domenica 5 aprile 2009

LA FARNESINA INSIEME MIUR E CRUI PER NUOVE "STRATEGIE A SOSTEGNO DELL’INTERNAZIONALIZZAZIONE DEL SISTEMA UNIVERSITARIO ITALIANO"

ROMA\ aise\ 3 aprile 2009 - Si terrà oggi, 3 aprile, presso il ministero degli Affari Esteri, la conferenza "Strategie a sostegno dell’internazionalizzazione del sistema universitario italiano" per la definizione di strategie a sostegno di processi di internazionalizzazione delle Università.
La Farnesina, in coordinamento con il Miur e la Crui, ha indetto la conferenza interistituzionale per coinvolgere in una strategia sistemica e sostenibile le Università, il Consiglio Universitario Nazionale, il Ministero per lo Sviluppo Economico, l’Ice, l’Enit, Confindustria, le associazioni camerali, le Regioni ed i Comuni sedi di atenei.
L'incontro mira all’istituzione di un "Gruppo di Lavoro" congiunto Mae-Miur-Crui deputato all’internazionalizzazione del sistema universitario, con l’obiettivo di monitorare le attività internazionali degli atenei anche attraverso "una innovativa piattaforma interattiva", che verrà presentata nel corso della conferenza, strumento informatico a vantaggio delle Università per rendere accessibili accordi e progetti interuniversitari all’estero.
Inoltre, il Mae ed il Miur intendono sostenere, anche attraverso la rete diplomatico-consolare all’estero, le attività delle università, armonizzandole con le altre iniziative del Sistema Italia all’estero, in sinergia il sistema produttivo e gli enti locali.
In tale contesto verranno valorizzati e diffusi i modelli per l’attrazione di talenti stranieri in Italia, quali "Invest Your Talent in Italy" per il suo impatto sul sistema economico ed il progetto "One Dream, One City" del Comune di Milano, miranti a migliorare il ranking delle nostre Università a livello mondiale. Tutto ciò al fine di incoraggiare le iniziative promosse da enti locali e privati e accrescere la presenza di talenti stranieri, con innegabili vantaggi per le realtà territoriali del Paese anche in termini di indotto legato al settore del turismo. (aise)

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LA FARNESINA INSIEME MIUR E CRUI PER NUOVE "STRATEGIE A SOSTEGNO DELL’INTERNAZIONALIZZAZIONE DEL SISTEMA UNIVERSITARIO ITALIANO"

ROMA\ aise\ 3 aprile 2009 - Si terrà oggi, 3 aprile, presso il ministero degli Affari Esteri, la conferenza "Strategie a sostegno dell’internazionalizzazione del sistema universitario italiano" per la definizione di strategie a sostegno di processi di internazionalizzazione delle Università.
La Farnesina, in coordinamento con il Miur e la Crui, ha indetto la conferenza interistituzionale per coinvolgere in una strategia sistemica e sostenibile le Università, il Consiglio Universitario Nazionale, il Ministero per lo Sviluppo Economico, l’Ice, l’Enit, Confindustria, le associazioni camerali, le Regioni ed i Comuni sedi di atenei.
L'incontro mira all’istituzione di un "Gruppo di Lavoro" congiunto Mae-Miur-Crui deputato all’internazionalizzazione del sistema universitario, con l’obiettivo di monitorare le attività internazionali degli atenei anche attraverso "una innovativa piattaforma interattiva", che verrà presentata nel corso della conferenza, strumento informatico a vantaggio delle Università per rendere accessibili accordi e progetti interuniversitari all’estero.
Inoltre, il Mae ed il Miur intendono sostenere, anche attraverso la rete diplomatico-consolare all’estero, le attività delle università, armonizzandole con le altre iniziative del Sistema Italia all’estero, in sinergia il sistema produttivo e gli enti locali.
In tale contesto verranno valorizzati e diffusi i modelli per l’attrazione di talenti stranieri in Italia, quali "Invest Your Talent in Italy" per il suo impatto sul sistema economico ed il progetto "One Dream, One City" del Comune di Milano, miranti a migliorare il ranking delle nostre Università a livello mondiale. Tutto ciò al fine di incoraggiare le iniziative promosse da enti locali e privati e accrescere la presenza di talenti stranieri, con innegabili vantaggi per le realtà territoriali del Paese anche in termini di indotto legato al settore del turismo. (aise)

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venerdì 19 dicembre 2008

SIGLATA ALLA FARNESINA L'INTESA MAE-RAI/ IL MINISTRO FRATTINI: DA OGGI L’ITALIA CON LA RAI È PIÙ FORTE NEL MONDO

ROMA\ aise\ 17 dicembre 2008 - Oggi il ministero degli Affari Esteri e la Rai "hanno posto le basi per un’importante collaborazione che darà forza e prestigio al sistema Italia". Così il ministro Franco Frattini ha commentato la firma di un Protocollo d’intesa con il direttore generale della Rai, Claudio Cappon, ed il presidente del Consiglio di Amministrazione della NewCo Rai International, Pier Luigi Malesani, con il quale si intende dare continuità e coerenza all’azione di promozione dell’Italia all’estero.
Frattini si è detto "contento che la firma del protocollo di intesa sia avvenuta in questa prima giornata della Conferenza degli Ambasciatori. La rete diplomatica riceve da oggi un ulteriore sostegno ed un incoraggiamento ad essere sempre più proattiva", ha osservato. E, ha aggiunto, "la Rai torna ad interpretare una delle sue principali missioni, quella di essere lo strumento di informazione e promozione dell’immagine e della presenza italiana nel mondo".
Con il protocollo d'intesa ministero e Rai avviano una partnership strategica per definire modalità ed aree di collaborazione per un’innovativa ed efficace presenza televisiva/informativa/formativa sia sul territorio nazionale sia all’estero, con particolare attenzione all’utilizzo delle nuove tecnologie e media digitali.
In particolare, l’intesa prevede una collaborazione tra Rai e Farnesina sul progetto, promosso dalla NewCo Rai International, di realizzazione della web tv "Casa italiana", nonché la distribuzione sulle ulteriori piattaforme digitali ed analogiche nella disponibilità di RAI, di contenuti su determinate aree tematiche.
Tra queste vi è la definizione di piani di comunicazione relativi alle iniziative istituzionali italiane, alla politica estera e alle relazioni internazionali, con particolare attenzione alle aree geografiche e tematiche prioritarie. Ma anche iniziative per le comunità italiane all’estero di informazione e formazione (miranti anche, nei processi di internazionalizzazione delle Regioni italiane, a rafforzare i legami tra queste ultime e gli italiani residenti all’estero), nonché di intrattenimento e culturali, anche contribuendo a far meglio conoscere e rendere accessibili ai cittadini e utenti i servizi offerti dal ministero degli Affari Esteri e dalla sua rete diplomatico-consolare. E ancora la promozione della cultura e della lingua italiana all’estero, con specifica attenzione ai contenuti di eccellenza, tramite l’utilizzo di prodotti televisivi e cinematografici esistenti e la produzione di trasmissioni ad hoc, sia mirate alla valorizzazione del nostro multiforme patrimonio artistico-culturale, che caratterizzate da contenuti promozionali didattici sulla lingua italiana, utilizzando anche tecnologie informatiche, il web e la digitalizzazione.
Tra le aree temtiche prioritarie per il protocollo, ovviamente, anche il sostegno alla "diplomazia economica", intesa come strumento di sostegno al sistema paese attuato attraverso iniziative finalizzate alla promozione economico-commerciale dell’Italia all’estero e all’attrazione degli investimenti stranieri in Italia; nonché la valorizzazione delle iniziative di cooperazione allo sviluppo, componente essenziale dell’azione di politica estera italiana, attraverso attività informative e divulgative finalizzate a promuovere i risvolti umanitari, sociali ed economici di tali interventi.
Infine sono previste informazioni sull’attività di tutela dei connazionali all’estero in situazioni di grave emergenza, con indicazione degli interventi di prevenzione e risposta posti in essere dalla Farnesina e con eventuali indicazioni pratiche in caso di necessità; ed iniziative di formazione in materia di comunicazione in favore del personale della Farnesina. (aise)

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martedì 25 novembre 2008

LA FARNESINA SI APRE AL MONDO

Politica estera. Si chiudono alcuni uffici europei per puntare su nuove rappresentanze e consolati nei Paesi emergenti

Timori per tagli (definiti temporanei) della Finanziaria ai fondi del dicastero

Il Sole 24ore, 24 novembre 2008
PAGINA A CURA DI Carlo Marroni
Marzo 1931: il Regno d'Italia ottiene a Londra l'usufrutto per 200 anni sul bel palazzotto settecentesco al numero 4 di Grosvenor Square, da allora sede della nostra ambasciata. Un record, battuto dalla rappresentanza presso la Santa Sede (palazzo Borromeo a Roma), costruito nel 500 e sede diplomatica dai Patti Lateranensi del 1929, anche se le prime ambasciate aperte dal Regno furono in Argentina, Belgio e Brasile.
Pezzi di storia, con cui da oggi si misura a Chisinau, capitale della Moldova,l'ultima ambasciata aperta. Una scelta decisa un anno fa, quando partì il piano per razionalizzare la rete diplomatica (333 sedi, di cui 122 ambasciate, 10 rappresentanze permanenti presso organizzazioni internazionali, 110 uffici consolari e 90 istituti di cultura, in cui sono impiegate 5.511 persone) che sta ora entrando nella sua fase finale. Un progetto che vedrà il progressivo calo dei consolati nell'Europa occidentale a favore della presenza in Estremo Oriente, Asia centrale e Sud America.
La rete, specie quella consolare, si era infatti sviluppata nel dopoguerra riflettendo soprattutto i grandi flussi migratori italiani, in buona parte attestati nel vecchio Continente. Inoltre la necessità di una razionalizzazione che porti a un calo della spesa globale è stata dettata dalla rigida politica di rilancio, molto severa per il 2009: il taglio per gli Esteri è stato di circa 500 milioni di euro (su un totale di 2,5 miliardi), che andrà pesare per oltre 300 milioni sui fondi alla Cooperazione (tagli considerati transitori anche in vista degli impegni che l'Italia assumerà nella presidenza del G-8), oltre che sulla promozione culturale e l'assistenza degli italiani all'estero.
Per ridurre le spese la Farnesina (la cui "macchina" è guidata dal segretario generale, ambasciatore Giampiero Massolo) ha trasformato alcuni consolati in cancellerie consolari (Atene, Cairo, Madrid e Berna), ne ha soppressi altri (Lipsia, Chambery e Innsbruck) trasferendone le competenze ad altre rappresentanze, oltre a chiudere l'istituto italiano di cultura di Lille. Tutte operazioni che hanno attirato le proteste delle comunità degli italiani, organizzate nei Comites, che fanno pesare (o comunque tentano di farlo) il voto dei loro rappresentanti in Parlamento.
Anche un'ambasciata è stata chiusa, a Windhoek (Namibia), affidandole competenze consolari a Pretoria (Sud Africa): i rapporti diplomatici verranno tenuti direttamente da un rappresentante accreditato da Roma e sarà questo il primo caso di un nuovo modello che potrebbe essere adottato in futuro.
Ci sono poi figure emergenti: l'inviato speciale accreditato formalmente nei Paesi privi di ambasciata e l'inviato con incarichi specifici, diplomatico attivo in un'area (o in un Paese su specifiche materie) senza avere la titolarità dell'accreditamento, esperimento in atto nell'Asia centrale, «ma che potrebbe essere avviato anche nelle aree del Pacifico e dei Caraibi», osserva Carlo Oliva, vice segretario generale del ministero, che delle aperture: a Mosca il consolato è diventato "generale", a Dubai il prossimo 1 ° dicembre sarà aperto il consolato generale (finora c'era solo un'agenzia consolare) e un consolato sempre in dicembre sarà inaugurato a Chennay, la ex Madras, principale città del sud indiano.
E per il 2009? Difficile fare previsioni con questi numeri, ma certo in cima alla lista, appena la situazione politico-nucleare si sarà normalizzata, c'è la Corea del Nord.

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mercoledì 23 luglio 2008

Il mal di Roma del diplomatico

di Maurizio Caprara

Corriere della Sera, edizione Roma, 23 luglio 2008
Roma non fa bene ai diplomatici italiani e al resto del personate del ministero degli Esteri. Non soltanto perchè si guadagna meno rispetto a quando si è oltrefrontiera. Su alcuni la città deve avere l'effetto che ha lo zoo per certe belve incapaci di riprodursi in gabbia.
Tra le 6.901 persone stipendiate dalla Farnesina in Italia e fuori, la media delle assenze dal posto di lavoro retribuite, ferie escluse è stata nel 2007 di 9,56 giorni a testa. Tra le 4.809 persone in servizio all'estero, di 6,82. A farla salire sono stati i 2.092 addetti stanziali. Mica cifre terribili nella burocrazia, il ministero le pubblica su www.esteri.it. Ma certi dati risaltano.
Roma giova poco alla salute di vari dei 197 addetti alla Cooperazione allo sviluppo, in cima alla classifica con 22,58 giorni di assenze annuali. La medaglia d'argento al rovescio va a un settore che dovrebbe far marciare gli altri, l’'Ispettorato generale: 21,35 (però i dipendenti sono 34, potrebbero esserci ragioni specifiche). Alla Cooperazione il nuovo direttore generale Elisabetta Belloni avrà un ulteriore rnotivo per riorganizzare gli uffici. Tra i settori virtuosi, il Cerimoniale diretto da Leonardo Visconti di Modrone: 9,51. Speriamo che molte delle assenze si debbano a maternità e aggiornamento.

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lunedì 21 luglio 2008

Messaggio ai funzionari della Farnesina: coinvolgere i media internazionali

Il Mattino, 20 luglio 2008
«L’Italia è un Paese straordinario» ma che in alcune occasioni «sconta lentezze ed arretratezze. Vorrei quindi chiedere un vostro ulteriore impegno» per favorire presso i media internazionali «una migliore e più competitiva immagine del nostro Paese». È questo il senso di una lettera con cui il ministro degli Esteri, Franco Frattini, chiede agli ambasciatori italiani di «interpretare il ruolo di comunicatori». Per raggiungere questo obiettivo, nel suo messaggio Frattini scrive che fa parte di una volontà di relazione strutturale con i media da parte della Farnesina: «Le nostre ambasciate dovranno non solo trasmettere informazioni ai media locali ma anche adoperarsi affinché questi concedano uno spazio adeguato alla notizia».Cioè «bisognerà essere in grado di coinvolgere con metodo e continuità referenti in loco, intrattenendo con loro - dai direttori delle maggiori testate stampa e tv, ai giornalisti stranieri che seguono più da vicino la politica italiana, fino ai nostri corrispondenti - rapporti sistematici». Nell'annunciare che egli stesso sta «pensando di meglio modulare il formato» delle sue «missioni all'estero in funzione della comunicazione», Frattini rende noto che «il Servizio stampa sta elaborando in proposito un utile vademecum», e che è sua intenzione proporre «che nei corsi di pre-posting vengano previsti seminari di approfondimento sulle tematiche di comunicazione». Il ministro suggerisce inoltre ai diplomatici italiani di «stendere rapporti periodici, con cadenza mensile, sulle notizie che riguardano l'immagine dell'Italia e della Farnesina all’estero», anche per «abbattere gli eventuali stereotipi negativi e contribuire a creare nuovi modelli, autentici, che abbiano come riferimento la nostra identità».

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domenica 6 luglio 2008

LA NUOVA CREATURA DELLA FARNESINA TROVA SPAZIO NEI CORRIDOI DELLA DIPLOMAZIA IN ATTESA DI INIZIARE IL SUO VIAGGIO INTORNO AL MONDO

PRESENTATA OGGI LA COLLEZIONE EXPERIMENTA

ROMA\ aise\ 3 luglio 2008 - Sarà pure una felice coincidenza, ma, dopo la prima edizione qualche mese fa della mostra-mercato "Roma. The Road to Contemporary" ed il ritorno al Palazzo delle Esposizioni della Quadriennale, la scelta della Farnesina di ampliare la propria Collezione d’Arte Contemporanea volgendo lo sguardo alle ultime generazioni appare ai nostri occhi un sintomo vivo e felice di una nuova primavera culturale nel nostro Paese, dove, finalmente e a tutti i livelli, l’attenzione è rivolta alle recenti, recentissime creatività italiane. Non a caso molti dei giovani artisti scelti per partecipare alla Quadriennale di Roma, tutta concentrata sul fare artistico degli ultimi due decenni, compaiano con altre opere nella Collezione Experimenta della Farnesina.
Experimenta, appunto. Questo è il titolo del nuovo progetto fortemente voluto dalla direzione generale per la Promozione Culturale della Farnesina, che, realizzato tecnicamente in soli quattro mesi, con uno sforzo non indifferente, verrà presentato al pubblico sabato prossimo, 5 luglio, in occasione dell’ormai consueto appuntamento con "Farnesina Porte Aperte".
Intanto questa mattina, la Collezione Experimenta è stata presentata ai giornalisti, in una sala conferenze internazionali particolarmente affollata: tra artisti, responsabili del ministero degli Affari Esteri, ma anche del ministero per i Beni e le Attività Culturali - è di ieri la notizia dell’intesa fra Bondi e Frattini per la promozione della cultura italiana all’estero (vedi aise del 2 luglio 2008 h.14.27) -, erano presenti il sottosegretario Vincenzo Scotti, il direttore generale Gherardo La Francesca, l’Ambasciatore Umberto Vattani, oggi a capo dell’Ice, ma 10 anni fa ideatore, nella sua veste di segretario generale della Farnesina, della Collezione "madre", Maurizio Calvesi, al quale da allora è stata affidata la curatela della Collezione stessa, e due dei tre critici d’arte che lo hanno accompagnato in questa nuova avventura di Experimenta, Lorenzo Canova e Marisa Vescovo. Con loro ha fatto parte del Comitato scientifico anche Marco Meneguzzo.
In sala anche il presidente dell’Assemblea Generale dell’Onu, Srgjan Kerim, in questi giorni a Roma, la cui presenza oggi alla Farnesina, è stato sottolineato da più parti, testimonia e dà forza alla volontà politica di operare in modo sempre più concreto nel solco della diplomazia culturale.
Lo ha chiarito subito il sottosegretario Scotti. "Una delle funzioni fondamentali del ministero degli Affari Esteri è quella di presentare nel mondo l’Italia, che, prima di ogni altra cosa, è cultura, arte, architettura, creatività". Anche per questo, ha ricordato Scotti, a dimostrazione di quanto la dimensione culturale si stia affermando come componente vitale e indispensabile della nostra politica estera, il ministro Frattini ha scelto di ricoprire personalmente la delega alla Cultura. Per lo stesso motivo è nata la Collezione d’Arte Contemporanea del ministero, che oggi "si arricchisce di un nuovo sguardo al futuro", per "cogliere le nuove ed emergenti generazioni di artisti italiani, che hanno bisogno di essere sostenute" nel panorama italiano ed ancor più in quello mondiale. Ecco perché, seguendo il solco tracciato con successo dall’esperienza espositiva della Collezione Farnesina, tutt’ora in circuitazione, anche Experimenta, ha annunciato il sottosegretario, "è destinata a viaggiare nel mondo" e a presentare, "attraverso la rete culturale del ministero degli Affari Esteri", la vivace produzione artistica italiana al pubblico e ai mercati internazionali.
Experimenta seguirà, in particolare, i grandi appuntamenti mondiali dedicati all’arte contemporanea che si terranno nei prossimi due anni ad Atene, Istanbul, Lione, Mosca, Pechino, Shanghai, Sydney e San Paolo. A renderlo noto un entusiasta Gherardo La Francesca, che ha presentato il nuovo "ambizioso progetto ideato solo quattro mesi fa e portato a compimento con entusiasmo e intenso lavoro" dalla sua direzione generale e dal comitato scientifico. A questo è stato affidato il compito di selezionare 82 artisti rappresentativi dell’intero Paese, con il duplice obiettivo, ha spiegato sempre La Francesca, da un lato di "diffondere la conoscenza dell’arte italiana contemporanea" e dall’altro di "promuovere e sostenere gli artisti che, mettendo a frutto tensioni creative e linguaggi espressivi anche molto diversi, concorrono a tracciare il quadro ricco e variegato della creatività italiana nell’ambito più attuale delle arti visive". Ciò che ne è scaturito, si legge nell’intervento dello stesso direttore generale all’interno del catalogo Gangemi che accompagna la nascita di Experimenta, è "un percorso culturale avventuroso e sorprendente, in cui la giustapposizione di punti di vista anche radicalmente differenti, di tecniche e di linguaggi talora simili talora lontani riesce a dipanare la trama di un racconto a più voci, offrendoci una rilettura trasversale della realtà tumultuosa in cui siamo immersi", che però sempre tiene presenti gli elementi della "feconda" tradizione artistica italiana.
È stato un "bel lavoro di squadra", ha aggiunto Gherardo La Francesca, a testimonianza del fatto che "anche una amministrazione pubblica può muoversi con efficienza". Un lavoro iniziato peraltro già all’interno della direzione generale, che ha inteso definire le nuove strategie di intervento della politica cultura italiana non solo "sfruttando l’effetto rete" degli Istituti Italiani di Cultura all’estero, avviando così un processo virtuoso d’economia di scala, ma anche aprendo con essi un dialogo fruttuoso. Proprio da lì, dalle Conferenze d’area e poi da quella generale tenutasi nel mese di novembre alla Farnesina, è emersa infatti la richiesta di puntare sulle nuove creatività. E così è nata Experimenta, mentre è allo studio l’istituzione di una borsa di studio per consentire ad artisti di maggior talento di fruire di un periodo di formazione all’estero.
Per la verità esiste già il Premio New York, istituito dalla stessa direzione generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale insieme alla Italian Academy for Advanced Studies della Columbia University, che offre un programma di borse di studio riservato a giovani artisti italiani emergenti. Le opere vincitrici di questo premio sono esposte nei corridoi del quarto piano della Farnesina, tra gli uffici della direzione generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale. E accanto ad essi hanno trovato ora spazio le opere della Collezione Experimenta.
Dalla stampa di Matteo Basilé, che tanto simile è a quella esposta al Palazzo delle Esposizioni per il soggetto, inquietante e rassicurante al tempo stesso, e per il suo richiamo all’iconografia classica ed al barocco; all’enorme fotografia di Bianco e Valente, di fronte alla quale entra in gioco quella dualità tra corpo e mente che spinge il visitatore all’interno del tunnel scuro in movimento per scovare il volto della sagoma in esso ritratto. Dalla "Vanitas white flag" di Nicola Bolla, ricoperta di cristalli swarovski, ennesimo simbolo di una società basata sull’effimero, così come pure lo è la Venere trash di Enrica Borghi, scultura-installazione realizzata con unghie finte che rovescia lo stereotipo della bellezza femminile; alla denuncia sociale dell’ormai nota Gea Casolaro, che qui presenta "Le due città della fantasia (quella che cade dall’alto e quella che vive da basso)".
Dall’olio su tela di Francesco Cervelli, che, in un monocromo fortemente suggestivo, racchiude il pensiero umano in un liquido quasi amniotico; alla ingegnosità stravagante e surreale di Fulvio Di Piazza ed ai paesaggi fantascientifici di Paolo Consorti; sino agli scorci di metropoli industriali di Marco Verrelli, Mauro Reggio e Andrea Di Marco. Ed ancora, l’energia fisica in movimento, gli atti di forza degli umanoidi di Stefania Fabrizi ne "La Risalita" e la "Fantasia al potere" dipinta da Daniele Galliano; dall’irridente Laboratorio Saccardi con "I fiori del mare" al King Kong di Federico Solmi, che distrugge un mondo popolato di fast food, sesso e gioco d’azzardo. Quello stesso richiamato da Francesco De Grandi nel suo "Mac Poor".
Meravigliosi ed inquietanti, all’unisono, il "Volto" inumano di Federico Lombardo, monito alla manipolazione biologica, e il collage di Andrea Mastrovito, che ritrae una scena di guerra sulla quale campeggia la scritta: "These are the pale deaths which men miscall their lives: so to live is to die". Sembra quasi una icona della guerra la "madre" di Stefania Pignatelli Aragona, una icona arabo-bizantina, lo sguardo rivolto verso l’alto, intorno al volto file di chiodi, quasi una corona di spine. L’ombra del conflitto torna in "Tre di tre" di Alessandro Scarabello, un flash in cui si incrociano individui appartenenti a culture apparentemente inconciliabili.
Vorremmo poter citare tutte le opere e i loro artisti, perché davvero ne vale la pena, ma lasciamo a chi vorrà visitare sabato prossimo la Collezione il gusto di scoprire le tante opere di Experimenta.
La "nuova creatura" della Farnesina, l’ha definita Maurizio Calvesi, nella quale convivono, senza prevalere l’una sull’altra, e si alimentano vicendevolmente tecniche nuove e tradizione, pittura e video-arte, offrendo al visitatore un "panorama rassicurante sui prossimi sviluppi dell’arte", che non vive più in "bellicosa ostilità" con il passato, come fu sino agli anni Ottanta del secolo scorso per le avanguardie, bensì lo recupera e rivisita, riproponendolo attraverso nuove forme e strumenti. La raccolta - che come la precedente si basa sullo strumento del comodato d’uso - "offre un repertorio d’eccellenza, nel quale scrutare alla ricerca di quei segnali che sicuramente l’arte, attraverso i suoi migliori esponenti, sta lanciando in questo tempo, nel perseguire una sua rinnovata ragion d’essere anche pratica e sociale, al di là di quella radicata e ineliminabile ragion d’essere che l’arte ha in se stessa", far parlare lo spirito. (raffaella aronica\aise)

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giovedì 19 giugno 2008

LA FARNESINA PUBBLICA ON LINE TUTTE LE RETRIBUIZIONI DEI SUOI DIRIGENTI

ROMA\ aise\ 19 giugno 2008- In linea con il nuovo corso di disciplina e trasparenza dettato alla Pubblica Amministrazione dal nuovo ministro Renato Brunetta, oggi anche il ministero degli Affari Esteri ha pubblicato on line le retribuzioni dei suoi titolari di strutture dirigenziali e dei Consiglieri ministeriali della Farnesina.
E, dando un’occhiata ai dati, emerge subito che questo rientrano negli standard delle retribuzioni pubbliche, senza toccare picchi al di fuori della norma.
Qualche esempio. Se si guarda alle retribuzioni annue lorde liquidate nel 2007, comprensive della tredicesima mensilità, corrisposte ai gradi della carriera diplomatica titolari di struttura dirigenziale, si riscontra che quella del segretario generale della Farnesina è pari a 237.233 euro, mentre quella di un direttore generale con il grado di ambasciatore è pari a poco più di 205mila euro. Nel caso in cui il grado del direttore sia però di ministro plenipotenziario, allora la retribuzione si attesta tra i 188.443 e i 143.032 euro, per scendere a 126.566 se il grado è quello di consigliere d’ambasciata.
Queste cifre sono il risultato delle retribuzioni di posizione e delle retribuzioni di risultato, laddove quest’ultima vale un po’ come un bonus da target raggiunto. Essa è prevista, infatti, in particolari condizioni, quando cioé sono stati raggiunti risultati di particolare rilevanza: in questo caso si applica una maggiorazione del 20% sull'importo base, che nel 2007 è stata erogata a 42 funzionari diplomatici.
Si parla sempre di importi lordi, soggetti alle ritenute previdenziali, assistenziali e dell’Irpef (43%).
Facciamo qualche altro esempio, stavolta prendendo in considerazione le consulenze a valere sul plafond a disposizione della Farnesina per l’anno 2007. Fra queste si trovano due consulenti legali, quello dell’Unità di crisi e quello della direzione generale per la Promozione Culturale, che per 7 mesi, il primo, e due mesi, il secondo, hanno ricevuto rispettivamente 26.217 e 6mila euro lordi di retribuzione, ed il consulente psico-sociale (mobbing e pari opportunità) della direzione generale per il personale ha ricevuto, per 5 mesi di lavoro, 13.500 euro. Due i consulenti per la direzione generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie, entrambi impegnati al ministero per quattro mesi: quello per la cooperazione giudiaria penale ha ottenuto una retribuzione pari 24.300 euro lordi, mentre quello per la realizzazione del progetto Museo Nazionale dell’Emigrazione 25mila euro.
Tutte le retribuzioni sono consultabili liberamente sul sito internet della Farnesina www.esteri.it. (aise)

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martedì 1 maggio 2007

I molti traslochi della politica estera italiana

risponde SERGIO ROMANO

Corriere della Sera, 15 aprile 2007
Conoscendo il mio entusiasmo per il mondo diplomatico internazionale, accresciutosi dopo un tirocinio post laurea presso il ministero degli Esteri, un amico mi ha regalato un libro del Quai d' Orsay che valorizza le successive sedi della casa madre della diplomazia francese, nonché un analogo volume del Foreign Office. Nulla ho rinvenuto in Italia sul rapporto tra la diplomazia nazionale e le assai ben più prestigiose sedi che a Torino (Segreterie di Stato in Piazza Castello), Firenze (Palazzo Vecchio) e Roma (la Consulta, Palazzo Chigi, Villa Madama, la Farnesina) l' hanno ospitata. Potrebbe spiegarmi, le ragioni di tale disattenzione? miche.binci@tin.it

Caro Binci, davvero lei ignora l' esistenza di un libro che fa esattamente ciò che le sembra così desiderabile? Fingerò di credere alla sua disattenzione e cercherò di descriverlo. Il libro s'intitola «Dove la diplomazia incontra l'arte», è stato curato da un intelligente diplomatico, Ugo Colombo Sacco di Albiano, ed è una lunga carrellata storico-artistica attraverso i palazzi che hanno ospitato il ministero degli Esteri italiano dalla costituzione del Regno a oggi. I diplomatici hanno sempre scelto, per se stessi, i palazzi più belli delle loro capitali e li hanno sempre riempiti di quadri, arazzi, bronzi, argenti, porcellane. Il ministero degli Esteri è il salotto buono del Paese, il luogo da cui l'ospite straniero deve trarre la migliore delle impressioni possibili. Bisognerà quindi arredarlo con lusso, evitare se possibile di chiamarlo semplicemente «ministero» (un termine troppo burocratico) e dargli un nomignolo allusivo, confidenziale, una specie di strizzatina d' occhio a coloro che fanno parte della stessa corporazione. In Francia si chiama Quai d' Orsay, a Berlino durante il Secondo Reich e la Repubblica di Weimar si chiamava Friedrichstrasse, in Spagna Palazzo Santa Cruz, in Gran Bretagna Foreign Office. Persino il Dipartimento di Stato americano ha un nomignolo ironico: viene chiamato Foggy Bottom, fondo nebbioso, dal nome del vecchio quartiere di Washington in cui è sorto e forse dallo stile del linguaggio diplomatico. Incidentalmente, anche il Dipartimento di Stato, benché alloggiato in un edificio moderno piuttosto anonimo, ha un intero appartamento arredato con mobilio americano dell' epoca detta «colonial» (1750-1825). Da noi, grazie alle peregrinazioni della capitale e alle vicissitudini della politica italiana, il ministero degli Esteri ha preso il nome dei diversi palazzi in cui ha avuto sede. Colombo Sacco ci ricorda che è stato «palazzo delle Segreterie» quando era in Piazza Castello a Torino fino al 1865. È diventato «Palazzo Vecchio», fra il 1865 e il 1870, quando decise d' installare i suoi uffici nell' austera costruzione di piazza della Signoria a Firenze (castello e fortezza più che semplice palazzo) che Cosimo I aveva utilizzato come residenza ducale prima di trasferirsi a Palazzo Pitti. È stato «la Consulta» quando, dopo la presa di Roma nel settembre 1870, decise di occupare il palazzo che Ferdinando Fuga aveva costruito a un passo dal Quirinale per il tribunale d' appello dello Stato pontificio (oggi è occupato dalla Corte costituzionale). È stato «palazzo Chigi» quando Mussolini, ministro degli Esteri del suo primo governo, s' impadronì di quella che era stata sino al 1918 la sede dell' ambasciata d' Austria presso il Quirinale. I guai per la diplomazia italiana (una specie di shock culturale) cominciarono nel 1959 quando il ministero dovette lasciare Palazzo Chigi alla presidenza del consiglio e trasferirsi in una costruzione di 720.000 mq, larga 169 m e alta 51, che gli architetti Del Debbio, Foschini e Morpurgo avevano ideato per la gigantesca sede del Partito nazionale fascista in una zona paludosa dove fino a qualche anno prima «si andava con gli stivali e qualche volta in barca a caccia di beccaccini». Per superare lo shock fu deciso di attribuirgli un nome elegante (la vera Farnesina è quella costruita da Baldassare Peruzzi sulla riva destra del Tevere, dove ha sede oggi l' Accademia dei Lincei) e di fare dei suoi saloni di rappresentanza una sorta di museo dell'arte moderna italiana degli ultimi decenni. Lascio al lettore di questo bel libro giudicare in quale fra le sedi amorevolmente descritte da Colombo Sacco la politica estera italiana sia stata meglio alloggiata.
Romano Sergio

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