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Data inserimento in rete: giovedì, agosto 30, 2001
IIC Londra - A LONDRA CI SI PREPARA PER PARLARE ITALIANO

Intervista a Stefano Antonio Dejack, Primo Segretario di Mediazione dell'Ambasciata Italiana in Gran Bretagna

(News ITALIA PRESS, 30/8/2001) Anche l'Istituto Italiano di Cultura di Londra sarà tra i protagonisti della Prima Settimana Mondiale della Lingua Italiana, che si svolgerà dal 15 al 20 settembre prossimo coinvolgendo, oltre all'Accademia della Crusca di Firenze - organizzatrice dell'iniziativa insieme al Ministero degli Esteri - ben 96 Istituti e Centri Italiani di Cultura presenti nei cinque continenti. Stefano Antonio Dejack, Primo Segretario di Mediazione dell'Ambasciata Italiana in Gran Bretagna, ci ha spiegato il valore che, soprattutto negli ultimi anni, l'insegnamento della lingua italiana sta sempre più acquisendo in Gran Bretagna, e ci ha illustrato i principali appuntamenti organizzati dall'Istituto Italiano di Londra in occasione di questa iniziativa: "certo l'italiano, non essendo una lingua veicolare, non può sicuramente competere con lo spagnolo o con il francese, per non parlare dell'inglese: di questo nessuno di noi si illude! Ciò nonostante, notiamo che in Gran Bretagna c'è un crescente interesse, e questo ci fa piacere , e quindi riteniamo che valga la pena di investire tutte le forze che siamo capaci di esprimere".

Dottor Dejak, quali sono gli appuntamenti di primo piano che avete in programma per la Settimana della Lingua Italiana?
Per quella settimana noi stiamo promovendo un fitto calendario di iniziative, ma in particolare, due saranno i convegni di particolare importanza. Il primo, che avrà luogo sabato 13 ottobre, vedrà protagonisti i circa 200 docenti di italiano che il Ministero degli Esteri italiano mantiene qui in Gran Bretagna, e i docenti britannici di italiano. All'incontro sarà inoltre presente, inviato da Roma, un ispettore del Ministero dell'Istruzione responsabile per l'estero, ma anche il Presidente dell'Associazione Britannica per l'Insegnamento delle Lingue, il Presidente della Society for Italian Studies, l'associazione di tutti i docenti universitari di italiano in Gran Bretagna e, infine, limitatamente alla situazione scozzese - che ha una sua configurazione particolare rispetto al resto della Gran Bretagna - è stato anche invitato l'Ispettore della Regina per la Scozia. Come le ho detto, questo primo incontro si terrà il 13 ottobre, il sabato prima della vera e propria Settimana della Lingua Italiana, perché purtroppo il week-end successivo cade proprio in un periodo di vacanza delle scuole primarie e secondarie britanniche. Abbiamo però approfittato di questo fatto per organizzare il successivo 20 ottobre un convegno - che si terrà sempre presso l'Istituto Italiano di Cultura di Londra - dal titolo "La lingua Italiana nel tempo: da dove viene e dove va". Questo convegno, rivolto ai docenti universitari, intende, in un certo senso, fare da catalizzatore, incoraggiare e tenere uniti i docenti che si occupano dell'insegnamento dell'italiano in Gran Bretagna.

Qual è il peso dell'insegnamento dell'italiano nelle scuole della Gran Bretagna?
A nostro parere ha un grande peso, in quanto, pur non essendo una lingua veicolare, è la quarta lingua più insegnata in Gran Bretagna. Inoltre, anche se a livelli differenti da quelli di spagnolo, francese e tedesco, l'italiano ha conosciuto, come lo spagnolo, una crescita significativa negli ultimi anni, sia a livello di scuole secondarie e primarie che a livello universitario. Del resto, bisogna ammettere che la Gran Bretagna ha un grosso problema nei confronti delle lingue perché la crescente diffusione dell'inglese nel mondo fa ritenere da un lato meno necessaria la conoscenza di altre lingue - ovviamente sbagliando: questo è infatti un problema di cui il Governo Blair si è fatto carico, e che sta cercando di affrontare. D'altro canto, è anche vero che si è assistito ad un fenomeno di mutamento nell'insegnamento delle lingue: prima infatti l'insegnamento linguistico era prevalentemente nei dipartimenti di lingue, mentre adesso le lingue incominciano a diventare essenziali per qualsiasi settore, e quindi vengono diffusi insegnamenti linguistici - per lo più detraendoli dal dipartimento di lingue - nei dipartimenti di economia o di ingegneria, o in altre facoltà. Inoltre, a fronte di questo fenomeno generale, l'italiano ha conosciuto una crescita che corrisponde all'enorme aumento che c'è stato negli ultimi anni dell'immagine dell'Italia: l'Italia in Gran Bretagna è ormai un sinonimo di stile largamente inteso, e questo si è riverberato sicuramente come popolarità anche sulla lingua. Quindi noi stiamo cercando di fare del nostro meglio con le nostre risorse per incoraggiare questa tendenza.

Avete già, a tal proposito, un calendario completo delle iniziative organizzate in Gran Bretagna in occasione della Settimana della Lingua Italiana?
Si, lo stiamo organizzando. Ci sono 4 giornate seminariali che si terranno con cadenza mensile tra settembre e dicembre, inerenti i vari tipi di lingua - uno è dedicato alla lingua della politica, il secondo alla lingua del cinema, il terzo alla lingua della semantica e l'ultimo alla lingua "al femminile" -, ognuno tenuto da un importante docente inglese. Poi ci sarà una videoconferenza organizzata dal Ministero degli Esteri, che includerà anche un collegamento con l'Istituto Italiano di Cultura di Londra. Inoltre ricorreremo, durante questa Settimana, a un'iniziativa, per così dire, fuori dai canoni: per celebrare la lingua italiana abbiamo infatti pensato di mettere nella metropolitana londinese dei versi di poesie italiane, che saranno così visibili ai milioni di viaggiatori che ogni giorno percorrono Londra. Inoltre stiamo cercando di far sì che nei vari dipartimenti di italiano si tengano, nel corso della Settimana della Lingua Italiana, delle lezioni specifiche, celebratrici di questa iniziativa, col fine, anche, di potenziare e incoraggiare lo studio dell'Italiano. Certo l'italiano, non essendo una lingua veicolare, non può sicuramente competere con lo spagnolo o con il francese, per non parlare dell'inglese: di questo nessuno di noi si illude! Ciò nonostante, notiamo che in Gran Bretagna c'è un crescente interesse, e questo ci fa piacere, e quindi riteniamo che valga la pena di investire tutte le forze che siamo capaci di esprimere. Ghileana Galli / News ITALIA PRESS


Data inserimento in rete: martedì, agosto 28, 2001
IIC Città del Messico - CARLA HORAT, ITALICA IN MOSTRA

In rappresentanza dell’arte italiana contemporanea è stata chiamata ad esporre a Città del Messico Carla Horat, artista inglese ma palermitana d’adozione

(News ITALIA PRESS, 28 agosto 2001) Una ventata di arte italiana sta per arrivare a Città del Messico.
E ciò che maggiormente sorprende sapere è che a farsi portavoce dell’arte contemporanea della Penisola non sia un italiano, bensì un’anglosassone.
Già, perché la capitale messicana si appresta ad accogliere Carla Horat, artista inglese, ma palermitana d’adozione.
E la Horat sarà presente in Messico con ben due mostre: la prima, dal titolo “Attraversamenti”, allestita nelle sale dell’Accademia San Carlos. Tale esposizione presenterà al pubblico d’oltreoceano la produzione grafica dell’artista, la quale si cimenterà anche nella conduzione di un seminario – anche questo ospitato dall’Accademia – sulle nuove tecniche incisorie.
La seconda mostra è invece ospitata – quali a voler sancire l’assoluta italicità dell’artista anglosassone – entro le sale dell’Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico, dove la Horat proporrà i dipinti della mostra “Omaggio a Maria Callas” già esposti al Lincoln Center di New York.
In occasione dell’evento è inoltre prevista la pubblicazione di un catalogo sull’artista, sul cui ruolo entro la pittura italiana si sono espressi nomi autorevoli quali Vincenzo Consolo, Antonello Trombadori, Leonardo Sciascia, Gesualdo Bufalino ed Enrico Baj. News ITALIA PRESS


Data inserimento in rete: lunedì, agosto 27, 2001
IIC Sydney - IIC Melbourne
LA TARANTELLA E IL LAZIO IN TOUR PER L’AUSTRALIA

Eugenio Bennato, le sue tarantelle e i Taranta Powers in tour in Austrialia per diffondere la musica del centrosud dell'Italia. Promossa dalla Regione Lazio, che con l'occasione fa marketing dei prodotti tipici laziali.

(Il Nuovo - News ITALIA PRESS) Cosa c'entra Roma con la tarantella? C'entra, se a suonarla, rivisitata secondo i canoni della world music, è un arista come Eugenio Bennato, accompagnato dal suo gruppo, Taranta Power e se, a fianco del tour, viaggiano i prodotti tipici della Regione Lazio dal vino all'artigianato. E' "Lazio in Fiera" che, con il supporto dei consolati e degli istituti italiani di cultura della maggiori città australiane, promuove la breve tournée del cantautore in Australia. Bennato e i suoi cinque musicisti, che sul palco sono anche cantanti e ballerini, hanno iniziato sabato sera a Perth, nel teatro della University of Western Australia e ieri sera erano a Sydney, in un teatro di Darling Harbour, sullo sfondo della famosa baia. Ultimo appuntamento il 30 agosto a Melbourne, nell'auditorium del museo cittadino. Il Nuovo - News ITALIA PRESS


IIC Montreal - IL CONGRESSO DEGLI ITALO CANADESI E’ FAZIOSO?

Stando al Consigliere del CGIE Carlo Consiglio non esistono dubbi al riguardo, e cita a titolo di esempio quanto recentemente accaduto durante l’organizzazione della “Settimana Italiana” di Montreal, ma il Consolato smentisce…

(News ITALIA PRESS, 27 agosto 2001) “Il Congresso degli italo canadesi non perde mai l'occasione per dare prova della sua anti italianità, della sua faziosità e di non tener conto alcuno di quelli che sono i reali interessi della comunità italiana in Canada”. Questa la presa di posizione del Consigliere canadese del CGIE Carlo Consiglio in merito al comunicato diramato dal Congresso Italo canadese al termine della “Settimana Italiana” di Montreal. “Terminata la manifestazione” commenta Carlo Consiglio “il Congresso degli italo canadesi ha inviato un comunicato stampa questa volta anche alle agenzie italiane che si occupano dell'informazione degli italiani all'estero, con il quale oltre a fare un bilancio della manifestazione, si rinnovano i ringraziamenti a quegli stessi enti, autorita' e imprenditori che hanno contribuito al buon esito della "Settimana Italiana" e cioe' : " Camera di Commercio italiana a Montréal, Governo del Canada, Ministero degli Affari municipali e della Metropoli, la città di Montréal, il Vecchio Porto di Montréal, il Fondo di Solidarietà FTQ, le televisioni TLN, CFMB 1280, Q92, CBC, la"Montreal Gazette" e il "Corriere Italiano". ( cfr AISE del 20 agosto 2001)
Non ha ritenuto però, il Congresso degli Italo Canadesi, ringraziare anche il Governo Italiano, il Consolato Generale di Montreal e l'Istituto Italiano di Cultura di Montreal che pure hanno dato un notevole contributo, e sotto certi aspetti, essenziale alla riuscita della manifestazione. Infatti l'Istututo Italiano di Cultura ha reso possibile la Mostra su Marconi che e' stata il fiore all'occhiello della manifestazione, ed ha fatto partecipare alla inaugurazione della stessa la Principessa Marconi, figlia dell'illustre scienziato. Il Consolato, invece, ha dato un sostanzioso contributo economico nonostante il parere sfavorevole di qualcuno motivando la concessione con il fatto di voler stendere una mano per migliorare anche i rapporti tra i rappresentanti istituzionali della comunita', COMITES e C.G.I.E., ed il Congresso che invece da ingrato non ha nemmeno avuto la decenza di ringraziare. E pensare” conclude Consiglio “che molto spesso contributi chiesti dai COMITES per finanziare ad esempio la Conferenza Canadese dell'emigrazione tenutasi a Toronto alcuni anni fa furono negati”.
Immediata la risposta da parte del Console italiano a Montreal, Gian Lorenzo Tornado, giunto a precisare che “il Consolato Generale d’Italia in Montreal e l’Istituto Italiano di Cultura di Montreal sono stati pubblicamente ringraziati dal Congresso Nazionale degli Italo-canadesi per aver collaborato all’organizzazione della Settimana Italiana in occasione della serata di chiusura della manifestazione, svoltasi di fronte a circa 3.000 persone e menzionati in due comunicati stampa del Congresso in data 31 luglio e 7 agosto. Il Consolato Generale d’Italia a Montreal e l’Istituto Italiano di Cultura di Montreal hanno ritenuto opportuno associarsi alla “Settimana Italiana”, nulla ostando da parte del Com.It.es di Montreal, per partecipare ad uno degli eventi più significativi dell’anno promossi dalla comunità italo-canadese. Sarebbe stato assai difficile infatti, agli occhi delle autorità cittadine e delle migliaia di visitatori affluiti, giustificare un’eventuale assenza dell’Italia dalla “Settimana Italiana”. Una simile scelta avrebbe certamente comportato un danno d’immagine per il nostro Paese qui a Montreal.
La rassegna, articolatasi dal 13 al 19 agosto con oltre trenta manifestazioni svoltesi in dieci diversi punti della città, è culminata con una sfilata di “Moda sotto le stelle” ed un concerto all’aperto dell’Orchestra Sinfonica di Montreal, dedicato a Giuseppe Verdi che hanno avuto uno straordinario successo di pubblico. Il coinvolgimento, per la prima volta, del Consolato Generale e dell’Istituto di Cultura nell’organizzazione della Settimana italiana di Montreal è stato molto apprezzato dalle autorità locali. Partecipando alla rassegna ed iscrivendo i rispettivi “loghi” sui manifesti affissi in tutto il centro storico, Consolato ed Istituto di Cultura hanno trovato la loro collocazione naturale in questa iniziativa ed acquistato una grande visibilità cui sarebbe stato, a mio parere, un errore rinunciare in nome dei dissapori esistenti con il Congresso. Precipuo compito dell’autorità consolare è infatti, a giudizio dello scrivente, partecipare a tutte le manifestazioni promozionali del nostro Paese e favorire sempre il dialogo e la collaborazione con tutte le componenti delle nostre comunità all’estero, siano esse italiane o di origine italiana, tanto più quando esse sono rappresentative e quando possono contare su legami privilegiati con le autorità governative del Paese di accreditamento. Senza dialogo e senza collaborazione tra le parti diviene altrimenti molto più difficile per la diplomazia creare presupposti favorevoli per il negoziato”. News ITALIA PRESS