venerdì, giugno 25, 2004

Big In Japan

Japan - 24/06/2004
Sloweb - Notiziario on-line di Slow Food
A press conference was held at the Foreign Correspondents’ Club of Japan in Tokyo on Wednesday June 23 to present the Salone del Gusto 2004 and Terra Madre, organized by Slow Food and the Piedmont Regional Authority. 50 journalists from leading Japanese and international newspapers and periodicals attended.

The conference was introduced by Alberto Di Mauro, director of the Italian Cultural Institute in Tokyo, who stressed how Japan is an ideal place for the growth of the Slow Food philosophy and the protection of ‘typical’ local produce.

Speeches were also made by the Piedmont Regional Authority spokesman for crafts, Giovanni Carlo Laratore, the representative of the Slow Food International President’s Committee, Giacomo Mojoli, and the representative of the Slow Food Japan national steering committee, Hirotoshi Wako.

In his intervention, Giacomo Mojoli stressed the international character of events such as the Salone del Gusto and Terra Madre: "We are holding a press conference in Tokyo here today, but just a few hours ago, in New York, our president Carlo Petrini was speaking about the same topics to the American press. Terra Madre and the Salone del Gusto convey a strong message: namely that agriculture is a fundamental back-up for the economy of every country. In Turin for producers from all over the world will meet to exchange experiences and find out about new products”.

Last but not least, Hirotoshi Wako and Masayoshi Ishida outlined how Japan will be present in numbers at the two events in Turin. At the end of the conference, journalists were treated to a tasting of Japanese Tankaku beef from the prefecture of Iwate, accompanied by Barolo di Fontanafredda. The community of Tankaku cow breeders will be one of the numerous Japanese delegations at Terra Madre.

Falso cd della Farnesina, scoperta truffa online

Sito web oscurato dai Carabinieri di Roma
Il gestore millantava la sponsorizzazione della Farnesina e dell'Ue. Il Cd spiegava come usufruire dei fondi comunitari

Corriere della Sera, 24 giugno 2004
ROMA - Aveva costellato il suo sito di simboli della Repubblica italiana e dell'Ue e vi vendeva prodotti multimediali con false sponsorizzazioni del Ministero degli Esteri. Una truffa milionaria, che i Carabinieri di Roma hanno scoperto dopo la segnalazione di un quotidiano nazionale, un'interpellanza parlamentare e una denuncia della Farnesina.

IL «FALSO» FRATTINI - Il Nucleo operativo del Comando provinciale di Roma, su disposizione del Gip del Tribunale di Roma, ha oscurato il sito www.opps.it e ha appurato che, attribuendo la frase «I soldi ci sono. Basta chiederli!!!» ad una presunta lettera agli italiani del Ministro degli Esteri Franco Frattini, i truffatori invitavano gli utenti ad acquistare il cd rom «L'Europa per le Imprese e gli Enti Locali», in cui si spiegava a imprenditori e imprese come usufruire dei fondi dell'Unione Europea. Il costo di ogni Cd? Ben 78 euro, che con le spese arrivavano a 150.

MINISTERO ALL'OSCURO - La truffa era ben studiata. I toni che accompagnavano la presunta lettera del Ministro erano «più che ufficiali», spiega il maggiore Giovanni Arcangioli. Il Ministero degli Esteri era ovviamente all'oscuro del tutto. Il gestore del sito, un quarantenne milanese, aveva inizialmente provveduto, dopo la denuncia della stampa, ad «ammorbidire» le sponsorizzazioni. Ma non è bastato. Dovrà adesso rispondere di reati che vanno dalla truffa aggravata all'uso illegittimo di sigilli destinati a pubblica autenticazione.

giovedì, giugno 24, 2004

Dante, promuovere l'italiano a Tirana

(9colonne) 24 giugno 2004 TIRANA - Il Segretario Generale della Società Dante Alighieri, Alessandro Masi, si è recato lunedì 21 giugno a Tirana per discutere con le autorità locali circa la costituzione di un Comitato della "Dante" nella capitale albanese. Masi ha incontrato dapprima l'Ambasciatore d'Italia, Attilio Massimo Iannucci, per stabilire le linee complessive del piano d'azione e poi il ministro dell'Educazione e della Scienza quale autorità ministeriale preposta al funzionamento dei corsi di lingua che costituirebbero l'attività fondamentale del futuro Comitato. In seguito appuntamento con il direttore dell'Istituto Italiano di Cultura, Attilio De Gasperis, che ha fornito utili informazioni sullo stato dell'insegnamento dell'italiano in Albania al fine di stipulare un'apposita convenzione per la certificazione della lingua italiana "PLIDA" (Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri). In relazione all'impegno istituzionale italiano nel campo dell'insegnamento della lingua, Masi ha ascoltato sia il dirigente scolastico Sabatini, sia il direttore del Dipartimento di Italianistica dell'Università di Tirana, Klodeta Dibra, da cui proverranno in prevalenza gli insegnanti adibiti a tenere i futuri corsi di lingua della nuova “Dante“.

Cultura: l'Universita' Ca' Foscari forma gli italiani nel mondo

Venezia, 24 giu. (Adnkronos) - Il dipartimento di filosofia e teoria delle scienze dell’universita’ Ca’ Foscari di Venezia, ha dato vita, in collaborazione con la SSIS (Scuola Interateneo di Specializzazione degli insegnanti secondari del Veneto) a “Universita’ italiana”, un laboratorio di ricerca, formazione e sviluppo di progetti nell'area delle scienze formative, sociali e della comunicazione.
Il laboratorio e’ rivolto a tutti i docenti, di ogni paese che insegnano italiano e a tutti coloro in qualsiasi modo interessati a conoscere al cultura e la lingua italiana. Lo scopo di quest’ iniziativa e’ l’implementazione di azioni formative per tutti gli italiani residenti all’estero e per gli stranieri che amano le nostre tradizioni.
Gli interlocutori di Universita’ Italia sono: universita’, enti ed istituzioni che intendono collaborare alla sperimentazione di curricoli formativi nazionali ed extra-nazionali in Europa e nel resto del mondo; docenti e tutor in presenza e on line, impegnati nello sviluppo e nella erogazione delle attivita’ formative; docenti di ogni ordine e grado che insegnano agli italiani; professionisti e lavoratori italiani residenti nei Paesi dell'UE, e nel resto del mondo; adulti non italiani ma che insegnano agli italiani, che vogliono migliorare la cultura italiana; comunita’ italiane nel mondo; istituzioni sociali e politiche particolarmente attente alla cultura italiana nel mondo.
L’obiettivo insomma e’ di raggiungere e dialogare con tutti: giovani, studenti, lavoratori, professionisti e anziani per offrire loro processi di formazione assistita, per incentivare la creazione di comunità formative, per fare da collegamento tra le prospettive di speranza e di cultura e i disagi formativi culturali e sociali.

martedì, giugno 22, 2004

DANIMARCA: CONVEGNO DI ITALIANISTICA CON IL SOSTEGNO DELL'ISTITUTO DI CULTURA

(ANSA) - COPENAGHEN, 22 GIU - ''Lingua, cultura,intercultura:
l'italiano e le altre lingue'': questo e' il titolo di un importante
convegno internazionale di cinque giorniche che si e' aperto oggi a
Copenaghen, presso la Copenhagen Business School. Il convegno rientra
nell'ambito delle attivita' volte al sostegno della ricerca
filologico-linguistica sull'italiano promosse dalla SILFI, la Società
Internazionale di Linguistica e Filologia Italiana. Come e' nello
spirito di questa prestigiosa organizzazione,il convegno vede la
partecipazione di studiosi italiani e italianisti provenienti da vari
paesi del mondo. Fra i 120 partecipanti, oltre a rappresentanti
dell'italianistica europea ci sono infatti ricercatori americani,
australiani, cinesi,ghanesi e israeliani. Con il supporto di un
comitato scientifico che conta nomi di affermati studiosi, e sotto
l'attuale presidenza del Professor Iørn Korzen, ordinario di
linguistica italiana presso la Facolta' di Lingua, Comunicazione e
Cultura della CopenhagenBusiness School, il convegno si preoccuperà
di approfondire la complessa relazione fra lingua e cultura in
un'ottica contrastiva, naturalmente avendo sempre come sfondo e punto
di riferimento la situazione linguistica e culturale italiana. Numerosi
e differenti per approccio e temi d'indagine, sono i contributi che si
susseguiranno nel corso delle cinque giornate del convegno. Gli
interventi spaziano da problematiche relative al rapporto fra
tipologia linguistica e tipologia culturale, a studi incentrati sulla
relazione fra struttura testuale e struttura contestuale. Verranno
presentati studi di carattere comparativo sia sul piano filologico che
linguistico ed analisi ruotanti intorno al rapporto fra lingua e
potere e agli influssi translinguistici. Ad essi si affiancheranno,
inoltre, contributi relativi a tematiche legate alla traduzione, al
confronto fra linguaggi settoriali e all'apprendimento dell'italiano
come lingua straniera. I lavori si sono aperti con i saluti del
Prorettore della Copenhagen Business School, Bente Kristensen; del
Decano della Facoltà di Lingua, Comunicazione e Cultura, Ole Helmersen
e dell'Ambasciatore d'Italia, Roberto Di Leo. La citta' di Copenaghen
ha inteso esprimere il proprio benvenuto mediante un ricevimento
presso il municipio, mentre sostegno e ospitalita' sono stati offerti
dalle due istituzioni che rappresentano l'Italia in Danimarca.
L'Ambasciatore d'Italia, infatti, ricevera' nella sua residenza i
convegnisti, per un rinfresco al termine della seconda giornata dei
lavori, mentre l'Istituto Italiano di Cultura diretto da Angela
Trezza, ospiterà i partecipanti nel giorno di chiusura per i
lavori finali e per l'Assemblea Generale
.

VIAGGIO IN ITALIA/CONCORSO PER STUDENTI UNIVERSITARI STRANIERI IN OCCASIONE DELLA IV SETTIMANA DELLA LINGUA ITALIANA NEL MONDO

ROMA\aise\21 giugno 2004 - In occasione della IV edizione della Settimana della Lingua Italiana nel mondo il Ministero degli Affari Esteri Italiano ha bandito un concorso per studenti universitari stranieri che nel mondo studiano l'italiano. Si tratta di comporre un elaborato (con tematiche e modalità ben spiegate nel bando), all'interno di ogni sede universitaria si istituisce una commissione che sceglie il lavoro migliore e lo spedisce a Roma. Qui una commissione nazionale sceglie i 10 lavori migliori provenienti da tutto il mondo e premia gli studenti vincitori con un soggiorno-studio di un mese in Italia (un corso estivo di lingua). Quest’anno ,la IV edizione della " Settimana della lingua italiana
nel mondo" si terra’ dal 18 al 23 ottobre 2004.
REGOLAMENTO. 1.Il regolamento prevede che l’elaborato sviluppi lo spunto fornito dal titolo e dalla traccia indicati nel punto successivo. L' elaborato dovrà essere redatto in lingua italiana, non dovrà essere di lunghezza inferiorea tre cartelle e non dovrà superare la lunghezza massima di cinque cartelledattiloscritte (circa 30 righe ciascuna). 2.L’elaborato, dal titolo " Progetto di viaggio in Italia", sarà liberamente costruito (dialogo, pensieri, calendario di viaggio, ecc. )e in esso lo studente dovrà dichiarare quali aspetti della realtà italiana, passata e/o presente, suscitano maggiormente il suo interesse e la suacuriosità, tanto da poter essere oggetto di un viaggio. Potrà essere unviaggio per conoscere luoghi storici e artistici (monumenti, opere d'arte),paesaggi naturali e ambienti di vita, ma anche sulla traccia di persone(compresi personaggi storici) e eventi, alla scoperta di stili ed abitudinidi vita oppure di attività che si svolgono nel mondo dell'arte, della musicadel cinema, nel mondo economico e della produzione, ecc.. Ogni studente,nel descrivere ciò che vorrebbe approfondire nel viaggio in Italia, dovrà indicare le motivazioni e gli interessi che hanno ispirato il suo progetto.3. Si invita il Lettore a fornire agli studenti i materiali necessari allo svolgimento dell’elaborato, a organizzare il lavoro preparatorio in classe,in modo da stimolare la riflessione sull’ argomento ed a raccogliere gli elaborati, redatti a casa da ciascuno studente, entro il 20 settembre 2004.4. Ogni testo dovrà essere accompagnato da una scheda, con i dati dello studente e del lettore.5. Presso ogni istituzione universitaria sarà costituita una commissione che selezionerà il testo migliore. Tale testo, unitamente al verbale della seduta con l' elenco di tutti gli studenti partecipanti al concorso, dovrà essere inviato entro il 4 ottobre 2004 tramite la competente Ambasciata o Consolato al Ministero degli Affari Esteri - Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale - Ufficio I, anticipando solo la prima pagina deI testo per fax al numero: 06-3691-4073. 6. Entro la stessa data del 4 ottobre 2004 il Lettore provvederà anche all’invio del testo selezionato, corredato dalla scheda con i recapiti propri dello studente, in formato digitale (programma Word per Windows) al seguente indirizzo di posta elettronica: dgpc1@esteri.it. 7. In Italia i testi verranno esaminati da una giuria di specialisti istituita presso il Ministero degli Esteri in collaborazione con l'
Accademia della Crusca.8. Gli autori dei 10 migliori elaborati riceveranno come premio una borsa di studio per un corso estivo di lingua e cultura italiana presso un istituzione universitaria italiana. 9. Gli studenti secondi classificati riceveranno in premio una piccola biblioteca di lingua, letteratura e cultura italiana. 10. I nomi dei vincitori saranno resi noti per la IV Settimana della lingua italiana. 11. Il Ministero degli Esteri si riserva il diritto di far pubblicare i testi premiati.(aise)

lunedì, giugno 21, 2004

How Italy invented glamour

by
CLAIRE SAWERS

The Scotsman, Monday, 21st June 2004
THERE’S NO question about it. All over the world - in London, Paris, New York or Rio, when a lady needs a showstopping dress to stand out from the crowd, she turns to Italian designers. France may lead in the style stakes for sophistication and classic elegance, and London wins on avant-gardism and quirky cool, but for drop-dead glamour, "made in Italy" means second to none.

Gran Sera, a collection of 60 Italian eveningwear designs from 1950-1980 at Glasgow’s Lighthouse aims to highlight the "tradition of skill, elegance and beauty" synonymous with Italian fashion. The exhibition - featuring dresses by Versace, Armani, Valentino, Pucci, Missoni, Fendi and Capucci - draws from various showstopper styles: timeless black, frilled Valentino; wild, multi-coloured 60s Pucci prints and metallic 80s Dynasty-chic Armani. Whether high-octane, maximum impact or cleanly cut, a uniform attention to detail makes each a work of art.

Stylishly sexy and always jawdroppingly well made, there is something unique in the way an Italian dress captures femininity yet oozes sensuality. When a woman slips into a designer Italian dress, she is telling the world, "I know the power of my feminine charms - and I’m not afraid to use them." At opening night in Cannes or at celeb-studded bashes in LA, when showbusiness stars step on to the red carpet on Oscar night, the crowd can be heard gasping and sighing. Chances are it’s Italian designers creating the sensation. Wearing Yves Saint Laurent says you have impeccable taste. Ralph Lauren says you can pull off effortless chic. But a Dolce and Gabbana number or a racy Roberto Cavalli says you just love the limelight.

Jennifer Lopez in her slashed-to-the-navel turquoise green floral gown? That was Versace. Mrs Beckham showing the world she’d stand by her man in a tight black corset dress? Unadulterated Dolce and Gabbana. Liz Hurley stealing the limelight in that safety-pin dress? Pure Versace once again. Italian couturebrings va-va-voom to an outfit. La Moda Italiana epitomises female beauty and sexuality, drawing the eye, hugging the curves, stopping the traffic.

Although Italy reigns undeniably supreme in modern-day designer eveningwear, it had to fight its way to the top. At the beginning of the 20th century Paris was the undisputed fashion capital. Luxurious gowns, dripping in beading and opulently intricate detail, established France as a style pioneer and home to the world’s best- dressed women. Everyone looked to the houses of Chanel, Lanvin and Patou for sartorial inspiration.

After the Wall Street Crash however, and the devastating economic repercussions that followed two world wars, Parisian design proved too expensive for most buyers and ladies looked elsewhere for custom-made couture on post-rationing budgets.

Inspired by Vivien Leigh and her make-do ballgown in Gone With the Wind fashioned from green velvet curtains, designers began improvising and looking for cheaper, innovative materials. Neopolitan shoe designer Salvatore Ferregamo made a name for himself with wedge heels and platform soles in the 40s, using unusual materials like cork and cellophane.

His avant-garde designs attracted high-profile clients of the day such as Queen Elizabeth II and Princess Margaret. Considered classic designs, and currently enjoying a noughties revival, the original creations were designed to make up for the lack of leather at the time.

ECONOMIC HARDSHIP and an oppressive political regime meant post-war Italians were hungry for escapism. Clothes were as glamorous as possible. Poverty and realism were out; fantasy and exuberance were in. Adventurous designs from Italian dressmakers eagerly competing with France coupled with streams of Hollywood stars flocking to Rome’s Cinecittà film studios, meant Italy rapidly forged itself a worldwide reputation in the 50s for creative couture.

It was the country’s connections with the silver screen - and sexy, sassy Italian women dressing-to-kill in daringly cut frocks - that really announced Italy’s arrival on the international fashion scene. All over the world, red-blooded men’s hearts were sent racing at the sight of Sophia Loren’s smouldering good looks and Gina Lollobrigida’s sensual hourglass curves. The plunging necklines and pinched waists they wore said anything but shrinking violet, and the legacy for Italian fashion loaded with sex appeal had begun.

In Rome, Milan and Florence, where café culture dominates, men have always loved watching the girls go by, and the girls love being looked at. Italian women take the sport of dressing and looking good incredibly seriously. Just as any self-respecting Gucci-loafer loving Italian man would never be caught dead in trainers. For ladies, flat shoes just don’t cut it. Good quality footwear and strong tailoring are essential for classic, elegant, typically Italian style. It’s not about being the most original or quirkiest dresser, its about doing it well, with good taste. That means sweats and casualwear are out, Sunday Best is in. Accessories are well thought out, the look is coordinated rather than eclectic and the result is polished, with attention to detail. It’s high-maintenance style, where hair and make-up are treated almost as an art form. Sophia Loren showed the world how to pull off well-groomed and be a bombshell, with her heavily coiffeured hair and bold red lipstick. Teamed with bold, brightly coloured dresses, the statement said pure sex siren.

In 1953 Audrey Hepburn was one of the first Hollywood starlets to promote the Italian look in her role as princess in Roman Holiday.

Glamourpuss style-icons such as Liz Taylor, Ava Gardner, Ingrid Bergman and Jackie Kennedy soon followed suit and insisted Rome’s finest couturiers dressed them when they visited the Eternal City. In 1960 Federico Fellini’s quintessentially Italian film La Dolce Vita summed up the mood in the capital,where the hedonistic, playboy lifestyle had taken hold , with no less a consort then glamorously buxom Anita Ekberg, wearing award-winning designs by Piero Gherardi.

Italian couture is permanently visible on celebrities everywhere - Kylie is a Missoni addict and Nicole Kidman loves wearing Prada - but what is it about Italian design that has captured the world’s imagination?

Willie Walters, lecturer in fashion at CentralSt Martins College, London, believes Italian fashion is daring where French designers, for example, are more reserved.

"Italian designers add oomph to their creations. The end result is that little bit more sexy, more flamboyant."

As for their frequent appearances at A-list events and exclusive soirées, Walters adds: "Italian evening dresses tend to be very simply cut but heavily beaded or detailed. That means you can show off a good figure while being fashionable."

"Italian eveningwear often requires a big personality," he added."Something like Versace needs a sassy lady to pull it off while Armani is more suitable for a sombre businesswoman."

As for current trends, Walter says: "We are celebrating bright colour at the moment , so Missoni and Pucci are very big. If you’re an LA film star with a perfectly toned body, what better way to show it off than in a fabulously sensual Italian dress?"

ENNIO TROILI, director of the Italian Cultural Institute in Edinburgh and co-organiser of Gran Sera believes the aestheticism underlying Italian fashion reflects a whole way of life. "The dresses in the exhibition are things of real beauty and fantastic designs but there is a huge amount of skill required for every dress. Fantasy must be brought alive by a team of workers. Dedication to quality is part of Italian culture. From great works of art to a magnificent cup of coffee, we have great respect for quality and beauty."

As for the exorbitant cost of haute couture, with some dresses taking two-weeks to make by hand and costing up to £30,000, Troili comments: "These are obviously unique and expensive garments, but in Italy, even women who don’t have a lot of money love to look good. They take great care to dress with style.."

Troili sums up Italiano style by saying: "It’s very simple. Italians love beautiful things - cars, food, art, even light fittings or ashtrays should look well designed. ."


• Gran Sera, Italian Fashion 1950-1980, until 4 July at The Lighthouse, Mitchell Lane, Glasgow, 0141 221 6362.

giovedì, giugno 17, 2004

Personaggi - Antonio Bettanini. Alla comunicazione della Farnesina

Prima Comunicazione, 17 giugno 2004
Le feluche alla fine hanno dovuto cedere di fronte al ministro degli Esteri, Franco Frattini, che ha assegnato ufficialmente il compito di coordinare l’area della comunicazione ad Antonio Bettanini, grande esperto in materia oltre che docente di sociologia all’università di Genova e autore di ‘Io il portavoce’, una guida ragionata al lavoro delicato degli uffici stampa. Un’amministrazione particolarmente resistente a cedere spazi e potere a figure che non appartengano all’aristocrazia diplomatica in senso stretto aveva reso difficile la gestione della comunicazione della Farnesina. Lo si era visto, del resto, in occasione della vicenda degli ostaggi italiani in Iraq quando il ministro a ‘Porta a Porta’ era stato preso alla sprovvista dalla notizia dell’uccisione di Fabrizio Quattrocchi. Un disastro che ha molto irritato Frattini, il quale con una direttiva ha deciso dunque di attribuire la piena responsabilità del coordinamento della comunicazione a Bettanini. Frattini ha ben chiaro che la comunicazione del suo ministero non si esaurisce nel rapporto con i media e che necessita di una figura centrale capace di gestire in modo serio la materia. “L’amministrazione degli Esteri ha moltissime buone carte da giocare nel settore della comunicazione”, dice Bettanini, “e ha un day-by-day molto ricco che rischia, però, di perdersi in mille rivoli. La nostra prospettiva ora è quella di valorizzare le azioni del ministero e del governo, ma anche di creare le condizioni strutturali per una migliore visibilità di tutte le divisioni”. Dopo aver sondato lo stato dell’organizzazione dei servizi con un questionario on line diretto a tutti i consolati, la Farnesina ha ora messo a punto una strategia per permettere l’ottimizzazione delle risorse. Tra le prime iniziative l’avviamento di un centralino automatico all’ufficio delle relazioni pubbliche; e già sta dando buoni risultati la nuova versione del sito che ha visto crescere in modo consistente l’interattività con gli utenti.

INDAGINE CONOSCITIVA SUGLI ISTITUTI ITALIANI DI CULTURA

LA PROPOSTA APPROVATA DALLE COMMISSIONI RIUNITE ESTERI E CULTURA DELLA CAMERA

Indagine conoscitiva sugli Istituti Italiani di Cultura all'estero (documento PDF di due pagine)

Inform, 16 giugno 2004
ROMA - Nella seduta di martedì 15 giugno le Commissioni riunite III e VII della Camera dei deputati hanno approvato la proposta illustrata dal Presidente della VII Commissione, Ferdinando Adornato, di svolgere un’indagine conoscitiva sugli Istituti Italiani di Cultura all’estero. Le Commissioni, presente per il Governo il Sottosegretario agli Esteri Mario Baccini, concluderanno l'esame preliminare dei progetti di legge in esame (C. 2209 Calzolaio, C. 2874 Malgieri e C. 4535 del Governo) dopo aver ottenuto i necessari elementi conoscitivi di cui è stata segnalata l'esigenza nel corso della discussione generale. Su tale opportunità ha concordato anche l’on. Valerio Calzolaio (Ds), pur lamentando il ritardo con cui il Governo ha provveduto a presentare il disegno di legge di riforma degli Istituti.
Come precisato dall’on. Adornato, l'indagine dovrà concludersi entro il 31 luglio prossimo. Nel suo ambito le Commissioni dovrebbero procedere all'audizione del Ministro degli Affari Esteri; del Segretario generale della Farnesina; del Direttore generale per gli Affari culturali del Mae; dei direttori di alcuni Istituti Italiani di Cultura all'estero; di rappresentanti di associazioni di imprenditori, con particolare riferimento ai settori dell'editoria, della cinematografia e della moda; di rappresentanti dei sindacati del Ministero degli Affari Esteri; di rappresentanti di musei e di altre istituzioni culturali; di rappresentanti
dell'Accademia dei Lincei, della Conferenza dei rettori delle Università italiane, della Società Dante Alighieri, della Commissione nazionale italiana per l'UNESCO, della Conferenza Stato-Regioni e della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome. (Inform)

Spanish becomes instituted

By Eszter Balázs

The Budapest Sun
June 17, 2004 - Volume XII, Issue 25
WITH the opening of the Institutio Cervantes, Spanish has finally entered the club of French, English, Italian and German languages which boast of a separate cultural institute here in Budapest. Although its official opening ceremony is scheduled for September, the institute will offers language courses from July 5.

"Spreading Spanish speaking culture and the language," Josep Maria de Sagarra Angel (pictured), the director of the new institution just a few steps off Andrássy út defined as the goal of the institution.

The center in Budapest is the 45th worldwide, but the first such to open in Hungary, and besides language classes, teacher training, and a 4,000-volume (and continuously expanding) library, it features a multimedia resource center for students and teachers alike.

Teaching Spanish is one of the main objectives of the center. On the first brochure issued for summer 2004, general courses, Spanish conversation classes, and DELE international Spanish exam preparatory courses are listed, with prices from Ft45,000 ($215), Ft16,000 ($75) and Ft34,000 ($160) respectively.

"By completing the four levels of Spanish courses, altogether 480 lessons, one can move from beginner level to proficiency," de Sagarra Angel said.

According to the method used at the Institutio Cervantes, all in-class conversation is in Spanish, therefore lack of Hungarian knowledge should not threaten away potential expat Spanish learners.

The courses the institute will offer include business Spanish, culture and civilization classes, specific training for translators, and individually organized courses for companies.

Groups are launched when at least eight students are interested in attending. The institute takes care of the training of Spanish teachers as well. Specific courses are organized for non-native teachers teaching Spanish, and the Cervantes Institute also cooperates with Spanish faculties at universities by inviting speakers to link with the curricula of the faculties.

The institution also fulfills the mission of spreading Spanish speaking culture.

"This is as much true for the languages spoken in Spain - mainly Catalan and Basque - and their own cultures, as for the Spanish speaking cultures in Middle and South America," de Sagarra Angel observed.

After the official launch of the institute in the fall, cultural events will fill the now mostly empty hall of the institute which used to function as the administrative building of a match factory.

"Film showings including contemporary and retrospective movies, exhibitions, the work of Hungarian artists working in Spain, will feature."

The Director added that the Cervantes Institute of Budapest aims to serve specific Hungarian needs.

"We want to serve as an information point for anything Spanish related, be it a Spanish recipe or where a certain product is produced in Spain."

Institutio Cervantes
Pest, District VI, Vörösmarty utca 32.
Tel: 354 3670, 354 3671
Institutio@cervantes.hu

mercoledì, giugno 16, 2004

Istituti di cultura – lo spot del Bel Paese

di Carl Wilhelm Macke
Monaco di Baviera

la Repubblica. 16 giugno 2004
C'ERANO una volta gli Istituti italiani di cultura all'estero, orgogliosi di presentare la storia, l'arte, la cultura, e anche il vivace dibattito politico del Bel Paese. Noi tedeschi ci andavamo sempre, con grande curiosità. Parlo soprattutto di Monaco - come si dice "la città italiana più a nord". Dove vivono da sempre tanti italiani, e dove ci sono tanti tedeschi che vanno più o meno pazzi per la cultura italiana. Non solo per la moda o la cucina, ma anche per la politica, per i dibattiti, per quella certa cultura nello scambio delle opinioni. Ma adesso, con la volontà di presentare l'Italia all'estero solo in modo "positivo" molto è cambiato. Niente più dibattiti fra intellettuali, o fra politici di sinistra e di destra - ricordo serate con Alberto Asor Rosa, Claudio Magris, Salvatore Settis, oggi più o meno inimmaginabili perché critici del governo. E’ forse diventato un pericolo invitare un uomo che non rappresenti l'Italia solo in un modo "positivo"? Amo molto la cultura civile dell'Italia, non sono un grande patriota tedesco, ma a questo punto sono davvero orgoglioso dei nostri Goethe Institute, che presentano all'estero la Germania con tutte le contraddizioni della nostra società. Della pubblicità per il Bel Paese del ministero degli Esteri, noi tedeschi e noi europei non abbiamo nessun bisogno. Un Paese non è un spot, ma una realtà piena di contraddizioni, dibattiti controversi, tensioni sociali.

Vintage night out for fashion fans

By Maureen Ellis

Evening Times,Scotlad's evening paper, June 16, 2004
AN exclusive collection of vintage Italian dresses will be unveiled tonight in Glasgow - the only showing of the gowns in the UK.
Hollywood stars are clamouring for such dresses, with Catherine Zeta Jones raiding the archives of Versace for this year's Oscars, modelling a stunning scarlet dress.
And Julia Roberts and Naomi Watts plumped for vintage designs by Giorgio Armani.
Now Glasgow fashion followers can view more than 30 years of fine Italian gowns in the Gran Sera - or "grand evening" - collection at the Lighthouse.
The exhibition opens to the public on Saturday, but guests at tonight's Cruise fashion show will have the chance to see modern Italian design showcased against the backdrop of couture classics from the 1950s to the 1980s.
The Italian Cultural Institute for Scotland and Glasgow City Council joined forces to bring this historic collection to Glasgow. Gran Sera has been shown in cities across Europe, including Italian style capital Rome, Berlin and Kiev. It will return to Italy before touring in Miami, Monaco and Chile later in the year.
Christine Pierart, the exhibition's representative, has toured all over the world helping to showcase fine Italian couture.
She said: "Fashion is a vehicle to communicate Italian culture and we want to communicate that culture to a wider community.
"The dresses express good Italian design and you can see that in everything from the drawings on the walls through to the finished product."
As the silk, crepe de chine and velvet creations were taken out of their boxes and slipped on to mannequins, the organisers gave the Evening Times a sneak preview of the exquisite collection.
It includes vibrant 1980s-style knee-length cocktail dresses by Capucci, and elegant, flowing Fontana garments of the 1970s.
Around 50 garments are on display, drawn from a collection of just over 60.
Some of the items are on loan from museums in Rome, while others belong to private owners in Italy.
One of the dresses in the collection was once worn by Hollywood star Ava Gardner.
Surprisingly, a sparkling black 1980s catsuit by Versace and Giorgio Armani's shimmering cullotes ensemble are less inspiring than designs by lesser-known names.
Christine was quick to pick out her favourite dress - a brick red silk organza creation by Roberto Capucci.
"It's just so elegant," she said, taking it on a twirl around the room.
"When you think of Italy you immediately think of beautiful buildings, pizza and Ferrari. We hope this exhibition will make them associate Italy more with fashion, too."
• The exhibition runs at the Lighthouse from Saturday until July 6.

A Melbourne, la Sicilia di ieri e di oggi

Un incontro con Simonetta Magnani, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Melbourne

News ITALIA PRESS, 15 giugno 2004
Melbourne - E' arrivata a Melbourne la delegazione del C.R.A.S.E.S. (Centro Regionale Assistenza Solidarietà Emigrati Siciliani), composta da Gaetano Beltempo, presidente; Ezio Pagano, direttore alle attività del Centro, e Carmelo Cultraro, responsabile giovanile. I delegati sono stati ospiti del presidente dell'I.C.K.A. Club, Frank Magarelli, e durante la serata di ballo hanno consegnato a Giovanna Li Volti Guzzardi i diplomi e una medaglia per il Premio A.L.I.A.S. che sponsorizzano da dodici anni.

I delegati hanno incontrato anche Simonetta Magnani, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Melbourne, per parlare di interessanti progetti previsti per il prossimo anno all'Istituto, tra cui una mostra fotografica che avrà per tema "Sicilia di oggi, di ieri e di domani". Altri progetti in programma sono, a Canberra, una mostra di pittori del Cinquecento e, a Sydney, il Convegno mondiale dei giovani siciliani.

Un progetto di grande importanza sarà realizzato entro l'anno al Monte Lauro Social Club: la consegna di una ricca biblioteca con annessi computer, televisione e video a disposizione dei giovani siciliani di Melbourne e simpatizzanti. News ITALIA PRESS

martedì, giugno 15, 2004

“LINGUA, CULTURA, INTERCULTURA”: CONVEGNO SILFI A COPENAGHEN

Inform, 14 giugno 2004
COPENAGHEN - “Lingua, cultura, intercultura: l’italiano e le altre lingue”:
questo è il titolo di un importante convegno internazionale che si terrà a
Copenaghen, in Danimarca dal 22 al 26 giugno, nella bella cornice offerta
dalla moderna ed essenziale architettura dell’università Copenhagen
Business School.
Il convegno rientra nell’ambito delle attività volte al sostegno della
ricerca filologico-linguistica sull’italiano promosse dalla SILFI, la
Società Internazionale di Linguistica e Filologia Italiana. Come è nello
spirito di questa prestigiosa organizzazione, il convegno vede la
partecipazione di studiosi italiani e italianisti provenienti da vari paesi
del mondo. Fra i 120 partecipanti, oltre a rappresentanti
dell’italianistica europea ci sono, infatti, ricercatori americani,
australiani, cinesi, ghanesi e israeliani.
Con il supporto di un comitato scientifico che conta nomi di affermati
studiosi quali le Prof.sse Bazzanella, Cresti, Ferrara e Guil ed i
Prof.ssori D’Achille, Mazzoleni e Moretti; e sotto l’attuale presidenza del
Prof. Iørn Korzen, ordinario di linguistica italiana presso la Facoltà di
Lingua, Comunicazione e Cultura della Copenhagen Business School, il
convegno si preoccuperà di approfondire la complessa relazione fra lingua e
cultura in un’ottica contrastiva, naturalmente avendo sempre come sfondo e
punto di riferimento la situazione linguistica e culturale italiana.
Numerosi e differenti per approccio e temi d’indagine, sono i contributi
che si susseguiranno nel corso delle cinque giornate del convegno. Gli
interventi spazieranno da problematiche relative al rapporto fra tipologia
linguistica e tipologia culturale, a studi incentrati sulla relazione fra
struttura testuale e struttura contestuale. Verranno presentati studi di
carattere comparativo sia sul piano filologico che linguistico ed analisi
ruotanti intorno al rapporto fra lingua e potere e agli influssi
translinguistici. Ad essi si affiancheranno, inoltre, contributi relativi a
tematiche legate alla traduzione, al confronto fra linguaggi settoriali e
all’apprendimento dell’italiano come lingua straniera. I lavori verranno
aperti dai saluti del Prorettore della Copenhagen Business School, Prof.ssa
Bente Kristensen; del Decano della Facoltà di Lingua, Comunicazione e
Cultura, Prof. Ole Helmersen e dell’Ambasciatore d’Italia, il dottor
Roberto Di Leo.
La stessa città di Copenaghen intende esprimere la propria affabile e
cortese accoglienza mediante un ricevimento che si terrà, a conclusione dei
lavori del primo giorno, presso la sede municipale della capitale danese e
dove sono invitati tutti i partecipanti al convegno.
Sostegno e generosa ospitalità, inoltre, non potevano di certo mancare da
parte delle due istituzioni che rappresentano l’Italia in Danimarca.
L’Ambasciatore d’Italia, infatti, farà gli onori di casa con un rinfresco
che si terrà presso la residenza dell’Ambasciata alla fine del secondo
giorno del convegno, mentre l’Istituto Italiano di Cultura, nella veste
della solerte direttrice Dr.ssa Angela Trezza, ospiterà i convegnisti nel
giorno di chiusura per i lavori finali e per l’Assemblea Generale
. (Inform)

lunedì, giugno 14, 2004

PREMIO IMPRESA E CULTURA 2004

Bando di concorso

L’investimento in cultura fa crescere la competitività dell’impresa. Il Premio Impresa e Cultura vuole dimostrarlo con casi concreti: progetti in cui la cultura rappresenta una risorsa in grado di distinguere, posizionare e qualificare l’impresa.
Finalità del Premio
- Dare visibilità a progetti d’investimento in cultura capaci di coniugare risultati aziendali a benefici per il territorio e la collettività
- Incoraggiare le imprese, piccole, medie e grandi, ad agire in ambito culturale in sintonia con la propria missione e valori
- Contribuire alla diffusione di modelli evoluti di cooperazione tra impresa e cultura.
Il profilo delle imprese candidate
- Imprese for profit (o associazioni di imprese) di settori estranei alla cultura, attive nella realizzazione di progetti culturali
- Imprese di settori affini a quello della cultura che abbiano realizzato progetti non riconducibili al core business.
I requisiti per concorrere
· Continuità: l’investimento in cultura è parte integrante di un progetto organico che produce valore nel tempo
· Efficacia: con l’investimento in cultura l’impresa persegue obiettivi definiti e misurabili
· Coerenza: il progetto culturale è armonico rispetto ai valori e alla missione dell’impresa
· Ruolo attivo: tra impresa e soggetto culturale si stabilisce una relazione a due vie.
I criteri di valutazione
- la qualità e il contenuto innovativo del progetto
- la coerenza con la missione aziendale
- i risultati ottenuti dall’impresa rispetto agli obiettivi prefissati
- il contributo del progetto al miglioramento delle relazioni interne ed esterne
- l’efficacia degli strumenti e delle modalità di comunicazione in relazione al target e al budget
- i benefici offerti al territorio e alla comunità
- l’entità dell’investimento in rapporto alle dimensioni dell’azienda
- la creazione di una partnership proficua tra azienda e istituzione culturale
- la qualità e l’accuratezza della documentazione presentata.

Come partecipare
La partecipazione al concorso è gratuita.
Per iscriversi l’impresa deve compilare le schede di iscrizione e di presentazione del progetto in formato elettronico, scaricabili dal sito WWW.IMPRESACULTURA.COM o da richiedere alla segreteria del Premio (Bondardo Comunicazione tel. 02 2900 5700). Le schede devono essere inviate a PREMIO@IMPRESACULTURA.COM entro il 24 settembre 2004.
Si raccomanda di integrare la documentazione con materiali illustrativi (video, stampati, pubblicazioni, pubblicità, cartelle e rassegne stampa) da far pervenire al Premio Impresa e Cultura, Bondardo Comunicazione, C.so di Porta Nuova, 14 - 20121 Milano. Il materiale inviato non verrà restituito.


I Premi
- Primo Premio, al progetto che meglio risponde a tutti i requisiti
- Premio Commissione Europea, all'azienda europea che con maggiore efficacia abbia investito in cultura in Italia
- Premio ICE, all'impresa italiana che meglio abbia valorizzato il ruolo della cultura come fattore competitivo all'estero
- Premio Sviluppo Italia, al progetto più innovativo
- Premio Comune di Palermo, al progetto a più alta valenza sociale/territoriale
- Premio Banca Intesa, all’azienda con il miglior “curriculum” di investimenti in cultura
- Premio De Agostini Rizzoli Arte & Cultura, al progetto comunicato più efficacemente
- Premio Il Sole 24 ORE, al più brillante progetto di sponsorizzazione tecnica
- Premio Assolombarda, al miglior museo o archivio d'impresa.

Categorie fuori concorso:
- Premio Ministero Affari Esteri, un riconoscimento all’Istituto Italiano di Cultura nel mondo che si sia distinto per la sua capacità di interagire con le imprese.
- Premio Istituzione Culturale, promosso da Bondardo Comunicazione per incoraggiare le istituzioni culturali a costruire un dialogo proficuo con le imprese. Il premio sarà assegnato all’istituzione italiana (museo, teatro, biblioteca, fondazione) che abbia dimostrato la miglior progettualità nei confronti delle imprese.

La cerimonia di premiazione avrà luogo nel mese di novembre 2004 a Palermo.
Ai vincitori verrà consegnata un’opera creata ad hoc dall’artista Carla Accardi.
Il vincitore del primo premio sarà invitato a Londra da Arts & Business per presentare la propria esperienza alla business community e alle istituzioni culturali. Inoltre l’impresa vincitrice entrerà a far parte della giuria dell’Arts & Business Award che si terrà a Londra il prossimo autunno.


COMITATO D'ONORE
Giuliano Urbani Ministro per i Beni e le Attività Culturali
Franco Frattini Ministro degli Affari Esteri
Diego Cammarata Sindaco di Palermo
Luca Cordero di Montezemolo Presidente Confindustria
Beniamino Quintieri Presidente ICE
Stefano Gaggioli Presidente Sviluppo Italia
Giovanni Bazoli Presidente Banca Intesa
Pietro Boroli Presidente De Agostini Editore Spa
Guidalberto Guidi Presidente Il Sole 24 ORE
Marco Terribilini Amministratore Unico Philip Morris Italia SpA

Presidente Giuria e Comitato Esecutivo
Umberto Vattani, Segretario Generale Ministero degli Affari Esteri


GIURIA
Ha il compito di eleggere i vincitori a partire dalla rosa dei finalisti

Cesare Annibaldi Presidente Sistema Impresa e Cultura
Anna Maria Artoni Presidente Giovani Imprenditori Confindustria
Dario Disegni Presidente European Foundation Centre
Giuseppe Donegà Vice Presidente esecutivo Palazzo Grassi
Gianfranco Fabi Vice Direttore Vicario Il Sole 24 ORE
Louis Godart Consigliere del Presidente della Repubblica per la conservazione del patrimonio artistico
Giancarlo Lombardi Consigliere amministrazione ICE
Stefano Lucchini Responsabile Direzione Relazioni Esterne Banca Intesa
Tommaso Mancia Presidente Osservatorio Piccola e Media Impresa Presidenza del Consiglio dei Ministri
Alessandro Mendini Architetto designer
Francesco Morace Presidente Future Concept Lab
Antonio Paolucci Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino
Costanza Pera Vice Presidente Commissione Infrastrutture e Cultura - Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Roberto Polli Direttore Generale Assolombarda
Gianni Puglisi Assessore alla Cultura Comune di Palermo
Elisabetta Rotolo Responsabile Corporate Communications Sviluppo Italia
Severino Salvemini Presidente SDA Bocconi
Fausto Tatarella Direttore Generale De Agostini Rizzoli Periodici
Colin Tweedy Direttore Generale Arts & Business - Londra
Livio Vanghetti Director Corporate Affairs Philip Morris Italia SpA
Guido Venturini Direttore Generale Touring Club Italiano

COMITATO ESECUTIVO
Ha il compito di selezionare le candidature da sottoporre alla Giuria

Pina Amarelli Presidente Les Hénokiens (Association d’entreprises familiales et bicentenaires)
Gabriella Belli Direttore MART - Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto
Roberta Boccardo Public Affairs Executive Philip Morris Italia SpA
Alessandro Botto Segretario Generale dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni
Pier Paolo Celeste Direttore Dipartimento Relazioni Esterne ICE
Alfonso Dell’Erario Direttore Area Strategica Comunicazione Confindustria
Paolo Di Nola Responsabile Studi e Analisi Sviluppo Italia
Sergio Escobar Direttore Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa
Alberto Garutti Artista
Giuseppe Gnagnarella Vice Direttore Relazioni Istituzionali Rai
Enrico Loccioni Presidente Gruppo Loccioni
Renato Messina Direttore Generale Il Sole 24 ORE System - Comunicazione Pubblicitaria
Carlo Montanaro Direttore Responsabile DOVE
Toni Muzi Falconi Past President Global Alliance for Public Relations and Communication Management
Giovanni Pavese Consigliere delegato Università Bocconi
Eugenio Randi Assessore alle Attività Produttive Comune di Palermo
Antonio Romano Presidente AReA Strategic Design
Filippo Romano Capo Cerimoniale Presidenza della Repubblica
Anna Scotti Esperta di pubblicità
Claudio Strinati Soprintendente per il Polo Museale Romano
Fatima Terzo Responsabile Beni Culturali Banca Intesa


I vincitori delle passate edizioni:

1997 - Zucchi (Milano)
1998 - iGuzzini (Recanati - MC)
1999 - Salvatore Ferragamo (Firenze)
2000 - Gruppo Teseco (Pisa)
2001 - Pitti Immagine (Firenze)
2002 - Azienda Ospedaliera Meyer (Firenze)
2003 - Gruppo Loccioni (Angeli di Rosora – AN)



Promosso da
Confindustria
ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero
Sviluppo Italia

Comune di Palermo

In collaborazione con
Assolombarda
Banca Intesa
De Agostini Rizzoli Arte & Cultura
Il Sole 24 ORE
Philip Morris Italia SpA

Con il patrocinio di
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Ministero degli Affari Esteri
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Il Capo dello Stato ha assegnato al Premio Impresa e Cultura un riconoscimento di rappresentanza

Partner internazionali
Arts & Business
CEREC - Comité Européen pour le Rapprochement de l'Economie et de la Culture

Premio, Osservatorio e Forum sono i tre assi portanti del Sistema Impresa e Cultura, l’associazione non profit che si propone di valorizzare e diffondere l’investimento in cultura come risorsa di sviluppo economico e sociale del nostro Paese.

Bondardo Comunicazione è la prima agenzia italiana specializzata in marketing e comunicazione culturale. L’impegno è quello di creare valore aggiunto individuando punti d’incontro tra mondo della cultura e aziende alla ricerca di nuovi modi, evoluti ed efficaci, di fare impresa.

Sistema Impresa e Cultura - associazione non profit
A cura di Bondardo Comunicazione
Corso di Porta Nuova, 14 - 20121 Milano
tel. 02 2900 5700 fax. 02 2900 5656
premio@impresacultura.com
www.impresacultura.com

Diplomazia della cultura per l’Italia nel mondo

INCHIESTA La strategia della Farnesina per aprire una nuova fase. Tra i punti di forza, il Mediterraneo, l’America Latina e l’Est
La rete degli Istituti si rafforza con personalità "di chiara fama" e direttori manager
di Dario Fertilio (2 continua - L’intervista al ministro Franco Frattini è stata pubblicata il 2 giugno)
- Archeologia: Le grandi missioni puntano sul Caucaso e tutta l'Asia
- Aree d'intervento: Sarajevo, Praga, Egitto: alla prova la nuova strategia

Corriere della Sera, 13 giugno 2004
Un ponte in pietra vecchio di cinquecento anni, fortificato dai turchi e distrutto dalle guerre fratricide jugoslave, al centro di quella Erzegovina che fu massacrata dagli opposti nazionalismi. La campata unica che scavalca la Neretva come un miracolo architettonico, e che si trasformò in un bersaglio per i cannoni, è il simbolo di una politica estera italiana desiderosa di brillare. Chiamiamola «diplomazia culturale», secondo ambizioni e desideri del segretario generale alla Farnesina Umberto Vattani, o parliamo di «svolta politica», come annuncia il ministro Frattini; certo è che il 23 luglio, data stabilita per la presentazione al mondo del ponte ricostruito, l'Italia è attesa al primo «tagliando di garanzia» del nuovo corso. Perché nessun altro Paese ha speso né si è impegnato tanto al fine di restaurare il gioiello di Mostar; ma soprattutto perché le ambizioni della nuova strategia italiana all'estero allora si troveranno al bivio. O pensare in grande, cercando visibilità sullo scenario internazionale (e puntando in futuro a una leadership culturale e morale riconosciuta dagli alleati), oppure ridimensionare le ambizioni.
Tutti a Mostar, dunque, per il giorno della verità. Ma la partita si gioca anche altrove: nel vicino museo di Sarajevo, ricostruito e valorizzato per mano italiana e dove il ritorno alla vita sarà simboleggiato da una mostra di Kounellis; a Praga, dove si va ultimando il restauro della Cappella degli italiani, a due passi dal ponte di Carlo; e qualche mese più tardi, all'inizio di ottobre, alla Scuderie del Quirinale dove è in programma una mostra imponente, «da Giotto a Kandinsky», per sottolineare le reciproche influenze tra arte italiana e russa (con successivo trasferimento dell'esposizione al Puskin di Mosca); senza dimenticare la puntata grossa, in termini di immagine e investimento, che si sta giocando in Egitto.
Per arrivare a che cosa? Il ministro Frattini vuole una semina di cultura italiana in aree strategiche, per raccogliere in seguito credibilità e influenza politica. Ma ha bisogno di tempo. Il segretario generale Vattani è convinto invece che si debba tentare di raccogliere qualche dividendo sin da ora, sfruttando la rendita di posizione storica del nostro Paese, custode di radici e memorie europee, impegnato a riportare il baricentro culturale dell'Unione verso il Mediterraneo e allo stesso tempo (valorizzando i patrimoni artistici e archeologici dei Paesi emergenti) traghettando i nuovi membri nella Comunità dei Venticinque.
In realtà, Frattini e il suo segretario generale alla Farnesina procedono con unità di intenti. La storia, ne è convinto l'ambasciatore Vattani, pesa a nostro favore. «I campanili di Vilnius non sono troppo diversi da quelli toscani, il Vallo di Adriano e la Porta Nigra di Treviri parlano a tutti gli europei delle radici romane e della storia comune; romana è l'idea delle strade, del diritto, delle unità di misura destinate all'intero continente. Non solo l'Europa comincia dal Mediterraneo, anziché dal Baltico, ma l'idea stessa di dialogo e contaminazione fra le civiltà e le religioni, compresa quella islamica, si concretizza in tante costruzioni di Palermo».
Per questo l'Italia punta su una cultura capace di «permeare la politica estera»; espone alla Farnesina le opere degli artisti italiani del XX e presto del XXI secolo; accentua la formazione culturale del suo personale. Riuscirà la volenterosa squadra di ambasciatori e direttori dei rilanciati istituti di cultura a vincere una partita così ambiziosa?
Qualcosa è cominciata a cambiare da quindici anni a questa parte. «E' stato nel 1990 - osserva il coordinatore della comunicazione al ministero degli Esteri, Antonio Bettanini - che la legge voluta dall’allora ministro De Michelis ha introdotto due novità fondamentali». Anzitutto creando il ruolo degli addetti culturali (nominati attraverso un complesso sistema di concorsi, completato soltanto quest'anno). E poi introducendo la figura dei direttori di chiara fama, scelti direttamente dal ministro nel mondo delle professioni e della cultura, ognuno con un mandato di due o quattro anni, sufficiente (si spera) a sottoporre l'immagine del prodotto Italia a una cura ricostituente. Tra i personaggi di spicco, la giornalista Pialuisa Bianco, paracadutata in tutta fretta a Bruxelles per tenere alta l’immagine nazionale dopo il fuoco d’artificio del semestre di presidenza italiana; il regista Giorgio Ferrara a Parigi e il filosofo «popperiano» Pierluigi Barrotta a Londra; oppure il germanista Renato Cristin a Berlino e naturalmente l'ex giornalista televisivo Claudio Angelini a New York. Gente con le carte professionali in regola, al di là delle inevitabili discussioni sul criterio politico delle nomine: in ogni caso coinvolte nel ruolo inedito di promotori, organizzatori e in qualche caso provocatori culturali.
Gli altri, i direttori «ordinari» selezionati dai concorsi, dovranno adeguarsi per non perdere il passo e il senso della scommessa. Il direttore generale per la cultura della Farnesina, Anna Blefari, promette che presto entreranno in vigore criteri aggiornati di valutazione e che gli istituti più efficienti funzioneranno come centri di eccellenza. Anche qui l'Italia si adegua alle potenze culturali d'Europa ed è compito da far tremare i polsi quello di mettere a pieno regime una macchina lenta e storicamente mal collegata, distribuita su 61 Paesi con 89 istituti di cultura chiamati ad affiancare le 123 ambasciate e i 114 consolati esistenti nel mondo. Senza contare i 1330 insegnanti di italiano e i 400 lettori, incaricati di accontentare il numero crescente di studenti stranieri della nostra lingua, ormai pari o superiore a quelli del tedesco. A volte potendo contare su un terreno culturale favorevole, come in Sud America, altrove avventurosamente alla ricerca di interlocutori e collegamenti. Poi, certo, ci sono i fiori all'occhiello, a partire dalle grandi missioni archeologiche, di restauro e di organizzazione dei musei: come quelle del Caucaso e dell’Asia (dove l'Italia aiuta Paesi come l'Armenia e il Turkmenistan a ritrovare se stessi dopo secoli di imperialismo russo o cinese); l'Afghanistan o lo stesso Iraq, all'inseguimento del proprio passato dopo i furti e le distruzioni che hanno accompagnato la fase di anarchia. E naturalmente c'è l'Unesco, dove l'Italia si è conquistata un ruolo guida anche per i finanziamenti, oltre che per le idee.
Cose importanti, certo: ma anche punte avanzate di un esercito cui deve ancora corrispondere un retroterra adeguato. Una legge di riforma, attualmente in commissione, dovrebbe perfezionare la De Michelis, potenziando la spinta manageriale della nostra «diplomazia culturale». Sono in arrivo un centinaio di assunzioni per il personale all’estero (in pratica una per istituto, cioè quanto consentono i bilanci). Si prospetta, secondo le intenzioni di Frattini, un rafforzamento della pattuglia dei direttori «di chiara fama»: due o tre in più, per accompagnare la strategia di penetrazione diretta al sud del mediterraneo e al centro-est dell'Europa. Il resto lo faranno uomini e donne sul campo. Per la prima volta, forse, in Italia sembra diffondersi la consapevolezza di giocare una partita decisiva al di fuori dei confini. Lo diceva già uno dei padri dell'Europa, Jean Monnet in vena d'autocritica: «Se dovessi ricominciare, forse, ripartirei dalla cultura».

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I riferimenti del Segnalibro:
- Frattini: contrordine, direttori - Ora dialogate con l'Islam (l'Unità, 3 giugno 2004)
- I LUMI DELL’ISLAM CI SONO, L’ILLUMINISMO DELL’ISLAM ANCORA NO (Il Foglio, 1/5/2004)
- «Per un Islam tollerante prioritari i diritti umani» (Corriere della Sera, 1 maggio 2004)
- Frattini: l’Italia all’estero è una doppia scommessa “Apriamoci ai paesi arabi del Mediterraneo e all’Est” (Corriere della Sera, 2 giugno 2004)
- Una rete culturale per la politica estera italiana (News ITALIA PRESS, 3 giugno 2004)
- Mohamed El-Assyouti reports on the cinema-related activities of the Italy-Egypt cultural year (Al'Ahram Weekly, 20 - 26 May 2004, Issue No. 691)

sabato, giugno 12, 2004

Frattini: contrordine, direttori - Ora dialogate con l'Islam

Istituti di cultura
di Maria Serena Palieri

l’Unità, 3 giugno 2004
Contrordine ancora: non più piazzisti del made in Italy, né più propagandisti di un «Nuovo Rinascimento» italiano, ora ai direttori degli Istituti italiani di cultura all'estero va il compito (disperato) di rabberciare i danni prodotti dal governo in politica estera. Ricucire con l'islam. Recuperare il nostro ruolo nel Mediterraneo. E ritagliarci un rapporto privilegiato con i paesi ex-comunisti. Così spiegava, ieri, il ministro Franco Frattini in un'intervista al Corriere della sera pubblicata a nove colonne sulla prima pagina culturale del giornale. Un'intervista dove il titolare della Farnesina non elargiva una sola notizia ma, in cambio, faceva disinformazione e pubblicizzava questo nuovo corso degli Istituti.
Riforma e Nuovo Corso. Dice, il ministro, che la riforma degli istituti è «attualmente» in commissione in Parlamento. Lo dice come se stesse per essere scodellata. Crederci? La riforma l’annunciano da due anni secchi, da primavera 2002. È in commissione, ma li giace. Quanto al Nuovo Corso, è il terzo: Berlusconi ministro ad interim spiegò ai direttori degli Iic che dovevano farla finita con Manzoni e cominciare a pubblicizzare la Ferrari; tredici mesi fa, aprile 2003, in una Conferenza apposita organizzata alla Farnesina Frattini spiegò ai direttori arrivati dagli 88 Iic sparsi per il mondo, che dovevano mettersi di buzzo buono, invece, a riparare l’immagine «denigratoria e stereotipata» che i media del pianeta davano del nostro Paese; oggi lo slogan è «fare politica». S’intende: politica come dialogo culturale. Con l’islam in primis. Facciano, insomma, il contrario di quello che fa il titolare della Farnesina e di quello che fa il Governo.
Tornano i «chiara fama»? Sembra di sì: anzi, dice Frattini, cresceranno, da dieci a «dodici o tredici». I «chiara fama» sono i direttori non provenienti dai ranghi del ministero, ma nominati tali per meriti culturali. Bollati all’inizio come «da eliminare». Ora rispuntano, perché il governo ha scoperto che li può usare come arma di spoil system: per chiara fama Pialuisa Bianco, editorialista del Foglio, si è insediata a Bruxelles, idem a Parigi Giorgio Ferrara, fratello di Giuliano, idem a Madrid Patrizio Scimia, tecnico della Telecom ma che chiama familiarmente «Mario» il sottosegretario Baccini, idem Angelica Carpifave a Mosca. Scelta strategica, quest'ultima: dovendosi rafforzare i rapporti con la Russia, niente di meglio d’una studiosa dichiarata a suo tempo persona non grata da Mosca. Polemiche? Macché. Frattini dichiara chiusa, ecumenicamente, la stagione delle polemiche. Vero? Pende tuttora il ricorso di Sira Miori, estromessa da Bruxelles a favore di Bianco. Idem per Ugo Perone, fatto fuori da Berlino. A Mosca nei mesi scorsi primo sciopero di tutto il personale dell'Istituto (adesioni al 100%). Guido Davico Bonino (Parigi) e Paolo Riani (New York) se ne sono andati in anticipo giudicando insopportabile il clima politico-culturale. Dimenticavamo: Frattini dice che, oltre che far politica, gli Istituti devono promuovere la lingua italiana all’estero. Dargli torto? Peccato che Giorgio Ferrara, appena insediato, abbia cancellato i corsi d’italiano che a Parigi avevano già 800 iscritti.
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I riferimenti del Segnalibro:
- I LUMI DELL’ISLAM CI SONO, L’ILLUMINISMO DELL’ISLAM ANCORA NO (Il Foglio, 1/5/2004)
- «Per un Islam tollerante prioritari i diritti umani» (Corriere della Sera, 1 maggio 2004)
- Frattini: l’Italia all’estero è una doppia scommessa “Apriamoci ai paesi arabi del Mediterraneo e all’Est” (Corriere della Sera, 2 giugno 2004)
- Una rete culturale per la politica estera italiana (News ITALIA PRESS, 3 giugno 2004)

giovedì, giugno 10, 2004

Restoration for historic monastery gets underway in Egypt

Travel Video Television, Jun 10, 04 | 8:13 pm

“The Islamic-Coptic Antiquities Committee approved the implementation of a restoration program of Al Ahmar Monastery in Sohag in Upper Egypt in cooperation with an Egyptian – Italian group and the American Research Center,” said Dr. Zahi Hawass, secretary-general of the Supreme Council of Antiquities, with the American Research Center finally in-charge of most of the historical agenda.

Muhammad Abdel Rehim, administrator of the ancient area in Sohag, said the Red Monastery represents the emergence of monasticism that began when the
Byzantines persecuted Christians who escaped to the mountains. After this monastery was built, the first ever in the area of Sheikh Hamad, the people who escaped to the mountains built an expanded monastery using stones from Pharaonic temples.

With the maintenance project set for completion by the end of the year, an Egyptian -Rome University team and the American Research Center were in a dispute for a year over repairs of the ancient site. As a result, the schedule was held back.

The monastery is unique in style and deserves a great deal of attention. Abdel Rehim said the Italians found the cross shaped into the Pharaonic Ankh or the key of life. “The Red Monastery has had a great influence over the church in Europe, the reason why the Italians are interested in studying the monastery.” According to Al-Qahera writer Azza Abdel-Aziz, the Islamic and Coptic antiquities sector chairman Dr. Abdullah Kamel said the monastery is located on the site of the Anba Shenouda Monastery. Its walls are made of perfectly-layered small baked bricks. Kamel’s colleague Dr. Adel Abdel Sattar said there's a wooden roof above the monastery and the pillars are made of granite. The outer walls have two rows of rectangular-shaped windows.

Dr. Saleh Ramadan, the administrative coordinator for the Cultural and Scientific Agreement at Ganoub Al-Wadi University in Upper Egypt and the Rome 3 University said the first problem came when they concluded the agreement. An earthquake left a crack on the dome of the monastery. Previous missions had done no homework on the repairs which resulted in cracks on the pillars as well. “The two universities decided to do a comprehensive study in order to repair the monastery,” said Abdel-Aziz. They wanted their restoration to sustain the building for hundred more years to come for it to be a place people worldwide to visit. Dr. Ramadan surveyed the vicinity and the surrounding areas. Sooner rather than later, he discovered groundwater and industrial pollution elements have seeped through the walls. People have built houses around the monastery leaving it open to damage and environmental threats.

Dr. Ramadan proposed two kinds of repair systems. The first one entailed the repair of the icons and the paintings on the walls. The American Research Center will undertake this part in cooperation with the Italians. The second one, the general repair, which the two universities in Upper Egypt and Rome will undertake includes analyzing the stones and the substances used in building the monastery to prepare suitable substances for plastering, noted Abdel Aziz. “Otherwise the monastery may reject the substances. Dr. Ramadan says the study will be published through the Italian Cultural Institute, and that the repairs will need financing coming from UNESCO or from many donor countries.”

On the squabble between the Rome 3 University and the American Research Center, Dr. Ramadan said: “People working in Sohag are the ones who participated in the study. They belong to Rome 3 University and Ganoub Al-Wadi. When the work started, they found the center was taking part, but realized that the Supreme Council for Antiquities gave it permission just as it gave the Egyptian-Italian mission. This is how the problem came to be.”

After a year of fruitless opposition, the two parties reached a compromise--the American Center to work on the icons only, while the Egyptian-Italian mission restores the remaining section. Abdel-Aziz added: “The two groups now work in the same place, and this has resulted in other problems between them. A committee was formed in order to coordinate the work, and it decided that the American Center mission is to start first. Dr. Kamel states that Egypt welcomes any mission whose objective is to preserve an Islamic or a Coptic antiquity.”

The head of the American mission denies that there were problems between the two missions, closed the Al Qahera staffer.

eTN Headquarter
author: Hazel Heyer

“Da Bologna a Sodankyla senza sudare” sosta a Helsinki

E' arrivato alla sua tappa finlandese il progetto itinerante "Cinecirco" che, promosso da otto giovani cineasti bolognesi, era partito il 23 maggio proprio dal capoluogo emiliano

News ITALIA PRESS, 10 giugno 2004
Helsinki - E' arrivato alla sua tappa finlandese il progetto itinerante "Cinecirco" che, promosso da otto giovani cineasti bolognesi, era partito il 23 maggio proprio dal capoluogo dell'Emilia-Romagna. E' arrivato a Helsinki e domani, venerdi 11 giugno, sosterà all'Istituto Italiano di Cultura con un' appuntamento che prevede la messa in onda dei filmati realizzati dai componenti del gruppo.

Il viaggio, intrapreso in occasione dell'entrata in Europa di molti paesi dell'Est, ha un nome originale - "Da Bologna a Sodankyla senza sudare" - e racchiude gli estremi di un percorso che dopo Bologna è passato attraverso Lubiana, Bratislava, Lodz, Varsavia, Riga, Vilnius, Helsinki, per giungere infine a Sodankyla, villaggio della Lapponia dove, dal 16 al 20 giugno, avrà luogo il "Festival del cinema di mezzanotte".

I componenti del gruppo, tutti provenienti dal mondo della cinematografia, sono: Bernardo Bolognesi, Michele Cogo, Michele Mellara, Francesco Merini, Pierpaolo Ravaglia, Fabian Ribetto, Alessandro Rossi e Dario Zanasi. "Questi giovani sono partiti a bordo di due camper ed hanno attraversato il centro Europa- spiega Adriana Frisenna, addetto culturale dell'IICdi Helsinki -. Hanno portato con se il loro materiale cinematografico da mostrare a giovani che hanno incontrato nelle varie tappe del percorso". Si tratta di cortometraggi già sottotitolati in inglese. "L'obiettivo del viaggio è stato quello di far conoscere il cinema italiano meno noto ad un pubblico nuovo e contemporaneamente di entrare in contatto con le realtà locali del settore come scuole di cinema, cineteche dei luoghi previsti nell'itinerario e raccogliere materiale prodotto da cineasti del luogo".

Oggi i ragazzi sono ospiti dell'Università delle arti e del design di Helsinki dove c'è una scuola di cinematografia e dopo l'appuntamento di domani proseguiranno per la Lapponia dove allestiranno una tenda che da proprio il nome al progetto 'Cinecirco'. Accanto alla proiezione dei loro film e di quelli raccolti nel corso del percorso ci saranno anche momenti di festa. Il gruppo infatti ha portato con se prodotti eno-gastronomici che verranno offerti offriranno agli ospiti del Festival del cinema di mezzanotte.

La proiezione dell'11 giugno è stata organizzata dall'Istituto Italiano di Cultura di Helsinki in collaborazione con il locale Circolo degli italiani. News ITALIA PRESS

Roma: Mughini porta con un libro a Bruxelles la "Dolce Vita"

Bruxelles, 10 giu. - (Adnkronos/Aki) - La Roma magica e affascinante degli anni '50 e '60, descritta nell'ultimo libro di Giampiero Mughini, arriva nel cuore dell'Europa. A raccontarla, con i suoi aneddoti e i suoi personaggi, e' stato lo stesso autore affiancato dalla scrittrice Sandra Petrignani, all'Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles per la prima presentazione all'estero di 'Che belle le ragazze di via Margutta'.
Un titolo pretesto per l'ultima fatica dello scrittore e opinionista che in 214 pagine traccia un affresco della dolce vita capitolina nella sua stagione d'oro partendo dalle protagoniste, le belle ragazze, che affollavano la celebre via dei pittori. Personaggi, luoghi ed episodi che Mughini, dopo la presentazione del libro nella Capitale, il mese scorso, ha ricordato a Bruxelles con la stessa passione e inconfondibile teatralita'.
A Roma che gli apri' le porte nel 1970 va infatti tutta la sua riconoscenza: questo, ha ripetuto, ''e' un libro di gratitudine e rispetto per una citta' che e' la piu' italiana di tutte proprio perche' accoglie tutti''.
Mughini sara' anche il mattatore, oggi pomeriggio, di un incontro organizzato dall'Istituto Italiano di Cultura e dedicato allo stile, al gusto e al segno che l'Italia ha impresso nella storia del design. Il primo di una serie di appuntamenti sul design italiano che l'Istituto ha in programma dal prossimo autunno.


mercoledì, giugno 09, 2004

Il design italiano fa breccia in America

Fino al 17 settembre l'Istituto Italiano di Cultura di Washington ospita il design italiano del giovane architetto Riccardo Maranzana

News ITALIA PRESS, 9 giugno 2004
Washington - Fino al 17 settembre l'Istituto Italiano di Cultura di Washington ospita il design italiano del giovane architetto Riccardo Maranzana. Il titolo "Riccardo Maranzana: art & design exhibit " riporta immediatamente al cuore dell'esposizione centrata sia su pezzi di design di arredamento sia su opere d'arte composte da una base in legno, colla, colore e, a volte, da diversi altri materiali.

"Le opere che hanno avuto maggiore successo sono i tavoli e la sedia, costruiti con l'utilizzo di semplici forme di legno e acciaio" spiega Marten Stiglio, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Washington. Forme semplici e allo stesso tempo particolari che riportano alla mente l'immagine di creature quasi biologiche. "E' un contrasto inaspettato perchè il materiale è minimalista e il disegno molto semplice, ma l'associazione produce risultati che colpiscono molto la fantasia del pubblico americano".

Iniziata il 26 maggio la mostra sta riscuotendo un consenso decisamente positivo. " Anche la sera dell'inaugurazione siamo stati sorpresi dal successo dell'esposizione. Washington è una delle sedi in cui il design italiano più innovativo non ricopre normalmente grande spazio. Si preferisce il design tradizionale. Gli americani amano la produzione di quel design italiano riconducibile agli inizi degli anni '90 che non dava risalto ai materiali nè alla forma originale. Vi è addirittura un gusto rétro per mobili e arredamenti fatti in stile dei secoli passati. Evidentemente, però, il gusto sta cambiando non solo per merito del design italiano ma anche per quello del nord Europa in particolare quello olandese".

Riccardo Maranzana si è laureato nel '93 alla Pepperdine University di Malibu in California conseguendo il Bachelor of Arts sia in Fine Arts sia in tedesco. Nel '93 e '94 ha seguito due corsi di design presso l'Art Center College of Design di Pasadena e nel 98 ha completato un master di architettura presso il Southern California Institute of Architecture (SCI-Arc) di Los Angeles. Tra le sue esperienze nel settore ha costantemente lavorato alla progettazione di pezzi di design. Uno tra i suoi più importanti prototipi di mobili è la proprio la sedia SLATS in legno sagomato con gambe di alluminio e distanziali trasparenti. Tra le sue creazioni tavolini da soggiorno in acciao inox e piano in vetro e lo Slat Table ancora in legno sagomato spaziatori trasparenti e un cristallo di forma ovoidale. Oltre al design d'arredamento si possono ricordare i monotypes, opere ricavate dalla lavorazione di sagome morbide su pannelli d'acciaio o fogli di acrilico con l'utilizzo di appositi colori ad olio.

Non mancano poi i progetti a breve distanza : "A metà settembre - conclude Stiglio - intendiamo organizzare una grande conferenza sul design italiano all'interno dell'auditorium dell'Ambasciata. Vogliamo invitare sia ospiti americani dei musei di design sia esperti italiani". News ITALIA PRESS

Italian Contemporary Artist Exhibits in Seoul

'Meteor 3' by Sandro Sanna


By Joon Soh
Staff Reporter

The Korea Times, June 9, 2004
The Italian Cultural Institute has organized a solo exhibition of the painter Sandro Sanna at the gallery of the National Library of Korea as part of their ongoing series to introduce contemporary Italian art to Seoul.

Sanna held his first solo show at the Bateau Ivre Gallery in Rome in 1971 and has been active in the Italian contemporary art scene since. In 1975, the artist took part in the 10th Rome Quadrennial Art Exhibition.

Sanna’s abstract paintings are influenced by Cubism and science, as shown in his choice of titles, such as ``Geodes,’’ ``Meteors,’’ ``Magnetic Fields,’’ and ``Wave and Wind Movement.’’

The Seoul exhibit is the institute’s second in a series of shows of Italian contemporary art, after Gino Marotta at the Seoul PICI Gallery in March.

The library is located near exit 5 of Seocho Station on subway line 2. For more information about the exhibit, which closes June 27, call the institute at (02) 798-2664, ext. 100.

Parigi val bene un teatro

Istituti di Cultura
di R.C.

L'Espresso, 27 maggio 2004
Aveva promesso che, fedele alla sua qualità di regista, avrebbe spettacolarizzato la direzione dell'Istituto italiano di cultura di Parigi. Giorgio Ferrara ha già fatto costruire un teatrino barocco a pianta centrale (140 posti) dentro l'Hotel de Galiffet dove, a conclusione del ciclo di spettacoli, il 24 maggio verrà proposto "Effetto Venezia, la belle danse dans la lagune" e i riflessi della Serenissima nella coreografia francese. E per l’8 giugno grande inaugurazione di "Giardini di Toscana, passeggiate en plein air tra limoni, orti, cipressi: storia, musica, poesia". Dialogo tra due esperti: Michel Barigon e Paolo Pejrone sui giardini all'italiana a partire da Caterina e Maria de' Medici. Banchetto all'aperto, banda musicale e nella sala ovale dell'Hotel de Galiffet, come installazione, un vero orto all'italiana. Nel giardino, viali di antichi cipressi, di limoni, roseti. Davanti al colonnato, in mostra, una Ferrari tutta scolpita nel bosso, arte topiaria alla maniera di Edward mani di forbice.

martedì, giugno 08, 2004

Portogallo: l'Italia della cultura scende in campo

Un calendario di importanti eventi culturali che scandiranno e accompagneranno a Lisbona, per l'intero mese di giugno, lo svolgimento degli Europei

News ITALIA PRESS, 8 giugno 2004
Lisbona - "Anche l'Italia della cultura entra in campo" è il titolo complessivo della partecipazione dell'Istituto Italiano di Cultura di Lisbona agli Europei di Calcio "Portogallo 2004". Grazie all'appoggio del Ministero degli Affari Esteri italiano, di "Casa Azzurri", del Festival italo-luso-spagnolo "7 Sois 7 Luas" , della Regione Piemonte, dell'Istituto per il Commercio Estero, del Comune di Lisbona e di altri organismi, è stato approntato un calendario di importanti eventi culturali che scandiranno e accompagneranno a Lisbona, per l'intero mese di giugno, lo svolgimento degli Europei e la presenza della "Nazionale Azzurra".

Domani, la FIGC (Federazione Italiana Gioco Calcio) e l'Ambasciata d'Italia a Lisbona inaugureranno "Casa Azzurri", la struttura destinata a ospitare nel proprio "media center" le televisioni e i media italiani in generale , a presentare i prodotti della creatività italiana e a fungere da punto di incontro quotidiano tra la squadra azzurra, i tifosi italiani e la popolazione locale.

Al suo interno, l'Istituto Italiano di Cultura presenterà con scadenze quasi giornaliere numerosi eventi culturali, tra cui il concerto dedicato al Fado da Antonella Ruggiero, lo spettacolo di danza atletica della compagnia "Katakló", ideata e formata da ex-olimpionici italiani di ginnastica, il complesso salentino dei Sud Sound System, il concerto di una formazione della Jazz Art Orchestra di Brescello, gli Avion Travel, lo spettacolo teatrale "Napoli Mediterranea" dell'attrice Elena Bonelli, i recitals della pianista Laura Giordano, del cantante fiorentino Stefano Saturnini e della cantautrice Carolina Dawson Favaloro.

Al di fuori di "Casa Azzurri" verranno invece realizzati due grandi eventi: il concerto del Maestro Ennio Morricone e della sua orchestra, accompagnati dalla nota "fadista" portoghese Dulce Pontes, e la mostra di design automobilistico piemontese "Shape Mission". Nata dalla collaborazione tra Regione Piemonte, Ministero degli Affari Esteri, Istituto per il Commercio Estero e Istituto Italiano di Cultura, la mostra - che verrà inaugurata domani e proseguirà fino al giorno della finale degli Europei di calcio - si sviluppa su una vasta area ceduta dal prestigioso Centro Cultural di Belem. News ITALIA PRESS

lunedì, giugno 07, 2004

Libri: all'Is. It. cultura di Londra nasce "Panta. Italia Fantastica"

Londra, 7 giu. (Adnkronos) - Baricco, Kureishi, McEwan, Del Giudice, Tamaro, Loach, Ammaniti, Blincoe, Maraini, P.D. James: interventi e dialoghi tra i piu' grandi scrittori contemporanei, nella cornice dell'Istituto italiano di cultura a Londra. E dalla sintesi di questi incontri nasce il volume "Panta. Italia Fantastica", curato da Mario Fortunato ed Enrico Palandri, edito da Bompiani.
Una serie di incontri tra i personaggi di maggior spicco dell'attuale scena letteraria italiana e inglese tenuti all'Istituto italiano di cultura a Londra. Un'occasione ideale per approfondire il significato della vocazione letteraria e del mestiere di scrittore, il peso dell'ispirazione e della tecnica, il ruolo dello scrittore nella societa' contemporanea, le strategie narrative e le implicazioni cinematografiche.


Eventi: a Los Angeles prima edizione Settimana Italiana

Los Angeles, 7 giu. (Adnkronos) - "Sono particolarmente lieto di presentare il "Festival Italiano" di Los Angeles, manifestazione dedicata al 'modo di vivere italiano' e occasione per scoprire il contributo dell'Italia al mondo delle scienze, del design, della moda, della musica, del folklore, della cultura, del cinema e dell'intrattenimento". Lo scrive in una nota Diego Brasioli, console generale d'Italia a Los Angeles, in riferimento alla prima edizione della "Settimana Italiana a Los Angeles", organizzata in collaborazione con l'Istituto italiano di cultura di Los Angeles, l'ICE, l'Enit, la Camera di commercio italo americana West, Cinecitta' Holding, AIP Filmitalia, e numerose istituzioni americane tra le quali l'Academy of Motion Picture Arts and Sciences e l' American Cinematheque, in corso a Los Angeles fino al prossimo 13 giugno.
"Nel corso della settimana - aggiunge il console Brasioli nella nota - sara' organizzato un convegno degli scienziati e ricercatori italiani nel "South West"; sara' promossa la cucina italiana e i prodotti tipici di quattro Regioni italiane nei migliori ristoranti della citta'; il "Design Walk", evento organizzato annualmente dallo showroom di West Hollywood, una delle principali manifestazioni mondiali sul design contemporaneo, avra' carattere visibilmente italiano; inoltre, sara' realizzata una serata di moda e folclore in collaborazione con la regione Lazio, presso il piu' grande centro commerciale all'aperto di Los Angeles, una vera e propria "serata romana". Infine, per quanto riguarda il cinema sara' organizzata una serata speciale presso il teatro dell'Academy of Motion Arts and Pictures, per celebrare il cinema italiano e la sua influenza su Hollywood, alla presenza di personalita' come Angelica Huston, Michael York, Dino De Laurentiis, Michael Douglas, Cristina Comencini, Danny De Vito; inoltre, presso l'Egyptian Theater, sara' organizzata una rassegna dei migliori film italiani dell'ultimo anno. Per ulteriori informazioni si puo' consultare il nostro sito all'indirizzo: www.laitalianweek.com".

Mostra di Eugenio Carmi all'Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen

(ANSA) - COPENAGHEN, 3 GIU - Tre onoreficenze, a personalita' che si sono distinte nel campo delle relazioni italo-danesi, sono state consegnate ieri a Copenaghen dall' ambasciatore d'Italia in Danimarca Roberto Di Leo, in occasione delle celebrazioni per la festa della Repubblica.
In occasione del ricevimento offerto presso l'Istituto italiano di Cultura e' stata inoltre inaugurata l'esposizione ''Tre racconti in mostra'': 51 tavole in cui tre racconti di Umberto Eco, celeberrimo professore di semiotica, scrittore e saggista, sono illustrate da Eugenio Carmi, artista astratto di fama internazionale.
Le onoreficenze sono state consegnate all'ex ambasciatore di Danimarca a Roma, Gunnar Riberholdt, (Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana), alla scrittrice e traduttrice Lene Waage Petersen, e a Luigi Moretti, per molti anni attivo nell'assistenza agli italiani in Danimarca (ambedue insigniti cavaliere dell'ordine della stella della solidarieta' italiana).
Lene Waage Petersen, gia' premiata qualche anno fa come migliore traduttrice dall'italiano al danese, e' autrice di molte traduzioni di Italo Calvino, e ha recentemente organizzato a Copenaghen, in collaborazione con l'Istituto di Cultura, un importante convegno sullo scrittore.
La premiazione e' avvenuta dopo una breve cerimonia dell' alzabandiera, nel giardino dell'Istituto, preceduta dagli inni nazionali italiano e danese cantati dal coro delle allieve della scuola di Sankte Anne.
La mostra che l'Istituto ha inaugurato, e che si chiudera' il 9 luglio prossimo, presenta le illustrazioni eseguite da Carmi per tre racconti scritti da Eco in epoche diverse: ''La Bomba e il generale'', ''I tre cosmonauti'' e ''Gli gnomi di Gnu''.
L'esposizione delle tavole, affiancate dai testi di Eco, offre l'occasione di un incontro con uno dei maestri dell' astrattismo contemporaneo, e con racconti che oggi sono piu' che mai attuali, perche' parlano di guerra, pace diversita' etniche, ecologia. (ANSA).

Budapest, Tremaglia riceve Laurea honoris causa

VIAGGIO LAMPO IN UNGHERIA DEL MINISTRO CHE ELOGIA IL RUOLO DEGLI IMPRENDITORI ITALIANI

(9colonne) 3 giugno 2004 BUDAPEST - Nella prestigiosa sede dell'Istituto Italiano di Cultura a Budapest, alla presenza dell'Ambasciatore d'Italia Guido Paolo Spinelli e di numerosi e qualificati imprenditori italiani che operano in Ungheria, il ministro per gli Italiani nel Mondo, Mirko Tremaglia, ha ricevuto giovedì 27 maggio dall'Istituto Superiore di Finanza e Organizzazione Aziendale - Università Internazionale costituita dalla Associazione Italiana Consulenti di Investimento - una Laurea honoris causa in Scienze Industriali con specializzazione in Relazioni Internazionali. La motivazione è "per essersi distinto, nel corso della propria carriera, per le proprie opere, le proprie doti e le relative personali prove dell'ingegno, del sapere e della professione". Nell'occasione il ministro Tremaglia, che si è detto onorato dell'onorificenza ricevuta, ha esaltato le capacità e l'intraprendenza delle nostre comunità d'affari all'estero e ha presentato la Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo, la cui nascita sarà ufficialmente sancita il 21 giugno prossimo e che fornirà un nuovo e privilegiato strumento di sostegno al processo di internazionalizzazione dell'economia italiana. L'iniziativa ha riscosso ampio sostegno presso gli imprenditori italiani in Ungheria, in quanto viene incontro all'esigenza di valorizzare le comunità d'affari all'estero, che rappresentano il volto più nuovo e dinamico della nostra emigrazione, collegandole con il tessuto produttivo italiano. L'iniziativa che ha visto protagonista Tremaglia è nata come omaggio all'Ungheria per il suo ingresso nell'Unione Europea e per premiare le capacità e i meriti professionali degli imprenditori e delle personalità che operano nel settore della cultura italiana e ungherese. La manifestazione ha avuto come scopo il perseguimento dei seguenti obiettivi: Internalizzazione delle aziende italiane, sviluppo della cooperazione multinazionale, valorizzazione delle Piccole e Medie Imprese, affermazione dell'immagine del marchio e dello stile italiani nel mondo, salvaguardia e riqualifica del Made in Italy attraverso supporti e contenuti culturali che contrastino il dumping cinese, consolidamento delle responsabilità sociali, etiche e morali nelle attività produttive e professionali. Nel corso della serata, alla quale ha portato il suo saluto l'Ambasciatore Paolo Guido Spinelli, sono stati conferiti importanti riconoscimenti ad operatori economici e ad artisti italiani e ungheresi.

sabato, giugno 05, 2004

ALL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DOPO IL TEATRO ARRIVA IL GIARDINO

UNA FERRARI SCOLPITA NEL BOSSO
di Fabio Gambaro

la Repubblica, 5 giugno 2004
Parigi - Un'iniziativa «lussureggiante e festiva» che sarà accompagnata da alcune serate dedicate alla poesia e alla musica en plein air, come pure da un ciclo di conferenze sull'arte del giardino dal Rinascimento a oggi.
Nel programma figurano anche un concerto della Mirko Casadei Beach Band e uno spettacolo imperniato su Calvino e Mozart.
La mostra, che prolunga idealmente un ciclo di manifestazioni dedicate al barocco, riflette perfettamente il nuovo corso più ludico e spettacolare dell’Istituto parigino diretto da qualche mese dal regista Giorgio Ferrara. Meno intellettuali e meno conferenze (drasticamente ridotte rispetto al passato), più scenografie, spettacoli, feste e concerti. A questo scopo è stato perfino allestito un teatrino da 130 posti nel salo ne principale dell'Hotel de Galliffet.
Certo le polemiche invernali sulla chiusura dei corsi di lingua italiana (che dovrebbero ricominciare a settembre presso il liceo italiano) continuano ad aleggiare sulla nuova gestione, a cui qualcuno rimprovera anche un orientamento eccessivamente filofrancese. «Ho scelto di realizzare tutte le iniziative in lingua francese perché voglio rivolgermi al pubblico dei parigini», si difende Ferrara, «sono loro che devono scoprire la nostra cultura».

giovedì, giugno 03, 2004

Una rete culturale per la politica estera italiana

Una riforma per renderli polivalenti e sviluppare di pari passo la politica e l'economia

News ITALIA PRESS, 3 giugno 2004
Roma – Gli Istituti Italiani di Cultura all'estero devono diventare centri polifunzionali per l'economia, la cultura italiana e la politica. Questa l'idea del Ministro degli Esteri Franco Frattini che ha messo in cantiere una riforma per rivedere gli obiettivi degli Istituti. Mario Baccini, sottosegretario per gli Affari Esteri italiani stila un primo progetto di rinnovamento degli enti che permetta di valorizzare l'intero Sistema Italia attraverso collegamenti costruttivi tra privato e pubblico, così da far proseguire di pari passo lo sviluppo culturale, le risorse economiche e il peso politico dello Stivale.

L'occasione per riflettere su questa promozione congiunta è data dall'inaugurazione, domenica 6 giugno, dello Shanghai International Circuit, un moderno autodromo cinese che aprirà all'insegna del made in Italy con le stelle della moda: Valentino, Versace, Mariella Burani, Laura Biagiotti, Blumarine e Gianfranco Ferrè; insieme alla Ferrari di Maranello e al suo Presidente, neo nominato ai vertici Fiat, Luca Cordero di Montezemolo.

La manifestazione, organizzata dalla Camera Nazionale della Moda Italiana e l'ICE, l'Istituto per il Commercio Estero, vuole favorire la penetrazione dei marchi italiani in una Cina che, secondo gli analisti, è il mercato del futuro. D'accordo con questa riflessione è Norberto Steinmeier, addetto culturale a Pechino che afferma: "La cultura, la politica e l'economia sono elementi assolutamente complementari. Il rilancio del made in Italy è un concetto globale. Si cerca di promuovere la cultura nei suoi più vasti aspetti, e quindi l'aspetto politico ed economico sono necessariamente ricompresi.È pur vero, che questo lavoro di sviluppo dev'essere bilaterale – aggiunge – perché entrambe le parti hanno le proprie priorità: dalla concessione dei visti per facilitare la mobilità studentesca, che fino ad ora è abbastanza esigua, fino al riconoscimento reciproco delle istituzioni culturali".

Voglia di cambiare, rinnovamento ed evoluzione dell'immagine del Bel Paese sono i punti fermi, dunque, di questa politica estera che mira all'eliminazione di alcuni stereotipi classici dell'Italia: da Paese di navigatori, santi e poeti, l'Italia è diventata sinonimo di mafia, spaghetti e mandolino. Ora, però, secondo un quotidiano nazionale, i nuovi elementi caratteristici diventano la moda e la cucina. Classe, eleganza e raffinatezza sono le nuove parole d'ordine.

Su questa nuova conquista gli Istituti Italiani di Cultura dovranno lavorare, considerando, però, che molti giornali mondiali tralasciano del tutto di ricordare il patrimonio storico e artistico che si snoda lungo tutto lo Stivale. Né Firenze, né Venezia. Poco di Roma e Milano se non in rapporto alla politica e all'economia. Rivalutare questo patrimonio è la nuova sfida.

Positivi i commenti dal mondo americano, sull'iniziativa di riformare gli Istituti italiani di Cultura. Le istituzioni diplomatiche dedite a questo compito, per il momento, sembrano essere percepite in misura molto inferiore rispetto agli enti analoghi francesi e tedeschi. "Sarei molto favorevole all'iniziativa di aprire più spazi per la cultura italiana, sullo stile dell'Alliance Française o del Goethe Institut - commenta Micheal Gargiulo, giornalista dell'emittente televisiva americana Fox 5 -; La diffusione della lingua e della cultura sono strumenti utilissimi anche dal punto di vista economico. La cultura è un buon supporto al business, è un canale utile anche per aprire porte a importatori o investitori italiani che volessero raggiungere il mercato americano".

Dello stesso avviso si dichiara anche Gloria Martini, Presidente della North Jersey Regional Chamber of Commerce che, dopo aver accennato alle Alliances Françaises come modello a cui ispirarsi per riprogettare le attività degli Istituti italiani di Cultura, afferma che l'Italia dovrebbe tenere in maggior considerazione le iniziative delle istituzioni italo americane che si occupano della diffusione del patrimonio culturale dello Stivale. "Senza dubbio le attività a livello culturale possono aprire i canali del business , aumentano da visibilità dell'Italia. Per esempio, anche le attività della National Italian American Foundation (NIAF) avvengono prevalentemente a livello culturale, ma hanno una valenza economica:mettono la gente in contatto, possono essere un canale di trasmissione di importanti opportunità economiche" dice. Secondo quanto suggerisce la Martini, le istituzioni italiane nel ripensare la propria diplomazia culturale potrebbero collaborare di più con enti già radicati sul territorio, come la NIAF, la cui attività potrebbe essere più vicina al pubblico americano perché più integrata nella società.

Piu difficile, da parte americana, è riconoscere la possibile valenza politica che le iniziative culturali riformate potrebberi avere. "Aumentare la presenza culturale aiuterebbe da un punto di vista intellettuale ed economico, ma non sono sicuro se anche politico -afferma Gargiulo -. Magari per certi versi potrebbe giocare un ruolo politico, ma se anche così fosse, non sono sicuro che il Governo potrebbe controllare queste istituzioni, che diventerebbero più che altro un buon punto di riferimento per la società locale" conclude. News ITALIA PRESS

Frattini: l’Italia all’estero è una doppia scommessa “Apriamoci ai paesi arabi del Mediterraneo e all’Est”

di Dario Fertilio

Corriere della Sera, 2 giugno 2004
La cultura è politica, si diceva nel Sessantotto. E oggi sembra ancora vero: nell'Italia berlusconiana la cultura torna ad essere un'arma della politica, benché in altro senso: non più al servizio di una ideologia, ma del «sistema paese».
Così almeno la pensa il ministro degli Esteri Franco Frattini, alla vigilia di una svolta strategica nella nostra politica culturale. Duplice l'obiettivo: la ricerca di un dialogo privilegiato sia con la sponda araba del Mediterraneo che con l'Est europeo postcomunista. Strumento della nuova missione italiana saranno gli istituti di cultura all'estero, una rete di novanta potenziali «case del dialogo», oltre che di espansione linguistica e culturale, distribuita su sessantuno Paesi. Se le cose andranno come spera il ministro, i frutti saranno politici: l'Italia potrà giocare un ruolo importante nelle relazioni internazionali con gli Stati Uniti e gli altri alleati.
Dice Frattini: «Gli istituti di cultura possono essere la carta vincente per completare gli obiettivi strategici che ci eravamo posti».
E cioè?
«L'espansione della cultura italiana nel mondo e la internazionalizzazione del made in Italy. Sono queste le novità effettive del governo Berlusconi»,
... che hanno suscitato tuttavia un bel po' di polemiche. A partire dalla accusa di voler trasformare in piazzisti i nostri ambasciatori.
«In realtà, come si è visto, avviene il contrario. Gli istituti di cultura si vanno adeguando: da scuole dove si insegna semplicemente la lingua italiana a luoghi destinati ai confronti di idee. Lo ha dimostrato, ad esempio, l'ultimo convegno di Bruxelles, organizzato in collaborazione con il Corriere della Sera, dove all'ordine del giorno c'era lo scambio di valori e il dialogo fra le civiltà».
In quel caso, l'interlocutore invocato era l'islam...
«Che è infatti uno degli obiettivi principali della nostra politica. Gli istituti di cultura devono essere concepiti come avamposti sul territorio, a testimoniare l'attenzione che rivolgiamo all'area del Mediterraneo e al mondo arabo».
Può bastare un convegno, per quanto importante, a giustificare un'ambizione così alta?
«Ci saranno altri atti concreti. Oggi esistono nel mondo dieci istituti di cultura "strategici", affidati a studiosi di chiara fama, e di nomina ministeriale.
Posso anticipare che penso di trasferirne alcuni nel Sud del Mediterraneo.
Puntando anche su giornalisti e manager per realizzare il progetto».
Quali saranno questi Paesi?
«Israele, e appunto uno degli Stati arabi mediterranei, come la Libia o l'Egitto. Lo dico provocatoriamente: se le ristrettezze economiche mi obbligassero a scegliere, preferirei stabilire un avamposto in uno di quei luoghi, a scapito della vecchia Europa. Però non equivochiamo, questo non significa abbandonare il pilastro culturale del nostre continente. Indico soltanto una priorità. Del resto quando si parla di Medio Oriente, Iraq, G8 o dimensione politici della Nato, si finisce poi sempre pel guardare al Mediterraneo».
L'Italia si propone di mettere a frutto questo ruolo anche nei confronti degli Stati Uniti?
«Ci è già stato riconosciuto quanto abbiamo fatto con la Libia. O con palestinesi e israeliani: sotto la presidenza italiana i loro ministri degli Esteri si sono incontrati prima a Bruxelles e poi Roma, all'inizio e alla fine del semestre italiano nell'Unione europea. In questi giorni abbiamo accolto i rappresentanti della Tunisia, un altro Paese con il quale manteniamo un dialogo privilegiato E poi non dimentichiamo la nostra grande missione archeologica in Egitto, e il fatto che l'Iran si è rivolto all'Italia per la ricostruzione dell'area archeologica di Bam, il fiore all'occhiello di Teheran, dopo l'ultimo terribile terremoto. E che dire, in tutt'altra zona geografica, della richiesta del primo ministro cinese Uen Jao Bao durante la sua ultima visita a Roma? Si è rivolto all'Italia per restaurare la Città proibita, cioè un monumento simbolico, paragonabile al nostro Colosseo, oltre alla città natale dello stesso Bao.
E' così che il governo intende procedere? Trasformando ogni occasione culturale in strumento politico?
«Certo. Il disegno di legge che abbiamo presentato in Parlamento sugli istituti dì cultura, attualmente in commissione, rafforza la missione di supporto, alla nostra politica estera». "
Tutto è politica, proprio come in uno slogan del Sessantotto...
«Sembra un paradosso, ma in un mondo dove prevalgono le armi, noi diciamo: deve vincere la politica. Nel Sessantotto si faceva sempre riferimento, in realtà, agli interessi di parte, oggi inece l'obiettivo è quello di far vincere il "sistema paese", cioè l'Italia».
Questa politicizzazione, naturalmente, si fa sentire anche nelle nomine dei dieci direttori di «chiara fama» degli istituti culturali.
«Esisteva un'alternativa: confermarle o abolirle. Ho preferito mantenerle, e le nomine che ho fatto mi sembrano delineare un'apertura al mondo non strettamente accademico, artistico o imprenditoriale, comunque non affiliato ai partiti, portatore di messaggi culturali autonomi».
Un esempio?
«Il regista Giorgio Ferrara a Parigi».
Sarà pur sempre una applicazione dello spoil-system, una scelta all'interno dell'area politica amica ...
«In nessun caso il mandato dei vecchi direttori è stato revocato anticipatamente. Certo, alla scadenza naturale ho esercitato la mia facoltà di scelta».
Con qualche coda giudiziaria.
«Abbiamo dovuto fronteggiare il ricorso di alcuni che non sono stati confermati, ma alla fine si è riconosciuta la giustezza del nostro operato».
E le polemiche che hanno accompagnato certe scelte culturali all'estero?
«Quelle sono espressioni di una cultura di partito. A me sembra che certi problemi si debbano sollevare davanti ai giudici; comunque non ho fatto mai commenti, né prima né dopo i processi. Piuttosto, tengo a riaffermarlo: oltre ai direttori di chiara fama, ne esistono molti altri, eccellenti, che provengono da una carriera interna. Un effetto del sistema per concorsi voluto da De Michelis, giunto a compimento l'anno passato».
Altri obiettivi strategici, oltre al Sud del Mediterraneo?
«Ci sarà un potenziamento degli istituti nell'Europa orientale (i nuovi membri dell'Unione) e anche nella Federazione russa. Con quest'ultima, poi, esiste una speciale amicizia e sintonia. L'abbiamo aiutata a entrare nel sistema della Nato durante l’incontro di Pratica di Mare, per non parlare dell'opera italiana di restauro a san Pietroburgo ».
Altri obiettivi strategici ad est?
«Direi Bulgaria e Romania, e poi Polonia, Ungheria, Cekia e Slovacchia».
Si sa che la popolarità dell'italiano nel mondo sta crescendo. Come pensate di favorirla?
«E' vero soprattutto negli Stati Uniti, dove l'italiano viene studiato ormai in 500 istituti e sta erodendo il terzo posto nella classifica delle preferenze al tedesco e al francese (dopo naturalmente inglese e spagnolo). Altrove la nostra strategia sarà quella di favorire cooperazione e sviluppo, facendo in modo
che le nuove classi dirigenti dei Paesi emergenti adottino l'italiano. E' la vecchia tecnica sempre utilizzata dalla Francia, e che adesso finalmente stiamo imparando anche noi».
L'Italia avrà abbastanza fondi da permettersi tutto questo?
«Vogliamo innestare, sia a sud che ad est, una marcia superiore. Alcuni istituti saranno potenziati, ma forse potremo aumentare anche il numero dei direttori "di chiara fama", portandoli da dieci a dodici, o tredici. Insomma, se i costi ce lo consentiranno agiremo in grande».

Toscana: Pinocchio diventa ambasciatore della Regione nel mondo

Firenze, 3 giu. - (Adnkronos) - La Toscana si affida a Pinocchio. Il celebre burattino in legno di Collodi sara' uno dei messaggeri della cultura e del territorio della regione nel mondo. E' quanto e' stato deciso a Palazzo Bastogi in un incontro a cui hanno partecipato, tra gli altri, l'assessore alla comunicazione Chiara Boni, l'assessore alla cultura Mariella Zoppi, il presidente della provincia di Pistoia ed alcuni rappresentanti della provincia di Lucca.
''Due anni fa la Toscana e' volata in Giappone per portare ai turisti e agli operatori del Sol Levante uno spazio dove sognare. E lo abbiamo fatto utilizzando come ambasciatore un Pinocchio-robot - ricorda l'assessore alla comunicazione della Toscana, Chiara Boni - Quel Pinocchio-robot era protagonista di un video sulle bellezze della nostra regione. L'esperimento ha funzionato e vogliamo proseguire, continuando ad utilizzare il burattino di legno piu' famoso nel mondo per altre campagne di comunicazione''.
E' difficile trovare un bambino od anche un grande che non conosca Pinocchio. Il libro del fiorentino Carlo Lorenzini in 121 anni e' stato tradotto in oltre 220 idiomi e lingue diverse: in esperanto, in latino e perfino in alcuni dialetti africani.
"Pinocchio e' un perfetto testimonial della Toscana ed un simbolo culturale - commenta l'assessore Zoppi - Ma su Pinocchio possiamo costruire anche un progetto mirato a valorizzare tutta l'area di Collodi, che vanta un borgo molto bello, oltre a villa Garzoni con il suo parco storico ed il parco moderno che e' uno delle prime esperienze in Italia di progettazioni curate da architetti paesaggisti''.
''Il progetto, su cui lavoreremo, vuole essere un invito a visitare la Toscana sulle orme di Pinocchio - conclude - rivolto agli italiani ma anche agli stranieri che giungono nella nostra regione''.


Il Ministro degli Esteri incontra l’Accademia Italiana della Cucina

L'Opinione, 30 maggio 2004
Il ministro per gli Affari Esteri, onorevole Franco Frattini, ha ricevuto alla Farnesina, in via ufficiale il Presidente dell'Accademia, Prof. Giuseppe Dell'Osso. Nel corso del lungo e cordiale colloquio il, Presidente Dell’Osso ha illustrato l'attività dell'Accademia all'Estero, ringraziando il ministro per il vivo interesse manifestato dagli Istituti italiani di cultura per la mostra accademica dedicata ai "Cinquant'anni di cucina italiana". Il ministro Frattini, che si è dimostrato al corrente dell'attività accademica si è rallegrato per l'opera meritoria che l'Accademia svolge all'estero sia per il mantenimento delle tradizioni gastronomiche presso le nostre comunità, sia per la promozione del "Mady in Italy" attraverso la presenza e l'opera delle cinquantasei Delegazioni estere dell'Accademia.
Il ministro ha poi assicurato il suo interessamento affinché le autorità diplomatiche italiane, valorizzando l'attività delle Delegazioni dell'Accademia, possano facilitare la loro azione per la tutela delle nostre tradizioni gastronomiche e dei prodotti italiani sui mercati esteri. Il Presidente Dell'Osso ha vivamente ringraziato il, ministro Frattini per il significativo cordiale interessamento rinnovando la volontà di una sempre maggiore collaborazione per le autorità diplomatiche là dove esiste una Delegazione dell'Accademia.
G.Fo.

DAL 27 AL 29 LUGLIO ALLA FARNESINA LA CONFERENZA DEGLI AMBASCIATORI D’ITALIA

ROMA\ aise\3 luglio 2004 - 144 tra Ambasciatori e rappresentanti permanenti dell’Italia nel mondo saranno a Roma dal 27 al 29 luglio prossimi, per la conferenza degli Ambasciatori d’Italia, che si terrà alla Farnesina e alla quale prenderanno parte anche le più alte autorità dello Stato: dai presidenti di Camera e Senato, Casini e Pera, al presidente del Consiglio Berlusconi. L’intero gruppo di rappresentanti diplomatici sarà inoltre ricevuto al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.
La tre giorni di vertice si incentrerà su tre temi fondamentali: i rapporti tra europeismo ed atlantismo, le aree prioritarie di interesse per l’Italia – Medio Oriente, Paesi del Golfo e Balcani – e la competitività del sistema Italia, anche dal punto di vista culturale. (aise)

mercoledì, giugno 02, 2004

Paying tribute to Italian culture in Korea

The Korea Herald, 2004.06.02

This year Italy and Korea celebrate 120 years of diplomatic relations. It is an important year marked by a series of events meant to highlight the already strong
bonds between the two peoples and their will to deepen reciprocal knowledge. We hope the cultural events we planned for this year may create a wider net of relations.

Italian art is renowned in Korea. Our music is to be found everywhere: in concert halls, opera venues and stadiums, which means that Italian melodrama has become a very popular show. In 2003 colossal productions of operas as "Turandot," "Aida" and "La Boheme" at Sangam World Cup Stadium, Jamsil and Olympic Gymnasium were seen by large audiences. This year we have seen a wonderful "Madama Butterfly" at the Sejong Center of Performing Arts, produced by the Puccini Festival in Torre del Lago. And then "Carmen," which although not Italian, was performed by Italian singers, "Lucia di Lammermoor" and later this month "Tosca." Moreover, an agreement has been signed with that Festival to take the Seoul International Opera Theater production of "Madama Butterfly" to Italy: a clear sign that the Korean workers can now rival the excellence so far reached only by Italian or, broadly speaking, European productions. We like to think of this as a reward for what conservatories, music and singing schools and great interpreters in our country have passed on to many Korean students, who have been going to Italy for years, regarding it as a shrine of international operatic tradition.

Italian baroque music was also presented at the beginning of the year with Flavio Biondi and Europa Galante`s concert at the LG Center. Their original interpretation of "Le Quattro Stagioni" by Vivaldi has proved the Korean organizers competent on the best productions available in the music field and the Korean audience expert as far as instrument playing is concerned.

A special performance has been planned for September when the best-known Italian contemporary music composer Ada Gentile will present her "Cantata per la Pace" at the Sejong Center. This is a cultural gamble that the president of the Sejong Center and the director of the Italian Cultural Institute have made, in the hope that the Korean audience will respond to it as enthusiastically as ever. The "Cantata per la Pace" is part of a wider project that Maestro Lionello Cammarata, director of Santa Cecilia`s Conservatoire in Rome, has promoted to celebrate an Italian Music Day.

Strictly linked to music and performing arts, Italian contemporary dance was also recognized during the Seoul International Modern Dance Festival in April this year. The choreographer Emio Greco managed to surprise us once more with his group in a show directed by Pieter Scholten. In it, the essential elements on the stage matched the dancers` extraordinarily daring movements hovering between light and darkness, being and not being, in a space where the human might be thrown back to the nothingness it came from and ruthlessly pushed into some cruel and indifferent remoteness.

Italian art, too, is welcomed in Korea. Our past artistic heritage does not need special promotion, being, as it is, self-imposing, nor does it need particular efforts to find appreciation and visibility. In September the Seoul Museum of History will host one of the most important Roman art exhibitions ever in this country: "Men and Gods in Caesars` Rome." The exhibit focuses on the Rome of the emperors and in particular, on the centuries of Rome`s utmost splendor, that is to say from the first century B.C. to the middle of the third century A.D. What will be offered the visitor is a wide range of artistic items like sculpture, jewelry and coins.

Contemporary art, however, it is a different matter. There is no well-established supremacy in this field and on this changeable terrain, which does not seem to be settling in the near future, even the prominence taken for granted up to now will have to be open to further investigation and assessment. Italian contemporary art is not second to any other country`s art and it has been recognized as such on more than one occasion. Italian artists are known overseas and exhibit their works in many countries. Seoul has already welcomed some big names of the Italian art scene. The Korean public has had the opportunity to see Gino Marotta`s poetic "Metacrilati" and Massimo Catalani`s extremely realistic and "edible" paintings at the Galerie PICI . At this very moment at the National Library of Korea are exhibited Sandro Sanna`s big canvases, where astral atmospheres created by meteors bring us back to the primeval interrogatives on the origin of the world and of life in general.

Aside from music, dance and art, the fields of science and technology also represent improved contacts and cooperation between Italy and Korea. The number of joined activities has increased especially between universities and between public and private research centers. Among these I will only mention the convention between Hankuk University and Universita` di Bari, whose executive program will comparatively investigate Korea and Italy`s new regionalisms; productive systems and industries` territory organizational forms; the study of environmental impact in building facilities, residential and productive settlements, the renewal and improvement of historic centers.

And finally we cannot but underline the impact that Italy has on Korean young people as far as quality of life, creativity, artistic and musical expression, and joie de vivre in general are concerned.

We would like to mention again those many Korean students who attend our singing and music courses, our programs on design and art academies every year as our dearest friends.

By going to Italy they invest on their future professions as well as experiencing a way of life that allows them to share the values of a different civilization to their own and therefore profit from both.

The article is contributed by the Italian Cultural Institute. - Ed.

We are firmly convinced that matching discipline and technology to free expression will produce more aesthetically planned creations as an outcome, and therefore also ethically good.

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