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Data inserimento in rete: venerdì, luglio 05, 2002
Entro luglio il ministro degli Esteri

L'Unione Sarda, 5 luglio 2002
ROMA Dopo aver sciolto il delicato nodo del Viminale, Silvio Berlusconi sostiene che «il governo adesso è più forte» e ipotizza la nomina del ministro degli Esteri prima della pausa estiva, quindi entro questo mese.
A margine dell’assemblea della Confcommercio il premier ha rilasciato una dichiarazione che sembra aver colto in contropiede gli alleati, ponendo alcuni interrogativi nella maggioranza, a partire dai tempi della riforma del ministero: che potrebbero superare luglio o addirittura l’estate, rinviando anche la nomina del nuovo responsabile della Farnesina di alcuni mesi rispetto a quanto ipotizzato dal premier. Anche se in ambienti parlamentari della maggioranza si ritiene possibile una nomina addirittura nei prossimi giorni, prima della presentazione ufficiale della riforma degli Esteri.
Intanto, già cominciano a circolare alcuni nomi, in primo luogo quello dell’attuale ministro della Funzione pubblica, Franco Frattini che ieri in una intervista a Repubblica (in parte corretta) non ha escluso di essere fra i candidati alla Farnesina. Fra i papabili anche il ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani, il responsabile delle attività produttive, Antonio Marzano, e l’ambasciatore Umberto Vattani. E nelle ultime ore è circolato anche il nome di Luca Cordero di Montezemolo.
La promozione di uno di questi tre ministri, o di un qualsiasi altro ministro in carica, alla Farnesina comporterebbe automaticamente almeno un minirimpasto per coprire la casella lasciata libera nello spostamento da un dicastero all’altro. Una soluzione che non sembrerebbe accontentare le tante richieste e pressioni, appena scoppiato il caso Scajola, che starebbe ricevendo il presidente del Consiglio. Resta quindi sempre sullo sfondo l’ombra di un più ampio rimpasto che al momento non sembrerebbe poter essere contestuale alla nomina del nuovo ministro degli esteri. Ci potrebbero quindi essere due fasi: la prima con la soluzione della questione Farnesina, in tempi ancora da verificare, e la copertura dell’eventuale casella lasciata libera nel caso in cui la scelta dovesse ricadere su un ministro già in carica; la seconda potrebbe riguardare un movimento più corposo di ministri, atteso in molti settori della maggioranza (compresi alcuni ministri che sperano di cambiare dicastero), ma con tempi decisamente più lunghi che porterebbero l’attuale compagine fino all’autunno o, addirittura, alla fine dell’anno.
Ieri, in mattinata, il Governo italiano aveva chiesto un intervento a Romano Prodi e allo stesso commissario per gli Affari Monetari Solbes. Un primo riscontro si era avuto con la dichiarazione rilasciata in giornata dal portavoce della commissione Jonathan Faull (che aveva smentito una frase che il quotidiano Financial Times attribuisce al direttore generale di Eurostat, Yves Franchet) e successivamente in serata con la lettera del commissario spagnolo. Oggi il Financial Times pubblicherà sulla questione della cartolarizzazione una lettera di Eurostat.

- PER LA FARNESINA
Anche Vattani è tra i «papabili»


Il Tempo, venerdì 5 luglio 2002
L’ANNUNCIO del nuovo ministro degli Esteri prima della pausa estiva sembra aver colto in contropiede gli alleati, ponendo alcuni interrogativi nella maggioranza, a partire dai tempi della riforma del ministero: che potrebbero superare luglio o addirittura l'estate, rinviando, secondo considerazioni di alcuni ministri, anche la nomina del nuovo responsabile della Farnesina di alcuni mesi rispetto a quanto ipotizzato dal premier.
Anche se in ambienti parlamentari della maggioranza si ritiene possibile una nomina addirittura nei prossimi giorni, prima della presentazione ufficiale della riforma degli Esteri.
Intanto, già cominciano a circolare alcuni nomi, in primo luogo quello dell'attuale ministro della Funzione pubblica, Franco Frattini che ieri, in una intervista ad un quotidiano (in parte corretta), non ha escluso di essere fra i candidati alla Farnesina.
Fra i «papabili» anche il ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani, il responsabile delle attività produttive, Antonio Marzano e l'ambasciatore Umberto Vattani, oggi a Bruxelles presso l’Ue. E nelle ultime ore è circolato anche il nome di Luca Cordero di Montezemolo, presidente della Ferrari.
La promozione di uno di questi tre ministri, o di un qualsiasi altro ministro in carica, alla Farnesina comporterebbe automaticamente almeno un minirimpasto per coprire la casella lasciata libera nello spostamento da un dicastero all'altro. Una soluzione che non sembrerebbe accontentare le tante richieste e pressioni, appena scoppiato il caso Scajola, che starebbe ricevendo il presidente del Consiglio. Resta quindi sempre sullo sfondo l'ombra di un più ampio rimpasto che al momento non sembrerebbe poter essere contestuale alla nomina del nuovo ministro degli esteri.
Ci potrebbero quindi essere due fasi: la prima con la soluzione della questione Farnesina, in tempi ancora da verificare, e la copertura dell'eventuale casella lasciata libera nel caso in cui la scelta dovesse ricadere su un ministro già in carica (con l'eventuale completamento dell'organico dei sottosegretari); la seconda potrebbe riguardare un movimento più corposo di ministri, atteso in molti settori della maggioranza (compresi alcuni ministri che sperano di cambiare dicastero), ma con tempi decisamente più lunghi che porterebbero l'attuale compagine fino all'autunno o, addirittura, alla fine dell'anno.

L'ora della Farnesina
Il premier:«Presto il nuovo ministro degli Esteri». Frattini: «Sarò certamente io»
Frattini Si nomina ministro da solo, poi si corregge: «Non dispongo io del mio futuro». In corsa Vattani e Cordero di Montezemolo
A. CO.

Il Manifesto, 5 luglio 2002

MERA FORMALITÀ

«Nuovo ministro degli esteri entro luglio» Dopo la crisi-Scajola, il premier promette. E Frattini incassa
«Entro la pausa estiva la questione dell'interim al ministero degli Esteri sarà risolta». Berlusconi annuncia l'accelerazione per il ricambio alla Farnesina, ma il ministro per la Funzione pubblica Frattini lo aveva preceduto e incoronandosi da solo successore di Renato Ruggiero: «Tocca certamente a me. Sarò io il nuovo ministro». Accortosi della clamorosa gaffe, Frattini ha cercato un poò goffamente di correre ai ripari: «Non decido io del mio futuro. La scelta spetta a Berlusconi». Frattini resta comunque il candidato numero uno alla guida degli Esteri. Il premier lo sponsorizza anche perché si tratta di un suo fedelissimo, che gli permetterebbe di continuare a gestire indirettamente la politica estera. La principale opzione alternativa, la nomina di un nuovo tecnico come Luca Cordero di Montezemolo o Umberto Vattani, è inoltre contrastata sia da An che dalla Lega. Sarebbero invece favorevoli i centristi dell'Udc.
Tra i ministri, il principale rivale di Frattini è invece Antonio Marzano, ministro per le Attività produttive. Ma tanto la nomina di Frattini quanto quella di Marzano presentano per Berlusconi un inconveniente serio: il rischio di dover procedere, lasciando vacante una casella nel governo, a quel rimpasto che intende evitare a ogni costo.

ROMA Dopo Claudio Scajola, un altro ministro forzista rischia l'autogol per il vizietto di parlare troppo. Franco Frattini, responsabile della Funzione pubblica e candidato numero uno alla Farnesina, dichiara a un giornalista che il ministero degli Esteri è già suo. Ci vorrà ancora un po', prosegue, bisognerà aspettare che Berlusconi completi, come si è impegnato a fare, la riforma del ministero. Ma per il resto i giochi sono fatti. Quanto ai tempi, però, è lo stesso Berlusconi ad annunciare che saranno rapidi: «Penso che la questione dell'interim del ministero degli Esteri si potrà risolvere a breve termine, entro quest'estate, prima delle vacanze». Fine luglio dunque, al più tardi la prima settimana d'agosto. Accortosi della gaffe, Frattini si giustificherà affermando che quella dichiarazione gli è stata «rubata» da «un giornalista che si è infilato con me in un ascensore del senato». Negherà di mirare alla Farnesina, ma senza davvero smentire quel che si era lasciato scappare il giorno prima: «Non decido io del mio furturo. La scelta spetta a Berlusconi. Io voglio comunque rimanere alla Funzione pubblica fino al varo delle importanti riforme che devo completare entro la pausa estiva». Sarà una coincidenza ma i tempi corrispondono precisi precisi con quelli indicati dal premier.
Del resto, doverose smentite a parte, che Frattini abbia la Farnesina in mente non è un mistero. Dicono che alla Funzione pubblica abbia già più volte messo in allarme i collaboratori: «Siamo per traslocare». A metà aprile pare che avesse già dato l'ordine di preparare i bagagli, poi non se ne è fatto più niente. E che il ministro con delega ai servzi segreti sia in testa alla rosa dei candidati lo conferma anche la sottosegretaria agli Esteri Margherita Boniver, commentando l'annuncio del premier: «Sono davvero felice. Il nuovo ministro sarà uno dei fondatori di Forza Italia: Frattini, Marzano o Urbani».
Con la sua incauta uscita di mercoledì, Frattini si è reso il compito un po' più difficile, ma questo non significa affatto che si sia bruciato. Alleanza nazionale non è contraria alla sua candidatura. E' vero che, come sempre in questi casi, hanno cominciato a circolare indiscrezioni su un possibile insediamento di Fini. Ma il vicepremier sa perfettamente che l'ipotesi è più che remota: assegnare ad An la Farnesina compoterebbe una ridefinizione di tutti gli equilibri interni al governo, quel rimpasto che Berlusconi ha mostrato negli ultimi giorni di voler evitare a ogni costo, prima difendendo a spada tratta Scajola, poi, una volta capito che non c'era nulla da fare, procedendo con la sostituzione-lampo.
L'appoggio di An a Frattini dipende anche dal fatto che la soluzione alternativa è la più invisa al partito di Fini, nonché alla Lega: il ritorno alla Farnesina di un tecnico. Nelle ultime ore è tornato in ballo il nome di Umberto Vattani. Da giorni circola sulla stampa la candidatura di Luca Cordero di Montezemolo, un nome che permeterebbe di riprendere quell'alleanza con la Fiat interrottasi con l'uscita dal governo di Renato Ruggiero. Ma An e il Carroccio che già si erano fieramente opposte alla nomina di Ruggiero e che hanno poi viste confermate leloro nere previsioni non hanno alcuna intenzione di ripetere l'esperienza. Senza contare la possibilità di mettere le mani sulla Funzione pubblica, e soprattutto sulla delega ai servizi segreti, che fa gola soprattutto al partito di Fini.
Frattini ha un ulteriore elemento che gioca a suo favore: è un fedelissimo di Berlusconi ed è risaputo che il premier, una volta abbandonato l'interim, intende comunque mantenere un notevole controllo sulla Farnesina. Obiettivo raggiuntoi a priori con Frattini, molto più difficile qualora il ministro fosse Vattani o Cordero di Montezemolo.
Gli elementi che giocano contro la candidatura di Frattini sono essenzialmente due. Il primo, l'opposizione dell'Udc, è facilmente superabile. Non così il secondo: cioè il solito rischio, quello di innescare, lasciando vacante una casella nell'esecutivo, il processo a catena che renderebbe inevitabile un rimpasto in grande stile. E'proprio pensando a questo non ancora risolto problema che palazzo Chigi fa filtrare la notizia che in effetti Frattini è il pole position per la Farnesina, ma che ci sono ancora parecchie difficoltà da superare.


IIC Istituti italiani di cultura - Agenzia del 04/07/02

LA COMMISSIONE PER LA PROMOZIONE DELLA CULTURA ITALIANA

La diffusione del "sapere italico"

(9colonne) ROMA - La Commissione ha un ruolo fondamentale nell'elaborazione delle linee direttive della Promozione culturale italiana all'estero; di conseguenza formula pareri sugli obbiettivi programmatici indetti dall'amministrazione, collabora con direttive periodiche alla preparazione delle conferenze degli Istituti di Cultura, apporta pareri complementari all'iter amministrativo di competenza della Direzione generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale, quali la nomina dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura e l'assegnazione di incentivi alla traduzione. La Commissione per adempiere ai suoi ruoli si serve di due Gruppi di Lavoro denominati "Lingua e Editoria" e "Criteri e metodi della promozione culturale". Più precisamente, quest'anno, la Commissione ha aggiunto alle sue numerose attività una rielaborazione più dinamica della promozione della cultura italiana all'estero. Ecco perché la Commissione ha deciso di servirsi della rete capillare delle Ambasciate/Consolati e degli Istituti di Cultura: Gli "Indirizzi Generali per la promozione e la diffusione all'estero della cultura e della lingua italiana e per lo sviluppo della cooperazione culturale internazionale" faranno parte delle direttive generali di tutte le strutture del ministero degli Affari Esteri. Ad esempio la proclamazione del 2002 anno tematico della moda e del design rientra in questo progetto di valorizzazione del dinamismo della cultura italiana. I membri della Commissione sono eletti ogni tre anni. La presiede l'Onorevole Ministro degli Affari Esteri o un Sottosegretario delegato, si compone di ventisei membri, di cui tre sono elettivi- designati dal Presidente del Consiglio dei Ministri fra eminenti personalità della cultura, quattordici sono nominati da Enti e Istituzioni pubbliche (Accademia Nazionale dei Lincei; Consiglio Nazionale delle Ricerche; Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione; Consiglio universitario Nazionale; Consiglio Nazionale per i Beni e le Attività Culturali; Consiglio Generale degli Italiani all'Estero; Conferenza permanente per i Rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Provincie autonome di Trento e Bolzano. Il Presidente dell'attuale Commissione Nazionale, in carica nel triennio 1 dicembre/ 30 novembre, è su delega dell'On. Ministro degli Affari Esteri, il Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri, Onorevole Mario Baccini.

La composizione della commissione

(9colonne) ROMA - La Commissione ha un ruolo fondamentale nell'elaborazione delle linee direttive della Promozione culturale italiana all'estero: formula pareri sugli obbiettivi programmatici indetti dall'amministrazione, collabora con direttive periodiche alla preparazione delle conferenze degli Istituti di Cultura, apporta pareri complementari all'iter amministrativo di competenza della Direzione generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale, quali la nomina dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura e l'assegnazione di incentivi alla traduzione. La Commissione per adempiere ai suoi ruoli si serve di due Gruppi di Lavoro denominati "Lingua e Editoria" e "Criteri e metodi della promozione culturale". I membri della Commissione sono eletti ogni tre anni. La presiede l'Onorevole Ministro degli Affari Esteri o un Sottosegretario delegato, si compone di ventisei membri, di cui tre sono elettivi - designati dal Presidente del Consiglio dei Ministri - fra eminenti personalità della cultura, quattordici sono nominati da Enti e Istituzioni pubbliche.

IL SOSTEGNO DEL MAE ALLA RICERCA ARCHEOLOGICA ITALIANA NEL MONDO
Gli uomini, le idee e il ministero degli Esteri

(9colonne) ROMA - L'Italia è sempre stata uno dei principali snodi nelle relazioni fra i diversi popoli sia per la propensione degli italici a viaggiare, che per la genialità del suo estro artistico. I Viaggi degli italiani erano il punto di incontro fra delle civiltà molto lontane: il primo a mettere in contatto la civiltà occidentale e quella orientale fu un viaggiatore italiano, Marco Polo, l'America fu scoperta da un altro italiano, Cristoforo Colombo….. Re- centemente l'emigrazione italiana ha permesso di creare dei legami di fratellanza con molti popoli ( Argentina, Australi, Canada, Germania, Cina, Stati Uniti, Svizzera…). Questo continuo movimento degli italiani ha permesso che si creasse una compenetrazione continua tra i diversi modelli culturali. Le diverse nazioni conoscendosi meglio, tramite uno scambio culturale molto cospicuo, sono riuscite ad instaurare una collaborazione sia economica, sia politica sempre più stretta. Si potrebbe persino affermare che la globalizazione della nostra società contemporanea abbia le sue origini nei diversi flussi migratori dei popoli. Ecco perché il Ministero degli affari Esteri ha sempre accordato una così grande importanza alla diffusione della cultura italiana ed una così grande disponibilità nei confronti dei nostri connazionali all'Estero, tramite la rete capillare di Ambasciate e Consolati. Oggigiorno la promozione della cultura e della lingua italiana all'estero è strettamente legata ai rapporti politici ed economici che l' Italia mantiene con tutto il mondo, ed ai vincoli che lega il nostro paese alle grandi collettività dell'emigrazione italiana. La Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del Ministero degli Affari Esteri, per adempiere al suo fondamentale ruolo di diffusione, valorizza differenti aspetti: La rete dei 93 Istituti cultura serve a garantire un'eccellente Promozione della cultura italiana nel mondo. Questa struttura serve sia a ricordare quale sia stato storicamente il contributo del patrimonio culturale italiana alle diverse civiltà, che a mostrare come sia evoluta la sensibilità artistica italiana. Queste operazioni servono, oltre che a creare dei legami di fratellanza, a sviluppare una maggiore collaborazione politica ed economica tra le regioni, gli enti ed i Paesi. La Diffusione della cultura italiana viene curata attraverso i corsi tenuti dagli Istituti di Cultura (circa 4.500 corsi per oltre 50.000 allievi), con il sostegno a oltre 300 istituzioni scolastiche, tramite l'invio di 266 lettori in altrettante cattedre di lingua e letteratura italiana, e per concludere un'importante azione di sostegno alla diffusione del libro italiano, sia in lingua che tradotto. La Cooperazione universitaria internazionale, grazie al sostegno del M.A.E. ed a oltre 80 atenei del nostro Paese, incrementa sia lo sviluppo di insegnamenti comuni e condivisi, sia la mobilità di docenti e di studenti. La Cooperazione scientifica e tecnologica attraverso la rete di 23 Addetti scientifici ha dato vita a dei programmi di ricerca internazionale, che implicano la circolazione di informazione scientifiche tra i diversi paesi. Il Sostegno alla ricerca archeologica italiana all'estero ha il duplice obbiettivo di sostenere la ricerca scientifica in questo campo, tramite l'esperienza inconfutabile della scuola archeologa italiana, e di aiutare altri Paesi a perfezionare la conoscenza del loro passato, di conseguenza a migliorare la conservazione del loro patrimonio. Per concludere la Promozione della cultura in sede internazionale, in particolare in sede europea ed in sede UNESCO, serve a diffondere l'istruzione, a sostenere la cultura e la scienza, a conservare e valorizzare il patrimonio culturale mondiale.

LA COMMISSIONE NAZIONALE PER LA PROMOZIONE DELLA CULTURA ITALIANA ALL'ESTERO
La valorizzazione del "sistema Italia" nel mondo

(9colonne) ROMA - La Commissione Nazionale per la Promozione della Cultura Italiana all'Estero ha il delicatissimo compito di collegare la promozione culturale con la promozione del "sistema Italia". La cultura sta diventando uno dei canali privilegiati per creare i presupposti necessari alla nascita di uno scambio economico tra due nazioni. Le attività di questa Commissione sono finalizzate allo sviluppo di quelle manifestazioni cultura che sono sia degli importanti fenomeni economici, che importanti testimonianze della sensibilità italiana: modo, editoria, cinema, attività musicali, design e design industriale, tecnologia, oreficeria, arti decorative, gastronomia…ecc. Il lavoro svolto da questa Commissione ha due obbiettivi primordiali: il primo riuscire ad instaurare una collaborazione più stretta con le Regioni, Province, Comuni, Enti, Fondazioni ed imprese private, affinché si riescano a trovare i finanziamenti necessari per valorizzare il patrimonio e le tradizioni delle singole regioni (ad esempio protocollo d'intesa con la regione Lazio ed Emilia Romagna); l'altro mostrare come il processo d'integrazione culturale tra Paesi dell'Unione Europea si sia un aspetto fondamentale per dare alla luce ad una politica sociale ed economica equilibrata fra i differenti membri dell'Unione. Il cammino di avvicinamento si serve dell'attuazione di gemellaggi fra due nazioni, lunghe manifestazioni culturali (stagione della Cultura Ungherese in Italia giugno/dicembre 2002), i progetti varati dal Consiglio d'Europa, come ad esempio l'omoge- neizzazione dei programmi di insegnamento della lingua straniera in ambito comunitario e della certificazione dei livelli di apprendimento. Per raggiungere queste mete fondamentali per la politica estera italiana, questa Commissione ha dovuto rivedere la legge di riforma degli Istituti Italiani di Cultura (L.401/1990); indire degli "anni tematici", dedicati ai vari settori della cultura, nell'ambito dei quali le attività svolte dagli Istituti Italiani di Cultura e/o dell'Amministrazione Centrale dovranno essere prevalentemente orientate verso l'aspetto tematico; realizzare dei grandi eventi e rassegne culturali multidisciplinari che favoriscano le sinergie tra settore pubblico e privato per rafforzare i processi di cooperazione culturale internazionale (ad esempio rassegna Italia/Giappone 2001); incentivare dei programmi diretti alla creazione di cattedre di lingua e cultura italiana, di borse di studio e scambi giovanili, per favorire la diffusione e l'apprendimento della lingua e della cultura del nostro paese; rafforzare i rapporti di collaborazione in materia di insegnamento della lingua tra Istituti di Cultura, Dipartimenti di italianistica delle Università straniere, Licei bilingue e Scuole italiane all'estero, Comitati della Società "Dante Alighieri", Enti gestori dei corsi di lingua italiana; e per concludere potenziare la rete informatica e multimediale degli Istituti di Cultura, non solo come strumento di lavoro e comunicazione, ma anche come nuovo mezzo di espressione artistica.




Data inserimento in rete: giovedì, luglio 04, 2002
- Agenzia del 04/07/02

E ora monta il caso di Frattini agli Esteri
In un'intervista a Repubblica il ministro della Funzione pubblica annuncia con sicurezza: "A luglio vado io alla Farnesina". Corto circuiti nei palazzi della politica. Poi la smentita: frasi rubate in ascensore.

Il Nuovo, 4 luglio 2002
ROMA - Nei palazzi della politica questa mattina in molti hanno strabuzzato gli occhi. Ma come, è stata la domanda generale, Frattini si dice certo di essere il prossimo ministro degli Esteri e lo racconta addirittura in una intervista a Repubblica? Procedura quantomeno irrituale. Così irrituale che, mentre già l'opposizione cominciava a montare il caso nasando un nuovo infortunio degno di finire sulla graticola come Scajola, il ministro della Funzione pubblica si è trovato costretto a puntualizzare di non aver avanzato né una autocandidatura, né di aver rilasciato un'intervista. Ma semplicemente di aver parlato con un giornalista in un ascensore.
Ma ormai la frittata è fatta. E il danno lo si valuterà solo quando Berlusconi deciderà di abbandonare l'interim e dovrà decidere a chi affidare la Farnesina. Che Frattini ci tenga moltissimo all'incarico di titolare della politica estera è noto. Così noto che in molti ambienti di Forza Italia si storce il naso e i malumori (rilanciati quasi settimanalmente dalla informatissima Velina azzurra) montano. Ora però che la cosa è diventata di dominio pubblico, e nel peggiore dei modi, a Frattini non resta che tentare una imbarazzata retromarcia.
''Mi rammarico di aver dato ascolto ad un giornalista di Repubblica che, infilatosi con me in un ascensore del Senato e con una tecnica degna di migliore causa, mi ha chiesto vaghe conferme di futuri scenari e malignità ben precise che già aveva bene in mente, confezionandole lui nelle domande'', dice il ministro della Funzione pubblica e sicuramente uno dei collaboratori più preparati e fedeli del Cavaliere.
Insomma, sarà ministro degli Esteri entro luglio oppure no? ''Non è questo il merito della questione - precisa ancora Frattini - di un giornalismo più devoto alle polemiche che alla verità: il merito riguarda il mio impegno di ministro della Funzione Pubblica tirato da circa sei mesi ogni giorno per la giacca da più o meno fantasiosi toto-ministri''.
Lui ci tiene a svolgere bene l'incarico che gli è stato affidato dal premier, il resto si vedrà quando sarà il caso. ''Il mio lavoro - sottolinea il ministro - è presso la Funzione Pubblica, unita alla importante delega del coordinamento dei Servizi di informazione e sicurezza. Credo che la mia quotidiana attività in Parlamento, nelle commissioni e in aula, assieme alla quantità e, mi auguro, la qualità delle proposte e dei programmi in corso di attuazione per la riforma delle pubbliche amministrazioni lo dimostrino. L'impegno mio e di tutte le persone che con me lavorano è un impegno istituzionale e qui si svolgerà fino a quando mi verrà confermata la fiducia del presidente del Consiglio''.
Il suo futuro politico è nelle mani del premier e non potrebbe essere altrimenti. ''Non decido io del mio futuro - chiarisce Frattini - ed il balletto dei rimpasti e delle date ha finora prodotto maggiori e francamente evitabili difficoltà e distrazioni al nostro impegno ed alla qualità dell'azione politica e amministrativa. Non partecipo e non intendo alimentare in alcun modo questo gioco dannoso alle istituzioni''.
Avvicinato dai giornalisti all'assemblea della Confcommercio, Silvio Berlusconi non entra nella querelle ma si limita a confermare che entro l'estate deciderà. "Penso che la questione dell'interim del ministero degli Esteri si potrà risolvere a breve termine, entro quest'estate, prima delle vacanze", afferma il premier. In precedenza era stato il ministro Buttiglione a sostenere che Berlusconi deve avere una presenza più forte a Palazzo Chigi, lasciando gli Esteri. A sua volta il vice presidente del Consiglio, Gianfranco Fini, aveva rifiutato di rispondere alla domanda relativa proprio alla questione della titolarità del ministero degli Esteri.
Ma già si odono in sottofondo le prime polemiche montare. L'opposizione si tiene pronta a un nuovo attacco frontale e con Franco Monaco, vice capogruppo alla Camera, fa capire che anche questa non la lascerà passare. "Sono sbigottito",dice Monaco. "Passi che lo apprenda io da un giornale - dice Monaco - ma che Quirinale e Parlamento, specie dopo il trauma di ieri, ne siano informati così è cosa sconcertante che la dice lunga sulla cultura istituzionale che alligna da quelle parti".


- Agenzia del 04/07/02

“Nuova” Farnesina e commercio estero
di FABRIZIO ONIDA

Corriere della Sera, 04/07/02

Una “diplomazia per l'esportazione”? Dopo il segnale forte lanciato da Berlusconi, il governo sta predisponendo i decreti delegati che di fatto configurano la terza riforma in 13 anni del sistema di sostegno pubblico all'internazionalizzazione delle imprese. A consulenti esterni come Kpmg e Deloitte è stato chiesto di fare proposte per avvicinare l'Italia al “modello canadese”. Un po' d'aria fresca è sicuramente benefica, soprattutto per uscire definitivamente da una anomalia quasi solo italiana: da sempre infatti la rete estera dell'Ice (Istituto per il commercio estero) opera accanto e non dentro la rete diplomatico-consolare, spesso generando imbarazzi istituzionali, inefficienze operative e (fattore non trascurabile) oneri fiscali aggiuntivi. Nella maggior parte degli altri paesi industriali, incluso il Canada, l'organigramma nazionale dei ministeri prevede la funzione del Commercio estero accorpata non al ministero degli Affari Esteri, bensì ad un ministero dell'economia reale (Economia, Industria e Commercio). Senonché, quando queste diverse amministrazioni forniscono servizi alle imprese o svolgono attività promozionale direttamente all'estero, esse sistematicamente operano col pieno riconoscimento e nella cornice istituzionale della rappresentanza diplomatica. Anche quando (come nel caso di Francia, Spagna, Portogallo, Belgio, Olanda, Irlanda, Grecia) sono previste apposite Agenzie pubbliche di “trade promotion” più o meno simili all'Ice, il loro personale direttivo opera con uno status diplomatico temporaneo, le loro strutture fanno parte della rete diplomatico-consolare e si applica una dipendenza gerarchica congiunta (non senza problemi). Lo stesso accade perfino in quei Paesi (Germania, Austria, Svezia, Norvegia, Finlandia) che prevedono una diretta corresponsabilità del settore privato e delle Camere di Commercio negli organismi di promozione e assistenza.
La soluzione “radicale” proposta in Italia (Farnesina prende tutto) rappresenta forse la scorciatoia per superare le persistenti gelosie inter-ministeriali e assicurare l'unità di rappresentanza del cosiddetto “sistema Paese”. Ma perché l'aria fresca non generi polmonite (o non diventi aria fritta) occorre garantire alcune cose essenziali, avendo in mente gli interessi prioritari delle imprese “clienti” ad un servizio pubblico di qualità.
Innanzi tutto va respinta la visione, purtroppo assai radicata da noi, che l'Ente pubblico debba essenzialmente farsi carico della promozione collettiva (ridotta poi di fatto a eventi fieristici e viaggi-missioni, oltre ad eventi culturali), mentre l'assistenza tecnica e i servizi a valore aggiunto sono forniti dal mercato. Col risultato che Ice e ambasciate (spesso, va detto, sotto pressione di ministri, sottosegretari, parlamentari, governatori e sindaci) si occupano più di spazi espositivi, organizzazione di incontri e convegni, prenotazioni alberghiere, pranzi sociali che di informazioni di mercato e contatti d'affari. Invece, per le (poche) grandi e medio-grandi imprese sono essenziali azioni di informazione riservata e “lobby” presso i governi locali in collegamento a gare, grandi contratti, programmi di privatizzazione, finanziamento della cooperazione allo sviluppo. Azioni che presuppongono, da parte dell'ambasciatore e del “Trade Commissioner” molto tempo dedicato a studio dei dossier, ricerca di contatti, analisi dei paesi concorrenti sullo stesso mercato, evoluzione delle normative locali ecc.
Ma anche per le (moltissime) medie e piccole imprese che lottano per esportare (e sempre più dovranno investire risorse per una presenza più stabile sui mercati importanti) sono altrettanto essenziali servizi di “intelligence” sulla domanda e sui concorrenti e di supporto alla ricerca di agenti, distributori, intermediari, potenziali clienti e partner. In una “società della conoscenza” la crescita internazionale delle imprese ha fame di informazione qualificata e servizi personalizzati a valore aggiunto. Da questo punto di vista mi auguro che l'imminente riforma non vada a disperdere, anzi valorizzi il prezioso patrimonio di conoscenze e contatti maturato dall'Ice in Italia e all'estero. Come sottolinea uno studio dell'International Trade Centre, molte imprese esportatrici non conoscono le proprie debolezze, tanto meno i possibili rimedi. E l'intervento pubblico deve meglio identificare il livello appropriato dell'utenza: anzi che elargire molto sostegno a imprese con bassa capacità esportativa potenziale, dovrebbe concentrare gli sforzi sulle imprese dotate di ancora scarsa esperienza ma elevato potenziale.


Data inserimento in rete: mercoledì, luglio 03, 2002
IIC Montreal - Agenzia del 03/07/02

Canada: jazz e giardinaggio all'Ist. italiano di cultura

Montreal, 3 lug. (Adnkronos) - Anche quest'anno la musica e l'arte del giardinaggio italiano sbarcheranno in Canada grazie alla collaborazione dell'Istituto italiano di cultura di Montreal e del Quebec.
Il jazz italiano si potrà ascoltare nell'ambito del Festival Internazionale di Jazz che si concluderà a Montreal il prossimo 7 luglio con la partecipazione del duo Gianluigi Trovesi e Gianni Coscia.
Il giardinaggio italiano, invece, potrà essere ammirato tutta l'estate durante la terza edizione del Festival Internazionale dei Giardini a Grand-Métis nel Quebec, in cui verrà realizzato un giardino dal trio italiano Land-I, composto da Marco Antonini, Roberto Capecci e Raffaella Sini.


Chiedo cortesemente alla redazione di Italcult di diffondere il bando del II Premio internazionale di Poesia Femminile "Elsa Buiese" promosso dal DARS (Donna Arte Ricerca Sperimentazione) di Udine con il sostegno del Comune di Martignacco (UD).
La partecipazione è gratuita. Il termine di scadenza il 30 novembre 2002. Ringraziando, saluto cordialmente. Marina Giovannelli


II PREMIO DI POESIA BIENNALE INTERNAZIONALE “ELSA BUIESE” – 2003
a cura del DARS

IL Comitato friulano DARS di Udine, con il contributo e patrocinio del Comune di Martignacco e della Provincia di Udine e della Regione Friuli – Venezia Giulia bandisce il II Premio internazionale di Poesia “Elsa Buiese”.

Regolamento

1 Il premio, biennale, è aperto a tutte le donne che abbiano compiuto il 18° anno di età.

2 Si concorre inviando una raccolta di poesie (250-400 vv.).

3 Il tema è libero.

4 Si possono utilizzare tutte le lingue presenti nel territorio italiano purché il testo sia accompagnato dalla traduzione a fronte in Italiano.

5 Le copie dattiloscritte della raccolta, anonime, in numero di sette e debitamente fascicolate, devono pervenire alla segreteria del premio entro il 30 novembre 2002.

In una busta chiusa a parte, allegata al testo, vanno indicati il nome e cognome della concorrente, il suo recapito e numero telefonico, insieme al titolo della raccolta presentata.

6 Le opere vanno indirizzate come segue:
Premio di Poesia “Elsa Buiese”, Municipio di Martignacco-Biblioteca Comunale, via della Libertà,1 - 33035 Martignacco (Udine).
Per informazioni rivolgersi al seguente numero telefonico, lunedì e giovedì dalle ore 14 alle 15: 0432 507592, oppure scrivere a: comugna@libero.it

7 La giuria è nominata dal Comitato DARS ed è composta da Mariella Bettarini (Presidente), Eva Brollo, Isabella Deganis, Marina Giovannelli, Mariolina Meiorin, Giulia Rinaldi, Maria Tore.

8 Il premio consiste nella pubblicazione della raccolta prescelta a cura del DARS. Alla vincitrice saranno consegnate n. 100 copie. La premiazione avverrà nella primavera del 2003 in una sede predisposta dal Comune di Martignacco. La giuria si riserva la facoltà di segnalare raccolte ritenute interessanti.

9 Il giudizio della giuria è insindacabile.

10 La partecipazione al premio è gratuita.

11 I dattiloscritti non saranno restituiti e resteranno nell’archivio del DARS e, in copia, nella Biblioteca di Martignacco.

12 Il risultato sarà reso noto attraverso la stampa e telefonicamente alla vincitrice e alle eventuali segnalate che dovranno ritirare personalmente il premio.

13 Non può partecipare al concorso che è stata precedentemente Premiata.

14 La partecipazione al Premio implica l’accettazione del presente regolamento.


Parla Giovanna Melandri
Maledetti dilettanti Urbani? Ingenuo. Sgarbi? Capriccioso. Insieme, una coppia da cacciare. Parola di Melandri. Che candida Fisichella
di Marco Damilano

L'Espresso online, 27/6/2002
L'Inesistente e il Capriccioso, li chiama. La coppia di litiganti che guida il ministero dei Beni culturali. «Come posso scegliere tra l'uno e l'altro? Sono entrambi disastrosi. Giuliano Urbani, il ministro, è un ingenuo che voleva fare il presidente della Rai. Vittorio Sgarbi, il sottosegretario, è un egocentrico che agisce per conto di se stesso. Insieme hanno portato la cultura italiana al punto più basso». Giovanna Melandri, ministro della Cultura nei governi ulivisti, si rifiuta di tifare per uno dei duellanti del Collegio Romano dopo il richiamo di Carlo Azeglio Ciampi sulla Patrimonio Spa, la società che avrebbe dovuto rilevare il nostro patrimonio artistico.«Al posto di Urbani vorrei Domenico Fisichella. È un uomo di destra. Ma ha già fatto il ministro, con competenza e passione. E rispetta le opinioni degli altri».

Lei dice che questo è l'annus horribilis della cultura. Un periodo che coincide con l'opposizione dell'Ulivo. È l'invidia a farla parlare?

«Rispondo con i fatti. Per la prima volta durante i governi dell'Ulivo il settore cultura è uscito dal ruolo residuale che gli era stato assegnato ed è diventato un tassello importante. Una scelta di tutto il governo. Più risorse pubbliche, più investimenti: non solo su Galleria Borghese e sui grandi centri, ma anche sugli affreschi di Benozzo Gozzoli a Montefalco, sul museo archeologico di Palestrina e così via. Mi aspettavo dal centro-destra una competizione virtuosa».

E il ministro Urbani, invece, cosa ha fatto?

«La Finanziaria ha tagliato i fondi per la cultura. Cinquecento miliardi in meno. Eppure Sgarbi aveva proclamato che ci sarebbero stati musei gratis per tutti. Noi avevamo introdotto lo sconto del 50 per cento per giovani e insegnanti. Strumenti fondamentali per aprire i musei erano l'appoggio dei sindacati e l'inserimento dei giovani assistenti con contratto a tempo determinato e con l'impegno di assumerli. Impegno disatteso. Costava solo 40 miliardi di vecchie lire: non li hanno trovati. E le agitazioni hanno impedito ai turisti di visitare i musei il 25 aprile e il primo maggio».

Perché Urbani e Sgarbi accettano il ridimensionamento del loro ministero?

«Per due motivi. Il primo è la continua lite tra loro che blocca tutte le iniziative. Come quella che finanzia il restauro e la tutela di 250 progetti per i prossimi tre anni (vedere scheda). Bloccata. Poi c'è un altro motivo. Vogliono sabotare la dimensione pubblica della cultura per poi dire: non c'è niente da fare, privatizziamo. Come stanno facendo in altri campi, dalla sanità alla scuola».

Obiezione di Urbani: la privatizzazione della cultura è cominciata con voi dell'Ulivo.

«Farebbe meglio a ragionare: la sua apertura ai privati è un fallimento. C'è una retorica mercantile e una pratica disastrosa. Durante il mio mandato con l'allora ministro del Tesoro Vincenzo Visco avevamo giocato la carta dell'incentivazione fiscale della cultura. Con la piena deducibilità dal reddito d'impresa delle donazioni per la cultura. Deducibilità al 100 per 100. La norma valeva per il 2001, a copertura c'erano 270 miliardi. Poi è cambiato il governo e non si è fatto nulla».

Anche sulla cessione dei beni immobili alla società Patrimonio Spa il centro-destra replica che siete stati voi a iniziare a vendere.

«Hanno abrogato una norma che ci era costata un lungo lavoro con le associazioni e gli enti locali. Il nostro regolamento diceva nero su bianco: il patrimonio è inalienabile. Per alcuni beni storico-artistici il titolo di proprietà può essere ceduto dallo Stato al privato, ma solo a scopo di tutela e a condizione che siano rispettati alcuni requisiti: per esempio, l'apertura al pubblico del locale. Altrimenti i beni tornano allo Stato. Loro invece usano il patrimonio come garanzia delle grandi opere pubbliche. Come un'ipoteca. Siamo alla stangata, a Paul Newman e Robert Redford che scappano con il bottino...».

Avete detto che il Colosseo è in vendita. Urbani ha smentito. E promette: sul patrimonio garantisco io.

«Il Colosseo non è a rischio. Ma tanti altri beni sì, e non lo dico solo io. Il ministro ci ha ripetuto per un mese che le nostre preoccupazioni erano frutto di una fantasia malata. Ora si scopre che sono matti anche il presidente della Corte dei conti, tutte le associazioni di tutela, e per ultimo il presidente Ciampi. La verità è che le garanzie si scrivono con le leggi. E Urbani non conta nulla. I ministri della Cultura sono altri».

Chi? Sgarbi?

«No. Il manifesto per la cultura di Berlusconi e soci l'hanno scritto Tremonti con le forbici e Lunardi con il cemento. I veri ministri sono loro. Gli altri due sono solo comparse».

In questi giorni Sgarbi si è schierato contro Urbani. E "l'Unità" ha pubblicato un suo editoriale di fuoco. È il nuovo eroe della sinistra?

«Mi rifiuto di trasformarlo in un simbolo. Si è accorto all'ultimo momento di quanto stava accadendo. Ha detto che bisogna ripristinare il nostro regolamento. Sono d'accordo con lui».

Chi butta giù dalla torre? Urbani o Sgarbi?

«Urbani è il ministro che esegue la linea Tremonti e vende i gioielli di famiglia per pagare i debiti di gioco. Sgarbi è il sottosegretario che si augura che fallisca la Biennale. Dunque giù tutti e due. O forse terrei su ancora Sgarbi per vedere se fa sul serio. Con una preoccupazione».

Quale?

«Che alla fine quei due si vendano pure la torre prima di essere cacciati».


Nuovo collegamento charter Copenaghen-Perugia

Veduta di Perugia prima dell'atterraggio

(Inform, 01/07/02) COPENAGHEN - I collegamenti fra l’Italia centrale e la Danimarca saranno
più facili quest’estate. Un nuovo volo charter operato dalla compagnia
aerea danese Cimber Air per conto del tour operator Train Travel collegherà
Copenaghen con Perugia e viceversa ogni sabato dal 6 luglio al 19 ottobre
2002. Perugia è una destinazione molto interessante perché raccoglie
passeggeri di un’area molto vasta dell’Italia centrale. Per i turisti
italiani sarà molto comodo raggiungere la capitale danese con un
confortevole volo diretto.
I turisti danesi avranno un ottimo punto di
partenza per innumerevoli escursioni interessanti in Umbria, Toscana,
Marche e Alto Lazio.
L’aeroporto di Perugia è stato rinnovato di recente ed offre tutti i
vantaggi degli scali minori: accoglienza, ospitalità, efficenza e
flessibilità (v. anche sito Internet: www.airport.umbria.it)
L’operativo voli è il seguente: partenza da Copenaghen alle ore 9.30
(IQ481) con arrivo a Perugia alle 13.00, partenza da Perugia alle 13.45
(volo IQ482) con arrivo a Copenaghen alle 17.15. Il velivolo utilizzato è
l’ATR-72 da 62 posti. Da Copenaghen sono possibili collegamenti in
coincidenza, operati da Cimber Air, con altre città della Danimarca. I
biglietti possono essere acquistati presso le Agenzie di Viaggio umbre
oppure presso l’operatore danese Train Travel, tel. +45 63 13 03 03, fax
+45 63 13 03 04, Internet: www.traintravel.dk, e-mail:
info@traintravel.dk. Questo nuovo volo è di grande importanza per il flusso
turistico scandinavo verso l’Italia e un segnale di fiducia del mercato in
un momento di generale difficoltà per il trasporto aereo. (Inform)


IIC Istituti italiani di cultura - Articolo del 02/07/02

Presentata da Gennaro Malgieri e da altri deputati della Cdl una proposta per la riforma degli Istituti all’estero
Nascono gli ambasciatori della cultura
Una nuova figura per rendere possibile l’organizzazione di grandi eventi e programmi
di Aldo Di Lello


Secolo d’Italia, 2 luglio 2002
Roma. Nell'epoca della globalizzazione l’Italia ha bisogno di una nuova figura istituzionale che ne promuova efficacemente l’immagine all'estero: l’«ambasciatore della cultura», un operatore di alto profilo che sia in grado di organizzare eventi di notevole impatto presso l’opinione pubblica dei Paesi in cui operano i nostri Istituti. Questi stessi istituti devono inoltre tornare a occuparsi seriamente della diffusione della nostra lingua, condizione essenziale per qualsiasi programma di promozione culturale.
Sono questi alcuni dei punti qualificanti della proposta di legge presentata da Gennaro Malgieri e da un nutrito gruppo di deputati della Cdl per la «promozione e la diffusione all'estero della cultura, della lingua e della scienza italiane».
II provvedimento si rende opportuno perché la legge che attualmente regola gli istituti italiani di cultura all'estero, emanata nel 1990, comincia a mostrare l’usura del tempo. In questi ultimi dodici anni s'è registrata infatti un’accelerazione rilevantissima dei processi di globalizzazione e di integrazione europea.
Occorre innanzitutto «invertire la tendenza registratasi negli ultimi anni verso l'abbandono della promozione linguistica». A tale scopo i firmatari della proposta di riforma ritengono necessario rafforzare i legami tra gli Istituti e gli altri organismi culturali, come la Dante Alighieri all’estero e le università per stranieri in Italia, che svolgono un ruolo di primo piano nella diffusione del nostro idioma e della nostra cultura.
Altro elemento innovativo è il riconoscimento della posizione istituzionale degli Istituti. E questo al fine di «tutelare le scelte dei direttori in materia di programmazione e offrire loro un valido strumento che renda più agile ed incisiva la loro azione in realtà politiche e culturali estremamente variabili da Paese a Paese». La proposta di legge prevede anche nuovi strumenti per realizzare attività culturali in Paesi in cui non siano presenti Istituti, come la figura di un addetto culturale di carriera presso ambasciate e consolati. Tali addetti avranno come punti di riferimento Istituti di coordinamento allo scopo di costituirsi come preziosi terminali della rete culturale.
E veniamo agli «ambasciatori della cultura». Questa nuova figura approfondisce e potenzia quella dei «direttori di chiara fama» già prevista dall’attuale normativa. Nominati direttamente dal Ministero, questi direttori speciali passerebbero da dieci a venti e, fatto particolarmente significativo, verrebbero liberati dalla gestione degli Istituti, «rimessa ai direttori di carriera», per concentrarsi nella realizzazione di grandi programmi culturali. Le incombenze burocratiche avevano infatti limitato la portata innovativa dell'istituzione dei «direttori di chiara» fama scelti tra personalità rappresentative del mondo culturale italiano.

______________________________
Scheda della proposta di legge:

XIV Legislatura Atto Camera 2874
Disposizioni per la promozione e la diffusione all' estero della cultura, della lingua e della scienza italiane
Testi disponibili: Scheda Camera Lavori Preparatori C. 2874
18 Giugno 2002: da assegnare
Iter: C. 2874 da assegnare 18 Giugno 2002
Iniziativa Parlamentare: On. Gennaro Malgieri (AN)
Natura: ordinaria
Presentazione: Presentato in data 18 Giugno 2002; annunciato nella seduta n.161 del 19 Giugno 2002
_____________________

Gennaro Malgieri, Gruppo parlamentare Alleanza Nazionale, E-mail: malgieri_g@camera.it

Profilo personale e professionale
Nato a Solopaca (Bn) il 28 luglio 1953. Laureato in giurisprudenza. Giornalista. Saggista. Direttore de "Il Secolo d'Italia" e di "Percorsi", mensile di cultura politica.
Profilo politico
Iscritto a Alleanza Nazionale. Responsabile delle politiche culturali. Elezioni politiche 2001: eletto nella lista Alleanza Nazionale per il riparto proporzionale dei seggi nella XXI Circoscrizione Puglia


- Agenzia del 01/07/02

Diplomazia e archeologia: cresce l'impegno del Ministero degli Esteri
per la ricerca archeologica italiana nel mondo


ROMA Da 133 nello scorso anno a 178 nel 2002: di tanto sono aumentate le
missioni archeologiche all'estero finanziate dal Ministero degli Affari
Esteri, per un totale di 5 milioni di euro quasi completamente destinati a
progetti in paesi in via di sviluppo. Sono cifre indicative dell'impegno
con cui la Farnesina, anche tramite la sua rete diplomatico-consolare, sta
aumentando il proprio impegno nella valorizzazione di uno dei punti di
eccellenza della nostra cultura nel mondo, la ricerca archeologica. Dalla
progettazione del Parco archeologico di Cartagine agli scavi di Phoinike in
Albania ai restauri dei siti khmer in Laos, le attività sostenute dalla
Farnesina si sviluppano nei cinque continenti.
Questa intensa attività ha anche avuto due riscontri editoriali.
Quest'anno, infatti, sono stati presentati un libro sulla collaborazione
italo - libica in campo archeologico, pubblicato dal Ministero degli
Esteri, e un prestigioso volume, edito da Electa, sull'archeologia italiana
in Egitto. (Inform)


Data inserimento in rete: martedì, luglio 02, 2002
IIC Belgrado - Agenzia del 02/07/02

IIC-BELGRADO
TUTTO TEATRO IN QUESTA PRIMA SETTIMANA DI LUGLIO


BELGRADO\ aise\ - A causa dell’interruzione estiva della maggior parte delle programmazioni, concludiamo, così brevemente, il settimanale appuntamento con gli eventi culturali degli IIC sparsi nel mondo, con Belgrado. Dal 1 al 5 luglio, presso il Centro Culturale "Stari Grad" verrà messo in scena il Progetto "Change" con la compagnia teatrale "Specchi e Memorie" di Milano. "Conversazioni" con Massimo Giannetti, Daniela Damiani, Saverio Fano, Tatjana Pajovic. Mentre il 6 Luglio, questa volta al Teatro Rex della Capitale jugoslava toccherà a L'arte non salva la vita, una coproduzione di "Objective Drama Project" e "Teatro Specchi e Memorie". Infine il 7 luglio, sempre presso il Teatro Rex e sempre la compagnia "Teatro Specchi e Memorie" di Milano andrà in scena con lo Spettacolo La vera storia di Adamo ed Eva. (aise)


IIC Monaco - Agenzia del 02/07/02

GERMANIA\ IL GRUPPO DONNE ITALIANE IN BAVIERA SI INCONTRA IL 5 LUGLIO ALL'ISTITUTO DI CULTURA DI MONACO

MONACO\ aise\ - Il "Gruppo Donne" Italiane in Baviera si incontra, prima delle vacanze estive, ancora una volta venerdì 5 luglio dalle 17 alle 19 all'Istituto Italiano di Cultura di Monaco. È passato poco più di un anno dalla costituzione del Gruppo ed i promotori intendono fare un bilancio, discutere e migliorare in futuro l'organizzazione degli incontri. Le riunioni del Gruppo Donne Italiane vengono ormai regolarmente inserite nel programma dell' Istituto Italiano di Cultura e del Comites, che lo sostengono e danno la possibilità di utilizzare le loro sale. Un momento interessante dell'incontro di venerdì 5 luglio sarà costituito dalla presenza dell'artista Renèe Fabbiocchi, che parlerà sul tema "Donne e Arte", argomento che sarà, poi, ripreso con relativo dibattito in autunno. (aise)


Data inserimento in rete: lunedì, luglio 01, 2002
IIC Istituti italiani di cultura - Articolo del 29/06/02

Il MASTER
Manager della cultura
ecco la nuova frontiera


Il corso superiore in management culturale internazionale, promosso dall'Istituto diplomatico del ministero Affari esteri in collaborazione con l'Università di Genova, ha chiuso i battenti su un programma iniziato nel febbraio scorso e inaugurato ufficialmente da Mario Vargas Llosa
di Luisa Pavesio*

Il Secolo XIX del 29.6.02
Si è concluso in questi giorni il Master in management culturale internazionale - promosso dall'istituto diplomatico del ministero Affari esteri in collaborazione con l’Ateneo genovese. Ha chiuso i battenti su un programma iniziato nel febbraio scorso e inaugurato ufficialmente da Mario Vargas Llosa. Sono passati senza clamori per le aule dei Master nomi prestigiosi nel panorama della cultura italiana ed internazionale, da Giovanni Puglisi, segretario generale della Commissione Nazionale Unesco e Rettore dello Iulm di Milano, a Alessio Vlad e Germano Celant. Claude Mollard, creatore dell’ingegneria culturale al Centre de Documentation Pédagogique di Parigi, e Bernard Faivre d’Arcier, direttore dei Festival d'Avignone, sono intervenuti sui temi delle strategie culturali, mentre è toccato ai diplomatici e Direttori di Istituti Italiani di Cultura illustrare le linee di trasformazione della Farnesina di Berlusconi, impegnata in un riesame della propria produttività alla vigilia di una radicale riforma.
Docenti dell'ultimo modulo, particolarmente mirato alla formazione in ambito museale, sono stati invece direttori dì fondazioni artistiche quali la Thyssen di Lugano, in fase di smembramento tra gli eredi del defunto barone Thyssen Bornemiza, e di musei, come i Civici di Torino. A livello politico si è segnalata, nell’intervento del consigliere regionale ligure Fabio Broglia, la centralità del dibattito sul titolo V della Costituzione, con il conseguente passaggio delle competenze culturali – di particolare rilievo il problema della gestione dei Musei – alle regioni; mentre Anna Castellano, assessore al Comune, ha illustrato il suo contributo di “project manager” alla promozione di una nuova immagine della Città, futura capitale europea della cultura, sul piano nazionale e internazionale.
Abbiamo incontrato nella giornata conclusiva i trenta allievi del Master in partenza per gli stages di destinazione: a Roma, il Museo di Arte Contemporanea, ex-Birreria Peroni, a Torino II Premio Grinzane Cavour, Casa Liguria a Bruxelles, gli Istituti Italiani di Cultura d Belgrado, Bruxelles, Colonia, Malta e Marsiglia, il Consorzio di Salamanca, capitale della cultura del 2002, e di Lille, capitale del 2004, la Rappresentanza ginevrina presso le Nazioni Unite. Un'allieva andrà alla riformata associazione Aiab, già organo di controllo dei biologico, che punta oggi e promuovere un discorso delle biodiversità attraverso domeniche d’arte e cultura. Varia la provenienza dei corsisti – Sicilia, Sardegna, Roma, Torino, Ginevra, e perfino Argentina - pur se molti di loro si troveranno prossimamente a collaborare nel Comitato dei 2004 o per la società di Palazzo Ducale, a progetti genovesi. Si parla ora della seconda edizione del Master. I membri del comitato scientifico, i Presidi delle due Facoltà coinvolte, Crovetto per Lingue e Lazzarino per Scienze Politiche, i rappresentanti del Ministero Affari Esteri, i due docenti dell'Ateneo genovese, Adriano Giovanelli, neo preside, e Maria Rita Cifarelli sono già al lavoro. Tuttora aperto resta il problema della sede. Quella attuale, la pur elegante e funzionale Agenzia delle Entrate, potrebbe non essere più idonea ad ospitare un'iniziativa in crescita, che ha bisogno di una pia pria sede definitiva e riconoscibile.
*Ministero degli Affari Esteri


Data inserimento in rete: domenica, giugno 30, 2002
IIC Istituti italiani di cultura - Articolo del 27/06/02

FARNESINA / I GUAI DELLA GESTIONE BERLUSCONI
Diplomatici ma esasperati
Scarsa presenza al ministero, poche leggi e tante gaffe. Così il premier irrita le feluche

di Primo Di Nicola

L'Espresso Online, 27/06/02
È un pasticcio colossale. nient'altro che un pasticcio. Da quando è Berlusconi il numero uno, alla Farnesina siamo seduti sul bordo di un vulcano. C'è solo da aspettare l'eruzione...
Fuma nervosamente l'anonimo diplomatico. Al ministero degli Esteri non si ammettono per tradizione voci dissonanti: figurarsi nell'era dei trionfi berlusconiani. Ma la misura, insiste, è colma. Gli ultimi episodi riguardano il combattivo sottosegretario dell'Udc Mario Baccini. Già non gli era andato giù lo stop a sorpresa imposto da Palazzo Chigi al suo disegno di legge, che doveva riformare la promozione della nostra cultura all'estero. Ci lavorava da mesi, era pronto a portarlo in Consiglio dei ministri e sarebbe stata una scossa per la diplomazia italiana (vedere scheda a pagina 72). «La scorsa settimana, poi, Berlusconi ha deciso di inviare in Canada l'ambasciatore Gianni Castellaneta, suo consigliere personale a Palazzo Chigi, per rappresentarlo al vertice preparatorio del G8», continua l'anonimo diplomatico. «A quel punto Baccini non ci ha visto più. A infastidirlo è stato il fatto che Castellaneta ha giustificato la sua presenza dicendo che nessuno dei sottosegretari ha una "competenza specifica e onnicomprensiva" pari alla sua. Un giudizio inaccettabile per Baccini, che sta pensando di chiedere la testa dell'ambasciatore».
Nonostante i successi d'immagine legati all'accordo tra Russia e Nato e agli annunci miracolistici che spaziano dal piano Marshall per la Palestina a quelli per la fame nel mondo, Berlusconi ministro degli Esteri non riscuote in generale un grande successo dentro la Farnesina. Scarsa presenza al ministero, attività legislativa ridotta, risorse economiche insufficienti per il personale, guerra di bande per le nomine, diplomazia sull'orlo della crisi di nervi per i gossip sui manager alla Tatò in arrivo come ambasciatori. E questo è solo un assaggio del cahier des doléances recitato dai nostri diplomatici contro il Cavaliere.
Cominciamo dal cavallo di battaglia di Berlusconi, la mitica Grande Riforma che dovrebbe cambiare il volto del ministero. L'obiettivo è di avere una diplomazia capace di promuovere e supportare adeguatamente il sistema delle imprese fuori dai confini nazionali. Grosso modo, si tratta di accorpare agli Esteri tutti gli organismi di promozione (Ice, Sace, ecc.) ora coordinati dal dipartimento del Commercio estero del ministero delle Attività produttive, delegato al viceministro di An Adolfo Urso. Niente di trascendentale, secondo il nostro diplomatico e vari sindacalisti. Ma cosa ha fatto Berlusconi? Invece che investire della questione il Parlamento e di mobilitare le risorse interne, ha affidato i futuri assetti della Farnesina alle società di consulenza Deloitte e Kmpg, che hanno convocato ambasciatori, direttori generali e ministri plenipotenziari per interrogarli come scolaretti sul loro lavoro e le procedure interne. Risultato: a quattro mesi dall'incarico, i consulenti non hanno ancora sfornato il loro rapporto, mentre il disappunto di funzionari e diplomatici, all'oscuro dei risultati di tanto lavorio e sempre più demotivati, cresce in maniera allarmante. Con tensioni aggiuntive ai massimi vertici ministeriali per la fine dell'interim legato da Berlusconi al varo della riforma.
A chi lascerà i posto il Cavaliere? Il più accreditato è il ministro della Funzione pubblica Franco Frattini. Le telefonate del suo staff alla Farnesina per sapere come si organizza una buona segreteria agli Esteri stanno creando molto nervosismo. Tra i contrariati, anche i sottosegretari, e tra questi il solito Baccini, pronto a dar battaglia soprattutto nel caso in cui con il nuovo ministro e dopo l'accorpamento con le Attività produttive dovesse arrivare Urso, al quale si dice sia già stata promessa da Berlusconi la carica di vice.
Cova insomma la tensione, appena mascherata dai successi internazionali di Berlusconi. Che, non potendosi sdoppiare, con il suo interim sta penalizzando il funzionamento della macchina ministeriale. Ad esempio, non è stato preso alcun provvedimento per rafforzare la nostra rete diplomatica (la più estesa al mondo, ma anche quella con meno personale) e darle adeguate risorse finanziarie (con lo 0,28 per cento del bilancio statale siamo in coda alla graduatoria del G7). Inoltre, la Farnesina non riesce nemmeno più a sfornare per tempo i routinari progetti di legge per la ratifica dei tanti protocolli internazionali, terreno sul quale viene regolarmente scavalcata sia dai parlamentari dell'opposizione (Valerio Calzolaio per quello di Kyoto) che della sua stessa maggioranza (Enrico Pianetta).
L'andazzo dipende anche dal fatto che i sottosegretari sono sovraccarichi di impegni e distratti dal lavoro di tappabuchi a cui Berlusconi li costringe. La gaffe canadese non è un episodio isolato. Al Consiglio dei ministri di Bruxelles il premier viene spesso sostituito dal sottosegretario Roberto Antonione; al summit di Granada tra ministri degli Esteri dell'Unione e quelli dei Paesi arabi, ma soprattutto a quello di Monterrey (presenti Bush, Chirac, Aznar) organizzato dall'Onu e dedicato al finanziamento allo sviluppo, è stato il collega Alfredo Mantica a rimpiazzarlo. Défaillance diplomatiche che hanno scatenato i malumori dell'opposizione e persino quelli del presidente della Repubblica. E non è finita. Ai sottosegretari tocca anche sobbarcarsi gli impegni settimanali supplementari delle risposte alle montagne di interpellanze e interrogazioni parlamentari, anch'esse regolarmente saltate dal Cavaliere.
«La Farnesina appare abbandonata a se stessa», si lamenta l'anonimo diplomatico. Per non parlare del capitolo delle nomine. Dopo tanti anni, a fare il bello e cattivo tempo sulle promozioni interne sono ricomparse le cordate e le bande politiche. In barba alla professionalità e alle graduatorie interne, sono stati nominati ministri plenipotenziari (la seconda carica dopo ambasciatore) uomini come Guglielmo Ardizzone, Gabriele Cherchia, Fabio Claudio De Nardis e Roberto Bettarini, il cui merito è soprattutto quello di essere consiglieri diplomatici dei ministri Tremonti, Marzano, Urbani e del presidente della Regione Lazio, Francesco Storace. E che dire dei neoambasciatori Claudio Moreno, numero due nella graduatoria dei papabili, Giuseppe Balboni Acqua (numero sette) e Giovanni Castellaneta (14), peraltro inquisiti in passato dalla magistratura, che hanno scavalcato tutti gli altri della lista? «Sono miracolati politici», conclude il nostro diplomatico: «vecchi democristiani e socialisti premiati oggi solo per la loro fedeltà».