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Notiziario online dedicato agli Istituti italiani di cultura all'estero
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Data inserimento in rete: venerdì, febbraio 22, 2002
IIC Istituti italiani di cultura - Concorso pubblico per titoli ed esami a trentotto posti di addetto/coordinatore linguistico per la promozione culturale all'estero, posizione economica C1

(italcult, 22 febbraio 2002) Il Ministero degli Affari Esteri ha bandito un concorso pubblico per titoli ed esami a trentotto posti di addetto/coordinatore linguistico per la promozione culturale all'estero, posizione economica C1, pubblicato sulla G.U. del 15.2.2002 n. 13.
Il bando e il modulo di domanda possono essere consultati e scaricati dal sito www.normativa.org (italcult)


IIC Budapest - Precisazioni del Prof. Pressburger sull'editoriale "Farnesina/La riorganizzazione degli Istituti Italiani di Cultura all'estero - Nomi illustri, destini grami", pubblicato dal settimanale L'ESPRESSO.

(italcult, 22 febbraio 2002) - Abbiamo ricevuto dal Prof. Giorgio Pressburger la seguente lettera indirizzata al direttore de L'ESPRESSO, Giulio Anselmi, che volentieri pubblichiamo:

Budapest, 15 febbraio 2002
C.a. del Direttore
GIULIO ANSELMI
L’Espresso

Egregio Direttore,
ho letto nel numero dell’Espresso in data di oggi l’articolo a firma di Primo di Nicola, riguardante la riorganizzazione degli Istituti Italiani di Cultura all’estero (pag. 56.)
In questo articolo e soprattutto nel titolo ci sono alcune inesattezze circa la mia persona e la mia attività come direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Budapest, e vorrei fare qualche precisazione.
Prima tra queste c’è la questione della sostituzione: il mio incarico, già rinnovato una volta, sta per scadere tra pochi mesi e, come per legge, non potrà essere riconfermato per un ulteriore periodo. Quindi si tratta di una scadenza naturale.
Secondo: quanto alla valutazione del mio lavoro presso questo Istituto ed il collegamento con il mondo imprenditoriale, proprio qui ho realizzato esattamente ciò di cui l’articolo lamenta la mancanza. Ci siamo occupati del design, della moda, dei mezzi di comunicazione, dell’industria italiani riscuotendo largo consenso sia in Italia, sia in Ungheria, sia presso i dirigenti degli altri Paesi europei ed extra-europei.
Terzo: a dimostrazione dell’alta valutazione del lavoro svolto, l’anno scorso ero stato incaricato di formare e presiedere una commissione consultiva per una nuova legge sugli Istituti. Tale commissione da me formata era composta di personaggi di primissima importanza (Luciano Berio, Vittorio Bo, Francesco Sabatini, Mario Ceroli, ecc.) e ha pure redatto un documento.
Ritengo, quindi, che queste rettifiche diano una possibilità migliore di interpretazione dei fatti. Aggiungo soltanto che il lavoro svolto in questi quattro anni è tra i più belli e gratificanti per un “intellettuale” impegnato in vari campi della cultura.
Le chiedo di pubblicare nel prossimo numero, con eguale rilievo rispetto all’articolo e con la medesima fotografia, questa mia lettera.
Con i miei distinti saluti.
Il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Budapest
Giorgio Pressburger (italcult)


IIC San Paolo - CULTURA/ IL CENTRO NAZIONALE PER LE ARTI CONTEMPORANEE DI ROMA IN COLLABORAZIONE CON L'IIC DI SANPAOLO ALLA BIENNALE DEL BRASILE - IN MOSTRA OPERE DI MARGHERITA MANZELLI

SAN PAOLO\ aise\22 febbraio 2002 - L'Istituto Italiano di Cultura di San Paolo e il Centro Nazionale per le Arti Contemporanee di Roma organizzeranno la partecipazione italiana alla XXV Biennale di San Paolo, la prestigiosa esposizione d'arte contemporanea che aprirà i battenti il prossimo 23 marzo nella città brasiliana. La partecipazione italiana sarà possibile grazie al sostegno della Direzione Generale per l'Architettura e l'Arte Contemporanee (DARC) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Ministero degli Affari Esteri. Paolo Colombo, curatore del Centro Nazionale e del padiglione italiano alla Biennale brasiliana, ha scelto l'artista Margherita Manzelli per rappresentare il nostro Paese. In una suite dedicata all'Italia, saranno esposte tre opere della giovane pittrice. L'intero allestimento ruoterà intorno al grande quadro Disciplina programma maestro (2000), un olio su lino di quasi due metri per quattro che fa parte della collezione permanente del Centro Nazionale (dove già è stato esposto nel 2001 in occasione della mostra Migrazioni e Multiculturalità, con cui il Centro stesso ha inaugurato la sua attività espositiva). Con questa iniziativa, la DARC, attraverso il Centro Nazionale per le Arti Contemporanee, intende proseguire l'attività di promozione dei giovani artisti italiani anche all'estero. (aise)


IIC Istituti italiani di cultura - COME CAMBIA LA DIFFUSIONE E LO STUDIO DELLA LINGUA ITALIANA NEL MONDO
Commenti dalle Americhe e dall’Europa su una nuova fase che coinvolge lo studio dell’italiano all’estero

(News ITALIA PRESS, 22 febbraio 2002) È stato presentato nel pomeriggio di ieri alla Farnesina, sede del Ministero degli Affari Esteri italiani, un lungo e dettagliato studio sulla diffusione e l’interesse che la lingua italiana riscuote nel mondo, correlato da un’attenta analisi sui fruitori esteri della nostra lingua, cioè su tutte quelle persone che nel mondo, per stimolo culturale, per studio o per necessità lavorative decidono di avvicinarsi allo studio della lingua italiana. L’ipotesi principale da cui è partita l’indagine è che il sistema dell’italiano diffuso fra stranieri fuori dei confini nazionali è cambiato dagli anni ‘70 ad oggi quanto a condizioni socioculturali per la sua diffusione, soprattutto per ciò che riguarda il ruolo dell’Italia (come sistema sociale, produttivo, culturale, linguistico) all’interno del panorama internazionale. Questo dato di partenza, correlato al fatto che parallelamente, negli ultimi decenni è mutata anche l’immagine del nostro paese diffusa fra gli stranieri ha fatto sì che lo studio della lingua italiana nel mondo si presenti con un trend di crescita decisamente positivo. Questo il dato positivo della ricerca, commissionata all’Università ‘La Sapienza’ di Roma, e svolta con la compilazione di questionari dettagliati da parte degli Istituti Italiani di Cultura (IIC) all’estero, vere e proprie centrali attraverso le quali si diffonde lo studio e la conoscenza della lingua italiana. Proprio dall’IIC di Buenos Aires la Direttrice, Fiorella Arrobbio Piras, che è anche coordinatrice degli Istituti del Cono Sud, conferma in pieno le conclusioni dello studio, spiegando anche uno dei centrali mutamenti che si sono verificati nello studio della lingua italiana: “sicuramente i dati generali riportati all’interno dell’indagine rispecchiano molto bene anche la situazione che noi viviamo in Argentina, ma bisogna anche sottolineare che lo studio della lingua italiana non solo è cresciuto, ma si è anche diversificato al suo interno. Oggi abbiamo un’interessantissima crescita dello studio dell’italiano a fini settoriali, soprattutto per quello che riguarda i settori della moda e del design, i settori giuridico ed economico, e l’italiano è anche molto studiato per quanto riguarda la storia dell’arte e la critica artistica più nello specifico: questo sviluppo è un segno evidente del fatto che l’immagine dell’Italia, soprattutto in questi settori, sia all’estero mutata, anzi è sicuramente cresciuta, divenendo indubbiamente un forte stimolo per la conoscenza linguistica”.
Anche dal Brasile, dall’Istituto di Cultura di Rio de Janeiro, Mariapace Chiavari, assistente del Direttore Generale dell’Istituto, conferma i dati dello studio presentato alla Farnesina: “è molto interessante rilevare come l’italiano, ed i corsi di approfondimento della lingua, siano frequentati sempre più da persone che hanno debolissimi legami con l’Italia; certo in Brasile il totale dei discendenti dell’emigrazione è stimato intorno ai 25milioni, ma non solo i discendenti che sono attratti dalla lingua, anche i cittadini esteri in senso stretto”. “Esiste qui da noi un esempio parecchio significativo, quello della ‘Scuola Italia’, una scuola comunale considerata all’avanguardia, e che ha come seconda lingua obbligatoria l’italiano: bene, questa scuola è stata costretta ad accettare solamente le iscrizioni provenienti dal proprio distretto, perché non in grado di far fronte alle centinai di richieste di iscrizione”.
Ma quale può essere la ragione principale di questa crescita importante dello studio della lingua italiana all’estero? Annamaria Milesi, Direttrice Operativa del Centro Linguistico dell’Università Bocconi, spiega in questo modo il trend di crescita positivo: “oggi la penetrazione di aziende italiane all’estero ha portato sui mercati internazionali una nuova esigenza, che è essenzialmente quella di possedere la lingua italiana come lingua straniera. È fondamentale comprendere che oggi nelle aziende straniere si assume risorsa umana parlante lingua italiana, fattore che rende definitivamente la lingua italiana un vero e proprio prerequisito di business”. Ma al centro linguistico della Bocconi di Milano, arrivano anche altri segnali testimoni dell’importanza che l’italiano sta assumendo nel mondo: “la richiesta più interessante che io ricevo-prosegue la Dottoressa Milesi- è quella che riguarda soprattutto la possibilità di avere una chiara e precisa certificazione di lingua italiana con taglio di business, con taglio economico e commerciale, perché nasca nel mondo un’uniformità di valutazione sulla conoscenza della lingua in questo settore. Pensiamo inoltre che dall’Argentina di oggi, dal Paese dilaniato dalla profonda crisi economica iniziata a dicembre, mi giungono richieste di alti professionisti che si pongono il problema della formazione dei propri figli, e mi chiedono di prepararli alla lingua ed anche alla cultura, perché i nostri corsi sono corsi di lingua e cultura, del nostro Paese, perché possano in seguito iscriversi a prestigiosi atenei italiani, come ad esempio la Bocconi”.
Ma la lingua italiana non è soltanto lingua di business, perché lo studio degli Istituti di Cultura Italiani, evidenziano come ad esempio la richiesta dell’italiano sia in crescita –esattamente quello che dall’Argentina ha confermato la Dottoressa Arrabbio- anche per quanto riguarda lo studio dell’arte. “Sicuramente –spiega ancora Annamaria Milesi- l’Italia ha due valenze forti per il mondo, che appartengono ad ambiti separati, direi anche diametralmente opposti. Se l’economia ed il business, sono una codificazione dell’Italia nel mondo, sicuramente l’altro è quello che porta a vedere l’Italia come Paese di arte e musica, del Made in Italy inteso nel senso più classico del termine. È inoltre un fattore diffuso in tutte le lingue, quello di vivere uno spostamento verso un approccio molto marcato di tipo veicolare, un approccio alla lingua di specialità, settoriale. La lingua italiana è oggi indubbiamente percepita come uno strumento legato agli ambiti di espressioni tipici dell’italicità: sono due mondi paralleli che non si intersecano, infatti mentre quello del business riguarda i mercati, quello dell’arte e della cultura riguarda gli individui. Quello che è importante, è che entrambi i tipi di domande, trovino riscontri appropriati, non solo nella quantità di offerta, ma anche nella qualità didattica”.
Eppure non tutti, sono entusiasti dei dati che emergono dallo studio sulla diffusione della lingua italiana. Da New York, Rocco Caporale, Docente del Dipartimento di Sociologia ed Antropologia della St John’s University, ci dice che “la lingua italiana non può crescere soltanto grazie agli amateurs”. “Non si può dimenticare –spiega il Professor Caporale- l’importanza che le nostre comunità hanno nel mondo come veicolo principale di diffusione, ma anche di crescita e mantenimento della lingua italiana: cresce l’immagine dell’Italia dal punto di vista economico, e cresce la richiesta di italiano di settore, ma come ci si rapporta con l’immagine che le nostre comunità hanno di se stesse, la cosiddetta self-image, che ha raggiunto livelli bassissimi? E ancora, se come io credo la lingua è elemento centrale dell’italianità, e della nostra cultura, dovrebbe essere preoccupazione principale misurare quanto questo sentire viene mantenuto all’interno delle nostre comunità italiane all’estero. La lingua non può crescere e sopravvivere soltanto grazie agli italofili, perché i reali portatori della nostra lingua e della nostra cultura sono gli italiani nel mondo”. Claudio Robba / News ITALIA PRESS
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IIC Istituti italiani di cultura - LINGUA ITALIANA: AUMENTA ALL'ESTERO LA RICHIESTA DI CORSI

Roma, 21 feb. (Adnkronos) - La lingua italiana gode di ottima salute. Il segnale positivo arriva da una indagine promossa dalla Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del ministero degli Esteri, affidata al Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dell'università La Sapienza, sotto la direzione del professore Tullio De Mauro.
La ricerca, infatti, realizzata tramite un questionario inviato elettronicamente ai 90 Istituti italiani di cultura presenti all'estero, ha raccolto le risposte di 63 degli enti interpellati e segnala tra il '95 ed il 2000 un aumento del 38% degli studenti che frequentano i corsi di italiano organizzati dagli Istituti stessi, che passano da 33.000 ad oltre 45.000.
Una crescita ancor più accentuata si registra nel numero dei corsi organizzati che nello stesso periodo passano da 2.346 a 3.684 con una crescita del 57%.
A fronte di queste indicazioni, la ricerca "Italiano 2000" registra una sostanziale staticità del numero dei docenti (686) che aumentano di sole 58 unità (+8,4%), a testimonianza del fatto che l'insegnamento dell'italiano all'estero non è più considerato una scelta professionale.
Queste indicazioni sono comunque, da considerarsi una larga approssimazione delle situazioni reali esistenti nelle diverse aeree, dove si riscontrano casi di sensibile diminuzione nel numero dei corsi degli studenti e casi di forte crescita.
In Africa, ad esempio, e nei Paesi dell'America Latina coinvolti in processi di sofferenza socio-economica, si manifestano sensibili diminuzioni, mentre in Asia e in particolare in Giappone e nei Paesi dell'America Latina non interessati a fenomeni di crisi si manifestano promettenti aumenti.
Le motivazioni che spingono soprattutto gli stranieri a frequentare i corsi degli Istituti di cultura restano di ordine prevalentemente culturale ma ad essi si aggiungono quelle di ordine personale e quelle legate ad esigenze di lavoro.
Uno su cinque, tra quelli che studiano l'italiano per cultura, lo fa per motivi di studio. Sono soprattutto giovani inseriti in percorsi di scambi interuniversitari.
La ricerca dà anche delle indicazioni sull'uso delle lingue nelle comunità italiane, testimoniandone i cambiamenti culturali. La lingua prevalente tra gli italiani di origine che vivono all'estero è quella del paese ospite, con una quota d'uso pari al 73,6%.
Resta tuttavia, molto forte, l'attaccamento al dialetto che coinvolge ancora un 58% degli oriundi, mentre l'italiano da solo e/o con il dialetto e la lingua di origine, viene usato dal 50,5%.
Nel corso del convegno organizzato dal MAE, che ha visto la partecipazione dei più importanti linguisti italiani e stranieri come i professori Tullio De Mauro, Massimo Vedovelli e Marina Catricalà, non sono mancati puntualizzazioni ed osservazioni critiche. La più importante riguarda la parzialità del campione che, esclude i corsi di italiano promossi da un'altra Direzione Generale del MAE, quella per gli Italiani all'estero. Corsi che coinvolgono circa 500.000 studenti, cioè circa dieci volte il campione esaminato.
Un'altra delle osservazioni che farà discutere ulteriormente, è quella che porta a superare le distinzione tra lingua di cultura e lingua di origine, in quanto i discendenti dei nostri emigrati si rivolgono all'italiano ormai con un prevalente interesse culturale e professionale. (P.P.)


Data inserimento in rete: giovedì, febbraio 21, 2002
IIC Bruxelles - PRESENTAZIONE DEL LIBRO: ‘ NON DI SOLO EURO- LA FILOSOFIA POLITICA DELL’UE

BRUXELLES\aise\21 febbraio 2002 - Si svolgerà presso l’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles martedì 26 febbraio, la presentazione del libro : "Non di solo euro, la filosofia politica dell'Unione Europea" di Pasquale Ferrara. Alla presentazione parteciperanno: Romano Prodi, Presidente della Commissione Europea, Gianni Vattimo, Renato Brunetta. Il moderatore sarà Antonio Polito, corrispondente di " Repubblica " a Londra. (aise)


IIC San Paolo - IIC Rio de Janeiro - ACORDO GARANTE DIFUSÃO DA PROGRAMAÇÃO CULTURAL DE ROMA NO EXTERIOR

(News ITALIA PRESS, 21/2/2002) Roma - O objetivo do acordo de cooperação firmado em 19 de fevereiro pelo Prefeito de Roma, Walter Veltroni, e o subsecretario do Ministero degli Affari Esteri, o Ministério de Relações Exteriores da Italia, Mario Baccini, é promover a divulgação, por meio dos 93 Institutos de Cultura Italiana espalhados pelo mundo, de eventos, mostras e exposições realizados em Roma.
A assessoria do Campidoglio, sede da prefeitura romana, informará antecipadamente à Direção Geral do Ministério sobre as iniciativas culturais de caráter internacional em cartaz na cidade.
Outros acordos semelhantes a esse já foram firmados com pelo menos duas regiões italianas, a Toscana e a Emilia-Romagna, e tratativas de colaboração estão em andamento com a Lombardia, o Piemonte e a Sicilia.
De acordo com o Diretor Geral para a Promoção e a Cooperação Cultural do Ministério, embaixador Francesco Alosi de Larderel, este ano os eventos sobre moda, design e arquitetura terão prioridade: "Nos próximos meses apresentaremos a programação a ser seguida pelos Institutos de Cultura Italiana no exterior. Já estão programadas 120 exposições sobre moda, design e arquitetura. Eventos musicais e literarios também estão previstos". O Brasil abriga dois institutos, um no Rio de Janeiro e outro em São Paulo.
O embaixador salientou ainda que a difusão da lingua italiana no mundo é o outro pilar no qual se apóia a política externa do País. Segundo ele, nos últimos cinco anos, a procura por cursos de língua italiana nos institutos de cultura aumentou 38%. "Esse aumento de interesse pela língua italiana está diretamente ligado ao incremento das nossas relações econômicas com os outros países", afirmou Lardarel. Márcia Schmidt / News ITALIA PRESS


Data inserimento in rete: martedì, febbraio 19, 2002
IIC Parigi - MASSIMO D’ALEMA ALL’ISTITUTO DI ITALIANO DI CULTURA A PARIGI PRESENTA LA RIVISTA ITALIANIEUROPEI: ‘LA SINISTRA NON DEVE SCORAGGIARSI MA UNIFICARSI’

PARIGI \aise\19 febbraio 2002 - Ieri, presso la sala dell’Istituto Italiano di Cultura c’è stata una interessante conferenza, l’affluenza è stata quella delle grandi occasioni, la stima è di circa duecento presenti. Ospite d’onore Massimo D’Alema, Presidente della fondazione “Italianieuropei”. Presenti altri tre personaggi. Alain Franchon del quotidiano Le Monde, Pierre Moscovici Ministro degli Affari europei e Bernardo Valli della Repubblica. D’Alema ha presentato una nuova rivista, bimensile, di cultura politica dal titolo: “ITALIANIEUROPEI”. Il primo numerò è già stato diffuso il secondo in preparazione. D’Alema ha illustrato il progetto che era già allo studio prima delle ultime elezioni. Poi ha lungamente parlato della situazione politica italiana e delle ragioni per le quali, secondo lui, la destra ha vinto. La sinistra parigina era presente al completo, mentre in prima fila era seduto il Segretario del CGIE Giovanni Farina. E’ stata apprezzata la lucidità del discorso di D’alema, ed il fatto di avere coraggiosamente riconosciuto che Berlusconi è stato molto abile nello sfruttare la situazione politica di separazione della sinistra e di avere saputo ben rappresentare il desiderio di rinnovamento atteso dal popolo italiano. Rinnovamento, ha ribadito D’alema, che la sinistra aveva iniziato ma che non era riuscita a condurre a termine a causa, tra l’altro, di molte resistenze interne. I temi principali del discorso di D’Alema è stato molto articolato, e i temi principali il futuro dell'Europa e il Riformismo socialista che, se abbiamo capito, dovrebbe essere la base di un'alleanza di tutte le sinistre europee. Poi ha consigliato, alla sinistra, di non perdersi di coraggio e di non avere atteggiamenti di non costruttiva ricriminazione. La sinistra non deve scoraggiarsi ma unificarsi per evitare che Berlusconi possa continuare a dominare la scena politica italiana, anche nel futuro. Non tutti i numerosissimi partecipanti sembravano convinti delle parole e delle spiegazioni di D’Alema, il quale tuttavia è stato calorosamente applaudito quando ha replicato a Pierre Moscovici. Moscovici aveva criticato piuttosto aspramente il patto Blair- Berlusconi. D’Alema ha giustamente osservato che in precedenza c’erano già stati accordi tra la Francia e la Germania ed si è augurato che tutti i futuri accordi, saranno negoziati dall'Europa e non da singoli stati. Nell’insieme il discorso di D'Alema è stato convincente, anche se avrebbe potuto trattare un numero inferiore di temi ed essere più breve. Si è avuta l’impressione, poi, che le domande che in seguito sono state poste da Bernardo Valli, noto giornalista di Repubblica, non abbiano rispecchiato tutti gli interrogativi sorti nel pubblico. Unanime invece il consenso per l’iniziativa del direttore dell’Istituto di cultura Guido Davico Bonino, promotore dell’incontro con Dalema e generale è stato l’auspicio che segua l’invito a Parigi anche di rappresentanti degli altri partiti, considerato che questa appare la giusta strada per tenere informata la comunità italiana. (g.g. \ aise)
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IIC Bruxelles - ISTITUTI ITALIANO DI CULTURA - BRUXELLES
UN SEMINARIO PER DOCENTI DI LINGUE EUROPEE

BRUXELLES\ aise\19 febbraio 2002 - Alliance Française, British Council, Det Danske Kulturinstitut, Goethe Institut, Istituto Cervantes, Istituto Italiano di Cultura, Suomen Benelux-Instituutti presentano Livelli comuni di riferimento e competenze linguistiche per l'insegnamento delle lingue straniere in Europa, in Seminario per docenti di Lingue europee. L’incontro si svolgerà il prossimo venerdì 22 febbraio alle 14.30 presso la Biblioteca dell’IIC, sito in Rue de Livourne, 38. Relatore del Seminario sarà Jean-Claude BEACCO, Professore di Didattica delle Lingue all'Université di Paris III- Sorbonne Nouvelle ed esperto del Consiglio d'Europa. (aise)


IIC Zagabria - LE SEDIE DI STOPPINO IN CROAZIA

(News ITALIA PRESS, 18 febbraio 2002) Pola - Sarà inaugurata il prossimo 1° marzo presso il Centro Multimediale L.U.K.A di Pola (Croazia) una mostra dedicata al designer italiano Giotto Stoppino. Organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria, l’esposizione raccoglie disegni e oggetti realizzati Stoppino tra il 1953 e il 1996 che riguardano il tema della sedie.
Oltre ad offrire al visitatore la produzione di sedie di Stoppino, la mostra anche intende fare il punto della situazione dei rapporti tra Istria e Italia nel settore design con l’organizzazione di un convegno di architetti istriani laureati presso la Facoltà di Architettura di Venezia.
Giotto Stoppino ha acquisito fama internazionale nel 1960 per la proposta di un progetto presentato alla mostra "Nuovi disegni per il mobile italiano", all'Osservatorio delle Arti Industriali di Milano e che dà l'inizio alle polemiche sul neoliberty. Il progetto, elaborato insieme a Vittorio Gregotti e Lodovico Meneghetti, era la “poltrona Cavour” . Negli anni Sessanta, Stoppino intraprende l'attività individuale, concentrandosi sempre di più sul design, soprattutto per oggetti d'arredo concepiti però con un linguaggio coerente ai materiali e alle tecniche di produzione industriale. Oltre che per le sedie e le poltrone, Stoppino è conosciuto anche per la realizzazione di progetti di oggetti quotidiani, come la maniglia Alessia, con la quale ha vinto nel 1991 il premio "Compasso d'Oro", e quella disegnata nel 1982 per Olivari.


IIC Istituti italiani di cultura - INTESA CON IL CAMPIDOGLIO PER LA PROMOZIONE CULTURALE ALL'ESTERO

ROMA\aise\18 febbraio 2002- Ministero degli Esteri e Comune di Roma intensificheranno e renderanno più sistematica la loro collaborazione. Con questo obiettivo il Sottosegretario agli Esteri Mario Baccini e il Sindaco di Roma Walter Veltroni firmeranno una dichiarazione d'intenti martedì 19 febbraio alle 10.45, nella Sala Rossa del Campidoglio. Dopo la firma avrà luogo un incontro con la stampa. La Direzione generale per la promozione e la cooperazione culturale del Ministero degli Esteri e l'Assessorato comunale alle politiche culturali agiranno d'intesa per promuovere la diffusione della cultura italiana all'estero e sviluppare relazioni con gli ambienti culturali stranieri.
L'Assessorato capitolino informerà in anticipo la Direzione generale del Ministero degli eventi di carattere internazionale in programma e la Direzione generale, a sua volta, ne favorirà la promozione all'estero e la realizzazione a Roma. Negli spazi espositivi del Comune di Roma, inoltre, saranno ospitate in anteprima le grandi mostre promosse dal Ministero degli Esteri per il circuito internazionale. Gli abitanti della capitale potranno così fruire di iniziative culturali prima diffuse solo all'estero. La nuova intesa si prefigge inoltre di dare risalto alle iniziative culturali del Comune di Roma attraverso il progetto "Vacanze romane", diretto a diffondere le principali attività artistiche romane attraverso una mostra fotografica itinerante e una produzione video sottotitolata o doppiata nelle varie lingue. (aise)


Data inserimento in rete: lunedì, febbraio 18, 2002
IIC Istituti italiani di cultura - FARNESINA/LA RIORGANIZZAZIONE DEGLI ISTITUTI ITALIANI DI CULTURA ALL'ESTERO
NOMI ILLUSTRI, DESTINI GRAMI
Da Pressburger a Davico Bonino. Il governo punta a sostituire i direttori "di chiara fama". Così.
di Primo Di Nicola

L'Espresso, 21 febbraio 2002
Rischia lo scrittore e giornalista Mario Fortunato, insediato due anni fa dall'allora Ministro degli Esteri Lamberto Dini ai vertici dell'Istituto italiano di cultura di Londra. Rischiano anche i suoi colleghi Giorgio Pressburger e Guido Davico Bonino alla testa, rispettivamente, degli Istituti di Budapest e Parigi. E così pure gli altri direttori "di chiara fama" (vedere scheda) a capo dei più importanti istituti di cultura italiana all'estero. Motivo? La volontà della Farnesina di riformare gli interventi per la promozione in terra straniera della nostra cultura, rafforzando l'attività degli stessi istituti ed eliminando le insufficienze di gestione registrate negli ultimi anni.
Protagonista di questa delicata partita è il sottosegretario agli Esteri Mario Baccini, che dopo aver passato al vaglio le attività dei 93 istituti, ha preparato un disegno di legge ora all'esame del ministro ad interim Silvio Berlusconi. Le semplici iniziative culturali, mostre, presentazioni di libri e attività promozionali, ha spiegato Baccini al cavaliere, non sono più adeguate alle esigenze del Paese. L'obiettivo da raggiungere? Uno stretto "collegamento tra promozione culturale e promozione all'estero del 'sistema Italia'. Tale raccordo con il mondo imprenditoriale" dovrà favorire "l'espansione di qui fenomeni che, pur costituendo importanti attività produttive e commerciali, sono allo stesso tempo espressioni culturali quali moda, editoria, cinema, design e design industriale, tecnologia, oreficeria, arti decorative e gastronomia".
Un esempio del nuovo corso? L'indizione di anni tematici per l'attività degli istituti che, per il 2002, raccordandosi con le imprese, dovranno promuovere moda e design. Vera musica per le orecchie di Berlusconi che, appena messo piede alla Farnesina, non aveva fatto mistero di puntare su una svolta manageriale della nostra diplomazia. Prime vittime della svolta efficientista sono proprio i direttori di "chiara fama" degli istituti di cultura. I quali, spiega Baccini nella relazione al disegno di legge, oltre a svolgere le funzioni assegnate ad un direttore di ruolo ministeriale, sia nell'ambito della promozione culturale che in quello "amministrativo-contabile", avrebbero dovuto dare maggiore visibilità alla promozione della cultura italiana all'estero, assicurando "iniziative di più alto profilo". Ma a un'analisi complessiva, aggiunge, "i risultati della gestione degli istituti diretti da queste personalità non sempre sono stati all'altezza delle aspettative e degli investimenti". Il sottosegretario propone ora di continuare a servirsi di questi personaggi "di elevato prestigio culturale", trasformandoli in "Consiglieri speciali per la promozione della cultura, della lingua e della scienza italiana". Avranno piena autonomia finanziaria e organizzativa, ma con direttori che dovranno sempre essere funzionari provenienti dai ruoli ministeriali".
SCHEDA
Bella riforma, ci costa il posto
Chi sono gli altri direttori di "chiara fama" degli istituti di cultura italiana all'estero che rischiano il posto con la riforma ministeriale? Oltre Mario Fortunato (Londra), Giorgio Pressburger (Budapest) e Guido davico Bonino (Parigi), nella lista (10 in tutto) ci sono Ugo Perone (Berlino), Guido Fink (Los Angeles), Maria Doria de Zuliani (Mosca), Paolo Riani (New York). E ancora: Mario Sabattini (Pechino), Guido Clemente (San Paolo) e Amedeo Cottino (Stoccolma). (L'Espresso, 21 febbraio 2002)


LINGUA ITALIANA: ACCADEMIA CRUSCA, OK A COSTITUZIONALIZZAZIONE

Roma, 18 feb. (Adnkronos) - L'Accademia della Crusca, la secolare istituzione fiorentina incarica di conservare la purezza dell'idioma di Dante Alighieri, apprezza la scelta di inserire nella Costituzione la tutela della lingua italiana. ''E' certamente un passo appropriato ed insieme il riconoscimento di una realta' storica e culturale ormai plurisecolare, per la precisione di almeno 700 anni'', ha commentato il professore Francesco Sabatini, il linguista che presiede la prestigiosa Accademia. ''La tutela dell'italiano in sede costituzionale non puo' che rafforzare pienamente il valore e gli effetti della legge 482 del 1999, che all'articolo 1 riconosceva che la lingua ufficiale della Repubblica e' l'italiano.
La necessita' di un inserimento dell'italiano nella Costituzione - ha dichiarato Sabatini all'Adnkronos - inequivocabilmente dimostra l'importanza oggi di servirsi pienamente di una lingua costituitasi per tradizione scritta e orale, multisecolare, per tutte le funzioni che gli scambi del mondo moderno richiedono''.
Riguardo alle perplessita' mostrate dalla Lega, il presidente della Crusca ha detto: ''Non conosco esattamente le osservazioni e quindi non posso giudicare le eventuali riserve di un partito politico per quanto riguarda la lingua italiana. Per quanto riguarda le altre tradizioni linguistiche, la legge del 1999 da' delle indicazioni per la tutela delle minoranze anche se non e' scientificamente molto ben definito in quella legge il concetto di minoranze linguistiche. Questo e' stato piu' volte rilevato dai linguisti in sede scientifica''.


IIC Istituti italiani di cultura - FARNESINA: INTESA CON CAMPIDOGLIO PROMOZIONE CULTURA ALL'ESTERO

Roma, 18 feb. (Adnkronos) - Il ministero degli Esteri ed il Comune di Roma intensificheranno e renderanno piu' sistematica la loro collaborazione. Con questo obiettivo il sottosegretario agli Esteri Mario Baccini ed il sindaco di Roma Walter Veltroni firmeranno una dichiarazione d'intenti martedi' 19 febbraio alle 10.45, nella Sala Rossa del Campidoglio. Dopo la firma avra' luogo un incontro con la stampa.
La Direzione generale per la promozione e la cooperazione culturale del ministero degli Esteri e l'Assessorato comunale alle politiche culturali agiranno d'intesa per promuovere la diffusione della cultura italiana all'estero e sviluppare con gli ambienti culturali stranieri.
L'Assessorato capitolino informera' in anticipo la Direzione generale del ministero degli eventi di carattere internazionale in programma e la Direzione generale, a sua volta, ne favorira' la promozione all'estero e la realizzazione a Roma.


Data inserimento in rete: domenica, febbraio 17, 2002
IIC Istituti italiani di cultura - L'Ambasciata di Berlino non "pende" a sinistra

("La Padania", 14 febbraio 2002) Mi riferisco alla lettera del signor Bruno Zoratto pubblicata il 12 febbraio, nella quale tra l'altro si sostiene che l'Ambasciata d'Italia in Germania avrebbe promosso la proiezione a Berlino, nel contesto della Berlinale, del film "Un altro mondo è possibile".
Tale asserzione è destituita da ogni fondamento.
Lo dice la stessa Berlinale, in un comunicato stampa del 22 gennaio e lo scriveva del resto anche il quotidiano tedesco Frankfurter Rundschau l'11 febbraio. Un'ultima precisazione: il film "Un altro mondo è possibile" non figura nel programma della Berlinale, come erroneamente sostiene il signor Zoratto (che avevo informato anche di questo).
GIORGIO NOVELLO Consigliere d'Ambasciata a Berlino



IIC Zagabria - L’Arte, la Moda e il Design italiani in Croazia

(Italcult, 15 febbario 2002) Alla Umjetnicka Akademia di Spalato, dal 28 febbraio al 2 marzo, si svolgerà il Convegno ‘Educazione al design: dialogo interculturale’, organizzato dall’Accademia d’arte di Spalato, in collaborazione con la Facoltà per il Design di Zagabria, la Facoltà di Tecnologia di Zagabria, la Società dei designer croati, il British Council e l’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria. Per l’Italia sono previsti interventi dei proff. Massimo Bonfantini dell’Università di Milano e Giampaolo Proni dell’Università di Bologna.
Ancora in febbraio l’Unione dei Teatri d’ Europa, il Klovicevi dvori di Zagabria e l’Istituto italiano di cultura di Zagabria presentano ‘Emanuele Luzzati scenografo ed Emanuele Luzzati illustratore’, una mostra di notevole interesse dedicata alle più belle scenografie del grande artista genovese. Luzzati, tra i massimi scenografi italiani ed europei, in più di cinquant’anni di attività ha firmato le immagini di decine e decine di spettacoli di prosa, opere liriche e balletti. E’ stato autore di libri per ragazzi e anche un geniale regista di film d’animazione. La mostra, che consta di 214 pannelli di disegni originali, fotografie, bozzetti di scenografie originali, figurine originali, tavole per film d’animazione, maschere, ecc. sarà curata da Giorgio Urini e dall’assistente di Luzzati, S. Noberini. Luzzati ha creato un manifesto per il Festival del Bambino a Sebenico (ultima settimana del mese di giugno 2002), che è stato prescelto come l’immagine pubblicitaria del Festival.
Sempre nell’ambito dell’Arte e del Design italiano, si inserisce la mostra ‘Giotto Stoppino Le sedie, 1953-1996’, nel Centro Multimediale L.U.K.A., Istarska 30, di Pola. La mostra sarà inaugurata agli inizi di marzo, in concomitanza con un Convegno/Mostra di architetti istriani laureati presso la facoltà per l’Architettura di Venezia.
I pezzi che saranno esposti fanno parte delle collezioni dei più importanti musei del mondo e documentano l’attività di Giorgio Stoppino quale illustre esponente nella storia del design dell’arredo di questo ultimo mezzo secolo. (Italcult)