ITALCULT - Servizio sperimentale non ufficiale
Notiziario online dedicato agli Istituti italiani di cultura all'estero
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Data inserimento in rete: sabato, marzo 02, 2002
IIC Istituti italiani di cultura - FARNESINA: RICERCA, ITALIANO QUARTA LINGUA STUDIATA ALL'ESTERO

(AGI, 2 marzo 2002) - Roma - L'italiano e' la quarta lingua piu' studiata e l'attenzione che gli viene dedicata all'estero e' in costrante crescita. Lo afferma la ricerca "Italiano 2000 - indagine sulle motivazioni e sui pubblici dell'italiano diffuso fra stranieri" i cui risultati sono stati illustrati alla Farnesina.
I lavori sono stati aperti dal sottosegretario Mario Baccini e dal direttore generale per la promozione e la Cooperazione culturale, Francesco Aloisi de Larderel e dai rappresentanti delle commissioni Esteri e Cultura di Camera e Senato, oltre che del dipartimento di studi linguistici della "Sapienza".
L'ipotesi principale da cui e' partita l'indagine e' che il sistema dell'italiano diffuso fra stranieri fuori dei confini nazionali sia cambiato dagli anni '70 ad oggi soprattutto per cio' che riguarda il ruolo dell'Italia come sistema sociale, produttivo, culturale, linguistico nel panorama internazionale.
Ne sono state coinvolte le Universita' straniere e la politica dei governi che hanno inserito l'italiano nei sistemi scolastici dei loro Paesi o da essi l'hanno tolto.
Negli ultimi decenni e' mutata anche l'immagine del nostro Paese fra gli stranieri. Il nuovo legame che si e' stabilito e' tra la lingua italiana, la creativita' artistica, la capacita' produttiva del nostro Paese e lo stile di vita. Il numero di studenti che frequentano i corsi di italiano organizzati dagli Istituti italiani di cultura e' di 45.699 nel 2000 contro i 33.065 nel '95, con un incremento del 38,2 per cento.
Aumentano anche i corsi: nel '95 furono 2.346; nel 2000 sono stati 3.684, con una crescita del 57 per cento. Il dato iniziale, pero', e' ingannevole: non in tutto il mondo si registra una tendenza positiva. Sui dati assoluti la diminuzione riguarda la situazione africana, mentre tutte le altre macro- aree vedono la crescita degli iscritti ai corsi. La misura della crescita e' piu' forte in Asia, dove la situazione giapponese funge da traino, e in America latina, dove la stessa funzione spetta al Messico.
Nelle aree dove non si manifesta una crisi economico-sociale o dove comunque le risorse consentono investimenti nell'apprendimento linguistico, l'italiano e' in espansione: Estremo oriente, Australia, e molte realta' dell'est europeo. I motivi per cui si impara l'italiano sono i piu' vari: dal 32,8 per cento che lo fa per "piacere", al 25,8 per cento che lo fa per "motivi personali". Solo il 19 per cento lo fa per ragioni di studio e il 22,4 per cento per lavoro. (AGI) Red/Lab/Van


Data inserimento in rete: venerdì, marzo 01, 2002
IIC Copenaghen - DANIMARCA- COPENHAGEN: IL CINEMA COMICO ITALIANO E LE VICENDE ITALIANE DEL XX SECOLO

(Italian Network, marzo 2002) - Dopo la settima arte esiste un'ottava: l'arte di arrangiarsi. Un'arte che il cinema non ha potuto trascurare. E così è nata la commedia all'italiana. Questo cinema recupera tutti gli "assenti": impiegati, casalinghe, morti di fame, soldati semplici, e ci costringe a una doppia lettura della storia: la loro storia e la storia con la S maiuscola, quella che loro non vedono. Personaggi traditi da una realtà che invano hanno tentato di rendere più piccola, per poterla controllare, capaci di confrontarsi solo con se stessi, e quindi perdenti. Ma i loro gesti, i sorrisi falsi e i pianti veri, dimostrano la necessità della storia e della politica.
Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, per citarne solo alcuni, si assumono la fatica di interpretare i tratti negativi della società italiana, dalle guerre mondiali, al boom, al crack e alla congiuntura. Vittime volontarie imprestano la loro faccia per diventare eroi alla rovescia. La paura, le manie quotidiane, l'arrivismo di questi personaggi portano a leggere la storia in un modo nuovo. E così il comico incontra il tragico.
E la rassegna organizzata dall'Istituto Italiano di Cultura a Copenhagen, Si fa per ridere... ma è una cosa seria - Il cinema comico Italiano e le vicende italiane del XX secolo, ripercorre questo periodo storico proiettando i film più significativi che sono stati realizzati.
In programma "Il sorpasso"(1962) di Dino Risi con Vittorio Gassman e Jean Louis Trintignant (4 marzo), "La voglia matta" (1962) di Luciano Salce con Ugo Tognazzi, Catherine Spaak, Fabrizio Capucci, Jimmy Fontana (11 marzo) "Il diavolo" (1963) di Gian Luigi Polidoro con Alberto Sordi, Gunilla Elm-Tornkvist, Anne Charlotte Sjöberg e "Caro diario" (1993) di Nanni Moretti con Nanni Moretti, Carlo Mazzacurati.
Le proiezioni, introdotte da Salvatore Carboni, si tengono ogni lunedì di marzo (alle ore 19) presso l'Auditorium dell'istituto. I film sono in italiano senza sottotitoli. Ingresso libero. (Italian Network)


IIC Londra - ITALIANI D’INGHILTERRA IN DIFESA DI FORTUNATO

(News ITALIA PRESS, 1 marzo 2002) Londra – In ideale gemellaggio con la sottoscrizione di firme degli intellettuali inglesi per chiedere al governo italiano di non destituire dal suo incarico l’attuale Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra, Mario Fortunato, sul quale pende la minaccia del mancato rinnovo del contratto, anche gli italiani di Londra hanno inviato una lettera al Ministro degli Affari Esteri ad interim Silvio Berlusconi. “Gentile Ministro” esordisce la lettera “abbiamo letto con interesse ed una punta di preoccupazione sia l'appello che gli intellettuali inglesi Le hanno rivolto sia i numerosi articoli che la stampa britannica sta dedicando alla vicenda che coinvolge il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Londra, Mario Fortunato, il cui mandato dovrebbe essere confermato a giorni. Non sappiamo se risponde a verità quanto scrivono i giornali britannici sul rischio che il mandato del Dr. Fortunato non sarà rinnovato per motivi non legati al suo operato. Quello che sappiamo, e che ci sentiamo di affermare con forza, è che in questi due anni l’Istituto di Cultura è finalmente diventato quello che avrebbe sempre dovuto essere: un luogo di incontro fra il mondo culturale italiano e quello britannico e un moderno strumento di promozione non solo della cultura italiana, ma anche dell’immagine del nostro Paese.
Noi giudichiamo Mario Fortunato dal lavoro che ha fatto in questi due anni. E, come italiani residenti in Gran Bretagna, non possiamo non sottolineare la competenza e la perspicacia intellettuale che ha dimostrato nello svolgimento del suo lavoro”.
“Sarebbe quindi” prosegue la lettera “profondamente ingiusto e lesivo dell’immagine del nostro Paese se a Mario Fortunato non fosse consentito di proseguire nel suo lavoro, così come del resto prevede la legge 22 dicembre 1990, n. 401 che contempla incarichi biennali rinnovabili. Chiediamo dunque che Mario Fortunato sia riconfermato, anche per sgombrare il campo dall’imbarazzante sospetto adombrato negli articoli della stampa britannica che nell’Italia del governo Berlusconi sia più importante essere schierati dalla “parte giusta” che avere meriti professionali”. News ITALIA PRESS


IIC Stoccolma - WORKSHOP PER TRADUTTORI ITALIANI E SVEDESI

(News ITALIA PRESS, 1 marzo 2002) Stoccolma- Si terrà nei giorni di giovedì 14 e venerdì 15 marzo, presso l’Istituto Italiano di Cultura (IIC) di Stoccolma in collaborazione con la Fondazione C.M. Lerici, un workshop per traduttori italiani e svedesi. Il seminario, rivolto ai professionisti ufficialmente invitati, presenterà e analizzerà una serie di traduzioni di letteratura italiana e svedese. All’appuntamento è prevista anche la presenza di alcune case editrici italiane e svedesi, oltre ai giornalisti di testate e periodici italiani e svedesi, e studenti della materia.
I partecipanti sono stati selezionati tra i traduttori esperti, con una media di 5 o 6 opere già tradotte nella propria esperienza professionale; tra gli ospiti, la direttrice della casa editrice Iperboria, grande produttrice di libri svedesi. “Il seminario” spiega Linda Schwartz dall’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma “avrà come scopo la messa a fuoco del lavoro del traduttore, che spesso viene scordato. Sarà un’occasione per incontrarsi e per discutere i problemi di questa professione”. News ITALIA PRESS


Data inserimento in rete: giovedì, febbraio 28, 2002
IIC Copenaghen - ARTISTI IN FABBRICA: ALLA BIENNALE DI HERNING FRANCESCO SIMETI

Copenhagen, 28 feb. (Adnkronos) - Verrà inaugurata domani primo marzo a Herning, cittadina della Jutlandia in cui hanno sede numerose piccole aziende, la Biennale d'arte e di design "Socle du Monde", in presenza delle maggiori autorità culturali e del mondo imprenditoriale della Danimarca. Alla Biennale esporranno dodici artisti di fama internazionale che sono stati invitati dal Ministero per l'Industria danese a presentare dei lavori realizzati in stretta collaborazione con alcune aziende danesi. I lavori presentati dovrebbero rispecchiare il dialogo che si stabilisce tra l'artista, che fornisce la forza creativa e l'input, e il settore commerciale e della produzione, che riconosce i propri limiti nelle linee di produzione. Tra gli artisti invitati da tutto il mondo, ci sarà Francesco Simeti, nato a Palermo e con diploma in scultura dell'Accademia Clementina di Belle Arti di Bologna. L'artista, che vive e opera a Brooklyn (New York), ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra i quali la Manhattan Graphic Scholarship e il Premio del Bronx Museum, Artist in the Market Place. Le sue opere fanno parte della collezione permanente della Cooper Hewitt, National Museum of Design, di New York. Francesco Simeti esporrà degli oggetti realizzati per conto della ditta danese AV Form A/S, specializzata nel settore degli articoli per la scuola e per gli uffici e del materiale audiovisivo. A porgere il saluto all'artista italiano, in rappresentanza dell'Ambasciata d'Italia, ci sarà il direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen, dott. Sergio Scapin.
La Biennale è stata intitolata "Socle du Monde" dalla scultura realizzata nel 1961 per la città di Herning da Piero Manzoni. La scultura è un cubo, che nella sua nuda semplicità può essere percepito come il piedistallo su cui poggia il globo terrestre, per cui il mondo diventa un'opera d'arte. Piero Manzoni (1933-1963) aveva agli inizi degli anni '60 soggiornato a lungo a Herning e lavorato per quel Museo d'Arte. A Herning ha realizzato la sua linea più lunga, 7.200 metri, chiusa in un contenitore che venne consegnato alla città. (Adnkronos)


IIC Londra - ISTIT. IT. CULTURA: TOTO' ATTRAVERSA LA MANICA

Londra, 28 feb. (Adnkronos) - Il genio comico di Totò, dopo il successo conseguito in tutti gli Stati Uniti e Canada, si appresta a sbarcare in Gran Bretagna dal 3 Marzo al 26 maggio prossimo toccando le città di Londra, Cardiff, Nottingham, Oxford ed Edinburgo.
Organizzata da Cinecittà Holding in stretta collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura di Londra, con il supporto del ministero per i Beni e le Attività Culturali, la rassegna dedicata al principe della risata verrà inaugurata al Riverside Studios di Londra con il film "Miseria e Nobiltà" (The Poor and the Noble), 1954, di Mario Mattoli con Totò e Sophia Loren alla presenza della figlia di Totò, Principessa Liliana de Curtis, che sarà a Londra dal 1 Marzo per incontrare giornalisti ed estimatori del grande attore italiano che la critica americana ha già paragonato a Charlie Chaplin e Buster Keaton.
La rassegna ha conseguito grandi successi al Lincoln Center di New York, all'Università di Berkeley di San Francisco, al BAM di New York, a Washington, Cleveland, Santa Fè, Montreal e Toronto, e la risposta di pubblico è stata tale da dover prevedere un nuovo ritorno sia a New York che a Toronto.
"E' con lo stesso ottimismo e fiducia con cui abbiamo affrontato le platee americane- dice Francesco Gesualdi, direttore Generale di Cinecittà Holding che sarà presente a Londra per il debutto della rassegna - che ci avviciniamo al pubblico del Regno Unito nella certezza che la mimica e l'umanità di Totò toccheranno, anche qui, i cuori di migliaia di spettatori".
Cinecittà Holding, che da più di dieci anni promuove nel mondo i capolavori della cinematografia italiana, forte di una cineteca per l'Estero di circa 1,800 pellicole sottotitolate in varie lingue che comprendono le opere di Antonioni, Bertolucci, Fellini, De Sica, Rosi, Pasolini, Rossellini e molti altri, è particolarmente attenta nel promuovere il genio comico di Totò che è stato capace di sorprendere e coinvolgere le platee internazionali notoriamente più esigenti, nonostante le iniziali perplessità relative alla traduzione dei testi, brillantemente risolte dallo scomparso ideatore e curatore della rassegna, Paolo Pistolese ed dal professore universitario e linguista americano Gordon Poole.


Data inserimento in rete: mercoledì, febbraio 27, 2002
IIC Lisbona - LISBONA: MOSTRA SULL'ARCHITETTO FASCISTA LUIGI MORETTI

Lisbona, 27 feb. (Adnkronos) - Organizzata dalla Facoltà di Architettura dell'Università Tecnica di Lisbona, in collaborazione con il locale Istituto Italiano di Cultura, è stata inaugurata ieri (22 marzo) presso la sala esposizioni della Facoltà stessa una grande mostra retrospettiva dedicata all'architetto e urbanista Luigi Moretti (1907-1973).
L'inaugurazione della mostra è stata preceduta da un seminario guidato dal Prof. Marco Mulazzani, dell'Istituto Universitario di Architettura di Venezia e dal Prof. Federico Bucci del Politecnico di Milano, curatori della mostra e autori di pubblicazioni sull'opera di Moretti. Essi hanno illustrato a un pubblico assai numeroso, formato principalmente da docenti, studenti e specialisti la discussa figura e l'opera di uno degli architetti piú importanti ed originali dell'epoca fascista. Moretti non aveva ancora trent'anni quando(1933) Renato Ricci lo invitò a sostituire Enrico del Debbio alla direzione dell'Ufficio Tecnico dell'Opera Nazionale Balilla. Nel decennio che va dal 1931 al 1941 Moretti progettó e costruí circa una settantina di edifici, tra cui la Casa Balilla a Trastevere , la cosiddetta Casa delle Armi e la Piazza dell'Impero, tutte al Foro Italico. Durante la guerra le tracce di Moretti si perdono. Si ha solo notizia di un suo tentativo di rifondare l'Opera Nazionale Balilla durante la Repubblica di Saló. Incarcerato per un breve periodo a San Vittore nel 1945, appena uscito fondò la Società Cofimprese che svolse un ruolo non marginale nella ricostruzione della Milano della post-guerra. Di questo periodo sono la Casa Albergo di Via Corridoni, il complesso di abitazioni e uffici di Corso Italia e sul versante romano l'edificio per la Cooperativa Astrea, l'edificio "Il Girasole", Villa la Saracena, Villa la Califfa i palazzi ESSO e SGI all'EUR.
Nel corso del seminario è stata illustrata anche l'attivitá teorica di Moretti, incanalatasi nei 7 numeri della rivista "Spazio", da lui diretta e pubblicata. Un artista quindi di grande spessore che ha al proprio attivo anche importanti progetti e costruzioni all'estero, tra cui l'imponente complesso residenziale Watergate a Washington DC, realizzato nel 1960-65.
L'iniziativa dedicata dall'Istituto Italiano di Cultura di Lisbona a un esponente importante della cosiddetta "cultura di destra" ha coinciso casualmente con la polemica innescata da esponenti governativi circa una presunta "censura" praticata verso gli intellettuali di destra dai nostri Istituti di Cultura. Interpellato in proposito il Direttore, Dott. Giovanni Biagioni ha dichiarato di ritenere ingiuste tali affermazioni, che se c'è spessore culturale riconosciuto le affiliazioni ideologiche o politiche non contano e non devono contare nulla. Nella fattispecie è peró un dato oggettivo che ció che spesso difetta è "la materia prima".


IIC Lisbona - PORTOGALLO / UNA MOSTRA-SEMINARIO SULL’ARCHITETTO FASCISTA LUIGI MORETTI- IL DIRETTORE DELL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI LISBONA BIAGIONI: ‘NESSUNA CENSURA VERSO ARTISTI E INTELLETTUALI DI DESTRA’

LISBONA \ aise \27 febbraio 2002 Organizzata dalla Facoltà di Architettura dell’Università Tecnica di Lisbona, in collaborazione con il locale Istituto Italiano di Cultura, è stata inaugurata ieri (22 marzo) presso la sala esposizioni della Facoltà stessa una grande mostra retrospettiva dedicata all’architetto e urbanista Luigi Moretti (1907-1973). L’inaugurazione della mostra è stata preceduta da un seminario guidato dal Professor Marco Mulazzani, dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia e dal Prof. Federico Bucci del Politecnico di Milano, curatori della mostra e autori di pubblicazioni sull’opera di Moretti. Essi hanno illustrato a un pubblico assai numeroso, formato principalmente da docenti, studenti e specialisti la discussa figura e l’opera di uno degli architetti più importanti ed originali dell’epoca fascista. Moretti non aveva ancora trent’anni quando (1933) Renato Ricci lo invitò a sostituire Enrico del Debbio alla direzione dell’Ufficio Tecnico dell’Opera Nazionale Balilla. Nel decennio che va dal 1931 al 1941 Moretti progettò e costruì circa una settantina di edifici, tra cui la Casa Balilla a Trastevere, la cosiddetta Casa delle Armi e la Piazza dell’Impero, tutte al Foro Italico. Durante la guerra le tracce di Moretti si perdono. Si ha solo notizia di un suo tentativo di rifondare l’Opera Nazionale Balilla durante la Repubblica di Salò. Incarcerato per un breve periodo a San Vittore nel 1945, appena uscito fondò la Società Cofimprese che svolse un ruolo non marginale nella ricostruzione della Milano della post- guerra. Di questo periodo sono la Casa Albergo di Via Corridoni, il complesso di abitazioni e uffici di Corso Italia e sul versante romano l’edificio per la Cooperativa Astrea, l’edificio “Il Girasole”, Villa la Saracena, Villa la Califfa i palazzi ESSO e SGI all’EUR. (aise)



IIC Los Angeles - NICOLETTI ESPONE ALL’IIC DI LOS ANGELES

(News ITALIA PRESS, 27 febbraio 2002) Los Angeles - Fino al 15 Marzo sarà possibile visitare la mostra dell’artista italiano Manfredi Nicoletti “Architecture as a Metaphor of Nature”, allestita presso lo Spazio Italia dell’Istituto Italiano di Cultura (IIC) di Los Angeles. Nicoletti, laureatosi in architettura all’Università di Roma, dopo il Master ha studiato e lavorato con Giacomo Balla, Buckminster Fuller, Walter Gropius, Louis Kahn, Pier Luigi Nervi, Eero Saarinen e Minoru Yamasaki.
Nicoletti, spiega l’IIC nella presentazione della mostra, è considerato un Modernista della seconda generazione, influenzato dai Metabolisti e dal Movimento Organico di Frank Lloyd Wright. Nicoletti intende proporre effettive soluzioni bioclimatiche e integrazioni ecosistemiche ispirate da forme naturali; dice Nicoletti: “questa è la chiave alla mia ricerca personale, non nella stereotipata ripetizione di forme cliché, ma nella reiterazione di queste esperienze primordiali attraverso forme in continuo cambiamento suggerite direttamente dal loro stesso contesto”. Attivo anche nel settore didattico, Nicoletti ha insegnato all’Università di Palermo, alla Rhode Island School of Design, e all’Università di Roma. Ha, inoltre, vinto numerosi premi internazionali di architettura ed è apparso in svariati libri e riviste. Tra i suoi progetti principali, The Helicoidal Skyscraper, New York 1974; Cardiff Bay Opera House, 1944; l’Università di Udine,1997; the New Acropolis Museum, Atene 1998.
La mostra di Los Angeles raccoglie disegni, schizzi, modelli e immagini simboliche, che illustrano le sue proposte di architettura bioclimatica e definiscono le 5 tematiche dell’esposizione: “On Growth and Form, Caves, Crystal and Rocks, Form as a Reflection of the Apparent Movement of the Sun, Strong and Supple”. News ITALIA PRESS


IIC Londra - Il caso Fortunato (ma non troppo)
di Roberto Carnero

Da Londra -L’Unità, 27 febbraio 2002

Quello di Mario Fortunato, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura a Londra, sta diventando un caso internazionale. La bomba l'ha lanciata l'Espresso del 21 febbraio con un articolo in cui si parlava della presunta intenzione di Silvio Berlusconi, nella duplice veste di Presidente del Consiglio e di Ministro degli Esteri, di sbarazzarsi di alcuni direttori scomodi perché troppo di «sinistra» tra quelli nominati per chiara fama dal precedente governo. Come? Semplice: non rinnovando per un ulteriore biennio - come previsto per prassi - i contratti biennali in scadenza. Nella fattispecie la vicenda di Fortunato ha un che di paradossale. E’ stato proprio Berlusconi ad indicare quali funzioni dovranno assolvere in futuro i circa cento Istituti Italiani di Cultura sparsi nel mondo: loro compito dovrà essere quello di diffondere non solo la cultura « alta» del nostro Paese, ma anche lo stile italiano nel suo complesso, dal cinema alla cucina, dalla moda al design. Evidentemente, in tal modo, la cultura potrebbe fare da traino a un più proficuo incremento di scambi commerciali.
Il paradosso è proprio questo: Mario Fortunato, da quando è a Londra, cioè da due anni a questa parte, si è mosso esattamente in tale direzione, facendo funzionare l'Istituto come mai era successo in passato. Ha cercato di svecchiare gli eventi e di conseguenza il pubblico dell'Istituto: ha aperto al suo interno una caffetteria, ha lanciato tutta una serie di appuntamenti di grande richiamo. Non era mai capitato di vedere le sale del centro di Balgrave Square stipate di giovani come lo scorso anno, in occasione degli incontri tra scrittori e artisti italiani e inglesi a confronto. Una caleidoscopica girandola di appuntamenti ha fatto dell'Istituto uno degli spazi culturali più vitali del momento nella capitale britannica.
Dove la querelle su Fortunato non poteva passare inosservata. Domenica un articolo su The Observer e lunedì un altro su The Guardian hanno dato conto dei dettagli della vicenda. L'attore Colin Firth si è fatto promotore di una petizione presso il governo italiano affinché Fortunato rimanga a Londra. Vi hanno aderito, tra gli altri, gli scrittori Salman Rushidie, Doris Lessing, Ian McEwan, Harold Pinter, Nick Hornby e Tom Stoppard, i registi Ken Loach e John Madden, il compositore Michael Nyman. E anche l'Università inglese non è insensibile al problema: Laura Lepschy, già direttore del Dipartimento di Italianistica di University College London, ha steso una lettera di appoggio a Fortunato che farà circolare nei prossimi giorni presso i colleghi di tutto il Regno Unito.
Per parte sua Fortunato dichiara di non voler polemizzare con nessuno, ma di desiderare di essere giudicato sulla qualità del suo lavoro e sui risultati raggiunti. Se ciò avvenisse - aggiungiamo noi - l'imprenditore Silvio Berlusconi, anche solo in una logica puramente aziendale, non potrebbe fare altro che confermare nel suo incarico quello che appare l'uomo giusto al posto giusto. A meno di voler sacrificare il funzionamento delle nostre istituzioni all'estero per fini di bassa politica.


IIC Copenaghen - ITALIEN I HELLERUP

Jyllandsposten JPKØBENHAVN
Mandag 25. februar 2002
KLASSISK
Duo La Valse vil lade henførte italienske toner klinge ud i et hus på Gjørlingsvej. Det er et meget aktivt kulturinstitut, der på næste torsdag danner ramme on den ligeledes meget aktiv duo.

Af ELISABETH SAUGMANN
På Gjørlingsvej i Hellerup ligger et lille stykke Italien i form af Det Italienske Kulturinstitut. Den 7. marts vil der lyde smækre operatoner, når danske Duo La Valse giver koncert med alt godt fra Italien - et fejende fedt italianoprogram for folk med sans for henførthed.
Det er bare om at skrue ørerne på, når koloratursopran Pauline Kehlet og pianist Nicolai Kjølsen fremfører "ørehængere" fra elskede operaer som "La Boheme" og "Tosca". Der er også rariteter i kurven som Norinas hundesvære cavatine fra "Don Pasquale", og fra komponisten Donizettis værksted opføres også en arie fra den yderst sjældent opførte opera "Betty".

Aktiv arrangør
Koncerten med Duo La Valse er blot en af mange aktiviteter i huset, for i formidlingen af italiensk kultur er instituttet arrangør af foredrag, filmaftener, sprogkurser og koncerter.
Det Italienske Kulturinstitut har hele Danmark som arbejdsområde og samarbejder med de øvrige kulturinstitutioner i Ørestadsregionen og Nordtyskland. Ved Kjølsens og Kehlets koncert kan man også opleve et eksempel på den guds velsignelse af førsteklasses komponister, der præger den italienske musikhistorie i en sådan en grad, at de til tider optræder parvis i musikhistorien. F.eks. far og søn, Alessandro og Domenico Scarlatti, som "deltager" i koncerten med henholdsvis sange og klaversonater. Hertil kommer arier fra Mozarts "Così fan tutte" og "Don Giovanni'.
Der er også sat vand over til overraskelser for ørerne. Af den ret så ukendte schweiziske komponist med det vidunderlige navn Sigismund Thalberg kan man stifte bekendtskab med en virtuos klaverfantasi over temaer fra Rosssini-operaen "Moses".
Pauline Kehhlet og Nicolai Kjølsen er typiske for det myldrende musikliv, der lever på egne præmisser lige bag det store forkromede internationalt prægede musikliv med agenter, arrangører, verdensberømte tenortrioer og megastjerner, der scorer kassen.

Kontakt tit kongehuset
Duo La Valse blev dannet i 1992, og siden har parret optrådt med et varieret repertoire i musikforeninger, kulturhuse og kirker over hele landet.
Pauline Kehlet er privatuddannet i Østrig og Italien samt hos operasangere fra Det Kgl. Teater som Guldo Paevatalu, Jørgen Klint og Bodil Gøbel.
Nicolai Kjølsen er uddannet som pianist og organist i England, Schweiz og ved Det Kgl. Danske Musikkonservatorium i København med speciale i akkompagnement og kammermusik. Han er ansat som pianist ved Det Kgl. Teater og har gjort sig bemærket som komponist. I 1997 vandt han førsteprisen i en konkurrence om at skrive en 25-års jubilæumsmarch til dronning Margrethe, og i fjor fik han udgivet en Dannebrogsmarch til Kongeskibet.
Det royale ligger lige for, da Duo La Valse var blandt de inviterede kunstnere ved de kongelige Amalienborg-koncerters åbningssæson forrige år.
På CD-fronten har duoen bl.a. udgivet "Schubert på Fredensborg'".

Solo i Herstedøster
Den 2. juni danner Jægerspris Slot rammen om duoens sommerkoncert med overskriften "Jagttemaer i musikken". Den 25. august giver Duo La Valse koncert i Sorgenfri Kirke med sange af Richard Strauss, og Nicolai Kjølsen glæder sig til at spille Chopin og Schubert på kirkens fornemme Fazioli-flygel, der er i instrumenternes absolutte superliga.
Her i 10-året for duoens første optræden giver de en jubilæumskoncert i Odd Fellow Palæet den 6. oktober med fuldt udtræk-lieder, operaarier og operettetoner fra glædens land.
Den 4. og 5. maj er duoen inviteret til England for at give koncert i All Saints Church i Reading uden for London. En pragtfuld middelalderkirke med et velklingende barokorgel og stolte musiktraditioner. Nicolai Kjølsen og Pauline Kehlet glæder sig til at præsentere det engelske publikum for musik af danske komponister som N.W. Gade, Carl Nielsen og Jesper Madsen.
Pauline Kehlet går også solo. F.eks. den 24. marts kl.19.30, når hun er solist med kammerensemblet Concentus Vocum fra Dresden, der gæster Herstedøster Kirke med deres speciale, barokmusik.
elisabeth.saugmann@jp.dk
Duo La Valse
Det italienske kulturinstitut
Gjørlingsvej 11, Hellerup
Den 7. marts kl. 19.30

(Traduzione)

L’Italia a Hellerup
Jyllandsposten JPKØBENHAVN
Lunedì, 25 febbraio 2002

MUSICA CLASSICA

Il duo La Valse farà vibrare i toni della musica italiana in una villa a Gjørlingsvej. È un Istituto di cultura molto attivo che ospiterà, giovedì prossimo, un altrettanto attivo duo musicale.
Di Elisabeth Saugmann

Sulla Gjørlingsvej a Hellerup, abita un pezzo d’Italia, l’Istituto Italiano di Cultura. Il 7 marzo l’Istituto riecheggierà dei toni della migliore musica operistica italiana, quando il duo danese La Valse darà un concerto – l’ultimativo programma per persone predisposte all’estasi.
Si tratterà di aguzzare le orecchie, quando il soprano di agilità Pauline Kehlett canterà le arie più amate da opere come ”La Bohème” o ”Tosca”. Ci saranno anche delle rarità come la difficilissima cavatina di Norina dal ”Don Pasquale”. Di Donizetti sarà anche seguita un’aria dall’opera ”Betty”, che si dà ormai rarissimamente.

Un’organizzazione attiva

Il concerto del duo La Valse è solo una delle tante attività dell’Istituto, che media la cultura italiana attraverso conferenze, proiezioni cinematografiche, corsi di lingua e concerti. L’Istituto Italiano di Cultura ha come riferimento tutta la Danimarca, ma collabora anche con la regione dell’Öresund e col nord della Germania. Al concerto di Kjølsen e Kehleth si potrà godere l’opera dei compositori protagonisti della storia musicale italiana che talvolta compaiono ”in coppia”. È il caso di Alessandro e Domenico Scarlatti, che sono presenti nel programma con arie e sonate per pianoforte. Si aggiungano le arie dal ”così fan tutte ” e dal ”Don Giovanni” di Mozart.
Una sorpresa sarà una fantasia per pianoforte sul tema del ”Mosè” di Rossini ad opera del quasi sconosciuto compositore svizzero Sigismund Thalberg.
Pauline Kehlet e Nicolaj Kjølsen appartengono a quell’area musicale che vive dalle sue stesse forze, al di fuori dal mondo brillante della musica internazionale che pullula di agenti, organizzatori, celeberrimi tenori in trio, e stelle di prima grandezza da record di incassi.

Contatto con la Casa Reale

Il duo La Valse è nato nel 1992, e ,da allora, la coppia si è esibita in associazioni musicali, case della cultura e chiese, in tutto il paese.
Pauline Kehlet ha studiato privatamente in Austria e in Italia, ed è stata allieva di cantanti del Teatro Reale come Guido Paevatalu, Jørgen Klint e Bodil Gøbel.
Nikolaj Kjølsen ha studiato come pianista e organista in Inghilterra, Svizzera e presso il Conservatorio Reale Danese a Copenaghen, specializzandosi nell’accompagnamento di musica da camera. Lavora come pianista al teatro Reale e si è fatto notare come compositore. Nel 1997 ha vinto un concorso per una marcia reale in occasione del 25.mo anno di regno della regina Margrethe e l’anno scorso ha pubblicato una marcia dedicata alla nave reale ”Dannebrog”.
Il duo la Valse era tra gli artisti invitati all’apertura della stagione dei concerti nel castello di Amalienborg , lo scorso anno. Il duo ha pubblicato, in quest’occasione un CD dal titolo ”Schubert a Fredensborg”.
Il 2 giugno prossimo il duo terrà un concerto nel castello di Jægerspris dal titolo ”Temi di caccia nella musica” e il 25 agosto nella chiesa di Sorgenfri, con lieder di Richard Strauss. Nicolaj Kjølsen suonerà Chopin e Schubert sul rinomato pianoforte Fazioli, che si annovera nella prima classe assoluta degli strumenti musicali.
In occasione del decennale del primo concerto del duo, avrà luogo, il 6 ottobre all’Odd Fellow Palæet un importante concerto comprendente lieder e allegre arie da opere e operette.
Il 4 e il 5 maggio il duo terrà un concerto in Inghilterra, nella chiesa All Saints di Reading, nel circondario Londinese. Protagonisti del concerto saranno il famoso organo barocco e la ricca tradizione musicale inglese. In quest’occasione Nicolaj Kjølsen e Pauline Kehlet presenteranno al pubblico inglese compositori danesi del calibro di N.W. Gade, Carl Nielsen e Jesper Madsen.
Pauline Kehlet sarà anche solista, il 24 marzo alle 19.30 nel concerto dell’ensamble di musica barocca Concentus Vocum di Dresda, ospite della chiesa di Herstedøster.

Duo La Valse
Istituto Italiano di Cultura
Gjørlingsvej 11 Hellerup
7 marzo ore 19.30


Data inserimento in rete: martedì, febbraio 26, 2002
Fortunato e l’apparenza che inganna
Lo scrittore cacciato da Londra perché gay? Un bel film fa pensare di no.

IIC Londra - IL FOGLIO - 26 febbraio 2002 - François Pignon, lavora come contabile in una grossa azienda, ma sta per essere licenziato. Sparge allora la voce che è omosessuale, per poter poi accusare il suo capo di discriminazione e salvare quindi il posto. Fin qui la trama di un delizioso film, "L'apparenza inganna", di Francis Veber, il già celebrato regista della "Cena dei cretini". A voler fare invece un'incursione nel reale, senza scomodare la cinematografia, ci troveremmo di fronte a un canovaccio simile, ma opportunamente ribaltato, stando a quanto racconta l'Observer a proposito di Mario Fortunato: "Licenziato da Berlusconi in quanto gay". La storia è semplice: Mario Fortunato - scrittore tradotto in alcune lingue, ma pare non proprio in inglese - lavora (e pare anche bene), come "contabile" culturale a Londra (all'istituto italiano di cultura). Assunto dalla Ulivo &C., ora ci lavora per conto di quella grossa azienda che è l'Italia berlusconizzata, è in scadenza di contratto, ma secondo il giornale inglese "sta per essere licenziato a metà del suo incarico perché è troppo apertamente gay e troppo di sinistra per Berlusconi". Ecco, tutto il contrario del teorema Pignon. A sentire l’aria che tira non pare proprio che Fortunato possa correre rischi, a suo sostegno s'è mosso metà pantheon (la metà frivola) della cultura inglese, e va bene; in Italia sarebbero tanti disponibili a un girotondo a suo favore, e va benissimo; ma siccome non sta né in cielo né in terra che Berlusconi possa licenziare qualcuno in quanto omosessuale o, peggio, di sinistra (anche perché non saprebbe proprio, povero il nostro Cav., dove andare a parare altrimenti) viene da pensare a un'estrema furbata autopromozionale, un mettere le mani avanti "nel caso in cui". Ma non è proprio il caso perché se Pignon dovette fare finta per cuocere un ricatto ai danni del padrone, Fortunato può ben concedersi orgogliosamente al suo privato (sono fatti suoi) e svelarsi pronto "a rappresentare il governo", come ha detto al Giornale ieri, purché si ricordi di lasciare Enzo Siciliano ai girotondi. Così, tanto per farci ridere ancora.


IIC Londra British stars fight to save Italy's gay envoy from sack
Artists are in uproar as Berlusconi tries to fire his head of culture in London. Geraldine Bedell reports

The Europe pages - Observer special

Sunday February 24, 2002
The Observer

Prominent figures in the British arts are fighting to save the job of Italy's cultural representative in this country, who faces the sack on the orders of Italian Prime Minister Silvio Berlusconi.
Dr Mario Fortunato is set to be axed by Berlusconi midway through his term as director of London's Italian Cultural Institute because, supporters say, he is openly gay and too left-wing for Berlusconi's liking.
Now actor Colin Firth is leading a campaign by 19 British actors, writers and artists, including Nick Hornby, Michael Nyman and Harold Pinter, to keep Fortunato in his job. Their intervention has prompted a furious reaction in Berlusconi-controlled newspapers.
Salman Rushdie, Hanif Kureishi, Ian McEwan and Doris Lessing are among other signato ries to a letter Firth has written to Berlusconi objecting to Fortunato's removal.
In the two years that he has run the widely respected institute, he has been praised for a string of changes.
Firth said: 'Those places can be full of old expats, very conservative; the English Institute in Rome was lethal. What I found at the Italian Institute was vitality, energy, ideas and surprises. The great thing about London is that if you know where to look, you can see wonderful things and hear extraordinary people talking, and he's made the institute one of those places.'
Fortunato's term of office is meant to last four years and it was expected he would be reconfirmed in his position. But sources said it was now almost certain he would be prevented from finishing his term, on the orders of Rome.
No previous director in the institute's 52-year history has been sacked mid-term. 'As I understand it, the Berlusconi government has been quite frank with him,' said Firth. 'They say they recognise that he's done a great and valuable job, but the political landscape has changed, and his politics don't fit.'
While Fortunato has never been a member of any political party, he is known to be left-wing. Other friends suggest he is suffering discrimination because of his open homosexuality.
Firth's letter to Berlusconi - also signed by Tom Stoppard, Ken Loach and Rupert Everett - was published in La Repubblica last week. There has been no official response, but Il Foglio , a newspaper owned by Berlusconi's wife, ran a piece on Friday asking: 'Who do these English intellectuals think they are?'
Fortunato said: 'I would really love to know what their reasons are. All the reports on the institute - from the auditors and the Foreign Ministry - have been enthusiastic and very generous. The profile of the institute was not good when I arrived, and I would love to complete what I've started.
'Apart from the cultural things I've done, I discovered we were paying £9,000 a month in taxes that we weren't supposed to pay. [The total budget is only £180,000]. I find it a bit depressing if one's work is not valued.'
Hanif Kureishi says Fortunato has 'brought in more British people and found a way of drawing the cultures together in creative and inter esting collaborations'. 'You'll find Ian McEwan talking to some Italian author. Or you can go and sit in the cafe and meet artists. It's a place where people talk seriously.'
A novelist and critic himself, Fortunato has attracted leading writers onto platforms with contemporary Italian authors. He has also had a succession of artists-in-residence and extended Tate Modern's exhibition on Arte Povera with a showing at the institute. He opened a cafe and, this year for the first time, teachers have had to turn down students wanting to enrol for language courses.
Firth said: 'We think we know Italy in Britain. But actually what we know is a sort of Tuscan version. Mario has been trying to free the impression of Italian culture from Dante and Verdi and romantic images and introduce us to a far more modern element.'
Fortunato and his friends strongly resist the idea that he is purveying ideas of a left-wing, still less a gay, Italy. Firth added: 'I said in the letter that a key thing he brings to the place is balance. By which I don't mean bland, but something broad and dynamic. The only things he's against are hackneyed things.'
Firth has no idea whether his letter will help to save Fortunato. 'I don't know how adamant they are. But I know that without doing anything, his going is inevitable. I dread to think who they might put in instead. The idea of a cultural institute under Berlusconi is almost a contradiction in terms. But they ought to see that it can't do Italy, or London, any good.'


IIC Istituti italiani di cultura - British writers back 'sacked' envoy
Rory Carroll in Rome
Guardian

Monday February 25, 2002
British arts celebrities have swung into battle against Italy's prime minister, Silvio Berlusconi, to stop him culling Italy's cultural representative in London.
Mario Fortunato, the director of the Italian Cultural Institute, is set to become the first casualty of a global purge of Italian envoys deemed too leftwing or close to the previous government.
The sacking is not yet official but the foreign ministry has signalled Dr Fortunato's contract will not be renewed under the sweep ordered by Mr Berlusconi, who doubles as foreign minister.
The actor Colin Firth has recruited writers such as Salman Rushdie, Doris Lessing, Ian McEwan, Harold Pinter, Nick Hornby and Tom Stoppard to campaign to save the director's job.
A letter to Mr Berlusconi, published last week in Italian and British newspapers, praised Dr Fortunato's tenure as a roaring commercial and artistic success which turned the Belgravia institute into one of London's hippest cultural spots.
The director befriended top names in Britain's art scene after luring them to festivals, readings and concerts. The film directors Ken Loach and John Madden and composer Michael Nyman were among the letter's 19 signatories.
The letter made no accusations and was sent to Mr Berlusconi one week before publication to avoid provoking the government. It appears to have flopped.
There has been no official response from Rome but sources in Italy and London said the decision has been taken to not renew the contract when it expires in May, ending after two years what was expected to be a four-year term. Government sources said it was nothing personal, just a routine replacement of appointments made by the previous administration.
Il Foglio, a newspaper friendly to Mr Berlusconi, mocked the British signatories for being presumptuous and Il Giornale, a Milan daily owned by Mr Berlusconi's family, phoned Dr Fortunato in an attempt to extract quotes showing he was leftwing.
"They asked whether I was embarrassed to be representing the government of Berlusconi. I said no, because he was democratically elected and that in any case I don't represent the government, I represent Italian culture," Dr Fortunato, 43, said yesterday. No article was published.
He declined to say why he thought he was being fired. "I just wish I was being judged on the quality of my work, on the results achieved."
The heads of Italy's cultural institutes in Moscow and New York are also expected to be chopped.
Tommaso Debenedetti, a cultural commentator, said that in addition to shafting perceived enemies the purge was intended to turn the institutes into promoters not just of culture, but of exports.



IIC Londra - Agenzia del 26.02.02

Fortunato. Grillini ed altri deputati presentano una interrogazione
Franco Grillini* - NOI- 26.2.02
fonte: http://www.arcigaymilano.org/Notizie/Discriminazioni/dis220226.htm

Al Ministro degli Esteri si chiede se risponde a verità che l'addetto culturale a Londra viene esonerato per la sua omosessualità

Al Ministro ad interim per gli Esteri On. Silvio Berlusconi

Premesso che

gli organi di stampa hanno dato notizia un appello di intellettuali, scrittori e artisti britannici al governo italiano nel quale si esprime preoccupazione per la paventata sostituzione di Mario Fortunato alla direzione dell’Istituto di Cultura italiano a Londra;

fra i firmatari, Salman Rushdie, Ian McEwan, Nick Hornby, Michael Nyman, Haneif Kureishi, Harold Pinter;

nell’appello si sottolinea con toni fortemente elogiativi l’eccezionale livello del lavoro svolto da Mario Fortunato, individuando nella sua capacità di conciliare tradizione e modernità e nello suo sforzo di rendere l’Istituto italiano un luogo aperto e vivace dove le voci più innovative del panorama culturale britannico e italiano possono conoscersi e vicendevolmente arricchirsi, i meriti principali del direttore in carica;

in data 24 febbraio è inoltre apparso su “The Observer” un lungo articolo nel quale con grande chiarezza si riportano umori e retroscena della vicenda. Si apprende così che il governo italiano si sarebbe espresso in termini estremamente franchi con lo stesso Fortunato, elogiandone il lavoro, ma avvertendolo che il mutato quadro politico a Roma rende incompatibile la sua permanenza alla direzione dell’Istituto di cultura italiana a Londra. Sempre secondo The Observer, che riporta le opinioni degli illustri sostenitori di Fortunato, egli pagherebbe una doppia discriminazione riconducibile alla sua simpatia per lo schieramento di centro-sinistra e alla sua dichiarata omosessualità;

mancano ancora due anni alla fine del suo mandato di Mario Fortunato e nella storia ormai cinquantennale dell’istituto non è mai accaduto che un direttore fosse sostituito prima della fine del suo mandato;

Si chiede se:

non crede che la sostituzione anticipata di Mario Fortunato alla direzione dell’Istituto culturale italiano privi innanzitutto l’istituto medesimo di energie e competenze di altissimo livello e già felicemente sperimentate; impedisce, inoltre, allo stesso Fortunato di concludere e consolidare un lavoro cominciato due anni fa, e universalmente riconosciuto per il suo alto valore culturale e organizzativo, penalizzando così la stessa presenza dell’Istituto nella vita culturale della città nonché paradossalmente il lavoro del futuro successore;

non crede altresì che la sostituzione anticipata si configura come stravagante precedente nella storia dell’Istituto, a fronte tra l’altro dei risultati estremamente positivi raggiunti da questa stessa direzione, suscitando legittimi sospetti sulle reali motivazioni della sostituzione medesima, non ultime, la sua simpatia per lo schieramento di centrosinistra, nonché la sua dichiarata omosessualità. Se così fosse, si legittimerebbe innanzitutto metodi di nomina che contraddicono correttezza e buon senso, prefigurando un uso strumentale degli istituti inconciliabili con la loro funzione e i loro obiettivi; e si promuoverebbe una discriminazione odiosa contro le persone di orientamento omosessuale, in contrasto con la normativa europea e più in generale con il sentimento comune e diffuso dei cittadini italiani ed europei;

non crede, infine, che la mobilitazione di artisti e intellettuali britannici così significativi, non politicamente riconducibili ad alcuno schieramento o area politico-culturale, meriti particolare attenzione, pena l’addensarsi sul nostro istituto di nuovi e consolidati scetticismi, nonché il crearsi un più generale danno per l’immagine del nostro paese e delle sue istituzioni.

* Franco Grillini - Eletto nella lista dei Democratici di Sinistra nella XI Circoscrizione Emilia Romagna. Laurato in pedagogia. Giornalista. Direttore del giornale telematico NOI, notizie omosessuali italiane.


"La cultura deve essere sempre di più ambasciatrice dell’Italia”
I programmi del sottosegretario Baccini. Sordi testimonial del cinema

IIC Istituti italiani di cultura - IL TEMPO - 26 febbraio 2002 - UN IMPULSO alla cultura italiana nel mondo, che deve essere sempre più «ambasciatrice» del nostro Paese, attraverso indicazioni politiche, la ricerca di sponsor privati e anche la sostituzione di alcuni dei cosiddetti "chiara fama”, la sorta di superdirettori degli istituti (dieci nel mondo) il cui mandato scade ogni due anni. Sono le linee principali del Governo cui si sta dedicando il sottosegretario agli Esteri Mario Baccini, che ha la delega in proposito.
Onorevole Baccini, quali sono stati i primi passi per migliorare l'immagine della cultura italiana?
«Appena ricevuta la delega ho inviato ai 93 istituti italiani gli indirizzi politici, perché fino a quel momento nessuno aveva indicato le linee. Quindi abbiamo indetto gli "anni tematici" questo è l'anno della moda e del design».
Negli anni scorsi gli istituti di cultura sono stati al centro di polemiche.
«Si era perfino parlato di chiuderli, invece ho deciso di rilanciarli facendoli funzionare meglio e dicendo loro che cosa fare, rimotivando il personale. Per questo ho predisposto la riforma della legge 401 che comprende riforma degli istituti di cultura e i criteri di nomina dei "chiara fama”, che in molte occasioni diventano tali dopo averli nominati. Non c'è il tentativo di sostituirli per motivi politici, nessuno spoyl sistem, bensì una giusta valutazione secondo le indicazioni del ministro agli esteri ad interim, Berlusconi: la cultura non dev'essere autocelebrativa, bensì veicolo di valori e di iniziative italiane».
La cultura sempre più come elemento importante di politica estera?
«La promozione della cultura all’estero significa non solo mobilitare le intelligenze e la credibilità dell'Italia all'estero, ma soprattutto creare il terreno necessario a una maggiore penetrazione economica e commerciale dei nostri prodotti e delle nostre imprese».
Che ruolo possono avere gli sponsor?
Indicando un "anno tematico" costruiamo un programma culturale da proporre all'estero. Da un lato abbiamo la grande rete di istituti, consolati, ambasciate, dall'altro il prodotto: la grande sfida che lo Stato finanzia la strutture mentre i programmi potrebbero essere finanziati unendo il nome delle grandi aziende italiane alla cultura italiana. Ad esempio, la Farnesina ha già attivato contatti con Confindustria e con le imprese connesse al mondo della mode e del design».
Iniziative particolari?
«Stiamo pensando a nuovi testimonial. Ho chiesto ad Alberto Sordi di diventare "ambasciatore” dell'arte cinematografica nel mondo e ha accettato con piacere dicendo "era ora che ci fossero queste iniziative. Lo stesso faremo in altri settori».
Da uno studio dell'Università "La Sapienza" di Roma emerge una sempre maggiore domanda di italiano nel mondo.
«L'Italia è al quarto posto nella graduatoria delle richieste. Stiamo intensificando la collaborazione con le università sia per studiare che per incentivare il fenomeno al fine di trasformare la simpatia di cui gode l'Italia all'estero in affidabilità. Le occasioni di lavoro per le nuove generazioni non devono essere legate esclusivamente alle opportunità nazionali. Attraverso la lingua dobbiamo far capire che l'italianità è un modo di vivere, di vestire, di mangiare. Gli americani ci hanno insegnato a portare i jeans, noi vogliamo trasferire nel mondo un modo di vivere».
S.V.


IIC Londra - Non è stato travolto il pensiero di Fortunato

Il Giornale - 26 febbraio 2002 - Sul Giornale del 25 febbraio leggo a pagina 3 un'intervista da me concessa a Vittorio Macioce dal titolo «Io, intellettuale progressista, non lotto contro Berlusconi». Tengo a precisare che mentre il testo dell'articolo, sia pure con qualche forzatura, riproduce il contenuto della mia conversazione con l'articolista, titolo e sommario ne stravolgono il senso.
In particolare non ho mai affermato: «"Non sono un ultrà" e mi piace rappresentare il Governo».
Come Macioce correttamente riporta, ho dichiarato: «Rappresento il Governo Italiano liberamente eletto. Rappresento l'Italia, la cultura italiana, maggioranza e opposizione».
Mario Fortunato
Direttore Istituto italiano di cultura
Londra

Gentile dottor Fortunato, lei dice «non sono un intellettuale militante». Ultrà sarà forse una semplificazione, ma non si discosta molto dal concetto.
Rappresentare poi l'Italia come direttore di un Istituto italiano di cultura all'estero (carica di nomina politica) vuol dire anche rappresentarne in qualche maniera il governo. Come lei stesso afferma, un'esperienza che le interessa e che vorrebbe proseguire. Il suo pensiero, quindi, non è stato stravolto. A meno che lei, adesso, non abbia cambiato idea e voglia sostenere "sono un ultrà e non mi piace rappresentare il governo”. Ma questo non sembra essere il suo pensiero. Con stima.



IIC Strasburgo - SCIENZA E CULTURA / LO STATO DELLA RICERCA IN ITALIA: UNA SERIE DI INCONTRI ORGANIZZATOI DALL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA

STRASBURGO \ aise \ 26 febbraio 2002 A Strasburgo il 7, 14, 21 marzo 2002, l’Istituto Italiano di Cultura organizza una serie di incontri sul tema Scienza e cultura in Italia. In Italia, la nascita del pensiero scientifico risale al XVII secolo e porta il nome di Galileo Galilei. Da allora in poi, anche se all’interno di una cultura come quella italiana che si vuole più orientata verso le discipline umanistiche, le scienze hanno continuato a progredire. L’Italia tuttavia è percepita all’estero essenzialmente come un paese di cultura umanistica: tutti conoscono la pittura, la musica, il design italiani; pochi - tranne gli addetti ai lavori - sono al corrente dei centri di ricerca specializzati esistenti nel nostro paese e dei risultati raggiunti dai nostri ricercatori. Gli incontri organizzati a Strasburgo hanno lo scopo di evidenziare - grazie all’intervento di alcuni esperti italiani - il livello raggiunto dagli studi in alcuni settori specifici e nello stesso tempo avviare una discussione sullo stato della ricerca, non solo in Italia ma in Europa (saranno presenti anche scienziati ed esperti francesi). Il tema della circolazione dei ricercatori quale fenomeno di crescita naturale verrà trattato accanto a quello, uguale e contrario, della “fuga” che caratterizza molto spesso il mondo della ricerca e non solo di quella italiana. (aise)

IIC Parigi - IL CINEMA ITALIANO SBARCA A PARIGI

PARIGI\ aise\26 febbraio 2002 - Si è aperta ieri, lunedì 25 febbraio, la Quinzaine du Cinéma Italien a Parigi all'Istituto italiano di cultura della capitale francese, in programma fino al 7 marzo. Nella giornata di apertura, dalle 16.30 alle 19.30, si è svolta la proiezione di alcuni documentari: Quando l'Italia era un paese povero di Stefano Missio (1997); Roma A.D. 000 di Paolo Pisanelli (2000); Portrait de famille di Alessandro Celesta (2001) e Maramunes di Fabrizio Scapin. Nei prossimi giorni nei cinema Pantheon e Latinà saranno proiettati La guerra degli Antò di Riccardo Milani e I nostri anni di Daniele Gaglianone. La selezione è stata curata dall'Associazione Anteprima in collaborazione con l'Associazione Epinoia.
Ma anche un altro evento sta per aprirsi nella capitale francese, sempre cinema il tema centrale, questa volta però la promozione è di Italia Cinema e dell’Ufficio di Parigi dell’Istituto Italiano per il Commercio estero A Parigi. La rassegna che si svolgerà, dal 6 all'8 marzo, titolata le Vetrine mensili del cinema italiano è collegata al progetto Filmare voluto dal ministero per il Commercio con l'estero, con il patrocinio del ministero per i Beni e le Attività culturali. Santa Maradona di Marco Ponti e L'inverno di Nina Di Majo saranno proiettati per i distributori al Club Publicis e per il pubblico al cinema Elysée Biarritz, sempre nel quartiere Champs-Elysées. Previsto anche l'incontro con il pubblico dei due registi. (aise)

IIC Bruxelles - VENERDI’ L’INCONTRO CON IL POETA LIGURE GIUSEPPE CONTE

BRUXELLES\ aise\ 26 febbraio 2002 - Si svolgerà venerdì 1 marzo presso l’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles l’incontro con il poeta e scrittore ligure Giuseppe Conte sul tema: «L’opera di Giuseppe Conte nella letteratura italiana contemporanea». Il poeta Giuseppe Conte sarà presente dalle 15.30 alle 17.00 allo stand dell’Istituto Italiano di Cultura presso la Foire du Livre – Cité Métissée 1000 Bruxelles, Mont des Arts, entrée jardin. L’incontro è stato organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura in Bruxelles e dalla regione Liguria (aise)


IIC Istituti italiani di cultura - CAMBIAMENTI AI VERTICI DEGLI IIC? NESSUNA DECISIONE E’ STATA ANCORA PRESA

ROMA\ aise\25 febbraio 2002 - “Il Governo si preparerebbe a sostituire dieci direttori dei più importanti Istituti Italiani di Cultura all’estero, tra cui gli scrittori Mario Fortunato (Londra), Giorgio Pressburger (Budapest) e Guido Davido Bonico (Parigi). A darne notizia per primo è stato il Settimanale L’Espresso, poi l’eco ha inevitabilmente raggiunto l’ansa e da li ha raggiunto l’intero mondo dell’informazione. Allarmati abbiamo immediatamente contattato la Farnesina per capire fino a che punto la notizia fosse fondata. Secondo l’Espresso, il Sottosegretario agli Esteri, Mario Baccini, “ha passato al vaglio l’attività dei 93 IIC sparsi nel mondo e preparato un disegno di legge di riforma, ora all’esame del Premier, nonché Ministro ‘ad interim’ Silvio Berlusconi che già sta lavorando per attribuire un ruolo più manageriale alla Diplomazia”. Nella relazione di questo disegno di legge il sottosegretario avrebbe, poi, sottolineato che “i risultati della gestione degli istituti diretti da queste personalità non sono sempre stati all’altezza delle aspettative e degli investimenti”. La tradizione e la legge vogliono, infatti, che alla direzione degli IIC più importanti venissero posti personaggi noti del mondo della cultura, a confermarcelo è anche il Consiglier De Petris del Servizio stampa della Farnesina. Un cambiamento sembra essere in atto, non dettato da incastri puramente politici, ma dalla volontà di cambiamento che si respira al Ministero, dalla venuta di Silvio Berlusconi. In sostanza il disegno di legge a cui starebbe lavorando il Sottosegretario Baccini seguirebbe proprio questa strada, finalizzata ad un maggiore e migliore sfruttamento delle risorse interne del Ministero. Quindi i cambiamenti alla guida degli Istituti Italiani di cultura, potrebbero esserci, anche se decisioni ufficiali ancora non sono state prese. La Dottoressa Tiziana D’Angelo (Servizio Stampa – Farnesina), ci ha detto che bisognerà aspettare almeno una settimana per sapere se come cambieranno le cose. Se i vertici degli Istituti muteranno, ha detto il Consigliere De Petriis, saranno prima di tutto quelli che hanno un mandato già scaduto. (aise)


Data inserimento in rete: lunedì, febbraio 25, 2002
IIC Istituti italiani di cultura - VIA AL VALZER AGLI ISTITUTI DI CULTURA
Elkann verso la sede di New York - Diagonale in lizza per Bruxelles

Il Sole 24 Ore
Domenica 24 febbraio 2002
Spoils-System alla Farnesina

Roma. Cambio della guardia in vista alla guida dei più importanti istituti italiani di cultura all'estero. Il Governo si prepara in questi giorni a sostituire buona parte dei direttori di "chiara fama" nominati negli anni scorsi dal centro-sinistra. Tra la Farnesina e Palazzo Chigi già sono state avviate le consultazioni con i candidati a prendere il posto degli attuali responsabili. In lista per sostituire a New York l'architetto Paolo Riani (il cui mandato scade il prossimo settembre) c'è lo scrittore Alain Elkann, attualmente consigliere di Vittorio Sgarbi al ministero della Cultura. Per la sede di Bruxelles (che attualmente non fa parte delle dieci affidate ad esperti) l'Esecutivo sta pensando invece ad un giornalista: il Direttore de l'Opinione Arturo Diaconale. "Ma non si tratta di spoils system". Piuttosto è la traduzione anche in questo settore delle linee di riforma della Farnesina enunciate dal Presidente del Consiglio - assicura il sottosegretario agli Esteri Mario Baccini, che sta lavorando assieme al "ministro ad interim" anche a una riforma organica degli istituti e presiede la Commissione Nazionale per la promozione della cultura italiana - Le relazioni culturali sono sempre più parte integrante della politica estera. E quindi vogliamo affidare queste strutture a personaggi che abbiano anche forti capacità manageriali e sappiano creare un collegamento tra la promozione della cultura e quella del "sistema Italia" in generale. A rischio sono praticamente tutti gli "esperti" nominati nella scorsa legislatura, in scadenza tra il prossimo maggio e il luglio del 2003. Anche lo scrittore Mario Fortunato che nei giorni scorsi ha fatto pubblicare un appello a Silvio Berlusconi per la riconferma alla guida dell'istituto londinese firmato da un nutrito gruppo di letterati, registi e attori inglesi. A suo favore gioca un ampio sostegno "trasversale" che ha abbastanza fatto breccia a Palazzo Chigi (tra l'altro è un autore Einaudi). Ma negli ambienti del Centro-destra e nelle stanze della Farnesina circolano fotocopie - accuratamente evidenziate dai suoi detrattori - di alcune opere del passato nelle quali confessava uno scarso amore per la lingua inglese e raccontava alcune sue vicende personali con un linguaggio piuttosto esplicito. L'unica sede per la quale il Governo sembra orientato alla conferma è quella di Mosca, affidata alla professoressa Maria Doria De Zuliani Marzotto. Nei prossimi mesi è prevista nella capitale russa un fitto programma di scambi culturali organizzato dall'istituto. E alla Farnesina si è orientati in questo caso a garantire la continuità. Forse anche perché quella moscovita è stata una delle sedi non coinvolte da polemiche politiche. Nei mesi scorsi infatti la maggioranza aveva criticato diverse iniziative considerate troppo politicamente spostate sul fronte progressista. Ed è difficile credere che gli avvicendamenti non siano anche conseguenza di ciò. "Nel pacchetto che stiamo preparando non c'è nessun intento punitivo. Ma, certo - avverte Baccini - ci attendiamo che i nuovi direttori si dedichino davvero alla promozione della cultura italiana e non alla proiezione dei filmati sulle violenze al G8 come è accaduto a Berlino (il responsabile dell'Istituto è Ugo Perone, ndr) o alle mostre dei disegni di Altan contro Berlusconi organizzate a Parigi (l'attuale direttore è Guido Davico Bonino, ndr)". La parola d'ordine del Governo è: meno politica e più attenzione all'economia. Coinvolgendo il sistema imprenditoriale, coordinando le varie iniziative tra gli istituti in modo da ottimizzare le risorse disponibili. "Abbiamo deciso, ad esempio, di dedicare il 2002 alla moda e al design. Un patrimonio italiano indiscusso - conclude il sottosegretario - la cui valorizzazione avrà certamente ricadute positive non solo sull'immagine ma anche sull'economia del nostro Paese". MARCO PALOCCO


IIC Bruxelles - INCONTRO A BRUXELLES CON CLAUDIO MAGRIS
Nel corso della Fiera del Libro, la capitale belga ospita il saggista triestino

(News ITALIA PRESS, 25 febbraio 2002) Bruxelles – Si svolgerà mercoledì 27 febbraio, nell’ambito della XXXII° Fiera del Libro di Bruxelles, un incontro dal titolo “Claudio Magris: lo scrittore e le frontiere”.
Questo incontro, che si svolgerà presso il Palazzo dei Congressi di Bruxelles, rientra nell’ambito di una serie di manifestazioni dell’Istituto di Cultura di Bruxelles riunite sotto il nome di “Meticciato in Europa”, e si propone di esaminare l’idea di frontiera nell’opera di Claudio Magris, mediante riflessioni dello stesso autore.
Nato a Trieste nel 1939, Claudio Magris è docente di letteratura tedesca, saggista e scrittore. Laureatosi all’Università di Torino, ha contribuito con i suoi studi a diffondere in Italia la conoscenza della cultura mitteleuropea. Autore di numerosi saggi, ha ottenuto per essi riscontri presso il grande pubblico e presso la critica letteraria (la sua opera “Microcosmi” ha ricevuto il Premio Strega 1998). Nella sua lunga carriera, è stato anche traduttore di Ibsen, Kleist e Schnitzler, oltre che collaboratore di numerosi giornali e riviste, tra cui il quotidiano “Corriere della Sera”. News ITALIA PRESS


IIC Parigi - CONFERENZA SU GIORGIO VASARI A PARIGI

(News ITALIA PRESS, 25 febbraio 2002) Parigi – Giorgio Vasari sarà oggetto di studio di una conferenza che si terrà domani a Parigi presso la sede dell’Istituto di Cultura Italiana della città. La giornata di studi, che fa parte del progetto Capes-Agrégation, si propone di porre in evidenza la vasta e complessa personalità di Giorgio Vasari, ed è indirizzata ai candidati al Capes e all'Agrégation di italiano, ma in realtà sarà aperta a tutti. Durante la conferenza, che prevede gli interventi di Michel Hochmann (Ecole des Hautes Etudes), Catherine Goguel (Musée du Louvre), Colette Nativel (Università di Parigi-I), Claude Mignot (Università di Parigi-IV), Pasquale Sabbatino (Università di Federico II, Napoli), si cercherà di esplorare la vita del Vasari che nel 1546, a Roma, nel Palazzo del Cardinale Farnese, all’età di trentacinque anni, avrebbe ricevuto da un gruppo di autorevoli intellettuali l’impulso a scrivere una raccolta di biografie degli artisti più illustri. Da quel primo segnale nacquero, almeno nel loro primo nucleo, le “Vite de' più eccellenti pittori, scultori ed architetti”, dalla complessa stesura e vicenda editoriale. Capolavoro della storiografia artistica italiana, le “Vite” di Giorgio Vasari includono “la biografia degli artisti come uomini illustri, la valutazione della loro opera, la storia degli stili, le premesse tecniche alla storia stessa…”. Il Vasari fu anche scrittore d’efficacia, voce narrante di tante e diverse esistenze e la ricreazione dei singoli quadri, sculture e disegni. News ITALIA PRESS