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Data inserimento in rete: sabato, marzo 30, 2002
IIC Parigi - TRA PREOCCUPAZIONE E INQUIETUDINE ARRIVA UN'IMMAGINE DELL'ITALIA DISTORTA
Ma i "cugini" francesi come vedono il Belpaese?

(9colonne, 28/3/2002) PARIGI - Italia e Francia vivono un momento in cui l'amor di patria prevale su quello politico. Se Jospin e Berlusconi scherzano tranquillamente nei loro incontri, per il resto dei governi l'idillio non è uguale. La polemica scaturita al Salone Internazionale di Parigi a causa delle dichiarazioni del ministro francese Tasca ma anche avvelenata dalla mini manifestazione dei contestatori di Vittorio Sgarbi. "E' un momento in cui l'immagine francese dell'Italia è distorta - afferma lo studioso d'origine italiana Fabio Gambaro - l'inquietudine per l'anomalia italiana ha dato luogo ad una visione molto schematica per la quale potrebbe sembrare ai più superficiali che il paese viva una qualche forma di dittatura". In queste affermazioni preoccupate dell'autore di "L'Italia vista dagli scrittori", c'è evidentemente qualcosa di vero. L'idea che i francesi stanno facendosi, anche in relazione a dichiarazioni, prese di posizione, incidenti legali al Salone, ha portato perfino qualche giornalista a chiedere a nostri autori e editori che siano ancora liberi di scrivere e pubblicare quello che vogliono. Per lo storico Maurice Aymard "si sta esagerando. La visione della Francia sull'Italia non è così alterata, è solo molto preoccupata per l'anomalia di un presidente del Consiglio eletto democraticamente, ma che ha nelle sue mani uno strapotere televisivo e editoriale capace, questo sì, di imporre un'egemonia culturale. Qui tutti ricordano di avere scoperto Berlusconi in occasione dell'affare Le Cinq". "E' vero che il nostro impegno oggi è quello di cercare di far sì che si abbia un'immagine meno negativa del nostro paese - conferma Guido Davico Bonino, docente di Storia del teatro e direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Parigi - la situazione è delicata in particolare quando si parla del cosiddetto uomo della strada. Ho dovuto spiegare al mio medico che la nostra cultura è ancora libera e che il problema è diverso, è più complicato. Insomma si fatica molto e si prova tanta amarezza e malinconia". Gambaro sottolinea allora come "il modo di fare giornalismo oggi abbia aiutato una visione manichea del problema Italia, da una parte per le necessarie semplificazioni, dall'altra perché si preferisce ricorrere a categorie di forte impatto emotivo, come il fascismo. Anche delle posizioni espresse dagli scrittori italiani, molto diversificate e articolate, la stampa ha sempre privilegiato quelle più radicali e forti, invece di affrontare il fenomeno Berlusconi nei suoi aspetti più complessi e sfuggenti".


Data inserimento in rete: venerdì, marzo 29, 2002
Polemiche/Chiesti i danni a un giornale per la dura critica a una mostra italiana
AUSTRALIA, SGARBI DI NUOVO IN GUERRA
di T.P.


Il Messaggero, 29 marzo 2002
Sydney - Dopo la Francia, l’Australia. La scorsa settimana la contestazione ai sottosegretari Sgarbi e Bono al Salon da Livre di Parigi, e la conseguente protesta del nostro governo con il ritiro della delegazione ufficiale italiana; questa settimana scoppia un nuovo caso cultural-diplomatico appunto con l'Australia. Il governo italiano chiederà 58 milioni di euro di danni (cento milioni di dollari australiani) al quotidiano nazionale The Australian del gruppo Murdock, per un articolo del suo critico d'arte Benjamin Genocchio comparso ieri in prima pagina sulla mostra "Gli italiani: tre secoli di ate italiana". L'esposizione era stata inaugurata mercoledì alla Galleria nazionale di Canberra dal sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi.
Lo ha annunciato ieri - infuriato - lo stesso Sgarbi, nel corso di una conferenza stampa convocata d'urgenza. Il giorno prima il sottosegretario aveva descritto la mostra (107 opere dal XVI al XVIII secolo) come «la più grande esposizione di arte italiana inviata all'estero negli ultimi 50 anni, con tutti i grandi maestri e con le loro opere più importanti». Nel suo articolo Genocchio descrive invece la mostra come "di medio livello", una rassegna «di opere minori di artisti di secondo e terzo piano, mentre i lavori di assi come Leonardo, Raffaello e Michelangelo sono piccoli disegni piuttosto che sontuose pitture a olio». «Quello che è peggio - aggiunge il critico del The Australian - è che molti dipinti sono stati restaurati malamente cioè ripuliti e ridipinti, distruggendo in gran parte i colori originali e il lavoro del pennello».
Sgarbi ha replicato affermando che un critico come Genocchio «dovrebbe scrivere solo sulla carta igienica», e ha assicurato che «i restauri sono stati eseguiti da esperti del massimo livello, finanziati dal governo italiano».
Il sottosegretario ha aggiunto che Genocchio «è a digiuno dei rudimenti di storia dell'arte» e che «di gente così ce n'è già abbastanza in Italia ed è un peccato che anche un italiano d'Australia rientri nella stessa categoria».
Ha protestato anche l'ambasciatore italiano Dino Volpicelli, il quale ha chiesto un incontro al direttore del quotidiano - David Armstrong - per chiedergli uno spazio adeguato, auspicabilmente in prima pagina, in cui appaia una recensione della mostra da parte di un critico esperto, come «non risulta sia l'autore dell'infamante articolo».
Gli altri quotidiani australiani per il momento non hanno pubblicato recensioni critiche, limitandosi alla cronaca. In particolare, il Sydney Morning Herald racconta che Sgarbi avrebbe fatto irruzione nelle varie sale dell'esposizione toccando le cornici, sollevando i quadri dalle pareti e causando il panico dei costodi. Cercava i buchi dei tarli. Infatti all'arrivo in Australia la dogana aveva riscontrato che quattordici cornici erano infestate da tarli: queste erano state quindi distaccate e fumigate.
E’ comunque alto l'interesse del pubblico per la mostra: dinanzi al botteghino della Galleria nazionale si formano lunghe file. Un'esposizione che il direttore della galleria Brian Kennedy ha definito «una festa dei sensi, un forziere di capolavori», e per la quale il ministro della Cultura David Kemp ha espresso un vivo ringraziamento al governo italiano.


IIC Montreal - LA VEDOVA SCALTRA DI GOLDONI A MONTREAL

(News ITALIA PRESS, 29 marzo 2002) Montreal – Sarà nell’ambito di una serata di beneficenza proposta dalla Fondazione Théâtre du Rideau Vert e dalla Camera di Commercio Italiana il 30 aprile prossimo, che Goldoni e Venezia saranno protagonisti a Montreal.
Del geniale drammaturgo veneziano verrà proposta “La Vedova Scaltra” opera scritta da Carlo Goldoni nel 1748. Come spiegano dall’Istituto Italiano di Cultura che sta seguendo da vicino la preparazione artistica dell’evento, della ‘vedova’ verrà proposto la rappresentazione di una “traduzione francese molto fedele all’originale curata dallo stesso Théâtre du Rideau Vert”. La fedeltà, va osservato “non sta solo nella traduzione, ma nelle atmosfere che essa riesce a presentare allo spettatore”.
E sul successo teatrale della serata ci sono pochi dubbi. Va infatti ricordato che, Guglielmo De Andrea, l’attuale Direttore del Teatro fondato da Mercedes Palomino, oltre ad avere origine italiana, nutre una predilezione particolare per il teatro goldoniano del quale possiede una approfondita conoscenza. News ITALIA PRESS


IIC Barcellona - - DONIZZETTI’S OPERA IN VIDEO IN BARCELONA
The great Italian opera visible on DVD at the Italian Cultural Institute

(News ITALIA PRESS, 29 marzo 2002) Barcelona – “Lucrezia Borgia” by Gaetano Donizzetti will be “virtually” performed on Tuesday, April 9th at the Italian Cultural Institute in Barcelona. The opera will be visible on DVD for opera fans as part of the series “L’Opera in DVD” promoted by the Institute to make the viewing of great Italian operas available to as many people as possible.
Donizzetti’s works are particularly important in the opera buffo and melodramatic categories.
He was cultural heir of Rossini but animated by a natural sense of humor and lacking a basic skepticism that marked so many of Rossini’s works. Donizzetti was an eclectic composer who went from Italian opera buffa to more serious and complex works like “Lucrezia Borgia”, a melodrama in a prologue and two acts, written between October and December of 1833. News ITALIA PRESS


IIC Montevideo - ITALY AT THE INTERNATIONAL CINEMA FESTIVAL OF URUGUAY
'La leggenda del pianista sull’oceano' and 'I cento passi' just two of the titles presented

(News ITALIA PRESS) Montevideo – The Italian Cultural Institute of Montevideo has organized the participation of some Italian films at the “Festival Cinematografico Internacional del Uruguay”, which is now going on in the Uruguayan capital. The festival, which will continue until April 7, will include recent Italian full-length movies like the splendid and romantic “Legend of 1900”, based on Baricco’s novel “Novecento” and which won Giuseppe Tornatore an Oscar; “I cento passi” by Marco Marco Tullio Giordana which featured an extraordinary performance by Luigi Locascio; “Il cielo cade” by Andrea and Antonio Frazzi with Isabella Rossellini; “Concorrenza sleale” by Ettore Scola, with the exceptional trio of Diego Abantantuono, Sergio Castellito and Gerard Depardieu; and finally “Tornando a casa” by Vincenzo Marra, who is also participating with a documentary entitled “Estranei alla massa”. The selection of these recent works of Italian cinema was based on an intention to promote actors and directors who have recently made revolutionary steps in Italian cinema. News ITALIA PRESS


IIC Istituti italiani di cultura - MUSEI: DAL 15 AL 21 APRILE LA 'SETTIMANA DELLA CULTURA'

Roma, 29 mar. - (Adnkronos) - Torna la 'Settimana della cultura' e diventa internazionale. Dal 15 al 21 aprile porte aperte in Italia e in tutto il mondo per migliaia di siti e luoghi storici, aree archeologiche, musei, pinacoteche, castelli, parchi e giardini (tutte di proprietà dello Stato). Sette giornate no stop dedicate all'arte, alla storia, all'architettura, allo spettacolo e allo sport. Entrata gratuita e visite organizzate per il pubblico, che potrà assistere anche a messe in scena, rappresentazioni e manifestazioni ad hoc organizzate per la no stop culturale. Mille gli eventi, organizzati e promossi su iniziativa del ministero per i Beni culturali, che coinvolgeranno enti territoriali e associazioni private, gli istituti italiani di cultura di Canada, Argentina, Portogallo, Libano.
In programma veri e propri appuntamenti 'tematici' nati per l'occasione, convegni, incontri (si parlerà di 'globalizzazione' e 'multiculturalità', ma anche di astronomia), rassegne cinematografiche, multimediali e editoriali, visite alla scoperta dei cantieri subacquei, eventi sportivi, corse campestri e percorsi enogastronomici. Ed ancora, 'serate a lume di candela', 'musei in musica', teatro e grande cinema (il prezzo del biglietto costerà solo 4,5 euro). Il ministro ai Beni culturali Giuliano Urbani conferma il suo apprezzamento per l'iniziativa e soprattutto ''per il gran numero di eventi offerti al pubblico durante la 'Settimana per la cultura'''.
Il ministro aggiunge che lo slogan 'La cultura è uno spazio aperto' ha un significato particolare. ''L'obiettivo è quello di avvicinare il pubblico ai valori dell'arte e della cultura - spiega ancora Urbani -. Occasioni di intrattenimento e incontro, ma anche di conoscenza e crescita per tutti i cittadini che, spero, accoglieranno positivamente le nostre proposte''. L'elenco delle manifestazioni è consultabile sul sito internet del Ministero all'indirizzo www.beniculturali.it. Per le 'offerte' di primavera e per tutte le informazioni, a disposizione degli utenti il numero verde 80099199 (servizio attivo tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00).


IIC Vancouver - VANCOUVER: MARCONI E LA NASCITA DELLA RADIO

Vancouver, 29 mar. - (Adnkronos) - Si svolgerà dal 1 aprile al 30 maggio prossimo presso l'istituto italiano di cultura di Vancouver la mostra "Guglielmo Marconi: la sfida transatlantica. La nascita delle comunicazioni a distanza".
La mostra, realizzata dall'istituto italiano di cultura di Vancouver e dall'istituto canadese "Science World" in occasione delle celebrazioni per il centenario della nascita della radio, sarà costituita da pannelli esplicativi e moduli interattivi e racconterà i percorsi e le evoluzioni della radio dalla sua nascita fino al nuovo millennio.




Data inserimento in rete: giovedì, marzo 28, 2002
IIC Monaco - IS. IT. CULTURA: MOSTRA COLLETTIVA ITALIANA IN GERMANIA

Monaco d Baviera, 28 mar. - (Adnkronos) - Si inaugurerà il 6 aprile prossimo la mostra collettiva 'Sotto lo stesso cielo' presso la Galerie der Künstler a Monaco di Baviera.
La mostra, realizzata dall'Istituto italiano di cultura di Monaco di Baviera in collaborazione con l'Ufficio culturale/istituto di cultura del Consolato Generale d'Italia a Monaco di Baviera, l'assessorato alla Cultura del comune di Monaco di Baviera e la Deutsch-Italienische Gesellschaft Germering e.V., esporrà opere di artisti italiani e tedeschi che hanno vissuto la loro arte sotto lo stesso 'cielo italiano': Abou-Chamat, Carlo Benvenuto, Jutta Burkhardt, Vincenzo Cabiati, Mario Dellavedova, Emilio Fantin, Ettore Giordani, Wolfgang Kaiser, Armin Linke, Amedeo Martegani, Susanne Pittroff, Mathias Schuh e Tobias Wittenborn. La manifestazione si concluderà il 30 aprile.




Data inserimento in rete: mercoledì, marzo 27, 2002
IIC Vancouver - 'ITALIAN DESIGN AND THE COMPASSO D’ORO - ADI AWARDS’: GRANDE SUCCESSO DELLA MOSTRA INAUGURATA LA SCORSA SETTIMANA A VANCOUVER

VANCOUVER \ aise \ 27 marzo 2002 - Il 22 marzo 2002 ha avuto luogo a Vancouver, presso la Charles H. Scott Gallery dell’Emily Carr Institute of Art and Design, l’inaugurazione della mostra “Italian Design and the Compasso d’Oro - ADI Awards”. La mostra raccoglie una scelta di oggetti e di disegni cui nell’arco degli ultimi 50 anni è stato aggiudicato il premio del Compasso d’Oro per il miglior design industriale in Italia. La collezione completa degli oggetti che hanno ricevuto negli anni premi e menzioni speciali è ospitata permanentemente presso il CLAC - Centro Legno Arredo Cantù (Como).
La mostra itinerante, in circuitazione in Nordamerica dal 2000, e la cui presentazione a Vancouver è frutto dalla collaborazione tra la Charles H. Scott Gallery e l’Istituto Italiano di Cultura di Vancouver, è stata resa possibile dal sostegno del Ministero degli Affari Esteri. A Vancouver la mostra è stata posta sotto l’egida del Consolato Generale d’Italia. All’inaugurazione della mostra, che ha riscosso un grande successo presso il pubblico locale, erano presenti Aldo Colonetti, Direttore dell’Istituto Europeo di Design di Milano e uno dei curatori della mostra; Giulio Castelli, fondatore e presidente della Kartell, una delle imprese leader nel settore del design industriale italiano, e l’unica ad aver meritato il Premio Compasso d’Oro per ben nove volte; e Andrea Cancellato, Direttore del Centro Legno Arredo Cantù e Assistente del Presidente della Triennale di Milano. Aldo Colonetti e Giulio Castelli hanno presentato la mostra al pubblico presente all’inaugurazione, spiegando le origini e le ragioni del premio Compasso d’Oro. Il Console Generale d’Italia in Vancouver, Dott. Giorgio Visetti, nel salutare i presenti, ha colto l’occasione per prospettare una più stretta futura collaborazione e scambi più intensi tra i rappresentanti del mondo del design industriale della British Columbia e i partner italiani. Ha inoltre ricordato la progettata futura missione promossa dal Ministero per le Attività Produttive - con la collaborazione dell’Istituto per il Commercio con l’Estero e della Camera di Commercio Italiana della British Columbia - che dovrebbe portare nella provincia della British Columbia una delegazione di industriali italiani, in particolare del settore della lavorazione del legno e dell’arredo, per lo sviluppo di rapporti con la locale industria e rete commerciale. (aise)


IIC Colonia - LA CALABRIA PORTA LE SUE BELLEZZE IN GERMANIA
Legami storici uniscono nel tempo la Calabria e la Germania

(News ITALIA PRESS, 27 marzo 2002) Berlino – Nei giorni scorsi è stata inaugurata a Berlino una mostra dal titolo Pinakes, conclusasi dopo alcune tappe a Monaco e Stoccarda al Romisch- Germanischen Museum der Stadt a Colonia, che propone ai visitatori, fino al 28 di aprile, una collezione di tavolette votive greche risalenti alla prima metà del V secolo, dedicate al santuario di Persefone.
Contestualmente, l’Assessore regionale al turismo, Pino Gentile, ha inaugurato la mostra “Lokroi in Kalabrien Geschenke fur die Gottin” illustrando alla stampa tedesca l’importanza del legame esistente fra la cultura calabrese ed il turismo per rilanciare l’intera regione dal punto di vista culturale ed enogastronomico. All’incontro sono intervenuti anche il Console Generale d’Italia a Colonia, Gianfranco Colagnato, il rappresentante Enit, Italo Somariello e il Direttore del Museo Hansgerd Hellenkemper. L’Assessore al turismo, Gentile, ha osservato che questa serie di mostre è una ottima occasione per portare la regione della Calabria in visita alla Germania affinché i visitatori possano avvicinarsi alla cultura e alle bellezze della regione italiana. La Calabria, ha ricordato “ospita bellezze naturali e culturali che per la loro importanza dovrebbero essere conosciute in tutto il mondo, a partire appunto dalla Germania”. Altro appuntamento che la regione della Calabria ha portato a termine con successo è una mostra di quadri di notevole importanza artistica, allestita a Colonia grazie all’Istituto Italiano di Cultura. Ed in contemporanea è stata allestita una mostra fotografica, curata dal Professor De Leo dell’Università della Calabria, riferita a S. Bruno, del quale quest’anno ricorre il centenario della morte, santo che nacque proprio a Colonia. Naturale è il collegamento storico che lega Colonia e la regione della Calabria, unite appunto dalla presenza del santo, durante gli anni di vita e nell’ultimo periodo della sua vita. È quindi motivo di orgoglio per la Calabria sentirsi legati alla Germania, motivo in più per rinnovare al popolo tedesco la visita in Italia per ammirare e godere degli splendidi paesaggi calabresi e della cultura di questa calda terra del sud Italia. News ITALIA PRESS


IIC Toronto - TORONTO: TEATRI STORICI EMILIANI ALL'IS. IT. CULTURA

Toronto, 27 mar. - (Adnkronos) - "La musica degli occhi". E' questo il titolo della mostra esposta fino al 24 aprile prossimo presso la galleria dell'Istituto italiano di cultura di Toronto in Canada. La mostra presenta una selezione di immagini dedicate ai teatri storici dell'Emilia Romagna, cioè ai teatri costruiti prima della seconda guerra mondiale.
La mostra, già ospitata dall'Istituto italiano di cultura di Montreal, è stata realizzata dall'Istituto italiano di cultura di Toronto in collaborazione con la direzione generale per la cultura e il turismo della regione Emilia Romagna.
Il percorso segue idealmente il tracciato della via Emilia, l'antica strada romana, che si snoda da Piacenza a Rimini, proponendo alcuni degli oltre ottanta edifici teatrali tuttora esistenti, da quelli presenti nelle grandi città a quelli nei piccoli centri. I teatri storici rappresentano spazi realizzati per la celebrazione dell'arte musicale, destinati al divertimento, agli incontri, agli sguardi; sono delle strutture architettoniche di grande sapienza tecnica e di una decorazione sovrabbondante e festosa, ricca di ori e di velluti.
I teatri, sopravvissuti alle distruzioni delle guerre, accuratamente restaurati e rimessi in funzione, sono stati costruiti quasi tutti nell'Ottocento, con alcune eccezioni, come il Teatro Farnese a Parma, che risale al Seicento, o il Teatro Comunale di Bologna del famoso architetto Antonio Galli Bibiena.


LINGUA ITALIANA: LIGA-FRONTE VENETO, ATTACCO A NOSTRA CULTURA

Venezia, 27 mar. - (Adnkronos) - La Liga-Fronte Veneto, il Partito degli indipendentisti e dei Patrioti veneti, ''considera un indegno attacco contro la lingua e la cultura venete l'approvazione da parte della Camera dei Deputati della modifica dell'art. 12 della Costituzione, che riconosce la lingua italiana come unica lingua riconosciuta nel territorio di questo Stato e quindi anche nel Veneto''.
''Le motivazioni appaiono gravemente lesive per la dignita' dei Veneti, soprattutto quando si dichiara che sono gia' state tutelate le culture locali in riferimento alla legge n. 482 del '99 -spiega il segretario della Liga-Fronte Veneto, Giorgio Vido- In quella legge non e' prevista alcuna tutela per la lingua e la cultura venete, mentre sono state riconosciute ben dodici lingue, tra cui il sardo, il friulano e il ladino. La nostra tradizione e la nostra storia millennaria ci impongono di ribellarci ad un tale sopruso -avverte Vido- Attueremo nell'immediato futuro delle forme estreme di disobbedienza civile verso uno Stato che dimostra un tale disprezzo verso la nostra terra''.



Parigi – Le Salon du Livre
Berlusconi accusa «gli intellettuali clown»
E TABUCCHI RISPONDE AL CAVALIERE

di Antonio Gnoli

la Repubblica, Parigi 27 marzo 2002 - Diciamo la verità; nessuno più si aspettava che questo Salon du Livre riprendesse i toni della polemica e del clamore. Dopo le infuocate giornate iniziali tutto sembrava destinato a rientrare nei normali e pacifici sentieri del già visto e del già detto. Con gli scrittori e la letteratura di nuovo al centro della scena. Sono bastate le improvvide esternazioni di Berlusconi che ha definito «clown» quegli intellettuali che vanno in giro per il mando a sparlare del loro paese, per riaprire in modo violento il contenzioso. Già Urbani, ministro dei Beni culturali, aveva definito «vigliacchi» quegli intellettuali che avevano criticato il proprio governo. In entrambi i casi uno dei bersagli impliciti è parso Antonio Tabucchi. A lui del resto si dovevano alcune prese di posizione proprio alla vigilia del Salon du Livre, sulle quali si è innestato il polemico discorso di Catherine Tasca contro il governo italiano.
Tabucchi, nella giornata di ieri, era presente al Salon per ricevere da France Culture il premio per il miglior libro straniero Si sta facendo sempre più tardi. Rilassato, tutt'altro che voglioso di riprendere la polemica, lo scrittore ha cercato di glissare alle domande insistenti che gli chiedevano un commento alle dichiarazioni che in Italia ci fossero «intellettuali clown». Sorridendo ha replicato con ironia: «Davvero Berlusconi ha detto questo? Beh chiederei conferma al nostro ministro degli Esteri, anche perché trovandomi in un paese straniera avrei bisogno di verifiche. In ogni caso l'affermazione denota che il personaggio è dotato di buona cultura. Anzi sospetto che abbia letto quel libro magnifico che un grande professore di Ginevra, Jean Starobìnski, ha dedicato ai saltimbanchi, meglio al rapporto fra gli artisti e i saltimbanchi». Ma davvero gli intellettuali italiani sparlano del proprio paese? Ancora una volta Tabucchi è ricorso all'arma dell'ironia: «Facciamo una cosa elegante, rispondo al presidente del Consiglio che in giro per il mondo portiamo la letteratura».
C'è stata poi l'attesa per il breve discorso che lo scrittore e traduttore di Pessoa avrebbe fatto dopo il premio. Non ha deluso le aspettative di chi si aspettava un piglio più diretto. «Sono uno scrittore che ha scelto la parola, certi scelgono il silenzio. Io ho scelto di parlare differentemente dagli anacoreti. In Italia c'è una situazione paradossale. Gli avvenimenti evocati l'altro giorno al teatro dell'Odeon dove un gruppo di intellettuali e di scrittori italiani ha parlato di quello che accade nel nostro paese, sono stati visti come una provocazione, un atto di vigliaccheria. Il presidente del Consiglio ha attaccato tutti coloro che hanno osato criticare il governo. Li ha chiamati terroristi. La verità è che sono degli scrittori che usano la parala in modo pacifico e sereno. C'è in Italia un terrorismo che uccide la gente, ma questi sono degli assassini. E' assurdo immaginare che abbiano qualcosa da spartire con noi».


IIC Amburgo - Das italienische Kulturinstitut - Ein Stück Italien im Norden Europas
di Daniela Papenberg

(CONTRASTO, Deutsch-italienische Zeitung - Giornale italo-tedesco, marzo 2002)
HAMBURG - Endlich: Frisch renoviert fügt sich nun auch diese Gründerzeitvilla wieder in die Reihe ihrer vornehmen Nachbarinnen in der Hansastraße am Hamburger Rothenbaum ein. Das Schild an der Eingangstür „Consolato Generale d’Italia – Istituto di Cultura“ wird indes noch manchen verwirren. Wer mit seinem abgelaufenen Paß in der Hand hereinkommt, wird nach wie vor in die nahegelegene Feldbrunnenstraße zum Generalkonsulat weitergeleitet. Hier ist die Kulturabteilung des Italienischen Generalkonsulats Hamburg, die neben der Hansestadt auch Schleswig-Holstein, Mecklenburg-Vorpommern und Bremen mit italienischer Kultur zu versorgen hat. Sie untersteht wie jenes dem Italienischen Außenministerium, und eine Reihe von Verwaltungsaufgaben werden über das Konsulat abgewickelt.
Was ist neu?
Seit Dr. Madina Fabris im Oktober 2000 den ebenfalls aus dem Veneto stammenden Dr. Sergio Scapin als Leiterin ablöste, hat sich auch drinnen eine Menge geändert. In einem der drei großen, bislang nur als Unterrichts- und Ausstellungsräume benutzten Säle im Erdgeschoß wurde ein caffè letterario eingerichtet. Hier steht ein Fernseher, der von früh bis spät Besucher des Instituts zur Betrachtung der Rai-Programme einlädt, und Prospekte italienischer Sprachkursanbieter von Como bis Palermo – nach wie vor vermitteln die Italienischen Kulturinstitute Stipendien für Sprachkurse in Italien – sowie die neuesten Ausgaben der Repubblica und des Espresso liegen zur Ansicht bereit. Das caffè dient als Ambiente für Gesprächsrunden, eine Dienstagsrunde über den italienischen Film hat sich bereits etabliert, eine neue zu aktuellen Themen aus Italien, ebenfalls in italienischer Sprache, startet im April. Das erste Konzert in diesen Räumen jedoch steht noch aus.
Im ersten Stock befinden sich weitere Unterrichtsräume und die Bibliothek. Hier können 12.000 Bücher und einige CD-Roms konsultiert werden – das gesamte Angebot von Biblio-, Media- und Videothek ist seit kurzem auch über die neu gestaltete Internetseite des Instituts www.iic-hamburg.de abrufbar). Mehrmals im Jahr finden hier auch die beliebten Begegnungen mit italienischen Autoren statt.
Von einer Art Miniwerkstatt neben der Bibliothek aus organisiert und betreut Francesca Farinella von den „Freunden des Italienischen Kulturinstituts e.V.“ die Italienisch-Sprachkurse für rund 500 studenti, die im Istituto durch italienische Muttersprachler von den sprachlichen Anfangsgründen bis zur Perfektion begleitet werden. Im zweiten Stock der schmucken Villa mahlen an fünf Tagen in der Woche (denn an so vielen ist das Institut von 9 bis 16.30 geöffnet) die Mühlen der Kulturinstitution, werden aus den per Post, Fax, Telefon oder e-mail täglich in großer Anzahl eingehenden Angeboten italienischer Musiker, Künstler, Wissenschaftler, Theaterensembles und Autoren handliche Veranstaltungen geplant, kalkuliert, beworben. Hier sind Buchhaltung, Sekretariat, Werbung, Presse und Organisation des Instituts untergebracht.
Das Istituto wird 50
„Einfach perfekt“, meint ein Absender des jüngst an alle Mitglieder und Freunde verteilten Fragebogens zur Qualität des Veranstaltungsprogramms. Andere finden, mehr Vorträge zur politischen Situation Italiens wären notwendig. Die Wünsche unserer Besucher werden uns anspornen, ihre Zufriedenheit wird uns beflügeln. Und wenn auch das Istituto den einen oder anderen Wunsch frei haben sollte, beispielsweise anläßlich seines 50jährigen Bestehens im kommenden Jahr: Eine Rücknahme der Budgetkürzung um 20 Prozent, die Anfang des vergangenen Jahres Realität geworden ist, stünde mit Sicherheit an oberster Stelle.
Einige Veranstaltungen:
26. Februar: Konzert des Duos Zappa/Mainolfi (Cello, Klavier) im Istituto.
2. April, 7. Mai, 4. Juni: Gesprächsrunde mit Dr. Elisabetta Olivieri über italiensichen Film.
5. bis 26. April: Ausstellung des Vedova-Schülers Gino Peripoli, Vicenza.
11. April, 2. Mai, 6. Juni: Panorama Italiano (neue Gesprächsrunde über Aktuelles aus Italien)
26 aprile: Begegnung mit dem Autor Maurizio Maggiani (Il coraggio del pettirosso, La regina disadorna)

(traduzione di Ilaria Burghiani)

Istituto Italiano di Cultura di Amburgo: un pezzo d’Italia nel Nord dell’Europa

AMBURGO - Finalmente! Rinnovata da poco, anche questa villa d’epoca si inserisce ora degnamente nella schiera di case signorili poste una accanto all’altra nella Hansastraße, nel quartiere Rothenbaum di Amburgo. L’insegna all’ingresso “Consolato Generale d’Italia – Istituto di Cultura” trarrà in inganno ancora diverse persone. Chi entra con il passaporto scaduto in mano viene inviato, oggi esattamente come nel passato, al Consolato Generale con sede nell’adiacente Feldbrunnenstraße. Nella Hansastraße si trova la sezione culturale del Consolato Generale d’Italia di Amburgo, che provvede alla cura del patrimonio culturale italiano non solo nella città anseatica, ma anche nei vicini Länder Schleswig-Holstein, Mecklenburg-Vorpommern e Bremen. La sua attività è soggetta al Ministero degli Esteri italiano, così come quella del Consolato inerente questioni amministrative di vario tipo.
Che c’è di nuovo?
Da quando nell’ottobre del 2000 la dottoressa Madina Fabris – di origine veneta come il predecessore Dr. Sergio Scapin – ha assunto la direzione dell’Istituto, diverse cose sono cambiate. In una delle tre grandi sale al piano terra, finora utilizzate per lezioni ed esposizioni, è stato creato il cosiddetto caffè letterario. Vi è stato installato un televisore che consente ai visitatori dell’istituto di seguire i programmi della RAI dal mattino alla sera e sono disponibili opuscoli di corsi di lingua organizzati in varie città italiane, da Como a Palermo – come in passato gli Istituti Italiani di Cultura offrono la loro assistenza nella richiesta di borse di studio per corsi di lingua in Italia – nonché le ultime edizioni di La Repubblica e L’Espresso. Il caffè si offre anche come luogo di riunione per conversazioni “a tema”: una di esse si svolge già il martedì e ha per oggetto il cinema italiano, mentre in aprile inizierà una nuova serie d’incontri, anch’essi in lingua originale, riguardanti temi di attualità italiana. Per il primo concerto che avrà luogo in queste sale è solo questione di giorni .
Al primo piano si trovano altre aule per l’insegnamento e la biblioteca. Qui si possono consultare circa 12.000 libri e alcuni CD-rom, mentre l’indice completo del materiale di biblioteca, mediateca e videoteca disponibile è da poco consultabile anche nel nuovo sito Internet www.iic-hamburg.de. Diverse volte nel corso dell’anno nella biblioteca si svolgono inoltre i tanto richiesti incontri con gli autori italiani.
La socia dell’associazione “Freunde des Italienischen Kulturinstituts” Francesca Farinella, in un miniufficio situato accanto alla biblioteca, organizza e cura corsi d’italiano per circa 500 studenti, che vengono tenuti nell’Istituto da insegnanti italiani madrelingua dal livello di base fino a quello di perfezionamento. Al secondo piano dell’elegante villa, i mulini dell’Istituto di cultura macinano per cinque giorni alla settimana (perché altrettanti sono i giorni di apertura, dalle 9.00 alle 16.30), pianificando, calcolando e promuovendo piccole e interessanti manifestazioni fra le numerose proposte che giungono giornalmente per posta, fax, telefono ed e-mail da musicisti, artisti, ricercatori, gruppi teatrali e autori italiani. In questo piano hanno sede anche gli uffici contabilità, segreteria, promozione, stampa e organizzazione dell’Istituto.
L’Istituto compie 50 anni
“Semplicemente perfetto”, è l’opinione di uno dei destinatari del questionario distribuito di recente a tutti i membri e amici dell’Istituto, riguardo alla qualità del programma delle manifestazioni. Altri pensano invece che sarebbero necessari maggiori dibattiti sulla situazione politica italiana. I desideri dei visitatori ci faranno senz’altro da sprone e poterli soddisfare ci metterà le ali ai piedi. E se mai l’Istituto potesse esprimere un desiderio, ad esempio per l’anno a venire in cui si celebrerà il suo Cinquantenario, metterebbe sicuramente al primo posto la revoca della decisione presa l’anno scorso di diminuirgli il budget del venti per cento.
Alcune manifestazioni:
26 febbraio: nell'Istituto, concerto del duo Zappa/Mainolfi (violoncello, pianoforte).
2 aprile, 7 maggio, 4 giugno: serie di incontri con la dottoressa Elisabetta Olivieri sul cinema italiano.
dal 5 al 26 aprile: esposizione del vicentino Gino Peripoli, allievo di Vedova.
11 aprile, 2 maggio, 6 giugno: Panorama Italiano (nuova serie di incontri su temi di attualità italiana)
26 aprile: incontro con l'autore Maurizio Maggiani (Il coraggio del pettirosso, La regina disadorna)


Data inserimento in rete: martedì, marzo 26, 2002
IIC Tirana - IIC-ALBANIA- TIRANA
PROSEGUE LA STAGIONE MUSICALE 'ALLEGRETTO ALBANIA'


TIRANA\ aise\ 26 marzo 2002 - Prosegue con successo la IIa Edizione della Stagione musicale "Allegretto Albania" con la partecipazione di Germania, Austria e Spagna e il patrocinio del Presidente della Repubblica Italiana ed Albanese.
Il 4 e 5 aprile i due prossimi appuntamenti dedicati alla Spagna con due concerti per pianoforte di Daniel Logorio. Il 4 aprile il concerto si svolgerà a Tirana (ore 19.00) presso l’Accademia delle Arti, la replica il giorno seguente a Valona. Produttiva anche la stagione teatrale con un interessante lavoro una Rappresentazione di Personaggi in Albania, ispirato e liberamente tratto dal noto ed amato Sei personaggi in cerca d'autore di Pirandello. Lo spettacolo si terrà presso il Teatro Black Box il 17 aprile.
In occasione dell’Inaugurazione della Sala Petta con la partecipazione e la presenza del Presidente del Senato, si svolgerà anche la presentazione del libro di Paolo Petta, Despoti d'Epiro e i principi di Macedonia, traduzione di P.Xhufi. l’evento è stato organizzato in collaborazione con la Casa del Libro e della Comunicazione, e sarà il 12 aprile presso la Biblioteca Nazionale di Tirana. (aise)


IIC Pechino - CINA- PECHINO: TRE TAPPE PER ‘IL DESIGN IN ITALIA- 1945-2000

PECHINO\ aise\ 26 marzo 2002 - Sta per aprirsi a Pechino il primo di tre importanti momenti per una Mostra Il design in Italia. 1945-2000. L’esposizione sarà infatti inaugurata, il prossimo 5 aprile al The Art Museum of China Millenium Monument di Pechino, dove resterà fino al 27 aprile. Giusto il tempo degli spostamenti e del nuovo allestimento e la mostra sarà al Shanghai Art Museum di Shanghai (27 maggio- 10 giugno) ed al Guangdong Art Museum di Canton (20 giugno- 7 luglio).
L’esposizione Il design in Italia raccoglie alcuni degli esemplari più significativi e rappresentativi della storia del design italiano dal dopoguerra a oggi, con l'intento di testimoniare la qualità di un lavoro di ricerca, di progettazione e di sperimentazione che è vanto dei designer e delle aziende italiane. La selezione è stata effettuata con l'obiettivo di fornire un quadro sinottico, essenziale e sintetico, ma anche sufficientemente articolato e problematico, delle principali linee evolutive che hanno caratterizzato la storia del design italiano dal 1945 al 2000. La narrazione che lega l'uno all'altro i 100 oggetti selezionati non si distende secondo un tragitto lineare e composto, arbitrariamente privo di contrasti o contraddizioni, ma procede piuttosto a singhiozzo: avanza volutamente per salti e comparazioni, isola frammenti, intercetta poetiche ed estetiche e le mette in relazione con la ricerca e lo sviluppo delle tecnologie.
A derivarne, per usare una formula dello storico Carlo Ginzburg, è una sorta di storia indiziaria in cui ogni oggetto vale non solo per sé, ma anche nella misura in cui rinvia a un contesto più ampio e rivela tracce, sintomi o impronte della società, del tempo storico e della cultura che l'hanno progettato, realizzato e fruito.
Ogni oggetto, insomma, sottende un sistema, ed è espressione di un insieme di pratiche progettuali, culturali e produttive che la mostra non può richiamare se non per via allusiva o evocativa. I criteri che hanno guidato la selezione sono stati, prima di tutto, quelli dell'emblematicità e della rappresentatività: sono stati scelti oggetti che per l'originalità del progetto, per l'innovatività delle tecnologie o dei materiali e per la capacità di cogliere e rappresentare il gusto e la cultura di una determinata epoca, costituiscono alcune dei risultati più significativi nella ricerca del design italiano.
Il numero degli oggetti selezionati è arbitrariamente simbolico, mentre i tipi sono consapevolmente molteplici e disomogenei: si è scelto di accostare mondi diversi per ricordare, se non altro, che il design è una cultura progettuale che sempre meno tollera di essere rinchiusa nella sfera esclusiva dello spazio domestico privato e sempre più ambisce a interagire con i comportamenti e con gli spazi pubblici, con ciò che accade per la strada e in un ufficio, con i modi di vestire e di spostarsi, con le pratiche del vivere oltre che con quelle dell'abitare. Invece di privilegiare un filone o una linea di gusto, la mostra Il design in Italia si propone cioè di proiettare uno sguardo ad un ampio spettro sul paesaggio del design italiano, raccogliendo e riproponendo le suggestioni complessive di una ricerca comune, piuttosto che enfatizzare le singole performance individuali. Gli oggetti sono stati ordinati cronologicamente e distribuiti in cinque grandi sezioni corrispondenti ad analoghe macro-fasi della storia italiana contemporanea (il dopoguerra e gli anni della ricostruzione; il boom economico; gli anni del conflitto sociale; gli anni del consumismo edonista; infine il difficile travaglio alla ricerca di una nuova identità che ha caratterizzato l'ultimo decennio del secolo scorso). Tale scelta è determinata dalla volontà di favorire e privilegiare la massima leggibilità del ruolo e dell'evoluzione del Design anche presso pubblici lontani dalla storia e dalla cultura italiana. Ognuna delle cinque sezioni è aperta da una frase di uno scrittore o di uno studioso italiano, pubblicata o pronunciata nel periodo in questione, e scelta per la sua capacità di prospettare, talora anche provocatoriamente, una lettura ‘forte’ del contesto entro cui interpretare e collocare gli oggetti che seguono.
Più che come introduzioni, queste frasi vanno lette come controcanti o come controcampi, come messa a fuoco di problemi o come individuazioni di contraddizioni. Poco importa che siano consonanti o dissonanti con i singoli oggetti o con lo spirito dell'epoca: il loro valore sta nella capacità di offrire un punto di vista su cui articolare, ognuno a suo modo, una possibile mappa orientativa. All'interno di ogni sezione, come si è detto, gli oggetti si susseguono secondo l'ordine arbitrario ma quasi inevitabile che è dato dalla cronologia. La mostra si apre con un oggetto che non c'è più, che più nessuno usa e produce, che è diventato a tutti gli effetti quasi un reperto archeologico di una cultura scomparsa (la macchina per scrivere Lexikon 80 di Marcello Nizzoli, realizzata nel 1945 da Olivetti), e si chiude con un oggetto che non c'è ancora, che quasi nessuno ancora usa nel quotidiano, che sembra appartenere già al futuro (I Trasformabili del 2000, di Moreno Ferrari per C.P. Company). Forse nel cortocircuito che lega l'inizio e la fine, si può leggere davvero, in controluce, molto di quelle che è cambiato nell'Italia contemporanea.
Un altro interessante appuntamento si svolgerà oggi presso l’Ufficio Culturale dell'Ambasciata d'Italia 26 marzo, così si chiama infatti l’Istituto Italiano di Cultura a Pechino. Verrà presentata la versione cinese del volume di Vilfredo Pareto "Trattato di sociologia generale" curata dal Prof.re Tian Shigang. Mentre il 4 aprile prossimo, nella stessa sede, si tenterà un avvicinamento alle migliori tradizioni del nostro cinema con la proiezione di Roma di Federico Fellini. (aise)

IIC Montreal - IIC-CANADA- MONTREAL
IL RITORNO DI BRUNO CANINO A MONTREAL


MONTREAL\ aise\ 26 marzo 2002 - L’appuntamento è per il prossimo 12 aprile, presso l’Università di Montreeal (Salle Claude Champagne) per un vero e proprio evento culturale e musicale. L'Istituto Italiano di Cultura ha infatti collaborato con l'École Musicale dell'Università di Montreal e Radio Canada per il ritorno di un interprete di eccezione Bruno Canino e il suo pianoforte.
Nuovamente a Montreal, Bruno Canino ha accettato di offrire un recital con un programma di musiche di Mozart, Beethoven, Boulez, Poulenc e Debussy. Questo pianista eccezionalmente dotato, debutta sulla scena internazionale grazie ai numerosi concorsi di cui è stato vincitore. Intraprende una carriera straordinaria, sia come solista sia in coppia, con grandi interpreti quali il flautista Severino Gazzelloni e i violinisti Salvatore Accardo e Uto Ughi. Il suo repertorio è tra i più vasti e comprende non solo opere del periodo classico, ma anche quelle dei romantici dando poi molto spazio alla musica contemporanea. Innumerevoli le sue tournée in Europa, in America e in Asia e le sue partecipazioni ai grandi festival musicali, che hanno contribuito a fare di lui uno dei pianisti italiani più conosciuti ed apprezzati all’estero. Attivo anche come compositore, il Maestro Canino è autore di un concerto per orchestra da camera premiato alla biennale di Parigi.
Ricordiamo altri due interessanti appuntamenti musicali, entrambi a Vancouver, in date 6 e 7 aprile.
Protagonista del primo sarà Lorenzo Coppola in un concerto con la Pacific Baroque Orchestra dedicato a Mozart e Stravinsky, al Chan Centre for the Performing Arts, sarà un Recital di pianoforte condotto da Federica Bortoluzzi, giovanissima enfant prodige della scena musicale italiana l’appuntamento del 7. Il concerto è stato organizzato in collaborazione con la Canadian Vocal and Performing Arts Society. (aise)

IIC Wolfsburg - GERMANIA- WOLSBURG- MONACO
‘LA STORIA ITALIA DI WOLFSBURG’ CHIUDE I BATTENTI A MONACO SI APRE UNA MOSTRA COLLETTIVA ‘SOTTO LO STESSO CIELO’


WOLSBURG\ aise\ - Sta per chiudersi con successo (28 marzo) la Mostra fotografica E intanto il tempo se ne va... Sessant'anni di vita italiana a Wolfsburg. L’esposizione allestita da Ivano Polastri nella Sala mostre dell’Istituto Italiano di Cultura di Wolfsburg. Già nel 1938, anno di fondazione della Città di Wolfsburg, erano presenti i primi italiani, che parteciparono addirittura - come dimostrano i documenti fotografici - alla costruzione dei caseggiati che ospitano oggi la nuova sede dell'Istituto Italiano di Cultura. Negli anni Sessanta gli italiani tornarono qui come "Gastarbeiter", con l'intenzione di tornare dopo pochi anni ai paesi di origine. Ma - come recita il titolo della mostra "E intanto il tempo se ne va..." - molti, moltissimi di loro sono rimasti qui e hanno contribuito a disegnare, cambiare e caratterizzare il volto di questa Città. Oggi Wolfsburg non è immaginabile senza italiani.
Mentre una se ne va un’altra sopraggiunge a Monaco di Baviera però. Il prossimo 5 aprile, alle 18.00 presso la Galerie der Künstler, infatti, sarà inaugurata una Mostra collettiva Sotto lo stesso cielo. La manifestazione organizzata e voluta dalla Galerie der Künstler, dal Consolato Generale d'Italia Monaco di Baviera- Ufficio Culturale/Istituto di Cultura, l'Assessorato alla Cultura del Comune di Monaco di Baviera e la Deutsch-Italienische Gesellschaft Germering e.V. presenti con le loro opere saranno molti artisti tra cui Adidal Abou-Chamat, Carlo Benvenuto, Jutta Burkhardt, Vincenzo Cabiati, Mario Dellavedova, Emilio Fantin, Ettore Giordani, Wolfgang Kaiser, Armin Linke, Amedeo Martegani, Susanne Pittroff, Mathias Schuh, Tobias Wittenborn. (aise)


IIC Tunisi - A MAGGIO LE GIORNATE DELL’ARCHEOLOGIA ITALIANA

TUNISI\ aise\ 26 marzo 2002 - Nell'ambito del Mois du Patrimoine - prestigiosa celebrazione del patrimonio archeologico, etnografico, architettonico tunisino, organizzata con cadenza annuale dal Ministero della Cultura attraverso l'I.N.P./Institut National du Patrimoine - la sede di Tunisi ha programmato una serie di importanti iniziative.
Tra esse, particolare rilievo riveste la manifestazione, promossa d'intesa con le autorità tunisine, "Giornate dell'Archeologia Italiana in Tunisia", destinata a valorizzare le attività di scavo e di ricerca delle missioni archeologiche italiane operanti nel Paese. Si tratta in particolare degli interventi della Università di Cagliari per il sito di Oudhna (l'antica Uthina); della Università di Sassari per la località di Uchi Majus; del C.N.R.- Istituto per la Civiltà Fenicia e Punica "Sabatino Moscati" per la regione di Zama Regia; della Università di Roma"Tor Vergata" per Cartagine/Utica/Bulla; del Museo Regionale di Camarina per le cisterne romane della Malga a Cartagine; del Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino per la creazione di una cartografia informatizzata mediante tecniche di telerilevamento riferite a parti di territorio considerate di preponderante interesse.
Alla manifestazione sono dedicate due intere giornate, il 10 e 11 maggio p.v. Nella prima si svolgeranno un seminario e la presentazione di pubblicazioni sullo sfondo di una mostra di pannelli espositivi nella splendida cornice dell'Institut National du Patrimoine, situato in un'antica dimora della Medina. Nella seconda, i partecipanti potranno visitare i vari siti archeologici con l'assistenza dei rispettivi rappresentanti italiani e tunisini. Nello stesso periodo gli organizzatori sperano di riuscire ad inaugurare il Museo destinato ad illustrare i risultati delle ricerche e degli scavi effettuati nel sito di Oudhna.
Questa iniziativa prende le mosse da un incontro svoltosi il 19 ottobre scorso tra i rappresentanti delle nostre missioni ed i loro omologhi tunisini, nel corso del quale si erano concordate le linee principali della manifestazione e si sottolinea come si tratti della prima volta che viene organizzato un simile evento, assai significativo sia dal punto di vista scientifico che come indicatore delle ottime relazioni di collaborazione tra l'Italia e la Tunisia (anche) in questo importante settore. (aise)


IIC Istanbul - ITALIAN JAZZ IN TURKEY
The Dixinitaly Jazz Band performs at the Italian Cultural Institute in Istanbul


(News ITALIA PRESS, 26 marzo 2002) The famous Italian orchestra “Dixinitaly Jazz Band” will perform this evening a the Theater of the Italian Cultural Institute in Istanbul.
The Jazz Band was founded about fifteen years ago from the remnants of a historical jazz band from the region of Puglia. The group performs two repertories that unite Italian and international jazz styles that range from Louis Armstrong, to King Oliver, and Duke Ellington. Italian songs interpreted in swing in order to highlight the melodic lines and jazz rhythms of pieces by Natalino Otto and the great Fred Buscaglione. Over the years, the Dixinitaly Jazz Band has performed in international festivals and television programs and worked diligently to promote Italian jazz culture abroad. News ITALIA PRESS


IIC Parigi - PARIGI: ALL' IS. IT. CULTURA UNA MOSTRA DI LIBRI

Parigi, 26 mar. - (Adnkronos) - "Paola Masino, una scrittrice tra la Francia e l'Italia". Questo il titolo della mostra di libri inaugurata presso l'Istituto italiano di cultura di Parigi.
Hanno partecipato all'inaugurazione i commissari delle mostre, Francesca Bernardini Napoletano e Marinella Mascia Galateria dell'Università "La Sapienza" di Roma.
La mostra, realizzata dall'istituto italiano di cultura di Parigi in collaborazione con il ministero degli Esteri, il ministero dei Beni Culturali ed Ambientali e la 'Casa delle Letterature di Roma' sarà in esposizione fino al 5 aprile prossimo.
Paola Masino, (1908-1989), autrice di racconti, romanzi, poesie, libretti d'opera, è stata non solo un'eccellente traduttrice di opere francesi, ma anche un "tramite" importante tra il proprio paese e la Francia grazie ai suoi rapporti di amicizia con grandi artisti del XX secolo.


IIC Montreal - IS. IT. CULTURA: LE STANZE VENEZIANE A MONTREAL

Montreal, 26 mar. - (Adnkronos) - 'Stanze veneziane. Palazzi esclusivi e dimore segrete a Venezia'. Questo il titolo della mostra fotografica in esposizione al Musée du Château Dufresnedi Montreal, in Canada. La mostra realizzata dall'Istituto Italiano di Cultura di Montreal con la collaborazione della Casa Editrice Balto di Vicenza e del Musée du Château Dufresne di Montreal, rappresenta un omaggio a Venezia. Si tratta di cinquantacinque ingrandimenti fotografici degli interni dei palazzi tra i più belli di Venezia ancora proprietà di privati.
I testi delle fotografie sono stati realizzati dall'italiana Ileana Schiappino di Sorio con la prefazione di Maurizio Sammartini, le fotografie sono invece opera di Kiko Trivellato, e fanno parte di una magnifica pubblicazione della Casa editrice Balto di Vicenza.
Durante l'esposizione delle fotografie che si concluderà il 15 aprile prossimo si realizzeranno una serie di eventi di cultura che faranno da cornice alla mostra stessa


Data inserimento in rete: lunedì, marzo 25, 2002
IIC Copenaghen - A CONFERENCE ON ROMAN MUSEUMS IN COPENHAGEN
The archeologist Clara Bencivenga to speak on the Archeology Museum of Palazzo Altemps

(News ITALIA PRESS, 25 marzo 2002) Copenhagen – A conference on the Roman art museums will be held on April 23rd at the Auditorium of the Italian Cultural Institute in Copenhagen. “The New Museums in Rome: the Archeology Museum of Palazzo Altemps” is the title of the meeting held by archeologist Clara Bencivenga, a specialist in classical archeology at the National School of Archeology at the “La Sapienza” University in Rome. Dr. Bencivenga is an archeological inspector at the Archeology Departments in Salerno and in Naples, where she has especially worked on the conservation of the ancient sites of Capua and Pompeii. She will hold this conference in Italian and use slides to explain some of the primary characteristics of the Palazzo Altemps Museum, which is now being opened in an area that was once a stone yard workshop, and almost certainly near a temple dedicated to Apollo. With the acquisition of this building by the Rome Archeology Department of the Ministry of Cultural Activities and Heritage, certain architectural and pictorial characteristics have been refurbished. Parts of this building will host the offices of the History of Collecting Department of the National Roman Museum. News ITALIA PRESS




IIC Bruxelles - BRUXELLES: ALL'I.IT.CULTURA LA STORIA DI NAPOLEONE

Waterloo, 25 mar. - (Adnkronos) - "La mostra inaugurata oggi rappresenta la prima occasione d'incontro tra Waterloo e l'Isola d'Elba, due luoghi napoleonici d'eccellenza, e va ad aggiungersi a quella del pittore elbano Italo Bolano".
Ad affermarlo è il presidente della regione Toscana, Claudio Martini, che ha inaugurato la mostra "Storia di Napoleone" a Waterloo presso l'istituto italiano di cultura di Bruxelles, a cui hanno partecipato anche il governatore della provincia di Firenze, il primo consigliere dell'ambasciata d'Italia in Belgio e la direttrice dell'Istituto italiano di cultura di Bruxelles.
"Mi auguro che questo incontro sia solo una prima tappa - ha aggiunto Martini - verso altri importanti appuntamenti che prevedono collaborazione e scambi culturali fra Italia e Belgio".
La mostra racconta l'epopea di Napoleone in 19 grandi tele e una serie di acquerelli, che ripercorrono, sotto il segno della drammaticità di un espressionismo astratto e di un uso particolarmente intenso del colore, i principali eventi della vita dell'imperatore, da Ajaccio a Sant'Elena, con particolare attenzione alla tappa decisiva della battaglia di Waterloo.


IIC Berlino - Girotondo a Berlino per la cultura italiana

l'Unità, 24 marzo 2002 - BERLINO Un centinaio di persone, in massima parte membri della comunità italiana di Berlino, hanno organizzato ieri un «girotondo della libertà» davanti all'Istituto italiano di cultura della capitale tedesca per protestare contro la politica culturale del governo Berlusconi. «Per la libertà di opinioni - Contro una cultura censurata» c'era scritto su un grande striscione mostrato dai manifestanti.
«La politica culturale di Berlusconi è inaccettabile. Il governo intende impedire la pluralità d'informazione offerta finora dall'Istituto di cultura con film, letture, mostre o corsi di lingua», ha detto Laura Garavini,
rappresentante del coordinamento dell'Ulivo a Berlino che ha organizzato la manifestazione di protesta. Secondo la Garavini, il ministero degli Esteri avrebbe impartito direttive per le quali le offerte culturali da proporre devono coincidere con la linea del governo Berlusconi-Bossi-Fini. «Dopo gli attacchi alla giustizia e al sistema dell'informazione, parallelamente ai piani di abolizione dell'articolo l8, ora la politica di Berlusconi punta a eliminare la libertà della cultura in Europa», ha aggiunto la Garavini. All'istituto di cultura di Berlino, come anche a quelli di Londra e Bruxelles, «viene rinfacciato di aver promosso attacchi al governo». In particolare ha ricordato la Garaviní, «il governo Berlusconi accusa il direttore dell'Istituto di Berlino Ugo Perone di avere sostenuto la proiezione di un documentario sul vertice del G8 di Genova». Perone da parte sua si è tuttavia dissociato dalla manifestazione odierna a Berlino. «Non c'è bisogno di alcuna difesa nei miei confronti. Vi è un tentativo di usarmi in qualche modo e io non ho intenzione di essere usato».


IIC Tunisi - ZAMA, vinciamo ancora
Oggi i Lincei ricordano Moscati che intuì il successo dell’imprea .
Un progetto avviato tre anni fa dopo delicate trattative con Tunisi.

Il Direttore della Missione Italiana: «Finalmente sappiamo dove Scipione sconfisse Annibale»
di O.B.

Il tempo, 25 marzo 2002 - PROFESSOR Bartoloni, come nasco il progetto Zama Regia? «Non c'è dubbio che il progetto si deve all'intuizione di Sabatino Moscati. L'occasione fu data il 2 maggio del 1997. Quel giorno mi recavo all'Accademia Nazionale dei Lincei, assieme. a M'hamed H. Fantar, all'epoca Direttore Generale dei Musei di Tunisia e Professore di Storia Antica dell'Università di Tunisi. Da poco tempo ero stato nominato Direttore dell'Istituto per la Civiltà fenicia e punica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ed ero entrato in carica da non più di 20 giorni. La. nostri visita all'Accademia era dovuta ad ut appuntamento con Sabatino Mosca ti, mio caro e compianto Maestro, Presidente del Consiglio Scientifico dell'Istituto e dell'Accademia dei Lincei stessa. Ricordo anche che, dopo un breve preambolo, il colloquio si spostò sul tema. delle future nuove ricerche dell'Istituto per la Civiltà. fenicia e punica. Mohamed H. Fantar sottopose all'attenzione una possibile indagine nell'area urbana diquella che all'epoca si supponeva fosse Zama Regia, antica capitale del regno di Numidia, posta a sud-ovest di Tunisi. Fantar poneva l'accento: sulla novità dell'impresa e sul fatto che l'indagine archeologica sul sito era. appena iniziata»

E Moscati come reagì?

Percepì immediatamente l’importanza dell'impresa, si disse favorevole a dare inizio ai lavori sul sito. Io stesso, consapevole che la cronologia della città datava almeno dal V secolo a.C., dopo qualche attimo di esitazione sposai l'impresa. Nessuno dubitava sull'eccezionale richiamo dovuto al nome stesso della città, nome che se non altro evocava a tutti gli scolari italiani un accadimento di fondamentale importanza per la storia patria. Si otterranno probabilmente modesti risultati se si effettuerà un sondaggio riguardante la comune conoscenza dei nomi delle ultime tre capitali del Regno d'Italia, ma, per quanto riguarda il nome di Zama, anche l'ultimo degli scolari risponderà che fu il luogo della battaglia che decise i destini di Cartagine e di Roma».

E, poi, cosa accadde?

«Nei giorni successivi mi recai a Tunisi per dare inizio alle trattative che sfociassero in un accordo bilaterale. Presi contatto con il Direttore Generale dell'Institut National du Patrimoine, Boubaker Ben Fraj, e con l'archeologo responsabile del settore dl Zama Regia, Ahmed Ferjaoui. Ulteriori rapporti furono presi con la Direzione Generale per le Relazioni Culturali del nostro Ministero per gli Affari Esteri per gli imprescindibili sostegni sostegni. istituzionali ed economici. Occorre aggiungere che il Direttore Generale Armando Sanguini divenuto nel frattempo nostro Ambasciatore a Tunisi, sposò immediatamente e con entusiasmo l'impresa e, assieme ai Direttori dell'Istituto Italiano di Cultura a Tunisi, prima Lucio Godi e poi Paola Procaccini, ha contribuito in modo determinante alla sua realizzazione».

Questo per quanto riguarda la preparazione. Ma per quanto attiene ai lavori sul campo, cosa accadde dopo?

«Accadde che abbiamo scoperto con assoluta certezza l'antica Zama. I lavori sul terreno hanno avuto inizio nel mese di aprile del 2000, ma, nel frattempo, si programmò e poi si diede corso a tutte quelle attività che sono propedeutiche all'inizio dei lavori e, quindi, imprescindibili. Mi riferisco al rilievo aerofotogrammetrico e alla conseguente restituzione dell' area dell'antica città, indispensabile poiché la cartografia della zona è purtroppo inesistente, e al rilievo sul terreno dell'area prescelta per lo scavo».

Splendidi risultati di cui il nostro giornale diede notizia la scorsa settimana...
«Sì, oggi, ad accordi mantenuti con l'istituto tunisino e a lavori ampiamente avviati in loco, possiamo tirare un sospiro di sollievo ed. essere fieri di quanto compiuto. Ovviamente spuntano sempre quelli che chiamerò – eufemisticamente – epigoni, i quali hanno sostenuto o sostengono di aver progettato già da lungo tempo di effettuare lavori a Zama e di non averli potuti realizzare per avversa fortuna o per ulteriori impegni, ma si sa bene che con le sole velleità non si è mai fatta la storia».


Data inserimento in rete: domenica, marzo 24, 2002
IIC Istituti italiani di cultura - Fabbri: "In Francia temono per la nostra libertà"
Al Salon du Livre i francesi rimangono diffidenti nei confronti del Governo Berlusconi: "Scambiano un dibattito politico con un fantomatico pericolo per la libertà", dice il semiologo Paolo Fabbri
di Roberta Scorranese

- SGARBI accusa: "Tutta colpa del ministro Tasca"

(Il Nuovo, 24 marzo 2002) PARIGI – “Ma in Italia, gli scrittori sono ancora liberi di pubblicare?” Lo ha chiesto una giornalista francese a Giorgio Montefoschi, nel corso di uno degli incontri che inaugura la domenica al Salone del Libro. Libertà di parola, conflitto d’interessi, Berlusconi, ancora Berlusconi. La nostra cultura, per molti francesi si identifica con il dibattito e lo scontro culturale, sui diritti, sulla libertà d’informazione, sull’opposizione a quello che qui molti definiscono come il Condottiero Buffone. “I francesi ci vedono così, o almeno molti di loro – spiega Paolo Fabbri, semiologo e già direttore dell’Istituto di Cultura Italiana a Parigi – identificano un dibattito politico con un fantomatico pericolo per la libertà e la democrazia di un Paese”.
Colpa degli scrittori italiani che vengono in Francia a parlar male del Governo? “Sì, anche – dice Fabbri – questa è una delle ragioni. Ma da sola non basterebbe. I francesi attribuiscono molta importanza allo scrittore, alla figura dell’écrivain . Molta più che non in Italia. Da noi, se si vuole un commento sulla globalizzazione, certamente non si chiama Baricco. Qui non è così: moltissimi scrittori godono di un credito molto più forte e incisivo”. Secondo il professore sarebbe proprio questa la ragione che spinge i giornali a dedicare pagine intere (vedi Le Monde) alla questione italiana, al dibattito fra gli scrittori e il Governo. “Il Governo di Berlusconi non pensa nemmeno lontanamente agli intellettuali come guida per il Paese – continua Fabbri – ma nemmeno gli Americani pensano questo. Solo i francesi, che hanno una tradizione di cultura impegnata che comincia con Sartre e che finisce con Bernard Henri Levi. Nel momento in cui alcuni scrittori vengono in Francia e cercano di contestare la politica del Governo, le pagine dei giornali si riempiono e la voce si leva alta”.
La polemica che nei giorni scorsi - e l'addio della reppresentanza ufficiale italiana dal Salone - ha impedito l’inaugurazione del Padiglione Italia continua in sordina al Salone, sul pavimento della Libreria Leggere per Due, dove i giovani del Movimento Resistenza raccolgono le voci del dissenso. “Questi giovani contestatori sono divertenti – ride il semiologo – guardiamo alla protesta dell’inaugurazione: avevano delle scritte in francese con errori madornali: nous sommes rouge de l’honte . Rouge senza la S. E ancora: mi è capitato di vedere alla tv una ragazza francese che parlava di Berlusconi in inglese. Il massimo. Il massimo della globalizzazione”.
La manifestazione va avanti con la carrellata degli scrittori italiani che in Francia sono dei veri cult: se la firma dei libri di Tabucchi è rimandata a lunedì, la domenica è tutta di Claudio Magris, che si gode un’accoglienza da stadio al dibattito sul paesaggio italiano e l’identità. Come Baricco e Umberto Eco, che adesso si ritrovano con i crampi alla mano per la firma degli autografi. “E’ un fatto normale – dice Fabbri – i francesi sono molto legati agli autori italiani, anche se guardano il nostro Paese con una punta di sospetto. E’ come se pensassero a noi quale un laboratorio sociale, un luogo di sperimentazione. Di cose positive (pensate che con i telefonini siamo arrivati prima noi), ma anche di cose negative. E quando si parla di queste, nella loro mente arriva la paura che il terrorismo o la mafia possano arrivare anche a loro”.