lunedì 9 marzo 2009
ARTE&CULTURA/FARNESINA: PROSEGUONO CELEBRAZIONI CENTENARIO FUTURISMO
(ASCA) - Roma, 27 feb - Proseguono le manifestazioni culturali in occasione del Centenario della pubblicazione del Manifesto Futurista, presentato da Filippo Tommaso Marinetti il 20 febbraio 1909.
Dal 20 marzo al 3 maggio, il Vigeland-Museet di Oslo ospitera' la prima tappa della mostra ''Carte Futuriste'', curata da Davide Sandrini e Maurizio Scudiero e dedicata alla grafica futurista, che, rispondendo prontamente alle teorizzazioni marinettiane, ha saputo creare una nuova sensibilita' compositiva e un nuovo senso della visione, dominato dalla sovversione delle norme tradizionali in nome delle creativita'.
La mostra ha una particolare rilevanza per la capitale norvegese, spiega in un'intervista all'Asca per la newsletter ''Vetrina Italiana'' il direttore dell'IIC di Oslo Sergio Scapin, dal momento che Ivo Pannaggi, uno degli esponenti della corrente artistica, ''ha visstuto a lungo in Norvegia (dal 1949 al 1960 - ndr) e i suoi figli vi risiedono tuttora''.
Il linguaggio prescelto da Marinetti e fatto proprio dalla sua cerchia di giovani artisti e' quello pubblicitario, di forti tinte, sintesi delle forme e contrasti cromatici, che esprimono modernita' e vitalita' e vogliono catturare lo sguardo e l'immaginazione di un pubblico quanto piu' vasto possibile, cercato al di fuori dei musei e delle gallerie.
Promossa dal Ministero degli Affari Esteri, e organizzata dall'Istituto Italiano di Cultura, l'esposizione, per la quale si prevede la circuitazione in Europa nord-orientale (Bratislava, Monaco, Varsavia, Amburgo), offre con le sue 15 opere grafiche una panoramica completa degli autori che meglio hanno rappresentato l'avanguardia futurista: accanto a Balla si trovano disegni di Prampolini, Depero, Sironi e ancora Russolo, Severini, Carra' pre-metafisico e Boccioni.
L'Istituto Italiano di Cultura di Lubiana organizza il 3 marzo una conferenza dal titolo ''Futurismo e musica'', tenuta dal dottor Stefano Bianchi, curatore del Civico Museo Teatrale ''Carlo Schmidl'' di Trieste, responsabile della sezione Musicologia del ''Circolo della Cultura e delle Arti'' della stessa citta' e autore, per la LIM (Libreria Musicale Italiana) di Lucca, del volume ''La musica futurista. Ricerche e documenti''. Alla conferenza seguira' il concerto, con musiche di Mix, Kogoj, Balilla-Pratella e Casavola, del pianista Federico Consoli, docente di pianoforte presso l'Accademia di musica e canto corale di Trieste, nonche' artista affermato che vanta collaborazioni prestigiose, con solisti del calibro di Pavel Vernikov e Roberto Fabbriciani, e concerti in Italia, Austria, Slovenia, Croazia, Ungheria, Grecia, Turchia, Francia e Giappone.
A Berlino, Il museo Martin-Gropius-Bau ospitera' il 19 marzo la conferenza di Philippe Daverio ''L'estetica futurista'', un viaggio in compagnia del famoso e brillante storico dell'arte alla scoperta dei segreti e delle ragioni di un fenomeno culturale che sconvolse etica ed estetica degli inizi del XX secolo.
Presso l'Istituto di Cultura di Melbourne il 20 marzo e, successivamente, in quello di Sydney il 24 il celebre compositore e musicologo italiano Luciano Chessa, esperto di musica sperimentale del XX secolo e in particolare dell'Hip Pop italiano, terra' la conferenza ''Il suono del Futurismo'', in cui, oltre a presentare una lettura della poesia sonora futurista, parlera' anche di Luigi Russolo, il pittore che contribui' allo sviluppo del Futurismo con originali opere musicali e recitera' alcuni passi tratti da ''L'Arte dei Rumori'', mostrando alcuni modelli degli strumenti del maestro e sottolineando l'influenza di Leonardo da Vinci nei suoi progetti di costruzione.
Il 22 marzo, l'artista tedesco Rochus Aust (vincitore di importanti premi internazionali come trombettista, compositore ed artista visuale) e il suo ensemble, Re-Load Futura, propongono presso l'IIC di Giacarta ''Food Turismo'', un concerto visivo che ripropone lo spirito della cucina futurista, teorizzato nel ''Manifesto della cucina futurista'' del 1931, un'aperta critica alla societa' dei fast-food e alla cosiddetta ''globalizzazione del palato''.
Quello servito, sara' un pranzo solo immaginario, fatto di portate musicali e giochi di luce, dove lo ''stuzzica-palato'' diventera' ''stuzzica-udito'': tra un antipasto di ''cozze intuitive'', suonate da un trombettista abituato al mare, e un piatto di ''pollofiat'', servito secondo la ricetta originale del libro della cucina futurista, i commensali-spettatori potranno godere di un pasto fatto di musica e videoproiezioni fino al dessert, composto da artisti e musicisti che si offrono sui tavoli sparecchiati, mangiando se stessi con coltello e forchetta.
mlp/sam/alf
Dal 20 marzo al 3 maggio, il Vigeland-Museet di Oslo ospitera' la prima tappa della mostra ''Carte Futuriste'', curata da Davide Sandrini e Maurizio Scudiero e dedicata alla grafica futurista, che, rispondendo prontamente alle teorizzazioni marinettiane, ha saputo creare una nuova sensibilita' compositiva e un nuovo senso della visione, dominato dalla sovversione delle norme tradizionali in nome delle creativita'.
La mostra ha una particolare rilevanza per la capitale norvegese, spiega in un'intervista all'Asca per la newsletter ''Vetrina Italiana'' il direttore dell'IIC di Oslo Sergio Scapin, dal momento che Ivo Pannaggi, uno degli esponenti della corrente artistica, ''ha visstuto a lungo in Norvegia (dal 1949 al 1960 - ndr) e i suoi figli vi risiedono tuttora''.
Il linguaggio prescelto da Marinetti e fatto proprio dalla sua cerchia di giovani artisti e' quello pubblicitario, di forti tinte, sintesi delle forme e contrasti cromatici, che esprimono modernita' e vitalita' e vogliono catturare lo sguardo e l'immaginazione di un pubblico quanto piu' vasto possibile, cercato al di fuori dei musei e delle gallerie.
Promossa dal Ministero degli Affari Esteri, e organizzata dall'Istituto Italiano di Cultura, l'esposizione, per la quale si prevede la circuitazione in Europa nord-orientale (Bratislava, Monaco, Varsavia, Amburgo), offre con le sue 15 opere grafiche una panoramica completa degli autori che meglio hanno rappresentato l'avanguardia futurista: accanto a Balla si trovano disegni di Prampolini, Depero, Sironi e ancora Russolo, Severini, Carra' pre-metafisico e Boccioni.
L'Istituto Italiano di Cultura di Lubiana organizza il 3 marzo una conferenza dal titolo ''Futurismo e musica'', tenuta dal dottor Stefano Bianchi, curatore del Civico Museo Teatrale ''Carlo Schmidl'' di Trieste, responsabile della sezione Musicologia del ''Circolo della Cultura e delle Arti'' della stessa citta' e autore, per la LIM (Libreria Musicale Italiana) di Lucca, del volume ''La musica futurista. Ricerche e documenti''. Alla conferenza seguira' il concerto, con musiche di Mix, Kogoj, Balilla-Pratella e Casavola, del pianista Federico Consoli, docente di pianoforte presso l'Accademia di musica e canto corale di Trieste, nonche' artista affermato che vanta collaborazioni prestigiose, con solisti del calibro di Pavel Vernikov e Roberto Fabbriciani, e concerti in Italia, Austria, Slovenia, Croazia, Ungheria, Grecia, Turchia, Francia e Giappone.
A Berlino, Il museo Martin-Gropius-Bau ospitera' il 19 marzo la conferenza di Philippe Daverio ''L'estetica futurista'', un viaggio in compagnia del famoso e brillante storico dell'arte alla scoperta dei segreti e delle ragioni di un fenomeno culturale che sconvolse etica ed estetica degli inizi del XX secolo.
Presso l'Istituto di Cultura di Melbourne il 20 marzo e, successivamente, in quello di Sydney il 24 il celebre compositore e musicologo italiano Luciano Chessa, esperto di musica sperimentale del XX secolo e in particolare dell'Hip Pop italiano, terra' la conferenza ''Il suono del Futurismo'', in cui, oltre a presentare una lettura della poesia sonora futurista, parlera' anche di Luigi Russolo, il pittore che contribui' allo sviluppo del Futurismo con originali opere musicali e recitera' alcuni passi tratti da ''L'Arte dei Rumori'', mostrando alcuni modelli degli strumenti del maestro e sottolineando l'influenza di Leonardo da Vinci nei suoi progetti di costruzione.
Il 22 marzo, l'artista tedesco Rochus Aust (vincitore di importanti premi internazionali come trombettista, compositore ed artista visuale) e il suo ensemble, Re-Load Futura, propongono presso l'IIC di Giacarta ''Food Turismo'', un concerto visivo che ripropone lo spirito della cucina futurista, teorizzato nel ''Manifesto della cucina futurista'' del 1931, un'aperta critica alla societa' dei fast-food e alla cosiddetta ''globalizzazione del palato''.
Quello servito, sara' un pranzo solo immaginario, fatto di portate musicali e giochi di luce, dove lo ''stuzzica-palato'' diventera' ''stuzzica-udito'': tra un antipasto di ''cozze intuitive'', suonate da un trombettista abituato al mare, e un piatto di ''pollofiat'', servito secondo la ricetta originale del libro della cucina futurista, i commensali-spettatori potranno godere di un pasto fatto di musica e videoproiezioni fino al dessert, composto da artisti e musicisti che si offrono sui tavoli sparecchiati, mangiando se stessi con coltello e forchetta.
mlp/sam/alf
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FARNESINA: IIC OSLO APRE SPORTELLO ON-LINE PER NORVEGESI IN ITALIA
(ASCA) - Roma, 27 feb 2009 - Un sportello on-line nel quale i norvegesi che intendono recarsi in Italia ed entrare in contatto con la realta' del nostro Paese possono trovare tutte le informazioni utili. E' solo un esempio di come l'Istituto Italiano di Cultura di Oslo sfrutta le nuove tecnologie per migliore la sua azione di promozione della cultura italiana nel Paese scandinavo. ''Il progetto piu' importante che abbiamo in cantiere - afferma in un'intervista all'Asca per la newsletter ''Vetrina italiana'' il direttore dell'IIC di Oslo, Sergio Scapin - e' uno sportello nel quale metteremo dentro tutte le informazioni utili ai norvegesi che vengono in Italia e cercano di mettersi in contatto con la nostra realta'''. ''Il vantaggio di iniziative del genere - spiega Scapin - e' che c'e' una comunicazione a doppio senso: da un lato istituzionale, mentre dall'altro e' possibile fare domande e commenti''. Secondo il direttore dell'IIC della capitale norvegese, ''se si pensa a questo tipo di comunicazione diretta credo che l'Istituto sia all'avanguardia e vada nella direzione indicata'' dal Direttore Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale, Gherardo La Francesca, su un maggiore impiego delle nuove tecnologie. Il lancio di questo sportello telematico, assicura Scapin, ''avverra' nel giro di un mese''. Ma l'utilizzo di nuove tecnologie da parte dell'IIC di Oslo non si ferma qui. Scapin spiega che sul sito dell'Istituto (www.iicoslo.com) e' gia' attiva una sezione ''Comunicazioni'', in cui si puo' trovare ''tutto quello che a che vedere con l'Italia e che succede in Norvegia''. C'e' poi un bollettino dove si possono consultare le informazioni sui bandi di concorso e sui premi internazionali.Il sito ospita infine una rassegna stampa sulle attivita' dell'Istituto. Scapin sottolinea che ''per razionalizzare i costi di gestione, stiamo contattando il pubblico attraverso e-mail'', aggiungendo che ''il programma degli eventi viene pubblicato sia in formato cartaceo che elettronico, ma progressivamente il primo verra' eliminato''. Per migliorare la sua azione, l'IIC di Oslo si sta inoltre ''adoperando per individuare le istituzioni e gli enti norvegesi con cui collaborare in maniera propositiva per la realizzazione di iniziative culturali all'interno dell'Istituto ma anche al suo esterno, rendendole piu' fruibili e visibili''. Sono davvero numerosi gli eventi che l'Istituto organizzera' tra marzo e maggio, a cominciare dal concerto italo-norvegese ''Urban Jazz'' con il sassofonista italiano Emanuele Cisi e i suoi amici norvegesi Freddy Hoel Nilsen, Jan Olav Renvag e Lars Erik Norum, in programma il 4 marzo.Tra l'11 al 17 marzo ci sara' poi la proiezione di quattro film del regista Paolo Sorrentino: ''Il Divo'', ''L'amico di famiglia'', ''Le conseguenze dell'amore'' e ''L'uomo in piu'''. Tra il 26 marzo al 28 maggio infine, sono in programma tre conferenze e una mostra dal titolo ''Unplugged Italy'' in cui verranno messe a confronto le architetture contemporanee italiana e norvegese.
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mercoledì 28 gennaio 2009
1959-2009: 50 anni di cultura italiana in Norvegia con la Società Dante
News ITALIA PRESS, 26 gennaio 2009
Bergen - La scorsa settimana la Società Dante Alighieri ha festeggiato nel suo comitato di Bergen i 50 anni di attività.
Alle celebrazioni hanno partecipato oltre all'ambasciatore d'Italia ad Oslo, Rosa Anna Coniglio Papalia, il Vice console Onorario d'Italia a Bergen Eric Nordgreen, il Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Oslo, Sergio Scapin, anche la presidenza centrale della Dante Alighieri ed Segretario Generale Alessandro Masi.
«Il norvegese è attratto dall'Italia soprattutto per la bellezza della lingua e per il prestigio culturale - spiega Lise Sunnana, dal 2003 Presidente del Comitato di Bergen della Società Dante Alighieri,- in particolare dell'arte e dell'architettura. Infatti è molto alta la percentuale di viaggi tematici nel Belpaese alla scoperta delle sue ricchezze paesaggistico-artistiche».
Sempre il Presidente Sunnana aggiunge anche come i festeggiamenti per questo anniversario siano importanti e costituiscano un evento straordinario. "I festeggiamenti per questo incredibile traguardo raggiunto - continua il presidente Sunnana - costituiscano un evento straordinario, al punto che nell'ultima assemblea organizzativa svolta con gli altri Comitati norvegesi non si siano affrontati altri argomenti programmatici per il 2009".
Il comitato della Dante Alighieri si è costituito nel 1959 a Bergen sotto la Presidenza del Viceconsole J. R. Mack.
Subito dai primi anni sessanta il comitato inizia con le prime attività culturali tutte incentrate su Dante, il sommo poeta e sul premio nobel Quasimodo.
Nel 1962 viene inaugurata la nuova sede della "Dante" presso il Centro Culturale Italiano. In quegli anni, la Sede Centrale dona al Comitato un cospicuo numero di volumi per la costituzione di una biblioteca italiana e concede varie borse di studio per gli studenti più meritevoli. Nel 1978 viene eletta Presidente la Sig.ra Ann Magrit Savold, che nel 1983 è premiata dalla Sede Centrale con il diploma di benemerenza per la sua opera di intensa italianità. Nel 1984 si festeggia il 25° anniversario del Comitato, in quel periodo presieduto dal prof. Kolbjorn Blücher, primo docente di italiano dell'Università di Bergen. Nello stesso anno vengono istituiti i corsi di italiano in collaborazione con il Centro Culturale Italiano. Intanto prosegue incessante l'organizzazione di conferenze e incontri culturali. "La Società Dante Alighieri in Norvegia - conclude la presidente Sunnana - ha un ottimo rapporto con le rappresentanze italiane in loco, in particolare con l'Ambasciata d'Italia a Oslo e con il Consolato Onorario di Bergen. Un ringraziamento particolare vorrei rivolgerlo al Centro Culturale Italiano di Bergen, che lavora a stretto contatto con il nostro Comitato praticamente da 50 anni". Per informazioni: http://www.dantealighieri.blogspot.com/ , dante@centroit.org
r.r. News ITALIA PRESS
Bergen - La scorsa settimana la Società Dante Alighieri ha festeggiato nel suo comitato di Bergen i 50 anni di attività.
Alle celebrazioni hanno partecipato oltre all'ambasciatore d'Italia ad Oslo, Rosa Anna Coniglio Papalia, il Vice console Onorario d'Italia a Bergen Eric Nordgreen, il Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Oslo, Sergio Scapin, anche la presidenza centrale della Dante Alighieri ed Segretario Generale Alessandro Masi.
«Il norvegese è attratto dall'Italia soprattutto per la bellezza della lingua e per il prestigio culturale - spiega Lise Sunnana, dal 2003 Presidente del Comitato di Bergen della Società Dante Alighieri,- in particolare dell'arte e dell'architettura. Infatti è molto alta la percentuale di viaggi tematici nel Belpaese alla scoperta delle sue ricchezze paesaggistico-artistiche».
Sempre il Presidente Sunnana aggiunge anche come i festeggiamenti per questo anniversario siano importanti e costituiscano un evento straordinario. "I festeggiamenti per questo incredibile traguardo raggiunto - continua il presidente Sunnana - costituiscano un evento straordinario, al punto che nell'ultima assemblea organizzativa svolta con gli altri Comitati norvegesi non si siano affrontati altri argomenti programmatici per il 2009".
Il comitato della Dante Alighieri si è costituito nel 1959 a Bergen sotto la Presidenza del Viceconsole J. R. Mack.
Subito dai primi anni sessanta il comitato inizia con le prime attività culturali tutte incentrate su Dante, il sommo poeta e sul premio nobel Quasimodo.
Nel 1962 viene inaugurata la nuova sede della "Dante" presso il Centro Culturale Italiano. In quegli anni, la Sede Centrale dona al Comitato un cospicuo numero di volumi per la costituzione di una biblioteca italiana e concede varie borse di studio per gli studenti più meritevoli. Nel 1978 viene eletta Presidente la Sig.ra Ann Magrit Savold, che nel 1983 è premiata dalla Sede Centrale con il diploma di benemerenza per la sua opera di intensa italianità. Nel 1984 si festeggia il 25° anniversario del Comitato, in quel periodo presieduto dal prof. Kolbjorn Blücher, primo docente di italiano dell'Università di Bergen. Nello stesso anno vengono istituiti i corsi di italiano in collaborazione con il Centro Culturale Italiano. Intanto prosegue incessante l'organizzazione di conferenze e incontri culturali. "La Società Dante Alighieri in Norvegia - conclude la presidente Sunnana - ha un ottimo rapporto con le rappresentanze italiane in loco, in particolare con l'Ambasciata d'Italia a Oslo e con il Consolato Onorario di Bergen. Un ringraziamento particolare vorrei rivolgerlo al Centro Culturale Italiano di Bergen, che lavora a stretto contatto con il nostro Comitato praticamente da 50 anni". Per informazioni: http://www.dantealighieri.blogspot.com/ , dante@centroit.org
r.r. News ITALIA PRESS
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giovedì 16 ottobre 2008
L’INCONTRO CON LA SCRITTRICE SIMONETTA AGNELLO HORNBY APRE AD OSLO LA SETTIMANA DELLA LINGUA ITALIANA NEL MONDO
OSLO\ aise\16 ottobre 2008 - La scrittrice Simonetta Agnello Hornby darà il via alla serie di iniziative organizzate dall’Istituto Italiano di Cultura di Oslo nell’ambito dell’ottava edizione della Settimana della Lingua italiana nel Mondo.
Grazie alla collaborazione con la casa editrice Pax Forlag, la scrittrice incontrerà il pubblico di Oslo lunedì, 20 ottobre, presso la nuova Casa della Letteratura di Oslo, prestigiosa istituzione inaugurata nell’autunno 2007. L’incontro sarà condotto dal noto editorialista Simen Ekern del quotidiano Dagbladet di Oslo, che intervisterà la scrittrice relazionandosi ai suoi lavori editoriali, tra i quali, i due volumi usciti in Norvegia: "La Mennulara" (Mandelplukkersken, 2005, Pax Forlag, traduzione a cura di Tommy Watz) e la recente traduzione di "La zia marchesa" (Arvetanten, 2008, Pax Forlag, traduzione a cura di Tommy Watz).
Durante la sua visita in Norvegia Simonetta Agnello Hornby incontrerà inoltre gli studenti delle due principali Università della Norvegia, l’Università di Oslo e l’Università di Bergen, tenendo una conferenza rispettivamente dal titolo "Il mestiere di scrittore" e "Il sorprendente sviluppo della letteratura siciliana dopo l'unificazione. La genesi dei romanzi "La Mennullara" "La zia marchesa"".
Simonetta Agnello Hornby è nata a Palermo nel 1945. Avvocato minorile e giudice, ha concluso gli studi giuridici in Inghilterra, dove risiede dal 1972. Attualmente è presidente del Tribunale di Special Educational Needs and Disability di Londra. Lo studio legale da lei fondato nel quartiere londinese di Brixton si occupa principalmente della comunità di colore e di quella mussulmana.
Accanto all’attività legale, Simonetta Agnello Hornby ha scritto 3 romanzi di successo ambientati in Sicilia e pubblicati da Feltrinelli. Il primo di questi, "La Mennulara" (2002), che racconta la vita di una raccoglitrice di mandorle in Sicilia, si è rivelato un bestseller tradotto in 12 lingue, vincitore di numerosi premi come il "Premio Letterario Forte Village" (2003), il "Premio Stresa di Narrativa", "Alassio 100 libri" ed il "Premio Casino de Santiago"; è stato inoltre finalista ai premi "Marisa Rusconi" e "dei Lettori".
Nel 2004 esce "La zia marchesa", che racconta la storia di Costanza Safamita, unica erede di una nobile famiglia siciliana, ed in seguito "Boccamurata" (2007), romanzo che chiude la trilogia e che narra le vicende di Tito sulle tracce della propria vera madre. (aise)
Grazie alla collaborazione con la casa editrice Pax Forlag, la scrittrice incontrerà il pubblico di Oslo lunedì, 20 ottobre, presso la nuova Casa della Letteratura di Oslo, prestigiosa istituzione inaugurata nell’autunno 2007. L’incontro sarà condotto dal noto editorialista Simen Ekern del quotidiano Dagbladet di Oslo, che intervisterà la scrittrice relazionandosi ai suoi lavori editoriali, tra i quali, i due volumi usciti in Norvegia: "La Mennulara" (Mandelplukkersken, 2005, Pax Forlag, traduzione a cura di Tommy Watz) e la recente traduzione di "La zia marchesa" (Arvetanten, 2008, Pax Forlag, traduzione a cura di Tommy Watz).
Durante la sua visita in Norvegia Simonetta Agnello Hornby incontrerà inoltre gli studenti delle due principali Università della Norvegia, l’Università di Oslo e l’Università di Bergen, tenendo una conferenza rispettivamente dal titolo "Il mestiere di scrittore" e "Il sorprendente sviluppo della letteratura siciliana dopo l'unificazione. La genesi dei romanzi "La Mennullara" "La zia marchesa"".
Simonetta Agnello Hornby è nata a Palermo nel 1945. Avvocato minorile e giudice, ha concluso gli studi giuridici in Inghilterra, dove risiede dal 1972. Attualmente è presidente del Tribunale di Special Educational Needs and Disability di Londra. Lo studio legale da lei fondato nel quartiere londinese di Brixton si occupa principalmente della comunità di colore e di quella mussulmana.
Accanto all’attività legale, Simonetta Agnello Hornby ha scritto 3 romanzi di successo ambientati in Sicilia e pubblicati da Feltrinelli. Il primo di questi, "La Mennulara" (2002), che racconta la vita di una raccoglitrice di mandorle in Sicilia, si è rivelato un bestseller tradotto in 12 lingue, vincitore di numerosi premi come il "Premio Letterario Forte Village" (2003), il "Premio Stresa di Narrativa", "Alassio 100 libri" ed il "Premio Casino de Santiago"; è stato inoltre finalista ai premi "Marisa Rusconi" e "dei Lettori".
Nel 2004 esce "La zia marchesa", che racconta la storia di Costanza Safamita, unica erede di una nobile famiglia siciliana, ed in seguito "Boccamurata" (2007), romanzo che chiude la trilogia e che narra le vicende di Tito sulle tracce della propria vera madre. (aise)
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mercoledì 24 settembre 2008
Claudia Cardinale ospite d’onore ad Oslo
L'attrice italiana sarà nella capitale norvegese il prossimo 1 ottobre, nell'ambito della rassegna cinematografica su Luchino Visconti organizzata dal locale IIC e dall'Ambasciata d'ItaliaItalplanet.it, 23 settembre 2008
Molto atteso dal pubblico di Oslo l'arrivo dell'attrice Claudia Cardinale che sarà ospite d'onore alla proiezione del film "Il Gattopardo" previsto per mercoledì 1 ottobre presso la prestigiosa sala della Cineteca Nazionale di Oslo.
L'evento si inserisce nel fitto calendario della rassegna cinematografica su "Luchino Visconti" organizzata dall'Istituto Italiano di Cultura e dall'Ambasciata d'Italia ad Oslo, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri, Cinecittà Holding e Norwegian Film Institut di Oslo. Oltre al "Gattopardo" il calendario prevede nei suoi ben due mesi di rassegna (dal 3 settembre al 31 ottobre 2008) la proiezione di grandi capolavori del regista, considerati pietre miliari della storia del cinema, non solo italiano ma internazionale.
La presenza di Claudia Cardinale vuole quindi incoronare questa importante iniziativa, che nasce per dare testimonianza al pubblico norvegese dell'intramontabile fascino che ha sempre contraddistinto il maestro del Neorealismo italiano già, tra l'altro, conosciuto ed amato nel mondo scandinavo. L'omaggio che Claudia Cardinale ha voluto così concedere alla capitale norvegese sarà accolto con grande entusiasmo dal pubblico locale che, numeroso, attende con grande gioia di poter conoscere più da vicino una delle grandi protagoniste del cinema italiano che concederà in apertura di serata un'intervista condotta dal noto traduttore ed esperto di cinema italiano, Jon Rognlien.
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venerdì 22 agosto 2008
"PATTERNS OF IDENTITY": LA MOSTRA DELL’ITALIANA LOSI AD OSLO GRAZIE ALL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA
OSLO\ aise\ 22 agosto 2008 - Al Museo Stenersen di Oslo dal 28 agosto al 5 ottobre 2008 si terrà la mostra "Patterns of Identity", dell’artista italiana Claudia Losi. L’esposizione è organizzata dal Museo Stenersen di Oslo in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Oslo.La mostra "Patterns of Identity" è la prima personale in Norvegia della celebre artista italiana contemporanea. I lavori della Losi sono spesso delle riflessioni sul tempo e sul luogo: il suo costante interesse per la natura è il filo rosso di congiunzione.
La combinazione di un forte contenuto concettuale e il peso dell’opera artigianale hanno generato un’ampia gamma di lavori che fanno riflettere e che sono visivamente stimolanti. Claudia Losi si esprime in molti modi diversi, dal video e fotografia alle sculture, installazioni, cucito e ricamo. Il suo uso particolare dei tessuti si arricchisce di metafore e di storie diverse tra loro.
I suoi lavori esprimono l'universale ed il personale, le diversità culturali, le tradizioni e l'identità.
Nata a Piacenza nel 1971, la Losi ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Bologna e presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, sempre a Bologna. Partecipa a workshops in Italia e trascorre periodi di studio all’estero.
Vive e lavora a Piacenza. La sua ricerca si focalizza sul rapporto dell’uomo e l’ambiente che lo circonda e sulle relazioni tra l’individuo e la collettività.
Le sue "personali" sono state esposte in Italia, in Ecuador, in Germania, in Spagna, all’Istituto Italiano di Cultura di Washington, e in Svezia. (aise)
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lunedì 11 febbraio 2008
"Il dizionario del nuovo design italiano" sara' presentato a Oslo
News ITALIA PRESS, 11 marzo 2008Oslo - Conferenza di Alessandro Guerriero su "Il dizionario del nuovo design italiano" il prossimo 4 marzo all'Istituto Italiano di Cultura (IIC) di Oslo
Nella sua attitudine a perdersi e a ritrovarsi, a sfuggire alle regole per poi rientrare in altre nuove, oggi il design esprime in maniera errabonda il suo desiderio di dilatazione.
I designers nuovi sono dei solitari girovaghi che qua e là mettono in scena la loro “commedia dell'arte”. "Per questa ipotesi di dizionario ne ho cercati alcuni che mi hanno attratto. Avrei potuto trovarne altri, dato che molti ne conosco: la curiosità che destano è proporzionale alla tensione poetica sottesa ai loro oggetti. Ho notato, autore per autore, certi atteggiamenti generali, non solo mirati alla nostra disciplina. Tutti posso elencarli in un nuovo dizionario. Fanno parte di quei 'nuovi valori' che tutti in questo strano momento andiamo cercando" così Alessandro Guerriero.
Le ultimissime generazioni di designers si organizzano, si mostrano, si combinano. "Si promuovono e vengono promosse in un clima assieme di evoluzione mondana e di modernismo economico. Un accorto e attuale uso delle tecniche di comunicazione sposta l'intera fenomenologia del progetto su un terreno complesso di intrecci infra-disciplinari, dove l'immagine globale di un oggetto è frutto del parallelismo dei molti fattori in gioco. Ben vengano nuovi dizionari…"
Alessandro Guerriero fonda nel 1976 Alchimia che è stato uno dei gruppi più vitali nell’evoluzione del design italiano di post-avanguardia.
Alchimia ha sviluppato la ricerca ambientale e psicologica degli oggetti e ha progettato occasioni per la definizione di una nuova teoria del “Design Romantico”. Al suo interno si è formata una struttura eclettica che ha sviluppato il problema progettuale tentando un connubio fra poetica, progetto e produzione artigianale. Nel 1982, ad Alessandro Guerriero, è stato assegnato il “Compasso d’oro” per la ricerca nel design.
Con altri ha firmato alcuni progetti d’architettura: Casa della Felicità per la Famiglia Alessi a Omegna; la Torre Civica di Gibellina; il Museo d’Arte della Città di Groningen in Olanda (con Alessandro Mendini, Philippe Starck, Michele de Lucchi e Coop Himmelblau). Nel 1987 progetta e fonda Domus Academy, scuola postuniversitaria di Industrial e Fashion Design. News ITALIA PRESS
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sabato 12 gennaio 2008
A Oslo "The Hot Season - Italian Art Now"
ZimmerFrei - Teenage Lightning 5 importanti video-installazioni di giovani artisti italiani e italiani all'estero, per la prima volta in un museo pubblico della capitale norvegese, grazie al lavoro dell'IIC e del Museo Stenersen
News ITALIA PRESS, 10 gennaio 2008
Oslo - L'Istituto Italiano di Cultura di Oslo, organizza, dal 17 gennaio al 5 marzo, la mostra di videoarte ad Oslo: The Hot Season - Italian Art Now.
La mostra presenta 5 importanti video-installazioni di giovani artisti italiani per la prima volta in un museo pubblico della capitale norvegese. Un percorso video-installativo che si dispiegherà negli ampi spazi del Museo Stenersen, localizzato nel cuore della capitale norvegese, il quale dedica un intero piano all’esposizione.
I curatori del progetto, Bartolomeo Pietromarchi e Lorella Scacco, hanno selezionato alcune tra le più interessanti e recenti produzioni di artisti italiani che operano già in ambito internazionale.
Gli artisti invitati sono: Elisabetta Benassi, Rä Di Martino, Lorenzo Scotto di Luzio, Vedovamazzei, ZimmerFrei.
Elisabetta Benassi, nata nel 1966 a Rome dove vive e lavora, presenta il video The Dark Horse of the Festival Year (2006) realizzato dalla stessa artista in due edifici abbandonati a Palermo. La ricerca dell’artista romana è sempre ricca di allegorie, di riferimenti alla tradizione culturale e artistica del Novecento e alle tematiche contemporanee più controverse. Il video e l’installazione vengono usati dall’artista come dispositivi per creare delle forti suggestioni emotive ed una diversa messa a fuoco morale nello spettatore.
Rä Di Martino, nata nel 1975 a Roma, studiato e lavorato a Londra dal 1997 al 2004, vive e lavora a New York, introduce al pubblico norvegese The Red Shoes (2007), un video poetico di breve durata ispirato alla cinematografia. L’artista predilige l’uso del video attraverso un linguaggio cinematografico: lavora con attori professionisti e costruisce delle brevi storie dai risvolti paradossali, vicine in generale all'estetica da cinema indipendente.
Lorenzo Scotto di Luzio, nato nel 1972 a Pozzuoli (Napoli), vive e lavora a Berlino, presenta per la prima volta all’estero il video Tableaux Vivant (2007), in cui si vede un gruppo di atleti di arti marziali relazionarsi con i visitatori di un museo. In alcune sequenze i lottatori sembrano divenire sculture plastiche all’interno del contesto museale, pur esprimendo rabbia e contestazione verso l’esterno.
Vedovamazzei è un gruppo fondato nel 1990 da Simeone Crispino, nato nel 1962, e Maristella Scala, nata nel 1964, i quali vivono e lavorano a Milano. La loro ricerca punta sulla necessità di guardare oltre le apparenze, osservando l’origine iconografica degli oggetti e il loro significato simbolico, mentre il lato assurdo delle opere invita a riflettere sull’insensata rigidità delle convenzioni. Il duo artistico presenterà il film Route 66 girato interamente con un telefono mobile. ZimmerFrei è un gruppo di artisti fondato nel 1999 con base a Bologna, composto da Anna de Manincor (1972), performer e video artista, Anna Rispoli (1974), performer e direttrice teatrale e Massimo Carozzi (1967), sound designer; il gruppo che fa confluire nell'ambito delle arti visive esperienze che provengono dal cinema, dalla musica e dal teatro. Il trio espone il video Teenage Lightning (2006), un “road movie” ai suoi minimi termini, in cui il viaggio è dato solo dallo scorrimento della strada e del paesaggio oltre i vetri.
La mostra è sostenuta e promossa dallo Stenersen Museum e dall’Istituto Italiano di Cultura di Oslo, e patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Un catalogo edito da Produzioni Nero documenterà la mostra insieme ad un testo critico dei due curatori e ad una introduzione di Sergio Scapin, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura. News ITALIA PRESS
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martedì 4 dicembre 2007
L’ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIA ALL’IIC DI OSLO IN VERSIONE MUSICALE E CINEMATOGRAFICA
OSLO\ aise\ 4 dicembre 2007 - Si è tenuta questa sera, alle ore 18.30, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Oslo, la proiezione del film "L’Orchestra di Piazza Vittorio" di Agostino Ferrente, già presentato il 27 novembre scorso nella città di Stavanger, che sarà capitale europea della cultura 2008, nel corso della rassegna "Nuovo Cinema Italiano", curata dalla associazione "Made in Italy" di Roma con il contributo del Ministero per i Beni e le attività Culturali e dell’Istituto Italiano di Cultura di Oslo.
La presentazione del film avviene una settimana prima del concerto, che avrà luogo nelle prestigiosa location della Kulturkirke Jacob di Oslo il 12 dicembre, alle ore 19.00, a ridosso della cerimonia della consegna del Premio Nobel per la pace nella capitale norvegese. Il giorno seguente l’Orchestra diretta da Mario Tronco sarà anche a Stoccolma, dove, sempre nella sede del locale Istituto Italiano di Cultura, si terranno alle ore 16.30 la proiezione del film e alle 19.00 il concerto.
"L’Orchestra di Piazza Vittorio", spiega il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, Sergio Scapin, "fa da apripista agli eventi che nell’anno 2008 saranno dedicati al tema della diversità culturale in tutta la Norvegia. Il Ministero della Cultura norvegese ha infatti proclamato il 2008 come anno della diversità culturale, nello spirito della Convenzione sulla Protezione e la Promozione della Diversità delle Espressioni Culturali, approvata il 20 ottobre 2005 dalla Conferenza Generale dell’Unesco a Parigi".
Per sottolineare l’importanza attribuita alla presenza dell’Orchestra di Piazza Vittorio ad Oslo, l’assessore del Comune di Roma Silvio Di Francia ha inviato oggi allo stesso Scapin un messaggio nel quale si sottolinea, tra l’altro, l’importanza del complesso musicale, la cui storia "rispecchia la grande apertura di Roma alle culture straniere e il forte senso di accoglienza che caratterizza le politiche culturali di questa città".
"Il Sindaco ed io", aggiunge Di Francia, "siamo davvero lieti che Oslo ospiti questa performance e, confidando nella Sua collaborazione alla realizzazione dell’evento, auguriamo il migliore dei successi". (aise)
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giovedì 22 novembre 2007
LINGUA E CULTURA ITALIANA IN SCANDINAVIA: CON LA DANTE ALIGHIERI: AD OSLO L’XI SEMINARIO DI AGGIORNAMENTO PER DOCENTI
OSLO\ aise\ 21 settembre 2007 - Si è svolto ad Oslo, il 16 ed 17 novembre, presso il locale Istituto Italiano di Cultura, il IX Seminario di aggiornamento per insegnanti d’italiano in Norvegia. I lavori, aperti dal benvenuto del direttore dell’Istituto, Sergio Scapin, e da un saluto partecipato e affettuoso dell’Ambasciatore d’Italia in Norvegia, Rosa Anna Coniglio Papalia, hanno visto la partecipazione di circa cinquanta docenti di italiano provenienti da università e scuole di tutta la Scandinavia e anche da scuole e università dell’Islanda.
Alle due giornate di lavoro hanno preso parte anche i presidenti dei Comitati della Dante Alighieri di Oslo (Norvegia), Göteborg e Ängelholm (Svezia) e Copenhagen (Danimarca).
A guidare il seminario è stato il professor Giuseppe Patota, responsabile scientifico del PLIDA, che ha affrontato vari argomenti di didattica dell’italiano a stranieri e di linguistica italiana: dall’esame dei dubbi che ricorrono più spesso in chi sta imparando l’italiano alla didattica televisiva dell’italiano a stranieri, dall’opportunità di usare il vocabolario monolingue nell’insegnamento dell’italiano a stranieri all’utilizzabilità di alcuni materiali didattici presenti in rete.
Il seminario si è chiuso con una presentazione da parte di Patota della Certificazione PLIDA nell’ambito del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue che ha suscitato – come non ha mancato di sottolineare l’Addetto/Coordinatore linguistico, Marcello Matera – un grande interesse fra tutti i partecipanti. (aise)
Alle due giornate di lavoro hanno preso parte anche i presidenti dei Comitati della Dante Alighieri di Oslo (Norvegia), Göteborg e Ängelholm (Svezia) e Copenhagen (Danimarca).
A guidare il seminario è stato il professor Giuseppe Patota, responsabile scientifico del PLIDA, che ha affrontato vari argomenti di didattica dell’italiano a stranieri e di linguistica italiana: dall’esame dei dubbi che ricorrono più spesso in chi sta imparando l’italiano alla didattica televisiva dell’italiano a stranieri, dall’opportunità di usare il vocabolario monolingue nell’insegnamento dell’italiano a stranieri all’utilizzabilità di alcuni materiali didattici presenti in rete.
Il seminario si è chiuso con una presentazione da parte di Patota della Certificazione PLIDA nell’ambito del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue che ha suscitato – come non ha mancato di sottolineare l’Addetto/Coordinatore linguistico, Marcello Matera – un grande interesse fra tutti i partecipanti. (aise)
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giovedì 18 ottobre 2007
NICCOLÒ AMMANITI ALL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI OSLO PER LA VII SETTIMANA DELLA LINGUA ITALIANA NEL MONDO
OSLO\ aise\ 18 ottobre 2007 - Niccolò Ammaniti sarà ospite dell’Istituto Italiano di Cultura di Oslo, in occasione della VII Settimana della Lingua Italiana nel Mondo.
Martedì prossimo, 23 ottobre, a partire dalle ore 19.00, lo scrittore italiano parteciperà infatti ad un "Incontro con l’autore", a cura di Birgit Owe Svihus, nella sala conferenze dell’Istituto, dove presenterà la traduzione in lingua norvegese del suo ultimo romanzo, "Come Dio comanda", vincitore del Premio Strega 2007.
Il libro è uscito da alcuni giorni in Norvegia con il titolo "Hvis Gud vil" per i tipi della Casa Editrice Hr. Ferdinand, che organizza l’incontro insieme all’Istituto Italiano di Cultura. La traduzione è a cura di Birgit Owe Svihus. È questo il secondo romanzo di Ammaniti ad essere pubblicato in Norvegia, dopo "Io non ho paura" tradotto da Jon Rognlien nel 2004.
Niccolò Ammaniti, romano, classe 1966, esordisce nel 1994 con il romanzo "Branchie". Nel 1995 pubblica il saggio "Nel nome del figlio", scritto con il padre Massimo, e nel 1996 la raccolta di racconti "Fango". Nel 2001 pubblica per Einaudi "Io non ho paura", da cui nel 2003 il regista Gabriele Salvatores ha tratto l’omonimo film. Ammaniti ritorna poi al fumetto, genere che ha contribuito a formare lo stile narrativo dello scrittore. "Fa un pò male" è il libro pubblicato nel 2004 (Einaudi) che contiene tre brevi romanzi a fumetti sullo sfondo di una Roma minore, in una periferia pasoliniana ricca di storie e personaggi grotteschi.
Lo scrittore presenterà il suo libro anche presso la Libreria Tanum Majorstua il 24 ottobre, alle ore 17.00.
Ma la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo ad Oslo si aprirà già lunedì, 22 ottobre, all’insegna del cinema. E sarà proprio il regista Salvatores ad inaugurare, alle ore 18.30 nella sede dell’Istituto, le proiezioni della rassegna "Il mare nel cinema italiano" con la pellicola premio Oscar "Mediterraneo" (1991), interpretata dallo splendido gruppo di Diego Abatantuono, Claudio Bigagli, Claudio Bisio, Giuseppe Cederna e Ugo Conti.
Nella primavera del 1941, una pattuglia di soldati italiani riceve l’ordine di presidiare un’isoletta del mare Egeo, al di fuori delle rotte commerciali. Gli otto militari eseguono l’ordine e occupano l’isola ma nel giro di pochi mesi la guerra si dimenticherà di loro e loro della guerra…
Tra gli altri appuntamenti della Settimana si segnala, inoltre, "Leggiadra Marina. Canti e danze rinascimentali nelle città marinare".
La grande fioritura culturale, artistica e scientifica prodotta nelle corti italiane del Rinascimento influenzò tutta Europa e contribuì in modo determinante alla nascita di una cultura continentale. "L’Italia", scrive Braudel nel suo "Il secondo Rinascimento", "ha irradiato la sua luce dai mille colori tutti splendenti ben al di là dei suoi confini". Le grandi scoperte nel campo dell’astronomia, l’ideale della "vita activa", il concetto dell’uomo come artefice della sua stessa fortuna, determinarono la passione per l’ignoto, per il sogno fantastico. I grandi navigatori, animati dalla sete di sapere, spinti dalla curiosità e dal senso di meraviglia per il nuovo, oltre a conquistare gli oceani e a dare all’Europa un privilegio assoluto, rappresentarono l’ideale di uomo rinascimentale. Il mare fu una fonte di ispirazione nel Rinascimento. Poeti e narratori, musicisti e danzatori, attori e cronisti rinascimentali non potevano esimersi dal cantarlo, sicché è possibile rilevare una grande attenzione per questo tema.
Il concerto-spettacolo in costume e con strumenti d’epoca, che sarà proposto mercoledì, 24 ottobre, alle ore 18.00, presso la Gamle Aker Kirke di Oslo, è il frutto di un rigoroso lavoro di ricerca e mette in scena due mondi: quello popolare, con musici e servitori impegnati nel giocoso allestimento della festa del mare, e quello nobile, con arie, danze proprie del divertimento cortigiano.
L’evento, organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Oslo, in collaborazione con gli Istituti di Copenaghen, Helsinki, Stoccolma e Amsterdam, vedrà esibirsi la compagnia La Rossignol, composta dai danzatori Bruna Gondoni, Marco Bendoni, Liliana Baronio, Roberto Quintarelli - pure contraltista - e Lucio Testi - anche alle storte e ai ciaramelli - ed ai musicisti Matteo Pagliari (flauti, traversa, rauschpfeifen), Claudio Demicheli (organo positivo, ghironda, cornamusa, rauschpfeifen) e Domenico Baronio (liuto, chitarrino). (aise)
Martedì prossimo, 23 ottobre, a partire dalle ore 19.00, lo scrittore italiano parteciperà infatti ad un "Incontro con l’autore", a cura di Birgit Owe Svihus, nella sala conferenze dell’Istituto, dove presenterà la traduzione in lingua norvegese del suo ultimo romanzo, "Come Dio comanda", vincitore del Premio Strega 2007.
Il libro è uscito da alcuni giorni in Norvegia con il titolo "Hvis Gud vil" per i tipi della Casa Editrice Hr. Ferdinand, che organizza l’incontro insieme all’Istituto Italiano di Cultura. La traduzione è a cura di Birgit Owe Svihus. È questo il secondo romanzo di Ammaniti ad essere pubblicato in Norvegia, dopo "Io non ho paura" tradotto da Jon Rognlien nel 2004.
Niccolò Ammaniti, romano, classe 1966, esordisce nel 1994 con il romanzo "Branchie". Nel 1995 pubblica il saggio "Nel nome del figlio", scritto con il padre Massimo, e nel 1996 la raccolta di racconti "Fango". Nel 2001 pubblica per Einaudi "Io non ho paura", da cui nel 2003 il regista Gabriele Salvatores ha tratto l’omonimo film. Ammaniti ritorna poi al fumetto, genere che ha contribuito a formare lo stile narrativo dello scrittore. "Fa un pò male" è il libro pubblicato nel 2004 (Einaudi) che contiene tre brevi romanzi a fumetti sullo sfondo di una Roma minore, in una periferia pasoliniana ricca di storie e personaggi grotteschi.
Lo scrittore presenterà il suo libro anche presso la Libreria Tanum Majorstua il 24 ottobre, alle ore 17.00.
Ma la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo ad Oslo si aprirà già lunedì, 22 ottobre, all’insegna del cinema. E sarà proprio il regista Salvatores ad inaugurare, alle ore 18.30 nella sede dell’Istituto, le proiezioni della rassegna "Il mare nel cinema italiano" con la pellicola premio Oscar "Mediterraneo" (1991), interpretata dallo splendido gruppo di Diego Abatantuono, Claudio Bigagli, Claudio Bisio, Giuseppe Cederna e Ugo Conti.
Nella primavera del 1941, una pattuglia di soldati italiani riceve l’ordine di presidiare un’isoletta del mare Egeo, al di fuori delle rotte commerciali. Gli otto militari eseguono l’ordine e occupano l’isola ma nel giro di pochi mesi la guerra si dimenticherà di loro e loro della guerra…
Tra gli altri appuntamenti della Settimana si segnala, inoltre, "Leggiadra Marina. Canti e danze rinascimentali nelle città marinare".
La grande fioritura culturale, artistica e scientifica prodotta nelle corti italiane del Rinascimento influenzò tutta Europa e contribuì in modo determinante alla nascita di una cultura continentale. "L’Italia", scrive Braudel nel suo "Il secondo Rinascimento", "ha irradiato la sua luce dai mille colori tutti splendenti ben al di là dei suoi confini". Le grandi scoperte nel campo dell’astronomia, l’ideale della "vita activa", il concetto dell’uomo come artefice della sua stessa fortuna, determinarono la passione per l’ignoto, per il sogno fantastico. I grandi navigatori, animati dalla sete di sapere, spinti dalla curiosità e dal senso di meraviglia per il nuovo, oltre a conquistare gli oceani e a dare all’Europa un privilegio assoluto, rappresentarono l’ideale di uomo rinascimentale. Il mare fu una fonte di ispirazione nel Rinascimento. Poeti e narratori, musicisti e danzatori, attori e cronisti rinascimentali non potevano esimersi dal cantarlo, sicché è possibile rilevare una grande attenzione per questo tema.
Il concerto-spettacolo in costume e con strumenti d’epoca, che sarà proposto mercoledì, 24 ottobre, alle ore 18.00, presso la Gamle Aker Kirke di Oslo, è il frutto di un rigoroso lavoro di ricerca e mette in scena due mondi: quello popolare, con musici e servitori impegnati nel giocoso allestimento della festa del mare, e quello nobile, con arie, danze proprie del divertimento cortigiano.
L’evento, organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Oslo, in collaborazione con gli Istituti di Copenaghen, Helsinki, Stoccolma e Amsterdam, vedrà esibirsi la compagnia La Rossignol, composta dai danzatori Bruna Gondoni, Marco Bendoni, Liliana Baronio, Roberto Quintarelli - pure contraltista - e Lucio Testi - anche alle storte e ai ciaramelli - ed ai musicisti Matteo Pagliari (flauti, traversa, rauschpfeifen), Claudio Demicheli (organo positivo, ghironda, cornamusa, rauschpfeifen) e Domenico Baronio (liuto, chitarrino). (aise)
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sabato 13 ottobre 2007
Nobile e Amundsen – compagnia teatrale norvegese riscrive la storia della tragica spedizione polare del 1928
News ITALIA PRESS, 12 ottobre 2007
Oslo - "Sono venuti dal sud. Hanno aiutato la Norvegia a conquistare il Polo Nord. Forse non avrebbero dovuto farlo. Un sommergibile si schianta sul ghiaccio e l'odio dei norvegesi nei confronti dell'esploratore italiano si fa ancora più grande quando il capitano svedese Lundborg porta al sicuro un Nobile ferito mentre la Norvegia perde uno dei suoi più grandi eroi. Per quasi cento anni Amundsen ha potuto raccontare indisturbato la sua versione. Ora è la volta degli italiani. Nobile - è stato davvero così meschino ed opportunista come si crede? E Amundsen - è stato davvero l'eroe che tutti pensiamo?" Così la compagnia teatrale norvegese Teaterfabbrikken 70' N 30' Ø presenta il musical "Neve e Fuoco" alla vigilia della prima in programma sabato 13 ottobre.
Realizzato in collaborazione con il complesso nusicale Musikk i Finmark, lo spettacolo è dedicato appunto al dramma della trasvolata al Polo Nord di cui furono protagonisti 79 anni fa i due grandi esploratori polari Umberto Nobile e Roald Amundsen e nel corso del quale Amundsen perse la vita. Ora nella cittadina di Vadso nella regione del Finnmark all'estremo nord della Norvegia, dove si conserva tuttora il traliccio rosso da dove partirono i dirigibili Italia e Norge, gli attori Lars Jacob Holm (Nobile) e Reidar Sørensen (Amundsen) fanno rivivere la tragica vicenda interpretandola con gli occhi dell'esploratore italiano.
Alla realizzazione del musical prendono parte 52 attori e comparse, 20 musicisti e 1 cagnolina sotto la regia di Pål Øverland con manoscritto di Arne Berggren og Sigrid Edvardsson, musica di Asbjørn Ruud, coreografie di Sigrid Edvardson e scenografie di John Kristian Alsaker og Helge Lohne. Le rappresentazioni continueranno fino al 17 ottobre.
Oslo - "Sono venuti dal sud. Hanno aiutato la Norvegia a conquistare il Polo Nord. Forse non avrebbero dovuto farlo. Un sommergibile si schianta sul ghiaccio e l'odio dei norvegesi nei confronti dell'esploratore italiano si fa ancora più grande quando il capitano svedese Lundborg porta al sicuro un Nobile ferito mentre la Norvegia perde uno dei suoi più grandi eroi. Per quasi cento anni Amundsen ha potuto raccontare indisturbato la sua versione. Ora è la volta degli italiani. Nobile - è stato davvero così meschino ed opportunista come si crede? E Amundsen - è stato davvero l'eroe che tutti pensiamo?" Così la compagnia teatrale norvegese Teaterfabbrikken 70' N 30' Ø presenta il musical "Neve e Fuoco" alla vigilia della prima in programma sabato 13 ottobre.
Realizzato in collaborazione con il complesso nusicale Musikk i Finmark, lo spettacolo è dedicato appunto al dramma della trasvolata al Polo Nord di cui furono protagonisti 79 anni fa i due grandi esploratori polari Umberto Nobile e Roald Amundsen e nel corso del quale Amundsen perse la vita. Ora nella cittadina di Vadso nella regione del Finnmark all'estremo nord della Norvegia, dove si conserva tuttora il traliccio rosso da dove partirono i dirigibili Italia e Norge, gli attori Lars Jacob Holm (Nobile) e Reidar Sørensen (Amundsen) fanno rivivere la tragica vicenda interpretandola con gli occhi dell'esploratore italiano.
Alla realizzazione del musical prendono parte 52 attori e comparse, 20 musicisti e 1 cagnolina sotto la regia di Pål Øverland con manoscritto di Arne Berggren og Sigrid Edvardsson, musica di Asbjørn Ruud, coreografie di Sigrid Edvardson e scenografie di John Kristian Alsaker og Helge Lohne. Le rappresentazioni continueranno fino al 17 ottobre.
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mercoledì 5 settembre 2007
Oslo racconta Pier Paolo Pasolini
Fino al prossimo 30 settembre, la Cinematek della capitale norvegese ospiterà una rassegna dei più grandi capolavori cinematografici dell'artista italianoItalPlanetNews, 5 settembre 2007
Per tutto il mese di settembre, Oslo omaggerà uno degli artisti e pensatori italiani più importanti del XX secolo: Pier Paolo Pasolini. L'Ambasciata d'Italia e l'Istituto Italiano di Cultura di Oslo, in collaborazione con il Norwegian Film Institute e il Fondo Pasolini di Bologna, dedicano infatti al grande artista italiano una rassegna dei suoi più grandi capolavori cinematografici.
La rassegna, introdotta dal professor John David Rhodes dell'Università del Sussex - critico del cinema e grande esperto delle opere di Pasolini, ha recentemente pubblicato un libro a lui dedicato, dal titolo "Stupendous, miserabile, city: Pasolini's Rome" – comprenderà alcune delle pellicole più famose del Pasolini regista: da "Mamma Roma" a "Porcile", passando per "Medea", "Il Decameron", "Salò", "I racconti di Canterbury", "La ricotta", "Le mura di Sanàa", "Comizi d'amore", "La terra vista dalla luna", "La rabbia", "La sequenza del fiore di carta", "Appunti per un film sull'India", "Che cosa sono le nuvole", "Appunti per un'orestiade africana", "Il Vangelo secondo Matteo", "Edipo Re", "Teorema", "Il fiore delle mille e una notte", "Accattone" e "Uccellacci uccellini".
Le proiezione si tengono sempre alle ore 18,00 presso la Cinematek Oslo.
Per maggiori informazioni, è possibile visitare il sito internet dell'IIC di Oslo: www.iicoslo.esteri.it . (ItalPlanet News)
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giovedì 12 luglio 2007
Oslo. Se l’Italia incontra il gusto norvegese
La cultura italiana è una cultura di “eccellenze”. È quello che emerge dal colloquio con il direttore dell’Istituto di cultura italiano a Oslo Sergio Scapin, che ci parla della vita degli italiani in Norvegia, del lavoro, dell’integrazione culturale e del gusto norvegese che guarda all’Italia senza grossi stereotipi e con favore, soprattutto se si tratta di enogastronomia, design e arte.
di Manuela Puntillo
Italia Vostra, 12 luglio 2007
L’intervista
Da quanto tempo dirige l’Istituto di cultura di Oslo?
Soltanto dal 29 maggio di quest’anno. A riguardo devo però dire che il mio è stato un ritorno, perché ho già operato in questo Istituto negli anni ’80, come addetto.
Può fare quindi un paragone tra ieri e oggi riguardo alla vita e alle attività dell’Istituto?
Ora abbiamo una nuova sede. Ci siamo trasferiti nei pressi dell’Ambasciata d’Italia, in una zona molto centrale della città, nelle vicinanze del castello reale.
La comunità di Oslo, dal canto suo, invece, ha avuto un’enorme evoluzione per quanto riguarda il tenore di vita dei cittadini norvegesi, miglioramento dovuto alla grande ricchezza acquisita in questi anni.
In che maniera vi relazionate con le istituzioni “ospitanti”?
Prevalentemente attraverso contatti personali nel corso dei quali presentiamo i progetti che vorremmo realizzare in collaborazione o con il loro sostegno, ma anche attraverso una fitta corrispondenza.
Ci sono istituzioni in particolare con cui intrattenete rapporti privilegiati?
L’Istituto di cultura ha un rapporto privilegiato soprattutto con i Comitati della Dante Alighieri (società con sede a Roma, che si occupa di diffusione e promozione della lingua e della cultura italiane all'estero), che sono ben radicati territorialmente. Nell’intero Paese esistono ben sei comitati: a Oslo, naturalmente, ad Agder, a Bergen, a Stavanger , a Trondheim e infine nella circoscrizione Fredrikstad-Halden-Sarpsborg, ai confini con il regno di Svezia. Tra i soci dei Comitati della Dante ci sono molti nostri connazionali che riusciamo a raggiungere proprio tramite l’ associazione.
Preferite privilegiare una particolare tipologia di eventi? Quali sono i criteri che utilizzate nella scelta delle attività?
Su questo faccio una riflessione anche sulla base delle iniziative che sono state realizzate prima del mio arrivo: riscontro che gli eventi più seguiti sono quelli rivolti al design, alla moda, al cinema e anche alla musica jazz, nonché tutto ciò che riguarda i prodotti enogastronomici del nostro Paese. Per quanto concerne la scelta si tiene conto dei suggerimenti che ogni anno vengono formulati dalla commissione nazionale per la Promozione della cultura italiana all’estero, istituita presso il MAE ai sensi della Legge 401/90.
E qual è il target di pubblico che ospitate?
Ci rivolgiamo prevalentemente ai norvegesi, ma è chiaro che la collettività italiana è la benvenuta per quel che riguarda tutte le nostre iniziative. Credo che il compito istituzionale dell’Istituto sia quello di promuovere la lingua e la cultura italiana all’estero e anche quello di arrivare ai cittadini del Paese che ci ospita.
Lo studio della lingua italiana: secondo lei a Oslo è percepita come lingua di cultura o come lingua commerciale?
Vorrei premettere che a Oslo esistono, per lo studio della lingua italiana, due scuole private importanti, la “Scuola di italiano” e la scuola “Ciao”. Molti altri corsi vengono impartiti dalle università popolari e altri sono tenuti dalla Dante Alighieri, anche solo per bambini. L’Istituto di cultura italiano di Oslo inaugurerà il suo primo corso di italiano nel prossimo ottobre, e sarà basato sulle normative europee di riferimento. Su proposta del comitato Dante Alighieri di Oslo presto partirà un corso denominato “Adagio, ma non troppo”, rivolto prevalentemente agli anziani che hanno bisogno di ritmi più lenti per l’apprendimento. Sicuramente l’italiano viene usato principalmente come lingua di cultura , anche in considerazione del fatto che molti norvegesi trascorrono le vacanze in Italia visitando le città d’arte. Stiamo anche assistendo a un revival del turismo norvegese verso l’Italia, infatti ci sono collegamenti diretti low cost verso Pisa, Venezia e Roma.
Patrocinate anche altri corsi, oltre quelli di lingua?
All’interno dell’Istituto organizziamo anche un corso di lettura, svolto dal nostro lettore di ruolo. È un corso libero al quale partecipano persone interessate alla letteratura italiana: vengono letti dei romanzi italiani di autori contemporanei e vengono commentati in classe.
Quanto è forte l’interazione con la collettività italiana?
La partecipazione della collettività italiana di Oslo è legata alle iniziative che vengono poste in essere. Per esempio quest’anno abbiamo organizzato un documentario realizzato da un regista norvegese, Karl Eugen Johannensen, “Mann kvinne kaffe” (Uomo donna e caffè), interamente girato in Italia. Brevemente la trama: in viaggio attraverso l’Italia piena di disillusioni e sogni mancati un norvegese ripercorre la sua infanzia alla ricerca della fortuna e dell’amore.
La partecipazione della comunità italiana all’evento è stata considerevole, la sala dell’Istituto era gremita all’inverosimile. Anche se il film non era rivolto in maniera particolare ai nostri connazionali, tuttavia è riuscito a catturare la loro attenzione. Dipende dal genere d’iniziativa: presuppongo che gli italiani fossero incuriositi dal modo in cui un norvegese potesse interpretare la nostra cultura.
Ecco, la cultura italiana. Come viene percepita e quali aspetti in particolare risultano di maggior successo?
La nostra cultura esercita sicuramente un grande fascino sul pubblico norvegese per i connotati di eccellenza che la caratterizzano. È difficile parlare di quali aspetti specifici siano maggiormente percepiti dai norvegesi, proprio perché il termine cultura è di per sé pregnante, li ingloba tutti.
Anche gli stereotipi?
Anche quelli, sì, purtroppo. Gli stereotipi sugli italiani sono presenti in Norvegia come in tutti gli altri Paesi dell’Europa del nord. Nei settori della moda o del design, dell’architettura o dell’eco-turismo, l’italianità resta però sinonimo di eccellenza.
Secondo lei come gli italiani che vivono a Oslo si rapportano al loro Paese d’origine? C’è differenza nel concetto d’Italia tra le generazioni e le categorie di italiani residenti a Oslo?
Per quanto riguarda gli italiani residenti in Norvegia penso che siano ben integrati con la comunità locale. Bisognerebbe comunque fare una distinzione tra gli italiani che sono arrivati in Norvegia fino alla fine degli anni ’80 e quelli attuali. All’epoca erano prevalentemente gli uomini che cercavano un’occupazione qui. Poi, dal primo gennaio del ’94, quando è entrato in vigore l’accordo sullo spazio economico europeo (Accordi di Schengen, 28 ottobre 1994, ndr), che dava via libera al movimento di persone, merci, capitali eccetera, c’è stato un forte incremento nell’arrivo di donne, molte delle quali sono oggi impegnate nell’insegnamento dell’italiano ma anche nelle professioni più disparate, nell’ambito del settore sanitario e delle attività educative. C’è anche una forte presenza di ricercatori italiani nelle università norvegesi: sono settori, questi, in cui si trovano migliori opportunità rispetto all’Italia. Un’altra componente della comunità italiana in Norvegia è rappresentata dagli addetti alle attività “off shore”, nel settore petrolifero. In particolare gli italiani hanno dato un notevole impulso alla realizzazione delle prime piattaforme per la ricerca ed estrazione del petrolio, soprattutto nel settore dell’applicazione delle valvole ad alta pressione. Per ritornare alla sua domanda, oggigiorno gli italiani residenti in Norvegia vivono il distacco dal proprio Paese meglio rispetto a prima. È meno avvertito, grazie alla globalizzazione, che permette per esempio di ricevere programmi televisivi italiani grazie all’antenna parabolica a alla tv via cavo, di collegarsi a internet o di viaggiare con voli low cost. I nostri connazionali inoltre si adattano molto bene alla consuetudini civili di questo paese, che ha una grande tradizione culturale e democratica. L’identità nazionale è sicuramente molto sentita soprattutto da parte dei connazionali che sono arrivati in Norvegia in età adulta.
A Oslo esiste l’Associazione Italiani in Norvegia, che pubblica un notiziario bimestrale “L’Aurora” e ha un proprio sito web: http://home.no.net/italiani
Quale tipologia di eventi preferite patrocinare e quali sono i criteri che utilizzate nella scelta?
Gli eventi che esercitano un maggiore richiamo sul pubblico norvegese sono quelli che riguardano il design, la moda, il cinema e la musica jazz nonché i prodotti enogastronomici del nostro Paese.
Per quanto concerne la scelta, si tiene conto dei suggerimenti che ogni anno vengono formulati dalla commissione nazionale per la Promozione della cultura italiana all’estero, istituita presso il MAE ai sensi della Legge 401/90.
Vengono inoltre concordate delle iniziative, i cosiddetti progetti d’area, in occasione delle riunioni d’area che si svolgono annualmente presso l’IIC di Stoccolma, il cui direttore, Giuseppe Manica, è anche coordinatore d’area. L’area in questione comprende gli IIC di Oslo, Stoccolma. Helsinki, Vilnius e Copenaghen.
Quali, tra le iniziative che avete portato all’attenzione del pubblico in questi mesi, hanno riscosso maggior successo?
L’anno scorso abbiamo organizzato una mostra dello scultore italiano Marino Marini, inaugurata al Museo di Kistefoss nel maggio dello scorso anno. Nel 2005 c’è stata un’altra mostra, “I movimenti della memoria”, dedicata allo scultore Fabrizio Plessi, in contemporanea con l’esposizione di alcuni autori dell’avanguardia come Sandro Chia, Francesco Clemente , Nicola de Maria e Mimmo paladino. Entrambe le iniziative hanno riscosso un enorme successo di pubblico e di stampa. L’Istituto, da parte sua, ha invitato Achille Bonito Oliva, che ha tenuto una conferenza sulla transavanguardia al museo del Design industriale di Oslo. L’Anno scorso, in occasione del centenario della morte del drammaturgo norvegese Ibsen, in collaborazione con la fondazione Cini, ha realizzato una mostra dedicata a Eleonora Duse, che nel febbraio 1906, qualche mese prima della morte del drammaturgo, interpretò i ruoli di Edde Gabler e di Rebecca West dei drammi ibseniani.
La mostra “Un italiano dimenticato”: c’è una ragione particolare che spieghi il perché di questa scelta?
La mostra “Un italiano dimenticato” è stata patrocinata da questo Istituto di Cultura perché rappresenta un esempio di collaborazione tra una galleria d’arte norvegese e una galleria d’arte italiana. Entrambe le gallerie si sono accordate per presentare i lavori di artisti meno conosciuti dell’altro Paese. La galleria “Speilbildet” di Hosle i Bærum, località nelle immediate vicinanze di Oslo, presenta in questi giorni i dipinti di Quarto Arrà, artista che vive e opera a San Ginesio, provincia di Macerata.
A fine agosto le opere di quattro artisti norvegesi contemporanei saranno esposte in una galleria di San Ginesio. Si realizza in questo modo un ponte culturale tra Italia e Norvegia che merita assolutamente di essere sostenuto.
E il cinema italiano?
Quanto al cinema italiano, riscontriamo una forte richiesta da parte del pubblico norvegese, che cerchiamo di soddisfare con la partecipazione a rassegne. Per esempio a settembre organizzeremo presso la Cineteca nazionale di Oslo una rassegna dedicata a Pasolini e a novembre saremo a Stavanger con la presentazione del nuovo cinema italiano. Dal 17 al 24 agosto saremo presenti al Festival internazionale del cinema di Haugesund, che ha in cartellone i seguenti film: La sconosciuta, Nuovomondo, Anche libero va bene, Mio fratello è figlio unico, In memoria di me, A casa nostra, Liscio.
Qual è a suo avviso il “punto di forza” dell’attività dell’Istituto di cultura di Oslo?
L’Istituto ha saputo nel corso degli anni instaurare rapporti duraturi con le istituzioni pubbliche e private norvegesi ed è per questo diventato un interlocutore apprezzato nella programmazione di eventi d’interesse italiano.
In base alla sua esperienza, qual è il modo più efficace per veicolare la cultura italiana a Oslo?
A mio avviso è difficile ipotizzare l’esistenza di un modo in assoluto più efficace di altri per veicolare la cultura italiana. Di certo le moderne tecnologie informatiche consentono di raggiungere più facilmente il largo pubblico. Per esempio noi curiamo molto il sito web e la mailing-list.
Attraverso ItaliaVostra può lanciare un messaggio alla comunità italiana di Oslo. Cosa vorrebbe dire?
Vorrei ricordare agli italiani residenti ad Oslo che questo istituto dispone di una ricca emeroteca, videoteca, biblioteca, dove possono essere consultati giornali o riviste italiani e prese in prestito videocassette o dvd. Vorrei poi soffermarmi sul concetto di italianità, dicendo loro che essi stessi, con il proprio lavoro, le abitudini e il modo di relazionarsi con i norvegesi costituiscono la testimonianza vivente delle “eccellenze” che sono proprie della cultura italiana e che questo Istituto di cultura si sforza di promuovere con la propria attività.
di Manuela Puntillo
Italia Vostra, 12 luglio 2007
L’intervista
Da quanto tempo dirige l’Istituto di cultura di Oslo?
Soltanto dal 29 maggio di quest’anno. A riguardo devo però dire che il mio è stato un ritorno, perché ho già operato in questo Istituto negli anni ’80, come addetto.
Può fare quindi un paragone tra ieri e oggi riguardo alla vita e alle attività dell’Istituto?
Ora abbiamo una nuova sede. Ci siamo trasferiti nei pressi dell’Ambasciata d’Italia, in una zona molto centrale della città, nelle vicinanze del castello reale.
La comunità di Oslo, dal canto suo, invece, ha avuto un’enorme evoluzione per quanto riguarda il tenore di vita dei cittadini norvegesi, miglioramento dovuto alla grande ricchezza acquisita in questi anni.
In che maniera vi relazionate con le istituzioni “ospitanti”?
Prevalentemente attraverso contatti personali nel corso dei quali presentiamo i progetti che vorremmo realizzare in collaborazione o con il loro sostegno, ma anche attraverso una fitta corrispondenza.
Ci sono istituzioni in particolare con cui intrattenete rapporti privilegiati?
L’Istituto di cultura ha un rapporto privilegiato soprattutto con i Comitati della Dante Alighieri (società con sede a Roma, che si occupa di diffusione e promozione della lingua e della cultura italiane all'estero), che sono ben radicati territorialmente. Nell’intero Paese esistono ben sei comitati: a Oslo, naturalmente, ad Agder, a Bergen, a Stavanger , a Trondheim e infine nella circoscrizione Fredrikstad-Halden-Sarpsborg, ai confini con il regno di Svezia. Tra i soci dei Comitati della Dante ci sono molti nostri connazionali che riusciamo a raggiungere proprio tramite l’ associazione.
Preferite privilegiare una particolare tipologia di eventi? Quali sono i criteri che utilizzate nella scelta delle attività?
Su questo faccio una riflessione anche sulla base delle iniziative che sono state realizzate prima del mio arrivo: riscontro che gli eventi più seguiti sono quelli rivolti al design, alla moda, al cinema e anche alla musica jazz, nonché tutto ciò che riguarda i prodotti enogastronomici del nostro Paese. Per quanto concerne la scelta si tiene conto dei suggerimenti che ogni anno vengono formulati dalla commissione nazionale per la Promozione della cultura italiana all’estero, istituita presso il MAE ai sensi della Legge 401/90.
E qual è il target di pubblico che ospitate?
Ci rivolgiamo prevalentemente ai norvegesi, ma è chiaro che la collettività italiana è la benvenuta per quel che riguarda tutte le nostre iniziative. Credo che il compito istituzionale dell’Istituto sia quello di promuovere la lingua e la cultura italiana all’estero e anche quello di arrivare ai cittadini del Paese che ci ospita.
Lo studio della lingua italiana: secondo lei a Oslo è percepita come lingua di cultura o come lingua commerciale?
Vorrei premettere che a Oslo esistono, per lo studio della lingua italiana, due scuole private importanti, la “Scuola di italiano” e la scuola “Ciao”. Molti altri corsi vengono impartiti dalle università popolari e altri sono tenuti dalla Dante Alighieri, anche solo per bambini. L’Istituto di cultura italiano di Oslo inaugurerà il suo primo corso di italiano nel prossimo ottobre, e sarà basato sulle normative europee di riferimento. Su proposta del comitato Dante Alighieri di Oslo presto partirà un corso denominato “Adagio, ma non troppo”, rivolto prevalentemente agli anziani che hanno bisogno di ritmi più lenti per l’apprendimento. Sicuramente l’italiano viene usato principalmente come lingua di cultura , anche in considerazione del fatto che molti norvegesi trascorrono le vacanze in Italia visitando le città d’arte. Stiamo anche assistendo a un revival del turismo norvegese verso l’Italia, infatti ci sono collegamenti diretti low cost verso Pisa, Venezia e Roma.
Patrocinate anche altri corsi, oltre quelli di lingua?
All’interno dell’Istituto organizziamo anche un corso di lettura, svolto dal nostro lettore di ruolo. È un corso libero al quale partecipano persone interessate alla letteratura italiana: vengono letti dei romanzi italiani di autori contemporanei e vengono commentati in classe.
Quanto è forte l’interazione con la collettività italiana?
La partecipazione della collettività italiana di Oslo è legata alle iniziative che vengono poste in essere. Per esempio quest’anno abbiamo organizzato un documentario realizzato da un regista norvegese, Karl Eugen Johannensen, “Mann kvinne kaffe” (Uomo donna e caffè), interamente girato in Italia. Brevemente la trama: in viaggio attraverso l’Italia piena di disillusioni e sogni mancati un norvegese ripercorre la sua infanzia alla ricerca della fortuna e dell’amore.
La partecipazione della comunità italiana all’evento è stata considerevole, la sala dell’Istituto era gremita all’inverosimile. Anche se il film non era rivolto in maniera particolare ai nostri connazionali, tuttavia è riuscito a catturare la loro attenzione. Dipende dal genere d’iniziativa: presuppongo che gli italiani fossero incuriositi dal modo in cui un norvegese potesse interpretare la nostra cultura.
Ecco, la cultura italiana. Come viene percepita e quali aspetti in particolare risultano di maggior successo?
La nostra cultura esercita sicuramente un grande fascino sul pubblico norvegese per i connotati di eccellenza che la caratterizzano. È difficile parlare di quali aspetti specifici siano maggiormente percepiti dai norvegesi, proprio perché il termine cultura è di per sé pregnante, li ingloba tutti.
Anche gli stereotipi?
Anche quelli, sì, purtroppo. Gli stereotipi sugli italiani sono presenti in Norvegia come in tutti gli altri Paesi dell’Europa del nord. Nei settori della moda o del design, dell’architettura o dell’eco-turismo, l’italianità resta però sinonimo di eccellenza.
Secondo lei come gli italiani che vivono a Oslo si rapportano al loro Paese d’origine? C’è differenza nel concetto d’Italia tra le generazioni e le categorie di italiani residenti a Oslo?
Per quanto riguarda gli italiani residenti in Norvegia penso che siano ben integrati con la comunità locale. Bisognerebbe comunque fare una distinzione tra gli italiani che sono arrivati in Norvegia fino alla fine degli anni ’80 e quelli attuali. All’epoca erano prevalentemente gli uomini che cercavano un’occupazione qui. Poi, dal primo gennaio del ’94, quando è entrato in vigore l’accordo sullo spazio economico europeo (Accordi di Schengen, 28 ottobre 1994, ndr), che dava via libera al movimento di persone, merci, capitali eccetera, c’è stato un forte incremento nell’arrivo di donne, molte delle quali sono oggi impegnate nell’insegnamento dell’italiano ma anche nelle professioni più disparate, nell’ambito del settore sanitario e delle attività educative. C’è anche una forte presenza di ricercatori italiani nelle università norvegesi: sono settori, questi, in cui si trovano migliori opportunità rispetto all’Italia. Un’altra componente della comunità italiana in Norvegia è rappresentata dagli addetti alle attività “off shore”, nel settore petrolifero. In particolare gli italiani hanno dato un notevole impulso alla realizzazione delle prime piattaforme per la ricerca ed estrazione del petrolio, soprattutto nel settore dell’applicazione delle valvole ad alta pressione. Per ritornare alla sua domanda, oggigiorno gli italiani residenti in Norvegia vivono il distacco dal proprio Paese meglio rispetto a prima. È meno avvertito, grazie alla globalizzazione, che permette per esempio di ricevere programmi televisivi italiani grazie all’antenna parabolica a alla tv via cavo, di collegarsi a internet o di viaggiare con voli low cost. I nostri connazionali inoltre si adattano molto bene alla consuetudini civili di questo paese, che ha una grande tradizione culturale e democratica. L’identità nazionale è sicuramente molto sentita soprattutto da parte dei connazionali che sono arrivati in Norvegia in età adulta.
A Oslo esiste l’Associazione Italiani in Norvegia, che pubblica un notiziario bimestrale “L’Aurora” e ha un proprio sito web: http://home.no.net/italiani
Quale tipologia di eventi preferite patrocinare e quali sono i criteri che utilizzate nella scelta?
Gli eventi che esercitano un maggiore richiamo sul pubblico norvegese sono quelli che riguardano il design, la moda, il cinema e la musica jazz nonché i prodotti enogastronomici del nostro Paese.
Per quanto concerne la scelta, si tiene conto dei suggerimenti che ogni anno vengono formulati dalla commissione nazionale per la Promozione della cultura italiana all’estero, istituita presso il MAE ai sensi della Legge 401/90.
Vengono inoltre concordate delle iniziative, i cosiddetti progetti d’area, in occasione delle riunioni d’area che si svolgono annualmente presso l’IIC di Stoccolma, il cui direttore, Giuseppe Manica, è anche coordinatore d’area. L’area in questione comprende gli IIC di Oslo, Stoccolma. Helsinki, Vilnius e Copenaghen.
Quali, tra le iniziative che avete portato all’attenzione del pubblico in questi mesi, hanno riscosso maggior successo?
L’anno scorso abbiamo organizzato una mostra dello scultore italiano Marino Marini, inaugurata al Museo di Kistefoss nel maggio dello scorso anno. Nel 2005 c’è stata un’altra mostra, “I movimenti della memoria”, dedicata allo scultore Fabrizio Plessi, in contemporanea con l’esposizione di alcuni autori dell’avanguardia come Sandro Chia, Francesco Clemente , Nicola de Maria e Mimmo paladino. Entrambe le iniziative hanno riscosso un enorme successo di pubblico e di stampa. L’Istituto, da parte sua, ha invitato Achille Bonito Oliva, che ha tenuto una conferenza sulla transavanguardia al museo del Design industriale di Oslo. L’Anno scorso, in occasione del centenario della morte del drammaturgo norvegese Ibsen, in collaborazione con la fondazione Cini, ha realizzato una mostra dedicata a Eleonora Duse, che nel febbraio 1906, qualche mese prima della morte del drammaturgo, interpretò i ruoli di Edde Gabler e di Rebecca West dei drammi ibseniani.
La mostra “Un italiano dimenticato”: c’è una ragione particolare che spieghi il perché di questa scelta?
La mostra “Un italiano dimenticato” è stata patrocinata da questo Istituto di Cultura perché rappresenta un esempio di collaborazione tra una galleria d’arte norvegese e una galleria d’arte italiana. Entrambe le gallerie si sono accordate per presentare i lavori di artisti meno conosciuti dell’altro Paese. La galleria “Speilbildet” di Hosle i Bærum, località nelle immediate vicinanze di Oslo, presenta in questi giorni i dipinti di Quarto Arrà, artista che vive e opera a San Ginesio, provincia di Macerata.
A fine agosto le opere di quattro artisti norvegesi contemporanei saranno esposte in una galleria di San Ginesio. Si realizza in questo modo un ponte culturale tra Italia e Norvegia che merita assolutamente di essere sostenuto.
E il cinema italiano?
Quanto al cinema italiano, riscontriamo una forte richiesta da parte del pubblico norvegese, che cerchiamo di soddisfare con la partecipazione a rassegne. Per esempio a settembre organizzeremo presso la Cineteca nazionale di Oslo una rassegna dedicata a Pasolini e a novembre saremo a Stavanger con la presentazione del nuovo cinema italiano. Dal 17 al 24 agosto saremo presenti al Festival internazionale del cinema di Haugesund, che ha in cartellone i seguenti film: La sconosciuta, Nuovomondo, Anche libero va bene, Mio fratello è figlio unico, In memoria di me, A casa nostra, Liscio.
Qual è a suo avviso il “punto di forza” dell’attività dell’Istituto di cultura di Oslo?
L’Istituto ha saputo nel corso degli anni instaurare rapporti duraturi con le istituzioni pubbliche e private norvegesi ed è per questo diventato un interlocutore apprezzato nella programmazione di eventi d’interesse italiano.
In base alla sua esperienza, qual è il modo più efficace per veicolare la cultura italiana a Oslo?
A mio avviso è difficile ipotizzare l’esistenza di un modo in assoluto più efficace di altri per veicolare la cultura italiana. Di certo le moderne tecnologie informatiche consentono di raggiungere più facilmente il largo pubblico. Per esempio noi curiamo molto il sito web e la mailing-list.
Attraverso ItaliaVostra può lanciare un messaggio alla comunità italiana di Oslo. Cosa vorrebbe dire?
Vorrei ricordare agli italiani residenti ad Oslo che questo istituto dispone di una ricca emeroteca, videoteca, biblioteca, dove possono essere consultati giornali o riviste italiani e prese in prestito videocassette o dvd. Vorrei poi soffermarmi sul concetto di italianità, dicendo loro che essi stessi, con il proprio lavoro, le abitudini e il modo di relazionarsi con i norvegesi costituiscono la testimonianza vivente delle “eccellenze” che sono proprie della cultura italiana e che questo Istituto di cultura si sforza di promuovere con la propria attività.
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martedì 22 maggio 2007
La giornalista Chiara Valentini ospite dell’IIC di Oslo
Chiara ValentiniNews ITALIA PRESS, 21 maggio 2007
Oslo - Giovedì 24 maggio, presso l'Istituto Italiano di Cultura di Oslo la giornalista Chiara Valentini terrà una conferenza dal titolo "La vita di Dario Fo". Autrice di "La storia di Dario Fo" edita da Feltrinelli nel 1977 e ripubblicata in edizione riveduta e ampliata nel 1997, Chiara Valentini racconterà la vicenda biografica del grande autore/attore, ripercorrendo le tappe della sua carriera teatrale dagli esordi fino al Nobel nel 1997 e descrivendone la fisionomia artistica e politica.
L'iniziativa dell'Istituto di Cultura di rendere omaggio a Dario Fo nasce dalla recente pubblicazione della traduzione norvegese dell'autobiografia di Dario Fo "Il paese dei mezaràt. I miei primi sette anni (e qualcuno in più)", da parte della casa editrice Spartacus di Oslo, con il contributo del Ministero degli Affari Esteri italiano. Chiara Valentini è giornalista e saggista. Nel suo lavoro si è occupata di politica e di cultura per la rivista Panorama e poi all'Espresso. Il filo rosso del suo impegno saggistico è stata la condizione femminile da "Care compagne", scritto con Laura Lilli, sul femminismo nei partiti e nei sindacati (Editori Riuniti, 1979) a "Le donne fanno paura" (Il Saggiatore, 1997), uno dei primi libri ad aver indagato sulle discriminazioni delle italiane nella politica, nel lavoro, nella vita familiare. Nel 2004 ha pubblicato "La fecondazione proibita" (Feltrinelli), storia della fecondazione assistita in Italia. News ITALIA PRESS
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sabato 31 marzo 2007
Omaggio a Marco Tullio Giordana a Oslo e Bergen
News ITALIA PRESS, 30 marzo 2007
Oslo - Domenica 15 aprile alla Cinemateca di Oslo con il film "La meglio gioventù" si aprirà il ciclo di proiezioni dedicato a Marco Tullio Giordana organizzato dal Norsk Filminstitutt in collaborazione con l'Ambasciata d'Italia, l'Istituto Italiano di Cultura di Oslo e Filmitalia.
Nel panorama cinematografico italiano contemporaneo Marco Tullio Giordana è uno degli autori più attenti ai problemi sociali dell'Italia di oggi e più impegnati a raccontare la nostra storia recente con coraggio e passione. Molto amato dal pubblico italiano e più volte premiato in Italia e all'estero (vincitore a Cannes 2003 nella prestigiosa sezione "Un certain regard" con "La meglio gioventù"), Giordana è ancora poco noto in Norvegia. Al fine di offrire al pubblico norvegese l'occasione di accostarsi al regista italiano e di apprezzarne l'originale filmografia, la Cinemateca di Oslo dal 15 al 29 aprile presenterà alcune delle opere più significative di Marco Tullio Giordana, dal film del suo esordio Maledetti vi amerò del 1980 a Pasolini, un delitto italiano (1995), a La meglio gioventù (2003), fino a Quando sei nato non puoi più nasconderti (2005). Dal 24 aprile all'8 maggio i film di Marco Tullio Giordana saranno proiettati anche presso la Cinemateket/Filmklubb di Bergen. News ITALIA PRESS
Oslo - Domenica 15 aprile alla Cinemateca di Oslo con il film "La meglio gioventù" si aprirà il ciclo di proiezioni dedicato a Marco Tullio Giordana organizzato dal Norsk Filminstitutt in collaborazione con l'Ambasciata d'Italia, l'Istituto Italiano di Cultura di Oslo e Filmitalia.
Nel panorama cinematografico italiano contemporaneo Marco Tullio Giordana è uno degli autori più attenti ai problemi sociali dell'Italia di oggi e più impegnati a raccontare la nostra storia recente con coraggio e passione. Molto amato dal pubblico italiano e più volte premiato in Italia e all'estero (vincitore a Cannes 2003 nella prestigiosa sezione "Un certain regard" con "La meglio gioventù"), Giordana è ancora poco noto in Norvegia. Al fine di offrire al pubblico norvegese l'occasione di accostarsi al regista italiano e di apprezzarne l'originale filmografia, la Cinemateca di Oslo dal 15 al 29 aprile presenterà alcune delle opere più significative di Marco Tullio Giordana, dal film del suo esordio Maledetti vi amerò del 1980 a Pasolini, un delitto italiano (1995), a La meglio gioventù (2003), fino a Quando sei nato non puoi più nasconderti (2005). Dal 24 aprile all'8 maggio i film di Marco Tullio Giordana saranno proiettati anche presso la Cinemateket/Filmklubb di Bergen. News ITALIA PRESS
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mercoledì 14 marzo 2007
Marta Morazzoni all’IIC di Oslo
News ITALIA PRESS, 14 marzo 2007 Oslo - Domani l'Istituto Italiano di Cultura di Oslo ospiterà nella sua sede un incontro con Marta Morazzoni. La scrittrice si presenterà al pubblico dell'IIC soffermandosi sulla sua esperienza di narratrice e di traduttrice e sulla sua predilezione per le atmosfere nordiche. Molti dei suoi racconti e romanzi sono infatti ambientati nel grande Nord, talvolta in paesi non precisati, talvolta in luoghi ben definiti. Il suo romanzo "Casa materna" ci trasporta in Norvegia, vicino a Bergen, in riva ad un lago, in una grande casa di famiglia "nera ed imponente".
Nata a Milano nel 1950, Marta Morazzoni vive a Gallarate dove insegna lettere in una scuola superiore. Laureata in filosofia alla Statale di Milano, ha tenuto rubriche di critica teatrale su riviste specializzate. Ha esordito nella letteratura nel 1986 con i racconti de "La ragazza col turbante", opera che ha ottenuto uno straordinario successo critico sia in Italia sia all'estero, dove è stato tradotto in nove lingue. Analogo consenso hanno ricevuto anche i suoi volumi successivi: L'invenzione della verità (1988, premio Campiello), Casa materna (1992, premio selezione Campiello), L'estuario (1996), Il caso Courier (1997, premio Campiello, Independent Foreign Fiction Award), Una lezione di stile (2002), Un incontro inatteso per il consigliere Goethe (2005). Nel 2006 Marta Morazzoni ha pubblicato "La città del desiderio. Amsterdam", una guida artistica e letteraria alla città olandese che vuole essere anche un tributo affettuoso a un mondo che l'autrice ha sempre amato, e da cui è stata, grazie alle traduzioni di tutti i suoi libri, senza riserve ricambiata. News ITALIA PRESS
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mercoledì 28 febbraio 2007
L'arte di Giotto ospite a Oslo per un mese
Notiziario NIP - News ITALIA PRESS agenzia stampa - N° 41 - Anno XIV, 28 febbraio 2007
Oslo - Il genio immortale del grande Giotto celebrato a Oslo mediante un esposizione, organizzata dall'Istituto Italiano di Cultura di Oslo , avente come tema gli affreschi della Cappella degli Scrovegni a Padova. "Un'ideale ponte culturale", come viene definito da un comunicato dell'IIC, che dal 1 marzo al 15 aprile unirà le due città tanto distanzi geograficamente e culturalmente.
I visitatori potranno ammirare delle perfette riproduzioni in scala 1:3 della celebre Cappella, l'opera più importante lasciataci in eredità dal grande artista, eseguita nei primi anni del 1300 dietro volere di Enrico degli Scrovegni. Nella Cappella padovana Giotto ha rappresentato la storia della perdizione e della salvazione dell'umanità attraverso l'incarnazione e il sacrificio sulla Croce del Figlio di Dio fatto Uomo.
Seppur a migliaia di chilometri di distanza sarà possibile per più di un mese immergersi nell'arte straordinaria e immortale del grande artista italiano, che si potrà gustare ancor meglio grazie alla predisposizione di appositi pannelli narrativi che spiegano al visitatore le origini e la storia di ogni singola parte che compone gli affreschi. L'iniziativa che e' stata promossa dall'Amministrazione Provinciale e dall'Azienda del Turismo di Padova, è organizzata in collaborazione con l'Ambasciata d'Italia, l'Ufficio ICE, l'Istituto Italiano di Cultura e il Comitato di Oslo della Società Dante Alighieri, si propone di far immergere i visitatori sia nell'arte grottesca che nell'atmosfera della città di Padova, che nel Trecento si poneva come capitale europea della pittura. News ITALIA PRESS
Oslo - Il genio immortale del grande Giotto celebrato a Oslo mediante un esposizione, organizzata dall'Istituto Italiano di Cultura di Oslo , avente come tema gli affreschi della Cappella degli Scrovegni a Padova. "Un'ideale ponte culturale", come viene definito da un comunicato dell'IIC, che dal 1 marzo al 15 aprile unirà le due città tanto distanzi geograficamente e culturalmente.
I visitatori potranno ammirare delle perfette riproduzioni in scala 1:3 della celebre Cappella, l'opera più importante lasciataci in eredità dal grande artista, eseguita nei primi anni del 1300 dietro volere di Enrico degli Scrovegni. Nella Cappella padovana Giotto ha rappresentato la storia della perdizione e della salvazione dell'umanità attraverso l'incarnazione e il sacrificio sulla Croce del Figlio di Dio fatto Uomo.
Seppur a migliaia di chilometri di distanza sarà possibile per più di un mese immergersi nell'arte straordinaria e immortale del grande artista italiano, che si potrà gustare ancor meglio grazie alla predisposizione di appositi pannelli narrativi che spiegano al visitatore le origini e la storia di ogni singola parte che compone gli affreschi. L'iniziativa che e' stata promossa dall'Amministrazione Provinciale e dall'Azienda del Turismo di Padova, è organizzata in collaborazione con l'Ambasciata d'Italia, l'Ufficio ICE, l'Istituto Italiano di Cultura e il Comitato di Oslo della Società Dante Alighieri, si propone di far immergere i visitatori sia nell'arte grottesca che nell'atmosfera della città di Padova, che nel Trecento si poneva come capitale europea della pittura. News ITALIA PRESS
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