martedì, gennaio 31, 2006

APERTE LE ISCRIZIONI AL CORSO D’ACQUERELLO DELL’IIC DI STOCCOLMA: GLI ALTRI APPUNTAMENTI CULTURALI

STOCCOLMA\ aise\31 gennaio 2006 - Sarà il pittore Francesco Saverio Alonzo a tenere il nuovo corso d’acquerello presso l’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma. Il corso, per il quale si sono appena aperte le iscrizioni, si svolgerà dal 24 febbraio al 5 maggio, ogni venerdì mattina in inglese e svedese. Al termine dello stesso, l’Istituto provvederà al rilascio di un certificato di partecipazione.
E intanto proseguono, anche nel mese di febbraio, gli appuntamenti culturali organizzati dall’Istituto. Si parte lunedì prossimo, 6 febbraio, con un omaggio a Gioacchino da Fiore, teologo e mistico cristiano che, per la sua dottrina, fu dichiarato eretico dalla chiesa cattolica. Alle ore 18.30, presso la sede dell’IIC, si terrà la conferenza "Gioacchino da Fiore, oltre l'eresia" a cura di Cosimo Damiano Fonseca, professore di Storia medievale presso l’Università di Bari, Accademico dei Lincei, nonché Presidente del Comitato per le celebrazioni su Gioacchino da Fiore, con la proiezione del filmato "Il protocenobio di Jure Vetere". Seguirà l’intervento a cura del prof. Giacomo Oreglia, autore del libro "Kätteri" (Eresia).
Mercoledì 8 febbraio, spazio alla letteratura con la presentazione, alle ore 19, del libro "Italienska Trädgårdar" (Giardini d’Italia), edito da Natur och Kultur, a cura dell’autrice Ann Larås. Seguirà l'inaugurazione della mostra fotografica "Giardini d’Italia. Un viaggio attraverso la storia dell’architettura dei giardini", a cura di Åke E:son Lindman.
Di nuovo un omaggio, lunedì 13 febbraio, questa volta al al grande drammaturgo Henrik Ibsen, che soggiornò per ben undici anni in Italia. Nella ricorrenza del centenario della morte, alle ore 19, presso l’Istituto Italiano di Cultura, si terrà la pièce musicale "Verità e conseguenza" per la regia di Henrik Åkerman, con l’attore Henrik Åkerman e la soprano Madeleine Barringer, accompagnati da Terés Löf al pianoforte, che eseguirà musiche di Edvard Grieg.
Proseguono, poi, gli appuntamenti del martedì con il cinema italiano. Numerose le proiezioni che si terranno nei prossimi giorni: il 7 febbraio, alle ore 17 e alle ore 19, sarà la volta del film "I fidanzati" (1963) di Ermanno Olmi, con Carlo Cabrini e Anna Canzi; il 14 febbraio, sempre alla stessa ora, sarà proiettato "Il più bel giorno della mia vita" (2001) di Cristina Comencini, con Margherita Buy e Virna Lisi; il 21 febbraio torna Olmi con "Il posto" (1961), interpretato da Sandro Panzeri e Loredana Detto; il 28 febbraio Luigi Lo Cascio sarà il protagonista di "Buon giorno notte" (2003) per la regia di Marco Bellocchio; ed il 31 gennaio sarà proiettato "Il bagno turco" (1997) di Ferzan Özpetek, con Alessandro Gassman e Francesca d'Aloja.
Infine, la musica. Nell'ambito dello "Stockholm New Music Festival", che si svolgerà dal 18 al 25 febbraio, sono previsti alcuni concerti del gruppo italiano "Alter Ego", composto da Aldo Campagnari al violino, Eugenio Vatta all’audio, Francesco Dillon al violoncello, Fulvia Ricevuto alle percussioni, Manuel Zurria al flauto, Oscar Pizzo al piano e Paolo Ravaglia al clarinetto, che interpreteranno musiche ispirate a compositori italiani quali Luigi Nono, Salvatore Sciarrino, Claudio Monteverdi, Giorgio Netti, Giovanni Verrando e Riccardo Nova.
Inoltre lunedì, 27 febbraio, alle ore 19, presso la Fondazione per la Promozione della Cultura Musicale di Stoccolma, sede di una pregevole collezione di strumenti musicali d’epoca, l’arpista Eleonora Vulpiani si esibirà in un concerto di musiche di Carulli, Molino, Carcassi e Giuliani. (aise)

lunedì, gennaio 30, 2006

Buenos Aires: all'Ist. di cultura emerge il 'Fondo Fascista'

Buenos Aires, 30 gen. (Adnkronos Cultura) - Emerge dagli archivi della biblioteca dell'Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires quello che potrebbe rivelarsi un tesoro, una documentazione straordinaria del Ventennio fascista in Italia testimoniato da circa tremila volumi ritrovati durante il lungo lavoro di riordino e catalogazione dei 32mila libri conservati nella stessa biblioteca dell'Istituto. "Man mano che si procedeva al lavoro, sono emersi numerosi volumi del periodo fascista. In seguito alla prima catalogazione, ci siamo resi conto che quei volumi costituivano un vero e proprio fondo, da noi rinominato 'Fondo Fascista'", ha dichiarato all'Adnkronos Cultura Renato Poma, vice direttore e addetto culturale dell'Istituto Italiano di Cultura a Buenos Aires.

"Il 'Fondo Fascista' si compone di circa tremila volumi provenienti dalla Segreteria Fascista per gli Italiani all'Estero, l'organo che, evidentemente, si occupava di istruire e diffondere la propaga fascista anche tra i connazionali emigrati in Argentina, inviando loro volumi di tema fascista - ha spiegato Poma - Si tratta infatti di testi di corporativismo, di politica coloniale, di letteratura e arte del ventennio tra cui anche delle edizioni futuriste molto interessanti e tutti gli scritti dei gerarchi e di Mussolini, i discorsi parlamentari e ciò che non solo è stato scritto dal Duce, ma che è stato scritto sul Duce nell'arco del Ventennio. Il fondo, infatti, comprende anche articoli su Mussolini apparsi sulle riviste dell'epoca, materiale piuttosto raro e importante dal punto di vista storico".

"Come sia giunto il fondo nella biblioteca dell'Istituto - continua il vice direttore dell'Istituto - per il momento resta un mistero, perché l'ente ha aperto solo nel 1952: probabilmente i volumi sono confluiti qui in seguito a una donazione da parte di qualche istituzione per gli italiani in Argentina, che qui sono numerosissimi. Il 'Fondo Fascista' resterà a Buenos Aires poiché appartiene all'Istituto Italiano di Cultura, ma abbiamo deciso di procedere a un'archiviazione scientifica in collaborazione con l'Università della Tuscia, in modo da portare alla luce l'intero fondo e farlo conoscere al mondo: per questo stiamo aspettando i professori Elio D'Auria, docente di Storia Contemporanea, e Giovanni Solimine, docente di Biblioteconomia della Tuscia".

"I volumi, per lo più risalenti agli anni Trenta, sono conservati abbastanza bene - ha concluso Poma - calcolando che il supporto cartaceo dell'epoca era piuttosto scadente. Per questo stiamo anche vagliando l'ipotesi di procedere con un lavoro di restauro, per il quale dovremo cercare un finanziamento da parte del ministero degli Esteri, contando anche sul sostegno dell'Università della Tuscia".

domenica, gennaio 29, 2006

Italy marks Holocaust Day

Jewish victims of Nazi era remembered in numerous events

ANSA) - Rome, January 27 - Italy joined dozens of nations around the world on Friday in ceremonies commemorating the millions of victims of the Holocaust.

International Holocaust Day, which was approved at the United Nations last year, is being marked by numerous events in Italy, with conferences, special TV slots, a soccer match and a variety of local ceremonies in different parts of the country - including one at Italy's only WWII concentration camp at San Sabba near Trieste, which was attended by ex-deportee associations.

Parliament and several cities observed a minute's silence at noon while many schools stopped classes at 11:45, the precise time the Russian army entered the Auschwitz concentration camp.

Foreign Minister Gianfranco Fini presented a book about Italians who helped Jews escape Nazi persecution.

It is called The Just of Italy after the Yad Vashem shrine in Jerusalem where WWII protectors of Jews, including Oskar Schindler, are commemorated as 'the Just'.

Two 'Italian Schindlers' who have recently become known through TV biopics, frontier policeman Giorgio Perlasca and bogus diplomat Giovanni Palatucci, have plaques and trees there.

The new book, on the other hand, tells the story of the many unknown Italians who helped Jews flee the Nazis and Fascists.

Fini said it was a tribute to those who showed that "the flame of humanity was not wholly extinguished in those dark days".

But he also stressed the book - which has been produced by the Italian embassy in Israel and the Italian cultural institute in Tel Aviv - could not be an act of "collective self-absolution".

In his foreword to the book, Italian President Carlo Azeglio Ciampi said: "We owe gratitude to the Just for upholding the dignity of our people".

"The courageous actions of individual citizens put reason and humanity before aberrant racist theories, both Nazi and Fascist," he said.

"Risking their own lives, these men and women worked across Italy to obstruct the realisation of wicked and barbaric plans," the president said. Italian Premier Silvio Berlusconi sent a message to the country's Jewish community, expressing the "closeness of the government and the Italian people" in commemorating the horrors suffered by Jews under Nazi rule.

He highlighted the importance of remembering the past, which he said should act as "a warning that mistakes must never be repeated".

"We must never tire of reiterating, especially to the younger generation, that all human beings are equal and have the right to respect, dignity and freedom," said the premier.

The President of the Union of Italian Jewish Communities, Amos Luzzatto, said it was vital people continued talking about the Holocaust, even generations after the event, in order to understand "how different cultures can live together".

This was particularly important, he added, given that "elements of racism are still alive and deeply rooted in Europe and elsewhere".

Rome Mayor Walter Veltroni echoed Luzzatto's words and confirmed that the city is to have its own Shoah museum.

Elio Toaff, emeritus head of the Italian Jewish community, said that the late pope John Paul II had been "an example" of how to commemorate the Jews' suffering.

John Paul paid a historic visit to Rome's synagogue in 1986, while Toaff was the only living person, aside from his personal secretary, mentioned in the pope's will last year. The Holocaust museum will be inaugurated on October 16, 2008, Veltroni said - the anniversary of a round-up of Jews in Rome's ghetto in 1944.

About 2,000 of the 8,500 Italian Jews who died at Auschwitz came from Rome, Their names will be inscribed on the museum's walls.

A plaque commemorating celebrated Nazi hunter Simon Wiesenthal was unveiled near the site - an old Mussolini villa - on Friday. Addressing a conference in the Italian capital, the president of Rome's provincial government , Enrico Gasparra, said "denying the existence of the Holocaust means denying history, which is an offence to the pain and the blood spilled." The conference, attended by numerous institutional figures, also saw the unveiling of the UN's official symbol for the international commemoration day.

The logo depicts a length of barbed wire on a black background, which merges into two intertwined white flowers.

Speaking at the conference, the head of the Rome Jewish Community, Leone Paserman, suggested that relations between Israel and the UN had been fraught over the years and said he hoped the "decision adopted by the General Assembly is indicative of a real change".

The UN event commemorates the Red Army's liberation of the Auschwitz-Birkenau camp on January 27 1945.

More than a million people were killed there under the Nazis. Six million Jews died in all the death camps.

Italy, the UK and Denmark have commemorated the event for some years but this is the first time the anniversary has received such widespread international recognition.

mercoledì, gennaio 25, 2006

Arte italiano: un sutil recorrido desde la II Guerra hasta ayer


CONCETTO POZZATI. PLENO SIGLO XX, UN AUTOR CON INFLUENCIA POP


CULTURA : ABRIO "VISIONES CONTEMPORANEAS": MAS DE CUARENTA OBRAS PRODUCIDAS ENTRE 1939 Y 2005

Se trata de obras de formato tradicional, que siguen distintos movimientos artísticos. Entre ellas se destaca la producción de los años 40, cuando surge el neorrealismo

Cecilia Fiel. ESPECIAL PARA CLARIN, Martes, 17.01.2006

Stop! Si creíamos que este verano todos los fanáticos de la cultura italiana sólo contaríamos con las tradicionales retrospectivas de Fellini, rebobinemos la cinta y comencemos de nuevo. Play: acaba de inaugurar Arte italiano: visiones contemporáneas, una exposición integrada por más de cuarenta obras de artistas italianos.

Las "visiones contemporáneas" que se presentan están lejos de lo que hoy podemos entender por "contemporáneo". Aquí no encontraremos nada de arte povera (materiales pobres, austeridad máxima), ni de videoinstalaciones, ni performances, ni siquiera los gigantes lienzos de la transvanguardia y mucho menos lo último de la Bienal de Venecia.

La muestra presenta obras realizadas en formato tradicional: son todas pinturas y dibujos sobre papel y cartón y no salen del tamaño chico y mediano. Si bien las obras van de 1939 a 2005, un núcleo por demás interesante son las obras de posguerra, momento en que comienza a trabajarse con una estética que hoy conocemos como "neorrealista".

Entre los nombres que se presentan, están Afro, Giuseppe Ajmone, Giorgio Bellandi, Giacomo Benevelli, Luigi Broggini, Agostino Bonalumi, Giuseppe Capogrossi, Nicola Carrino, Andrea Cascella, Alik Cavaliere, Gianni Colombo, Pietro Consagra, Mario De Luigi, Filippo De Pisis, Piero Dorazio, Gianni Dova, Marcello Dudovich, Attilio Forgioli, Alberto Ghinzani, Renato Guttuso, Osvaldo Licini, Marco Lodola, Fausto Melotti, Umberto Milani, Zoran Music, Claudio Olivieri, Gio Pomodoro, Concetto Pozzati, Giuseppe Santomaso, Emilio Scanavino, Tancredi y Emilio Vedova.

Organizada por la Embajada de Cultura y el Instituto Italiano de Cultura, la exposición viene directamente de Pavia, y una vez concluida seguirá a Córdoba y Santiago de Chile.

Esta es la ocasión —veranito porteño mediante— para ver obras que pocas veces tenemos oportunidad de ver: se trata de artistas que en 1946 firman el Manifiesto Oltre Guernica: nombres como Guttuso, Vedova, Ajmone, que llevaron adelante una obra con claro contenido social aunque con un lenguaje poscubista.

Es que uno entra a la sala y se deslumbra con el contrapunto dado por la figuración y la abstracción pasando por variantes como las del arte informalista y el constructivista.

Así es como frente a los artistas antes nombrados cobra importancia la presencia de otros como Vedova —en su segunda etapa—, Afro y Santomaso, que estuvieron entre quienes formaron, en 1950, el grupo Grupo de los Ocho; artistas que marcaron un viraje decisivo hacia la abstracción. Pero lo bueno es que además podemos ver cómo fueron derivando estas tendencias en los 70, 80 y 90.

Como si fuera poco, en esta muestra pueden rastrearse las huellas que dejó nuestro Lucio Fontana por aquellos pagos, después de que en 1947 —radicado en Milán— llevara adelante la estética del Espacialismo; nos referimos a Mario De Luigi.

Estamos ante una exposición con valor histórico, por eso no podía estar ausente la tradición de desnudo con Mario Balloco, Luigi Broggini y Filippo De Pisis.

Entrar a la sala es como capturar seis décadas en un fogonazo. Así da gusto un enero en Buenos Aires.

ICE: MEOCCI, RAI WINDOW INTO ITALIAN CULTURE

(AGI) - Milan, Jan. 23 - "Rai is the window, at an international level, into what we are and have been, of what we are doing and also of what we are thinking." Thus said Rai director general, Alfredo Meocci, speaking at the National Institute for Foreign Trade's Convention 2006 in Milan. "There is no doubt that the 11 items that the Asian Moloch cannot reproduce our connected to our history: art, culture, tourism, Giotto, Montale, Venice. These are the strong points of Italian produce, which will resist the impact of globalisation. Meocci said that these three things are what Rai have decided to bet upon when they signed at the start the Year of Italy in China, an agreement with Chinese public television. Rai's broadcasts to China will be in Italian and then translated, or subtitled. Even the adverts will be in Italian. Meocci also added that he has felt the need to strengthen Rai news and that the board has decided to add to the 10 current offices, one in Sub-Saharan Africa, and one in India, at the service of emerging geopolitical realities that have been shamefully ignored until now. He then recalled the support given to Italy's image by Rai International, which transmits worldwide and has opened an Italian site to promote the language and culture. This challenge also is in response to the warm appeal made by President of the Republic Ciampi to the Parliamentary Rai watchdog which he met at the Presidential Palace, who recommended Rai to promote the language and culture using Rai's excellent back catalogue. Meocci spoke of these comments stimulating the company's pride and that the corporation's task is to promote the language and culture via relations with embassies, cultural institutes, ICE offices worldwide, the Education Ministry, as well as foreign universities or those for foreigners in Italy, and international organisations like UNESCO. (AGI)

Foreign cultural academies and institues

The Russian folk ensemble “Karavaj” will perform at the Russian Institute in Rome

Wanted in Rome, 25/1/2006
Photographs by Francesca Woodman (1958-1981) from a private collection in the USA will be on show at the American Academy in Rome, 7 Feb-31 March.
Woodman was a body artist of the 1970s, completing her studies at the Rhode Island School of Design. The exhibition concentrates on the photographer’s artistic tendencies, such as using the human body as a vehicle to transmit her message to the public. Although bleak, Woodman’s images are arguably curious and questioning.
During her stay in Rome, 1977-1978, Woodman got in touch with the Transavantgarde group. In 1981, at the age of 22, she committed suicide by jumping out of a window in the lower-east side of Manhattan. The same year her photographs taken in Rome were published as “Some Disordered Geometries”.
American Academy in Rome, Via Angelo Masina, 5, tel.0658461, www.aarome.org. Tues and Sat, 17.00-19.00 and by appointment.
This year marks the 250th anniversary of the birth of Wolfgang Amadeus Mozart. To celebrate the occasion, the Austrian Institute has organised the eclectic event Not only Mozart on 26 Jan at 20.00.
A documentary by Kurt Palm examines Mozart’s private life and it will also be possible to browse Palm’s book on Mozart’s beloved cooking recipes.
The exhibition includes photographs and paintings dedicated to Mozart and Mozartian associations as well as compositions written by Austrian Institute scholars. Music by Mozart provides the backdrop to the evening.
Austrian Institute, Viale Giulio Cesare 47, tel.063213483, www.oesterreichinstitut.it.
The Russian folk ensemble “Karavaj” will perform Russian music in Rome and Lazio, 18-28 Feb.
Hosted by the Russian Institute, the group “Karavaj” represents the best of Russian folk art. The word “Karavaj” means “loaf” – the bread, which along with salt, is offered to welcome visitors to Russia. There are many sayings, proverbs, legends and tales related to bread and salt in Russia. In a wider sense the musicians of “Karavaj” welcome and introduce everybody to the world of Russian popularsongs. The ensemble was founded in 2000 at the Russian Academy in Moscow by four professional musicians: Olga Danilova (voice), Dmitrij Sazikov (bajan), Andrej Gabov (balalaika) and Aleksej Dubik (balalaika bass). Their repertoire is made up of Russian, Ukrainian and Belarusian folksongs as well as songs by Russian composers.
For more information and the programme contact the Russian Institute, Via Farini 62, tel. 064870137, www.italia-russia.it.
An exhibition of work by Luciano Damiani (set designer), Lila de Nobili (set and costume designer) and Piero Tosi (costume designer) will be inaugurated at the French Academy on 26 Jan at 18.30.
Born in 1923 in Bologna, Damiani started his career working for the Teatro Comunale di Bologna, before moving on to the Piccolo Teatro di Milano and the Teatro di Trieste. Thanks to him set designing became an acknowledged profession.
De Nobili’s art tendencies were shaped during her frequent travels from Italy to Switzerland and France. In the 1940s she debuted as costume designer for Vogue and Hermès. She then began working with such well-known film directors as Luchino Visconti, Peter Hall and Franco Zeffirelli. In the 1970s de Nobili stopped working for the cinema and found a new love in painting icons at the studio of the Greek artist Yannis Tsarouchis, with whom she worked until she died in 2002.
Born in 1927 in Florence, Tosi soon became known in the Italian cinema. He worked with Franco Zeffirelli, Federico Fellini and Pier Paolo Pasolini. In Tosi’s art, clothes are considered a part of the character, along with the hairstyle and makeup.
French Academy, Viale Trinità dei Monti 1, tel. 0667611, www.villamedici.it. 27 Jan-2 Apr. 11.00-19.00. Mon closed. Admission ?8, ?4,50 (reduced).
Russell Maliphant’s Dance Company will perform “One part II”, “Two Times Three” and “Push” at Teatro Valle in conjunction with The British Council, 18-19 Feb.
Maliphant is one of the most prominent British choreographers of the contemporary dance scene. His art explores the relationship between the movement of the human body, light and music, and focuses on the dancer, who is often transformed into a machine.
Performances at Teatro Valle, Via del Teatro Valle 21, tel. 0668803749. British Council, Via delle Quattro Fontane 20, tel. 06478141, www.britishcouncil.it.
The Swiss Institute will host an exhibition dedicated to new architectural trends in Canton Ticino, 17 Feb-26 March.
Though a tiny county, Ticino and its architects are known worldwide for the elaboration and application of new architectural ideas. The exhibition focuses on six studies of contemporary architecture carried out by Andrea Bassi, Buzzi and Buzzi, Durisch + Nolli, Luca Gazzaniga and Giraudi-Wettstein studio.
Swiss Institute, Villa Maraini, Via Ludovisi 48, tel. 064814234, www.istitutosvizzero.it. Mon-Sat 11.00-13.00, 15.00-19.00.
The British School at Rome dedicates the international conference “Roma Britannica: Art Patronage and Cultural Exchange in eighteenth-century Rome” to Roman art in general, and that of the 18th-century in particular, and its influence on the English-speaking world, 15-17 Feb.
In a series of lectures, around 25 scholars from all over the world will analyse the relationship between Roman and British art over the centuries, including the key role of English patrons in the popularisation and conservation of Roman art.
British School at Rome, Via Gramsci 61, tel. 063264939. For more programme information see www.bsr.ac.uk.

sabato, gennaio 21, 2006

Eugenio Barba conquista Copenaghen

ODIN TEATRET
Eugenio Barba

Il Messaggero, 21 gennaio 2006
COPENAGHEN - Eugenio Barba e il suo Odin Teatret sono a Copenaghen, ospiti del Teatro Reale, dove rappresentano il loro ultimo spettacolo Il Sogno di Andersen, ricevendo delle ottime recensioni dalla stampa. Si fermeranno per un mese nella capitale danese, il che è considerata una rarità per un teatro non tradizionale come questo. L’Istituto Italiano di Cultura ha organizzato vari eventi in onore di Eugenio Barba e del suo raffinato modo di fare teatro, cercando di mettere in luce i diversi aspetti del suo complesso lavoro.

venerdì, gennaio 20, 2006

Farnesina: CDM - Terracciano ambasciatore a Madrid, Massolo al personale

Min.Pl. Gherardo La Francesca, Direttore Generale della Promozione e Cooperazione Culturale del Ministero degli Affari Esteri

Roma, 19 gen. - (Adnkronos) - Pasquale Terracciano, attuale capo del servizio stampa della Farnesina, sara' il nuovo ambasciatore a Madrid, mentre Giampiero Massolo, capo di gabinetto del ministro degli Esteri Gianfranco Fini, viene promosso al rango di ambasciatore e diventa direttore del Personale. Sono alcune delle nomine, a quanto apprende l'ADNKRONOS, fatte dal consiglio dei ministri di oggi, che ha anche destinato ad Atene Giampaolo Scarante, consigliere diplomatico del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Tra i movimenti decisi dal Consiglio dei ministri - e per i quali il ministro degli Esteri Gianfranco Fini ha voluto privilegiare un criterio di 'ringiovanimento' - ci sono anche quelli per le sedi di Rabat, dove va Alan Economides, di Bruxelles, dove va Sandro Maria Siggia, di Enrico Guicciardi, che va a Santo Domingo. Decisa anche la nomina di Gherardo La Francesca a direttore generale della Promozione e cooperazione culturale.
Il Consiglio dei ministri ha poi promosso al rango di ambasciatori - titolo che adesso possono vantare in 25 - oltre a Giampiero Massolo, Riccardo Sessa, attuale direttore generale per i Paesi del Medio Oriente e del Mediterraneo, Giovanni Caracciolo, direttore generale per l'Europa, Ferdinando Nelli Feroci, direttore generale dell'Integrazione europea, Anna Maria Blefari, direttore generale per la Promozione culturale, Carlo Marsili, ambasciatore ad Ankara, e Adriano Benedetti, direttore generale per gli Italiani all'estero.

La Blefari diventa la terza donna ambasciatore: nel gennaio del 2005, al massimo grado della carriera diplomatica Fini aveva promosso Jolanda Brunetti, andata in pensione due mesi fa ma attualmente responsabile del 'lead' giustizia in Afghanistan, e Graziella Simbolotti, ambasciatore a Mascate.

lunedì, gennaio 16, 2006

Bruxelles e l'Italia masochista

Gli schiaffi dall'Europa
di Enzo Bettiza

La Stampa, 16 gennaio 2006
CONTINUA l'assurdo offuscamento nel contesto europeo dell'Italia come nazione di rango e pietra miliare della costruzione comunitaria. Spiace dover fare ricorso ad argomenti frusti e direi pleonastici. Ma poiché continuano gli schiaffi inflitti da eurocrati di provenienza periferica alla nazione che incarna una delle civiltà guida dell'Europa moderna, si dovrebbe consigliare loro almeno di leggere o rileggere un testa fondamentale, La civiltà del rinascimento in Italia, pubblicato nel 1860 dallo svizzero Jacob Burckhardt. Oppure di dare un'occhiata ai testi di Montaigne e di Goethe, maestri insigni del “Grand Tour”, per l'Europa che mettevano l'Italia, detentrice di più della metà del patrimonio d’arte planetario, al primo posto nella casistica culturale dei viaggi di formazione. Infine, per rinfrescarsi la memoria, dovrebbero consultare la lista dei siti mondiali «laureati» dall'Unesco: 1'Italia vi primeggia con 40 siti su 412. Nove in più rispetto alla Germania.
Ma procediamo con ordine. Esattamente un anno fa il nuovo presidente della Commissione europea, il portoghese José Manuel Barroso, decretava la cancellazione della lingua italiana dalle conferenze stampa (salvo chissà perché il mercoledì) tenute dai commissari di un’Unione oramai dominata dal trilinguismo egemonico dell'inglese, del francese e del tedesco. Qui non s'è tenuto conto neppure del fatto che un papa tedesco, e prima di lui uno polacco, usando l'italiano come lingua d'ufficio e anche di comunicazione di massa, hanno per così dire conferito in quanto monarchi non italiani una vasta legittimazione ecumenica all'idioma di Dante.
Quell'arbitraria quanto goffa decisione di Barroso ha avuto però un suo notevole risvolto politico. L’Italia, degradata sul campo linguistico, come scrisse allora sul « «Corriere della Sera» Ernesto Galli Della Loggia, veniva espulsa dal «novero dei principali iniziatori della costruzione europea» e messa nella seconda fila dei «semplici comprimari». Fu anche un segno di scollamento delle promesse e dei miraggi sovrannazionali dell'Unione Europea.
Insomma Francia, Germania, Inghilterra, con la loro supremazia semantica evidenziata ancor più dall'esclusione dell'italiano dal gruppo delle cosiddette lingue stabili dell'Unione, risultavano accresciute come modelli di cultura, di società, di tradizione storica rispetto al magma indistinto delle nazioni minori. Barroso inoltre nominò portavoce della Commissione sei francesi, cinque tedeschi, cinque inglesi e nessun italiano.
Infine eccoci alla ciliegina più amara e irrispettosa sulla torta sempre pù densa del degradamento: l’esclusione di un rappresentante italiano da un inconsueto incontro panculturale avvenuto in questi giorni a Bruxelles, e ideato dallo stesso Barroso e dal commissario slovacco per la Cultura Jan Figel. Lo strano vertice fra i due eurocrati e diciotto scrittori, studiosi e musicisti provenienti da una rada rosa europea s’è tenuto all'insegna di una specie di manifesto stilato dalla Commission «per identificare le strade attraverso cui promuovere la cultura e l'identità europea» . Una lista alquanto sbiadita, con certi nomi quasi o del tutto ignoti, tranne quello di fama internazionale del filosofo della politica Tzvetan Todorov, bulgaro naturalizzato francese. Fa davvero sorridere la sola idea della ricerca di una «identità europea» che escluda l'Italia, la straordinaria vicenda culturale italiana, dal gruppo delle culture di punta che hanno creato 1'Europa e delle nazioni che proprio col Trattato firmato a Roma, mezzo secolo fa, hanno gettato le fondamenta del Commonwealth europeo. Ma, lasciando da parte la facile retorica sui massimi sistemi culturali del vecchio continente, sul piano soltanto pratico fa pena che i promotori del convegno di Bruxelles, cui hanno partecipato cantanti d'opera e operatori teatrali, abbiano dimenticato o voluto dimenticare che almeno da due secoli prospera a Milano uno dei più importanti teatri lirici del mondo.
Però le ultime umiliazioni inflitte all'Italia, in quanto matrice originaria di cultura e di storia europee, sono tutta e soltanto colpa di un supercommissario portoghese e di un subcommissario slovacco? Del declino d'immagine dell'Italia in Europa e nel mondo, declino che non è soltanto culturale bensì politico, economico, morale, non sarà in parte responsabile l'Italia medesima? Non dobbiamo mettere sull'altro piatto della bilancia anche errori, svogliataggini, pigrizie mentali, deficit o avarizie di bilancio di quegli enti preposti al sostegno e alla diffusione internazionale della lingua e della cultura italiane? I britannici hanno un agile British Institute, i tedeschi un onnipresente Goethe Institut, i francesi una formidabile Alliance Francaise che sanno svolgere sapienti strategie culturali con metodo, inventiva e notevoli mezzi finanziari e burocratici. La nostra Dante Alighieri un fantasma al confronto. I nostri ministeri tagliano i fondi alle iniziative culturali, dimenticando che una delle principali risorse che l'Italia possiede, anche sul piano politico, è nel fatto di essere tutta un museo a cielo aperto. Ma un museo così immane, se non lo si cura, se non lo si mette al passo coi tempi e la concorrenza di nazioni egocentriche e orgogliose (Spagna, Inghilterra, Francia, Germania, Olanda) rischia di diventare un peso per se stesso e un invito all'oblio per un qualunque portoghese o slovacco di turno a Bruxelles.

Milan-born Martin Stiglio's clear ideas

New Director of Istituto Italiano di Cultura considers Toronto a second home
By Alan Patarga

Tandem, Jan 15,2006 - Jan 22,2006
His name is Martin Stiglio, and he's an old acquaintance of Toronto.
The new director of Istituto Italiano di Cultura, who succeeded Carlo Coen in early November, had in fact led the cultural office of the Consulate of Italy in Toronto in the first half of the Nineties, leaving behind good memories about him and his work here. The same good memories, judging from what can be read on several Web sites, he left in New York and Washington, where Stiglio spent the last decade; he's mentioned as the "mythical, young" or "valiant" director of those Italian cultural institutions in the United States.
Born in Milan, equipped with a wide international expertise (ranging from co-operation projects to university teaching), Martin Stiglio brings clear ideas for promoting Italian culture in Toronto, a city he considers like a second home. "The work done to date," he says, "was excellent, so we start from a good base. However, we should always strive to do more and do it better. For this reason, my intention for this first year is to strengthen what we already have, but without forgetting new initiatives that could expand the Institute's cultural offer."

Courses of Italian
"The teaching of Italian will undoubtedly remain our core activity," remarks Stiglio, "but we will try and rejuvenate our courses as much as possible, creating a series of collateral initiatives that will attract more and more people to Italian culture. We'll organize screenings of Italian movies captioned in English, conferences, conversation opportunities in Italian, as well as thematic parties. In summary, we'd like our offer to span the whole breadth of Italian culture, not just the language. I'm thinking of Italian gastronomy, art history, design, and business Italian, very useful for trade between Canada and Italy."
Language courses of several levels (from basic to advanced conversation) are going well: they have many registrations. 'Specialized' courses, such as that on business Italian, have been less advertised. "We're working on it; we intend to revamp our whole range of proposals, make them more appealing. I must add that there is a veritable revival of anything Italian, and this is particularly true in Toronto. I often say that visiting Italy is like getting engaged; doing so knowing the language is like getting married. We offer people an opportunity to 'marry' Italy."

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