domenica 14 settembre 2008
"TRA COSMÈ TURA E FRANCESCO DEL COSSA": A COPENAGHEN FERRARA ALL'EPOCA DI BORSO D'ESTE" IN UNA CONFERENZA DELLA DANTE
COPENAGHEN\ aise\ 12 settembre 2008 - Settembre è un mese ricco di attività per la Dante Alighieri di Copenaghen, che, in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura danese, ha organizzato la conferenza "Tra Cosmè Tura e Francesco del Cossa. L’arte al tempo di Borso d’Este".
L’evento, che si terrà martedì prossimo, 16 settembre, a partire dalle ore 19.00, presso l’Auditorium dell’Istituto Italiano di Cultura, consentirà virtualmente di trasferirsi nella città rinascimentale di Ferrara all'epoca di Borso d'Este. E questo in compagnia di Luisa Carrà Borgatti, laureata in lettere antiche all’Università degli Studi di Bologna e già docente di italiano, latino e storia e preside in alcuni licei di Ferrara, dove dal 1983 è presidente del locale comitato della Dante Alighieri. Le iniziative da lei intraprese in Italia e all’estero sono state e sono innumerevoli.
"Borso era un raffinato uomo di corte e nei vent’anni del suo ducato garantì un periodo di pace e di prosperità rendendo la città un esempio per le piccole signorie limitrofe", ricorda Lucia Rota Andersen, che presiede la Dante fdi Copenaghen. Ludovico Ariosto nell’Orlando Furioso così scrisse: "di questo signor splendido ogni intento sarà che il popul suo viva contento". E Papa Pio II Piccolomini: "non si mostrò mai in pubblico senza essere adorno di gioielli". "È senz’altro un giudizio eccessivo se si pensa alle imprese politiche e culturali promosse dal duca", aggiunge la Rota Andersen.
"L’eta di Borso", prosegue, "fu una sorta di età dell’oro per la città. Le arti figurative fiorirono e ne abbiamo una chiara dimostrazione nel Palazzo dei Diamanti e in Palazzo Schifanoia, che sono stati cornici di una splendida mostra nel 2007. La decorazione del Salone dei Mesi a Palazzo Schifanoia presenta uno dei cicli decorativi più importanti del Rinascimento. Vi emergono le personalità di Francesco del Cossa e quella di Ercole de Roberti che hanno eleborato una suggestiva traduzione visiva della vita di corte, delle ambizioni politiche del duca, dell’interesse astrologico della società del tempo".
Al termine della conferenza, un concerto di musica rinascimentale de "Le donne di Ferrara" darà agli ospiti dell’Istituto l’illusione di essere alla corte estense e ascoltare ballate e madrigali di quei tempi. (aise)
L’evento, che si terrà martedì prossimo, 16 settembre, a partire dalle ore 19.00, presso l’Auditorium dell’Istituto Italiano di Cultura, consentirà virtualmente di trasferirsi nella città rinascimentale di Ferrara all'epoca di Borso d'Este. E questo in compagnia di Luisa Carrà Borgatti, laureata in lettere antiche all’Università degli Studi di Bologna e già docente di italiano, latino e storia e preside in alcuni licei di Ferrara, dove dal 1983 è presidente del locale comitato della Dante Alighieri. Le iniziative da lei intraprese in Italia e all’estero sono state e sono innumerevoli.
"Borso era un raffinato uomo di corte e nei vent’anni del suo ducato garantì un periodo di pace e di prosperità rendendo la città un esempio per le piccole signorie limitrofe", ricorda Lucia Rota Andersen, che presiede la Dante fdi Copenaghen. Ludovico Ariosto nell’Orlando Furioso così scrisse: "di questo signor splendido ogni intento sarà che il popul suo viva contento". E Papa Pio II Piccolomini: "non si mostrò mai in pubblico senza essere adorno di gioielli". "È senz’altro un giudizio eccessivo se si pensa alle imprese politiche e culturali promosse dal duca", aggiunge la Rota Andersen.
"L’eta di Borso", prosegue, "fu una sorta di età dell’oro per la città. Le arti figurative fiorirono e ne abbiamo una chiara dimostrazione nel Palazzo dei Diamanti e in Palazzo Schifanoia, che sono stati cornici di una splendida mostra nel 2007. La decorazione del Salone dei Mesi a Palazzo Schifanoia presenta uno dei cicli decorativi più importanti del Rinascimento. Vi emergono le personalità di Francesco del Cossa e quella di Ercole de Roberti che hanno eleborato una suggestiva traduzione visiva della vita di corte, delle ambizioni politiche del duca, dell’interesse astrologico della società del tempo".
Al termine della conferenza, un concerto di musica rinascimentale de "Le donne di Ferrara" darà agli ospiti dell’Istituto l’illusione di essere alla corte estense e ascoltare ballate e madrigali di quei tempi. (aise)
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lunedì 12 maggio 2008
GLI SPLENDIDI MOSAICI DI RAVENNA A COPENAGHEN
Speciale Cultura
COPENAGHEN\ aise\ 6 maggio 2008 - I celebri mosaici di Ravenna del V e VI secolo, conosciuti in tutto il mondo come splendidi capolavori dell’arte bizantina, saranno esposti Copenaghen. Certo non è possibile portare fin qui quelli custoditi nei sette edifici sacri della città italiana, ma in una mostra che si apre il 7 maggio al museo Thorvaldsen si potrà visitare un’esposizione di copie preziose, eseguite a grandezza naturale negli anni Cinquanta da grandi maestri del mosaico che ne hanno fatto delle riproduzioni perfettamente fedeli agli originali.
Il loro lavoro non si è limitato a riprodurre tutte le tessere con i loro toni cromatici e le loro posizioni, ma è riuscito a collocarle una per una in profondità diverse, a diversi livelli, così come avevano fatto gli antichi. Il risultato è quello che offrono a Ravenna gli splendidi mosaici originali, dove ad ogni spostamento il visitatore ha l’impressione di vedere immagini che si accendendono o si spengono, che brillano o scompaiono nell’ombra, dove gli ori e i colori sembrano dare alle figure una vitalità che suscita emozioni. Le immagini raffigurate rivelano il messaggio biblico ed i contenuti della sua teologia. Esemplari sono i mosaici della basilica di S.Vitale con i quadri imperiali di Teodora e di Giustiniano, ricchi di simbologie legate alla vittoria della cristianità e dell'impero romano d'oriente che espresse i suoi programmi di diritto, di civiltà e di cultura.
L’iniziativa di Copenaghen, promossa dall’Istituto Italiano di Cultura, è uno dei maggiori eventi organizzati nel cinquantesimo anniversario della presenza culturale italiana in Danimarca. La mostra, che si apre il 7 maggio alle ore 19 e durerà fino al 29 giugno, è organizzata in collaborazione con il Comune di Ravenna, la Regione Emilia Romagna e sotto il patrocinio dell’Ambasciatore d’Italia, Andrea Mochi Onory di Saluzzo, che presenzierà all’inaugurazione.
(l.s.\aise)
COPENAGHEN\ aise\ 6 maggio 2008 - I celebri mosaici di Ravenna del V e VI secolo, conosciuti in tutto il mondo come splendidi capolavori dell’arte bizantina, saranno esposti Copenaghen. Certo non è possibile portare fin qui quelli custoditi nei sette edifici sacri della città italiana, ma in una mostra che si apre il 7 maggio al museo Thorvaldsen si potrà visitare un’esposizione di copie preziose, eseguite a grandezza naturale negli anni Cinquanta da grandi maestri del mosaico che ne hanno fatto delle riproduzioni perfettamente fedeli agli originali.
Il loro lavoro non si è limitato a riprodurre tutte le tessere con i loro toni cromatici e le loro posizioni, ma è riuscito a collocarle una per una in profondità diverse, a diversi livelli, così come avevano fatto gli antichi. Il risultato è quello che offrono a Ravenna gli splendidi mosaici originali, dove ad ogni spostamento il visitatore ha l’impressione di vedere immagini che si accendendono o si spengono, che brillano o scompaiono nell’ombra, dove gli ori e i colori sembrano dare alle figure una vitalità che suscita emozioni. Le immagini raffigurate rivelano il messaggio biblico ed i contenuti della sua teologia. Esemplari sono i mosaici della basilica di S.Vitale con i quadri imperiali di Teodora e di Giustiniano, ricchi di simbologie legate alla vittoria della cristianità e dell'impero romano d'oriente che espresse i suoi programmi di diritto, di civiltà e di cultura.
L’iniziativa di Copenaghen, promossa dall’Istituto Italiano di Cultura, è uno dei maggiori eventi organizzati nel cinquantesimo anniversario della presenza culturale italiana in Danimarca. La mostra, che si apre il 7 maggio alle ore 19 e durerà fino al 29 giugno, è organizzata in collaborazione con il Comune di Ravenna, la Regione Emilia Romagna e sotto il patrocinio dell’Ambasciatore d’Italia, Andrea Mochi Onory di Saluzzo, che presenzierà all’inaugurazione.
(l.s.\aise)
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martedì 5 febbraio 2008
Il Duo Gazzana all'Istituto di Cultura di Copenaghen
News ITALIA PRESS, 5 febbraio 2008 - L'Istituto di Cultura di Copenaghen ospita oggi il concerto del Duo Gazzana. Il Duo è costituito dalle sorelle Natascia Gazzana, violinista, e da Raffaella Gazzana, pianista. Una solida formazione musicale, acquisita con l’assidua frequentazione di Maestri di chiara fama (fra cui Bruno Canino, Uto Ughi, Y. Menuhin, Pierre Arnoyal, Pavel Gililov) che ne hanno evidenziato le naturali doti musicali e decretato un notevole successo di critica e di pubblico. Una profonda cultura umanistica, coltivata parallelamente a quella musicale, permette al Duo di arricchire le proprie performances di nuove capacità espressive. Alle ore 19 presso l’Istituto Italiano di Cultura – Auditorium. News ITALIA PRESSEtichette: IIC_Copenaghen
mercoledì 30 gennaio 2008
Artisti italiani contemporanei espongono a Copenaghen
News ITALIA PRESS, 29 gennaio 2008
Copenaghen - Quali sono le tendenze dell’arte contemporanea, cosa rappresenta, quali linguaggi adottano gli artisti italiani del nostro tempo?
Ne darà uno spaccato la mostra ItaliArts che apre il 31 gennaio, nelle sale espositive dell’Istituto Italiano di Cultura (IIC) di Copenaghen. La mostra, organizzata in collaborazione con AURA, l’Associazione Artistico Culturale del Friuli-Venezia Giulia, conterrà un’ampia selezione di opere di artisti italiani che, pur provenendo prevalentemente dal Friuli e dalla zona del Triveneto, esprimono molte delle correnti, delle spinte e delle pulsioni che hanno caratterizzato l’arte in Italia nell’ultimo trentennio.
Nell’era in cui le nuove tecnologie hanno ridotto le distanze geografiche e si sono accentuate le assonanze fra gli artisti in campo internazionale, è interessante verificare in questa rassegna l’esistenza di una vocazione poetica, di una sensibilità che nonostante tutto discendono dalla storia dell’arte italiana. Come scrive Clara Bencivenga, Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura, nel catalogo realizzato per l’occasione "“gli artitisti italiani dell’ultima generazione si caratterizzano per un approccio critico e aperto ai diversi media, dalla pittura, alla scultura, dalle installazioni alla videoarte, pur lavorando sempre in continuità con l’identità artistica italiana".
La mostra ItaliArts rappresenta anche uno di quei momenti di intensi scambi internazionali divenuti essenziali nella cultura contemporanea per “promuovere occasioni di conoscenza, confronto e dibattito sui risultati di un lavoro che, nelle arti figurative, è in continua evoluzione”, scrive sempre nel catalogo il critico Enzo Santese. Non a caso questa esposizione giunge a Copenaghen dopo essere stata presentata a Vienna, Budapest, Cracovia , Stoccarda e nel corso del 2008 raggiungerà anche numerosi altri paesi europei.
Nella capitale danese l’esposizione si aprirà il 31 gennaio e nell’occasione Gianni Bardaro terrà un concerto con il suo complesso Sinestetic Jazz. ItaliArts resterà aperta fino al 15 febbraio. News ITALIA PRESS
Copenaghen - Quali sono le tendenze dell’arte contemporanea, cosa rappresenta, quali linguaggi adottano gli artisti italiani del nostro tempo?
Ne darà uno spaccato la mostra ItaliArts che apre il 31 gennaio, nelle sale espositive dell’Istituto Italiano di Cultura (IIC) di Copenaghen. La mostra, organizzata in collaborazione con AURA, l’Associazione Artistico Culturale del Friuli-Venezia Giulia, conterrà un’ampia selezione di opere di artisti italiani che, pur provenendo prevalentemente dal Friuli e dalla zona del Triveneto, esprimono molte delle correnti, delle spinte e delle pulsioni che hanno caratterizzato l’arte in Italia nell’ultimo trentennio.
Nell’era in cui le nuove tecnologie hanno ridotto le distanze geografiche e si sono accentuate le assonanze fra gli artisti in campo internazionale, è interessante verificare in questa rassegna l’esistenza di una vocazione poetica, di una sensibilità che nonostante tutto discendono dalla storia dell’arte italiana. Come scrive Clara Bencivenga, Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura, nel catalogo realizzato per l’occasione "“gli artitisti italiani dell’ultima generazione si caratterizzano per un approccio critico e aperto ai diversi media, dalla pittura, alla scultura, dalle installazioni alla videoarte, pur lavorando sempre in continuità con l’identità artistica italiana".
La mostra ItaliArts rappresenta anche uno di quei momenti di intensi scambi internazionali divenuti essenziali nella cultura contemporanea per “promuovere occasioni di conoscenza, confronto e dibattito sui risultati di un lavoro che, nelle arti figurative, è in continua evoluzione”, scrive sempre nel catalogo il critico Enzo Santese. Non a caso questa esposizione giunge a Copenaghen dopo essere stata presentata a Vienna, Budapest, Cracovia , Stoccarda e nel corso del 2008 raggiungerà anche numerosi altri paesi europei.
Nella capitale danese l’esposizione si aprirà il 31 gennaio e nell’occasione Gianni Bardaro terrà un concerto con il suo complesso Sinestetic Jazz. ItaliArts resterà aperta fino al 15 febbraio. News ITALIA PRESS
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martedì 4 dicembre 2007
I SOLISTI VENETI E IL LORO VIRTUOSISMO MUSICALE IN CONCERTO A COPENAGHEN
COPENAGHEN\ aise\ 4 dicembre 2007 - Si terrà domenica, 9 dicembre, alle ore 17.00, nella splendida sala centrale della Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen, un suggestivo concerto di elevatissima qualità musicale con i Solisti Veneti diretti da Claudio Scimone.
L’evento, organizzato in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura, si preannuncia memorabile, con una delle orchestre italiane più attive e prestigiose in campo mondiale grazie alle 400 incisioni discografiche e agli innumerevoli concerti che ha tenuto sui più importanti palcoscenici del mondo.
A Copenaghen, con un concerto dedicato alla Musica Divina, i Solisti Veneti presenteranno un itinenario musicale dal significato intimamente religioso, espresso però con quella gioia e quella vitalità che sono tipiche del virtuosismo acrobatico di cui da sempre sono campioni incontrastati.
Il programma presenta un caleidoscopico viaggio attraverso opere comprese fra il barocco ed il romantico, a partire dal grande Settecento veneziano di Antonio Vivaldi (1678-1741), con il concerto n.10 in si minore per quattro violini, violoncello e archi e con il concerto in re maggiore RV 93 per mandolino e archi. Seguono musiche di Giuseppe Tartini (1692-1770), Antonino Pasculli (1842-1924), Giovanni Bottesini (1821-1889) ed infine Gioacchino Rossini (1792-1868) con variazioni in bemolle maggiore per clarinetto e archi su temi di "Mosè in Egitto" e "La Donna del Lago".
In apertura, fuori programma, un omaggio alla Ny Carlsberg Glyptotek che ospita il concerto e che fra le sue opere esposte contiene la testa-ritratto dell’imperatrice romana Agrippina: i Solisti Veneti diretti da Claudio Scimone si esibiranno nella sinfonia di Georg Friederik Haendel dall’Opera "Agrippina".
Con questa serata e con un piccolo rinfresco che verrà offerto al termine del concerto, l’Istituto Italiano di Cultura intende anche introdurre le celebrazioni che avranno luogo nel corso del 2008 per festeggiare il suo 50° anniversario a Copenaghen. (aise)
L’evento, organizzato in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura, si preannuncia memorabile, con una delle orchestre italiane più attive e prestigiose in campo mondiale grazie alle 400 incisioni discografiche e agli innumerevoli concerti che ha tenuto sui più importanti palcoscenici del mondo.
A Copenaghen, con un concerto dedicato alla Musica Divina, i Solisti Veneti presenteranno un itinenario musicale dal significato intimamente religioso, espresso però con quella gioia e quella vitalità che sono tipiche del virtuosismo acrobatico di cui da sempre sono campioni incontrastati.
Il programma presenta un caleidoscopico viaggio attraverso opere comprese fra il barocco ed il romantico, a partire dal grande Settecento veneziano di Antonio Vivaldi (1678-1741), con il concerto n.10 in si minore per quattro violini, violoncello e archi e con il concerto in re maggiore RV 93 per mandolino e archi. Seguono musiche di Giuseppe Tartini (1692-1770), Antonino Pasculli (1842-1924), Giovanni Bottesini (1821-1889) ed infine Gioacchino Rossini (1792-1868) con variazioni in bemolle maggiore per clarinetto e archi su temi di "Mosè in Egitto" e "La Donna del Lago".
In apertura, fuori programma, un omaggio alla Ny Carlsberg Glyptotek che ospita il concerto e che fra le sue opere esposte contiene la testa-ritratto dell’imperatrice romana Agrippina: i Solisti Veneti diretti da Claudio Scimone si esibiranno nella sinfonia di Georg Friederik Haendel dall’Opera "Agrippina".
Con questa serata e con un piccolo rinfresco che verrà offerto al termine del concerto, l’Istituto Italiano di Cultura intende anche introdurre le celebrazioni che avranno luogo nel corso del 2008 per festeggiare il suo 50° anniversario a Copenaghen. (aise)
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martedì 13 novembre 2007
In ricordo di Giacomo Oreglia ...
Giacomo OregliaAttualità di Dante: presentato a Copenaghen libro di Giacomo Oreglia
INFORM - N. 224 - 23 novembre 2002
COPENAGHEN . Dante Alighieri, il grande poeta, il padre della lingua italiana, è ancora attuale, oggi, a distanza di 800 anni. Lo motiva Giacomo Oreglia nel suo libro "Dante - Liv, Verk og Samtid" (editore Hjalmarson & Högberg) presentato a Copenaghen nella sede dell'Istituto Italiano di Cultura e alla Dante Alighieri di Aarhus in due conferenze tenute dall'autore rispettivamente il 13 e il 15 novembre in presenza di un pubblico numeroso e appassionato. Un pubblico che nella capitale danese ha visto confluire anche molti soci della Dante Alighieri di Malmö e Lund (Svezia).
Oreglia ha dedicato la sua vita a promuovere la lingua e la cultura italiana in Svezia e in Scandinavia con moltissime iniziative che sono valse ad attribuirgli alcuni prestigiosi riconoscimenti come la Laurea "honoris causa" dell'Università di Stoccolma. Nel 1958 ha fondato e dirige tuttora la casa editrice di cultura Italica che ha pubblicato in svedese, con testo originale a fianco, alcuni dei maggiori autori italiani come Quasimodo, Montale, Saba, Ungaretti, Luzi. Ha tradotto in italiano opere di scrittori svedesi introdotte con articoli e saggi e ha ottenuto il raro consenso di Ingmar Bergman per tradurre alcuni manoscritti dei suoi film, che sono stati trasmessi per radio dalla Rai. Ha curato diverse antologie monografiche sui poeti svedesi, due antologie in svedese dedicate agli scrittori italiani classici e moderni, ha scritto opere su Giordano Bruno e su Tommaso Campanella, un libro sulla Commedia dell'Arte pubblicato recentemente in Svezia da Ordfront Förlag, e poi Dante: il libro già nominato e un poema ideologico-visionario dal titolo "Dante Anarca", che è stato musicato dal compositore Eliasson e trasmesso dalla radio svedese.
Giacomo Oreglia è senza dubbio un profondo conoscitore della cultura italiana e di quella svedese. Ciò nonostante forti dissidi avuti con alcuni settori dello Stato italiano negli anni Ottanta, lo hanno portato ad abbandonare il lavoro all'Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma e gli hanno dato molte amarezze. Tuttavia non ha mai perso la sua vivacità, il suo estro, la sua voglia di studiare, scrivere, comunicare. Perché Oreglia è anche un ottimo comunicatore, un uomo che ama il contatto con il pubblico, che non usa un linguaggio accademico e che sa avvincere gli ascoltatori. Forse nella figura di Dante scorge anche parti di sé quando, parlando al pubblico, sostiene che con la Divina Commedia il Poeta ha sempre destato grandi entusiasmi e grandi furori polemici.
Dante, dice Oreglia, era politicamente "scorretto", un libertario che non aveva rispetto per i potenti al punto da aver messo all'inferno cinque Papi per colpe gravissime, come la pederastia, che fa pensare ancora oggi al caso dei preti negli Stati Uniti. E Dante ha una grande attualità. La sua lingua è particolare, insieme dotta e semplice e il Poeta sa dare risposta a tutte le nostre problematiche, da quelle politiche a quelle religiose, culturali, sessuali. L'invito rivolto a chi lo ascolta è di studiarlo (anzi di portarsi sempre in tasca il "Dantino") perché leggendolo dice Oreglia di trovare ogni volta sempre qualcosa di nuovo. "Nella Divina Commedia troviamo una dinamica tensione, un fluido caleidoscopico, un'opera aperta che il lettore ha il compito di portare avanti nella sua interminabile realizzazione. Dante si proietta sempre nel futuro, fa riflettere sul destino del mondo. Eppure nel corso dei secoli è stato denigrato. Marx lo ha molto apprezzato, ma spesso è stato visto dal potere laico e curiale come un pensatore pericoloso verso le mire espansionistiche, trattato come un eretico da scomunicare. Era un francescano, un pauperista, un intellettuale militante che per i suoi ideali di libertà, di pace, di unità del mondo ha messo a rischio la sua vita. Per questo, afferma Oreglia, ai nostri tempi, di viltà, di mancanza di coraggio nell'esprimere le proprie opinioni, è ancora un modello a cui ispirarsi". (Inform)
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venerdì 28 settembre 2007
ALL’IIC DI COPENAGHEN LA PRESENTAZIONE DELLA MONDADORI NELL’ANNO DEL CENTENARIO DELLA SUA FONDAZIONE
COPENAGHEN\ aise\ 27 settembre 2007 - Fondata nel 1907, la storia della casa editrice Mondadori verrà presentata questo pomeriggio alle 18 nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen.
I primi cento anni di una delle più importanti case editrici italiane saranno illustrati al pubblico danese dallo scrittore Antonio Franchini, editor della Mondatori per la narrativa italiana. La serata, che vede la partecipazione degli editori danesi Borgen e Ferdinand, è resa prestigiosa dalla presenza di due scrittori di spicco: il noto Valerio Massimo Manfredi e il giovane ma già affermato Nicola Lecca, che leggeranno dei passaggi tratti dalle loro opere tradotte in danese.
Il centenario sarà dunque occasione per rivisitare la storia di un editore che ha segnato tanta parte della cultura - letteraria e non solo – del ‘900 italiano.
L’editoria italiana in generale, del resto, gode di ottima salute in Danimarca. Ciò è confermato non solo dalla popolarità degli scrittori summenzionati, di sovente presenti nella lista dei "top ten" dei libri più venduti in questo Paese, ma anche dal fatto che la scorsa estate il romanzo "Io uccido" del noto scrittore e showman italiano Giorgio Faletti è stato per molte settimane in testa alle classifiche delle vendite. (aise)
I primi cento anni di una delle più importanti case editrici italiane saranno illustrati al pubblico danese dallo scrittore Antonio Franchini, editor della Mondatori per la narrativa italiana. La serata, che vede la partecipazione degli editori danesi Borgen e Ferdinand, è resa prestigiosa dalla presenza di due scrittori di spicco: il noto Valerio Massimo Manfredi e il giovane ma già affermato Nicola Lecca, che leggeranno dei passaggi tratti dalle loro opere tradotte in danese.
Il centenario sarà dunque occasione per rivisitare la storia di un editore che ha segnato tanta parte della cultura - letteraria e non solo – del ‘900 italiano.
L’editoria italiana in generale, del resto, gode di ottima salute in Danimarca. Ciò è confermato non solo dalla popolarità degli scrittori summenzionati, di sovente presenti nella lista dei "top ten" dei libri più venduti in questo Paese, ma anche dal fatto che la scorsa estate il romanzo "Io uccido" del noto scrittore e showman italiano Giorgio Faletti è stato per molte settimane in testa alle classifiche delle vendite. (aise)
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martedì 27 febbraio 2007
IIC di Copenaghen: italiani e danesi vicini riguardo alla tutela dei beni culturali
Notiziario NIP - News ITALIA PRESS agenzia stampa - N° 40 - Anno XIV, 27 febbraio 2007
Copenaghen - "La Tavola Rotonda è stata un utile momento di confronto, che ha lasciato intravedere la possibilità di avvicinare la posizione italiana e quella danese riguardo alla tutela dei beni culturali, con la prospettiva di positivi sviluppi, anche perché è emersa da parte danese una certa disponibilità ad adeguare maggiormente la legislazione locale alle convenzioni internazionali" Così Emilio Canu, Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen.
La Danimarca e l'Italia sono pronte alla massima collaborazione reciproca nell'affrontare la spinosa questione dei reperti archeologici scavati ed esportati clandestinamente all'estero. Questa disponibilità al dialogo è stata ribadita nel corso di una tavola rotonda su "La tutela del patrimonio culturale italiano" che si è tenuta all'Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen su iniziativa dell'Ambasciata d'Italia. Così la nota stampa diffusa all'Istituto di Cultura.
L'iniziativa è servita a mettere a fuoco le posizioni dei due paesi e delle loro istituzioni culturali al fine di avviare un dialogo che aiuti a superare il contenzioso aperto a causa dell'acquisto, negli anni Settanta, da parte dal museo danese Carlsbeg Glyptotek di reperti sabini ed etruschi provenienti da scavi clandestini. Un contenzioso dovuto alla mancata collaborazione da parte dei dirigenti del Glyptotek che per anni hanno rifiutato di fornire informazioni alla giustizia italiana impegnata nelle indagini sui trafficanti d'arte e sui loro trasferimenti illeciti di beni preziosi . In una sala gremita e alla presenza dei direttori delle maggiori istituzioni culturali interessate alla questione in Danimarca, è intervenuto un panel di esperti italiani e danesi. A discutere e ad esaminare la complessa problematica relativa alla salvaguardia e al recupero dei beni sottratti in modo illegale, fra gli italiani sono intervenuti l'Avvocato dello Stato Maurizio Fiorilli, il direttore generale del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Anna Maria Reggiani, il generale Giovanni Nistri del Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.
Mentre fra i danesi hanno parlato il direttore della Biblioteca Nazionale Erling Koldin Nielsen e Frank Rachendorft Moeller del ministero della Cultura. Il saccheggio avvenuto in Italia nelle necropoli etrusche e sabine ha portato alla dispersione di un patrimonio culturale che avrebbe avuto un grande valore nel favorire la ricostruzione storica della civiltà italiana, hanno detto Anna Maria Reggiani e Maurizio Fiorilli. Quest'ultimo ha esposto gli aspetti giuridici e la legislazione italiana relativa alle questioni dibattute, ricordando anche le numerose convenzioni internazionali, fra cui quella dell'Unesco del 1970, che sanciscono il principio della restituzione dei beni culturali sottratti illegalmente al paese d'origine. Ma Fiorillo ha fatto appello anche ai principi etici e al loro valore al di là della disciplina nazionale e internazionale vigente. Dal ministero della Cultura danese questo appello è stato raccolto quando Moeller ha riferito che il ministro Brian Mikkelsen si aspetta che il Glyptotek compia tutti i passi necessari per cercare una soluzione con le autorità italiane e per avviare con loro una collaborazione costruttiva. News ITALIA PRESS
Copenaghen - "La Tavola Rotonda è stata un utile momento di confronto, che ha lasciato intravedere la possibilità di avvicinare la posizione italiana e quella danese riguardo alla tutela dei beni culturali, con la prospettiva di positivi sviluppi, anche perché è emersa da parte danese una certa disponibilità ad adeguare maggiormente la legislazione locale alle convenzioni internazionali" Così Emilio Canu, Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen.
La Danimarca e l'Italia sono pronte alla massima collaborazione reciproca nell'affrontare la spinosa questione dei reperti archeologici scavati ed esportati clandestinamente all'estero. Questa disponibilità al dialogo è stata ribadita nel corso di una tavola rotonda su "La tutela del patrimonio culturale italiano" che si è tenuta all'Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen su iniziativa dell'Ambasciata d'Italia. Così la nota stampa diffusa all'Istituto di Cultura.
L'iniziativa è servita a mettere a fuoco le posizioni dei due paesi e delle loro istituzioni culturali al fine di avviare un dialogo che aiuti a superare il contenzioso aperto a causa dell'acquisto, negli anni Settanta, da parte dal museo danese Carlsbeg Glyptotek di reperti sabini ed etruschi provenienti da scavi clandestini. Un contenzioso dovuto alla mancata collaborazione da parte dei dirigenti del Glyptotek che per anni hanno rifiutato di fornire informazioni alla giustizia italiana impegnata nelle indagini sui trafficanti d'arte e sui loro trasferimenti illeciti di beni preziosi . In una sala gremita e alla presenza dei direttori delle maggiori istituzioni culturali interessate alla questione in Danimarca, è intervenuto un panel di esperti italiani e danesi. A discutere e ad esaminare la complessa problematica relativa alla salvaguardia e al recupero dei beni sottratti in modo illegale, fra gli italiani sono intervenuti l'Avvocato dello Stato Maurizio Fiorilli, il direttore generale del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Anna Maria Reggiani, il generale Giovanni Nistri del Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.
Mentre fra i danesi hanno parlato il direttore della Biblioteca Nazionale Erling Koldin Nielsen e Frank Rachendorft Moeller del ministero della Cultura. Il saccheggio avvenuto in Italia nelle necropoli etrusche e sabine ha portato alla dispersione di un patrimonio culturale che avrebbe avuto un grande valore nel favorire la ricostruzione storica della civiltà italiana, hanno detto Anna Maria Reggiani e Maurizio Fiorilli. Quest'ultimo ha esposto gli aspetti giuridici e la legislazione italiana relativa alle questioni dibattute, ricordando anche le numerose convenzioni internazionali, fra cui quella dell'Unesco del 1970, che sanciscono il principio della restituzione dei beni culturali sottratti illegalmente al paese d'origine. Ma Fiorillo ha fatto appello anche ai principi etici e al loro valore al di là della disciplina nazionale e internazionale vigente. Dal ministero della Cultura danese questo appello è stato raccolto quando Moeller ha riferito che il ministro Brian Mikkelsen si aspetta che il Glyptotek compia tutti i passi necessari per cercare una soluzione con le autorità italiane e per avviare con loro una collaborazione costruttiva. News ITALIA PRESS
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mercoledì 21 febbraio 2007
LA TUTELA DEL PATRIMONIO CULTURALE ITALIANO" IN UNA TAVOLA ROTONDA ALL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI COPENAGHEN
COPENAGHEN\ aise\ 20 febbraio 2007 - Con una tavola rotonda, il 22 febbraio, all’Istituto Italiano di Cultura, torna all’ordine del giorno a Copenaghen la questione dei beni culturali sottratti clandestinamente all’Italia e venduti illegalmente a diversi musei del mondo.
Anche in Danimarca, negli anni Settanta, il Carlsberg Glyptotek acquistò in modo illecito una serie di preziosi reperti etruschi e la stampa danese ha riferito ampiamente del contenzioso che si è aperto con l’Italia sulla provenienza di questi beni culturali sottratti illegalmente e sulla mancata disponibilità ad offrire informazioni al magistrato italiano che segue i processi contro i trafficanti d’arte. Ma negli ultimi mesi sono stati compiuti molti passi che hanno aperto la strada ad una proficua collaborazione in questo campo fra i due Paesi.
Promuovendo la tavola rotonda su "La tutela del patrimonio culturale italiano" l’Ambasciata d’Italia si propone di offrire un’ulteriore opportunità di discussione e di chiarimento sulla problematica relativa ai controlli sui reperti acquisiti dai musei e all’eventuale restituzione di alcuni fra quelli di provenienza illecita.
Il dibattito si terrà giovedì 22 febbraio, fra le ore 16 e le ore 19, presso l’Istituto Italiano di Cultura, e alla discussione prenderà parte un illustre panel di esperti danesi ed italiani: Steen Hvass, Direttore Generale del Ministero della Cultura danese, l’On. Per Clausen, portavoce della Lista Unitaria, Erling Koldin Nielsen, direttore della Biblioteca Nazionale di Copenaghen, Anna Maria Reggiani, Direttore Genarle del MiBAC, ed il Gen. Giovanni Nistri del Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale, moderati dall’avvocato di Stato Maurizio Fiorilli. (aise)
Anche in Danimarca, negli anni Settanta, il Carlsberg Glyptotek acquistò in modo illecito una serie di preziosi reperti etruschi e la stampa danese ha riferito ampiamente del contenzioso che si è aperto con l’Italia sulla provenienza di questi beni culturali sottratti illegalmente e sulla mancata disponibilità ad offrire informazioni al magistrato italiano che segue i processi contro i trafficanti d’arte. Ma negli ultimi mesi sono stati compiuti molti passi che hanno aperto la strada ad una proficua collaborazione in questo campo fra i due Paesi.
Promuovendo la tavola rotonda su "La tutela del patrimonio culturale italiano" l’Ambasciata d’Italia si propone di offrire un’ulteriore opportunità di discussione e di chiarimento sulla problematica relativa ai controlli sui reperti acquisiti dai musei e all’eventuale restituzione di alcuni fra quelli di provenienza illecita.
Il dibattito si terrà giovedì 22 febbraio, fra le ore 16 e le ore 19, presso l’Istituto Italiano di Cultura, e alla discussione prenderà parte un illustre panel di esperti danesi ed italiani: Steen Hvass, Direttore Generale del Ministero della Cultura danese, l’On. Per Clausen, portavoce della Lista Unitaria, Erling Koldin Nielsen, direttore della Biblioteca Nazionale di Copenaghen, Anna Maria Reggiani, Direttore Genarle del MiBAC, ed il Gen. Giovanni Nistri del Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale, moderati dall’avvocato di Stato Maurizio Fiorilli. (aise)
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