martedì, agosto 31, 2004

Flavio Favelli a Los Angeles

Venerdì 3 settembre si inaugura presso l'Istituto Italiano di Los Angeles la mostra dell'artista italiano Flavio Favelli

News ITALIAPRESS, 30 agosto 2004
Los Angeles - Venerdì 3 settembre si inaugura presso l'Istituto Italiano di Los Angeles la mostra dell'artista italiano Flavio Favelli. L'esposizione di arte moderna organizzata dall'Istituto italo-americano si intitola "Interior" e rimarrà a disposizione fino al 22 ottobre.
In questa mostra, espressione di contemporaneità e modernità, gli oggetti diventano arte. Un mix di sculture, e visioni. "Tutti elementi elaborati dall'autore sulla base di una personale visione della vita - spiega Giuseppina Candia, addetto culturale dell'IIC di Los Angeles - Una visione ancorata alla nostalgia del suo vissuto". E poi un tocco idilliaco: "Nulla si sperpera, tutto è concepito come qualcosa che può continuare vivere ".
In primo piano la filosofia di Favelli. " Nelle sue composizioni vengono alla luce i suoi pensieri, la sua vita il suo futuro. Flavio Favelli è stato scelto per la sua consonanza, la sua vicinanza,con altri artisti internazionali e soprattutto americani". Una corrispondenza che si realizza a livello di percezione della realtà con una nostalgia verso il passato. "Quando si è interpreti del proprio tempo, a seconda delle epoche storiche, si sente o meno la vicinanza con autori precedenti. E' importante comunicare ma è altrettanto importante rivelare la propria natura e la propria esperienza culturale".
Favelli non si presenta così come artista isolato, abbandonato. Nè tanto meno marginale. "E' un autore italiano di respiro internazionale con ampie visioni che si confrontano con altre realtà e con altri mondi; nel caso specifico con l'America. Il suo è un modo di vivere gli ambienti e gli oggetti col sentimento di qualcosa che è già stato vissuto e che si può continuare ad elaborare nel presente". News ITALIAPRESS

Concerto di oboe italiano a Città del Guatemala

Il concerto per oboe e orchestra si svolgerà il 2 settembre presso l'auditorium del Conservatorio Nazionale di Musica

News ITALIAPRESS, 30 agosto 2004
Città del Guatemala - L'Istituto Italiano di Cultura di Città del Guatemala, diretto da Fortunato Ceraso, ha in programma per il 2 settembre un concerto per oboe e orchestra che si svolgerà presso l'auditorium del Conservatorio Nazionale di Musica. Organizzata in collaborazione con il locale Ministero della Cultura, la serata vede la partecipazione, in qualità di solista, dell'oboista italiano Gianfranco Bortolato che sarà accompagnato dalla prestigiosa dell'Orchestra Sinfonica Nazionale diretta da Igor Sarmiento.
Sarmiento, noto compositore e direttore dello stesso Conservatorio, fa parte di una grande famiglia d'arte guatemalteca "Il concerto 'Opus 27'', su cui è centrata la serata, è stato scritto dal padre di Igor, Jorge Sarmiento, nel 1961 per il famoso oboista guatemalteco Manuel Gómez Samayoa in onore alla sensibilità e al virtuosismo di questo concertista – spiega Matteo Cattaneo, assistente di direzione presso l'Istituto Italiano di Città del Guatemala - Inoltre Gianfranco Bortolato, uno tra gli oboisti più apprezzati in Italia, è parente aggiunto del maestro Samayoa avendone sposato la nipote".
Bortolato collabora con il gruppo di musica barocca Interpreti veneziani e con il quintetto di archi Avant Garde. Ha suonato come Primo Oboe con l'Orchestra del Teatro "Carlo Felice"di Genova,con l'Orchestra del Teatro La Scala di Milano, l'Orchestra della Toscana, il Teatro Regio di Torino e l'Opera di Roma. "L'opus 27 è l'unico concerto scritto per oboe e orchestra sinfonica completa. In passato erano stati composti altri concerti per oboe da autori famosi, come per esempio quello di Richard Strauss scritto però per una formazione più ridotta".
Nel 1961 il concerto vinse il primo premio al Certamen Centro-americano de Ciencias, Letras y Bellas Artes nel settore musicale "A venticinque anni dalla morte di Manuel Gómez Samayoa abbiamo il piacere di ripresentarlo al pubblico guatemalteco. Un omaggio postumo ad un grande maestro".Il programma del 2 settembre sarà completato da un'ouverture di Tchaikovski e un brano di Ottorino Respighi. News ITALIAPRESS

Salta la riunione sulle nomine dei direttori

Istituti italiani di cultura

l’Unità, 28 luglio 2004
In concomitanza con la conferenza degli ambasciatori doveva svolgersi quella dei direttori degli Istituti italiani di cultura. Ma in extremis la Farnesina l'ha rinviata all'autunno. Perché? Perché correva il rischio di trasformarsi in un redde rationem: con le difficoltà economiche delle nostre rappresentanze culturali e con le conseguenze di alcune nomine frutto dello spoil system. Sotto minaccia di tagli il già magro bilancio annuo, complessivo, di 17 milioni di euro, la situazione degli Iic negli ultimi tre anni si è aggra­vata anche con la crisi finanziaria dei loro partner classici la Società Dante Alighieri e l'Isiao. Ma a scoppiare, in sede di conferenza, potevano essere in particolare i bubboni di alcuni direttori di lic di «chiara fama». Sono casi di cui ha dovuto parlare lo stesso Frattini durante l’audizione alla Camera, il 20 luglio (in vista della riforma degli lic, che si trascina da più di due anni). Al momento i casi bollenti sono due: Mosca e Parigi. A Mosca le funzioni dell’Istituto sono svolte dall’ambasciata, dato che la neodirettrice Ange­lica Carpifave è riuscita a far fuggire tutti i dipendenti ed è rimasta sola con gli agenti della sua security privata. E qui c'è da chiedersi perché, dopo dieci mesi di denunce del personale e di scioperi, la Famesina ancora non abbia di fatto mosso un dito. A Parigi il nuovo direttore, Giorgio Ferrara, non ha trovato di meglio che chiudere i corsi di italiano. La nuova linea prevede invece cenoni e feste per il tout Paris, di preferenza di sangue blu. L'ambasciata, qui, è ricorsa all’articolo della legge 401/90 e gli ha affiancato un «comitato di collaborazione». Articolo di legge mai applicato altrove. Ora Carlo Ossola (Collège de France), Ferruccio de Bortoli e Pierre Rosenberg (ex-direttore del Louvre) affiancano (vigilano su?) Ferrara.
m.s.p.

lunedì, agosto 30, 2004

Mostre: Roma in Corea del Sud con 71 artisti italiani

Roma, 30 ago. (Adnkronos) - La citta' eterna e' al centro di un'indagine sociologica che ne svela il volto di metropoli moderna, contraddittoria e multiforme. A Seoul, dall'1 al 20 settembre 2004, presso la PICI Gallery sara' visibile "Roma Punto 1", un'esposizione di opere di 71 artisti quasi tutti italiani. L'evento è organizzato dall'Istituto di Cultura di Seoul, in collaborazione con l'Ufficio II della Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del ministero per gli Affari Esteri e l'Associazione Mara Coccia. Claudio Abate, Claudio Adami, Gregorio Botta, Maurizio Cannavacciuolo Valeria Gramiccia, Daniela Monaci, Caudio Palmieri, Daniela Perego Luca Maria Patella, Davide Sebastian sono alcuni degli artisti autori dell'esposizione. Sono solo tre gli stranieri: Hooi Hwa Lim della Malaysia, Oan Kyu della Corea del Sud e Naoya Takahara del Giappone.


venerdì, agosto 27, 2004

L'Istituto di Cultura di Mosca

Livia Rosati
avvocato

la Repubblica, 27 agosto 2004
L'ARTICOLO di Renata Pisu pub­blicato il 22 agosto, oltre ad affer­mare fatti e circostanze palesemente privi di fondamento, si dilunga in giudizi e valutazioni ine­renti la competenza, la professio­nalità e financo la rettitudine mo­rale della professoressa Carpifave. Ho perciò ricevuto mandato dalla mia assistita per adire le vie legali. Contrariamente a quanto affermato nell'articolo, dal momento della nomina a direttore dell'Istituto ita­liano di cultura a Mosca, la profes­soressa ha alacremente lavorato per restituirgli le finalità che gli sono proprie e che erano state igno­rate dalla precedente gestione, con l'avallo in tal senso dell'Ambascia­ta. Evidentemente la professiona­lità e la serietà della Carpifave non risultano gradite a qualcuno, vista anche la quantità d'accuse gratui­te e giudizi lesivi della dignità uma­na e professionale.
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TUTTO quello che viene descritto nell'articolo è documentato dal dossier della Cigl-Farnesina e da interviste e colloqui con gli italianisti russi (r. pi.)

Mosca, istituto di cultura in crisi “La direttrice danneggia l’Italia”

Intellettuali e dipendenti: violenta e incompetente

Per contestare la Professoressa Angela Carpifave, i sindacati preparano azioni legali, proteste e scioperi della fame
di Renata Pisu

la Repubblica, 22 agosto 2004
Parlando con italianisti e esponenti del mondo culturale russo ha affermato di essere membro del Parlamento italiano; si è spacciata per ambasciatore del nostro paese; ha aggredito il regista Nikita Michailkov sostenendo che, se ha avuto il Leone d’Oro a Venezia, lo deve a un’unica persona: lei stessa, la famosa Angelica Carpifave, direttore dell’Istituto italiano di cultura di Mosca, nomina di “chiara fama” firmata dal Ministro Frattini quando già era assai poco chiara la fama della signora, persona non grata nella Federazione Russa per una storia risalente al 1999, quando pasticciò con la mostra “Splendori della Corte degli Zar”, al punto che si rasentò l’incidente diplomatico.
Ma non basta: Angelica Carpifave accusa l’ambasciatore italiano a Mosca Facco Bonetti di aver assoldato mafiosi russi per sparare sulla sua auto e di aver subappaltato la sede dell’istituto a trafficanti di liquori e tabacco (come si legge in un’intervista rilasciata dalla signora a Libero il 20 giugno scorso). E ancora non basta, perché la Farnesina non si muove, non rimuove dall’incarico, tredicimila euro al mese, un funzionario che definisce i russi “razza inferiore”, boriosamente sicura della sua impunità per chissà quali “agganci”.
A Mosca si sono succedute tre ispezioni del nostro ministero degli Esteri per esaminare il “caso Carpifave”, in Parlamento sono state presentate ben quattro interrogazioni, il Tar del Lazio al quale è stato fatto ricorso per l’anomala nomina della Carpifave ha ordinato al ministero degli Esteri, il 25 febbraio scorso, di produrre una particolareggiata documentazione entro 40 giorni, ma a tutt’oggi, ancora niente, nessuna documentazione è stata consegnata, nessuno si è mosso.
Lei, intanto, ha continuato a fare danni, come si desume dal dossier preparato dai sindacati che annunciano azioni legali e di protesta, sit-in, scioperi della fame contro Angelica Carpifave. Scrive pomposamente al sindaco di Mosca Luzhkov chiedendogli di trovarle una bella sede in centro per la sua Fondazione, la Helikon, perché lei è una persona importante, autrice di un saggio fondamentale “Conversazioni con Alessio II patriarca di Mosca e di tutte le Russie” che sarà tradotto in russo quanto prima perché lo vogliono il Presidente Putin e l’ex ministro degli Esteri Ivanov. Il libro che abbiamo tra le mani, edito da Mondatori e che è davvero fondamentale in quanto a pagina 271 la signora afferma che il Papa, quando Hitler occupò Roma, abbandonò il Trono di Pietro, cosa che proprio non si sapeva su Pio XII ma che lei, essendo una “storica operaia e volterrana” ha portato alla luce.
Non paga, propone nel bilancio preventivo dell’Istituto per il 2004 la pubblicazione in russo di questa sua opera: inutile dire che il programma viene bocciato ma si ricordi che era stata proprio la Carpifave a bloccare, con pretesti vari, la pubblicazione in russo del libro “Un altro mare” di Claudio Magris, da lei chiamato Marchis.
Ma il ministro Frattini, che era intervenuto direttamente per vincere le resistenze del ministero degli Esteri russo alla concessione del visto a Angelica Carpifave, in visita a Mosca a febbraio, l’ha pubblicamente elogiata definendola “la persona giusta al posto giusto”. Sì, proprio così. E viene da piangere perché davvero la signora ne combina una al giorno: aggredisce e offende, per esempio, la cantante Daniela Barca in visita a Mosca per un concerto provocandole un grave esaurimento nervoso, come asserisce il padre, Nino Barra, il quale intende rivolgersi alla magistratura: disdice il contratto con l’agenzia di sicurezza Petrovka, da anni incaricata della sorveglianza dell’istituto il cui direttore si rivolge all’ambasciatore italiano informandolo del fatto che la signora Carpifave ha ordinato, con una telefonata dall’Italia, di cacciare “con forza” la sua sostituta Stefania del Bravo e che ha preteso più volte di far spostare delle macchine posteggiate dall’altro lato della strada sospettando la presenza di terroristi e delinquenti.
Altri incidenti con i russi? Dal dossier preparato dai sindacati, ecco la denuncia da parte della Carpifave nei confronti di un contrattista, Dimitrij Bassalygo, da lei accusato di averla aggredita e averle spezzato la quinta vertebra del collo. Denuncia archiviata dal commissariato di polizia di zona perché è stato subito appurato che il fatto non sussiste.
Ma Angelica Carpifave, soprannominata a Mosca Ilse Koch, la spietata kapò, non demorde: dopo aver messo in crisi con minacce, vessazioni, ingiurie e violenze verbali il personale italiano e russo dell’Istituto – settanta richieste di procedimenti disciplinari – ha assunto nove collaboratori locali (alcuni ex uomini del Kgb) per svolgere il servizio di sorveglianza interno, cioè controllare movimenti e posta elettronica dei dipendenti e, persino, accompagnarli quando vanno al bagno. Così, all’Istituto Italiano di Mosca il 9 febbraio scorso, tutto il personale ha aderito a uno scioperato proclamato da Cgil-Cisl e Uil contro la gestione della direttrice, e poi quasi tutti si sono fatti trasferire per esigenze di servizio, in pratica per poter continuare a svolgere serenamente le loro attività, in ambasciata dove per fortuna c’è un ambasciatore che alla cultura ci tiene e ha sopperito alla mancanza di qualsiasi iniziativa da parte dell’Istituto (sei concerti in salette da cinquanta persone, ed è tutto!) organizzando, tra l’altro, il Premio Grinzane Cavour Mosca, i festeggiamenti per i settecento anni del Petrarca e una Lectura Dantis con Giorgio Albertazzi.
E stima fondamentale mantenere otttimi rapporti con gli italianisti russi, personaggi davvero di chiarissima fama come Ilia levin, Ghennadij Kisselev, Viktor Gajduk, Galina Muravlova, da anni impegnati nel far conoscere la nostra letteratura in Russia e un tempo abituali frequentatori dell’Istituto italiano di cultura. Tra loro gira la bozza di una lettera aperta a Berlusconi che ha già raccolto numerose adesioni e verrà presentata nel corso di una conferenza stampa indetta per i primi di settembre. Kisselev, il traduttore di Moravia, Calvino, Landolfi, Savinio, Baricco e tanti altri, è indignato: “A New York l’Italia non avrebbe mai mandato una rappresentante come la signora Carpifave, la cosa ci offende”. Comunque, la signora è riuscita anche a bloccare tutte le attività dell’Istituto italiano di cultura di San Pietroburgo, sede decentrata ma che potrebbe svolgere un ruolo di prestigio, se mai avesse la possibilità. E a Mosca le cose vanno di male in peggio: ultimamente anche sei dei russi assunti dalla Carpifave, si sono licenziati perché proprio non riuscivano a reggerla. E all’istituto, oggi come oggi, ci sono soltanto tre guardiani e due donne delle pulizie: provare a parlarle è impossibile la signora è in ferie, la sua stanza chiusa a chiave, chi si è visto si è visto, e … buonanotte Italia!

giovedì, agosto 26, 2004

Musica: a Rabat i canti e le musiche della Sicilia Medievale

Rabat, 24 ago. (Adnkronos) - Saranno i canti e le musiche della Sicilia Medievale eseguiti dal gruppo Al Qantarah, i protagonisti del concerto intitolato "Abballati, Abballati", che si terra' il prossimo 29 agosto presso il Volubilis di Rabat in Marocco, organizzato dal ministero della Cultura del regno del Marocco con la partecipazione dell'Istituto italiano di cultura di Rabat, nell'ambito del Festival di Volubilis. Il gruppo Al Qantarah (termine arabo che significa '"il ponte") e' nato a Bologna nel 1990 intorno ad un progetto di ricerca sulla musica siciliana antica, basato soprattutto sul confronto tra le musiche del medioevo e la tradizione orale ancora esistente includendo repertori della musica araba e del Medioriente.

Farnesina veloce sui dati sensibili

E' stato emanato il regolamento sulla privacy
DI ANTONIO CICCIA

ItaliaOggi, 25 agosto 2004
Sprint della Farnesina nell’attuazione della privacy. Il ministero degli esteri ha emanato il regolamento per i dati sensibili. E’ stato, infatti; pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 198 de] 24 agosto 2004 il decreto 23 giugno 2004, n. 225, contenente il regolamento d'attuazione degli articoli 20, 21 e 181 del dlgs 196/2003 (codice della privacy)
Il provvedimento è stato varato con anticipo rispetto alla scadenza fissata per l'adempimento. Le pubbliche amministrazioni, comprese quelle locali, sono chiamate a emanare apposito regolamento sui dati sensibili entro la fine del 2005. Ciò per effetto del recente decreto legge di proroga dei termini previsti dall'articolo 181 del codice della privacy.
Evidentemente il ministero degli esteri ha concluso l'iter del regolamento in anticipo rispetto al decreto di proroga. Peraltro il ministero sarebbe stato comunque in anticipo rispetto alla scadenza originariamente fissata dall'articolo 181, ovvero il 30 settembre 2004. Il provvedimento evidenzia nell'articolato e in un allegato analitico i trattamenti di dati sensibili effettuati e giudiziari effettuati nei vari uffici. Nell’articolato emergono i trattamenti relativi ai rapporti di lavoro.
Profili più significativi. Il regolamento è composto da un articolo e una tabella in cui indica dati sensibili trattati e conservati, finalità d'interesse pubblico perseguite e specifiche operazioni eseguibili.
Nell'articolo si mette in evidenza il trattamento dei dati sensibili connessi alla gestione del rapporto di lavoro.
Il provvedimento precisa che sono utilizzati i dati attinenti allo stato di salute dei propri dipendenti, le informazioni sull'adesione a sindacati o la partecipazione ad attività di carattere sindacale.
Tutto ciò in relazione ai procedimenti relativi alle assenze per malattia o alla concessione di aspettative o permessi sindacali.

sabato, agosto 21, 2004

Matteo Garrone al N.I.C.E. di New York

La sua rassegna inaugurerà, il prossimo il 10 novembre, la 14a edizione del Festival N.I.C.E. Usa 2004

News ITALIA PRESS , 20 agosto 2004
New York - La rassegna dedicata a Matteo Garrone inaugurerà, il prossimo il 10 novembre, la 14a edizione del Festival N.I.C.E. Usa 2004 in partnership, a New York, con MoMA, Istituto Italiano di Cultura e Casa Italiana Zerilli Marimò e, a San Francisco, con l'Istituto Italiano di Cultura e il San Francisco Film Society.
Il programma del N.I.C.E. prevede sette lungometraggi e sette cortometraggi che saranno proiettati, come di consueto, al cinema Quad di New York dal 12 al 18 novembre e dal 14 al 21 novembre al Kabuki 8 Theatre di San Francisco e sarà il pubblico delle due città a decretare i vincitori del "Premio Città di Firenze".
Figlio del critico teatrale Mirco Garrone, Matteo negli anni della scuola si impegna con successo nel tennis. Si diploma al Liceo Artistico di Roma nel 1986 e lavora per alcuni anni come aiuto-operatore per poi dedicarsi a tempo pieno alla pittura. Nel 1996 vince il Sacher Festival con il cortometraggio "Silhouette". L'anno seguente realizza il suo primo lungometraggio "Terra di mezzo" che vince il premio speciale della giuria al festival Cinemagiovani di Torino. Lo stesso anno gira un documentario a New York dal titolo "Bienvenido Espirito Santo".
Nel 1998 firma la co-regia, con Massimo Gaudioso e Fabio Nunziata del corto "Un caso di forza maggiore". "Ospiti" è il suo secondo lungometraggio. Nel 2000 è alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione "Cinema del presente" con "Estate romana". Nel 2002 è alla "Quinzaine des realisateurs" a Cannes con "L'imbalsamatore". News ITALIA PRESS

TURISMO: ENIT POTENZIA ORGANICO IN CINA

(ASCA) - Roma, 20 ago - Per far fronte alla forte richiesta
di visti turistici per l'Italia da parte dei cinesi l'ENIT
rafforzera' il personale dell'Ambasciata italiana a Pechino e
dei consolati italiani a Shanghai e Canton.
Ne ha dato assicurazione - informa una nota dell'ente - il
presidente dell'ENIT Amedeo Ottaviani al Segretario Generale
del Ministero degli Esteri Umberto Vattani che aveva invitato
l'Ente a incrementare il contingente dei contrattisti ENIT in
Cina dove nel primo semestre 2004 la richiesta di visti e'
aumentata del 100%.
L'Ambasciatore Vattani ha espresso la soddisfazione della
Farnesina per l'ottima collaborazione che si e' instaurata
con l'ENIT negli ultimi mesi
che e' pienamente in linea con i
comuni obiettivi sanciti nel protocollo d'intesa con l'ENIT,
Ministero degli Esteri e Ministero delle Attivita' Produttive
firmato il 7 luglio u.s..
''L'ENIT - ha dichiarato Ottaviani - dopo l'apertura del
suo osservatorio turistico in Cina ha operato attivamente
inserendo questo grande mercato emergente tra gli obiettivi
della sua attivita' di promozione''.
L'ENIT investira' nei prossimi mesi 580 mila euro per
educational tour in Italia di operatori turistici e
giornalisti cinesi, un workshop a Pechino con operatori
italiani e cinesi, un corso di formazione di dirigenti e
operatori del turismo cinese sulle varie tipologie
dell'offerta italiana e la pubblicazione di una guida
dell'Italia in cinese.
Dal 25 al 28 novembre l'Enit partecipera' con le regioni e
gli operatori italiani all'edizione 2004 di ''China
International Travel Market''.
Come conseguenza dell'entrata in vigore dell'accordo ADS
(Approved Destination Status) che consentira' i viaggi di
gruppo dei turisti cinesi verso i Paesi dell'Unione Europea,
cinquanta turisti cinesi VIP, tra i quali 10 rappresentanti
dei media cinesi e operatori turistici effettueranno il
viaggio inaugurale di gruppo in Europa e in Italia nel
prossimo mese di settembre Il viaggio e' sponsorizzato dalla
CNTA (Chinese National Turism Administration) ed avra' una
larga eco in Cina, soprattutto attraverso i canali televisivi
nazionali e di Pechino.
I VIP cinesi effettueranno nella capitale italiana, il 10
settembre p.v. una visita ufficiale.
''Nei primi quattro mesi di quest'anno - conclude
Ottaviani - sono entrati in Italia 47 mila viaggiatori
cinesi, 7 mila in piu' rispetto al 2003, con una spesa di 34
milioni di euro''.


venerdì, agosto 20, 2004

Cinema: nel 2005 quello italiano viaggera' in 5 Paesi esteri

Porto Cervo (SS), 20 ago. (Adnkronos Cultura) - Nella bella cornice naturalistica di Porto Cervo nel cuore della Costa Smeralda domenica 22 agosto alle 20,30, presso il Centro Congressi dell'Hotel Cervo, sara' presentata l'anteprima di una formula innovativa di festival, che prelude al ''Lancio internazionale estate 2005'' di Grand Tour - L'Italia con il cinema nel mondo. Si tratta di una vetrina cinematografica itinerante, che inaugurera' a partire dall'estate 2005 nuovi festival nei piu' prestigiosi luoghi di vacanza italiani.La rassegna ''viaggera' '' anche all'estero con 5 tappe invernali, in collaborazione con le istituzioni nazionali, le sedi diplomatiche e gli istituti di cultura italiani all'estero. Porto Cervo e' stata la prima localita' turistica che ha aderito all'iniziativa e, seguendo il suo esempio, molti altri Comuni si stanno candidando a diventare partner di Grand Tour.A Porto Cervo per la serata del 22 agosto sara' proposta una selezione dei migliori cortometraggi presentati all'undicesima edizione dell' International Short Film Festival - Capalbio Cinema. La serata di ''corti' offrira' al pubblico un viaggio fatto di piccoli e gradevoli racconti cinematografici provenienti da tutto il pianeta.

giovedì, agosto 19, 2004

Mostre: a Berlino "Alcide De Gasperi, un Europeo venuto dal futuro"

Berlino, 19 ago. (Adnkronos Cultura) - In occasione del 50esimo anniversario della morte di Alcide De Gasperi sara' visitabile fino al prossimo 31 agosto presso l'Accademia Konrad-Adenauer-Stiftung di Berlino, la mostra "Alcide De Gasperi, un Europeo venuto dal futuro". Alcide De Gasperi e' stato uno dei padri fondatori dell'Europa moderna. In occasione della ricorrenza del 50esimo anniversario della sua morte, questa mostra ricorda vita e azione dello statista. Tre sono gli scopi fondamentali dell'esposizione: focalizzare la figura di De Gasperi nel contesto culturale della Germania e dell'area linguistica germanofona, evidenziare il rapporto tra De Gasperi e Adenauer, da cui ha avuto origine l'amicizia italo-tedesca e infine chiarire che in questa amicizia e' ancorata la volonta' dell'unificazione dell'Europa, che si sta ora realizzando dal punto di vista politico e culturale. La mostra e' stata realizzata sotto il patrocinio del ministro degli Affari Esteri ed e' sostenuta dal ministero degli Affari Esteri, in collaborazione con la Fondazione Alcide De Gasperi (Roma), la fondazione Konrad-Adenauer-Stiftung (Berlino) e l'Istituto italiano di cultura di Berlino. Per ricevere ulteriori informazioni si puo' contattare il numero telefonico 030 - 26 99 60 o visitare il sito: www.kas.de

lunedì, agosto 16, 2004

DANIMARCA: IL MARMO BIANCO DI CARRARA A COPENAGHEN

UNA MOSTRA IN COLLABORAZIONE CON L'ISTITUTO DI CULTURA

(ANSA) COPENAGHEN, 18 AGO - Il marmo bianco di Carrara è protagonista di una mostra al Museo Thorvaldsen di Copenaghen,inaugurata ieri dal ministro danese della Cultura Brian Mikkelsen, in presenza dell'ambasciatore d'Italia in Danimarca Roberto di Leo e del direttore del museo Thorvaldsen Stig Miss. La mostra, organizzata con l'intervento dell'Istituto italiano di Cultura di Copenaghen che ha promosso una intensa collaborazione tra italiani e danesi, offre l'occasione di vedere molte delle opere in marmo bianco eseguite da scultori danesi a partire dal 1920 fino agli inizi del duemila. Sono scultori che sulla scia di Bertel Thorvaldsen (1770-1844)hanno trovato ispirazione nella qualità statuaria del prezioso marmo tratto dalle cave della città toscana di Carrara. Certo è ormai superato lo stile neoclassico del grande scultore danese, che nella prima metà dell'800 trascorse 40 anni della sua vita in Italia e che fece del marmo bianco di Carrara il materiale dominante adoperato nelle sue sculture. Ma con altri stili ed altre tecniche la tendenza ad usare il marmo bianco è proseguita nel tempo ed è aumentata proprio negli ultimi decenni fra molti giovani scultori danesi. L'idea della mostra è venuta allo scultore danese Erik Varming a causa di questo aumentato interesse. Interesse che ha verificato di persona come professore dell'Accademia Reale di Belle Arti di Copenaghen, recandosi ogni anno con gli allievi danesi a Carrara, la capitale del marmo bianco, per trasmettere loro la conoscenza di questo materiale e delle tecniche scultoree. Con l'intervento dell'Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen è stato quindi possibile avviare una collaborazione fra italiani e danesi per realizzare la mostra e per attuare un simposio fra il 18 agosto e l'8 settembre. In questi 20 giorni i blocchi di marmo forniti dal comune di Carrara verranno trasformati sotto gli occhi del pubblico, in piazza Thorvaldsen,in vere opere d'arte. A crearle saranno un artigiano italiano,Michele Barattini, che realizzerà la copia di una statua di Thorvaldsen, avvalendosi del mestiere acquisito in quel laboratorio di cavatori, formatori, copisti che nei secoli è stata ed è rimasta la città di Carrara. E uno scultore danese, Benny Forsberg Jensen, che usando gli stessi marmi, creerà con il duro lavoro della scultura un'opera d'arte nuova, con i tratti degli anni 2000. All'inaugurazione della mostra ha partecipato anche una delegazione di Massa Carrara in rappresentanza del Comune e della Provincia, dell'APT Massa Carrara e del Progetto Costa di Toscana e Isole dell'Arcipelago. (ANSA)

sabato, agosto 14, 2004

Retrospective paints picture of Bertolucci's work

BY ROGER EBERT Sun-Times Film Critic

Chicago Sun-Times, August 13, 2004
Pauline Kael said a long time ago that, of all directors influenced by the great Jean Luc Godard, Bernardo Bertolucci has been the only one to extend Godard's way of looking, instead of just copying.

Now 64, the Italian-born Bertolucci remains one of the great painters of the screen. After working as an assistant director for Pier Paolo Pasolini, he made his first important film, "Before the Revolution," when he was only 24. He went on to make several masterpieces, including "The Conformist" (1971) and "Last Tango in Paris" (1972); despite his uneven work over the next three decades, Bertolucci stands as one of modern cinema's visionaries.

Along with the Istituto Italiano di Cultura, Facets Cinematheque, 1517 W. Fullerton, will present a 16-title retrospective of his works over the next two weeks. It includes several little-known works, including a documentary that he made for Shell Oil in the '60s. Featured in the Facets series are director's cuts of two films previously shown in the United States in drastically trimmed versions, "1900" (1976) and "The Last Emperor" (1987).

For the full schedule, go to www.facets.org. Following are capsules from my original reviews of Bertolucci titles featured in the Facets series:

BESIEGED (1999): A film with strange and murky values. Thandie Newton plays an African woman whose husband becomes a political prisoner. She moves to Rome, goes to medical school and supports herself as a maid for a rich pianist (David Thewlis). He loves her. She wants him to get her husband out of prison. But by the end of the film, she has apparently made a questionable choice. A clue to the film's moral fogginess is the failure to make the husband into a character of any weight or dimension. Rated R. * Screening at 7, 9 p.m. Aug. 25.

THE DREAMERS (2004): Bernardo Bertolucci's evocation of a season in Paris in 1968 when three planets -- Sex, Politics and the Cinema -- came into alignment and exerted a gravitational pull on the status quo. A young American (Matthew Pitt) meets twins (Eva Green and Louis Garrel), who invite him to stay in their parents' vast apartment. As rioters roam the streets and the government totters, they indulge in their mutual obsession with the movies, at a time when the cinema seemed like an instrument for revolution. Erotic, lush, transgressive, and with the buried conflict between American naivete and continental decadence. Rated NC-17. **** Screening at 6:30, 8:45 tonight.

THE LAST EMPEROR (1987): The stunning and thought-provoking epic is based on the story of the child emperor Pu Yi, who ascended to the Dragon Throne of China at 3, abdicated power at 7, and was held as a pampered but powerless prisoner in the Forbidden City until he was made completely irrelevant by revolutionary events. Bertolucci filmed on location in the People's Republic of China and inside Peking's Forbidden City. The winner of nine Oscars, "The Last Emperor" is unique among epics for being about a character who does not act, but is acted upon. In Pu Yi's life is reflected the central development of 20th century: How history ceased to be the stories of individuals and became the stories of societies. Rated PG-13 **** Screening at 5 p.m. Aug. 28

LAST TANGO IN PARIS (1972): What an electrifying film event. It was supposed to be the banner of a cinematic revolution, but was more like its last gasp. This most frank and shocking of major films with a major star (Marlon Brando) achieved a brutal honesty in its depiction of a man named Paul who tries to escape anger and grief through sex. Maria Schneider, hardly heard of since, found the role of a lifetime as the girl who encounters him in an empty apartment, as they embark on a journey into the psyche. Bertolucci explores how sex fulfills two completely different needs. Paul needs to lose himself to mourning and anger, to force his manhood on this stranger because he failed with his wife. Jeanne responds to a man who, despite his pose of detachment, is focused on her, who desperately needs her (if for reasons she does not understand). She senses that Paul needs her as she may never be needed again in all of her life. Original MPAA rating: X. **** Screening at 6:30, 9 p.m. Aug. 20.

LITTLE BUDDHA (1994): Bertolucci offers a shallow, simplistic story about an American child who is thought to be the reincarnation of a venerated Buddhist teacher. His parents (Chris Isaak and Bridget Fonda) react to this news in such a bizarre way that the film is reduced to a religious fable on a comic-book level. Flashbacks show the early life of Prince Siddhartha (Keanu Reeves). Bertolucci's "The Last Emperor" is a much superior telling of a similar story about a child who is chosen for great things. Rated PG. ** Screening at 6:30, 8:45 p.m. Aug. 24.

LUNA (1979): Here's a film that cannot be believed in any terms except, possibly, the operatic. Bertolucci has gone bananas this time. He's the Gunther Gabel Williams of cinema, and right there in the center ring, he's got a soap opera and a Freudian case history (traditional enemies in their natural states) and he's forcing them to copulate! What a show. Caterina (Jill Clayburgh), an American opera singer, sobs in horror as the dead body of her husband is taken from a wrecked car in front of their New York brownstone. Her son Joe mopes in the background. A change of venue is indicated! Mother and son leave immediately for Italy, where Caterina throws herself into a production at the ancient Baths of Caracalla. Incest, heroin addiction and madness quickly follow. Rated R. ** Screening at 6:30, 9 p.m. Tuesday.

1900 (1976): What high hopes were inspired by Bertolucci's "1900" -- and how few of them are realized. Born on the same day in 1900, Alfredo Berlinghieri Jr. (Robert De Niro) and Olmo Dalco (Gerard Depardieu) grow up on the same farm but in very different worlds. There are scenes you will remember (and, yes, "1900," for all its problems, is a movie that film buffs should see). But the movie doesn't seem to go anywhere. It's an epic only by virtue of its length. Think of the command Francis Coppola had over his two "Godfather" films (which together approximate the length of "1900"), and you'll see how the right director can take masses of material and generations of characters and achieve an operatic sweep. "1900" ventures to make grand statements about Italian politics over more than half a century, and then ends with its two central characters, now old men, scuffling in the road. Rated R. ** Screening at 3 p.m. Aug. 21.

THE SHELTERING SKY (1991): Bertolucci attempts to come to terms with one of the great novels of the century, by the late Paul Bowles, about an expatriate American who has lived in Tangiers for nearly half a century. Debra Winger and John Malkovich star as an American couple determined to be "travelers,'' not "tourists,'' and they go to Northern Africa seeking new experiences, only to be swallowed by the immensity of the ancient desert culture. The movie is ravishingly beautiful, but elusive. At the end, it leaves a feeling of dissatisfaction, and you really need to read the book to discover what the story is actually about. Rated R. ** Screening at 3, 6 p.m. Aug. 22.

THE SPIDER'S STRATEGEM (1970): Here's a movie with a beautiful cinematic grace, a way of establishing atmosphere and furthering plot without a lot of talking. It isn't about a search for a killer, or the truth from the past, or anything else, except a question of human identity: What's more important, who we are, or who people think we are? We learn all we need to know about the relationship between the father, the son, and the town, in one group of opening shots. The boy stops on "Via Athos Magnani" -- a street named for his father -- and then approaches the square where his father's statue stands. Bertolucci lines up the deep focus shot so that it begins with the son completely blocking out the statue. Then, as he walks through the square, the statue completely obscures the son. But then he was killed, and time has stood still for his little town ever since. "The Spider's Strategem" will have most appeal to people sensitive to Bertolucci's audacious use of camera movements and colors. Rated PG. *** Screening at 7, 9 p.m. Wednesday.

STEALING BEAUTY (1996): In this disappointing effort, Liv Tyler stars in an insipid story about a 19-year-old American who goes to visit an artist's villa in Italy where, perhaps, she will find out who her father was, and lose her virginity. Jeremy Irons is effective as a dying playwright, and Donal McCann has presence as a weathered sculptor, but the Tyler character is shallow and witless, and exists primarily as a focus for lust. So much more could have been achieved if Bertolucci had made her articulate; instead, the movie is like nothing so much as a middle-aged man daydreaming idly about a nubile teenager. The movie plays like the kind of line a rich older guy would lay on a teenage model, suppressing his own intelligence and irony in order to spread out before her the wonderful world he would like to give her as a gift. Rated R. ** Screening at 6:30, 8:45 p.m. Aug. 23.

Note: As part of the annual Chicago Humanities Festival, Roger Ebert will interview Bertolucci onstage Nov. 13 at Facets. For information, go to www.chfestival.org.

venerdì, agosto 13, 2004

La Cina di Antonioni a Pechino trent'anni dopo

Il film 'Chung Kuo-Cina' sulla Rivoluzione Culturale sarà proiettato per la prima volta in Cina per iniziativa dell'Istituto Italiano di Cultura

NewsITALIAPRESS, 13 luglio 2004
Pechino - Nel mese di novembre sarà proiettato per la prima volta in pubblico in Cina, a Pechino, per iniziativa dell'Istituto culturale italiano, il film del regista italiano Michelagelo Antonioni, 'Chung Kuo-Cina', realizzato in collaborazione con il giornalista della Rai Andrea Barbato.
Il film è inserito nel calendario di una rassegna cinematografica dedicata al regista italiano. E' proprio 'Chung Kuo-Cina' la pellicola che ha reso famoso Antonioni in Cina. Eppure questo film, per ragioni politiche, non ha mai potuto essere proiettato nel Paese. Nessuno finora l'aveva visto, al di fuori dei "censori " del regime.
Francesco Sisci, Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura a Pechino, parla di questa iniziativa come di un passo significativo nella strada dei rapporti culturali fra i due Paesi , "l'inizio di un disgelo ideologico. Il film di Antonioni venne accolto molto male dai funzionari cinesi che avevano avuto l'opportunità di visionarlo. Antonioni venne accusato di anticomunismo e di revisionismo, una accusa assai pesante in quegli anni caratterizzati dalla 'rivoluzione culturale' e da uno scontro duro fra l'ala estremista del Partito comunista che faceva capo a Jiang Qing , la moglie di Mao Zedong, e l'ala pragmatista rappresentata dal primo Ministro Zhou Enlai e da quello che diventerà il leader della svolta `liberista', Deng Xiaoping".
"Il film di Antonioni - continua Sisci - che raccontava la rivoluzione culturale e in genere la società cinese del tempo è stato vietato, messo sotto naftalina, qualcosa di cui non ci si poteva nemmeno sporcare le mani. Guardando questo film i cinesi, che avranno l'opportinità di assistere alla proiezione (si tratta di un pubblico di studenti, insegnanti, cinefili) si troveranno di fronte a una 'storia educativa'. Avranno davanti agli occhi un pezzo di storia del loro Paese, una società ben diversa da quella di oggi".
I cinesi potranno, così, dare un giudizio più sereno, più obiettivo di quel film, che allora venne considerato scandaloso e irriverente, un prodotto della propaganda anticomunista dell'imperialismo occidentale. "Infatti, le poche persone che in questi giorni di preparazione della manifestazione l'hanno visionato si sono resi conto che non è un film 'contro', anzi, visto con gli occhi di oggi, si potrebbe addirittura considerare un film molto di sinistra, e comunista - prosegue Sisci -.'Chung Kuo-Cina' agli inizi degli anni '70, nel ciclone della 'rivoluzione culturale', venne addirittura usato come arma politica nella lotta per il potere all'interno del gruppo dirigente cinese. La moglie di Mao, esponente della 'banda dei Quattro', accusò Zhou Enlai e Deng di avere aperto le porte a un regista reazionario, quale ella considerava Antonioni (che, invece, era un intellettuale con forti simpatie verso il Partito comunista)".
Da chi era venuto l'invito o da chi era stato dato il permesso ad Antonioni e a Barbato di realizzare quel film sulla Cina e quindi sul periodo che, allora, caratterizzava questo Paese, cioè 'la rivoluzione culturale'? "L'invito era venuto proprio dal primo Ministro Zhou Enlai e da Deng Xiaoping - precisa il Direttore dell'IIC a Pechino -. In verità essi avevano chiesto ad Antonioni e Barbato di rispettare alcune regole, di fare le riprese in certi luoghi e non in altri, di raccontare alcune situazioni e non altre; ma il regista italiano fece di tutto per affermare la propria libertà creativa e artistica. Il risultato è stato un film 'sincero' che, oggi, anche i cinesi possono guardare e leggere come una pagina della loro storia, seppure scritta da uomini di differente cultura e diversa sensibilità". NewsITALIAPRESS

giovedì, agosto 12, 2004

I colori della Puglia e dell'Irlanda in mostra a Dublino

La mostra del pittore italiano Carmelo Bolognese intitolata "Campi di grano di Puglia e foreste irlandesi" sarà visibile a partire dal 20 settembre presso l'Istituto Italiano di Cultura di Dublino

NewsITALIAPRESS, 11 agosto 2004
Dublino - Il 20 settembre le sfumature del paesaggio irlandese e di quello pugliese coloreranno la sede dell'Istituto Italiano di Cultura di Dublino. Protagoniste di questo contrasto di cromature saranno le opere del pittore Carmelo Bolognese. La mostra intitolata "Campi di grano di Puglia e foreste irlandesi" sarà visibile fino al 30 settembre .

"Bolognese si caratterizza per le sue espressioni solari. La sua non è una pittura oggettiva o realistica ma impressionistica" spiega Bruno Busetti, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Dublino.

Circa 30 le pitture esposte tra olii,acrilici, tempere e pastelli. "Le tele hanno l'obiettivo di comunicare il calore e sensazioni torride tipiche dei campi di grano italiani a paragone del momento riflessivo plumbeo, dalle colorazioni verde scuro, dettato dall'intrigo dei rami delle foreste irlandesi. E' un modo cromatico di vedere questi due paesi che si incontrano e si scontrano nel medesimo tempo. Credo che questa esposizione otterrà deciso riscontro tra il pubblico ".

Vediamo come nasce questa esposizione: "Bolognese è stato in visita a Dublino a metà luglio, ospite del nostro Istituto di Cultura. E' rimasto incantato dalla vegetazione locale lussureggiante così diversa da quella pugliese; allora ha deciso di realizzare in breve tempo una serie di opere che ritraggono la campagna irlandese. Io ho trovato la sua pittura delicata molto suggestiva".

La prossima tappa della mostra sarà l'Istituto di Cultura di Buenos Aires.

Dal 5 al 9 ottobre in occasione del più importante festival irlandese, l'Irish Theatre Festival" che avrà luogo dal 27 settembre al 9 ottobre, a Dublino vi sarà poi l'esibizione della Societas Raffaello Sanzio di Cesena. Lo spettacolo andrà in scena presso il prestigioso Teatro Samuel Backett. NewsITALIAPRESS

mercoledì, agosto 11, 2004

I manager della diplomazia italiana

di Fiorenzo Grollino

L'Opinione, 7 agosto 2004
I manager della cultura e dell’identità italiana all’estero, come a ragione li ha definiti il ministro degli Esteri Franco Frattini, i 140 ambasciatori italiani sparsi in tutto il mondo, sono arrivati a Roma per la “Quinta conferenza degli ambasciatori d’Italia”, tenutasi alla Farnesina dal 26 al 28 luglio, sul tema “Italia ed Europa: sicurezza, solidarietà, competitività”. Queste conferenze si ripetono ormai con cadenza biennale, e sono l’occasione per fare il punto sull’azione che la Farnesina conduce nel mondo per posizionare l’Azienda Italia nel contesto culturale, economico e finanziario internazionale.
Sono giornate di studio, di riflessione e di confronto per mettere a punto iniziative e strategie che i nostri ambasciatori debbono condurre per far riguadagnare al nostro Paese il terreno perduto e per rendere il “mady in Italy” più competitivo. Si tratta di una vera e propria battaglia, di una sfida rispetto a decenni di inazione e di disinteresse, senza iniziative, in una situazione di quasi isolamento: con gli addetti commerciali nei loro uffici per il disbrigo degli affari correnti ed in attesa di qualche operatore economico in cerca di sostegno e consigli, mentre francesi, tedeschi, inglesi e spagnoli si attestavano in ogni angolo del mondo, conquistando importanti mercati e stringendo accordi commerciali di prim’ordine.
Quello che interessa oggi è proprio questo: il grande sforzo e la mobilitazione a cui assistiamo, sotto la spinta del dinamico ed instancabile ministro Frattini, l’impegno del segretario generale Umberto Vattani, e di tanti attivi e fattivi diplomatici addetti ai lavori, in quale misura potrà servire per superare l’attuale impasse dell’Azienda Italia sullo scenario internazionale?La risposta a questo riguardo viene dallo stesso ministro, il quale subordina il successo di questa massiccia iniziativa diplomatica, a cui sono associati: mondo imprenditoriale, mondo bancario, Istituto del Commercio Estero e ministero per le Attività Produttive, a quattro grandi sfide: la minaccia terroristica, ormai pervasiva e non più limitata agli Stati Uniti. È stata colpita duramente la Spagna e quei paesi che avevano avviato un’azione di contrasto come Turchia, Egitto, Arabia Saudita e Marocco. È significativo che la conferenza ponga al primo posto il tema della “sicurezza”, perché è chiaro che senza sicurezza ogni iniziativa è destinata a saltare; la costruzione di un’Europa politica nella logica di una integrazione profonda tra europeismo e atlantismo. Sotto questo profilo, quanto meno sul piano formale, l’Italia è il paese chiave dell’Unione Europea perché, fallita nel 1954 come Comunità Europea di Difesa (Ced), ebbe ulteriore impulso dall’allora titolare della Farnesina Gaetano Martino, ed apparve sulla scena internazionale come Comunità Economica Europea (Cee) con la firma del relativo trattato a Roma il 25 marzo 1957. Evento che si ripeterà nell’autunno di quest’anno con la firma del Trattato costituzionale. L’Italia è anche paese di provata fedeltà atlantica, e come tale in grado di coniugare europeismo ed atlantismo, e quindi nella condizione di disegnare la strategia che può portare all’integrazione politica del vecchio continente; la creazione delle condizioni per lo sviluppo e la crescita sostenibile in alcune regioni strategiche del mondo, prima fra tutte il Mediterraneo, la sponda Sud come la sponda Est. Questa è la grande missione dell’Italia a medio e lungo termine, senza dimenticare l’Africa per la quale ha già proposto un piano per combattere povertà, epidemie ed emarginazione; portare l’Italia nel mondo, integrando la missione della diplomazia con l’internazionalizzazione del sistema delle imprese e la promozione della cultura funzionale al sistema Italia. Queste sono le sfide, e per affrontarle “servono scelte coraggiose e risposte rapide”. Questa è la strategia che il ministro Frattini suggerisce, e potrebbe essere quella vincente, a condizione che sia ridisegnata la rete diplomatica, “fiore all’occhiello degli Affari Esteri e potenziale valore aggiunto” per l’Azienda Italia. Ciò, secondo il ministro, deve avvenire in fretta, perché un ulteriore ritardo significa uscire di scena. Così come sono necessarie risposte rapide “sul fronte della sburocratizzazione dell’apparato e della velocizzazione dei finanziamenti in un campo sensibile quanto strategico come quello della cooperazione allo sviluppo”. Il titolare della Farnesina ha disegnato con grande lucidità ed in modo essenziale e puntuale quella che possiamo definire “la dottrina Frattini”.Dal quadro tracciato dal ministro emerge la piena conferma che la missione dell’Italia in Europa e nel mondo è una missione eminentemente culturale legata alla sua storia ed alla sua tradizione, ed è anche una missione mediterranea, perché, al centro del mare Nostrum, è l’interlocutore privilegiato dei paesi della sponda Sud, che nel 1995 sono entrati nel processo di Barcellona, nel quale l’Italia deve promuovere l’ingresso della Libia a suggello del nuovo corso in atto ormai da qualche tempo, così come è interlocutore privilegiato dei paesi della sponda Est, per i quali si è spesa in occasioni e momenti particolari. Orbene, se tutto questo avverrà, l’Italia, come a ragione sostiene il ministro Frattini, potrà consolidare il suo ruolo di prim’attore sulla sponda Sud e nei Balcani, e il mondo imprenditoriale italiano riceverà grandi benefici. A proposito di questa missione del nostro Paese in Europa, nel Mediterraneo e nel mondo due notazioni vogliamo fare, frutto della nostra conoscenza ed esperienza degli strumenti finanziari comunitari. La prima riguarda il programma quadro “Cultura 2000”, che ha lo scopo di sostenere progetti di cooperazione tra operatori culturali europei, mirati alla valorizzazione del patrimonio culturale comune ed alla diffusione dei risultati verso il grande pubblico. È un programma che mira a mettere in luce l’identità culturale dell’Europa, prorogato con una recente decisione fino al 2006, che nel 2004 ha premiato un progetto italiano come “I grandi bizantini. Mille anni di storia”, incentrato sul millenario dell’abbazia di S. Nilo a Grottaferrata. Questo programma dovrebbe avere un più cospicuo budget ed essere allargato a tutti i paesi del Mediterraneo, sia della sponda Sud che della sponda Est, perché il patrimonio culturale dell’Unione Europea è prevalentemente mediterraneo. In questo modo si offrirebbe ai “manager della cultura”, i nostri ambasciatori, un formidabile strumento per la loro azione, e ciò in coerenza agli indirizzi tracciati dal ministro Frattini.La seconda attiene allo “strumento finanziario di prossimità”, frutto del semestre di presidenza italiana, ampiamente dibattuto soprattutto nella conferenza euromediterranea di Palermo. Sarebbe opportuno che l’Italia ne sollecitasse in sede comunitaria la sua messa in opera, perché alla sua utilizzabilità è legata anche l’azione promozionale dell’imprenditoria italiana nel bacino del Mediterraneo. A questo strumento è stata assegnata una funzione di crescita e di sviluppo alla imprenditoria dei paesi confinanti in cooperazione con quella dei paesi dell’Unione Europea attraverso la costituzione di joint-venture, il trasferimento di know-how, la creazione di più intense relazioni commerciali con finalità di impiego di mano d’opera locale, incremento degli scambi commerciali e potenziamento degli stessi mercati nazionali. È bene sottolineare che, una volta individuato uno strumento finanziario a carattere internazionale, che può costituire valore aggiunto nei rapporti di cooperazione economica tra stati membri e paesi terzi, questo deve diventare in tempi reali strumento operativo. Tanto per essere chiari, lo “strumento finanziario di prossimità” deve assolvere nel breve periodo la stessa funzione che ha assolto e continua ad assolvere la facility Femip della Bei nell’ambito dei paesi del processo di Barcellona.“Cultura 2000” da una parte, e lo “strumento finanziario di prossimità” dall’altra, rappresentano due importanti opportunità finanziarie per sostenere questo processo di rientro dell’imprenditoria italiana sulla scena internazionale.

martedì, agosto 10, 2004

PER UN NUOVO ORDINE LINGUISTICO INTETERNAZIONALE C’È L’ESPERANTO

ROMA\ aise\9 agosto 2004 - "La Cina rappresenta da sola il 20% della popolazione del pianeta e chiede che la sua lingua e la sua cultura siano rispettate". Questo è quanto affermato i politici cinesi di alto livello, come il presidente del Parlamento, che hanno preso parte alle cerimonie ufficiali dell'89esimo Congresso Mondiale di Esperanto, che si è svolto a Pechino dal 24 al 31 luglio. Questo è quanto hanno ribadito i linguisti cinesi nel corso delle sedute più specialistiche del congresso. Questo è quanto con il loro entusiasmo per l'esperanto, la lingua ausiliaria internazionale neutrale, hanno espresso i numerosissimi partecipanti cinesi al congresso, venuti dai posti più lontani, la Mongolia Interna, il Tibet, ecc.Il grande interesse della stampa e della televisione cinese per questo evento si spiega proprio con l'interesse della Cina ad affermare, a livello mondiale, le sue idee circa un mondo più articolato in quanto a potere ed influenza e meno soggetto alla guida di un solo grande fratello. La parola d'ordine è: no all'egemonismo. Dietro questa parola d'ordine è facile vedere la preoccupazione della Cina per gli sviluppi futuri sul piano economico e politico internazionale. Molti esperti sono concordi nel prevedere che il terzo millennio sarà quello dell'Asia, il che porterà a ridefinire molti degli attuali rapporti internazionali anche sul piano linguistico. Perciò in Asia come anche in una Europa alle prese con le sue molte lingue l'esperanto è sempre più visto come quello strumento neutrale che riesce a mettere tutti su uno stesso piano, almeno nel campo delle lingue e delle culture. (aise)

sabato, agosto 07, 2004

SCRITTORI ITALIANI AD OSLO OSPITI DELL'ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA

OSLO\ aise\6 agosto 2004 - Dalla collaborazione della Casa delle Letterature di Roma con la Reale Ambasciata di Norvegia in Italia, il Reale Ministero degli Affari Esteri norvegese, la NORLA (Norwegian Literature Abroad), la Hamsun Foundation in Hamarøy e l'Istituto Italiano di Cultura di Oslo, è nata l'iniziativa di una serie di scambi letterari tra alcune delle voci più interessanti della letteratura norvegese e italiana contemporanee. Nel febbraio 2004 a Roma cinque scrittori norvegesi (Roy Jacobsen, Rønnaug Kleiva, Per Petterson, Thorvald Steen, Laila Stien), accolti da altrettanti scrittori italiani (Nadia Fusini, Aurelio Picca, Tommaso Pincio, Elisabetta Rasy, Valeria Viganò) sono stati protagonisti di incontri e letture di brani delle loro opere, tradotti per l'occasione in lingua italiana.Ospiti a Hamarøy sulla costa nord-occidentale della Norvegia, i cinque narratori italiani e Maria Ida Gaeta, direttrice della Casa delle Letterature, parteciperanno ad un seminario sul tema "Natura e letteratura. Inside and outside: paesaggio interiore e paesaggio esterno", nell'ambito del festival "Hamsun Dagene" (5/8 agosto), intitolato al premio nobel norvegese per la letteratura Knut Hamsun.Terza tappa del progetto letterario sarà Oslo, dove nella mattinata del 9 agosto il Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura, Lidia Ramogida, presenterà gli scrittori italiani ai rappresentanti di alcune delle maggiori case editrici in Norvegia. Nel pomeriggio dello stesso giorno, nella prestigiosa sede della Forfatternes Hus (Casa degli Scrittori), Nadia Fusini, Aurelio Picca, Tommaso Pincio, Elisabetta Rasy e Valeria Viganò leggeranno estratti delle loro opere, cui seguirà la traduzione in lingua norvegese. Gli scrittori italiani e norvegesi, gli organizzatori dell'iniziativa e il mondo dell'editoria avranno un'ulteriore occasione d'incontro nel corso di un pranzo offerto in residenza dall'Ambasciatore d'Italia in Oslo, Uberto Pestalozza. (aise)

venerdì, agosto 06, 2004

Quando non basta cambiare le parole

Il politicamente corretto
di Pasquale Rotunno

Avanti! 6 agosto 2004
"La parola licenziamen­to mi offende moltissimo" dichiara Pippo Baudo. Il direttore generale della Rai Cattaneo replica: "non c'è nessun licenziamento. C'è una richiesta di risolu­zione”. Con un linguaggio "politicamente corretto" si potrebbe dire che è sta­ta offerta al Pippo nazio­nale una "career-change opportunità", un'opportu­nità per cambiare carrie­ra. Il linguaggio politicamente corretto è forse il tentativo più temerario, dal tempo della Genesi, di ricreare il mondo, ribat­tezzare le cose, rinomina­re i vizi e le virtù. Il politi­camente corretto - ossia Lgm, linguaggio geneticamente modificato - ha avuto origine in America, dove soprattutto si sono verificati casi esilaranti: dal cieco mutato in "otti­camente svantaggiato" allo psicopatico che qualcu­no vuole tramutare in "so­cialmente non allineato".
Un vivace saggio di Edoardo Crisafulli, fun­zionario del ministero degli Esteri e direttore dell'Istituto italiano di cultura di Haifa, esamina in ma­niera originale il dibattito sul linguaggio e gli atteg­giamenti politicamente corretti. Il volume “Igiene verbale" (Vallecchi editore) affronta la spinosa questione con esempi illu­minanti e con un ricco glossario della terminolo­gia "politically correct" in uso nella cultura angloa­mericana. Secondo Stefa­no Di Michele, autore della prefazione, siamo di fronte alla sagra dell'ipo­crisia. Non si cambiano né dolore, né ingiustizie, né stupidità: si dà loro solo un nome nuovo, e ci si mette a posto la coscien­za. Il negro resta negro, ma da "persona di colore". Lo spazzino sempre con la scopa in mano sta, ma intanto è "”operatore ecologico", e magari lo si definisce "igienista dell'ambiente". Persino lo studen­te sfaccendato e pigro va identificato correttamente come uno "privo di moti­vazioni". Così pure il car­cerato potrebbe risentirsi e converrebbe chiamarlo "cliente del sistema peni­tenziario". Insomma, il politicamente corretto non serve a niente, ma fa buona impressione. Le parole, osserva Di Michele, possono certo essere offensive, "ma ancora più offensivo appare il tentati­vo di velare, sfumare, ca­strare senso e passioni. È la rivoluzione fatta a chiacchiere, con frasi morte senza nessuna trac­cia di buonsenso". Il pre­mio Nobel per la letteratu­ra Wole Soyinka disse una volta: "Ci stiamo avviando ad un millennio fatto di parole detestualizzate, senza rischi, senza offese, senza sfumature, senza storia: una comunicazio­ne umana neutralizzata".
Il "politically correct" angloamericano è un mo­vimento di opinione radicale che si è propagato nei campus universitari negli anni '80, noto soprattutto per la sua battaglia ideolo­gica volta a riformare il linguaggio. In nome di una sorta di ecologia lin­guistica sono vagliate le dichiarazioni pubbliche di giornalisti, docenti uni­versitari, politici, e le pub­blicazioni a stampa. Il fine è denunciare ogni scelta lessicale che contenga, ad esempio, allusioni razzi­ste o sessiste. Non sono mancate esagerazioni. Termini come "african american", al posto di "black" (nero, persona di colore), "economically challenged" (economicamente svantaggiato) inve­ce di "poor" (povero) su­scitano ilarità e vengono presi sul serio solo dagli intellettuali radical-antagonisti.
In realtà, avverte Crisafulli, il movimento del politicamente corretto ha una natura sfaccettata e poliedrica. Non si esaurisce con l'imposizione di codici linguistici anti-discriminatori nei campus americani e nei vari settori della società civile. Tra le sue finalità c'è anche la sovversione del canone letterario in auge e la critica della didattica e degli approcci metodologie tradizionali. Ma il suo vero cavallo di battaglia è la difesa del multiculturalismo. Di queste anime sole la prima, quella che esige l'igiene verbale ha catalizzato l'attenzione del pubblico angloamericano.

I riferimenti del Segnalibro dell'APC: STORIA E CURIOSITA' DEL "POLITICALLY CORRECT"


REPERIBILI ONLINE I RAPPORTI-PAESE DELLE AMBASCIATE CONSOLATI E UFFICI ICE ALL'ESTERO

ROMA\ aise\6 agosto 2004 - Il ministero degli Affari Esteri, l'Istituto per il commercio estero (Ice) e il ministero delle Attività Produttive offrono la possibilità alle imprese, agli enti e agli operatori interessati alle relazioni economiche e commerciali con l'estero di consultare "on-line" i rapporti-paese elaborati congiuntamente dalle ambasciate, dai consolati e dagli uffici Ice all'estero.I rapporti-paese, consultabili accedendo alla pagina principale del sito web del ministero degli Affari Esteri (www.esteri.gov.it, link "per le imprese"), forniscono un quadro sintetico della situazione macroeconomica, delle opportunità di mercato, degli eventuali ostacoli agli scambi e agli investimenti e delle iniziative promosse dai vari operatori del sistema Italia.I rapporti-paese congiunti rappresentano un'iniziativa innovativa a sostegno dell'internazionalizzazione delle imprese e confermano l'impegno delle istituzioni pubbliche a una stretta collaborazione tra loro. I rapporti sono aggiornati con frequenza semestrale, a marzo e settembre, sulla base delle analisi economiche svolte da ambasciate, consolati e uffici Ice. (aise)

Imprenditoria: novita' sul sito della Farnesina

Iniziativa congiunta Affari Esteri-Ice-Attivita' produttive

(ANSA) - ROMA, 6 AGO - Il ministero degli Esteri, l'Istituto per il commercio estero (Ice) e il ministero delle Attivita' Produttive insieme sul web. Sara' cosi' possibile per imprese, enti e operatori, consultare 'on-line' i rapporti-paese elaborati congiuntamente dalle ambasciate, dai consolati e dagli uffici Ice all'estero. I rapporti-paese, sono consultabili accedendo alla pagina principale del sito web del ministero degli Affari Esteri www.esteri.gov.it, link 'per le imprese'.

giovedì, agosto 05, 2004

Not Just History

Let's talk about...

New Delhi, August 3, Delhi Newsline
You don’t have to be a student of history to enjoy the exhibition Ancient Rome and India being jointly organised by the Italian Institute for Africa and the Orient and the Italian Embassy Institute of Culture. Through a series of illustrative panels drawn from the works of various Indian and Italian historians, the exhibition highlights the social, economic and cultural links between ancient Rome and India. The picture that emerges is of a world already becoming a global village—several millennia before the term was actually coined. Did you know, for example, that the sari came to India from ancient Rome? Or that the Gandhara School of Art was heavily influenced by Greco-Roman art? It appears then that our Italian fixation dates back to time immemorial. Are the opposition benches listening? The exhibition is on at the Italian Embassy Institute of Culture till August 31. It is open from 10 am to 6.30 pm.

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