ITALCULT - Servizio sperimentale non ufficiale
Notiziario online dedicato agli Istituti italiani di cultura all'estero
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Data inserimento in rete: sabato, giugno 08, 2002
IIC Jakarta - Agenzia del 07/06/02

I pupi siciliani a Jakarta
Appuntamento il 14 giugno all'IIC della capitale indonesiana

Jakarta - Appuntamento con Mimmo Cuticchio ei suoi "pupi" il prossimo 14 giugno all'Istituto Italiano di Cultura di Jakarta. Nell'ambito del fitto programma culturale dell'istituto in Indonesia, il pubblico della capitale dell'arcipelago del sud est asiatico avrà occasione di ammirare l'arte del cantastorie siciliano ormai noto in tutto il mondo.
Dopo numerose tappe internazionali per l'artista italiano, che è stato protagonista apprezzato in numerosi teatri europei e americani, l'ennesima tappa all'estero di Cuticchio. Il teatro siciliano dei pupi, che vanta origini ottocentesche, giunge, così anche in Oceania nella forma conferita dall'artista. Cuticchio, infatti, considerato il più importante erede della tradizione dei cantastorie e dell'arte del teatro dei Pupi siciliani la propone in una forma originale: la sua particolarità consiste, infatti, nel saper coniugare la fedeltà alla propria tradizione con un'attività sperimentale. Conservazione e ricerca di un'antica forma d'arte italiana: questa la proposta dell'Istituto Italiano di cultura di Jakarta per un pubblico italiano e locale. News ITALIA PRESS


Data inserimento in rete: venerdì, giugno 07, 2002
IIC Istituti italiani di cultura - Agenzia del 07/06/02

Cultura all’estero, confermati i direttori ulivisti
di Andrea Valle

Libero, 7 giugno 2002
Il sottosegretario agli Esteri, Mario Baccini, ha dato il placet alla riconferma di Mario Fortunato e Maria Doria de Zuliani come direttori degli Istituti italiani di cultura di Londra e Mosca. Ora sarà il presidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Silvio Berlusconi, secondo quanto riportano espressonline e Dagospia, a firmare i contratti. Si chiude così la vicenda apertasi qualche mese fa, quando in favore di Fortunato si mosse una pattuglia di celebri artisti ed intellettuali britannici, da Slaman Rushdie ad Harold Pinter, Ian McEwan e Ken Loach, definendo il direttore “insostituibile”. Baccini e Vittorio Sgarbi sembravano però intenzionati a procedere con la “linea dura”.
Adesso, invece, la marcia indietro. Con la conferma dei direttori nominati dall’Ulivo verrà affondata anche la riforma degli Istituti di cultura all’estero all’insegna della managerialità, di cui si parla da tempo a Palazzo Chigi?


Berlusconi: opposizione divisa, male per tutti
di FEDERICO ADLER

Il Mattino online, 7 giugno 2002
Divisi e perdenti. E fin qui alla Cdl va più che bene. Ma non se le divaricazioni del centrosinistra rischiano poi di compromettere il ruolo propositivo che invece dovrebbe avere l’opposizione. Vista da Silvio Berlusconi la querelle nell’Ulivo non fa gongolare più di tanto governo e maggioranza. Il presidente del Consiglio coglie la trasferta a Frosinone di ieri sera per il sostegno al candidato sindaco della Cdl Nicola Ottaviani (oggi sarà a Verona, ed entrambe le iniziative del premier hanno provocato polemiche dall’Ulivo), per dire che maggioranza «non gode» delle divisioni che l'opposizione sta manifestando «sia nella sua componente sindacale sia nella sua componente partitica». Piuttosto, Berlusconi si auspica che il centrosinistra «ritrovi se stesso e il bandolo della matassa», assumendo un atteggiamento «costruttivo». Spiega il premier: «Fa bene ad una maggioranza avere un'opposizione che le faccia sentire il fiato sul collo. Non fa bene e non è producente avere un'opposizione soltanto distruttiva». E aggiinge: «L'invito che noi abbiamo continuato a rivolgere è che questa opposizione ritrovi se stessa e il bandolo della matassa e possa concorrere così con noi per il bene del Paese e del suo cambiamento».
Ma l’occasione era troppo ghiotta per non riservare una stoccata al Rutelli che Berlusconi ha sempre ritenuto un sedicente leader dell’opposizione. Ecco infatti la replica a chi gli domandava se almeno sull'art.18, e sulla necessità del dialogo, fosse d'accordo con Rutelli: «Rutelli chi? Non conosco questo signore». Per poi rincarare, a proposito delle accuse rivoltegli dall’opposizione di mancare alle promesse elettorali: «Chi di spada ferisce, di spada perisce - ironizza il premier - E adesso le menzogne si rivoltano contro loro stessi e l'opposizione appare divisa sia nella sua componente sindacale che nella sua componente politica».
Sipario sul centrosinistra, spazio al Governo. Per prima cosa Berlusconi tiene a sottolineare che «non c'è nessuna previsione di rimpasto e nessuna previsione di un nuovo ministro degli Esteri, per ora». Quindi occhio alle cose fatte. Il premier ritiene che questo primo anno di governo sia stato «quello delle fondamenta», con un lavoro spesso «sotterraneo» ma importantissimo; e cita, Berlusconi, la legge sull’immigrazione. Mentre dall'anno prossimo l'esecutivo «farà meglio», con scelte «più visibili» come la riduzione delle imposte e delle aliquote Irpef.
Dice: «Abbiamo mantenuto tutte le promesse e il 21 giugno presenterò un rendiconto di quest'anno di lavoro: non c'è neppure un punto del piano di governo che non sia stato rispettato, anzi, abbiamo fatto molto di più. Quello che ho sottoscritto con gli italiani è un contratto quinquennale - ha proseguito Berlusconi - ma stiamo avanti».
Qui il presidente del Consiglio ricorda i provvedimenti adottati dall'esecutivo, «175 tra disegni di legge e decreti legge», a partire dalla legge Tremonti fino all' aumento delle pensioni al minimo. Tra le cose «visibili» che il governo manderà in porto il prossimo anno, vi sarà la riforma fiscale, con la riduzione a due sole aliquote, riforma che, ha assicurato Berlusconi, verrà adottata nella Finanziaria.


Data inserimento in rete: giovedì, giugno 06, 2002
IIC Londra e Mosca - Articolo del 06/06/02

Istituti di cultura
Berlusconi non licenzia Fortunato e Doria de Zuliani
Mario Fortunato e Maria Doria de Zuliani saranno riconfermati agli Istituti italiani di cultura di Londra e Mosca. Ecco i retroscena

di Primo Di Nicola

L'Espresso, 05.06.2002
Alla Farnesina hanno rotto gli indugi. Mario Baccini, sottosegretario agli Esteri, ha dato finalmente il suo placet alla riconferma di Mario Fortunato e Maria Doria de Zuliani come direttori degli Istituti italiani di cultura di Londra e Mosca. La pratica è ora nelle mani del presidente del Consiglio e ministro degli Esteri ad interim Silvio Berlusconi, a cui spetta la firma dei relativi contratti.
La riconferma di Fortunato e della de Zuliani è stata sofferta e niente affatto scontata. I due direttori erano stati infatti nominati due anni fa per “chiara fama” dal governo dell’Ulivo e all’inizio giudicati inadatti dalla Casa delle libertà a portare avanti il nuovo corso culturale voluto per il ministero da Baccini.
Il sottosegretario lavora infatti da mesi a una riforma degli interventi per la promozione all’estero della nostra cultura che, considerando superate le tradizionali iniziative - soprattutto mostre, convegni e presentazioni di libri - promosse dai direttori degli istituti (in particolare da quelli di “chiara fama”) pretende maggiore managerialità e soprattutto un raccordo con il mondo produttivo in maniera da promuovere meglio l’intero sistema italiano delle imprese.
La riforma è pronta da tempo ma, a sorpresa, è stata bloccata da Palazzo Chigi che vuole inserirla nel più vasto riassetto ministeriale da tempo preannunciato da Berlusconi. Baccini si è adeguato, anche se con scarso entusiasmo. I motivi del suo mugugno? Il fatto che, proprio sugli stessi temi, il centro sinistra ha presentato in Parlamento un proprio progetto di riforma che sta andando avanti tanto speditamente da rischiare di rendere inutile il lavoro da lui fatto sinora.


IIC Francoforte - Agenzia del 06/06/02

Una vita tra giornalismo e scrittura

Francoforte - Il 28 maggio scorso, con una serata dedicata a Marcella Continanza, l'Istituto Italiano di Cultura di Francoforte ha voluto rendere omaggio non solo alla carriera di questa nostra giornalista e scrittrice italiana in Germania, ma anche alla sua persona.
La presenza di un numeroso pubblico, attento con l'intelletto e partecipe con il cuore, ha testimoniato ancora una volta la stima e l'affetto che "Marcella" ha saputo conquistarsi nei tanti anni di intensa poesia, competente giornalismo e instancabile impegno culturale.
Vi presentiamo la sua ultima raccolta di poesie, "Passo a due voci", edita dalla Press Verlag.
"Passo a due voci" di Marcella Continanza è un piccolo poema d'amore, che traccia la storia di un incontro intenso e appassionato, con l'inevitabile alternarsi di gioie e dolori, in cui, però, anche l'assenza dell'essere amato diventa coscienza di vita. Diviso in tre parti, nella prima è narrata la nascita dell'amore, anzi della donna all'amore, con un crescendo di emozioni che seguono l'intero percorso sentimentale, dalla scoperta dell'altro, all'innamoramento ancora pudico nei "liberi sguardi" che "tremano" fino all'abbandono passionale, descritto con immagini preziose e raffinate, che rimandano al gioco erotico come ad un rito sacrale, descrivendolo nella sua concretezza e, nel contempo, sublimandolo e purificandolo ("la mia rosa nascosta / spande acqua lustrale / e svela il tuo passaggio / sotto il muschio / là dove canta il miele"; "partono dalle ginocchia singhiozzi di / piacere/e mettono nei ventri carminio / amore"; "la solitudine del tuo ombelico / altèra / mentre la via lattea / appare/e t'ingioiella di un monile / d'avorio"). La seconda parte testimonia il momento del dubbio, della gelosia, dell'abbandono, di un passo che non è più a due voci. Situazioni tristemente reali di chi si sforza di mentire, il dubbio prima e l'inequivocabile avvertimento, poi, della presenza di un'altra, il quotidiano di una storia amorosa che si sfalda, si concretizzano in versi che sanno fondere il linguaggio della quotidianità con la ricercatezza delle immagini e degli accostamenti lessicali ("mi son ripresa le foglie nei capelli"; "intrighi usati / insidie crudeli / attese scalzate / da baci rassegnati". A questo punto la storia è finita; alla donna non resterebbe che il rimpianto o una solitudine inoperosa e passiva. E, invece, ecco che nel silenzio la storia d'amore viene rivissuta come pienezza di vita: quasi diapositive i ricordi, in grappoli di versi, fermano per sempre l'evento amoroso così come si manifestò e lo confermano possesso eterno che nessun'altra potrà mai contrastare. Così l'Autrice può concludere: "fruscio d'ali / uno sbatter di ciglia / mi sveglio alla vita / senz'armi / leggera". È di nuovo sola, libera, più consapevole, più forte di quell'amore vissuto, pronta a riprendere il gioco che la vita le sottoporrà. Rilevante è il linguaggio usato dall'Autrice, ricco di ardite metafore e analogie ("Scialle d'ambra / il tuo sguardo"; "la promessa / è quel dolce invito / "contro l'inverno" / già aria di tango"; "proiettile d'acquamarina / il battito vinto del tuo cuore"; "smemorato versavi sortilegi di luna"...) Abolita la punteggiatura, è data al lettore e alla lettrice la facoltà di ricostruire i sintagmi del periodare, che sono anche i sintagmi del cuore. Le pause sottolineate dai gruppi di versi, intervallati da espressioni riprese da altri autori ed autrici, quasi a didascalie della vicenda narrata. Corriere d'Italia/News ITALIA PRESS


IIC Istituti italiani di cultura - Agenzia del 06/06/02

Premi internazionali Flaiano

News ITALIA PRESS agenzia stampa - N° 109 - Anno VIII, 6 giugno 2002
Roma - La 29a edizione dei Premi internazionali Flaiano di letteratura, teatro, cinema e televisione e il convegno internazionale "Il cinema italiano nel mondo" saranno presentati martedì 11 giugno in una conferenza stampa presso la Sala delle Conferenze internazionali del Ministero degli Esteri.
Presenti il Sottosegretario agli Esteri Mario Baccini, il Direttore generale per la promozione e la cooperazione culturale Francesco Aloisi de Larderel e il Presidente dei Premi Internazionali Flaiano Edoardo Tiboni.
Interverranno i presidenti delle giurie: Dacia Maraini (letteratura), Suso Cecchi D'Amico (cinema), Giorgio Albertazzi (teatro), Ugo Gregoretti (televisione), componenti delle giurie stesse e altre personalità del mondo dello spettacolo e della cultura legate ai Premi Flaiano.
Saranno annunciati i vincitori dei quattro premi di letteratura e dei due premi speciali che, su iniziativa del Ministero degli Esteri e con la partecipazione dei nostri 93 Istituti di cultura nel mondo, vengono assegnati a partire da questa edizione.
I premi andranno a un italianista che abbia pubblicato saggi all'estero nell'ultimo anno e a una personalità che abbia significativamente contribuito a promuovere il cinema italiano all'estero.
Al cinema italiano nel mondo sarà dedicato un convegno, organizzato in collaborazione con il Ministero degli Esteri, che vedrà la partecipazione dei maggiori specialisti italiani e stranieri del settore e dei maggiori responsabili delle nostre istituzioni cinematografiche.


IIC Lisbona - Agenzia del 06/06/02

OMAGGIO DELL'ISTITUTO DI CULTURA ITALIANO DI LISBONA A DUE GRANDI AMICI PORTOGHESI DELLA CULTURA ITALIANA

LISBONA\ aise\ - Omaggio dell'Istituto Italiano di Cultura di Lisbona a due grandi amici portoghesi della cultura italiana. Giovedì 6 e venerdì 7 giugno 2002 avranno luogo, presso l'Istituto Italiano di Cultura di Lisbona, due eventi dedicati a due rilevanti personalità della cultura portoghese legati da stretti vincoli culturali con l'Italia.
Il primo è un incontro con il poeta e traduttore Vasco Graça Moura, deputato al Parlamento Europeo insignito di varie importanti onorificenze in Portogallo e all'estero, tra cui i Premi letterari portoghesi più prestigiosi. Per la traduzione della Divina Commedia e della Vita Nova di Dante, su proposta della Società Dantesca Italiana è stato insignito nel 1998 della Medaglia d'oro della città di Firenze. Poeta, romanziere, drammaturgo, saggista, traduttore, critico letterario, collabora a programmi televisivi e radiofonici, a riviste e quotidiani come cronista, critico e analista politico. Quella di Vasco Graça Moura è una poesia in forte misura autobiografica. L'obiettivo, tuttavia, non è raccontarsi o rappresentare certe situazioni della propria esistenza: è la scrittura stessa che si rapporta intrinsecamente e visceralmente ad esse, in una assidua e personale ineluttabilità che finisce col trasporle nel dominio della letteratura. Durante la serata presso l’Istituto di Cultura, cui hanno già annunciato la propria presenza importanti personalità, tra cui il Ministro portoghese della Cultura Pedro Roseta e il Rettore dell'Università Nova di Lisbona, Luis Sousa Lobo, un'insigne e lusitanista italiana, la Prof.ssa Giulia Lanciani, docente di Lingua e Letteratura Portoghese e Brasiliana presso l'Università di Roma Tre, presenterà l'Antologia poetica "Tra conoscenza e complice armonia" da essa curata.
Il secondo evento è, invece, un omaggio al grande regista portoghese Manoel de Oliveira, in occasione della presentazione del libro "Parola, Immagine, Utopia. Scritti in onore di Manoel de Oliveira" del Prof. Aniello Angelo Avella, docente di Lingua e Letteratura Portoghese e Brasiliana presso l'Università di Roma Tor Vergata. Insieme a Manoel de Oliveira e al Prof.Avella, interverranno la nota scrittrice Agustina Bessa-Luís, la già citata Giulia Lanciani, lo storico del cinema Padre João Francisco Marques e il direttore della Cinemateca portoghese João Benard da Costa. Nato ad Oporto nel 1908, Manoel de Oliveira è universalmente riconosciuto come uno dei padri fondatori del cinema ed è l'unico, fra i registi passati dal muto al sonoro, ancora in piena attività. Autore di un numero incalcolabile di cortometraggi e di 24 lungometraggi di altissimo valore artistico, ha ricevuto nel corso della sua carriera i più alti riconoscimenti e vinto i premi più importanti. Si è affermato praticamente in tutti i festival del mondo, da Venezia a Cannes, a Berlino. Insignito di laurea ad honorem da Università di diversi Paesi, ha ricevuto recentemente anche quella dell'Università di Padova. Le tre Università di Roma, per la prima volta nella storia in collaborazione fra di loro per un avvenimento del genere, gli hanno tributato un grande omaggio il 20 marzo del 2000 nel corso di una solenne cerimonia. Nel 2001 Manoel de Oliveira ha ottenuto l'ambito "Premio Besson", concessogli dal Vaticano per il film Porto da Minha Infância, da lui presentato fuori concorso all'ultimo Festival di Venezia. Il grande cineasta, del quale si parla come del "poeta del cinema", è molto legato all'Italia e alla sua tradizione artistica, come dimostrano numerose sue opere. Amico ed estimatore di nomi importanti della nostra cinematografia come Bernardo Bertolucci e Claudia Cardinale, ha diretto l'ultimo film interpretato da Marcello Mastroianni (Viaggio all'inizio del mondo, 1997). Nel 1999 è stato regista del film La lettera, che ha per protagonista Chiara Mastroianni. In Palavra e Utopia (2000), Manoel de Oliveira ha tributato a sua volta un grande omaggio all'Italia ed in particolare alle bellezze artistiche e ai cieli di Roma sottolineando il suo forte senso della latinità.
In considerazione di questi forti vincoli con il nostro Paese, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, ha inviato un proprio personale messaggio e una targa commemorativa che il regista riceverà dalle mani dell'Ambasciatore d’Italia Michele Cosentino. Il Ministro portoghese della Cultura e tante altre eminenti personalità assisteranno all'evento. L’Ambasciatore portoghese in Italia e quello del Brasile presso la Santa Sede hanno inviato già messaggi di felicitazione per l’iniziativa . I due eventi, promossi e organizzati dall'Ambasciata d'Italia e dall'Istituto Italiano di Cultura di Lisbona, hanno un importante comun denominatore: Manoel de Oliveira e Giulia Lanciani verranno insigniti di laurea honoris causa dall'Università Nova di Lisbona il giorno 8 giugno. (aise)


IIC Londra e Mosca - Agenzia del 06/06/02

Farnesina: L'Espresso riconferma per Fortunato e De Zuliani

Roma, 6 giu. (Adnkronos) - Mario Fortunato e Maria Doria Doria De Zuliani saranno riconfermati alla direzione degli Istituti italiani di cultura di Londra e Mosca. Lo scrive nel suo ultimo numero il settimanale ''L'Espresso'', secondo cui il sottosegretario agli esteri Mario Baccini ha dato il suo placet alla riconferma e la pratica è ora nelle mani del presidente del Consiglio e ministro degli Esteri ad interim Silvio Berlusconi. Si tratta di una riconferma sofferta e niente affatto scontata - prosegue il settimanale - in quanto i due direttori nominati due anni fa dall'Ulivo erano all'inizio giudicati inadatti dalla Cdl a portare avanti il nuovo corso culturale voluto da Baccini.




Data inserimento in rete: mercoledì, giugno 05, 2002
IIC Berlino - Agenzia del 05/06/02

Is.it. cultura: festival di cultura e di stile di vita italiana a Berlino

Berlino, 5 giu. (Adnkronos) - Si concluderà il 23 giugno prossimo a Berlino la manifestazione "Festival di cultura e di stile di vita italiana". Il Festival realizzato dall'Istituto italiano di cultura di Berlino, trasformerà per tre settimane la capitale tedesca in un'unica grande piazza italiana con manifestazioni e spettacoli.
Parteciperanno all'evento politici, scienziati, economisti e giornalisti che apriranno quotidianamente un forum sulla 'Piazza italiana'. Ogni sera saranno proiettati film classici del cinema italiano come 'Amarcord' di Federico Fellini o 'Accattone' di Pier Paolo Pasoli, 'Pane e tulipani', 'Fuori dal mondo' ecc. Per quanto riguarda il teatro invece, si potranno ammirare opere italiane di Goldoni e Viviani. Il calendario dei concerti vedrà la partecipazione di Vinicio Capossela. Il cantante, nato ad Hannover in Germania e cresciuto in Emilia-Romagna, presenterà al pubblico tedesco il suo ultimo album 'Canzoni a manovella'. Infine, durante la manifestazione si potranno degustare le specialità italiane apprezzate in tutto il mondo.




Data inserimento in rete: martedì, giugno 04, 2002
MANIFESTO / Dell’Utri «chiama» gli intellettuali: confronto anche sul riformismo
Sfida «azzurra»: la cultura non è solo di sinistra
di Dario Fertilio

Corriere della Sera, 4 giugno 2002
Un manifesto degli intellettuali di destra? Per carità, non chiamiamoli così. Anche se la scelta di campo è chiara; anche se i simboli di Forza Italia compariranno sulle bandiere; anche se, soprattutto, saranno due influenti uomini di partito (Marcello Dell’Utri, responsabile del dipartimento Cultura, e Sandro Bondi, portavoce forzista) a introdurre e presentare i lavori. Manifesto, sì, dunque, o meglio e più prudentemente «proposta di un manifesto per la cultura»; destra no, invece, perché gli intellettuali chiamati a raccolta potranno essere molto sommariamente collocati nella Casa delle Libertà, ma con distinguo e storie personali estremamente diverse. Riassumiamo: la «proposta di manifesto» verrà lanciata ufficialmente a metà del mese, sabato 15 giugno, al centro congressi di Firenze, e coordinata da una parlamentare di maggioranza, Stefania Fuscagni. Si partirà da una confutazione della vecchia mitologia progressista, l’idea cioè che la cultura debba essere per forza di sinistra. Le cose non stanno così, ribadiranno Dell’Utri e Bondi agli intellettuali che avranno risposto all’appello. E per far intendere meglio il senso della proposta si richiameranno alle tre grandi scuole di pensiero cui intende fare riferimento la Casa delle Libertà: la cattolica, la liberale e la riformista. Quello che vogliamo ottenere, chiarisce Marcello Dell’Utri (in partenza per Mosca, dove presenterà la biografia di Berlusconi in versione russa, fortemente voluta da Putin), «non è un gruppo di intellettuali organici a Forza Italia ma un’area di pensiero organizzata, all’interno della quale suscitare un salutare confronto delle idee». Con qualche contraddizione, ovviamente, dal momento che la «non organicità» beneficerà sin dall’inizio del viatico di partito. «Ma un’iniziativa simile - osserva Dell’Utri - senza di noi non sarebbe mai nata».
Un’altra caratteristica del manifesto, quando vedrà la luce, sarà la sua «apertura» e irriducibilità a una visione «di destra»: per questo, probabilmente, vi compare più volte il termine «riformista» al cui monopolio ultimamente sembrava aspirare l’Ulivo. In questo modo dovrebbe essere possibile a Forza Italia coinvolgere intellettuali di varia provenienza, compresa la sinistra tradizionale, e al tempo stesso non alienarsi i favori degli indipendenti. Tutte esigenze squisitamente politiche, che hanno suggerito al portavoce di Forza Italia, Sandro Bondi, di procedere comunque con i piedi di piombo: «E’ solo una proposta di manifesto, quella che gli intellettuali a Firenze saranno chiamati non a firmare, ma a discutere. E la riunione non sarà a porte chiuse». I nomi dei possibili firmatari? Ne circolano parecchi, ma i promotori scelgono la riservatezza per evitare sorprese. Già ora, ad esempio, il filosofo Dario Antiseri manda a dire con vena polemica che «la funzione di un intellettuale liberale non è quella di portare lo strascico del re, piuttosto di portare una lanterna davanti al re. Ma, a ben guardare, mi pare che ci sia abbastanza buio sulla strada». Altri, come Ferdinando Adornato, giudicano invece «una buona idea riunirsi e discutere insieme l'identità dell’area liberale».
Comunque, si percepisce un’aspettativa diffusa sull’esito dell’operazione. Sarà per il senso di perdita dopo la scomparsa di Lucio Colletti e l’ascesa istituzionale di Marcello Pera; sarà per la crescente importanza dei temi dai risvolti culturali (dal problema dell’islam a quello dell’immigrazione). In ogni caso, la questione promette di andare oltre il lifting di partito o la legittimazione di facciata. In gioco, manifesto o non manifesto, è la capacità della coalizione di rivolgersi al mondo della cultura, diffidente della propaganda.


IIC Singapore

SINGAPORE- SINGAPORE: IL CONCERTO DELL'ENSEMBLE AMEDEUS

(Italian Network, giugno 2002) Arriva a Singapore, il 4 giugno, l'Ensemble Amedeus con il suo ricco repertorio che spazia dalla musica barocca alla musica contemporanea. Il gruppo musicale di Milano fondato nel 1997 è specializzato in modo particolare in musica sacra ed è diretto da Marco Raimondi.
Nel corso della serata l'Ensemble con il suo coro polifonico esegue musica di W. A. Mozart, F. Giardini, L. Gatti, B. Britten.
Il concerto, organizzato in collaborazione con l'IIC di Singapore si tiene presso il Jubilee Hall, Raflles Hotel (ore 20).


IIC San Francisco - Agenzia del 04/06/02

Note italiane a San Francisco
Organizzata dall'Istituto Italiano di Cultura una serie di concerti per la promozione della musica italiana e greca

San Francisco - Serata all'insegna della musica italiana contemporanea quella dello scorso 3 giugno, quando il Worn Chamber Ensemble ha dedicato un concerto ai compositori Giacinto Sclesi, Franco Donatoni e Luigi Dallapiccola.
Fondato da Richard Worn, il Worn Chamber Ensemble si prefigge la diffusione della conoscenza dei compositori del XX secolo.
Quello del 3 giugno, realizzato presso la cappella del Presidio di San Francisco in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura della città, fa parte di una serie di concerti, dal titolo complessivo "Greco Romano", dedicati alla musica contemporanea italiana e greca. News ITALIA PRESS


SONO BEN 7000 I VOLUMI PRESENTI NELLA BIBLIOTECA DELLA "DANTE ALIGHIERI" DI KIEL (GERMANIA)

KIEL\ aise\4 giugno 2002 - Ben 7000 volumi di vario genere! Questo è il vastissimo patrimonio culturale offerto dal Comitato della "Dante Alighieri" operante a Kiel, in Germania, per la promozione e la diffusione della lingua e della cultura italiane. La biblioteca, arricchita anche dalle donazioni editoriali della Sede Centrale della "Dante" di Roma, viene frequentata, oltre che dai 1297 soci ordinari del Comitato e dai 237 studenti iscritti ai corsi promossi dalla "Dante" locale, da numerosi visitatori desiderosi di conoscere e di approfondire, per curiosità o per passione, gli aspetti della lingua e della cultura del nostro Paese.
Oltre all'ampia disponibilità di libri e materiale didattico, la "Dante" di Kiel offre ai propri soci la possibilità di scoprire le bellezze italiane anche attraverso gite, come quelle già realizzate in Campania ed in Emilia Romagna, manifestazioni culturali e premi di studio. Un impegno notevole, quindi, che va ad affiancarsi a quello dei quasi 500 Comitati sparsi in tutto il mondo allo scopo di soddisfare le richieste dei numerosissimi innamorati dell'Italia. (aise)


IIC Montreal - Agenzia del 04/06/02

Is. It. cultura: convegno internazionale su Molière a Montreal

Montreal, 4 giu. (Adnkronos) - Si svolgerà dall'8 al 10 agosto presso il Cour du Petit Séminaire de Québec, luogo di fondazione dell'università Laval di Montreal in Canada, un convegno internazionale dal titolo " Molière d'Hier à aujourd'hui ".
Al convegno, realizzato dall'Istituto italiano di cultura di Montreal in collaborazione con il Dipartimento di letteratura ed il comitato organizzativo grandi feste dell'università Laval (Québec) e la rivista 'Théâtres', parteciperà Delia Gambelli docente dell'università di Roma, che parlerà del rapporto tra Dario Fò e Molière
L'evento organizzato in occasione del 340° anniversario della nascita dell'università di Laval e del 150° anniversario del suo Statuto, unirà alla festa culturale e teatrale quella popolare, con incontri intitolati "Théâtres d'hier et d'aujourd'hui".




Data inserimento in rete: lunedì, giugno 03, 2002
IIC Istituti italiani di cultura - Agenzia del 03/06/02

(Italcult) Domani 4 marzo le commissioni riunite Esteri/Cultura si occuperanno del progetto di legge di iniziativa parlamentare (n. 2209), DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RIORGANIZZAZIONE DEGLI ISTITUTI ITALIANI DI CULTURA ALL'ESTERO, presentato dall'On. Valerio Calzolaio (Dem.-Sin.-Ulivo), i cui punti salienti possono essere così riassunti:
- istituzione di un Dipartimento per la cultura, la lingua e l'immagine dell'Italia nel mondo presso il Ministero degli Affari Esteri;
- riduzione del numero degli IIC e potenziamento degli IIC di importanza strategica;
- nomina di addetti culturali di ruolo e onorari presso Ambasciate e Consolati Generali dove non ci sono IIC;
- inquadramento del personale degli IIC, salvo gli addetti onorari, nelle locali strutture diplomatiche;
- i direttori degli Istituti di Cultura sono designati dal Capo del Dipartimento e sono scelti tra:
1) il personale di ruolo del Ministero degli Affari Esteri, inquadrato nei ruoli dell'APC alla data di entrata in vigore della legge, in base alla valutazione del lavoro svolto e dei risultati raggiunti;
2) personalità di "chiara fama", al di fuori dei ruoli e dei concorsi, scelte sulla base di piani triennali di missione. Il numero dei posti disponibili per i "chiara fama" e le relative sedi vengono stabiliti in base a piani di organizzazione del Dipartimento;
3) vincitori di concorsi pubblici.
Detti incarichi direttivi hanno la durata di tre anni e possono essere rinnovati una sola volta per ulteriori tre anni.(Italcult)

L'On. Valerio CALZOLAIO
Indirizzo e-mail: CALZOLAIO_V@camera.it

Eletto con il sistema maggioritario nella circoscrizione XIV (MARCHE) Collegio: 04 - Macerata
Lista collegata: DEMOCRATICI DI SINISTRA
Data proclamazione: 26 maggio 2001
Precedenti legislature: XI, XII, XIII
Segretario dell'Ufficio di Presidenza del Gruppo
Componente della III Commissione permanente Affari esteri e comunitari
E' componente del COMITATO DIRETTIVO del Gruppo
Attività parlamentare

E' nato a Recanati nell'ottobre del 1956 e vive da sempre a Macerata, dove si è laureato in Scienze Politiche nel 1979.
Sposato con Irma Berdini (insegnante elementare), ha due figli, Chiara (1984) e Michele (1994).
Impegnato nell'associazionismo dal 1974, ha avuto incarichi politici di direzione prima nel PdUP (dal 1977) e poi nel PCI (dal 1984). Consigliere comunale a Macerata dal 1985 al 1990, è stato eletto deputato marchigiano nel 1992 (nelle liste del PDS), riconfermato nel collegio di Macerata nel 1994 (sotto il simbolo dei Progressisti); nel 1996e nel 2001 (sotto il simbolo dell'Ulivo).
Accanto all'impegno politico, Calzolaio ha sempre mantenuto un'attività specialistica di studio sul diritto costituzionale comparato, pubblicando saggi sulla storia costituzionale, sui programmi e sulle crisi di governo.
Giornalista pubblicista dal 1979, ha curato libri sui bacini idrografici, su Mafai, su Gramsci e Leopardi, su Lori, sul rumore, sulle risorse idriche, da ultimo sull'inquinamento elettromagnetico ("Onda su onda", Cuen 2001). Ha collaborato a vari giornali e periodici, in particolare a "Salvagente" e "Avvenimenti" (recensioni "gialle" ). Nelle due prime legislature ha fatto parte della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati, vicepresidente della Commissione per i due anni della XII legislatura dal 1994 al 1996. Nel maggio 1996 è stato nominato sottosegretario al Ministero dell'Ambiente, nei governi Prodi, D'Alema, Amato.
Calzolaio gioca a tennis, socio della Associazione Tennis Macerata e fa parte della nazionale di tennis dei parlamentari.

Interpellanza dell'On. Valerio CALZOLAIO e altri del 07/05/02, n. 200320
Rafforzamento delle attività degli Istituti Italiani di cultura all'estero

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro degli affari esteri, il Ministro per gli italiani nel mondo, per sapere
premesso che:
- già il 7 marzo il Ministro degli Esteri ha risposto ad un'interrogazione sul necessario rafforzamento delle attività degli Istituti Italiani di cultura all'estero;
- sono proseguite iniziative e dichiarazioni di esponenti del governo che sembrano considerare gli Istituti come appendici funzionali del governo in carica;
- è stata assegnata alla Commissione III (Esteri) la proposta di legge (n. 2209) per la riorganizzazione degli Istituti Italiani di Cultura all'estero;
- gli Istituti italiani di cultura ricoprono all'estero un ruolo fondamentale nella diffusione della cultura e nella promozione del nostro Paese;
- gli Istituti devono poter offrire programmi culturali che esprimano l'intero Paese anche attraverso satira, critica, analisi ironica, interpretazione, espressione di dissenso;
- è stato tolto il Patrocinio, precedentemente concesso, dell'IIC al pezzo «Giudici» ad Heidelberg;
- è stata criticata la direttrice dell'Istituto italiano di cultura di Bruxelles per la presentazione del libro del Giudice Caselli, opera che ha riscontrato anche in Italia forte apprezzamento e che è indubbiamente parte della cultura italiana contemporanea -:
attraverso quali criteri, giudizi, consulenze si valuti «quanto di buono e di bello c'è e si produce in Italia» e come intendano garantire un'offerta culturale ampia, che esprima tutto il Paese e non escluda eventuali opere critiche.


IIC Zurigo - Agenzia del 03/06/02

letti & letti di Luca Foppiano
di Chiara Cecchi

(Italcult) Dal 15 giugno al 6 luglio 2002 presso la Galerie Ursula Wiedenkeller (Neustadtgasse 2/Trittligasse in Zurigo) si terrà, con la collaborazione dell'Istituto Italiano di Cultura, una personale del pittore Luca Foppiano intitolata “letti & letti”. L’autore, docente di discipline pittoriche fino al 1997 in Genova (Italia) e poi al Liceo artistico di Zurigo, presenta in questa occasione una serie di lavori appartenenti agli ultimi due anni. Pittore e incisore di notevoli impegno, sensibilità e consolidata attività anche espositiva, ha partecipato a concorsi nazionali, collettive e personali in Italia e all’estero. Da sottolineare la segnalazione come incisore sul catalogo Bolaffi Grafica n.11 del 1981 da parte dello storico G. Bruno.
La sua carrirera ha inizio e si sviluppa per lunghi anni sotto l’influsso della pittura informale più prettamente italiana ed europea per poi aprirsi negli ultimi anni ad una figurazione più attuale mantenendo sempre la sua tipica vena lirica e intimista. In questa evoluzione i colori si fanno via, via più brillanti, meno cupi così come la luce appare più vivida assumendo spesso quasi un ruolo di coprotagonista insieme ai soggetti stessi dei quadri. Le forme si fanno di conseguenza più chiare e leggibili, ambientate in spazi non del tutto rassicuranti. Infatti la scelta di inserire lievi anomalie prospettiche dà origine a improvvisi tagli, rapide fughe e distorsioni spaziali. I riferimenti formali e poetici sono sempre tratti dalla realtà, parte del quotidiano stesso dell’autore, ma anche di ognuno di noi.
Nei letti qui presentati, le pieghe e la profondità di un cuscino sono in armonia con i pieni che li hanno formati. Tutto quindi è realmente pieno in quanto ciò che ora appare “formato” lo è grazie al passaggio di un “pieno”, ovvero del corpo che ha vissuto quelle stesse pieghe in naturale armonia con esse. Le cose si completano e tutto è tutto. Non esistono i pieni e i vuoti, le luci e le ombre, ma esistono i pieni e i vuoti, le luci e le ombre che sono un tuttuno. Proprio per questo, i letti in mostra entrano in comunicazione diretta con l’osservatore che può ritrovare atmosfere familiari o sconosciute, desiderate o temute, comunque sempre accattivanti e affascinanti. Letti che oltre a rappresentare loro stessi, parlano anche delle persone che li vivono. Sono semplicemente immagini dell’esistenza che assumono un valore anche senza rappresentare palesemente ciò che è stato, che è e che sarà. Così nelle stanze, nelle porte aperte, negli abiti messi a caso, in un paio di scarpe vicino ad un letto, troviamo la nostra stessa vita. Dunque il “gioco” si fa complesso in un continuo rimando tra soggetto in se (letto rappresentato), soggetto assente (colui o coloro che li vivono) e fruitore.
Al di là della piacevolezza formale e cromatica, Luca Foppiano possiede anche (e appare evidente) una grande capacità di andare oltre l’apparenza, e di usare questa per toccare nel profondo i sentimenti che accomunano ognuno di noi. (Italcult)


IIC Montreal - Agenzia del 03/06/02

Leonardo per bambini all’IIC di Montreal
Katie and the Monna Lisa lo spettacolo organizzato per avvicinare i ragazzi all'opera dell'artista italiano

Montreal - L'Istituto Italiano di cultura di Montreal presenterà sabato 8 giugno l'opera teatrale per bambini Katie and the Monna Lisa. L'iniziativa dell'istituto si colloca nell'ambito delle celebrazioni per il 550mo anniversario della nascita di Leonardo da Vinci che ha previsto nella città canadese numerose iniziative all'insegna dell'opera dell'artista italiano.
Realizzata in collaborazione con Tricycle Producions, l'opera per bambini è la trasposizione teatrale dal celebre romanzo di James Mayhew, con attori professionisti che si cimentano in una produzione teatrale di carattere pedagogico. Scopo dell'iniziativa è quello di guidare il fanciullo a conoscere artisti e pittori celebri attraverso modalità di racconto tipicamente per l'infanzia. I ragazzi avranno anche modo di ammirare i disegni di Leonardo che sono esposti presso la sede dell'Istituto fino al 30 giugno.
La serata si concluderà con un rinfresco. News ITALIA PRESS


IIC Sydney - Agenzia del 03/06/02

Is. It. cultura: il taccuino italiano di Gough Whitlam a Sydney

Sydney, 3 giu. (Adnkronos) - Si terrà il prossimo 19 giugno presso il Kirribilli Club a Sydney la presentazione del libro "My Italian Notebook The Story of an Enduring Love Affair" (Il mio taccuino italiano. La storia di un amore eterno) di Gough Whitlam.
L'evento sarà realizzato dalla Camera di Commercio e dell'Industria di Sydney e dall'Istituto italiano di cultura presente nella città australiana. L'autore del libro, Edward Gough Whitlam, che è stato primo Ministro dell'Australia fra il 1972 e il 1975, nel libro raccoglie le emozionanti storie degli dei e degli eroi romani raccontati da suo padre e da sua madre quando era bambino. Le storie dell'antica Roma hanno sempre suscitato in lui una forte curiosità nei confronti dell'Italia, per la sua storia, la sua cultura e il suo contributo al resto del mondo, curiosità che Whitlam ha deciso di registrare in un taccuino di memorie. Il risultato è una stimolante collezione che copre molteplici argomenti, dall'arte all'architettura, dalla politica alle genealogie reali, dalla biografia alla storia australiana. Il volume rappresenta un testamento ed un resoconto di una passione che è durata tutta una vita: l'Italia.


Data inserimento in rete: domenica, giugno 02, 2002
IIC Istituti italiani di cultura

STORIA DEGLI ISTITUTI ITALIANI CULTURA ALL'ESTERO: INTERPELLANZA SULL'ADEGUAMENTO DELLE STRUTTURE DEL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI PER LA PROMOZIONE DELLA CULTURA ITALIANA (15 marzo 2000)
(NdR: Riveste interesse per quanto concerne l'origine dei corsi di riqualificazione per il personale dell'APC)

Adeguamento delle strutture del Ministero degli affari esteri per la promozione della cultura italiana

B) Interpellanza:

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro degli affari esteri, per sapere - premesso che:
il ministero per gli affari esteri ha recentemente modificato il nome della direzione generale delle relazioni culturali in direzione generale per la promozione e la cooperazione culturale anche per suggellare l'impegno del Governo nella promozione della cultura italiana all'estero;
tale direzione generale è competente, come si legge nel sito Internet del ministero, per la promozione e la diffusione della lingua e della cultura italiana all'estero, per la collaborazione in campo scientifico e tecnologico, per le organizzazioni internazionali a vocazione culturale e scientifica. Si occupa degli istituti italiani di cultura e delle istituzioni scolastiche, all'estero, dei lettori presso le università straniere e degli addetti scientifici. Gestisce le borse di studio in favore degli studenti stranieri e dei cittadini italiani all'estero; tratta le borse di studio offerte ai cittadini italiani dai Governi stranieri e dalle organizzazioni internazionali. Si occupa di scambi giovanili e cura i rapporti con le università e gli enti di ricerca italiani e stranieri;
nonostante l'importanza delle prerogative istituzionali, l'organico della direzione e attualmente coperto solo per la metà dei posti previsti e con personale reclutato da altre amministrazioni dello Stato mentre un concorso volto a reclutare personale da destinare alla copertura delle residue vacanze è stato annullato;
se i dati relativi alla direzione generale per la promozione e la cooperazione culturale siano veri e, in tal caso, quali siano state le procedure attraverso le quali è stato selezionato il personale appartenente ad altre amministrazioni e con quali criteri esso sia stato scelto;
quali siano i motivi per i quali è stato annullato il concorso bandito per la copertura dei posti rimasti vacanti nell'organico della direzione generale medesima e quali provvedimenti il Ministro intenda adottare per garantire la piena funzionalità con personale competente e qualificato di un'area di intervento di così grande rilievo;
quali siano state le iniziative ed i progetti a tutt'oggi svolti dalla direzione generale e quale sia stato l'impegno finanziario che tali iniziative e progetti hanno comportato a carico del bilancio del ministero;
se non ritenga necessario assumere ogni iniziativa utile per potenziare le strutture e favorire le azioni che promuovono la cultura italiana e la cooperazione in tale settore, considerando che, nonostante le dichiarazioni di intenti e le finalità che il ministero stesso dichiara di perseguire, la politica concretamente attuata non garantisce neanche l'operatività delle strutture centrali preposte al raggiungimento di tali scopi. (2-02308) «Taradash».
(15 marzo 2000).

Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 746 del 22/6/2000
presieduta da Carlo Giovanardi


PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza Taradash n. 2-02308

L'onorevole Taradash ha facoltà di illustrarla.

MARCO TARADASH. Signor Presidente, signor sottosegretario, la mia interpellanza concerne l'attuale inefficienza della direzione generale per la promozione e la cooperazione culturale, che tra l'altro ha cambiato nome di recente per darsi proprio questa dizione, dovendo intendersi che vi è un'attività e non una passività del Ministero degli affari esteri per quanto concerne il ruolo che la nostra lingua, la nostra cultura, la nostra ricerca possono svolgere nell'interscambio internazionale. Purtroppo, questa direzione è sotto organico, in quanto solo la metà dei posti sono coperti, ed il personale viene reclutato da altre amministrazioni dello Stato. Ciò comporta che non vi è alcuna programmazione vera e seria e nessuna iniziativa che possa corrispondere a quelli che sono i compiti istituzionali di questa direzione, che ha come finalità la promozione e la diffusione della lingua e della cultura italiana all'estero e la collaborazione in campo scientifico e tecnologico con le organizzazioni internazionali a vocazione culturale e scientifica. Essa dovrebbe promuovere la nascita ed il funzionamento degli istituti italiani di cultura e delle istituzioni scolastiche all'estero. A quanto mi risulta, però, le cose non vanno affatto bene e mi pare che questo sia un settore su cui invece gli sforzi dovrebbero essere concentrati da parte del Ministero proprio per l'importanza di questi obiettivi.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per gli affari esteri, dottor Intini, ha facoltà di rispondere.

UGO INTINI, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la promozione e la diffusione della cultura italiana all'estero e la cooperazione in campo scientifico e tecnologico costituiscono, com'è naturale, uno dei cardini della politica del Governo. Il riconoscimento della necessità di dotare il nostro paese di mezzi adeguati alle rilevanti esigenze poste dalla politica estera, comprese quelle della promozione culturale, ha indotto il Parlamento ad approvare la legge n. 266 del 1999 di riordino della carriera diplomatica.
Sui quesiti avanzati dall'onorevole Taradash, voglio esporre alcuni punti. In primo luogo, la legge n. 266 del 1999 viene incontro alle esigenze funzionali derivanti dal processo di riqualificazione del personale appartenente all'area della promozione culturale, che oggi può contare in pianta organica su 210 unità, che aumenteranno l'anno prossimo a 250. I corsi di riqualificazione investono, al momento attuale, 114 unità e i percorsi di riqualificazione sono finalizzati al passaggio interno dalla posizione economica immediatamente inferiore, nel rispetto del principio previsto dall'articolo 15 del contratto collettivo nazionale di lavoro 1998-2001 relativo al personale del comparto Ministeri.
La selezione del personale proveniente da altra amministrazione si è finora basata sui seguenti requisiti: inquadramento nella posizione economica C1 dell'amministrazione di appartenenza; diploma di laurea; l'aver svolto in modo continuativo ed accertabile con certificazione, per almeno tre anni, attività di promozione culturale e/o di organizzazione di eventi culturali presso enti pubblici o privati, fondazioni, accademie, musei; infine, conoscenza di due lingue straniere e buona conoscenza degli strumenti informatici.
Al termine delle procedure di riqualificazione sarà possibile inquadrare in ruolo, nell'area della promozione culturale, 12 unità di personale già selezionato in base ad una procedura di mobilità intracomparto di recente conclusasi.
Altre procedure di mobilità consentiranno, nel corso del corrente anno, la copertura di altri 60 posti; per il 2001, è stata programmata l'assunzione di 40 persone nell'area delle promozione culturale, da selezionare attraverso un pubblico concorso.
Secondo punto. Il bando di mobilità per la copertura di 80 posti nell'area della promozione culturale, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6 ottobre 1998, è stato a suo tempo revocato in quanto, innanzitutto, il requisito richiesto dell'aver svolto servizio per almeno cinque anni in qualità di operatore della promozione culturale, data la sua non precisa configurazione giuridica, era stato interpretato in modo difforme dagli organi incaricati della redazione delle dichiarazioni attestanti il suddetto servizio, con conseguenti possibili disparità di trattamento tra i candidati. Le domande pervenute, poi, erano provenienti, per la quasi totalità, da personale del comparto scuola, un comparto diverso da quello dei Ministeri, per il quale risultava necessario un accordo stipulato tra le amministrazioni prima dell'emanazione del bando.
Terzo punto. Le iniziative e i progetti avviati dalla direzione generale per la promozione e la cooperazione culturale si sostanziano nell'organizzazione di manifestazioni artistiche, di seminari, di convegni, nonché di attività correlate all'insegnamento della lingua italiana, così come al settore della tutela del patrimonio culturale mondiale. La dotazione finanziaria dei 93 istituti di cultura è passata dai 26 miliardi del 1999 ai 30 dell'anno in corso; in valori percentuali si tratta di un incremento apprezzabile, ma il valore assoluto rimane comunque esiguo rispetto ad una rete così estesa di istituti.
Proprio in questi giorni, i nostri uffici stanno ultimando la relazione annuale consuntiva per il 1999, che verrà trasmessa al Parlamento nelle prossime settimane e che fornirà una presentazione analitica delle attività svolte dalla rete degli istituti e, più in generale, delle iniziative ricollegabili alla cosiddetta diplomazia culturale.Concludo solo con un accenno ad una iniziativa di riforma organica che il Governo sta elaborando per gli istituti di cultura e per la quale desidero confermare il massimo impegno del Ministero degli esteri. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie a lei, dottor Intini. L'onorevole Taradash ha facoltà di replicare.

MARCO TARADASH. La prima parte della risposta è stata scritta in una lingua che assomigliava solo vagamente all'italiano. Ho colto addirittura, ma spero di avere sbagliato, una «concettificazione», ma forse nella distorsione dei suoni della burocrazia mi è arrivato perfino questo. Comunque, ho capito che l'organico è sottodimensionato perché è sottodimensionato e che il bando di concorso è «saltato» perché era scritto male.
Lei, signor sottosegretario, che è stato costretto a leggere quella prima parte della risposta, parla una lingua diversa. Lei ieri ha detto «sì sì, no no» rispetto ad una mozione, che io giudico scandalosa, che riguardava l'embargo sull'Iraq. Credo che il compito della diplomazia italiana, se è quello che gli viene affidato dal Parlamento, può essere svolto meglio da altri paesi; se invece tra i suoi compiti rientra anche quello di far conoscere e rendere fruibile all'estero la cultura italiana, allora questo può essere qualcosa che il Ministero degli esteri può tentare di svolgere più adeguatamente ai suoi compiti.
Quindi, noi dovremo aspettare un nuovo concorso e un nuovo bando. Lo vedremo. Il sottosegretario non ci ha detto se ne è stato prodotto un altro e quindi sappiamo che per molto tempo ancora questa direzione resterà sotto organico.

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Taradash.


IIC Istituti italiani di cultura

STORIA DEGLI ISTITUTI ITALIANI CULTURA ALL'ESTERO: INTERPELLANZA DI A. COSSUTTA, M. RIZZO, K. BELLILLO AL MINISTRO DEGLI ESTERI SUI NUOVI INDIRIZZI PER GLI ISTITUTI ITALIANI DI CULTURA ALL'ESTERO (13 marzo 2002)

Premesso che:
- il Governo si preparerebbe a sostituire dieci direttori dei più prestigiosi Istituti Italiani di cultura ( Parigi , Bruxelles, Londra, Berlino, New York, Los Angeles, Pechino ed altri ), in alcuni casi anche prima della scadenza del loro mandato come per Bruxelles e New York, perché rei di iniziative culturali filoprogressiste;
- Il governo (…) giustifica gli avvicendamenti ai vertici degli Istituti nel quadro di un’operazione di riforma in cui gli stessi dovranno trasformarsi in ambasciatori di cultura intesa in senso più lato a favorire "una maggiore penetrazione economica e commerciale dei nostri prodotti e delle nostre imprese".
- Il disegno di legge di riforma degli Istituti Italiani di cultura all’estero, al vaglio del Ministro "ad interim" degli Esteri, opera la completa ridefinizione della loro missione: non più ambasciatori della storia, antica e contemporanea, della lingua e delle arti italiane, ma promotori dell’immagine italiana anche in funzione degli interessi economico-commerciali delle aziende italiane. La cultura intesa come prodotto industriale da esportare e promuovere all’estero alla stregua di un qualsiasi bene economico;
- Il sottosegretario Baccini ha deciso di affidare alla Commissione nazionale della cultura, presieduta dallo stesso sottosegretario, l’elaborazione delle linee guida e degli indirizzi culturali che dovranno essere seguiti in futuro dai direttori degli Istituti di cultura all’estero, una "cabina unica di regia".

- Se non ritiene che attribuendo un ruolo più manageriale ai direttori degli istituti italiani di cultura all’estero, che non dovranno essere più esperti e personalità di "chiara fama" ma funzionari provenienti dai ruoli ministeriali, si trasformerà la diplomazia culturale, alla stregua di quella politica, a mera cinghia di trasmissione della politica economica del Governo;
- Se non ritiene che la cultura , piuttosto che piegarsi alle logiche di mercato, debba rappresentare la più alta espressione delle diverse sensibilità artistiche dando anche voce alle diversità ideologiche e spirituali che un paese, che si definisce libero, sa e deve poter esprimere in qualsiasi parte del mondo.