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Notiziario online dedicato agli Istituti italiani di cultura all'estero
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Data inserimento in rete: venerdì, ottobre 19, 2001
IIC Istituti italiani di cultura - CRUSCA: LINGUA ITALIANA NON E' A RISCHIO ESTINZIONE

Firenze, 18 ott. - (Adnkronos) - La lingua italiana non è a rischio di estinzione ma, anzi, gode di ottima salute. La sua integrità non è minata dall'avanzata dell'inglese mentre rischia, comunque, di diventare un idioma 'imbastardito', se non si porrà un argine all'esibizionismo di molti oratori che, sempre più spesso, infiorettano i loro discorsi con parole straniere. E' questa la diagnosi sulla lingua italiana che il professor Francesco Sabatini, presidente dell'Accademia della Crusca, la secolare istituzione fiorentina incaricata di conservare la purezza della lingua di Dante Alighieri, ha fatto oggi a Firenze.
L'analisi di Sabatini è arrivata in occasione della teleconferenza via internet con dieci istituti italiani di cultura all'estero, promossa nell'ambito delle iniziative organizzate dal ministero degli Esteri per la prima ''Settimana della lingua italiana nel mondo''.
''Lo stato di salute dell'italiano è buono - ha sostenuto Sabatini - ma tutti devono impegnarsi a rendere la nostra lingua nazionale sempre più chiara e a non farla sconfinare in un gergo. Dobbiamo aver fiducia sulla funzione della nostra lingua, che - ha insistito il Presidente dell'Accademia della Crusca - un'importanza letteraria ma anche e soprattutto, ormai, e' uno strumento di comunicazione quotidiano''. Sabatini ha smentito, quindi, ''le fosche previsioni'' di alcuni studiosi, che definiscono l'italiano come ''lingua in punto di morte''.
''E' semplicemente una sciocchezza - ha continuato Sabatini - pensare che i cambiamenti subiti dall'italiano negli ultimi venti o trent'anni possano aver rovinato la bellezza della lingua di Dante, Boccaccio e Petrarca. Gli stravolgimenti non avvengono in pochi decenni, ma nel corso di molti secoli. E quindi non possiamo sapere come sarà l'italiano fra 500 anni, mentre tutti, fin da adesso, possiamo impegnarci per difenderlo dalle brutture''. Il presidente dell'Accademia fiorentina ha poi ricordato che tre sono i ''guasti'' da evitare se non vogliamo imbastardire l'italiano. ''Le classi medio-alte devono evitare l'esibizionismo delle parole straniere, che diventa provincialismo nelle classi sociali più popolari. I ceti intellettuali del nostro Paese, inoltre, hanno un paradossale atteggiamento snobistico nei confronti dell'italiano, mentre c'è bisogno - ha sottolineato Sabatini- di una maggior educazione anche da parte della scuola, per apprezzare il patrominio culturale della nostra lingua l'unico al mondo''. Alla teleconferenza via internet hanno partecipato anche numerose personalità della cultura, rispondendo ai quesiti degli ospiti stranieri presenti negli istituti italiani di cultura a Mosca, Pechino, Buenos Aires, San Paolo del Brasile, Parigi, Tokyo, Amsterdam, Il Cairo, Berlino e Città del Messico. A Firenze erano presenti anche il poeta Mario Luzi, l'astrofisica Margherita Hack, il giornalista Giulio Nascimbeni, l'antropologo Fosco Maraini, il giornalista televisivo Federico Fazzuoli e l'illustre linguista Giovanni Nencioni.


Data inserimento in rete: giovedì, ottobre 18, 2001
IIC Istituti italiani di cultura - IN TELECONFERENZA DA TUTTO IL MONDO CON L’ACCADEMIA DELLA CRUSCA

Oggi a Firenze in occasione della ''Settimana della lingua italiana nel mondo''

(News ITALIA PRESS, 18 ottobre 2001) Una teleconferenza via internet in diretta dall’Accademia della Crusca con dieci istituti italiani di cultura all'estero promossa nell'ambito delle iniziative organizzate dal ministero degli Esteri per la prima ''Settimana della lingua italiana nel mondo''.
''Lo stato di salute dell'italiano e' buono -ha sostenuto Francesco Sabatini, Presidente dell’Accademia della Crusca- ma tutti devono impegnarsi a rendere la nostra lingua nazionale sempre piu' chiara e a non farla sconfinare in un gergo. Dobbiamo aver fiducia sulla funzione della nostra lingua, che -ha insistito il Presidente dell'Accademia della Crusca- ha un'importanza letteraria ma anche e soprattutto, ormai, e' uno strumento di comunicazione quotidiano''.
Alla teleconferenza via internet presso la Crusca hanno partecipato numerose personalita' della cultura, rispondendo ai quesiti degli ospiti stranieri presenti negli istituti italiani di cultura a Mosca, Pechino, Buenos Aires, San Paolo del Brasile, Parigi, Tokyo, Amsterdam, Il Cairo, Berlino e Citta' del Messico. A Firenze erano presenti anche il poeta Mario Luzi, l'astrofisica Margherita Hack, il giornalista Giulio Nascimbeni, l'antropologo Fosco Maraini, il giornalista televisivo Federico Fazzuoli e l'illustre linguista Giovanni Nencioni. Nel corso della teleconferenza fiorentina, il poeta Mario Luzi, piu' volte candidato al premio Nobel, ha sottolineato la necessita' che proprio gli autori ''siano in prima fila nel maneggiare con cura le parole della nostra bella lingua e le rendano onore, evitando la sua banalizzazione''. L'ambasciatore Francesco Aloisi de Larderel, direttore generale per la Cooperazione e la promozione culturale del ministero degli Affari Esteri ha invece sottolineato la “forte domanda di conoscenza della nostra lingua in ogni parte del mondo -ha infatti rilevato- e questo anche perche' l'Italia e' un paese molto internazionalizzato. Noi non dobbiamo fare propaganda all'italiano, poiche' non siamo in una posizione di retroguardia ma, semmai, dobbiamo rispondere ad una domanda di conoscenza che e' sempre piu' vasta e crescente''. News ITALIA PRESS


IIC Copenaghen - MUSICA: A COPENAGHEN CELEBRATI DUECENTO ANNI NASCITA BELLINI

(ANSA) - COPENAGHEN, 18 OTT - Una mostra di spartiti originali, lettere e altro materiale proveniente dalla biblioteca di Santa Cecilia e dal teatro dell'Opera di Roma, è stata inaugurata ieri sera all'Istituto italiano di Cultura di Copenaghen, al termine di una applaudita serata di canto in occasione del bicentenario della nascita di Vincenzo Bellini.
I giovani cantanti della società danese "Belcanto", nata per sostenere e diffondere la musica italiana, hanno eseguito le arie più celebri di Bellini, dopo una conferenza del professor Olimpio Musso dell'Università di Firenze ricca di spunti di riflessione e notizie inedite sul musicista siciliano, e una introduzione del direttore dell'Istituto, Sergio Scapin.
La serata è stata preceduta, nei giorni scorsi, da una "Norma" in versione da concerto, all'Auditorium della radio danese, con la partecipazione del soprano Inga Nielsen e del tenore Francisco Araiza: in quell'occasione l'Istituto di cultura ha trasferito in una sala dell'Auditorium una parte dei materiali della mostra, compresi due costumi disegnati da Odette Nicoletti per la Norma dell'Opera di Roma del 1999.
La celebrazione del bicentenario di Bellini, ha sottolineato il direttore dell'Istituto, è più che opportuna in Danimarca, un paese dove sembrano farsi sentire le conseguenze della massiccia, organizzata opposizione del mondo musicale locale all'opera italiana nei primi decenni dei 19esimo secolo.
Al contrario del re Cristiano VIII, che aveva scritturato una compagnia operistica italiana per 10 anni (dal 1842 al '53) al teatro di corte di Christiansborg, gruppi di musicisti organizzati dal compositore di origine tedesca Fridrich Weyse, boicottavano infatti regolarmente a suon di fischi e gazzarre le opere italiane, soprattutto quelle del Bellini, che finirono per scomparire definitivamente dal cartellone del teatro reale danese. L'ultima rappresentazione della Norma in Danimarca risale al 1906. II concerto dell'auditorium della Radio, e poi quello dell'Istituto di cultura negli ultimi giorni, fanno sperare in una rinnovata attenzione per la musica di Bellini anche in Danimarca.
Tra i materiali esposti alla mostra, oltre alla partitura autografa della Norma, lettere e composizioni autografe, bozzetti originali e numerosi libretti delle prime in tutto il mondo. (ANSA).


IIC Monaco - LINGUA, SENTIMENTO E CREATIVITÀ: SEMINARIO A MONACO

(News ITALIA PRESS, 18 ottobre 2001) In occasione della chiusura della “Settimana della lingua italiana nel mondo” indetta dal Ministero per gli Affari Esteri, in collaborazione con l’Accademia della Crusca di Firenze, e con il patrocinio del Presidente della Repubblica, l’Istituto di Cultura di Monaco (Germania) organizza per sabato 20 ottobre un incontro-convegno dal titolo “La lingua del cuore/ La lingua salvata”. La manifestazione, che si svolge in collaborazione con il Comitato Italiani all’Estero – Comites – prevede la partecipazione del gruppo artistico italiano “Scripta manent”. Partendo dal motto di Leonardo da Vinci “ogni nostra cognizione principia da’ sentimenti”, i partecipanti discuteranno sul rapporto fra lingua, sentimento e creatività, proponendo esperienze personali e riflessioni.

News ITALIA PRESS


IIC Vancouver - FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI VANCOUVER: IL PRIMO PREMIO AL DOCUMENTARIO ITALIANO JUNG (GUERRA) NELLA TERRA DEI MUJAHEDDIN

VANCOUVER \ aise \ 18 ottobre 2001- Il documentario Jung (Guerra) nella terra dei Mujaheddin, realizzato da Alberto Vendemmiati e Fabrizio Lazzaretti, ha vinto il primo premio come miglior lungometraggio a carattere documentaristico del Ventesimo Festival Internazionale del Cinema di Vancouver. Il documentario era uno dei cinque film italiani presenti al Festival di quest’anno grazie alla collaborazione fra l’organizzazione del Festival e l’Istituto Italiano di Cultura di Vancouver. Prodotto da Giuseppe Petitto per la Karousel Films, Jung (Guerra) nella terra dei Mujaheddin racconta la realtà quotidiana del popolo afgano dopo l’avvento del regime dei Talebani, dal punto di vista di un medico e di un giornalista che riescono fra mille ostacoli ad aprire un ospedale per curare i civili feriti dalla guerra o dalle mine.
Nella motivazione del premio conferito al film, si legge fra l’altro che “la scelta di questo film per il premio da parte dei giurati [si lega] allo straordinario linguaggio cinematografico, ottenuto in condizioni di estrema difficoltà”. Il premio è accompagnato da un assegno di 2.000 dollari canadesi. (aise)





PARLARE CON IL CORPO

IIC Melbourne - Incontro con Elettra De Salvo, attrice di teatro e insegnante di arte drammatica a Berlino e Francoforte, a Melbourne per la settimana della lingua italiana del mondo

(News ITALIA PRESS, 17 ottobre 2001) Ci sono molte maniere di insegnare l’arte teatrale. Quella di Elettra De Salvo, attrice di teatro e insegnante di arte drammatica a Berlino e Francoforte è una maniera nuova e poco popolare.
“Mi interessa lavorare con il corpo e questa non è una pratica usuale” racconta Elettra al giornale australiano in lingua italiana “Il Globo”. “Io cerco di insegnare ai miei studenti a non trascurare lo strumento tramite cui usiamo la parola e non relegarlo ad un ruolo marginale. Usarlo invece come mezzo di trasmissione delle emozioni che vogliamo esprimere quando siamo in scena”.
Elettra è nata a Roma ed è laureata in Scienze teatrali presso l’Università La Sapienza di Roma. Si trova in Australia in occasione della Settimana della lingua italiana del mondo organizzata e tenuta dall’Istituto Italiano di Cultura di Melbourne dal 15 al 20 ottobre dove recita per la sezione L’italiano e le arti della parola: “Frammenti d’Italia: passeggiata letteraria attraverso la lingua e la cultura dai classici ai giorni nostri”. Sarà all’Università di Melbourne per condurre un workshop per gli studenti di arte drammatica.
Elettra insegna e recita per il teatro sperimentale. I suoi lavori girano nei circuiti regionali ed internazionali. Fra le produzioni più recenti si citano “Intervenus” di Prue Lang (Compagnia di William Forsythe) e un omaggio a Rolf Dieter Brinkman in occasione dell’anniversario della sua morte, “La carne prolifera dappertutto”. News ITALIA PRESS


Data inserimento in rete: martedì, ottobre 16, 2001
IIC Città del Messico - LA TRADUTTRICE DI PAVESE AL CONVEGNO DI CITTÀ DEL MESSICO

Tavola rotonda organizzata nell’ambito della Settimana della lingua italiana

(News ITALIA PRESS, 16 ottobre 2001) La traduttrice dell’opera poetica integrale di Cesare Pavese, la professoressa Elvia de Angelis, partecipa presentando i propri recenti studi sull’autore italiano alla tavola rotonda organizzata presso l’Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico, evento culturale inserito nel calendario della Settimana della lingua e cultura italiana che si svolge fino al prossimo 20 ottobre.
Il primo libro di Cesare Pavese, Lavorare stanca (Firenze 1936; edizione definitiva, 1943), è una raccolta di poesie che denotano nell'autore il riallacciarsi ad un ambito regionale, crepuscolare. Fu un insuccesso, quasi scontato, in tempi in cui l’unica poesia possibile sembrava essere quella rarefatta e dolorosa dei poeti ermetici. Lavorare stanca si presentava invece con caratteristiche prepotentemente originali, sia sotto il profilo stilistico, sia sotto quello dei contenuti. Sotto il profilo stilistico proponeva il modulo della poesia-racconto, prosastica, discorsiva. I temi anticipavano quelli della successiva opera narrativa, e sono in fondo riducibili ad uno cui gli altri si ricollegano: il dissidio insanabile tra mito e storia, mito e realtà. Realtà di cui lo scrittore vede il paradigma nella moderna città industriale (Torino), con i suoi viluppi di ipocrisie, di solitudine, di angoscia. Mito che per Pavese s’identifica con l’infanzia, con il paese natale (Le Langhe), con l’innocenza che l’umanità ha perduto nel corso della storia, che ogni uomo perde nel corso della vita; in sintesi, s’identifica con la Natura. Questa è l’idillio di teneri cieli, di vigne e cascinali e torrenti, ma è anche la campagna come la fatica e abbrutimento; infatti ‘lavorare stanca’. Il dissidio mito-storia declina in altre dicotomie (campagna-città, infanzia-maturità), che sarebbero state ricorrenti nodi dolorosi del mondo pavesiano.
Una figura tipica del mondo di Pavese è quella dell’espatriato che, legato affettivamente all’infanzia e al paese natale, la vita ha sradicato. Questo personaggio, che già compare nella prima lirica I mari del sud di Lavorare stanca, tenta il recupero di una felicità perduta, la vittoria sull’incomunicabilità, sulla condizione alienata. Ma il ritorno è amaro, l’infanzia è irrecuperabile, questi i temi dal primo romanzo Paesi tuoi all’ultimo La luna e i falò. Sfiorata la perfezione con La luna e i falò, l'esperienza dell’arte e della vita di Pavese si è chiusa. Il 27 agosto 1950, in una camera d'albergo a Torino, Cesare Pavese si tolse la vita. Lasciò scritto a penna sulla prima pagina de I dialoghi con Leucò: "perdono a tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi". News ITALIA PRESS


IIC Londra - L’ITALIANO IN GRAN BRETAGNA E L’INGLESE IN ITALIA

Il confronto, a Londra, inaugura la Settimana della lingua

(News ITALIA PRESS, 16 ottobre 2001) Nel quadro delle iniziative per l’Anno Europeo delle Lingue, l’Ambasciata d’Italia in Gran Bretagna ha organizzato nei giorni scorsi, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Londra, un convegno dal titolo “The teaching of foreign languages in Italy and UK: an exchange of views” (L’insegnamento delle lingue straniere in Italia e Regno Unito: uno scambio di vedute), cui ha partecipato - insieme a docenti e dirigenti scolastici italiani - un folto numero di funzionari ed insegnanti britannici interessati alla diffusione dell'insegnamento dell'Italiano in Gran Bretagna. Al Convegno, sono intervenuti l’Ispettore del Ministero della Pubblica Istruzione, Università e Ricerca, Luigi Clavarino, il Presidente della “Association for Language Learning”, Terry Lamb, e l’Ispettore della Regina per le Scuole scozzesi, Robert McKinstry ed il Presidente della Society of Italian Studies, prof. David Robey.
L’iniziativa ha voluto inaugurare la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo in Gran Bretagna, ma è servita soprattutto per uno scambio di vedute fra operatori del settore dei due Paesi ed un confronto sull’evoluzione dell’insegnamento linguistico nei rispettivi sistemi scolastici, consentendo di raccogliere suggerimenti per l’ulteriore consolidamento ed il migliore utilizzo delle risorse finanziarie ed umane (oltre settanta docenti) messe a disposizione dal Ministero degli Affari Esteri.
I relatori britannici hanno riferito la crescente attenzione governativa alla diffusione dell'insegnamento linguistico: una lingua straniera è obbligatoria dal 1990 in Inghilterra negli ultimi quattro anni della scuola dell'obbligo (12-16 anni), mentre in Scozia dal 1993 l’obbligo parte dai 10 anni di età. Nelle scuole britanniche l’insegnamento dell’Italiano segue per diffusione il Francese, lo Spagnolo e il Tedesco, seppur con un ampio gap; esso viene insegnato soprattutto nei centri di tradizionale insediamento dell’emigrazione italiana, ma vi sono incoraggianti segnali di crescita di interesse anche al di fuori di tali ambiti.
La Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, che si concluderà il prossimo 21 ottobre, proseguirà con una serie di eventi consultabili sul sito Internet dell’Istituto di Cultura di Londra all’indirizzo www.italcultur.org.uk o dell’Ambasciata www.embitaly.org.uk. News ITALIA PRESS


IIC Istituti italiani di cultura - CRUSCA: TELECONFERENZA MONDIALE CON ISTITUTI CULTURA

Firenze, 16 ott. (Adnkronos) - Il futuro della lingua italiana sarà al centro dell'iniziativa che coinvolgerà giovedì 18 ottobre l'Accademia della Crusca e dieci tra le principali sedi di Istituti italiani di cultura all'estero. L'iniziativa rientra nell'ambito delle manifestazioni della 'Prima Settimana della Lingua italiana nel mondo', organizzata dal ministero degli Esteri con la collaborazione del ministero per gli Italiani nel mondo.
I dieci istituti di cultura si collegheranno con la sede fiorentina della Crusca in teleconferenza tramite Internet, dalle 10 del mattino fino alle ore 23.
Da Sydney al Cairo, da Amsterdam a Pechino, da Parigi a San Paolo del Brasile decine di studiosi dibatteranno temi relativi alla lingua italiana grazie alle domande rivolte a personalità della cultura italiana riuniti presso la storica accademia incaricata di custodire la purezza della lingua italiana. A rispondere alle domande saranno, tra gli altri, l'astrofisica Margherita Hack, il linguista Maurizio Lupoi, il giornalista e critico letterario Giulio Nascimbeni, il poeta Edoardo Sanguineti, il giornalista Sergio Zavoli, il presidente dell'Accademia della Crusca Francesco Sabatini.


Data inserimento in rete: lunedì, ottobre 15, 2001
IIC Helsinki - IL FUTURO DELL’ITALIANO IN FINLANDIA
Conferenza nell’ambito della Settimana della lingua italiana

(News ITALIA PRESS, 15 ottobre 2001) “Il futuro dell’italiano” è il tema della conferenza che Raffaele Simone, professore ordinario di Linguistica Generale presso la Terza Università di Roma, svolge presso la sede dell’Istituto Italiano di Cultura in Finlandia, su invito dell’Università degli studi di Helsinki e dell’Università degli studi di Turku, all’interno delle attività previste nell’ambito della “Settimana della lingua italiana”, in programma dal 15 al 20 ottobre.
Gli interessi scientifici attuali del Prof. Raffaele Simone sono la teoria della grammatica, la comparazione tra le lingue romanze, la linguistica italiana, la storia del pensiero linguistico, la tipologia linguistica. Simone pratica una linguistica che chiama “transazionale”, nella quale il linguaggio è studiato in collegamento con i determinismi bio-psicologici dell'utente, e le lingue sono concepite come strumenti tendenzialmente ergonomici di comunicazione. Per questo si è occupato in particolare di analizzare gli aspetti non “arbitrari” delle lingue, lavorando in particolare sull'idea di “iconicità”. I codici linguistici sono “iconici” se l’espressione ha un rapporto di somiglianza con il contenuto che esprime, mentre sono “arbitrari” se non esiste alcun tipo di somiglianza tra espressione e contenuto.
Dall’approfondimento della storia del pensiero linguistico e dalla ricerca di orientamenti non arbitraristi Raffaele Simone procede verso l'elaborazione di una teoria dei fondamenti del linguaggio. Egli opera l'analisi di singoli fenomeni linguistici a partire dagli aspetti semiotici delle lingue, intese come sistemi di segni muniti di proprietà particolari. A ciò aggiunge una speciale attenzione verso le strutture dell'italiano e gli usi di questa lingua nella società attuale. Presentano in forma critica i risultati di tali ricerche i suoi lavori: L'italiano in Europa (Le Monnier, Firenze, 1990); Caratteri originali dell'italiano (Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma, 1991); Introduzione all'italiano contemporaneo, Struttura e variazioni (Laterza, Bari-Roma 1993); La costruzione del testo in italiano. Sistemi costruttivi e testi costruiti (Cesati, Firenze, 1996). News ITALIA PRESS


IIC Oslo - PAESAGGI DA MITO, PAESAGGI DA SOGNO

Straordinario successo alla Galleria Nazionale di Oslo del la mostra “Natura e Mito. Paesaggi Italiani del '600 e del '700”

(News ITALIA PRESS, 15 ottobre 2001) È stata inaugurata presso la Galleria Nazionale di Oslo la mostra “Natura e Mito. Paesaggi Italiani del '600 e del '700”, e il successo è stato straordinario. Più di cinquecento persone hanno affollato le sale del museo norvegese per vedere la splendida selezione di dipinti, personalmente curata da Lorenza Mochi Onori, Direttrice della Galleria Nazionale di Arte Antica di Palazzo Barberini, che è stata capace di assemblare in un pregevole percorso artistico quei capolavori che seppero illustrare, tra natura a mito, i nostri paesaggi, secondo una tradizione che dal '600 in poi avrebbe influenzato tutta l'Europa.
Sotto l'Alto Patronato del Presidente Ciampi, da un'idea dell'Ambasciata d'Italia a Oslo, grazie alla concreta opera del locale Istituto Italiano di Cultura e al sostegno del Ministero degli Esteri e della Norsk Agip, ha avuto dunque luce la più bella mostra di dipinti sull'Italia mai realizzata in Scandinavia. “Una mostra di alto valore pittorico, un progetto coerente e unitario - come l'ha definito il quotidiano ‘Aftenposten’ - frutto di una sensibilità artistica tipicamente italiana.” Un'apertura che gli organizzatori hanno preparato in un clima garbatamente barocco, e che il Ministro della Cultura norvegese Ellen Horn nell'inaugurazione ufficiale ha voluto sottolineare con parole piene di entusiasmo e di ammirazione per l'Italia, “paese di sogni, di miti e di desideri.” Prima di lei, era stato l'Ambasciatore d'Italia Andrea G. Mochi Onory di Saluzzo a pronunciare la frase più significativa: “Benvenuti in Italia!” E sebbene si fosse a Oslo, era davvero questo il sentimento di ospitalità che tutti i visitatori stavano provando: un benvenuto vero e proprio a tutti coloro, e in Norvegia son tanti!, che si recano nel nostro paese, e un benvenuto ideale ai Reali di Norvegia, che tra pochissimi giorni saranno in Italia per una Visita di Stato attesa da quarant'anni. News ITALIA PRESS


IIC Melbourne - LA SETTIMANA DELLA LINGUA ITALIANA A MELBOURNE
Programma organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Melbourne. Le arti della parola

(Il Globo – News ITALIA PRESS, 15 ottobre 2001) Nell’ambito della “Settimana della lingua italiana nel mondo”, l’iniziativa - che prende il via da oggi 15 al 20 ottobre - del Ministero degli Affari Esteri e dell’Accademia della Crusca, in collaborazione con la rete dei 93 Istituti di Cultura nei cinque continenti, le attività organizzate dall’Istituto di Cultura di Melbourne sono molteplici e comprendono laboratori teatrali, laboratori di scrittura creativa, conferenze, mostre di libri, seminari sui cantautori italiani, una videoconferenza, argomenti di carattere linguistico e inerenti all’italiano e le arti della parola.
Oltre che ad autorevoli contributi da parte di personalità locali, vi saranno ospiti di richiamo dall’esterno, dall’ex Premier Gough Whitlam, al noto giornalista dell’ABC George Negus e dall’Italia l’attrice di teatro Elettra de Salvo e la linguista Cecilia Andorno.
Per il segmento “l’Italiano e le arti della parola” Elettra de Salvo presenterà la sua lettura scenico-musicale costituita di frammenti o meglio scintille di letteratura in questa sua passeggiata attraverso la lingua e la cultura italiana dai classici ai giorni nostri. Da Dante a De Filippo, da Marinetti a Malerba per finire con Calvino, approdando poi a Roberto Benigni. Un invito semiserio all’ascolto, alla riflessione, ma anche al sorriso sull’Italia, soprattutto sull’Italia che cambia e naturalmente sugli italiani. “Special guest” della serata sarà un breve brano sia in lingua italiana che in originale, dell’americana Gertrude Stein, “Italians” uno dei suoi esperimenti letterari più surreali e divertenti con cui ha cercato di descrivere il popolo italiano.
Elettra de Salvo è nata e vive a Roma ma risiede anche a Berlino e Francoforte. Con un dottorato in scienze teatrali all’Università La Sapienza di Roma, ha fondato l’organizzazione “Produzioni E.D.S.” nel 1998. Tali produzioni sono in collaborazione con il Ministero delle Scienze e della Cultura dell’Assia, il Dipartimento di Scienze e Cultura della città di Francoforte, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma, l’Istituto Goethe di Roma, il Centro Ricerche Musicali di Roma, gli enti Radio-televisivi italiani e tedeschi nonche’ gli Istituti Italiani di Cultura di Berlino, Francoforte , Colonia e Amburgo. Negli ultimi dieci anni è stata coinvolta in progetti che l’hanno vista come unica artista e in collaborazione con altri attori. I suoi lavori circolano nei circuiti regionali e internazionali. Fra le produzioni più recenti, per citarne solo alcune, “Intervenus”, una performance a base di video e istallazione di Prue Lang (Compagnia William Forsythe del Ballett Frankfurt), un omaggio a Rolf Dieter Brinkmann “La carne prolifera dappertutto”, in occasione del venticinquesimo anniversario della sua morte, una performance-omaggio alla danzatrice Valeska Gert e un collage di teatro-musica-danza dedicato a Eleonora Duse.
A completare la serata di teatro, “The Italian Drama Company”, con l’interpretazione di Rosemarie Di Martino e Mimmo Mangione, presenterà una scena finale di “Filomena Marturano” di Eduardo De Filippo. In chiusura, per la “Compagnia Teatrale Italo-Ausraliana”si avvicenderanno nella lettura di brevi brani tratti da tre opere teatrali di Nino Randazzo, con introduzione di Franco Miotti: Tony Cuomo (da “Il pane e le rose”); Mario Mori e Merita Fittipaldi (da “Gli amici mi aspettano”); Maria Irwin, Pino Lamberti, Merita Fittipaldi (da “Andata e ritorno”. Il Globo – News ITALIA PRESS