venerdì, settembre 30, 2005

L'italiano nel mondo
strumento di dialogo

L'INTERVENTO
di Gianfranco Fini, Vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri

Il Messaggero, 30 settembre 2005
Mercoledì scorso ho aperto il 77° congresso mondiale della Società Dante Alighieri a Malta, paese che condivide con l'Italia la storia comune del Mediterraneo. Il Mediterraneo, “il mare che unisce”, rimane centrale per la stabilità e lo sviluppo globali. E' pertanto interesse di tutti i paesi che vi si affacciano dar vita a progetti comuni che ne riaffermino la centralità.
In questo senso, la promozione dell'italiano diviene parte essenziale del nostro contributo alla globalizzazione: offriamo una cultura dalle secolari radici umanistiche, ma sempre al passo coi tempi, che può concorrere a rendere la globalizzazione più a misura d'uomo, proprio nel momento in cui apriamo le porte a un'immigrazione legale e regolata, difendendo al tempo stesso la nostra identità.
Una delle necessità nell'area del Mediterraneo e' proprio la diffusione di una “cultura del confronto”: ha paura del rapporto con l'altro chi e' debole; fenomeni come la xenofobia nascono proprio là dove si è persa coscienza della propria identità. Se conosciamo l'eredità dei nostri padri e continuiamo a parlare la loro lingua, non dobbiamo temere confronti nè contaminazioni: vive in una fortezza chi e' assediato dalla paura.
Anche in questa prospettiva si deve intendere la missione della Dante Alighieri di diffondere nel mondo la lingua e cultura italiana: essa opera da protagonista della diplomazia culturale, che è a sua volta asse portante della politica estera dell'Italia. Poiché la lingua non è solo uno strumento di comunicazione, ma anche veicolo dell'identità di un popolo – della sua cultura, arte, tradizione e stile di vita - dobbiamo valerci dell’italiano come strumento di apertura, dialogo, conoscenza e di integrazione sociale a tutto campo.
Per questo il governo è impegnato ad affermare l'italiano nelle istituzioni comunitarie, in un'Europa che trova anche nella diversità culturale e linguistica la sua identità e ricchezza. Per questo rilanciamo con iniziative ad ampio raggio la centralità della lingua italiana nel Mediterraneo.
Sono prova di questo impegno, fra l’altro, gli accordi conclusi con molti paesi rivieraschi per la diffusione delle trasmissioni RAI, considerando anche che la nostra emittente pubblica ha varato il canale satellitare Raimed, dedicato al Mediterraneo con programmi e notiziari in lingua italiana e araba.
Emerge così l'importanza della promozione culturale nella strategia complessiva della diplomazia italiana: occorre valorizzare tutti gli strumenti disponibili, quali gli Istituti Italiani di Cultura, l'insegnamento della lingua italiana nelle scuole pubbliche e i Comitati della Dante Alighieri e sviluppare le sinergie.
La Dante Alighieri ha meriti storici considerevoli verso la nostra nazione, ma guarda anche al futuro, nella consapevolezza che cultura e “made in Italy” sono due facce della stessa medaglia: insieme, gli Istituti di Cultura e le Dante Alighieri devono sostenere la cultura in maniera mirata ed incisiva, come efficaci punti di riferimento e di aggregazione per gli intellettuali, gli studiosi, i giovani, e trovare integrazioni forti con il cinema, il teatro, la musica, l'architettura. A eventi integrati potranno concorrere le Ambasciate, i Consolati e l'ICE e si potrà fare affidamento anche sul settore privato, sulle banche, imprese e fondazioni.
Alla promozione della cultura e della lingua italiana possono partecipare le imprese italiane che investono all'estero. Non è solo un loro impegno sociale verso la comunità ma, come ha ricordato il Presidente Ciampi proprio in occasione di un incontro con la Dante Alighieri, un'opportunità per l'intero sistema-Paese. Quella di lavorare insieme e da subito ai grandi appuntamenti del futuro non è solo una possibilità: sotto molti aspetti, è un imperativo.

Copenaghen: Kierkegaard all'Istituto Italiano di Cultura

Copenaghen, 29 set. (Adnkronos) - In occasione del 150° anniversario della morte del filosofo danese Søren Kierkegaard (1813-1855) l’Istituto italiano di cultura di Copenaghen realizzerà dal 7 al 9 ottobre, presso la sede dell’Istituto di Copenaghen, il convegno internazionale “L’essere umano come rapporto. L’antropologia filosofica e teologica di Søren Kierkegaard”.

Il convegno nasce da una cooperazione italo-danese, ed è organizzato dall’Istituto italiano di cultura di Copenaghen, dal dipartimento di Filosofia dell’università di Verona, dalla Società Italiana per gli Studi Kierkegaardiani e da tre prestigiose istituzioni danesi: Søren Kierkegaard Forskningscenteret, Institut for Filosofi, Pædagogik og Retorik dell’università di Copenaghen, Danmarks Grundforskningsfonds Center for Subjektivitetsforskning. Parteciperanno al simposio numerosi filosofi, teologi e studiosi del pensiero di Kierkegaard italiani e danesi, tra i più noti a livello internazionale.

Søren Kierkegaard è il più grande pensatore danese, uno dei più importanti della modernità. Il suo influsso sul pensiero del Novecento è stato fondamentale: dall’esistenzialismo al neomarxismo, dalla teologia dialettica all’ermeneutica, dal decostruzionismo al pensiero ebraico, dalla psicologia fenomenologica al postmodernismo, tutte correnti di pensiero che hanno fatto i conti con lui, proseguendone l’opera, traendone ispirazione o polemizzando con lui. Inoltre, in quest’ultimo decennio, con il ritorno delle questioni religiose nelle nostre società multiculturali e globalizzate, Kierkegaard ha vissuto un particolare ritorno di interesse, perché oggi chi vuole comprendere che cos’è il religioso, quale ruolo esso può avere nella vita dell’individuo e nella società, fa sempre più spesso ricorso al filosofo danese.

Nel corso dell’incontro le relazioni saranno tenute in italiano e in danese e sarà messo a disposizione un servizio di traduzione simultanea tra le due lingue. La cura scientifica del convegno sarà di Umberto Regina, Ettore Rocca, Niels Jørgen Cappelørn ed Angela Trezza.

“La testa degli italiani”: viaggio-colloquio con Beppe Servegnini ospite a Francoforte

Iniziativa dell’Istituto Italiano di Cultura di Francoforte

Inform, 29 settembre 2005
FRANCOFORTE - Su invito dell’Istituto Italiano di Cultura di Francoforte, il giornalista Beppe Severgnini, editorialista del “Corriere della Sera”, sarà ospite nella città tedesca il prossimo 6 ottobre (ore 19), presso il Museo di arti applicate (MAK, Schaumainkai 17) per presentare il suo nuovo libro “ La testa degli italiani”, (Rizzoli 2005).

Il libro, ricorda l’IIC, è un pamphlet semiserio e ironico sui vizi e le manie nazionali degli italiani - difetti comunque che, a detta dell’autore, sono correggibili e non disgiunti da virtù inimitabili - e un vademecum per gli stranieri che amano l’Italia e che desiderano carpire e capire i segreti di questo Paese insolito ma originale.

Modereranno la serata la giornalista radiofonica Paola Fabbri Lipsch e Simona Ferrario del “network italians”di Francoforte.

Beppe Severgnini, allievo di Indro Montanelli, maestro del giornalismo italiano, è stato editorialista per varie testate nazionali e corrispondente in Italia per “The Economist”. Dal 1988 tiene sul “Corriere della Sera” la rubrica “Italians”, forum di discussione e commenti ed è promotore di un portale autogestito, www.italiansonline.net, dedicato a tutti i connazionali nel mondo e al quale hanno aderito finora 7.000 persone nel mondo.

Beppe Severgnini è autore di libri divenuti best seller, quali “Inglesi” (1990), “Un italiano in America” (1995), le cui traduzioni in inglese sono arrivate ai primi posti delle classifiche in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Inoltre ha scritto anche “Italiani si diventa” (1998), “Manuale dell’uomo domestico” (2002) nonché due libri dedicati alla squadra del cuore dal titolo “Interismi” (2002)e “Altri interismi” (2003).

L’Istituto Italiano di Cultura informa inoltre che nel quadro dell’iniziativa “Scrittori italiani nelle scuole” Beppe Severgnini incontrerà nel ginnasio bilingue Freiherr-vom-Stein di Francoforte alunni, insegnanti e genitori in due separati incontri il 6 e il 7 ottobre per discutere con loro sia della sua attività di giornalista che di argomenti, quali la diffusione della lingua e cultura italiana e l’insegnamento bilingue all’estero, tematiche di cui Severgnini si occupa da molto tempo. (Inform)

giovedì, settembre 29, 2005

Cultura: Ciampi, diffusione italiano diventi questione nazionale

Roma, 28 set. - (Adnkronos) - "Come italiano nato in terra toscana sono sempre stato innamorato della lingua italiana, ne sento la forza, l'armonia, la musicalita'. Ho sempre avuto la 'curiosita'' di approfondire l'etimologia delle parole per avvertirne il pieno significato. Per questo ricorro spesso al vocabolario e al dizionario dei sinonimi e contrari. Sono pieni di sorprese. Aiutano a pensare. Ve ne raccomando l'uso". Si apre cosi' il messaggio inviato dal presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ai partecipanti al 77° Congresso Internazionale della Societa' Dante Alighieri. Per Ciampi ''la diffusione della lingua e della cultura italiana deve diventare una questione nazionale''.

''Amo Dante e partecipo con gioia alla sua riscoperta anche da parte dei giovani, nelle piazze d'Italia, nei teatri. Spero che questo successo si affermi anche in televisione. L'italiano e' la lingua neolatina piu' antica e quella che piu' e' rimasta intatta. Si e' rinnovata senza perdere il contatto con i suoi classici del Trecento. Possiamo leggere i loro testi oggi come se fossero dei contemporanei -prosegue Ciampi- E' una lingua nata con il contributo di numerose regioni d'Italia. Certo, la sua affermazione e' legata ai tre grandi classici: Dante, Petrarca, Boccaccio. Ne siamo tutti fieri. Ma non
dimentichiamo Jacopone da Todi, e la scuola dei poeti siciliani nata alla corte sveva di Palermo''.

''Oggi voi iniziate il 77° Congresso mondiale della Societa' Dante Alighieri. Il mio saluto va a tutti i rappresentanti degli oltre 500 Comitati della 'Dante' sparsi in tutto il mondo: con abnegazione, con passione, con tenacia essi mantengono viva la lingua e la cultura italiana. E' fondamentale sostenere la loro attivita'. Lo devono fare i privati, lo deve fare soprattutto lo Stato. Rinnovo -esorta Ciampi- l'invito agli imprenditori italiani a offrire corsi di italiano ai loro dipendenti all'estero. Sara' al tempo stesso un sostegno alla cultura italiana e un contributo all'efficienza delle loro aziende''.

''La scelta di Malta per il vostro Congresso e' particolarmente felice. In questa nazione europea, e' ben vivo in me il ricordo della recente visita di Stato, la cultura e la lingua italiana costituiscono un vincolo di amicizia e di fratellanza indelebile, che tuttavia va rinnovato e potenziato, a partire dalla scuola. Il Mediterraneo e' l'area del mondo dove dobbiamo piu' investire nell'insegnamento della nostra lingua e della nostra cultura, diffondendolo nelle Universita', riportandolo nei luoghi dove era e oggi non e' piu' lingua corrente. La diffusione della lingua e della cultura italiana deve diventare -conclude Ciampi- una questione nazionale''.

venerdì, settembre 23, 2005

GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO/ APRE AL PUBBLICO ANCHE LA COLLEZIONE D'ARTE DELLA FARNESINA

ROMA\ aise\23 settembre 2005 - Istituite ufficialmente nel 1991 con il sostegno dell'Unione Europea, le Giornate Europee del Patrimonio si svolgono quest'anno in tutta Europa il 24 ed il 25 settembre, con il tema di "La cultura del vivere".
In Italia, in particolare, in ogni Regione si organizzano iniziative nelle quali si enfatizza il legame esistente fra il nostro patrimonio e la storia del vivere quotidiano. Un legame che va ben oltre i confini nazionali enfatizzando e rendendo esplicite le relazioni esistenti tra il nostro paese e gli altri paesi europei ed extra europei. Il patrimonio diventa, quindi, uno strumento efficace per rafforzare il dialogo interculturale e per dare valore alla diversità culturale di ogni paese appartenente al Consiglio d'Europa.
Durante le Giornate tutti i luoghi della cultura statali, ma anche molti appartenenti ad altre amministrazioni pubbliche e private che aderiscono all'iniziativa, sono accessibili gratuitamente. È possibile fruire anche di una grande varietà di iniziative: mostre, nuove aperture e aperture straordinarie di siti abitualmente chiusi, visite guidate gratuite, restauri in corso o appena terminati, concerti, spettacoli, proiezioni cinematografiche, itinerari culturali, degustazioni, convegni, conferenze, laboratori didattici e visite guidate per i giovani, visite ed iniziative per utenti disabili.
Per l’occasione anche la Farnesina aprirà le porte sua preziosissima Collezione d'Arte Contemporanea. L’evento, organizzato dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e dal Ministero degli Esteri, prevede per questo fine settimana due visite guidate della Farnesina, che ospita oltre 200 opere tra dipinti, sculture e installazioni.
Raccolte sin dagli anni '60 nella sede del Ministero, tali opere sono significativa espressione dell'arte italiana del XX secolo. La raccolta, esposta a partire dal 2000 per volontà su impulso dell’allora Segretario Generale Umberto Vattani, spazia infatti dalle opere di Balla e Boccioni, passando dalla Metafisica di Giorgio De Chirico per giungere fino ai giorni nostri, con l’intento di sottolineare l'importanza che il Ministero degli Affari Esteri attribuisce alla promozione dell'arte quale strumento della nostra "diplomazia culturale".
È davvero impressionante il numero di dipinti, sculture, mosaici, installazioni - tutti raccolti in pochi anni con la curatela scientifica del Professore Maurizio Calvesi - che si snodano nel lungo percorso fatto da corridoi, Sale riunioni e Uffici di alta rappresentanza del Ministero. La Farnesina è divenuta così il palazzo pubblico con il maggior numero di opere di artisti italiani contemporanei, a testimonianza del dinamismo e della vitalità creativa del nostro Paese.
Certo, il panorama artistico del Novecento italiano è così ampio da rendere impossibile una raccolta esaustiva. Proprio per questo si è voluto adottare una formula originale per l'acquisizione delle opere: principalmente prestiti temporanei messi a disposizione dagli stessi artisti, da musei, fondazioni e collezionisti. Queste procedure consentono l'alternanza delle opere esposte, facendo della Mostra, unica nel suo genere, una Collezione aperta, che negli anni viene modificata e si arricchisce di nuovi nomi.
Lungo l'itinerario della Mostra si scopre gran parte della produzione artistica del secolo scorso. Partendo dal Futurismo, primo movimento italiano in pittura del '900, di Balla e Boccioni e dalla Metafisica di Giorgio De Chirico, si prosegue poi a presentare gli autori e le correnti del Novecento in Italia, per giungere fino ai nostri giorni: un secolo di arte italiana rappresentato da artisti riconosciuti a livello internazionale i cui lavori, nel loro insieme, costituiscono oggi la Collezione di arte contemporanea italiana alla Farnesina.
Poiché le esigenze operative del Palazzo rendono difficile un accesso continuo alla Collezione da parte del grande pubblico, il Ministero degli Esteri coglie ogni occasione per far conoscere questo patrimonio al di fuori del ristretto ambito degli addetti ai lavori e del territorio nazionale. La Collezione infatti è stata esposta, con grande successo, alla Triennale di Milano del 2004 con la Mostra "Da Balla alla Transavanguardia" e in India, a New Delhi e Bombay, dove, in occasione della Visita di Stato del Presidente della Repubblica del febbraio scorso, sono state presentate una sessantina di opere rappresentative delle avanguardie italiane dagli anni '50 agli anni '70. Più recentemente la Farnesina ha anche inviato alcune opere di artisti italiani tra le più significative della Collezione al Padiglione Italiano dell'Esposizione Universale di Aichi in Giappone. (aise)

giovedì, settembre 22, 2005

Franco Faranda a Copenaghen

Una conferenza sulle opere della Pinacoteca di Bologna

Bertel Thorvaldsen (1770 - 1844)

Busto del Conte Cristino Rasponi

News ITALIA PRESS, 21 settembre 2001
Copenaghen - Franco Faranda, reggente della Sovrintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e Etnoantropologico di Bologna, terrà una conferenza sulle opere che hanno segnato la storia della Pinacoteca Nazionale di Bologna presso l'Istituto di Cultura di Copenaghen.

"In questa occasione – spiega l'addetto stampa Sergio Scapin - Faranda effettuerà un sopralluogo del museo Thordvalsen, visto che collabora con noi a nome della Sovrintendenza di Bologna, alla creazione della mostra che verrà realizzata a novembre all'interno del museo danese sulla donazione Ottenbacher Rasponi".

La Pinacoteca Nazionale ha sede nell'ex noviziato gesuita di Sant'Ignazio nel quartiere universitario della città di Bologna. Il museo, completamente rinnovato nelle sue strutture secondo i più moderni criteri conservativi e museografici, offre ai visitatori un affascinante percorso attraverso la pittura emiliana dal XIII al XVIII secolo. Accanto ai capolavori di Vitale da Bologna, Ercole de Roberti, Francesco Francia e Parmigianino, vi si trovano il politico di Giotto, Santa Cecilia di Raffaello e ancora opere del Perugino e dei Veneziani Tiziano e Tintoretto.

mercoledì, settembre 21, 2005

“LA LATINITÀ NELLO SCENARIO DEL XXI SECOLO”

CONFERENZA A LISBONA PROMOSSA DA AMBASCIATA D’ITALIA, ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA, ISTITUTO CAMÕES, UNIONE LATINA

Inform, 21 settembre 2005
LISBONA – “La latinità nello scenario del XXI secolo”. E’ la conferenza che il prof. Roberto de Mattei terrà il 27 settembre a Lisbona, presso l’Instituto Camões (Rua Rodrigues Sampaio 113, alle ore 19). L’iniziativa è promossa da Ambasciata d’Italia, Istituto Italiano di Cultura, Istituto Camões e Unione Latina.
Roberto de Mattei: nato a Roma nel 1948, si è laureato in Storia Contemporanea presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Roma “La Sapienza”.
Insegna attualmente Storia Moderna all’Università di Cassino.
Tra le cariche che oggi ricopre: Vice presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) con delega per le scienze umane; Consigliere per le questioni istituzionali, politiche e culturali del Vice-Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri Gianfranco Fini; membro del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Italiano per le Scienze Umane (Firenze) dove rappresenta il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, e del Consiglio Direttivo dell’Istituto Storico Italiano per l’età moderna e contemporanea (Roma); è membro del Board dei Garanti della Italian Academy presso la Columbian University (New York); Direttore della rivista Internazionale di Storia “Nova Historica”.
E’ autore di numerose pubblicazioni tradotte in varie lingue e scrive regolarmente su quotidiani e periodici sia italiani che stranieri. (Inform)

lunedì, settembre 12, 2005

Italian culture institute to deepen knowledge within Korea

By Annie I. Bang

The Korea Herald, September 12, 2005
Italy and Korea have long enjoyed good relations, and for the past 18 years the Italian Cultural Institute in Seoul has been highlighting the "already strong bonds" between the two countries and contributing to the city`s growing cultural diversity.
Relocated near the Italian Embassy in Yongsan since 2003, the institute has provided information on Italian culture by organizing language courses, creating cultural events that reflect the main trends in Italy, inviting artists from Italy, and promoting translations from its literary heritage.

"The presence of Italian culture in Korea is good... Korean people know more about Italian culture than Italian people in Italy know Korean culture, but the knowledge that Korean people have about Italy is not complete," institute director Luigino Zecchin said in an interview with The Korea Herald.

Most young Koreans visit the institute to get information about studying in Italy, particularly in the fields of music, opera singing, design and fashion.

Zecchin says this proves the high international esteem in which Italy`s abilities in these fields are held, with its long tradition and commitment to excellence in them. But he also feels this highlights a problem - Koreans know about Italian fashion but have little knowledge of Italian history or its contributions to science.

"What kind of knowledge do Korean people have about Italy? Young Korean people know Italian fashion very well - the trademarks, Versace, Ferragamo, Giorgio Armani. But they don`t know much about Galileo Galilei, for example," Zecchin said. "This is a big problem. We have to make a more systematic net of relations and achieve deeper knowledge."

The aspects of Italian culture which the institute promotes are various and events held range from demonstrating the visual and performing arts to science and literature and exhibitions of typical regional products.

Italian-promoted events will be held not only in Seoul but also in other cities, opening up more and more cultural variety.

In the two years since Zecchin has been director of the institute, opera productions have drawn big audiences, and performances include "Turandot" staged this year at The Sejong Center of Performing Arts with Korean and Italian artists and staff.

Zecchin said Italian culture in Korea is promoted mainly through language courses and cultural events in Seoul and other main cities.

The last week of October is Italian Language Week, and literary translations of Italian and Korean literature, to and from each language, will be presented during that period.

Also, the Museum of Literature in Seoul will host a Forum on Italian and Korean Poetry, and the first translation into Korean of the novel Il Gattopardo, by Tommasi di Lampedusa, will be presented to the public.

The institute will provide its production of a DVD titled "Mamachine," an ironic work of fiction showing the positive outcome of the meeting and mixing of two cultures.

"Our project is to make this building a reference point for anyone who is in some way or other interested in Italy, with the creation of a restaurant, a literary cafe and a meeting hall for cultural activities, like lectures and movie showings.

"We also have in mind a yearly contest for Korean students of music who would like to go and study opera in Italy," Zecchin said.

For more information about the institute and its events and programs, visit italcult.or.kr or call (02) 796-0634.

giovedì, settembre 01, 2005

Mancano i fondi per l'arte, italiani donate

La campagna al via il 24 settembre. Le critiche dei giornali inglesi

E' la nuova iniziativa presentata dalla fondazione no profit che usa una campagna scioccante per sensibilizzare i cittadini del Belpaese

Il manifesto della campagna mostra il David di Michelangelo senza una gamba

Corriere della Sera, 1 settembre 2005
MILANO - Come salvare le opere d'arte italiane in periodi di crisi economica? Puntando sulla buona volontà (e soprattutto) sui soldi dei cittadini. Sembra questa la risposta alla campagna-choc lanciata dalla fondazione no-profit CittàItalia per promuovere «Le giornate dell'arte», campagna di raccolta fondi per il restauro dei beni culturali italiani, organizzata dal 24 settembre al 2 ottobre.

Dato che lo stato dei beni culturali italiani è sempre più in crisi la fondazione mostra negli spot che sono trasmessi quotidianamente sulle reti Rai alcune delle opere più famose italiane come il David di Michelagelo e l'Ultima Cena di Leonardo mutilite e distrutte e chiede ai cittadini di partecipare alla raccolta fondi per salvare il nostro patrimonio artistico. Ma è subito montata la polemica. Con l'affondo dei giornali inglesi che commentando ampiamente la nuova campagna in difesa dell'arte accusano il governo di Roma: «L'Italia non cura i suoi beni».

CAMPAGNA- «Senza il tuo aiuto, l'Italia potrebbe perdere qualcosa», recita lo slogan della campagna. Lo scopo dell'iniziativa, in collaborazione con la Rai, è di sensibilizzare i cittadini per salvaguardare il patrimonio culturale: i cittadini italiani e non, collegandosi al sito http://www.fondazionecittaitalia.it potranno votare l'opera d'arte da restaurare dopo aver effettuato una donazione a favore della campagna.

GIORNALI INGLESI - La campagna di CittàItalia ha interessato molto i quotidiani inglesi, che mercoledi hanno segnalato ampiamente l'iniziativa e hanno reagito con sdegno alla grave crisi che vivono i beni culturali del Belpaese. «Il ricco patrimonio artistico italiano - scrive The Independent - è in uno stato di crisi: a causa della mancanza di denaro, della mancanza d'interesse e dell'assoluta stupidità, sottolinea il giornale britannico. Ora una campagna scioccante cerca di incoraggiare le persone a donare soldi per salvare il loro tesoro». Ancora più duro il Guardian: «Quest'anno il governo ha stanziato 26 milioni di euro per il restauro di centinaia di chiese, palazzi, conventi e musei; meno della metà della somma che studi indipendenti indicano necessaria per il solo mantenimento delle opere».

RESTAURI - L'anno scorso con il progetto pilota la fondazione no-profit CittàItalia ha raccolto più di 300.000 euro con i quali ha iniziato il restauro dell’Organo Monumentale della Chiesa di San Massimo, una struttura del XIII secolo e quello della statua di Cangrande della Scala a Verona. Tra i più importanti siti in lizza per essere restaurati quest'anno ci sono La Fontana del tritone a Roma in Piazza Barberini di Bernini, il Teatrino di Villa Omo sul Lago di Como e la Casa del Mutilato, una costruzione del 1938 dall'architetto Eugenio Fuselli.

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