venerdì, novembre 03, 2006

L’altolà di D’Alema: troppi tagli alla Farnesina

Duello sul bollo auto. Per evitare lo sciopero generale sbloccati i fondi sul pubblico impiego
di Enrico Marro

Corriere della Sera, 03 novembre 2006
ROMA — Sulla Finanziaria il governo non fa in tempo a chiudere un fronte che se ne apre un altro. Ieri ha presentato l’emendamento che rende esigibili i fondi per il contratto 2006-2007 dei dipendenti pubblici e il sottosegretario all’Economia, Nicola Sartor, si dice convinto che ciò servirà a disinnescare lo sciopero generale del pubblico impiego annunciato dai sindacati. Contemporaneamente però si profila una nuova rottura con gli enti locali, che con una nota dell’Anci accusano il governo di aver disatteso i patti. Come se non bastasse al vertice di maggioranza di ieri mattina c’è stato l’intervento a sorpresa del ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, che, dopo aver criticato una Finanziaria troppo «ballerina», si è lamentato dei tagli al suo dicastero. E le sue lamentele hanno subito ottenuto ascolto. Al ministero dell’Economia si sono messi al lavoro sull’articolo 53 della Finanziaria, tanto che già in serata il vicepremier ha fatto trapelare la propria soddisfazione per la rimodulazione dei tagli agli stanziamenti della Farnesina. E modifiche potrebbero arrivare anche sul bollo auto visto che da più parti si chiede al viceministro dell’Economia, Vincenzo Visco, di rivedere l’aumento perché colpisce il 90% degli automobilisti. Solo che Visco ha un problema: l’incremento del bollo garantisce un maggior gettito di 538 milioni e quindi se lo si vuole alleggerire bisogna trovare delle compensazioni. «Basta con altre tasse », ha detto il ministro, ma ogni ipotesi di ricorrere ai tagli di spesa scatena liti.
FIDUCIA — Risultato: il vertice è stato aggiornato ad oggi, con governo e maggioranza impegnati nella ricerca di un accordo su pochi maxi emendamenti alla Finanziaria per la quale, però, già si ipotizza il voto di fiducia, che potrebbe essere chiesto dal governo in aula giovedì, per superare la montagna di emendamenti dei vari gruppi. Il ministro dei Rapporti col Parlamento, Vannino Chiti, si è affrettato a precisare: «Il governo non ha ancora deciso e molto dipenderà dall’atteggiamento dell’opposizione ». Ma in pochi credono a un esito diverso. E la richiesta del voto di fiducia viene data per scontata anche al Senato sul decreto fiscale.
LE NOVITÀ — Sono una sessantina gli emendamenti depositati dal governo e dal relatore di maggioranza, Michele Ventura. Queste le principali novità. Al posto delle deduzioni (riduzione dell’imponibile) delle spese per le badanti, già previste dalla Finanziaria 2005, potrebbe arrivare la detrazione (taglio dell’imposta) pari al 19% della spesa sostenuta, con un tetto di 399 euro, a patto che il reddito non superi 40 mila euro. I lavoratori con più di 55 anni potranno trasformare il loro contratto da tempo pieno a part-time se contemporaneamente viene assunto per il tempo restante un giovane. Alle Regioni andrà una quota del gettito dell’accisa sul gasolio auto pari a 75 milioni nel 2007. Dal 2008 tutti i registratori di cassa immessi sul mercato dovranno possedere la funzione di trasmissione telematica. Nessun taglio all’Università (il ministro Fabio Mussi aveva minacciato le dimissioni), al fondo per le aree sottoutilizzate del ministero dello Sviluppo e alla Presidenza del Consiglio. Giro di vite sulle scommesse clandestine e i giochi irregolari: le multe andranno da 30mila a 180 mila euro. Le Authority sulle telecomunicazioni e sulla privacy potranno assumere il 25% di personale in più. Maggiori fondi per potenziare la guardia costiera. Il governo ha poi presentato l’emendamento che recepisce l’accordo con le parti sociali sul decollo dal 2007 della previdenza integrativa (Tfr ai fondi o all’Inps nelle aziende con più di 50 dipendenti) stanziando 60 milioni per le compensazioni alle imprese.
ENTI PUBBLICI E MAGISTRATI — Tra le altre novità c’è la retromarcia del governo sui vertici degli enti pubblici non economici. Viene proposta infatti l’abrogazione dell’articolo 42 della Finanziaria che prevedeva la soppressione delle presidenze e dei consigli di amministrazione degli stessi affidando le loro competenze a un direttore generale, per un risparmio previsto in 5milioni. Restano, inoltre, gli adeguamenti automatici degli stipendi per magistrati, professori universitari, dirigenti di Forze armate e polizia. Con un emendamento all'articolo 64, che aveva provocato le vivaci proteste dei giudici, il governo limita la riduzione degli scatti al biennio 2007-2008 e alle retribuzioni oltre i 53.000 euro annui. Il taglio sarà del 30% anziché del 50%. Infine, 80 milioni in più per Venezia e 40 per l’editoria.

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