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Data inserimento in rete: sabato, giugno 29, 2002
IIC Istituti italiani di cultura - Agenzia del 28/06/02

PUBBLICATA LA GRADUATORIA PROVVISORIA PER IL PASSAGGIO ALLA POSIZIONE ECONOMICA C3 DELL'APC

(Italcult) Il Ministero degli Affari Esteri ha pubblicato la graduatoria provvisoria relativa alla mobilità verticale interna nell'area funzionale C per il passaggio dalla posizione economica C2 alla posizione C3 dell'Area della Promozione Culturale.
Per consultare la graduatoria, cliccare qui. (Italcult)


Data inserimento in rete: venerdì, giugno 28, 2002
IIC Tokyo - Agenzia del 27/06/02

Silvio Marchetti
Tokyo: premiato l'Istituto di cultura

(9colonne) TOKYO - L'Istituto italiano di cultura di Tokyo è stato insignito del premio 2002 di una delle più prestigiose associazioni culturali del Giappone, il "Collegium Mediterranistarum", che riunisce circa 700 studiosi e accademici del Sol Levante accomunati dall'interesse per gli studi e le ricerche sulle culture del Mediterraneo. E' la prima volta che il premio, annuale, viene assegnato ad una istituzione italiana, scelta per le sue attività a sostegno della diffusione della conoscenza della cultura italiana in Giappone, soprattutto - afferma la motivazione - "per la realizzazione di una fitta serie di eventi durante l' Anno dell'Italia in Giappone 2001, rigurdanti i più svariati campi dall'arte al design, dalla fotografia alla musica, dal teatro al cinema, dalla politica all'economia. Molti di questi eventi si sono avvalsi del contributo dell'Istituto italiano di cultura di Tokyo". Il "Collegium Mediterranistarum" ha riconosciuto anche l'importanza dell'attività complessiva dell'Istituto che nel corso degli anni "ha diffuso in Giappone la cultura dell'Italia, parte integrante e fondamentale della cultura del Mediterraneo". Il premio è stato consegnato in una cerimonia presso l'Università Gakushuin di Tokyo al Direttore dell'Istituto Silvio Marchetti.


IIC Istituti italiani di cultura - Agenzie del 23/06/02, del 25/06/02 e del 26/06/02

Inform n. 123 del 20 giugno 2002, n. 125 del 25 giugno 2002 e n. 126 del 26 giugno 2002

L'Opinione, 20 giugno 2002
Mario Baccini: Un disegno di legge per promuovere la cultura italiana

ROMA - In un contesto di rapporti internazionali nei quali la politica
culturale si configura vieppiù quale componente essenziale della politica
estera e quale veicolo privilegiato per la promozione di interessi politici
ed economici, il presente disegno di legge intende fornire gli strumenti
necessari per una politica di promozione culturale più efficace ed
incisiva, al fine di diffondere e rappresentare all'estero un'immagine del
"Sistema Italia" adeguata al ruolo internazionale di primo piano che il
nostro Paese è chiamato a svolgere ed all'immenso patrimonio culturale di
cui esso è depositario. Del resto, che la politica di promozione culturale
debba essere considerata quale punto qualificante della politica estera, è
concetto espresso con sempre maggiore frequenza sia dal Governo, sia da
istanze istituzionali, politiche ed intellettuali.
Individuata quale risorsa primaria del nostro Paese, la "cultura",
strumento di conoscenza fra i popoli ed al tempo stesso fonte di ricchezza
e fattore di sviluppo, richiede una promozione a livello internazionale più
competitiva, in grado di rappresentare al meglio la ricchezza e la
profondità della produzione italiana, anche contemporanea, che trae
ispirazione ed alimento da tradizioni universali e cosmopolite. L'esigenza
di raggiungere platee più vaste e mercati più lontani, nonché la necessità
di rispondere alla crescente domanda di lingua e cultura italiane
proveniente da varie parti del mondo, impongono di veicolare all'estero non
soltanto una concezione di cultura proiettata verso gli aspetti
tradizionalmente umanistici del sapere, ma anche di trasmettere nuovi
modelli culturali legati alla scienza ed alle innovazioni tecnologiche, al
design, alla moda ed alla gastronomia, al fine di incentivare la ricerca e
stabilire un collegamento con il mondo della produzione e dell'economia.
La distinzione concettuale tra cultura che si conserva, cultura che si
trasmette o si comunica e cultura che si produce, trova nel presente
disegno di legge un funzionale raccordo strategico non solo con le esigenze
imposte dalla "globalizzazione" ma anche con la necessità di stabilire
contatti e canali stabili di comunicazione tra la realtà culturale del
Paese e la rete delle Rappresentanze e degli Uffici Consolari nonché con
l'Amministrazione Centrale degli Esteri, al fine di garantire un'efficace
selezione ed una pronta circolazione all'estero della nostra più
qualificata produzione culturale. Di fronte a prospettive così ampie e a
compiti così ambiziosi, gli strumenti giuridici e le strategie della nostra
promozione culturale appaiono oggi fortemente condizionati da fattori di
debolezza quali:
- l'insufficienza grave delle risorse umane, finanziarie e
infrastrutturali, impiegate nel sistema degli Istituti di Cultura, esigue
in confronto con le attività realizzate da altri partners europei di grande
tradizione culturale e del tutto inadeguate a far fronte ad aspettative
pubbliche e private in forte ascesa,;
- - le difficoltà dell'Amministrazione centrale di alimentare la rete
degli Istituti con progetti di ampio respiro che attingano alla migliore
produzione del Paese, e di coinvolgere sistematicamente i più prestigiosi
ambienti culturali della nostra società civile, favorendo il necessario
dialogo tra gli Istituti e i soggetti nazionali promotori di cultura, come
le Regioni, i Comuni, le Università, le Fondazioni e le associazioni
private. In effetti la legge 22 Dicembre 1990 n° 401 "Riforma degli
Istituti di Cultura e interventi per la promozione della cultura e della
lingua italiana all'estero" non è riuscita a prevedere alcune
contraddizioni funzionali e difficoltà operative che si sono evidenziate
nel corso della sua applicazione. Infatti, pur avendo indubbiamente
costituito un fondamentale e positivo momento di rinnovamento e di
sistemazione dei problemi strutturali inerenti alle tematiche della
promozione della lingua e della cultura italiane all'estero, la legge
401/90 ha introdotto rigidità strutturali e normative che hanno reso
difficoltoso il perseguimento degli obiettivi e delle finalità che essa si
proponeva di raggiungere.
La realizzazione dei fini istituzionali della legge 401/90 è stata in parte
vanificata:
- dalla inadeguatezza del numero del personale di ruolo in servizio
all'estero e presso la Direzione Generale, aggravata dal blocco delle
assunzioni di personale, imposto dalle leggi finanziarie degli anni '90;
- dal mancato stanziamento dei finanziamenti necessari
all'attivazione del dispositivo di alcuni articoli;
- dalla rigidità dell'assetto strutturale e organizzativo della
Commissione Nazionale, che non è stata in grado di assolvere efficacemente
agli obiettivi che la legge 401/90 aveva inteso perseguire con la creazione
di un organo a livello centrale in grado di fornire orientamenti e svolgere
la funzione di coordinamento operativo nell'attività di promozione culturale;
- dalla lacunosità di alcune disposizioni che l'esperienza di questi
anni ha evidenziato in tutta la sua complessità;
- dall'insufficienza dei fondi stanziati sui capitoli destinati al
funzionamento degli Istituti di Cultura.
Tale situazione ha cominciato a evolversi in senso positivo solo dal 1997,
allorquando, con l'approvazione della legge n° 251 del 28 luglio 1997,sono
state destinate maggiori risorse all'azione di promozione della cultura e
della lingua italiane all'estero, peraltro nuovamente ridotte nel corso
degli ultimi due esercizi finanziari. La recente riforma del ministero
degli Esteri, il cui tratto saliente è l'istituzione delle Direzioni
Generali geografiche accanto alle preesistenti Direzioni tematiche, ha
creato lo strumento con cui il nostro Paese, nelle sue varie componenti,
può presentarsi sulla scena internazionale come "sistema competitivo", in
grado di cogliere appieno le straordinarie occasioni che oggi si schiudono
alla promozione della cultura, della lingua e della scienza italiane,
grazie anche alla presenza di vaste ed affermate collettività italiane nel
mondo. E' per questo motivo che si ritiene indispensabile, pur nel
sostanziale rispetto dello spirito generale che anima il provvedimento di
legge esistente, migliorare la normativa in vigore per gli Istituti
Italiani di Cultura, anche nella prospettiva di un ulteriore processo di
riforma della struttura del ministero degli Affari Esteri attualmente allo
studio.
Mario Baccini, Sottosegretario agli Affari Esteri
(1 - continua)

L'Opinione, 21 giugno 2002

Proprio al fine di salvaguardare gli intenti originari del legislatore si
rende oggi necessario apportare modifiche, anche profonde, che consentano
di porre riparo all'insufficienza sopra segnalata assicurando un rilancio
funzionale di tutte le componenti dell'Amministrazione, sia al centro che
in periferia, in un rapporto di equilibrio tra momenti di impostazione
strategico-politica e momenti di gestione.

Principali elementi innovativi del disegno di legge

1. Esplicitazione del rapporto tra Amministrazione ed Istituti di Cultura,
definiti Uffici dell'Amministrazione degli Affari Esteri "dotati di
autonomia operativa e finanziaria nel quadro delle funzioni di indirizzo e
vigilanza sulla gestione" espletate attraverso le Rappresentanze
Diplomatiche e gli Uffici Consolari. La mancata chiarezza della L. 401/90
sulla natura giuridica degli Istituti Italiani di Cultura rispetto agli
altri Uffici del Ministero ha ingenerato difficoltà pratiche, non solo a
livello amministrativo-contabile, ma anche nei rapporti con le autorità dei
Paesi nei quali hanno sede gli Istituti: imposizioni fiscali da parte di
alcuni Stati, tasse sulla proprietà degli immobili demaniali, mancati
accreditamenti in lista diplomatica per il personale di ruolo.
Tale
situazione, oltre a creare difficoltà al personale in servizio all'estero,
ha spesso influito negativamente sullo stesso svolgimento dei compiti
istituzionali degli Istituti di Cultura. Nel testo di legge si conferma
l'autonomia operativa e finanziaria degli Istituti di Cultura che aveva
costituito una delle conquiste principali della Legge 401/90. L'attività di
promozione culturale, infatti, richiede flessibilità, capacità di
interventi, rapidità decisionale ed operativa (oltre ad adeguate
disponibilità finanziarie) che non possono espletarsi nell'ambito di una
normativa vincolistica. In tale contesto, uno dei principali elementi
innovativi del testo consiste nell'armonizzazione dei concetti di autonomia
delle scelte culturali - e quindi della creatività in esse insita - con le
garanzie ed i controlli propri di una corretta gestione
politico-amministrativa. D'altronde, la necessità di "riconoscere una
controllata autonomia contabile ed amministrativa agli Uffici all'estero"
prevista dalla L. 23/12/1996 n. 662 "Misure di razionalizzazione della
finanza pubblica" che addita gli Istituti di Cultura ed in particolare la
loro autonomia operativa e finanziaria quale modello cui conformare
l'organizzazione degli Uffici all'estero, trova conferma nel disegno di
legge attraverso i meccanismi di controllo già previsti nel vigente
Regolamento di attuazione della legge 401/90: indirizzo e vigilanza sulla
gestione attuati dalle Rappresentanze diplomatiche e dagli Uffici
consolari; mantenimento del collegio dei revisori; controllo della Corte
dei Conti attuato sui consuntivi di spesa. Accanto al necessario controllo
sulla gestione, le funzioni di indirizzo e vigilanza espletate dal
Ministero anche attraverso le Rappresentanze diplomatiche e gli Uffici
consolari, come previsto all'art. 3, lettera g), si contemperano con il
principio della autonomia dei Direttori e dei Consulenti in merito alle
tematiche culturali da porre in essere. Nel pieno riconoscimento della
centralità del ruolo del Ministero degli Affari Esteri nell'attuazione
della politica culturale all'estero, coerentemente inserita nel contesto
della politica estera ed ispirate a quei valori universali che l'Italia
contribuisce ad affermare nel contesto internazionale, l'attività di
promozione culturale si espleta nel rispetto del pluralismo e della
autonomia delle scelte da cui la cultura creativa trae alimento ed ispirazione.
2. Ampliamento dell'area di operatività degli Istituti di Cultura, per
consentire la realizzazione di attività culturali anche in Paesi limitrofi,
privi di Istituti; nomina di "Addetti per l'attività di promozione
culturale e linguistica" presso Rappresentanze diplomatiche e Uffici
consolari in Paesi in cui non operano Istituti di Cultura . Il susseguirsi
di normative in materia di contenimento della spesa pubblica e di
congelamento degli organici, nel corso degli anni di applicazione della
legge 401/90, non ha consentito un ampliamento della rete degli Istituti di
cultura adeguato alla forte domanda di lingua e cultura italiana
proveniente da varie parti del mondo. Inoltre, i necessari "aggiornamenti"
della rete degli Istituti di Cultura, imposti dall'evolvere delle priorità
di politica estera, si sono dovuti forzatamente effettuare "a costo zero",
ed hanno comportato un disinvestimento culturale nelle aree in cui, con
scelte spesso dolorose e penalizzanti, si è dovuto procedere alla chiusura
di sedi. La possibilità di operare nei Paesi limitrofi e di nominare
"Addetti" presso le Rappresentanze diplomatiche e gli Uffici consolari,
consentirà di rispondere, nel breve e nel medio termine, all'esigenza di
assicurare la nostra presenza culturale nel maggior numero di Paesi
possibile, spostando avanti negli anni e scaglionando l'aggravio di spesa
che pur sarà necessario accollarsi, se si vorrà un effettivo adeguamento
della rete degli Istituti di Cultura all'azione di promozione culturale che
deve essere propria di un Paese quale l'Italia.
3. Ridefinizione della composizione e delle funzioni della Commissione
Nazionale per la promozione della Cultura, della Lingua e della Scienza
italiana all'estero. Nella presente proposta di legge la Commissione
Nazionale, strutturata secondo criteri di maggiore rappresentatività, è
stata ridefinita quale Commissione per la promozione della Cultura, della
Lingua e della Scienza italiana all'estero, destinata ad assumere un ruolo
centrale e propulsivo nell'attività di promozione culturale. Inserita più
organicamente nel contesto attivo delle altre Amministrazioni pubbliche,
delle Regioni, degli Enti e delle istituzioni che operano nel settore
culturale e linguistico, la Commissione è organo consultivo del Ministro e
dell'Amministrazione in fase di programmazione e svolge funzioni
propositive in materia di iniziative volte a realizzare gli obiettivi di
politica culturale. Rispetto all'assetto vigente, che prevede una
composizione prevalentemente burocratica, la nuova struttura aspira a
stabilire un efficace e dinamico raccordo nonché una costante
intermediazione fra le istanze vive, operanti all'esterno
dell'Amministrazione, e quelle interne ad essa.
Mario Baccini, Sottosegretario agli Affari Esteri
(2 - continua)

L'Opinione, 22 giugno 2002
Mario Baccini: un disegno di legge per promuovere la cultura italiana (III)

E' soprattutto dal mondo pubblico e privato produttore di cultura che la
nuova Commissione attinge forza vitale: il suo nucleo propositivo e
strategico è infatti costituito da personalità del mondo intellettuale,
accademico, scientifico, imprenditoriale, giuridico e artistico nazionale,
chiamate a contribuire al raggiungimento degli obiettivi individuati. A
tali personalità, che costituiscono l'indispensabile collegamento con le
istanze sociali e culturali, si affiancano, nell' ambito della Commissione,
le istanze istituzionali del Ministero e di altre Pubbliche
Amministrazioni, che parimenti intervengono, a diverso titolo, nella
gestione ed organizzazione di attività culturali, scientifiche e
linguistiche. Una novità caratterizzante del nuovo testo legislativo è la
previsione di un raccordo organico con le Regioni e gli altri Enti
territoriali e di settore, che diventano anch'essi protagonisti, accanto
all'Amministrazione Centrale, dei processi decisionali in materia di
promozione culturale all'estero.
Attraverso l'istituzione di un apposito "Gruppo di Contatto" composto da
personalità del mondo culturale, le Regioni e gli altri Enti territoriali
sono coinvolti nella programmazione e realizzazione di eventi culturali
all'estero da organizzare congiuntamente. Le Regioni, inoltre, sono
chiamate ad individuare personalità di elevato prestigio culturale da
cooptare nella Commissione, al fine di conferire a tale organismo una
opportuna rappresentatività dell'intera realtà nazionale. La conferma
dell'incarico di presidenza al Ministro o a un Sottosegretario, da lui
delegato, ribadisce il carattere di indirizzo politico che tale organo
riveste. L'immissione tra le dodici personalità, di cui all'art.5, comma 1,
di magistrati e imprenditori di rilevanza internazionale, riafferma il
ruolo della Commissione quale momento unificante e di sintesi concettuale
di tutte le diverse componenti istituzionali e non, che nel Paese
concorrono a definire, sul piano culturale, il "sistema Italia". Altra
novità è la possibile partecipazione ai lavori della Commissione di
osservatori esterni, appartenenti non solo ad ambienti culturali, ma anche
al mondo imprenditoriale italiano, al fine di stimolarne e favorirne il
coinvolgimento.

4. Revisione degli incarichi ex art. 14, comma 6, Legge 401/90

La normativa vigente attribuisce al Ministro la facoltà di conferire
incarichi di Direttore di Istituto di Cultura a "persone di prestigio
culturale ed elevata competenza anche in relazione all'organizzazione della
promozione culturale", fino ad un massimo di 10 unità. A tali personalità
competono, di conseguenza, tutte le funzioni che vengono normalmente svolte
da un Direttore di ruolo, sia nell'ambito della promozione culturale che in
materia organizzativo-manageriale ed amministrativo-contabile, come da
articoli 8 e 15 della legge sopra citata. Con l'introduzione di questa
nuova figura il Legislatore del 1990 si proponeva di conferire maggiore
visibilità e incisività alla promozione della cultura italiana all'estero,
assicurando, con riferimento a specifiche esigenze in particolari Paesi,
iniziative di più alto profilo rispetto alla programmazione attuata dal
personale di ruolo. Dal 1992 ad oggi sono state individuate sedi di
Istituti di Cultura cui l'Amministrazione ha ritenuto opportuno destinare,
successivamente, personalità cosiddette di "chiara fama": Berlino,
Budapest, Londra, Los Angeles, Mosca, New York, Parigi, Pechino, San
Francisco, Stoccolma, Tel Aviv, Zagabria, Washington e San Paolo.
Ad una analisi complessiva, i risultati della gestione degli Istituti
diretti dalle predette personalità non hanno sempre corrisposto alle
aspettative delle stesse (comportando l'attività di direzione pesanti
carichi gestionali ed amministrativi) né, tantomeno, alle attese, alle
esigenze ed agli investimenti dell'Amministrazione. Il nuovo testo,
recependo lo spirito della Legge 401/90, convalida l'esigenza di dare
rilievo alla promozione della lingua e della cultura italiana all'estero
mediante il ricorso a personalità di comprovato prestigio e spicco
culturale, che possano fornire supporto e visibilità, con interventi e
progetti di alto profilo, alle attività promosse, nel settore di specifica
competenza di tali personalità, dal Ministero, dalle Rappresentanze
diplomatiche, dagli Uffici consolari e dagli Istituti Italiani di Cultura.
Rispetto alle norme in vigore, il ruolo e le funzioni di tali personalità
si esprimono non più nell'ambito degli Istituti di Cultura - Uffici la cui
direzione richiede conoscenze e competenze gestionali e professionali
specifiche - bensì in quello di una più ampia politica di promozione
culturale che, per specifici settori di intervento, il Governo intende, di
volta in volta, perseguire e promuovere in un determinato Paese o in una
determinata area geografica.
D'altronde, dall'esperienza di questi anni, non si può non rilevare che in
varie circostanze la presenza di una figura di alto prestigio culturale e
accademico presso un Istituto di Cultura ha costituito un valido elemento
propulsore per la valorizzazione e diffusione di determinate attività
culturali, soprattutto allorquando queste ultime erano collegate al campo
di competenza dell'interessato. E' proprio il ricorso a queste specifiche
competenze, spesso accompagnate ad una visibilità mediatica, che può
consentire all'Amministrazione di conseguire, con maggior efficacia, gli
obiettivi di una azione di promozione culturale di forte impatto quali: a)
elevare il livello qualitativo delle iniziative programmate in determinati
settori; b) avvalersi in maniera più capillare del tessuto culturale
italiano; c) interagire in modo più incisivo con il mondo culturale del
Paese ospite.
Nel nuovo disegno di legge, le personalità di elevato prestigio culturale
diventano "Consulenti di elevato prestigio e competenza nella promozione
della cultura, della lingua e délla scienza italiane", con propria
autonomia progettuale ed organizzativa (anche finanziaria) chiamate a
conferire dinamismo e visibilità ad attività e iniziative di particolare
rilievo. In tal modo, l'attività dei Consulenti, che si espleta, pur
nell'autonomia delle scelte culturali, nel rispetto delle direttive e degli
indirizzi politico-culturali della Rappresentanza diplomatica, non si
sovrappone né si confonde con i compiti dei Direttori degli Istituti di
Cultura, ma anzi diventa complementare ad essi, arricchendoli di contenuti
di alto profilo, nel settore di specializzazione dei predetti Consulenti.
Nominati, come in precedenza, dal Ministro degli Affari Esteri, sentito il
parere della Commissione Nazionale per la Promozione della Cultura, della
Lingua e della Scienza italiane all'estero, i Consulenti possono operare,
oltre che nel Paese di destinazione, anche nelle aree limitrofe. Essi, in
qualità di funzionari delegati, dispongono di una apposita dotazione
finanziaria le cui modalità di gestione sono definite con il Regolamento
applicativo della presente legge.

5. La promozione della lingua italiana: razionalizzazione del sistema e
nuovi obiettivi

Il susseguirsi e sovrapporsi di interventi normativi in materia di
promozione della lingua italiana, la problematica convivenza tra strategie
rivolte all'utenza di origine italiana e all'utenza straniera,
l'utilizzazione di strumenti pubblici e privati non sempre coordinati ed
efficaci in risposta ad una domanda in piena espansione, impongono di
coordinare interventi ed obiettivi, al fine di una razionalizzazione delle
risorse umane e finanziarie disponibili. In tale prospettiva il progetto di
legge tende a riportare ad un'omogeneità di indirizzo le diverse competenze
della "rete linguistico-culturale": Istituti, corsi di lingua, lettori,
iniziative a favore delle collettività italiane all'estero. Riconoscendo
alla promozione linguistica il ruolo cruciale di penetrazione culturale
nelle società locali, con processi lenti, capillarmente diffusi e di non
effimero impatto, il disegno di legge valorizza e stimola l'organizzazione,
da parte degli Istituti, dei corsi di lingua e cultura italiana, non solo
come importante fonte di auto-finanziamento ma anche, e soprattutto, quale
strumento di raccordo con gli ambienti culturalmente più attivi dei
differenti Paesi.
L'art.7, comma 9, introduce, quale elemento innovativo, la costituzione
all'interno dell'Istituto di una Sezione per il Coordinamento Linguistico,
affidata ad un Addetto/Coordinatore Linguistico dell'Area della Promozione
Culturale per coordinare le strategie di insegnamento della lingua italiana
in tutte le strutture didattiche ufficiali presenti nell'area di competenza
dell'Istituto. L'obiettivo è quello di offrire un livello qualitativo di
insegnamento della lingua e della cultura italiana ottimale rispetto
all'offerta di altri enti, e di attuare quei criteri generali di uniformità
didattica e valutativa individuati dal Ministero ( art.3 comma i). Un
ulteriore elemento introdotto al fine di superare le attuali frammentazioni
degli interventi linguistico-culturali a favore degli Italiani residenti
all'estero, consiste nella possibilità di annoverare gli Istituti Italiani
di Cultura tra i destinatari di fondi di cui all'art. 636 del D.l.vo del
16/4/94 n. 297 (già legge 153/71) per l'organizzazione di corsi di lingua e
cultura mirati alle comunità di origine italiana. Quanto sopra, anche in
ottemperanza alle raccomandazioni espresse dal Parlamento in tale materia.
Al fine di garantire, inoltre, un raccordo operativo tra la politica
linguistica degli Istituti e l'attività di promozione della lingua italiana
espletata dalle Università straniere, è valorizzata l'attività dei lettori
operanti all'estero, che vengono posti funzionalmente alle dipendenze del
Direttore dell'Istituto o dell'Addetto presso le Rappresentanze
diplomatiche e Uffici consolari in Paesi in cui non operano Istituti di
Cultura, il quale può avvalersi della loro collaborazione anche per la
realizzazione di progetti linguistici e culturali. Vengono, altresì,
confermati e potenziati i contributi alle istituzioni scolastiche ed
universitarie straniere per la creazione e il funzionamento non solo di
cattedre di lingua italiana ma anche di altre discipline insegnate nella
nostra lingua. L'obiettivo di un'adeguata promozione della lingua e della
cultura italiana è parimenti perseguito attraverso il supporto alla
produzione editoriale nazionale con l'incentivazione della traduzione di
opere letterarie italiane. L'obiettivo è l'incremento dei rapporti di
collaborazione con i Dipartimenti di italianistica, nonché con altri centri
di ricerca accademici stranieri interessati alla società italiana.
Particolare attenzione è altresì rivolta al mondo dell'editoria ed alle
produzioni editoriali bilingui, anche nell'intento di propiziare il
processo di integrazione europea.

6. Cooperazione scientifica e tecnologica

La cooperazione internazionale nei campi della ricerca e della tecnologia è
parte essenziale dell' attività di promozione culturale sia sul piano delle
relazioni bilaterali che nei fori multilaterali, in quanto strumento di
affermazione dei settori più avanzati della nostra cultura scientifica e
dei settori produttivi, con ricadute positive in termini di competitività
del nostro sistema Paese. La proiezione all'estero del sistema scientifico
e tecnologico italiano si avvale della rete degli Addetti scientifici, che
operano nell'ambito delle Rappresentanze diplomatiche, nonché degli Accordi
di cooperazione scientifica e tecnologica. Il numero degli Addetti
scientifici, attualmente limitato a 22 unità e che si vorrebbe elevare a
35, è tuttavia largamente insufficiente a garantire una adeguata presenza
della scienza e della tecnologia italiana nel sempre crescente numero di
Paesi che hanno interesse a rafforzare i rapporti in tali settori. Ne
consegue che, nelle sedi in cui non operano Addetti scientifici, gli
Istituti di Cultura sono chiamati sempre più a fornire supporto, anche
attraverso le proprie strutture, alle attività di carattere scientifico e
tecnologico.

7. Abolizione delle Sezioni di Istituti ltaliani di Cultura

Gli uffici all'estero sono di unica tipologia: "Istituti di Cultura". Nel
corso dei dieci anni di applicazione della legge 401/90, la macchinosa
interpretazione del dettato normativo ha reso estremamente complesso il
meccanismo di gestione delle Sezioni degli Istituti di Cultura che si sono,
progressivamente, configurate quali veri e propri uffici distinti, rispetto
agli Istituti "fondatori", con propri organici separati. L'introduzione
successiva dei vincoli gestionali ed amministrativi, imposti dal
Regolamento attuativo della legge 401/90 (decreto 392/95), ha inoltre
determinato notevoli appesantimenti burocratici in materia di bilancio e di
programmazione, con conseguente rallentamento decisionale ed operativo
delle Sezioni. L'intenzione originaria del Legislatore del 1990, ribadita
anche dal successivo regolamento attuativo, di prevedere, con 1 '
istituzione delle Sezioni, "antenne specializzate" di Istituti di Cultura
in grado di soddisfare specifiche esigenze locali di studio e di ricerca, è
stata conseguentemente vanificata dalla prassi consolidatasi che ha
trasformato "de facto" le Sezioni in repliche, su scala ridotta, degli
Istituti. Il presente disegno di legge, pur riconducendo ad un'unica
tipologia istituzionale tutti gli Uffici culturali operanti all'estero,
conferma la possibilità per gli Istituti di creare proprie sezioni di
studio e di ricerca specialistiche all'interno della circoscrizione di
competenza e compatibilmente con le loro disponibilità di bilancio. In
questo ambito, potranno essere valorizzati i settori di maggiore interesse,
tra i quali quello archeologico, che attualmente trova espressione
nell'attività delle Sezioni archeologiche de Il Cairo, Ankara e Atene.

8. Rafforzamento dei servizi e potenziamento del personale di ruolo e a
contratto - Valorizzazione delle professionalità acquisite

Un adeguato progetto di sviluppo della promozione culturale, linguistica e
scientifica non può prescindere dal miglioramento qualitativo dei servizi
offerti quotidianamente all'utente da un Istituto di Cultura, elemento
fondamentale di proiezione esterna: informazioni al pubblico, biblioteca,
emeroteca, audiovisivi, corsi di lingua e cultura italiana, assistenza a
studiosi e ricercatori. La crescita dell'operatività della rete e, di
conseguenza, l'ottimizzazione degli standard qualitativi, richiedono il
potenziamento e l'aggiornamento costante delle strutture e delle
attrezzature, in particolare informatiche, oltre che adeguate risorse
umane, con profili anche specialistici, laddove tali servizi lo richiedano.
In tale prospettiva si è provveduto all'individuazione di una nuova figura
di Addetto, con profilo professionale prevalentemente linguistico, preposto
alla Sezione di Coordinamento Linguistico, capace di assicurare il
coordinamento didattico degli insegnanti dei corsi di lingua organizzati
dagli Istituti e di garantirne i necessari standard qualitativi.
Nella prospettiva di disporre di personale sempre più qualificato e
specializzato, le nuove proposte normative prevedono l'aggiomamento
formativo periodico di tutto il personale, non solo sulla realtà culturale
nazionale ma anche sulle problematiche gestionali, giuridiche ed
amministrative nella loro dinamica evolutiva. La previsione di un ruolo di
dirigenza, riservato prevalentemente a funzionari dell'Area della
Promozione Culturale, trova la sua motivazione nella necessità per
l'Amministrazione di potersi avvalere di funzionari che, oltre ad avere
acquisito dimestichezza di rapporti con l'ambiente estero, nel corso della
loro carriera, abbiano anche un'esperienza di contatti costanti con gli
ambienti culturali italiani. E' pertanto indispensabile che l'accesso alla
Dirigenza, posizione terminale dell'Area della Promozione Culturale, sia
riservato ad operatori con una pregressa esperienza professionale del
settore e con competenze linguistiche e ambientali consolidate. Le suddette
esigenze di specializzazione culturale, di esperienza estera e di
competenze linguistiche, non potrebbero essere soddisfatte in maniera
ottimale attingendo esclusivamente al ruolo unico della Dirigenza dello Stato.

9. Snellimento delle procedure amministrativo-contabili

Il disegno di legge fornisce i presupposti normativi per l'elaborazione di
un regolamento di attuazione, che dovrà essere emanato entro i 12 mesi
successivi all'entrata in vigore della legge, in linea con criteri di
managerialità, efficacia ed efficienza dell'azione degli Istituti di
Cultura. Per il conseguimento dei medesimi obiettivi è prevista, nel testo
di legge, la possibilità di destinare presso gli Istituti di Cultura
personale amministrativo del Ministero per i compiti di natura
amministrativo contabile.

10. L'Istituto di cultura da organo di gestione a organo di strategia

E' questo l'obiettivo primario del presente disegno di legge. Esso,
riaffermando la responsabilità istituzionale dell'Amministrazione degli
Esteri nella promozione e nella diffusione all'estero della cultura e della
lingua italiana- ferme restando le competenze in materia delle altre
Amministrazioni dello Stato, quali risultano dalla normativa vigente -
tende a superare le attuali debolezze strutturali attraverso misure di
professionalizzazione del personale, di modernizzazione delle strutture e
di coordinamento tra risorse pubbliche e private, nonché di programmazione
qualificata e pluralistica. Nel valorizzare il patrimonio di strutture,
mezzi ed esperienze di cui già dispone, il Ministero riconosce agli
Istituti di cultura ed ai loro Direttori - chiamati a svolgere funzioni di
promozione culturale con spirito di imprenditorialità creativa - il ruolo
centrale di stimolo e direzione strategica della nostra politica culturale
all'estero, nonché quello di interlocutori privilegiati con l'iniziativa
privata in tale settore.
L'Istituto di cultura, pertanto, si caratterizza quale strumento
fondamentale della nostra proiezione culturale, non soltanto per le
iniziative che esso può direttamente realizzare con i propri mezzi, ma
anche per le funzioni di coordinamento, di guida e di stimolo alla
collaborazione con Regioni, Comuni, Province ed altri soggetti pubblici e
privati italiani, potenziali ispiratori e finanziatori di eventi culturali
di alto livello. In armonia con l'indirizzo che sempre più emerge nella
legislazione e nella concreta attività amministrativa di valorizzare le
sinergie tra pubblico e privato, il testo legislativo prevede a tal fine la
possibilità per l'Amministrazione di partecipare o stipulare convenzioni
con associazioni, fondazioni o società private per il reperimento dei fondi
necessari all'organizzazione di attività od eventi culturali da realizzare
all'estero. Catalizzatore di energie autonome, nel rispetto degli apporti
delle Istituzioni con cui collabora, l'Istituto può offrire la propria
esperienza e conoscenza della realtà locale e favorire gli opportuni
contatti. Quale organo non solo di gestione ma di strategia, l'Istituto di
cultura si presenta al confronto europeo con strutture e finalità
istituzionali aggiornate: la sfida è quella di dare anche all'Italia
risorse e mezzi adeguati a valorizzare e far conoscere un patrimonio
culturale che non ha confronti.
Mario Baccini, Sottosegretario agli Affari Esteri
(3-fine)


IIC Sydney - Agenzia del 27/06/02

Australia: in arrivo la cultura calabrese

(9colonne) SYDNEY - Pasquino Crupi, pro-rettore dell'Universita' per stranieri di Reggio Calabria nonché presidente della Consulta regionale pubblica istruzione e beni culturali, si è recato in Australia alla guida di una delegazione calabrese Lo scopo era quello di lanciare - nel corso di una serie di seminari in diverse città - il Master di letteratura italiana con approfondimenti specifici della letteratura calabrese. Prima tappa della delegazione, di cui hanno fatto parte anche la presidente dell'Associazione culturale pinacoteca di arte moderna e contemporanea Angela Melia e il direttore del periodico di attualità d'arte "Artfolio" Elio Farina, è stata l'università di Wollongong, a sud di Sydney, dove il 18 giugno il prof. Crupi ha illustrato a un gruppo di insegnanti d'italiano il suo "Sommario della storia della letteratura calabrese". Un'opera che descrive come la civiltà letteraria della Calabria abbia un'antichità maggiore della letteratura italiana, e di questa condivida l'alto profilo in tutti i secoli della sua evoluzione. La sera del 21 giugno presso l'Istituto italiano di cultura a Sydney il prof. Crupi ha presentato il Master in letteratura calabrese agli insegnanti di lingua italiana ed ha illustrato il programma dei corsi di lingua e le borse di studio offerte dalla sua università agli studenti stranieri che vogliono imparare la lingua italiana. Il ciclo di seminari è proseguito dal 24 al 30 giugno a Perth, presso la University of Western Australia, la Curtin University of Technology e l'Academy of Italian Language and Culture. Nel corso della visita la delegazione ha realizzato una serie di incontri con autorità locali, con la comunità calabrese e con i rappresentanti di varie associazioni.


Data inserimento in rete: giovedì, giugno 27, 2002
IIC Istituti italiani di cultura - Agenzia del 27/06/02

La Farnesina presenta "Il Vento d'Argento"

Roma - E' stato presentato oggi, presso la Sala del Saraceno della Farnesina, il volume di Giuseppe Bonaviri "Il vento d'argento. Un racconto con dodici finali", edito da Cremese con la collaborazione del Ministero degli Affari Esteri.
L'antologia è frutto del concorso letterario "Scrivi con me", bandito dal Ministero degli Affari Esteri e dall'Accademia della Crusca in occasione della "Prima settimana della lingua italiana nel mondo", ed ha coinvolto quasi cento istituzioni italiane all'estero. Sono più di duemila gli studenti di italiano delle scuole secondarie e delle università di ogni parte del mondo che hanno partecipato al concorso, che prevedeva il completamento del racconto "Il vento d'argento", la cui parte finale era stata lasciata in sospeso.
Nel racconto di Bonaviri si intrecciano spunti cari all'universo giovanile quali l'amore, il destino, il fantastico, con incursioni anche nell'attualità della civiltà scientifica e tecnologica contemporanea. Anche la scelta dei luoghi, l'ambientazione nella magica Praga, ha favorito l'affinità elettiva tra il testo e i giovani autori, la cui immaginazione si è rivelata straordinariamente ricca.
Tutti e novantaquattro i testi selezionati e fatti pervenire per il concorso "avrebbero meritato di figurare in questa antologia" ha affermato il Sottosegretario di Stato agli Esteri Baccini nel suo intervento, "anche se i dodici prescelti esemplificano nel modo migliore lo spirito dell'iniziativa e sono, allo stesso tempo, rappresentativi delle diverse aree geografiche a cui gli autori appartengono".
Assume un significato particolare il fatto che una menzione speciale si sia voluta riservare ai testi dei due concorrenti, Amel Falco e Katarzyna Smereka, provenienti rispettivamente dalla Tunisia e dalla Polonia, Paesi nei quali è molto vivo l'interesse per la lingua e la cultura italiana. Nello spirito del messaggio che il Presidente Ciampi ha voluto far pervenire in occasione della "Prima settimana della lingua italiana nel mondo", il Sottosegretario Baccini ha espresso "un vivo incoraggiamento a ripetere la settimana, con l'auspicio che anche nel 2002 possa imporsi come uno dei più importanti eventi culturali italiani organizzati nel mondo". News ITALIA PRESS


IIC Zagabria - Agenzia del 27/06/02

Is. it. cultura: l'Iliade va in scena in Croazia

Zagabria, 27 giu. (Adnkronos) - Due giorni all'insegna del teatro e della tradizione culturale italiana in Croazia. Il 28 e 29 giugno prossimi a Tvornica, Subiceva e Zagabria, infatti, andrà in scena l'Iliade di Omero.
L'opera epica più letta e conosciuta nel mondo sarà messa in scena dalla compagnia bolognese 'Teatrino Clandestinp', in collaborazione con l'Istituto italiano di cultura di Zagabria ed il Festival Internazionale del teatro contemporaneo Eurokaz.


IIC Istituti italiani di cultura - Agenzia del 26/06/02

ESTERI/ NEL 2003 REGIONI ED ENTI LOCALI SARANNO AL CENTRO DELL’AZIONE DI PROMOZIONE A FAVORE DELLA CULTURA ITALIANA NEL MONDO

ROMA\ aise\ - Nel 2003 la dimensione regionale e locale sarà al centro dell'azione di promozione a favore della cultura italiana nel mondo. Lo ha deciso oggi la Commissione nazionale per la promozione della cultura italiana all'estero, riunita presso il Ministero degli Affari Esteri sotto la presidenza del Sottosegretario Mario Baccini. Dopo il 2002, anno dedicato a moda e design, la Commissione ha deciso di continuare la serie degli anni tematici concentrando l'attenzione sull'eccezionale varietà artistica, di costumi, di tradizioni e di innovazione propria delle nostre regioni e delle "cento città italiane".
Ministeri, autorità regionali e locali, ambasciate, consolati e istituti di cultura saranno impegnati a valorizzare nel mondo questo straordinario patrimonio, rivolgendosi non solo ai tanti conoscitori ed estimatori stranieri del nostro paese, ma anche ai milioni di italiani residenti all'estero. (aise)


Italiano: una lingua dinamica sinonimo di qualità
In Germania e negli Usa le parole italiane indicano prodotti di qualità, legati all'abbigliamento e alla gastronomia

News Italia Press, 26 giugno 2002
Roma – L'italiano? E' una lingua dinamica, caratterizzata da una continua evoluzione favorita dall'impatto con le lingue straniere. E' questo il quadro complessivo che i docenti di italiano, sparsi nel mondo, fanno parlando del loro idioma. A promuovere un vero e proprio dibattito sullo stato della lingua italiana è stato un pool di studiosi italiani e stranieri che si ritroveranno domani e dopodomani all'università La Sapienza di Roma per partecipare al convegno "Innovazione Lessicale e terminologie specialistiche nella società del plurilinguismo".
Valeria Della Valle, organizzatrice dell'evento, spiega che l'italiano nel mondo "si trova al quarto posto fra le lingue studiate perché lingua di cultura, del commercio e della moda: negli Usa il made in Italy, relativamente a questi ambiti, è ormai punto di riferimento come conferma la crescita delle parole italiane nei dizionari inglesi. Ma nella maggior parte dei casi questa produttività linguistica è del tutto autoctona e dipende molto dalla fantasia e dalla capacità dei giornalisti di inventare parole come "tangentopoli", "trapattonizzare", girotondino". Per tutelare la lingua italiana nel mondo è stata istituita la "Settimana della Lingua Italiana nel Mondo", organizzata dal Ministero degli Esteri per portare maggiore attenzione alla tutela della lingua".
Anche per questo, il 21 giugno 2002 è nata a Bruxelles la "Federazione europea delle Istituzioni Linguistiche Nazionali" formata dalle fondazioni dei 15 paesi membri dell'Unione Europea con lo scopo di salvaguardare le lingue nazionali. "Bisogna essere aperti a questo scambio linguistico favorito dalla globalizzazione, conciliando le innovazioni portate dalle diverse tendenze con l'"identità" della lingua, ovvero con la sua funzionalità all'interno della comunità nazionale" spiega Francesco Sabatini presidente dell'accademia della Crusca, membro della federazione e aggiunge: "Quando la società comprende e padroneggia certi elementi non ci sono problemi perché c'è fruizione a tutti i livelli. Non bisogna chiudersi nel nazionalismo ma aiutare le altre lingue dell'unione per essere aiutati a nostra volta . Questo è un progetto fatto in comune con gli istituti italiani di cultura. Forse fino ad ora mancava un'iniziativa comune e specifica e contemporanea per creare un momento di riflessione comune con tutti gli enti italiani all'estero". Per creare e promuovere un programma di attività incentrate attorno alla lingua e creare una rete di rapporti con gli istituti di cultura sparsi nel mondo, l'Accademia della Crusca ha realizzato una videocassetta dal titolo "L'italiano filmato", coprodotto con la Rai e a disposizione di tutti gli istituti di cultura .
Ma come viene insegnato e vissuto l'italiano nel mondo?Massimo Ciavolella, direttore del dipartimento di italianistica dell'Univeraità della California in Los Angeles (UCLA), spiega che: "Negli Usa viene catalogato fra le lingue che vengono insegnate di meno e che non ricevono fondi, come se ci fosse una specie di boicottaggio. E' un fenomeno paradossale perchè c'è stato un revival della lingua dato dall'aumento degli studenti, ma segnato dal calo dei corsi per insegnarlo: basti pensare che dal 1997 ad oggi gli alunni sono cresciuti da 290 a 1100, per non parlare di quelli che studiano cultura. A questo punto l'unico modo è insegnare meno bene, oppure perdere gli studenti. L'Italia non ha mai fatto una grossa politica culturale all'estero, ci sono solo 260 lettori in giro per il mondo ben pagati dal ministero degli esteri per insegnare italiano. Il problema è che la presenza di un lettore "gratis" è anche un incentivo per l'università che lo ospita (Tokyo o Los Angeles) a non istituire un vero dipartimento; ma quando questa persona viene spostata il dipartimento muore".
L'interesse per l'italiano è molto alto anche anche in Sudafrica: Anna Meda, insegnante di italiano all'università del Sudafrica a Pretoria, spiega: "attualmente viene insegnato a poco più di 300 studenti in quattro università sudafricane, di cui solo tre permettono la laurea nel post dottorato. A questi vanno aggiunti i corsi offerti dalla Dante Alighieri, più altri corsi integrativi finanziati dal governo italiano con le scuole di Città del Capo o con altri corsi gratuiti in scuole pubbliche. In alcune scuole viene addirittura offerto come materia di studio integrativa fin dalla scuola elementare, ed è materia d'esame a livello di scuola media superiore. A suscitare interesse è l'origine italiana di molti studenti; poi ci sono molti sudafricani che studiano per il valore culturale ovvero arte, musica, letteratura, moda e sport. Non dimentichiamo però che tutto ciò che è Eurocentrico, qui, non è ben visto ".
L'italiano sta dunque diventando una lingua d'"élite"?"In Germania potremmo dire di sì – afferma Leonardo Boschetti lettore di italiano all'università di Amburgo, da cui dipende -. Molto però dipende dalla presenza di italiani. Qui ce ne sono pochi, ma nel sud della Germania viene insegnato nelle scuole superiori come seconda lingua straniera (l'inglese è obbligatorio). L'interesse per l'italianità è leggermente calato, spesso a studiarlo sono figli di emigrante ma ormai è entrato nel linguaggio culturale e gastronomico. Lo stile "bar-capuccino" sta penetrando nella quotidianità urbana, quindi parole come caffè macchiato stanno sostituendo il "caffé au lait", e il "panino" è subentrato al "sandwich". Ma è una "sciccheria" perchè costa molto. La stessa moda italiana qui è molto cara, quindi dire italiano è sinonimo di caro e di merce di qualità, . La stessa parola " ciao" è entrata nel linguaggio tedesco ma nel senso di "arrivederci", in modo referenziale".
Una situazione che viene confermata anche a Chicago, dove Lucio Barbarotta , emigrato dalla Sicilia nel '68, insegna italiano in una scuola superiore. "E' vero: i migliori negozi della via principale sono italiani e sono tutti di moda (Gucci, Armani) mentre in quelli americani più raffinati le cose di un certo livello sono italiane. Oggi nel linguaggio quotidiano ci sono molti vocaboli italiani come pizza, caffelatte, cappuccino, o come quei termini mutuati dalle canzoni di Pavarotti e Bocelli. Ma la cosa più bella è che l'italiano, a scuola è una lingua straniera obbligatoria ed è normale perché qui a Chicago ci sono circa 30.000 persone con doppio passaporto, che salgono a mezzo milione con gli italo-americani. A frequentare i corsi non sono i ragazzi di origine italoamericane, ma il successo dell'opera di divulgazione che perseguo dal 1976 dipende dal fatto che non mi sono rivolto agli italiani: Lo dimostra il fatto che su 120 alunni solo 5-6 sono italiani di seconda generazione, mentre gli altri sono ispano americani, polacchi, neri e qualche americano".
Alberto Leproni/ News ITALIAPRESS


Data inserimento in rete: mercoledì, giugno 26, 2002
"Scrivi con me" diventa antologia
Verrà presentata giovedì la raccolta dei testi partecipanti al concorso bandito dal Ministero Affari Esteri "Scrivi con me"

News Italia Press, 25/06(02
Roma - Presentazione ufficiale per l'antologia nata dal concorso "Scrivi con me", bandito dal Ministero degli Affari Esteri e dall'Accademia della Crusca in occasione della prima settimana della lingua italiana nel mondo, e destinato a studenti di italiano delle scuole secondarie e delle Università straniere.
Il prossimo 27 giugno, presso il Ministero degli Affari Esteri di Roma, verrà presentato il volume di Giuseppe Bonaviri, "Il vento d'argento. Un racconto con dodici finali", che sarà applaudito dal Sottosegretario agli Esteri Mario Baccini, dal Direttore generale per la promozione e la cooperazione culturale Francesco Aloisi de Larderel, e dal Presidente dell'Accademia della Crusca Francesco Sabatini.
L'attrice Giuliana Adezio leggerà alcuni brani del libro, che contiene tra l'altro un messaggio del Presidente della Repubblica.
Più di duemila studenti – ricorda il Sottosegretario Baccini nella sua introduzione al volume - si sono cimentati nel completamento del racconto scritto per l'occasione da Giuseppe Bonaviri, "uno dei nostri narratori più noti e tradotti all'estero. Nello spirito del messaggio che il Presidente Ciampi ha voluto far pervenire in occasione della prima settimana della lingua italiana nel mondo e con la piena convinzione che l'evento contribuirà sempre più a diffondere la conoscenza dell'identità italiana all'estero, esprimo il più vivo incoraggiamento a ripetere la Settimana con l'auspicio che anche nel 2002, questa volta dal 14 al 19 ottobre, possa imporsi come uno dei più importanti eventi culturali italiani organizzati nel mondo".

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Farnesina: giovedì presentazione vincitore concorso 'Scrivi con me'

Roma, 25 giu. - (Adnkronos) - Giovedì 27 giugno, alle ore 12.00, nella Sala Saraceno del Ministero degli Esteri sarà presentato il volume di Giuseppe Bonaviri ''Il vento d'argento. Un racconto con dodici finali'', edito da Gremese con la collaborazione del ministero degli Esteri. Interverranno, oltre all'autore, il sottosegretario agli Esteri Mario Baccini, il Direttore Generale per la promozione e la cooperazione culturale Francesco Aloisi de Larderel e il presidente dell'Accademia della Crusca Francesco Sabatini.
L'attrice Giuliana Adezio leggerà alcuni brani del libro, che contiene anche un messaggio del Presidente della Repubblica. L'antologia è frutto del concorso ''Scrivi con me'', bandito dal Ministero degli Affari Esteri e dall'Accademia della Crusca in occasione della prima settimana della lingua italiana nel mondo, per studenti di italiano delle scuole secondarie e delle università straniere. Più di duemila studenti - come ricorda l'on. Baccini nella sua introduzione al volume - si sono cimentati nel completamento del racconto scritto per l'occasione da Giuseppe Bonaviri, uno de nostri narratori più noti e tradotti all'estero, lasciato senza finale dall'autore.
''Nello spirito del messaggio che il Presidente Ciampi ha voluto far pervenire in occasione della prima settimana della lingua italiana nel mondo e con la piena convinzione che l'evento contribuirà sempre più a diffondere la conoscenza dell'identità italiana all'estero - sottolinea il sottosegretario Baccini - esprimo il più vivo incoraggiamento a ripetere la settimana con l'auspicio che anche nel 2002 possa imporsi come uno dei più importanti eventi culturali italiani organizzati nel mondo''. Per la seconda settimana della lingua italiana nel mondo, che si terrà dal 14 al 19 ottobre 2002, il concorso ''Scrive con me'', già bandito e in corso di espletamento, propone un racconto di Dacia Maraini.


Data inserimento in rete: martedì, giugno 25, 2002
Italiano: linguisti 'catturano' oltre 5 mila nuove parole

Roma, 25 giu. (Adnkronos) - Da 'chattare' a 'farmaco killer', da 'resettare' a 'fivetteria', da 'choco-party' a 'vippaio', passando per 'mobbizzare', 'gadgetteria' e 'vamposo', fino ad arrivare al recentissimo 'trapattonizzare': sono oltre 5mila le nuove parole dell'italiano, assenti dai vocabolari, 'catturate' dai linguisti del neonato Osservatorio Neologico della Lingua italiana (Onli, coordinato da Giovanni Adamo, linguista e ricercatore del Cnr e da Valeria Della Valle, docente di linguistica italiana all'Università di Roma 'La Sapienza', in collaborazione con l'Istituto per il lessico intellettuale europeo e storia delle idee del Cnr, diretto dal filosofo Tullio Gregory. L'Osservatorio e' stato creato ''per verificare la vitalità e la reattività del lessico italiano attraverso i neologismi che si diffondono nel linguaggio comune parlato, soprattutto attraverso i mezzi di informazione'', hanno
spiegato Adamo e Della Valle.
La nascita dell'Osservatorio e dei temi relativi all'innovazione lessicale e alle terminologie specialistiche, che sempre di più si vanno diffondendo nell'italiano, si parlerà in un convegno, promosso dal Cnr, dall'Associazione italiana di Terminologia e dall'Unione latina, che si terra' a Roma presso l'Accademia dei Lincei giovedì 27 e venerdì 28 giugno.
''La lingua italiana ormai appare sempre più come un miscuglio di neologismi e forestierismi talvolta difficili da digerire, ma presenti nel linguaggio comune'', spiegano i promotori del centro studi che avranno il compito di 'sorvegliare' la nascita delle nuove parole. Ma come reagire a questa invasione e come stabilire quali parole accettare e quali no?
''Il nostro lessico - spiega Giovanni Adamo - è effettivamente molto vivo e reattivo, perché assorbe moltissimi termini nuovi dalla politica, dalla scienza o dal giornalismo. Pensiamo alla genomica, o a parole quali aennino (appartenente ad Alleanza Nazionale), pippino (da Ppi), o udierrino (da Udr) ai derivati di Tangentopoli, come concorsopoli, premiopoli, assentopoli, affittoppoli ecc. Ci sono poi i dipietrizzati, seguaci del famoso magistrato, e margheritici o margheriti, fulminati da Rutelli. Certo, molte espressioni si rivelano effimere e di breve durata: il nostro compito e' proprio quello di registrare e verificare quei neologismi che appaiono in grado di affermarsi nella lingua d'uso''.
Fino ad oggi i ricercatori dell'Osservatorio Neologico della Lingua italiana hanno raccolto 5.000 parole nuove, registrate in una banca-dati che ha raggiunto attualmente 10.000 contesti giornalistici (dove i neologismi sono classificati per temi e analizzati in base alle caratteristiche morfologiche, sintattiche e semantiche). Si tratta di un lungo elenco di forestierismi, tecnicismi e neologismi d'autore che non compaiono nei più importanti vocabolari in circolazione, quali il Treccani di Aldo Duro e il Grande Dizionario Utet di Tullio De Mauro.
''I termini più recenti che abbiamo classificato - osserva Valeria Della Valle - sono girotondino, giottino e antigiottino, seattlino, e addirittura nannista, dal regista di Palombella Rossa, a conferma della continua capacità della lingua di produrre nuove parole capaci di esprimere realtà sociali emergenti. Al tempo stesso, la duttilità tipica della nostra lingua permette anche di coniare nuove parole che, attraverso l'uso di un diminutivo dai toni scherzosi e familiari, contribuisce a sdrammatizzare anche forti tensioni sociali''.
Dei neologismi, e più in generale dei fenomeni che coinvolgono l'innovazione lessicale nella società globalizzata del plurilinguismo, parleranno studiosi italiani e stranieri, tra i quali Bernard Quemada, Teresa Cabrè, Ignazio Baldelli, Francesco Sabatini, Luca Serianni e Tullio Gregory, nel corso del convegno ai Lincei intitolato ''Innovazione Lessicale e terminologie specialistiche nella società del plurilinguismo''.


Data inserimento in rete: lunedì, giugno 24, 2002
IIC Oslo - Agenzia del 24/06/02

RISCONTRI POSITIVI PER LA VISITA DEL SEGRETARIO GENERALE DELLA 'DANTE' A OSLO (NORVEGIA)

OSLO\ aise\ - "Un'importante occasione di incontro e di scambio tra i Comitati norvegesi della 'Dante Alighieri', a Bergen, Halden, Oslo, Stavanger e Trondheim, e i numerosi amici del locale Istituto di Cultura". Così l'Ambasciatore d'Italia a Oslo, Andrea G. Mocchi Onory di Saluzzo, ha definito la visita in Norvegia del Segretario Generale della "Dante", dott. Alessandro Masi, il quale ha tenuto una conferenza dal titolo "La Dante Alighieri nel mondo".Durante l'incontro il dott. Masi ha illustrato i più recenti dati di una ricerca realizzata dalla "Dante" sull'immagine e sulle attese che gli stranieri nutrono nei confronti dell'Italia. Una statistica che ha ampiamente confermato la massima considerazione nella quale, nel mondo, è tenuto il patrimonio storico, culturale e artistico del nostro Paese. Con l'occasione l'Ambasciatore Mocchi Onory di Saluzzo ha sottolineato l'importanza della più piena collaborazione tra le Istituzioni italiane operanti in Norvegia e la "Dante", auspicando che questa intesa mantenga sempre la stessa intensità e l'identico alto profilo dimostrati in questi ultimi anni. (aise)


Italiano: nuove parole, summit dei linguisti il 27 e 28 giugno

Roma, 24 giu. - (Adnkronos) - Come cambia la lingua italiana? Quante e quali sono le nuove parole che entrano a farne parte? Ogni anno nascono migliaia di neologismi: molte sono formazioni effimere e occasionali e solo una modesta percentuale entra a far parte a pieno titolo del nostro vocabolario. Continua l'invadenza della lingua inglese anche nel lessico dell'uso quotidiano? In che misura i termini tecnici e specialistici entrano nell'uso vivo della lingua e divengono patrimonio comune di tutti i parlanti? A queste domande daranno risposta noti studiosi italiani e stranieri in un convegno che si terrà a Roma, presso l'Accademia dei Lincei, giovedì 27 e venerdì 28 giugno. Il convegno si intitola ''Innovazione lessicale e terminologie specialistiche nella società del plurilinguismo'' ed è promosso dall'Istituto per il lessico intellettuale europeo del Cnr, dall'Associazione italiana per la terminologia, dall'Unione Latina con il patrocinio dell'Accademia dei Lincei.
L'assise - spiega la linguista Valeria Della Valle, una delle curatrici dell'evento insieme a Giovanni Adamo - intende avviare una riflessione organica sulla portata dell'innovazione lessicale nella lingua italiana proiettata in ambito europeo e internazionale, e costituire un'occasione per il rilancio delle iniziative di coordinamento e di raccordo tra le molteplici realtà operanti in Italia nel settore delle terminologie specialistiche.
Al summit dei Lincei, dove un centinaio di studiosi discuteranno come vagliare le nuove parole, parteciperanno, tra gli altri: Ignazio Baldelli, professore emerito di storia della lingua italiana dell'Università di Roma 'La Sapienza' e vicepresidente dell'Accademia nazionale dei Lincei; Francesco Sabatini, professore ordinario di storia della lingua italiana dell'Università Roma Tre e presidente dell'Accademia della Crusca; Bernard Quemada, professore di linguistica alla Sorbona di Parigi ed ex vicepresidente del Consiglio superiore della Lingua francese; Luca Serianni, professore ordinario di storia della lingua italiana nell'Università di Roma 'La Sapienza' e accademico della Crusca; Teresa Cabre' Castellvi', professore ordinario di linguistica catalana e membro dell'Istituto di studi catalani, direttore dell'Istituto di linguistica applicata dell'Università Pompeu Fabra di Barcellona; Wolfgang Pockl, professore di linguistica francese e italiana e direttore del Dipartimento di Lingua e cultura italiana e francese della Scuola per interpreti e traduttori dell'Università di Mainz a Germersheim; Tullio Gregory, professore ordinario di storia della filosofia dell'Università di Roma 'La Sapienza', accademico dei Lincei e direttore dell'Istituto per il lessico intellettuale europeo del Cnr.