ITALCULT - Servizio sperimentale non ufficiale
Notiziario online dedicato agli Istituti italiani di cultura all'estero
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Data inserimento in rete: giovedì, agosto 01, 2002
IIC Copenaghen - Agenzia del 01/08/02

Is. It. cultura: settimana siciliana in Danimarca dal 9 al 18 agosto

Copenaghen, 1 ago. (Adnkronos) - La "Connessione siciliana". È questo il titolo della settimana di festeggiamenti siciliani che si terrà dal prossimo 9 agosto fino al 18 a Esbjerg in Danimarca nell'ambito della sesta edizione del Festuge di Esbjerg.
Alla settimana realizzata dall'istituto italiano di cultura di Copenaghen, dalla regione Sicilia e dagli enti locali di Copenaghen, parteciperanno sindaci ed esponenti della regione Sicilia accompagnati da attori, musicisti, artisti, ballerini e gastronomi. Gli ospiti avranno l'opportunità di incontrare diversi esponenti della cultura jutlandese. La manifestazione sarà inaugurata da una serie di specialità siciliane, musica e danze folcloristiche. La città ospite invece, risponderà offrendo il meglio della sua tradizione musicale. Una settimana di festeggiamenti "di alto profilo" ma anche un fermento di attività sulle piazze, nei centri culturali e negli intimi locali da musica.


Data inserimento in rete: mercoledì, luglio 31, 2002
IIC Istituti italiani di cultura - Agenzia del 30/07/02

CONFERENZA DEI CONSOLI/BACCINI: PROMUOVERE LA CULTURA PER LANCIARE L'ECONOMIA TRAMITE GLI ISTITUTI ITALIANI DI CULTURA

ROMA\ aise\ - Promuovere la cultura italiana all'estero, saldando il suo nome a quello delle imprese, per lanciare la loro attività a livello internazionale. È questo il fulcro della riforma sulla promozione delle cultura italiana all'estero, legge 401, secondo quanto illustrato alla Conferenza dei Consoli d'Italia nel Mondo dal sottosegretario agli Esteri, Mario Baccini. Per il rappresentante del governo, si tratta "dell'unica riforma che si può attuare in tempi brevi", indipendentemente dalla più grande riforma della Farnesina, già illustrata dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. "Abbiamo bisogno di grandi organizzatori per promuovere la cultura italiana all'estero. - ha aggiunto Baccini - Non c'è bisogno di crearla, ma di promuoverla, farla conoscere". Per il sottosegretario agli esteri, infatti, la cooperazione culturale e la cooperazione dello sviluppo "sono due elementi che consentono alla politica di incidere" anche a livello economico nei diversi Paesi dove sono presenti le sedi diplomatiche italiane. Lo spirito della legge di riforma, la cui approvazione sarà sollecitata a settembre a palazzo Chigi sta "nel mettere in piedi un progetto culturale, veicolarlo attraverso gli Istituti di Cultura e farlo sponsorizzare dalle imprese italiane". (aise)



Farnesina: Baldocci, per i consoli nuove attività

Roma, 31 lug. - (Adnkronos) - L'attività consolare tradizionale è una parte fondamentale del lavoro, un ''servizio clienti'' al quale non si può rinunciare ma al qual si aggiunge una parte nuova, quella di proiettare dall'estero quell'insieme di interessi che l'Italia esprime in campo economico e culturale. E' quanto ha ricordato il segretario generale della Farnesina, l'ambasciatore Giuseppe Baldocci a conclusione della seconda conferenza dei consoli d'Italia. Baldocci ha sottolineato che vi è una esigenza assoluta di dare un appoggio alle nostre imprese in un mondo sempre più globalizzato. ''Tuttavia bisogna essere realisti - ha detto il segretario generale della Farnesina - e poter contare su
strumenti adeguati. I consoli - ha concluso Baldocci - hanno un ruolo fondamentale nel paese dove operano poiché sono visti come riferimenti dei nostri connazionali all'estero. Abbiamo uno strumento dalle grandi potenzialità e sarebbe un peccato sprecarlo''.


«Ho visto Tremonti, troverò i soldi per la Farnesina»
Berlusconi cena con i consoli, battute e stretta di mano per tutti. Tremaglia: seggi vacanti agli italiani all’estero
di Maurizio Caprara

Corriere della Sera, 31 luglio 2002
ROMA - Accattivante e bipartisan . Quasi seducente, come quando fa il massimo per sentirsi apprezzato e cercare di piacere. Così si è presentato Silvio Berlusconi ieri sera ai 114 consoli italiani che aveva invitato a pranzo a Villa Madama. Era l’appuntamento finale di una serie di consultazioni sul futuro della diplomazia, cominciata mercoledì scorso con la conferenza degli ambasciatori. Sia all’entrata sia all’uscita, il Cavaliere ha voluto salutare gli ospiti uno per uno. E tra una portata e l’altra ha continuato la campagna di rassicurazione avviata dopo aver percepito un certo disappunto nel personale della Farnesina che lo aveva sentito rinviare a data da destinarsi, una settimana fa, la promessa riorganizzazione della diplomazia. «Abbiamo studiato le cose con Giulio Tremonti e posso dirvi che nei prossimi mesi si troveranno alcune risorse» ha fatto sapere Berlusconi riferendo dei colloqui sui fondi per questo ramo della pubblica amministrazione, i contatti annunciati agli ambasciatori prima del suo weekend in Sardegna con il ministro dell’Economia. Un altro segno che il Cavaliere, non avendo potuto riempire adesso con Franco Frattini il posto lasciato in gennaio da Renato Ruggiero, continua a coccolare il suo ruolo di ministro degli Esteri ad interim .
C’era Lamberto Dini, rivale nella precedente legislatura, al tavolo bipartisan di Berlusconi. Negli posti vicini, l’ambasciatore degli Stati Uniti Mel Sembler, coperto di complimenti, Alfredo Biondi, Paolo Bonaiuti, Gustavo Selva e il direttore generale della Farnesina Claudio Marsili. In un tavolo separato, due degli aspiranti ministri degli Esteri che finora non hanno trovato soddisfazione: Frattini e Antonio Marzano.
Ai consoli non era mai capitato di essere stati accolti dal massimo capo con una confidenza del genere: battute, immancabile regalo di foto di Berlusconi con Putin e Bush. Il padrone di casa, diciamo così, ha ammesso di aver perso un bel po’ di soldi con i cali della Borsa per poi ricordare che nella vita, comunque, bisogna andare avanti.
«Voi consoli venite da posti esotici bellissimi, chissà quante belle donne avrete incontrato», è stata una delle frasi pronunciate del presidente-ministro per ingraziarsi il pubblico. Una signora non è apparsa molto convinta. «O quanti bei ragazzi» è stato allora l’emendamento del Cavaliere alle proprie parole. Un vago accenno al «futuro ministro», dopodiché lodi a Gianni Letta e a Mirko Tremaglia, il quale ieri, per inciso, aveva fatto parlare di sé perché vorrebbe far approvare dal governo un disegno di legge che nella primavera 2003 porti a votare gli italiani all’estero per riempire i 12 seggi della Camera rimasti vuoti a causa delle «liste civetta».
Presto, probabilmente entro venerdì, il presidente-ministro dovrà decidere su una nuova nomina. Da dopodomani andrà in vacanza il direttore del personale della Farnesina, Giovanni Dominedò. Come ha ricordato il segretario generale Giuseppe Baldocci nella conferenza dei consoli terminata ieri prima del ricevimento, da metà agosto Dominedò entrerà in servizio come ambasciatore a Parigi. Per sostituirlo in un incarico dal quale dipendono i salti in avanti o i rallentamenti nelle carriere dei diplomatici, il nome più quotato è al momento quello di Marsili, attuale direttore generale per le politiche migratorie. Finito il pranzo, torna l’ordinaria amministrazione.


Data inserimento in rete: martedì, luglio 30, 2002
IIC Copenaghen - Agenzia del 30/07/02

Danimarca: la città di Agrigento ospite d'onore al Festival di Esbjerg

Esbjerg, 30 lug. (Adnkronos) - Dal 9 al 18 agosto la pittoresca cittadina di Esbjerg nella Jutlandia occidentale, famosa per il porto da cui salpano le navi per l'Inghilterra, ospiterà lo charme e il calore siciliano. Al Festival di Esbjerg, giunto alla sua sesta edizione, ospite d'onore quest'anno sarà la città di Agrigento. In collaborazione con la città siciliana il festival metterà a fuoco la cultura greca ed araba dell'isola. La settimana del festival sarà una cornucopia di "frutta" e cultura italiana. In cambio gli sponsor e gli enti commerciali e turistici di Agrigento sperano di attirare un maggior numero di turisti danesi nella valle dei templi. Due container carichi di frutta e ortaggi del Mediterraneo saranno scaricati a Esbjerg da una nave dell'armatore Grimaldi. Il contenuto dei container costituirà l'attrazione più importante nel gigantesco mercato di frutta e verdura che sarà allestito nella centrale piazza cittadina, dove anche la Fiat esporrà i suoi ultimi modelli di autovetture. La maggior parte degli eventi culturali di cornice avrà luogo nella Casa dei Concerti di Esbjerg, al di fuori della quale è stato costruito un simulacro dell'Etna, alto sei metri, che sarà messo in "eruzione" nella serata inaugurale del festival. Gli spettacoli di danza folcloristica Città di Agrigento e il gruppo teatrale Stoái si esibiranno nella piazza e nella via principale della cittadina. Nella Casa dei Concerti, disegnata dai famosi architetti danesi Jan e Jørn Utzon, per l'intera durata del festival potranno essere ammirati artigiani siciliani all'opera e potranno essere assaggiati ed acquistati prodotti tipici di Agrigento (come ad esempio le famose mandorle che sono alla base di molte ricette per dolci). La Sicilia sarà dunque il tema dominante del festival e l'attrazione dell'anno per i turisti che si recheranno ad Esbjerg. All'inaugurazione del festival il 9 agosto saranno presenti le massime autorità agrigentine, tra le quali il Sindaco di Agrigento, Aldo Piazza, il Presidente della Provincia, Vincenzo Fontana, l'Assessore alla Provincia, Palombo Pasquale, l'Assessore Regionale, Michele Cimino, il Direttore dell'Ufficio Turistico, Giovanni Petruzella, assieme a molti altri illustri rappresentanti della città e della provincia. Il dott. Sergio Scapin, Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen, che ha sin dall'inizio aderito all'iniziativa della città di Esbjerg di presentare Agrigento e la Sicilia in questa edizione del festival, recherà agli ospiti italiani e al sindaco di Esbjerg il saluto dell'ambasciatore d'Italia, Antonio Catalano di Melilli. (Adnkronos)


IIC Istituti italani di cultura - Agenzia del 30/07/02

Farnesina: Baccini, progetto comune per promozione culturale

Roma, 30 lug. (Adnkronos) - ''La politica estera ha due
obiettivi principali: la cooperazione allo sviluppo e la cooperazione
alla cultura, legati all'aspetto economico e politico del Paese''.
Ad affermarlo e' il sottosegretario di Stato Mario Baccini, durante i
lavori della seconda Conferenza dei consoli italiani in corso a Roma
presso la Farnesina. ''E' necessario -spiega Baccini- promuovere un
progetto culturale comune che possa veicolare in tutto il mondo il
messaggio dell'italianita', uno dei valori piu' importanti per la
promozione e la diffusione della presenza italiana all'estero.
Ristrutturare e riformare la legge 401 sulla promozione della cultura
italiana all'estero, rappresenta il primo obiettivo di promozione
della cultura stessa. Potenziare gli istituti di cultura italiani
rappresenta invece, il secondo obiettivo per la diffusione della cultura
e della lingua italiana nel mondo
. Gli istituti infatti, dovranno
essere dei 'consulenti' in grado di diffondere e promuovere la
cultura in collaborazione con le Universita' italiane. Un progetto
culturale comune quindi - conclude -, per unire il nome cultura al nome
delle aziende italiane, un connubio che possa fungere da veicolo di diffusione e
sponsorizzazione della nostra Italia''.


IIC Istituti italiani di cultura Il Ministero: "Per le nuove esigenze del Paese"
Istituti di cultura, sì alle novità


La Stampa, 30 luglio 2002
Roma. Una riforma delle attività di promozione degli Istituti di cultura italiani all'estero per renderli più idonei rispetto "alle nuove esigenze del Paese", così come è stata delineata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il sottosegretario agli Esteri, Mario Baccini, ha annunciato ieri ai consoli, riuniti alla Farnesina, che la bozza del provvedimento sui 93 Istituti di cultura e sulla Commissione nazionale per la cultura italiana all'estero è all'esame di Palazzo Chigi. Già in settembre potrebbe essere inserita nell'ordine del giorno del Consiglio dei ministri. L'obiettivo è quello di concentrare intorno a specifiche iniziative di comunicazione le sinergie tra il mondo culturale e il mondo produttivo. La cooperazione culturale è, per Baccini, uno dei principali elementi della politica estera italiana: realizzare grandi progetti di promozione della cultura italiana, "veicolati dagli Istituti di cultura ma realizzati anche con il contributo di sponsor privati".


Data inserimento in rete: lunedì, luglio 29, 2002
IIC Parigi - Agenzia del 29/07/02

Parigi culla del design milanese
Si apre a settembre, presso l'IIC di Parigi, la mostra "L'universo del design domestico"


Parigi - Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ai primi anni '50, nasce a Milano un nuovo prodotto della creatività italiana: il design degli oggetti d'arredo per gli interni abitabili . E' così a questo importante fenomeno, a metà tra l'economico e l'artistico, che vuole dar voce l'Istituto Italiano di Cultura di Parigi nel ciclo "Il design tra Italia e Francia", attraverso l'esposizione dal titolo "L'universo del design domestico".
La mostra, che prenderà il via a partire dal prossimo 26 settembre, porterà nella culla culturale francese i padri fondatori del design, per lo più milanesi, tra i quali spiccano i nomi di Albini, Ponti, Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Caccia Dominioni, Magistretti, Zanuso, Gregotti, Gardella, Gae Aulenti, Sottsass .
Ci si chiede quali siano al giorno d'oggi gli oggetti creati, prodotti e diffusi, che rendono il più semplice, il più gradevole e il più personale possibile i nostri piccoli gesti quotidiani. Risponde al quesito di Pierangelo Caramina, architetto- desiner italiano molto noto in Francia, Stefano Giovannoni, uno dei più grandi designer contemporanei. E, in merito alla stessa domanda, Eugenio Perazza, presidente- direttore generale della Magis, una delle più grandi aziende produttrici e distributrici di oggetti del design per interni, risponde che, appunto la Magis mostra l'ingegno di quest'industria allo stato attuale. News ITALIA PRESS


- Farnesina: porte aperte all'arte contemporanea

Roma, 29 lug. - (Adnkronos) - De Chirico, Balla, Burri,
Boccioni, Cascella, Kounellis, Plessi e persino un Picasso: i quadri,
le sculture e le installazioni di tutti questi artisti sono stati
ammirati per tre giorni dagli ambasciatori riuniti alla Farnesina. In
realta', le opere sono visibili al pubblico, ai diplomatici e al
personale ogni giorno ormai da qualche anno, da quando il ministero
degli Esteri ha deciso di aprire le proprie porte all'arte
contemporanea.
Alcune delle opere esposte sono donazioni, altre sono state
date in comodato gratuito per un paio di anni dagli stessi artisti o
dalle Fondazioni. I quadri e le sculture dei maestri dell'arte
contemporanea sono stati collocati nelle sale di rappresentanza,
nelle sale riunioni e nelle stanze dei sottosegretari e dei
Direttori, proprio allo scopo di dare loro grande visibilita'.
Nell'ottica di promuovere una maggiore conoscenza dell'arte
contemporanea, il ministero degli Esteri ha anche istituito un
premio, il Premio New York, che il mese scorso e' stato assegnato a
quattro giovani artisti, cui e' stata concessa una borsa di studio
per studiare per un semestre all'Italian Academy.


Quarta Conferenza degli Ambasciatori d'Italia. Tra gli argomenti in
discussione il sostegno alle imprese, la promozione culturale e la valorizzazione delle professionalità italiana nel mondo


Inform, 29 luglio 2002
ROMA - Con una sessione a porte chiuse, che ha compreso inaspettatamente
ancher l’intervento finale del Presidente del Consiglio e Ministro degli
Esteri Silvio Berlusconi, si sono conclusi alla Farnesina i lavori della
quarta Conferenza degli Ambasciatori d'Italia. La seconda giornata dei
lavori di questa intensa tre giorni dibattimentale, che è stata seguita con
la massima attenzione dal mondo dell'informazione, è invece stata dedicata,
nella mattinata, all'approfondimento del tema “Il Ministero degli Esteri e
il sistema Paese: sostegno alle imprese, promozione della cultura,
valorizzazione dell'apporto dei cittadini italiani all'estero''; la
sessione pomeridiana ha visto invece la partecipazione del Vice Presidente
del Consiglio Gianfranco Fini e del Vice Presidente della Convenzione
Europea Giuliano Amato, che hanno svolto relazioni su “L’Italia nell’Unione
Europea: il contributo italiano alla riforma delle istituzioni e la
preparazione del semestre italiano di Presidenza”.
In tema di promozione della cultura, il Presidente della Fondazione Civita
Gianfranco Imperatori ha auspicato lo sviluppo di un nuovo e concreto
collegamento tra le strutture universitarie italiane e quelle all'estero
che svolgono attività di ricerca sul nostro patrimonio culturale. Dopo aver
sottolineato il crescente interesse nel mondo per il nostro patrimonio
culturale, Imperatori ha inoltre chiesto una concreta valorizzazione delle
grandi professionalità presenti nel contesto diplomatico ed un’adeguata
promozione della cultura italiana attraverso l'uso degli strumenti
multimediali. Il problema della scarsità delle risorse è stato invece
sottolineato dal Vice Presidente della Conferenza dei Rettori delle
Università Italiane Giovanni Cannata che ha ricordato come, al momento, sia
ancora in fase di sperimentazione una riforma del sistema universitario che
dia vita ad una migliore circolazione dei ricercatori e degli scienziati
sul territorio dell'Unione Europea.
A seguire è intervenuto l'Ambasciatore d’Italia in Tunisia Armando
Sanguini. Egli ha evidenziato la necessità di migliorare la diffusione
culturale attraverso un'adeguata utilizzazione del mezzo radiotelevisivo.
Sanguini ha inoltre chiesto un maggiore coordinamento delle borse di studio
erogate dai vari Istituti e lo sviluppo di una fattiva politica dei visti
che favorisca l'ingresso e la circolazione degli uomini di cultura.
L'Ambasciatore d'Italia presso gli Stati Uniti Ferdinando Salleo ha invece
evidenziato come ai nostri giorni la proiezione in campo internazionale
dell'identità italiana sia determinante per la promozione nel mondo del
"Sistema Italia". Un'immagine, quella del nostro Paese negli Stati Uniti,
che, nonostante gli sforzi dell'Ambasciata e delle altre strutture
preposte, rimane però ancora legata a vecchi e superati stereotipi che
impediscono la piena percezione della moderna realtà italiana. Un problema,
il superamento dei luoghi comuni, che è stato evidenziato anche
dall'Ambasciatore a Berlino Silvio Fagiolo. Il capo della diplomazia
italiana in Germania ha inoltre ribadito come a tutt'oggi sussista una
diretta connessione tra la diffusione nel Paese d'accoglienza dei nostri
modelli di vita e di consumo e l'attiva azione di tutela dell'originaria
identità culturale svolta dalla vasta comunità italiana che vive e lavora
in Germania e che ammonta a 700.000 unità.
Sulle tematiche culturali è intervenuto anche il Direttore Generale per la
Cooperazione Culturale Alberto Aloisi De Larderel che ha in primo luogo
sottolineato le attuali mancanze della dislocazione territoriale degli
Istituti di Cultura. Il dirigente della Farnesina ha auspicato lo sviluppo
di nuove Fondazioni - capaci di sostenere il lavoro degli Istituti di
Cultura con l'acquisizione di risorse private - e l'utilizzo di innovative
tecnologie, televisive e telematiche, che daranno agli Istituti la
possibilità di coprire la vastità delle aree americane e dell'ex Unione
Sovietica. Aloisi ha inoltre sottolineato l'importanza strategica della
Società Dante Alighieri: un'organizzazione, finalizzata alla divulgazione
linguistica e culturale, che opera nel mondo con oltre 500 Comitati.

Con l'intervento del Presidente dell'ABI Maurizio Sella, si è aperto il
dibattito sul sostegno alle imprese che operano all'estero. Il responsabile
dell'Associazione bancaria italiana ha sottolineato l'urgenza di
un'efficace sinergia che coinvolga banche, imprese e rete consolare. Un
fare sistema che sosterrà nel migliore dei modi le 181.000 imprese
italiane, in prevalenza PMI, che esportano beni ed investimenti all'estero.
Secondo Sella, in un contesto dove le idee di qualità sono più importanti
degli stanziamenti, sarà quindi opportuno un utilizzo più creativo degli
scarsi finanziamenti a disposizione. Un obiettivo di primaria importanza,
la ricerca di un concreto coordinamento di tutti i soggetti operanti nel
settore, che è stato evidenziato anche dal consigliere per
l'internazionalizzazione di Confindustria Giancarlo Cerutti. Secondo
Cerutti nell'odierno contesto della globalizzazione appare, infatti, quanto
mai necessario un fattivo adeguamento del Sistema Paese. Un radicale
cambiamento della politica di sostegno alle imprese che dovrà partire dalla
riforma delle competenze e dei ruoli dell'ICE e della SACE.
Dopo l'intervento dell'Ambasciatore Umberto Vattani volto a ricordare le
collaborazioni di successo realizzate dal Ministero degli Esteri - come ad
esempio le 175 opere di artisti contemporanei italiani esposte nelle sale e
nei corridoi del Mae
, la creazione di apposite borse di studio che daranno
a quattro giovani italiani la possibilità di conoscere gli Stati Uniti e la
convocazione del primo Convegno Mondiale degli Italianisti che si terrà a
Lovanio nel luglio del 2003 - ha preso la parola il Vice Chancelor della
UCLA (University of California, Los Angeles) Roberto Peccei che ha
evidenziato come a tutt'oggi sia ancora considerevole il numero di
scienziati che lasciano l'Italia per recarsi all'estero. Quasi una
diaspora, imputabile alle carenti opportunità lavorative offerte dal
mercato italiano, che non impedisce però la permanenza in Italia di gruppi
scientifici di alto livello. In questo contesto - visto che il 90% degli
studiosi italiani che lavorano all'estero vedrebbero di buon occhio un
ritorno in Patria - si registra una positiva mobilitazione delle
Istituzioni italiane, atta a favorire il rientro nel nostro Paese dei
cosiddetti "cervelli in fuga". (Lorenzo Zita-Inform)


Data inserimento in rete: domenica, luglio 28, 2002
IIC Istituti italiani di cultura - Agenzia del 27/07/02

RIPRENDE QUOTA IL PROGETTO DI RIFORMA DEGLI ISTITUTI ITALIANI DI CULTURA ALL'ESTERO DI INIZIATIVA GOVERNATIVA

(Italcult, 27 luglio 2002) - Dopo il rinvio della riforma del Ministero degli Affari Esteri, nella quale avrebbe dovuto essere inserito anche il progetto di riforma degli Istituti Italiani di Cultura all'estero, annunciato dal Premier e Ministro degli Esteri ad interim, Silvio Berlusconi, alla Conferenza degli Ambasciatori (24-26 luglio), il Sottosegretario agli Esteri Mario Baccini ha rispolverato il progetto di riforma degli IIC, che è stato il suo cavallo di battaglia in questi mesi al MAE con delega per la cultura. "La mia è l'unica riforma possibile. Il provvedimento è pronto, a settembre cercherò di stringere i tempi, che sono ormai maturi per riformare gli Istituti di cultura", ha affermato il Sottosegretario.
Secondo alcuni sondaggi, questo progetto di riforma piacerebbe agli "addetti ai lavori", i Direttori e gli Addetti degli IIC. Esso è stato anche approvato dalle Organizzazioni Sindacali, che già nel dicembre 2001 avevano fatto pervenire al Sottosegretario Baccini una bozza "definitiva" con proposte di integrazioni e modifiche al disegno di legge recante: "Interventi per la promozione all'estero della cultura, della lingua e della scienza italiane" (vedere testo della bozza qui allegato in formato PDF).
I principali elementi innovativi del provvedimento sono:
- gli IIC diventano uffici del Ministero degli Affari Esteri, dotati di autonomia programmatica, operativa e finanziaria;
- istituzione del Consiglio per la promozione della cultura, della lingua e della scienza italiane all'estero in seno al MAE, al quale saranno chiamati a far parte anche funzionari dell'Area della Promozione Culturale;
- il MAE può disporre la nomina di "Addetti per la promozione culturale e linguistica" presso le Rappresentanze Diplomatiche e Uffici Consolari, dove non esiste un IIC;
- viene istituita la figura del "Consigliere speciale per la promozione della cultura, della lingua e della scienza italiane" (massimo 10 unità con incarico di durata minima semestrale e massima biennale, rinnovabile fino ad un massimo di un ulteriore anno e non nuovamente conferibile), che opera nell'ambito delle Rappresentanze Diplomatiche e degli Uffici Consolari;
- per la copertura di posti-funzione di natura amministrativa e amministrativo-contabile presso gli IIC è previsto l'impiego di unità appartenenti ai profili amministrativi del MAE;
- i lettori di lingua italiana presso le Università dei Paesi ospitanti sono posti funzionalmente alle dipendenze del Direttore dell'IIC o degli "Addetti per la promozione culturale e linguistica" presso le Rappresentanze Diplomatiche e Uffici Consolari, dove non esiste un IIC;
- vengono ampliati gli organici dell'Area della Promozione Culturale: 30 incarichi di dirigenza (6 per i Dirigenti di prima fascia e 24 per i Dirigenti di seconda fascia); 120 posti-funzione per la posizione economica C3 (Direttore degli Istituti Italiani di Cultura); 180 posti-funzione per la posizione economica C2 (Addetto Direttore degli Istituti Italiani di Cultura); 140 posti-funzione per la posizione economica C1 (Addetto linguistico per la promozione culturale all'estero).
Qualora il provvedimento di riforma degli IIC diventasse legge nel prossimo autunno, come auspicato dal Sottosegretario Baccini, verrebbe colmato il vuoto legislativo, determinatosi con l'applicazione della Legge 401/90, non più adeguata ai tempi attuali. Questa riforma sarebbe inoltre conforme al nuovo assetto che la Farnesina vuole dare alla rete degli IIC all'estero. (Italcult)

IIC Istituti italiani di cultura Istituti cultura: Fortunato resta a Londra

Avvenire, 27 luglio 2002
Mario Fortunato resterà alla guida dell'Istituto di cultura italiano a Londra. Lo ha detto il sottosegretario agli Esteri Mario Baccini a margine della terza giornata della quarta Conferenza degli ambasciatori in corso alla Farnesina. Dopo quanto detto da Berlusconi a proposito dell'allungamento dei tempi per la riforma della Farnesina, in attesa della quale la "ristrutturazione" degli Istituti di cultura era rimasta in sospeso, per Baccini è arrivato invece il momento di "stringere i tempi" per il varo del provvedimento riguardante i 93 Istituti. Nelle prossime settimane dovrebbe essere scelto anche il nuovo direttore dell'Istituto di cultura italiano a Mosca ("Stiamo esamninado i curricula" - ha detto Baccini) dopo le dimissioni della slavista Mariolina Doria De Zuliani e a settembre ci si occuperà del rinnovo dell'incarico all'Istituto di New York.


Cossiga contro Buttiglione ministro degli esteri; ''Andro' a Santiago di Compostela per chiedere una grazia''

(ANSA) - SAN TEODORO, 28 LUG - Cossiga vuole recarsi nel santuario di Santiago di Compostela per chiedere una grazia: che Rocco Buttiglione non diventi ministro degli Esteri. Lo ha detto alla vigilia del rientro a Roma dopo una breve vacanza in Sardegna. 'Andro' in questo grande santuario per supplicare una grazia, non personale - ha sottolineato l'ex capo dello Stato - ma per il Paese: che Buttiglione non venga nominato ministro degli Esteri'.


Buttiglione: "Per gli Esteri non c'è solo Frattini"

Il leader Cdu continua a chiedere ad alta voce un ricambio più vasto nella compagine ministeriale: "Prima o poi ci sarà". Tutto è rimandato a gennaio, il no di Fini alla soluzione che il premier accarezzava.

Il Nuovo, 26 luglio 2002
ROMA - Berlusconi ha appena detto che non ci sono le condizioni politiche per nominare un nuovo ministro degli Esteri? Non basta il rinvio, che probabilmente sarà di durata assai superiore al previsto. Nella maggioranza c'è già qualcuno che mette, come si dice, i puntini sulle "i". Non c'è solo la sostanziale autocandidatura di Buttiglione, riaffermata anche oggi, ma i centristi in coro continuano a sostenere che se si vuole mettere mano alla Farnesina bisogna riaggiustare tutti gli equilibri della Casa delle libertà.
La palma della sincerità va come sempre al ministro per le Politiche comunitarie Rocco Buttiglione. Frattini agli Esteri? ''Abbiamo più di un personaggio che è in grado di svolgere quel ruolo'', dice il leader Cdu. Anche se l'attuale ministro resta pur sempre "una persona di grande qualità''.
Ma quel che gli sta più a cuore sottolineare è proprio l'esigenza di un rimpasto più largo. ''Prima o poi ci sarà il nuovo ministro e un rimpasto'' osserva Buttiglione. Che aggiunge: ''Berlusconi non ha fatto male al ministero degli Esteri e quindi non è una tragedia che vada avanti qualche mese ancora''.
Che Buttiglione fosse uno degli ostacoli che si sono frapposti sulla strada di Berlusconi quando si è trattato di andare al ricambio alla Farnesina è cosa nota. Meno noto è invece il no che sarebbe piovuto da An quando il ricambio stava per scattare.
In sostanza, il giro ministeriale prevedeva che l'attuale viceministro centrista alle Infrastrutture, Mario Tassone, salisse di rango e andasse al posto di Frattini alla Funzione pubblica. Nello stesso tempo, secondo i disegni dei centristi che Berlusconi sembrava pronto ad assecondare, i due sottosegretari "azzurri" agli esteri Antonione e Boniver (tre esponenti di Forza Italia al board di un ministero è in effetti un po' eccessivo) avrebbero dovuto lasciare per cedere il passo a un esponente Ccd-Cdu e un leghista.
Un po' troppo anche per un mite Fini che fino a quel momento aveva lasciato fare, salvo replicare - si dice in Transatlantico - a poche ore dallo show down: "Sarebbe difficile spiegare ai miei che da questo giro tutti guadagnano qualcosa tranne noi: neppure la delega sui servizi segreti?". E così si arriverà al rimpasto e Berlusconi, giurano tutti, non se ne andrà - malgrado l'evidente irritazione del Quirinale - prima di gennaio.


APPELLO ALLA CONFERENZA DEGLI AMBASCIATORI IN DIFESA DI DOC E DOP
Le feluche contro l´agropirateria
Urso: «Promuovere la diplomazia commerciale»

di Gianpaolo Marro

La Stampa, 28 luglio 2002
Priorità e salvaguardia per le produzioni tipiche, impegno chiaro per estendere la tutela delle indicazioni geografiche ad altri settori del comparto agroalimentare, oltre quello dei vini e alcolici. Questo l´obiettivo della diplomazia commerciale italiana, sottolineato da Adolfo Urso, viceministro alle Attività produttive con delega al commercio estero, in occasione della conferenza degli Ambasciatori. Il negoziato agricolo Omc è in una fase delicata: dopo le discussioni preliminari ora è il momento delle prime conclusioni. «E´ quantomai necessario - sostiene Urso - tornare sulla posizione italiana in questo importante esercizio di diplomazia commerciale. Il Consiglio Trips alla fine dell´anno dovrà fare rapporto sulla possibilità di estendere la tutela delle indicazioni geografiche a vari settore dell´agroalimentare. Restano perplessità e riserve da parte di molti paesi. L´Unione europea si sta adoperando per creare una `´massa critica´´ favorevole a tale obiettivo». Il viceministro alle attività produttive ha sottolineato l´impegno su più fronti ed in particolare la ricerca di un «punto d´incontro con la delegazione argentina, fino ad ora contraria a proseguire i negoziati». «Partendo dalla nostra posizione favorevole al "riequilibrio mediterraneo" del trattamento tariffario mediante l'abbattimento dei picchi per i prodotti continentali - dice Urso - abbiamo evidenziato agli argentini la nostra disponibilità ad appoggiare a livello UE le loro eventuali richieste di miglioramento tariffario per cereali, carne e latte. Abbiamo anche ricordato che un positivo approccio nei negoziati Trips anche da parte argentina non potrà che portare ulteriori possibilità esportative ai loro prodotti di qualità». Dall´India, intanto, arriva un segnale positivo: in un documento molti dei paesi in via di sviluppo hanno apprezzato i vantaggi dell´estensione della tutela geografica a tutti i prodotti tipici e della costituzione di un registro multilaterale. Così la Ue dovrebbe trovare nuovi alleati in questa battaglia. Sul tema della tutela mondiale delle produzioni made in Italy, il presidente della Confederazione italiana agricoltori, Massimo Pacetti, nel contesto dell´incontro alla Farnesina con gli ambasciatori e i consoli, ha apprezzato la sensibilità «sull´esigenza di tutelare le produzioni tipiche e di qualità della nostra agricoltura nel mondo, potenziando gli strumenti legislativi e promozionali connessi alle denominazioni d´origine».
«Il ruolo che possono avere - ha proseguito- figure diplomatiche, nello sviluppo dei rapporti commerciali tra Italia e resto del mondo, anche nell'agroalimentare, è una questione che va seriamente approfondita e sulla quale bisogna credere». Il presidente della Coldiretti, Paolo Bedoni, ha stato lanciato un appello agli ambasciatori: «Aiutateci a combattere l´agropirateria internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini e denominazioni che richiamano al nostro Paese per alimenti che non hanno nulla a che fare con la realtà produttiva nazionale, determinando danni miliardari alle nostre esportazioni». «Nel tempo della globalizzazione e del commercio elettronico - ha sostenuto Bedoni - la difesa della proprietà intellettuale delle denominazioni tipiche rappresenta un'esigenza non più rinviabile e occorre introdurre regole per reprimere tutte le pratiche commerciali scorrette che falsano la concorrenza internazionale, ingannano i consumatori e danneggiano i produttori». «Le trattative sul commercio internazionale del WTO - ha precisato Bedoni - rappresentano un appuntamento determinante per garantire protezione contro l´usurpazione delle indicazioni geografiche. La produzione alimentare nazionale è con la moda e l´arredamento l´ambasciatrice nel mondo della cultura, tradizioni e dello stile di vita degli italiani».