ITALCULT - Servizio sperimentale non ufficiale
Notiziario online dedicato agli Istituti italiani di cultura all'estero
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Data inserimento in rete: sabato, maggio 11, 2002
- Agenzia del 02/05/02

FARNESINA: 500 CD CON INNO MAMELI AD AMBASCIATE

(AGI) - Roma - Iniziativa della Farnesina, con l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica: il Ministero degli esteri inviera' 500 compact disc con l'Inno di Mameli alle Ambasciate, ai Consolati e ai Comitati degli italiani all'estero (Comites), anche per diffonderlo presso le nostre collettivita' nel mondo.
Il disco, realizzato con la collaborazione del Coro dell'Opera di Roma, dell'Accademia di Santa Cecilia e della Banda dell'Arma dei Carabinieri e con la voce solista della cantante Elena Bonelli, contiene sette versioni dell'Inno, di cui due integrali poco note, lo spartito originale ed il testo.
E' corredato da una nota storico - informativa. (AGI) Red/Lab/Van


IIC Tunisi - Agenzia dell'11/05/02

Scavi archeologici, la Farnesina: più soldi e strumenti adeguati

Il Messaggero, 11 maggio 2002
Tunisi - Alle missioni archeologiche e alle campagne di scavi italiane all'estero saranno garantiti mezzi finanziari e strumenti adeguati. Lo ha detto il sottosegretario agli Esteri Baccini in un messaggio inviato all'incontro italo-tunisino apertosi ieri a Tunisi. Il significato dell'archeologia sarà riconosciuto nel progetto di legge per la riforma degli Istituti italiani di cultura all'Estero.


IIC San Francisco - Agenzia di maggio 2002

SAN FRANCISCO: UNA MOSTRA SULL'ARCHITETTO MANFREDI NICOLETTI

L'Istituto Italiano di Cultura di San Francisco ospita sino al 31 maggio la mostra sull'architetto Manfredi Nicoletti.
Nicoletti è considerato un esponente di spicco della seconda generazione dei Modernisti, influenzato dai Metabolsiti e dal Movimento Organico guidato dal Frank Lloyd Wright.
La filosofia di Nicoletti tende a proporre soluzioni bioclimatiche ed ecologiche ispirate a forme naturali.
L'architettura come metafora della natura: questo è il mio approccio, dice Nicoletti. Non nella ripetizione stereotipata di forme usuali ma nella reiterazione di queste esperienze primordiali basate su forme sempre diverse suggerite dal loro stesso contesto.
In mostra disegni, schizzi, modelli, plastici che illustrano il lavoro di Nicoletti insieme alle immagini simboliche che spiegano la sua architettura bioclimatica. (Italian Network)

IIC Washington - Agenzia di maggio 2002

WASHINGTON: "LEONARDO DA VINCI: ARTISTA, SCIENZIATO, INGEGNERE

In occasione del 550° anniversario della nascita di Leonardo da Vinci, l'Istituto Italiano di Cultura ha patrocinato la mostra e le conferenze dedicate a questa figura geniale del Rinascimento italiano.
La mostra, "Leonardo da Vinci: artista, scienziato, ingegnere" presenta dei modelli delle invenzioni realizzate da Leonardo insieme a dei dipinti, delle opere grafiche e libri.
Leonardo da Vinci (1452-1519), figlio naturale di un notaio, studiò presso la bottega del pittore Andrea del Verrocchio acquistando velocemente pratica e approfondite conoscenze delle diverse tecniche artistiche e scultoree.
Al primo decennio di attività risalgono numerosi disegni. Trasferitosi a Milano nel 1481, dove rimase per vent'anni al servizio di Ludovico il Moro, sviluppò qui uno stile complesso e originale, del tutto indipendente dai modelli iconografici della tradizione toscana. E sempre a Milano progettò come ingegnere ducale lavori di idraulica e di bonifica, sistemazioni architettoniche e urbanistiche, e congegni complicati per feste, giostre e spettacoli di corte. Al 1496 risale uno dei suoi massimi capolavori "L'ultima Cena".
Nell'ultima periodo della sua vita, tuttavia, Leonardo si dedicò soprattutto agli studi di botanica, anatomia, matematica.
Ricchissima è la produzione di disegni e di appunti che Leonardo ha lasciato (più esiguo invece il numero di dipinti) che testimoniano la vastità dei suoi interessi, la sua versatilità, e l'inesauribile ricchezza delle sue osservazioni e scoperte.
La mostra, aperta sino al 26 maggio 2002, è stata allestita presso il Mary Washington College. Ulteriori informazioni: tel. (540) 6541013.(Italian Network)


IIC Stoccolma - Agenzia di maggio 2002

SVEZIA-STOCCOLMA: GLI INCONTRI LETTERARI DELL'IIC: DANIELE DEL GIUDICE E STEFANO BENNI

(Italian Network) L'Istituto Italiano di Cultura a Stoccolma ha organizzato nel mese di maggio due grandi happening letterari. Arrivano nel capoluogo svedese per parlare dei loro lavori Daniele del Giudice e Stefano Benni. L'incontro con Daniele Del Giudice è in programma il 17, presso l'Istituto.
Entrambi gli incontri sono stati organizzati in collaborazione con la Fondazione C. M. Lerici.
Del Giudice famoso presso il pubblico svedese per la sua novella "Lo stadio di Wimbledon" e per il suo stile innovativo, è tra i più apprezzati scrittori italiani.
Daniele Del Giudice nasce a Roma nel 1943, e vive attualmente tra Roma e Venezia. I suoi romanzi sono tradotti in Germania, Spagna, Francia, Portogallo.
Nel 1983 esce il suo primo romanzo, "Lo Stadio di Wimbledon" (con una presentazione di Calvino, edito, come i successivi, da Einaudi), che si impone subito come un'opera fortemente innovativa nel quadro della giovane narrativa degli anni '80. La volontà di ricerca narrativa del resto è presente anche nel suo secondo libro "Atlante occidentale" (1985).
Nel 1988 pubblica invece un breve racconto: "Nel museo di Reims" che affronta in maniera intelligente e originale il motivo della luce all'interno dei processi visivi, applicato direttamente a sedici dipinti d'autore che fanno parte integrante del volume. La sua produzione narrativa comprende ancora la serie di racconti "Staccando l'ombra da terra" (1994, Premio Bagutta), che si propone di trattare la questione del volo, inteso come dimensione estrema delle probabilità, e "Mania" (1997).
Complessivamente la sua ricerca è volta interamente a indagare le possibilità della parola, in un massimo di densità e pregnanza che lasciano ampio spazio all'ambito dell'immaginazione.

Il 29 maggio, in programma l'incontro con Stefano Benni nel corso del quale presenta il suo libro "Saltatempo".
Stefano Benni, nato a Bologna nel 1947, famoso giornalista e scrittore, particolarmente apprezzato per il suo humor e la sua satira sagace e la sua vena surreale, ha pubblicato con Feltrinelli diversi lavori tra cui "Terra" (1983), "Bar sport" (1976), "Prima o poi l'amore arriva" (1981), "Comici spaventati guerrieri" (1986) e i recenti "Il bar sotto il mare" e "La compagnia dei celestini".
Stefano Benni ha scritto anche diversi pezzi teatrali tra cui "Sherlock Barman" e "La misteriosa scomparsa di W". (Italian Network)



Data inserimento in rete: venerdì, maggio 10, 2002
IIC Berlino - Agenzia del 09/05/02

Festival: "La Piazza", l'Italia di scena a Berlino

(9colonne) BERLINO - "La piazza" è il titolo di un grande festival della cultura e della tradizione italiana in programma a Berlino dall'1 al 23 giugno prossimo su iniziativa dell'Istituto di cultura e dell'ambasciata d'Italia. Luogo tipico e caratteristico per eccellenza del costume e della vita degli italiani, l'immagine della piazza è stata scelta come simbolo di tale manifestazione estremamente ricca ed eterogenea che si propone di portare nella capitale tedesca uno spaccato esauriente della cultura del nostro paese. Per circa un mese sarà possibile ammirare mostre, seguire film all'aria aperta, spettacoli teatrali, concerti, conferenze, dibattiti letterari. Come è stato annunciato in una conferenza stampa - presenti l'ambasciatore d'Italia a Berlino Silvio Fagiolo e il direttore dell'Istituto italiano di cultura Ugo Perone - ad animare la rassegna saranno tra gli altri 24 tra autori e scrittori, 20 attori (tra gli altri Licia Maglietta e Giulia Lazzarini), 134 musicisti, 25 studiosi e ricercatori (architettura, arte, letteratura,, scienza), 19 film, 5 opere teatrali, 6 concerti, 10 conferenze, 2 mostre e un convegno internazionale sulla presenza delle piazze nella letteratura. L'apertura del Festival avrà luogo sulla piazzetta del Kulturforum alla Potsdamer Platz con la proiezione della prima del film "Amarcord" di Federico Fellini in una versione restaurata.


- Agenzia del 09/05/02

UN CONFRONTO PER DELINEARE LE NUOVE STRATEGIE DELLA FARNESINA
Roma: a luglio la riunione degli ambasciatori italiani

(9colonne) ROMA - Tre giorni di intensi lavori per rendere operativo il progetto di "nuova Farnesina", una riforma che sappia concretizzare velocemente la proiezione economica del "sistema-Italia": è questo, in estrema sintesi, l'obiettivo centrale (ma non l'unico) della quarta Conferenza degli ambasciatori che si svolgerà a Roma, nell'ultima settimana di luglio. Un appuntamento "importante", si ricorda alla Farnesina, sia per la natura dell'evento (saranno riuniti insieme al ministero degli Esteri 130 capi missione: 118 di ambasciate e 12 di Rappresentanze permanenti), sia per il momento in cui avverrà la riunione. Per quella data, infatti, la cosidetta "nuova riforma" - voluta con decisione dal ministro degli Esteri "ad interim" Silvio Berlusconi - si troverà in dirittura d'arrivo. A Roma i diplomatici potranno confrontarsi sulle strategie ed i modi per dare contenuti ed efficacia ad una reale promozione economica del "Sistema-Italia". Come ha spiegato in un'intervista il segretario generale della Farnesina Giuseppe Baldocci, la Conferenza degli ambasciatori si potrà concentrare su come rafforzare le sinergie tra pubblico e privato e come supportare le imprese italiane all'estero, anche aprendosi a professionalità esterne. Ma oltre a raccogliere l'input fornito da Berlusconi di dare nuova enfasi alla promozione degli interessi economici italiani, la possibilità di veder riuniti tutti gli ambasciatori della diplomazia italiana intorno ad uno stesso tavolo per tre giorni rappresenta - sottolinea una fonte della Farnesina - una opportunità di lavoro da non perdere. L'appuntamento infatti sta prendendo una cadenza annuale: la prima di queste riunioni avvenne nel 1998 e da allora solo l'anno scorso non si organizzò la Conferenza sia per l'avvicendamento del Governo (giugno 2001), sia successivamente per l'attacco alle Torri gemelle che creò una situazione di tale tensione che non si ritenne opportuno scoprire contemporaneamente tutte le sedi diplomatiche italiane. Quest'anno l'appuntamento di fine luglio permetterà anche di impostare le linee guida per la presidenza di turno italiana della Ue: un evento atteso e che - si osserva alla Farnesina - necessita di una preparazione profonda e di lungo periodo. Una riflessione che avrà il proprio cuore a Bruxelles ma che deve coinvolgere coralmente l'intera rete diplomatica. La quarta Conferenza degli ambasciatori permetterà anche di fare il punto su aspetti concreti come il rinnovamento delle tecnologie e delle procedure di lavoro; in sostanza, i 130 diplomatici che saranno a Roma alla fine di Luglio dovranno valutare tutti i modi possibili per migliorare il "prodotto diplomatico" da offrire alla vasta utenza che tradizionalmente si affida alla rete diplomatico-consolare italiana. "Occorre ora - ha ben sintetizzato l'ambasciatore Baldocci - compiere un passo ulteriore: aggiornare la prospettiva dei diplomatici italiani, valorizzare le professionalità del Ministero, sollecitare nel contempo, ed è questa la principale novità, un cambio di mentalità corrispondente all'evolversi dei tempi".


Icon: Italian Culture on the Net

(9colonne) ICoN - Italian Culture on the Net - è un consorzio di università italiane che ha lo scopo di promuovere e diffondere, attraverso Internet, la lingua, la cultura e l'immagine dell'Italia nel mondo. Aderiscono a ICoN le Università di Bari, Cassino, Catania, Firenze, Genova, Milano Statale, Padova, Parma, Pavia, Perugia per Stranieri, Pisa, Roma "La Sapienza", Roma "Tor Vergata", Roma Tre, Salerno, Siena per Stranieri, Teramo, Torino, Trento, Venezia, la Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM di Milano, l'Istituto Universitario Orientale di Napoli, la Scuola Superiore di Studi Universitari "S. Anna" di Pisa e il Consorzio NET.T.UNO. ICoN offre ai propri utenti, attraverso il portale didattico www.italicon.it, una combinazione unica di servizi e risorse: - Corso di laurea in Lingua e cultura italiana per stranieri, erogato per via telematica dal Consorzio ICoN per conto delle Università convenzionate - Corsi di lingua italiana e Corsi di italiano scritto professionale acquistabili online - Biblioteca, Museo, Enciclopedia digitali - News - Comunità e forum L'offerta didattica di ICoN si basa sull'e-learning:il nuovo modo di studiare reso possibile dalle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, la possibilità di condividere il proprio percorso di formazione con altri studenti di tutti i paesi del mondo. ICoN è uno strumento a disposizione delle associazioni italiane all'estero per comunicare con l'università italiana e con chiunque altro faccia cultura italiana.


IIC Toronto - Agenzia del 10/05/02

I ritratti di Pagnini all'IIC di Toronto

Toronto – L'Istituto Italiano di Cultura di Toronto ospiterà, fino al prossimo 29 maggio, la mostra dal titolo "Up Front /Candidamente", retrospettiva dedicata al ritrattista - romano di nascita ma newyorkese d'adozione - Gabriele Maria Pagnini.
Pagnini, considerato uno dei più noti e acclamati fotografi italiani a livello internazionale, vedrà esposti nelle sale dell'istituto italo-canadese 50 suoi ritratti in bianco e nero, molti dei quali già pubblicati su testate di prestigio come Vogue, Rotz, Harper's Bazar. Protagonisti, i personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura, tra i quali spiccano i nomi di Roberto Benigni, Dario Fo, Jean Gabin, Anthony Quinn, Kirk Douglas, Liliana Cavani, Catherine Deneuve, Brooke Shields, Federico Fellini e Italo Calvino: una vetrina quindi ricchissima, che l'artista ha creato in più di vent'anni di lavoro, compiendo una vera e propria ricerca antropologica sulla figura umana, per comprendere l'intima natura che si nasconde dietro gli sguardi di coloro che sono diventati famosi.
Dal 1990 Gabriele Maria Pagnini vive a New York, dove collabora, oltre che con le testate prima citate, anche con Vanity Fair e col Gruppo Rizzoli. News ITALIA PRESS


IIC Ankara - Agenzia del 10/05/02

Concerto Jazz di Giorgio Gaslini all'Univ. di Ankara

(Italcult) In data 2 maggio 2002, presso il Centro della Cultura e dei Convegni dell’Università Tecnica del Medio Oriente di Ankara, l’Istituto Italiano di Cultura ha organizzato un concerto del Maestro Giorgio Gaslini, jazzista di fama internazionale, e della cantante Anna Maria Castelli, importante rappresentante del Cabaret e del Teatro musicale, definita una delle pochissime eredi di una stirpe di cantanti del livello di Teresa Stratas, Ute Lemper e Milva.
Nella prima parte sono state presentate alcune canzoni da “L’Opéra du pauvre” di Léo Ferre’, mentre nella seconda parte brani di standard jazz.
Ai due Artisti è stato decretato un enorme successo da parte del numeroso pubblico presente. Il concerto costituisce la prima tappa di una tourné in Turchia dopo la consegna a Gaslini della medaglia d’oro quale benemerito della Cultura e dell’Arte, avvenuta al Quirinale il 19 aprile u.s. (Italcult)


Data inserimento in rete: giovedì, maggio 09, 2002
IIC Parigi - Agenzia del 09/05/02

Conferenza e raffronto sull’arredo urbano fra Italia e Francia

Parigi – Il prossimo 13 maggio il Centro Culturale italiano di Parigi proporrà presso la propria sede un importante momento di confronto in merito al riassetto dello spazio urbano.
A presiedere la conferenza e a presentare nuove soluzioni progettate in merito saranno Pierangelo Caramia, architetto-designer, François Mouly, direttore dello sviluppo dello studio Wilmotte di Parigi e direttore del design del gruppo Decaux, e Dante Donegani, architetto-designer e direttore del master design della Domus Academy di Milano. Inoltre l'architetto Caramia presenterà una serie di progetti di arredo urbano realizzati per la società francese Doublet. News ITALIA PRESS


IIC Istituti italiani di cultura - Agenzia del 07/05/02

Fiabe toscane

(Italcult) Riceviamo questa mail da Giuliana Sansoni, che volentieri pubblichiamo:
Sono una scrittrice che vive a Pescia (Pistoia) a circa 40 km a nord di Firenze: scrivo fiabe, novelle, racconti che dedico non solo alla natura ma alla mia terra, l'alta toscana. I miei libri di fiabe sono entrati come testi nelle scuole della mia città: Io illustro anche le fiabe e spesso vengono rappresentate in situazioni teatrali adatte ai bambini. Vorrei inserirle nei vostri programmi culturali nel mondo: E' possibile? Giuliana Sansoni Tlf. 0572 48478 / e-mail: tommyandjulie@interfree.it
Sito internet da visitare col mio lavoro: www.parcodiviepori.supereva.it (Italcult)


Da Dante a Elsa Morante, il genio italiano nel mondo
Alighieri, Boccaccio, Leopardi, ma anche Elsa Morante, Svevo e Virgilio: la lista dei 100 migliori libri di tutti i tempi compilata dall'Istituto Nobel a Oslo.

Il Nuovo/ News ITALIA PRESS, 9 maggio 2002
Oslo - La Divina Commedia di Dante Alighieri e il Decamerone di Giovanni Boccaccio sono due dei capolavori della letteratura italiana inseriti nella lista dei 100 migliori libri di tutti i tempi compilata per iniziativa dell'Istituto Nobel a Oslo.
Una lista che ha guardato anche al passato, e sono saltati i nomi dei classici latini, come le Metamorfosi di Ovidio e l'Eneide di Virgilio. Per l'Ottocento, segnalata un'opera di Giacomo Leopardi, i Canti. Il Novecento è rappresentato da La coscienza di Zeno di Svevo e da La storia di Elsa Morante.
Per quanto riguarda gli altri capolavori, nella lista figurano tra gli altri libri: Fiabe di Hans Christian Andersen, Papà Goriot di Honoré de Balzac, Finzioni di Jorge Luis Borges, Lo straniero di Albert Camus, Nostromo di Joseph Conrad, Medea di Euripide, Romancero gitano di Federico Garcia Lorca, Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway, Ulisse di James Joyce, Pippi Calzelunghe di Astrid Lindgren, I Buddenbrook di Thomas Mann, Moby Dick di Hermann Melville, L'uomo senza qualità di Robert Musil, 1984 di George Orwell. Non poteva mancare il grande Novecento dell'introspezione e la moderna filosofia, come Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust, I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift. F edor Dostoievsky è presente con quattro romanzi: Delitto e castigo, L'idiota, I fratelli Karamazov e Gli indemoniati. William Shakespeare appare con tre titoli: Amleto, Re Lear e Otello. Anche Franz Kafka è registrato con tre libri: Le metamorfosi, Il processo e Il castello, come anche Lev Tolstoi, con Guerra e pace, Anna Karenina e La morte di Ivan Illich. Il Nuovo/ News ITALIA PRESS


Data inserimento in rete: mercoledì, maggio 08, 2002
Cara Unità ...

La Farnesina restante

Giuseppe Baldocci

L'Unità, 8 maggio 2002
Egregio Direttore, la lettura del Suo articolo di domenica 5 maggio su "Il Crepusco lo della Farnesina" impone - ferma restando beninteso la legittimità di tutte le opinioni politiche (la cui logica deve però rimanere estranea all'interesse nazionale per un'efficiente Amministrazione Pubblica) - alcune osservazioni, che auspico di vedere pubblicate per intero sul Suo giornale.
Un progetto di riforma delle strutture di sostegno del «sistema Paese» all'estero - e non solo della Farnesina - è, piaccia o non piaccia, in corso di approfondimento. Dare atto dell'iniziativa al Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri ad interim non è piaggeria. È constatare un'evidenza. Altrettanto evidenti sono, non da oggi, i margini di miglioramento che deriverebbero da un nostro più organico «gioco di squadra» all'estero, i cui limiti hanno spesso nuociuto, per unanime riconoscimento, agli interessi nazionali.
E’ compito della dirigenza del Ministero, e non - si rassicuri - su suggerimento di chicchessia, fornire il contributo delle proprie esperienze e valutazioni.
L'ho fatto, come Segretario Generale della Farnesina - in un articolo al quale il «Corriere della Sera» ha ritenuto di dare rilievo in prima pagina - non in termini generici, ma indicando misure concrete: più spazio nelle Ambasciate alle migliori professionalità esterne alla Farnesina, più sinergie tra pubblico e privato nella promozione culturale, più stringenti linee di azione nella promozione economica, più formazione a tutti i livelli. Prospettare queste linee di azione significa valorizzare la pluralità dell'impegno della diplomazia italiana nei tanti settori nei quali si esplica, al giorno d'aggi, la collaborazione internazionale. Non a caso, per meglio adeguarsi a queste realtà in rapida evoluzione, è stata varata negli anni scorsi un'ampia riforma, attesa da moltissimo tempo. Focalizzare ora l'attenzione, con un approccio di sistema, sul rafforzamento di una specifica sfera di attività, non trasforma i ' diplomatici italiani nei «mercanti del tempio», non fa perdere
loro di vista quel ruolo di sintesi tra i diversi aspetti della proiezione esterna dello Stato, che rende la loro funzione così peculiare tra i funzionari pubblici, e su cui potranno continuare a contare le istituzioni e i cittadini. Rende, al contrario, la Farnesina compartecipe di uno sforzo ulteriore in un comparto, come quello del sostegno alle nostre imprese all'estero, strettamente legato all'espansione economica e al riassorbimento della disoccupazione. Non è lesivo per la diplomazia partecipare, con mezzi più adeguati e con un uso più razionale degli strumenti, al perseguimento di questi obiettivi. E non ne diminuirebbe il prestigio se un tale risultato venisse considerato «un giusto ritorno» del lavoro compiuto...
Lasciamo perdere Kim il Sung e l'aria di regime alla Farnesina. Non cadiamo nel ridicolo. Dibattiamo, invece, nel concreto le possibilità di rafforzare il nostro «sistema Paese»: gli renderemmo un servizio migliore.
Con i migliori saluti

Giusto, ambasciatore. Prima di tutto evitare di cadere nel ridicolo.
F.C.


IIC Toronto - Agenzia del 08/05/02

Toronto: Marco Polo all'Istituto italiano di cultura

Toronto, 8 mag. (Adnkronos) - Si svolgerà dal 25 maggio al 1 giugno prossimi presso l'università degli studi di Toronto in Canada un simposio internazionale su Marco Polo dal titolo "Marco Polo e l'incontro dell'Oriente con l'Occidente".
Il simposio, realizzato dall'Istituto italiano di cultura di Toronto in collaborazione con l'università, sarà collocato nell'ambito del Congresso delle Social Sciences 'Humanities Centre'. La manifestazione offrirà sia studi sugli scritti del viaggiatore veneziano, sia sulla percezione reciproca dell'Occidente e dell'Oriente.
Il simposio sarà accompagnato da due mostre: una di antichità asiatiche presso il Royal Ontario Museum e la seconda di carte geografiche, manoscritti e libri presso la Fisher Rare Book Library. Saranno inoltre proiettati alcuni film ispirati ai viaggi e ai racconti di Marco Polo.


Data inserimento in rete: martedì, maggio 07, 2002
Bossi: le ragioni del popolo spaventano il Palazzo
di G. Ba.


La Padania, 7 maggio, pag. 3
«On. Bossi, ma chi ha ucciso Pim Fortuyn?». «A mio parere si inserisce in un clima che la sinistra ha diffuso e diffonde in tutta Europa grazie al peso dei mass media, per combattere gli interessi dei popoli».


“È un delitto ora indecifrabile, ma non può non fare impressione. Segno che nell’Europa non viene garantita la democrazia, oltretutto in un Paese tollerante, moderno e libertario come l’Olanda”. Anche il ministro Bossi appare colpito dall’assassinìo di Pim Fortuyn.
Ma chi l’ha ucciso, onorevole Bossi?
“Può essere l’atto isolato di un pazzo oppure un delitto politico, magari di Stato. Certo è che era un leader nuovo, che vinceva democraticamente. Non si può non notare che, alla vigilia delle
elezioni politiche, hanno ucciso nella culla un movimento politico che raccoglieva il crescente consenso della gente, soprattutto dei giovani, prima che si organizzasse in una forza politica”.
Ma era classificabile di estrema destra, era il Le Pen olandese?
“Credo proprio di no. Non era fuori dal sistema come Le Pen. Era dentro il sistema, non era contro l’Europa, dicendo che “l’Olanda è piena” di immigrati dava risposte giuste alle domande giuste che venivano dai ceti popolari, dall’opinione pubblica”.
Infatti, dopo il successo in marzo a Rotterdam, era dato in forte ascesa alle politiche del 15 maggio. Alcuni sondaggi addirittura gli attribuivano il trenta per cento dei voti...“E questo trasmette la gravità di un omicidio di questo tipo. E’ proprio vero che le ragioni del popolo spaventano il Palazzo. Anche lì, mi pare, c’era voglia di cambiamento, dopo anni di regimi bloccati e di una classe politica sorda a quello che saliva dal basso...”.
Ma, a suo avviso, ci sono motivi politici dietro un delitto di questa portata?
“Aspettiamo di sapere dalle indagini. A mio parere, però, si inserisce in un clima che la sinistra ha diffuso e diffonde in tutta Europa, grazie al peso dei mass-media: e cioè la spinta a demonizzare tutto quello che non è “Pensiero unico”. E cioè quanto le diverse società, in diversi Paesi, esprimono di nuovo, di più aderente agli interessi dei popoli e non delle élites. Insomma a furia di guardare l’abisso, poi finisce che l’abisso ti cattura con il suo sguardo.”

EROS CENTER: Bossi, pronta legge su prostituzione; 'La Lega e' sempre stata la voce del popolo'

MILANO - 'Stanotte dovro' lavorare e anche domani mattina a Roma per dare gli ultimi ritocchi alla legge sulla prostituzione e la pornografia che e' praticamente pronta': Lo ha detto il ministro Bossi che e' anche tornato sull' omicidio dell' esponente della destra olandese Fortuyn, affermando: 'In Olanda c'era qualcuno che minacciava di togliere il 30% dei voti all' establishment e vedete che cosa e' successo. La voce del popolo fa paura ai palazzi. E la Lega e' sempre stata la voce del popolo'.(ANSA).


IIC Londra - Agenzia del 07/05/02

Aperta a Londra la retrospettiva dedicata all’architetto Giò Ponti
News ITALIA PRESS Londra – Il Design Museum di Londra ha inaugurato negli scorsi giorni una mostra dedicata all'architetto italiano Giò Ponti: un appuntamento imperdibile per il pubblico inglese che, per la prima volta su suolo britannico, potrà conoscere e apprezzare l'opera di uno dei designer italiani più eclettici e conosciuti a livello internazionale.
L'evento, organizzato in collaborazione con la famiglia Ponti e aperto al pubblico fino al prossimo 6 ottobre, intende quindi essere un omaggio all'attività di Ponti, fornendone un ritratto completo: oltre che architetto e designer, egli ha infatti portato avanti negli anni una ricca attività anche come pittore, poeta, scrittore e insegnante presso la Facoltà di Architettura di Milano; a Ponti si deve inoltre la fondazione della rivista specialistica milanese Domus, che ha diretto fino alla morte.
Considerato l'alfiere del design italiano, Ponti ha inoltre partecipato da protagonista a diversi eventi culturali, soprattutto di matrice lombarda – sua regione d'origine – come le biennali di Monza, le triennali di Milano, il Premio Compasso d'Oro; ha inoltre collaborato con l'ADI - Associazione per il Disegno Industriale. Tra le sue opere più note, il grattacielo Pirelli a Milano, del 1956.
La retrospettiva londinese - la cui organizzazione da parte del museo inglese è iniziata due anni fa - ha inoltre potuto contare sulla collaborazione del'Istituto Italiano di Cultura di Londra. News ITALIA PRESS


IIC Bruxelles - Agenzia del 07/05/02

APPUNTAMENTI CON IL CINEMA ITALIANO
ALL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI BRUXELLES


BRUXELLES \ aise \ Organizzata congiuntamente da l’Istituto Italiano di Cultura, Sintesi Europa, Cinecittà Holding e Italia Cinema, si terrà martedì prossimo, 14 maggio, alle ore 20.00, la proiezione del film “Benvenuti in casa Gori”, di Alessandro Benvenuti (del 1990, 90', v.o. st. ingl, con Alessandro Benvenuti, Ilaria Occhini, Athina Cenci, Novello Novelli, Carlo Manni). La serie degli appuntamenti con il cinema italiano continuerà giovedì 16 maggio con la proiezione del film “Concorrenza sleale” di Ettore SCOLA (2001, 110', v.o. st. fr., con Sergio Castellitto, Diego Abatantuono, Gérard Depardieu, Antonella Attali, Claudio Bigagli, Sandra Collodel, Eliana Miglio, Claude Rich, Jean-Claude Brialy), presso il teatro dell’Istituto Italiano di Cultura, teatro rue de Livourne 38 Livornostraat. (aise)

IIC Vienna - Agenzia del 07/05/02

UNA MOSTRA DEDICATA A MARIA CALLAS

VIENNA\ aise\ - Si apre con Vienna e l’Austria il nostro settimanale appuntamento con gli eventi culturali che vedono come protagonisti nell’organizzazione gli Istituti Italiani di Cultura. Giovedì 16 maggio è in programma nella capitale austriaca presso Ambasciata d'Italia un raffinato Concerto di beneficenza i cui protagonisti saranno Ildikó Raimondi (Soprano), Davide Damiani (Baritono). Il concerto si concentrerà così su Musiche di W.A. Mozart, G. Verdi, U. Giordano e P. Tosti.
Nei giorni successivi, e precisamente il 19 maggio, verrà inaugurata presso l’Herbert von Karajan Centrum (Kärntner Ring 4 1010 Wien Tel 50 600 100) la mostra fotografica Callas per sempre che fu allestita in occasione del 25.mo anniversario della morte di Maria Callas (1923-1977).
Con questa esposizione, che potrà essere visitata fino all’8 agosto, conosceremo la Callas, "primadonna assoluta", la "divina" che fu un mito vivente. Il Centro Herbert von Karajan in collaborazione con l'Istituto di Cultura la celebra con una mostra fotografica sui suoi anni italiani (Coll. privata: Giancarlo Tanzi) e con un filmato sugli aspetti più significativi della sua carriera. Agli ammiratori la Callas ha lasciato una eredità inestimabile: dal 1952 fino alla celebre "Tosca" del 1965 incise in esclusiva per la EMI. La sua "Tosca", con Giuseppe di Stefano e la direzione di Victor De Sabata è rimasta indimenticabile. Con Herbert von Karajan Maria Callas incise i ruoli di "Madame Butterfly" e di Leonora nel Trovatore di G.. Verdi. Esiste inoltre un leggendario frammento della "Lucia di Lammermoor" di Donizetti diretta da H. von Karajan, ripresa durante la tournee del Teatro La Scala a Berlino nel 1955.
Il filmato verrà proiettato ogni mercoledì alle ore 18 al Centro Herbert von Karajan. In occasione della mostra la EMI ha prodotto un CD, "Callas per sempre", con una scelta di arie famose, che potrà essere acquistato durante la mostra al Music Shop del Centro e nei negozi di musica. (aise)

IIC Rio de Janeiro - Agenzia del 07/05/02

L’ISTITUTO PRESENTE CON UNO STAND ALLA PROSSIMA BIENNALE INTERNAZIONALE DEL LIBRO

RIO DE JANEIRO\ aise\ - Dal 17 al 27 maggio si svolgerà a Rio De Janeiro, che potrà così dimostrare di non essere solo la capitale del carnevale la X Biennale internazionale del libro, dove ci sarà anche uno stand dell'Istituto Italiano di cultura. Ed è proprio in quest’area dell’IIC che verrà presentata una selezione della produzione editoriale dell’Istituto e diversi editori brasiliani presenteranno le loro traduzioni di autori italiani. Sarà inoltre presente uno scaffale dedicato alla selezione di 200 libri della piú recente narrativa italiana, presentati dalla "Casa delle letterature" di Roma. Per il pubblico saranno in vendita libri a prezzi speciali. Oltre all'ospite d'onore, prof. Domenico De Masi, altri autori parteciperanno al programma di conferenze, dibattiti, incontri e presentazioni. (aise)

IIC Atene - Agenzia del 07/05/02

UNA MOSTRA DEDICATA AD ENRICO FERMI

ATENE\ aise\ - L’8, 10, 11, 12 e 15 maggio (Lyriki Skini, Akadimias 59 – Atene) verrà rappresentato L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti. Il Melodramma giocoso in due atti su libretto di F.Romani, è stato rappresentato per la prima volta a Milano nel 1832 e segna una svolta importante nella storia dell'opera buffa.
Mentre questa sera presso la sede dell'Istituto si terrà il Concerto di Massimiliano Pitocco, virtuoso di Fisarmonica classica, ha suonato nei più importanti teatri del mondo, in qualità di solista e con grandi orchestre. Ha collaborato con musicisti e personaggi teatrali quali Gorni Kramer, Milva, Vinicio Capossela. Insegna Fisarmonica classica presso il Conservatorio di Bari. Eseguirà musiche di: L. Beollmann, R.Davide, V. Semionov, A. Piazzolla, W.Solotarev, G.Rossini.
Il prossimo 15 maggio verrà invece inaugurata una mostra, allestita nelle sale dell’IIC, dedicata a Enrico Fermi. Immagini e Documenti Inediti. L’esposizione che chiuderà i battenti il 31 maggio vede la collaborazione di Ethniko Idryma Erevnon, Associazione La Limonaia di Pisa e del Dipartimento di Fisica dell'Università di Pisa.
Oltre alla mostra il 15 maggio l’Istituto ha organizzato un’interessante Tavola Rotonda Enrico Fermi: l'Uomo, il Ricercatore, il Maestro. All’Incontro è prevista la partecipazione di Augusto Garuccio dell'Università di Bari, Roberto Vergara Caffarelli dell'Università di Pisa, Michelangelo De Maria dell'Università di Roma "La Sapienza", Giorgio Savvidis - NCSR "Demokritos" e Nicolas Tracas dell'Università di Atene. (aise)


Data inserimento in rete: lunedì, maggio 06, 2002
IIC Tunisi - Agenzia del 06/05/02

I KATAKLO' CONQUISTANO TUNISI

TUNISI \ aise \ Nell’ambito del Festival Internazionale “Le Printemps de la Danse”, l’Istituto italiano di Cultura in Tunisi ha presentato venerdì 3 maggio 2002 lo spettacolo di danza acrobatica “Indiscipline” tenuto dalla compagnia dei Kataklò, diretta da Giulia Staccioli. Come noto, la compagnia dei Kataklò, composta da atleti ex olimpionici nel campo della ginnastica artistica o ritmica, spazia magistralmente da tali discipline alla danza moderna, a quella contemporanea, al jazz, al teatro- danza ed alle arti marziali. (aise)


- Agenzia del 06/05/02

Sgarbi quotidiani
Polemiche da esportazione sullo schermo di Tokyo

di Vittorio Sgarbi

Il Giornale, 6 maggio 2002
Mi sveglia alla mattina un giornalista del Manifesto. Mi dice che presentazione della settimana dei cinema italiano a Tokio alcuni attori e registi, ospiti dei nostro governo, hanno approfittato dell'occasione per polemizzane con me che, benché non gradito, avrei disertato la manifestazione per andarmene in giro. Non posso negare il fatto, ma ero del tutto ignaro dell'evento epocale. D'altra parte, per la Fiera di Osaka, cui l’Italia partecipava come ospite d'onore, anche altri membri del governo erano arrivati in Giappone. Per loro, neanche un cenno di biasimo. Sono lusingato dell’attenzione, in particolare di un regista del nome Piccione, che, mentre viaggia a spese del governo, lamenta il nostro disinteresse per il cinema. Ma vorrei fargli notare che non mancavo soltanto io, non essendo stato né invitato né informato, ma mancavano anche l'ambasciatore italiano, il direttore generale di “Italia in Giappone» Umberto Donati, il rappresentante italiano all'Onu Vattani, oltre a molti giornalisti, Che, piuttosto che una disattenzione del govemo, non si sia trattato di una disorganizzazione degli organizzatori dell'evento che, invece di esaltare il nostro cinema, sono venuti in Giappone a fare polemiche?


- Articolo del 05/05/02

Il Crepuscolo della Farnesina
di Furio Colombo

L’Unità, 5 maggio 2002
«Si deve al Presidente del Consiglio, anche nella sua veste di Ministro degli Esteri, l'iniziativa di promuovere una riforma incisiva e ambiziosa del Ministero degli Esteri, suscettibile di introdurre nella tradizione diplomatica italiana un valore aggiunto che possa essere quantificato anche in termini di risultati e giusti ritorni». Queste frasi desolanti aprono un articolo inviato, evidentemente di sua iniziativa, o su richiesta del suo Capo, da Giuseppe Baldocci, Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri al "Corriere della Sera".
E’ ovvio che l'articolo, che non è una intervista, non è di un collaboratore, e non risponde a una naturale richiesta di sapere di più su un evento, dovrebbe apparire nelle pagine «promozione e pubblicità, come fa in questi casi il "New York Times». E’ evidente anche che l’ambasciatore Baldocci non può dire di no quando gli dicono con aria spazientita: «ma si faccia sentire, per Dio! ». Ed è chiaro che il "Corriere della Sera" prova imbarazzo quando riceve un articolo che non sta né in cielo né in terra e lo mette a pagina 12 fra la xenofobia inglese e la ricerca di una capo commessa, due cose serie, per nascondere la tristezza.
L'odore del regime si sente nel plauso iniziale al Capo, come avveniva nella Jamahirya di Gheddafi o nella Corea di Kim il Sung. Il Capo viene indicato come l’Ispiratore. Traduzione: qualunque casa saremo capaci di fare, a causa dello stimolo e dell'impulso che da Lui riceviamo, a Lui si deve perché Lui ne è l’ispiratore geniale.
L'ispiratore di che cosa? Qui si tocca subito ilfondo di una visione umiliante sia per i diplomatici che per il Paese che rappresentano. «La riforma incisiva e ambiziosa» attribuita al Capo, e di cui sentiamo le lodi ma non sappiamo nulla, «è suscettibile di introdurre un volare aggiunto. In un mondo che fronteggia stupito un immenso cambiamento epocale, che investe pace, guerra, diritti, sopravvivenza, umanità, il valore aggiunto «sarà quantificabile in termini di risultati e di giusti ritorni».
Giusti ritorni. Vuol dire che mentre noi guardiamo in faccia il nostra ambasciatore, per esempio in Sudan, ci dobbiamo domandare qual è il suo «ritorno». «Ritorno» è una parola estranea atta diplomazia, alla politica, alla vita pubblica. Significa, in gergo aziendale: io ti pago un tanto. E tu quanto farai guadagnare a me come «ritorno»?
Nel penoso articolo che stiamo esaminando non c'è alcuna metafora: valore aggiunto vuol dire denaro. Quanto ha fatto incassare oggi al Paese il tale o tal altro ambasciatore?
Una visione così rozza della relazioni internazionali non si ricollega ad alcuna pratica della diplomazia o della politica in nessuna epoca. Marco Polo, che era un mercante, diventa fatalmente"ambasciatore, esporta e importa cultura, scambia e riceve immagini della vita alla corte del Kublai da cui viene accolto. Venezia acquista grandezza dai suoi mercanti perché alcuni di loro, guidati da sapienti politici, trasformano la ricchezza in cultura e nel confronto fra visioni e mondi diversi.
L'imbarazzo dell'ambasciatore Baldocci appare, per forza, estremo. Usa una decina di volte nello stesso articolo la parola «professionalità», tipica balbuzie di chi non sa che dire, come dirlo, e a chi dirlo. A chi infatti stiamo parlando della «nuova Famesina» ?
Non agli ambasciatori, che sono profondamente umiliati da questa grottesca commedia del diplomatico commerciante. Non ai cittadini, specialmente se viaggiano e vivono all’estero, dove vorrebbero avere come riferimento persone che capiscono e leggono gli eventi, gli umori, la politica, la cultura del mondo nel quale lavorano, e sanno dove e come agire se necessario. Pensate a un nostro connazionale che viene rapito nello Yemen o a Caracas, in Columbia o in Afghanistan. Vai dite che lui, lei o i suoi familiari si chiederanno, per prima cosa, qual è il valore aggiunto dell'ambasciatore italiano in termini di vendite?
La «ambiziosa e incisiva riforma» voluta dal Capo, e celebrata col linguaggio del «libretto verde» di Gheddafi dall'ambasciatore Baldocci, prevede però qualche altra cosa oltre al «valore aggiunto». Probabilmente il Capo, «incisivo e ambizioso» com'è, diffida delle inclinazione degli ambasciatori a dedicarsi comunque alle relazioni politiche e culturali. Per sicurezza, ad essi saranno affiancate «professionalità anche esterne». Ascoltate il suono sinistro di questa frase. Vuol dire (uso sempre il testo Baldocci) «istituzionalizzare forme di collaborazione fra il pubblico e il privato». Vuol dire che chi è bravo - con l’esercizio costante dell’adulazione - ad ammanicarsi il Gheddafi italiano, avrà la possibilità di aprire il sua bravo ufficio privato nell’ambasciata che gli fa comodo, senza alcun riguardo al luogo, al tempo, alle condizioni politiche e alle esigenze di quella missione diplomatica, e magari anche alla situazione drammatica di quel luogo.
Purtroppo l’intervento forzato di un anziano diplomatico (traduco dall'espressione inglese «senior, che vuol dire autorevole) al
servizio della stravagante proposta di un miliardario incompetente travestito da ministro degli Esteri, l’ossequio subito offerto a una riforma che non esiste, la lunga teorizzazione delle poche frasi che finora il miliardario incompetente ha dedicato alla politica estera, fra le l l e le 11,30 di un girono in cui non era né a Portofino né in Sardegna, tutto ciò è una brutta rivelazione. Ti dice che qualcuno, in posizioni non irrilevanti nella Repubblica, ha capito che si deve stare al gioco perché il miliardario sarà incompetente (e lo ha dimostrato copiosamente in un anno di governo aggressivo, caotico e nocivo) però non scherza. Non puoi neanche dire: vado a lavorare nel privato, perché il privato (quasi tutto) lo controlla lui, il miliardario. Per uomini e donne del servizio diplomatico, abituati a girare il mondo, i confini si fanno stretti, la professione umiliante, la disciplina inevitabile.
Per sapere le conseguenze sulla vita del Paese basterà pensare a quanti giovani di talento, dopo aver letto della riforma «incisiva e ambiziosa» che trasforma gli ambasciatori italiani in vu cumprà sulle spiagge degli altri, rinunceranno a partecipare ai prossimi concorsi per il ministero degli Affari esteri.


Data inserimento in rete: domenica, maggio 05, 2002
Un’antica mai sopita polemica
La cultura non può essere di nessuna parte


Brescia Oggi, Domenica 5 Maggio 2002
Il dibattito intorno alla cultura è sempre acceso e sempre più viene sottolineata l’importanza che essa deve rivestire per la società umana, che vi trova il significato del suo esistere. La ricerca e le scienze e la filosofia sono una grande ricchezza per l’uomo, perché esse non debbono nemmeno venir sospettare di essere negate per il bene dell’uomo o al sevizio di una parte. È accaduto e tuttora accade che si ritenga valida solo una cultura che sia connotata, in altre parole che sia l’espressione organica di una visione parziale di tipo politico e talora addirittura di una corrente di un partito. La nascita e lo sviluppo di una cultura espressione di una visione politica è titpica del secolo scorso. Il marxismo italiano proprio a partire dallo scritto di Labriola, Il materialismo storico, e dall’opera di Gramsci ha iniziato questa visione, alla quale si è affiancato poi quella che chiamava gli intellettuali all’organicità con il fascismo (cfr. Manifesto degli intellettuali fascisti di Gentile), e Croce, sempre attento alla lingua, mal digeriva il nuovo termine, che però entrava nel lessico comune e da quel momento ha iniziato a denotare quelle persone dotate di buone conoscenze culturali, che si ponevano al servizio di un’idea politica. Dopo il secondo conflitto mondiale la cultura si è divisa in due grandi tribù, con qualche altro piccolo clan. Solo negli anni Settanta però la cultura ha assunto in modo preciso una sola fisionomia: è cultura quella che è di sinistra. Tutto da quel momento è stato letto con questa cifra, se è di sinistra, allora è politicamente corretto; se è di sinistra, allora è valido; se è di sinistra, allora quel film, quel romanzo, quel saggio ecc. deve essere letto. La fine delle ideologie o, meglio, dell’ideologia marxista e dei suoi derivati, non ha però fatto cessare la visione che la cultura debba essere di sinistra, tanto che quest’ultima accusa la parte avversa di non avere una cultura. La parte avversa cade nella trappola ed inizia così una corsa sfrenata per affermare di avere antenati altrettanto nobili di quelli della sinistra e si affanna a sostenere che esiste una cultura di destra. Con ciò fornisce il fianco ai più forti attacchi e si pone in una prospettiva che, invece, va con coerenza debellata. Non si fa cultura nei soliti pseudomodi dialettici, cioè per opposizione tra due concezioni aderenti a prospettive politiche diversificate, ma si fa cultura indipendentemente dall’esistenza di partiti, perché la ricerca non ha mai fine e nelle scienze non c’è, gioca sempre ricordarlo un elettrone di sinistra ed uno di destra, tranne che non sia la loro posizione rispetto all’osservatore. Ancora non c’è una medicina di destra o di sinistra, come si sono affannati alcuni professorini di sinistra ad affermare nel caso del professor Di Bella. La riduzione della cultura a solo aspetto politico, impedisce un reale sviluppo culturale e pone la filosofia nella sola prospettiva di essere una ideologia, perché il suo scopo diviene quello di far propaganda di un partito, come numerosi, ancora troppi, intellettuali, fanno in Italia. È necessario riprendere un cammino culturale, che in primo luogo significa recuperare il significato del fare ricerca che deve essere posta al servizio dell’uomo e ad essa tutti debbono concorrere. Non ci si deve chiedere se il bosone scoperto dal professor Rubbia sia di destra o se la somatostatina sia di sinistra, ma se quanto viene scoperto contribuisca al sapere ed al benessere dell’uomo. Inoltre il recupero della visione globale dell’uomo e del suo essere nel mondo, cioè una prospettiva di autentica ricerca filosofica, contribuirà a conoscere l’uomo nelle sue molteplici sfaccettature e a non ridursi al solo economicismo, ad esempio, come si è fatto finora.
Non esiste una cultura di destra sostengono i parziali sostenitori della cultura di sinistra? Meglio! Coloro che hanno veramente a cuore l’importanza della cultura possono veramente dare nuovo impulso alle scienze ad alla filosofia, svincolandola dal rapporto diretto con i partiti e le prospettive politiche. Se una riflessione in campo politico, che abbia come finalità il bene comune, possa tradursi in una esigenza da costruire nello Stato, ovvero se un bene comune possa diventare anche bene civile, questo compito spetta a tutti i cittadini e a coloro che li rappresentano. La bontà di una attivazione di bene civile non è frutto di una visione di parte, ma di una complessiva, che sappia progettare, dopo aver analizzato e ascoltato quanto di diverso si possa dire.
Ritorna il grande monito di Immanuel Kant ne Per la pace perpetua : «Non bisogna aspettarsi che i re filosofeggino o che i filosofi divengano re, e non c’è neppure da desiderarlo, perché l’esempio del potere corrompe inevitabilmente il libero giudizio della ragione. Ma che i re o popoli sovrano (popoli che si reggono secondo leggi di eguaglianza) non facciano scomparire o tacere - come è avvenuto sostengo io - la classe dei filosofi, e li lascino pubblicamente parlare, è indispensabile ad entrambe per essere illuminati sui loro affari: perché questa classe, che per sua natura è immune da spirito fazioso e incapace di cospirare, non può venir sospettata di fare della propaganda».