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Data inserimento in rete: sabato, agosto 24, 2002
(Italcult, 24 agosto 2002) Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Centro Giovani e Poesia - Triuggio
Premio Internazionale di Poesia - 12^ Edizione


Il Centro Giovani e Poesia, col patrocinio e la collaborazione del Comune di Triuggio, della Regione Lombardia, della Provincia di Milano, del Parco Valle Lambro, della Banca di Credito Cooperativo di Triuggio, del “Cittadino” di Monza, del Messaggero dei Ragazzi di Padova, dell’I.P.A. Sez. Italiana Delegazione 2 Lombardia, della Prometheus Editrice di Milano e di Telemonzabrianza-Brianza Sei Srl, bandisce la 12^ Edizione del Premio Internazionale omonimo. Il Premio si suddivide in 6 sezioni:
A) ragazzi/e sino al 13° anno di età compiuto
B) speciale Scuole
C) giovani dai 14 ai 20 anni compiuti
D) dal 21° anno di età in avanti
E) per silloge inedita
F) speciale natura-ambiente.
Si partecipa:
- nelle sez. A, C, D con un massimo di 3 poesie a tema libero;
- nella sez. E con un minimo di 12 ed un massimo di 35 poesie;
- nella sez. F con un massimo di 3 poesie a tema natura-ambiente;
- nella sez. B singoli o gruppi di una o più classi con un componimento a tema libero.
Tutti i componimenti dovranno essere inediti e in 7 copie di cui una sola con dati dell’autore. Per la sez. C allegare fotocopia documento da cui sia rilevabile la data di nascita. Per autori provenienti da Paesi extra UE, possibilità di ammissione gratuita e, per tutti gli autori esteri, di inviare testo bilingue (originale più italiano) .
Quote di partecipazione: sez. A e B gratuite; sez. C € 8,00; sez. D € 15,00; sez. E € 10,00; sez. F € 5,00. Le quote dovranno essere inviate in contanti o tramite versamento su conto corrente postale 30168207 intestato ad Alessandro Villa.
Premi: in denaro (da € 103,00 a € 516,00), medaglie, coppe, diplomi, pubblicazioni, buoni editoriali, ecc... Premi Speciali. Scadenza: 31 gennaio 2003.
Segreteria: c/o Alessandro Villa - Via Conte P. Taverna, 114 - 20050 Triuggio (MI)
Per ulteriori informazioni: tel. e fax: +390362970302;
http://digilander.iol.it/giovaniepoesia; e-mail: alex.villa@libero.it. Richiedere eventualmente copia integrale del bando.


LEGA / «Se continua così salta in aria». E ai suoi: «Il 15 settembre tutti in piazza per il federalismo»

Bossi: lavora troppo, il Cavaliere lasci gli Esteri
di Davide Gorni

Corriere della Sera, 24 agosto 2002 - DAL NOSTRO INVIATO
SCHIO (Vicenza) - La tenuta del governo? L'ipotesi di un rimpasto? Non sono queste le cose che lo inquietano. Per Umberto Bossi le polemiche dei giorni scorsi sono solo «cose estive». Sono ben altri i pensieri e le apprensioni del senatur. Ciò che lo preoccupa è un diverso tipo di «tenuta»: quella fisica di Silvio Berlusconi. «Perché sta lavorando troppo», diviso com'è tra gli impegni a Palazzo Chigi e alla Farnesina. Per questo il leader della Lega si augura che il premier «faccia alla svelta a nominare un ministro degli Esteri. Salta in aria se continua a lavorare così tanto». Tutto il resto viene liquidato da Bossi con battute. Berlusconi deve o no andare a Johannesburg al vertice Onu sullo sviluppo sostenibile? «Chiedetelo a lui». Rocco Buttiglione ipotizza una verifica nell'esecutivo? «Quella è una competenza di Berlusconi. Come si fa a dire a un leader cosa deve fare. Sarebbe come volersi mettere al suo posto». Ancora Buttiglione parla di un asse troppo fermo Bossi-Tremonti? «Noi siamo gente ferma. Non siamo ballerini». L'inflazione e i conti in rosso? «L'Istat e il Cnr: sono istituti che danno i numeri e sembra li diano davvero».
Al ritorno ufficiale della «politica attiva» dopo le vacanze, Umberto Bossi è in gran forma. Vacanze per modo di dire visto che in agosto ha fatto comizi quasi tutte le sere. Unica parentesi, la biciclettata di giovedì con Giulio Tremonti: una gita di 42 chilometri in mezzo alle Dolomiti da San Candido di Bolzano fino a Lienz, in Austria. Con loro, il sottosegretario alle Riforme Aldo Brancher, i due figli di Bossi e quello di Tremonti. «Un incontro tra amici», hanno precisato i due ministri, deliziati da mountain bike, speck e panorami mozzafiato.
In treno il rientro in Italia. Per accelerare i tempi e consentire al senatur di continuare il giro di comizi. Come quello di ieri sera a Schio, piccolo Comune laniero di Vicenza. Sulla scia di quanto accaduto ventiquattro ore prima a Marina di Ravenna, il leader leghista non si è fatto pregare e ha riproposto i temi caldi: riforme, immigrazione, alleanze, ritorno in piazza, crisi dell’economia finanziaria e illusione della Borsa. E ha confermato quella sua preoccupazione sulla resistenza del premier. Fisica, perché quella politica con le polemiche delle ultime ore sono solo «cose estive». E l'estate, almeno per Bossi, è già finita.
L’appuntamento per il popolo della Lega è già fissato al 15 settembre, per il tradizionale raduno di Venezia: «E’ la volata finale, guai a chi non viene. I migliori uomini siano pronti a irrompere nelle piazze. Siamo stati moderati, ma ora vogliamo il federalismo».


I «Il vero problema è rafforzare il governo»
Polemiche sull’interim? «Ogni partito deve offrire la propria identità e i propri valori»
Intervista - Il sottosegretario agli Esteri, Mario Baccini, traccia un bilancio dell’attività della Farnesina

di S. S.

Il Tempo, venerdì 23 agosto 2002
RIMINI - «Non mi appassiona il dibattito su chi dovrà succedere a Berlusconi Ministro degli Esteri. Rischiamo di discutere di cose anche giuste in momenti sbagliati. Il vero problema è di rafforzare il Governo, offrendo ogni partito la propria identità, i propri valori...». Il sottosegretario agli Esteri, Mario Baccini, esponente di punta dell'Udc, intervenuto al Meeting di Comunione e Liberazione, non risparmia di entrare nel vivo del dibattito politico di questi giorni sul possibile cambio - più volte annunciato dallo stesso Berlusconi - alla Farnesina, ma nello stesso tempo valorizza i dati concreti delle cose fatte in questi primi 12 mesi dall'Esecutivo.
Qual è il senso della sua presenza al Meeting, visto il ruolo di sottosegretario agli Esteri che si occupa della Cooperazione internazionale, tema così a cuore a CL?
La mia presenza, a nome dell'UDC, vuole testimoniare l'attenzione con cui il partito segue i temi cari a Comunione e Liberazione, penso alla lotta per la fame nel mondo, che come cattolico al Governo, è una priorità su cui costruire interventi e progetti concreti. È il modo serio e responsabile da portare avanti istanze e proposte forti delle nostre idee, dei valori che ci uniscono. Voglio ricordare l'appoggio alla "diplomazia preventiva" che serve a sostenere l'impegno delle democrazie giovani e deboli che hanno bisogno nei vari scacchieri dell'aiuto internazionale per non ricadere in situazioni di dittature o di crisi endemiche. Solo in questo modo potremo proporre politiche di sviluppo economico e sociale, anche per combattere concretamente i rischi di terrorismo e di criminalità, che sono i pericoli che insidiano le nuove democrazie.
Su che Paesi l'Italia, dal suo "osservatorio", sta impegnando le maggiori risorse?
Tre sono state le iniziative che vorrei segnalare:la Bolivia, per cui è stato raggiunto un accordo per l'azzeramento debito, il Perù che ne ha visto la riconversione in progetti sociali, ad iniziare dalla scolarità, fondamentale per aiutare concretamente la popolazione peruviana, a cui si aggiunge il sostegno all'Argentina. In quest'ultimo caso sono stati predisposti interventi finanziari, che ci vedono al primo posto in Europa per aiutare questa nazione a cui l'Italia è particolarmente legata da rapporti storici. Una politica attiva in America Latina è decisiva per evitare situazioni di "contagio" ai vari paesi dell'area, il che provocherebbe - è bene sottolinearlo con forza - effetti allarmanti e destabilizzanti sulla sicurezza sociale dell'Europa, per gli effetti di migrazione e di fuga da queste realtà. In questo senso il ruolo dell'Italia non è visibile, ma molto efficace, a dimostrazione di un pragmatismo che crediamo debba essere il leit-motiv della iniziativa politica del centro-destra, e dell'UDC, al Governo dell'Italia.


IIC Sydney - Agenzia del 23/08/02

Is. It. cultura: l'Arte Povera italiana in mostra a Sydney

Sydney, 23 ago. (Adnkronos) - "Arte Povera: arte italiana fra il 1967 e il 2002". E' questo il titolo della mostra che si inaugura oggi a Sydney presso il Museo di arte contemporanea.
La mostra realizzata dall'istituto italiano di cultura di Sydney in collaborazione con il Museo d'Arte Contemporanea Castello di Rivoli in provincia di Torino e con il sostegno finanziario di Saville 2 Bond Street e del Corriere Della Sera, presenta le opere di undici artisti che sono emersi fra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70 attraverso la loro associazione con il movimento dell'Arte Povera; essa infatti, comprende un certo numero di opere prime altamente significative e anche opere più recenti, che tracciano le carriere degli artisti dalla nascita del movimento fino ai giorni nostri.
Gli artisti del movimento dell'Arte Povera sono noti per il loro uso diversificato e liberamente sperimentale di materiali d'uso comune o organici quali pietra, spugna, lana, legno, tela, acciaio, cera, feltro o cemento, e la loro fusione di natura e cultura come riflesso della vita contemporanea.
Questa mostra trae le sue origini dalla vasta collezione del Museo di Arte Contemporanea italiano Castello di Rivoli, situato a Rivoli, altre opere, invece, provengono da altre importanti collezioni torinesi quale quella della Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea, oltre che dalle collezioni personali degli artisti.
Gli artisti della mostra sono: Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Marisa Merz, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Gilberto Zorio
Durante l'esposizione della mostra si potrà assistere ad una serie di conferenze su temi specifici, artisti e opere dell'Arte Povera.
La mostra si concluderà il prossimo 10 novembre.


Data inserimento in rete: venerdì, agosto 23, 2002
LA PREVISIONE DEL SOTTOSEGRETARIO MANTICA
«Il nuovo ministro degli Esteri? Ci sarà a gennaio»


IL TEMPO, 22 agosto 2002 - «La politica dice che attorno ai primi di gennaio ci sarà il nuovo ministro degli Esteri». Lo ha detto il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, rispondendo ai cronisti a margine di un convegno al Meeting di Rimini. «Ho fatto una scommessa — ha detto — che brinderò con il panettone a Natale ancora con il ministro degli Esteri ad interim, il che non vuol dire che alla Befana non ci sia un altro ministro degli Esteri».
Secondo Mantica «è ovvio che la nomina del ministro degli Esteri impone una verifica all’interno della compagine di Governo che porterà sicuramente a un riaggiustamento, non lo chiamerei rimpasto. Mi pare che esistano tutti i presupposti — ha affermato riferendosi alla nomina del nuovo ministro degli Esteri — perché questo avvenga a cavallo della fine dell’anno».
Sollecitato sul nome di Frattini quale possibile futuro titolare della Farnesina, «questo non lo so», ha risposto Mantica, il quale comunque ha tracciato un identikit del nuovo responsabile degli Esteri: «Un politico, di area di fiducia del presidente del Consiglio, capace di organizzare e gestire una macchina che funziona bene ma che, come tutte le macchine, ha bisogno di qualche messa a punto, soprattutto in vista di una missione strategica più chiara che è il lancio del sistema Italia». «Io ho dato un identikit — ha aggiunto Mantica — poi ognuno può metterci il nome che vuole. In questo senso esprimo un parere strettamente personale: credo che Frattini abbia molte caratteristiche dell’identikit, ma non è il solo, ce ne sono molti altri».
«Berlusconi — ha detto ancora il sottosegretario — sta realizzando una grande e vera riforma del Ministero che parte da un presupposto politico. In una democrazia dell’alternanza come quella italiana dove un capo di governo ha la prospettiva di durare cinque anni, la politica estera, almeno nelle sue strategie, è di competenza del presidente del Consiglio "per natura". E quindi — ha sottolineato — è ovvio che il ministro degli Esteri assuma un ruolo diverso: è un uomo certamente di fiducia del premier, che deve gestire una macchina e un apparato per realizzare obiettivi che vengono dagli incontri dei capi di Stato».
Tornando agli elementi che fanno pensare alla nomina di un nuovo ministro degli Esteri tra fine anno e primi di gennaio Mantica ha citato «le dichiarazioni di Berlusconi alla riunione degli ambasciatori quando ha dato appuntamento a novembre e lo ha fatto, credo, nella convinzione di essere ancora ministro degli Esteri a quella data. Inoltre — ha aggiunto — c’è un impegno della maggioranza di una verifica 18 mesi dopo la nascita dell’esecutivo che coincide con dicembre. Non dimentichiamo infine che il 2003 vedrà l’Italia presidente dell’Unione Europea nel secondo semestre, ma gli impegni italiani cominceranno già ai primi di gennaio».


Data inserimento in rete: giovedì, agosto 22, 2002


BUTTIGLIONE INSISTE PER IL RIMPASTO: NON È CERTO LA FINE DEL MONDO
«A gennaio il ministro degli Esteri»
Il sottosegretario Mantica: Frattini? Non è il solo...

di ant. ram.

LA STAMPA - ROMA, 22 agosto 2002 - Mentre infuriano le differenziazioni dentro la coalizione di centrodestra anche e soprattutto in materia di diritti televisivi per la trasmissione delle partite e per le nomine, in scadenza, al Coni, torna di scena il rimpasto di governo, con l´arrivo dei ministri Sirchia, Buttiglione e Gasparri e del sottosegretario agli Esteri Mantica al Meeting di Rimini. «Rimpasto? Che brutta parola», torna a dire il finiano Maurizio Gasparri. «Davvero bruttissima, decisamente rimpasto e verifica sono parole bruttissime, ma se cambiano un paio di ministri non è la fine del mondo...» dice Rocco Buttiglione aggiungendo che era così «anche se si diceva "gambe" in epoca vittoriana»: il ministro delle Politiche Comunitarie ieri è tornato a Rimini tra gli allori quando invece tutti sospettavano una «rottura» con i ciellini. «Io me ne vado, se me lo chiede Berlusconi, se il presidente del Consiglio dovesse essere insoddisfatto del mio lavoro» dice il ministro della Sanità Girolamo Sirchia, intelligentemente prevenendo l´atmosfera che, al Meeting, non gli è affatto favorevole. Si sa che non è gradito, con Bossi e Lunardi, a Vittadini, il gran capo della Compagnia delle Opere. Soprattutto, il rimpasto è stato ventilato per primo, ormai un paio di settimane fa proprio da Buttiglione e dal suo capogruppo Luca Volonté, e nel loro mirino ci sono anzitutti i ministri tecnici. Ma basta fare due passi oltre l´«inesistente questione del rimpasto», ed ecco che il sottosegretario alla Farnesina con delega per il Medio Oriente, Alfredo Mantica che è dello stesso partito di Gasparri, annuncia di ritenere «ovvio che la nomina del nuovo ministro degli Esteri imporrà una verifica all´interno della compagine di governo». E di «aver scommesso che ci sarà un nuovo ministro degli Esteri per il prossimo gennaio». Non prima: alla conclusione, il viceministro è arrivato interpretando l´agenda che il capo della diplomazia italiana si troverà di fronte nei prossimi mesi, e soprattutto considerando che nel secondo semestre del 2003 l´Italia assumerà la presidenza di turno dell´Unione europea, e ovviamente gli impegni preparatori iniziano ben prima. Quindi, Mantica s´è spinto a tracciare un interessante identikit politico del successore di Berlusconi: «Sarà un politico, un uomo di fiducia del presidente del Consiglio anche come area politica, capace di organizzare e gestire una macchina che funziona bene, ma che ha bisogno di una missione strategica più chiara, e di lanciare il sistema-Italia». Aggiungendo che «Franco Frattini ha molte caratteristiche dell´identikit, ma non è il solo: come lui ce ne sono altri». Dal podio di Rimini, anche Buttiglione si è spinto un po´ più oltre del solito. «La situazione della finanzia pubblica ci impone di fare delle scelte», ha ammesso, e «per il rimpasto sarà determinante la ridefinizione dell´azione di governo». Per esempio? «Ci vogliono più soldi per la scuola e la famiglia». Ma non è chiaro se ce l´avesse con la Moratti che non fa abbastanza alla Pubblica Istruzione, o con Tremonti, che nega i fondi alla scuola. A quel punto, su tutti, è calata una dura reprimenda del portavoce di Forza Italia. «Il dibattito su verifiche o eventuali rimpasti di governo è qualcosa di cui non si comprende né l´utilità né il senso», ha fatto sapere Sandro Bondi. Come dire: «Non facciamoci del male da soli, e lasciamo che a dare spettacolo di divisioni interne e litigi sia la sinistra».


Data inserimento in rete: mercoledì, agosto 21, 2002
IIC Copenaghen - Agenzia del 21/08/02

DANIMARCA/ SI ESPONE ALL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA IL DESIGN DI ALBERTO ALESSI

COPENAGHEN\aise\ - Ceramiche dalle linee morbide, tonde, materne. Rubinetti robusti, protesi, fallici. Il design Alessi ha inserito i suoi tipici codici affettivi anche nella stanza da bagno che sarà esposta il 28 agosto in Danimarca per iniziativa dell'ICE e dell'Istituto Italiano di Cultura.
L'esposizione avverrà, con la partecipazione di Alberto Alessi, nella sede dell'Istituto di Cultura a Copenaghen nell'ambito delle iniziative annuali di promozione del mercato italiano anche in quei campi che sono affini all'arte e alla cultura.
Quest'anno le attività di promozione sono dedicate alla moda e al design e di qui l'esposizione del bagno Alessi, progettato dal designer italiano Stefano Giovannoni, che con la sua creatività ha elaborato tutte le forme e le linee contenute nella stanza da bagno: dai sanitari in ceramica ai rubinetti, dagli accessori agli specchi, dalla cabina doccia ai mobili e all'illuminazione. Giovannoni era già stato autore in precedenza di alcuni oggetti della grande casa di design che finora però aveva fatto della cucina il principale, e non l'unico, ambiente al quale destinare con eccentricità, stile ed eleganza le proprie arti applicate. Oggi, come sostiene Alberto Alessi, "anche il bagno è diventato progressivamente il ricettacolo dell'immaginario domestico delle persone, senza che si fosse pensato però ad accompagnare adeguatamente questo fenomeno con un design interessante, divertente e poetico." Questa lacuna quindi si propone di colmare il bagno Alessi realizzato, nel campo dell'ingegnerizzazione, della produzione e della distribuzione, da tre grandi ditte europee: la svizzera Laufen, secondo produttore mondiale di sanitari in ceramica, la finlandese Oras, fra le principali produttrici di rubinetti nei Paesi scandinavi e l'italiana Inda,una delle migliori nella produzione di accessori e di mobili da bagno.(aise)


IIC Melbourne - Agenzia del 21/08/02

Accordo di collaborazione fra l’Università di La Trobe e l’Italian Australian Institute
Obiettivo: promuovere la cultura italiana

Melbourne - "Siamo in un momento storico in cui importanti lingue e culture del mondo corrono il rischio di essere emarginate, alcune sono già sparite. E' essenziale che le università diventino centri chiave per continuarne lo studio e la promozione".Lunedì 19 agosto nella sala del David Mayer Building dell'Università di La Trobe, queste le parole del Vice-Chancellor, Michael Osborne, durante l'incontro per la firma ufficiale di un accordo fra la stessa università e l'Italian Australian Institute. I due enti hanno stipulato una collaborazione che ha come scopo la formazione di un centro di lingua e cultura italiana nel campus di Bundoora.
Fra gli ospiti l'ambasciatore d'Italia a Canberra, Dino Volpicelli, che si è congratulato con i due enti precisando che il nuovo centro di studi italiani avrà un ruolo importante nei rapporti fra l'Italia e l'Australia, il console generale del Victoria e Tasmania, Francesco Calogero, il direttore dell'Istituto Italiano di Cultura, Giorgio Campanaro e docenti delle università del Victoria.
"E' questo un giorno speciale" ha dichiarato Rino Grollo, Chairman dell'Italian Australian Institute "ci vorrà del tempo prima che il centro sia funzionale al cento per cento, ma sono sicuro del suo successo come punto di riferimento per le nuove generazioni che vogliono conoscere e studiare la terra delle loro origini."
L'Italian Australian Institute vuole anche incoraggiare un'attiva collaborazione con associazioni e organizzazioni presenti nella comunità, specialmente quelle che non hanno una sede specifica. La prima a mostrare grande interesse è stata l'Associazione Nazionale Alpini del Victoria e Tasmania, il cui presidente, Gaetano Tomada, a nome dei soci, ha dichiarato che in futuro il nuovo centro ospiterà la Casa dell'Alpino ed un museo dedicato alla storia dell'Associazione e degli alpini. L'Italian Australian Institute Centre completa quella zona nel campus di Bundoora che va sotto il nome di "area mediterranea" dedicata cioè agli studi e alla promozione delle lingue e culture dei Paesi quali la Grecia, la Spagna e l'Italia.
Con l'istituzione di centri specifici l'Università di La Trobe riafferma l'impegno verso la promozione delle lingue nella società australiana. L'Università ha infatti affittato a lungo termine alla Fondazione Grollo, e quindi all'Italian Australian Institute, uno degli edifici che si trovano nella zona di Mount Park, in quella che una volta era un'area occupata dall'ospedale psichiatrico, poco distante dall'entrata principale del campus. Circondata da prati e alberi la palazzina, una delle più belle dei fabbricati originali tanto da essere protetta dalle Belle Arti, offre all'interno grandi spazi che secondo i progetti dell'Italian Australian Institute verranno trasformati in una biblioteca che conterrà volumi che documentano la storia e gli aspetti dell'emigrazione italiana, un archivio per la conservazione di documenti che altrimenti andrebbero perduti, ed in genere offrire materiali di ricerca e studio della lingua e cultura italiana. Al termine della riunione ufficiale un gruppetto di ospiti ha visitato l'edificio guidati da un entusiasta Rino Grollo che illustrava come i lavori di rinnovo trasformeranno la palazzina in un centro che si distinguerà per l'eccellenza degli studi e ricerca della cultura e lingua italiana in Australia. Il Globo/News ITALIA PRESS


IIC Colonia - Agenzia del 21/08/02

Is. it. cultura: II settimana lingua italiana a Colonia 14/19 ottobre

Colonia, 21 ago. (Adnkronos) - Si svolgerà dal dal 14 al 19 ottobre prossimi presso l'Istituto italiano di cultura di Colonia in Germania la "Seconda settimana della lingua italiana".
La manifestazione realizzata dall'istituto italiano di cultura di Colonia seguirà il seguente programma: pesentazione della terza puntata di "Histoire(s) du cinéma" del regista svizzero J. Luc Godard, dedicata al cinema italiano ed in particolare alla lingua italiana nel cinema. Il documentario si chiuderà con la canzone "Lingua italiana" di Riccardo Cocciante, il cui testo, che verrà assunto ad emblema di questa edizione della Settimana, verrà distribuito ai presenti; Piero Alberti presenterà il suo libro "I porcellini d'India e il Pastorello. Personaggi dei Promessi Sposi di Manzoni: fine di un messaggio cattolico", Armando Editore, 2001; presentazione a cura di Susanne Kolb e di Paolo Scotini del nuovo "Dizionario di tedesco", dizionario italiano-tedesco degli editori Zanichelli e Klett; presentazione del romanzo "Kuraj" di Silvia Di Natale, storia di una migrazione dal cuore dell'Asia a Colonia. Silvia Di Natale, italiana, risiede da molti anni in Germania. "Kuraj", pubblicato in Italia da Feltrinelli, è ora tradotto in tedesco per la casa editrice Classen; ed infine "Dante Inferno": Sandro Lombardi e David Riondino racconteranno la Divina Commedia. Regia di Federico Tiezzi.


IIC Parigi - Agenzia del 21/08/02

Is. It. cultura: mostra di fotografie di un cineasta veneto a Parigi

Parigi, 21 ago. (Adnkronos) - "Fotografie di un cineasta veneto". E' questo il titolo della mostra fotografica di Francesco Pasinetti che verrà inaugurata il prossimo 10 settembre a Parigi presso il "Foyer dell'Auditorium di Louvre".
La mostra realizzata dall'istituto italiano di cultura di Parigi in collaborazione con l'auditorium di Louvre, si colloca nella rassegna 'Vernice mostra' e nell'ambito del concorso di Carlo Montanaro 'Fondo Passinetti/Venezia'.
Francesco Pasinetti, nato nel 1911 e morto nel 1949, fu il primo italiano laureato nel 1933 sul cinema come arte, autore di un appassionante "Storia del cinema dalle origini ad oggi" (1939), insegnante poi direttore, a partire dal 1946, del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, è stato anche fotografo e cineasta, dedicando una grande parte della sua opera a queste due discipline, a Venezia, la sua città natale. Pasinetti ha sempre realizzato le proprie fotografie, come i propri film, senza mai dimenticare che il modello classico e affinato del bianco e nero dovesse rimanere al servizio di una visione obbiettiva e naturalistica.
Parteciperanno all'evento Jean Gili dell'università di Parigi I, Philippe-Alain Michaud dell'Auditorium di Louvre e Carlo Montanaro dell'Accademia delle Belle Arti e Università Ca' Foscari di Venezia.
La mostra si concluderà il prossimo 27 settembre.


IIC Buenos Aires - Agenzia del 20/08/02

FORMAZIONE/ ALL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI BUENOS AIRES UNA CONFERENZA SULL’INSERIMENTO DEGLI IPOACUSICI NELLA NUOVA SCUOLA ITALIANA

BUENOS AIRES \ aise\ - Una conferenza sull’inserimento degli alunni ipoacusici nella nuona scuola italiana e’ stata tenuta oggi, all’Istituto Italiano di Cultura di Beunos Aires, dalla dottoressa Anna Grazia Greco. La dottoressa Greco , laureata in psicopedagogia, e’ direttrice della Scuola Nazionale Cicognini di Prato, presso la quale si sono formati intellettuali italiani di primo livello. Tiene seminari di letteratura italiana presso Universita’ straniere e Corsi di formazione per docenti interessati ai temi della integrazione e l’educazione di alunni portatori di handicap, nuova tecnologia educativa e riforma della scuola italiana. (aise)



Data inserimento in rete: martedì, agosto 20, 2002
IIC Toronto - Agenzia del 20/08/02

Is. It. cultura: mostra sulla maiolica italiana a Toronto

Toronto, 20 ago. (Adnkronos) - Si inaugurerà il prossimo 27 settembre presso il Museo "The Gardiner Museum of Ceramic art" di Toronto in Canada la mostra di arte decorativa "Dei, santi ed eroi: capolavori della ceramica italiana dei Rinascimento".
La mostra sulla maiolica italiana realizzata dall'istituto italaino di cultura di Toronto, è stata curata da Meredith Chilton, il curatore del Gardiner Museum, e da Kenneth Bartlett, docente di studi rinascimentali presso la Victoria University.
Verranno esposte opere rare per il pubblico, provenienti dal Metropolitan Museum of Art di New York, oltre che dalla pregevole collezione del Gardiner Museum. Al termine della manifestazione il museo torontino ospiterà il prossimo 11 gennaio un seminario con la partecipazione di Meredith Chilton; Jessie McNabb curatore del Metropolitan Museum of Art e l'archeologo italiano Alessandro Alinari.
La mostra si concluderà il 12 gennaio 2003.