martedì, ottobre 31, 2006

CONCLUSA CON SUCCESSO LA SETTIMANA DELLA LINGUA ITALIANA NEL MONDO DELL'ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI LIMA

LIMA\ aise\ 31 ottobre 2006 - Si è conclusa anche a Lima la celebrazione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, predisposta dal locale Istituto Italiano di Cultura, che ha organizzato interessanti tavole rotonde sul tema proposto per il presente anno, "Il cibo e le feste nella lingua e la cultura italiana", conferenze che hanno avuto un buon riscontro numerico da parte del pubblico e dalla comunità italo-peruviana.
La serata del 23 ottobre si è aperta con le parole del direttore dell'Istituto Italiano di Cultura, Nadir Morosi, che ha dato il benvenuto a tutti i presenti e a quanti hanno collaborato all’attività culturale svolta sotto l'egida del Ministero degli Affari Esteri, l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana ed in collaborazione con l'Accademia della Crusca e numerose istituzioni pubbliche e private.
Poi la conferenza è proseguita con l'intervento della professoressa Paola Cecchini, alla quale è stato affidato il compito di aprire il ciclo di conferenze su "Gioacchino Rossini, buongustaio, anfitrione e gourmet". Durante la sua esposizione, Paola Cecchini ha spiegato che Rossini non era un uomo goloso, ma sobrio nel bere e nel mangiare, che era ipocondriaco, cioè credeva che qualsiasi cosa mangiasse potesse portargli delle malattie, quindi aveva molta cura nello scegliere i vini e i prodotti da cucinare.
La Cecchini ha raccontato inoltre molti aneddoti sul musicista riguardanti la sua complessa e speciale personalità, nella quale spiccano sempre il suo stretto rapporto con la buona cucina, tanto è vero che la sua "geografia d'Italia era culinaria", cioè abbinava ad una città un prodotto tipico alimentare: quando ad esempio sentiva parlare di Pisa, ricordava l'olio di Buti e commentava la fama che questo aveva portato alla città.
Il maestro, secondo la professoressa Cecchini, una volta raccontò agli amici che soltanto tre volte aveva pianto in vita sua: quando fischiarono la sua prima opera, quando sentì suonare Paganini e quando gli cadde nell'acqua un tacchino ripieno di tartufi, questi ultimi suo cibo prediletto, tanto che è lui l'inventore dei tourne, ricetta molto famosa a base di tartufi, il cui nome viene da una espressione della lingua francese. Si narra che lo chef francese al servizio di Rossini provasse vergogna nel lavorare i tartufi davanti a tutti gli invitati del musicista; e il maestro gli rispose: "se hai vergogna, tourne le dos!" (lavora di spalla). Da questo episodio si presume sia nato il nome del piatto.
"Anche le ostriche erano la passione di Rossini", ha sottolineato la Cecchini, che ha poi aggiunto: "durante il tempo in cui il maestro componeva "La gazza ladra", egli aveva un conto elevatissimo da pagare a Bortolo, il suo fornitore di ostriche, il quale propose al maestro di "cancellare" il suo conto "musicando" una sua poesia. Rossini accettò la proposta e non solo musicò la poesia del venditore di ostriche Bortolo, ma la aggiunse addirittura alla sua opera tanto che passò alla storia come La canzone delle ostriche".
La seconda serata organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura è stata dedicata al patrimonio magico-religioso delle feste e alla spettacolarizzazione della tradizione, a cura della professoressa Incoronata Grosso. Le feste religiose, ha spiegato la Grosso, vanno perdendo il proprio "senso religioso", cioè la manifestazione di una paura o un mito; adesso però hanno preso la via dello spettacolo.
Tre sono state le feste proposte dalla professoressa durante la sua esposizione: la festa del Venerdì Santo a Barili, la festa della Madonna della Bruna di Matera e la festa del grano di Foglianise. La festa del Venerdì Santo è una rappresentazione sulle ultime ore di vita di Gesù, alla quale participa il popolo tutto di Barili. Secondo la Grosso questa festa nasce dal bisogno di far conoscere al popolo di Barili l’episodio del vangelo, ma non tutti i personaggi che intervengono sono personaggi biblici: ve ne sono infatti alcuni che sono stati inseriti dalla credenza popolare, quali la zingara che rappresenta la maledizione e il moro che rappresenta i pagani. La festa della Madonna della Bruna si svolge in onore della vergine protettrice di Matera, il cui nome deriva dalla particolare colorazione della sua pelle. Alla fine della processione della Madonna della Bruna e dopo aver riposto l'immagine sacra, il popolo assalta il carro della vergine sino a distruggerlo. Meno violenta ma molto significativa è la festa del grano che si svolge a Foglianese in onore di San Rocco, santo che nel passato protesse il popolo contro la peste.
Il tema della terza serata è stato quello dell'arte culinaria italiana in Perù e la nuova cucina italiana. sono intervenuti con le loro relazioni sull’argomento Rosario Olivas Weston, Liliana Agostini e Raúl Sifuentes della trattoria Il Piccolo Pomodoro, Giuseppe Natalini della trattoria L'Italiano e Pedro Valdivia della trattoria Il Postino.
La cucina italiana ha avuto una notevole influenza sulla cucina peruviana e i relatori hanno concordato sul fatto che i peruviani "non mangiano la cucina italiana come si deve", ma "alla peruviana". Così Liliana Agostini, nella sua trattoria, sta insegnando ai peruviani a mangiare "la pasta al dente". "Ci sono peruviani che credono che le tagliatelle siano pronte quando si possono incollare alla parete, purtroppo sono pochi coloro che sanno mangiare veramente bene la pasta all'italiana, cioè al dente", ha aggiunto.
Il pubblico ha poi commentato le diverse reintrerpretazioni dei piatti italiani da parte dei peruviani. È il caso della cosidetta "pizza hawaiana", fatta con fette di ananas, un piatto sicuramente non figlio della tradizione culinaria italiana. Il pubblico ha quindi domandato ai relatori quale fosse il loro apprezzamento su questi aspetti o varianti della cucina "moderna". E Giuseppe Natalini della trattoria L'Italiano ha dichiarato, a nome di tutti, "noi preferimmo la cucina della nonna". La professoressa Rosario Olivas ha poi aggiunto che la cucina peruviana sperimenta continue varianti ai suoi piatti tipici, "questa è stata sempre la sua particolarità", mentre quella italiana ha le sue tradizioni e cerca di trasmetterle alle nuove generazioni senza apportare troppe modifiche.
Alla fine delle esposizioni, i presenti hanno provato alcuni tra i più saporiti piatti tipici della cucina italiana preparati dalla trattoria L'Italiano, con una novità: l’uso della carne di struzzo, che secondo la rivista American National Culinay Reviews sarebbe la carne del millennio, vista la bassa quantità di calorie, grasso e colesterolo che contiene.
La quarta serata è stata dedicata alla grappa e al pisco, questo ultimo il liquore tradizionale peruviano. Alessandro Gafforio ha invitato al pubblico a degustare un sorso di grappa, sottolineando che questo liquore viene ottenuto dalla distillazione delle vinaccie, ossia ciò che rimane dalla pigiatura dell'uva fresca o ammostata. La professoressa Rosario Olivas, invece, ha fatto degustare ai presenti il pisco, liquore peruviano che a differenza della grappa viene fatto della distillazione dell'uva.
Il ciclo delle esposizioni è stato chiuso dal regista José Carlos Huayhuaca che ha presentato e commentato "Il mio viaggio in Italia" di Martín Scorsese: un documentario sul neorealismo italiano composto da tutta una serie di celebri film di Rossellini, di De Sica e di Visconti uniti da Scorsese e dal suo amore per il cinema italiano. Durante la serata il Dott. Constantino Carvallo ha infine presentato il libro del regista Huayhuaca "Una grieta a lo sublime. Viaje a Italia de Roberto Rossellini". (aise)

Mosca: La mostra dei grandi marchigiani richiesta dalla Farnesina

Mosca, 30 ott. 2006(Adnkronos) - Piace prima ancora di essere inaugurata la mostra “L’arte italiana del XX secolo attraverso i grandi marchigiani”, tanto da suscitare l’interesse della Farnesina. La mostra, ideata e curata dal critico d’arte Armando Ginesi, promossa dalla Regione Marche con la collaborazione del Comune di Ancona e dell’Associazione Marche Russia di Osimo, il 23 novembre sarà aperta all’Accademia dell’Arte Russa di Mosca per essere visitata fino al 13 febbraio 2007 e in autunno verrà riallestita alla Mole Vanvitelliana di Ancona. E’ già stata richiesta in Sud America e in Finlandia. La direzione generale per la Promozione e cooperazione culturale del ministero per gli Affari Esteri, attraverso il consigliere Mauro Marsili, Maria Sica e Massimo Scaringella dell’Istituto nazionale per il Commercio Estero, hanno insistito perché la rassegna, potesse essere trasferita nell’America del Sud, passando per Buenos Aires, Santiago del Cile, Montevideo, San Paolo del Brasile.
Richieste sono partite anche da Helsinki, dove l’ambasciatore d’Italia Ugo Gabriele de Mohr, il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura Wanda Grillo e il vicedirettore Adriana Frisenna hanno espresso il desiderio di poter accogliere l’esposizione nel capoluogo finlandese, data la vicinanza con Mosca. La mostra rappresenta uno spaccato significativo dell’arte italiana dell’intero Novecento, si compone delle opere di 35 grandi artisti, tutti marchigiani d’origine o d’adozione. I vincoli assicurativi ed i prestiti da collezioni pubbliche e private impongono però il rispetto dei tempi nella riconsegna delle opere in mostra. Per questo si sta già pensando a un altro progetto, basato sulla stessa filosofia ma più semplice da realizzare e gestire. Si intitolerà “Iconico aniconico attraverso gli artisti marchigiani della seconda metà del XX secolo”, dove le opere proverranno solo da artisti viventi, da eredi e da collezioni private.

lunedì, ottobre 30, 2006

Il Presidente del Consiglio Prodi inaugura l'Istituto Italiano di Cultura di Tunisi

Il Presidente del Consiglio Prodi inaugura l'Istituto Italiano di Cultura di Tunisi: clip del TG3 delle ore 19,30 del 30 ottobre 2006

domenica, ottobre 29, 2006

Sixth week of Italian Language in the World starts in Algiers

Magharebia - The News & Views of the Maghreb, 29/10/2006

The sixth week of Italian Language in the World started Saturday (October 28th) in Algiers. It is organised by Italian embassy in Algeria and the Italian Cultural Institute in collaboration with the Algerian National Library. The event, which will run through October 31st, will focus on Italian language and culture.

The programme envisages a workshop conducted by University for Foreigners in Perugia cinema history professor Gianfranco Bogliari, a historical and methodological workshop for teachers and students from the Italian language departments of Algerian universities and a presentation of the works of Italian poet Caterina Trombetti.

Around 800 students currently attend Italian language courses in Algerian universities, 200 at secondary schools and about 400 people at courses organised by the Italian Culture Institute. (ANSA, APS, El Moudjahid, Liberte)

venerdì, ottobre 27, 2006

ITALY: PRIME MINISTER TO TRAVEL TO TUNISIA MONDAY

Rome, 26 Oct. 2006 (AKI) - Italian prime minister Romano Prodi will travel to Tunisia's capital Tunis on Monday to meet president Zine el Abidine Ben Ali. Prodi will also hold talks with the chairman of the African Development Bank, Donald Kaberuka and participate in the inauguration of the Italian Cultural Institute in Tunis. Culture minister Mohamed Aziz Ben Achour will also attend the event. Before returning to Italy, the Italian premier will meet local entrepreneurs to discuss bilateral economic relations.

giovedì, ottobre 26, 2006

Madrid: Il segretario generale della Dante Alighieri all’Istituto Italiano di Cultura

Madrid, 26 ott. 2006 (Adnkronos) - Quando si parla di Italia nel mondo, inevitabilmente si pensa al cibo e alla tradizione enogastronomica: ecco perché questa sesta edizione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo è stata dedicata al tema “Il cibo e le feste nella lingua e nella cultura italiana” ed ecco perché oggi, l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid diretto da Giuseppe Di Lella, ha promosso la tavola rotonda “Evoluzione del cibo e delle feste nei secoli”.
All’incontro ha partecipato anche Alessandro Masi, segretario generale della società Dante Alighieri. “Quest’anno è stato scelto un tema diverso rispetto al passato – ha spiegato Masi - sia perché maggiormente radicato nella tradizione popolare del nostro paese, sia perché oggi più che mai l’enogastronomia italiana costituisce da un lato uno dei marchi più rappresentativi del ‘made in Italy’ all’estero e dall’altro la testimonianza, l’ennesima, della solarità e della vitalità proprie dell’Italia e degli italiani”.
Dopo aver sottolineato la partecipazione alla Settimana della Lingua Italiana degli oltre quattrocento comitati della “Dante” all’estero, dall’Argentina con le sue 126 sedi alla Nuova Zelanda, dall’Australia all’Europa, dall’Armenia al Nicaragua, al Marocco e al Canada, Masi ha tracciato una breve storia del cibo e delle feste in Italia soffermandosi sulla considerazione che il mondo ha della cucina e delle tradizioni popolari italiane. Tra le citazioni letterarie, il richiamo al “Convivio” di Dante Alighieri ha fornito l’occasione per annunciare il 78° congresso internazionale della società Dante Alighieri (Roma, settembre 2007).
Masi ha voluto poi ringraziare la Spagna e il popolo spagnolo “che tanto hanno dato all’Italia, ma che tanto anche dall’Italia hanno saputo cogliere con immenso rispetto e con grandissimo senso di collaborazione e di arricchimento reciproco”, citando anche il premio “Principe delle Asturie” assegnato nel 2005 alla società Dante Alighieri la cui delegazione quest’anno, durante il soggiorno spagnolo, è stata ricevuta dall’ambasciatore d’Italia Pasquale Terracciano e dal console generale d’Italia Sergio Barbanti. Domani, Masi incontrerà gli studenti della scuola italiana di Madrid in occasione della presentazione del suo nuovo libro “L’italiano delle parole” (Ed. Anemone Purpurea).

domenica, ottobre 22, 2006

Italian Language Week activities

The Times of Malta, October 22, 2006
From tomorrow to Sunday, the Italian Cultural Institute and the Italian Embassy will be celebrating the sixth Settimana della Lingua Italiana nel Mondo (Italian Language Week), which was first launched in 2001 by the Italian Ministry of Foreign Affairs, the Accademia della Crusca, and the Ministry for Italians Abroad, with the support of other important Italian institutions.

During the week, the 91 Italian Cultural Institutes around the world and scores of Italian embassies hold a number of activities whose theme this year is Il cibo e le feste nella lingua italiana (Food and feasts in the Italian language).

In Malta, these activities, which will go on till October 31, include:

Tomorrow at 6.30 p.m., at the Istituto Italiano di Cultura on Palace Square, Valletta, Professor Pasquale Troia, a Biblical scholar, will give a lecture, A tavola con i Santi, which will highlight the food-laden table present at all religious and traditional feasts. At 2 p.m. tomorrow, Professor Troia will give a lecture at the Mediterranean Institute of the University, on the symbolism of food in church decoration.

On Tuesday at 6.30 p.m., at the Institute, Rev. Professor Peter Serracino Inglott will give a talk (in Italian) on "The Philosophy of Food", and in the evening, a medieval banquet promoted by the Italian Ambassador, Dr Paolo Andrea Trabalza, will be held at the Mediterranean Conference Centre.

On Wednesday at 6.30 p.m. Professor Joseph Brincat will give a lecture at the Institute on Lessico e alimentazione: la sfera semantica del 'pane'.

On Thursday at 6 p.m. the 1954 film Miseria e nobiltà, starring the famous Neapolitan comic actor Totò, will be shown at the Italian Cultural Institute.

On Friday, the Institute and the Società Dante Alighieri will together celebrate the Giornata della Dante with the presentation of prizes to the best students of Italian.

On Saturday at 7.30 p.m. an Italian film festival dedicated to the films of Pupi Avati, who will be present, will be inaugurated at the Francis Ebejer Hall of the University, Msida. The festival will be held every day until October 31, but admission to the opening film - Pupi Avati's latest, La seconda notte di nozze (2005) - will be free.

For a full list of the Italian Language Week activities visit www.iicvalletta.esteri.it

venerdì, ottobre 20, 2006

Italian Cultural Institute hosts Week of Food & Festival on Oct. 23-28

The Seoul Times, Saturday, October 21, 2006
As every year for six years now The Italian Embassies and THE ITALIAN CULTURAL INSTITUTES all over the world celebrate a week in October dedicated to the Italian language during which not only the language, but also the Italian culture and literature are promoted with various events organized together with the local institutions of the host countries.
This year the Italian Cultural Institute in South Korea is trying to qualify even more the Italian presence in this Country and keep up to the interests and expectations of Korean people that on many occasions have proved willing to accept and appreciate the Italian culture and style.

The theme this year is "Food and Festivals" and the week the one from October 23rd to 28th, even if some activities taking place in various restaurants in Seoul, like photo exhibitions, music and films accompanying the display of good food will go on until November.

Among the serious and scholarly events are three lectures in English by Prof. Gabriella Morini, an expert in Nutritional Sciences and Technologies from the Universita' di Scienze Gastronomiche, Pollenzo (CN), that will update the audience on how to eat in a correct and healthy way. Two lectures will be held in Ewha University, Seoul (Oct.24) and at Keimyung University, Daegu (Oct.26) with the title: "Italian Gastronomy" and one at the Korea Food Research Institute, Seoul (Oct. 25) with the title: "Molecular Aspects of Taste and Chemesthesis." The contacts between the Italian Cultural Institute, Friendship Associations between Italy and Korea, Korean universities and government institutions whose specific area of research is food and its nutritional value have made this event possible and it has to be praised as one example of how mutual efforts towards a closer cooperation between the two Countries can be valid and fruitful.

The other events for the Italian Week have been organized having the students of Italian in mind. DVDs on the history of Italian food will be shown in the Italian Departments in Korean universities, as well as photograph exhibitions of works of art, paintings mainly, that have food as their main theme.

Other activities focused on students of Italian will be held at the Sogang University International Institute for Culture and Education where the Italian government lecturer will hold open classes with ‘food in situation' as a theme. The famous Italian priest-singer Giosy Cento will also meet Sogang students for a lesson and songs.

The highlight for all Korean students of the Italian language, however, will be a contest in which their participation will grant them good prizes.

What the Italian Cultural Institute has thought of is launching a contest in which the students of Italian from Sogang University, Seoul National University, the College Music of ChungAng University, the Departments of Italian at Hankuk University in Seoul and Yongin, from Daegu Catholic University, Busan University of Foreign Studies and the Centre of Italian Culture and Cuisine in Daegu can make a Powerpoint presentation or a DVD on "Italian Food and Festivals."

Korean young people are famous all over the world for being able to master the computer and all kinds of technology and on various other occasions students of Italian have proved amazingly skilful and creative in using it. The best PPP or DVD, will win a free round flight ticket to Italy, the second a 3-month course in an Italian cooking school in Seoul, and then various vouchers offered by the best Italian restaurants in Seoul, like: Buonasera, Antonio, Sortino's, La Stella, Il Ponte, Le Tre Campane, Parmi Italiano.

For more info. please see the Italian Cultural Institute's website: www.iicseoul.esteri.it or contact the secretary office at : 02-796 0634 or 02-797 7792

CLARA SERENI E MASSIMO MONTANARI ALL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI OSLO PER LA VI SETTIMANA DELLA LINGUA ITALIANA NEL MONDO

OSLO\ aise\19 ottobre 2006 - Sarà Clara Sereni ad inaugurare, lunedì 23 ottobre, gli appuntamenti organizzati ad Oslo dal locale Istituto Italiano di Cultura in occasione della sesta edizione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, che ha quest’anno come tema "Il cibo e le feste nella lingua e nella cultura italiana" (vedi aise del 17 ottobre 2006 h.18.30).
La scrittrice, che in alcuni suoi romanzi quali "Casalinghitudine", "Passami il sale" e "Le merendanze" ha concesso ampio spazio alle abitudini alimentari, ai momenti conviviali, ai cibi e alle ricette, sarà intervistata dal giornalista radiofonico italo-norvegese Ugo Fermariello.
Clara Sereni si soffermerà sulla sua esperienza di narratrice, giornalista, traduttrice, nonché sul suo impegno nel sociale e nella vita politica. E nell’occasione sarà presentata la traduzione norvegese del suo romanzo "Casalinghitudine", pubblicato con il titolo "Liv og livretter" dalla casa editrice Engelstad Forlag di Oslo.
Gli appuntamenti proseguiranno martedì, 24 ottobre, sempre nella sede dell’Istituto, con una conferenza dal titolo "Cibo, linguaggio, identità: la cucina italiana come rete di culture locali". Interverrà Massimo Montanari, ordinario di Storia Medioevale all'Università di Bologna, che approfondirà il tema del cibo nella cultura italiana in una prospettiva storico-antropologica.
Ritenuto uno dei maggiori specialisti mondiali di storia dell'alimentazione, Massimo Montanari ha dedicato la sua ricerca storiografica alla cultura materiale e in particolare alla storia della gastronomia e dell'atteggiamento nei confronti del cibo.
Nella mattinata dello stesso giorno il professore terrà, inoltre, un intervento presso l’Università di Oslo sul tema del rapporto fra cibo e cultura nell’Italia medievale.
Mercoledì 25 e venerdì 27 ottobre, l’Istituto Italiano di Cultura presenterà due pellicole italiane, "La famiglia" di Ettore Scola e "Un americano a Roma" di Steno, mentre giovedì 26 ottobre Carlo Alberto Infantino, direttore per le attività internazionali e la cooperazione del Comune di Siena, interverrà sul tema "Siena: cibo, cultura e tradizione", soffermandosi sulle tradizioni enogastronomiche del territorio di Siena che affondano le loro radici nel tardo Medioevo, momento di massima espansione e fioritura della civiltà senese. Seguiranno la proiezione di un video e di immagini sul Palio di Siena e la degustazione di prodotti alimentari di Siena.
Presso le Università di Oslo e Bergen i lettori di ruolo organizzeranno, durante la Settimana, la "Giornata del lettore", con attività didattiche di approfondimento dirette agli studenti dei corsi di italiano.
In particolare, all’Università di Oslo la dottoressa Alice Tonzig, docente di lingua italiana, incontrerà gli iscritti ai corsi di italiano per illustrare il tema della Settimana della Lingua Italiana 2006 e coinvolgerà gli studenti in attività didattiche su "Cibo e ricette d’Italia".
Presso l’Università di Bergen, invece, la professoressa Antonella Mirone, lettore di italiano, proporrà agli studenti la visione di due film italiani "Ricette d’amore" di Sandra Nettelbeck e "13 a tavola" di Enrico Oldoini e leggerà alcuni brani tratti da testi letterari italiani che offrono spunti per la riflessione sul tema del rapporto fra cibo e lingua italiana: "La testa degli italiani" di Beppe Severgnini, "Il salto dell’acciuga" di Nico Orengo e "Il ladro di merendine" di Andrea Camilleri.
L’inaugurazione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo ad Oslo sarà preceduta, sabato 21 ottobre, dal concerto "Under construction" del duo Di Castri-Petrella nell’ambito della manifestazione European Jazz Nights, e, domenica 22 ottobre, da un appuntamento dedicato ai bambini italiani e italo-norvegesi.
Organizzato dall’Istituto di Cultura in collaborazione con il Comitato di Oslo della Società Dante Alighieri e con l’Associazione "Giovane Italia", l’evento dedicato ai più piccoli, dal titolo "Scorpacciata di fiabe", saranno condotte dall’attrice Annalisa Dal Prà che racconterà alcune fiabe della tradizione italiana e animerà un laboratorio di bricolage con farfalle, fusilli e altre forme di pasta. (aise)

LA SETTIMANA DELLA LINGUA ITALIANA NEL MONDO CON L’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI RIO DE JANEIRO

RIO DE JANEIRO\ aise\ 19 ottobre 2006 - Dal 23 al 29 ottobre prossimo avrà luogo la VI Settimana della Lingua italiana nel Mondo, organizzata dal Ministero degli Affari Esteri in collaborazione con l’Accademia della Crusca e la partecipazione di numerose Istituzioni pubbliche e private, impegnate nella diffusione della lingua e cultura italiana. L’intera Settimana quest’anno sarà dedicata al tema "Il cibo e le feste nella lingua e nella cultura italiana" (vedi aise del 17 ottobre 2006 h.18.30).
Ed anche a Rio de Janeiro l’Istituto Italiano di Cultura ha predisposto una serie di inziative per celebrare l’evento.
La cerimonia solenne di apertura della Settimana si terrà lunedì, 23 ottobre, alle ore 10.00, presso la Facoltà di Lettere della’UFRJ, dove si terrà anche il primo Incontro Regionale dell’Associazione Brasiliana dei Professori di Italiano. Seguirà "Uno sguardo sull'Italia", la presentazione del sito ufficiale dell'Istituto Italiano di Cultura da parte del Direttore Rubens Piovano. Quindi la conferenza su "La tradizione lessicografica italiana: un possibile modello per le nazioni latino-americane" a cura di Sandra Bagno, Prof.ssa di Lingua e Traduzione Portoghese e Brasiliana della Università degli Studi di Padova.
A partire dalle ore 11.00 si svolgerà la tavola rotonda "Linee e tendenze dell'insegnamento dell'Italiano nelle Università Pubbliche", che, coordinata da Flora de Paoli Faria, vedrà gli interventi del Direttore dell’Istituto Rubens Piovano, di Mauro Porru, presidente dell'Associazione Brasiliana dei Professori di Italiano, di Maria Franca Zuccarello dell’UERJ, Opazia Chain Feres dell’UFF e Annita Gullo della UFRJ.
La giornata proseguirà con la presentazione degli studenti del Corso d'Italiano e, quindi, dopo uno spuntino rigorosamente all’italiana, con la seconda parte della tavola rotonda.
"Visconti ed i sapori del cinema" è invece il tema di un’altra tavola rotonda in omaggio al grande regista, che si terrà nel pomeriggio con la partecipazione dei Professori Flora De Paoli Faria e Mauro Porru
Alle ore 16.00 il Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro inaugurerà la Settimana della Lingua e Cultura Italiana nel Mondo anche presso il Dipartimento d’Italiano dell’UFF a Niteroi, cittadina poco distante da Rio.
Qui, dopo la conferenza con Fernanda Maranesi, presidente dell'Accademia della Cucina Italiana di Rio de Janeiro, sulla "Dieta mediterranea", l’appuntamento sarà con la rassegna "Il cibo e il cinema", che a partire dalle ore 16.30 vedrà la proiezione dei film "Ricette d’Amore" di Sandra Nettelbeck, "Miseria e Nobiltà" di Mario Mattoli e "La famiglia" di Ettore Scola.
La giornata si chiuderà, alle ore 18.00, presso la Sala Italia dell’Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro con il concerto "Cabaret lirico: Una seria opera buffa" del gruppo italiano Amarcord.
Anche la giornata di martedì 24 ottobre si svolgerà tra le due Università di Rio e Niteroi. Nella prima si terranno due sessioni di Comunicazioni su "I percorsi della ricerca nell'area d'italianistica in Brasile" e la proiezione dei film per studenti "Miseria e nobiltà" e "Un Americano a Roma" di Steno.
Infine l’Assemblea Straordinaria dell'Associazione Brasiliana dell'ABPI discuterà del del nuovo statuto dell'Associazione. Cinema anche a Niteroi, dove saranno proiettati il film "Mediterraneo" di Gabriele Salvatores e "Sangue Vivo" di Edoardo Winspeare.
Mercoledì 25 ottobre, gli appuntamenti con la Settimana si apriranno nuovamente alla UFRJ con una tavola rotonda su "L'opera di Pier Vittorio Tondelli in Italia ed in Brasile" alla quale parteciperanno lo scrittore ed amico di Tondelli, Enos Rota, autore del libro "CaroPier", e specialisti brasiliani nell'opera tondelliana.
Seguirà una nuova tavola rotonda su "La cucina italiana e le sue feste, dall'Accademia alla pratica", coordinata da Annita Gullo.
Nel pomeriggio, presso l’Istituto Italiano di Cultura, ci sarà la proiezione del film "La famiglia" di Ettore Scola; mentre in serata l’UFF ospiterà le pellicole "Roma" di Federico Fellini e "Teorema" di Pier Paolo Pasolini.
Giovedì 26 ottobre, alla presenza delle autorità brasiliane e italiane, la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo sarà aperta ufficialmente anche presso la Universidade Estadual do Rio de Janeiro.
Qui si terrà anche la tavola rotonda sulle "Tendenze in Ricerche nell'insegnamento della Lingua, Letteratura e Cultura Italiane", che sarà coordinata da Flora De Paoli ed alla quale prenderanno parte Rubens Piovano, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura, ed i Professori Flora Simonetti (UERJ) e Mauro Porru (UFBA). Questi ultimi parteciperanno anche alla conferenza "Visconti ed i sapori del cinema italiano.
A seguire, nel pomeriggio, il convegno "Percorsi della ricerca nell'area d'italianistica nella UERJ, UFRJ, e UFF", coordinato da Delia Cambeiro (UERJ) e la conferenza su "La cucina emiliana tra le righe di Pier Vittorio Tondelli", per finire con la proiezione del film "La famiglia" di Ettore Scola.
Sempre nel pomeriggio di giovedì, proseguiranno presso l’UFF di Niteroi le proiezioni della rassegna "Il cibo e il cinema" con "Un americano a Roma" di Steno e "Amici Miei" di Mario Monicelli.
Le celebrazioni della Settimana a Rio de Janeiro si chiuderanno venerdì 27 ottobre, presso l’UERJ, con una ricca sessione di comunicazioni: interverranno, infatti, Carmen Praxedes su "Insegnamento e pratica d'Insegnamento in Lingua Straniera", Delia Cambeiro su "Progetto di uno studio comparativo della letteratura italiana e galega del secolo XII e XIII", Livio Panizza su "Accenni sulla pittura ed il mangiare: sinestesia", Maria Aparecida Cardoso Santos "L’importanza didattica dei film nell’insegnamento dell’italiano", Maria Franca Zuccarello su "Il cibo nella letteratura di Primo Levi e nel cinema di Roberto Benigni" e Veridiana Sckoc Marchon "L’immaginario popolare nella cultura popolare del Medioevo".
La giornata proseguirà con la proiezione del film "Ricette d’amore"di Sandra Nettelbeck e con l’incontro su "L’Italia dai mille sapori", coordinato da Maria Franca Zuccarello, con il Gruppo Permanente d'Italiano dell'Universidade da Terceira Idade – UnATI/UERJ.
Infine, l’Instituto Politécnico Universitário Estácio de Sá ospiterà una lezione sull'origine di una ricetta italiana, che verrà realizzata dalla chef Silvana Bianchi del ristorante italiano Quadrifoglio. (aise)

mercoledì, ottobre 18, 2006

IL VICE MINISTRO DANIELI PRESENTA ALLA FARNESINA LA SETTIMANA DELLA LINGUA ITALIANA NEL MONDO

ROMA\ aise\ 17 ottobre 2006 - "Dovremo razionalizzare, riorganizzare e, se necessario, ripensare gli strumenti per l’insegnamento della cultura italiana all’estero, che oggi risentono dell’appesantimento di vincoli normativi non più adeguati ai tempi". Ma intanto, "la qualità e la quantità delle iniziative e l’importanza dei soggetti coinvolti in tutto il mondo" per questa sesta edizione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo costituiscono un fatto "veramente straordinario".
Così il vice Ministro agli Affari Esteri, Franco Danieli, ha dato il benvenuto a quanti accorsi alla Farnesina per la presentazione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, che torna anche quest’anno come evento di punta della strategia di promozione della cultura italiana del Ministero degli Affari Esteri.
Grazie alla organizzazione della Direzione Generale per la Promozione e Cooperazione Culturale, con la diretta collaborazione dell’Accademia della Crusca e con la partecipazione dei vari enti interessati alla diffusione della lingua italiana all’estero, tra i quali in particolare la Società Dante Alighieri, la RAI, l’Unione Latina e l’Accademia degli Incamminati, dal 23 al 29 ottobre in tutto il mondo si susseguiranno oltre mille eventi in circa ottanta Paesi.
Un "vasto ma concentrato complesso di iniziative, che rappresentano il tentativo di individuare strumenti efficaci di promozione, capaci di stimolare l’interesse verso la lingua italiana anche attraverso elementi di suggestione e di grande presa, dalla dimensione internazionale", ha spiegato Danieli.
Dopo letteratura, teatro e cinema, dopo le arti della parola, dopo l’identità nazionale e il giornalismo, dopo la poesia e dopo la narrativa, la scelta per il tema della Settimana 2006 non poteva dunque non cadere su uno degli elementi che è tra i più apprezzati, in Italia e all’estero, della nostra cultura: il cibo.
"Il cibo e le feste nella lingua e nella cultura italiana" è il tema prescelto, senz’altro nuovo, ma ricco di spunti di riflessione, poiché legato a forme di "cultura materiale", quali le feste, le tradizioni, le usanze gastronomiche locali, particolarmente varie e ricche di suggestioni nel panorama italiano.
L’iniziativa, ha spiegato Danieli, è rivolta a due target principali, "i connazionali che vivono all’estero e i loro figli, ma anche i cittadini stranieri desiderosi di imparare la lingua italiana". D’altra parte, ha ricordato Danieli, "l’Italia è una delle più importanti potenze culturali al mondo e la lingua ne è il veicolo, che offre grandi potenzialità".
La Settimana della Lingua Italiana rappresenta, perciò, una opportunità da non perdere. "Ci aspettiamo una ricaduta in termini di aumento della richiesta di apprendimento della lingua italiana", una ipotesi cui occorre "rispondere adeguatamente, con il potenziamento dei nostri strumenti". Il rischio altrimenti, ha ammonito il vice ministro, "potrebbe essere quello di non poter soddisfare questa crescente domanda".
È d’accordo anche il Direttore generale per la Promozione Culturale della Farnesina, Gherardo La Francesca, che ha parlato oggi della Settimana come di una "grande cassa di risonanza, frutto di un lavoro di squadra", intorno ad un unico grande tema, quello del cibo, verso una "convergenza di iniziative che creano massa critica altrimenti non ottenibile singolarmente".
Attivi promotori degli eventi della Settimana all’estero saranno, come sempre, tutti gli Istituti Italiani di Cultura e le rappresentanze diplomatico-consolari. Accanto a loro le cattedre d’italianistica presso le Università straniere, nonché i Comitati della Società Dante Alighieri e, perché no, le associazioni dei connazionali.
La maggior parte degli eventi saranno organizzati in Europa: mostre, rassegne cinematografiche, seminari e conferenze, ma non solo.
Tra le numerose esposizioni dedicate al tema della Settimana, "I menù storici" organizzata dagli Istituti di Cultura di Bruxelles e Berlino in collaborazione con l’Accademia Italiana della Cucina, che presenterà a sua volta la mostra fotografica "Cinquant’anni di Cucina italiana" in varie città come Strasburgo, Zurigo, Ginevra e Los Angeles. A Barcellona, Praga, Tirana, La Plata, Bogotà, Manila, Canberra e Kyoto sarà invece presentata la mostra fotografica "Lingua e pane d’Italia", realizzata dall’Accademia della Crusca. Ed anche il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali metterà a disposizione di numerose sedi - Jakarta, Kinshasa, Il Cairo, Beirut, Astana - la mostra "Cibi e sapori dall’Italia antica".
Il design non viene trascurato. A Bucarest avrà luogo una mostra di oggetti da tavola Sambonet messa a disposizione dalla Fondazione Sartirana Arte, mentre a Los Angeles due protagonisti del design italiano contemporaneo, Lella e Massimo Vignelli, che hanno contribuito all’estetica della tavola con la creazione di piatti, posate e bicchieri, illustrano in una conferenza la loro filosofia di lavoro.
Molte le conferenze e le tavole rotonde organizzate in occasione di questa edizione della Settimana della Lingua, volte non solo a fornire un profilo storico sociale della enogastronomia italiana ma anche ad approfondire altri aspetti legati al tema "cibo e feste" come la letteratura, l’antropologia e la medicina.
"Storia e cultura del vino" è il titolo della conferenza che Luigi Vedovelli, Rettore dell’Università per Stranieri di Siena, terrà a Mosca. "L’Italia del gusto, il gusto dell’Italia" sarà il tema trattato, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv, da Guido Barendson, giornalista ed esperto di gastronomia.
L’Istituto Italiano di Cultura di Chicago organizzerà una serie di workshop dall’approccio globale e multidisciplinare che ripercorrerà la storia della maschera dalle origini pagane fino al suo risorgere nel Ventesimo secolo, attraverso tappe fondamentali quali il Carnevale di Venezia e la Commedia dell’Arte.
Il cibo nel folklore sarà trattato da Luigi M. Satriani nelle conferenze di antropologia a Berlino, dove interverrà su "Il cibo della vita: analisi critica delle modalità rituali nel cibo nella cultura folkloristica del Sud dell’Italia". E, sempre nella capitale tedesca, Riccardo Campa terrà una conferenza su "L’aspetto ludico nella letteratura italiana". Il tema "Cibo e feste nella letteratura italiana" sarà svolto anche a Madrid, dove interverrà, tra gli altri, Luca Serianni su "Il cibo e la gola nella Commedia Dantesca". La tavola rotonda "Importanza storica della cultura alimentare", organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Atene, avrà invece come punto focale il Mediterraneo, mezzo di diffusione importante anche per la diffusione della cultura alimentare.
Saranno organizzati anche incontri con scrittori e giornalisti: Dacia Maraini sarà a San Paolo e a Brasilia, Vincenzo Consolo a Madrid, Gianrico Carofiglio a Toronto, Giuseppe Cotroneo a Francoforte, Francesco Guccini incontrà il pubblico a Budapest, il giornalista Gigi Padovani presenterà in diverse città degli Stati Uniti la traduzione del suo libro intervista a Carlo Petrini "Slow Food Revolution", mentre il giornalista Beppe Severgnini presenterà il suo ultimo libro a Chicago.
In altre sedi l’attenzione si è concentrata sulla gastronomia medievale: a Malta è stato organizzato, ad esempio, un banchetto ispirato alla gastronomia medievale italiana "Gusti e sapori dal Medio Evo italiano e costumi d'epoca delle Gaite di Bevagna". A New York, invece, si terrà la cena letteraria con menù ispirato a ricette tratte dalle opere di autori del passato e del presente, da Lorenzo il Magnifico a Camilleri, recitate da attori italiani.
Il tema della Settimana della Lingua offre spunto anche per manifestazioni teatrali e concerti: a Cipro sono state organizzati una interpretazione delle "Muse Macaroniche" di Teofilo Folegno, uno spettacolo sul "Decamerone" di Boccaccio e uno spettacolo di musica e danza ispirato al Rinascimento italiano. A Vienna Elettra de Salvo e Stefano Bernardin leggeranno l'arte culinaria italiana attraverso mille anni di storia; a Shanghai, dove verrà inaugurata la statua di Goldoni nella Via dei Commediografi di tutto il mondo, verrà presentata, in occasione della firma dell'accordo del Piccolo Teatro di Milano con l'Accademia Teatrale di Shanghai, la commedia di Goldoni "Arlecchino servitore di due padroni" del Piccolo Teatro di Milano, regia di Giorgio Strehler. L’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles ha organizzato una conferenza a cura del professor Costantino Maeder dal titolo "Opera e cibo": storia musicale del gusto: serata gastroculturale con scelta di brani di opere dove compare il cibo; a Monaco di Baviera si terrà il concerto "Musica e libri da gustare. I peccati di gola di G. Rossini", mentre l’Istituto di Bucarest ha organizzato il recital pianistico "Musica in cucina" del duo Carmassi e Fricelli. E poi i due monologhi "Gola" di Massimiliano Bruno e "Il supermercato" di Mattia Torre ad Ankara.
Numerosissime le rassegne cinematografiche, anche grazie alle pellicole di cui sono stati dotati tutti gli Istituti: tra gli altri "Ricette d’amore" di Sandra Nettelbeck, "La famiglia" di Ettore Scola, "Miseria e Nobiltà" di Mario Mattoli, "Roma" di Federico Fellini, "Sangue vivo" di Edoardo Winspeare e "Un americano a Roma" di Steno.
Una menzione a parte spetta alla Svizzera, Paese in cui l’italiano costituisce una delle lingue nazionali, che, vista la positiva esperienza degli anni passati, anche nel 2006 ha offerto la propria collaborazione.
Anche quest’anno sono stati, inoltre, riproposti il concorso letterario "Scrivi con me", rivolto agli studenti italiani e stranieri di istituzioni scolastiche italiane all’estero, ed il concorso per studenti universitari. Per il primo la scrittrice Alessandra Lavagnino ha realizzato il racconto intitolato "Il maestro delle Colombe" che, privato del suo finale, è stato diffuso agli studenti delle scuole secondarie italiane all’estero, affinché elaborino una propria personale conclusione. Il concorso per gli studenti dei Dipartimenti di italiano presso le Università straniere prevede invece la redazione di un elaborato dal titolo "Oggi cucino all’italiana. Amici, ricordi, progetti, sapori in una giornata dedicata al mio italiano". In esso ogni studente dovrà descrivere o immaginare un’occasione particolare in cui ha conosciuto la cucina italiana o vorrebbe mettersi alla prova realizzando ricette tipiche della tradizione italiana, magari inventando una sua Ricetta dell’amicizia italiana. I risultati saranno resi noti all’interno della Giornata del lettore d’italiano, iniziativa della Settimana che intende valorizzare l’insegnamento della lingua a livello universitario.
A legare i tanti e differenziati eventi con un unico logo mediatico, il filmato promozionale realizzato da Rai International che è stato inviato a tutti gli Istituti di Cultura: protagonista, accanto al noto chef Alfonso Iaccarino, la madrina di questa Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, Ornella Muti. È proprio lei a ricordarlo, alla fine del filmato: "Non conosci l’italiano? Non sai cosa ti perdi".
Un messaggio chiaro, che fa ben sperare, mentre già si delinea il tema della prossima Settimana della Lingua Italiana nel Mondo. Lo ha annunciato il presidente dell’Accademia della Crusca, Francesco Sabatini: sarà "L’italiano e il mare", il mare delle tradizioni, dell’incontro con la cultura araba, del turismo marino, ma anche il mare che è stato luogo di passaggio per quell’emigrazione da cui, poi, è nato "l’italiano d’America". (r.a.\aise)

lunedì, ottobre 16, 2006

"IL CIBO E LE FESTE NELLA LINGUA E NELLA CULTURA ITALIANA": DOMANI ALLA FARNESINA LA PRESENTAZIONE DELLA VI SETTIMANA DELLA LINGUA ITALIANA NEL MONDO

ROMA\ aise\16 ottobre 2006 - "Il cibo e le feste nella lingua e nella cultura italiana": sarà questo il tema intorno al quale si terrà la VI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, che si svolgerà dal 23 al 29 ottobre prossimi.
La manifestazione sarà presentata domani, 17 ottobre, nel corso di una conferenza stampa presieduta dal Vice Ministro agli Affari Esteri, Ugo Intini, con la partecipazione di Ornella Muti e Alfonso Iaccarino, nonché di tutte le Istituzioni coinvolte.
Organizzata, come nelle precedenti edizioni, dalla Direzione Generale per la Promozione e Cooperazione Culturale del Ministero degli Affari Esteri con la diretta collaborazione dell'Accademia della Crusca e con la partecipazione di enti pubblici e privati interessati alla diffusione della lingua italiana all'estero, tra i quali in particolare la Società Dante Alighieri, La RAI, l'Unione Latina e l'Accademia degli Incamminati, anche quest’anno la Settimana ha ottenuto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
La Settimana della Lingua Italiana nel Mondo è dal 2001 l'evento di punta della strategia di promozione linguistica del Ministero degli Affari Esteri ed ha raggiunto nelle varie edizioni sempre maggiore ampiezza, raggiungendo nel 2005 il numero complessivo di oltre 1000 eventi in circa 80 paesi. La manifestazione illustra ogni anno un tema specifico scelto da un'apposita Commissione. Per il 2006 ha come tema conduttore Il cibo e le feste nella lingua e nella cultura italiana, e vede la partecipazione dell'attrice Ornella Muti e del cuoco Alfonso Iaccarino, che hanno interpretato un video promozionale sulla "Settimana".
Il tema di quest’anno, "Il cibo e le feste nella lingua e nella cultura italiana", ha il pregio di attirare l'attenzione su forme di cultura materiale, quali le feste, le tradizioni, le usanze gastronomiche locali, particolarmente varie e ricche di suggestioni nel panorama italiano. Fin dall'antichità il concetto di "festa" comporta, infatti, uno stretto collegamento con aspetti della "cultura materiale" di ogni popolo ed in particolare con la tradizione alimentare. È in questo contesto che potranno essere attinti numerosi spunti di riflessione ed eventualmente confronti con aspetti analoghi di altre culture. Il tema porrà anche spunti di riflessione linguistica: dalle variazioni dialettali ai vari registri della lingua. Potranno, altresì, essere sviluppate tematiche che riguardano eventuali connessioni tra folklore regionale, tradizioni gastronomiche, raffigurazioni artistiche o aspetti nutrizionali, che permetteranno di spaziare, tramite conferenze, mostre, proiezioni, ecc, anche nei campi etnoantropologico e storico-sociale.
Sono stati, inoltre, riproposti il concorso letterario "Scrivi con me", rivolto agli studenti italiani e stranieri di istituzioni scolastiche italiane all'estero ed il concorso per studenti universitari. Per il primo la scrittrice Alessandra Lavagnino ha realizzato il racconto intitolato "Il maestro delle Colombe" che, privato del suo finale, è stato diffuso, a cura dell'Ufficio IV della DGPC, agli studenti delle scuole secondarie italiane all'estero, affinché elaborino una propria personale conclusione.
Il concorso per gli studenti dei Dipartimenti di italiano presso le Università straniere prevede la redazione di un elaborato dal titolo "Oggi cucino all'italiana. Amici, ricordi, progetti, sapori in una giornata dedicata al mio italiano". In esso ogni studente dovrà descrivere o immaginare un'occasione particolare in cui ha conosciuto la cucina italiana o vorrebbe mettersi alla prova realizzando ricette tipiche della tradizione italiana. Presso le Università in cui operano i lettori di ruolo inviati dal Mae i risultati del concorso saranno resi noti all'interno della Giornata del lettore d'italiano, iniziativa della Settimana che intende valorizzare l'insegnamento della lingua a livello universitario. (aise)

sabato, ottobre 14, 2006

Mostre: Il mito di Primo Carnera a New York e negli Istituti Italiani di Cultura

New York, 13 ott. (Adnkronos) - In occasione del centenario dalla nascita del campione di pugilato Primo Carnera, la mostra “Primo Carnera. Ipotesi di un mito”, dopo le esposizioni di Milano, Roma e Pordenone, sarà a New York in ottobre per essere successivamente messa a disposizione del ministero degli Affari Esteri e degli Istituti di Cultura internazionali.
Alcuni atleti sono riusciti ad abbattere il limite dello sport per entrare nel mito: Primo Carnera è uno di questi. La sua vita e le sue vicende tracciano la storia emotiva, culturale e sociale di intere generazioni, dall’Italia agli Stati Uniti, dove il campione emigrò in cerca di successo. Nell’America degli anni Trenta, Carnera, con le sue vittorie, ha rappresentato il vanto, l’identificazione, il simbolo dell’Italia che soffre, cade, combatte e trova il proprio riscatto nella forza della volontà, nella passione e nell’appartenenza.
Il comitato per il centenario di Primo Carnera continua, così, le celebrazioni con un percorso alla scoperta del mito Carnera attraverso un’opera di valorizzazione del patrimonio storico artistico, culturale e sportivo che il gigante di Sequals ha rappresentato per la sua terra, per l’Italia e per i valori dello sport.

"TUTELARE L’IDENTITÀ DELLA LINGUA ITALIANA E PROMUOVERNE LA DIFFUSIONE": È IL MESSAGGIO LANCIATO IERI AL CONVEGNO DELLA DANTE ALIGHIERI

ROMA\ aise\ 13 ottobre 2006 - "La lingua italiana inizia a confrontarsi con mezzi moderni di diffusione e con il mondo moderno, cosa fare quindi per tutelare l’identità e promuoverne la diffusione". Questo il tema centrale del convegno tenutosi ieri, 12 ottobre, a Roma nella sede della Dante Alighieri ed organizzato dalla stessa Società.
L’incontro, dal titolo "La Dante e l’Europa: più lingua, più futuro. Le istituzioni culturali a confronto", è stato aperto dal Presidente della Dante, l’Ambasciatore Bruno Bottai, a cui ha fatto seguito l’intervento del Capo dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio Paolo Peluffo, del direttore generale per la promozione e la cooperazione culturale del Ministero degli Esteri, Gherardo La Francesca, del direttore dell’Accademia nazionale d’arte drammatica "Silvio D’Amico", Paolo Terni. Il dibattito è stato moderato da Alessandro Masi. Nel corso dell’incontro è stato anche presentato il libro di Federico Guiglia "Sulla punta della lingua. Come il francese, l’inglese, il portoghese, lo spagnolo e il tedesco affrontano la sfida del mondo. E l’italiano?".
Un viaggio attraverso i sogni e le ambizioni dei principali idiomi europei alla scoperta della loro nuova identità quali lingue di civiltà per comunicare. Il volume è il risultato della ricerca e lo spunto per la proposta di rendere sempre più universale la lingua nazionale, perché l’italiano è un patrimonio dell’Umanità e non più un tesoro solo dell’Italia.
"L’italiano convive con altre lingue e questo mi fa ricordare – ha esordito Bottai – una fase importante della mia carriera diplomatica, quella della costruzione dell’allora "Mercato Comune", ci siamo trovati a vivere questa nuova esperienza, a stare insieme e lavorare insieme agli altri 5 paesi che ne facevano parte. Oggi c’è il problema di insegnare la lingua agli immigrati e la Dante Alighieri, senza pretesa di esclusività o di fare tutto lei, cerca di fare in questo campo quello che può. Questa è un’opera importante, noi accogliamo gli immigrati cercando di insegnargli la nostra lingua così da potersi inserire più facilmente".
L’Ambasciatore Bottai prima della conclusione dei lavori ha consegnato le borse di studio concesse dalla Dante agli allievi attori dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica "Silvio D’Amico".
"Questo incontro fornisce uno spunto di riflessione – ha detto Peluffo - per concepire una politica di promozione della lingua italiana, purtroppo sono previsti pochi soldi per promuovere la lingua rispetto ad altre Nazioni. A mio avviso dobbiamo ragionare, a prescindere dalle risorse, sull’impegno della Dante, degli Istituti italiani di Cultura e Università nel mondo che promuovono la lingua. È positivo che si discuta tra istituti che hanno caratteristiche simili sulla promozione linguistica. Sulla promozione culturale noi purtroppo a causa delle esigue risorse siamo costretti ad essere più fantasiosi possibili".
"La comunicazione culturale – ha aggiunto - è una necessità che ha la promozione della lingua italiana e in questo senso la Dante ha aperto una strada, grazie anche allo spot dove viene letta la Divina Commedia da immigrati che sono ripresi nelle azioni della loro vita quotidiana. Lo spot è stato uno strumento, una campagna di comunicazione culturale estremamente innovativa. Queste tipo di azioni vanno integrate e potenziate, inoltre il 2007 è l’anno del Congresso internazionale della Dante e quindi se noi apriamo un dibattito sulle linee guida di una politica di rilancio della promozione della lingua italiana e lo concludiamo con un documento strategico a settembre del prossimo anno, credo che faremo un lavoro utile anche per la nuova legislatura che è appena iniziata".
"Con la Dante c’è una collaborazione esemplare – ha evidenziato La Francesca – ma possiamo fare ancora di più. Sono convinto che noi siamo in grado di produrre risorse in termini di fantasia e creatività che sono di notevole livello e di grande utilità. C’è bisogno di fantasia per affrontare le sfide che vengono poste, perché insegnare l’italiano oggi è qualcosa di completamente diverso da quello di 20/30 anni fa. Oggi esiste una specialità nell’insegnamento dell’italiano, che è quella dell’insegnamento della lingua a stranieri che richiede anche strumenti didattici e metodologie completamente diverse da quelle a cui eravamo abituati. Questa è una seconda sfida oltre a quella che ci impone un mondo sempre più ricco di connessioni e collegamenti. Dobbiamo e possiamo fare molto, dobbiamo cercare di comparare le esigenze che gli strumenti messi in atto dai Paesi fratelli dell’Unione Europea per capire come possiamo agire meglio e più in sintonia con le esigenze di oggi, e se possiamo fare un’azione comune. Certo questo non è sufficiente, bisogna fare ma bisogna anche comunicare e di questa esigenza noi al Ministero degli Esteri siamo perfettamente coscienti"."La lingua italiana è in uno stato spaventoso, i nostri giovani non sanno l’italiano", è l’allarme lanciato dal professore Terni dell’Accademia nazionale d’arte drammatica "D’Amico".
"La collaborazione con la Dante – è stato il suo commento - è un’alleanza contro uno stato della lingua italiana che in Italia non è allegro, anzi la nostra lingua sta malissimo. L’Accademia è sorta per difendere una delle condizioni ineliminabili della lingua italiana, che non è una lingua scritta ma detta, deve essere parlata, recitata, cantata. La poesia è diventata esercizio di memoria, non ha più senso e i ragazzi oggi cercano un’altra lingua, ecco perché c’è tanto inglese e tanto gergo in giro".
"La lingua italiana ha il problema della sopravvivenza, – ha concluso Terni – noi dobbiamo fare di tutto per risvegliare l’attenzione intono alla sorte della nostra lingua. L’Italia è il paese dove è nata la lingua italiana e con essa il canto e il teatro".
Il confronto tra le Istituzioni culturali presenti a Roma si è sviluppato attraverso gli interventi del Cooperatore Linguistico e Didattico del Goethe Institut Hartmut Retzlaff, Direttore dell’Istituto Cervantes Fanny Rubio, della Responsabile per le Informazioni del British Council Amanda Thursfield. A conclusione della tavola rotonda tra i vari istituti culturali è stata annunciata l’inaugurazione, il 24 ottobre, presso il Goethe Institut di una Biblioteca Europea. (clara salpietro\ aise)

"SE NON STIAMO ATTENTI LA LINGUA ITALIANA CORRE DEI GROSSI RISCHI": IL PRESIDENTE DELLA DANTE ALIGHIERI BOTTAI ALL’AISE

ROMA\ aise\ 13 ottobre 2006 - "Ha proprio ragione il direttore dell’Accademia d’Arte Drammatica, se non stiamo attenti la lingua italiana corre dei grossi rischi". È il commento che l’Ambasciatore Bruno Bottai, presidente della Società Dante Alighieri, fa all’Aise dopo l’allarme lanciato ieri dal direttore dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, Paolo Terni, nel corso dell’incontro dal titolo "La Dante e l’Europa: più lingua, più futuro. Le istituzioni culturali a confronto", tenutosi nella sede della Dante Alighieri ed organizzato dalla stessa Società. Per il professore Terni lo stato di salute della lingua italiana non è ottimo, in quanto oggi i giovani italiani non sanno parlare correttamente la lingua madre.
"Noi siamo in Europa - ha aggiunto Bottai - siamo membri della Comunità europea e dobbiamo molto occuparci che la nostra lingua rimanga viva all’interno della Comunità. La scuola può far molto ma anche l’Università. Credo che il problema della lingua deve essere posto all’attenzione degli italiani, del Parlamento e del Governo".
Per "l’apporto dato allo scopo comune di preservare e diffondere il patrimonio culturale europeo mediante l’insegnamento, a milioni di persone in tutti i continenti, della lingue italiana, così come delle tradizioni letterarie ed artistiche e dei valori etici e umanistici su cui si fonda la civiltà occidentale", la Dante Alighieri ha ricevuto a Oviedo, in Spagna, il Premio "Principe delle Asturie", istituito nel 1980 dall’omonima Fondazione per onorare l’attività scientifica, tecnica, culturale e sociale svolta da persone, gruppi di lavoro e istituzioni nell’ambito internazionale i cui risultati siano un esempio per l’Umanità.
A consegnare i premi è stato il Principe delle Asturie, Felipe di Borbone e Grecia, erede al Trono di Spagna, durante un solenne atto accademico considerato uno degli avvenimenti più importanti nel calendario culturale europeo e latinoamericano. A ritirare il prestigioso riconoscimento in rappresentanza della Dante, premiata per la sezione Comunicazione ed Umanistica insieme all’Alliance Française, al British Council, al Goethe Institut, all’Istituto Cervantes e all’Istituto Camões, è stato l’Ambasciatore Bottai. Con oltre 5.500 corsi di lingua rivolti a più di 200 mila iscritti, la Società Dante Alighieri costituisce infatti la massima Istituzione per la diffusione della lingua e della cultura italiane all’estero, presente nelle scuole con circa 50 mila alunni iscritti ed impegnata dal 2002 in un vasto progetto di formazione linguistica e culturale destinato a cittadini extracomunitari.
"La lingua italiana – ha evidenziato il presidente della Dante - è una bellissima lingua, la nostra cultura è importante. L’Italia attraverso i secoli occupa un posto di primaria importanza nella cultura mondiale, quindi anche per questo dobbiamo occuparci della nostra lingua e non trascurarla. Per far sì che i giovani di oggi parlino sempre più in modo corretto l’italiano dipende anche dalla scuola e soprattutto dalla televisione, che deve stare attenta a non peggiorare la situazione ma anzi migliorarla".
Intanto l’attenzione è rivolta ai prossimi impegni della Socità, tra cui l’importante Congresso che si terrà nel 2007. "A settembre prossimo avremo il congresso internazionale della Dante Alighieri - ha concluso l’ambasciatore - che si svolge ogni due anni, si terrà a Roma in Campidoglio e questa sarà un’occasione per individuare nuovi traguardi e nuovi obiettivi per promuovere ancora di più la lingua italiana". (c.s.\ aise)

venerdì, ottobre 13, 2006

Il presidente della Camera condanna gli orrori del ’56: avevano ragione gli insorti

dal nostro inviato MARIO AJELLO


Il Messaggero, 11 ottobre 2006
BUDAPEST – «Il comunismo come sistema, nella sua terribile irriformabilità, ha prodotto questo....». Cioè quello che Fausto Bertinotti, sgomento, sta guardando nelle immagini sull'insurrezione ungherese del '56, esposte all'Istituto italiano di cultura. Carri armati sovietici che «schiacciano uomini, donne, bambini, nei cui occhi si vede la paura ma anche la speranza di libertà» (così commenta il presidente della Camera venuto a «inginocchiarmi davanti alla memoria della grande insurrezione democratica e nazionale di 50 anni fa»); corpi bruciati dalla «repellente furia ideologica del comunismo repressivo»; invasori dell'Armata Rossa che sparano sulla folla in un delirio di «ferocia e stupidità: ma come gli è venuto in mente di fare quelle cose?!». Ecco Bertinotti davanti alle foto di Imre Nagy, uomo piccolo di statura con i baffi fitti e spioventi che somigliava a un notaio della vecchia società austro-ungarica ed era invece il grande simbolo di quel grido di libertà che - commenta Fausto - «anticipò di molti decenni tutte le ragioni che poi avrebbero portato alla caduta del Muro di Berlino». «Il comunismo, come sistema, cominciò a morire nelle strade di Budapest. E io avevo allora 16 anni. Da che parte stavo? A 16 anni si sta sempre dalla parte degli insorti. Ma il mio era istinto, non ragionamento politico meditato».
Bertinotti, conversando con il bravo direttore dell'Istituto Italiano, Arnaldo Dante Marianetti, continua a percorrere la mostra. Che ha il solo difetto di non esporre la mitica prima pagina dell'«Unità» in favore della repressione sovietica e titolata: «Da una parte della barricata».
Quella dei carnefici per cui tifavano il direttore Pietro Ingrao (che bollò la rivolta ungherese come «terrore nazista») e ancora di più Palmiro Togliatti il quale – come ricorda, indignato, anche Berttinotti - fece partire un brindisi quando seppe della repressione sovietica: «Stasera, mi bevo un bicchiere di vino in più! ». Insomma, Fausto si commuove, s'arrabbia, s'interroga davanti al ricordo di quel «tradimento cinico e infame che Nagy subì da parte dei russi: gli avevano detto che non avrebbe invaso e invece invasero. E lui credette a quella bugia ideologica, perché era ancora convinto della riformabilità del comunismo che invece, come sistema, si rivelato non modificabile».
Dunque Bertinotti riemerge addirittura anti-comunista dopo essersi calato - con questa visita che oggi prosegue davanti alla tomba di Nagy, impiccato nel '58 e il cui cadavere è stato fatto sparire per quasi 50 anni - negli inferi della malafede ideologica del '900? No. Tutt'altro. «Resto comunista per tigna» dice un po' scherzando. Più seriamente, la sincera stroncatura del comunismo come sistema realizzato, che «schiacciava il popolo anche quando il popolo avena ragione», si accompagna alla convinzione che «ha ancora senso sentirsi comunisti». Non è un assurdo? «No. La tragedia del suo rovesciarsi in regime oppressivo non fa cadere le ragioni ideali del comunismo. Quando non ci sarà più lavoro salariato e dominazione capitalistica, solo allora l'idea di comunismo sarà inutile». Per ora, il comunismo di Fausto «è la rivolta dei Ciompi a Firenze, è la grande ribellione di Spartaco ...». Insomma qualcosa di aperto e molto personale, tipico di uno che si è iscritto al Pci solo nel 1971, quando il Psiup si sciolse, e «il mio maestro Vittorio Foa mi disse: Ma perchè vai in quel partito conservatore?!». Bertinotti conservatore non lo è mai stato, ma all'idea del comunismo - sia pure come libertà, ma se mai può esserlo - proprio non vuol rinunciare.

giovedì, ottobre 12, 2006

Roma: al via la sesta Settimana della Lingua Italiana nel Mondo

Roma, 11 ott. 2006 (Adnkronos) – Un ricco cartellone di eventi permetterà alla lingua italiana di tornare protagonista in oltre cento paesi dal 23 al 29 ottobre grazie alla VI Settimana della lingua Italiana nel Mondo, organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e da prestigiose istituzioni come l’Accademia della Crusca e la Società Dante Alighieri. Una rete sinergica comprensiva di 46 ambasciate e 90 Istituti di Cultura, saranno teatro di eventi e manifestazioni che avranno al centro la lingua di Dante, al fine di ravvivare l’interesse e lo studio dell’italiano anche al di fuori dei confini nazionali, attraverso forme nuove e più efficaci di promozione. “L’adozione del modello di mostre itineranti è al centro del nostro programma ma non solo”, ha dichiarato il Min. Pln. Gherardo La Francesca, direttore generale per la promozione e cooperazione culturale del Ministero degli Affari Esteri all’ADNKRONOS CULTURA, in un’intervista a margine della presentazione della VI Settimana della lingua Italiana nel Mondo presso il Circolo degli Affari Esteri. “Stiamo lavorando per cercare di produrre eventi – ha continuato il Min. Pln. Gherardo La Francesca - che non sono destinati ad una sola sede ma che saranno fruibili da una parte importante della rete di cui possiamo disporre in circa un centinaio di paesi. Rete di istituti di cultura e di ambasciate che non disponendo di istituti di cultura realizzano direttamente il programma di promozione. In questo modo possiamo, con una spesa contenuta, ottenere un miglior risultato e possiamo anche complessivamente realizzare un’azione di più ampio impatto e ricaduta”.
‘Il cibo e le feste nella lingua e nella cultura italiana’ sarà il tema dell’edizione 2006. L’italiano come viene declinato a tavola e nelle feste sarà un punto d’osservazione importante, da cui poter scoprire le varie tradizioni gastronomiche, le variazioni dialettali e regionali, le sfumature e i riflessi che la cucina ha portato alla lingua. “Va sottolineato il fatto che le nostre tradizioni gastronomiche – ha continuato il Min. Pln. Gherardo La Francesca – sono una produzione che viene da un substrato di cultura ed hanno delle radici secolari. Anche le tradizioni gastronomiche delle quali l’Italia è ricca più di qualsiasi altro paese al mondo esistono perché noi abbiamo una cultura così antica e differenziata sul territorio”
Un evento di tale portata potrà vantare inoltre la partecipazione di due testimonial d’eccezione, come l’attrice Ornella Muti e il noto chef Don Alfonso Iaccarino. Insieme hanno infatti interpretato il video di promozione della VI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, prodotto da RAI International, che sarà trasmesso a cornice di tutti gli eventi della “Settimana” nei vari Istituti di Cultura, Ambasciate e Consolati. Ampio e variegato il calendario di appuntamenti in programma. La collaborazione con il MiBAC ha permesso di far circolare la mostra ‘Cibi e sapori dall’Italia antica’, un viaggio attraverso gli usi culinari e alimentari dei nostri antenati; l’Accademia della Crusca ha messo a disposizione della rete ‘Pane e Lingua d’Italia’, una riflessione sul rapporto tra il cibo e la lingua. Saranno, inoltre, riproposti il concorso letterario ‘Scrivi con me’, rivolto agli studenti italiani e stranieri di istituzioni scolastiche italiane all’estero ed il concorso per studenti universitari. Tra le mostre itineranti anche una grande antologica dedicata a Fontana che girerà tutta l’America; la mostra sul design creata in occasione delle olimpiadi invernali di Torino è già divenuta un’esposizione itinerante e circa 70 delle 270 opere della collezione Farnesina, aperta al pubblico per la Notte Bianca, sarà oggetto di un allestimento itinerante. Dalla seconda metà di novembre è prevista l’apertura con cadenza bimestrale dell’esposizione alla Farnesina. In programma anche la circuitazione di mostre minori di impronta multimediale con gli stessi autori presenti ad illustrare le opere ed incontrare il grande pubblico. Una settimana che si propone di essere non solo un momento di rilancio dell’italiano, ma anche uno stimolo alla riflessione circa la potenzialità di diffusione della nostra lingua come componente dell’immagine dell’Italia all’estero.

mercoledì, ottobre 11, 2006

"MANTEGNA E L’ARTE ORAFA" TRA GLI AFFRESCHI CINQUECENTESCHI DEL PALAZZO PRETORIO A CITTADELLA

CITTADELLA\ aise\ 10 ottobre 2006 - In un’epoca qual è quella rinascimentale, in cui pittura e arti suntuarie sono così strettamente correlate, anche l’oreficeria sacra documenta stilemi e invenzioni coeve a quelle che gli artisti andavano operando In altri contesti.
Nell’ambito delle celebrazioni per il V centenario della morte di Andrea Mantegna, è parso allora quanto mai opportuno evidenziare, in un’esposizione nuova e intrigante, la stretta interrelazione tra queste forme d’arte, nonché l’interesse che proprio Mantegna aveva mostrato per questi manufatti.
Sede ideale dell’esposizione "Mantegna e l’arte orafa", curata da Fabrizio Magani, è Cittadella, località della provincia padovana da cui provengono Squarcione, maestro e padre adottivo di Mantegna (e a Cittadella è conservata una bellissima Madonna dell’artista), e gli Ovetari, famiglia patrizia con cui pare egli avesse forti rapporti e che promosse la decorazione della cappella agli Eremitani, inizio della parabola mantegnesca.
A Palazzo Pretorio dunque, monumento straordinario caratterizzato da importanti affreschi, essi pure quattrocenteschi, sino al 7 gennaio 2007 saranno esposti paramenti riccamente ricamati e preziose oreficerie sacre, provenienti dal territorio padovano, che per unicità e qualità stilistica divengono esemplari nella produzione del Quattrocento.
Splendide opere che mostrano il primato raggiunto nell’oreficeria sacra, tra gotico e rinascimento, da Padova e dal suo territorio in rapporto alle restanti città di terraferma, sia per nobiltà di committenze pubbliche e private che per tipologia e qualità artistiche.
Ecco dunque l’eccezionale ed imponente Reliquario della Croce dal Tesoro della Cattedrale di Padova, che per dimensioni e tecnica d’esecuzione raggiunge un’enfasi simbolica-iconografica senza precedenti; quindi un prezioso Calice in argento dorato dalla patavina Chiesa della Santa Croce, che riecheggia modelli scultorei d’ambito patavino, come l’altare del Santo di Donatello o alcuni esempi della plastica di Nicolò Pizolo, e nel contempo risponde a suggestioni belliniane.
Ed ancora due Croci Astili: una dal Tesoro della Cattedrale di Padova, che riconferma la peculiarità degli orafi padovani di trarre modelli dalla pittura e dal Mantegna, ed una dal Tesoro del Duomo di Santa Giustina, tra le "più memorabili creazioni dell’intera oreficeria rinascimentale.
E poi il Reliquario del dito di Santa Maria Maddalena dal Duomo dei Santi Prosdocimo e Donato di Cittadella, voluto da Antonio Ovetari, e, sempre da Cittadella, un Calice di fattura semplificata, che sembrerebbe provenire dal Duomo della città murata.
Manufatti che ben rappresentano quelle desunzioni formali da esperienze toscane - quelle stesse che hanno motivato l’evoluzione dell’arte rinascimentale a Padova - sulle quali anche Mantegna aveva posato gli occhi e che, grazie alla tecnologia multimediale, dialogheranno in mostra proprio con le riproduzioni dei noti disegni del maestro conservati a Francoforte, probabilmente pensati per la realizzazione di una croce sbalzata e cesellata: a suggerire l’interesse di Mantegna per l’arte orafa e nel contempo la sua indiscutibile influenza.
La "patavinitas", riconoscibile nella metà del quattrocento nel giovane Andrea Mantegna, darà luogo alla scuola pittorica padovana della seconda metà del secolo e il suo influsso sarà determinante anche per gli orafi padovani che da Donatello e da Mantegna hanno saputo trarre ispirazione per realizzare alcuni straordinari capolavori nella storia dell’arte orafa veneta.
Promossa dalla Fondazione Palazzo Pretorio, dal Comune di Cittadella-Assessorato alla Cultura e dalla Soprintendenza per il Patrimonio Artistico ed Etnoantropologico per le province di Venezia, Padova, Belluno e Treviso, con il patrocinio della Regione del Veneto e della Provincia di Padova ed il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, la mostra, sotto l’egida del Comitato nazionale per le celebrazioni mantegnesche, è accompagnata da un bel catalogo, curato da Anna Maria Spiazzi (Grafiche Antiga) e tiene conto anche dell’esperienza maturata con la ricognizione e catalogazione del patrimonio orafo di ambito ecclesiastico della regione, condotto in questi ultimi anni dalla Soprintendenza competente. (aise)

Dante Alighieri: Un convegno mette a confronto le istituzioni culturali

Roma, 10 ott. (Adnkronos) - Analizzare il futuro degli idiomi e il ruolo svolto dalle Istituzioni Culturali per tutelarne l’identità e promuoverne la diffusione. Questo è il fine del Convegno promosso dalla Società Dante Alighieri in programma giovedì 12 ottobre alle ore 17.00, presso la Galleria del Primaticcio di Palazzo Firenze a Roma, sede centrale della Dante Alighieri, sul tema “La Dante e l’Europa: più lingua, più futuro. Le Istituzioni culturali a confronto”. All’evento prenderanno parte il presidente della Società Dante Alighieri, ambasciatore Bruno Bottai e numerose personalità del mondo della cultura e della politica, tra cui il viceministro agli Affari Esteri con delega per gli Italiani nel mondo Franco Danieli; il capo dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio Paolo Peluffo e il direttore generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del Ministero degli Esteri Gherardo La Francesca. Il confronto tra le Istituzioni Culturali presenti nella capitale si svilupperà attraverso gli interventi del direttore dell’Istituto Cervantes Fanny Rubio, della responsabile per le Informazioni del British Council Amanda Thursfield, della responsabile della Cooperazione Linguistica dell’Ambasciata di Francia Mehdi Drissi e del cooperatore Linguistico e Didattico del Goethe Institut Hartmut Retzlaff.
Inoltre, nel corso del Convegno, sarà presentato il nuovo libro del giornalista scrittore Federico Guiglia, dal titolo “Sulla punta della lingua. Come il francese, l’inglese, il portoghese, lo spagnolo e il tedesco affrontano la sfida del mondo. E l’italiano?”, un viaggio attraverso i sogni e le ambizioni dei principali idiomi europei, alla scoperta della loro nuova identità, quali lingue di civiltà per comunicare. Il volume è il risultato della ricerca e lo spunto per la proposta di rendere sempre più universale la lingua nazionale, perché l’italiano è un patrimonio dell’Umanità e non più un tesoro solo dell’Italia. Prima della conclusione dei lavori saranno consegnate le borse di studio concesse dalla Società Dante Alighieri agli allievi attori dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico.

martedì, ottobre 10, 2006

Lingua Italiana: anche il regista Lorenzo Gigliotti alla Settimana della lingua italiana nel mondo

Roma, 9 ott. 2006 (Adnkronos) - Sarà dedicata al tema “Il cibo e le feste nella lingua e nella cultura italiana” la sesta edizione della Settimana della lingua italiana nel Mondo (23-29 ottobre) organizzata dal ministero degli Affari Esteri in collaborazione con Accademia della Crusca, il co-patrocinio del ministero per gli Italiani nel Mondo e, all’estero, il sostegno degli Istituti di Cultura, le rappresentanze diplomatico-consolari, le cattedre di italianistica delle Università straniere, i comitati della società Dante Alighieri e le associazioni di italiani all'estero.
La Settimana rappresenta un’occasione per riflettere sulle potenzialità della lingua italiana come parte integrante dell'immagine dell'Italia all'estero e il tema di questa sesta edizione ha lo scopo di attirare l'attenzione su forme di cultura materiale, quali feste, tradizioni, usanze gastronomiche locali. Per l’occasione, il regista salernitano Lorenzo Gigliotti terrà la conferenza “Le due Italie in festa: i Gigli di Nola e il Palio di Siena” negli Istituti di Amburgo (il 10 ottobre) e Vancouver (il 23 ottobre). Negli incontri verrà proiettato il documentario che Gigliotti girò nel 1990 per il ministero dei Beni e le Attività Culturali nell’ambito di un progetto di conservazione dei beni etno-antropologici insieme all’etnologo Diego Carpitella.

giovedì, ottobre 05, 2006

Brecht in famiglia

Coppie teatrali
di E.A.

Adriana Asti


L’Espresso n. 39, 5 ottobre 2006
C’è attesa a Milano per il debutto di Adriana Asti, non più ragazzina, con uno spettacolo tutto dedicato a Brecht e al suo sodale musicale Kurt Weill. Dal 3 ottobre al Teatro Filodrammatici l’attrice porta in scena un recital cucitole addosso dal marito-regista, Giorgio Ferrara, direttore dell’Istituto italiano di cultura a Parigi e fratello di Giuliano direttore del "Foglio". Ferrara e Asti (accompagnata dal pianista Alessandro Nidi) hanno scelto un titolo in tedesco, "Jadasmeeristblau" (Il mare è blu), abbastanza snob. E’ tratto dal "Tango dei marinai", una canzone bellissima dell’opera di Brecht e Weill "Happy End", che debuttò a Berlino nel 1929. Il trio Asti-Ferrara-Nidi non ripropone dunque il Brecht didattico-marxista, ma quello più lirico e drammatico: ballate, pensieri ironici, poesie d’amore, songs di donne e canaglie dall’"Opera da tre soldi", e un testo poco noto in Italia, "La moglie ebrea". Il cognato ex marxista Giuliano, che non considera più Brecht autore à la page, potrà sorprendersi e cambiare idea.

mercoledì, ottobre 04, 2006

Farnesina inquieta per tagli e nomine

di Maurizio Caprara

Corriere della Sera (Roma), 4 ottobre 2006
Mentre si prepara una nuova tornata di assegnazioni di sedi diplomatiche e molti alla Farnesina scrutano l'orizzonte per vedere quali andranno a ex consiglieri diplomatici di altri settori dello Stato invece che a funzionari sperimentati in capitali difficili, nel ministero degli Esteri regna il fastidio per i prossimi tagli alla spesa.
A quattro mesi dalla sua nomina a ministro, per la prima volta Massimo D'Alema ha incontrato i rappresentanti dei sindacati interni. Il colloquio dei giorni scorsi, per stare alla descrizione dell'organizzazione più votata ad avere buoni rapporti con il presidente dei Ds, «è capitato nel peggiore periodo possibile, nella fase in cui la Finanziaria entra nel vivo del dibattito e porta con sé la consueta litania dei tagli» (così la rivista on line della Cgil Esteri, che era rappresentata da Paola Ottaviani, Il cosmopolita).
Il Sndmae, sindacato della maggioranza dei diplomatici, minaccia uno sciopero. I turbamenti nascono da anticipazioni che danno per probabile una riduzione di 40 milioni di euro ai fondi per le indennità di servizio all'estero (Ise). Il Sndmae ipotizza due effetti: una diminuzione delle indennità, cioè dei soldi, per i diplomatici che si trasferiranno all'estero nel 2007 o la rinuncia a 200 persone sulle tremila di solito destinatarie dell'Ise.
Nel secondo caso, significherebbe un carico di lavoro maggiore per gli altri e forse chiusure di sedi.
Il sottosegretario Bobo Craxi ha sconsigliato tagli «strutturali». Si attendono le decisioni finali del ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa e delle Camere sulla legge di bilancio.

BUENOS AIRES: ALL’IST. DI CULTURA EMERGE IL ‘FONDO FASCISTA’

3000 volumi dalla segreteria fascista italiani all'estero

Buenos Aires, 17 mar. (Adnkronos Cultura) - Emerge dagli archivi della biblioteca dell'Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires quello che potrebbe rivelarsi un tesoro, una documentazione straordinaria del Ventennio fascista in Italia testimoniato da circa tremila volumi ritrovati durante il lungo lavoro di riordino e catalogazione dei 32mila libri conservati nella stessa biblioteca dell'Istituto. "Man mano che si procedeva al lavoro, sono emersi numerosi volumi del periodo fascista. In seguito alla prima catalogazione, ci siamo resi conto che quei volumi costituivano un vero e proprio fondo, da noi rinominato 'Fondo Fascista'", ha dichiarato all'Adnkronos Cultura Renato Poma, vice direttore e addetto culturale dell'Istituto Italiano di Cultura a Buenos Aires.

"Il 'Fondo Fascista' si compone di circa tremila volumi provenienti dalla Segreteria Fascista per gli Italiani all'Estero, l'organo che, evidentemente, si occupava di istruire e diffondere la propaga fascista anche tra i connazionali emigrati in Argentina, inviando loro volumi di tema fascista - ha spiegato Poma - Si tratta infatti di testi di corporativismo, di politica coloniale, di letteratura e arte del ventennio tra cui anche delle edizioni futuriste molto interessanti e tutti gli scritti dei gerarchi e di Mussolini, i discorsi parlamentari e ciò che non solo è stato scritto dal Duce, ma che è stato scritto sul Duce nell'arco del Ventennio. Il fondo, infatti, comprende anche articoli su Mussolini apparsi sulle riviste dell'epoca, materiale piuttosto raro e importante dal punto di vista storico".

"Come sia giunto il fondo nella biblioteca dell'Istituto - continua il vice direttore dell'Istituto - per il momento resta un mistero, perché l'ente ha aperto solo nel 1952: probabilmente i volumi sono confluiti qui in seguito a una donazione da parte di qualche istituzione per gli italiani in Argentina, che qui sono numerosissimi. Il 'Fondo Fascista' resterà a Buenos Aires poiché appartiene all'Istituto Italiano di Cultura, ma abbiamo deciso di procedere a un'archiviazione scientifica in collaborazione con l'Università della Tuscia, in modo da portare alla luce l'intero fondo e farlo conoscere al mondo: per questo stiamo aspettando i professori Elio D'Auria, docente di Storia Contemporanea, e Giovanni Solimine, docente di Biblioteconomia della Tuscia".

"I volumi, per lo più risalenti agli anni Trenta, sono conservati abbastanza bene - ha concluso Poma - calcolando che il supporto cartaceo dell'epoca era piuttosto scadente. Per questo stiamo anche vagliando l'ipotesi di procedere con un lavoro di restauro, per il quale dovremo cercare un finanziamento da parte del ministero degli Esteri, contando anche sul sostegno dell'Università della Tuscia".

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