venerdì, dicembre 29, 2006

“Allarme Lingua” segnala a Prodi l’illegittimità di una Legge

News ITALIA PRESS, 29 dicembre 2006
Chieti - L'associazione Allarme Lingua, che opera per la difesa delle lingue e delle culture, con il suo Presidente Giorgio Bronzetti, ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio Romano Prodi e al Sottosegretario agli interni on Marcella Lucidi, per segnalare che "il decreto legislativo recante "Attuazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro famigliari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri ", licenziato con parere favorevole dalla Commissione affari Costituzionali nella seduta 64 del 19/12/06, contiene all'articolo 20 comma 7 una disposizione illegittima alla luce della direttiva europea sfuggita all'esame dei deliberanti". La lettera precisa testualmente: "Mentre infatti l'art. 30 del Parlamento Europeo e del Consiglio Europeo 2004/38/CE del 29 aprile 2004 recita: Ogni provvedimento adottato a norma dell'art. 27, paragrafo 1 (limitazioni alla libertà di circolazione) è notificato per iscritto all'interessato secondo modalità che consentano a questi di comprenderne il contenuto e le conseguenze, l'articolo 20 comma 7 del decreto licenziato prevede che l'eventuale provvedimento di allontanamento di una persona dal territorio sia "tradotto in una lingua comprensibile al destinatario ovvero in inglese", rendendo in tal modo la lingua inglese comprensibile da tutti per legge. Il diritto europeo riscritto in chiave italiana, quasi parodistica, in barba ai diritti linguistici e al diritto, riconosciuto dall'art. 24 della Costituzione, di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti che sottintende la piena comprensione del contenuto di un provvedimento, che il legislatore non può dare per scontato se il testo è in inglese. Se si fosse scritto "oppure in italiano" (la lingua cioè dello Stato a cui si riferisce il decreto) non si sarebbe ugualmente rispettata la direttiva europea ma almeno non avremmo avuto questo ennesimo cedimento dei politici italiani verso l'angloamericano. Che poi tra i senatori che hanno esaminato il decreto vi siano alcuni dei più accesi promotori di iniziative a favore della lingua italiana, come il DDL per l'istituzione del Consiglio Superiore della Lingua Italiana, che non sono saltati sulla sedia alla lettura di "ovvero in inglese" resta inspiegabile se non con un momento di stanchezza e di disattenzione". News ITALIA PRESS

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