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Data inserimento in rete: venerdì, novembre 02, 2001
IIC Caracas - “PROGETTO RITORNO” ALLA SETTIMANA DELLA MAGNA GRECIA A CARACAS
A chiusura della Settimana un programma per favorire il turismo degli emigrati e degli oriundi in Italia

(News ITALIA PRESS, 2 novembre 2001) Ha ottenuto il Patrocinio del Parlamento Europeo il “Progetto Ritorno” che l'Associazione Internazionale Magna Grecia ha predisposto per favorire i flussi turistici degli italiani all'estero verso le Regioni. “E' un riconoscimento importante” ha dichiarato il presidente dell'Associazione Nino Foti, “che giunge dalla Comunità Europea nel momento in cui è partita la prima fase di Agenda 2000 nel cui ambito il Progetto Ritorno può trovare spazi adeguati”.
Nel concludere la terza giornata della Settimana della Magna Grecia (31 ottobre), che, giunta quest'anno alla quinta edizione si e' svolta a Caracas in Venezuela, il presidente Foti ha aggiunto che il progetto deve essere in questa fase esaminato con le singole Regioni del Mezzogiorno per le necessarie integrazioni in rapporto alle esigenze di ciascuna realtà regionale. Le regioni interessate sono quelle comprese nell'obiettivo uno dei programmi europei e cioè Sicilia, Calabria, Puglia Basilicata, Campania e Sardegna.
La Regione Calabria, rappresentata a Caracas dal portavoce del Presidente Chiaravalloti, Fausto Taverniti, che ha coordinato il dibattito della giornata conclusiva destinata ad approfondire i risvolti dell'offerta turistica, considera questa risorsa una priorità strategica. Una offerta, secondo Taverniti, che nelle intenzioni della Giunta Calabrese si vuole diversificata e di qualità.
La completa adesione al progetto dell'Associazione Magna Grecia è stata dichiarata anche dal deputato regionale della Sicilia Fabio Maria Mancuso presente nella capitale venezuelana in rappresentanza del Presidente Cuffaro, il sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone.
Interesse verso il Progetto Ritorno è stato anche manifestato per la provincia di Roma dal Presidente del Consiglio Provinciale Alberto Pascucci e per il Comune capitolino dal consigliere comunale Gianfranco Bafundi, Presidente della commissione consiliare per la trasparenza del Campidoglio. Quest'ultimo in particolare, nel sottolineare la grande risorsa rappresentata anche per l'Italia delle comunità che vivono all'estero, ha richiamato l’interesse delle nuove generazioni a tornare in Italia non solo per turismo ma anche per lavoro. Dal canto suo Pascucci ha sostenuto l'esigenza di una radicale riforma degli organismi e degli enti che promuovono il turismo all'estero per farne strutture operative agili, e, a proposito del voto degli italiani all'estero ha chiesto che le comunità siano chiamate anche a contribuire alla elezione delle assemblee locali che sono la realtà istituzionali più vicine al cittadino, anche a quello che risiede all'estero.
Nel corso dell'ultima giornata del meeting della Magna Grecia hanno anche parlato la direttrice dell'ufficio ENIT per il Sud America di Buenos Aires Fiorenza Lodi, la presidente del consorzio Italian in Italy, turismo e cultura, Giuseppina Foti, il direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Caracas Francesco Iurlano ed il dott. Antonello Errigo dell'ISFOL di Torino.
La Settimana della Magna Grecia si è conclusa nella sede dell'ambasciata italiana di Caracas, alla presenza dell'ambasciatore Adriano Benedetti e di una numerosa e qualificata rappresentanza della comunità italiana del Venezuela, con la consegna dei Premi Internazionali che l'Associazione assegna ogni anno ad esponenti delle comunità particolarmente distintisi. Questa volta i premi consistenti in una artistica riproduzione di una maschera greca opera dell'orafo calabrese Gerardo Sacco, sono andati al Rettore dell'Università Centrale del Venezuela Giuseppe Giannetto Pace ed al Centro Studi Emigrazioni dei padri scalabriniani. Un premio speciale è stato conferito al Ministro per gli Italiani nel Mondo Mirko Tremaglia. News ITALIA PRESS


IIC Atene - ITALIANI IN GRECIA: CONSERVARE LA PROPRIA IDENTITA’


(News ITALIA PRESS, 2 novembre 2001) “Un’occasione per diffondere con piu’ incisività la nostra cultura nel mondo greco”. Così Angelo Saracini, Segretario del Comites di Atene e Direttore di Identità definisce l’incontro che ha visto ieri 1 novembre riuniti all’Hotel Grand Bretagna di Atene i rappresentanti della comunità italo-greca.
“E’ il secondo anno che il Console d’Italia Carmelo Barbarello promuove quest’incontro ed era atteso sia da parte italiana, sia da parte greca”. L’incontro, infatti, intende radunare attorno alla cultura italiana tutti coloro che, italiani o greci, di essa si interessano dal punto di vista culturale o economico. Erano presenti tra gli altri, il rappresentante dell’Istituto Italiano di Cultura, della Camera di Commercio Italiana, della Società Dante Alighieri, la SAISA (associazione che raduna i diplomati della scuola italiana di Atene), il SEPI (cui sono associati i greci laureati in Italia) ed alcuni corrispondenti di giornali italiani.
Tra le iniziative di cui si è discusso ci sono la creazione di un circolo ricreativo, l’organizzazione di corsi per ragazzi nel campo dello sport ed artistico, la promozione di iniziative a favore degli anziani per il recupero del patrimonio culturale degli italiani in Grecia, rafforzamento del Caffe’ Italia con l’individuazione di una sede. Il tutto auspicando il coinvolgimento di Associazioni ed Enti italiani e greci.
“D’immediato interesse è il recupero del patrimonio culturale delle vecchie generazioni” sottolinea Angelo Saracini “il patrimonio, cioè, di quella radice di comunità che fino a quarant’anni fa era molto numerosa, soprattutto ad Atene, Zacinto, Corfù, e che dopo una diminuzione è tornata a crescere come numero negli ultimi quindici anni Dobbiamo valorizzare un patrimonio che nella sola Atene conta su circa 5000 persone e dobbiamo farlo innanzitutto attraverso le strutture che già esistono e l’apporto dell’energia che possono invece portare le nuove generazioni”.
Dall’incontro è emersa anche l’esigenza di dare vita ad un Circolo Italiano che sia al di fuori delle strutture tradizionali esistenti e che possa meglio rispondere al sentire delle nuove generazioni e dei greci italofili.News ITALIA PRESS



IIC Melbourne - MUSICA INEDITA DEL GIOVANE VERDI
Iniziativa dell’Istituto Italiano di Cultura di Melbourne nell’anno verdiano

(Il Globo - News ITALIA PRESS, 2 novembre 2001) A conclusione delle celebrazioni per i cento anni dalla morte di Verdi il 4 novembre verrà eseguito un breve concerto alla chiesa di San Francesco di Melbourne di musica sacra del giovane Giuseppe Verdi, ritrovati dopo un periodo di ricerca effettuato dal maestro Dino Rizzo in Italia.
I due pezzi, il Kyrie e il Gloria in Excelsis Deo, fanno parte di una Messa Solenne composta dal maestro Verdi tra il 1832 e il 1839 ancora giovanissimo e non ancora compositore di opere liriche. Risulta che il giovane musicista era stato incaricato per scrivere una messa per celebrare la festa di San Bartolomeo patrono di Busseto.
Questi due brani verranno eseguiti nel contesto della liturgia domenicale e il celebrante principale sarà padre Pat Negri della comunità dei Sacramentini che gestiscono la chiesa di San Francesco. L’iniziativa è organizzata dall’Istituto di Cultura Italiana di Melbourne.
I solisti saranno il soprano Merlyn Quaife, i tenori Peter Mander e Jonathon Bam e il basso Paul Hughes. L’organista è Calvin Bowman e il coro della chiesa di San Francesco sarà diretto dal loro maestro, Tony Way. Il Globo - News ITALIA PRESS


Data inserimento in rete: giovedì, novembre 01, 2001
IIC Melbourne - “THE MIGRANT EXPERIENCE” A MELBOURNE
Mostra fotografica di Paul Violi

(News ITALIA PRESS, 31 ottobre 2001) Sarà inaugurata il prossimo 8 novembre presso l’Istituto di Cultura Italiana di Melbourne la mostra fotografica di Paul Violi intitolata “The migrant experience”, sulla storia dell’emigrazione calabrese in Australia.
La mostra, che rimarrà aperta fino al 7 dicembre, prende le mosse dalla vicenda biografica dello stesso Paul Violi. Nato in Calabria nel 1949, Violi emigrò giovanissimo in Australia con la madre e la sorella, dopo che suo padre si era già trasferito a Melbourne cinque anni prima. Laureatosi in Legge, Violi iniziò una promettente carriera legale a Morwell e Keilor East, senza mai tralasciare la passione per la fotografia.
Nelle foto che saranno esposte all’Istituto di cultura Paul Violi racconta attraverso le immagini i valori dell’emigrazione dei decenni passati, cercando di cogliere i sentimenti di chi lasciva la propria terra, in cerca di fortuna e di chi arrivava in una terra sconosciuta e si trovava ad affrontare una nuova vita, a volte ricca di soddisfazione, a volte piena di problemi. News ITALIA PRESS


IIC Toronto - POETI ITALOCANADESI SI RACCONTANO
“Poetry in the Gallery” è il titolo della rassegna che ha per protagonisti poeti di origini italiane uniti dal comune passato di emigranti in Canada

(News ITALIA PRESS, 31 ottobre 2001) Alla scoperta delle opere dei maggiori scrittori e poeti italocanadesi: è questa l’opportunità che viene offerta dall’Istituto Italiano di Cultura di Toronto, che, fino al prossimo 20 marzo, proporrà agli appassionati italofili momenti di lettura e analisi di alcune delle voci più significative del panorama letterario canadese “made in Italy”, e, insieme, un viaggio attraverso le esperienze di artisti molto diversi tra di loro, ma uniti dalle origini e dalla comune esperienza di emigranti.
“Poetry in the Gallery” – questo il nome della rassegna letteraria – è stata aperta ufficialmente lo scorso 30 ottobre da Gianna Patriarca. La sua prima raccolta di poesie si intitola “Italian Women and Other Tragedies”, e rappresenta una riflessione sulla propria storia personale, all’insegna di un viaggio sentimentale – oltre che reale – che ha profondamente segnato la sua esistenza. Continuazione di questa sua opera prima è stata “Daughters for Sale”, raccolta ricca di humor e ironia, ma anche di fragilità e intensità emotiva. Di recente pubblicazione, infine, "Ciao Baby", mentre il suo quarto libro, "The Romance of Fools", andrà in stampa probabilmente già all’inizio del prossimo anno.
Antonio D'Alfonso, Pier Giorgio Di Cicco, Corrado Paina, Antonino Mazza, Mary Melfi, Len Gasparini e Fulvio Caccia saranno invece alcuni dei prossimi ospiti della rassegna letteraria, mentre nel mese di marzo è in programma anche una serata speciale dedicata ad Anthony Burgess e Giuseppe Gioacchino Belli, durante la quale verranno lette poesie in romanesco e in inglese. News ITALIA PRESS


IIC Zurigo - MUSICA CONTEMPORANEA ITALIANA A ZURIGO
Giorgio Netti e Pierluigi Billone a “Tage für Neue Musik”

(News ITALIA PRESS, 31 ottobre 2001) Dal 15 al 18 novembre avrà luogo a Zurigo una manifestazione dedicata alla musica contemporanea, organizzata dal Dipartimento Presidiale della città di Zurigo, in collaborazione con il Centro di Studi Italiani. In programma una serie di concerti di musica contemporanea dal titolo “Tage für Neue Musik” eseguiti da diversi interpreti e compositori internazionali, tra i quali gli italiani Giorgio Netti e Pierluigi Billone.
Giorgio Netti ha studiato composizione con Sandro Gorli al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e ai seminari presso la Sezione Contemporanea della Civica Scuola di Musica della stessa città, con Ferneyhough, Grisey, Nunes, Rihm, e il quartetto Arditti.
Anche Pierluigi Billone ha compiuto i suoi studi musicali, di chitarra classica e composizione, a Milano. Ha poi proseguito a Siena, dove ha studiato musica da camera con Alain Meunier e composizione con Salvatore Sciarrino a Città di Castello, lavorando poi in Germania dal 1991 al 2000. Billone nel 1984 ha interrotto gli studi accademici e l’attività concertistica per dedicarsi pienamente da autodidatta allo studio della composizione e della prassi strumentale; dal 1985 al 1991 ha lavorato presso la Sezione Musica Contemporanea a Milano e dal 1992 si è perfezionato in composizione con Helmut Lachenmann alla Musikhochschule di Stoccarda. News ITALIA PRESS


Data inserimento in rete: mercoledì, ottobre 31, 2001
IIC Zagabria - La “Settima Arte” al centro del programma di novembre dell’Istituto italiano di cultura di Zagabria

(Italcult, 31 ottobre 2001) Una serie di appuntamenti ed iniziative, con l’Istituto di Cultura protagonista, animeranno nel mese di novembre il panorama zagabrese e di altre città croate.
Oltre ad un’attenzione privilegiata rivolta alla nostra produzione cinematografica e alla partecipazione di pellicole italiane a due importanti festival cinematografici internazionali in Croazia, l’Istituto sarà presente sulla scena culturale croata con allestimenti teatrali, mostre e conferenze sia di carattere scientifico che artistico.
Di grande importanza è la partecipazione italiana al Festival UE del Cinema Contemporaneo di Zagabria (8-14 novembre), manifestazione che si è già assicurata, nonostante la sua recente creazione, una grande risonanza nella ricca offerta locale e fra gli
appassionati cinefili.
Accanto a film provenienti da tutt’Europa, l’Istituto di Cultura parteciperà con le pellicole “Camera obscura” di Stefano Arduini e “Tobia al caffè” di Gianfranco Mingozzi.
La stessa manifestazione si sposterà la settimana seguente a Spalato, dove, dal 15 al 23 novembre, anche il pubblico dalmata potrà assistere alle proiezioni delle pellicole europee ed apprezzare i film italiani, rappresentanti delle tendenze cinematografiche più recenti.
Sempre in ambito cinematografico, l’IIC ospiterà il 29 novembre la conferenza del prof. Sergio Micheli (Università di Siena) sullla produzione di Ettore Scola.
Come abbiamo già ricordato, l’Istituto mantiene comunque costante il proprio impegno e la propria partecipazione a numerose attività in ogni campo della cultura.
Il 5 e 6 novembre la compagnia teatrale Abbondanza-Bertoni di Bologna, in collaborazione con l’IIC, terrà lo spettacolo “Romanzo d’Infanzia” al Teatro cittadino delle marionette di Fiume.
Inoltre, l’IIC ospiterà presso la propria sede le opere degli artisti italiani che parteciperanno alla mostra “Extended Transformation”, presso il Museo d’Arte Contemporanea di Zagabria, insieme a numerosi altri artisti dell’Europa Centro-Orientale.
In ambito scientifico, il 15 novembre l’Istituto di Cultura ospiterà una conferenza dal titolo “Scipionyx Samniticus e la biologia dei dinosauri” tenuta dal prof. Vittorio Colantuoni e dal dott. Marco Signore, dell’Università del Sannio di Benevento.
A fine mese avrà luogo il Festival Internazionale del Fumetto (23-24-25/11), dove la presenza italiana è assicurata dal primo dei disegnatori di Dylan Dog, Angelo Stano, che parteciperà ad una conferenza sulla sua interpretazione del celebre personaggio dei fumetti. (Italcult)


IIC Tunisi - CIAMPI INAUGURA “IL COMPASSO D’ORO”
Incontri con gli studenti della scuola italiana

(News ITALIA PRESS, 30 ottobre 2001) Durante gli incontri di oggi, 30 ottobre, tra il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e gli esponenti della comunità italiana in Tunisia, il momento di più alto livello culturale è stato l’arrivo all’Acropolium di Cartagine, splendida cattedrale cristiana sconsacrata, destinata a manifestazioni cultural. Qui Ciampi ha inaugurato la mostra “il Compasso d’Oro”, che raccoglie oggetti di design industriale dal 1954 ad oggi.Tra le opere progettate dalle più prestigiose firme italiane del mondo e portati per la prima volta in Tunisia, il capo di Stato ha potuto ammirare oggetti dal design molto ricercato, ma destinati all’uso quotidiano, come spremiagrumi, lampade, telefono e biciclette. Gli spazi per la mostra, che durerà tre settimane, fino all’inizio del Ramadan, sono stati concessi a titolo gratuito all’Istituto italiano di Cultura in collaborazione con le istituzioni locali.
Il rigido cerimoniale di rappresentanza imposto in simili circostanze dalle autorità tunisine è stato “violato” dal Presidente Ciampi, che appena sceso dall’automobile ha voluto salutare da vicino le circa trecento persone intervenute, ai piedi della gradinata. Tra queste erano presenti le rappresentanze diplomatiche di Paesi europei, gli studenti delle scuole italiane e il corpo docente. Il taglio del nastro di apertura della mostra è spettato al Ministro della Cultura tunisino Abdel Baki Hermassi, mentre il discorso di inaugurazione è stato pronunciato, in francese, dal Sottosegretario al Ministero degli Esteri Alfredo Mantica.
Durante l’incontro le parti hanno ricordato come i rapporti culturali tra i due Paesi, siano molto fruttuosi, grazie al rinnovamento periodico del protocollo unico di intesa di collaborazione culturale. Il settore in cui maggiormente si realizzano rapporti di collaborazione è quello archeologico. Il territorio tunisino, erede delle antiche civiltà punica e romana, conserva nel patrimonio archeologico, una parte della storia antica del Mediterraneo che fu anche quella della penisola italiana, che attira ogni anno in gran numero gli studiosi italiani di archeologia e arte antica. Viviana Corigliano / News ITALIA PRESS


IIC Tunisi - SANTELLOCCO: "L'ITALIA NON CI ABBANDONI"
Santellocco: “Mi auguro che la visita di Ciampi sia di stimolo anche per altri rappresentanti del Governo, in modo che siano più presenti sul territorio nordafricano e, soprattutto, più vicini alla comunità italiana”

(News ITALIA PRESS, 30 ottobre 2001) Dopo gli incontri istituzionali di ieri con il Presidente della Repubblica di Tunisia, Zine El Abidine Ben Ali, il Primo Ministro Mohamed Ghannouchi e il Ministro degli Esteri Habib Ben Yahia e altri importanti esponenti politici e istituzionali del Paese e della città di Tunisi, la visita del Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi è proseguita oggi con l’incontro con la comunità italiana locale.
L’appuntamento più significativo si è svolto a mezzogiorno presso l'Acropolium di Cartagine, dove il Presidente Ciampi ha inaugurato la mostra di design italiano “Il Compasso d’Oro”. Ciampi ha incontrato i rappresentanti della comunità degli emigrati, l’Istituto di Cultura Italiana, le rappresentanze diplomatiche e l’italian business community, per la quale era presente il Segretario Generale della Camera di Commercio Italiana di Tunisi, Ferruccio Bellicini. “La comunità italiana non solo in Tunisia, ma nel Nord Africa in generale, vede molto positivamente questa visita del Capo di Stato” sottolinea Franco Santellocco, Rappresentante per il Nord Africa del CGIE – Consiglio Generale Italiani all’Estero. “E’ un importante segno di attenzione al massimo livello, che denota il legame che esiste tra l’Italia e i suoi emigrati sia in Tunisia sia negli altri Paesi del Nord Africa. Questa visita si inserisce nel contesto di un sempre maggiore dialogo tra le due sponde del Mediterraneo, che si trovano sempre più in stretto contatto. Il dialogo deve aumentare, deve essere sempre più profondo e le occasioni di incontro con le massime autorità dello Stato Italiano, come quello di questi giorni, non fanno che rafforzare questo dialogo. A questo proposito mi auguro che la visita di Ciampi non sia un episodio limitato, ma che anzi sia di stimolo anche per altri rappresentanti del Governo, in modo che siano più presenti sul territorio nordafricano e, soprattutto, più vicini alla comunità italiana”.
A pochi giorni dall’annuncio dei tagli dei fondi in alcuni settori dell’emigrazione, previsti nella Finanziaria 2002, la visita di Ciampi assume una sfumatura particolare: “C’è una contraddizione in tutto ciò” dichiara Santellocco: “Da un lato il Presidente Ciampi incontra la comunità di emigrati, l’italian business community e le rappresentanze diplomatiche italiane, affermando così un certo grado di attenzione dello Stato italiano verso la comunità e i suoi problemi. Ma dall’altro lato lo stesso Governo italiano vara una Finanziaria che taglia i fondi per molte attività relative al mondo dell’emigrazione, e, anzi, rigetta indietro le istanze che le comunità portano avanti da molti anni. La situazione attuale rivela da un lato continue dichiarazioni sull’importanza degli italiani all’estero e nello stesso momento il governo taglia i fondi e i finanziamenti. E’ chiaro che in questo modo ci sentiamo in un certo senso “abbandonati” da uno Stato che agisce in maniera contraddittoria”.


Data inserimento in rete: martedì, ottobre 30, 2001
IIC Istituti italiani di cultura - UNA NUOVA SEDE PER L’UMANESIMO LATINO
Inaugurata a Treviso la nuova sede della Fondazione Cassamarca

(News ITALIA PRESS, 29 ottobre 2001) “Dopo il Palazzo della Dogana, dedicato all’Università di Padova, l’ex Distretto militare, dedicato all’Università Ca’ Foscari di Venezia ed il nuovo ponte sul Sile, ora inauguriamo Palazzo Bortolan che d’ora in avanti sarà chiamato Palazzo dell’Umanesimo Latino e dedicato a Centro Internazionale di Alti Studi Universitari e Iniziative Culturali”. Con queste parole l’onorevole Dino De Poli, Presidente della Fondazione Cassamarca, ha inaugurato sabato 27 ottobre la nuova sede di Treviso. Sita in una posizione centrale e strategica si trova di fronte al Palazzo dell’Università – suo interlocutore principale di tutte le iniziative che ci si propone di realizzare.
L’inaugurazione è stata preceduta dall’apertura agli ospiti delle sale appena restaurate. La probabile fondazione cinquecentesca del palazzo e gli eleganti interventi neoclassici ne rendono la sede simbolicamente più adeguata alle attività che la Fondazione Cassamarca si appresta a trasferirvi. Un complesso antico di stanze affacciate sulle rive del fiume Sele e sulla Piazza dell’Università, collegato all’interno da una splendida scala intorno alla quale si aprono gli ambienti disposti sui tre piani dell’edificio. Ispirata alla forma arborea, nelle intenzioni dell’autore vuole simboleggiare l’albero biblico della Conoscenza.
Il Palazzo, in virtù della sua vocazione internazionale, oltre alla Fondazione Cassamarca, ospita l’Alliance Francaise, la presidenza di UTRIM (Unione Triveneti Italiani nel Mondo), UNAIE (Unione Nazionale Italiani Emigrati), ULM (Unione Latini nel Mondo) e l’Ateneo di Treviso, l’istituzione più antica della città che risale all’epoca napoleonica.
Il discorso di apertura del presidente De Poli ha voluto sottolineare quali sono gli obiettivi generali che la fondazione si propone: dare un fondamento culturale comune all’Europa che nasce dalla diversità e “portare alla società elementi utili per tenere alto il valore della convivenza pacifica e per creare un nuovo modo di parlare tra cittadini del mondo”. Un manifesto programmatico largamente condiviso dagli ospiti intervenuti, che hanno elogiato l’attività della Fondazione per i contributi diretti al miglioramento dei rapporti culturali tra Paesi europei.
Tra i presenti c’era anche l’Ambasciatore Francesco Aloisi De Lardarel, a capo della Direzione generale per la promozione e la cooperazione culturale del Ministero degli Affari Esteri, che ha ringraziato la fondazione per “la fruttuosa collaborazione con il Ministero degli Esteri, finalizzata a sostenere la cultura italiana nel mondo”. In particolare Aloisi De Lardarel si è riferito al successo ottenuto dalla Settimana della lingua italiana - da poco conclusasi - manifestazione che si è avvalsa del sostegno di numerosi Istituti di Cultura Italiana all’estero.
Una cerimonia importante e sobria al tempo stesso che, oltre alle autorità cittadine, religiose e civili, ha coinvolto un pubblico specializzato e proveniente da tutto il mondo: erano presenti, per citarne alcuni, Ernesto Bertolaja, Presidente dell’Unione Latina di Parigi, Jean Durand dell’Ambasciata di Francia presso la Santa Sede, Ludovico Incisa di Camerana dell’Istituto Italo-latino-americano presso la Santa Sede, Paolo Portoghesi, progettista del restauro del palazzo. Numerose le presenze dal mondo accademico locale, nazionale ed internazionale: storici, antropologi, filosofi, linguisti, docenti di lingua italiana all’estero. Particolare riguardo spetta ai Paesi latino-americani - dove la realtà dell’Umanesimo Latino è molto diffusa - e all’Argentina in particolare: dall’Università di Tucumàn erano presenti i tre studenti vincitori del Premio Umanesimo Latino in Argentina.
“Abbiamo cercato di creare una rete di professori universitari e di promuovere ricerche e produzione intellettuale sul tema” ha spiegato l’italo-argentino Ricardo Merlo, presidente dell’Unione Latini nel Mondo, nonché membro della CGIE, dell’UTRIM e dei Trevisani nel Mondo “istituendo una Cattedra aperta sull’Umanesimo Latino in Argentina che coinvolge una decina di università, tra cui Buenos Aires, Catamarca, El salvador, etc.”
Gli studenti vincitori del Premio Umanesimo Latino in Argentina in questione hanno vinto il viaggio premio di una settimana nelle università venete grazie a una ricerca di argomento filosofico, giudicata la migliore tra le numerose in concorso. Un progetto simile è negli obiettivi a breve termine anche nella Confederazione elvetica, dove, ha spiegato il coordinatore dell’Umanesimo latino in Svizzera, professor Luciano Trincia “si ha l’intenzione di raccogliere i frutti del convegno di Zurigo e, in collegamento con le associazioni universitarie, promuovere una serie di progetti di ricerca, di pubblicazioni e di borse di studio sul tema per passare in certo qual modo ad una seconda fase che è quella del coinvolgimento dei giovani, sia studenti che studiosi in generale che si interessano alle nostre tematiche.”
Presente, inoltre, il mondo delle associazioni delle varie comunità italiane nel mondo e venete in particolare, perché “nonostante l’attività del Presidente De Poli voglia realizzarsi ad un livello molto alto, quindi a partire dalle Università - ha aggiunto Trincia a margine della manifestazione -, ciò non vuol dire che si voglia escludere il mondo dell’associazionismo, come per altro dimostrato dalla partecipazione di molti non addetti ai lavori al convegno di Zurigo del 20 ottobre scorso”.
Concluse le presentazioni e i saluti, i brevi interventi si sono incentrati sulle tematiche su cui la Fondazione Cassamarca lavora: “Umanesimo Latino significa conoscere l’uomo, grande poliedro che si apre al mondo esterno e che con esso deve cercare di trovare armonia” ha detto Giuliano Romano, Presidente della Umanesimo latino s.p.a. “Bisogna lavorare – ha aggiunto - per aprire tutte le finestre, sia quelle che spalanchiamo per i nostri interessi personali, sia le altre. L’orizzonte che si presenta davanti ai nostri occhi è difficile da carpire, ma scopo dell’Umanesimo è comunque quello di riuscire a toccare l’animo dell’uomo”. Ricondurre l’uomo all’Umanesimo latino, come ha spiegato De Poli, vuol dire riproporre una riflessione su “la nostra storia, che occorre riscoprire rispetto alla non storia, rispetto al pensiero debole dei nostri tempi”.
Momento culminante della mattinata è stata la prolusione “Esigenza ed essenza dell’Umanesimo” illustrata dal Professor Miguel Garcìa Barò, luminare della Facultad de Filosofia y Letras de la Universidad Comillas di Madrid: argomenti di grande attualità, come la globalizzazione e la guerra in Afghanistan, sono serviti da esempio per dimostrare la necessità di tornare ai valori dell’Umanesimo latino per combattere “questo acerrimo nemico dell’uomo che è l’irrazionalità, che si manifesta semplicemente come mancanza d’amore per la realtà, disinteresse per la vita, nichilismo attivo e distruttivo. Una vocazione – ha continuato Barò- estremamente difficile, resa ogni ora più necessaria dalle circostanze storiche”. Un discorso erudito che, partendo dalla tradizione filosofica greco-latina e scorrendo le filosofie europee dei secoli successivi, approda alla conclusione che “la vera figura dell’Umanesimo non è quella che presenta l’uomo come misura per tutte le cose, ma quella che vede nell’uomo un essere avventuroso, sempre in ascesa e sempre precario”. Allo stesso tempo, una lucida riflessione storica sul bisogno di “considerare qualsiasi uomo in ogni momento e in ogni luogo e circostanza come un fine in se stesso e mai come un mezzo per i fini di un altro”. Il colonialismo, la schiavitù, il totalitarismo avevano commesso quest’errore; oggi lo si commette nel processo selvaggio di globalizzazione: “ciò che non si comprende è che tutti gli uomini hanno il diritto di essere rispettati e trattati come uomini nel senso più proprio del termine, ma quando ci si lascia trasportare dalle necessità dell’economia, della politica, allora si creano situazioni di miseria, di disperazione che devono essere accettate e bisogna aspettare generazioni fino a che ciò si risolva. Il male peggiore del presente è si crede che queste leggi siano superiori a quella dell’Umanesimo, di ciò che noi riteniamo essere l’Umanesimo”.
Ragione e realtà: sono questi i valori di cui l’Umanesimo Latino vuol essere portavoce e che lo pongono a sfidare il mondo contemporaneo.
Prossimi appuntamenti promossi dalla Fondazione un seminario di studi a Colonia, organizzato per la prossima settimana e l’inaugurazione di un nuovo portale Internet. News ITALIA PRESS


Data inserimento in rete: lunedì, ottobre 29, 2001
IIC Colonia - COLONIA PRESENTA UN ESPONENTE DELLA TRANSAVANGUARDIA, NICOLA DE MARIA

(News ITALIA PRESS, 29 OTTOBRE 2001) Nel paese delle speranze con gli angeli, Fioritura d'aprile, Il fiume, Landscape, Parole Celesti, Pasque, Riflessi a Bellagio, Riflessi Avarenna, Sorridi Facia sono alcuni titoli dei dipinti di Nicola De Maria. Nato a Foglianise nel 1954, De Maria realizza opere pittoriche su materiali diversi tela, carta, e perfino velluto. Alcuni dei lavori del pittore sono esposti dal 3 novembre al 10 dicembre a Colonia. La mostra è coordinata dall’Istituto Italiano di Cultura in collaborazione con la Galerie Lelong di Zurigo.
Il linguaggio dell'artista si dispone in uno stato di comunicazione non logico-discorsiva, ma totale e compenetrante. Colore ed oggetto, segno e materia, paesaggi e architetture immaginarie sono realizzate ricorrendo ad una scrittura simbolica. La poetica di Nicola De Maria è tesa ad evocare le eterne energie che animano l'uomo, i significati archetipi degli elementi naturali. L'opera dell’artista italiano trasmette immagini fantastiche, riferite agli interessi primari dell'artista: lo spazio, il tempo, la storia, la libertà, la vita.
In un flusso incessante che rompe il rapporto di frontalità tra opera-artista-pubblico e crea un corto circuito della sensibilità, avvolgente ed inarrestabile, che sconfigge ogni regola entropica in quanto si ricarica continuamente.
Lo stile di Nicola De Maria può dirsi inserito nei canoni della Transavanguardia, ossia il movimento artistico sorto nella seconda metà del XX secolo, quando un gruppo di artisti italiani partecipa alla sezione "Aperto '80" della Biennale di Venezia riservata ai giovani emergenti con opere che riprendono pittura e scultura in senso rappresentativo e con forti connotazioni espressioniste.

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