mercoledì, novembre 08, 2006

"FARNESINA PORTE APERTE"

PRESENTATA A ROMA L’INIZIATIVA CHE APRE AL PUBBLICO LE STANZE E LA COLLEZIONE D’ARTE CONTEMPORANEA DEL MAE/ E INTINI ANNUNCIA: LA COLLEZIONE PRONTA A GIRARE IL MONDO GRAZIE AGLI IIC

ROMA\ aise\8 novembre 2006 - Sabato 18 novembre e poi di nuovo nel 2007, con sei appuntamenti a cadenza bimestrale, il Palazzo della Farnesina, sede del Ministero degli Affari Esteri, aprirà le proprie stanze e la Collezione d’Arte Contemporanea che esse custodiscono al pubblico, che potrà così accedere, attraverso visite guidate, non solo agli uffici ed alle sale di rappresentanza della nostra diplomazia, ma anche alle oltre 200 opere d’arte lì esposte.
L’iniziativa "Farnesina Porte Aperte", fortemente voluta dal Ministro D’Alema, dopo il primo positivo esperimento tenutosi in occasione della Notte Bianca romana, è stata presentata questa mattina a Roma dal Segretario generale Paolo Pucci di Benisichi, dal Vice Ministro Ugo Intini e dal Direttore generale per la promozione culturale Gherardo La Francesca. Tutti concordi nel dare all’iniziativa un valore allo stesso tempo altamente simbolico ed artistico.
Simbolico perché, ha spiegato Intini, si tratta di un "segno di trasparenza": "le stanze segrete della diplomazia italiana sono e saranno sempre più aperte ai cittadini". Artistico perché la Collezione d’Arte Contemporanea della Farnesina rappresenta davvero un prestigioso quanto raro complesso di opere rappresentative dell’arte italiana del XX secolo.
Esporre nella sede del Ministero, spazio architettonico già di per sè significativo, una così notevole collezione testimonia, dunque, e sottolinea l’importanza attribuita alla conoscenza di uno degli aspetti più caratterizzanti della cultura italiana contemporanea come parte integrante della nostra politica estera. Ne era ben consapevole nel 1999 l’allora Segretario generale Umberto Vattani, cui venne l’idea, poi realizzata l’anno seguente, di ospitare alla Farnesina una raccolta d’arte italiana contemporanea.
Oggi la Collezione, curata da Maurizio Calvesi e Lorenzo Canova, è composta di 236 opere tra dipinti, sculture, mosaici ed istallazioni, che, snodandosi nel lungo percorso fatto da corridoi, sale riunioni e ambienti di rappresentanza, testimoniano il dinamismo e la vitalità creativa della produzione artistica italiana del Novecento.
Solo al primo dei nove piani della Farnesina si possono letteralmente ammirare un meraviglioso controsoffitto realizzato nel 1950 da Pietro Cascella per la Sala Conferenze Internazionali, due imponenti cartoni preparatori a "L’Impero" (1936-38) e "Il Lavoratore" (1936) di Mario Sironi, l’action painting del "Ciclo 81" (1981) di Emilio Vedova confrontarsi faccia a faccia con il più delicato astrattismo di una "Composizione" (1953) di Emilio Scanavino. E poi ancora, addentrandosi tra anditi e sale del Ministero, si incontrano l’arte povera e del recupero di Joannis Kounellis e Mario Ceroli, il realismo lirico della "Superficie 627" (1967) di Giuseppe Capogrossi, una delle pochissime tele lasciateci dall’artista che usava distruggere i propri lavori dopo averli terminati, l’astrattismo concreto de "Le Città d’America" (1952) di Afro, due "Architetture con Cactus" (1991) di Alberto Burri, la scultura informale di Leoncillo e "L’Amante Morta" (1922) di Arturo Martini.
Ma non è finita qui. Sempre al primo piano - per visitarlo tutto ci vorrebbe almeno un’ora e mezza - sono esposti una "Quercia artificiale" (1967) in plexiglass verde di Gino Marotta, il delicatissimo "Arcadia" (1923) di Carlo Levi e, di fronte, la "Piazza d’Italia con sole spento" (1971) di Giorgio de Chirico.
Nella splendida e ariosa Sala de Grenet campeggiano due grandi arazzi di Antonio Scordia e Gastone Novelli. Di lì si accede alla stanza del Ministro D’Alema, che, in prima fila ad accogliere i visitatori della Notte Bianca, si è detto "fortunato". D’altra parte chi non lo sarebbe, potendo lavorare in uno studio in cui si incontrano antico e moderno nelle opere di Morandi e Vistosi, da un lato, e Guercino e Vanvitelli, dall’altro?
Fortunati saranno anche tutti coloro che potranno ritrovarsi nella grande sala in cui si incontrano gli artisti del Gruppo Forma: Carla Accardi, il marito Antonio Sanfilippo, Piero Dorazio, Antonio Perilli e Pietro Consagra, presente con la scultura "Bifrontale n.2" del 1995. Poco distante, la passerella vetrata della Farnesina che custodisce tra gli altri la scultura in bronzo lucido "Follia" (1962) di Giò Pomodoro e che affaccia sul cortile interno del Palazzo, dove si staglia la Fontana Monumentale di Consagra.
Ma la Collezione d’Arte Contemporanea della Farnesina è molto di più: Balla, Boccioni, Carrà, Chia, De Pisis, Depero, Fontana, Guttuso, Manzù, Merz, Morandi, Nunzio, Paladino, Pistoletto, Plessi, Rotella, Schifano, Scipione, Staccioli, Tirelli e Vangi sono solo alcuni dei nomi che hanno reso grandi 100 anni di arte italiana.
A parte alcune donazioni, la maggior parte delle opere esposte sono state acquisite, grazie alla disponibilità di gallerie e collezioni private, in comodato temporaneo per almeno due anni. Il che, è stato sottolineato oggi da più parti, definisce il carattere "aperto" della Collezione, unica nel suo genere e sempre nuova e diversa.
Da oggi, inoltre, la Collezione sarà on line, sul sito internet della Farnesina (www.esteri.it), per consentirne la fruizione a tutti, in Italia e all’estero, agli italiani nel mondo e ai cittadini del mondo. Scelta, questa, in linea con "l’importanza attribuita alla promozione della cultura all’interno della politica estera italiana", ha ribadito in conferenza il vice ministro Intini.
Per questo stesso motivo, le opere più significative della Collezione sono state esposte anche al di fuori delle mura del Palazzo. Presentate nel 2004 alla Triennale di Milano, nel 2005 sono state esibite a New Dehli e Mumbai, in occasione della visita del Presidente della Repubblica in India, poi in Giappone, nel Padiglione italiano dell’Expò di Aichi, ed infine a Belgrado, in Serbia. E sono pronte adesso a partire di nuovo.
Il Direttore generale della Farnesina La Francesca ha infatti annunciato oggi un nuovo progetto, ormai pronto al via. L’intenzione è quella di "far uscire dal grembo della madre, di natura sedentaria, una figlia, viaggiatrice", che porti 90 opere selezionate dalla Collezione in giro per il mondo attraverso la rete degli Istituti Italiani di Cultura. Insomma una vera e propria circuitazione della Collezione all’estero, che segni l’inizio di "un nuovo approccio alla promozione culturale del Ministero" e, contemporaneamente, un "rilancio dell’arte contemporanea italiana all’estero".
D’altra parte, come dimostrano gli ultimi dati forniti dal Ministero delle Attività e dei Beni Culturali, solo di recente l’arte italiana del Novecento ha acquisito un maggior prestigio nel nostro Paese e nel mondo. Ed il processo è ancora lungo. Ne è testimonianza la presenza proprio in Italia, ha sottolineato Calvesi, di "grandi collezioni, ma mai di una politica di acquisti", che oggi è impensabile.
"La Collezione della Farnesina", ha aggiunto Calvesi, "non sostituisce quel Museo di Arte Contemporanea italiana che non esiste, ma rappresenta un segnale molto cospicuo ed esauriente dell’importanza dell’arte italiana ed è oggi uno stimolo a conoscerla anche all’estero".
Per il momento, sono state selezionate 70 delle 90 opere che faranno parte dell’esposizione itinerante. Il Direttore La Francesca ha ipotizzato che "nell’arco di due settimane la mostra sarà definita nel dettaglio e poi ne sarà stabilito l’itinerario, seguendo un senso logistico e strategico per la promozione della cultura italiana".
Un ultimo sguardo prima di andare via. Davanti all’ingresso principale della Farnesina campeggia la grande "Sfera n.5" (1965) di Arnaldo Pomodoro, simbolo degli Istituti Italiani di Cultura ed emblema di un’arte, quella italiana del Novecento, che la nostra diplomazia ha deciso di riconoscere e valorizzare sino in fondo. (raffaella aronica\aise)

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