ITALCULT - Servizio sperimentale non ufficiale
Notiziario online dedicato agli Istituti italiani di cultura all'estero
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Data inserimento in rete: sabato, marzo 23, 2002
IIC Istituti italiani di cultura - UN SALONE DI LIBRI & VELENI di Alberto Toscano
A un filo dal caso diplomatico
La delegazione ufficiale italiana abbandona la manifestazione dopo gli insulti a Sgarbi, che non perde tempo per il contrattacco
Violenta e irripetibile la conferenza stampa di Sgarbi all’Ambasciata italiana. Bono, più pacato, smorza i toni ma non la sostanza

(Il Secolo XIX, 23 marzo 2002 )
Parigi. “La signora Catherine Tasca, ministro della Cultura e della Comunicazione. esprime la sua viva disapprovazione per la manifestazione in presenza del sottosegretario italiano ai Beni culturali Nicola Bono in occasione dell'inaugurazione del Salone del libro", afferma un comunicato ufficiale del dicastero francese della Cultura nella speranza di evitare l'incidente diplomatico. Speranza vana perché ormai la frittata è fatta. Una volta di più Francia e Italia litigano. Una volta di più le polemiche si potevano perfettamente evitare. Una volta di più i due scalpitanti cugini latini sanno benissimo che alla fine si metteranno d'accordo.
Tutto è cominciato lo scorso gennaio, quando proprio madame Tasca ha assunto un'iniziativa perlomeno singolare, di cui certamente non aveva misurato i rischi: dichiarare alla stampa che non aveva alcuna voglia di ricevere Silvio Berlusconi a Parigi in occasione dell'inaugurazione del Salone del libro. L'anno scorso l'ospite d'onore era stata la Germania e il cancelliere Gerhard Schroeder era stato ricevuto con tutti gli onori. Stavolta tocca all'Italia e madame Tasca ha lanciato il suo ostracismo, che contrasta con la politica d'amicizia praticata dal governo di cui fa parte.
E veniamo a mercoledì 20 marzo, quando a Palais Royal - sede del dicastero francese della Cultura - si svolge il ricevimento indetto da madame Tasca in onore della folla di ospiti al Salone del libro, in gran parte italiani.
Il suo discorso glissa sulle polemiche e il suo contatto personale con i due rappresentanti del governo italiano (il capodelegazione Nicola Bono e il suo collega sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi) sembra buono.
Lo scenario cambia completamente in ventiquattr'ore. Alle 19 di giovedì 21 marzo è in programma al palazzo esposizioni della Porte de Versailles la cerimonia d'inaugurazione. Ci sono una cinquantina di contestatori, quasi tutti italiani e perfettamente riconoscibili malgrado le loro maschere da Pulcinella (alcuni di essi sono gli stessi che interruppero nel 1994 sempre a Parigi un discorso dell'allora ministro Tatarella all'inaugurazione del festival del cinema napoletano al Beaubourg). Urlano e spingono. Nello stand d'onore ci sono: due sottosegretari italiani, ma - dimostrando di avere un concetto molto personale del galateo - madame Tasca non si fa vedere. Arriva con mezz'ora di ritardo rispetta al momento fissato per l'inaugurazione e fa chiamare i due sottosegretari italiani nelle quinte dietro lo stand. In quell'atmosfera concitata - e vista la clamorosa insufficienza del servizio d'ordine - i contestatori riescono a invadere lo stand per cui i .personaggi politici trinceratisi dietro le quinte non possono che rinunciare ai discorsi ufficiali e battere in ritirata.
Madame Tasca è riuscita a non parlare con i rappresentanti di un governo che non ama, ma il prezzo politico che il governo francese paga per le sue bizze non è inferiore a quello pagato dal governo italiano.
Eccoci a ieri mattina, quando i giornalisti italiani ricevono una telefonata dall'ufficio stampa della nostra ambasciata. Conferenza stampa dei sottosegretari Bono e Sgarbi a mezzogiorno all'Istituto italiano di cultura, rue de Varenne. In un intervento fermo, pacato ed efficace Nicola Bono annuncia la partenza della delegazione ufficiale italiana perché il governo francese non ha garantito e non s'impegna a garantire un clima di serenità al Salone del libro. Resteranno ovviamente autori ed editori. Resterà anche Sgarbi a titolo personale, in quanto autore, ma il governo italiano in quanto tale rompe i ponti col Salone del libro.
Poi la parola passa a Vittorio Sgarbi e sono fuochi artificiali. In un lunghissimo intervento se la prende con le autorità francesi, con Catherine Tasca, con i giornalisti italiani, con vari direttori di istituti culturali italiani all'estero e chi più né ha più ne metta. I (pochi) giornalisti francesi presenti assistono stupiti a questo intervento molto "urlato".
Prima di cedere la parola al suo consigliere Alain Elkan, che precisa i retroscena dell'organizzazione della presenza italiana al salone, Sgarbi dice che l'ambasciata italiana in Francia aveva sconsigliato la partecipazione ufficiale di rappresentanti del governo di Rama.
Subito dopo questo "mezzogiorno di fuoco" Vittorio Sgarbi ripete (anche se in linguaggio meno acceso) le sue critiche a Catherine Tasca ("Alice nei paese delle meraviglie") e ai contestatori italiani ('fascisti e violenti") in occasione di un'intervista al canale televisivo parigino Lci. Intanto circola il testo del comunicato di cui si diceva all'inizio: un testo del ministero della Cultura francese che per la verità avrebbe potuto esprimere in termini ben più chiari la solidarietà col governo italiano a seguito delle manifestazioni di giovedì sera. In quel clima il "piccolo incidente diplomatico", come la vicenda è stata definita dalla radio parigina France-Info, ha rischiato di diventare un serio incidente tra i due governi. Al Quai d'Orsay il ministero degli Esteri francese, hanno temuto per varie ore l'arrivo di una nota ufficiale di protesta della Farnesina, circostanza che avrebbe fatto compiere all'incidente un vero e proprio salto di qualità.
Nel pomeriggio il ministro degli Esteri francese Hubert Védrine ha deciso di accontentare gli italiani facendo diramare dal suo dicastero una nota ufficiale in cui il ministero degli Esteri esprime "vivo rammarico" per gli incidenti di giovedì al Salone del libro e si precisa che "la Francia resta legatissima al principio delle relazioni culturali con l'Italia in particolare nel settore del libro".


IIC Berlino - A BERLINO IL GIROTONDO DELLE LIBERTA’ ATTORNO ALL’IIC
No al terrorismo e sì alla protesta pacifica

(de.it.press - News ITALIA PRESS, 22 marzo 2002)

Berlino - L'Ulivo di Berlino organizza per domani, sabato 23 marzo, davanti all'Istituto Italiano di Cultura un "girotondo silenzioso delle libertà", per dire "no al terrorismo e si' a una protesta pacifica contro Berlusconi!".
"Anche noi, italiani in Germania, siamo scioccati e indignati per l'omicidio di Marco Biagi -
scrive il Comitato per l'Ulivo di Berlino -. Gli assassini di Biagi sono dei criminali che vogliono indebolire la democrazia. Noi dell'Ulivo siamo per la democrazia, contro il terrorismo e contro la violenza omicida.
Nonostante gli eventi attuali diciamo pero' che e' necessario continuare ad esprimere il proprio dissenso in modo democratico e pacifico. Per questo teniamo ferma la nostra protesta democratica e pacifica contro gli attacchi alla Giustizia, al sistema dell´informazione e contro lo statuto dei lavoratori. E teniamo anche ferma la nostra protesta contro il tentativo del Governo Berlusconi di limitare la liberta' di opinione degli Istituti Italiani di Cultura all'estero.
La liberta' di opinione e' uno dei pilastri portanti della democrazia. E proprio in questi giorni si deve sostenerla piu' che mai".
Il significato e gli obiettivi del girotondo, che si rifà a quelli organizzati recentemente in tutta Italia, vengono spiegati in un volantino diffuso per informare ed invitare i connazionali di Berlino e dintorni alla manifestazione. Qui di seguito il testo del volantino.
"Pressioni sulla giustizia, sui media e sulla cultura. Berlusconi: Un pericolo per la liberta' di opinione in Europa.
Berlusconi non conosce piu' limiti. I suoi attacchi all'ordine giudiziario e al sistema dell'informazione hanno fatto scendere in piazza migliaia e migliaia di italiani.
Adesso il governo Berlusconi-Fini-Bossi vuole anche limitare la liberta' di opinione agli Istituti Italiani di Cultura all'estero - fra l'altro a Berlino. Gli IIC devono organizzare solo delle offerte che coincidano con la linea dell'attuale governo. Noi chiediamo che gli Istituti di Cultura continuino ad offrire tutta la varieta' della cultura italiana, tutta la varieta' della societa' italiana. Gli Istituti non possono diventare portavoce del governo.
Come italiani in Europa diciamo: e' vergognoso come il governo Berlusconi abbia cercato per settimane di bloccare le iniziative europee contro la criminalita' organizzata. E' intollerabile con quale sfacciataggine Berlusconi continui ad ignorare il problema dell'incompatibilita' tra l'essere capo di governo e proprietario dei media - nonostante gli ammonimenti da Bruxelles. E vediamo con grande preoccupazione come il governo stia mettendo in pericolo la pace sociale in Italia con i suoi attacchi allo statuto dei lavoratori.
Berlusconi - anche gli italiani in Germania dicono NO! Per la libertà d'espressione - contro una cultura censurata!"
de.it.press - News ITALIA PRESS

GERMANIA\ IL 23 MARZO ‘GIROTONDO DELLE LIBERTÀ’ DAVANTI ALL'ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA ORGANIZZATO DALL’ULIVO : ‘NO AL TERRORISMO E SÌ ALLA PROTESTA PACIFICA’

BERLINO\ aise\22 marzo 2002 - L'Ulivo di Berlino organizza per domani, sabato 23 marzo, dalle 12,00 alle 12,30,davanti all'Istituto Italiano di Cultura (sito nella Askanischer Platz 4, tra Postdamer Platz e Hallesches Tor, fermata della S-Bahn Anhalter Bahnhof) un "girotondo silenzioso dellelibertà", per dire "no al terrorismo e si' a una protesta pacifica contro Berlusconi!"
"Anche noi, italiani in Germania, siamo scioccati e indignati per l'omicidio di Marco Biagi - scrive il Comitato per l'Ulivo di Berlino -. Gli assassini di Biagi sono dei criminali che vogliono indebolire la democrazia. Noi dell'Ulivo siamo per la democrazia, contro il terrorismo e contro la violenza omicida.
Nonostante gli eventi attuali diciamo pero' che e' necessario continuare ad esprimere il proprio dissenso in modo democratico e pacifico. Per questo teniamo ferma la nostra protesta democratica e pacifica contro gli attacchi alla Giustizia, al sistema dell´informazione e contro lo statuto dei lavoratori. E teniamo anche ferma la nostra protesta contro il tentativo del Governo Berlusconi di limitare la libertà di opinione degli Istituti Italiani di Cultura all'estero.
La libertà di opinione e' uno dei pilastri portanti della democrazia. E proprio in questi giorni si deve sostenerla più che mai".(aise)



Data inserimento in rete: venerdì, marzo 22, 2002
IIC Copenaghen - SICILIAN MUSIC IN CONCERT IN COPENHAGEN
The Taberna Mylaensis group from Milazzo to promote local musical traditions

(News ITALIA PRESS, 22 marzo 2002) Copenhagen – The ethnic Sicilian musical group “Taberna Mylaensis” from Milazzo will perform on April 5 at the Auditorium of the Italian Cultural Institute in Copenhagen. This prominent Sicilian group was founded during the 1970’s by Luciano Maio (voice, classical guitar, mandola, mandolin, and tammorra) in order to preserve the Sicilian musical tradition from the 1500’s to the 1800’s. The concert in Copenhagen will focus on a classical repertoire that demonstrates the wealth of musical idioms representative of the Mediterranean and its multiple cultures. All pieces are based on original texts and arrangements that become metaphors for intimate human sentiment and, at the same time, an anthropological search for Sicilian ethnic-folk culture. This visit to Copenhagen is but one of the many international stops that Taberna Mylaensis will make during its itinerary full of European festivals and tours with other Italian artists like De Gregori and Pino Daniele. News ITALIA PRESS




IIC Tokyo - THE WARM VOICE OF LINA SASTRI IN CONCERT IN TOKYO
The famous Neapolitan actress will perform in Japanese theaters in April

(News ITALIA PRESS, 22 marzo 2002) Tokyo - A concert of Italian songs performed by an expressive and talented Neapolitan actress, Lina Sastri, is the special event organized by the Italian Cultural Institute and sponsored by the Italian Embassy and the Italy Foundation in Japan as part of the program of events dedicated to promoting Italian culture in Japan.
“Amore Mio” is the title of the concert that will be performed by the Italian artist on two dates in two different locations. The first will be on April 25th at Green Hall Sagamiono in Tokyo, while the second is planned for April 26th at Kosei Nenkin Hall in Shinjuku.
Lina Sastri is an impassioned and talented theatrical actresses in Italy. She has won five David di Donatello awards as best actress and has been compared to the unforgettable Anna Magnani by director Nanni Loy, who directed her in “Mi manda Picone”.
Sastri is a sensual figure with a warm, somewhat gravelly voice that she uses to expressively interpret songs. She will now have an international stage where she can confirm her extraordinary talents. News ITALIA PRESS




IIC Copenaghen - IL VOLUME ‘OPDAG PISTOIA' (SCOPRI PISTOIA) PRESENTATO A COPENAGHEN SOTTO GLI AUSPICI DELL'ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA PER LA DANIMARCA

COPENAGHEN\ aise\ 22 marzo 2002 - I danesi, come tutti i nordici, sono sempre stati un popolo di viaggiatori e di instancabili turisti e l’Italia, con le sue città d’arte e il suo clima temperato è sempre stata la meta preferita. Non si contano quindi i libri sulle impressioni di viaggio e le guide che scrittori e giornalisti danesi hanno pubblicato sulle città italiane. Nelle librerie danesi sono presenti a centinaia. Ma, com’è naturale, sono guide molto soggettive, non prive di inevitabili imprecisioni e sviste, che privilegiano soprattutto le città più note, da secoli ambita meta dei viaggi turistici. Da qui l’iniziativa della ”Pistoia Bookshop” che ha pubblicato, in lingua danese, una bella guida sulla città di Pistoia, ad opera di Laura Selmi e del fotografo Roberto degli Innocenti, da distribuire nella librerie della Danimarca. Pistoia, che da qualche anno collabora strettamente con la cittadina danese di Næstved nel campo dell’educazione infantile dopo un proficuo scambio di visite di insegnanti, sarà quindi presente negli scaffali delle librerie danesi a fianco delle più famose ”sorelle maggiori”, Firenze, Siena e Pisa, privilegiate da sempre dagli scrittori di viaggio.
Con splendide foto, un’accurata e intelligente descrizione dei tesori d’arte della città e delle opere dei suoi più celebri cittadini, da Cino da Pistoia e Papa Rospigliosi fino allo scultore Marino Marini e al regista. Mauro Bolognini. Il libro, alla presenza dell’editore, degli autori e di una delegazione pistoiese composta da Paolo Bresci, dell’Agenzia per il Turismo di Pistoia e da Andrea Andreotti, della Confederazione Italiana Agricoltori, è stato presentato per iniziativa dell’ENIT sotto gli auspici dell’Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen ad un folto gruppo della stampa specializzata danese nelle sale dell’ENIT. Il dott. Alessandro Raffaelli, dell’ENIT in Danimarca, ha voluto sottolineare il coraggio di questa iniziativa piuttosto inusuale, che porterà a Pistoia quei turisti che limitavano il loro soggiorno toscano alle città più note e prestigiose. (aise)


IIC Monaco - MARCO PALADINI’S WORKS EXHIBITED IN MUNICH
'La parola alla pittura' at the Italian Cultural Institute

(News ITALIA PRESS, 22 marzo 2002) Munich – “La parola alla pittura” is the title of the show of Marco Paladini’s works that has been organized by the Italian Consulate General in Munich. The show will be inaugurated on April 10th in the halls of the local Italian Cultural Institute.
Marco Paladini was raised in the region of Liguria and then on the shores of the Lake of Garda, which he has lived since 1983. His works are characterized by meditative elements where the viewer is involved and asked to reflect. None of his works has a title because, according to the artist himself, there is no need to give irrelevant reasons for their existence.
This German show will end on May 8th, and represents an important opportunity for Paladini and Italian art to obtain increased visibility in Germany. News ITALIA PRESS



Data inserimento in rete: giovedì, marzo 21, 2002
IIC Copenaghen - MAGGIANI PRESENTA I ‘RACCONTI DI COPENAGHEN’
Durante l’inaugurazione della Mostra fotografica letto in anteprima il racconto "Il giorno dell'Assunzione"

(News ITALIA PRESS, 21 marzo 2002) Copenaghen - Una serata importante quella che ieri, 20 marzo ha avuto come protagonista Maurizio Maggiani presso l’Istituto Italiano di cultura di Copenaghen. Alla presentazione della mostra fotografica "Vedere come, sentire come, come raccontare. Racconti per Copenaghen" sono intervenuti l’Ambasciatore d’Italia, Antonio Catalano di Melilli, alcuni editori danesi, numerosi esponenti della cultura danese e italiana locale e studenti del Dipartimento di italianistica dell’Università.
Oltre alle 20 foto a colori in analogico realizzate da Maggiani e alle 20 in digitale di Paola Polito ex lettrice dell’Università, la serata è stata occasione per leggere il racconto "Il giorno dell'Assunzione" ispirato alla sua esperienza copenaghese e tradotto dagli studenti dell’Università della Professoressa Hanne Jansen (che è anche traduttrice di Claudio Magris – lo scrittore triestino autore di "Microcosmi", che ha ricevuto il Premio Strega 1998).
Maggiani è stato ufficialmente presentato al mondo editoriale danese che non ha ancora tradotto le sue opere a parte questo racconto che farà parte integrale del prossimo romanzo che uscirà in autunno. Maggiani, lo ricordiamo, ha vinto nel 1995 il Premio Viareggio e il Campiello con il romanzo ‘Il coraggio del pettirosso’. Nel 1999 si è aggiudicato il Premio Alassio e il Premio Stresa per la Narrativa con il romanzo ‘La Regina disadorna’.
Lo Spezino Maurizio Maggiani, ha anche letto durante la serata l’editoriale da lui scritto oggi sul Secolo XIX su come egli stesso e i Danesi hanno recepito la notizia della morte del Professore consulente del Ministro Maroni, Marco Biagi assassinato l’altra sera a Bologna di ritorno dal lavoro. News ITALIA PRESS

Il destino imposto dalle pistole

[Il Secolo XIX, 21.3.2002] Da Copenaghen guardo il mio paese. Da Copenaghen guardo un uomo morire riverso sul marciapiedi intrecciato alla sua bicicletta. Da molto, molto lontano sento sparare. Ancora sparare laggiù. Sono qui da sei giorni ed è come se fossi alle cure termali dell'anima. In questo paese di gentilezze e morbilità, di culto della sincerità e dell'equanimità, la tragedia nazionale che occupa da settimane le prime pagine dei giornali è un sindaco di un piccolo comune che ha sperperato i soldi dei cittadini per finanziare megalomani opere pubbliche a favore di una parte soltanto della collettività, quella a lui politicamente vicina. Questa mattina, dopo così tanti anni che non si ricordano più, gli studenti di Danimarca hanno manifestato contro il governo, di destra, per i tagli alla cultura della nuova finanziaria. Cantavano: il futuro non è gratis. Cantavano: non ucciderete ciò che è appena nato. Domani tornerò nel mio paese e ciò che ora sento è che tornerò a un destino, non a una storia civile. La prigione di un destino, il tormento claustrofobico dell'ineluttabilità, non la libertà di immaginare e costruire una storia. Non mi sarà dato un futuro, qualunque sia il prezzo che potrò decidere di pagare, perché nel mio paese vige la regola che si uccide ciò che sta per nascere. O che semplicemente potrebbe nascere. Da troppi anni ormai succede perché io non pensi, da quassù, a un destino. E questo è intollerabile, e questo non è vivere. Quell'uomo e la sua bicicletta sul selciato della notte di Bologna mi accompagnano a una casa che preferirei non avere. Ho scritto su questa stessa pagina nemmeno un mese fa cosa penso del terrorismo. Non ha senso ripeterlo, se non per affermare proprio quello che vorrei negare: il ripetere, ancora una volta, all'infinito, della proclamazione dello stato di impotenza. II teatro è illuminato a giorno, la vecchia compagnia di giro è sempre pronta a calcare la sua scena. Se il tritolo non fa più rumore, allora si provi con le pistole; il colpo è sempre stato in canna.
Apro i giornali danesi e non trovo una sola riga sulla morte di Biagi. Ai danesi non pare interessare la tragedia del mio paese, ma solo il suo spettacolo. E lo spettacolo italiano in gran voga sui giornali di destra come su quelli di sinistra è il suo campionato di calcio e il suo primo ministro. Gli amici danesi cercano di scusarsi: noi non abbiamo avuto gli anni di piombo, noi non sappiamo. Entro in un ministero, parlo con un alto funzionario, senza aver subito un solo controllo; dormo nella Casa della Cultura Italiana avendomi tirato dietro semplicemente la porta. Se chiedo mi guardano in modo strano: di cosa dobbiamo aver paura? Qui siamo in Europa così come c'è il mio paese; tale e quale in Italia ci sono gli immigrati clandestini, si fa politica, si manifesta e ci si oppone. Ma qui si vive per costruire una storia, laggiù per imporre un destino. Non posso sapere se a sparare siano state le Brigate Rosse o quale altro attore della vecchia compagnia rinnovata per l'occasione. Ma è del tutto irrilevante. Ciò che conta sarà come sempre, come è giusto, cosa prevede il copione per il finale: uccidere ciò che potrebbe essere il mio paese se fosse libero della sua storia, rapinarlo del futuro. E intanto un altro uomo è morto. Non lo conosco, ma per forza di cose, perché così si è sempre scelto che fosse, tutto deve essere tranne che un nemico del popolo. [Il Secolo XIX, 21.3.2002]


IIC Bruxelles - BRUXELLES SI MOBILITA PER LA DIRETTRICE DELL’IIC
Protesta a Bruxelles contro allontanamento direttrice Istituto Italiano di Cultura

(News ITALIA PRESS, 21 marzo 2002) Bruxelles - Dopo l'Italia e alcune capitali europee, le proteste contro la politica del governo di centro destra si trasferiscono a Bruxelles. Nel mirino dei manifestanti c'è la decisione "politica" di "rimuovere" la direttrice del locale Istituto italiano di cultura (Iic), Sira Miori. A organizzare la protesta è il comitato per l'Ulivo di Bruxelles, che ha invitato "i cittadini che ritengono che troppe libertà fondamentali siano messe in pericolo" a sfilare oggi intorno alla sede dell'ambasciata d'Italia presso il Belgio, manifestando contro quello che viene definito un "vergognoso attacco mosso agli istituti italiani di cultura".
Secondo gli organizzatori, dietro la decisione del governo di"rimuovere vari direttori d'istituto", c'è un "disegno politico"teso alla "diffusione di una 'cultura' rappresentativa del governo e non del paese". Nel caso di Sira Miori, spiega un comunicato diffuso ieri, "la colpa addebitata, come dichiarato dal sottosegretario (per gli Affari Esteri, Mario, ndr) Baccini"è quella di "aver fatto presentare" presso la sede dell'Istituto il libro scritto dai giudici Giancarlo Caselli e Giuseppe Ingroia, 'L'eredità scomoda'.
Dopo l'assassinio del consulente del lavoro prof. Marco Biagi ieri sera il Comitato ha cambiato in parte il programma. "Consideriamo estremamente preoccupante e vergognoso l'attacco mosso agli Istituti italiani di cultura". Tuttavia, continua il comunicato, "per il rispetto che portiamo per il valore della vita umana, per esprimere con i fatti il nostro cordoglio ai cari della vittima e per manifestare la più ferma resistenza ad ogni atto di violenza e di terrore politico invitiamo tutti i cittadini a raccogliersi in una muta protesta contro il terrorismo". News ITALIA PRESS


IIC Marsiglia - A MARSIGLIA LA MOSTRA ‘100% TELA E COTONE’ NATA DALL’INCONTRO FRA UN ARTISTA ITALIANO A MARSIGLIA E UN ARTISTA MARSIGLIESE RESIDENTE IN ITALIA

MARSIGLIA\aise\21 marzo 2002 - Verrà inaugurata a Marsiglia, giovedì 28 marzo, presso l’Istituto italiano di cultura, la mostra dal titolo “100% tela e cotone” . La mostra, che nasce dall’incontro tra Elio Tisi, artista italiano residente a Marsiglia e Erik Barba, artista marsigliese residente in Italia, è il risultato di interessanti geometrie fra due artisti che, malgrado i differenti approcci con l’arte, si conoscono e riconoscono reciprocamente. L’esposizione rimarrà aperta al pubblico fino a domenica 28 aprile. (aise)



IIC Montreal - CANADA: LA CIVILTA' ROMANA CLASSICA ALL'IS. IT. DI CULTURA

Montreal, 21 mar. - (Adnkronos) - Verrà presentata il 18 aprile prossimo presso l'Istituto italiano di cultura a Montreal in Canada la collezione in Dvd e Cd-Rom dedicata alla civiltà romana classica dal titolo "Ancient Rome Tour e The House of Polybius in Pompeii".
Un viaggio virtuale nella civiltà romana classica con la visione della città eterna e di un'antica casa di Pompei.
Un viaggio che permetterà di ritornare indietro nello spazio e nel tempo, illustrando il tessuto urbano ed architettonico originale di Roma e Pompei. Il viaggio a Roma sarà proposto come un confronto fra due epoche e due mezzi diversi facendo il parallelo fra i disegni della città eterna di Giovan Battista Piranesi nel XVIII secolo provenienti da una collezione privata che si trova a Montreal e la versione della Roma ricostruita dal computer da Altair Multimedia, ditta specializzata di Roma.




Data inserimento in rete: mercoledì, marzo 20, 2002
IIC Istituti italiani di cultura - Esplode il problema degli istituti di cultura all'estero - Arte o propaganda senza frontiere?
Secolo d'Italia - 20 marzo 2002 - Per leggere l'articolo, cliccare qui (documento in formato PDF, 2 pagg., 80 KB)


IIC Istanbul - ITALIAN SHORT SUBJECTS IN ISTANBUL
Italy is participating in the XIV edition of the International Short Subject Festival in Istanbul

(News ITALIA PRESS, 20 marzo 2002) Istanbul – A long list of Italian short subjects will be presented at the XIV edition of the International Short Subject Festival in Istanbul. The Festival is set to take place from April 4-10 and is planning on the participation of five works: “Amami” by Guglielmo Zanette; “Ciccio Colonna” by Syusy Blady – the story of a physical and symbolic existence of a man, Cicco Colonna, who becomes a metaphor for our daily life. The television gives birth to him as a hero, and he becomes real only through the media – only through the media do people recognize him. “Terzo e Mondo” by Daniele Pignatelli; “Il Bacio” by Roberto Totola, an amusing adaptation of a modern Romeo and Juliet; and “La Contessa” by Alessandra Fornari Bargagli.
This event, which will take place in the theater of the Italian Cultural Institute and the French Cultural Center, was organized by the Institute in collaboration with the Cultural Association of Photographers and Film Makers of Istanbul (IFSAK). Some of the Italian participating Italian works are veterans of international competitions. For example, “Amami” won the Moxie Awards in Santa Monica in the section dedicated to experimental short subjects. This film was defined by critics as a film with a high emotional intensity that narrates a love story through the dreams of the two protagonists. News ITALIA PRESS


IIC Zagabria - 'VERSO SERA' FOR 'WOMEN’S CINEMA'
The clash between generations in Francesca Archibugi’s film to be presented in Zagreb

(News ITALIA PRESS, 20 marzo 2002) Zagreb - “Verso Sera” (Toward Evening), Francesca Archibugi’s film featuring the ethereal Sandrine Bonnaire and the great Marcello Mastroianni, will be shown today as part of the cinema festival entitled “Cinema Donne”, organized by the Italian Cultural Institute in Zagreb.The series has also featured another two Italian films: “Speriamo che sia femmina” by Mario Monicelli, and “Fuori del Mondo” by Giuseppe Piccioni.“Experiences can also be read, it is not always necessary to live them” is one of the key phrases from “Verso Sera”, with which Marcello Mastroianni (Prof. Bruschi) apostrophizes Sandrine Bonnaire (Stella), and is at the same time symptomatic of the conflict that exists between the mature professor, an old-fashioned communist who has adapted to a quiet bourgeois lifestyle, and the young and impetuous almost-daughter-in-law, Stella, who is motivated by a destructive anxiety and a craving for comparisons that result in personal confrontations.The film takes place in 1977, and after nine years of struggle, the hopes and utopias of 1968 have led to dark resentment.This is an extreme situation that becomes the perfect setting for this contrasting relationship between the two generations as portrayed by Archibugi.This film has much in common with other full-length features shown recently: the difficult communications between generations, as well as between peers who live very different situations. They are so distant that they cannot even touch each other for a brief, illusory moment. News ITALIA PRESS


IIC Wolfsburg - ITALIANI DI WOLFSBURG: LE IMMAGINI DI 60 ANNI DI STORIA

(News ITALIA PRESS, 20 marzo 2002) Wolfsburg – Resterà aperta fino al 28 marzo la mostra “E intanto il tempo se ne va...”, rassegna fotografica allestita da Ivano Polastri e dedicata ai sessant’anni di presenza italiana nella città di Wolfsburg, in Bassa Sassonia. Le foto, in esposizione presso la sala mostre dell’Istituto Italiano di Cultura, ripercorrono le varie tappe della storia di Wolfsburg, dagli anni ’40, quando i primi immigrati italiani parteciparono alla costruzione di alcuni quartieri della città, fino agli anni più recenti, durante i quali essa è diventata il centro tedesco con la più alta percentuale di abitanti di origine italiana.
Del fatto che oggi Wolfsburg non possa essere immaginata senza italiani è testimone attento Ivano Polastri, fotografo nato in Italia, a Bondeno in provincia di Ferrara, ma trasferitosi in Germania nel 1966, quando aveva solo due anni: i 18 pannelli esposti all’Istituto di Cultura sono composti dalle foto che lui ha scattato a patire dagli anni ’80 e da alcune immagini di archivio, relative ai decenni più lontani.
Come sempre nella sua carriera, Polastri ha catturato gli attimi della vita quotidiana degli abitanti di Wolfsburg e li ha raccolti su grandi pannelli che raccontano le esperienze più intense di oltre mezzo secolo di storia. Laureato come disegnatore grafico all’Università delle Belle Arti e impegnato professionalmente con la collaborazione per alcune case editrici in Germania, il fotografo italo tedesco non è infatti alla prima esperienza di questo tipo. Il suo primo passo verso composizioni di stampo artistico risale al 1986, quando si occupò del primo gruppo di italiani di Wolfsburg: i “Tre Scapoloni Emigrati” ritratti in quell’occasione avrebbero dovuto perfino diventare soggetto di un libro, che alla fine però rimase nel cassetto.
I primi, importanti riconoscimenti sono giunti invece nel ’99: Polastri vince quell’anno il concorso fotografico “Invecchiare da immigrati”, con una lunga serie d’immagini – scattate nell’arco di 10 anni - che ritraggono la storia di una coppia originaria dell’Italia, e da quel momento comincia ad esporre in giro per la Germania. “La collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura – racconta a questo proposito – è iniziata proprio in seguito a quel momento di notorietà: prima di esporre le immagini di “E intanto il tempo se ne va…”, avevo recentemente fotografato per l’IIC do Wolfsburg un gruppo di giovani italo tedeschi di seconda generazione: una cantante, un politico, una scrittrice ed un cabarettista”. E conclude: “Il successo di questa mia ultima mostra arriva ancora una volta inaspettato, e sto già pensando di portarla in altre città del paese”. News ITALIA PRESS


IIC Melbourne - IN UN LIBRO LA STORIA DEI FRATELLI PIERI

(News ITALIA PRESS, 19 marzo 2002) Melbourne – Due fratelli che in Australia hanno trovato fortuna e soddisfazioni professionali a riscatto dei disagi vissuti da una famiglia che molti anni or sono decise di abbandonare l’Italia: è una storia d’emigrazione dal segno positivo, oggi raccontata in un libro-biografia scritto da Judith Armstrong per le edizioni Lothian Books. Il libro, dal titolo “The Cook and the Maestro.
The Story of Sergio and Stefano Pieri” (Il Cuoco e il Maestro), verrà presentato martedì 2 aprile, presso la sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Melbourne, durante una serata con rinfresco aperta a tutto il pubblico interessato. La doppia biografia, dallo stile vibrante, racconta l’esperienza di emigrazione vissuta da Stefano e Sergio Pieri, due talentuosi fratelli che hanno saputo distinguersi nel panorama culturale australiano per ragioni completamente diverse: se Sergio Pieri, infatti, si dedica da anni all’arte organistica, il fratello Stefano, da parte sua, è diventato uno degli chef più conosciuti del paese.
Judith Armostrong, giornalista e scrittrice freelance nota per la collaborazione con diversi quotidiani australiani, racconta nel suo stile asciutto e vibrante il mondo di talenti privati, amori e grandi ambizioni che si cela dietro agli eccezionali conseguimenti del duo. Da un lato, Stefano, il minore dei fratelli, che, dopo aver vinto l’ award “miglior menù” al Grand Hotel di Mildura, diventa familiare a gran parte del pubblico australiano grazie alla partecipazione fissa al programma della ABC-TV "A Gondola on the Murray”. Dall’altro il maggiore, Sergio, che dopo aver diretto il gruppo organistico della Cattedrale di St Patrick durante tutti gli anni Sessanta, è giunto recentemente ad aprire le annuali manifestazioni del “Ballarat” e del “Goldfields Organ Festival”. News ITALIA PRESS

IIC Cordoba - SETTIMANA SICILIANA: LETTERATURA E LIRICA AFFASCINANO I VISITATORI
L’Istituto Italiano di Cultura ha ospitato la manifestazione promossa dall’Associazione Culturale Società Siciliana San Giuseppe

(News ITALIA PRESS, 19 marzo 2002) Cordoba - Si è conclusa ed ha avuto il consueto successo la settimana siciliana organizzata a Cordoba dalla Società Siciliana San Giuseppe presso l’Istituto Italiano di Cultura. La tradizionale manifestazione, che si ripete ormai da 25 anni, si è anche quest’anno articolata attraverso la proposta della cultura siciliana nelle sue molte manifestazioni.
Antonio Mazzarella, Vicepresidente della Società, Tesoriere del Comites e organizzatore dell’evento, sottolinea come la cultura dell’Isola raccolta molti consensi in Cordoba sia tra le altre comunità regionali italiane, sia tra i non italiani. L’opera lirica, la letteratura, il teatro, ma anche l’arte e l’artigianato locali sono stati protagonisti di sette giorni di conferenze, proiezioni, vetrine.
La festa, come ricorda Mazzarella, ha radici ad inizio secolo. Nel 1912, infatti, un gruppo di siciliani in gran parte provenienti da Castel di Lucio in provincia di Messina rischiarono la morte per naufragio. Avendo fatto un voto a San Giuseppe ed essendo sopravvissuti, iniziarono ad onorare la promessa. Dal 1918 la manifestazione ha acquisito più visibilità iniziando a coinvolgere i siciliani della Città e soprattutto i circa 5000 figli di Castel di Lucio – che a Messina conta appena 1769 anime.
L’edizione 2002, iniziata l’11, si è conclusa domenica 17 con una festa a cui hanno preso parte 150 invitati. Da rilevare come attenzione all’evento sia stata manifestata anche da parte di giovani, che, come dice Mazzarella, non mancano cogliere le occasioni per visitare la Regione e seguire corsi di lingua e cultura durante l’estate. Ribadisce Mazzarella, l’organizzatore, “quando 25 anni fa abbiamo dato vita alla Società lo abbiamo fatto proprio con lo scopo di diffondere la nostra secolare cultura”. News ITALIA PRESS


ISTITUTI ITALIANI DI CULTURA - aise 19 marzo 2002

IIC Vancouver - VANCOUVER-UNA MOSTRA DEDICATA AL DESIGN ITALIANO

VANCOUVER\ aise\ - Dal 22 marzo al 28 aprile prossimi a Vancouver potrà essere visitata un’interessante mostra dedicata al Design italiano, Il Compasso d'Oro.
Una straordinaria opportunità, fiore all’occhiello degli eventi culturali dell’Istituto Italiano di Cultura, per ammirare gli oggetti di design italiano premiati negli ultimi 50 anni con il prestigioso riconoscimento “Premio Compasso d'Oro ADI”. L’esposizione sarà inaugurata da una tavola rotonda cui parteciperanno i due curatori, arch. Franco Origoni e dott. Aldo Colonetti, il Direttore del CLAC, dott. Andrea Cancellato, ed altri esperti del settore italiani e canadesi. (aise)

IIC Malta - AL TEATRO MANOEL DE LA VALLETTA IN SCENA COSI’ FAN TUTTE

LA VALLETTA\ aise\ - Dal 22 al 24 quattro marzo è in programma nella capitale di Malta un importante appuntamento musicale. "Così fan tutte" di W.A. Mozart, eseguita dalla Orchestra Nazionale Maltese diretta da Michael Laus. L’opera mozartiana, è il frutto di una produzione dell’Operalaboratorio – Fondazione teatro Massimo Palermo, è dell’organizzazione dell’Istituto Italiano di Cultura de La Valletta si svolgerà presso il Teatro Manoel. (aise)

IIC Atene - UN CONCERTO PER VIOLINO E LA BOHEME I PROSSIMI APPUNTAMENTI

ATENE\ aise\ - tutti dedicati alla musica classi gli ultimi appuntamenti culturali di marzo organizzati da e con l’Istituto Italiano di cultura ateniese. Si svolgerà così presso la sede dell’istituto il concerto del violinista Luca Fanfoni il prossimo 21 marzo, ore 20.00. Il musicista allieterà tutti i presenti con Musiche di G. Tartini, P. Locatelli, J.S.Bach e N. Milstein. "La Bohème" di Giacomo Puccini dominerà, invece la scena nei giorni 24, 27, 29, 30, 31 marzo, presso l’Accademia Liriki Skini. (aise)

IIC Tela Aviv - ARTE- LETTERATURA E MUSICA I PROSSIMI APPUNTAMENTI

TEL AVIV\ aise\ - Nonostante le drammatiche vicende belliche che Israele sta attraversando la vita culturale e con essa il lavoro non si fermano. E’, così, stata inaugurata lo scorso 15 marzo e resterà aperta al pubblico fino al 15 aprile la mostra dedicata a L'Umanesimo Neofuturista di Daniel Schinasi (disegni e pitture 1988-2001). Uno dei padri fondatori del Neo-futurismo nasce nel 1933 ad Alessandria d'Egitto, che lascerà definitivamente, nel '56 per rimpatriare in Italia, a Livorno. Vive a Nizza, in Toscana e soggiorna in Israele. L'esposizione è stata allestita presso la sede dei corsi, in Rehov Ben Shetach 9 a Yaffo.
Si svolgerà oggi, invece, presso la sede dell'Istituto, per mano e voce del lettore di italiano, Dr. Adolfo Sacchetta, una conferenza dedicata a "Dacia Maraini: la lunga vita di Marianna Ucria". L’incontro si concluderà con la proiezione del film omonimo.
Fino al 31 marzo proseguirà la rappresentazione dell’Opera Andrea Chénier. Organizzata dall’Istituto in collaborazione con la New Israeli Opera, il lavoro è diretto dal Maestro Giuliano Carella, scon la puntuale regia di Giancarlo Del Monaco. (aise)

IIC Amsterdam - SI CONCLUDE IL CICLO DI CONFERENZE DEDICATO ALLA STORIA E LA CULTURA DI NAPOLI

AMSTERDAM\ aise\ - Approda al suo ultimo appuntamento la Serie di conferenze sulla storia e la cultura di Napoli che ha caratterizzato e scandito i mercoledì culturali dell’IIC della capitale olandese.Queste conferenze, organizzate in collaborazione con l'Università di Amsterdam e l'Associazione Beliën & van Tol, si collocano nell'ambito di una serie di manifestazioni sulla cultura di Napoli e della Campania che questo Istituto di Cultura ha organizzato nel corso di questo primo trimestre del 2002. Dopo i Palazzi come espressione di status e potere, la Colonizzazione greca nel Golfo di Napoli, Il problema di Pompei: il tipo di città, Il primo cristianesimo nella tarda antichità, Sviluppo urbano nel Medioevo, Case reali a Napoli: Normanni, Hohenstaufen, Angioini, Aragonesi, Asburgi e Borboni, Il ruolo dei monasteri nello sviluppo urbano, Sviluppo urbano nella storia moderna e contemporanea, La storia delle scoperte archeologiche, Il Risorgimento nell'Italia Meridionale, domani 20 marzo sarà la volta de Il problema del Mezzogiorno, che verrà analizzato da Herman Beliën. Le conferenze sono effettuate anche come introduzione ad un possibile viaggio di studio a Napoli e dintorni. Mentre giovedì 21 marzo verrà presentato il libro di Luciana De Vries Zanuccoli Cattolici d'Olanda ai confini della chiesa di Roma 1966/1976 (Edizioni Polistampa, Firenze 2000), presso la sede dell’IIC. Al termine della presentazione seguirà una Tavola Rotonda alla presenza dell’autrice. (aise)

IIC Francoforte - PERSONAGGI DEI PROMESSI SPOSI RIVISITATI DA PIERO ALBERTI

FRANCOFORTE\ aise\ - Domani (mercoledì 20 marzo) si terrà una conferenza- presentazione del libro Personaggi dei Promessi Sposi di Manzoni: fine di un messaggio cattolico (Armando, Roma, 2001) con l’autore Piero Alberti, già autore del libro I porcellini d'India e il pastorello e Vito Lo Scrudato dell'Università Johannes Gutenberg di Germersheim. L’incontro organizzato dall’IIC di Francoforte in collaborazione con lo Speyer Freundeskreis Speyer-Ravenna si svolgerà presso la Haus der Vereine, Rulandstraße, Speyer.
Alberti affronta il tema dell'opera di Alessandro Manzoni. L'ipotesi di Piero Alberti, rovesciando una intera tradizione critica, svela un Manzoni niente affatto moralista cattolico, anzi scrittore attento a sottolineare la propria estraneità a qualunque esternazione religiosa e/o morale dei suoi personaggi estremamente autonomi che seguono solo la loro spontaneità naturale (il genio). Così si spiegano i personaggi decisamente universali del Manzoni: senza registi, ruoli, finalità. Quale è allora il ruolo effettivo della "Provvidenza" in questo travagliato romanzo impossibile? E che cosa diventa allora la fede, se non una "credenza popolare"? (aise)



Data inserimento in rete: lunedì, marzo 18, 2002
IIC Istituti italiani di cultura - Il mistero buffo della cultura italiana all'estero
di Stefano Filippi
Il Giornale - 18 marzo 2002 - Per leggere l'articolo, cliccare qui (documento in formato PDF, 2 pagg., 95 KB)


IIC Londra - BRITISH PROTEST OVER ITALIAN CULTURAL ENVOY IS UNFAIR

Arts Journal. com
The Daily Digest of Arts & Cultural Journalism
http://www.artsjournal.com/letters/italianattache.htm

15 marzo 2002

FROM: Dr. Edoardo Crisafulli
Cultural Attaché, Italian Ministry of Foreign Affairs

This letter is a response to Geraldine Bedell's article - "British Stars Fight to Save Italy's Gay Envoy from Sack", The Observer (The Europe Pages), Sunday, February 24, 2002. I was appalled and disappointed to read Ms Bedell's article, which is based on hearsay and innuendoes. I am a cultural promotion officer at the Italian Ministry of Foreign Affairs and I find every bit of information in the article highly objectionable.
Ms Bedell focuses on the initiative of a number of British artists who are "fighting to save the job" of the current head of the Italian Cultural Institute in London, Mr Mario Fortunato.
A preliminary observation is in order: it is perfectly legitimate to write a letter extolling Mr Fortunato, who certainly deserves to be praised for the job he has done in London. However, I find it grossly unfair to question the decisions made by the Italian Ministry of Foreign Affairs in matters of cultural promotion, or foreign policy more generally.
In actual fact, it is fairly obvious that the letter supporting Mr Fortunato originates in the inimical (and politically biased) attitude towards Mr Silvio Berlusconi and the present Italian government, which is widespread in certain intellectual quarters in Britain.
What would happen if a number of Italian intellectuals were to promote a similar initiative by writing a petition against (or in favour of) the Directors of the British Council in Italy thereby flaunting their entrenched hostility towards Mr Tony Blair? I am sure that most British citizens would loyally stand by their government. RIGHT OR WRONG, MY COUNTRY.
Mr Mario Fortunato, on the other hand, has missed a great opportunity to show his loyalty to his country: I am sure he could have asked his British admirers not to write a public letter which implicitly casts doubt on the validity and efficiency of the Italian system of appointments.
Mr Mario Fortunato's willingness to play the role of the (political) victim will have one obvious and immediate effect: that of tarnishing the international reputation of Italy. I wish to congratulate Mr Fortunato on this major accomplishment.
I now turn to Ms Bedell's article more specifically:
1. There is no such thing as a witch-hunt against left-wing intellectuals at the Italian Ministry of Foreign Affairs, as the general tenor of Ms Bedell's article seems to suggest - Mr Silvio Berlusconi is a democratically elected head of government, not a dictator.
It is fairly easy to prove my point: I am an official member of the Italian party of the Democratic Left, which is the main opposition party in Italy, and yet I was successfully appointed to the Ministry of Foreign Affairs while Mr Berlusconi was in power.
I have not suffered from any kind of political discrimination: my appointment was made solely on the basis of merit.
2. It is simply false to claim that Mr Mario Fortunato will not be reconfirmed because of his sexual orientation or political ideas.
The vast majority of my colleagues are left-wing intellectuals and yet they have the opportunity to work as cultural attachés and/or Directors of Italian Cultural Institutes abroad. Incidentally, believe me or not, there is no shortage of highly qualified and experienced candidates for Mr Mario Fortunato's position.
3. The heart of the matter is that the current practice of appointing well-known intellectuals as Directors of the most important Italian Cultural Institutes has recently been questioned and criticized in many quarters in the Ministry of Foreign Affairs. In my opinion, the arguments against such a practice are solid and well-argued, and have absolutely nothing to do with personal 'vendettas' against anyone.
Regrettably, the appointment of well-known intellectuals as Directors of Italian Cultural Institutes is perfectly legitimate in that it complies with the existing legislation (Act/Law n. 401, passed on 22/12/1990).
Interestingly enough, a good number of colleagues of mine, who, yet again, happen to be left-wing intellectuals, would prefer professional managers and experts of cultural management to be appointed as Directors of Italian Cultural Institutes.
It is a paradox that Mr Mario Fortunato's behaviour supports their argument: professionals or tenured cultural promotion officers, on hearing that they have been assigned elsewhere (or unexpectedly have to go back to the main quarters in Rome), would never stir up a political controversy or promote conspiracy theories against their own government.
4. According to Ms Bedell, Mr Colin Firth, who is the staunchest supporter of Mr Mario Fortunato, made the following remark: "I dread to think who the Italian government might put instead of Mr Fortunato".
Mr Firth's remark is extremely offensive and unfair, besides being based on utter ignorance of the Italian system: the Italian government does not directly appoint Directors or cultural attachés: appointments are made by the Ministry of Foreign Affairs only after he or she has consulted - and taken on board the recommendations of - a specific and independent Committee based at the Ministry of Foreign Affairs: the Committee for the Promotion of Italian Culture, the members of which are prestigious and well-known Italian intellectuals, journalists, academics etc. (see, again, Act/Law n. 401, passed on 22/12/1990) - not to mention the crucial role played by the Directorate of Cultural Affairs, which is presided over by a high-profile Ambassador.
In conclusion, I firmly believe that the tenured Italian cultural attachés (Culture Promotion Area), one of whom will hopefully replace Mr Mario Fortunato in the near future, are as well-educated and as well-prepared for the task of promoting Italian culture in a global context as their British counterparts working for the British Council.
I am certain that our Directorate for the Promotion of Italian Culture, aided by the Committee described above, will suggest a professional and highly experienced candidate for the post of Director of the Institute in London, when and if the Italian Ministry of Foreign Affairs deems it convenient and appropriate to make a new appointment.


IIC Istituti italiani di cultura - Istituti di Cultura - La sede di Bruxelles
di Caolin Irpool italianiestero@virgiolio.it
Corriere della Sera - Per leggere l'articolo, cliccare qui (documento in formato PDF, 1 pag., 25 KB)


IIC Istituti italiani di cultura - A.A.A. Istituti di cultura vendonsi
Via i direttori di chiara fama. Sfilate di coiffeur e biancheria. Succede nelle nostre rappresentanze culturali all'estero.
di Maria Serena Palieri
l'Unità - 17 marzo 2002 - Per leggere l'articolo, cliccare qui (documento in formato PDF, 2 pagg., 89 KB)


IIC Madrid - SANTA MARADONA A MADRID
L’Istituto Italiano di Cultura proietta il fortunato fil di Marco Ponti con Stefano Accorsi

(News ITALIA PRESS, 18 marzo 2002) Madrid - Cresce l’interesse attorno all’ultimo film di Marco Ponti con Stefano Accorsi “Santa Maradona”. Dopo la partecipazione nei giorni scorsi 17° Festival Internazionale di Mar del Plata (in Argentina) il 20 e 21 marzo prossimo sarà proiettato a Madrid presso l’Istituto Italiano di Cultura nell’ambito della rassegna ‘La noche italiana’ organizzata con Italia Cinema, Cinecittà Holding in collaborazione con U.N.E.F.A.
Santa Maratona, lo ricordiamo, ci presenta uno Stefano Accorsi (Andrea) alle prese con laurea, fidanzate e il difficile passaggio al mondo del lavoro. A contorno della normale vicenda di un giovane italiano di questi anni, sanno il coinquilino Bart (Libero De Rienzo), pratico ma sfaticato, attaccabrighe; Lucia (Mandala Tayde) e Dolores (Anita Caprioli) che darà una scossa alla sua vita. News ITALIA PRESS


IIC Istituti italiani di cultura - RIUNITA LA SEGRETERIA DS IN GERMANIA

(News ITALIA PRESS, 18 marzo 2002) Karlsruhe - Le politiche dell'attuale Governo italiano verso gli Istituti Italiani di Cultura, le iniziative del movimento sindacale italiano e tedesco, gli italiani eletti nelle elezioni amministrative bavaresi del 3 marzo scorso, le prossime iniziative dei DS in Germania sono stati i temi della riunione della Segreteria dei DS di Germania del 17 marzo a Karlsruhe.
Dai lavori è emerso che “i DS ribadiscono la necessita' del rispetto della piena autonomia degli Istituti Italiani di Cultura nella scelta e nella realizzazione delle loro attivita' culturali”. Spiega la Segreteria: “Per poter affermare un'immagine della cultura italiana che sia valida e di qualita' occorre che questi istituti possano operare senza forme dirette od indirette di censura o di indirizzo politico da parte delle autorita' centrali o periferiche del Ministero degli Affari Esteri. Nessuna forma di censura preventiva e di "normalizzazione" deve minare la liberta' di espressione ed il pluralismo culturale degli Istituti Italiani di Cultura”.La segretaria dei di DS di Germania, inoltre “saluta la ritrovata unita' d'azione delle organizzazioni sindacali italiane in difesa dell'articolo 18 dello "Statuto dei Lavoratori". Il principio della necessita' di una "giusta causa" per poter licenziare un lavoratore sta alla base della tutela del lavoro e dei diritti delle presenti come delle future generazioni”. “Per questo” si legge in una nota “i DS di Germania sono solidali con la mobilitazione unitaria che il movimento sindacale italiano organizzera' nelle prossime settimane, fino all'eventuale sciopero generale”.
In relazione, poi, alle elezioni dei membri dei Consigli Aziendali (Betribsräte) attualmente in corso in Germania, i DS invitano i lavoratori italiani ad una massiccia partecipazione al voto ed al sostegno delle liste dei sindacati di categoria affiliati al DGB.
Infine, la Segreteria DS riunita a Karlsruhe nbon ha mancato di salutare l'elezione di cittadini italiani nei Consigli Comunali bavaresi nel corso delle elezioni del 3 marzo scorso (tra cui Fiorenza Colonnella a Monaco e Venera Rende a Karlsfeld). A questo proposito i DS sollecitano l'Ambasciata Italiana in Germania a realizzare “finalmente quel ‘coordinamento degli italiani eletti negli organismi politici tedeschi’ tanto auspicato nell'incontro di Berlino del 16 giugno 2001 quale strumento informativo e di coordinamento delle attivita' degli italiani eletti in Germania”.
La riunione è stata occasione per l’annuncio della attivazione di un nuovo sito internet dell'organizzazione all'indirizzo www.ds-germania.de, che rientra nell’ambito della rafforzamento della propria presenza in Germania, e della organizzazione della loro prima "Festa Europea" nei locali del Centro ARCES di Stuttgart-Möhringen domenica 23 giugno. La festa avra' momenti di discussione, ma anche di incontro e svago musicale e sportivo e coinvolgera' italiani, tedeschi e rappresentanti di altre nazionalita'. News ITALIA PRESS


IIC Istituti italiani di cultuta - UN INTERVENTO DALLA GRECIA NEL DIBATTITO: PER ANGELO SARACINI (COMITES ATENE) LE RESPONSABILITA’ SONO DEL MAE

ATENE \ aise \18 marzo 2002 "A seguito della garbata polemica intorno alla Cultura italiana all'estero, e premettendo che non ho niente di personale a favore o contro i direttori degli istituti Italiani, vorrei aggiungere alcune mie semplici considerazioni sull'attuale situazione della cultura italiana all’estero, a seguito della mia esperienza personale maturata in circa 22 anni come insegnante della scuola Italiana di Atene". Il segretario del Comites Grecia, Angelo Saracini, interviene nel dibattito che negli ultimi tempi ha inasprito i rapporti tra amministrazione Mae e istituti di cultura. Secondo Saracini, la responsabilità di una sottorappresentazione della cultura italiana all’estero sarebbe riconducibile non tanto all’incapacità dei direttori, quanto a quella della stessa amministrazione degli Esteri.
Il MAE utilizzerebbe ancora “leggi fasciste” e “regi decreti”, dice Saracini, che aggiunge: "Oltre questo sono ben note le relazioni clientelari di partito o non (per la destinazione non solo dei direttori, ma anche degli addetti culturali) oltre uno scarso interesse generale degli uffici addetti del MAE alla diffusione della cultura italiana all’estero". Saracini cita inoltre “gli scarsi fondi a disposizione” e “la scelta, sempre del MAE, in linea di massima, della programmazione culturale degli stessi Istituti”, che “ha contribuito a diffondere una cultura italiana che veramente non ci fa onore”. "A mio avviso - conclude - tutte le rappresentanze italiane all’estero devono e possono svolgere molteplici attività e funzioni nel Paese ospite, servendo anche da trampolino di lancio delle nostre Comunità…, stimolandole e rendendole partecipi di quella genialità italiana che purtroppo molto spesso è dimenticata da chi ci governa, ma che viene riportata immediatamente come esempio appena questa ci fa fare bella figura come italiani. Ben venga quindi una seria riforma degli Istituti che possa veramente rilanciare la Cultura Italiana all’estero". (aise)


Data inserimento in rete: domenica, marzo 17, 2002
IIC Istituti italiani di cultura - IMMAGINE ITALIA ALL’ESTERO
I nostri Istituti di Cultura hanno bisogno di nomi prestigiosi
di Ledo Prato
Domenica 17 Marzo 2002 - Il Tempo - SIAMO alla vigilia del «licenziamento» dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura? A leggere alcuni interventi apparsi sulla stampa sembrerebbe di sì. Vale la pena di vedere come stanno le cose. Cominciamo dalla iniziativa del Sottosegretario agli Esteri, Baccini, che riprende una proposta di riforma elaborata dal precedente governo che non ha avuto esito a seguito della fine della legislatura. Ora essa viene ripresa con l'enfasi che deriva dal fatto che non si vorrebbe procedere al rinnovo per un secondo biennio (il limite di presenza sono appunto quattro anni) dei cosiddetti «Direttori di chiara fama». Cosa che finora, nei dodici anni di applicazione della legge predisposta dall'allora Ministro degli Esteri, Gianni De Michelis, era sempre avvenuta automaticamente.
Ma chi sono questi «Direttori di chiara fama»? Destinati nelle dieci capitali o città più importanti sulla scena mondiale, hanno il compito di promuovere e diffondere la cultura italiana. Solo per citare qualche sede possiamo ricordare Londra, Parigi, Berlino, Mosca, Los Angeles, New York. Ma come vengono scelti i 10? Il vaglio delle candidature è effettuato collegialmente della Commissione per la promozione della cultura italiana all'estero (in cui siedono Cnr, Cun, Consiglio Nazionale per i Beni culturali, ecc.), sulla base di una proposta motivata della Direzione Generale per gli Affari culturali del Ministero degli Esteri, sulla scorta di un curriculum e di un progetto di programma e dopo un colloquio di selezione.
Si tratta dunque di una procedura abbastanza trasparente e condotta, nella sua fase istruttoria, dai funzionari del ministero e non dagli organi politici. È tuttavia evidente che in ogni nomina discrezionale intervengono anche fattori di affinità ideologica con il governo proponente. Ma si deve tener presente che la norma e la prassi di cui ci stiamo occupando razionalizza una disposizione da sempre esistente, e logicissima, che consente al ministero di avvalersi di esperti particolarmente qualificati per settori specialistici (in sede di trattative internazionali concernenti, ad esempio, l'agricoltura, veterinari e specialisti della coltivazione, ecc.). D'altra parte l'utilizzazione del personale già in ruolo nel comparto culturale del ministero appare del tutto incongrua rispetto a questa funzione, tanto più da quando, con la stessa riforma De Michelis, esso non è più reclutato all'esterno del ministero né è suscettibile di rotazione e nuove immissioni. È evidente la differenza di livello che c'è nel presentarsi ai rispettivi ambienti culturali con un nome della burocrazia ministeriale, per quanto competente, o con un nome che nel suo settore già detiene una posizione di rilievo, come professore universitario o giornalista o scrittore.
L'attuale polemica, che trasforma i «Direttori di chiara fama» in «dotati di chiari appoggi politici» sembra più una questione di facciata che di sostanza. Invero la questione che sta al fondo sembra paradossalmente un'altra: siccome si tratta di nomine discrezionali, e quindi «politiche», devono rispondere al governo in carica. Non è cosí, e non deve essere cosí rispetto a nessun governo. Dobbiamo evitare l'eccessiva, inutile, pericolosa, deleteria posizione di «buttare tutto in politica», che fa male al lavoro reale e male alla politica. Sono e devono restare posizioni culturali.
Semmai fa male chi, approfittando del ruolo di Direttore dell'Istituto, usa la sua posizione culturale come piattaforma politica. Mentre dovrebbe avere la consapevolezza di dover rappresentare una complessità, che è la complessità del Paese, della sua storia, delle sue culture. In questo senso il governo farebbe bene a non cadere in una trappola: l'immediata politicizzazione di queste designazioni che, simbolicamente, potrebbe trovare espressione nel rifiuto delle proroghe.
La cultura non è, per definizione, immediata azione politica. Il governo deve guardare lontano e sapere che far rappresentare il Paese da intellettuali e operatori culturali, anche non «omogenei» alla maggioranza (purché non inopportunamente faziosi), è un vantaggio enorme e ne rafforza il prestigio e l'immagine.
Restano vere due cose, che poco si dicono:
- la polemica, riferita in generale a tutti gli Istituti di cultura, non rende ragione del fatto che fanno complessivamente un lavoro meritorio (ad esempio hanno aumentato negli ultimi dieci anni del 40% il numero degli utenti dei corsi di italiano) ma hanno mezzi del tutto inadeguati. Vi sono istituti che lavorano con un budget di 50.000 euro l'anno. In confronto ai francesi abbiamo un rapporto di uomini e mezzi di uno a quattro. Occorre un enorme salto di qualità con investimenti economici almeno doppi. E con un maggior raccordo con il nostro Ministero per i beni e le attività culturali.
- i «Direttori di chiara fama» vanno utilizzati meglio. Lasciando loro la direzione di un Istituto, poiché si devono mettere alla prova sul campo, devono svolgere funzioni di coordinamento dell'area linguistica in cui operano ed essere in stretto contatto con la Direzione Generale degli affari culturali. Il loro operato va misurato a tempo debito e sostituiti se non sono stati all'altezza dell'onore e dell'onere loro conferito.