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Data inserimento in rete: venerdì, luglio 20, 2001
IIC Istituti italiani di cultura -TREMAGLIA SPIEGA LA POLITICA DEL MINISTERO PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO
RIFORMA DEGLI IIC: nel quadro della nuova visione di politica estera per il prossimo quinquennio, annunciata dal Presidente del Consiglio, priorità ugualmente importanti sono il rilancio della diplomazia culturale attraverso il finanziamento della revisione della legge 401/1990 per la promozione della cultura all'estero e la diffusione della lingua.

Ieri il Ministro è intervenuto alla Camera per una audizione in Commissione Affari Costituzionali. Voto, anagrafe e riforma dei Comites le prime priorità. Ma ecco svelati tutti gli ingredienti del “pacchetto italiani all’estero”

(News ITALIA PRESS, 19 luglio 2001) Il Ministro per gli Italiani nel Mondo, On. Mirko Tremaglia, è intervenuto ieri alla Camera per una audizione in Commissione Affari Costituzionali sulle linee programmatiche del suo dicastero.
Come già annunciato in altra sede dallo stesso Tremaglia, nello svolgimento della sua azione, il Ministero per gli Italiani nel Mondo agirà in concerto con il Ministero degli Affari Esteri, con cui si è già instaurata una stretta collaborazione a livello politico ed operativo. Esso si avvarrà inoltre dell'insostituibile supporto del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero (CGIE), nella sua qualità di organo consultivo del Governo su tutte le materie e le questioni concernenti i connazionali residenti all'estero.
Particolarmente sensibile è il settore dei corsi di lingua e cultura italiana. In questo campo intendo in primo luogo avviare una riconsiderazione del contingente degli insegnanti all'estero. Sono convinto infatti che sia necessario invertire la tendenza alla riduzione e potenziare il numero dei nostri docenti all'estero, per un più adeguato insegnamento della nostra lingua e della nostra cultura a favore dei figli dei connazionali residenti all'estero, assumendo in particolare personale in loco.
Proporrò anche un aumento dei finanziamenti che il Governo assegna ai corsi di lingua e cultura (capitolo 3153). Il disimpegno del Fondo Sociale Europeo, verificatosi a partire del 2000, impone il riequilibrio dell'intervento finanziario in questo settore: a mio avviso tale intervento non può essere inferiore a 56 miliardi di lire per il 2002 a fronte degli attuali 44. Anche su questo punto la mia posizione coincide perfettamente con quello del Ministero degli Affari Esteri.
Lo strumento normativo che è alla base dell'intervento linguistico e culturale risale ormai a trent'anni fa. Esso appare ormai inadeguato a far fronte all'enorme sviluppo del settore ed alla necessità di governare in modo agile ed efficace una realtà in espansione, che coinvolge già oltre 500.000 studenti e 6.000 docenti, fra quelli di ruolo e quelli assunti in loco. Mi impegno, nel più lungo periodo, ad esaminare le linee di una riforma che sappia coniugare la qualità della didattica con la trasparenza amministrativa, la flessibilità della programmazione con la rispondenza alle aspettative dei connazionali, che non costituiscono un blocco omogeneo date le diverse realtà in cui sono inseriti. Si tratterà di un esercizio complesso che dovrà concretizzarsi in appositi Piani Paese d'intesa con i rappresentanti eletti delle nostre collettività e con tutte le parti interessate. Impegneremo il Governo, ogni qualvolta necessario, a richiedere il parere del CGIE, come previsto dalla Legge dell'89.
In questo quadro bisognerà anche assicurare agli italiani residenti all'estero la possibilità di accedere all'alta formazione tecnico-professionale ed agli studi universitari e post universitari. Ritengo altresì necessario facilitare le possibilità di viaggio in Italia dei nostri connazionali all'estero, per migliorarne la conoscenza del Paese di origine.
Nella prevista riforma degli Istituti di Cultura è, inoltre, necessario a mio avviso tenere conto del fatto che essi sono strumenti insostituibili per mantenere e consolidare il legame delle collettività italiane all'estero con il Paese di origine.
Infine a testimonianza che questo fin qua esposto non è soltanto il programma del mio ministero ma del Governo nella sua interezza vi voglio citare quella parte del DPF che affronta specificatamente la problematica degli italiani nel mondo: "è obiettivo del Governo valorizzare il contributo degli Italiani nel mondo alla crescita economica dell'Italia. L'obiettivo sarà realizzato potenziando gli uffici consolati all'estero, a partire dalle funzioni anagrafiche. Saranno potenziati anche gli Istituti di Cultura.
Nel quadro della nuova visione di politica estera per il prossimo quinquennio, annunciata dal Presidente del Consiglio, priorità ugualmente importanti sono il rilancio della diplomazia culturale attraverso il finanziamento della revisione della legge 401/1990 per la promozione della cultura all'estero e la diffusione della lingua; il rafforzamento degli strumenti a sostegno delle collettività italiane, potenziando subito le anagrafi consolari; il sostegno di iniziative per l'internazionalizzazione delle imprese italiane.
Questi obiettivi richiedono stanziamenti idonei per completare l'informatizzazione del Ministero, la gestione dei dati e le comunicazioni con la rete; per rafforzare la struttura degli uffici centrali e periferici, adeguando la nostra presenza nelle sedi di prominente interesse politico e potenziale economico-culturale; per investire nella formazione del personale, anche per le lingue di difficile apprendimento”. News ITALIA PRESS



IIC Melbourne - MELBOURNE CELEBRA ENRICO FERMI


Ciclo di conferenze in memoria del centenario della nascita dello scienziato italiano Enrico Fermi

(News ITALIA PRESS, 19 luglio 2001) L'Istituto Italiano di Cultura di Melbourne in collaborazione con l'Università di Melbourne hanno organizzato in memoria del centenario della nascita dello scienziato Enrico Fermi (1901-1954) un ciclo di convegni sulla fisica. Il mondo visto dai Neutroni è la lezione con cui è stata introdotta il 13 luglio scorso la figura di Fermi, premio Nobel 1938 "per aver dimostrato l'esistenza di nuovi elementi radioattivi prodotti da bombardamento con neutroni e per la scoperta delle reazioni nucleari indotte da neutroni lenti". Le conferenze Fermi nel computer e Via dall'Africa: un reattore nucleare di 2 miliardi di anni sono in programma rispettivamente il 20 luglio e il 27 luglio. L’Ultimo convegno in programma, Fermi e il legame più debole in natura, è previsto per il 3 agosto prossimo.
Le conferenze, che si tengono presso il Laby Theatre al Dipartimento di Fisica dell'Università di Melbourne, vertono su temi cui Fermi si è lungamente dedicato.
Già a dieci anni Fermi aveva uno straordinario interesse per la matematica e soprattutto per la fisica. Tra il 1914 e il 1918, periodo in cui frequentava il ginnasio e il liceo, cominciò leggere e apprendere in maniera profonda una serie di testi di livello universitario di trigonometria, geometria, algebra, meccanica razionale e ingegneria Fermi. Parallelamente a questi libri, Fermi studiò su testi di fisica; ad esempio, il Trattato di fisica di Chwolson che terminò nell'estate del 1918 anche allo scopo di prepararsi al concorso per la Scuola Normale Superiore di Pisa. Superato brillantemente l’esame d’ammissione, Fermi s'iscrisse a fisica all'Università di Pisa, dove si laureò nel luglio 1922 con una tesi sperimentale sulla diffusione dei raggi X da parte dei cristalli curvi e sulle immagini che si possono ottenere in tal modo. Nel frattempo aveva già cominciato a pubblicare lavori di carattere teorico su questioni di elettrodinamica e relatività. Subito dopo la laurea si recò a Gottinga per una borsa di studio del Ministero della Pubblica Istruzione che gli permise di proseguire i suoi studi e di allargare la sua cultura restando per circa sei mesi nell'istituto di Max Born; proprio nel periodo in cui a Gottinga andavano maturando alcune le idee che pochi anni dopo sarebbero sfociate nella meccanica quantistica. Presso tale istituto Enrico Fermi incontrò giovani fisici come Heisenberg, Pauli e Jordan, destinati a diventare artefici delle nuove concezioni.
Al ritorno da Gottinga la facoltà di scienze dell'Università di Roma affidò a Fermi, giovanissimo, l'incarico d'insegnamento del corso di istituzioni di matematica. Nel biennio 1924-25 e 1925-26 Fermi insegnò per incarico, fisica matematica e meccanica razionale presso l'Università di Firenze. Alla fine del 1926, avendo vinto il concorso, Fermi fu chiamato a ricoprire la cattedra di fisica teorica istituita presso la facoltà di scienze dell'Università di Roma. Nella nuova sede Fermi aggiunse alla sua instancabile attività di ricerca un'intensa opera di maestro, con l'intento di creare in Italia una scuola di Fisica. Si formò così negli anni 1926-38, all'Istituto di fisica di Via Panisperna, un primo gruppo di allievi, in parte teorici (Fano, Ferretti, Gentile jr., Maiorana, Pincherle, Racah, Wick) e in parte sperimentali (Ageno, Amaldi, Fubini-Ghiron, Pontecorvo, Segrè); tutti subirono il fascino e un'influenza determinante da parte di Fermi.
L'attività di ricerca di Fermi può essere divisa in tre periodi, secondo il tipo di problemi affrontati. I lavori del primo periodo (1921-33) riguardano questioni di relatività ed elettrodinamica, problemi di fisica atomica, molecolare e di stato solido. Il secondo periodo dell'attività di ricerca di Fermi va dal 1933 al 1949 e concerne la fisica nucleare e le sue applicazioni. Esso si apre con un celebre lavoro del 1933 in cui viene esposta la teoria che costituisce ancor oggi il fondamento delle più moderne trattazioni delle interazioni deboli.
Dopo il viaggio negli Stati Uniti avvenuto nel 1930, Fermi era stato spesso invitato a svolgervi corsi di lezioni durante le sessioni estive di varie università e aveva ricevuto in più occasioni offerte per cattedre permanenti particolarmente importanti. Più volte egli si era sentito incerto di fronte a queste offerte, combattuto fra il desiderio di restare in Italia e l'aspirazione a vivere e far vivere la propria famiglia in un clima meno increscioso di quello che era andato creando in Italia sotto il fascismo. La decisione fu provocata nel 1938 dalle leggi razziali che lo colpivano nella famiglia: la moglie, Laura, era di origine ebraica. Nell'autunno del 1938 Enrico Fermi accettò un'offerta della Columbia University e, con una regolare aspettativa concessa dal Ministero, si trasferì negli USA. Solo dopo due anni il trasferimento di Enrico Fermi negli USA assumeva il carattere di una partenza definitiva.
Alcuni importanti lavori sulla scissione dell'uranio furono pubblicati da Fermi e collaboratori nel corso del 1939, e presto apparve chiaro che se fosse stato possibile provocare una reazione a catena, ciò avrebbe potuto acquistare un'importanza pratica notevole. La guerra era già in atto in Europa e si stava estendendo a tutto il resto del mondo e, di conseguenza, l’introduzione di una nuova sorgente di energia equivaleva alla possibilità di nuovi ordigni esplosivi. I risultati delle ricerche in questo campo venivano considerati d'importanza militare e quindi tenuti segreti.
Fermi tornò in Italia nell'estate del 1954 per tenere un corso. Ma la sua salute era già minata; rientrato a Chicago, veniva sottoposto a un'operazione esplorativa che permetteva d'individuare ormai troppo tardi il male che lo consumava da tempo. Anche in queste circostanze conservava la sua calma serena fino la momento della morte, nella sua abitazione nei pressi dell'Università di Chicago il 29 novembre 1954. Lidia Procacchia/News ITALIA PRESS




Data inserimento in rete: mercoledì, luglio 18, 2001
IIC Copenaghen - ALLA SCOPERTA DI GIOVANI TALENTI DOVE FU MARIA CALLAS

All’Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen selezione di giovani talenti per il Copenhagen Opera Festival

(News ITALIA PRESS, 17 luglio 2001) L’Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen ha collaborato all’organizzazione della prima edizione del Copenhagen Opera Festival, che fornirà una vetrina anche ai giovani cantanti d’opera – che hanno sempre avuto grandi difficoltà ad incontrare il grande pubblico e avviarsi verso uno sbocco professionale nei teatri.
La selezione dei giovani cantanti avrà luogo il prossimo 29 luglio proprio nell’auditorium dell’Istituto Italiano di Cultura.
Al Forum di Copenaghen, dal 23 agosto al 1 settembre saranno messe in scena Il Rigoletto e la Tosca con la partecipazione di cantanti affermati e di fama internazionale, come il baritono Giorgio Zancanaro, e dell’orchestra e coro della Filarmonica di Roma. E i ruoli minori saranno interpretati dai giovani cantanti che avranno superato la selezione.
I cultori di musica operistica certamente ricordano che fu proprio all’Istituto Italiano di Cultura di Atene che Maria Callas incontrò per la prima volta il pubblico in un’occasione simile a questa. Sicuramente qualche giovane cantante, prima della prova, rivolgerà un pensiero alla grande soprano dedicandole, come usa in teatro, un gesto scaramantico.
“Il nostro scopo principale non è quello di rappresentare un’opera, ma è quello di aiutare i giovani cantanti”, ha dichiarato il baritono Brian Dan, ideatore e animatore del Festival, aggiungendo di essere sicuro che, ancora una volta, nella sala di un Istituto Italiano di Cultura possa nascere una nuova stella del melodramma.
News ITALIA PRESS

IIC Washington - WASHINGTON CELEBRA I 70 ANNI DI ERMANNO OLMI

Dedicandogli una retrospettiva dei suoi film

(News ITALIA PRESS, 16 luglio 2001) A celebrazione del settantesimo compleanno di uno dei più straordinari registi italiani viene presentata a Washington presso la National Gallery of Art e l'American Film Institute la retrospettiva completa di Ermanno Olmi (nato il 24 luglio 1931), il cui approccio sommesso e discreto ai suoi personaggi e ai temi trattati ha prodotto una serie di film di grande significato.
Il regista bergamasco che è spesso anche sceneggiatore, operatore e montatore dei suoi film, ama descrivere la vita degli umili. Il suo esordio risale al 1958 con Il tempo si è fermato. Con Il posto (1961) la poetica dei piccoli mondi popolari trova poi la più alta espressione. I gesti, i fatti e le parole della gente comune vengono riproposti in I fidanzati (1962).
Massima espressione dei suo particolare connubio tra cultura e psicologia, è il suo capolavoro del 1978, L'albero degli zoccoli, vincitore della Palma d'oro al festival di Cannes. Non a caso recitata in dialetto bergamasco da attori non professionisti, la pellicola presenta la vita dei contadini in una cascina alla fine del secolo scorso, in una continua riproposizione di realistico e fantastico.
Tra i suoi film più recenti Lunga vita alla Signora (1987), La leggenda del santo bevitore (1988), Lungo il fiume (1992), Il segreto dl bosco vecchio (1993) Genesis (1994) e Il mestiere delle armi (2000) presentato quest'anno a Cannes e che ha appena vinto il Flaiano Film Festival.
La retrospettiva, che inizia il 14 luglio e si concluderà il 26 agosto è presentata da Cinecittà Holding, la National Gallery of Art, l' American Film Institute e l'Istituto Italiano di Cultura.
News ITALIA PRESS


IIC Amsterdam - AMSTERDAM CELEBRA SOPHIA

Con la proiezione di 40 film della sua straordinaria carriera

(News ITALIA PRESS, 16 luglio 2001) Amsterdam rende omaggio ad una delle attrici italiane più famose e affermate a livello internazionale, Sophia Loren. Presso il Filmmuseum si sta svolgendo una retrospettiva cinematografica che, organizzata in collaborazione con l’Istituto di Cultura di Amsterdam, prevede fino al 29 agosto la proiezione di 40 film.
Grazie alla sua bellezza mediterranea e prorompente, Sofia Scicolone intraprende la professione di modella. L’ingresso al cinema è determinato dall'incontro con il produttore Carlo Ponti, a cui si lega sentimentalmente e sposa in Messico nel 1957.
Solo dal 1952, con La Favorita, sceglie il nome d'arte Sophia Loren con cui è famosa nel mondo. Nel 1954 interpreta parti di rilievo in lavori di registi quali Alessandro Blasetti Tempi nostri e Vittorio De Sica L’oro di Napoli, il quale le conferisce fama mondiale nel vivace ruolo di una popolana.
Già dai primi anni sessanta Sophia Loren raggiunge il successo e la definitiva consacrazione del suo talento è rintracciabile ne La ciociara (1960) di De Sica, film per il quale all’attrice è stato assegnato il premio Oscar, e con Ieri, oggi, domani (1963) ancora di De Sica.
Il 16 giugno 1999 le viene assegnato il David di Donatello per la sua straordinaria carriera.
News ITALIA PRESS


IIC Washington - VILLA BORGHESE A WASHINGTON

Incontro presso l’Istituto Italiano di Cultura

(News ITALIA PRESS, 16 luglio 2001) Villa Borghese protagonista oggi a Washington, nell’incontro organizzato dal locale Istituto Italiano di Cultura. Interviene a presentare la villa romana Alberta Campitelli, Direttore dell'Ufficio Ville e Parchi Storici della Sovraintendenza Comunale di Roma.
La Villa, realizzata nel XVII secolo come residenza del cardinale Scipione Borghese, è divenuta parco pubblico nel 1903. Il passaggio da un uso per pochi ad una apertura indiscriminata ha cambiato l'assetto della Villa, distruggendo in parte le sue caratteristiche. In occasione del Giubileo una imponente campagna di restauri ha riportato la Villa, almeno in parte, alla
bellezza originaria. L'intervento a Washington intende proprio mostrare i più importanti
restauri realizzati.
News ITALIA PRESS