venerdì, giugno 30, 2006

SI È APERTA OGGI ALL’UNIVERSITÀ STRANIERI DI PERUGIA LA CONFERENZA PER I DIRETTORI DEGLI IIC

IL RETTORE: NECESSARIA UNA MAGGIORE DIFFUSIONE DELLA LINGUA ITALIANA

PERUGIA\ aise\30 giugno 2006 - "Mi auguro che questa Conferenza diventi occasione per stimolare l’attività di coordinamento tra gli istituti di cultura italiani nel mondo e le varie istituzioni, così da creare una progettazione migliore e un più efficace impiego delle risorse a favore della promozione e diffusione della lingua italiana". È l’auspicio con il quale il Rettore dell’Università per Stranieri di Perugina, Stefania Giannini, ha aperto i lavori della Conferenza per i Direttori degli Istituti Italiani di Cultura che si terrà a Perugia fino a domenica 2 luglio.
Alla cerimonia di apertura, avente come tema "Globalizzazione e insegnamento della lingua italiana: sfide e opportunità", hanno portato il loro saluto il presidente della Giunta regionale, Maria Rita Lorenzetti, il presidente della VII Commissione cultura, scienza, istruzione della Camera dei Deputati, Pietro Folena, e il Direttore generale per la Promozione e cooperazione culturale del Ministero Affari Esteri, Gherardo La Francesca.
A seguire gli interventi del Direttore generale per la cooperazione economica e finanziaria multilaterale del MAE, Giandomenico Magliano, del Direttore dell’Istituto del Libro del Ministero per i Beni e le Attività culturali, Vitaliana Vitale, e del Direttore di Rai International, Massimo Magliaro. Coordinatore Giorgio De Rienzo del Corriere della Sera.
"Purtroppo l’Italia – ha proseguito il Rettore – fino ad oggi non ha voluto investire per sostenere la lingua italiana, che io definirei forza proiettata verso l’esterno con grandi potenzialità di sviluppo. È una lingua senza eserciti, che si impone con nobiltà pacifica di storia secolare. La lingua italiana per molti stranieri l’italiano è lo strumento per avvicinarsi ad esempio alla musica e soprattutto alla lirica. Per i 70 milioni di nativi che parlano l’italiano, 56 milioni in Italia e 4 all’estero, la nostra lingua si caratterizza per il fatto che ha una solida posizione in termini di persone che la parlano, siamo secondi al tedesco e alla pari con il francese e l’inglese. Però è poco diffusa, è la quarta lingua parlata nel mondo".
Per il Rettore Giannini è necessario quindi una maggiore diffusione, concepire una strategia di miglioramento soprattutto in vista del ruolo che può acquistare la lingua italiana in Europa.
"L’obiettivo – ha evidenziato – è che la lingua italiana diventi spazio europeo di conoscenza. Mi auguro che questa Conferenza possa essere punto di partenza. Il nostro Paese ha bisogno di affermare la sua identità".
L’organizzazione della Conferenza è stata apprezzata dal Presidente Lorenzetti, per la quale "è stata ripresa una buona consuetudine interrotta nel ‘95".
"Tutti dobbiamo fare sistema – è stato il suo commento – e contribuire affinché l’Europa diventi un’area competitiva insieme alle altre parti del mondo. La cultura nasce con il linguaggio e la lingua è strumento fondamentale per la comunicazione. L’Umbria, oltre ad essere identificata con San Francesco, nasce come lingua con Giotto e Dante. Turismo, cultura, ambiente e manifatture di qualità sono le principali caratteristiche di questo territorio. Questo è un momento delicato per il "sistema Italia" e per il " Made in Italy", difendiamoci dai barbarismi linguistici".
"Un modo per rispondere alla globalizzazione dei Paesi che hanno puntato sull’aspetto linguistico è quello di far conoscere la lingua e la cultura italiana all’estero" questo il pensiero dell’onorevole Folena.
"Sono contro le teorie dello scontro tra civiltà – ha aggiunto – e credo che l’Italia e l’italiano possano svolgere una funzione originale. In Italia siamo di fronte ad un "meticciato" con altre culture e lingue e quindi la lingua italiana è chiamata a fare i conti con i ragazzini, i cui compagni di classe vengono da altri Paesi, e in questo confronto e arricchimento c’è un’opportunità importante. Non annuncio che ci saranno grandi riforme o stravolgimenti nel settore della cultura e dell’istruzione. Assicuro il mio impegno e collaborazione per affermare ancora di più all’estero l’italiano, che è lingua di pace. Il Ministro Padoa Schioppa ha recepito il messaggio di non fare tagli sulla cultura, ogni euro per la cultura non è consumato o speso, ma investito".
"Gli Istituti di cultura e i direttori sono risorsa importante e insostituibile – ha affermato La Francesca – Condivido le parole del Rettore quando parla di concretezza e coordinamento, che dobbiamo applicare ai colloqui che avremo fino a domenica. Credo sia opportuno premettere che la lingua italiana si divide tra insegnamento della lingua e promozione della cultura".
Il rappresentante del MAE ha elencato le iniziative che la Farnesina sta portando avanti con gli altri Ministeri, con il Dicastero Pubblica Istruzione si sta lavorando per mettere a disposizione dei docenti di scuole italiane e degli istituti di cultura un sistema di aggiornamento di didattica a distanza, con quello dei Beni Culturali si cercherà di mettere a disposizione degli IIC l’informatizzazione dei testi relativi a 14 milioni di volumi.
"Con Ministero dell’Università – ha sottolineato La Francesca - spero ci sia la concessione di certificati che riconoscono la conoscenza della lingua italiana, come già fanno Perugia, Assisi e Roma Tre. Con la Rai stiamo realizzando ipotesi di collaborazione, con il mondo imprenditoriale auspico di riuscire a realizzare eventi culturali, e altre iniziative pensiamo di avviarle con la Dante Alighieri. A mio avviso dobbiamo lavorare più strettamente con gli istituti di cultura. Riguardo i corsi di italiano portati avanti dall’IIC il trend è in crescita, tra il ’95 e il 2000 c’è stato un aumento del 38%, tra il 2000 e il 2005 del 68%. Da questa tre giorni mi auguro che venga fuori un manuale per dare consigli ed indicazioni utili agli istituti che al momento riescono a dare standard elevati".
Il tema della risorse è stata però la nota dolente su cui i direttori e tecnici del settore della promozione della lingua italiana hanno richiesto maggiore attenzione.
"Bisogna distinguere le risorse intellettuali da quelle strutturali e su questo riflettere. – ha rilevato il Direttore generale del MAE – La Farnesina, tramite la direzione promozione e cooperazione culturale, gestisce 90 IIC, 36 Ambasciate e Consolati, 278 scuole italiane se consideriamo le sezioni presenti nelle scuole all’estero, 418 Lettori Universitari, 407 Comitati Dante Alighieri. Dobbiamo far funzionare meglio questo meccanismo, credo di poter assicurare l’impegno della mia Direzione. Per le risorse finanziarie non bisogna chiudere il rubinetto dell’ossigeno, ma lavorare sempre in meglio nell’ottica di modernizzazione e aggiornamento".
Della lingua italiana nel contesto della diplomazia economica si è soffermato a parlare il Direttore per la cooperazione economica e finanziaria multilaterale del MAE.
"La qualità italiana – ha detto Magliaro – è legata anche al marchio linguistico. Moda, arredo casa, agroalimentare, meccanica sono i settori dove si parla italiano. La domanda è crescente e l’offerta si deve adeguare. Gli IIC sono le grandi reti che consentono all’Italia di portarsi avanti con la propria offerta. La sfida di oggi è quella di saper comunicare, interfacciarsi con editoria, stampa e moltiplicarsi avvalendosi delle tecnologie messe a disposizione dell’informatica. Il MAE è il punto centrale per un ruolo ineludibile. La strada intrapresa è importante ed ambiziosa".
Ad elencare le iniziative a sostegno dell’editoria italiana nel mondo è stato il direttore dell’Istituto del Libro, che ha parlato di Fondi Librari, scambi culturali tra i italiani e francesi, partecipazione a fiere nazionali ed internazionali, conferimento di premi o contributi.
Il direttore Magliaro ha invece ripercorso la nascita di Rai International, illustrando il palinsesto che ogni giorno viene mandato in onda, ma ha lamentato come siano necessarie più risorse se si vuole migliorare il prodotto rivolto ai connazionali all’estero. (clara salpietro\aise)

PERUGIA: SI E' APERTA CONFERENZA DIRETTORI ISTITUTI ITALIANI DI CULTURA

Perugia, 30 giu. - (Adnkronos) - Si e' aperta stamane, con il saluto del rettore dell'Universita' per Stranieri di Perugia, Stefania Giannini, la Conferenza che vede riuniti i Direttori degli Istituti Italiani di Cultura per tre giorni di confronto, riflessione teorica e concreta progettazione di iniziative sul ruolo della lingua e della cultura italiana quali strumenti di promozione dell'identita' nazionale. Nel dare il benvenuto ai responsabili della politica estera culturale in Italia, il Rettore Giannini ha sottolineato come "a fronte del crescente bisogno di affermazione della propria identita', che il Sistema Paese manifesta in campo estero, la nostra lingua e la nostra cultura costituiscono il primo ed il piu' significativo strumento per lo sviluppo di questo processo di 'riconoscimento'".

Al saluto del rettore Giannini ha fatto seguito l'intervento della Presidente della Giunta Regionale umbra, Maria Rita Lorenzetti. Nel prendere la parola la governatrice si e' detta convinta che "per fare dell'Unione Europea una realta' competitiva dello scenario internazionale sia in primo luogo necessario l'impegno forte degli ambiti locali di ogni suo Stato membro per la costruzione di un sistema organico in grado di porre in raccordo funzionale cultura, impresa ed eccellenze territoriali".

venerdì, giugno 23, 2006

LINGUA E CULTURA ITALIANA STRUMENTI DI PROMOZIONE DEL SISTEMA PAESE: ALLA STRANIERI DI PERUGIA LA CONFERENZA DEL DIRETTORI DEGLI IIC

ROMA\ aise\ 21 giugno 2006 - Se la lingua è la porta di accesso per avvicinarsi in modo consapevole ad una cultura e la diffusione di questa è a sua volta condizione indispensabile per lo sviluppo dell’economia di un Paese, allora l’auspicio di tutti coloro che erano presenti oggi a Roma per presentare la prossima Conferenza dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura, organizzata dall’Università per Stranieri di Perugia, è stato unanime. L’appuntamento, che si terrà a Perugia dal 30 giugno al 2 luglio, sarà un momento di riflessione teorica e di progettazione concreta su un tema oggi quanto mai importante: il potenziamento del ruolo della lingua e della cultura italiana nel mondo quale strumento di promozione non solo della nostra identità nazionale, ma anche dell’intero Sistema Paese.
D’altronde il tema intorno al quale si svilupperà la tre giorni di dibattito è chiaro: "L’italiano nella globalizzazione: prospettive, progetti, risorse". Ed anche la natura delle istituzioni coinvolte nella organizzazione dell’evento è indicativa del valore che si vuole dare all’iniziativa, alla cui realizzazione hanno concorso, tra gli altri, la Direzione Generale per la Promozione e Cooperazione Culturale della Farnesina, Confindustria e, naturalmente, l’Università per Stranieri di Perugia, il più antico ateneo sorto nel nostro Paese per la diffusione della lingua italiana all’estero, che quest’anno celebra così i suoi 80 anni.
Ad illustrare oggi, presso la sede romana della Stampa Estera, programma (vedi aise del 13 giugno 2006 h.20.22) ed obiettivi della Conferenza sono intervenuti il rettore della Stranieri di Perugia, Stefania Giannini, il Capo Ufficio I della DGPCC del Ministero degli Affari Esteri, Maria Romana Bisol, e Antonio Colombo in rappresentanza di Confindustria.
"Con questa Conferenza, la Stranieri riprende, dopo circa un decennio, una lunga tradizione di ospitalità dell’annuale incontro e confronto con i responsabili della politica culturale italiana all’estero", avviato negli anni Ottanta dall’allora rettore Spinelli, ha spiegato l’attuale rettore Giannini, convinta, come il suo predecessore, che l’Università per Stranieri e gli Istituti Italiani di Cultura rappresentino, rispettivamente in Italia e all’estero, un’opportunità di sostegno alla promozione del nostro sistema culturale e industriale nel mondo. In questo contesto, "la lingua non si pone come elemento accessorio", ma piuttosto come "veicolo conoscitivo importante di una cultura", che rafforzi la percezione della nostra realtà all’estero.
La Conferenza ha dunque l’ambizione di porre a confronto progetti, sfide ed opportunità di interventi per giungere, "attraverso la condivisione di obiettivi e la consapevolezza di dover rivedere il proprio ruolo", ad una sinergia d’intenti tra i diversi attori che lavorano alla promozione linguistica e culturale del Paese.
Primi fra tutti i 90 Istituti Italiani di Cultura sparsi nel mondo. Ad illustrarne attività e compiti è intervenuta Maria Romana Bisol, che ha tra l’altro annunciato la prossima Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, organizzata ormai da sei anni con il contributo, tra gli altri, dell’Accademia della Crusca e della Dante Alighieri, e che nel 2006 sarà dedicata ad "un tema particolare che spazia nella cultura materiale", ha detto: "Cibo e feste nella lingua e cultura italiana". Quanto al quotidiano lavoro svolto dagli Istituti, la rappresentante della Farnesina ha ammesso la scarsità dei fondi e dunque degli strumenti a loro disposizione, ma ha annunciato che la Direzione Culturale del Ministero sta "pensando a come qualificare meglio l’attività degli IIC", magari tramite "la certificazione dei corsi e dei sistemi di apprendimento" o tramite l’inserimento degli Istituti stessi "nel discorso degli Sportelli Unici delle imprese italiane, per coordinare tutti gli operatori istituzionali e non che operano all’estero". C’è, insomma, una "esigenza di interventi coordinati", che tengano allo stesso tempo in considerazione "strategie differenziate" a seconda delle realtà in cui gli Istituti operano, ovunque senza trascurare, da un lato, l’aspetto culturale e, dall’altro, quello economico. Intanto, la Bisol ha espresso l’auspicio che la Conferenza di Perugia "aiuti gli Istituti Italiani di Cultura a confrontarsi in vari settori e ad acquisire ulteriori elementi per agire in maniera più incisiva in questa delicata attività che è la promozione dell’immagine e dei contenuti del Sistema Italia nel mondo".
Che quella del coordinamento delle iniziative all’estero sia una necessità ormai improrogabile lo ha sottolineato anche Antonio Colombo. "Presentarsi in maniera scomposta e non sinergica non ci giova", ha detto il rappresentante di Confindustria che è intervenuto sul "difficile processo di internazionalizzazione delle Università e della cultura italiana". Ed ecco il perché dell’attenzione di Confindustria alla Conferenza di Perugia. "La promozione economica di un Paese è un’attività di sistema" ha spiegato Colombo, che non può farsi strada "se non è accompagnata dalla promozione della propria cultura e, contemporaneamente, in sinergia con gli altri Paesi", il che vuol dire che le nostre imprese si internazionalizzano "non solo per vendere", ma anche per collaborare con altre imprese straniere. E per far ciò "occorre parlare la stessa lingua". Questo è il punto: "la conoscenza della lingua costituisce il sostrato di tutti questi processi". E qui si inseriscono gli Istituti Italiani di Cultura, "strumenti fondamentali per la promozione all’estero della nostra cultura e del nostro sistema produttivo", laddove per cultura, ha aggiunto Colombo, bisogna intendere anche "lo stile di vita e la peculiarità dei prodotti italiani".
Insomma, ha concluso Antonio Colombo, "serve totale sinergia e maggiore sussidiarietà orizzontale". Per questo Confindustria ha "un fortissimo interesse" verso la Conferenza dei Direttori degli IIC. La speranza è che essa possa costituire "una sorta di anno "0" da cui ricominciare insieme".
L’appuntamento è allora tra due settimane a Palazzo Gallenga. Con la fiducia che davvero stavolta tutti, in Italia e all’estero, comprendano quale valore immenso ed unico possa avere per il Paese l’alleanza tra cultura e mondo produttivo. (raffaella aronica\aise)

sabato, giugno 17, 2006

ON LINE IL SITO SULL’ISBN IL CODICE IDENTIFICATIVO DEI LIBRI

MILANO\aise\ 16 giugno 2006 - È online un sito per sapere tutto sull’ISBN (International Standard Book Number), il codice identificativo dei libri: cosa è, a cosa serve, come utilizzarlo, quali vantaggi procura per chi si occupa del mondo editoriale. Il portale consente di conoscere e utilizzare tutti i servizi oggi disponibili per l’area di lingua italiana, l’Agenzia, di cui è titolare l’Associazione italiana Editori (AIE), che dal 1 gennaio 2005 ha anche la completa gestione dei codici attraverso la sua società di servizi Ediser, opera infatti per gli editori italiani e per quelli di Svizzera italiana, Città del Vaticano, Repubblica di San Marino.
Sarà così possibile richiedere direttamente, scaricando l’apposito modulo dal sito, il prefisso editore, nuovi lotti di codici, le schede Isbn, oltre al codice a barre EAN associato.
L’ISBN è un numero, oggi a 10 cifre ma dal 1° gennaio 2007 passerà a 13, che identifica a livello internazionale in modo univoco e duraturo un titolo o una edizione di un titolo di un determinato editore. Per questo possono richiederlo le case editrici e tutti quegli enti/fondazioni pubblici o privati che hanno una produzione editoriale. (aise)

venerdì, giugno 16, 2006

A BRUXELLES L’ITALIA MONDIALE È SUL MAXISCHERMO GRAZIE ALL’IIC

BRUXELLES\ aise\ 15 giugno 2006 - Mentre continuano le polemiche sul criptaggio delle reti Rai in occasione delle partite della Nazionale ai mondiali di calcio, oggetto per altro di due interrogazioni parlamentari, l’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles ha deciso di ovviare al problema allestendo un maxischermo nella sua sede di Rue de Livourne.
I prossimi incontri che impegneranno gli azzurri di Lippi saranno quelli di sabato prossimo alle 21 contro gli Stati Uniti, e giovedì 22, alle 16 contro la Repubblica Ceca. Per entrambi gli incontri l’ingresso è gratuito. (aise)

giovedì, giugno 15, 2006

PRESENTATO A ROMA “L’ITALIANO DELLE PAROLE. APPUNTI PER UNA POLITICA LINGUISTICA” DI ALESSANDRO MASI

I PROVENTI DELLE VENDITE DESTINATI A BORSE DI STUDIO PER GIOVANI ITALIANI ALL’ESTERO

ROMA\aise\14 giugno 2006 - "I proventi che arriveranno dalla vendita del libro di Alessandro Masi “L’italiano delle Parole. Appunti per una politica linguistica”, edito da Anemone Purpurea, saranno destinati a borse di studio per i giovani italiani all’estero, in modo da incentivare lo studio della lingua italiana".
L’iniziativa è stata comunicata nel corso della presentazione, in anteprima nazionale, del volume che si è tenuta ieri pomeriggio a Roma, nella cinquecentesca Galleria del Primaticcio di Palazzo Firenze, Sede della Società Dante Alighieri.
Alla presentazione sono intervenuti il Presidente della “Dante Alighieri” Ambasciatore Bruno Bottai, i vice Presidenti Gianni Letta, che ha scritto la prefazione del volume e Paolo Peluffo, già Consigliere per la Stampa e l’Informazione dell’ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, Luca Serianni, socio dell’Accademia dei Lincei, dell’Accademia della Crusca, Consigliere Centrale della “Dante”, direttore responsabile della rivista ‘Studi linguistici italiani’ e condirettore degli ‘Studi di lessicografia italiana’ e Pierluigi Vercesi, direttore del mensile Capital, tra i fondatori del quotidiano ItaliaOggi nel 1987 nonché fondatore e condirettore nel 2000 del primo giornale online ilnuovo.it e già vicedirettore de “Il Tempo”.
L’incontro rappresentava anche il primo di una serie di appuntamenti che si terranno a partire dal prossimo mese di settembre, in alcune delle sedi italiane della Società Dante Alighieri.
L’opera di Masi è una complessa e profonda raccolta di scritti, saggi e articoli pubblicati sul quotidiano 'Il Tempo' e assemblati dall'autore, secondo il comune obbiettivo della diffusione e promozione della lingua italiana.
"Il tentativo è di portare alla cronaca – afferma l’autore - i motivi della difesa della lingua, inoltre c’è anche la parte storica, nel senso che tra qualche anno potremmo rileggere questi episodi in chiave differente. È bene già da ora sdrammatizzare punte polemiche, dire che l’italiano come lo si studia oggi non lo si studiava 20 anni fa, il nostro paese aveva un ritardo tecnologico. Il libro vuole essere una promozione della lingua italiana, dare l’idea di uno sviluppo, di qualcosa che va in positivo e che va in avanti".
In pratica uno spunto critico per capire come la storia evolve e che anche a lingua italiana sta subendo un rapido mutamento.
"Tutto è in evoluzione – prosegue Masi - se pensiamo alle tecnologie a disposizione 10 anni e quelle di oggi, paghiamo lo scotto di una accelerazione tecnologica. Oggi internet permette di abbreviare i tempi di contatto, questa accelerazione ci costringe a mutare anche geneticamente. C’è un mutamento di modi, linguaggio e terminologie, per cui l’italiano acquisisce delle novità le ingloba, le metabolizza e il problema è come vengono poi digerite".
Alessandro Masi, critico e storico dell’arte, è Segretario Generale della Società Dante Alighieri. Tra le sue pubblicazioni figurano “Un’arte per lo Stato” (Marotta, Napoli 1991), “Giuseppe Bottai. La politica delle arti 1918-1943” (Editalia, Roma 1992) e “Zig-Zag. Il romanzo futurista” (Il Saggiatore, 1995).
Con questo libro il suo intento è di stimolare i giovani, "sono loro i destinatari di questo messaggio", ci dice Masi, "quando penso ai giovani penso a mia figlia e su chi oggi dobbiamo investire, quindi la scuola".
"Dobbiamo pensare a quello che loro incontreranno tra 10 anni, - spiega - dobbiamo cominciare a riprogettare il futuro, l’economia della cultura da qui ai prossimi 10 anni. Se non si fa questo non si riesce a sviluppare il prodotto lordo economico, il Pil dell’economia della cultura.
Credo più ad un giovane che non ad una vecchia e consolidata tradizione, credo a chi è capace con coraggio di rompere le tradizioni, di innovare, di percuotere il sistema, a cui bisogna dare strumenti adeguati. La Dante Alighieri è un laboratorio aperto a tutti, qui l’incontro della cultura può favorire e far germogliare nuovi progetti. Ho constatato che se sollecitato il sistema "culturale italiano" e anche quello estero dà risultati positivi, è un organismo sano".
Ai connazionali all’estero che tramite gli istituti di cultura promuovono lo studio della nostra lingua, Masi rivolge un messaggio.
"Gli istituti di cultura sono importanti – conclude - e quindi agli italiani all’estero dico di avere fiducia nelle istituzioni italiane, perché nonostante tutte le difficoltà del nostro sistema siamo comunque in grado di risorgere, c’è la parte sana del paese che può dare un segnale positivo. La lingua italiana comunque unisce non divide".
“L’italiano delle Parole” ricapitola il percorso complesso del cammino che fa della lingua italiana l’emblema di una nazione, - scrive Gianni Letta nella prefazione - simbolo apprezzato di un valore di cultura e di civiltà oggi universalmente riconosciuto. Questo libro talvolta è anche un ruvido graffiare sulle porte del potere quando questo significa ristabilire la giustizia ad un torto subito. Mi riferisco alle spesso discutibili decisioni di estromettere le traduzioni in lingua italiana prese dalla Commissione Europea contro le quali la Dante Alighieri come pure l’Accademia della Crusca hanno ritenuto opportuno ribellarsi...“. (c.sal.\aise)

martedì, giugno 13, 2006

"L’ITALIANO NELLA GLOBALIZZAZIONE: PROSPETTIVE PROGETTI RISORSE": ALLA STRANIERI DI PERUGIA LA CONFERENZA DEI DIRETTORI DEGLI IIC

PERUGIA\ aise\13 giugno 2006 - "L’italiano nella globalizzazione: prospettive, progetti, risorse" è il tema della conferenza dei direttori degli degli Istituti Italiani di Cultura nel mondo che l’Università per Stranieri di Perugia ha organizzato a Palazzo Gallenga dal 29 giugno al 2 luglio.
L’iniziativa, che vede la stretta collaborazione della Direzione Generale per la Promozione e Cooperazione Culturale del Ministero degli Affari Esteri, si iscrive nell’ambito del programma celebrativo degli ottant’anni di vita istituzionale dell’Ateneo perugino.
L’evento si svilupperà come momento di riflessione teorica e di progettazione concreta di specifiche iniziative volte al potenziamento del ruolo della lingua e della cultura italiana quali strumenti di promozione dell’identità nazionale, al cui riguardo cruciali appaiono compiti e funzioni degli Istituti Italiani di Cultura.
La giornata del 29 giugno sarà dedicata agli incontri di benvenuto. Nelle mattinate del 30 giugno e del 1° luglio si svolgeranno le due Sessioni generali della Conferenza, dedicate rispettivamente ai progetti ("Globalizzazione e insegnamento della lingua italiana: sfide e opportunità") e alle risorse ("Imprese e Istituti Italiani di Cultura: azioni congiunte per la promozione del Sistema Italia"). Vi prenderanno parte in qualità di relatori alcuni primari protagonisti del mondo culturale, economico e produttivo del Sistema Italia.
I pomeriggi delle stesse giornate saranno dedicati ad approfondimenti per gruppi di lavoro focalizzati su particolari aree geografiche: Asia orientale, Mediterraneo e Medio Oriente, America latina ed Europa Orientale.
La mattinata del 2 luglio sarà infine dedicata alle prospettive di lavoro poste a confronto nei due giorni precedenti, nell’ambito di una Tavola Rotonda dal titolo "La ricerca di sinergie per un nuovo ruolo della lingua italiana nel mondo globalizzato: attori a confronto".
La prima sessione di lavoro, presieduta dal Rettore Università per Stranieri di Perugia, Stefania Giannini, sarà aperta venerdì mattina dai saluti di Maria Rita Lorenzetti, oresidente della Giunta regionale dell’Umbria, e Pietro Folena, presidente VII Commissione Cultura, Scienza, Istruzione della Camera dei Deputati. La relazione introduttiva sarà affidata a Gherardo La Francesca, Direttore generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del Mae. Seguiranno gli interventi, coordinati dal Giorgio De Rienzo del Corriere della Sera, di: Antonello Masia, Direttore Generale per l’Università del Miur, su "Il Progetto di blended learning per la diffusione della lingua e della cultura italiana"; Carlo Corazza, responsabile Ufficio Stampa della Rappresentanza in Italia della Commissione Ue, su "L’italiano in Europa: politiche multilinguistiche e azioni comunitarie"; Luciano Scala, Direttore generale per i beni librari e gli Istituti culturali del Mibac, su "Le iniziative a sostegno dell’editoria italiana nel mondo"; Massimo Magliaro, direttore di Rai International, su "Il ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo nella promozione della lingua italiana all’estero"; e Giandomenico Magliano, Direttore generale per la Cooperazione economica e finanziaria multilaterale del Mae, su "La lingua italiana nel contesto della diplomazia economica". Le conclusioni saranno affidate al rettore Stefania Giannini.
Dopo il pomeriggio, dedicato ai gruppi di lavoro per area geo-politica, che tracceranno poi delle conclusioni comuni, si terrà la serata "Moda made in Umbria" promossa presso il Castello Pieve del Vescovo (Corciano), dall’Associazione Industriali di Perugia e dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura di Perugia.
Sabato 1° luglio, la seconda sessione generale dedicata alle risorse sarà presieduta da Roberto Fedi, preside della Facoltà di lingua e cultura italiana della Stranieri di Perugia. Dopo i saluti del sindaco, Renato Locchi, ci saranno la relazione introduttiva di Giorgio Zanchini del GR1 Rai e l’introduzione ai lavori di Maria Romana Destro Bisol, Capo Ufficio I Direzione generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del Mae, e Massimo Vedovelli, rettore Università per Stranieri di Siena. Interverranno, poi: Maurizio Beretta, direttore generale Confindustria, su "Imprese ed Istituti Italiani di Cultura: azioni congiunte per la promozione del Sistema Italia"; Massimo D’Aiuto, direttore generale SIMEST, su "Il ruolo della lingua nell’internazionalizzazione del sistema produttivo: possibili sviluppi"; Silvia Giuffrida, responsabile formazione Ice, su "Università e Imprese, un nuovo modo di cooperare. Un caso di successo: l'Accordo Map-Ice-Cruui"; e Rosa Errico della casa editrice Guerra Rux su "L’evoluzione dei materiali didattici per l’italiano come lingua straniera dagli anni Ottanta ad oggi". Le conclusioni saranno affidate ad Anna Ciliberti, Pro Rettore Università per Stranieri di Perugia.
Anche nel pomeriggio di sabato si riuniranno a Palazzo Gallenga i gruppi di lavoro per area geo-politica. Poi, di nuovo una serata di promozione su "Stile, gusto e tradizione made in Umbria" presso la Scuola di Lingue Estere dell’Esercito.
Infine, domenica 2 luglio, si terrà la tavola rotonda su "La ricerca di sinergie per un nuovo ruolo della lingua italiana nel mondo globalizzato: attori a confronto".
Presiederà i lavori Gherardo La Francesca, Direttore generale della Farnesina. Coordinati dal giornalista del Corriere della Sera Beppe Severgnini, interverranno: Francesco Sabatini, presidente dell’Accademia della Crusca, Bruno Bottai, presidente della Società Dante Alighieri, Guido Fabiani, rettore dell’Università di Roma Tre, Giovanni Puglisi, presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, e Marco Santagata, presidente del Consorzio Icon. La sintesi dei lavori sarà affidata a Marcello Silvestrini dell’Università per Stranieri di Perugia, mentre le conclusioni generali al rettore dell’Università, Stefania Giannini, e al Direttore generale del Mae Gherardo La Francesca. (aise)

lunedì, giugno 12, 2006

Massimo ci va leggero. E chiama Marta

di Carlo Puca

Chi si aspettava un massiccio spoils system è stato smentito: per ora il neoministro si è mosso con i piedi di piombo. Anche se a partire dall'autunno...

Panorama, 29 maggio 2006
Né occupazione né rivoluzione, semmai il pericolo vero è la restaurazione. E sì, persino i diplomatici professionalmente cresciuti durante gli anni del governo Berlusconi, e che tremavano davanti al presunto pericolo rosso che avanzava, possono smetterla di agitarsi e vociferare lungo gli ampi corridoi della Farnesina. Almeno dal punto di vista degli organigrammi, infatti, l'era dalemiana non sembra molto dissimile da quella finiana.

Fin dal 18 maggio, giorno del suo insediamento, fra le segrete stanze del dicastero il neoministro Massimo D'Alema va ripetendo che la sua prima volontà è quella di «non sconvolgere l'istituzione Farnesina», verso la quale nutre «un profondo rispetto, considerata anche la grande qualità delle persone che vi lavorano e che sono rappresentative della migliore pubblica amministrazione». Dunque nessuno stravolgimento è stato pianificato, né lo sarà.

In fondo bisognava aspettarselo, l'indole di D'Alema non è propriamente rivoluzionaria. E poi una parte del lavoro l'aveva già fatta l'uscente Gianfranco Fini. Lavoro che nei suddetti corridoi definiscono «devattanizzazione» del ministero degli Esteri. L'orrendo neologismo deriva da Umberto Vattani, ex potente segretario generale della Farnesina, che una leggenda segnalava quale padrone assoluto della diplomazia italiana ed è parcheggiato da circa un anno alla pur sempre prestigiosa presidenza dell'Ice, l'Istituto per il commercio con l'estero.

Al ministero, sulla poltrona di segretario generale, siede ora Paolo Pucci di Benisichi, che stando alle intenzioni di D'Alema rimarrà al suo posto, così come il direttore generale per il personale Giampiero Massolo.
La sua scelta più importante, il ministro l'ha infatti già compiuta con la nomina del nuovo capo di gabinetto, Ferdinando Nelli Feroci. Pisano, 60 anni, ha lavorato ad Algeri, Washington, Parigi e Pechino, salvo poi rientrare al ministero e salire la scala gerarchica fino alla direzione generale per l'Integrazione europea. La sua è una figura istituzionale: è di chiara matrice ds, ma anche persona di grande equilibrio.

L'altra nomina dalemiana già ufficializzata riguarda il servizio stampa. Qui, a fine giugno, sempre dalla direzione per l'Integrazione europea, arriverà Luca Giansanti, classe 1960, romano, diplomatico fra i più accreditati della generazione dei quarantenni, che mal sopporta il protezionismo dei sessantenni sulle carriere. Giansanti prenderà il posto di Pasquale Chito Terracciano, ambasciatore a Madrid da settembre.

Per completare il puzzle delle nomine interne imminenti e necessarie mancano ancora due caselle. La prima riguarda il successore di Nelli Feroci all'Integrazione; la seconda il nuovo vice- capo di gabinetto. Per dare un segnale di discontinuità con la tradizione «maschilista» della diplomazia italiana, si pensa alla valorizzazione di una donna, con Elisabetta Belloni in pole position.

Anche il direttore generale per il Medio Oriente, Riccardo Sessa, è dato in partenza. Ma ci sarà tempo per trovargli un successore. L'accoglienza tiepida riservata da Israele al governo unionista ha suggerito a D'Alema di mantenere Sessa al suo posto per marcare un segno di continuità col passato finiano, quando le relazioni tra Roma e Tel Aviv hanno raggiunto i massimi storici.
Per il resto il grande risiko della Farnesina potrebbe aprirsi in autunno, complici alcune scadenze naturali di mandato. Come quello del rappresentante permanente presso la Nato, Maurizio Moreno. Attende di conoscere il suo destino anche il direttore generale per l'Europa, Giovanni Caracciolo di Vietri, considerato in partenza per le organizzazioni internazionali di Ginevra.

Se poi D'Alema decidesse anche un avvicendamento in una grande capitale come Londra, dove siede Giancarlo Aragona, si avvierebbe un movimento complessivo degli ambasciatori, che potrebbe portare alla ottimizzazione di quei pochi diplomatici considerati di sinistra. Feroci e Aragona a parte, trattasi di tre nomi in particolare, che già occupano postazioni non secondarie: Antonio Armellini (ora a New Delhi), Roberto Toscano (Teheran) e Rocco Cangelosi (Unione Europea).
Fin qui le nomine interne, vere o presunte. Poi ci sono da individuare le figure esterne. Il ministro punta su una struttura essenziale, concentrata in un gruppo ristretto di persone. Il segretario particolare è stato scelto: si chiama Giuseppe Fortunato e ha lavorato a Bruxelles con il D'Alema europarlamentare.

Come consigliere per la politica estera il ministro ha invece individuato Marta Dassù. Esperta in relazioni internazionali, Dassù è direttore dei programmi politici dell'Aspen Institute Italia, dal 1998 al 2001 è stata consigliere dei premier D'Alema e Giuliano Amato. È lei la portatrice sana dell'unico, vistoso segno di discontinuità con la gestione-Fini.
«Toccherà a Dassù fare da raccordo tra la Farnesina e le competenze esterne» ha svelato il ministro, precisando che per competenze esterne si intendono gli istituti italiani specializzati in politica estera come Iai e Ipalmo, o fondazioni e personalità riunite intorno a riviste quali Limes e Aspenia. Tutto questo «all'insegna del dialogo, senza sconvolgere l'ottima struttura della Farnesina».

Un capitolo a parte meriterebbero gli istituti italiani di cultura all'estero. Al ministro, infatti, spetta la nomina di 10 personalità di «chiara fama». Solo che, per il momento, c'è poco da aggiungere. L'unico accenno, ma esclusivamente sulla necessità di rilancio degli istituti, è stato fatto martedì 23 maggio a Palazzo Chigi, a seguito di una visita del filosofo Giuseppe Vacca al ministro degli Esteri.

Proprio a Palazzo Chigi, in qualità di vicepremier, D'Alema ha costituito un gruppo convergente e parallelo a quello della Farnesina. Lo compongono il consigliere politico Matteo Orfini, la portavoce Daniela Reggiani, la segretaria tecnica Maria Contento e il capo di gabinetto Mauro Masi, noto come direttore del dipartimento editoria e segretario generale bipartisan di Palazzo Chigi negli ultimi due anni del governo di Silvio Berlusconi. Se non è continuità questa.

sabato, giugno 10, 2006

Abstraction, Italian-Style

Washington Post, Saturday, June 10, 2006
Washington D.C. - Marxist formalism? That was the idea behind a group of idealistic Italian artists calling themselves "Forma 1." Created in response to World War II-era fascism, the group insisted on a return to the pure abstraction of Wassili Kandinsky, himself an artist of utopian bent. Forma 1 founding member Achille Perilli channeled the Russian-born painter with particular alacrity. Fine examples of Perilli's works on paper from 1946 to 1957 fill the Italian Cultural Institute with the unyielding belief that art can transcend politics.

Achille Perilli at the Italian Cultural Institute, 2025 M St. NW, Suite 610, Monday-Friday, 10 a.m.-noon and 2-4 p.m., 202-223-9800, to June 23

venerdì, giugno 09, 2006

ITALIAN LANGUAGE: XIII-XX CENTURY READINGS AT CRUSCA ACADEMY

(AGI) - Florence, Jun 9 - Actors, singers and characters to read and recite playful poetic texts from the 13th to the 20th century: the initiative is entitled "Let Those Who Wish to Be Pleasant Be So," after the verses by Lorenzo the Magnificent, promoted by the Crusca Academy in collaboration with the Education Ministry and the National Institute of Documentation for Innovation and Educational Research (INDIRE,) with the support of ENI and with the honourable patronage of the Italian president. The evening scheduled next Monday at 9pm at the academy's Florentine establishment will feature such people as Enrico Bonavera (the 'Harlequin' of the Piccolo Teatro of Milan,) Virginio Gazzolo, Paolo Poli, Vincenzo Versari and Maria Teresa Pintus, with the musical accompaniment and sung versions of literary texts arranged by the Cantilena Antiqua ensemble conducted by Maestro Stefano Albarello. The texts, in Italian and in dialect, organised by theme, will include works of people such as Cielo d'Alcamo, Burchiello, Lorenzo the Magnificent, Pietro Aretino, Sandro Penna, Carlo Goldoni, Giuseppe Gioacchino Belli, Carlo Porta, Aldo Palazzeschi, Umberto Saba, Giorgio Caproni, Patrizia Valduga and Cruscan academics such as Anton Francesco Grazzini and Francesco Redi. The evening's readings will then be included in a DVD by Florence's INDIRE and distributed, in collaboration with the Foreign Ministry and the Education Ministry, in Italian cultural institutes abroad for the sixth week of the Italian language in the world, scheduled for next October.

mercoledì, giugno 07, 2006

ALLA DANTE ALIGHIERI DI ROMA LA PRESENTAZIONE DEL NUOVO LIBRO DI ALESSANDRO MASI "L’ITALIANO DELLE PAROLE"

ROMA\ aise\7 giugno 2006 - Sarà presentato in anteprima nazionale alle ore 18.00 di martedì prossimo, 13 giugno, nella cinquecentesca Galleria del Primaticcio di Palazzo Firenze, sede romana della Società Dante Alighieri, il volume di Alessandro Masi "L’italiano delle Parole. Appunti per una politica linguistica", edito da Anemone Purpurea, giovane casa editrice romana che proprio nel mese di giugno compie un anno di attività.
L’incontro costituisce il primo di una serie di appuntamenti che si terranno a partire dal prossimo mese di settembre in alcune delle sedi italiane della Società Dante Alighieri.
Alla presentazione interverranno il Presidente della Dante Alighieri, Bruno Bottai, i vice Presidenti Gianni Letta, autore della prefazione del volume, Paolo Peluffo, già Consigliere per la Stampa e l’Informazione dell’ex Presidente della Repubblica Ciampi, Luca Serianni, socio dell’Accademia dei Lincei, dell’Accademia della Crusca, Consigliere Centrale della Dante, direttore responsabile della rivista "Studi linguistici italiani" e con-direttore degli "Studi di lessicografia italiana", e Pierluigi Vercesi, direttore del mensile Capital, tra i fondatori del quotidiano ItaliaOggi nel 1987 nonché fondatore e condirettore nel 2000 del primo giornale online ilnuovo.it e già vicedirettore de "Il Tempo".
Alessandro Masi, critico e storico dell’arte, è Segretario Generale della Società Dante Alighieri. Tra le sue pubblicazioni "Un’arte per lo Stato" (Marotta, Napoli 1991), "Giuseppe Bottai. La politica delle arti 1918-1943" (Editalia, Roma 1992) e "Zig-Zag. Il romanzo futurista" (Il Saggiatore, 1995).
"L’italiano delle Parole", scrive Gianni Letta nella prefazione, "ricapitola il percorso complesso del cammino che fa della lingua italiana l’emblema di una nazione, simbolo apprezzato di un valore di cultura e di civiltà oggi universalmente riconosciuto. Questo libro talvolta è anche un ruvido graffiare sulle porte del potere quando questo significa ristabilire la giustizia ad un torto subito. Mi riferisco alle spesso discutibili decisioni di estromettere le traduzioni in lingua italiana prese dalla Commissione Europea contro le quali la Dante Alighieri come pure l’Accademia della Crusca hanno ritenuto opportuno ribellarsi". (aise)

martedì, giugno 06, 2006

Ambasciatori della CULTURA, un altro giro di giostra

CON IL NUOVO GOVERNO SONO DESTINATI A CAMBIARE I DIRETTORI DEGLI ISTITUTI ITALIANI ALL'ESTERO: SCRITTORI, ARTISTI, STUDIOSI PREPARANO LE LORO STRATEGIE
di Mario Baudino

Ugo Intini (Rosa nel Pugno), Vice Ministro agli Esteri con delega alla promozione della cultura italiana all'estero, Presidente della Commissione Nazionale per la Promozione della Cultura Italiana all'estero

Giovanni Puglisi, Vicepresidente della Commissione Nazionale per la Promozione della Cultura Italiana all'estero

La Stampa, 5 giugno 2006
DIECI sono gli oggetti del desiderio che trasformano gli intellettuali, o magari i manager, in ambasciatori: le direzioni degli Istituti italiani di cultura all’estero che, in base a una legge voluta da Gianni De Michelis negli anni Ottanta, il ministro degli Esteri assegna per «chiara fama». Dieci nomine che mettono insieme prestigio e stipendio, dove la politica ha il suo bel peso. Ragion per cui, cambiato il governo, si può presumere che gli attuali direttori verranno sostituiti da nuovi chiarissimi e famosi: ormai le deleghe ministeriali sono distribuite, quella per la cooperazione culturale spetta in primo luogo al viceministro Ugo Intini, che è anche il presidente della commissione destinata appunto a valutare le candidature. Tutto è pronto per un nuovo giro di giostra. E Gianni Puglisi, rettore dello Iulm oltre che vicepresidente della commissione dai tempi del governo Amato, quindi «memoria storica», archivia la passata legislatura con un sospiro. «Dell’ultima gestione non sono particolarmente fiero. Anche se qualche persona seria c’è stata. In alcuni casi ho fatto la resistenza che potevo, ma spesso mi sono trovato di fronte a candidature preconfezionate».

Ora si ricomincia? «Non è detto. La regola che i direttori alla prima scadenza biennale vengano sostituiti è stata introdotta dal centrodestra». Però, lasciano capire negli ambienti del ministero, non c’erano neanche contrasti così marcati. Guido Davico Bonino regnò a Parigi per soli due anni, poi si dimise quando capì che la partita era persa. Ora rincara la dose: «Il sottogretario agli Esteri che mi è toccato in sorte era Marco Baccini (dell’Udc, ndr). Una volta a Parigi tenne una conferenza stampa, e i giornalisti cominciarono a telefonarmi chiedendomi se avessi idea di che cosa aveva detto. Non erano riusciti a capire niente, solo che voleva “raccordare il raccordo”. In compenso scriveva molte lettere per protestare appena io facevo cose “comuniste”, tipo una mostra di Altan». Adesso non sarà più così. Auguriamo a Ugo Intini di non ritrovarsi a inviare neppure proteste di segno contrario, mentre scrittori, artisti, critici, studiosi, giornalisti preparano con mosse felpate le loro strategie, e si sussurranno già alcuni nomi di pretendenti: che sarebbe ingeneroso citare, perché sono voci pure e semplici. Si è parlato persino di Alberto Asor Rosa, ma sembra del tutto improbabile, se non altro per il fatto che la legge prevede un limite di 65 anni, ormai superati dallo storico della letteratura italiana.

Ogni direttore ha davanti a sé due anni di gestione dell’Istituto (anzi meno, perché decorrono dall’atto di nomina, cui però non segue subito l’insediamento: a volte passano molti mesi), terminati i quali può essere confermato per altri due, oppure no. Quelli in carica, scelti dal governo Berlusconi, è improbabile si facciano troppe illusioni. I più tranquilli sono i responsabili di Bucarest, Tokyo, Madrid e Pechino, nominati da poco e neppure tutti insediati. Per loro almeno due anni dovrebbero essere garantiti. Hanno meno tempo, invece, Pialuisa Bianco a Bruxelles e a Parigi Giorgio Ferrara (regista, fratello di Giuliano, nonché marito di Adriana Asti la cui popolarità in Francia è molto cresciuta negli ultimi tempi), Renato Cristin a Berlino, Claudio Angelini, giornalista Rai, a New York; un poco di più Simonetta Della Seta a Tel Aviv (il suo primo biennio finisce nel febbraio 2007); pochissimo Pierluigi Barrotta a Londra (il primo biennio è in scadenza), docente di metodologia della scienze sociali a Pisa. Non è automatico che debba essere la vittima d’esordio dello spoils system, ma finora è andata così: salvo proprio nella capitale inglese dove il suo predecessore Mario Fortunato, scelto all’epoca del centrosinistra, riuscì a farsi confermare dopo i primi due anni dal centrodestra, mobilitando una impressionante serie di intellettuali, da Salman Rushdie a Ian McEwan.

Ugo Perone, filosofo della religione ed ex assessore torinese alla Cultura, mandato a Berlino anche lui dal centrosinistra, ebbe un’analoga petizione corale, prima firma Günter Grass, ma non ce la fece. Venne sostituito appunto da Renato Cristin, docente di ermeneutica filosofica a Trieste, e come Barrotta legato alla Fondazione Magna Carta. Si disse anche che fosse molto amico dell’allora ministro Frattini. Certo la coloritura politica - e anche le amicizie - sono inevitabili: quel che ha dato il via di volta in volta alle polemiche è stato però il tono delle decisioni. «Prima c’era un meccanismo selettivo che funzionava abbastanza bene - ci dice ancora il professor Puglisi -. In questa stagione ci sono state scelte molto personali». Che in qualche caso hanno provocato disastri, com’è accaduto a Mosca: dove Anna Maria Carpifave si è trovata contro sia i russi sia il personale dell’istituto, prima di essere rimossa dopo liti furibonde e situazioni imbarazzanti, come per esempio una celebre commedia degli equivoci su una traduzione di Magris, che la direttrice sembrava non conoscere troppo bene. Ne ha fatto le spese, dicono, persino l’ottimo ambasciatore a Mosca, Franco Bonetti, che ora è rientrato a Roma e ha perso un gradino di carriera.

Anche a Madrid - dove era stato nominato un dirigente Telecom, Patrizio Scimia, molto legato all’allora sottogregretario Baccini - le cose non sono andate bene, tanto che alla fine del primo biennio il direttore stesso rinunciò spontaneamente. Ora il suo posto è stato assegnato (ancora dal centrodestra) a Giuseppe Di Lella, ex direttore generale della Treccani, con esperienze anche bancarie alle spalle. Viene pronosticato come uno fra quelli che potrebbero resistere. E tuttavia sarà battaglia dura, perché gli istituti sono una vetrina importante. Nell’insieme, assommano a una novantina. Di questi appunto 10 (non necessariamente sempre gli stessi, possono cambiare) sono affidati ai «chiara fama»; altrettanti a dirigenti di carriera del ministero; il resto a dirigenti assorbiti da altre amministrazioni. Ciò provoca qualche pur cauto mal di pancia agli ottanta «regolari», che non vedono con particolare favore i loro provvisori colleghi alla guida delle sedi più prestigiose. «Dovrebbero esserci criteri anche per la nomina politica - ci dice un esponente dello Sndmae, il sindacato che raggruppa i diplomatici -, tanto per evitare che si ripetano episodi come quello di Mosca. Finora hanno lasciato molto a desiderare. E dato che non sono pochi i casi di gestione negativa, bisogna ridurre ai minimi termini il rischio di scegliere le persone sbagliate». Per un diplomatico, anche se sindacalista, questo è il massimo di durezza verbale possibile. Né si può negare che la «riduzione del rischio» sia una bella, pragmatica bandiera. Anche oggi, al nuovo giro di giostra, svetta sui pennoni. Ci resterà?

lunedì, giugno 05, 2006

Mostre: a Copenaghen 'Nota bene' di Alfio Bonanno

Copenaghen, 5 giu. (Adnkronos Cultura) - Ispirato dagli elementi grezzi della natura, nelle sue opere Alfio Bonanno mette insieme rocce, tronchi e rami, ricavandone chiocciole gigantesche e nidi, dando così vita alla natura, attraverso la fantasia e la creatività. Fotografie, bozzetti e alcuni modelli di opere scelte, quale testimonianza del lavoro compiuto da Bonanno negli ultimi decenni, saranno esposti da domani e fino al 18 agosto presso l’Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen, nella mostra documentaria intitolata “Nota Bene”.
La rassegna è stata inaugurata il 2 giugno in occasione della celebrazione della Festa della Repubblica, durante la quale all’artista è stata conferita l’onorificenza Ossi del Presidente della Repubblica, in segno di riconoscimento per la sua attività artistica. L’artista, esponente della Land Art, si trasferì in Danimarca negli anni Settanta, dove iniziò a lavorare le materie della natura, dando loro forme imprevedibili, trasformandole in sculture imponenti e in ambienti fiabeschi.

Madame Butterfly sequel for peace

Japanese work to have Western debut on Nagasaki anniversary

(ANSA) - Rome, June 5 - A specially imagined sequel to Italian composer Giacomo Puccini's famous opera Madame Butterfly will have its Western debut at this year's Puccini Festival, organisers have announced.

A creative collaboration between distinguished composer Shigeaki Saegusa and top Japanese novelist Masahiko Shimada, the opera follows the imaginary life of the son of U.S navy officer B.F. Pinkerton and Butterfly, the geisha who waited 20 years for his return only to commit suicide when he came back with his new bride. In the continuation, Butterfly Junior (tenor Shigehiro Sano) is brought up in the US and sent back to Japan as a spy.

He marries the beautiful Noemi (soprano Shinobu Sato) but the Second World War intervenes.

She is horribly scarred in the Nagasaki atomic bombing and eventually dies in a convent in Pinkerton Jr's arms.

"It is a message of peace and hope, as is conveyed by the Japanese name of the female protagonist," said Shimada, some of whose novels have been translated into Italian.

In Japanese, Noemi means 'peace' or 'tranquillity'.

The opera, which has already had successful performances in its home country, will be conducted by Naoto Atomo on the anniversaries of Hiroshima and Nagasaki on August 6 and 9.

Against backdrops recalling the perfection of Zen gardens and alluding to the Buddha statues at the Cambodian temples of Angkor - "a symbol of the attraction and repulsion between East and West" said Shimada - the performers will sing in Japanese but the audience will be able to follow Italian subtitles.

The event has been organised by Italian and Japanese authorities with special credit going to the new director of Italy's Cultural Institute in Tokyo, Umberto Donati.

Donati was one of the forces behind Italy's presence at last year's hugely popular Universal Expo at Aichi, central Japan. The Puccini Festival near Viareggio honours the composer each July and August.

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