ITALCULT - Servizio sperimentale non ufficiale
Notiziario online dedicato agli Istituti italiani di cultura all'estero
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Data inserimento in rete: sabato, marzo 09, 2002
IIC Istituti italiani di cultura all'estero - "OFFENDONO IL GOVERNO, CACCIATE QUEI DIRETTORI"- Minaccia di epurazione per i responsabili degli Istituti culturali di Londra, Parigi, Berlino e Bruxelles
"LANCIANO ACCUSE FALSE E DANNEGGIANO L'ITALIA" - Parla il responsabile della sede berlinese: non ho mai sponsorizzato il film sul G8 a Genova
di Maria Serena Palieri

l'Unità, 9 marzo 2002 - Per leggere l'editoriale cliccare qui (documento in formato PDF, 253 KB, 1 pagina)


Data inserimento in rete: venerdì, marzo 08, 2002
IIC Istituti italiani di cultura all'estero - SUGLI ISTITUTI ITALIANI DI CULTURA ALL'ESTERO ...

(italcult, 8 marzo 2002) Riceviamo e pubblichiamo integralmente un contributo del dott. Edoardo Crisafulli, operatore dell'area della promozione culturale del Ministero degli Affari Esteri, sul "caso internazionale" scoppiato all'Istituto Italiano di Cultura di Londra.
Nel sottoporre al giudizio dei lettori le considerazioni espresse dal dott. Crisafulli, questa redazione si interroga sull'apparente incongruenza tra la chiamata presso Istituti Italiani di Cultura "di prestigio" di direttori di "chiara fama" (una decina), l'operato di alcuni dei quali ha dato risultati discutibili a fronte dell'abbondanza delle risorse umane ed economiche messe a loro disposizione dall'Amministrazione degli Esteri, e la nomina presso Istituti ugualmente prestigiosi di addetti "reggenti" permanenti (una decina), in sostanza direttori privi di riconoscimento giuridico e salariale, che hanno reso e rendono un buon servizio all'immagine del Paese e il cui operato non viene adeguatamente sostenuto e riconosciuto.

Chi sono gli addetti "reggenti" degli istituti italiani di cultura all'estero? Bruno Bellotto (Amsterdam), Giorgio Campanaro (Melbourne), Rosanna Cravenna (La Valletta), Adriana Cuffaro (Stoccarda), Massimo Gilardi (Città del Guatemala), Angelo Mazzone (Lione), Marina Mezzasalma (Zurigo), Laura Oliveti (Dublino), Ostelio Remi (Vilnius), Anacleto Sabbadin (Pretoria) e Sergio Scapin (Copenaghen).
Chi sono i direttori di "chiara fama" degli istituti di cultura italiana all'estero? Guido Davico Bonino (Parigi), Guido Clemente (San Paolo), Amedeo Cottino (Stoccolma), Guido Fink (Los Angeles), Mario Fortunato (Londra), Ugo Perone (Berlino), Giorgio Pressburger (Budapest), Paolo Riani (New York), Mario Sabattini (Pechino) e Maria Doria de Zuliani (Mosca).


Sugli Istituti italiani di cultura all’estero.

Intervengo sul “caso internazionale” scoppiato intorno all’attuale direttore dell’Istituto italiano di cultura di Londra, Mario Fortunato. Ecco i fatti: poiché il contratto biennale di Fortunato sta per scadere e sulla stampa italiana è circolata l’ipotesi che non venga rinnovato, un gruppo di intellettuali britannici (tra cui Colin Firth, Salman Rushdie e Doris Lessing) ha firmato una lettera aperta, indirizzata a Silvio Berlusconi, chiedendone la riconferma. Fin qui nulla (o quasi) di male. È legittimo lodare pubblicamente l’azione di Mario Fortunato, il quale, non ne dubito, ha svolto egregiamente le sue funzioni – almeno fino ad oggi. Meno legittimo – anzi, direi proprio scorretto – è far scoppiare un caso politico pescando nel torbido. Il clima che ha accompagnato la lettera aperta, infatti, è di pura e semplice strumentalizzazione politica. Un articolo di Geraldine Bedell, apparso sull’Observer il 24/02/2002, accredita accuse infondate e illazioni francamente ridicole: il Mario Fortunato sarebbe la vittima sacrificale di un complotto ordito dal nuovo Governo di Centro-Destra (una sorta di purga voluta da Silvio Berlusconi in persona!) per eliminare gli intellettuali di sinistra e dichiaratamente ‘gay’ dalla Direzione degli Istituti italiani di cultura. Che ci sia un intento politico (derivante da un’ostilità preconcetta verso questo Governo, radicata in alcuni ambienti giornalistici e intellettuali britannici) è ovvio: Colin Firth, uno dei promotori dell’iniziativa a sostegno di Fortunato, avrebbe dichiarato all’Observer: “non oso pensare chi metterebbero al posto di Mario Fortunato. L’idea di un Istituto di Cultura sotto la supervisione di Berlusconi è quasi una contraddizione”. In primo luogo, il MAE ha il sacrosanto diritto di nominare un nuovo Direttore, a prescindere da quello che Fortunato ha fatto finora a Londra. Avvicendamenti nelle sedi estere avvengono in continuazione e per i più svariati motivi, e tutti i funzionari della promozione culturale si devono adeguare. Non vedo perché lo stesso discorso non debba valere per Fortunato. In secondo luogo, la presunta ingerenza politica del Centro-Destra nelle nomine dei Direttori degli Istituti italiani di cultura va calata in un contesto più ampio, come chiarirò più avanti.
Ma cerchiamo di far chiarezza su questa vicenda. Innanzitutto, non c’è nessuna caccia alla streghe di stampo maccartista al Ministero degli Affari Esteri. Lo dichiaro senza tema di smentite: sono iscritto ai Democratici di Sinistra e, pur avendo sempre espresso liberamente le mie idee, non ho subito alcuna discriminazione politica da quando sono alla Farnesina. Alcuni miei colleghi hanno un orientamento manifestamente progressista e militano nella CGIL senza subire censure o ritorsioni di alcun tipo. Il caso Mario Fortunato, tuttavia, potrebbe apparire diverso in quanto egli non appartiene ai ruoli del Ministero degli Esteri. Fortunato è stato designato a reggere l’Istituto di Londra con la legge 22 dicembre 1990, n. 401, che prevede un contingente di dieci Direttori di ‘chiara fama’ nelle sedi estere più importanti. Qui, in effetti, la situazione si aggroviglia. O le nomine dei cosiddetti ‘chiara fama’, figure estranee all’Amministrazione degli Esteri, sono avvenute sempre sulla base del merito dei candidati, e allora non sussiste alcun problema (se il sistema ha funzionato finora non vedo perché dovrebbe incepparsi solo ora che Berlusconi è al potere; dunque Mario Fortunato verrà sostituito con una persona più che degna e all’altezza del compito), oppure quelle dei ‘chiara fama’ sono state nomine politiche, e anche in questo caso si fa ‘tanto rumore per nulla’ in quanto Mario Fortunato, secondo questa seconda ipotesi, avrebbe beneficiato di un sistema che non si basa sulla meritocrazia, ma sull’affiliazione politica. Un sistema, detto per inciso, che si è guardato bene dal contestare (ma ora, guarda caso, vorrebbe che fosse applicato il principio della meritocrazia!). Infatti delle due l’una: o si contesta alla radice il metodo della nomina politica, il cosiddetto ‘spoil system’ oppure bisogna accettarne le logiche conseguenze. Che sono semplicissime: cambia la maggioranza, cadono le teste - sic et simpliciter. Nessuna caccia alle streghe, dunque: se l’attuale maggioranza intendesse proseguire nella politica dello spoil system (posto che ciò sia effettivamente avvenuto), ne avrebbe tutto il diritto. Come militante di un partito della Sinistra, trovo profondamente scorretto urlare ai quattro venti la propria indignazione per lo ‘spoil system’ solo ora che ci si trova all’opposizione, dopo aver perso le elezioni e, soprattutto, dopo aver gestito le nomine politiche a proprio piacimento. Oggi il partito in cui milito, i Democratici di Sinistra, traendo spunto dalla vicenda Fortunato, condanna l’asserita ingerenza del governo di Centro-Destra nell’autonomia degli Istituti italiani di Cultura. A me sembra che si voglia affermare il principio che l’ingerenza politica è deleteria solo quando al governo ci sono ‘gli altri’!
Il cuore del problema, in realtà, è questo: la Direzione di un Istituto italiano di cultura è compito delicatissimo, e non può essere affidato a persone che non abbiano una preparazione ed esperienza specifiche, nonché una conoscenza approfondita dei meccanismi istituzionali e amministrativi di quella complessa macchina che è la Farnesina. Due considerazioni elementari suggeriscono che una soluzione del problema dei Direttori di chiara fama converrebbe a qualsiasi maggioranza politica.
(1) Un Funzionario della promozione culturale potrebbe essere danneggiato da iniziative pubbliche quali lettere aperte, petizioni ecc., scritte in sua difesa, nel caso in cui esse gettino discredito sull’immagine internazionale del proprio Paese. Essendo nei ruoli degli Esteri, avrebbe tutto da perdere (il buon rapporto con la rappresentanza diplomatica, future assegnazioni, la stessa carriera agli Esteri ecc.) da iniziative del genere. Un chiara fama che imbastisca una strumentalizzazione politica, invece, non ha nulla da perdere e tutto da guadagnare dalla pubblicità che gliene deriva (che potrebbe assicurargli una vantaggiosa e duratura notorietà). Intendiamoci: il ruolo degli intellettuali di chiara fama agli Esteri è essenziale, ma va ripensato alla luce di questa vicenda. Essi potrebbero occuparsi di progetti specifici, sotto la supervisione di un Direttore proveniente dai ruoli degli Esteri il quale, a sua volta, risponda al Capo della Rappresentanza diplomatica territorialmente competente.
(2) Il ‘chiara fama’ potrebbe sentirsi indipendente nella sua azione, mentre il Direttore di ruolo, quasi per inclinazione naturale, tende ad adeguarsi alle indicazioni di politica culturale impartite dalla Farnesina. È ovvio che gli Istituti italiani di cultura non debbano trasformarsi in una cinghia di trasmissione del Governo: anzi, è essenziale che svolgano in autonomia il loro compito di promozione della cultura e lingua italiana. La legge 401/1990 di cui sopra, tuttavia, stabilisce chiaramente che il Ministero degli Esteri ha la responsabilità istituzionale in materia di promozione culturale. È il Ministero degli Esteri che definisce obiettivi e indirizzi di politica culturale, previa consultazione con la Commissione Nazionale per la promozione della cultura italiana all’estero. In questo momento, ad esempio, dobbiamo essere pronti a promuovere l’immagine dell’Italia anche in funzione degli interessi economico-commerciali italiani. Nessuno dice che i Direttori non possano promuovere manifestazioni culturali a tutto tondo, e sui temi più disparati. Essi però devono tenere conto degli indirizzi generali di politica estera definiti dal Ministero in materia culturale. Se il Ministro degli Esteri vuole sostenere il prodotto industriale italiano, la moda, il design, l’oreficeria, le arti decorative, la gastronomia italiane ecc., i funzionari della promozione culturale sono tenuti, pur nel rispetto di una certa autonomia operativa, a farsi interpreti di tale volontà politica. In questo non vedo nulla di male: mi sembra, semplicemente, senso dello Stato. Non si può certo limitare la libertà di indagine di un Professore universitario, mentre è giusto circoscrivere il campo d’azione del funzionario della promozione culturale, che non è stipendiato per svolgere ricerche disinteressate (o, peggio ancora, per promuovere la propria personale agenda politico-culturale). Questo vale per la diplomazia politica, non vedo perché non debba valere anche per la ‘diplomazia culturale’. Edoardo Crisafulli, funzionario dell'area della promozione culturale del Ministero degli Affari Esteri, e-mail: edoardo.crisafulli@esteri.it. (italcult)


IIC Atene - DARIO FO’S WORKS PERFORMED IN ATHENS
The texts of this Italian artist to be interpreted by “Absurda Comica” in Greece

(News ITALIA PRESS, 8 marzo 2002) Athens – On next Tuesday, March 12th, the city of Athens will be entertained by the words of Dario Fo. This Italian, Nobel Prize winning actor will be the indirect protagonist of a theatrical performance entitled “Eleftheri Ekfrasi”, which is based on some of his works. The actors for this performance, which was organized by the Italian Cultural Institute of Athens, are the same ones from the “Absurda Comica” theater company directed by Stefano Di Pietro, who is famous in Italy and abroad for his bold interpretations based on a mostly kinetic performance. All of the body is used to express each feeling, mood, and word. Di Pietro’s company specializes in this technique, going beyond simple language to better express Fo’s works, which culminated in the sublime “Mistero Buffo”.
Fo’s texts are appreciated throughout the world for the amusing simplicity with which he portrays the various aspects of human nature. In this particular case, Fo’s works are an excellent means for promoting this company of talented artists, who will now affirm their international appeal through this performance in Athens. For this performance, Di Pietro’s actors will collaborate with Greek colleagues.


Data inserimento in rete: giovedì, marzo 07, 2002
IIC Montreal - GIOVANNI BARDELLI A MONTREAL
Il 13 marzo presso l’École du Design dell’Université du Québec a Montréal

(News ITALIA PRESS, 7 marzo 2002) Montreal - Si svolgerà il prossimo 13 marzo, presso l’École du Design dell’Université du Québec a Montréal, con la collaborazione del locale Istituto Italiano di Cultura, la conferenza “Théorie de la conservation et culture technologique” a cura di Giovanni Bardelli, Professore ordinario e Vice Rettore al Politecnico di Torino per i problemi edilizi.
Giovanni Bardelli opera professionalmente nel campo del recupero e del restauro con numerosi interventi su edifici antichi e del Movimento Moderno.
Responsabile scientifico di Borse di Ricerca della Regione Piemonte in tema di catalogazione delle opere del Movimento Moderno, fondatore e presidente del DoCoMoMo-Italia, il prof Bardelli coordina l’unità torinese per la ricerca, finanziata dal Ministero dell’Università che porta il titolo “ La costruzione moderna in Italia”.
La sua conferenza si inserisce nell’ambito del corso superiore DESS (Diplôme en Études Supérieures Spécialisés), connaissance et sauverguarde de l’architecture moderne.
Il prof. Bardelli, sempre nell’ambito del programma DESS, terrà anche un seminario per gli studenti sulle tecniche della conservazione. News ITALIA PRESS


IIC Parigi - ITALIAN-FRENCH MUSICIANS
Umberto Petrin and Michel Godard will star in a series of jazz concerts in Italy and France

(News ITALIA PRESS, 7 marzo 2002) Paris - Tuba and piano will be the protagonists of a new series of jazz concerts to be held in Italy and France starting today, March 7th. The concerts have been organized by the Italian Cultural Institute of Paris for jazz fans to be entertained by two talented musicians: Umberto Petrin and Michel Godard.
The Italian pianist, Umberto Petrin, is one of the most talented pianists of recent years. He has made forty CD’s with international musicians like Tim Berne, Tiziana Ghignoni, Gianluigi Trovesi, Steve Lacy, Lee Konitz, Robbie Robertson, Enrico Rava, Paolo Fresu, and Lester Bowie.
He has also confirmed his reputation as an outstanding soloist by playing in jazz festivals in Italy and abroad. His musical career has often had to give way to other talents, like writing. In 1999, he collaborated with the famous writer, Stefano Benni, and since 2001 he has performed with actor Giuseppe Cederna.
Michel Godard, a tuba player, is one of the few French musicians that has inherited the gift of ably interpreting various musical genres: from jazz to classical music and world music. In the field of jazz and improvisation, Michel Godard directs various groups like “Castel del Monte” and “Tubatura”, with whom he performs at various international festivals.


IIC Atene - ITALIAN PHOTOGRAHS IN ATHENS
The symmetries of Sara Del Zotto in Greece

(News ITALIA PRESS, 7 marzo 2002) Athens – A show of Italian photographs entitled “SIMMETRIES: From Friuli to the Mediterranean”, will open in Athens on March 28th.
The images created by photographer Sara Del Zotto portray her multiple feelings for and memories of her homeland of Friuli, as well as her love for Greece, where she has decided to settle.
This Friuli-born artist, who also edits art books like “Le immagini della memoria”, has been projected onto the international panorama by this show, which will conclude on April 12th. The Italian Cultural Institute decided to focus on Del Zotto’s work to highlight the peculiar characteristics of the region of Friuli that emanate from her images. These photographs are deceptively simple landscapes that become a voyage into the artist’s soul and reflect her life experience in Italy and in Greece.



IIC Istituti italiani di cultura - DALLA STAMPA/ IL MATTINO /’ISTITUTI DI CULTURA, A RISCHIO I DIRETTORI DI PARIGI E BERLINO’ UN’INTERVISTA DI TOMMASO DEBENEDETTI AL SOTTOSEGRETARIO AGLI ESTERI BACCINI

ROMA\ aise\ 7 marzo 2002- "Stiamo riorganizzando l'intero sistema della promozione della cultura italiana nel mondo. Vogliamo che l'Italia non sia solo oggetto di stima e simpatia, ma emblema di affidabilità". Mario Baccini, il sottosegretario agli Esteri al quale è affidata la responsabilità della promozione culturale italiana nel mondo, illustra, in questa intervista, concessa a Tommaso Debenedetti e pubblicata sul quotidiano partenopeo Il Mattino, i progetti del governo Berlusconi e risponde, per la prima volta, alle polemiche sorte in tutta Europa sul caso di Mario Fortunato, lo scrittore che dirige l'Istituto Italiano di Cultura di Londra (per lui si sono mossi, con appelli sui giornali, intellettuali fra cui Harold Pinter, Doris Lessing, Salman Rushdie, Umberto Eco, Dacia Maraini, Bernardo Bertolucci) al quale non verrebbe rinnovato il contratto in scadenza.
D. Come cambierà, sottosegretario Baccini, la promozione della cultura italiana nel mondo?
R. "Il nostro lavoro mira a creare un raccordo nuovo, davvero proficuo, fra gli istituti italiani di Cultura, le imprese e il mondo universitario del nostro Paese per diffondere ovunque quanto di buono e di bello c'è e si produce in Italia. Già lo stiamo facendo attraverso i cosiddetti "anni tematici" (quest'anno la moda e il design), ci piace far conoscere all'estero la cultura scientifica e umanistica che ha negli atenei l'espressione più alta. Meno salotti e più cultura accademica, insomma".
D. Come valuta gli appelli contro la rimozione di Fortunato?
R. "Queste polemiche non fanno bene all'Italia. Ma chiariamo subito alcuni punti. Gli appelli sono stati rivolti a Berlusconi: ma il premier non segue direttamente tali vicende. E poi: nessuno ha intenzione di rimuovere o licenziare. Semplicemente: i contratti dei dieci direttori "di chiara fama", fra i quali Fortunato, scadono dopo due anni, e non c'è alcun obbligo di rinnovarli. Non sono funzionari vincitori di pubblici concorsi, ma persone che vengono chiamate, dietro lauto compenso, a rendere un servizio all'Italia per un tempo determinato. Se è vero che nulla esclude un rinnovo, è anche vero che le esigenze politico-culturali dell'Italia non restano sempre le stesse. E bisogna pensare all'utilità del Paese, non a quella di Fortunato o di altri. Per lui si sono mobilitati molti intellettuali, e la mobilitazione è un bene perché mostra attenzione verso la nostra cultura, ma Fortunato ha fatto tutto da solo. Nessuno lo ha licenziato. Ho solo dato mandato al Direttore generale del Ministero di informare ufficialmente i direttori di chiara fama della scadenza dei loro contratti. La bagarre che ha scatenato non giova all'Italia.
D. Ci saranno riconferme fra i direttori di chiara fama?
R. "Il direttore dell'Istituto di San Paolo del Brasile ha lavorato in piena sintonia coi nostri obiettivi. E stiamo pensando di chiedere alla responsabile dell'Istituto di Mosca, la signora Doria dè Zuliani, di restare, perché in Russia ci sono importanti iniziative politiche e culturali in corso. Diversa è la situazione in altri Istituti, ove, invece di promuovere il bello dell'Italia, sono stati ospitati attacchi al nostro Governo: è inaccettabile che sia stato fatto in sedi ufficiali e con i soldi dei contribuenti".
(aise)


IIC Istituti italiani di cultura - Intervista al Sottosegretario Baccini: Istituti di Cultura a rischio i direttori di Parigi e Berlino
di Tommaso Debenedetti


Il Mattino, 7 marzo 2002 -
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LINGUA ITALIANA: LEGA, NO IN COSTITUZIONE SENZA LINGUE REGIONALI

Roma, 7 mar. (Adnkronos) - La Lega continua a dire no al riconoscimento costituzionale della lingua italiana come lingua ufficiale della Repubblica, se nell'articolo 12 della Carta, destinato a contenere la nuova norma, non verra' inserita un'analoga tutela per le lingue storiche regionali. L'ipotesi e' stata messa nero su bianco in una serie di emendamenti presentati dal Carroccio, che sono stati pero' bocciati dalla commissione Affari costituzionali della Camera. Ne' la Lega ha accolto una proposta di mediazione che suggeriva di inserire la tutela costituzionale per le lingue storiche regionali nell'ambito dell'articolo 117 riguardante l'assetto federale dello Stato. Da domani percio' lo scontro si sposta in Aula, dove iniziera' la discussione generale su questa modifica costituzionale.
''L'ipotesi di inserire le nostre proposte in un'altra parte della Costituzione -ha spiegato il capogruppo della Lega Alessandro Ce'- rappresenta una forzatura, come la stessa ufficializzazione della lingua italiana, peraltro non prevista nemmeno dai costituenti, in un momento in cui e' in atto il processo devolutivo, ufficializzazione alla quale pure la Lega Nord Padania ha manifestato la propria disponibilita'. La questione percio' va risolta in coerenza con il progetto federale condiviso dalla maggioranza e le argomentazioni addotte sembrano volte a prendere tempo, marginalizzando le esigenze rappresentate dalla Lega Nord Padania''.
Contraria al riconoscimento costituzionale della lingua italiana si era dichiarata nei giorni scorsi anche Rifondazione comunista: ''In una fase come l'attuale caratterizzata da uno sviluppo dell'emigrazione che dovrebbe favorire gli scambi culturali -aveva spiegato Graziella Mascia- il valore simbolico della lingua puo' essere assunto nella duplica valenza di una apertura o, al contrario, di una chiusura. Poiche' la recente legge sulle minoranze linguistiche ha gia' affermato il principio dell'ufficialita' della lingua italiana, questa modifica costituzionale potrebbe assumere un significato simbolico e risultare inopportuna anche in considerazione dei profili evolutivi del fenomeno linguistico. Inoltre intervenire su questo versante per fronteggiare reali fenomeni di disgregazione sociale rappresenterebbe una mera panacea''.


Data inserimento in rete: mercoledì, marzo 06, 2002
IIC Sydney - SYDNEY: VERDI SUL SITO DELL' IST. IT. CULTURA

Sydney, 6 mar. (Adnkronos) - L'Istituto Italiano di Cultura a Sydney fa il bis. Anche quest'anno il 9 marzo 2002 ripropone su Internet il VapensieroDay, l'evento dedicato a Giuseppe Verdi che lo scorso anno aveva conquistato quasi 15.000 "navigatori".
Quest'anno l'operazione si ripete, sempre promossa dalla Regione Emilia Romagna (Consulta per l'Emigrazione; Assessorato alla Cultura) e dalla Provincia di Parma in collaborazione con il Ministero per gli Affari esteri, il Comune di Parma e il Comune di Busseto: il tema dell'edizione 2002 è "il verso, il senso la parola".
Per il 2002 le ore di diretta su Internet saranno 6: dalle 18 alle 24 di sabato 9 marzo (in Australia sarà dalle 4.00 alle 10.00 di domenica 10 marzo). Alle letture di poesie e prose e alle analisi testuali condotte dal semiologo Paolo Fabbri si alterneranno filmati, esibizioni musicali e video-interviste d'argomento verdiano a noti personaggi del mondo della letteratura e dello spettacolo. Il contributo più peculiare, in questo senso, sarà senz'altro quello di Susy Blady e Patrizio Roversi da "Velisti per caso", protagonisti dell'unico collegamento internazionale di quest'edizione (la cui regia sarà ancora di Luca Mazzieri).
L'appuntamento è su Internet dalle 4.00 del 10 marzo. Informazioni: Segreteria VapensieroDay: e-mail: info@vapensieroday.it
www.vapensieroday.it


IIC Copenaghen - A UNION BETWEEN ART AND ENTERPRISE
In Denmark, the ideas of an Italian artist who lives in New York


(News ITALIA PRESS, 6 marzo 2002) Copenhagen – Francesco Simeti is the only Italian of twelve internationally famous artist invited to the Herning Art Biennial in Denmark, which was recently inaugurated by personalities from the panorama of Danish culture and business. The Biennial, which is entitled “Socle du monde”, is an initiative promoted by the Danish Ministry of Industry to present works created by young artists in collaboration with businesses.
The works presented at this Biennial reflect the intentions of the organizers: the dialogue established between the artist, who supplies the creative energy and input, and the commercial or productive sector, which recognizes it own limits on the assembly line.
Francesco Simeti was born in Palermo and graduated in sculpture from the Clementina Academy of Fine Arts in Bologna. He now lives and works in Brooklyn.
He has won various international awards, including the Manhattan Graphic Scholarship; Bronx Museum award; and “Artist in the market place”. The works of this Italian artist are part of the permanent collection of the Cooper Hewitt National Museum of Design in New York.
In this Danish event, Simeti will be welcomed by the director of the Italian Institute of Culture in Copenhagen, Sergio Scapin. Simeti will be exhibiting objects realized on behalf of a Danish firm, the A.V. Form a/s, which is specialized in the school and office supplies sector and in audio-visual materials. /News ITALIA PRESS


IIC Istituti italiani di cultura - DS EUROPA: IST. IT. DI CULTURA PIU' DISTANTI DALLA POLITICA

Bruxelles, 6 mar. (Adnkronos) - Gli Istituti Italiani di Cultura dovranno svolgere in autonomia il ruolo fondamentale che l'ordinamento legislativo vigente assegna loro, quello cioè, di espressione più alta e composita di tutti gli aspetti sociali e politici di un Paese. E' quanto affermano i Democratici di Sinistra in Europa con un ordine del giorno redatto nell'ambito della riunione di Bruxelles, avvenuta domenica 3 marzo, in cui "condannano le ingerenze governative e sollecitano l'attenzione particolare di tutte le forze democratiche del Paese".
Una riunione nella Direzione europea dei DS riunita, ha preso atto, con estrema preoccupazione, degli sconcertanti sviluppi della politica del Governo di centrodestra in tema d'attività degli Istituti Italiani di Cultura.
"Gli interventi governativi - si legge nell'ordine del giorno - in merito alla conduzione ed alle manifestazioni organizzate od ospitate dagli Istituti, sono espressione di un'ingerenza nell'autonomia degli Istituti Italiani di Cultura e di una censura che è per noi inaccettabile.
Le interrogazioni parlamentari intimidatorie, le inquisitorie ispezioni ministeriali e la rimozione dei vertici degli Istituti colpevoli di aver presentato o proposto libri o film "non graditi", o di aver dichiarato le proprie tendenze sessuali, non sono che gli esempi più inquietanti - conclude - del tentativo di una "normalizzazione" degli Istituti Italiani di Cultura". (Adnkronos)


IIC Copenaghen - IIC-DANIMARCA-COPENAGHEN L’OPERA ITALIANA SARA’ DI SCENA DOMANI

COPENAGHEN\ aise\ 5 marzo 2002 - Sulla Gjørlingsvej a Hellerup, abita un pezzo d'Italia, l'Istituto Italiano di Cultura. Il 7 marzo, a partire dalla 19.30, l'Istituto riecheggerà dei toni della migliore musica operistica italiana, quando il duo danese La Valse darà un concerto.
Si tratterà di aguzzare le orecchie, quando il soprano di agilità Pauline Kehlett canterà le arie più amate da opere come La Bohème o Tosca. Ci saranno anche delle rarità come la difficilissima cavatina di Norina dal Don Pasquale. Di Donizetti sarà anche seguita un'aria dall'opera Betty, che si dà ormai rarissimamente. Il concerto del duo La Valse è solo una delle tante attività dell'Istituto, che media la cultura italiana attraverso conferenze, proiezioni cinematografiche, corsi di lingua e concerti. L'Istituto Italiano di Cultura ha come riferimento tutta la Danimarca, ma collabora anche con la regione dell'Öresund e col nord della Germania. Al concerto di Kjølsen e Kehleth si potrà godere l'opera dei compositori protagonisti della storia musicale italiana che talvolta compaiono "in coppia". È il caso di Alessandro e Domenico Scarlatti, che sono presenti nel programma con arie e sonate per pianoforte. Si aggiungano le arie dal così fan tutte e dal Don Giovanni di Mozart.
Una sorpresa sarà una fantasia per pianoforte sul tema del Mosè di Rossini ad opera del quasi sconosciuto compositore svizzero Sigismund Thalberg. (aise)


IIC Istituti italiani di cultura - Contro burocratese e anglicismi: in Parlamento un ddl sull’idioma - Una legge per l’italiano - La lingua è un bene culturale, va tutelata come opera d’arte
di Fausto Gianfranceschi

Il Tempo, 5 marzo 2002
(estratto) (omissis) E ben fa il disegno di legge a sottolineare l’esigenza di sostenere ulteriormente la diffusione dell’italiano all’estero. In questo è significativo che nel nuovo Consiglio sia previsto un rappresentante della “Dante Alighieri”*, che ha fatto e fa molto: però ha agito sinora in silenzio, essendo la Società sottostimata e sottofinanziata, a causa della sua indipendenza. Finora si è scelto di dare più ossigeno agli Istituti italiani di cultura, che dipendono dal Ministero degli Esteri, per cui i relativi incarichi sono politici. Un esempio recente: all’Istituto di Parigi è stata presentata la neonata rivista “Italianeuropei”, con l’intervento del direttore Massimo D’Alema che naturalmente ha svolto un discorso politico. Vorrei chiedere sono mai state presentate in quella sede le riviste “Ideazione” di Domenico Mennitti e “Percorsi” di Gennaro Maglieri, che hanno alle spalle una storia più lunga e che rappresenta una più vasta area culturale? (omissis)
* Il nuovo ente è istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il compito di sovrintendere alla tutela, alla promozione e alla diffusione della lingua italiana in Italia e fuori dell’Italia, e alla politica nei confronti delle lingue straniere. L’ente è composto dal Presidente del Consiglio dei Ministri che lo presiede, dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali, da un Segretario con compiti di indirizzo, da due membri designati in rappresentanza dell’Accademia della Crusca e della Società Dante Alighieri.
(per leggere l'intero articolo, cliccare qui - formato PDF, 2 pagg. 242 KB)


Data inserimento in rete: martedì, marzo 05, 2002
IIC Bruxelles - ALBANO VITTURI ESPONE ALL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI BRUXELLES

BRUXELLES\ aise\ 5 marzo 2002 - Sarà allestita nella sala esposizioni dell’Istituto Italiano di Cultura a Bruxelles (Rue de Livourne 38 Livornostraat) la mostra antologica dedicata a Albano Vitturi. L’esposizione che verrà inaugurata domani, mercoledì 6 marzo, è stata organizzata anche con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Verona. (aise)


IIC Parigi - CICLO DI PROIEZIONI DEDICATO ALLA CRATIVITA’ ITALIANA - CONCERTO JAZZ DI UNO DEI GIOVANI TALENTI ITALIANI

PARIGI\ aise\ 5 marzo 2002 - Dal 22 al 27 marzo all'Istituto italiano di cultura di Parigi si terranno (dalle ore 16 alle 17) un ciclo di proiezioni dedicate ognuna ad un aspetto della creatività in Italia. Organizzata da Vidéo-Club insieme a Lavazza, la rassegna prevede per il 22 La voce a te dovuta: Vittorio Gassman raccontato dal suo quarto figlio, il neo regista Jacopo Gassman. Sabato 23, sarà la volta de I due gemelli allo specchio di Ariella Beddini per Rai Sat Show: la regista racconta l'approccio di Luca Ronconi alla poetica goldoniana. Il 25 marzo invece Lezioni di teatro, di Dario Fo, anti-lezioni sulla commedia dell'arte. Il 26, La gazza ladra, Pulcinella, Il flauto magico, film di animazione per bambini di Lele Luzzati. Il 27, un'altra produzione Rai Sat show: Figli d'Adamo, film-documentario realizzato da Ernaldo Data sulla nuova danza italiana e in particolare su due giovani coreografi, Abbondanza e Bertoni. Imminente (giovedì 7 marzo), invece, è il concerto per il Ciclo Jazz tra Italia e Francia, di Umberto Petrin (piano), e Michel Godard (tuba). Un vero e proprio incontro artistico e culturale, tra Italia e Francia, quello che si svolgerà, giovedì, nella sede dell’IIC parigino. (aise)



Farnesina - LINGUA ITALIANA NEL MONDO / IL MAE PUBBLICA UNA RICERCA ON LINE: L’ITALIANO AL QUARTO POSTO NELLA CLASSIFICA DELLE LINGUE PIU’ STUDIATE

ROMA \ aise \ 5 marzo 2002 Il ministero degli Affari Esteri ha pubblicato on-line un’ampia sintesi della ricerca “Italiano 2000” - Indagine sulle motivazioni e sui pubblici dell’italiano diffuso fra stranieri”, condotta dall’Università La Sapienza di Roma e dall’Università per stranieri di Siena. Dall’indagine è emerso che l’italiano è al quarto posto nella classifica delle lingue più studiate e l’attenzione che gli viene dedicata all’estero è in costante crescita. Nel 2000 il numero di studenti che ha frequentato i corsi di italiano organizzati dagli Istituti italiani di cultura è infatti aumentato del 38,2 per cento rispetto al dato del 1995. (aise)


IIC Atene - “LA BOHÈME” IN ATHENS
Puccini’s opera to be staged in the Greek capital

(News ITALIA PRESS, 5 marzo 2002) Athens – It is one of the most performed operas in the history of theater because it is the undisputed masterpiece of the great composer from Torre del Lago. Giacomo Puccini’s “La Bohème” (http://www.puccini.it/ ) will be a star in the evening skies of Greece when it is performed for eight consecutive nights from March 24th to 31st at the Athens theater.
This is a love story, with complex relationships between the various personages. It is timeless in that La Bohème portrays the incarnation of late romanticism where the devouring passions of daily life dominate and are set in a Bohemian world of all-consuming yet tender melancholy. There are young lovers in a world of artists with the shadow of death forever lurking, yet powerless to transform the heroine, as was typical in early romanticism. Here she becomes more fragile and human, making her even more pitiable.
The Ethniki Liriki Skini organized this performance of Puccini’s opera as part of the musical initiatives of the Italian Cultural Institute in Athens and in tribute to Italy’s great artists of the past and present. News ITALIA PRESS


IIC Istituti italiani di cultura - La proposta di Baccini - Istituti di Cultura all’estero - stop al valzer degli intellettuali
di Alfredo Cattabiani


IL TEMPO, 5 marzo 2002 - Fra i compiti degli Istituti di cultura italiani all’estero vi è in primo luogo la diffusione della nostra lingua e cultura tramite corsi scolastici appositi, l'aggiornamento delle biblioteche, oltre alle conferenze e alle mostre. Non sempre questi compiti vengano svolti correttamente in quelle sedi - le più importanti, da New York a Parigi - che sono occupate da «intellettuali di chiara fama». Sono dieci in tutto: gli attuali sono stati nominati dai governi di sinistra in base alla legge De Michelis del 1990 la quale prevede che 10 posti vengano sottratti ai funzionari dell'«Area di promozione culturale» del ministero degli Esteri per essere assegnati a studiosi e scrittori esterni. Già i primi incarichi biennali prorogabili per un altro biennio, stanno scadendo. Ecco perché si è scatenata la canea dei giornali di sinistra per difendere la poltrona di Mario Fortunato a Londra;
e lo stesso avverrà per altri direttori di sinistra il cui mandato è in scadenza. Circolano già alcuni nomi di candidati: Alain Elkann, genero dell'avvocato Agnelli, padre dell'erede designato della Fiat e attualmente consigliere di Vittorio Sgarbi, pare destinato alla sede di New York dove, anni fa, fu sistemato Furio Colombo, ex altissimo funzionario del gruppo torinese e ora direttore dell'«Unità»; mentre per Bruxelles sarebbe in corsa il giornalista Arturo Diaconale direttore dell’«Opinione» grazie a competenze culturali che non conosciamo.
Ma con questo metodo si corre il rischio di perpetuare l'equivoco di «intellettuali» che potremmo definire più propriamente di «chiari appoggi politici» o di gruppi finanziari», i meno adatti ad assumere incarichi istituzionali perché non sono stati preparati a tale funzione e tendono a privilegiare il loro settore culturale e i clan di cui fanno parte, disinteressandosi spesso dei compiti più importanti. Che questa non sia soltanto una mia opinione lo conferma l'attuale sottosegretario agli Esteri, Mario Baccini, il quale ha dichiarato ultimamente che «i risultati degli istituti diretti da queste personalità non sempre sono stati all'altezza delle aspettative e degli investimenti»: un modo eufemistico per spiegare che certe gestioni hanno poi richiesto una metodica opera di restauro compiuta dai funzionari della Farnesina. Responsabile di uno di questi disastri in un Paese latino sarebbe stato, negli anni passati, anche un intellettuale «duro e puro», della Sinistra Indignata, il cui nome circola nei corridoi del ministero.
Per questi motivi Baccini ha preparato un disegno di legge, ora all'esame del capo del governo e ministro degli Esteri ad interim, che annulla la legge De Michelis restituendo quei dieci posti ai funzionari dell'«Area di promozione culturale». Secondo la nuova normativa i funzionari dovrebbero non soltantopromuovere la lingua e l'arte italiana e curare bene le biblioteche, ma attuare anche iniziative che facciano conoscere all'estero la cultura italiana nel senso più ampio del termine, anche quella che è espressione del mondo imprenditoriale. Non si possono ad esempio ignorare la moda, il cinema, il disegno industriale, l'oreficeria, le arti decorative, la gastronomia, che fra l'altro attirerebbero negli Istituti un largo pubblico. Già quest'anno si è stabilito che si dovranno promuovere moda e disegno industriale. Tuttavia gli intellettuali «di chiari appoggi politici» non sarebbero esclusi da questa opera di promozione. Secondo il disegno di legge potranno dirigere, sotto il controllo dell'ambasciata, progetti speciali mirati e circoscritti.


Data inserimento in rete: lunedì, marzo 04, 2002
IIC Stoccolma - DACIA MARAINI VA A STOCCOLMA

(News ITALIA PRESS, 4 marzo 2002) Stoccolma - E’ in programma, presso l’Istituto Italiano di Cultura (IIC) di Stoccolma in collaborazione con la Fondazione C.M. Lerici, un incontro con la scrittrice italiana Dacia Maraini. L’appuntamento, previsto per il 18 marzo, sarà mirato alla presentazione del nuovo libro della Maraini “La Nave per Kobe”, un album di ricordi nato in maniera assolutamente non convenzionale. Un giorno, avendoli ritrovati dopo lungo tempo, il padre Fosco consegnò alla figlia due quaderni colmi di fotografie, recanti la firma e la calligrafia della moglie Topazia: erano note di viaggio che Dacia non poteva ricordare, avendo due soli anni ai tempi in cui la madre cominciò a compilarli. Risalivano alla traversata che, nel 1938, la famiglia Maraini compì per raggiungere il Giappone, da Brindisi a Kobe, quando il giovane Fosco ricevette una borsa di studio in qualità di etnologo. A bordo della nave Conte Verde, che navigò oltre trenta giorni, la piccola Dacia incrociò le terre e gli uomini di Aden, Bombay, Singapore, Shangai e di molte altre tappe. Giunta a Kobe, iniziò la sua precoce avventura giapponese. Per concludere il volume con un tono romanzesco, la Maraini pone in appendice alcune pagine e foto dei diari originali, quale partecipe ed emozionante omaggio all’amore della madre.
La scrittrice, le cui opere sono da sempre molto apprezzate nella nazione svedese e vengono studiate anche all’Università di Stoccolma, sarà intervistata presso l’IIC dal celebre critico letterario svedese Lars Olof Franzen. Probabile anche la presenza dell’Ambasciatore giapponese, ufficialmente invitato, e di altre personalità del mondo letterario svedese. “L’incontro” sottolinea Linda Schwartz dall’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma“ avrà inizio alle ore 19.00 ed è aperto a tutti, ogni interessato sarà il benvenuto”. News ITALIA PRESS


Farnesina RIFORME Il progetto: dare alla Farnesina le competenze commerciali oggi delle Attività produttive
Tutto il potere agli Esteri


(Corsera 04.03.2002 - CorrierEconomia pag.3) Berlusconi vuole concentrarvi ogni funzione, anche l’Ice. Per creare un superministero i consulenti stanno lavorando ai dettagli, ma il dado è tratto. A meno di ripensamenti, giudicati altamente improbabili in ambienti vicini a palazzo Chigi, il ministero degli Esteri targato Silvio Berlusconi, quello in cui l'azione diplomatica deve fondersi con la promozione degli interessi economici del Paese, incorporerà il dipartimento per il Commercio estero, oggi parte del ministero delle Attività produttive. In altre parole, alla Farnesina confluiranno oltre 400 tra impiegati, funzionari e dirigenti ma soprattutto il controllo e il coordinamento delle attività di quella miriade di enti e strutture che oggi si pestano i piedi nel non sempre riuscito tentativo di promuovere e supportare l'internazionalizzazione delle imprese italiane. A iniziare da Ice e Enit fino ad arrivare alla Simest, la finanziaria di sviluppo e promozione, e alla Sace, la compagnia di assicurazione pubblica. La necessità di un drastico riordino sta nei numeri: l'Ice ha 105 uffici nel mondo, l'Enit 25 e le Camere di Commercio 66. Il peggio è che i termini “dialogo” e “coordinamento” non sempre entrano nel loro vocabolario. La scelta del modello secondo cui tutto confluirà agli Esteri rispetto a quello che vedrebbe tutti gli strumenti per il Commercio estero razionalizzati ma sotto le Attività produttive e con i soli uffici periferici sottoposti al coordinamento dell'ambasciatore presente in ogni Paese, sarebbe stata confermata al termine di una trattativa politica interna a Forza Italia.
Questa si sarebbe risolta a vantaggio del ministro per le Attività produttive Antonio Marzano che in cambio della “cessione” del Commercio estero si vedrebbe aperta la strada verso la nomina a ministro degli Esteri quando Berlusconi rinuncerà all'interim. Tuttavia, la nomina non dovrebbe arrivare prima della fine della primavera, c'è dunque tempo per il recupero da parte degli altri due ministri indicati in corsa per la Farnesina: Giuliano Urbani e Franco Frattini. Nel caso a uno di questi riuscisse la rimonta, agli Esteri andrebbe come viceministro per l'internazionalizzazione Alfonso Urso che oggi ha la stessa delega alle Attività produttive. Presa dunque la decisione politica di dare alla Farnesina il ruolo di guida e coordinamento degli sforzi all'estero del Sistema Italia, si lavora all'affinamento non solo delle modalità del trapianto del Commercio estero negli Esteri ma anche alla riforma, la razionalizzazione e alla fine all'accorpamento di tutti gli strumenti: i già citati Ice, Enit, Simest e quant'altro. Un punto, questo, cui sta parallelamente e indipendentemente lavorando Urso attraverso un disegno di legge delega che questa settimana è all'esame della conferenza Stato-Regioni.
Altro punto è la revisione della mappa di ambasciate e consolati, in molti casi ferma all’epoca delle grandi migrazioni degli italiani e lontana dalle esigenze dell'emigrazione attuale: quella degli imprenditori che delocalizzano la produzione e aprono nuovi mercati. Un esempio su tutti: a fronte di una quindicina di consolati in Svizzera, non ne esiste uno a Timisoara, in Romania, ormai colonizzata dagli imprenditori italiani. Il varo ufficiale della riforma degli Esteri dovrebbe avvenire nei prossimi mesi. Nel frattempo, però, al di là della definizione di un nuovo meccanismo di valutazione degli ambasciatori anche in base ai risultati economico-commerciali, Berlusconi dovrà prepararsi a mettere mano al portafoglio. A giudizio di molti esperti, la sua affermazione originaria che la riforma degli Esteri possa essere a costo zero è infatti quanto meno azzardata. Per essere davvero efficace, la nuova Farnesina avrà infatti bisogno di un sostanzioso aumento del budget. Qualche dubbio, comunque, il premier deve averlo avuto, se è vero che nel corso di una recente riunione con altri dirigenti del ministero avrebbe detto che i fondi necessari sarebbero stati reperiti.
Ma come avverrà il trapianto del Commercio estero? Funzionalmente, gran parte delle attività verrebbe spostato sotto la direzione generale per la cooperazione economica e finanziaria multilaterale, diretta dall'ambasciatore Marcello Spatafora che infatti è l'uomo di punta degli Esteri per l'elaborazione della riforma. La direzione cambierà nome e avrà sotto di sé una mega struttura divisa in due o tre aree. Alcuni uffici del Commercio estero andrebbero invece a rimpolpare quelle direzioni degli Esteri responsabili di aree geografiche.
Il riordino della struttura promozionale potrebbe invece seguire il disegno tracciato da Urso. “In ogni regione italiana ci sarà un casello d'ingresso gestito dalle Regioni in cui allocare tutti gli enti e dunque in grado di fornire tutte le risposte alla singola impresa - spiega il viceministro -. All'altro terminale, in ogni Paese del mondo ci dovrà essere uno Sportello Italia che raggruppi tutto quanto oggi è sparpagliato. I primi otto li apriremo quest’anno, appena il disegno di legge terminerà l'iter parlamentare, in Canada, Russia, Cina, Brasile, Sud Africa, Ungheria o Romania e Tunisia o Marocco. Il prossimo anno saranno già trenta”. Urso, che da quando è viceministro ha all'attivo 18 missioni commerciali e ne ha in programma un'altra trentina prima della fine dell'anno, sottolinea come l'accorpamento realizzato con la legge Bassanini abbia permesso di portare sotto le Attività produttive Ice, Enit, Simest e Camere di Commercio. “Questa unitarietà degli strumenti è una conquista che va valorizzata in quest'ulteriore riforma che Berlusconi vuole fare cercando una sinergia piena con il ministero degli Esteri. L'importante è che il coordinamento resti. E se tutto dovesse essere accorpato agli Esteri bisogna che si trovi il modo di mantenere i collegamenti con il mondo produttivo”- sottolinea Urso. Giovanni Paci