ITALCULT - Servizio sperimentale non ufficiale
Notiziario online dedicato agli Istituti italiani di cultura all'estero
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Rassegna stampa dell'Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen

Oggi e' il

Data inserimento in rete: sabato, settembre 14, 2002

ITALCULT ha concluso il 14 settembre 2002 il periodo di sperimentazione iniziato nel giugno 2001. Il notiziario online dedicato agli Istituti italiani di cultura all'estero viene pertanto sospeso.

Si possono tuttavia consultare gli aggiornamenti della rassegna stampa dell'Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen e l'archivio in rete del notiziario dedicato agli Istituti Italiani di Cultura (dal 5 giugno 2001 al 14 settembre 2002).

Con l'occasione, la redazione ringrazia i lettori che hanno sostenuto con i loro preziosi consigli e suggerimenti questo servizio, contribuendo al suo continuo miglioramento.
La Redazione

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Data inserimento in rete: venerdì, settembre 13, 2002
IIC Helsinki - Agenzia del 13/09/02

A Helsinki, il linguaggio del cinema italiano
Il neorealismo italiano all'Istituto di Cultura di Helsinki

News Italia Press - Helsinki - Appuntamento da non perdere quello del prossimo 14 ottobre, quando il critico cinematografico Piero Spila terrà una lezione presso i locali dell'Istituto Italiano di Cultura di Helsinki dal titolo "Dai telefoni bianchi al neorealismo, da Visconti a Pasolini: l'uso della lingua nel cinema italiano" .
Una retrospettiva dedicata alla linguistica italiana, a partire dalla fatidica data del 1930, quando la diffusione in Italia dei primi film sonori porta le succursali delle compagnie hollywoodiane - in primis la Metro Goldwyn Mayer, la Fox e la Paramount - ad allestire in Italia impianti per il doppiaggio dei loro film. Vengono precedute dalla ditta di Stefano Pittaluga, primo esempio di tycoon italiano.
E' la stagione dei telefoni bianchi, che fotografa un periodo storico pervaso da una grande euforia, in cui il ceto impiegatizio riscopre il gusto del divertimento. E si prosegue con l'intensità del neorealismo italiano che, spostando l'accento dal singolo alla collettività, rappresenta la quotidianità, adottando un taglio tra il reale ed il documentario e servendosi spesso di individui presi dalla strada al posto di attori professionisti.


IIC Copenaghen - Agenzia del 12/09/02

UNA CONFERENZA SULLE RIFLESSIONI DELLO SCRITTORE DANESE
George Brandes e l'Italia

(9colonne) COPENAGHEN - Il grande scrittore e critico letterario danese vissuto a cavallo fra l'800 e il 900, Georg Brandes, è ancora oggi estremamente interessante e attuale nelle sue analisi e nelle sue riflessioni sull'Italia e sull'Europa. Alcune delle sue opere sono state tradotte in italiano e pubblicate di recente, come il secondo volume della corrispondenza avuta da Brandes con intellettuali, amici e familiari, nel corso di un suo lungo soggiorno in Italia (Edizioni ETS). Sono lettere tradotte e curate dal relatore della conferenza, Jørgen Stender Clausen, professore associato di lingue e letterature nordiche presso il dipartimento di linguistica dell'Università di Pisa, e direttore della rivista "Studi Nordici", nonché della collana "Biblioteca Scandinava di studi, ricerche e testi". La conferenza all'Istituto di Cultura di Copenaghen sarà anche un'occasione per suscitare interesse verso un convegno internazionale dal titolo,"Georg Brandes e l'Europa", che si terrà a Firenze fra il 7 e il 9 novembre di quest'anno. Vi prenderanno parte molti studiosi scandinavi, italiani e di altri paesi europei che parteciperanno a un dibattito pubblico nella sede del "Gabinetto Viesseux". Il prof. Clausen, che è uno degli organizzatori del convegno, svolgerà in quella occasione una relazione su "Georg Brandes e l'Italia", ma i temi sollevati andranno dall'interpretazione fatta da Brandes di Michelangelo e del Rinascimento alla sua critica letteraria di autori nordici ed europei, dal suo giudizio sul fascismo al suo rapporto con Nietzche e a quello con il cattolicesimo, dalle sue considerazioni sulla prima guerra mondiale ai suoi punti di vista su Usa, Urss e sull'Europa politica degli anni 20. Nella seconda giornata del convegno, l'8 novembre, anche chi si trovi a Copenaghen potrà partecipare al dibattito in diretta con gli studiosi di Firenze, poiché l'iniziativa sarà trasmessa in videoconferenza (lingue italiano e inglese) alla "Sala della Regina" della Biblioteca Reale". Infine, un altro libro di Georg Brandes è stato appena tradotto in italiano, e non ancora pubblicato, dalla scrittrice italiana Maria Giacobbe. Anche questo volume si riferisce ad alcuni periodi trascorsi dal critico danese in Italia fra il 1870 e il 1912.

Agenzia del 12/09/02

Lux Europae e la lingua italiana

(9colonne) COPENAGHEN - Lux Europae è una manifestazione cui partecipano molti artisti europei invitati in Danimarca ad allestire progetti artistici composti da installazioni luminose con effetti speciali. L'Istituto Italiano di Cultura contribuisce a sponsorizzare l'iniziativa in collaborazione con i suoi ideatori, il Dansk Kultur Institut, il cui proposito è di rendere omaggio alla presidenza europea danese. Anche un artista italiano, Gabriele Amadori, partecipa al progetto. Gli interessati potranno esserne testimoni a Copenaghen, recandosi alle spalle di Amalienborg nel giardino adiacente, quando Amadori allestirà i suoi giochi di luce con i colori del rosso, del verde e del blu (colori complementari che creano spettacolari effetti di luce), rivolti in direzione del primo mulino a vento visibile dalle sponde del mare e dall'aeroporto. Nella Seconda Settimana della Lingua italiana nel mondo sono esposte due mostre realizzate dalla Fondazione Corriere della Sera. La prima tratta degli articoli di terza pagina su temi letterari e artistici tradizionalmente denominati elzeviri: "A bordo pagina elzeviri dalla A alla Z"; la seconda è sul grande giornalista recentemente scomparso, Indro Montanelli. Nell'ambito della Settimana della Lingua italiana nel mondo, nelle giornate dell'8-9 novembre si tiene anche un seminario di studio per i docenti di italiano, con una conferenza del prof. Raffaele Simone che si svolgerà all'Università di Copenaghen. Per informazioni sulla partecipazione al corso si consiglia la consultazione del sito dell'Italiensklærerforening: www.it.gymfag.dk.


Data inserimento in rete: mercoledì, settembre 11, 2002
IIC Vancouver - Agenzia dell' 11/09/02

Il Teatro Adriano Belli a Vancouver per concerto e audizioni a giovani cantanti
Una possibilità di debutto in campo musicale

Vancouver – L'Istituto Italiano di Cultura di Vancouver, insieme al Teatro Lirico Sperimentale "Belli" di Spoleto, organizza concerti e audizioni per giovani che vogliono vivere della musica come professionisti.
Il Teatro Lirico Sperimentale "A. Belli", fu fondato nel 1947 da Adriano Belli, avvocato e musicologo, col solo fine di aiutare i giovani cantanti ad intraprendere la carriera operistica, prestando particolare attenzione a quegli studenti di talento che, giunti al termine del loro corso di studi, non hanno avuto ancora un vero debutto artistico.
Così, ogni anno, il Teatro bandisce un concorso per giovani cantanti, ai cui vincitori è offerta la possibilità di studiare per due anni al Teatro, frequentando corsi di tecnica vocale e movimenti scenici.
Nell'autunno del 2002, l'istituzione italiana sarà a Vancouver, per dare un concerto, che sarà eseguito dai vincitori dell'ultima edizione del concorso, tenendo anche audizioni per giovani cantanti canadesi. I tre cantanti vincitori, riceveranno una borsa di studio per seguire il corso estivo a Spoleto nell'estate del 2003. News ITALIA PRESS


Data inserimento in rete: martedì, settembre 10, 2002
IIC Istituti italiani di cultura

EUROPA, LA LINGUA ITALIANA IN PERICOLO
di DOMENICO MENNITTI*

Il Messaggero, Martedì 10 Settembre 2002
CHE ne sarà, in un futuro più o meno lontano, della lingua italiana?
Spinto dalla globalizzazione, il mondo viaggia verso il monoglottismo: tutti comunicano ormai attraverso l'inglese. Al tempo stesso, il fuoco di fiamma del particolarismo etnico-politico ha rilanciato l'uso dei dialetti e delle lingue locali a discapito degli idiomi ufficiali. In questo quadro, stretto nella morsa del globalismo e del localismo, l'italiano, inteso come lingua nazionale, riuscirà a mantenere la sua funzione, che non è solo quella di favorire una comunicazione omogenea tra tutti i cittadini del nostro Paese, ma anche quello di veicolare, all'interno ed all'esterno della Penisola, un complesso patrimonio storico-culturale ed una precisa memoria storica collettiva?
Presa dalla contingenza, la politica spesso non riesce a riflettere sui grandi temi che decidono le sorti di una comunità. Quello della lingua è uno di questi temi, sui quali vale la pena, probabilmente, avviare un'ampia discussione pubblica. Per far comprendere la rilevanza della posta in gioco, conviene partire da un fatto specifico: l'allargamento verso Est dei confini dell'Unione europea. Integrare nuovi Stati significherà, tra le altre cose, ampliare il numero delle lingue riconosciute come ufficiali dall'Unione, con il rischio non solo di creare una Babele maggiore di quella attuale, ma di complicare i lavori di tutti gli organismi che fanno capo a Bruxelles. Difficile, poi, immaginare che gli atti ufficiali dell'Unione possano essere tradotti - come oggi avviene - nelle lingue di tutti i diversi Paesi membri. Ne deriverebbe infatti un aggravio di costi difficile da sostenere. In alcuni circoli si sta dunque profilando l'ipotesi di ridurre a quattro le lingue ufficiali dell'Unione: inglese, spagnolo, francese e tedesco. Se davvero si dovesse proseguire lungo questa strada, quale sarà l'atteggiamento della nostra classe politica? Potrà essa accettare l'idea di vedere la nostra lingua sullo stesso piano di un idioma nazionale tra i tanti che vengono parlati in Europa?
A ben vedere, quella della lingua nazionale non è mai stata una questione rilevante per i nostri politici. Basti dire che nella Costituzione, con l'art. 6, ci si è preoccupati di tutelare le minoranze linguistiche, ma ci si è dimenticati di riconoscere l'italiano come lingua ufficiale della Repubblica. Al tempo stesso, il fatto che l'italiano sia, tanto per dire, la madrelingua di oltre cinquanta milioni di emigrati italiani nel mondo e l'idioma ormai ufficiale della Chiesa non è mai stato visto come un elemento potenziale di crescita culturale e quindi anche economica e politica. A questa disattenzione occorre probabilmente porre fine. Da qui la scelta di Ideazione di dedicare, nel suo ultimo numero, un ampio dossier intitolato “Difesa dell'italiano", nella convinzione che la “questione della lingua" sia oggi una grande questione politica, che investe direttamente il presente ed il futuro della nostra identità nazionale di fronte alla sfida della globalizzazione.
Ma che vuol dire difendere la nostra lingua? Per cominciare, significa opporsi al suo lento degrado ed impoverimento, ai quali purtroppo non sono estranei il nostro sistema educativo e, più in generale, gli strumenti della cultura di massa e dei quali sono testimonianza, talvolta, gli astrusi tecnicismi del linguaggio burocratico. Significa poi controbattere quegli orientamenti culturali che, nel corso degli anni, hanno sostenuto, nel nome di un malinteso progressismo, che i dialetti parlati nel nostro paese sono vere e proprie lingue equiparabili all'italiano.
Difendere l'italiano alla stregua di un bene sociale e culturale, di uno strumento forte di identità, significa infine impegnarsi affinché vengano potenziati gli strumenti istituzionali finalizzati alla diffusione nel mondo della cultura e della lingua italiane: dalla storica Società Dante Alighieri agli Istituti italiani di cultura all'estero. L'italiano, secondo alcune stime, può contare su un bacino potenziale di utenza valutato nel mondo in circa 120 milioni di parlanti. L'italiano, inoltre, come ricorda il linguista Lucio D'Arcangelo nel suo articolo d'apertura del dossier, «è una grande lingua di cultura: l'arte, l'opera lirica e in tempi più recenti, la moda e il cinema, hanno parlato italiano al mondo, senza contare l'Umanesimo ed il Rinascimento, conosciuti e studiati dappertutto». La proposta di legge, recentemente avanzata dal senatore Andrea Pastore, relativa alla costituzione di un Consiglio superiore della Lingua Italiana, che abbia tra i suoi compiti quello di promuovere una vera e propria "politica linguistica" generale per la tutela e la valorizzazione della lingua italiana, potrebbe essere il punto di partenza di una discussione pubblica alla quale il mondo della cultura e quello politico non possono sottrarsi se davvero si vuole garantire al nostro Paese un futuro all'altezza del suo passato.
*Europarlamentare e direttore di “Ideazione"


L’italiano sfida la Babele d’Europa
di PIETRO M. TRIVELLI


Il Messaggero, Martedì 10 Settembre 2002
DOPO l’euro, la vecchia liretta si fa ancora rimpiangere. Ma andrà forse peggio per la lingua italiana, che rischia di essere cancellata dai documenti ufficiali dell’Unione europea, se prendesse corpo l’ipotesi di limitare a quattro lingue (inglese, francese, tedesco e spagnolo) l’elaborazione delle “pratiche" scritte e sottoscritte a Bruxelles. Una misura del genere sarebbe necessaria nell’impossibilità di poter mantenere valide tutte le altre lingue europee, non solamente quelle degli undici paesi che fanno già parte dell’Unione, ma anche degli altri dieci che vi stanno per entrare: una nuova "Babele". Che, a modo suo, aveva già risolto Carlo V quando si vantava di parlare spagnolo con Dio, francese con gli uomini, italiano con le donne e tedesco col cavallo. L’inglese non lo masticava.
E’ di ieri la notizia che a Bruxelles sono state avviate le procedure per assicurare entro il 2004 (anno in cui è previsto l’ampliamento dell’Ue) la pubblicazione di tutti i documenti che compongono la “base" normativa dell’Unione. Si tratta, più o meno, di oltre 700.000 pagine di legislazione comunitaria (la cui traduzione e archiviazione comporterà, tra l’altro, una spesa di 50 milioni di euro, con l’assunzione di un centinaio di interpreti).
Come uscire dalla “Babele d’Europa"? E perché a scapito dell’italiano, parlato dal doppio degli europei che si esprimono anche in spagnolo? Fin dal 1983 si era proposto d’istituire il Consiglio superiore della Lingua (per iniziativa di Giacomo Devoto, come ricorda il dossier che Ideazione dedica alla "Difesa dell’Italiano"), prima che l’iniziativa si concretasse nel disegno di legge al Senato (il 21 dicembre 2001). E c’era stato anche il sostegno dell’Accademia della Crusca, per interessamento dell’allora presidente Giovanni Nencioni.
Basterà una proposta di legge nazionale per difendere concretamente la lingua italiana in Europa? «Dovrà certo tenerne conto l’organismo comunitario costituito a giugno di quest’anno: la Federazione europea delle istituzioni di promozione delle lingue nazionali», risponde il professor Francesco Sabatini, cattedra di storia della lingua italiana alla Sapienza, subentrato a Nencioni nella presidenza della "Crusca" (nata a Firenze nel 1583, per merito di una brigata di allegri letterati che si chiamavano "Crusconi", e che pubblicò nel 1612 il primo vocabolario, imitato in tutta Europa, dopo che l’italiano si era imposto come prima lingua volgare con dginità letteraria). Quale compito si è data questa specie di “Crusca europea"? «Entro ottobre - siega Sabatini - sarà presentato ai capi di Stato e di governo europei un promemoria che indica una politica linguistica nettamente diversa da quella di seguire criteri gerarchici; ad esempio per importanza di diffusione. Si tratta, insomma, di non privilegiare alcune lingue piuttosto di altre, ma di porle sullo stesso piano, anche per favorirne l’insegnamento». Come si attuerà tale proposito? «Stabilito che nelle scuole europee si dovranno insegnare obbligatoriamente due lingue - risponde ancora il presidente della “Crusca" - se la prima dev’essere l’inglese, la seconda sarà a scelta, senza preventive indicazioni, ma tenendo conto delle convenienze territoriali e delle incidenze commerciali oltre che culturali. In questo modo si manterrà il plurilinguismo, mentre sarebbe una scelta sbagliata fissare quattro lingue ufficiali: una simile decisione si rivelerebbe più dannosa della scelta di una sola lingua ufficiale o "di lavoro" (l’inglese), a svantaggio della pluralità di idiomi, alcuni dei quali rischierebbero l’estinzione all’interno dell’Unione».
In questo contesto, come si colloca l’italiano nella "Babele d’Europa"? «La nostra lingua mantiene posizioni importanti, e deve farle valere. Perciò la proposta di un Consiglio superiore, per promuovere una “politica linguistica", è già allo studio dell’Asli (Associazione di storia della lingua italiana) allo scopo di seguirne l’iter parlamentare, d’intesa con i proponenti, anche per indicare e suggerire eventuali modifiche e miglioramenti. Si tratta - conclude il professor Sabatini - di un punto di partenza molto importante».
Come se la caverà, dunque, l’idioma di padre Dante a confronto con vecchie e nuove lingue europee? Che meriti di essere difeso pure come diffusione, lo confermano i dati del ministero degli Esteri. Per citarne solo uno, è cresciuta di quasi il 40 per cento la domanda di apprendimento di italiano nel mondo, al quarto posto come numero di studenti iscritti ai corsi organizzati dai nostri istituti di cultura. Risulta da un’indagine che la Direzione generale per la promozione e la cooperazione culturale degli Esteri ha affidato all’università la Sapienza, sotto la guida del linguista Tullio De Mauro. Il quale così commenta: «Sviluppo economico e globalizzazione, anziché appiattirsi su una lingua veicolare, come l’inglese, risvegliano lingue e culture diverse, rafforzando identità nazionali e locali».
Anche se non è più il tempo in cui gli inglesi alla Byron e i francesi alla Stendhal non potevano fare a meno dell’italiano, scendendo a bearsi del Bel Paese. Il tedesco Goethe c’era già stato. «Per civil conversazione», come diceva Leopardi.


IIC Copenaghen - Agenzia del 10/09/02

CINEMA – FOTOGRAFIA E LETTERATURA
TUTTO ALL’INSEGNA DEL FASCINO ITALIANO NELLA DANESE COPENAGHEN


COPENAGHEN\ aise\ - Nel prossimo trimestre a Copenaghen si avranno due ampie rassegne del nuovo cinema italiano. Nelle sale cinematografiche di Gloria e di Cinemateket verranno presentati ben 17 film diretti e realizzati negli ultimi due anni da giovani autori, alcuni dei quali hanno già riscosso un notevole successo in Italia. Fra questi L'Ultimo Bacio di Gabriele Muccino che il 27 settembre aprirà la prima rassegna al cinema Gloria narrando al pubblico, con un pizzico d'ironia, i problemi generazionali dei trentenni italiani, le loro insicurezze e le immaturità nel matrimonio, nel rapporto con i figli e in generale nella vita. Questa rassegna, che si concluderà il 10 ottobre, vedrà la proiezione di 11 film il cui calendario potrà essere rintracciato in quel mese consultando il sito Web: http://www.gloria.dk/. Fra i film proposti vi saranno: L'ultimo bacio (2001, Gabriele Muccino); Il giorno dell'amore e dell'odio (2001, Claver Salizzato); Il Consiglio d'Egitto (2001, Emidio Greco); Hijos-Figli (2002, Marco Bechis); Banchieri di Dio (2002, Giuseppe Ferrara); Tutta la conoscenza del mondo (2001, Eros Puglielli); Luce dei miei occhi (2002,Giuseppe Piccioni); Fate ignoranti (2000, Ferzan Ozpetek).
Giovedì, 12 settembre, invece, toccherà ad un libro ed una mostra Immagini Poetiche della Costa Salernitana. Verrà infatti presentato il volume di fotografie "Bjerget ved Golfo di Salerno" di Janne Klerk ed a seguire inaugurata la mostra contenente 20 grandi foto tratte dal libro. All'appuntamento sarà presente l'autrice del volume.
Paesaggi d'autunno ora dolcissimi, ora drammatici e intensi di costa, di monti, di paesi antichi e pieni di poesia: queste le immagini scattate da Janne Klerk, affascinata dalla bellezza dei territori di Amalfi, Positano, Vietri e pubblicate dalla casa editrice Rhodos nel volume.
Il 24 settembre sarà la volta di una conferenza, tenuta dal Prof. Jørgen Stender Clausen. Presso l’IIC di Copenaghen alle 19.30 si parlerà di Georg Brandes e del suo rapporto con l’Italia.
Il grande scrittore e critico letterario danese vissuto a cavallo fra l'800 e il 900, Georg Brandes, è ancora oggi estremamente interessante e attuale nelle sue analisi e nelle sue riflessioni sull'Italia e sull'Europa. Alcune delle sue opere sono state tradotte in italiano e pubblicate di recente, come il secondo volume della corrispondenza avuta da Brandes con intellettuali, amici e familiari, nel corso di un suo lungo soggiorno in Italia (Edizioni ETS). Sono lettere tradotte e curate dal relatore della conferenza, Jørgen Stender Clausen, professore associato di lingue e letterature nordiche presso il dipartimento di linguistica dell'Università di Pisa, e direttore della rivista "Studi Nordici", nonché della collana "Biblioteca Scandinava di studi, ricerche e testi". (aise)

IIC Toronto - Agenzia del 10/09/02

ARTE- CINEMA E TEATRO GLI EVENTI ORGANIZZATI DALL’IIC DI TORONTO

TORONTO\ aise\ - E’ stata inaugurata nei giorni scorsi e resterà aperta al pubblico fino al 15 ottobre, nella Galleria dell’IIC di Toronto, un’interessante mostra, Vettor Pisani: Notte Senza Scale.
L'attività di Vettor Pisani, ricca di riferimenti alla tradizione della storia dell'arte e della cultura, è caratterizzata da richiami all'esoterismo, alla simbologia dei Rosacroce e della Massoneria pur conservando sempre un atteggiamento ironico e sarcastico, apparente anche nei disegni utilizzati per illustrare la traduzione italiana dei versi di Michael Ondaatje, pubblicata da Longo Editore, Ravenna.
Vettor Pisani, architetto, pittore e commediografo, studia a Napoli e all'età di 17 anni diviene discepolo di un maestro Rosacroce. Nel 1970 si trasferisce a Roma, dove tiene la sua prima personale e nello stesso anno riceve dalla Galleria Nazionale di Arte Moderna il Premio Pino Pascali. Sempre agli inizi degli anni Settanta, realizza alcune scenografie che evidenziano come per lui il teatro sia luogo iniziatico e metafora, dove convergono archetipi dell'immaginario collettivo unitamente a rimandi simbolici e mitologici. Nel 1972 viene invitato a partecipare a Documenta 5 e nel 1976 è presente per la prima volta alla Biennale di Venezia, dove ritornerà nel 1978, 1984, 1986, 1990 e 1993. Nel 1986 e nel 1992 partecipa alla Quadriennale di Roma e nel 1982 il Museum Folkwang di Essen gli dedica una mostra antologica, seguita da quelle organizzate a Valencia nel 1990, nel 1992 a Trento presso la Galleria Civica d'Arte Contemporanea e nel 2002 presso il Trevi Flash Art Museum.
Michael Ondaatje, uno degli scrittori canadesi più noti a livello internazionale, è stato invitato a presenziare l'apertura della mostra, organizzata sotto gli auspici del Console Generale d'Italia a Toronto, in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura di Chicago che la ospiterà a partire dal novembre prossimo.
Michael Ondaatje ha ricevuto vari riconoscimenti ufficiali, tra i quali per quattro volte il Governor General Award e uno dei suoi romanzi, Il paziente inglese, ha ispirato un film premiato dall'Oscar. Nato nello Sri Lanka, si è trasferito prima in Inghilterra e poi dal 1962 in Canadà, a Toronto, dove attualmente vive e dove per circa venti anni è stato editore presso la Coach House Press. Tra le sue opere tradotte in italiano: Nella pelle del leone, Il paziente inglese, Aria di famiglia e Lo Spettro di Anil.
Proseguirà, invece, fino al prossimo sabato 14 settembre Toronto International Film Festival il festival cinematografico di Toronto, giunto alla sua XXVII edizione. Anche quest’anno sono presenti una nutrita serie di pellicole italiane, tra cui figurano alcuni dei principali nomi dell'attuale produzione cinematografica nel nostro paese. E' stata confermata la proiezione di: Angela di Roberta Torre; Benzina di Monica Stambrini; Cuore Napoletano di Paolo Santoni; Respiro di Emanuele Crialese; Un Mondo D'amore di Aurelio Grimaldi; L'ora di Religione di Marco Bellocchio.
Tra le co-produzioni ci saranno invece: Between Strangers di Edoardo Ponti; Kedma di Amos Gitai; Lucky Day di Sandra Gugliotta; Nothing More di Juan Carlos Cremata; Le Peuple Migrateur di Jacques Perrin; The Three Marias di Aluizio Abranches; Fuehrer Ex di Winifred Bonengel.
Grazie anche alla collaborazione dell'Istituto per il Commercio Estero, quest'anno si prevede, come già avvenuto nelle precedenti due edizioni, la presenza di produttori italiani. Saranno ospiti del Forum: Pierfrancesco Aiello (PFA), Veronica Bilbao (CARO FILM), Marco Chimens (CATTLEYA), Gianluca Curti (GRUPPO MINERVA INT.) e Giovanna Masobello (GRUPPO ALCUNI). Coordina l'evento l'Agenzia Italia-Cinema.
E’ partito lunedì 9 settembre e continuerà fino al 27 ottobre, presso l’University College Drama Program, un Seminario di Recitazione. In collaborazione con lo University College Drama Program, l'Istituto di Cultura offre, così, un laboratorio di recitazione mirato alla messa in scena in inglese della famosa commedia di Goldoni Arlecchino, servo di due padroni. Il regista italiano Adalberto Rosseti, fondatore e direttore di Compagnia Italia, terrà il seminario per gli studenti del quarto anno di corso, che potranno così sperimentare il "fare teatro all'italiana", indossando costumi italiani, alcuni dei quali ricavati dalla tappezzeria rimossa dalla Cappella Sistina al momento del suo restauro. Il cast prevede otto personaggi maschili e tre femminili; poiché al seminario parteciperanno otto studentesse e tre studenti, il laboratorio li vedrà... scambiarsi i ruoli, in un efficacissimo "gioco teatrale"!
Lo spettacolo che conclude il seminario sarà presentato dal 23 al 27 ottobre presso il teatro della Helen Gardiner Phelan Playhouse. (aise)

IIC Bruxelles - Agenzia del 10/09/02

TEATRO GESTUALE-CINEMA E CONFERENZE GLI EVENTI ORGANIZZATI

BRUXELLES\ aise\ - Sempre raffinati e colti gli appuntamenti culturali dell’IIC di Bruxelles. E’ per martedì 10 e venerdì 13 settembre, alle 18.30, nella sala piccola del Centro Culturale J. Franck, l’appuntamento con un originale spettacolo di teatro gestuale Brocoli Bleu, con Blenda Giacco e Natacha Romanovsky.
Mentre organizzati in collaborazione tra l’IIC, Sintesi Europa e Italia Cinema sono gli appuntamenti settimanali con il cinema italiano nella sede dell’Istituto.
Il primo incontro in calendario è per martedì 17 settembre, ore 20.00 e la proiezione del film Il Postino (1994) di Michael Radford e Massimo Troisi, con Massimo Troisi, Philippe Noiret, Maria Grazia Cucinotta, che vinse l’Oscar per le musiche a Luis Bacalov.
Giovedì 19 settembre, sempre alle 20.00, toccherà a L'uomo In Piu' di Paolo Sorrentino, con Toni Servillo, Andrea Renzi, Nello Mascia, Ninnì Bruschetta. Questo film è stato vincitore del Prix de la meilleure interprétation à Tony Servillo Annecy 2001 - Prix de la jeune critique Buenos Aires International Film Festival 200; Migliore Film e Migliore Attore (Tony Servillo) al Festival Nuovo Sacher di Nanni Moretti Roma 2002.
Mentre nell’ambito del progetto Pensare l'Europa, realizzato congiuntamente da C.I.C.E.B. /Consociatio Institutorum Culturalium Europaeorum inter Belgas (Alliance Française, British Council, Det Danske Kulturinstitut, Goethe-Institut,Istituto Cervantes, Istituto Italiano di Cultura, Suomen-instituutti) & Collegio d'Europa a BRUGES, giovedì 19 e venerdì 20 settembre si terranno, presso la sede del Goethe Institut due conferenze sul tema L'Islam en Europe: Intégration? Diversité? Ou... ?
Interverrà, fra gli altri, alla tavola rotonda sul tema: "Quali sono le prospettive future?", il Prof. Marco MARTINIELLO, sociologo e politologo, direttore di ricerca presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Liegi. (aise)


IIC New York - Agenzia del 09/09/02

Is. it. cultura: in mostra a New York 'i sogni dopo l'11 settembre'

New York, 9 set. (Adnkronos) - "New Yorker". E' questo il titolo della mostra che si inaugura oggi presso l'istituto italiano di cultura di Manhattan a New York.
Nella mostra realizzata da Benetton e dall'istituto italiano di cultura, è rappresentata una galleria di volti di persone -'visions of hope'- provenienti da tutto il mondo ai quali è stato chiesto di esprimere a occhi chiusi un desiderio per il dopo 11 settembre.
La mostra si concluderà il prossimo 21 settembre.


IIC Bruxelles - Agenzia del 06/09/02

POESIA: BRUGES 2002-GENOVA 2004, PRESENTATO FESTIVAL

(ANSA) - BRUGES (BELGIO), 6 SET - Un ponte ideale e' stato
lanciato oggi dal medievale Palazzo della Provincia di BRUGES
tra due antiche citta' di mare: BRUGES e Genova, unite dal
''filo rosso'' della cultura.
Nella capitale europea della cultura per il 2002 l' assessore
alla Promozione del Comune di Genova, Anna Castellano, ha
presentato le grandi linee del programma ''Genova 2004'', quando
alla citta' marinara italiana tocchera' il compito di portare il
vessillo, insieme alla francese Lilla come capitale europea
della cultura. Ma gia' da ora Genova da' il suo contributo all'
iniziativa della provincia delle Fiandre occidentali e dell'
Istituto Italiano di Cultura a Bruxelles
per l' organizzazione
del Festival internazionale della poesia (25-29 settembre)
''Bruggepoesie 2002'', cui interverranno poeti provenienti da
tutto il mondo.
E' stato il poeta genovese Claudio Pozzani, gia' da otto anni
organizzatore del Festival della poesia di Genova, a illustrare
l' idea alla base di questa manifestazione. Ad aprire le danze
e' stata una poesia di Pozzani, letta dall' autore in italiano e
tradotta in neerlandese dal poeta fiammingo Jozef Deleu,
intitolata ''Danzo''. ''Danzo la danza delle idee geniali /
sperando che tu mi dica qualcosa di nuovo''. Deleu ha poi letto
la sua ''Partire'' tradotta in sette lingue per l' occasione:
''Lascia la casa senza guardarti indietro. Non dire addio''.
E cosi' via in un avvicendarsi di francese, italiano e
fiammingo per un assaggio di quella che sara' questa maratona
poetica di fine settembre, dove interverranno una trentina di
autori provenienti da paesi europei, da quelli del Mediterraneo
e dall' Est europeo. Questi poeti esporranno le loro creazioni
cercando di suscitare l' interesse di un pubblico cosmopolita
per questa forma di arte che, come la musica, puo' fare appello
alla sensibilita' della gente pur parlando lingue diverse.
Su questa ''diversita''' si e' soffermata la direttrice dell'
Istituto Italiano di Cultura, Sira Miori, che ha voluto
sottolineare come ''queste iniziative si propongono di
valorizzare le diversita' culturali e le caratteristiche comuni
delle espressioni dei popoli dell' Europa'', al fine di
migliorare la conoscenza reciproca dei Paesi dell' Unione. Da
questo dovrebbe scaturire un dialogo interculturale che e'
condizione essenziale per sviluppare una cultura della pace.
Dopotutto, ha ricordato Miori, ''l' Europa della cultura ha
qualche secolo di anticipo sull' Europa dell' economia''.
L' assessore Anna Castellano, a nome del sindaco Giuseppe
Pericu, si e' quindi detta lieta di ''rinnovare l' antico legame
esistente tra Genova e BRUGES'', che non e' solo di natura
mercantile, come testimonia l' esistenza qui della medievale
''Casa di Genova'', ma anche e soprattutto artistico. Il
Festival di poesia si inquadra in questa tradizione nel
tentativo di avvicinare la popolazione, come gia' avviene a
Genova da otto anni, a questa forma di arte. Castellano ha poi
anticipato le linee direttrici del programma di ''Genova 2004'',
sottolineando tra l' altro la collaborazione che Genova avra'
con l' altra citta' capitale europea della cultura nel 2004,
Lilla, per manifestazioni comuni tra cui una grande esposizione
di opere di Rubens, di cui sono ricche le collezioni delle
grandi famiglie storiche genovesi. (ANSA).


Data inserimento in rete: lunedì, settembre 09, 2002
Ma la Farnesina sborsa ogni anno 400mila euro
di FEDERICA GHERA

Il Tempo, 9 settembre 2002
«GLI SCRITTORI italiani e le traduzioni all’estero», questo il titolo del dibattito tenutosi a Compiano nell’àmbito della manifestazione del Premio letterario del P.E.N. Club Italiano. Al centro dell’incontro è stato l’ambasciatore Francesco Aloisi de Larderel, Direttore generale per la promozione e la cooperazione culturale del Ministero degli Esteri, che ha rese note cifre e modalità di selezione dei titoli che hanno ricevuto sovvenzioni per la traduzione negli ultimi cinque anni.
Non mancano sorprese e curiosità. Gli stanziamenti annuali del Ministero ammontano ad una somma di circa quattrocentomila euro, destinate ad un centinaio di traduzioni approvate da un’apposita commissione, costituita da professori di Letteratura e Lingua italiana. Un ruolo importante nella selezione la svolgono i novantatrè Istituti di Cultura italiana all’estero che vagliano, in piena autonomia, le candidature delle case editrici interessate (italiane e straniere), e le presentano al Ministero.
Tra i libri sostenuti figurano in prevalenza romanzi e raccolte di poesie, classici e contemporanei, pochi saggi e quasi nessun testo di divulgazione scientifica. De Larderel assicura che le scelte della commissione sono guidate da precisi criteri: equilibrio tra letteratura classica e contemporanea, affidabilità degli editori e traduttori, nonché scrupoloso studio dei piani editoriali in cui sono inserite le opere in questione. «Cerchiamo di privilegiare i Paesi la cui lingua abbia una maggiore diffusione. Certamente l’Albania, con 31 opere italiane tradotte non si può annoverare nella categoria suddetta, ma il dato è giustificato dal sostegno che il Paese ha chiesto per la divulgazione della lingua italiana». Numerose, inoltre, le opere tradotte non solo nei paesi europei, ma anche nella lontana Cina e nei Paesi di lingua araba.
Ecco alcune delle traduzioni dell’ultimo anno. In America, «Frasi e incisi di un canto salutare» di Mario Luzi; in Argentina, «Storia della Letteratura italiana» di Asor Rosa; in Brasile, i romanzi di Sciascia, Pasolini e Morante; in Grecia, Calvino, Moravia, Ammaniti oltre la «Divina Commedia»; in Giappone, «La cultura del Rinascimento» di Eugenio Garin; in Romania, «Il soggetto e la maschera» di Gianni Vattimo e «I dialoghi filosofici» di Giordano Bruno; in Russia, «Stanze» di Poliziano e «La Gerusalemme liberata» di Tasso.
Viaggio in un «mestiere» che comprende raffinati letterati ed esperti di scienza e di tecnica

Tradurre In Italia un’arte sottocosto
di FULVIO STINCHELLI

Il Tempo, 9 settembre 2002
SU QUESTE stesse colonne, non molti giorni fa, Ruggero Guarini evocava un suo ipotetico «studente indigente attratto dalle poche lire che gli editori, soprattutto quelli più esigenti e raffinati, offrono abitualmente ai traduttori».
Verissimo quel che dice Guarini, che così tocca con la franchezza e l'acume suoi propri, un punctum dolens di una certa precarietà settoriale italiana.
Concordo perché conosco bene, loro e le loro pene, alcuni giovani operatori del settore impegnati a mettere insieme il pranzo con la cena sfornando traduzioni (di libri e anche di copioni) a getto continuo.
È grazie alle loro confidenze che mi sono fatto la seguente idea. Gli italiani sono i meno pagati fra i traduttori europei (degli americani non vi sto a dire). I nostri «prezzi di mercato» sono deprimenti, addirittura vili.
Ultimamente poi, con l'adozione della moneta unica, la situazione da tragica che era si è fatta grottesca. Basti pensare che a un'agenzia italiana, usa a valersi di traduttori italiani, quindi a prezzi italiani, la Comunità Europea smista da Bruxelles quasi tutto il materiale da trasferire non solo nella nostra lingua (sarebbe ancora comprensibile), ma soprattutto in inglese e tedesco. Questo - è ovvio - perché il prezzo di tale lavoro intellettuale è da noi enormemente «conveniente».
Possiamo affermare, senza tema di esagerazioni, che una traduzione made in Italy costa la metà di quanto costerebbe altrove, nei paesi culturalmente evoluti.
Tale tendenza viene confermata dall'atteggiamento ormai consueto a taluni editori esteri del settore tecnico che per qualsiasi opera venga loro proposta, esigono che sia presentata nella lingua di destinazione. Vale a dire in francese se per la Francia, in tedesco se per la Germania e via dicendo.
Una giovane studiosa di mia conoscenza che ha di recente trasmesso a una rivista scientifica statunitense il testo tradotto di un lungo saggio di un filosofo italiano, si sfoga così: «Un lavoro interessante, indubbiamente, ma troppa fatica per pochi soldi. Non so fin quando potrò continuare. D'altro canto, primum panem deinde philosophari come diceva Hobbes».
Ma scendiamo ai piani inferiori, dove troviamo, senza scoprire niente di nuovo, che un idraulico chiamato per un quarto d'ora di lavoro, non un secondo di più, ha chiesto ed ottenuto duecento euro tondi. «Per la stessa cifra - osserva la traduttrice di nostra conoscenza - io devo lavorare due giorni».
A questo punto, con l'indignazione mi assalgono i ricordi.
Venticinque anni fa, nell'imminenza delle Olimpiadi di Montreal, conobbi un industriale allora debuttante della provincia di Treviso, Roberto Danieli. All'epoca fabbricava solo scarpe da calcio, ma puntava a espandersi in altri settori dell'abbigliamento.
L'industriale ritenne di dover soggiungere: «Stiamo aprendo stabilimenti in Corea, Taiwan, Hong Kong. Sa, laggiù la mano d'opera costa niente». La sua impresa già si chiamava Diadora ed è oggi famosa nel mondo. Ma non è stata la sola, tutte le altre ditte europee hanno battuto la stessa lucrosa strada.
Una cosa -è vero - sono le scarpe e i palloni da calcio, altra il lavoro intellettuale che presiede alle traduzioni.
Lo sfruttamento del lavoro umano, però, è lo stesso. Come dire - e non sembri troppo facile - che in fatto di cultura oggi l'Italia dei traduttori vale la Corea o l'India dei cucitori di palloni.
Sui quali però tutto il mondo politically correct si straccia le vesti. Sui traduttori italiani...


Giornale del Popolo
Edizione del 09/09/2002

Arti Lettere Spettacoli

Il P.E.N. Club italiano premia il poeta veneto Andrea Zanzotto
Andrea Zanzotto ha vinto la dodicesima edizione del Premio letterario P.E.N. Club Italiano. Il suo libro «Sovrimpressioni», edito da Mondadori, ha ottenuto 379 voti seguito da Isabella Bossi Fedrigotti (con 329 voti), Laura Pariani (320 voti), Iolanda Insana (283 voti), Margaret Mazzantini (264 voti).
Un grandissimo poeta è stato scelto dagli scrittori soci del P.E.N. Club della vicina penisola come l'autore più rappresentativo di quest'annata letteraria. Purtroppo Zanzotto, a causa delle precarie condizioni di salute, non è potuto intervenire allo spoglio delle schede, ma è stato salutato da un caloroso e affettuoso applauso del pubblico presente ed è stato ricordato con parole commosse dal neopresidente del sodalizio, Lucio Lami.
Come ogni anno il P.E.N. italiano, che è parte integrante di una rete associativa internazionale con «filiali» in tutti i paesi del mondo, ha radunato a Compiano (borgo medievale in provincia di Parma) decine di scrittori anche stranieri, fra i quali Miklòs Hubay, presidente onorario del P.E.N. Club dell'Ungheria, Hanan Awwad, presidente del P.E.N. della Palestina, Franca Tiberto e Emanuele Bettini rispettivamente presidente e vicepresidente del P.E.N. Club della Svizzera italiana, Philippe Pujas, segretario generale del P.E.N. Francia, Igor Skamperle, del P.E.N. sloveno e infine Egidius Aebli delegato del P.E.N. svizzero. Proprio perché il P.E.N. è un sodalizio che si batte per la libertà degli scrittori soprattutto per quelli che vengono imprigionati per i cosiddetti delitti d'opinione.
Nel corso della manifestazione è stato assegnato anche il Premio «Gianfranco Fedrigoni» per le opere di pregio editoriale a Franco Maria Ricci, all'Ufficio Stampa di Ravenna Festival 2001 e alle Grafiche Morandi di Fusignano per il catalogo delle manifestazioni e alla Silvana Editoriale per i Promessi Sposi con le illustrazioni di Francesco Gonin.
Nel corso del Premio è stato festeggiato Bruno Grassi, il «pittore degli angeli» che ha esposto le sue tele nel Municipio di Compiano.
La manifestazione è stata inaugurata con un concerto del pianista Michele Montemurro. Durante la cena di gala nei saloni del Castello, restaurati di recente, Lucio Lami, neopresidente del P.E.N. Club italiano, ha illustrato il progetto per la trasformazione del premio italiano in premio europeo che consentirebbe ai circa tremila scrittori iscritti ai P.E.N. dell'Unione europea di scegliere annualmente «l'autore dell'anno» in seno alla Comunità.