si chiama www.italtrade.com ed e’ il portale dell’Istituto nazionale per il Commercio Estero (ICE) per far conoscere il Made in Italy agli operatori esteri, per dare visibilita’ non solo a prodotti italiani famosi in tutto il mondo ma anche per presentare nicchie di mercato ancora poco conosciute. Il portale per far conoscere agli operatori esteri il “Sistema Italia”, sara’ presentato venerdi’ 30 aprile alle ore 10, presso la Sala Pirelli dell’ICE a Roma. Alla presentazione del portale saranno presenti il vice ministro delle Attivita’ Produttive, Adolfo Urso, il presidente dell’Ice, Beniamino Quintieri, il direttore generale dell’Ice, Ugo Calzoni, e i rappresentanti del mondo dell’imprenditoria che porteranno le loro testimonianze.
Duplice la finalita’ dell’iniziativa: da un lato, un veicolo di promozione sul web per le aziende italiane, che hanno cosi’ la possibilita’ di una maggiore visibilita’ sul mercato internazionale, e dall’altro uno strumento di orientamento per le imprese estere interessate ad allacciare rapporti commerciali con il nostro paese. Grazie a “The Made in Italy Business Directory”, la banca dati di oltre 40.000 nominativi presente nel portale, l’operatore estero ha la possibilita’ di conoscere le aziende italiane, prendendo in visione il loro profilo aziendale e le loro proposte di business, ed allacciare cosi’ un veloce contatto d’affari.
Numerose inoltre le informazioni e continui gli aggiornamenti per far conoscere il “Sistema Italia”: dalle manifestazioni promozionali in Italia, ai prossimi eventi in programma. Ma anche approfondimenti sui distretti industriali italiani e sui prodotti di punta del nostro sistema produttivo, e schede ed interviste a personalita’ del mondo imprenditoriale italiano. Fra le altre sezioni, alle quali si puo’ accedere dalla home page del portale, di particolare interesse quelle sulla promozione degli investimenti esteri in Italia, ed il calendario delle iniziative dell’Istituto volte alla formazione degli imprenditori esteri.
mercoledì, aprile 28, 2004
Il segnalibro dell'APCA LINA WERTMÜLLER LA PRESIDENZA DELLA GIURIA DEL ‘PREMIO CAMPIELLO 2004’
ROMA\ aise\38 aprile 2004 - È Lina Wertmüller la presidente della Giuria dei Letterati del Premio Campiello per il 2004. Al Teatro La Fenice di Venezia si celebrerà il prossimo 18 settembre la cerimonia di premiazione.
Queste le ultime novità della XLII edizione del Premio la cui Giuria dei Letterati è composta da personalità provenienti da diversi ambiti formativi e professionali: dalla scrittura, critica letteraria e giornalismo rappresentata da Paola Bianchi de Vecchi, Guido Gentili, Elena Loewenthal, Lorenzo Mondo, Tim Parks, Beppe Severgnini e Folco Quilici, alla sociologia con Domenico De Masi e Renato Mannheimer, alla diplomazia nelle persone degli ambasciatori Antonio Puri Purini e Umberto Vattani. "Una giuria - come l'ha definita il presidente del Comitato di Gestione, l'imprenditore vicentino Walter Fortuna - rappresentativa della ricchezza e delle molteplici sfaccettature della società e della cultura italiane che, pensiamo, saprà rendersi anche interprete dei gusti del pubblico. Nella scelta della "cinquina" del Campiello la signora Wertmüller, che ringraziamo per aver accettato l'incarico, porterà il contributo di chi come lei ha rappresentato in maniera originale ed ironica uno spaccato della società italiana".
La Giuria dei Letterati del Campiello al completo si è riunita oggi a Roma per un primo confronto, a porte chiuse, sulla produzione letteraria dell'anno. Il primo appuntamento pubblico si svolgerà invece il prossimo 5 giugno in provincia di Belluno e porterà, al termine di un dibattito nel quale ogni giurato commenterà la produzione letteraria, alla definizione della "cinquina" 2004. (aise)
Il segnalibro dell'APC"Prendimi l'anima" per il pubblico cinese
Giovedi 29 aprile, presso l'Istituto Italiano di Cultura di Pechino verrà proiettato il film di Roberto Faenza
News ITALIA PRESS, 27 aprile2004
Pechino - E' in programma giovedi 29 aprile, presso l'Istituto Italiano di Cultura di Pechino, la proiezione del film "Prendimi l'anima " di Roberto Faenza (2003), con Iain Glen, Emilia Fox e Caroline Ducey.
Un appuntamento fisso, quello con la cinematografia, che ogni giovedi, per tutto il corso dell'anno, propone differenti capolavori italiani. "La selezione – spiega Norberto Steinmayr, addetto culturale dell'Istituto Italiano di Cultura di Pechino - viene realizzata sulla base di film che possono avere un certo valore per il pubblico cinese e siccome l'appuntamento è settimanale, è necessario avere a disposizione più film possibili".
Tra gli ultimi presentati nel mese di aprile vi sono "L'imperatore di Capri " (1949) di Luigi Comencini con Toto, Yvonee Sanson, Marisa Merlini e Aldo Giuffrè, "Brucio nel vento " (2002) di Silvio Soldini, con Ivan Franek e Barbara Lukesova. Ed ancora "Suspiria" (1977) di Dario Argento con Jessica Harper e Alida Valli e "Abbasso la miseria " (1945) di Gennaro Righelli con Anna Magnani, Marisa Vernati, Lauro Gazzolo, Nino Besozzi.
"Finora le proiezioni hanno avuto un buon successo, anche se a volte abbiamo più partecipazione straniera che cinese; questo è probabilmente anche dovuto ad un ostacolo linguistico. - continua Steinmayr - Non tutti i film infatti, hanno sottotitoli in lingua cinese e questo potrebbe essere un fattore che scoraggia il pubblico che non parla l'inglese. Il linea di massima siamo comunque soddisfatti delle presenze che si aggirano su una media di una sessantina di persone a seconda del film mandato in onda".
"Prendimi l'anima" racconta la passione amorosa tra il grande psicoanalista Carl Gustav Jung (nel film Iain Glein) e la sua giovane paziente Sabina Spielrein (Emilia Fox), di famiglia russa ebrea. Sabina, in balia di crisi depressive e isteriche, si lascia trasportare dal sentimento che intuisce essere la miglior cura per i suoi stati d'animo e si abbandona ad un uomo che, solamente a tratti, si comporta come un innamorato qualunque. La giovane ragazza nel 1942 morirà nell'eccidio nazista nella sinagoga di Rostov. News ITALIA PRESS
martedì, aprile 27, 2004
Il segnalibro dell'APC
“Salve, Italia!”, fotografie italiane a Vilnius Una mostra propone lo sguardo dei lituani sull'Italia, in occasione dell'ingresso della Lituania nell'Unione Europea
News ITALIA PRESS, 27 aprile 2004
Vilnius – Un evento culturale italiano in Lituania per festeggiare l'ingresso della repubblica baltica nell'Unione Europea. Il prossimo 30 aprile, infatti, il Direttore del Museo d'Arte della Lituania, insieme all'Ambasciatore d'Italia e il Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Vilnius, inaugurano "Salve, Italia! Fotografie Italiane dell'800".
La raccolta presenta per la prima volta una serie di immagini fotografiche conservate negli Archivi del Museo, dopo essere state catalogate e restaurate: sono oltre 90, scattate da artisti, viaggiatori e uomini di cultura lituani durante i loro frequenti soggiorni in Italia. Gli esemplari più antichi dell'esposizione sono le stampe su carta salata eseguite da negativi ottenuti attraverso il procedimento di calcotipia: la mostra presenta al pubblico per la prima volta opere esempio di questa tecnica fotografica rara. Il procedimento negativo-positivo fu inventato in Gran Bretagna da William Henry Fox Talbot (1800-1877), la cui scoperta fu pubblicata nel 1841. Secondo questo procedimento il negativo si ottiene utilizzando la carta imbevuta di soluzione di nitrato d'argento e lavorata con ioduro di potassio.
Le fotografie riproducono tutta l'Italia con le vedute delle città e dei monumenti architettonici più rappresentativi degli stili artistici delle diverse epoche: Napoli, Pompei, Roma, Firenze, Venezia, Vicenza, Milano, Genova, San Remo, Ravenna, etc. "La Mostra – riferisce una nota dell'IIC lituano - costituisce un ulteriore importante tassello alla conoscenza e al riconoscimento della storia comune che continua a vedere insieme e ancora più vicinio nell'Unione Europea l'Italia e la Lituania".
L'esposizione rimarrà aperta fino al 15 agosto e il catalogo è in corso di pubblicazione. News ITALIA PRESS
Il segnalibro dell'APC
Guido VillaIniezione letale
Cultura: a Lisbona, per parlare della pena di morte
Lisbona, 27 apr. (Adnkronos)- Durante la conferenza che il direttore generale dell'amministrazione giudiziaria portoghese, Dott. Juiz Pedro Mourão, terra' sul tema della pena di morte verra' presentata la mostra personale di pittura "I colori del Male" dell'artista Guido Villa presso il Museo dell'Acqua di Lisbona il prossimo 29 Aprile.
La mostra, organizzata dall'Istituto Italiano di Cultura e dal prestigioso Museo dell'Acqua e che proseguira' fino al 15 maggio, rispecchia una riflessione artistica sulla pena di morte, sia quella comminata da autorita' statali, sia quella autoindotta dalla droga e altri comportamenti in contrasto con la vita, convertendo le tele in tessuto estetico e linguistico, fulcro di una penetrante e desolata denuncia.
Le opere che compongono "I colori del Male" appaiono come composizioni frammentate e frenetiche evocatrici di terrore, costituite da una materia di profonda acidita' estratta direttamente da sostanze psicologiche. La loro visione plastica, inquieta ed eterogenea ci mantiene in uno strano limbo ondeggiante tra l'impulso istintivo e la tensione verso la razionalita'.
Guido Villa, nato a Vercelli nel 1943, si e' formato presso l'Accademia di Brera. Tra il 1968 e il 1990 ha esercitato l'attivita' di grafic designer. Ha esposto in Italia e all'estero sviluppando diversi cicli tematici, tali come il Football Americano (Milano, Torino, 1983). Crocifissioni (Milano 1992), Omaggio a Walt Whitman (Milano, Iowa, New York, Providence, Fresno 1992-96), ecc. Dal 1993 al 2001 ha realizzato in Kenya il ciclo di affreschi Exodus presso la Cattedrale di Isolo. Recentemente ha realizzato tavole e vetrate di grandi dimensioni per il Santuario della Nostra Signora di Fatima vicino a Vercelli.
Il segnalibro dell'APCLinguapax speakers urge protection for minority languages
Cristoph Mark Daily Yomiuri Staff Writer
The Yomiuri Shimbun, Tokyo, April 27 2004
Languages of minority political and cultural groups must be protected to avoid being lost in favor of more dominant languages, Felix Marti warned at the inaugural Linguapax Asia conference, held in Tokyo on April 17.
"A lot of the problems in our world are provoked by the lack of attention to cultural and political minorities. If you protect linguistic minorities all over the world, you work for peace," said Marti, Linguapax Institute President and human rights activist.
Governments, multinational corporations and the mass media are among the agents of globalization that promote the move toward dominant languages and away from minority languages, he said.
The daylong conference was held at United Nations University in Tokyo, and covered a range of issues, from the perseverance and decline of Slovene linguistic communities in Italy, Austria and Hungary, to the struggle to offer bilingual education for children in California and Arizona in the face of public opposition.
Lectures were presented by experts from Japan, Austria, Hungary and the United States, and were given in English, Japanese and German. The proceedings were moderated by two of the organizers, Frances Fister-Stoga and Jelisava Sethna.
"A lot of linguistic communities have decided to maintain their linguistic identity. That has been a change in the last 20 years, probably because a lot of communities until now were declining linguistic communities," Marti said. "Simultaneously, we observe some linguistic communities that are losing their linguistic practices and are now changing into 'important' languages."
Many minority languages and cultures exist in Europe, and to protect them, an independent union called the Federal Union of European Nationalities was established, according to Kolomon Brenner, Assistant Professor of Eotvos-Lorand University in Budhapest.
In Thailand, according to Donald Smith, linguistics expert and professor at Notre Dame Seishin University, many areas of the country have several levels of language, with locals speaking their local and regional languages, as well as standard Thai, among others. About 80 different languages are spoken in Thailand.
"Today, the 80 languages...are all vital, and there is apparently no danger of language extinction, there is no phenomena of language death in Thailand," Smith explained. "People are multilingual--not bilingual--often trilingual and quadrilingual. They just speak whatever language is appropriate wherever they are."
Another example of language that could be said to be thriving is that of Palau. The island nation was colonized by Spain, Japan and eventually the United States, which took the country as a protectorate following World War II. Over the years, according to Yoko Okayama, associate professor at Ibaraki University, English began to virtually wipe out the local language, with children learning less and less Palau as they went through school.
To avoid the complete attrition of their native language, the tiny South Pacific nation has made Palau a part of the educational curriculum, spending a portion of each day teaching children to speak, read and write it. In many cases, parents end up learning new words from their children, Okayama said.
Still, many of the world's minority languages face decay and potential extinction.
In Italy, Slovene is facing extinction in the Friuli-Venezia Giulia region. Slovene speakers are a minority within the Friulian-speaking community, itself a minority Italian dialect. While use of the Friulian dialect actually expanded during the 20th century, Slovene in the area has been abandoned as a language, and most of its native speakers can no longer speak the language, said Shinji Yamamoto, senior lecturer of Italian Linguistics at Tokyo University.
In the United States, bilingual education is facing a less natural, more oppressive problem on a number of fronts, according to Melvin Andrade, English professor at Sophia Junior College, and Cary Duval, associate professor in the Faculty of International Studies at Bunkyo University.
In California, despite an extremely large number of residents who speak a language other than English at home, there is much opposition to bilingual education. Previously, children were expected to spend about four years in English as a second language (ESL) classes so they could obtain functional fluency, from which point they would enter regular classes.
"The hope is that once ELL (ESL) students are fairly proficient in English, they can continue their education in classes with their English-speaking peers. This is nothing about preserving heritage languages though--it's to get them to use English," Andrade pointed out.
However, as a backlash against a wave of immigration--particularly from south of the border--a successful ballot initiative put forward by anti-bilingual millionaire Ron Unz introduced a "sheltered English" ESL program, which reduced special instruction to one year, only allowing English to be used in classes, Andrade said.
California, though, has a legal loophole, making it possible for local governments to provide such families and children with information in their primary language, and to offer linguistic assistance, thereby helping the students to participate in their own education, Duval stressed.
However, he pointed out that Arizona has done away with any loopholes that would allow for such education, which is greatly affecting the Navajo tribes in the area. Many Native American languages have already become extinct. The Navajo nation is 250,000 strong, and if their language cannot survive, none of the other Native American languages have a chance, Duval warned.
There is opposition--again an Unz-backed initiative--to Navajo bilingual education. The initiative aims to make English the only language to be used in an official capacity, such as teaching.
In some cases, teachers have been sued for using languages other than English in their instruction.
Although greater language maintenance and signs of revival have been seen in recent years, there is clearly an uphill battle to be fought to preserve the world's linguistic heritage and protect the rights of frequently displaced minorities.
lunedì, aprile 26, 2004
Il segnalibro dell'APCOrticelli e fili spinati
Corriere della Sera, 26 aprile 2004
Gentile Severgnini,
mi chiamo Fabio Spagnuolo e sono un laureando in economia a Torino.
La mia tesi verte sugli Istituti Italiani di Cultura (IIC) all'estero. Ho effettuato due stage presso gli IIC di Washington e New York City. Mi piacerebbe avere anche una sua opinione. Capirà sicuramente che un suo contributo sarebbe molto importante per il mio lavoro di ricerca. La ringrazio e le auguro buon lavoro.
Ecco le domande alle quali mi piacerebbe lei rispondesse.
1. A quando risale la sua prima esperienza in un IIC? Con quali IIC ha collaborato finora?
2. Che opinione si è fatto sugli IIC? Alcuni dicono che andrebbero chiusi perché sono un'inutile spesa per i contribuenti italiani; altri invece sostengono che andrebbero incrementate le risorse finanziarie.
3. Quali esperienze, positive e negative, ha maturato presso gli IIC?
4. Secondo lei, gli IIC possono rappresentare anche una vetrina commerciale per le piccole medie imprese italiane? E quali sono i limiti degli IIC all'estero?
Fabio Spagnuolo, info@fabiospagnuolo.com
Caro Fabio, devo confessare: non sono sicuro che "il mio contributo sia molto importante per il tuo lavoro di ricerca". Ma mi hai rivolto alcune domande, e proverò a rispondere (devo dire che i tesisti sono scatenati, di questi tempi. Se esiste un paradiso per coloro che offrono frasi tra virgolette ad uso accademico, me lo sto conquistando...). Dunque: 1. Il primo Istituto Italiano di Cultura che ho conosciuto è stato quello di Londra, a metà degli anni Ottanta. Direttore era Sandro Vaciago, personaggio capace, carattere non facile - ma mi aveva preso in simpatia. Ho poi frequentato molti altri istituti, in diverse parti del mondo (ci sono capitato più come giornalista prima, e soprattutto come autore poi). Quelli che conosco meglio, ultimamente, sono quelli americani (nord e sud).
2. Domanda semplice, risposta complicata. Dunque: credo che gli IIC non vadano smantellati: l'Italia è una superpotenza culturale, e se rinunciamo a presentare la nostra merce siamo dei pazzi. Alcune iniziative sono lodevoli (i corsi di lingua, per esempio). Ma l'organizzazione attuale fa acqua. Posso sbagliarmi, ma vedo questi problemi (elenco ingenuo, probabilmente; e di sicuro non esaustivo).
- Poco accordo tra istituti, ambasciate e consolati (ho assistito a diatribe infantili; altre me ne hanno riferite). Secondo me, anche per la politica culturale, occorre un'organizzazione verticale, che faccia capo - mi sembra ovvio - all'ambasciatore, al quale spettano le linee-guide (ma guai se s'impiccia della gestione quotidiana).
- Poco accordo tra IIC e dipartimenti d'italiano delle università locali (ma ci sono gloriose eccezioni: per esempio, Philadelphia).
- La nomina dei direttori per "chiara fama". In diversi casi, la fama non era chiara per niente. Era chiaro invece che si trattava della solita nomina politica sotto altro nome. In qualche caso è andata bene, perché la persona si è rivelata capace; spesso è andata male.
- L'effetto Kurtz (ricordi "Apocalypse Now"?). Il direttore dell'Istituto - soprattutto in luoghi periferici - crea un piccolo centro di potere, dispensando favori, invitando amici e conoscenti dall'Italia, incoraggiando addirittura, in qualche caso, un "mini-culto della personalità". Mi sono stati riferiti episodi davvero spiacevoli, ma non ho il tempo e la voglia di andare a fondo.
- Infine (e non è un particolare secondario): pochi soldi. Ma finché le cose stanno così, mi chiedo se sia il caso di metterne altri.
3. Ho presentato libri e condotto incontri, soprattutto negli Stati Uniti; ho partecipato alle prime tre Settimane della Lingua Italiana nel Mondo (2001, Tallin, Londra e Dublino; 2002 Buenos Aires, Cordova e Santiago del Cile; 2003 San Paolo e Rio de Janeiro). Ho sempre cercato di coinvolgere il Corriere; in un caso, il Touring Club Italiano. Ho pure usato le mie miglia Alitalia: volevo fosse chiaro che ero contento dell'invito, ma andavo per essere utile, e non per scroccare un viaggio. Ho trovato un sacco di persone disponibili ed entusiaste (a San Paolo, Baires, San Francisco, Chicago, Philadelphia etc); ma ho capito che si muovono tra difficoltà e gelosie (e, come dicevo, organizzano con pochi soldi).
4. Non credo. Credo invece che l'intera organizzazione delle rappresentanze italiane all'estero vada ripensata. Francia, Germania Gran Bretagna sono più efficaci di noi. L'ENIT (Ente Nazionale Italiano Turismo), così com'è, appare anacronistico (l'aggettivo è caritatevole). L'ICE (Istituto Commercio Estero) e le sezioni commerciali della ambasciate talvolta si pestano i piedi. Lo stesso, come dicevo, fanno talvolta IIC, consolati e addetti culturali. Questo governo aveva promesso di cambiare le cose, e non l'ha fatto. Vuol dire che intorno ai vari orticelli italiani nel mondo ci sono i fili spinati.
Su questo dovrebbe vertere la tua tesi, Fabio.
Il segnalibro dell'APC
Stefania Sandrelli è "Sedotta e abbandonata" a Copenaghen Martedi 27 aprile, presso l'auditorium dell'Istituto Italiano di Cultura viene proiettato il film "Sedotta e abbandonata" di Pietro Germi
Copenaghen - Oggi martedi 27 aprile, presso l'auditorium dell'Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen viene proiettato il film "Sedotta e abbandonata" (1964) di Pietro Germi con Stefania Sandrelli.
News ITALIA PRESS, 26 aprile 2004 - L'omaggio all'attrice italiana si svolge nell'ambito del progetto Kulturcafé. "Ogni martedi - spiega Sergio Scapin addetto culturale dell'Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen – il nostro Istituto offre al pubblico la possibilità di degustare un caffè unito alla visione di un film oppure alla visita in biblioteca. "Sedotta e abbandonata" rientra nella serie di proiezioni dedicate alle grandi protagoniste del cinema italiano; martedi scorso, 20 aprile, era andato in onda, sempre in onore alla Sandrelli, il film "Divorzio all'Italiana", del 1961, sempre di Germi".
Il ciclo di proiezioni dedicate alle più grandi attrici italiane è cominciato nel febbraio di quest'anno con un omaggio ad Anna Magnani, mentre il mese di marzo è stato dedicato ad Alida Valli. L'attrice è stata ricordata con il film "Piccolo mondo antico" di Mario Soldati, tratto dall'omonimo romanzo di Antonio Fogazzaro, e con "Senso" di Luchino Visconti, considerato il suo capolavoro di recitazione drammatica.
Con "Sedotta è abbandonata", commedia d'ambiente siciliano, "il ciclo seppur incompleto, si conclude" sottolinea Scapin. La scelta di questi nomi del panorama cinematografico italiano è stato dettata anche dalla disponibilità di film presso la nostra videoteca".
Stefania Sandrelli, che ha esordito sugli schermi nel 1961 con "Il federale" di Luciano Salce, in "Sedotta e abbandonata" è Agnese Ascalone una giovane siciliana circuita e sedotta da Peppino, fidanzato della sorella Matilde. Rimasta incinta, si trova respinta da Peppino che messo alle strette dal padre di lei, tal Vincenzo Ascalone, vigliaccamente prende tempo e organizza una fuga. Si svolge così una storia intrisa di minacce, inganni, ricerca di giustizia e tribunali. News ITALIA PRESS
Il segnalibro dell'APCLISBONA: CINQUE MOSTRE IN OMAGGIO A LAURA CESANA
Inform, 26 aprile 2004
LISBONA La capitale portoghese, attraverso cinque dei suoi più prestigiosi
centri espositivi, ospita dal 7 aprile a giugno prossimo un grande omaggio
complessivo alla nota artista italiana residente Laura Cesana, mediante una
serie di mostre antologiche di pittura delle “Fasi Ebraiche” del suo
lavoro. Le mostre, organizzate con l’appoggio dell’Istituto Italiano di
Cultura, si svolgono presso la Biblioteca Nazionale (7 aprile-12 giugno),
il Centro Nacional de Cultura (29 aprile 20 maggio), il Museo dell’Acqua
(6 27 maggio), l’Istituto Camões (11 25 maggio), e la Torre do Tombo
(date da definire).
Artista di origini italo-ebraiche, Laura Cesana nacque a Roma e trascorse
la propria infanzia di ebrea fuoruscita negli Stati Uniti. Trasferitasi in
Portogallo da molti anni, ha esposto in Europa, Brasile, Stati Uniti, Hong
Kong, Macao, ecc. Nel 1984 la Fondazione Calouste Gulbenkian la invitò ad
esporre in diverse città americane. Autrice del volume “Jewish vestiges in
Portugal : travels of a painter”, ha dedicato buona parte della sua arte al
recupero-valorizzazione di tali vestigi. Sue opere si trovano in numerosi
Musei e collezioni private in tutto il mondo, compresa la collezione Sandro
Pertini di Roma.
Recentemente è stata insignita dal Presidente della Repubblica Italiana
Carlo Azeglio Ciampi con il titolo di Commendatore alla Stella della
Solidarietà Italiana. (Inform)
venerdì, aprile 23, 2004
Il segnalibro dell'APCGli appuntamenti culturali degli Istituti Italiani di Cultura nel mondo
Un fitto calendario di appuntamenti è previsto per l'ultima settimana di aprile
News ITALIA PRESS, 23 aprile 2004
Roma - Dal mondo della cultura un fitto calendario di appuntamenti è previsto per l'ultima settimana di aprile.
Il cinema italiano fa da protagonista presso l'Istituto Italiano di Cultura di Vienna : il 27 aprile, si può assistere alla proiezione del film di Mauro Bolognini "Il bell'Antonio " tratto dall'omonimo romanzo di Vitaliano Brancati, i cui interpreti principali sono Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale e Rina Morelli. Il 29 aprile, Gian Maria Volonté, Ennio Fantastichini, Renato Carpentieri saranno invece i protagonisti principali del film "Porte aperte" di Gianni Amelio, tratto dall'omonimo romanzo di Leonardo Sciascia.
L'Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles ha in programma per martedì 27 aprile l'inaugurazione di una mostra di tele e sculture di Stefano Soddu intitolata "Ordinati silenzi ". Sempre lo stesso giorno, il Commissario Europeo per la Concorrenza, Mario Monti, presenterà il libro "Il coraggio e la paura" di Renato Brunetta.
A Praga il giornalista e scrittore italiano Stefano Benni incontrerà il suo pubblico in tre distinte occasioni: martedi 27 aprile firmerà le sue opere presso la Libreria Fiser, mercoledì 28 aprile sarà presente presso la Facoltà di Lettere dell'Università Carlo e giovedi 29 presso l'Istituto Italiano di Cultura. L'IIIC della capitale ospiterà inoltre fino al 30 aprile, la mostra "Il mito e il fascino della moda Italiana " curata da Giorgio Forni ed organizzata dall'Istituto stesso in collaborazione con il MU-Mo Museo per la Moda della Fondazione Sartirana Arte. L'Istituto manderà infine in onda mercoledi 28 il film "Buongiorno, notte" di Marco Bellocchio, con Luigi Lo Cascio Maya Sansa, Roberto Herlitzka, Paolo Briguglia, Pier Giorgio Bellocchio.
Il 29 aprile presso l'Istituto Italiano di Cultura di Zagabria Silvana Biassoni legge da "La testa perduta di Damasceno Monteiro" dello scrittore Antonio Tabucchi, "Un atroce delitto ".
L'istituto Italiano di Cultura di Parigi ha in programma per lunedì 26 aprile il concerto "Omaggio a Django Reinhardt e Stéphane Grappelli" del Rodolphe Raffalli Quartet, con Constantin Nitescu, Doudou Cuillerier e Antoine Licusati. Per il teatro, domenica 31 aprile, andranno nuovamente in scena "Le avventure di Vardiello, ex-re dei babbei" e "Tutti Santi! Tutti Pagani", due spettacoli di racconti e tamburi di Luigi Rignanese.
Il 29 aprile, l'Istituto Italiano di Cultura di Berlino per il ciclo Giallo e dintorni propone, presso la sua sede, Marcello Fois, rappresentante di spicco della giovane generazione di giallisti italiani, nella lettura de "I dolori del commissario Curreli" ; per il venerdì 30 aprile l'Istituto propone invece l'opera "Antigone" di Tommaso Traetta.
Con uno sguardo oltre oceano l'Istituto di Cultura di Toronto offre presso la propria sede da giovedi 29 aprile a lunedi 1 maggio la mostra fotografica "Anime di pietra" di Simona Zunino. Un'altra attività di argomento italiano si svolgerà dal 29 aprile al 2 maggio presso l'Università di Ottawa: si tratta del convegno annuale dell' American Association for Italian Studies.
L'Istituto Italiano di Cultura di Chicago propone, dal 29 aprile fino al 1 maggio, il convegno internazionale di studi "Crossing the Waters" sul tema delle interconnessioni tra varie tradizioni culturali dei Paesi dell'area del Mediterraneo e dei rapporti con l'eredità etnica delle comunità immigrate negli Stati Uniti.
Lunedi 26 aprile, l'Istituto Italiano di Cultura di Tokio presenta, presso la sua sede, il fotografo Mimmo Jodice in una conferenza programmata in occasione della sua mostra Wakayama, mentre dal 29 aprile fino al 4 maggio propone, per il Festival del cinema Italiano, dieci tra i film più significativi della recente cinematografia italiana tra cui "Un viaggio chiamato amore" di Michele Placido e "La meglio gioventù" di Marco Tullio Giordana.
L'Istituto Italiano di Cultura di Tripoli propone, presso la sala cinematografica Al Rabita Al Sakafiah di Tripoli, la settimana del cinema italiano. L'ultima proiezione andrà in onda il 27 aprile e sarà "La Battaglia di Algeri" di Gillo Pontecorvo . Dal 28 aprile al 9 maggio, l'Istituto sarà presente, con uno stand, alla XXX edizione della Fiera internazionale del Libro. News ITALIA PRESS
Il segnalibro dell'APC
Milano ospita collezione Farnesina(ANSA) - ROMA, 23 APR - Il Palazzo dell'arte di Milano ospitera' dall'11 al 30 maggio una mostra dedicata alla collezione di arte contemporanea della Farnesina. Alla mostra, intitolata 'Da Balla alla Transavanguardia. Cento anni di arte italiana alla Farnesina', saranno esposte oltre sessanta delle duecentoventi opere che fanno parte della collezione di arte contemporanea del ministero. L'iniziativa e' stata promossa dal Ministero degli Esteri, attraverso il personale sostegno del ministro Frattini.
giovedì, aprile 22, 2004
Il segnalibro dell'APC
La mamma italiana arriva a Madrid La mostra fotografica intitolata "Mamme d'Italia" sarà inaugurata il 26 aprile e resterà aperta fino al 21 maggio
News ITALIA PRESS , 22 aprile 2004
Madrid - Madrid mette in primo piano la figura della mamma con una mostra fotografica intitolata "Mamme d'Italia" che sarà inaugurata il 26 aprile e che resterà aperta fino al 21 maggio. Si terrà presso la sede dell'Istituto Italiano di Cultura di Madrid . L'esposizione è curata dalla Fondazione Alessandro Mazzotta, ente culturale milanese il cui obiettivo è quello di promuovere e organizzare manifestazioni artistiche e gestire collezioni di opere d'arte.
"Si tratta di una mostra antologica composta dalle fotografie di vari autori – illustra Alessandra Picone, responsabile del settore attività culturali e comunicazione dell'Istituto Italiano di Cultura a Madrid - Verranno esposte vere foto d'autore: nomi rilevanti nel panorama italiano tra cui Uliano Lucas, Cesare Colombo, Federico Garolla, Franco Pinna. L'esposizione non sarà realizzata ad hoc per questa occasione, ma è già stata proposta a Milano. Noi abbiamo deciso di riproporla a Madrid proprio in corrispondenza della Festa della mamma che cade l'11 maggio".
Complessivamente, i fotografi italiani rappresentati saranno circa una ventina; quarantadue precisamente le opere esposte, tutte rigorosamente in bianco e nero.
Il segnalibro dell'APC
Exhibition of Contemporary Italian Graphic Art by di-ve.com
Valletta, Thursday, April 22, 2004
Heritage Malta in collaboration with the Istituto Italiano di Cultura is currently presenting an exhibition of contemporary Italian graphic art from the Sartirana Arte Foundation at the National Museum of Fine Arts in Valletta.
Professor Giorgio Forni, the owner of the Sartirana Arte Foundation came to Malta for the official inauguration of the exhibition. Forty pieces are on display and these present just a small selection from the collection of the Foundation which is based in Pavia.
Besides the impressive selection of artists' prints being shown in Malta, the Sartirana Arte Foundation is also widely known for its collections of Italian fine design.
Some of the biggest names of late twentieth century art are present in the exhibition, including Afro, Baj, Burri, Capogrossi, Consagra, Dorazio, Fontana, Guttuso, Melotti, Morlotti, Pomodoro, Santomaso, Scanavino and Vedova. Several of these artists are represented in museums around the world. The various printing techniques employed include engraving, silkscreen and lithography.
His Excellency Alvise Memmo, the Italian Ambassador to Malta officially inaugurated the exhibition in the presence of Dott. Rosanna Cravenna the Director of the Istituto Italiano di Cultura, and Antoinette Caruana, Chief Executive of Heritage Malta.
The exhibition, which is certain to attract the attention of contemporary art lovers in Malta, will be held at the National Museum of Fine Arts, South Street, Valletta runs till 15 May 2004, and is open daily between 9 am to 4 pm except on Public Holidays. Admission is free.
Il segnalibro dell'APC
Eventi: Blixen raccontata da un film e da una conferenza Copenaghen, 21 apr (Adnkronos)- Presso l'Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen si terranno, il 29 aprile e l’11 maggio, due importanti appuntamenti per ricordare la scrittrice danese Karen Blixen.
Il primo dei due eventi in programmazione vedra’ coinvolto il professor Ivan Z. Sørensen, ex lettore danese presso l’Universita’ di Firenze e attualmente curatore del museo Karen Blixen di Rungstedlund, che conducendo approfonditi studi sull’artista ha riscontrato come in molti dei suoi testi si trovassero situazioni e personaggi femminili che richiamano le figure di donne dipinte da Tiziano o dal Veronese e come alcuni passi richiamino alla memoria immagini evocative di Ovidio o di Shakespeare. Il ricercatore tentera’ di fornire gli strumenti per individuare questi passi all’interno dei romanzi di Blixen, cosi’da poterne apprezzare l’acutezza e il forte senso ironico.
L’11 maggio verra’ invece proiettato alle ore 17.00 un film “Ehrengard” diretto dal regista italiano Emidio Greco e ancora poco conosciuto al grande pubblico a causa del fallimento della casa produttrice che acquisto’ i diritti del film alcuni anni fa. Il film narra la storia della grande scrittrice attraverso un intrigante intreccio tra estetica e sensualita’.
Il segnalibro dell'APCThe artists of a street called Margutta
Carla Bianpoen, Contributor, Jakarta
The Jakarta Post, April 22, 2004
An exhibition of 16 artists presented by the Italian Cultural Institute highlights the work of artists who all used to gather on the Via Margutta, a street lying between the noisy and prestigious Via del Babuino and the colossal Trinita dei Monti in the eternal city of Rome.
In this long, gray and narrow street that traces its origins back to the middle of the 16th century, artists used to mingle with writers, poets, philosophers and politicians to discuss the hot issues of the day -- a time marked by their efforts to cope with post-war society, the confusion and the bitter acceptance of loss after the Liberation, but also hope and plans for the future. As the most dramatic time of their lives, everybody had stories to tell of jails, cellars or exile.
Eva Fischer, the owner of the art works displayed, loves to reminisce about the time right after World War II. Many of the artists in the exhibition had reacted against fascism and the regime, and could hardly believe they were free. How odd, writes Eva Fischer, the war was still close but it looked so far away on those nights which we, still wearing worn-out or even mended clothes, relished while watching from the Villa Borghese as the dawn broke over the problems of this world.
We talked about everything, says Eva Fischer, the only surviving artist of that time. This was a time of plans, discoveries, ambitions, goals and achievements for everybody, she said, adding that they lived especially by night. "We kept on walking, in groups of five or ten, in the warm Roman night which appeared lazy but unique on account of its colors and its generosity."
Fischer played a role in the art movement in Italy after World War II with aesthetics and techniques that included social commitment. Born in Yugoslavia, she lived in Italy from 1941 and became part of the group of artists on the Via Margutta -- artists struggling to keep their inspiration aflame in the midst of a dark dictatorship.
She had experienced the horrors of the holocaust and could never forget how her father, a rabbi, and 32 other family members were killed. Locking it all into the dark labyrinths of her memories, she kept it hidden for many years. "I had hoped that painting would serve as a catharsis, but I cannot forget these horrors and I can't forgive."
At last, in 1989 Eva decided to display her paintings. "The people had to know. I saw things that nobody had yet described."
But her works don't speak of those dark experiences only.
During the early 1950s Eva met Picasso in Luchino Visconti's home, and he encouraged her to continue with her landscape work and to also include architecture from southern Italy.
Soon after this period, Eva transferred her work to Madrid where she also took an active part in the debates in Juana Mordo's atelier on the fight against Franco's fascism.
In the 1960s, Fischer exhibited her work at Lefevre's Gallery in London, then in Israel and the United States.
This exhibition involving 15 artists contains just some of the works of people with whom Eva socialized in the Via Margutta. These are works that she owns and has given in loan to the Italian Institute. All of the artists have played their part in history.
Alberto Burri (1915-1995), for example, was a proponent of Art Informel, experimenting with various unorthodox materials, while Giuseppe Carpogrossi (1900-1972) was one of the founders of what is called the Scuola Romana.
Other artists include Carlo Levi (1902-1975), an Italian writer, noted anti-Fascist leader and a painter of international acclaim, and Giorgio de Chirico (1888-1978), a leading figure in the international scene and predator of surrealism, and Luigi Bartolini (1892-1963), who is considered to be one of the most important exponents of etching in Italy.
There is also Cagli Corrado (1910-1976), whose continuous explorations have led him to eclecticism, Umberto Mastroianni (1910-1998), who abandoned futurism for avant-garde, Fausto Pirandello (1899-1975), who changed from realism to neo-cubism after l945, Gino Severini (1883-1966), whose explorations with various trends have contributed to each of modes he was involved in, ranging from futurism to cubism and from abstract to dadaism, and Lorenzo Vespagnani (1924-2001), whose realism changed to almost hallucinatory inclinations.
The exhibition also showcases the work of Arnoldo Ciarrocchi (1916), Antonio Corpora (1909), Renato Guttuso (1912-1987) and Franco Gentilini (1909-1981), and M. Maccari.
'I do not often go back to the Via Margutta, writes Eva. So many friends have become shades in its sky!" The exhibition, however, gives new life to that period on the Via Margutta.
A Street called Margutta, an exhibition of drawings, etchings and lithographs, April 22 until May 22, 2004, Italian Institute of Culture, Jl. HOS Cokroaminoto 117, Menteng, Central Jakarta, Tel. 3927531
mercoledì, aprile 21, 2004
Il segnalibro dell'APCDal Quadrilatero a Copenaghen
Sono torinesi gli ideatori e organizzatori di "Italicity", manifestazione che per quattro mesi presenterà l'inventiva italiana in Danimarca
di Roberto Pavanello
Foto di gruppo per gli ideatori (associazioni culturali Fusion Art e Kinoetica, studio grafico Eidos e la fashion house Walter Deng) di "Italicity"La Stampa, 28/3/2004
Per quattro mesi a Copenaghen si parlerà italiano. Eventi, sfilate, una mostra e incontri targati Italia coinvolgeranno la capitale della Danimarca per la prima edizione di «Italicity», sottotitolo «border/travel». Nata come evoluzione di «Interni italiani», manifestazione dedicata al design italiano tenutasi lo scorso anno a Berlino, nel 2002 a Praga e nel 2001 a Lisbona, «Italicity» debutterà il prossimo ottobre. La sua casa sarà l'Istituto di Cultura Italiana a Copenaghen mentre la sua testa e il suo cuore sono a Torino. Sono infatti torinesi gli ideatori e organizzatori: le associazioni culturali Fusion Art e Kinoetica, lo studio grafico Eidos e la fashion house Walter Deng: «Ci siamo conosciuti nel quadrilatero romano, in via Bonelli, - racconta Walter Vallini di Fusion Art - dove ciascuno di questi gruppi aveva il suo ufficio. Incontrandoci e unendo le diverse competenze abbiamo creato un movimento culturale, tra i tavoli di un'osteria e quelli di un bar, senza i ritmi vorticosi tipici di Milano, proprio come sarebbe potuto accadere tanti anni fa». Così il design d'interni di Fusion Art , le creazioni grafiche di Eidos, gli audiovisivi di Kinoetika e il fashion di Walter Deng hanno dato vita a «Italicity»: «Vogliamo far conoscere all'estero, ma non solo, nuove e diverse realtà creative dove si uniscono arte e artigianato. Proporre nuove forme e idee d'uso che siano un'alternativa. Perché, in un periodo in cui la grande economia italiana è in crisi e in cui l'export non tira più, vogliamo far vedere che la creatività è invece viva». Citiamo l'esempio della factory Walter Deng che realizza e produce abbigliamento con metodi non industriali, privilegiando la dimensione artigianale, quasi come una vecchia sartoria Anni '50. Quindi basta guardarsi intorno e magari creare le condizioni perché questi giovani movimenti crescano. In soccorso dei volenterosi torinesi è accorsa così il direttore del Centro di Cultura Italiano di Copenaghen, Angela Trezza, che aveva già contribuito all'edizione praghese di «Interni Italiani»: «Ogni mese sarà protagonista un tema - prosegue Vallino - il fashion, il design, l'arte contemporanea e il video. Noi agiamo in qualità di artisti ma anche di promotori d'arte e stiamo selezionando la squadra: il curatore di ogni evento potrà scegliere sei nomi». «Glocal», colta risposta alla globalizzazione, è un termine molto caro a questi intraprendenti torinesi che vogliono far entrare l'Italia e la loro città nei circuiti internazionali: «Lavorare qui per arrivare lontano. Nel nome "Italicity" ci sono il locale e il globale - spiega Niccolò Bruna di Kinoetica - puoi leggervi "italicità" e "città dell'Italia", ma è in inglese e quindi "Italia città del mondo". "Border", che si traduce "confine" può avere un significato sia geografico che legato all'arte. "Travel", infine, è sia una ricognizione della creatività in Italia che la proposta della stessa nel mondo». Non nascondono che l'entrata di qualche sponsor farebbe ben comodo: «Dobbiamo riuscire a far comprendere ai piccoli imprenditori quanto questo tipo di iniziative possa essere molto fruttuoso e aprire nuovi canali di mercato. Ci piacerebbe, ad esempio, coinvolgere piccole aziende vinicole e portarle con noi a Copenaghen e organizzare serate all' insegna dell'enogastronomia».
Nel frattempo anche «Interni Italiani» prosegue il suo viaggio, la prossima meta sarà Lubiana, in Slovenia, e poi si proseguirà per Mosca con l’obiettivo di arrivare anche negli Stati Uniti: «Ci stiamo già lavorando - conclude Vallino - e stiamo anche preparando un'edizione internazionale da tenere a Torino in occasione delle Olimpiadi del 2006». Per saperne di più: Kinoetika, Galleria Umberto I 10; www.italicity.org; info@uitalicity.org
***
Dal sito di "Italicity"
Interni italiani - Italicity - border/travel
Che cos'è?
ITALICITY è una grande esposizione di design, arti visive fashion nata come ampliamento logico di Interni italiani, la fortunata serie di mostre che ha contribuito nel passato triennio, a far conoscere in Europa i nuovi orientamenti del design e delle arti visive italiane.
Come già Interni italiani, così ITALICITY propone al grande pubblico delle capitali europee – attraverso i locali Istituti italiani di Cultura - i più originali interpreti contemporanei delle singole discipline, quei ‘manufatturieri’ le cui opere sono la tendenza, la sintesi del cambiamento in atto, la proposta travolgente e innovativa della qualità italiana.
L’esperienza di Interni italiani si evolve in ITALICITY e si apre a nuove dimensioni espressive dello stile italiano - quali il fashion e il video - e si irradia in tutta Europa diventando anche rivista cartacea e digitale, che di volta in volta si materializza nelle capitali europee nella forma concreta di mostra, performance, opera prima: tappe necessarie della turnèe europea della creatività italiana ITALICITY.
ITALICITY debutta in autunno a Copenaghen, capitale della Danimarca, con una serie di eventi e una mostra sul tema di Border/Travel in collaborazione con l’Istituto italiano di cultura, il naturale e collaudato partner di Interni Italiani.
Successivamente – per il momento - sono previste due nuove edizioni all’estero di ITALICITY : a Lubiana (Slovenia) e a Mosca (Russia), oltre ad una edizione internazionale a Torino in occasione delle 0limpiadi invernali del 2006.
Ma il carnet si sta già arricchendo della candidatura di altre importanti capitali europee quali Atene e Londra.
lunedì, aprile 19, 2004
Il segnalibro dell'APCStanford researchers use today's technology to understand yesterday's treasures
BY GEOFF KOCH*
Stanford Report, April 21, 2004
Nearly every leading Italian archaeologist interested in ancient Rome sat in the chandeliered room of the German Archaeological Institute on March 18 to hear Marc Levoy, associate professor of computer science and electrical engineering at Stanford, describe efforts to build an online archive of what remains of the Severan Marble Plan, or Forma Urbis Romae -- a massive marble map of third-century Rome.
But it was Levoy's soft-spoken doctoral student David Koller who stole the show. Koller did much of the work to scan pieces of the map and write computer programs to search for matches among the fragments. A typical academic paper about the map might propose a new match between two or three fragments, a new placement for a fragment within the city or a new interpretation of the incised lines on a fragment. When Koller put up a slide listing his proposed new matches -- at least seven of high probability and dozens more worth investigating -- there was an audible gasp from the audience, according to Levoy.
Stanford doctoral student David Koller has been developing algorithms to find matches between fragments of the Forma Urbis Romae, an ancient map of Rome. In February 2003, Koller found his first match -- between fragment fn9 and fragment 351. Courtesy of Marc Levoy.
In his efforts to piece together the map's fragments, Koller has averaged nearly one match per month since 2003. This is a dramatic acceleration of a task that has tantalized scholars for centuries.
"We're on the brink of a huge expansion of knowledge," said Jennifer Trimble, assistant professor of classics and co-director with Levoy of Stanford's Digital Forma Urbis Romae Project. "We can study the urban fabric of the city, the neighborhoods and the use of public and private space."
The project is a unique collaboration between Stanford computer scientists, their colleagues in the Classics Department and Italian archaeologists.
"The Stanford team's results are very impressive, and the methods are inherently convincing," said Andrew Wallace-Hadrill, director of the British School in Rome. "And I, at least, came away persuaded that this is a really important new tool which will enable us to make a big leap forward in piecing together what you can think of as one of the biggest jigsaws in the world."
Colosseum, Circus Maximus and more mapped
The Forma Urbis is unprecedented in size and detail. The mapmakers, likely commissioned by the Roman imperial government, chiseled the features of the city into huge marble slabs sometime between A.D. 203 and 211. The completed map measured 60 feet by 43 feet and hung in the Templum Pacis, one of the grandest public monuments in ancient Rome. The map depicted nearly every architectural feature of the city, from large public monuments, like the Colosseum and the Circus Maximus, to small shops, rooms and even individual staircases.
Today, no more than 15 percent of the map survives. As the Roman Empire dissolved, the lower part of the map was gradually ripped from the wall, probably to be burned in kilns to make lime for cement. The remainder fell off sometime during the Middle Ages, broke into pieces and was gradually buried by other debris.
Tragically, even after recovery of the map began during the Renaissance, some pieces were further broken up and used to construct a wall in the "Secret Garden" of the Farnese Palace in Rome. Scholars think that all of these pieces have been recovered. And though the map will never be fully reassembled, it lives on in the consciousness of modern-day Rome. Today, vendors sell postcards and city maps that display superimposed fragments of the Forma Urbis Romae.
Software both archives and protects intellectual property
The significance of the Digital Forma Urbis Romae Project is twofold. First, understanding of the artifact has been hindered by a dearth of publications. The most famous work about the map, a 1960 book by a group of Italian scholars, is hard to find outside of specialized research libraries because just 400 copies were printed. (The last surviving author of this book, Lucos Cozza, was on hand for the March 18 presentation.)
Second, the archive, which consists of 3-D models and high-resolution color photographs of the surviving map pieces, plus text descriptions and bibliographic information, offers a different experience than just leafing through static photos or reading journal articles. The 435 models that are currently available are made up of three billion polygons. This is nearly one hundred times the size of the next largest computer model of a cultural artifact -- the 3-D version of the David, which Levoy created as part of the Digital Michelangelo Project a few years ago.
Stanford computer science doctoral students Natasha Gelfand and Austen McDonald contributed to building the archive by processing the raw data that Levoy and other Stanford students collected in weeks of all-night scanning sessions in Rome.
Levoy is especially proud of the team's work to develop ScanView, custom software written by Koller and undergraduate Michael Turitzin to allow anyone with a personal computer and Internet connection to virtually manipulate map fragments.
"This [secure] viewer lets the public spin around our 3-D models of the map fragments on their PCs but doesn't let them download the model geometry itself," Levoy said. "The need for security for these models might seem surprising, but it was a request made by the Archaeological Superintendency [of the City of Rome]."
Such reticence is not unique to the Italians. Indeed, most museums exercise some level of control over the intellectual property rights associated with their collections.
The computer scientists could not have succeeded without the contributions of their humanities colleagues, such as Tina Najbjerg, a Stanford archaeological research fellow. For every fragment, Najbjerg identified the point where each incised line reaches the fragment's broken edge, noting which direction the line is headed and what its architectural function might be. This was no mean feat -- Najbjerg had to come up with 158 labels for the different types of incisions on the map. They ranged from "sl" for "straight line" to "tewpwa" for "end wall of row of tabernae that faces a passageway which is probably an alley."
It was painstaking work that only someone with Najbjerg's training -- she received a doctorate in classical archaeology from Princeton in 1997 -- could perform. Najbjerg also contributed to the exhaustive literature review and descriptive text that appears in the archive.
Before computer assistance, archeologists found matches at the rate of one every few years. For decades, limited access to the fragments and their unwieldy nature -- they weigh up to several hundred pounds each -- have slowed down those working on the puzzle.
"Scholars used to write whole articles and gain massive academic points for adding one new [match]," said Elizabeth Fentress, an Oxford-educated archeologist.
At first, it was not clear that the use of computers and algorithms would help matters much. Koller's first pass through the raw data returned more than 250,000 possible matches. However, steady improvements in the pattern-matching software and use of different algorithms in combination considerably reduced false positives.
In addition to university funding, the project is supported by the National Science Foundation, the United Parcel Service Foundation's Educational Endowment Fund, Interval Research Corporation, the Paul G. Allen Foundation for the Arts, the Mellon Foundation, the City of Rome and Logitech co-founder Pierluigi Zappacosta.
Back to the past, back to the future
Much of the project will conclude this summer, by which time the team will have completed its public archive of all surviving map fragments. Trimble said that one of the core project goals -- exploring urban planning in ancient Rome -- will be the focus of her next book. The map shows in compelling detail how the city was marked by a mix of spaces devoted to monuments, shops, religious buildings and private residences for a range of socioeconomic classes.
This mixing is all the more noteworthy given the size of the city. At the height of Rome's influence, its empire stretched from London to North Africa to Jerusalem, and the city was home to more than a million people. The relationship of these public and private spaces might be relevant to those working to solve urban sprawl today, Trimble said.
Levoy is excited by the prospect of trying out a new set of algorithms, developed for the field of genetics, to look for matches between fragments. Algorithms used in the Human Genome Project are robust enough to bridge the large gaps between markers on RNA sequences. His team faces the challenge of dealing with gaps of a different kind -- those that correspond to missing pieces of the fragments.
Levoy's growing reputation as an expert in scanning cultural artifacts is leading to other opportunities atypical for a computer science professor. He has been contacted about the possibility of scanning surviving fragments of the Lighthouse of Alexandria, one of the seven wonders of the ancient world. The fragments now lie in shallow water in the Mediterranean. Archiving them would involve complex underwater scanning.
Koller will work through the summer looking for additional matches. His success so far has come at a price. At the outset of the project, a skeptical Koller bet Trimble a case of wine that they wouldn't find any matches. But Koller is not complaining about having to pay up. He recalls sitting in a high school Latin class in Indiana and sketching pictures of the Circus Maximus, to which ancient Romans flocked to see chariot races. The work he presented in Rome solved a portion of the map depicting the Circus Maximus.
Almost certainly, his quiet work on the third floor of the Gates Computer Science Building will be punctuated by new discoveries. "However briefly, I know something about ancient Rome that no one else in the world knows," he said. "These are eureka moments."
*Geoff Koch is a science writing intern at the Stanford News Service.
domenica, aprile 18, 2004
Il segnalibro dell'APCSlowly, Iraq's museum is being restored
BY J. MICHAEL KENNEDY
Los Angeles Times, Sun, Apr. 18, 2004
BAGHDAD, Iraq — Footsteps echo in the quiet of the Iraqi National Museum, where ghosts of some of the world's great civilizations stand at silent attention.
Sections of ancient walls and statues from the Assyrian and Babylonian periods of what is now Iraq, irreplaceable treasures that catalog civilization's earliest times, were too heavy to steal. But the cavernous exhibit rooms are still littered with empty display cases, many smashed in the looting binge that occurred as American troops entered Baghdad last year. An estimated 14,000 pieces are missing from the museum's vast collection.
Through the diligence of an eclectic cast, including American investigators and a small cadre of self-effacing Italian archaeologists, a cache of about 4,000 antiquities has been retrieved, most from Iraqis who have turned over artifacts under a no-questions-asked policy.
Even as the hunt continues for artifacts — many of them surely smuggled out of the country — the museum is taking on a fresh look as walls are repainted and furniture and computers are installed in offices devastated by thieves.
"The furniture can be replaced, and the lights can be replaced, but the antiquities cannot," said museum director Donnie George. "I have talked with so many people, and they were all hit in the heart by what happened."
The looting may be an inadvertent blessing for one of the greatest, and least seen, museums in the world. Although it is widely viewed as an unparalleled treasure that documents the earliest civilizations, only an elite archaeological club has been able to view it in the past two decades.
Because of war upon war and the vagaries of Saddam Hussein's rule, the museum has been closed for 20 of the past 24 years. But the rebuilding could result in a museum that reflects a city on the path to reassuming its role as a cultural center rather than a Middle East backwater.
Millions in restoration funds, much provided by the United States, is available after years of neglect. The museum grounds are hardly inspiring, with their overgrown gardens, cluttered sidewalks and dusty hallways. But there is a positive hum, with workers installing wiring and computer connections. Certainly it's a far cry from the early days of the U.S.-led invasion, when reports painted grim scenes of destruction at the building.
On April 16, a U.S. tank platoon was stationed on the museum grounds, finally ending the looting. But the damage had been done. As museum officials took inventory, they discovered that as many as 5,000 cylinder seals, ancient means of applying signatures to objects, were missing. The small, valuable seals would have been easy to smuggle out of the country, and their theft suggested an inside job because just getting to them required knowledge and access a looter would not have had.
Larger and more valuable pieces were missing as well, including a copper statue dating from 2300 B.C. and an ancient wheeled brazier that Assyrian kings once used to warm themselves in the winter.
By May, several Americans had embarked on the recovery chase, including a New York prosecutor with a degree in the classics and an Army police unit that distinguished itself through its ability to collaborate on investigations with the Iraqi police.
The prosecutor was a tough-talking assistant district attorney named Matthew Bogdanos who had specialized in homicides before he was called back to active duty as a Marine colonel after the Sept. 11, 2001, terrorist attacks.
When the museum looting began making headlines, Bogdanos, then in Qatar, put together a team of 14 military investigators who set up shop in Baghdad. The team opted for recovery over prosecution.
The next step was getting the word out. Bogdanos and his team fanned out, visiting mosques and neighborhoods, spreading the news that there would be no consequences for anyone who returned museum property.
"A lot of people thought it was a trap and that we would shoot them," he said.
But when people began to believe the "no questions asked" policy, the results were astonishing. Suddenly, information came pouring in from people who knew where antiquities were hidden and who had taken them. There was, Bogdanos said, a strong feeling that any antiquities to the Iraqi people.
One widely circulated story is that Iraqi clerics admonished wives not to sleep with husbands who had stolen from the museum until the goods were returned.
Also, it turned out that the staff had stored many pieces in secret underground rooms at the museum, a vault at the country's central bank and a bomb shelter in a neighborhood where the residents became vigilante guardians when they learned of the treasures in their midst.
Bogdanos participated in one of the most dramatic postwar recoveries, which turned up the fabled Treasure of Nimrud and the original golden bull's head from the Golden Harp of Ur. Years earlier, these and other venerated items had been removed from the museum to the Iraqi Central Bank, whose vaults had been flooded before the American entry into Baghdad. Aided by a team from the National Geographic Society, the vault was pumped out over three weeks, and 6,700 pieces of gold and jewelry were found intact.
Other recoveries included 337 boxes of ancient manuscripts, discovered in a bomb shelter in Baghdad; the famed limestone Mask of Warka, recovered from the back yard of a home just north of Baghdad; the 4,300-year-old Basetki Statue, was covered with heavy grease when it was found immersed in a cesspool, believed to have decorated the door of the Akkadian King Naram-Sin; and the Nimrud brazier from the neo-Assyrian capital of Nimrud.
George, the museum director, also praises members of the Iraqi Italian Institute of Archaeological Sciences, who occupy sterile-looking laboratories in the museum where they are working on hundreds of restoration projects.
Because the Italian archaeologists have a long history in Iraq, they were seen by many as safer caretakers of art objects than the Americans. In all, about 1,000 artifacts were returned to the Italians, who made a point, as one put it, "of not even looking at the faces" of the returners.
Il segnalibro dell'APCInternet - Ministero degli Esteri. Ambasciatori on line con l’‘Ansa’
Prima - Comunicazione online, aprile 2004
È in rete il nuovo sito del ministero degli Esteri, realizzato in collaborazione con Ansa e Htm Builder. Dal ’96, anno di nascita di www.esteri.it, è la quinta volta che l’home page e la comunicazione su Internet della Farnesina vengono rinnovate. Questa volta, in linea con le direttive di armonizzazione del ministro per l’Innovazione, cambia anche il nome a dominio, divenendo www.esteri.gov.it, estensione dedicata ai siti istituzionali. Il sito è tanto ricco di servizi e documentazione, quanto agile nella consultazione, grazie all’assenza di pesanti animazioni e all’attenzione all’accessibilità anche per disabili e utenti poco esperti. Il ministro Franco Frattini ha considerato fin dall’inizio del suo mandato la comunicazione una priorità, chiamando alla sua corte comunicatori pubblici e facendo lavorare durante gli otto mesi di preparazione del sito giornalisti dell’Ansa fianco a fianco con i diplomatici del servizio stampa della Farnesina.Alessandra Spitz, caporedattore dell’Ansa, e Giovanna Mirelli di Teora, del servizio stampa del ministero (diretto dal diplomatico Michele Valenzise), hanno immagazzinato 2mila file html, 400 file pdf, 1.000 immagini. Questi materiali sono divisi in sette sezioni: il ministro, il ministero, la politica europea, la politica estera, divisa per aree geografiche, i servizi (tra cui l’utilissimo ‘Viaggiare sicuri‘ realizzato con l’Aci), la comunicazione, dedicata ai giornalisti, e benvenuti in Italia. Il tutto a costi contenuti (circa 220mila euro), comprensivi dell’acquisto di un server. Come capita in gran parte delle pubbliche amministrazioni le spese vengono diluite facendo uso di personale tecnico-informatico interno, mentre per la produzione dei contenuti cancellieri e ambasciatori sono chiamati a produrre comunicati e documenti da mettere in linea, eliminando il costo di una redazione ad hoc. “È comunque nostra intenzione”, spiega Giovanna Mirelli, già nel direttivo del sito della presidenza italiana dell’Unione europea, “creare un comitato di redazione che coordini le diverse direzioni del ministero nella produzione dei contenuti del sito. Nel prossimo anno miriamo ad armonizzare la struttura e la grafica dei numerosi siti delle ambasciate italiane all’estero”.
venerdì, aprile 16, 2004
Il segnalibro dell'APCGazzetta Ufficiale 4ª serie speciale - concorsi n. 24 del 26-03-2004
ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI PARIGI
CONCORSO 30 aprile 2004
Avviso di selezione per il reclutamento di due laureati in lettere o
lingue e letterature straniere
L'Istituto italiano di cultura a Parigi indice, ai sensi del
comma 3, art. 1 legge 3 agosto 1998, n. 296, una selezione per titoli
per il reclutamento di due laureati in lettere o lingue e letterature
straniere, da destinare, in qualita' di docenti, ai propri corsi di
lingua e cultura italiane.
1) Numero degli incarichi disponibili: due;
2) Requisiti per la presentazione della domanda:
possesso della laurea in lettere o in lingue e letterature
straniere con votazione non inferiore a 110/110;
buona conoscenza di una delle principali lingue straniere.
3) Titoli preferenziali:
attivita' di dottorato presso universita' francesi;
attivita' di ricerca di comprovato valore scientifico e
certificabile da istituto o dipartimento universitario, centro di
ricerca, biblioteca o archivio;
titoli di studio specifici per la didattica dell'italiano come
lingua straniera o lingua seconda;
attestati di frequenza di corsi di formazione, specializzazione
o perfezionamento in didattica dell'italiano come lingua straniera o
lingua seconda.
attestati di servizio prestato in qualita' di insegnante di
italiano come lingua straniera o lingua seconda;
conoscenza della lingua francese.
4) Modalita' di selezione:
i titoli saranno valutati da una apposita commissione nominata
dal capo della Rappresentanza diplomatica italiana in Francia;
5) Durata del contratto: il contratto avra' la durata di un anno
scolastico rinnovabile per un ulteriore anno scolastico e verra'
registrato secondo le norme della legislazione francese vigente. In
nessun caso si configurera' un rapporto di dipendenza dal Ministero
degli affari esteri italiano.
6) Retribuzione mensile lorda: 3.000 euro (a detta retribuzione
verranno applicate le trattenute previdenziali, assistenziali,
assicurative e IRPEF stabilite dalla legge francese).
7) Sede di lavoro: Parigi.
8) Le domande, corredate dal curriculum vitae, dovranno essere
inviate per raccomandata entro e non oltre il 30 aprile 2004
all'indirizzo: Istituto italiano di cultura 50, rue de Varenne -
75007 Paris
Il segnalibro dell'APCGazzetta Ufficiale 4ª serie speciale - concorsi n. 24 del 26-03-2004
ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI BARCELLONA
CONCORSO 31 maggio 2004
Avviso di selezione per il reclutamento di quattro laureati in
lettere o lingue e letterature straniere
L'Istituto italiano di cultura di Barcellona, ai sensi della legge n. 296 del 3 agosto 1998, art. 1, comma 3, indice una selezione per il reclutamento di quattro laureati in lettere o lingue e letterature straniere da destinare ai corsi di lingua e cultura italiane organizzati da questo stesso Istituto italiano di cultura in Barcellona.
1) Numero degli incarichi disponibili: quattro.
2) Requisiti per la presentazione della domanda:
a) possesso della laurea in lettere o lingue e letterature straniere con votazione non inferiore a 110/110, conseguita, al momento dell'assunzione, negli ultimi quattro anni accademici (a partire dal mese di settembre 2000);
b) buona conoscenza di almeno una delle principali lingue straniere da documentare con apposita certificazione rilasciata da universita', istituti o enti autorizzati al rilascio di certificazioni linguistiche.
3) Titoli preferenziali da documentare con apposita certificazione:
a) aver conseguito un dottorato di ricerca post-laurea in linguistica, glottologia o glottodidattica;
b) aver prestato servizio come insegnante di italiano come lingua seconda presso dipartimenti universitari, istituti, centri di studi, biblioteche ed archivi di Stato;
c) aver svolto attivita' di ricerca in materie letterarie presso dipartimenti universitari, istituti, centri di studi, biblioteche ed archivi di Stato;
d) buona conoscenza dello spagnolo da documentare con apposita certificazione rilasciata da universita', istituti o enti autorizzati al rilascio di certificazioni linguistiche;
e) buona conoscenza del catalano da documentare con apposita certificazione rilasciata da universita', istituti o enti autorizzati al rilascio di certificazioni linguistiche.
4) Modalita' di selezione: i titoli saranno valutati da una commissione appositamente nominata.
5) La commissione stabilira' una graduatoria provvisoria per i primi 50 migliori candidati e convochera' i primi quattro che dopo un colloquio con il presidente della commissione saranno comunque assunti con un contratto secondo le norme della legge locale per un periodo di un anno rinnovabile una sola volta e con un periodo di prova di quattro mesi.
6) Durata del contratto: il contratto avra' la durata di un anno scolastico e, se le prestazioni saranno stimate soddisfacenti dal direttore dell'Istituto italiano di cultura, potra' essere rinnovato una sola volta per un secondo anno scolastico. In nessun caso si potra' configurare un rapporto di dipendenza con il Ministero degli affari esteri italiano.
7) Retribuzione mensile 986,65 (novecentottantasei euro e sessantacinque centesimi al netto delle trattenute previdenziali ed assicurative).
8) Sede di lavoro: Barcellona.
9) Le domande, corredate dal curriculum vitae, dovranno pervenire all'Istituto italiano di cultura, Ptge. Mendez Vigo, 5 - 08009 Barcelona entro e non oltre il 31 maggio 2004.
La domanda ed il curriculum potranno essere anticipati anche per via fax al n. 0034/934874590 o per posta elettronica all'indirizzo e-mail: infocorsi@iicbarcellona.com (gli interessati in entrambi i casi dovranno chiedere e ottenere conferma dell'avvenuto ricevimento e protocollo nell'archivio dell'Istituto italiano di cultura di Barcellona: tel. 0034/934875306).
martedì, aprile 13, 2004
Il segnalibro dell'APCDerelict kirk is in running as Queen Mother museum
CRAIG BROWN
The Scotsman, Edinburgh Sat 10 Apr 2004
THE disused Blackfriars Kirk may have a future as the official national museum of the Queen Mother.
The building has become a major issue among heritage officials in Edinburgh after being allowed to fall into disrepair by the Italian Consulate, which purchased it in 1993.
However, after more than a decade of schemes to use the building failing to materialise, a plan to turn the 19th century church into a museum about the life of the Queen Mother has been proposed.
The building is thought to be the favourite of five options for the centre, and is currently being looked at by Edinburgh architects Simpson and Brown.
John Sander, a buildings conserver with the firm, said that Blackfriars Kirk was one of those being considered. "However, discussions are at a very early stage and it is very difficult to be able say anything too positive," he said.
"But it is a building that should have a use, and it would be great to find a suitable use for it."
The church’s recent history has been a source of great controversy among local conservationists. Between 1986 and 1993, the Edinburgh-based artist and theatre director Richard Demarco owned and used the building as a gallery and performance space.
He also spent £40,000 on restoring the church, before selling it to the Italian Consulate as a possible venue for a cultural centre. Since then, the building has lain disused and falling further into disrepair.
Council officials and heritage watchdogs have voiced increasing concern about the state of the Gothic-fronted structure, which was built in 1871 by Robert Marham.
But under international law, the consulate has diplomatic immunity from council planning regulations and does not have to act to preserve the structure.
In 2002, the consulate did unveil plans to create a £2 million Italian Cultural Institute, which included a small arthouse cinema, a restaurant and a multi-media library.
These plans stalled, and were replaced with a proposal by local trader Tom McCarthy, who is also a Buddhist, to turn it into a inter-faith centre. Mr McCarthy, who owns an antiques shop next to the building, and who has campaigned for the Italian Consulate to return the building to the council, said that something had to be done as soon as possible.
"I have spoken to the architects in question, and they were very interested in the property and that it was one of five properties they were looking at," he said.
Mr McCarthy said that local residents and traders were very concerned that the building was in danger of becoming a health hazard, and was already affecting other properties.
"We are just desperate for something to be done to this building. It’s a disgrace that it has been allowed to fall into this state. It’s having a direct effect on my business, as I have water ingressing into my building from the church.
"I think now that this project is up and running, pressure should be applied to the consulate to sell the building back. Perhaps it will embarrass them into letting it go. If not, then maybe the council will take out a compulsory purchase order. Even if it takes five years to put through, then at least it would get things going."
mercoledì, aprile 07, 2004
Il segnalibro dell'APCFarnesina: il 2005 anno tematico dedicato a scienza e tecnologie
Roma, 7 apr. - (Adnkronos) - La Commissione nazionale per la promozione della cultura italiana all'estero presieduta dal sottosegretario agli Esteri Mario Baccini, riunitasi oggi alla Farnesina, ha deciso di organizzare nel 2005 un anno tematico dedicato a ''Scienza, nuove tecnologie e patrimonio della cultura''. Una scelta che risponde a due criteri: valorizzare all'estero un aspetto della cultura italiana, conosciuta principalmente come una cultura umanistica e del Rinascimento, con la conseguenza di trascurarne la forte componente scientifica che va da Galileo Galilei fino a primi Nobel come Enrico Fermi o Rita Levi Montalcini; sostenere al candidatura di Trieste a sede dell'Expo 2008 tramite la valorizzazione del polo scientifico italiano concentrato, appunto, a Trieste.
Gli anni tematici, fortemente voluti dal sottosegretario Baccini fin dall'inizio della sua presidenza della Commissione nazionale per la promozione della cultura italiana all'estero, hanno lo scopo di valorizzare al meglio particolari aspetti della cultura italiana all'estero. Prima di ''Scienza e nuove tecnologie'' erano stati scelti come temi ''Moda e design'' (2003) e ''Culture e tradizioni regionali'' (2004).
Nel corso della riunione il sottosegretario Baccini, su segnalazione del Maestro Ennio Morricone, ha inoltre ricordato che nel 2005 ricorre il centenario della nascita di due importanti compositori italiani, Luigi Dalla Piccola e Goffredo Petrassi, e ha invitato la Commissione a sollecitare gli Istituti italiani di cultura affinche' i due artisti vengano adeguatamente celebrati attraverso l'organizzazione di appropriate manifestazioni.
Il segnalibro dell'APCNovecento, anche un libro porta la moda all’estero
di PAOLA PISA
Il Messaggero, 7 aprile 2004
Più di cento schede che offrono l’identikit dei nostri ”grandi” dalla prima sarta che si chiamava Rosa Genoni e faceva modelli ispirati a Botticelli fino ai mega stilisti di oggi. Un’occhiata a come eravamo e come siamo diventati sul fronte degli abiti e della comunicazione attraverso i loro messaggi, La moda in Italia, Il Novecento è questo e altro ancora. Il libro, presentato ieri al Ministero degli Affari Esteri, ha offerto l’occasione al sottosegretario degli Esteri Mario Baccini per dire che: «La moda è un mezzo per promuovere la cultura italiana e l’italianità. E’ un aspetto culturale del Novecento e l’italianità nel vestire è stata anche un po’ la nostra politica estera. La Farnesina ha la missione di creare, attraverso la politica estera, un terreno dove le nostre imprese possano prendere piede. Non aggredendo con beni di largo consumo, ma puntando a una qualità sempre più elevata». In La moda in Italia, Il Novecento , edito da Palombi e sostenuto dal Ministero degli Esteri, l’autore Michele Rak ha voluto parlare soprattutto di come si sono trasformati i segnali che la moda manda. A cominciare dalle foto che appaiono sui giornali specializzati: una volta le modelle venivano riprese vicino a capitelli antichi adesso sono i deserti a fare da sfondo. Dal primo giorno del ’900 per arrivare a parlare di Capucci, Versace, Armani, Valentino, Lancetti e Sarli, Fendi e Biagiotti, Dolce e Gabbana, Alberta Ferretti e tanti altri. Storia, tendenze, cronache mondane, aneddoti: cento anni dell’universo-moda. La bibliografia è curata da Francesca Vannucchi , le schede da Nora Villa . Da Milano arriva la notizia che Mario Boselli è stato rieletto presidente della Camera della moda italiana, nel consiglio c’è anche la giovane Lavinia Biagiotti , figlia di Laura . Ma altri eventi romani collegati a sarti e stilisti si annunciano, oggi pomeriggio da Fendi in via Borgognona si svolge L’arte nell’uovo di Pasqua : festa di beneficenza con esposizione di uova decorate da artisti. L’ideatore e sostenitore dell’evento è Sergio Valente , air stylist. Sempre stasera Marco Coretti , stilista di talento, invita al suo compleanno con inno al rosa. Appuntamento a La Maison , previsti in pink dress: Nicoletta Fiorucci, Giulia Fossa, Massimo Giletti, Sabrina Colle e Sgarbi , e tanti altri. Il 20 aprile, alle 11, alla Fondazione Micol Fontana, la sarta e il vicesindaco consegnano i diplomi agli studenti del Seminario dell’anno 2003-4.
Il segnalibro dell'APCIL SOTTOSEGRETARIO BACCINI SULLE INIZIATIVE DELLA FARNESINA
L'alta moda italiana sarà promossa in Egitto e Russia
di Nat. Pog+.
Il Tempo, 7 aprile 2004
LA CULTURA italiana non è soltanto testimonianza del passato ma anche contemporaneità e nessuna espressione artistica, come la moda, può rappresentarla più degnamente. Un pezzo d’Italia, altamente qualificante, che fa conoscere e apprezzare la nostra creatività, la nostra capacità imprenditoriale nel resto del mondo. «La moda è un mezzo per promuovere la cultura italiana e l'italianità. È un aspetto culturale del Novecento e l'italianità nel vestire è stata anche un pò la nostra politica estera». È quanto ha dichiarato ieri il sottosegretario agli Esteri Mario Baccini, intervenendo alla presentazione del libro «La moda in Italia. Il Novecento», curato da Michele Rak ed edito da Palombi.
«In qualità di presidente della Commissione nazionale per la promozione della cultura italiana all'estero ho voluto promuovere dallo scorso anno l'anno tematico della moda e del design», ha detto Baccini, ricordando che «la Farnesina ha la missione di creare, attraverso la politica estera, un terreno dove le nostre imprese possano prendere piede. Come scelta politica economica generale, non possiamo aggredire i mercati mondiali con beni di largo consumo, ma dobbiamo puntare ad una qualità sempre più elevata».
In proposito, il sottosegretario ha annunciato che «le prossime iniziative che sosterremo riguardano gli anni tematici bilaterali con Paesi come Egitto e Russia. Cercheremo, inoltre, di creare sinergie con associazioni e fondazioni che vorranno collaborare con il ministero degli Esteri per produrre idee e promuovere iniziative che possano diffondere la specificità italiana».
Intervenendo alla conferenza stampa, Michele Rak, ordinario dell'Università di Siena ed esperto europeo di tendenze del linguaggio e del mutamento culturale, ha precisato come la sua opera miri a mettere in luce il lavoro «non solo di coloro che emergono, che firmano gli abiti, ma anche di chi taglia, cuce, distribuisce e vende, dei veri promotori della moda alla pari degli stilisti». La moda non è soltanto passerella, sarti famosi e glamour, ma un’arte artigianale che si tramanda di padre in figlio. Un dato confortante, è stato precisato, che gran parte delle case di moda più prestigiose sono già alla terza, quarta generazione. Dunque sono sopravvissute anche a periodi più bui come la guerra e il dopoguerra. L'autore del volume ha, quindi, precisato che l'intenzione dei curatori del libro è stata quella di fare uno dei piccoli gesti che gli stilisti dovrebbero fare ogni giorno, cioè comunicare.
Il segnalibro dell'APCMODA: BACCINI, NOSTRA MISSIONE E' FARE DA BATTISTRADA
(AGI) - Roma, 6 apr. - Una delle missioni del governo e' quella di fare da battistrada, promuovendo l'"italianita'" anche nella moda. Lo ha sottolineato il sottosegretario agli Affari Esteri, Mario Baccini, presentando il volume "La moda in Italia. Il Novecento", edito da Palombi, con il contributo della Farnesina.
Il libro, curato da Michele Rak, ripercorre, in forma tascabile, cento anni di moda italiana, con l'evoluzione del gusto e i suoi influssi sul costume e sulla vita quotidiana.
"Noi abbiamo una missione - ha spiegato Baccini, presidente della Commissione Nazionale per la promozione della cultura italiana all'estero -: creare il tessuto, il terreno dove la nostra cultura possa prendere piede e le imprese devono saper cogliere questa opportunita'".
Baccini ha poi evidenziato che le difficolta' del settore della moda sono legate alla congiuntura internazionale. "Non e' vero che e' in crisi - ha affermato - il made in Italy va da solo, non c'e' bisogno della politica se non nel quadro piu' generale della promozione della cultura italiana all'estero".
Tra le iniziative del ministero a sostegno del "made in Italy" Baccini ha ricordato che il 2002-2003 e' stato l'anno "tematico della moda e del design". L'anno in corso poi, dedicato alle Regioni, spesso e volentieri, contempla eventi legati alla moda. "Anche nelle prossime iniziative, come le bilaterali Italia -Egitto e Italia-Russia - ha anticipato Baccini - la moda sara' uno dei riferimenti importanti". Il sottosegretario ha infine lanciato un appello ad "associazioni e fondazioni per creare delle sinergie e produrre idee". (AGI)
martedì, aprile 06, 2004
Il segnalibro dell'APCModa: Baccini, mezzo per promuovere italianita' e politica estera
Roma, 6 apr. - (Adnkronos) - ''La moda e' un mezzo per promuovere la cultura italiana e l'italianita'. E' un aspetto culturale del Novecento e l'italianita' nel vestire e' stata anche un po' la nostra politica estera''. E' quanto ha dichiarato il sottosegretario agli Esteri Mario Baccini, intervenendo alla presentazione del libro ''La moda in Italia. Il Novecento'', curato da Michele Rak ed edito da Palombi.
''In qualita' di presidente della Commissione nazionale per la promozione della cultura italiana all'estero ho voluto promuovere dallo scorso anno l'anno tematico della moda e del design'', ha detto Baccini, ricordando che ''la Farnesina ha la missione di creare, attraverso la politica estera, un terreno dove le nostre imprese possano prendere piede. Come scelta politica economica generale, non possiamo aggredire i mercati mondiali con beni di largo consumo, ma dobbiamo puntare ad una qualita' sempre piu' elevata''.
In proposito, il sottosegretario ha annunciato che ''le prossime iniziative che sosterremo riguardano gli anni tematici bilaterali con Paesi come Egitto e Russia. Cercheremo, inoltre, di creare sinergie con associazioni e fondazioni che vorranno collaborare con il ministero degli Esteri per produrre idee e promuovere iniziative che possano diffondere la specificita' italiana''.
Intervenendo alla conferenza stampa, Rak, ordinario dell'Universita' di Siena ed esperto europeo di tendenze del linguaggio e del mutamento culturale, ha precisato come il suo lavoro miri a mettere in luce il lavoro ''non solo di coloro che emergono, che firmano gli abiti, ma anche di chi taglia, cuce, distribuisce e vende, dei veri promotori della moda alla pari degli stilisti''. L'autore del volume ha, quindi, precisato che l'intenzione dei curatori del libro e' stata quella di fare uno dei piccoli gesti che gli stilisti dovrebbero fare ogni giorno, cioe' comunicare''.
Il segnalibro dell'APC
Sponsor la FarnesinaItalian Style , il Novecento in un libro distribuito negli Istituti di Cultura
Il Tempo, 6 aprile 2004
«LA MODA in Italia - Il Novecento» è il nuovo volume che racchiude la storia della moda italiana dai primi anni del secolo scorso ai giorni nostri. Si va dagli abiti delle divine degli anni Venti e Trenta, passando attraverso i trasgressivi Sixty, fino all'edonismo degli anni Ottanta e al post moderno del nuovo secolo. Edito da Palombi, il libro è stato scritto a tre mani: Michele Rak, ordinario dell'Università di Siena ed esperto europeo di tendenze del linguaggio e del mutamento culturale; Francesca Vannucchi, dottore di ricerca della stessa Università; Nora Villa, storica della moda, giornalista e scrittrice, che ha già pubblicato alcuni libri sul made in Italy.
Il libro ripercorre l'iter di uno stile, i personaggi che l'hanno creato, le case di moda e le imprese industriali che i hanno costruito rinnovandosi di pari passo con la trasformazione di tutti gli aspetti della vita sociale.
Una moda vitalissima, quella italiana, che è parte di un patrimonio culturale e, al tempo stesso, un tassello tra i più importanti del Sistema Italia, per via dei settori produttivi e commerciali ad essa collegati, affermata ormai con sicurezza nel mondo.
Oltre al taglio editoriale (agile da leggersi anche in viaggio), il libro si distingue da tutte le altre pubblicazioni sulla moda per la sua scommessa editoriale: arrivare ad un pubblico di lettori di non addetti ai lavori, interessati a conoscere la storia della moda italiana che è parte della nostra stessa storia. Per queste ragioni il Ministero degli Affari Esteri ha sostenuto la pubblicazione del volume tanto da inviarlo agli Istituti di Cultura all'estero. L' edizione è bilingue, italiano e inglese, articolata su doppio binario narrativo: da un lato il racconto ripercorre la storia, le tendenze, la cronaca mondana, gli aneddoti, i gusti corredati da innumerevoli fotografie, dall'altro scorrono le schede delle case di moda e degli stilisti che, nel tempo, hanno contribuito a diffondere i modelli, i gusti, i marchi della moda italiana.
Il segnalibro dell'APCPOESIA: TRADUZIONE ITALIANA DI SØREN ULRIK THOMSEN
PRESENTATA A COPENAGHEN L'OPERA DEL POETA DANESE
(ANSA) - COPENAGHEN, 5 APR - La presentazione di un libro di liriche di Søren Ulrik Thomsen, tradotte in italiano da Bruno Berni, ha offerto l'occasione oggi di incontrare, presso l'Istituto italiano di cultura di Copenaghen, uno dei maggiori poeti danesi e uno dei più autorevoli traduttori in italiano di opere letterarie e saggistiche danesi. In riconoscimento delle sue doti di traduttore Bruno Berni è stato insignito proprio in questi giorni del premio Hans Christian Andersen, nella cui motivazione si fa riferimento alla sua capacità di tradurre tutte le fiabe del grande scrittore danese utilizzando un linguaggio in cui non si perde nulla della malizia e dell'umorismo che vi sono presenti. Berni, che ha ricevuto il premio a Odense il 2 aprile scorso insieme con la Regina Margrethe di Danimarca, ha in programma per il prossimo futuro la pubblicazione di un libro sui poeti danesi, uno sul modo in cui le opere di Andersen sono state accolte in Italia e la traduzione in italiano dell'imponente biografia di H.C. Andersen scritta da Jens Andersen e pubblicata recentemente in Danimarca. È un impegno ingente, confluito nel premio che, al momento dell'assegnazione, Berni ha definito "un evento importante nella mia vita e un riconoscimento del mio lavoro al servizio della letteratura danese". In questo ampio lavoro si inserisce anche la traduzione di "Vivo " (Donzelli Poesia), una raccolta di poesie scritte da Søren Ulrik Thomsen che Berni definisce nella prefazione "una figura chiave nella lirica danese degli ultimi decenni". Thomsen è un autore molto apprezzato dalla critica che ha ricordato ad esempio la sua capacità di scrivere in modo infinitamente bello e musicale", con delle "rime che permangono nella coscienza". Tanto Søren Ulrik Thomsen quanto Bruno Berni hanno presenziato alla presentazione del libro. (ANSA).
lunedì, aprile 05, 2004
Il segnalibro dell'APCCAMERA DEI DEPUTATI - XIV LEGISLATURA
Resoconto delle Commissioni riunite
III (Affari esteri e comunitari) e VII (Cultura, scienza e istruzione)
Commissioni Riunite III e VII - Resoconto di giovedì 1° aprile 2004
SEDE REFERENTE
Giovedì 1° aprile 2004
Istituti italiani di cultura all'estero.
C. 2209 Calzolaio, C. 2874 Malgieri e C. 4535 Governo.
(Esame e rinvio).
Per leggere il resoconto, selezionare: iic_riforma_seduta_1_4_04.pdf
Il segnalibro dell'APCLE COMMISSIONI ESTERI E CULTURA DELLA CAMERA HANNO DISCUSSO
IN SEDUTA CONGIUNTA LA RIFORMA DEGLI ISTITUTI DI CULTURA
Illustrate dei relatori Gustavo Selva e Andrea Orsini le proposte di legge
presentate dal Governo e dai deputati Malgeri e Calzolaio
Inform, 2 aprile 2004
ROMA - Alla presenza del Sottosegretario per i rapporti con il Parlamento
Cosimo Ventucci le Commissioni Esteri e Cultura della Camera si sono
riunite in seduta congiunta per discutere il progetto di legge governativo
(C.4535) e le proposte normative abbinate - presentate dai deputati Malgeri
(C. 2874) e Calzolaio (C.2209) - che si prefiggono di riformare la rete
degli Istituti italiani di cultura. Il dibattito è entrato subito nel vivo
con l'intervento del Presidente della III Commissione Gustavo Selva (An)
che, in veste di relatore, ha sottolineato come queste iniziative
legislative siano finalizzate alla realizzazione di una politica di
promozione culturale più efficace ed incisiva. Selva, nell'evidenziare la
presenza nella riforma di chiari riferimenti alla necessità di attribuire
agli Istituti italiani di cultura il compito di promuovere e “vendere” nel
mondo l'immagine del "sistema Italia" e i prodotti culturali che lo
caratterizzano, ha auspicato l'inserimento nel disegno di legge di
specifiche indicazioni su eventuali raccordi con il settore della
promozione turistica (ENIT), le Regioni, gli Enti locali e, vista la
valenza economica dell'iniziativa, con lo stesso Ministero delle Attività
produttive.
Una proiezione della cultura italiana verso l'estero che, nello specifico
caso del disegno di legge del Governo, non rimane però limitata nei
tradizionali aspetti del sapere ma viene estesa anche ad altri modelli
culturali come la scienza, l'innovazione tecnologica, il design, la moda e
la gastronomia. In questo contesto il futuro Istituto di cultura dovrà
trasformarsi in un organo di strategia, capace di stimolare la politica
culturale italiana nel mondo, di interloquire con l'iniziativa privata e di
coordinare le varie iniziative promosse dalle Regioni, dai Comuni e dalle
Province. Gli Istituti della cultura italiana, oltre a favorire la nascita
di fattive sinergie tra soggetti pubblici e privati, dovranno essere anche
più flessibili, efficienti e dotati di autonomia finanziaria.
La riforma elaborata dal Governo stabilisce inoltre la centralità del MAE
nell'attuazione della politica culturale e si prefigge di rendere
maggiormente rappresentativa la Commissione nazionale per la promozione
della cultura, della lingua e della scienza italiana all'estero. Un
organismo che avrà il compito di raccogliere e raccordare le istanze
culturali esterne all'Amministrazione e che sarà composta da personalità di
rilievo del mondo intellettuale, scelte anche dalle Regioni e dagli enti
locali, provenienti da contesti accademici, scientifici, imprenditoriali,
giuridici e artistici. Dagli Istituti di cultura verranno perseguiti anche
altri obiettivi ,come la diffusione della lingua italiana - in questo
ambito sono previste specifiche iniziative in favore delle nostre
collettività all'estero - e lo sviluppo della cooperazione tecnologica che
verrà incentivata attraverso l'aumento del numero degli addetti scientifici.
Il Presidente della III Commissione, dopo aver ricordato che nel disegno di
legge del Governo i dieci direttori scelti per "chiara fama" saranno
affiancati da vice direttori dell'area per la promozione culturale del
Ministero, è poi passato ad illustrare i contenuti delle proposta normativa
del deputato di An Gennaro Malgeri che, oltre a definire la promozione
culturale una parte integrate della politica estera, evidenzia le carenze
strutturali, di coordinamento e finanziarie della rete degli Istituti. Dal
disegno normativo viene inoltre proposta l'assegnazione di addetti
culturali alle nostre rappresentanza non affiancate da Istituti di Cultura
ed il raddoppio numerico dei Direttori di "chiara fama". Figure
professionali che assumerebbero nuove prerogative, come ad esempio la
gestione di grandi eventi culturali, e l’appellativo di "ambasciatori della
cultura italiana". Per quanto riguarda invece l'iniziativa legislativa del
deputato dei Ds Valerio Calzolaio, dal relatore è stato evidenziato come
questo progetto preveda l'istituzione, presso il MAE ed al posto
dell'attuale Direzione Generale, di un "Dipartimento per la cultura, la
lingua e l'immagine dell'Italia nel mondo" Un ufficio autonomo e
finalizzato alla pianificazione delle attività culturali che dovrebbe
essere composto da un direttore, scelto per "chiara fama", da un Consiglio
di amministrazione di sette membri e da un Comitato scientifico nominato
dalle competenti commissioni di Camera e Senato. In questo contesto il
personale degli Istituti dovrebbe essere scelto, attraverso un concorso per
titoli, fra gli impiegati del MAE e dei Ministeri dell'Istruzione, dei Beni
Culturali e delle Attività Produttive. I direttori degli Istituti verranno
invece designati dal Capo del Dipartimento che poi sottoporrà i nomi al
Consiglio di amministrazione ed alle competenti Commissioni parlamentari.
Il direttore dell'Istituto potrà inoltre, in caso di disaccordo ed in
ultima istanza, rifiutare le direttive del Dipartimento. Prevista infine
dal progetto una strategica riduzione e razionalizzazione dell'intera rete
degli Istituti di cultura.
Al termine della complessa analisi dei contenuti Selva ha rilevato la
necessità di sciogliere il delicato nodo dei rapporti fra il MAE e gli
Istituti di cultura - una scelta fra diverse gradazioni di autonomia - di
non creare una Commissione per la promozione troppo burocratica, di
specificare i criteri e i titoli per la nomina dei direttori di "chiara
fama" e di creare un canale preferenziale per la diffusione della lingua
italiana. Il relatore, dopo aver auspicato una riduzione dei costi del
personale didattico preposto all'insegnamento della nostra lingua
all'estero anche attraverso l'invio di neo laureati, ha poi suggerito di
incentivare la stesura di manuali in italiano da parte delle istituzioni
locali.
E' stata poi la volta del relatore della VII Commissione Andrea Orsini (FI)
che, dopo aver espresso piena condivisione per i rilievi di Selva sulla
necessità di promuovere la cultura italiana nella sua accezione più ampia,
ha evidenziato come ancor oggi gli Istituti operino in assenza di un
indirizzo organico e di una complessiva prospettiva strategica. Nel
ricordare la centralità della divulgazione linguistica anche nell'ambito
delle relazioni economiche e commerciali, Orsini ha poi sottolineato
l'esigenza di valorizzare nel mondo, al fine di controbilanciare la
cosiddetta "fuga di cervelli", la nostra cultura scientifica. Il relatore
ha inoltre auspicato la ricerca di soluzioni di equidistanza sulla
questione della possibile subordinazione degli Istituti di cultura al MAE,
una riduzione dei membri della Commissione per la promozione della cultura
e un confronto sulla tematica aperto al contributo di tutte le forze
politiche.
Della necessità di una riforma legislativa ampiamente condivisa ha parlato
anche il presentatore del disegno di legge C.2874 Gennaro Malgeri che ha
inoltre chiesto, al fine approfondire i veri problemi degli Istituti di
cultura, la convocazione di un ciclo di audizioni e l'organizzazione di
specifiche visite presso le sedi dei nostri Istituti. Malgeri ha poi
specificato come la sua proposta, che prevede la nomina degli "ambasciatori
della cultura", non voglia creare alcuna contrapposizione con la figura
degli ambasciatori istituzionali. E' stata poi la volta del deputato dei Ds
Valdo Spini che, pur condividendo l'idea di procedere all'elaborazione di
un testo condiviso, ha però ricordato l'eccessivo lasso di tempo trascorso
fra l'inizio dell'esame della materia in Commissione e la presentazione del
disegno di legge da parte del Governo. (Lorenzo Zita -Inform)
sabato, aprile 03, 2004
Il segnalibro dell'APCLa settimana
Autocensura
di Giovanni De Mauro
Internazionale.it -2-8 aprile 2004
La notizia è questa: l’ambasciata italiana a Oslo avrebbe fatto pressioni sugli organizzatori del Festival europeo del documentario per far ritirare Citizen Berlusconi dalla programmazione della manifestazione cinematografica, chiedendo che la motivazione ufficiale parlasse di “problemi tecnici”. Citizen Berlusconi è quel documentario trasmesso dalla tv pubblica americana Pbs che è stato distribuito in edicola da Internazionale e da ElleU. Negli articoli della stampa norvegese che pubblichiamo a pagina 28, Vigdis Lian, curatrice del festival, dice di non aver ricevuto nessuna pressione e di aver deciso di eliminare all’ultimo momento Citizen Berlusconi perché si è resa conto che l’ambasciata italiana è tra i finanziatori del festival. Si chiama autocensura. Ed è peggio della stessa censura, perché l’ipotetico mandante non deve far nulla: semplicemente qualcuno interpreta e anticipa i suoi desideri. Il fatto incredibile è che decida di autocensurarsi in nome di Berlusconi la lontana curatrice di un festival norvegese.
Il segnalibro dell'APCSALVATORES BELLOCCHIO BERTOLUCCI E MUCCINI A SINGAPORE PER INIZIATIVA DELL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA
SINGAPORE - aise 2 aprile 2004 - Era stato inaugurato dal film “Io non ho paura" di Gabriele Salvatores , lo scorso il 25 marzo, il festival del cinema italiano di Singapore, che si e’ svolto presso le sale dei Golden Village Cinemas fino al 31 marzo scorso.
Organizzata congiuntamente dall'Istituto Italiano di Cultura e dalla Singapore Film Society, la rassegna ha presenteto "I sognatori" di Bernardo Bertolucci, "La finestra di fronte" di Ferzan Ozpetek, "Buon giorno notte" di Marco Bellocchio, "Ricordati di me" di Gabriele Muccino, "Pater familias" di Francesco Patierno, "Fate come noi" di Francesco Apolloni e "Se fossi in te" di Giulio Manfredonia.
Salvatores, Bertolucci e Ozpetek hanno costituito delle anteprime alle proiezioni che verranno inserite piu' tardi nel circuito commerciale locale, "Pater familias", "Fate come noi" e "Se fossi in te" sono stati cortesemente forniti dal Ministero degli Affari Esteri.
La manifestazione, resa possibile da numerosi sponsors locali tra cui Rolex e Dolce e Gabbana, ha ripreso una iniziativa rilanciata con successo lo scorso anno dopo otto anni di pausa.
Il cinema di qualita' rappresenta uno dei maggiori investimenti culturali possibili a Singapore, dove il cinema gode grandissima popolarita' e numerosi festival si distinguono dalle grandi produzioni commerciali del momento. (aise)
venerdì, aprile 02, 2004
Il segnalibro dell'APCBERLUSCONI: INTERROGAZIONE DS SU FILM 'CITIZEN BERLUSCONI'
(ASCA) - Roma, 2 apr - I deputati DS Giuseppe Giulietti, Pietro Folena e Giovanna Melandri hanno presentato un'interrogazione al ministro degli Esteri, Franco Frattini, per sapere se è vero e perché l'ambasciata italiana ad Oslo è intervenuta presso gli organizzatori per ottenere il ritiro dall'European Documentary Festival il film documentario ''Citizen Berlusconi'', prodotto dalla Stefilm di Torino, dalla tv finlandese Yle e da Channel 13 di New York con la regia di Susan Gray.
Il segnalibro dell'APCModa: libro su Novecento italiano
(ANSA)-ROMA, 2 APR-Domani sara' presentato alla Farnesina il volume 'La moda in Italia.Il Novecento'; interverra' il sottosegretario agli Esteri Mario Baccini.Il volume, realizzato con il contributo del Ministero degli Affari Esteri ed edito da Palombi, illustra cento anni di moda italiana ricostruendo l'evoluzione del gusto e i suoi influssi sul costume e sulla vita quotidiana.
Il segnalibro dell'APCCINEMA
Pressioni per il film sul premier?
il manifesto, 2 aprile 2004
Il deputato della Margherita Enzo Carra ha rivolto un'interrogazione al ministro degli esteri Franco Frattini chiedendogli se sia vero che l'ambasciata italiana a Oslo «abbia esercitato pressioni affinché il film Citizen Berlusconi sul rapporto tra il presidente del consiglio e i media fosse ritirato dall'European documentary festival nella capitale norvegese». Se, come riportato dalla stampa, aggiunge Carra, «il film è stato prima ritirato causa pressioni e poi riammesso a seguito delle proteste della comunità italiana e dei giornali norvegesi, allora ci troveremmo di fronte a un atto di censura e a una indebita ingerenza delle autorità italiane».
Il segnalibro dell'APCIL MINISTRO DEGLI ESTERI AMMETTE CHE NON CI SONO FONDI PER LE “FELUCHE”
Frattini: “Più risorse per i diplomatici”
(9colonne) 1 aprile 2004 ROMA - Più soldi e più risorse: questo chiede la categoria dei diplomatici che ha incontrato il ministro degli Esteri Franco Frattini in occasione dell’assemblea del Sndma. Il sindacato che riunisce la stragrande maggioranza dei diplomatici italiani ha chiesto il riconoscimento dell’impegno nella diplomazia italiana. Frattini ha capito il momento difficile delle “feluche“ma ha subito chiarito la mancanza di fondi: «purtroppo -ha detto - non abbiamo la bacchetta magica», pertanto sarebbe meglio «ottimizzare le risorse già esistenti». Il ministro degli Esteri Frattini ha rassicurato sul sostegno del governo al loro dei diplomatici, opera «viene riconosciuta in tutti gli incontri internazionali»,ma ammette la difficoltà di reperire maggiori risorse richieste a gran voce dai diplomatici costretti a contare su appena lo 0,30% del bilancio dello Stato, compresi i fondi per la cooperazione. Frattini ha poi detto che per lui il lavoro dei diplomatici «è motivo di orgoglio: sono consapevole che un’amministrazione con compiti così ambiziosi abbia bisogno di risorse e finanziamenti superiori rispetto a quelle attuali, ma al momento non avendo la bacchetta magica siamo impegnati a cercare gli strumenti per ottimizzare quelle che già esistono, perché in alcuni casi il loro cattivo impiego le fa diminuire». In questo contesto per il capo della diplomazia italiana la ricetta può essere la “semplificazione” amministrativa e amministrativo contabile della macchina del ministero degli Esteri. Frattini ha poi evidenziato il ruolo dei giovani diplomatici, «che devono essere aiutati ad avere prospettive di sviluppo della carriera, non più solo basate sull’anzianità, ma anche sul merito e sulle capacità». Per questo, il titolare della Farnesina ha bocciato invece l’ipotesi di innalzare a 70 anni l’età pensionabile per i diplomatici, la cui esperienza e le cui capacità potrebbero essere valorizzate durante la carriera, per esempio, con incarichi speciali ad personam. Frattini ha poi ricordato alcune iniziative già avviate sul piano dell’internazionalizzazione italiana, quali l’istituzione di Task Force congiunte con altri Ministeri su temi di particolare rilevanza internazionale, la creazione d’intesa con il Ministero per le Attività Produttive e con l’Ice (l’istituto per il commercio con l’estero) di “sportelli unici” per le imprese, il Piano di comunicazione della Farnesina e i progetti per razionalizzare l’ordinamento e rafforzare l’azione degli Istituti italiani di cultura e della rete degli addetti scientifici. Nella mozione approvata dall’assemblea del Sndmae, di cui è nuovo presidente Giulio Cesare Piccirilli, si è riaffermata l’intenzione di esercitare ogni possibile pressione per ottenere un significativo incremento delle risorse finanziarie del ministero, nettamente inferiori rispetto a quelle dei principali partner del G8 e dell’Unione europea. Il Sndmae, che il 1 luglio e il 18 settembre scorsi si fece promotore di due grandi manifestazioni di protesta, ha chiesto “l’adozione di misure volte a semplificare le procedure amministrative e contabili del ministero, per perseguire un obiettivo di managerialità dell’azione diplomatica troppo spesso frenata da vincoli burocratici“.
Il segnalibro dell'APCGIAA Gets in GEAR
Italian-American Actors Guild Members Form New Theatre Company
By Leonard Jacobs
News East April 02, 2004
New York - Labor unions are known for fighting for the rights of their members in the workplace. The Guild of Italian American Actors (GIAA), however, is taking the idea one step further. It has spurred the creation of a theatre company, aiming to increase acting opportunities for its 250-member constituency.
GIAA Vice President Guy Palumbo told Back Stage on Monday that he and several union members have elected to form the GIAA Ensemble Artists Repertory Theater Company, Inc. (GEAR), a not-for-profit dedicated to mounting plays both old and new. Palumbo has been named managing director and Carlo Fiorletta the artistic director. Notably, the award-winning playwright Mario Fratti has agreed to be the group's artist-in-residence. Both GEAR and GIAA, Palumbo says, "share an important mission: to promote positive images of Italian-Americans" on stage and on screen.
The theatre company convened its first meeting this past January and plans to mount its inaugural production this October, timing that neatly dovetails with the Italian-American Month celebrations in New York state. While dates are still tentative, GEAR is expecting to house the production at the Italian Cultural Institute on the Upper East Side.
All members of GIAA in good standing, Palumbo adds, are automatically considered members of the company. This gives actors access to the company's semimonthly reading series, currently ongoing at the Progressive Era Association in Greenwich Village. It also gives them an inside track on casting.
"We want to cast our productions exclusively from within GIAA if possible," Palumbo says. "Currently, out of our 250 members, we already have a core group of about 35 actors who attend each meeting."
Being a labor union, GIAA is barred from directly funding GEAR, so the company is looking to the theatrical and ethnic communities at large for fiscal and administrative resources. "Once we have achieved federal 501(c)(3) status, obviously we have a niche market available to us," Palumbo noted. "Being an Italian-American organization, we can approach all the companies you'd imagine us to approach -- pasta companies, olive oil manufacturers. GIAA is itself a member of the Italy-America Chamber of Commerce, and we feel many of the companies affiliated with it may want to make a tax-deductible donation to us."
To be sure, the pro-actor ethos of the labor union still affects the company mindset. Instead of mounting an Equity showcase as its first show -- as would be typical for a fledgling Off-Off-Broadway group -- GEAR expects to run under an AEA Letter of Agreement, which would include compensating the actors with a modest sum.
For more information on GEAR, visit the union's website at www.nygiaa.org.
giovedì, aprile 01, 2004
Il segnalibro dell'APCLA POLEMICA
Documentario sul premier censurato a Oslo
di v.l.
la Repubblica, 1 aprile 2004
OSLO – Le pressioni dell’ambasciata italiana, un film “scomodo” sul Cavaliere prima escluso, cioè censurato e poi riammesso a un festival cinematografico. La politica italiana diventa un caso anche in Norvegia. Un documentario della regista Susan Gray girato nel 2003 “Citizen Berlusconi” (“Il Cittadino Berlusconi”, titolo che secondo il quotidiano norvegese Dagsavisen riprende il famoso “Citizen Kane” tradotto con “Quarto Potere” in italiano, il capolavoro di Orson Welles) ha creato un pandemonio a Oslo dove questa settimana si svolge il Festival di Documentari organizzato dal Cinemateket/Norsk Filminstitutt (NFI). La direttrice responsabile dell’NFI, Vigdis Lian, a seguito di un contatto funzionari dell’ambasciata italiana a Oslo, aveva deciso di cancellare la programmazione del film "Il Cittadino Berlusconi". La proiezione era stata fissata per lunedì scorso, ma era stata rinviata "dopo" il festival. La decisione della Lian ha suscitato critiche di ogni genere facendo avanzare ipotesi di "censura", di indebita ingerenza e pressione da parte delle autorità italiane in un festival cinematografico in un Paese libero e democratico. Poi la retromarcia e la proiezione, che sarà replicata a festival concluso.
Il segnalibro dell'APCOSLO, REINSERITO IN PROGRAMMA FESTIVAL FILM SU BERLUSCONI
01/04/2004 - 10:30
La decisione dopo le proteste comunità italiana e dei giornali
Fonte: Virgilio, 1 aprile 2004
Oslo, 1 apr. (Apcom)- Ancora un cambio di rotta nel programma del terzo festival del Film documentario ad Oslo. Dopo che la direttrice, di sua spontanea volontà, aveva ritirato l'opera "Citizen Berlusconi" dal programma del festival, ieri improvvisamente il documentario di Susan Gray è riapparso sugli schermi come previsto dal catalogo del programma. Il festival del film documentario è stato organizzato con l'appoggio e la sponsorizzazione dei paesi dell'Ue tramite le rispettive rappresentanza diplomatiche in Norvegia.
Malgrado l'Istituto italiano di cultura sia citato tra gli sponsor del programma della manifestazione, la direttrice del festival, Vigdis Lian aveva smentito ogni forma di pressioni da parte dell'Ambasciata italiana in quanto - aveva precisato - le Ambasciate hanno avuto un ruolo solo nella parte logistica dell'organizzazione. La protesta di un gruppetto di italiani all'apertura del festival e una serie di articoli sulla stampa norvegese che sospettavano pressioni da parte della Presidenza del Consiglio Italiano hanno spinto Vigdis Lian ad un ripensamento.
Vigdis Lian ha dichiarato: "I dibattiti e le critiche mi hanno convinto a cambiare idea. Il Norsk Filminstitutt è stato accusato di censurare un documentario su un personaggio molto controverso della politica italiana. Questo è contrario alle nostre intenzioni. Il documentario verrà trasmesso come da programma e inoltre anche dopo la conclusione del festival, il 5 Aprile"
